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Cultura

Rituali magici: di che si parla?

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Molti di noi hannosentito parlare almeno una volta nella vita dei rituali magici. Di cosa si tratta?

Un rituale magico non è altro che una procedura che mette insieme un sistema di pratiche esoteriche che venivano utilizzate già secoli fa da civiltà arcaiche. Sebbene possa sembrare che non vi siano dei fondamenti storici, ciò non è sicuramente vero: questo tipo di rituali venivano perpetrati assiduamente da molte civiltà, e venivano considerati assolutamente normali, accettati dalla società. Anche se ovviamente oggi possiamo affermare che parliamo di pratiche senza alcuna conferma pratica o scientifica.

Il mago – secondo la tradizione – è una figura che riesce ad interagire con l’aldilà, con degli spiriti, per cercare di incanalare determinate energie sovrannaturali verso certi scopi precisi. Nella fattispecie, la magia è la forma esoterica più importante per riuscire ad arrivare alla conoscenza: ciò permette, in qualche modo di prevedere anche certe situazioni. Da qui è scaturita la – discussa – figura della cartomante, colui che legge il futuro. In realtà – sempre secondo le teorie di chi fa queste pratiche – “il mago riesce a prevedere alcune situazioni facendo dei collegamenti particolari, ma superando le leggi universali terrene”.

La magia si serve di spiriti e forze ultraterrene. Tra i rituali magici più diffusi troviamo sicuramente i rituali d’amore. Non sono altro che dei rituali magici, esoterici, che permetterebbero ad una persona di innamorarsi di un’altra persona. In realtà si parla di un discorso assai più complicato e articolato. Prime testimonianze dei cosiddetti “legamenti d’amore” risalgono già a diversi secoli fa: questo tipo di rituale avrebbe lo scopo non solo di fare innamorare una persona di un’altra (quella appunto che decide di portare avanti il rituale), ma anche di farsi desiderare da questa, alle volte solo “entrare nella sua testa”. Sono riti che hanno una natura impositiva, con una finalità effettivamente egoistica: questo rituale crea una sorte di ponte astrale tra due persone, tra quella che desidera e quella che si vorrebbe desideri. Ci sono sensitivi che operano da anni con questi rituali. Il rituale magico è qualcosa di complicato e il medium è colui “che sa come agire e può garantirne la riuscita”.

Fin qui la versione di chi opera nel settore e chi ci crede. Chi si rivolge a maghi e cartomanti, la cui attività è consentita dalla legge, è ovviamente libero di faro. Ma – lo ribadiamo per evitare equivoci e per evitare che qualcuno cada in inganno – non esistono prove scientifiche o pratiche del fatto che i rituali magici possano avere effetti.

Fotografia pubblicitaria: perché è così importante?

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In un mondo dove la tecnologia è sempre in continuo movimento e fare una fotografia è così semplice, sono in molti a non ricordarsi di quale è il ruolo di un fotografo professionista. Fattore ancora più importante quando si parla di fotografia pubblicitaria.

Tutte le persone possono scattare una fotografia, ma non tutti sono in grado di realizzare scatti che siano degni di una campagna pubblicitaria di alto livello. Proprio per questo motivo, scegliere un ottimo fotografo pubblicitario e advertising a Brescia è senza ombra di dubbio più che importante.

Perché investire nella fotografia pubblicitaria?

Le persone sono sempre più attratte dalle immagini. Fattore che quindi permette alle aziende che sanno sfruttare queste immagini di prosperare anche dal punto di vista degli affari. Quando si vuole attirare l’attenzione di un potenziale cliente, si hanno solo pochi secondi. Secondi in cui l’immagine che rappresenta un’azienda deve catturare l’attenzione del cliente tipo.

Ogni giorno, i consumatori sono bombardati da un numero sempre maggiore di immagini:

– quarant’anni fa, i consumatori erano esposti a circa 500 annunci al giorno;
– attualmente, in particolare per chi abita in una città, si stima che una persona sia raggiunto da 10.000 annunci ogni giorno.

Come si può comprendere, riuscire a far emergere il proprio messaggio da questa vera e propria bolgia di colori e soggetti non è del tutto semplice. Solo chi è in grado di cogliere l’attimo e lo scatto migliore, potrà avere qualche chance di far emergere la propria fotografia tra questo tripudio di soggetti.

