Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Manifatturiero - page 8

Regione, un fondo da 300 milioni per l’acquisto di nuovi macchinari

in Economia/Istituzioni/Manifatturiero/Meccanica by

“Un fondo da 300 milioni di euro per sostenere gli investimenti produttivi, incluso, soprattutto, l’acquisto di nuovi macchinari: una sorta di ‘Sabatini’ lombarda per accompagnare le nostre imprese nei loro progetti di innovazione”. Lo ha annunciato Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, intervenendo stamani, su delega del presidente Maroni, alla cerimonia di inaugurazione di BI-MU, la rassegna internazionale dedicata all’industria delle macchine utensili, dei sistemi di produzione, dei robot e di tutte le tecnologie annesse, fino a sabato 8 ottobre alla fiera di Rho-Pero (Milano).

AUMENTARE COMPETITIVITA’ SISTEMA – “Sara’ un intervento molto concreto per aumentare la competitivita’ del nostro sistema produttivo e – ha spiegato Parolini – a favore di settori come il vostro, che di fronte alla crisi della domanda interna ha saputo penetrare i mercati stranieri, facendo registrare performance sorprendenti e sostenendo la ripresa del mercato interno”.

FAVORIRE INSEDIAMENTI NEI COMUNI – “Durante questa legislatura abbiamo poi impresso una forte spinta alla nostre politiche per promuovere l’aggregazione, la contaminazione tra settori differenti e la valorizzazione delle filiere di eccellenza quali driver di sviluppo. Accanto a questo obiettivo – ha concluso l’assessore – stiamo infine lanciando una misura sperimentale, denominata ‘Attract’, per favorire l’apertura di nuovi insediamenti produttivi attraverso il coinvolgimento dei Comuni e l’introduzione di condizioni favorevoli per le imprese, quali incentivi fiscali, sburocratizzazione e altre forme di supporto”.

Metallurgica San Marco e ex Cinema di Calcinato, dalla Regione arrivano 1,9 milioni

in Economia/Evidenza/Istituzioni/Manifatturiero by

“Stanziamo oltre 1,9 milioni di euro per sostenere da una parte un progetto di innovazione in grado di generare un investimento da più di 2,1 milioni di euro e di tutelare più di 100 posti di lavoro e dall’altra la realizzazione di uno spazio multifunzionale che sarà volano per la comunità dal punto di vista economico, sociale e culturale”. È quanto ha dichiarato Mauro Parolini, assessore regionale allo Sviluppo economico, annunciando l’approvazione odierna da parte della Giunta, su sua proposta e con il concerto dell’assessore all’Università, Ricerca e Open Innovation Luca del Gobbo, dello schema di accordo per la competitività che Regione Lombardia firmerà con Società Metallurgica San Marco S.P.A. e il Comune di Calcinato, Brescia.

STRUMENTI CHE RIVITALIZZANO ECONOMIA – “Con l’approvazione di questo provvedimento – ha continuato Parolini – salgono a 27 gli accordi di competitività deliberati dalla Giunta regionale e sostenuti finora con più di 45 milioni di euro. Un impegno molto importante da parte di Regione Lombardia, che ha permesso ad oggi di sviluppare investimenti per oltre 210 milioni e di salvaguardare 11mila posti di lavoro, confermando questi strumenti come azioni di sinergia tra pubblico e privato in grado di rilanciare e rivitalizzare il nostro tessuto economico e produttivo”.

NUOVE OPPORTUNITÀ MERCATO LAVORAZIONE OTTONE – “Attraverso questo accordo in particolare – ha spiegato l’assessore – ci impegniamo a cofinanziare un progetto innovativo in grado di aprire importati opportunità nel mercato di riferimento dell’impresa coinvolta, grazie allo sviluppo di un nuovo prodotto alternativo all’ottone al piombo, e che consentirà, soprattutto, di mantenere ed accresce l’insediamento produttivo nel territorio del Comune di Calcinato con ricadute molto positive dal punto di vista occupazionale per tutta la provincia di Brescia e l’indotto collegato”.

COMUNITÀ IMPRESA LAB 3.0 – “L’accordo si caratterizza inoltre per un intervento infrastrutturale in capo al Comune, che – ha aggiunto Parolini – prevede la demolizione e ricostruzione dell’Ex cinema Marconi sito in via Carlo Alberto, da cui nascerà uno spazio pubblico denominato “Comunità Impresa LAB 3.0” aperto alla comunità e al tessuto economico locale”.

