Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Category archive

Export

La valsabbina Europolish sbarca negli Stati Uniti

in Economia/Export by

Europolish di Sabbio Chiese sbarca negli Stati Uniti e apre una filiale a Newark, DE. È l’inizio di una nuova era per l’azienda nata nel 1986 a Sabbio Chiese, nel bresciano, specializzata nella produzione di paste abrasive e utensili per la finitura industriale delle superfici.

La nuova filiale Usa, denominata Europolish Precision Finishing USA, rientra nella strategia di crescita che l’impresa da tempo porta avanti con la determinazione di consolidare la posizione di leadership nel settore, fornendo una gamma di prodotti e servizi sempre più innovativi e sicuri, altamente specializzati ed ecologicamente sostenibili. I composti realizzati da Europolish sono destinati all’automotive, alla finitura di casalinghi, sanitari, gioielli, orologi e accessori moda, ma anche all’applicazione nel settore medicale, elettronico, marittimo e persino aerospaziale.

Dalla prima esperienza bresciana e forte proprio di quella imprenditorialità tipica del territorio, la società si è espansa, mirando ai mercati esteri. All’espansione commerciale è però preceduto un grande investimento pionieristico e tecnologico di automazione nello stoccaggio e nei processi di produzione, miscelazione ed imballo e nella costituzione di un laboratorio chimico attrezzato nello stabilimento di Sabbio Chiese: una mossa che anche grazie ad importanti collaborazioni ha consentito di accrescere la competitività dell’azienda a livello globale, ponendo sempre maggior attenzione ai temi della sicurezza e della sostenibilità ambientale.

«Dallo stabilimento di Sabbio Chiese e di Torino esportiamo oltre il 70% della nostra produzione un po’ in tutto il mondo. Vantiamo clienti internazionali importanti in vari ambiti, nonostante siamo un’azienda di piccole dimensioni ma che ben si difende nella nicchia di mercato a cui apparteniamo» spiega Giuseppe Vigevani, CEO di Europolish.

Nel 2004 l’azienda ha aperto la prima filiale estera in Malesia (EPFE) per lo sviluppo del mercato asiatico, proseguendo una decina di anni dopo (nel 2014) con la costituzione di altre due filiali: una ad Hong Kong (EPF), l’altra a Shanghai (EPFS).

Allo stesso tempo si è deciso di rafforzare la presenza in Europa, dando vita ad una filiale in Germania, ad oggi il principale mercato di riferimento per il settore abrasivi nonché sede dei principali competitor.

Fondamentali per la crescita della società due Joint Venture costituite nel 2017 sempre sul fronte europeo: la prima in Francia, finalizzata allo sviluppo di prodotti ad alta tecnologia per le super finiture (EMPF), e l’altra a Torino, orientata allo sviluppo di prodotti per settori speciali (EPVB). Entrambe hanno condotto al potenziamento della capacità tecnica e commerciale dell’azienda sul posto, con la possibilità di seguire più da vicino i trend globali del settore manifatturiero e anzi di anticipare nuove esigenze.

A metà del 2020 è stato acquisito il socio concorrente Vagnone&Boeri Abrasivi in EPVB (Torino) e oggi nella mappatura delle filiali Europolish si aggiunge un nuovo traguardo strategico, mirato a consolidare la presenza della società negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Un obiettivo che rappresenta un ideale di crescita e che porta tutta l’esperienza, la tecnologia e la filosofia di Europolish a servizio di nuove opportunità Oltreoceano.

Export bresciano: nel primo trimestre vendite per 4,3 miliardi (+12,4%)

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Export by

Nel primo trimestre del 2021, le esportazioni bresciane – pari a 4.305 milioni di euro – aumentano del 12,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. Si tratta della variazione più elevata dal quarto trimestre 2017 (+12,6%).

In termini monetari, è il miglior primo trimestre di tutta la serie storica e il terzo miglior trimestre dopo il secondo 2018 (4,5 miliardi) e il secondo 2019 (4,4 miliardi). La crescita tendenziale rilevata nel primo periodo dell’anno è frutto di quanto registrato a marzo (+42,3%), mentre gennaio (-3,5%) e febbraio (-0,5%) hanno fornito un contributo di poco negativo.

A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia.

Le importazioni, pari a 2.422 milioni di euro tra gennaio e marzo 2021, crescono del 16,8% su base tendenziale, la crescita più intensa dal quarto trimestre 2017 (+18,3%).

Nel primo trimestre 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020, la dinamica positiva delle esportazioni bresciane (+12,4%) è superiore a quella rilevata in Lombardia (+3,5%) e in Italia (+4,6%).

Il saldo commerciale si attesta a 1.883 milioni di euro, in aumento del 7,2% rispetto a quello del primo trimestre 2020 (1.757 milioni di euro). È il valore più alto tra i primi trimestri della serie storica.

“I segnali provenienti nel primo trimestre 2021 dalle esportazioni bresciane, tradizionale punto di forza della nostra provincia, sono certamente positivi, e ci spingono a guardare i prossimi mesi con maggiore ottimismo, nonostante le attuali problematiche legate ai rincari delle materie prime – commenta Mario Gnutti Vice Presidente Confindustria Brescia con delega all’Internazionalizzazione –. Grazie all’export, il settore manifatturiero bresciano è riuscito a superare i momenti più difficili legati alla pandemia da Covid-19, mantenendo un’importante presenza sui mercati internazionali: un aspetto su cui la nuova squadra di presidenza di Confindustria Brescia continuerà a lavorare nei prossimi anni.”

La dinamica del primo trimestre risente positivamente della ripresa del commercio mondiale che, nel periodo gennaio-marzo 2021, ha registrato un segno positivo (+8,8% tendenziale), recuperando interamente (già da ottobre 2020) i livelli pre-Covid. Le prospettive per i prossimi mesi risultano condizionate dal generale superamento delle condizioni di emergenza sanitaria, dovuto anche al procedere spedito della campagna vaccinale, e al miglioramento delle attese economiche legato all’arrivo della prima tranche dei fondi europei del Next Generation EU.