Per comprendere l’importanza che la fotografia ha nel campo della pubblicità, ecco una serie di dati che possono chiarire l’attuale situazione nel web e nella pubblicità tradizionale.

– Gli articoli con immagini pertinenti ricevono oltre il 90% di visualizzazioni in più rispetto a quelli che non ne contengono.

– I comunicati stampa che sono correlati con una immagine, ottengono il 15% in più di possibilità di essere visualizzati rispetto ai comunicati dove non è presente.

– Il 60% dei consumatori online affermano di preferire le aziende che si presentano con un’immagine di alta qualità.

– Più di due terzi degli acquirenti dei negozi online riferiscono che l’immagine di un prodotto è in grado di modificare la loro decisioni di acquisto.

Come si può dedurre, ogni azienda ha intenzione di mettere in mostra il meglio del proprio prodotto. Cosa che si può riuscire a fare solo grazie all’esperienza di un fotografo esperto e capace di valorizzare ogni più piccolo dettaglio.

Se si prende la decisione di utilizzare immagini di bassa qualità, si può instillare nel consumatore l’idea che i propri prodotti siano della stessa qualità. Fattore che può quindi influire in maniera importante sulla conversione delle campagne di marketing che si sono messe in atto.

Chi non ha le capacità di realizzare delle fotografie di alto livello, è bene che si affidi ad un professionista in grado di farlo. La differenza tra un lavoro realizzato per diletto e uno realizzato professionalmente, sono spesso notevoli e possono portare una serie di vantaggi non da poco.

 

Libri ed editoria, l’export bresciano vale 10 milioni di euro

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Libri

Libri ed editoria sono tra i prodotti culturali italiani più esportati all’estero, per un valore di mezzo miliardo circa in sei mesi, Milano con 81,5 milioni rappresenta un sesto di questo giro d’affari e cresce del 5,5% a fronte di una contrazione del dato nazionale. Dalla musica al cinema, dalla creatività all’intrattenimento, dalla fotografia allo sport, tutti i prodotti culturali “made in Italy” rappresentano un business da 1,4 miliardi nei primi sei mesi del 2019. Le principali destinazioni  sono Francia (20,5% del totale, +10,8%), Stati Uniti (15%, +10,8%) e Germania (8,8%). Cina in forte crescita: +44,4%, seguita da Austria (+20,8%) e Paesi Bassi (+11,9%).

Milano con 192 milioni di euro complessivi in sei mesi (+12,4%), guida la classifica italiana degli esportatori e rappresenta un settimo del totale nazionale. È seguita da Forlì-Cesena, Treviso (+12,6%), Piacenza (+33,1%) e Bergamo (+19,7%). Ma per sapere dove va e da dove parte l’export, quali sono i maggiori mercati di sbocco e i prodotti più apprezzati arriva la mappa: “Cultura e tempo libero: i prodotti italiani nel mondo”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e da Promos Italia, la struttura del sistema camerale a supporto dell’internazionalizzazione.

Cultura e tempo libero italiani nel mondo: le principali destinazioni per prodotto. Oltre alla Francia, prima per prodotti editoriali (+15,5%), fotografia (+28,4%) e articoli sportivi (+2,7%), si distinguono: il Regno Unito per attività cinematografiche, video e televisive (+23,5%), gli Stati Uniti primi per prodotti delle attività creative e di intrattenimento (+26,9%) e di biblioteche, musei e archivi (+46,8%), la Germania per strumenti musicali (+21,7%), la Spagna per giochi per computer e software (+156,6%), la Serbia per editoria musicale (+11,4%). Emerge dalla mappa realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia, la struttura del sistema camerale a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese, su dati Istat 2019 e 2018 al secondo trimestre.

I prodotti culturali e del tempo libero “made in Italy” più esportati. Articoli sportivi e libri, periodici e prodotti editoriali per mezzo miliardo circa di euro ciascuno, attività creative per 172 milioni, prodotti cinematografici, video e televisivi per 75 milioni, strumenti musicali per 65 milioni. In crescita cinema, video e tv (+27,7%), editoria musicale (+24,7%), attività fotografiche(+22,6%) e culturali (+34,3%), giochi per computer e software (+15,2%) e articoli sportivi (+7,9%).

