Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Category archive

Manifatturiero

Come rendere lucenti i metalli

in Economia/Manifatturiero by

La bellezza dei metalli lucidati

Tutti noi possediamo in casa oggetti in metallo. Che si tratti di oggetti in rame o in ottone, in argento o in oro, questi sono onnipresenti nel nostro arredamento e contribuiscono ad abbellire l’ambiente in cui viviamo.

Indifferentemente però che si tratti di metalli puri e preziosi o di leghe più economiche, tutti i metalli soffrono il trascorrere del tempo. Ossidazione o ruggine possono intaccarne la bellezza e fargli perdere la lucentezza che li contraddistingueva.

Anche se la lucidatura dei metalli non rientra tra le faccende domestiche da eseguire frequentemente, effettuarla contribuisce sicuramente a dare un tocco del tutto nuovo alla nostra casa.

Cosa possiamo fare per far ritrovare lo splendore perso ai nostri metalli?

Rimedi naturali per lucidare i metalli

Bisogna dire che quando parliamo di rinnovare parti in metallo a vista che compongono l’arredamento della casa potremmo sceglierci di utilizzare dei prodotti professionali indicati per la lucidatura metalli.

In molti altri casi, invece, si può ricorrere a metodi naturali a basso costo sperimentati da tantissime casalinghe e dall’efficacia garantita.

Parliamo un attimo dell’oro. Il nobile metallo, si sa, non è immune al trascorrere del tempo. Quale semplice trattamento può fargli rivivere i fasti di una volta? Lavarlo con del sapone naturale e del bicarbonato di sodio. Successivamente si può asciugare la superficie in maniera delicata utilizzando un panno in lana.

Che dire dell’argento? E’ forse uno dei metalli preziosi più comuni. Posate, svuota tasche, cornici… sono davvero tanti gli oggetti che abbiamo in casa realizzati in argento. E’ risaputo anche la sua tendenza ad annerirsi nel tempo.

Non tutti sanno, però, con quanta facilità si può far ritrovare all’argento la sua lucentezza iniziale. Basta prendere un litro d’acqua, versare in essa un cucchiaio di sale e due di bicarbonato e portare il tutto in ebollizione. Dopo 10 minuti possiamo tirare fuori il nostro oggetto, risciacquarlo ed asciugarlo. Il risultato ci lascerà di stucco!

Il rame è uno dei metalli più particolari, grazie al suo colore unico dai bellissimi riflessi. E’ spesso vittima dell’ossidazione, che gli conferisce uno sgradevole colore verdognolo. Come possiamo rimediare? Trattando la superficie con acqua e limone. Con l’aiuto di uno spazzolino possiamo lucidare la superficie in rame fino a che non torna a splendere.

Che dire dell’acciaio inox? Stoviglie e posate realizzate in acciaio possono con il tempo presentare macchie ed aloni difficili da eliminare. A questo proposito potremmo utilizzare dell’olio extravergine di oliva, da sfregare direttamente sulle macchie.

Molto efficace per la lucidatura dell’acciaio inox è l’aceto, da utilizzare puro. Una volta lasciato agire, non dovremo fare altro che risciacquare abbondantemente, asciugare le nostre stoviglie e specchiarci in esse.

Un ultimo cenno lo facciamo sul dentifricio. Sapevate che oltre ad essere il nostro migliore alleato per preservare la nostra igiene orale, il dentifricio è utilissimo per eliminare le incrostazioni di calcare ed addirittura la ruggine dai metalli?

Come vedete, sono davvero tanti i rimedi naturali utili per far tornare a splendere i metalli. Basta usare quello adatto senza esagerare, per non rischiare di corrodere le superfici.

Moda, a Brescia 4mila imprese… guidate in prevalenza da uomini

in Economia/Manifatturiero/Tendenze by

Dal 10 al 14 gennaio al via Milano Moda Uomo. Quanto pesa la moda al maschile nelle imprese? Su 33 mila in Lombardia tra produzione, commercio e design oltre 20 mila sono guidate da uomini, il 62% del totale, soprattutto nell’attività di design, quasi tre su quattro (73%) e nella produzione, circa due su tre (64%). Superano la media regionale Milano (67%), Como (65%) e Varese (64%). Nel design a Cremona pesano per l’84% e a Pavia per il 78% mentre nella produzione arrivano al 70% circa a Varese e Como. Più forte la presenza femminile nel commercio dove le donne rappresentano il 43% e gli uomini il 57% ma non a Milano dove le imprese al maschile sono comunque quasi due su tre (65%). Per numero complessivo di imprese Milano domina con 13 mila, seguita da Brescia con quasi 4 mila, Bergamo e Varese con oltre 3 mila. Superano le 2 mila anche Como e Monza Brianza. In Italia le imprese maschili della moda rappresentano il 58% del totale, molto al di sopra della media si piazzano Fermo e a Biella con oltre il 70%, seguite da Pisa (69%), Napoli (68%), Milano (67%), Como (65%) e Varese (64,3%).  Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2019.