La forte ripresa dei prezzi delle principali materie prime industriali ha favorito il rigonfiamento dei valori monetari dei beni scambiati. Qualche svantaggio nelle esportazioni extra UE è derivato dall’apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro (+9,4% tendenziale).

Nel primo trimestre 2021, tra i settori, su base annua, i più dinamici risultano: metalli di base e prodotti in metallo (+18,1%), sostanze e prodotti chimici (+19,4%), apparecchi elettrici (+16,6%), articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+74,3%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+16,4%).

Una diminuzione delle esportazioni riguarda il comparto dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (-6,1%) e quello dei prodotti tessili, abbigliamento e accessori (-6,7%).

Tra i mercati di sbocco, aumentano le esportazioni verso Germania (+10,8%), Spagna (+20,1%), Francia (+13,2%), Regno Unito (+5,2%), Stati Uniti (+11,3%), Cina (+45,0%), Turchia (+37,1%), Russia (+11,0%). Diminuiscono le vendite verso il Brasile (-6,7%) e l’India (-0,7%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche positive dei Paesi europei non UE (+15,9%), dell’Africa (+15,1%) e dell’Unione Europea post Brexit (+14,5%).

Per quanto riguarda le importazioni, sono in crescita quelle di metalli di base e prodotti in metallo +22,9%), apparecchi elettrici (+23,3%), macchinari e apparecchi (+17,5%), sostanze e prodotti chimici (+14,6%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+21,6%). Risultano in diminuzione gli acquisti nel comparto articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (-8,6%) e nei mezzi di trasporto (-1,8%).

Aumentano le importazioni da: Francia (+18,5%), Germania (+21,4%), Spagna (+33,1%), Cina (+29,1%) e Turchia (+22,2%).  Diminuiscono da: Regno Unito (-35,1%) e Russia (-50,0%).

Lombardia, via a un nuovo servizio per sostenere le imprese negli investimenti esteri

in Economia/Export by

Regione Lombardia avrà un nuovo servizio per facilitare gli investitori esteri che vogliono aprire impianti produttivi sul territorio. Un’iniziativa nata anche dalla volontà delle principali Camere di Commercio estere presenti in Italia, che a marzo si sono riunite per avanzare questa proposta all’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi.

CREATO GRUPPO DI LAVORO INTERDIREZIONALE – “È un servizio – dichiara l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi – di supporto operativo di presa in carico dei progetti di investimento e di coordinamento delle procedure autorizzative, attraverso l’attivazione di una casella di posta elettronica dedicata info@investinlombardy.it”. “Le imprese e gli investitori potranno così avere un unico punto di riferimento e ricevere un supporto su misura e continuativo, sia nella fase iniziale sia nella fase di maturazione del progetto. Una decisione – ricorda l’assessore lombardo – che fa direttamente seguito alla creazione del ‘Gruppo di Lavoro Interdirezionale – Attrazione degli investimenti e internazionalizzazione per la ripresa economica'”.

OBIETTIVO: MAGGIOR CORRDINAMENTO – “L’obiettivo del Gruppo di Lavoro, che si configura come struttura interna a Regione Lombardia – conclude il responsabile dello Sviluppo economico lombardo – è quello di garantire un efficace e maggior coordinamento tra le diverse Direzioni regionali e tutte le Pubbliche Amministrazioni competenti nei procedimenti autorizzativi, al fine di ridurre le tempistiche delle procedure, snellire i processi e creare un contesto più favorevole agli investimenti in Lombardia, cercando di rispettare i tempi dei piani economici degli investitori”.

A fronte di questo lavoro si sono registrate molte reazioni positive degli stakeholders stranieri.

USA: OPERAZIONE INTERESSANTE PER NOSTRI INVESTITORI – “In una fase storica complicata, l’Italia – afferma Simone Crolla, consigliere delegato di AmCham Italy – è tornata al centro dell’attenzione internazionale. Come AmCham Italy siamo da sempre convinti che il collocamento internazionale dell’Italia e di Regione Lombardia debba essere rafforzato”. “Apprezziamo – aggiunge – gli sforzi compiuti dall’assessore Guidesi nell’accogliere questa richiesta e favorire il dialogo con un unico interlocutore, che aiuterà le aziende dei nostri territori a costruire un percorso di crescita duraturo e sostenibile e, al contempo, favorirà quei grandi investitori che scommettono sull’eccellenza del nostro sistema industriale”.

GERMANIA: DA TEMPO COLLABORIAMO CON LOMBARDIA – “Facilitare l’internazionalizzazione e l’interscambio, in questo momento storico, significa – afferma Jörg Buck, consigliere delegato della Camera di Commercio Italo-Germanica – creare connessioni e unire tessuti produttivi, permettendo alle imprese italiane di uscire più forti dalla crisi nel contesto europeo e internazionale”. “Da tempo – continua – aziende tedesche e italiane collaborano nei settori nevralgici per entrambi i Paesi. Anche durante la pandemia abbiamo visto la forza di questi rapporti, e oggi serve consolidarli e ampliarli. Come AHK Italien, da cento anni lavoriamo in questa direzione, e siamo felici di essere parte del dialogo avviato da Regione Lombardia”.

SVIZZERA: BENE PER INVESTIMENTI ELVETICI IN REGIONE – “L’Italia – spiega Alessandra Modenese Kauffmann, segretario generale Swiss Chamber – ha oggi la grande opportunità di sviluppare importanti progetti di crescita sostenibile e di riforme per un più che mai necessario avanzamento”. “Swiss Chamber – prosegue – ringrazia la Regione Lombardia e l’assessore Guidesi per aver favorito il dialogo tra istituzioni e imprese. Siamo fiduciosi nella concretezza delle azioni che potranno svilupparsi per il miglior sostegno degli investimenti svizzeri in Italia (oltre 21 mio di CHF nel 2019), con oltre 1400 imprese, la maggior parte presenti sul territorio lombardo”.