I maggiori esportatori italiani per prodotto. Milano per libri ed editoria, per attività creative e di intrattenimento e di biblioteche, archivi e musei, Treviso per giochi per computer e software, Piacenza per cinema, video e tv, Monza Brianza per fotografia, Asti per editoria musicale, Macerata per strumenti musicali e Forlì-Cesena per articoli sportivi

Lombardia con 337 milioni di export culturale in sei mesi (+3%) rappresenta un quarto del totale italiano. Dopo Milano con 192 milioni e Bergamo con 57, vengono Monza e Brianza con 29 milioni, Mantova e Varese con 13 milioni e Brescia con circa 10. In crescita oltre a Milano, Mantova (+25,7%), Bergamo (+19,7%), Sondrio (+19,1%) e Brescia (+13,6%). Sono i libri e i prodotti dell’editoria a valere di più in Lombardia: rappresentano il 48% dell’export culturale, seguono le attività di intrattenimento e gli articoli sportivi (18%).

Libri, il settore a Brescia dà lavoro a 908 imprese e 3mila persone

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Libri e editoria, dalla stampa alle librerie un business per 61 mila imprese in Italia e 194 mila addetti, con 27 miliardi di fatturato annuale, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi al secondo trimestre 2019. Da produzione e commercio di libri alle agenzie di stampa fino a programmazione e trasmissione televisiva. In Lombardia coinvolte 11 mila imprese, con 50 mila addetti e 12 miliardi di fatturato. Un settore femminile, in cui le donne pesano il 31% tra le imprese in Italia, il 27% in Lombardia. I giovani sono il 7% nel Paese e il 5% in regione. Gli stranieri sono il 3%.

Più forniti tra i territori italiani, Roma e Milano. Prima Roma con 6 mila imprese circa. Ha 37 mila addetti, che crescono del +2,3% in cinque anni. Segue  Milano con oltre 5 mila imprese e 32 mila addetti, questi ultimi restano stabili. Poi c’è Napoli con 3 mila imprese e quasi 5 mila addetti, Torino con 2 mila imprese e 7 mila addetti, Bari, Firenze, Salerno, Bologna, con 5 mila addetti, Catania, Palermo, Genova con oltre mille imprese.  Tra le prime per addetti anche Bergamo, Padova e Verona con circa 5 mila. Nel settore crescono le librerie, +2% in Italia e +9% a  Milano. Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro imprese al secondo trimestre 2019 e 2018. Per business, dopo la Lombardia con 12 miliardi, c’è il Lazio con 7 miliardi, Emilia Romagna, Veneto con circa due miliardi. Per territorio, affari più consistenti per Milano, con 11 miliardi, Roma con 7 miliardi, Torino con oltre 700 milioni, Bologna, Verona e Bergamo con oltre 500 milioni.

I settori legati all’editoria in Lombardia. Un business da 12 miliardi in Lombardia dove sono attive 11 mila imprese con 50 mila addetti secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su fonte Registro Imprese al secondo trimestre 2019. I settori più coinvolti sono le librerie, (circa 5 mila imprese su 32 mila nel Paese), stampa (3 mila imprese su 17 mila), editoria (oltre 2 mila su 10 mila).

Quasi la metà delle imprese lombarde è concentrata nell’area di Milano, Monza Brianza e Lodi. Prima è Milano con circa 5 mila imprese e 32 mila addetti, stabili in cinque anni. Poi c’è Brescia con 908 imprese e 3 mila addetti, Bergamo con 839 imprese e 5 mila addetti, Varese e Monza con oltre 700 imprese e 2 mila addetti ciascuna, Como e Pavia con circa 500 imprese l’una, a Como con circa 1.600 addetti. A Lodi sono 169 le imprese con quasi 500 addetti.

Fotografia industriale: quel ramo dell’arte visiva che sorprende

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Azienda, foto generica da Pixabay

La fotografia è un comparto articolato, complesso, che si compone di svariati aspetti e tipologie; dalla fotografia di moda, alla fotografia artistica, fino a spaziare in innumerevoli ramificazioni di una stessa attività. Ramificazioni delle quali fa parte anche la fotografia industriale. Una realtà forse poco conosciuta ma che ci regala immagini di alto profilo che reinterpretano luoghi e ambienti diversamente e erroneamente pensati impersonali e scontati.