ACCORDI DI COMPETITIVITÀ – Gli Accordi di competitività sono strumenti negoziali che definiscono diritti e obblighi reciproci tra imprese, Regione ed Enti locali per rendere attrattivo il nostro territorio agendo su leve (semplificazione procedure, contributi per progetti di Ricerca e Innovazione, infrastrutture pubbliche, valorizzazione del capitale umano) che stimolano nuovi investimenti o favoriscono il mantenimento di quelli già esistenti.

CONTRIBUTO REGIONALE – Il progetto di ricerca dalla Società Metallurgica San Marco S.P.A. prevede un investimento complessivo pari a euro 2.140.000,00 euro, di cui 944.811,00 di contributo regionale, mentre per la realizzazione dello spazio multifunzionale “Comunità Impresa LAB 3.0” viene disposto un contributo regionale pari a euro 1.000.000,00 da erogare al Comune di Calcinato.

La Elg Steel della famiglia Pirlo chiede il concordato al tribunale

in Acciaio/Economia/Manifatturiero by

La Elg Steel – azienda di famiglia del campione di calcio Andrea Pirlo – ha chiesto al Tribunale di Brescia l’ammissione alla procedura di concordato. A riferirlo è il Corsera. La società di Castel Mella produce e distribuisce tubi di acciaio e ha toccato quota 75 milioni di fatturato nel 2011, ma nel 2015 i ricavi delle vendite sono scesi a 35,8 milioni di euro e l’esercizio si è chiuso con un rosso da 54mila euro (l’anno precedente era stato meno 22mila), con un indice di indebitamento pari a 3,77 e debiti che hanno “assunto dimensioni decisamente significative in funzione dei mezzi propri esistenti”. L’azienda della famiglia di Andrea Pirlo controlla altre quattro società (E.B.T. srl al 94,15%, E.C.P srl all’89.64%. The Foemwork srl al 51.70% e Galtec Steel al 98%).

Calvi Holding, guidata dal bresciano Chini, sigla partnership con Manoir Group

in Economia/Eventi/Manifatturiero/Meccanica by

Calvi Holding SpA, Gruppo leader a livello internazionale nella metallurgia, con sedi in Italia, Francia, Germania e Stati Uniti – guidato dal bresciano Riccardo Chini – rafforza la propria presenza sui mercati internazionali attraverso la sottoscrizione di un accordo di partnership strategica con Manoir Group, controllato dalla conglomerata cinese Yantai Taihai Group, attiva in vari settori industriali, tra cui la produzione di componentistica per centrali nucleari e di manufatti metallurgici per i settori industriale e petrolchimico.
L’accordo prevede importanti sinergie societarie, produttive e commerciali.

All’interno di Calvi Holding, il progetto coinvolge in particolar modo la business unit specializzata nella tecnologia dell’estrusione a caldo di profilati speciali in acciaio e altre leghe (nella quale il Gruppo detiene una leadership mondiale).

Con questa operazione, si rafforza il coordinamento produttivo e commerciale che coinvolge le aziende del Gruppo che operano in una nicchia high-tech della metallurgia: l’italiana Siderval SpA di Talamona (SO), la francese Cefival SA, con sede a Persan, a cui si aggiunge, per frazionamento della tedesca Hoesch Schwerter Profile GmbH, la neocostituita Hoesch Schwerter Extruded Profiles GmbH, che rileva dall’azienda madre l’impianto di estrusione a caldo.

Siderval controllerà quindi la totalità del capitale delle altre due società, assumendo così il ruolo di sub-holding industriale della business unit estrusione di Calvi Holding.

Manoir è quindi entrata nel capitale sociale di Siderval con una quota di minoranza pari al 41,65%, conseguita con un investimento complessivo di 26,6 milioni di Euro tra acquisto diretto di azioni Siderval e sottoscrizione di un aumento di capitale della stessa.
Siderval e Taihai costituiranno una joint-venture in Cina, nella regione dello Shandong, finalizzata all’installazione di un impianto di estrusione a caldo di grandi dimensioni per la produzione di profilati speciali, che consentirà a Siderval di rafforzare la propria leadership internazionale, integrando e ampliando la gamma dei prodotti offerti e dei settori industriali serviti.