Ha dichiarato Marco Accornero, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Queste giorni dedicati alla moda e alla sartoria maschile, oltre a essere un’importante occasione di business per le imprese, rappresentano un’opportunità per farci entrare in una atmosfera ancora più internazionale”.

Le imprese della moda in Italia: sono 218 mila, di cui 33 mila in Lombardia, prima regione, seguita da Campania con 32 mila e Toscana con 27 mila. Tra le province prima Napoli con quasi 21 mila, seguita da Roma con 15 mila e Milano con 13. Vengono poi Firenze, Prato, Bari e Torino. Milano eccelle però nel design con oltre 2 mila attività specializzate. La moda impiega 875 mila addetti in Italia, 201 mila in Lombardia di cui 98 mila a Milano, prima in Italia davanti a Napoli e Firenze.

L’azienda metal diventa intelligente | INNOVATION CLUB

in Economia/Innovation club/Manifatturiero/Meccanica/Rubriche by

Neos Consulting, grazie alla profonda conoscenza maturata negli anni nel settore Metal, ha realizzato una soluzione verticale appositamente dedicato ai cicli produttivi di tale comparto. È da tempo che si è deciso di concentrare alcune features dei gestionali per il miglioramento del settore, nell’intento di portare vera e propria innovazione all’interno dei processi Metal.

Alla base di questa decisione risiede la necessità di un controllo di processo e di gestione chiaro, preciso ed efficace. Le applicazioni  specifiche per il settore Metal possono essere sviluppate appositamente per tutte le tipologia di processi produttivi (colata gravitazionale in conchiglia o terra, con impianti automatici e manuali, pressofusione, estrusione), e per qualsivoglia metalli (leghe ferrose quali ghise ed acciai, leghe non ferrose quali, alluminio, zama, magnesio, etc.) Ciò che ci ha guidato nello scegliere di dedicarci a questo progetto è la possibilità di integrare le ultime tecnologie con i processi gestionali ed i dati già presenti sulla piattaforma; perchè oggi, per rendere la propria azienda intelligente non è più sufficiente migliorare ciò che si ha già. Bisogna creare qualcosa di nuovo e unico.
Quali sono, quindi, le ultime tecnologie applicabili al settore ? 
> Si può dotare ogni singolo impianto di una serie di sensori IoT (internet of things) per rilevare i parametri di analisi più importanti. Questi, correlati con i dati gestionali, risultano in grado di fornire, alla direzione della Fonderia, un cruscotto completo di dati (KPI), grafici, elaborazioni statistiche percentuali, indispensabili al controllo integrale dell’intero processo;
> Sul tema della realtà aumentata, è stata invece studiata una applicazione che sfrutta gli smart glasses nel settore logistico delle attrezzature, per guidare gli operatori nei processi di picking. Anche in questo caso l’obiettivo è migliorare l’intero processo gestionale, massimizzando nella qualità i risultati;
> Il machine learning può essere utilizzato per individuare, a fronte di un disegno, quali progetti siano simili o siano già stati realizzati, in modo da facilitare la gestione delle commesse;
> L’intelligenza artificiale applicata al visual computing permette di identificare attraverso una telecamera la tipologia di rottami che andranno nel processo fusorio in modo da prevenire errori;
> Sempre utilizzando algoritmi intelligenti è possibile analizzare il proprio database clienti per identificare profili tipici sui business social network, al fine di trovare e raggiungere nuovi potenziali clienti;
> La blockchain può essere utilizzata per dare una garanzia internazionale ai dati del controllo qualità, creando una data room dedicata;
> L’utilizzo della stampa 3D, risulta già pienamente operative in molte imprese. Nella fattispecie a proposito della produzione di Anime nei processi fusori: ciò migliora la qualità della produzione, andando a realizzare copie esatte e precise che portano quindi a una notevole riduzione degli scarti e al perfezionamento dei risultati.
Questi sono temi di notevole importanza, che devono trovare rapida applicazione all’interno di una Fonderia che voglia mantenersi al passo coi tempi e che desideri continuare ad essere competitiva in anni, se così si può dire, complicati per il settore.
L’applicazione di migliorie nella gestione, ad esempio, degli scarti di lavorazione può far risparmiare alla fonderia milioni di euro, sia logisticamente che per il valore della materia prima. Come? Bastano poche implementazioni nel sistema gestionale e una nuova visione d’insieme, che tenga in considerazione l’importanza reale delle ultime innovazioni tecnologiche.