Talento, esperienza e arte nell’industria

Fotografia industriale è il termine che fa riferimento a a uno specifico comparto della fotografia pubblicitaria, che crea i propri documenti fotografici scegliendo come soggetti edifici, aziende, palazzi, grattacieli, e strutture architettoniche di vario tipo; il risultato è decretato dal grado di esperienza di chi realizza, nell’ambito di questo lavoro, immagini complesse nella loro immediatezza, che richiedono un grande studio di inquadrature, luci, e colori; pur dando un effetto finale di semplicità lineare.

Conoscere attraverso le foto industriali

La fotografia industriale ha come scopo primario quello di valorizzare luoghi caratterizzati da un mood geometrico e asettico, amplificando il valore della prospettiva, e lavorando su una ricerca di soluzioni creative assolutamente uniche; una ricerca che scalda e enfatizza foto che diversamente sarebbero fredde ed impersonali. Un servizio specifico di fotografia industriale può mostrare l’efficacia di un processo produttivo di alto livello, e le performance di ambienti dedicati all’installazione di luoghi lavorativi;  il fotografo industriale e senza dubbio anch’esso un artista, un creativo, che attraverso un processo professionale trasforma le semplici immagini di strutture, case e fabbriche in opere d’arte.

 Il soffio dell’arte nell’architettura civile

Foto che trattano di spazi civili, commerciali, industriali, immagini realizzate da un fotografo industriale che rispecchiano il nostro tempo, e che  ci propongono interni di aziende, industrie, ecc. ecc. luoghi che sono preclusi ai non addetti ai lavori, quindi l’artista diventa anche un promotore di un’informazione visiva industrializzata. ma non per questo meno artistica.  Un progetto sviluppatosi intorno a sé stesso che ha fatto di ogni singola foto una minuziosa descrizione di un mondo a sé. Opere d’arte che vanno controcorrente e animano di unicità luoghi che diversamente sarebbero gli statici testimoni del nostro tempo.

Fotografie industriali: la poesia civile dei muri e degli spazi

La fotografia industriale potrebbe essere scambiata per una mera produttrice di foto fredde e descrittive, chiuse nel recinto di una visione stereotipata delle immagini prodotte a scopo pubblicitario e aziendale. Invece abbiamo molti esempi di fotografia industriale permeata di passione e ricerca del cuore dei luoghi fissati in immagini che diventeranno senza tempo; piccoli frammenti di vita che si infrangono contro l’inesorabile scorrere dei giorni…degli anni, ma che lasciano immutato lo stupore di fronte a tanta bellezza intrinseca. Una foto di un palazzo può emozionare, può colpire e restare indelebile come la foto di un’icona cinematografica o quella del sorriso di nostro figlio in egual misura, dipende da chi ne possiede la paternità.

Movida e shopping, nel Bresciano le imprese sono 17mila

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Movida, foto generica da Pixabay

Sono 120 mila le imprese che nel 2019 in Lombardia sono legate al settore della movida, tra shopping, ristorazione, alberghi, tempo libero, sport, musica ed eventi su 933 mila attive in Italia, stabili in un anno secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese 2018 e 2019. Danno lavoro a 559 mila addetti (+4% in un anno e +16% in cinque) su circa 3 milioni occupati nel settore in Italia (+3% e +11%) e generano un business da 42 miliardi su 150 a livello nazionale. Oltre 42 mila imprese hanno sede a Milano, quasi 17 mila a Brescia, circa 13 mila a Bergamo e 9 mila a Varese, 8.400 a Monza e Brianza, circa 6.500 a Pavia e Como. Crescono a Milano (+0,4% in un anno e +5,6% in cinque). Un settore femminile in cui le donne pesano oltre un terzo delle imprese, giovane e etnico con imprese giovani e straniere a quota circa 10%.

Milano prima in Italia per giro di affari e addetti del settore. Con business da 31 miliardi di euro su circa 150 miliardi nazionali, Milano è prima in Italia per ricavi, seguita da Roma (27 miliardi), Napoli (oltre 6 miliardi), Padova e Torino (circa 4 miliardi l’uno). Il primato di Milano si estende anche agli addetti, con 288 mila (+5% in un anno e +23% in cinque anni) su circa 3 milioni nel settore nel Paese, davanti a Roma (253 mila) e Napoli (133 mila). È terza invece per numero di imprese, 42 mila su 933 mila in Italia, dietro Roma, con 81 mila, e Napoli, con 61 mila.

