Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Ambiente

Discariche, Girelli: bene che Aib abbia ritirato il ricorso sul fattore di pressione

in Aib/Ambiente/Associazioni di categoria/Economia by
Gianantonio Girelli, Pd

“E’ un bene che sia stato ritirato il ricorso al Tar sul fattore di pressione, la collaborazione tra mondo dell’impresa e istituzione è fondamentale per sostenere le aziende che mettono la sostenibilità al primo posto”.

Il consigliere regionale del PD Gian Antonio Girelli accoglie positivamente la notizia del ritiro, da parte dell’Associazione Industriale Bresciana (Aib) del ricorso al Tar sul fattore di pressione, la misura regionale che impedisce l’apertura di discariche o l’ampliamento di quelle esistenti in zone già vulnerabili. “Una misura che come gruppo abbiamo sempre difeso e sostenuto anche nella scorsa legislatura” conclude Girelli.

Comfort abitativo ecosostenibile: progettare una casa green

in Ambiente/Economia/Edilizia by

L’imprenditore edile sarà il vero protagonista della rigenerazione moderna, verde ed ecosostenibile delle grandi città, dei piccoli borghi e delle strade periferiche dimenticate o abbandonate. La creatività di un imprenditore edile è sollecitata da diversi impulsi:
•    sensibilità personali e valoriali che portano a vivere la carriera edilizia come una missione e una responsabilità;
•    gli impulsi della società e dell’attualità che rendono tutti sensibili, non solo i professionisti, al tema dei cambiamenti climatici, dell’ecosostenibilità produttiva e ambientale;
•    le richieste dei clienti e le tendenze di mercato che, come vedete, ho inserito nel terzo posto perché nel settore edile e nelle aziende di importante spessore spesso esiste una mission e un insieme di principi e valori che guida una produttività fatta non solo di soldi che crescono ma di attenzione sociale e responsabilità;
•    infine gli impulsi che arrivano dai team professionali che l’imprenditore edile crea attorno a sé indispensabile nell’edilizia per portare avanti piccoli e grandi progetti di costruzione architettonica e ingegneristica.

Le caratteristiche di una casa ecosostenibile

Chi desidera abitare una casa ecosostenibile e di conseguenza chi le progetta e le sviluppa riesce a coniugare qualità bio-edilizia al concetto di comfort, di conseguenza l’attenzione è concentrata su materiali usati, fabbisogno energetico, consumo idrico e localizzazione geografica che deve tenere conto dell’impatto paesaggistico e lunimoso. Al centro di questi quattro elementi la necessità di non creare eccessi o dispersione nell’uso delle risorse elettriche, calorifere e comunque ambientali, si parla in tal senso di case autonome orientate all’autoproduzione elettrica alla climatizzazione naturale sia in inverno che in estate, al miglior impatto acustico interno ed esterno. La prefabbricazione e moderne tecniche di produzione delle componenti di una casa permettono di ridurre di molto i costi costruttivi senza rinunciare alla qualità tecnica indispensabile nella costruzione di fondamenta sicure e a norma. Accanto a materiali e componenti tradizionali come cemento armato e acciaio si uniscono il legno strutturale, materiale isolante termoriflettente stratificato, cartongesso strutturale, gesso rivestito o laminato.

Progettare una casa green, il sistema costruttivo a secco

Per progettare una casa green dovete scegliere un team di professionisti che ha fatto del costruire ecosostenibile una vera e propria missione, scegliendo tecniche di edilizia all’avanguardia che prevedono uso di materie compatibili con il concetto di ecosostenibilità. Tra le tecniche costruttive importante, diffuse in Europa ma utilizzate anche negli altri continenti esiste il sistema a secco. Si tratta di un assemblaggio di componenti già prodotte e modellate per il tipo di casa, edificio o struttura che si vuole costruire. Le diverse componenti vengono unite con tecniche di giunzione meccanica e solida senza l’utilizzo di collanti o sigillanti che sono sostituiti da elementi di giunzione non solo solidi ma studiati per essere strutturalmente flessibili. La costruzione a secco arriva ad una costruzione a strati, come spiega Vanoncini SPA specializzata in questo metodo costruttivo, si tratta di unire due gusci quello esterno che protegge la casa, quello interno dove vivono le persone e uno spazio tra questi due gusci/strati uniti dallo scheletro/struttura che regge le fondamenta della casa e inserisce in questo spazio materiali solidi e isolanti per un risultato eccellenti in termini di autonomia climatica e acustica della casa.