Pmi, la Regione rifinanzia con 3 milioni il bando a sostegno di manifatturiero e trasporti

in Bandi/Economia/Edilizia/Manifatturiero/Trasporti by

Le Piccole e Medie imprese lombarde, costituite e iscritte al Registro delle Imprese da almeno 24 mesi, potranno accedere al fondo di garanzia ‘Al Via’ gestito da Finlombarda.

La Giunta di Regione Lombardia ha infatti ha approvato una delibera, su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Mattinzoli, in cui sono ricollocati, nello stesso fondo di garanzia, altri 3 milioni di euro a favore delle imprese. I settori interessati sono quello del manifatturiero,
delle costruzioni, dei trasporti, dell’agromeccanico e dei servizi alle imprese iscritte all’Albo Regionale

MATTINZOLI: AL FIANCO DI CHI LAVORA – “Questa e’ una misura che risponde alle esigenze delle nostre imprese e alla loro
crescita”, ha detto l’assessore Mattinzoli.  “Un sostegno concreto per gli investimenti strategici, come l’acquisto di macchinari ed immobili o per interventi strutturali e di riconversione e rilancio delle aree produttive. Ancora una volta Regione Lombardia dimostra di essere al fianco di chi lavora, di chi produce” ha concluso l’esponente della Giunta lombarda.

MISURA AGEVOLATA – La misura agevolativa a favore delle imprese del ‘Fondo ‘Al via’, si compone di un finanziamento, una  garanzia gratuita sul finanziamento; un contributo a fondo perduto in conto capitale. Dopo la delibera verranno varati i provvedimenti attuativi.

Manifatturiero, i migliori 90 gruppi bresciani nel 2018 hanno fatturato 16,2 miliardi di euro (+9%)

in Economia/Manifatturiero/Meccanica/Tendenze by

È stata presentata nella sede di AIB a Brescia, l’edizione 2019 del rapporto “Le dinamiche economico-finanziarie dei gruppi industriali bresciani”, a cura dell’Ufficio Studi e Ricerche di AIB.

Lo studio – che analizza un campione di 90 gruppi industriali bresciani a vocazione manifatturiera, con 687 imprese incluse nell’area di consolidamento e oltre 48mila addetti – evidenzia per queste realtà un’ulteriore crescita sul fronte dei ricavi e della redditività: nonostante la frenata riscontrata a livello globale, il fatturato complessivo si è attestato a 16,2 miliardi di euro, contro i 14,9 mld del 2017 (+9,2%); a dare impulso ai ricavi è, in modo per certi versi sorprendente, la dinamica rilevata sul mercato domestico (+11%). Sale anche il margine operativo lordo (MOL) a 1,9 miliardi di euro rispetto agli 1,7 mld dello scorso anno (+10,7%). Cresce infine il reddito netto, da 735 a 815 milioni di euro (+10,9%).

“I primi 90 gruppi bresciani contribuiscono in modo decisivo allo sviluppo economico del territorio, garantendo occupazione a 48mila persone, sostenendo costi del lavoro per 2,3 miliardi di euro e investendo 940 milioni – commenta Giuseppe Pasini, Presidente di AIB –. Il Sistema Brescia ha dimostrato di saper superare senza grossi problemi un anno turbolento come il 2018: merito della sua solidità patrimoniale, della capacità di innovare e dell’importante quota di export che da sempre caratterizza la nostra provincia. A livello di prospettive, considerando l’andamento del 2019, non sarà però facile replicare i risultati registrati nell’ultimo anno: rispetto al resto del Paese, la nostra provincia e il nord Italia sono fortemente esposti all’andamento delle esportazioni, e risentono in particolare del nodo tedesco, ma anche di incertezze di lungo corso come il tema dei dazi tra Stati Uniti e Cina e la questione Brexit”.

Dall’analisi dei bilanci 2018, si conferma la forte propensione all’internazionalizzazione delle aziende bresciane considerate: le vendite all’estero intercettano quasi il 60% del fatturato, con un grado di apertura ai mercati stranieri che nel quasi 20% dei gruppi mappati supera addirittura l’80%.

Sul fronte della patrimonializzazione i gruppi bresciani mantengono livelli di indebitamento molto bassi: l’indice di indipendenza finanziaria (rapporto tra mezzi propri e capitale investito) è salito al 46,2% (+0,7% sul 2017); a conferma di ciò la ricchezza prodotta dai 90 gruppi appare più che sufficiente a rimborsare l’indebitamento finanziario netto: il rapporto tra la posizione finanziaria netta e il MOL si attesta infatti a 1,6 (abbondantemente al di sotto la soglia di allarme pari a 5).