SPAGNA: DIALOGO TRA ISTITUZIONI PRIORITARIO – “La Camera di Commercio Ufficiale di Spagna in Italia – dichiara Yolanda Gimeno, segretario generale della Camera Spagnola – accoglie con grande piacere la creazione di un unico canale di supporto agli investitori esteri sul territorio e all’internazionalizzazione delle imprese lombarde. Ringraziamo l’assessore Guidesi e auspichiamo che la rinnovata cooperazione con Regione Lombardia possa contribuire con decisione a rendere le relazioni economiche con la Spagna sempre più solide e proficue”. “Il dialogo tra istituzioni e imprese – rimarca – è oggi prioritario per l’elaborazione di iniziative coordinate che stimolino una ripresa economica capace di creare occupazione e rendere competitive le nostre economie, condividendo un percorso di transizione basato su innovazione e sostenibilità”.

CINA: ACCOGLIAMO POSITIVAMENTE INIZIATIVA DI GUIDESI – “L’emergenza Covid ha ancor più evidenziato la necessità di condividere strategie e obiettivi a livello di sistema e tale necessità – afferma Pierluigi Streparava, presidente della Camera di Commercio Italo-Cinese – è maggiormente sentita se si opera nell’ambito delle relazioni economiche internazionali”. “Pertanto, la Camera di Commercio Italo-Cinese, che da 50 anni dai propri uffici di Milano è attiva per favorire e sviluppare le relazioni economiche con la Cina, accoglie – sottolinea – molto positivamente l’iniziativa della Regione Lombardia e dell’assessore Guidesi e si rende sin da subito disponibile a supportare le attività e i progetti che possano coinvolgere soci, imprese e soggetti lombardi e cinesi”.

GRAN BRETAGNA: VERRANNO ATTRATTI NUOVI INVESTIMENTI – “La Camera di Commercio Britannica per l’Italia – dichiarano Tom Noad, presidente, e Aaron Pugliesi, segretario generale – The British Chamber of Commerce for Italy – accoglie con favore e con soddisfazione l’avvio di questo nuovo servizio da parte di Regione Lombardia, territorio che già accoglie numerosissime imprese UK”. “Questo servizio – sottolineano – consentirà di sviluppare di concerto con gli enti territoriali e le altre camere estere proposte e soluzioni volte ad accrescere la capacità di attrarre investimenti esteri. Ringraziamenti all’assessore Guidesi per aver saputo raccogliere e concretizzare una proposta che agevolerà la collaborazione tra pubblico e privato favorendo l’impiego e la competitività del sistema Paese”. “La Camera – concludono i rappresentanti dell’istituzione inglese – inoltre ringrazia i vertici delle altre Camere estere coinvolte nell’iniziativa proposta da Simone Crolla, consigliere delegato di AmCham, per aver dimostrato la volontà e la capacità di operare sinergicamente e privilegiando l’interesse del territorio e della collettività”.

FRANCIA: GRANDE OPPORTUNITÀ PER IMPRESE FRANCESI – “Il piano europeo di rilancio – afferma Denis Delespaul, presidente della CCI France Italie – rappresenta una sfida e un’opportunità per l’Italia che potrà realizzare importanti investimenti e avviare un’efficace ripresa economica, sotto il segno dell’economia verde e digitale”. “In questo contesto unico, la Chambre – continua – ha molto apprezzato il dialogo con Regione Lombardia e l’assessore Guidesi che ha portato alla creazione di un unico sportello dedicato agli investitori esteri sul territorio. La Francia è per l’Italia secondo cliente e terzo fornitore. Vi sono 2.018 imprese a controllo francese in Italia che creano 292.000 posti di lavoro e sono 1.764 le aziende italiane in Francia per circa 80.042 posti di lavoro”. “Siamo certi – conclude – che il nuovo sportello favorirà ulteriormente la crescita degli investimenti delle nostre aziende sul territorio italiano”.

Brescia, nel 2020 è crollato l’export: -9,3%

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Export/Tendenze by

Nel complesso del 2020, le esportazioni bresciane – pari a 14,9 miliardi – diminuiscono del 9,3% rispetto al 2019. Il calo sperimentato nel 2020 è il più intenso dal 2009, quando le vendite all’estero scesero del 30,7% sull’anno precedente. Il valore monetario dell’export rilevato nel 2020 è il più basso dal 2016, quando i flussi commerciali verso l’estero furono pari a 14,5 miliardi. 

A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia.

Nel 2020, rispetto al 2019, la dinamica negativa delle esportazioni bresciane (-9,3%) è meno accentuata rispetto a quella rilevata in Lombardia (-10,6%) e in Italia (-9,7%).

Le importazioni complessive (pari a 7,8 miliardi) cedono invece del 13,5% ed evidenziano l’importo più basso dal 2018 (7,1 miliardi).

Nel quarto trimestre 2020 la dinamica delle vendite all’estero, che ammontano a 4,2 miliardi di euro tra ottobre e dicembre 2020, è in aumento del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 (4,0 miliardi). Si tratta della variazione tendenziale più alta dal terzo trimestre 2018 (+7,2%). Sul trimestre precedente, le esportazioni crescono invece del 13,7%. Il valore monetario di quanto venduto all’estero negli ultimi tre mesi dell’anno (4,2 miliardi) è il secondo più elevato tra tutti i quarti trimestri della serie storica (dopo i 4,3 del 2018) e il quarto più alto in assoluto (dopo il secondo trimestre 2018 e 2019 e il quarto trimestre 2018).