Milano città. Sono 26 mila le imprese nei settori della movida, +1,2% in un anno, +13% in dieci anni, dalle 23 mila imprese del 2009. La maggior crescita dopo Expo, con +2,6% nel 2016 rispetto al 2015. Traina il settore di intrattenimento, divertimento e sport, con 1211 imprese, +38% in dieci anni, la ristorazione con 11 mila imprese +35%, cinema e musica con 1206 imprese +16%, viaggi con 820 imprese +12%, stabile il commercio costante a 12 mila imprese in dieci anni.

In Italia ci sono 933 mila imprese legate alla movida. Ai primi posti Roma con 81 mila (erano 80 mila un anno fa, +1% in un anno e + 7% in cinque), Napoli con quasi 61 mila, Milano con oltre 42 mila, Torino (31 mila), Bari (24 mila), Salerno (23 mila).

Tra i settori più numerosi: commercio (a Milano 18 mila imprese, 53 mila in Lombardia e 472 mila in Italia), bar e ristoranti (18 mila a Milano, 51 mila in Lombardia e 336 mila in Italia), attività di intrattenimento specializzate (2 mila a Milano, 6 mila in Lombardia, 44 mila in Italia). Poi ci sono le imprese legate a cinema e musica, 1429 a Milano, 2093 in Lombardia e 11 mila in Italia.

Zoomafia, la criminologia al servizio degli amici a 4 zampe

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La zoomafia, termine coniato per indicare tutte quelle azioni economico-criminali che coinvolgono gli animali, è una piaga crescente nella nostra società, come dimostra il rapporto 2019 realizzato da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio LAV.

Nel 2018 i reati contro gli animali sono stati 8300 con 4.977 indagati. L’aumento è del 2,69%, sebbene ci sia stata una diminuzione del 2,80% dei denunciati. La crescita dei crimini contro gli animali è un dato importante al fine di sensibilizzare le procure ad aumentare il controllo su questo tipo di reati, per i quali è necessario laurearsi in criminologia e poi specializzarsi negli ambiti che riguardano proprio i diritti degli animali.

Il master in criminologia frequentabile online grazie a Unicusano offre ad esempio la possibilità di conoscere nel dettaglio le procedure per la prevenzione ed il controllo di crimini relativi alla sicurezza urbana, nella quale rientra sicuramente un’educazione alla tutela degli animali. La formula di studio e preparazione a distanza consente a chiunque di intraprendere il percorso accademico senza doversi spostare nei grandi centri universitari per completare il proprio percorso di studio.

I Dati

A causa del fenomeno della zoomafia in Italia ogni 55 minuti si apre un fascicolo giudiziario per reati che coinvolgono animali, raggiungendo così il numero considerevole di 26 reati al giorno.
I dati raccolti nel rapporto annuale riguardano 113 procure ordinarie e 25 procure dei tribunali dei minori. I minorenni sono in crescita tra gli indagati facendo registrare un picco d’aumento del 121% dei procedimenti e un + 54% degli indagati.
Da sottolineare anche che ben 4.600 provvedimenti rimangono verso ignoti e solo il 30% dei processi che vanno avanti arrivano a sentenza. Tra gli indagati, solo il 15% conclude la condanna e gli autori di questi gesti criminali vengono puniti solo in minima parte. La città più aggressiva d’Italia è Brescia, che si colloca al al primo posto con 486 reati denunciati. Seguono a distanza Udine con 209 procedimenti, Napoli con 197 denunce e Milano con 173 casi. Bisognerebbe intervenire sul territorio per sensibilizzare le persone e per fornire una maggiore assistenza al fine di scongiurare episodi evitabili grazie alla presenza di ufficiali preposti.

I reati più diffusi

Il maltrattamento degli animali è il reato più diffuso, con il 32.85% degli indagati. Segue l’uccisione senza necessità con il 31% ed infine l’abbandono o la custodia in luoghi non idonei con il 15,51%. Solo il 23% dei reati denunciati riguarda la pratica venatoria e seguono poi con percentuali minori, dovute anche ad una minore denuncia, l’organizzazione di corse di cavalli clandestine, i combattimenti tra animali e l’uccisione di animali altrui.