La crescita delle vendite va di pari passo con quella del valore aggiunto, pari a 4,2 miliardi di euro (erano 3,9 mld nel 2017, +8,2%), grazie a un’evoluzione dei costi esterni nel complesso bilanciata; il valore aggiunto rapportato ai ricavi si mantiene costante, confermando la consistenza industriale della manifattura bresciana.

Il rallentamento mondiale non ha intaccato nemmeno la fiducia nel futuro: gli investimenti in immobilizzazioni materiali sono pari a 940 milioni di euro, intercettando in media il 22,3% del valore aggiunto complessivamente prodotto.

La composizione per settore dei gruppi analizzati vede la prevalenza dei comparti metalmeccanici (73 gruppi), in coerenza con la specializzazione produttiva dell’industria locale; i restanti 17 si dividono tra Alimentare (6), Chimico, gomma e plastica (4), Sistema Moda (4) e Carta e stampa (3).

Imprese metalmeccaniche: Omr, Gnutti, Donati e Cromodora nella top 30

in Aziende/Economia/Manifatturiero/Meccanica/Omr/Partner/Tendenze by
Dall’analisi dei bilanci degli anni che vanno dal 2012 a quelli appena depositati del 2018, il Centro Studi di ItalyPost ha elaborato una classifica che ha permesso di individuare le trenta migliori Pmi tra i 20 e i 500 milioni di fatturato della metalmeccanica italiana.
La ricerca, anticipata oggi da L’Economia del Corriere della Sera e realizzata grazie al contributo del Gruppo Crédit Agricole e di auxiell su dati Aida-BVD, rivela alcuni elementi di grande interesse sia sul piano dei numeri che sulla distribuzione territoriale di queste aziende top performer.
Si tratta di imprese tra i 20 e i 500 milioni di fatturato che appartengono a un comparto che dà quasi il 50% della ricchezza prodotta dall’intera industria manifatturiera. Su tutta l’economia nazionale questo «peso» arriva all’8%, e con un fortissimo contributo alla nostra bilancia commerciale: il 47,7% dell’export viene dal comparto, e ci porta un saldo attivo di 60 miliardi.
Secondo i dati di bilancio estratti dal Centro Studi di ItalyPost le imprese top sono cresciute in media, tra il 2012 e il 2018, del 10,42% l’anno, mentre il comparto non è andato oltre il 2% e, negli ultimi tre esercizi, hanno realizzato utili industriali pari al 15,6% dei ricavi, cioè più del doppio del 7,6% medio del settore.
Interessante anche il dato della distribuzione territoriale di queste imprese. A dominare la classifica a livello provinciale sono infatti due realtà lombarde come Bergamo e Brescia, con 5 imprese ciascuna, e una emiliana, Reggio, con tre imprese. A livello regionale, spicca invece il fatto che, dopo la Lombardia che si piazza al primo posto con 13 imprese, l’Emilia Romagna è presente nella classifica con 8 imprese “Top” mentre l’intero Veneto, a sorpresa, è presente con sole tre imprese, lo stesso numero che in Emilia ha appunto la sola provincia di Reggio.
La ricerca sarà presentata giovedì prossimo a Milano nel corso di un seminario promosso da ItalyPost con L’Economia del Corriere della Sera in collaborazione con l’Universita Bocconi, nel corso del quale interverranno alcuni degli imprenditori protagonisti: Enrico Aureli, amministratore delegato Aetna Group Holding Spa, Flavia Bandini, vicepresidente Sag Group Spa, Giovanni Fassi, presidente Gestioni Spa (Gruppo Fassi Gru), Carlo Ilotte, amministratore unico 2 A Spa , Antonello Marcucci, presidente Umbragroup Spa, Mario Nardi, amministratore delegato Pietro Fiorentini Spa, e Stefano Scaglia, amministratore delegato S.I.T. Spa (Gruppo Scaglia). A chiudere l’incontro è stato chiamato il Presidente di una Impresa leader a livello globale, Alberto Bombassei, presidente di Brembo.
Nelle prossime tre settimane il Centro Studi di ItalyPost comunicherà le top 30 Pmi di altri tre settori chiave del Made in Italy: chimica-farmaceutica, tessile-abbigliamento e agroalimentare. Per ciascuna ricerca sono previsti, sempre in Bocconi, i relativi incontri di presentazione.
/campaigns/org669736333/sitesapi/files/images/692725225/Tabella_Top_Pmi_metalmeccanica.jpg
NOTA METODOLOGICA