Acque Bresciane ad Ecomondo per il secondo anno consecutivo

in Ambiente/Cogeme/Economia/Evidenza/Partecipate e controllate by

Ecomondo è una di quelle occasioni da non farsi sfuggire soprattutto nel campo della sostenibilità ambientale. L’impegno di Acque Bresciane in questa direzione ha fatto sì che il lavoro avviato lo scorso anno, proprio in occasione della kermesse riminese, si sia poi sviluppato in un vero e proprio piano specifico, rivolto ad un Comune “pilota”, in questo caso Corte Franca.  I risultati di tale lavoro, dopo una prima presentazione pubblica avvenuta martedì 5 novembre nella Sala Civica del Comune franciacortino, saranno ricontestualizzati all’interno del convegno dal titolo Water and sanitation safety plans: methodologies, digital support and implementation according to the new European framework” che si terrà all’interno della Fiera di Rimini, giovedì 7 novembre, a partire dalle ore 14.30. A relazionare sarà l’Ing. Michela Biasibetti con un intervento dal titolo “Acque Bresciane: il percorso innovativo del piano di sicurezza dell’Acqua di Corte Franca”. “Gli esiti dei controlli dimostrano che tutti i parametri analizzati rispettano i limiti di concentrazione imposti dalla normativa italiana sulle acque potabili, quindi l’acqua di Corte Franca è considerata di buona qualità” conferma Sonia Bozza, punto di riferimento per la società sul tema PSA specificando che “per controllare la qualità dell’acqua di Corte Franca, Acque Bresciane ha eseguito campionamenti con frequenza mensile presso 4 fontanelle rappresentative della rete e annuale presso i pozzi. Sono stati analizzati oltre 100 parametri chimici, fisici e microbiologici, come previsto dalla normativa italiana sulle acque potabili. Anche l’Agenzia di Tutela della Salute (ATS – ex ASL) esegue numerosi campionamenti e analisi presso le fontanelle della rete come ulteriore controllo.”

In cosa consistono esattamente il Piani di Sicurezza dell’ Acqua (PSA) elaborati da Acque Bresciane?

L’elaborazione dei Piani di Sicurezza dell’ Acqua (PSA), uno per ogni sistema idropotabile, secondo il Decreto del Ministero della Salute, del 14 giugno 2017, con massima attenzione all’efficienza e alla prevenzione, è uno strumento innovativo per ridurre i rischi di inquinamento e garantire la qualità dell’acqua nel sistema idropotabile, costituito dalle opere di prelievo dell’acqua dall’ambiente, dagli eventuali impianti di trattamento e dalla rete di distribuzione sino al punto di consegna. Di seguito alcune specifiche

Chi lo elabora?

Ogni PSA viene sviluppato da un Gruppo di Lavoro di esperti, coordinato da Acque Bresciane, in collaborazione con: ATS (Agenzia di Tutela della Salute, ex-ASL), ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), Ufficio d’Ambito della provincia di Brescia, Comune, Università Milano-Bicocca e Fondazione Cogeme.

Quali benefici porta?

Migliorare la sicurezza, prevenire i rischi e incrementare ulteriormente i livelli di qualità dell’acqua che beviamo, ottimizzare la frequenza dei controlli ed i parametri analizzati attraverso l’elaborazione di un piano di monitoraggio e di investimenti.

Che cosa si è fatto durante lo sviluppo del PSA?

È stata effettuata un’analisi di rischio con la collaborazione dell’Università Milano-Bicocca e di ARPA Lombardia per lo studio delle falde da cui l’acqua viene prelevata ed è stata fatta una dettagliata analisi statistica dei dati di qualità dell’acqua degli ultimi 5 anni. Sono state ispezionate tutte le infrastrutture del sistema idrico, al fine di evidenziare eventuali criticità e programmare interventi di manutenzione.