Dai punti di vista industriale e commerciale, in un orizzonte di 36 mesi, l’operazione consentirà al Gruppo Calvi di rafforzare la propria presenza sui mercati asiatici con molte opportunità e interessanti prospettive di sviluppo delle vendite, grazie alla possibilità di promuovere i propri servizi e competenze per la produzione di profili speciali anche attraverso la produzione locale e la rete cinese di Taihai. Molte infatti le sinergie realizzabili tra i due soggetti industriali che, oltre a operare singolarmente in numerosi campi dell’industria metallurgica e meccanica avanzate, sono in modo particolare complementari nei settori dell’energia, della petrolchimica, dell’Oil&Gas e dell’ingegneria off-shore e strutturale.
“L’accordo”, dichiara Riccardo Chini, presidente e azionista di riferimento di Calvi Holding S.p.A., “rappresenta un passo importante per il nostro Gruppo. Questa operazione permetterà ai due partner industriali, entrambi motivati e orientati alla fornitura di prodotti e servizi innovativi e competitivi, di trarre reciproco beneficio da un progetto industriale ambizioso e unico: rafforzare la nostra leadership in Occidente, mediante un ampliamento della gamma produttiva, e rispondere, tramite la nuova localizzazione in Cina, alla domanda crescente di manufatti siderurgici lunghi altamente specializzati proveniente dai mercati asiatici”.
Il team di Calvi Holding che ha seguito l’operazione, composto da Laura Zatti, responsabile M&A di Gruppo e da Pierangelo Manella, responsabile legale, è stato affiancato dallo studio legale internazionale Orrick, nelle persone di Marco Nicolini, head corporate department italiano e Andrea Piermartini Rosi, partner corporate.

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Calvi Holding
Formata da un’aggregazione di realtà multinazionali che vantano, sommandoli, oltre 700 anni di lavoro e di esperienza nell’ingegnerizzazione e nella produzione di profili speciali in acciaio su disegno del cliente, Calvi Holding S.p.A. detiene oggi partecipazioni di controllo in 12 aziende manifatturiere operanti nei settori della metallurgia, e, con una più recente diversificazione nella meccanica.
Con circa 1.450 dipendenti, il gruppo ha registrato nel 2015 un fatturato di 312 milioni di Euro (+8,4% sul 2014), un MOL di 21,5 milioni di Euro e ha effettuato investimenti per 12,7 milioni di Euro. Per il 2016 si prevede un fatturato di circa 330 milioni di Euro e un MOL di oltre 24 milioni di Euro.
Le attività sono organizzate in 2 divisioni: il ramo della metallurgia, specializzato nei profili speciali in acciaio fabbricati su commessa con tecnologie deformazione a caldo e a freddo, con le 9 aziende del Calvi Network Special Steel Profiles, e, dal 2008, il ramo diversificato della meccanica, costituito da 3 aziende operanti nella produzione di gruppi di sollevamento per carrelli elevatori.
Calvi Holding nasce nel 2004 dall’unione di 2 aziende – Calvi SpA e Siderval SpA – da oltre un cinquantennio leader nella fabbricazione di profili speciali in acciaio su disegno del cliente. Questa attività, che risponde alle necessità crescenti del mercato di soluzioni di deformazione (interessanti alternative tecnologiche alle lavorazioni di macchina), rappresenta ancora oggi il core-business del gruppo. Il Network, forte di una tradizione consolidata nella lavorazione dell’acciaio e di un know-how di riconosciuta eccellenza, si propone come partner per la produzione di sezioni speciali destinate ad innumerevoli applicazioni, nei più svariati comparti industriali tra i quali l’energia, il settore aeronautico, l’automazione e le macchine utensili.

Nel 2008 Calvi Holding coglie l’opportunità di rilevare da una banca e un imprenditore canadesi il gruppo Lift Technologies, unica entità mondiale specializzata nell’ingegnerizzazione e nella produzione di gruppi di sollevamento per carrelli elevatori, che vede tra i propri clienti tutti i principali OEM mondiali dei settori delle apparecchiature per la logistica e della movimentazione dei materiali. Tale acquisizione ha dato origine alla divisione meccanica del gruppo, che consta oggi di 3 aziende basate in Italia, Usa e, dal 2016, Brasile, ed è fortemente integrata con il business dei profilati da cui riceve i suoi componenti principali.
Il Gruppo Calvi, fino alla crisi internazionale del 2008, è stato in costante espansione, con la progressiva integrazione delle più significative realtà produttrici di profili speciali fino all’acquisizione della canadese Lift-Technologies e ha saputo, in breve tempo, affermarsi come leader riconosciuto a livello globale in 2 ambiti altamente specializzati dell’industria metallurgica e meccanica, sviluppando al meglio il modello reticolare da sempre alla base di un progetto industriale centrato sulla generazione valore mediante sinergie tecniche e commerciali, connettendo tra loro diverse realtà detentrici di know-how specifici e di elevate cultura ed esperienza manifatturiere.
Il tracollo economico globale iniziato nel 2008 ha colpito il Network nel momento cruciale del proprio sviluppo. Ma i buoni risultati registrati negli ultimi anni, nonostante la perdurante instabilità del contesto economico globale, confermano la qualità del modello di business e evidenziano l’eccellenza di un gruppo flessibile e competitivo che ha mantenuto e accresciuto costantemente il proprio portafoglio di clienti e attività.
Con la partnership con il gruppo TaiHai, Calvi Holding da un nuovo e rilevante impulso al suo percorso di crescita globale, rafforzandone nel contempo il carattere italiano, fatto di tradizione, competenza e innovazione in ambiti di elevata specializzazione.