L’indagine sulle 30 migliori PMI nazionali di settore rappresenta l’anteprima verticale, con i risultati dei bilanci 2018, di CHAMPIONS 2020, il progetto di ricerca giunto alle quarta edizione che individua ed analizza le imprese con fatturato compreso fra i 20 e i 500 mln di euro che hanno registrato negli ultimi sei esercizi risultati superiori sia alle medie di settore che all’insieme delle imprese che rappresentano l’universo di riferimento, in termini di crescita, redditività, patrimonializzazione e indipendenza finanziaria. All’interno di ciascun settore questi parametri sono stati ulteriormente differenziatii sui valori mediani dei singoli comparti specifici.
I 4 settori analizzati sono: METALMECCANICA, CHIMICA e FARMACEUTICA, SISTEMA MODA, ALIMENTARE e BEVANDE.
La ricerca è stata svolta, per conto del Centro Studi Italypost, da un team interdisciplinare composto da analisti finanziari e da esperti in Corporate Finance della società di advisory finanziaria indipendente Special Affairs, su database forniti da AIDA-BVD e da Infocamere 
L’ANALISI : CRITERI DI SELEZIONE e METODOLOGIA 
L’indagine è stata realizzata partendo da un database di 1.177.503 imprese (società di capitali attive in Italia alla data del 17/12/2018), analizzando i bilanci di 13.633 imprese (società con fatturato compreso fra i 20 e i 500 mln di euro) e individuato fra queste 1.200 imprese che rientrano nel range più elevato di una serie di parametri che misurano crescita, redditività, equilibrio patrimoniale-finanziario e che rispondono a criteri societari che escludono società a partecipazione pubblica, società cooperative, società controllate da un soggetto estero, da fondi di private equity, società appartenenti a gruppi il cui fatturato complessivo superi i 500 mln.
L’estrazione delle TOP PMI di settore è stata effettuata in due step successivi.
Sulla base dei dati di bilancio 2011-2017 si sono selezionati due cluster di imprese:
●Imprese con fatturato compreso fra 20 e 120 mln di euro:
Tasso di crescita (CAGR) degli ultimi 6 esercizi : uguale o superiore al 3 %Redditività (Ebitda/ Fatturato) degli ultimi 3 esercizi: uguale o superiore al 8 %Solidità finanziaria (Ebitda/PFN) : inferiore a 2,5Rating More: AAA-AA-A-BBB –BB (Ottimo)
●Imprese con fatturato compreso fra 120 e 500 mln di euro:
Tasso di crescita (CAGR) degli ultimi 6 esercizi: uguale o superiore al 3 %Redditività (Ebitda/ Fatturato) degli ultimi 3 esercizi: uguale o superiore a 5 %Solidità finanziaria (Ebitda/PFN) : inferiore a 3,85Rating More: AAA-AA-A-BBB-BB (Ottimo)
Nello step successivo le imprese così individuate sono state classificate per settore, sulla base dei raggruppamenti di codici Ateco riportati successivamente e sulla verifica successiva della coerenza del codice attribuito rispetto all’attività effettivamente svolta dall’impresa (non sempre la classificazione Ateco rispecchia settore e comparto in cui opera l’’impresa).
In caso di discrepanza si è assegnato il settore sulla base dell’attività svolta e non del codice Ateco.
All’interno di ciascun settore sono stati individuati i comparti merceologici di maggior rilevanza e per ognuno sono state selezionate le prime 50 imprese per fatturato. Per queste imprese sono stati estratti ed analizzati i bilanci 2018, avvalendosi del database di AIDA Bureau Van Dijk, integrato per i dati mancanti dai bilanci originali estratti da Infocamere o dai bilanci forniti direttamente dalle imprese.
I criteri sopra descritti sono stati quindi riapplicati su questi 4 cluster, e rivalutata la corretta inclusione o l’esclusione (per conferma o eventuale perdita dei requisiti) delle imprese facenti parte del cluster.
Sono state infine selezionate le prime 30 aziende (sulla base del fatturato 2018) appartenenti a ciascun settore, pesando per ciascun comparto il numero di imprese in relazione all’importanza del comparto stesso.

 

Metalmeccanica, produzione in rallentamento e aspettative stazionarie a Brescia

in Economia/Manifatturiero/Meccanica/Tendenze by

In provincia di Brescia, nel quarto trimestre 2018, l’attività produttiva dei tre settori metalmeccanici ha segnato variazioni tendenziali (rispetto allo stesso trimestre del 2017) positive, anche se in forte rallentamento rispetto ai periodi precedenti.