Le importazioni, pari a 2,1 miliardi di euro tra ottobre e dicembre 2020, aumentano dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2019 (2,0 miliardi) e del 16,7% rispetto al trimestre precedente.

Il saldo commerciale si riduce, passando da 7,5 miliardi nel 2019 a 7,1 miliardi nel 2020, con una contrazione del 4,3%.

La dinamica del quarto trimestre risente positivamente della ripresa del commercio mondiale che, nel periodo ottobre-dicembre 2020, ha registrato un segno positivo (+4,0% tendenziale), recuperando interamente i livelli pre-Covid. Il 2020 si chiude tuttavia con un calo complessivo degli scambi internazionali del -5,3%, contro il -0,4% del 2019 e il +3,4% del 2018. Le prospettive per inizio 2021 risultano condizionate dall’incertezza sul riacutizzarsi della pandemia e dai tempi di realizzazione della campagna vaccinale.

La forte ripresa dei prezzi delle principali materie prime industriali (alluminio, rame, zinco, rottame ferroso) ha favorito il rigonfiamento dei valori monetari dei beni scambiati. Qualche svantaggio nelle esportazioni extra UE è derivato anche dall’apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro (+2,0% tendenziale).

Nel complesso del 2020, tra i settori, su base annua, i meno dinamici risultano: mezzi di trasporto (-12,2%), metalli di base e prodotti in metallo (-11,3%), prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-12,4%), macchinari e apparecchi (-9,5%).

Un aumento delle esportazioni riguarda il comparto degli articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+28,8%) e quello delle sostanze e prodotti chimici (+3,0%).

Tra i mercati di sbocco, diminuiscono le esportazioni verso Germania (-11,6%), Francia (-9,0%), Regno Unito (-16,3%), Spagna (-15,7%), Stati Uniti (-6,0%). Crescono le vendite verso la Cina (+10,8%), il Brasile (+6,4%) e la Turchia (+1,2%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche negative dell’America Settentrionale (-29,7%), dell’Africa (-24,6%), dell’Asia (-13,5%) e dell’Unione Europea post Brexit (-13,1%).

Per quanto riguarda le importazioni, sono in diminuzione quelle di metalli di base e prodotti in metallo (-16,3%), apparecchi elettrici (-8,9%), macchinari e apparecchi (-11,7%), mezzi di trasporto (-20,0%), sostanze e prodotti chimici (-16,6%).

Risultano in aumento solo gli acquisti nel comparto articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+5,2%).

Diminuiscono le importazioni da tutti i mercati considerati, con le flessioni più rilevanti da: Stati Uniti (-32,9%), Francia (-7,5%), Germania (-10,9%), Regno Unito (-8,3%), Spagna (-18,2%) e Cina (-9,0%).

Nonostante le difficoltà del 2020, Brescia si conferma al quinto posto nella classifica provinciale per valore delle esportazioni, dopo Milano (39,8 miliardi), Vicenza (16,8), Torino (16,5) e Bologna (15,1).

Intescambio Brescia-Germania: nei primi 9 mesi del 2020 sono spariti 400 milioni di euro

in Economia/Export by
Scambi economici tra Brescia e Germania in crescita

Tra gennaio e settembre, le vendite del made in Brescia in Germania sono diminuite di circa 437 milioni rispetto allo stesso periodo del 2019: si tratta della dinamica (in termini monetari) più negativa tra tutte le province italiane. A pesare su tale evoluzione sono in particolare modo i comparti metalmeccanici, che, con un venduto pari a 1.620 milioni, valgono nel complesso il 77,1% dell’export bresciano in Germania. Per contro, il settore alimentari e bevande è stato l’unico protagonista di una crescita delle esportazioni, pari all’11,4% (+8 milioni):

A evidenziarlo è una ricerca del Centro Studi di Confindustria Brescia su dati ISTAT.

La Germania si conferma comunque il principale partner commerciale della provincia di Brescia, nonostante gli effetti della pandemia da Covid-19. I dati cumulati dei primi nove mesi del 2020 indicano che la quota di esportazioni verso la Germania vale il 19,7% delle esportazioni bresciane totali e il 31,4% di quelle verso i Paesi UE.

Un primato che resiste, nonostante il brusco ridimensionamento dei valori dovuto alla pandemia, che ha causato, nei primi nove mesi del 2020 su base annua, una contrazione delle vendite sul mercato tedesco del 17,2% e delle importazioni del 16,6%. Riguardo alle sole esportazioni, la dinamica trimestrale degli ultimi due anni mette in evidenza un andamento negativo già a partire dal secondo trimestre del 2019, in coincidenza con il rallentamento del commercio mondiale e con un indebolimento dell’economia tedesca. Il quarto trimestre 2019 segna un calo delle esportazioni bresciane verso la Germania del 10,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (tendenziale), il primo trimestre 2020 del 10,9%. È con il secondo trimestre 2020 tuttavia che si rileva la contrazione maggiore (-30,4%), seguita da un rallentamento nella caduta nel periodo estivo (-9,8%).

Tra le province italiane, Brescia è al secondo posto, dopo Milano, per valore delle esportazioni verso la Germania: 2.101 milioni nel periodo gennaio-settembre 2020, una quota pari al 5,2% del totale nazionale. Seguono: Bergamo (1.794 milioni), Torino (1.491), Verona (1.480) e Vicenza (1.476). Risulta invece al primo posto della classifica delle province italiane per valore del saldo commerciale, pari a 1.005 milioni. Al secondo posto si colloca Chieti (809 milioni), seguita da Treviso (778), Reggio Emilia (621) e Cuneo (520).