Secondo trimestre in positivo per l’artigianato lombardo. Massetti: luci e ombre

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Manifatturiero by

Un secondo trimestre 2016 in positivo per l’artigianato manifatturiero lombardo: “Fatto non solo di molti segni più, ma anche di una crescita diffusa a tutti i dati congiunturali, e che vede l’artigianato cavarsela meglio dell’industria”, commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti. Che sottolinea: “Cresciamo su tutti i mercati, interni e esteri, ma in particolare cresce sopra la media il settore metalmeccanico, che siamo soliti considerare la nostra “sentinella”, settore storicamente baricentrico per il comparto artigiano: un ulteriore elemento che ci fa ben sperare per i mesi a venire”.

I dati della congiuntura di Unioncamere Lombardia registrano infatti per le aziende artigiane manifatturiere una nuova svolta congiunturale positiva nella produzione (+0,8%) e un’accelerazione rispetto allo scorso anno con una variazione tendenziale dell’1,8%. L’indice della produzione sale a quota 71,2 (dato destagionalizzato, base anno 2005=100) recuperando 2,5 punti rispetto al minimo del 2013, ma rimanendo purtroppo ancora ben lontano da quota 100 e 5,5 punti sotto il massimo registrato nel 2011.

Da un punto di vista settoriale, il segno positivo che caratterizza circa metà dei comparti. I sei settori in espansione sono guidati dalla meccanica (+3,4%), seguita da gomma-plastica (+2,1%), legno-mobilio (+2,0%), alimentari (+1,9%) e manifatturiere varie (+1,6%). In leggera crescita l’abbigliamento (+0,8%). In contrazione i minerali non metalliferi (legati al mondo dell’Edilizia) (-4,4%), il resto del comparto moda (tessile -2,6% e pelli-calzature -2,2%), carta-stampa (-0,6%) e siderurgia (-0,4%). A livello dimensionale le micro imprese artigiane restano stazionarie, le imprese da 6 a 9 addetti sono in crescita dell’1,8% e quelle con oltre 10 addetti del +3,6%. “Ancora una volta le imprese artigiane che vanno meglio sono le più strutturate – commenta Massetti – a dimostrazione che la competitività, su mercati complessi come gli attuali, vada giocata su qualità e capacità di innovare, elementi che caratterizzano più facilmente le imprese più strutturate o capaci di lavorare in rete”.

Le imprese che dichiarano variazioni negative nei livelli della produzione scende di un punto (dal 33% al 32%) e, di conseguenza, aumenta la quota delle imprese che dichiarano variazioni positive (dal 43% al 44%). Il fatturato a prezzi correnti è in accelerazione sia dal punto di vista tendenziale (+2,3%) che congiunturale (+0,9%). Sul mercato interno, si registra un +0,8% rispetto al trimestre precedente e un +0,5% tendenziale. Sul versante estero, dal quale il comparto artigiano ricava una quota del fatturato del 7,3% sul totale, i risultati sono ancora più positivi crescendo dell’1,9% rispetto al trimestre precedente e del 5,3% su base annua. Per quanto riguarda l’occupazione, tasso d’ingresso e d’uscita si riducono di pari entità, mantenendo il saldo costante al +0,3% registrato anche lo scorso trimestre. Le aspettative delle imprese artigiane risultano invece in controtendenza in un quadro in miglioramento: produzione e occupazione rimangono in area negativa e peggiorano tornando ad allontanarsi dal punto di svolta. Anche sul versante della domanda le aspettative degli artigiani flettono per entrambi i mercati con la domanda estera che, dopo tre trimestri in area positiva, torna in negativo. “Viviamo un periodo di forte incertezza, con una turbolenza dei mercati ulteriormente alimentata da fenomeni come la Brexit: credo si possa spiegare così la diffusione, tra le nostre imprese, di un sentiment particolarmente negativo, a volte nonostante i risultati d’impresa positivi. – conclude il presidente Massetti – Eppure, oggi più che mai, non dobbiamo perdere una certa dose di fiducia e la voglia di reagire che sono due elementi indispensabili per continuare a scommettere sulle nostre imprese e a competere con successo”.