In particolare, il comparto metallurgico siderurgico ha registrato una crescita tendenziale dell’attività del 4,9%, la meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche del 5,0%, la meccanica tradizionale e mezzi di trasporto dell’1,1%. Le prospettive a breve termine espresse dagli operatori dei tre comparti sono nel complesso stazionarie. I principali motivi di questo atteggiamento di prudenza sono dovuti all’indebolimento del ciclo economico nazionale e mondiale, alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, alla frenata della produzione in Germania – che comporta notevoli ripercussioni per il tessuto produttivo bresciano – e alle incognite sulla conclusione della Brexit.

L’industria bresciana vede con apprensione, in particolare, il rallentamento del mercato tedesco, in cui l’indice PMI del settore manifatturiero (cioè la capacità di acquisizione di beni e servizi da parte delle imprese) ha registrato a febbraio il valore record negativo degli ultimi 74 mesi. La frenata tedesca rischia di compromettere le sorti del settore metalmeccanico bresciano, che nel 2017 ha diretto in Germania oltre un quinto del proprio export complessivo, per un valore di 2,5 miliardi di euro.

“Siamo di fronte a dati che si mantengono positivi per la provincia di Brescia, nonostante il significativo peggioramento nei numeri del settore metalmeccanico a livello nazionale – commenta Gabriella Pasotti, Presidente del Settore Meccanica di AIB –. Per quanto riguarda le prospettive a breve e medio termine continua a pesare il rallentamento segnato dalla Germania e, a livello di comparti, anche quello dell’automotive. Un quadro a cui si aggiungono le tensioni internazionali, in particolare quelle tra Stati Uniti e Cina sui dazi, e le incognite rappresentate dalla Brexit”.

Sul versante del mercato del lavoro, si segnala il forte ridimensionamento della Cassa Integrazione Guadagni nei comparti metalmeccanici. Le ore complessive nel 2018 sono diminuite del 50% rispetto al 2017, passando da 6 a 3 milioni. In particolare, la componente ordinaria è scesa del 46% (da 1.610.312 a 865.650 ore), quella straordinaria del 47% (da 4.086.733 a 2.182.592 ore). La componente in deroga nel 2018 si è completamente azzerata rispetto alle 381.976 ore del 2017. I dati dell’Osservatorio AIB-ApL al quarto trimestre 2018 hanno invece messo in luce alcune tensioni nel reperimento di figure professionali legate alla metalmeccanica, quali operai specializzati (fabbri, fonditori, saldatori, montatori, manutentori, installatori) e conduttori di impianti (operatori impianti trasformazione metalli).

Dal punto di vista della struttura produttiva, Brescia è la terza provincia italiana per rilevanza dell’industria metalmeccanica (dopo Torino e Milano). Con poco meno di 100 mila addetti attivi nell’industria metalmeccanica, è leader nazionale per quanto riguarda la metallurgia (16 mila addetti) e i prodotti in metallo (36 mila), è al terzo posto nei macchinari e apparecchiature (31 mila) e in quinta posizione relativamente ai mezzi di trasporto (poco più di 8 mila addetti).

Dalla Regione 6 milioni per gli investimenti delle micro imprese manifatturiere

in Economia/Istituzioni/Manifatturiero/Regione by
L'assessore regionale Alessandro Mattinzoli

Sei milioni di euro a favore delle micro e piccole imprese artigiane, edili e manifatturiere. È quanto stabilito  con una delibera approvata oggi dalla  Giunta di Regione Lombardia su richiesta dell’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Mattinzoli.

Si tratta di risorse stanziate per realizzare investimenti produttivi come l’acquisto di impianti e macchinari innovativi. Investimenti inseriti in programmi finalizzati a ripristinare le condizioni ottimali di produzione per massimizzarne l’efficienza.

SPESE AMMISSIBILI – Fra le spese ammissibili rientrano impianti, strumenti informatici, macchinari e opere murarie relative alla loro installazione. Ciascuna impresa potrà presentare una sola domanda e gli interventi dovranno essere realizzati e rendicontati entro il 18 dicembre 2019.

TIPOLOGIA DEL CONTRIBUTO – L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto pari al 40 per cento delle sole spese considerate ammissibili, nel limite massimo di 30.000 euro.

MISURA SPERIMENTALE – “Un progetto pilota – commenta Mattinzoli -, che risponde alle esigenze reali del nostro tessuto produttivo fatto soprattutto di micro e piccole imprese. È un primo segnale importante nato dall’ascolto delle categorie e dalla collaborazione proficua. Il metodo di Regione Lombardia con il presidente Attilio Fontana si basa sul dialogo costruttivo che porta efficienza, operatività e informazioni in  tempo reale. Questa la strada giusta per poter modellare i propri progetti in base ai bisogni veri del mondo delle imprese. È nostra intenzione estendere il più possibile questa misura in base alle risorse disponibili in futuro”.