L’obiettivo del report annuale sulla Zoomafia è quella di diffondere tra i cittadini e gli organi di stato una maggiore consapevolezza su questi fenomeni illegali al fine di favorire la progettazione di interventi sempre più mirati a contrasto di questi reati. Non bisogna dimenticare infatti che dietro queste pratiche ci sono molto spesso organizzazioni criminali che potrebbero fomentare un radicamento di questi fenomeni contro gli animali.

 

Moda, Lombardia leader in Italia: nel Bresciano dominano i filati

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La Lombardia e’ protagonista della moda italiana trainata da Milano che continua a macinare numeri record. Milano esporta infatti 7,2 miliardi di euro, un settimo circa del totale nazionale. Seguono Firenze (11,1% del totale) e Vicenza (8,4%). Vengono poi Treviso, Prato, Reggio Emilia, Bologna, Verona, Biella, Como, Piacenza e Bergamo. Le crescite maggiori in un anno a Piacenza (+33,4%), Milano (+9,8%) e Venezia (+8,4%).

A questo tema e’ dedicato l’approfondimento settimanale di #LombardiaSpeciale. I dati, emersi dalla rilevazione ‘La moda italiana nel mondo – Italian fashion in the world’, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia, l’agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale italiano su dati Istat evidenziano anche una Lombardia altamente performante in questo settore con 13,7 miliardi di export,+5,5%, piu’ di un quarto del totale italiano.

“Questi numeri e dati – ha commentato l’assessore regionale alla Moda, Turismo e Marketing territoriale, Lara Magoni – confermano quanto sia importante per la Lombardia la moda e quanto possa essere volano strategico non solo per l’economia locale ma anche come traino a livello nazionale.” “Regione Lombardia – ha aggiunto – crede fermamente in un settore nevralgico del Made in Italy e proprio in questi termini si configura la nostra mission: l’obiettivo e’ fondere sapientemente la genialita’ del nostro ‘saper fare’, la cura della tradizione e delle eccellenze locali, con la costante ricerca per proporre sul mercato prodotti competitivi e tecnologicamente innovativi”.

Oltre a Milano, leader in Italia, tra i primi 20 posti ci sono anche Como 10?, Bergamo 12?, Varese 14? e Mantova 18?. In forte crescita Pavia (+48,1%) e Lodi (+41,5%). La Lombardia esporta soprattutto articoli di abbigliamento per 4,8 miliardi (+4,7%), borse e pelletteria per 2,3 miliardi (+14,9%). Tra le province, oltre a Milano, medaglia d’oro per articoli di abbigliamento, per biancheria per la casa, tappeti, passamanerie e pellicce, si distinguono Mantova prima per maglieria, Como seconda per tessuti, Bergamo e Brescia quarta e quinta per filati, Bergamo seconda per biancheria per la casa, tappeti e passamanerie.

Le tre maggiori destinazioni estere per la moda italiana sono: Francia (10,4% del totale), Svizzera (9,9%, +18,7%) che supera la Germania (8,9%, stabile). E se la Francia e’ il principale partner per articoli di abbigliamento, maglieria, tappeti, calzature e pellicce, Hong Kong eccelle per abbigliamento sportivo, la Germania e’ prima per tessuti e per camicie, T-shirt e intimo, la Svizzera per borse e pelletteria, gli Stati Uniti per biancheria per la casa, la Romania per filati, passamanerie e bottoni, lo Sri Lanka per pizzi e merletti. Le crescite maggiori in Cina e Corea del Sud, rispettivamente +17,8% e +13,3%. (LNews)

Export di prodotti lombardi legati al turismo, è boom nel 2019

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Cresce l’export di prodotti legati al turismo dalla Lombardia nel mondo, 1,8 miliardi nei primi tre mesi del 2019, + 5,8% su 10 miliardi in Italia, +5,5%, secondo una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Lodi e Promos Italia, la struttura per l’internazionalizzazione delle Camere di commercio su dati Istat.    Dal food al vino, dalle biciclette alle barche, dagli articoli sportivi ai prodotti fotografici fino ai prodotti delle attività artistiche, di intrattenimento e divertimento. Prima Milano con 481 milioni, +7% in un anno, con  Bergamo (269 milioni, +13%),  Brescia e Mantova con 159 milioni, rispettivamente +8% e +3%, Cremona con 155 milioni, +13%. Vanno in Europa (1,3 miliardi), America (202 milioni), Asia (145 milioni).