Grazie a questo lavoro, e dunque alla conoscenza approfondita delle falde acquifere, del territorio e dell’acquedotto, certamente potremo anche incidere nella percezione dei cittadini rispetto alla loro fiducia nei confronti dell’acqua di rubinetto” così il Sindaco di Corte Franca Gianpietro Ferrari, interpretando  a suo modo, la medesima soddisfazione espressa dal Presidente di Acque Bresciane, Gianluca Delbarba circa l’egregio ed emblematico lavoro svolto dalla società: “tornare ad Ecomondo per mostrare i risultati del lavoro avviato proprio lo scorso anno è davvero una bella soddisfazione. Ringrazio in particolar modo la struttura tecnica di Acque Bresciane e invito a tenere sempre alta la guardia in un’ottica di sicurezza e prevenzione, obiettivi prioritari nei confronti dei nostri primi stakeholder, ovvero i Comuni e i loro cittadini”.

Per maggiori informazioni al PSA si rimanda alla pagina dedicata: https://www.acquebresciane.it/public/acquebresciane-portal/it/home/societa/piano-sicurezza-acque  

Per informazioni in merito ad Ecomondo: www.ecomondo.com

Acque Bresciane si occupa della gestione del Servizio Idrico Integrato (costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue) nel territorio dei Comuni della Provincia di Brescia. Ad oggi, con il conferimento di Garda Uno S.p.a nel dicembre 2017, gestisce il servizio in 92 Comuni per oltre 530.000 abitanti serviti. Acque Bresciane sviluppa il proprio servizio in modo sostenibile nel rispetto dell’economicità della gestione del servizio idrico integrato all’interno di un mercato regolato. La gestione sostenibile del ciclo idrico integrato, la difesa e la valorizzazione della risorsa, la qualità delle acque potabili, la gestione delle acque depurate costituiscono la mission principale di Acque Bresciane, che vuole garantire nel proprio territorio servito un accesso all’acqua universale e sicuro nel pieno rispetto dell’equilibrio ambientale presente e futuro.

Classifica Ecosistema urbano: Brescia è soltanto 33esima

in Ambiente/Economia by

È una mappa di un’Italia proattiva, che spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future, che non s’accontenta dello scenario contemporaneo e che produce ottime performance quella che emerge dall’edizione 2019 di Ecosistema Urbano, il dossier di Legambiente che ogni anno premia le performance ambientali delle città capoluogo italiane. Il rapporto, giunto alla sua ventiseiesima edizione, presentato oggi a Mantova e realizzato con il contributo scientifico di Ambiente Italia, la collaborazione editoriale de Il Sole 24 ore e con il contributo scientifico di Ispra.

Proprio Mantova si attesta come miglior città lombarda e seconda nella graduatoria nazionale, preceduta da Trento. Per Mantova, prima lo scorso anno, si tratta di una conferma di ottime performance generali. Infatti migliora ancora il suo punteggio complessivo, ottenendo 80,59%, che supera (unica assieme a Trento) il muro degli 80 punti percentuali. Il capoluogo lombardo contiene lievemente da un anno all’altro concentrazioni di polveri sottili e giorni di superamento dell’ozono e abbatte ulteriormente le perdite della rete idrica. Cresce ancora la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato (sfiora l’85%). Stazionarie sia l’estensione delle isole pedonali sia le cifre del servizio di trasporto pubblico, mentre per i percorsi dedicati alle bici Mantova è seconda assoluta alle spalle di Reggio Emilia, con 31,86 metri equivalenti di itinerari ciclabili ogni 100 abitanti.

La classifica delle altre città lombarde vede Cremona 17esima, Sondrio 22esima, Bergamo 25esima, Lodi 27esima, Milano 32esima, Brescia 33esima, Pavia 40esima, Varese 41esima, Lecco 60esima, Como 68esima, Monza 79esima. Rispetto all’anno scorso spiccano i miglioramenti di Monza (guadagna diciannove posizioni) ma resta l’ultima città lombarda, Varese (+14), Lecco (+11), Pavia (+10), Lodi (+8), Cremona (+5). In calo invece Bergamo (-7), Milano (-9), Brescia (-2), Como (-6).