L’industria rallenta la crescita, nell’artigianato manifatturiero segnali di ripresa

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Manifatturiero/Tendenze by

Nel secondo trimestre del 2016 – secondo una nota del Centro Studi AIB – l’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane registra un nuovo incremento, che segue quello rilevato nei primi tre mesi dell’anno. L’intensità della dinamica congiunturale è tuttavia piuttosto fiacca, se confrontata con quella che ha caratterizzato gli ultimi mesi dell’anno scorso e il primo quarto del 2016. L’evoluzione della produzione continua a caratterizzarsi per una significativa eterogeneità, fra e nei settori, in un contesto in cui la debolezza degli scambi globali e la diffusa incertezza politica su scala internazionale contribuiscono a frenare ogni tentativo di accelerazione dell’attività economica.

Nel dettaglio, la produzione industriale in provincia di Brescia ha sperimentato un incremento congiunturale dell’1,3%; il tasso tendenziale (ossia la variazione dell’indice nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso) è positivo per la undicesima rilevazione consecutiva (+3,3%). Il tasso acquisito, ovvero la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2016, è pari a +3,8%. A seguito delle suddette variazioni, il recupero dai minimi (3° trimestre 2013) è pari al 9,5%, mentre la distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) si attesterebbe intorno al 25%.

L’attività dell’artigianato manifatturiero bresciano – secondo quanto rileva l’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Brescia – chiude il secondo trimestre con segnali nel complesso positivi. La produzione segna un aumento su base annua dell’1,4% e una dinamica congiunturale, al netto degli effetti stagionali, positiva e pari all’1,3%. La ripresa dell’attività produttiva è accompagnata da miglioramenti sia del fatturato sia degli ordinativi e si inserisce in un quadro regionale anch’esso in crescita.

La dinamica produttiva, tuttavia, dalla fine del 2012 (periodo in cui ha raggiunto i livelli più bassi) ha intrapreso un sentiero di crescita lento e altalenante, fatto di battute d’arresto e recuperi, che non hanno consolidato la ripresa ma che, al contrario, la tengono ancora lontana dai livelli pre-crisi. Tutto ciò è evidente dall’andamento dell’indice della produzione industriale, che attualmente è a quota 71,4, distante oltre 30 punti dai livelli massimi raggiunti nel 2007.

I principali indicatori dell’industria:

Con riferimento ai settori, l’attività produttiva è aumentata significativamente nei comparti: metallurgico e siderurgico (+3,0%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (+2,6%); è cresciuta con minore intensità nell’abbigliamento (+1,3%), nell’agroalimentare e caseario (+0,7%), nel chimico, gomma, plastica (+1,6%), nel materiali da costruzione ed estrattive (+1,7%), nella meccanica tradizionale e costruzione di mezzi di trasporto (+1,1%), nel tessile (+0,9%). E’ invece diminuita nei comparti: calzaturiero (-0,5%), carta e stampa (-1,0%), legno e mobili in legno (-2,4%), maglie e calze (-0,6%).

Le vendite sul mercato italiano sono aumentate per il 32% delle imprese, diminuite per il 22% e rimaste invariate per il 46%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono incrementate per il 36% degli operatori, scese per il 13% e rimaste stabili per il 51%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per il 32%, calate per il 5% e rimaste invariate per il 63% del campione.

I costi di acquisto delle materie prime sono diminuiti per il 6% delle imprese, con un decremento medio dell’1,1%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati rivisti al ribasso dal 15% degli operatori, per una variazione media di meno 0,3%.

Le aspettative a breve termine appaiono coerenti con la prosecuzione di una fase di incertezza per il manifatturiero provinciale. Le incognite legate alle tensioni politiche e terroristiche, nonché quelle derivanti dalle conseguenze di Brexit, rendono ancora più fragile la crescita globale. La produzione è prevista in aumento da 17 imprese su 100, stabile dal 62% e in flessione dal rimanente 21%.

Gli ordini provenienti dal mercato interno sono attesi in aumento dal 20% degli operatori, stabili dal 61% e in calo dal 19%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 18% degli operatori del campione, invariati per il 62% e in flessione per il 20%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in incremento per il 16% delle imprese, stabili per il 70% e in diminuzione per il 14%.

I principali indicatori dell’artigianato:

▪ La crescita produttiva non ha interessato tutti i settori. Infatti, alla dinamica positiva della meccanica (+4,0% su base annua), del tessile (+2,7%) e dell’abbigliamento (+1,2%) si contrappone la performance negativa dei minerali non metalliferi (-8,1%), della siderurgia (-7,1%) e della gomma-plastica (-2,5%).