PROSSIMO BANDO – Per l’assegnazione delle risorse si prevede la pubblicazione di un bando attuativo entro le prossime settimane.

Industria e artigianato, si indebolisce la ripresa – ECCO I DATI

in Artigianato/Economia/Manifatturiero/Tendenze by
Impresa artigiana

Nel terzo trimestre del 2018 – rileva una nota dell’Ufficio Studi e Ricerche AIB – l’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane subisce un arresto, in buona parte dovuto alla tradizionale chiusura delle aziende nel periodo estivo.

La tendenza positiva del made in Brescia, in atto dal primo trimestre del 2015, viene comunque confermata, ma risulta relativamente più debole. Questo, in linea con il contesto nazionale, in cui gli indicatori congiunturali confermano un rallentamento dell’attività, per il minor supporto della domanda interna (consumi e investimenti).

Nel dettaglio, la produzione industriale in provincia di Brescia registra un calo congiunturale del 2,8%: in termini destagionalizzati (al netto degli effetti derivanti dal minor numero di giorni lavorativi nel trimestre estivo rispetto a quello precedente) rileva un aumento dello 0,1%. Il tasso tendenziale (variazione dell’indice nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso) risulta positivo per la ventesima rilevazione consecutiva (+2,7%), ma in frenata rispetto a quanto registrato nei trimestri precedenti. Il tasso acquisito, la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2018, è pari a +2,5%. Il recupero dai minimi registrati nel terzo trimestre 2013 si attesterebbe così al 14% circa, mentre la distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) sarebbe di poco inferiore al 22%.

L’artigianato manifatturiero bresciano – secondo il Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia –  segna nel terzo trimestre una decelerazione che frena il percorso di crescita lento, ma costante, intrapreso dalla seconda metà del 2016. Tra luglio e settembre la produzione è diminuita sul trimestre precedente dello 0,6%, il fatturato dello 0,3%, gli ordini dello 0,9%. Il tasso di utilizzo degli impianti è calato al 69,8% (contro il 72,5% del 2° trimestre).

Nonostante il rallentamento trimestrale, il quadro complessivo tendenziale rimane parzialmente positivo. La produzione è cresciuta dello 0,5%, il fatturato dell’1,2%, gli ordini, all’opposto sono calati dello 0,4%. I risultati dei primi tre trimestri permettono di tracciare un quadro, seppur parziale, dell’andamento del comparto nel 2018. Nella media dei primi tre trimestri 2018, la produzione è cresciuta, su base annua, del 2,5%, il fatturato del 4,4% e gli ordini del 2,4%.

I principali indicatori dell’industria:

§  Con riferimento ai settori, l’attività produttiva è diminuita significativamente nei comparti: metallurgico e siderurgico (-4,6%) e meccanica tradizionale e costruzione di mezzi di trasporto (-4,4%). E’ diminuita con minore intensità nel maglie e calze (-2,7%), chimico, gomma, plastica (-1,8%), abbigliamento (-1,6%), tessile (-1,5%), calzaturiero (-1,0%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (-0,9%), materiali da costruzione ed estrattive (-0,9%), legno e mobili in legno (-0,5%), agroalimentare e caseario (-0,3%). È invece aumentata nel settore carta e stampa (+0,3%).

§  Le vendite sul mercato italiano sono aumentate per il 10% delle imprese, diminuite per il 52% e rimaste invariate per il 38%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono incrementate per il 9% degli operatori, scese per il 32% e rimaste stabili per il 59%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per l’8%, calate per il 29% e rimaste invariate per il 63% del campione.

§  I costi di acquisto delle materie prime sono saliti per il 25% delle imprese, con un incremento medio dello 0,6%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati rivisti al rialzo dal 12% degli operatori, per una variazione media dello 0,2%.

§  Le aspettative a breve termine appaiono coerenti con la prosecuzione della fase di moderata espansione del manifatturiero provinciale. La produzione è prevista in aumento da 31 imprese su 100, stabile dal 56% e in flessione dal rimanente 13%.

§  Gli ordini provenienti dal mercato interno sono in aumento per il 29% degli operatori, stabili per il 60% e in calo per l’11%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 15% degli operatori del campione, invariati per il 70% e in flessione per il 15%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in incremento per il 17% delle imprese, stabili per il 70% e in diminuzione per il 13%.

I principali indicatori dell’artigianato:

§  Il fatturato del comparto artigianato chiude il trimestre con risultati tendenziali positivi sebbene in leggera decelerazione rispetto a inizio anno, grazie al sostegno del fatturato interno.