I settori. Si tratta di 344 milioni di altri prodotti alimentari, latte e formaggi con 309 milioni, vini con 280 milioni, biciclette e moto con 194 milioni, carni e prodotti da forno, ognuno con oltre 150 milioni, frutta e pesce con circa 50 milioni, barche per 40 milioni, articoli sportivi per 27 milioni, prodotti per attività artistiche e l’intrattenimento per 21 milioni.

Artigianato artistico, a Brescia le imprese sono oltre 2.600

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Artigiano al lavoro, foto da Pixabay

Sono complessivamente 23.750 le imprese lombarde attive nei settori dell’artigianato artistico; a livello nazionale il comparto artigiano artistico della Lombardia è il primo in Italia, contando sul 16% del totale delle imprese (145.669). Dalla sartoria alla ceramica, dalla pietra preziosa alla riparazione di mobili; dal design alla lavorazione del vetro. Milano prima provincia in Italia sia per numero di imprese (7.409) sia a livello di fatturato con oltre 6,3 miliardi di euro. Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del Registro Imprese riferiti al IV trimestre 2018 e per il fatturato all’anno 2017 su dati AIDA – Bureau van Dijk.

L’artigianato artistico per numero di imprese. Le imprese lombarde attive nei settori dell’artigianato artistico sono 23.750, pari al 16% del totale nazionale. Il settore è stabile sia nel confronto con il 2017 (-0,7%) sia con il dato del 2013 (-1,4%); a livello nazionale si registra un -0,5% sul 2017 e -2,1% sul 2013. Per consistenza di imprese, al secondo posto la Toscana con 16.762 imprese (pari all’11,5% del totale), poi Veneto con 14.083 (pari al 9,8%), Campania con 12.295 imprese (pari all’8,4%), Piemonte e Lazio con circa 10.300 imprese (7%). In regione, dopo Milano in testa con 7.409 imprese (pari al 31% regionale) in crescita di quasi il 7% rispetto al 2013, si collocano Monza Brianza con 2.889 imprese (pari al 12% regionale), Brescia con 2.673 imprese (11%), Como con 2.379 imprese (10%), Bergamo con 2.311 imprese (9,7%).

L’artigianato artistico per fatturato. A livello di fatturato, Milano è la prima provincia in Italia e in Lombardia con oltre 6,3 miliardi di euro, seguita da Vicenza con 6 miliardi di euro, Firenze con quasi 4 miliardi di euro, Treviso con circa 3,3 miliardi di euro, Pisa, Cuneo e Como con 2,1 miliardi di euro. A livello regionale per fatturato la Lombardia (15,5 miliardi) precede il Veneto (11,8 miliardi), la Toscana (circa 10 miliardi) e il Piemonte (5,7 miliardi). In Lombardia Milano (6,3 miliardi di Euro), precede per fatturato Como (2,1 miliardi di euro), Monza Brianza (1,9 miliardi), Bergamo (1,3 miliardi), Varese (1,1 miliardi).

Lombardia – Imprese attive per settore di attività economica:

Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno; Preparazione e concia del cuoio e preparazione e tintura di pellicce; Fabbricazione di articoli da viaggio, borse e simili, pelletteria e selleria; Fabbricazione di tappeti e moquette; Confezionamento di biancheria da letto, da tavola e per l’arredamento; Attività di riprese fotografiche; Attività dei disegnatori grafici; Fabbricazione di mobili; Fabbricazione di articoli di coltelleria e posateria;  Fabbricazione di prodotti fabbricati con fili metallici; Fabbricazione di stoviglie, pentolame, vasellame, attrezzi da cucina e accessori casalinghi non elettrici, articoli metallici per l’arredamento di stanze da bagno; Fabbricazione di oggetti in ferro, in rame ed altri metalli; Fabbricazione di gioielleria, bigiotteria e articoli connessi; lavorazione delle pietre preziose; Riparazione di mobili e di oggetti di arredamento; laboratori di tappezzeria; Fabbricazione di strumenti musicali; Tessitura; Fabbricazione di ricami; Fabbricazione di tulle, pizzi e merletti;  Lavorazione di vetro a mano e a soffio artistico; Fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici e ornamentali; Lavorazione artistica del marmo e di altre pietre affini, lavori in mosaico; Produzione di pane, prodotti di pasticceria freschi; Produzione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie; Rappresentazioni artistiche; Creazioni artistiche e letterarie.

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