Nel dettaglio, per quanto riguarda i settori e in particolari i già citati comparti metalmeccanici, i prodotti della metallurgia segnano un -22,2% (-158 milioni), i mezzi di trasporto un -33,0% (-103 milioni), i prodotti in alluminio un -19,6% (-67 milioni), macchinari e apparecchiature un -11,8% (-59 milioni). Al di fuori della metalmeccanica va segnalata la forte discesa sperimentata dagli articoli in gomma e materie plastiche (-27 milioni, -15,3%).

La contrazione dell’export bresciano in Germania appare coerente con la brusca frenata dell’attività produttiva nel paese: nel terzo trimestre del 2020, nonostante un recupero del 14,0% congiunturale, la produzione nell’industria in senso stretto si attesta al di sotto del 9,8% nei confronti dello stesso periodo del 2019. Va inoltre sottolineato come la crisi economica derivante dalla pandemia si sia inserita, come accennato, in un contesto già in rallentamento per la locomotiva tedesca, un movimento iniziato addirittura nel secondo semestre del 2018.

Nell’ultimo trimestre dell’anno, il manifatturiero tedesco avrebbe proseguito la risalita: l’indice PMI di Markit si è infatti attestato stabilmente in area di crescita, raggiungendo a dicembre i livelli massimi da tre anni a questa parte (58,3). Una performance che non riguarda il comparto dei servizi, che rimane invece “al palo” (47,0), a seguito delle chiusure imposte dal secondo lockdown. Vi è una diffusa preoccupazione, tuttavia, circa la recrudescenza dei contagi rilevata nelle ultime settimane in Germania: la conta dei decessi ha superato le 42 mila unità, con un trend in accelerazione. Nonostante ciò, lo stock dei positivi per ogni milione di abitanti (pari a circa 23 mila) rimane ben al di sotto di altri paesi europei come Regno Unito (46 mila), Spagna (45 mila) Francia (43 mila) e Italia (38 mila).

L’export bresciano crolla anche nel secondo trimestre

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Export by

Nel secondo trimestre 2020 le esportazioni nel bresciano ammontano a 3,1 miliardi, in calo di oltre 1,2 miliardi rispetto ai 4,3 del secondo trimestre 2019. In termini percentuali il calo è stato del 28 percento. In forte calo, come prevedibile, anche le importazioni, passate da 2,45 miliardi di euro a 1,8 miliardi nel secondo trimestre 2020. A osservarlo è il Centro Studi di Apindustria rielaborando i dati dell’Istat relativi all’export. Il calo delle esportazioni ha riguardato in modo relativamente omogeneo tutte le aree. A livello cumulato, nei primi sei mesi dell’anno le esportazioni bresciane sono arrivate a 6,9 miliardi, in calo del 18% circa rispetto ai primi sei mesi del 2019 (8,5 miliardi di euro). Come sottolinea l’Istat la dinamica territoriale dell’export nel secondo trimestre 2020 è fortemente condizionata dagli effetti economici che l’emergenza Covid-19 ha avuto sulle esportazioni italiane, in particolare in aprile. Nei due mesi successivi c’è stata una ripresa, ma ben lontana dal compensare la situazione. In tale contesto le regioni del Nord sono quelle che hanno fornito i contributi negativi maggiori e Brescia – insieme a Milano, Torino, Firenze, Vicenza e Bergamo – è tra le province italiane che hanno avuto le performance peggiori. «I dati sulle esportazioni erano attesi ed è inutile fasciarsi la testa oggi – afferma il presidente di Apindustria Douglas Sivieri -. Osserviamo a livello nazionale un rimbalzo positivo della produzione industriale a luglio (i dati sono stati diffusi oggi sempre dall’Istat), semplice perché si giocava un po’ a porta vuota e che sarebbe stato meglio vedere già da giugno. Ad ogni modo è oggi fondamentale lavorare su una progettualità vera, non fossilizzarsi né tanto meno riproporre progetti datati ma muoversi sul digitale, infrastrutture che servono, comprese quelle che riguardano aeroporti e movimentazione merci, piani di integrazione ferro e gomma per il trasporto. E formazione, non solo quella scolastica, importantissima, ma anche quella continua per i dipendenti delle imprese».

Aib: a Brescia nel primo trimestre forte calo dell’export

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Export by

Nel 1° Trimestre del 2020, le esportazioni bresciane – pari a 3.843 milioni di euro – diminuiscono del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Si tratta della variazione più bassa dal quarto trimestre 2009 (-18,9%) e del peggior primo trimestre in termini monetari dal 2017 (3.795 milioni).

A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dall’Ufficio Studi e Ricerche di AIB e dal Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia.

Le importazioni, pari a 2.077 milioni di euro tra gennaio e marzo 2020, diminuiscono del 14,6% rispetto allo stesso periodo del 2019, la caduta più intensa dal secondo trimestre 2012 (-17,2%).

Nel 1° Trimestre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, la dinamica negativa delle esportazioni bresciane (-7,5%) è inoltre superiore rispetto a quella rilevata in Lombardia (-3,0%) e in Italia (-1,9%).

Il saldo commerciale si attesta a 1.766 milioni di euro, in aumento del 2,6% rispetto a quello del 2019 (1.722 milioni di euro). È il valore più alto dall’inizio della serie storica.

La dinamica risente della frenata del commercio mondiale che, nel periodo gennaio-marzo 2020, ha segnato una contrazione del 2,9% (sullo stesso periodo del 2019), all’inizio per effetto dello stop del mercato cinese colpito per primo dalla pandemia da COVID-19, ma in seguito per l’introduzione delle misure di lockdown sia in Italia che nei principali partner commerciali, nonché per il crollo dei flussi turistici a livello mondiale. I dati dei prossimi mesi saranno caratterizzati da un drastico ridimensionamento del commercio internazionale a seguito della diffusione dell’emergenza sanitaria a livello mondiale.