§  Gli ordini nel complesso sono diminuiti dello 0,4%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, risultato che ha invertito il trend positivo in atto dalla fine del 2016. Entrambe le componenti, estera ed interna, hanno contribuito al calo registrato, anche se determinanti sono stati gli ordini provenienti dal mercato interno (-0,4%) che rappresentano la quota più consistente.

§  L’occupazione, al netto degli effetti stagionali, chiude il terzo trimestre con una leggera variazione positiva (+0,4%) anch’essa in decelerazione rispetto al risultato del trimestre scorso (+1,2%). Il ricorso alla Cassa Integrazione è in aumento rispetto ai livelli dello scorso trimestre, la quota di imprese che ne ha fatto ricorso si colloca al 3,1 % contro l’1,5% del 2° trimestre.

§  Le attese degli imprenditori artigiani per la fine dell’anno sono moderatamente positive con riferimento alla produzione, al fatturato, alla domanda estera ed all’occupazione anche se resta molto alta la quota di imprenditori che prevedono una sostanziale stabilità. Sul fronte della domanda interna il saldo tra le ipotesi di aumento e diminuzione vede prevalere i secondi (-3,9%).

L’Indagine AIB viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero. L’indagine sull’artigianato della Camera di Commercio, la cui fonte è l’indagine congiunturale Unioncamere Lombardia, ha coinvolto 192 imprese della provincia, pari a una copertura campionaria del 100%.

Manifatturiero, Bonometti (Confindustria): pesano gli scenari internazionali

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Manifatturiero/Tendenze by

L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera in Lombardia relativa al secondo trimestre 2018, dopo una serie di trimestri di crescita sostenuta e costante, spinge a moderare i toni”, a dirlo è – con una nota – il leader di Confindustria Lobardia Marco Bonometti. Pur rimanendo in territorio positivo infatti la produzione industriale cresce dello 0,3%. Netto invece il balzo rispetto allo stesso periodo del 2017 con un +3,9%. Nonostante la decelerazione l’industria lombarda prosegue la sua rincorsa europea: si riduce infatti la differenza con l’indice di produzione manifatturiero dell’Eurozona e aumenta la distanza con la media italiana a conferma del fatto che la Lombardia corre come i quattro motori d’Europa e gli Stati Uniti. Questa rincorsa è sostenuta da tutti i settori produttivi, con il traino di meccanica, minerali non metalliferi e gli strumenti biomedicali, e in maniera omogenea da tutti i territori con la sola eccezione di Pavia.

COMMERCIO ESTERO – Discorso a parte meritano gli ordini, interni ed esteri, che hanno registrato variazioni negative. Il -0,1% degli ordini esteri e la riduzione della quota estera sul fatturato totale delle imprese è un primo campanello d’allarme a seguito della minaccia di guerre tariffarie, del cambiamento di paradigma nella politica fiscale americana e dello stallo nelle decisioni nell’Eurozona. “Confindustria Lombardia – afferma Bonometti – è convinta che l’escalation dei dazi sia un pericolo per l’Italia e che in caso di crollo del commercio internazionale la Lombardia (che nel 2017 ha esportato per un valore di 120 miliardi di euro) rischia di subire un pesante shock: uno scenario da evitare con tutte le nostre forze, in questa fase di lieve ripresa. Per questo motivo bisogna rafforzare il mercato interno che, come vediamo dai dati anche del secondo trimestre, continua a essere debole. In questo contesto di incertezza anche le aspettative degli imprenditori si sono adeguate al ribasso, contribuendo a proiettare questa tendenza nel prossimo futuro”.

OCCUPAZIONE – L’occupazione in Lombardia continua la sua corsa: come testimoniano sia il saldo tra entrate e uscite (+0,6) sia l’ulteriore calo della Cassa integrazione, nel secondo trimestre il mercato del lavoro regionale è vivace e in evoluzione. Questo grazie a politiche attive d’avanguardia ma soprattutto grazie alla disponibilità di quegli imprenditori che, nonostante troppo spesso vengano descritti come il nemico, hanno tutto l’interesse ad assumere personale, formarlo, creare un percorso di crescita nell’interesse sia dell’impresa che del lavoratore e quindi del benessere dell’intera società. Per non ingessare questa vitalità come Confindustria chiediamo che i contratti a tempo indeterminato vengano incentivati con sgravi fiscali e che venga ridotto drasticamente il cuneo fiscale: quest’ultima misura, oltretutto, avrebbe il doppio effetto di abbassare il costo del lavoro e far ripartire la domanda interna.

1 2 3 5
Go to Top
Vai alla barra degli strumenti