▪ Il fatturato del comparto artigiano segna una dinamica congiunturale positiva pari all’1,4% e ancora più intensa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+3,1%), trainata dalla componente estera (+5,6%) e sostenuta dal fatturato interno (+2,9%).

▪ Gli ordini sono cresciuti nel secondo trimestre del 2016 dell’1,9% sul trimestre precedente e dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

▪ Anche l’occupazione chiude il trimestre con un leggero risultato positivo pari allo 0,6%. Aumenta, tuttavia, la quota di imprese che hanno fatto ricorso alla Cassa integrazione guadagni che si colloca al 7,8% contro il 6,5% del trimestre scorso.

▪ Tra gli imprenditori artigiani è diffuso un generale atteggiamento pessimistico per il prossimo trimestre per produzione, domanda interna e fatturato. Per la domanda estera domina un orientamento alla crescita, per l’occupazione la previsione è di stabilità.

L’Indagine AIB viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero. L’indagine sull’artigianato della Camera di Commercio, la cui fonte è l’indagine congiunturale Unioncamere Lombardia, ha coinvolto 193 imprese della provincia, pari a una copertura campionaria del 100%.

ALLEGATI

Grafici artigianato 2-2016

Grafici industria 2-2016

Allegato settori industria 2-2016

Piccole imprese: segnali positivi da fatturati, ordini e investimenti

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Manifatturiero/Meccanica/Tendenze by

Fatturati e ordini in crescita in oltre un caso su due, col segno positivo in quasi un caso su due anche la produzione, input positivi iniziano ad arrivare anche da investimenti, soprattutto nel settore metalmeccanico, e occupazione (in circa un caso su cinque). L’analisi congiunturale relativa al secondo trimestre 2016 realizzata dal Centro Studi di Apindustria segnala una tendenza nel complesso positiva e, anche se ovviamente permangono elementi critici per un discreto numero di aziende del campione, l’analisi incrociata dei dati evidenzia realtà aziendali che vivono una fase di netta ripresa negli indicatori considerati. «I numeri sulla ripresa sono ancora esigui – afferma Douglas Sivieri, presidente di Apindustria Brescia -, ma molte piccole e medie imprese bresciane hanno ricominciato ad investire e questo è sicuramente un bel segnale. Purtroppo non tutte le imprese vanno nella stessa direzione e, collegato a questo aspetto, resta il grande problema di un mercato interno che continua a essere fermo e che rappresenta però il naturale sbocco di tante aziende. I mercati esteri, per chi può, sono necessari ma non sufficienti».

L’analisi dei dati congiunturali si sviluppa dal confronto dei dati del trimestre in esame rispetto al trimestre precedente. Più nel dettaglio, osserva il Centro Studi, i principali indicatori economici del II trimestre 2016 segnalano una tendenza nel complesso positiva, ma in moderata crescita: il campione di riferimento si distribuisce tendenzialmente nella fascia +1/+5%. I dati medi sono incoraggianti e positivi: mediamente, crescono fatturato (positivo nel 57% dei casi) e produzione (in crescita nel 48% dei casi, il 27% dichiara stabilità), a fronte di un aumento degli ordini (56%); aumentano mediamente anche i costi di produzione, che si stagliano tra +1 e +8% per il 40% dei rispondenti (il 53% segnala invece stabilità).

Tendenzialmente fermi gli investimenti (in crescita solo nel 22% dei casi), e l’occupazione, in timida crescita per il 28% degli associati. L’analisi incrociata dei dati evidenzia realtà aziendali che vivono una fase di netta ripresa negli indicatori rilevati, con punte positive particolarmente significative.

Rimangono tuttavia presenti situazioni di crisi aziendale, come emerge dall’analisi del grado di utilizzo degli impianti: come per il trimestre precedente, le situazioni di maggior difficoltà – in cui gli impianti lavorano alla metà (o meno) della loro capacità – segnano ulteriori riduzioni (il 33% di chi ha impianti pesantemente sottoutilizzati) anche marcate, mentre nel 7% dei casi hanno avuto un forte impulso.

La tendenza nell’utilizzo degli impianti tuttavia si muove coerentemente con la produzione, segnalando stabilità, affiancata da un timido ma fermo miglioramento. Positivi anche gli andamenti di ordini e magazzino giacenze: se nel primo trimestre 2016 si segnalava una contrazione degli ordini particolarmente pesante per più dell’8% degli intervistati (calo degli ordini superiore all’8%), mentre più dell’8% degli intervistati subiva un incremento significativo delle giacenze (variazione delle scorte superiori al 9%), in questo secondo trimestre si segnala una contrazione degli ordini solo nell’8% dei casi – di cui 5% particolarmente pesanti.