La persistente caduta dei prezzi delle principali materie prime industriali (alluminio, rame, zinco, rottame ferroso) ha provocato lo sgonfiamento dei valori monetari dei beni scambiati. Qualche vantaggio nelle esportazioni extra UE è derivato invece dal deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro (-2,9% tendenziale).

Nel 1° Trimestre 2020, tra i settori, su base annua, i meno dinamici risultano: mezzi di trasporto (-13,0%), metalli di base e prodotti in metallo (-10,1%), macchinari e apparecchi (-7,8%), prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-7,0%).

Un aumento delle esportazioni riguarda invece i comparti: sostanze e prodotti chimici (+3,9%), apparecchi elettrici (+2,5%), articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+1,7%).

Tra i mercati di sbocco, diminuiscono le esportazioni verso Regno Unito (-26,5%), Germania (-10,6%), Francia (-3,2%), Spagna (-13,6%), Stati Uniti (-9,9%), India (-16,6%), Cina (-27,0%). Crescono le vendite verso la Turchia (+28,1%) e la Russia (+12,4%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche negative dei Paesi europei non UE (-9,7%), dell’Asia (-9,6%) e dell’America centro-meridionale (-8,9%).

Per quanto riguarda le importazioni, sono in diminuzione quelle di mezzi di trasporto (-15,9%), metalli di base e prodotti in metallo (-15,0%), apparecchi elettrici (-16,3%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (-16,4%), sostanze e prodotti chimici (-19,6%), articoli in gomma e materie plastiche (-13,7%).

Risultano in aumento gli acquisti nel comparto articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+36,3%).

Diminuiscono le importazioni da tutti i principali Paesi: Francia (-14,1%), Germania (-14,2%), Regno Unito (-14,9%), Spagna (-18,4%), Stati Uniti (-47,0%), Cina (-15,6%).

Confartigianato: in Lombardia si perderanno 6,5 miliardi di euro di export

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Export/Tendenze by

Nello spazio di otto settimane stiamo assistendo, in Italia e su scala globale, a shocks simultanei che stanno avvelenando il sistema economico. L’estensione del contagio e dei lockdown in numerosi mercati del made in Italy stanno determinando cadute violente della domanda estera. I risultati delle previsioni dell’Osservatorio di Confartigianato sull’export delle pmi del nostro Paese non lascia scampo a diverse interpretazioni. Sarà un anno di forte recessione. La Lombardia su tutte. Da sempre locomotiva del nostro Paese soffrirà più di tutte: previsioni 2020-2021 la mettono in cima alla lista: -6,5 miliardi di euro. Male anche Brescia: stimato un calo dell’export del 4%. Ci vorranno anni per recuperare e tornare ai livelli pre-covid19, ma lo studio di Confartigianato prevede un forte positivo rimbalzo già nel 2021. Intanto, primi dati certi sono quelli che rilevano il calo netto del numero delle imprese artigiane a Brescia al primo trimestre 2020. Il nostro export manifatturiero segna il -4,1%. «Ma qui la realtà è la drammatica serrata di tante, troppe imprese. Soprattutto in edilizia e nel settore dei servizi alla persona. Se nel primo trimestre contiamo che il lockdown ha inciso praticamente solo su una parte di febbraio e tutto marzo, possiamo immaginare solo cosa lascerà sul campo il mese di aprile» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti.

Confartigianato ha illustrato le proposte per il rilancio del made in Italy nei tavoli settoriali virtuali per la promozione del “Made in Italy” promossi dal Ministero degli affari esteri. Gli interventi a sostegno delle imprese che operano sui mercati esteri sono necessari alla luce della straordinaria intensità della caduta della domanda estera. Nel 3° report Covid-19 “Nell’occhio del ciclone” pubblicato dall’Ufficio Studi di Confartigianato sono proposti alcuni scenari sull’andamento dell’export nei settori di MPI: alimentare, moda, legno, mobili, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria, basati sulle previsioni della domanda estera per area pubblicate dal Wto nei giorni scorsi. Sulla base del modello adottato, in uno scenario base, nel 2020 l’export nei settori di MPI cala del 10%. Nello scenario più severo proposto dal Wto – che auspichiamo sia meno probabile – si registra una caduta del 28,7%. Considerando un più realistico scenario intermedio, nel 2020 il made in Italy nei settori di MPI segnerebbe un calo del 19,3%, una flessione che risulterebbe più ampia del -17,1% registrato nella recessione del 2009; in questa prospettiva si registra un rapido recupero nel 2021, con le esportazioni che rimbalzano del 24,1%.

 

CONGIUNTURA – Nessuna previsione purtroppo, un dato reale conferma i timori e i primi dati del crollo delle imprese artigiane: dall’inizio dell’anno 1.814 imprese in meno in Lombardia, 241 imprese in meno nella nostra provincia, seconda solo a Milano (-490). Calano anche le iscrizioni: rispetto al 2019 mancano 1.132 nuove aperture, 101 a Brescia in questo primo trimestre 2020, già adombrato dall’emergenza coronavirus. Questo quanto emerge dal rapporto di Confartigianato Lombardia. Sono 1.814 le imprese artigiane in meno nei primi tre mesi del 2020 rispetto un calo di 1.590 dello stesso trimestre del 2019. A Brescia sono iscritte 33.336 aziende artigiane: ne sono nate 691, ne sono morte 932. Le costruzioni rappresentano il primo settore, con 12.650 unità: ne ha perse 322, ma guadagnate 281, per cui il saldo negativo è di 61. Invece i servizi alla persona vedono più marcato il divario tra nuove e cessate: 125 contro 212 (-87). Il manifatturiero a fronte di 171 nuove imprese, 246 hanno cessato l’attività (-75). Con questo trend, contando che si rileva influenzato dall’effetto del virus solo il mese di marzo preso in considerazione dall’analisi, oltre mille imprese potrebbero concretamente chiudere i battenti. «Si lotta per la sopravvivenza – conclude il presidente Massetti. Questo era un anno già iniziato male e adesso abbiamo preso un’ulteriore batosta con peggior saldo da 7 anni a questa parte. Ad aprile avremo fatturato zero, al di là di qualche fattura vecchia, che si potrà riferire a febbraio. Ma il vero problema si vedrà a maggio. È vero che il primo trimestre è tradizionalmente caratterizzato da un bilancio negativo tra iscrizioni e cessazioni per via del concentrarsi di queste ultime alla fine dell’anno precedente, ma il paragone con 2019 mostra come le sofferenze siano pesanti. E appena iniziate. Brescia reagirà, ne sono certo, ma ci vorranno anni per tornare ai livelli pre pandemia, nonostante è auspicabile un rimbalzo positivo già nel prossimo anno».

