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Giugno 2026

Auto, Bonometti (Omr Automotive): “Da Filosa fiducia nell’Italia, ma servono misure urgenti per la competitività”

in Automotive/Aziende/Economia/Omr by

«Dall’audizione dell’Amministratore Delegato di Stellantis, Antonio Filosa, emerge una visione industriale che conferma la centralità dell’Italia e si inserisce nel solco degli insegnamenti di Sergio Marchionne e della strategia indicata dal Presidente John Elkann». Lo dichiara Marco Bonometti, Presidente di OMR Automotive, azienda che collabora da anni con Stellantis come fornitore strategico a livello internazionale.

«È positivo il forte impegno sugli investimenti, sull’innovazione, sui brand iconici e sulle nuove assunzioni di ingegneri e professionalità qualificate – aggiunge il vertice del Gruppo OMR -. Le persone devono continuare a essere al centro dello sviluppo industriale, insieme alla valorizzazione delle competenze e dei talenti. Fondamentali anche la differenziazione dei marchi e un migliore utilizzo della capacità produttiva degli stabilimenti, elementi indispensabili per aumentare la competitività del sistema automotive europeo».

Secondo Bonometti, tuttavia, «non si possono ignorare le difficoltà generate da politiche europee che hanno imposto al settore obiettivi e tempi spesso scollegati dalla realtà industriale. Il Green Deal ha finito per mettere in difficoltà l’automotive europeo, favorendo la concorrenza extraeuropea e indebolendo una filiera strategica per l’economia continentale. Occorre restituire competitività alle imprese intervenendo sul costo dell’energia e aprendo una riflessione sul costo del lavoro, che deve essere maggiormente collegato alla produzione, alla produttività e all’andamento dei mercati. Servono inoltre regole che accompagnino uno sviluppo sostenibile senza compromettere investimenti, occupazione e capacità produttiva».

«La situazione dell’automotive e dell’industria manifatturiera europea ha raggiunto un livello di gravità che non può essere affrontato dalle singole imprese. Le aziende stanno facendo la loro parte, ma non basta. Sono necessarie risposte urgenti e straordinarie da parte delle istituzioni europee e nazionali. Solo attraverso un’azione coordinata sarà possibile difendere la capacità industriale europea, sostenere la crescita e garantire il futuro dell’occupazione», conclude Bonometti.

Informazione indipendente: perché resta essenziale nell’epoca dei social e degli algoritmi

in Economia/Partner 2 by

Ogni giorno scorrono davanti agli occhi centinaia di notizie. Alcune restano impresse, altre vengono dimenticate nel giro di pochi minuti. Il punto, però, non è quanti contenuti si leggano, ma da dove arrivino. Nell’era digitale il vero valore non sta nell’accesso alle informazioni, ormai alla portata di tutti, bensì nella capacità di distinguere quelle affidabili da quelle costruite per attirare attenzione. È per questa ragione che l’informazione indipendente continua ad avere un ruolo centrale. In un ambiente dominato dalla velocità, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per comprendere ciò che accade senza filtri imposti da interessi esterni.

La rivoluzione digitale ha cambiato tutto, ma non le regole del buon giornalismo

Negli anni Novanta informarsi significava attendere il giornale del mattino o l’edizione serale del telegiornale. Oggi la situazione è completamente diversa. Le notizie arrivano prima ancora che vengano cercate. Appaiono sul telefono, nei social network, nelle piattaforme video, persino nelle applicazioni dedicate all’intrattenimento.

Questa trasformazione ha reso il flusso informativo continuo. Non esiste più un momento preciso della giornata in cui ci si aggiorna: le notizie accompagnano ogni attività quotidiana. È una comodità evidente, ma presenta anche un effetto collaterale poco discusso. Quando tutto corre molto velocemente, il tempo dedicato alla verifica tende a ridursi.

Un contenuto pubblicato per primo spesso ottiene più visibilità di uno pubblicato meglio. È una logica che premia la rapidità e che, in alcuni casi, penalizza l’approfondimento.

La differenza tra visibilità e affidabilità

Uno degli equivoci più comuni del mondo digitale consiste nel confondere popolarità e credibilità. Un articolo molto condiviso non è automaticamente accurato. Allo stesso modo, una notizia che genera migliaia di commenti non è necessariamente corretta.

Basta osservare ciò che accade durante eventi particolarmente rilevanti, come crisi internazionali, emergenze sanitarie o campagne elettorali. In questi momenti la quantità di informazioni disponibili cresce in modo esponenziale. Accanto al lavoro delle redazioni professionali compaiono interpretazioni personali, indiscrezioni, contenuti decontestualizzati e talvolta vere e proprie falsificazioni.

Il lettore si trova così davanti a una massa di contenuti difficili da valutare. È proprio qui che emerge l’importanza dell’informazione indipendente, che basa il proprio lavoro sulla verifica dei fatti prima della loro diffusione.

Il peso degli algoritmi nelle scelte quotidiane

Molte persone immaginano internet come uno spazio neutrale nel quale ciascuno decide autonomamente cosa leggere. La realtà è più complessa.

Gran parte delle informazioni visualizzate online viene selezionata da algoritmi che analizzano comportamenti, interessi e preferenze. Se un utente mostra interesse per un determinato argomento, la piattaforma tenderà a proporgli contenuti simili. È un meccanismo pensato per aumentare il coinvolgimento, ma può avere conseguenze inattese.

Col passare del tempo si rischia di vedere soltanto una parte del quadro. Non perché qualcuno censuri deliberatamente le opinioni diverse, ma perché il sistema privilegia ciò che appare più vicino alle abitudini dell’utente. In questo modo il confronto con prospettive differenti può ridursi progressivamente.

Le fonti indipendenti svolgono una funzione importante proprio perché offrono contenuti che non dipendono esclusivamente dalle logiche della visibilità immediata.

Un rapporto di fiducia che va costruito

La credibilità non si conquista con uno slogan. Si costruisce nel tempo. Un giornale, una rivista o una piattaforma informativa guadagnano fiducia quando dimostrano coerenza, trasparenza e disponibilità a correggere eventuali errori.

Chi legge percepisce questa differenza. Non sempre in modo immediato, ma nel lungo periodo sì. Le fonti considerate autorevoli sono spesso quelle che spiegano come hanno ottenuto una determinata informazione, indicano i documenti consultati e distinguono chiaramente i fatti dalle opinioni.

In un periodo storico in cui chiunque può pubblicare contenuti e raggiungere un vasto pubblico, questo approccio mantiene un valore particolare. La possibilità di verificare l’origine delle notizie diventa infatti un elemento decisivo.

L’espansione delle tecnologie digitali ha moltiplicato le occasioni di accesso all’informazione, ma ha reso più difficile orientarsi tra contenuti di qualità molto diversa. Per questo l’informazione indipendente continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale. Non offre certezze assolute né pretende di eliminare la complessità della realtà. Fornisce però qualcosa di sempre più prezioso: un metodo basato sul controllo dei fatti, sulla trasparenza e sulla responsabilità nei confronti dei lettori.

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