FOCUS SETTORE METALMECCANICO

Il settore metalmeccanico, circa la metà del campione complessivo, presenta evidenze leggermente discordanti rispetto alla totalità degli associati interpellati, nei principali indicatori: soprattutto, impatta negativamente la sezione “costi della produzione”, in cui il 95% dei rispondenti dichiara un incremento. D’altro canto, i metalmeccanici presentano produzione e fatturato con note più positive, nonostante una crescita degli ordini meno rappresentativa in termini percentuali, ma più significativa quantitativamente (il 31% dei rispondenti sfrutta una crescita degli ordini tra 6 e 8%).

Anche l’occupazione trova terreno fertile in questo settore, dove si evidenza una crescita nel 64% dei rispondenti. Bene gli investimenti, in crescita nel 100% dei casi.

Streparava, ricavi in crescita a 153 milioni e investimenti per 24 milioni entro il 2018

in Economia/Manifatturiero by

Bilancio 2015 col segno “più” per la Streparava, con nuovi ordini che nei prossimi anni garantiranno ulteriore crescita al Gruppo specializzato nella produzione di componenti per l’automotive (sistemi sospensione e powertrain).
Questa mattina, nel quartier generale di Adro, il presidente, Pier Luigi Streparava, e l’amministratore delegato e direttore generale, Paolo Streparava hanno presentato i conti del Gruppo, cui fanno capo anche i siti produttivi in Spagna, India, Brasile e la Borroni Powertrain di Saronno, acquisita di recente.
Il fatturato consolidato è cresciuto nel 2015 superando i 153 milioni di euro dai 145,6 dell’esercizio precedente. Positiva pure la dinamica dell’Ebitda (margine operativo lordo) passata dal 7,76% del 2014 all’8,52%. Lieve flessione invece per l’utile di Gruppo che si attesta a 3,74 milioni (nel 2014 superava di poco i 4 mln), restando comunque a ottimi livelli e confermando la reddittività dell’azienda, che lo scorso anno ha prodotto 3 milioni di componenti powertrain e altrettanti sistemi di sospensione.
“Archiviamo il 2015 con volumi positivi e la soddisfazione per aver acquisito due nuovi importanti ordini, che comporteranno per noi ingenti investimenti. Una delle commesse arriva dalla Germania, segno ancora una volta che in Italia con la meccanica ci sappiamo fare, visto che siamo in grado di superare i nostri competitor tedeschi, malgrado gli extracosti sostenuti nel nostro paese a cominciare dal prezzo dell’energia”, ha sottolineato il presidente Pier Luigi Streparava.
“Con questo ordine proveniente dalla Germania per fornire componenti per sospensioni indipendenti destinate a un Suv, Streparava fa il suo ingresso in un segmento centrale dell’automotive, quello delle passenger car, che va ad aggiungersi a quelli da noi tradizionalmente serviti, ovvero veicoli commerciali e mezzi pesanti”, ha spiegato l’ad Paolo Streparava.
Il contratto quinquennale di fornitura prenderà avvio nel 2017 e a regime arriverà a valere 18 milioni. Il secondo nuovo ordine, del valore a regime di 9,5 milioni, riguarda invece la fornitura per 5 anni di componenti motore a Magneti Marelli. Anche grazie a queste commesse, Streparava investirà nel triennio 2016-2018 oltre 24 milioni, soprattutto in macchinari.
Si allarga quindi il perimetro delle forniture e i vertici della holding non escludono nuove acquisizioni per crescere, integrare meglio i processi e ampliare il portfolio clienti.
Il Gruppo prevede quindi di aumentare ancora i ricavi sia quest’anno, superando i 159 milioni, sia nel 2017, toccando i 166 milioni. In crescita anche i dipendenti: il prossimo anno saranno 766 contro i 607 del 2015.
Prosegue con soddisfazione anche l’attività di ricerca e sviluppo, specie nel campo dell’alleggerimento delle componenti automotive. Un paio di settimane fa, infatti, Streparava ha ricevuto dall’Associazione Italiana di Metallurgia un premio per lo sviluppo di un innovativo componente per sospensioni in alluminio pressofuso.
A fine settembre l’azienda festeggerà nello stabilimento di Adro il 65esimo compleanno insieme a tutti i collaboratori e i loro familiari. Un’occasione per parlare di quanto è stato fatto negli ultimi anni e di ciò che si farà nel prossimo futuro sul fronte della sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Anche Rubinetterie Bonomi nel programma Elite Deutsche Bank Lounge

in Banche/Economia/Manifatturiero/Meccanica by

Si è tenuta oggi nella sede di Borsa Italiana a Milano l’evento di presentazione delle 17 società italiane selezionate per costituire la prima Elite Deutsche Bank Lounge: una classe di aziende clienti della banca che entrano nel programma per accelerare la crescita delle imprese eccellenti. Le aziende sono distribuite sul territorio nazionale, e Brescia è rappresentata dalle Rubinetterie Utensilerie Bonomi