BSNEWS BRESCIA TV: GUARDA LA NOSTRA VIDEO-INTERVISTA AL SINDACO DI BRESCIA EMILIO DEL BONO

(se il video presenta interruzioni dovute all’aggiornamento della pagina potete guardarlo direttamente su YouTube a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=d_eudbUy1fU)

CORONAVIRUS, CHIEDIAMO TAMPONI PER TUTTI PER FERMARE IL CONTAGIO! FIRMATE LA NOSTRA PETIZIONE

MASCHERINE CONTRO IL CORONAVIRUS, LA GUIDA

🔴 MASCHERINE, QUALI SONO UTILI CONTRO IL CORONAVIRUS

🔴 MASCHERINE, APPROFONDIMENTO SU DPI FFP2 E FFP3

🔴 MASCHERINE CONTRO IL CORONAVIRUS, I CONSIGLI DELL’ESPERTO

🔴 MASCHERINE CONTRO IL CORONAVIRUS, COSA BISOGNA GUARDARE PER NON SBAGLIARE L’ACQUISTO

🔴 DIFFERENZA TRA MASCHERINE FILTRANTI E CHIRURGICHE

🔴 CORONAVIRUS, CHI DEVE USARE LE MASCHERINE E QUALI

🔴 MASCHERINE, GUANTI E IGIENIZZANTI MANI: COME SI USANO

🔴 LE MASCHERINE SERVONO O NO?

🔴 L’INCHIESTA: MASCHERINE FINITE? GLI OSPEDALI NON SANNO CHE POSSONO RIGENERARLE…

🔴 CORONAVIRUS: OBBLIGATORIO COPRIRSI CON MASCHERINA O ALTRO QUANDO SI ESCE DI CASA

NOTIZIE IMPORTANTI SUL CORONAVIRUS

🔴 CORONAVIRUS, TUTTA LA LOMBARDIA E’ ZONA ROSSA FINO AL 3 APRILE: DIVIETI E NUOVI DIVIETI DEL 20 MARZOLA PROROGA FINO AL 13 APRILE DECISA DAL GOVERNO

🔴 CORONAVIRUS, CHI PUO’ CIRCOLARE E CHI NO IN LOMBARDIA

🔴 CORONAVIRUS, SCARICA IL NUOVO MODULO PER L’AUTOCERTIFICAZIONE (VERSIONE 4)

🔴 CORONAVIRUS: SCUOLE CHIUSE FINO AL 15 MARZO

🔴 CORONAVIRUS, LA MAPPA DEL CONTAGIO NEL BRESCIANO

🔴 CORONAVIRUS, I DATI DEI MORTI BRESCIANI GIORNO PER GIORNO

🔴 CORONAVIRUS: IDENTIKIT DEI SOGGETTI A RISCHIO (FONTE ISS)

🔴 DICIAMO GRAZIE A MEDICI E INFERMIERI BRESCIANI

TUTTE LE NOTIZIE SUL CORONAVIRUS

🔴🔴🔴 QUI TUTTE LE NOTIZIE PUBBLICATE DA BSNEWS.IT SUL CORONAVIRUS

 

 

 

 

Export, per le aziende bresciane è dura da tempo: -3,8% nel 2019

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Export by

Nel complesso del 2019, le esportazioni bresciane – pari a 16,3 miliardi – diminuiscono del 3,8% rispetto al 2018. Si arresta quindi la crescita dell’export provinciale, con il primo segno “meno” dal 2016, anno in cui si registrò un -1,2% sul 2015. A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dall’Ufficio Studi e Ricerche di AIB e dal Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia.

Nel 2019, rispetto al 2018, la dinamica negativa delle esportazioni bresciane (-3,8%) è in controtendenza rispetto a quella rilevata in Lombardia (0,0%) e in Italia (+2,3%).

Le importazioni complessive (pari a 9,1 miliardi) cedono invece del 7,6%, ed evidenziano l’importo più basso dal 2016.

Nel 4° Trimestre 2019 la dinamica delle vendite all’estero, che ammontano a 4,01 miliardi di euro tra ottobre e dicembre 2019, è in calo del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2018. Si tratta della variazione più bassa dal quarto trimestre 2009 (-18,9%).

Le importazioni, pari a 2,12 miliardi di euro tra ottobre e dicembre 2019, diminuiscono del 14,3% rispetto allo stesso periodo del 2018, la frenata più intensa dal secondo trimestre 2012.

Il saldo commerciale si amplifica e raggiunge la cifra record di 7,16 miliardi di euro, in aumento dell’1,5% rispetto a quello del 2018 (7,05 mld).

La dinamica risente della frenata del commercio mondiale che, nel periodo ottobre-dicembre 2019, ha registrato un segno meno (-0,8%). Il 2019 si chiude con un calo complessivo degli scambi internazionali dello 0,4%, contro il +3,4% del 2018 e il +4,8% nel 2017. Ciò, in un contesto in cui pesano le note incognite internazionali (dalle tensioni geopolitiche, alla guerra dei dazi, alla Brexit e al rallentamento della Germania, mercato che da solo vale oltre il 20% delle esportazioni bresciane). L’indice PMI manifatturiero tedesco, che da mesi si trova in area negativa, nelle ultime rilevazioni del 2019 si è sistematicamente attestato su valori intorno a minimi pluriennali. I dati dei prossimi mesi incorporeranno gli effetti dello stop del mercato cinese sul commercio internazionale e l’impatto dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Coronavirus (al momento di non facile quantificazione) sull’economia nazionale e internazionale.