Nel rapporto vengono presi in considerazione diversi indicatori: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. I parametri derivano tutti da dati originali raccolti da Legambiente, eccezion fatta per uso efficiente del suolo (elaborazione Legambiente su dati Ispra e Istat), capacità di depurazione e verde (Istat), tasso di motorizzazione e incidenti stradali (ACI e ACI-Istat). L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria complessiva dei 104 capoluoghi esaminati nel report copre i principali componenti ambientali presenti in una città, valutando tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale.

Nell’ambito di Ecosistema Urbano saranno premiate da Legambiente le migliori buone pratiche cittadine: un’occasione per segnalare esperienze che hanno il pregio di introdurre significativi cambiamenti in ambiti specifici e che potrebbero essere riprodotte in altre realtà locali. I premi saranno consegnati a Bergamo per la tranvia Tram delle Valli, considerato uno dei progetti più interessanti di riattivazione di linee ferroviarie dismesse; a Varese per la scuola “S. Pellico”, prima scuola a consumo zero, un edificio totalmente ristrutturato che unisce sicurezza e sostenibilità; a Cremona per il bio menù della mensa scolastica; a Milano per la mobilità: l’AreaC con il ticket di accesso in centro per disincentivare l’uso dell’auto rappresenta il più significativo caso di demotorizzazione privata in Italia e l’introduzione dell’AreaB si stima che tra 2019 e 2026 consentirà di ridurre le emissioni di PM10 da traffico di circa 25 tonnellate.

Milano riceve anche tre menzioni speciali: per il progetto “ Piazze Aperte” di rigenerazione urbana, che punta a dare nuove funzioni allo spazio pubblico creando socialità attraverso la liberazione di alcune piazze da cemento, asfalto e traffico in quartieri ai margini del centro storico densamente popolati; per il “Borgo Sostenibile”, 323 appartamenti ad alta efficienza energetica, aree verdi, ciclabili e percorsi pedonali, spazi per la condivisione e la socialità grazie al nuovo complesso residenziale di social housing a Figino, quartiere storico a ovest di Milano; per il Frutteto del Gallaratese a Milano, 12 ettari di verde e alberi da frutto attraverso il coinvolgimento degli abitanti dei quartieri Gallaratese e QT8.

Menzione speciale anche a Brescia per il progetto “Oltre la strada” che ha l’obiettivo di restituzione alla città di Porta Milano come quartiere e non più solo come ex sito industriale e arteria di traffico.

Ecologia, nel Bresciano 2mila imprese e 12mila lavoratori

in Ambiente/Economia/Tendenze by
Ecologia e ambiente, foto generica da Pixabay

Imprese attente all’ambiente, tra mobilità ecologica, pulizia degli edifici e cura del paesaggio ci sono 8 mila imprese a Milano, 18 mila in Lombardia su 80 mila in Italia. Cresce il settore a Milano, +3% in un anno e + 20% in cinque, in Lombardia +2,4% e + 18,4% e in Italia con +1,5% e +12,2%. Circa una impresa su cinque del settore nel Paese si trova in regione. Sono 80 mila gli addetti milanesi, 137 mila lombardi su un totale nazionale di 532 mila, circa uno su tre si concentra nella regione. Anche il fatturato di 2 miliardi rispetto ai 5 miliardi lombardi e i 17 nazionali, è quasi un terzo in regione. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2019, 2018 e 2014.

Per provincia in Lombardia. A Milano ci sono circa 8 mila imprese (+20% in cinque anni), a Varese, Monza e Brescia quasi duemila (+11%, +21%, +15%), oltre mille a Bergamo e Como (+25% e +28%). A Milano sono circa 80 mila gli addetti, a Monza 14 mila, a Brescia 12 mila, a Bergamo 9 mila, a Varese 5 mila.

Per provincia in Italia. Prima Milano con 8 mila imprese (+20% in cinque anni), seguita da Roma con 6 mila (+14%), Torino con 4 mila (+10%), Napoli con 3 mila (+24%). Con circa 2 mila sono: Bologna (+8%), Firenze (+13%), Monza (+21%), Genova (+6%), Varese (+11%), Brescia (+15%).

Elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese 2018, 2017 e 2013

 

30.92.1 Fabbricazione e montaggio di biciclette (compresi parti e accessori)
30.92.2 Fabbricazione di parti ed accessori per biciclette
46.49.4 Commercio all’ingrosso di articoli sportivi (comprese le biciclette)
47.64.1 Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero
77.21.01 Noleggio di biciclette
81.2 ATTIVITÀ DI PULIZIA E DISINFESTAZIONE (e sottocategorie)
81.3 Cura e manutenzione del paesaggio compresi parchi, giardini e aiuole

 

Ambiente, nel Bresciano le startup innovative sono 40

in Ambiente/Aziende/Economia/Startup by
Ecologia e ambiente, foto generica da Pixabay

Ambiente, i settori green puntano su tecnologia e innovazione. Sono quasi 2 mila in Italia e 333 in Lombardia le startup innovative nei settori green, una startup innovativa su sei è dedicata a temi ambientali. Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle startup innovative, l’elenco nazionale a questo link http://startup.registroimprese.it/isin/search?2. Su un totale di 10 mila startup innovative in tutti i settori in Italia, +11% in un anno, di cui quasi 3 mila concentrate in Lombardia, +17%. Milano prima con 172 startup innovative nell’ambiente, seguita da Roma con 132, Napoli con 75, Torino, Bologna, Trento, Bergamo tutte con circa 50. Tra le lombarde circa 40 a  Brescia.

Startup. Innovatori nell’ambiente, uno su dieci è giovane sia in Italia che in Lombardia, il 35% in Italia  sono laureati (a Milano il 35%, a Bergamo quasi il 40%), le donne pesano l’11% e il 7,5% in Lombardia per il dato di Milano che si ferma al 6%, la metà ha una forte propensione alla ricerca e il 55% a Milano, il 6% ha un maggiore numero di addetti, diventa il 7% in Lombardia e l’11% a Milano.

Primo settore la ricerca nei settori del green e del risparmio energetico, con 1060 imprese in Italia, di cui 120 sa Milano, 90 a Roma, 56 a Napoli, 32 a Torino, 28 a Brescia. Tra i principali settori le certificazioni, i collaudi e controlli, con 162  startup innovative in Italia di cui 18 a Milano, la consulenza agraria con 145, la fabbricazione di pile e elettrodomestici con 104 di cui 11 a Milano, la fornitura di energia, gas e acqua con 93.

 

 

Trattamento rifiuti, in Lombardia vale oltre mezzo miliardo di euro

in Ambiente/Economia by

Diminuisce la quantità di rifiuti prodotti dalle imprese milanesi, 2,3 milioni di tonnellate rispetto ai 3 milioni dell’anno precedente: -22,1% e oltre il 90% di questi è sottoposto a trattamenti di recupero, un dato in crescita rispetto a tutti gli anni precedenti mentre diminuisce la quantità sottoposta a smaltimento che ora è al 9%. Si tratta per Milano soprattutto di rifiuti non pericolosi (2 milioni di tonnellate) e legati all’edilizia: terra da scavo, 665 mila tonnellate e rifiuti misti delle costruzioni, 230 mila tonnellate. In totale se si considerano anche i territori di Monza Brianza e Lodi la quantità di rifiuti prodotta dalle imprese, tra pericolosi e non pericolosi, supera i 3 milioni e arriva a rispetto ai 3,7 milioni dell’anno precedente. Le attività più coinvolte nella produzione: oltre a quella del risanamento e della gestione dei rifiuti (487 mila di tonnellate pari al 16% del totale), sono l’ingegneria civile (372 mila, 12,3%) e la fabbricazione di prodotti in metallo (319 mila, 10,6%). Sul totale invece della raccolta urbana e delle imprese i rifiuti misti da costruzione, di cemento, mattoni, metallo ferroso e la terra, sono i più trattati negli impianti del territorio per il recupero delle materie, 4 milioni di tonnellate pari a oltre il 50% del totale, mentre mezzo milione di tonnellate di rifiuti domestici sono recuperati per essere utilizzati come combustibile. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati MUD (dichiarazioni 2008-2018).