La Elite Deutsche Bank Lounge fa seguito all’accordo strategico siglato tra la Banca ed Elite lo scorso aprile con l’obiettivo di creare un gruppo dedicato di aziende del segmento Mid Cap. Il gruppo di aziende presentato oggi entra nella community Elite e verrà supportato nel percorso di crescita all’interno del programma da Deutsche Bank che ha deciso di investire nelle aziende della Elite Deutsche Bank Lounge contribuendo economicamente nel loro accesso a Elite. L’obiettivo di lungo termine è quello di garantire loro l’accesso a numerose opportunità di finanziamento, migliorare la loro visibilità e la loro attrattività e metterle in contatto con potenziali investitori, affiancandole in un percorso di cambiamento culturale e organizzativo.

Nello specifico si tratta di 17 aziende distribuite sul territorio nazionale (con una particolare concentrazione in Triveneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Puglia) che operano in vari settori tra cui l’alimentare, l’arredamento e l’ingegneria industriale.

Le aziende di Elite Deutsche Bank Lounge si vanno ad aggiungere alle già 389 società internazionali che ad oggi costituiscono Elite, portando a oltre 400 il numero di aziende all’interno del programma.

Più nel dettaglio, il programma Elite per la squadra di Deutsche Bank prevede: la partecipazione del top management delle aziende a otto giornate (tra giugno e novembre) formative suddivise in quattro moduli (crescita e internazionalizzazione, governance e organizzazione, ruolo del Cfo, fund raising); la partecipazione a workshop formativi nell’arco temporale di un anno; l’organizzazione di company check-up con un team di consulenti coordinati da Borsa Italiana per verificare i cambiamenti da mettere in atto al fine di perseguire il percorso di cresciata. Alla fine del percorso le aziende otterranno il certificato Elite.

Cdo in visita da Bonometti: nuovi spunti per collaborare

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Nei giorni scorsi un incontro speciale si è tenuto presso OMR (Officine Meccaniche Rerzzatesi) dove oltre 50 imprenditori associati CDO Lombardia Sud Est guidati dal presidente Paolo Paoletti, dal vice presidente Giovanni Cristini e dal direttore Chiara Brunori, sono stati accolti dal titolare Marco Bonometti per una visita aziendale e una conversazione tematica su produttività, competitività e internazionalizzazione. Questo è il terzo incontro dell’iniziativa CDO ‘Ci vediamo in azienda’ (il primo è stato presso ‘Leonardo srl’ e il secondo presso ‘La linea verde S.p.A’) grazie alla quale sempre più numerosi imprenditori accolgono l’invito a confrontarsi con colleghi che hanno esperienze significative da condividere.

“Un bel confronto, senza peli sulla lingua, che ha messo in evidenza le criticità e le esigenze vissute oggi dal mondo imprenditoriale – commenta Paolo Paoletti, presidente CDO Lombardia Sud Est. Spunti interessanti su cui lavoreremo insieme come, ad esempio, i rapporti con l’università per avvicinare in maniera più concreta le conoscenze accademiche alle realtà aziendali. L’internazionalizzazione sarà un altro tema che approfondiremo per trovare la giusta formula tra costi e opportunità concrete. Sburocratizzazione e snellimenti procedurali sono altri due punti critici comuni a tutte le imprese, che non hanno ancora trovato soluzione efficace. Credo si sia fatto troppo poco fino ad ora per favorire la competitività. Anche qui abbiamo ampio margine di lavoro”.

“La novità assoluta che ho particolarmente apprezzato – conclude Paolo Paoletti – è la condivisione di vedute, soprattutto sul cambiamento che il mondo associazionistico sta attraversando. Un dialogo trasversale che va oltre il campanilismo e l’autoreferenzialità molto spesso tipici di tali contesti. Ringrazio Marco Bonometti per la sua disponibilità e per la lucidità che da sempre lo caratterizza, oltre che per aver voluto condividere con noi alcune sue chiavi di lettura del successo e del mondo che rappresentiamo, utili a proseguire il percorso di crescita che ognuno di noi sta portando avanti”.

L’85% circa dei soci presenti apparteneva al comparto dei ‘produttivi’ e il 15% a quello dei servizi. Il 65% sul totale dei partecipanti proveniva dal comparto della meccanica.

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