La persistente caduta dei prezzi delle principali materie prime industriali (alluminio, rame, zinco, rottame ferroso) ha provocato lo sgonfiamento dei valori monetari dei beni scambiati. Qualche vantaggio nelle esportazioni extra UE è derivato invece dal deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro (-3,0% tendenziale).

Nel complesso del 2019, tra i settori, su base annua, i meno dinamici risultano: apparecchi elettrici (-6,8%), mezzi di trasporto (-6,1%), metalli di base e prodotti in metallo (-6,3%), prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,4%).

Un aumento delle esportazioni riguarda invece i comparti: legno e prodotti in legno, carta e stampa (+6,0%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+5,3%), articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+3,5%).

Tra i mercati di sbocco, diminuiscono le esportazioni verso Germania (-4,9%), Francia (-3,7%), Stati Uniti (-5,7%), Turchia (-7,3%), Brasile (-14,8%), Cina (-23,8%). Crescono le vendite verso l’Algeria (+23,9%) e la Russia (+7,1%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche negative dell’Asia (-7,6%), dell’Unione Europea (-4,5%) e dell’America centro-meridionale (-4,0%). Positiva la dinamica dell’Africa (+6,6%).

Per quanto riguarda le importazioni, sono in diminuzione quelle di metalli di base e prodotti in metallo (-12,9%), apparecchi elettrici (-9,3%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (-6,5%), legno e prodotti in legno, carta e stampa (-4,9%), articoli in gomma e materie plastiche (-4,7%).

Risultano, invece, in aumento gli acquisti nei comparti: articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+21,4%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+6,5%), mezzi di trasporto (+2,0%).

Diminuiscono le importazioni da: Francia (-7,7%), Germania (-7,2%) e Spagna (-6,2%). In contro tendenza la Cina (+2,7%).

 

Le imprese bresciane incontrano la Svizzera: appuntamento l’11 marzo

in Economia/Export/Partner/Tendenze by

Appuntamento mercoledì 11 marzo, a Brescia, per la seconda tappa del 2020 del “Open Consulting Day: Svizzera”, evento dedicato alle imprese innovative e promosso dallo Swiss Business Hub Italia per promuovere la Svizzera come Business Location dove fare impresa.

L’iniziativa si terrà dalle 10 di mattina fino alle 17.30 e sarà ospitata dalla Camera di Commercio di via Einaudi, in città. Il format è quello di tavoli di incontro one to one (la sessione mattutina va dalle 10 alle 12.30, la pomeridiana dalle 14 alle 17.30), in cui – con una consulenza specifica – le aziende interessate a sviluppare il proprio business oltre confine potranno “approfondire le opportunità che la Svizzera, come mercato e come piattaforma aziendale, può offrire per la crescita aziendale e per esplorare gli esclusivi vantaggi competitivi sui mercati internazionali”.

Gli incontri sono riservati in particolare a realtà che operano nei settori: artificial intelligence, advanced manufacturing, personalised health, robotics&drones e blockchain. In concreto parliamo di biotecnologie, medtech, pharma, ICT, fintech, industria 4.0, intelligenza artificiale, droni, robotica e automazione. Ma non solo.

Tra gli argomenti affrontati ci saranno le forme di società possibili in Svizzera (Sagl, Società anonima, Succursale, Joint venture), le opportunità per Pmi e startup innovative, il supporto cantonale/federale alla creazione di imprese, gli aspetti commerciali, la gestione del mercato del lavoro, il Sistema fiscale, gli accordi di libero scambio e la Protezione Intellectual property e Intangible Assets.

Il termine per registrarsi all’evento è il 6 marzo. Per ulteriori informazioni è possibile mandare una mail a: milano.sbhitalia@eda.admin.ch

LINK REGISTRAZIONE: https://www.s-ge.com/it/event/evento-s-ge/open-consulting-day-svizzera-0

(articolo publiredazionale)

COS’E’ LO SWISS BUSINESS HUB ITALY

Lo Swiss Business Hub Italy è il rappresentante a Milano dell’agenzia ufficiale di promozione degli investimenti e del commercio internazionale Switzerland Global Enterprise (S-GE). L’Hub, che fa parte del Consolato generale svizzero a Milano, ha il compito di implementare le strategie di esportazione svizzere in Italia per promuovere la piazza economica svizzera.

Lo Swiss Business Hub Italy è il punto di contatto chiave per le piccole e medie imprese (PMI) della Svizzera e del Liechtenstein che desiderano esplorare opportunità di esportazione nel mercato italiano. I servizi dell’Hub includono: informazioni sul mercato; supporto per certificazioni; analisi dettagliate su mercato e prodotti; ricerca di distributori, rappresentanti e partner locali e supporto per instaurare canali di comunicazione; sviluppo di pipeline di vendita B2B / B2C; consulenza personale e coaching per PMI; valutazioni di sedi locali; organizzazione di eventi e missioni di accertamento di fattiper società, associazioni e delegazioni ufficiali svizzere. 

Lo Swiss Business Hub informa le aziende italiane circa i vantaggi chiave della Svizzera come piazza economica e di investimenti. Nell’ambito del mandato del governo svizzero (Segreteria di Stato dell’economia, SECO), l’Hub lavora a stretto contatto con le agenzie di promozione commerciale regionali e cantonali in Svizzera.

1 2 3 12
Go to Top
Vai alla barra degli strumenti