Attività di gestione dei rifiuti vale 1,4 miliardi di euro in Italia e 562 milioni in Lombardia, di cui oltre 460 a Milano. Sono i ricavi delle vendite dichiarati dalle imprese del settore. Le attività specializzate nel trattamento di rifiuti sono un migliaio in Italia e 134 in Lombardia. Danno lavoro rispettivamente a 9 mila e 2 mila persone. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese e Aida – Bureau van Dijk. Lombardia, prima in Italia, è seguita da Campania, Lazio e Sicilia che ne contano circa un centinaio. Per numero di imprese Milano con 42 è prima in regione e terza in Italia, dopo Roma (77) e Napoli (43) ma è prima a livello nazionale per addetti (1.379) e precede Roma (1.331) e Torino (731). In regione come attività è seguita invece da Bergamo con 29 e Brescia con 15.

 

Economia circolare, in Lombardia 10mila imprese e riciclo al +11 per cento

in Ambiente/Economia/Partner 2/Tendenze by
Riciclo, foto generica da Pixabay

Riduzione dei costi e risparmio di energia, incremento della competitività e della riconoscibilità, miglioramento del proprio posizionamento sul mercato o inserimento in nuovi mercati, benefici per l’ambiente e per la salute, creazione di posti di lavoro a livello locale: questi i principali vantaggi per le imprese che applicano l’economia circolare a tutte le fasi della produzione. Dall’approvvigionamento delle materie prime alla progettazione di un prodotto o servizio che riduca al minimo l’impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita, dal recupero degli scarti di produzione alla modifica delle strategie di business di distribuzione e del materiale del packaging: in tutte le fasi è possibile applicare i principi di circolarità.

Aumenta il riciclo del legno in Lombardia. Dagli ultimi dati disponibili risulta che l’industria del legno in Lombardia ha ridotto negli ultimi anni la quantità di rifiuti prodotta: in particolare, i rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone sono passati in due anni da circa 430 mila a 387 mila tonnellate, -10% (dati 2016 e 2014). Cresce anche la raccolta differenziata urbana di legno: +11,4% in Lombardia dal 2015 al 2017 pari a 195 mila tonnellate, un quinto del totale italiano. La maggior quantità a Milano (50 mila tonnellate, +4,4%). In forte crescita Brescia e Mantova (+19%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati ISPRA.

Imprese sempre più green in Italia. Dalla raccolta dei rifiuti alla progettazione ingegneristica, dalla consulenza tecnica alla riproduzione di piante, dal controllo di qualità alla ricerca nelle scienze naturali: sono circa 55 mila le imprese dei settori green, +28% in cinque anni e +3,7% in un anno e impiegano 446 mila addetti e un fatturato di 200 miliardi. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese 2018, 2017 e 2012. Un settore trainato dai grandi centri: Milano con 4 mila imprese, Roma con 3 mila, Torino con 2 mila.

In Lombardia. Un totale di 10 mila imprese coinvolte su 55 mila in Italia. In un anno sono aumentate del +3,6% e in cinque del +23%. Attività più diffuse a Milano (4 mila), Brescia e Bergamo (oltre mille), seguono Varese e Monza con oltre seicento. Un settore che conta 44 mila addetti a Milano, su quasi 84 mila in Lombardia. Circa 10 mila gli addetti a Brescia, Bergamo e Monza. In regione un addetto su cinque in Italia e circa 50 miliardi di fatturato. A Milano un business da circa 35 miliardi, a Brescia e Bergamo da 3, a Varese 2 e a Monza 1.

Fiera di Brescia: ad aprile la prima edizione di Cosmogarden, la fiera del verde

in Ambiente/Economia/Eventi/Fiere by
Giardino

Dal 6 all’8 aprile al Brixia Forum di Brescia la prima edizione di Cosmogarden, la nuova fiera di giardinaggio dentro e fuori casa con più di 200 espositori provenienti da tutta Italia. 15.000 metri quadrati di esposizione e oltre 75 tra corsi e laboratori, per un evento pensato per il pubblico ma anche per gli addetti ai lavori.

Tre giorni in cui i visitatori potranno imparare tutto quello che riguarda il mondo del green, conoscere nuove piante e fiori, scoprire attrezzature e tecniche per migliorare e semplificare il proprio lavoro all’aperto o trovare i migliori arredi da giardino, entrando direttamente in contatto con le più importanti aziende produttrici. Una fiera dove sarà possibile acquistare piante e fiori di ogni genere, come la pianta di arachidi, facili da coltivare nell’orto e che danno grande soddisfazione, o le piante di cotone o di loffa, la spugna naturale. Ma si troveranno anche piante per la composizione di giardini verticali e veri e propri quadri vegetali stabilizzati.

“Nel 2019 il verde è uno stile di vita – dichiara Mauro Grandi, ideatore dell’evento – Cosmogarden vuole essere sin dalla prima edizione un importante punto di riferimento e di ispirazione per tutti. Abbiamo progettato una fiera adatta a soddisfare abitudini, spazi e necessità differenti, pertanto, ogni visitatore troverà a Cosmogarden espositori di qualità ed eventi su misura per lui”.
Per tutta la durata di Cosmogarden sono in programma seminari, workshop e incontri tecnici tenuti dai maggiori esperti del settore, durante i quali sarà possibile imparare le migliori tecniche di coltivazione e manutenzione di orti e giardini ed entrare in contatto con le moderne declinazioni del flower & ladscape design. Tra i diversi appuntamenti dedicati al pubblico si parlerà dell’uso delle piante nella progettazione di allestimenti, della creazione degli orti più innovativi e della realizzazione dei giardini zen, fino all’autoproduzione cosmetica con materie prime vegetali. Il programma di eventi darà ampio spazio anche ai professionisti di settore, con una serie di appuntamenti a loro rivolti: il seminario Dai veleni alla rigenerazione di sabato sulla riqualificazione ambientale di siti industriali, l’approfondimento di domenica dedicato al rapporto tra società e ambiente e l’incontro di lunedì con Stefano Boeri, l’architetto che ha progettato il Bosco Verticale di Milano. Tra gli oltre 75 eventi anche un’iniziativa fotografica su orti e giardini aperta a tutti e La Coppa Cosmogarden, con la partecipazione di alcuni importanti istituti superiori bresciani.

Il programma completo è in continuo aggiornamento al sito www.cosmogarden.it/eventi

 

 

Rifiuti elettrici ed elettronici riciclati, Brescia è terza in Lombardia

in Ambiente/Economia/Tendenze by
Rifiuti elettrici ed elettronici

Brescia  al terzo posto dopo Milano e Como per quantità di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, trattate da Ecodom, il principale Consorzio italiano per la gestione dei RAEE  con 2.850 tonnellate che hanno evitato l’emissione in atmosfera di circa 23,3 mila tonnellate di CO2. In dettaglio, dai RAEE gestiti da Ecodom nella provincia di Brescia: sono state ricavate 1.716 tonnellate di ferro, pari a 3 Frecciarossa 1000; 296 tonnellate di plastica, pari a circa 118 mila sedie da giardino; 57 tonnellate di rame pari a 63 km di cavi e 55 tonnellate di alluminio, pari a 3,4 milioni di lattine.

Per il secondo anno di seguito la Lombardia è al primo posto con 20.346 tonnellate raccolte nel 2018, pari al peso di 56 airbus A380, tra i più grandi aerei di linea al mondo.

Tra i RAEE domestici gestiti da Ecodom in Lombardia prevalgono lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni e cappe, stufe elettriche, boiler e microonde (Raggruppamento R2) che rappresentano il 69% del totale. Il 28% è rappresentato invece da frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il deposito di alimenti (R1), mentre il restante 3% comprende monitor, tv e apparecchiature illuminanti. Il trattamento di questi rifiuti ha permesso di risparmiare in Lombardia 20.036.438 kWh di energia elettrica e di evitare l’immissione in atmosfera di 122.013 tonnellate di anidride carbonica.

I risultati 2018 di Ecodom confermano che la Lombardia è ancora una volta al primo posto in Italia, con il 20% del totale dei RAEE gestiti da Ecodom; ma più che dei risultati quantitativi, siamo particolarmente orgogliosi delle performances qualitative della nostra attività, sia perché il corretto trattamento dei RAEE attuato dal Consorzio ha consentito di recuperare quasi il 90 % di materie prime seconde, sia perché su un totale di circa 45.000 ritiri dai Centri di Raccolta effettuati nel 2018 nel 99,8% dei casi abbiamo rispettato i tempi concordati tra il Centro di Coordinamento RAEE e ANCI” – afferma Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom – “ L’Europa però impone al nostro Paese traguardi sempre più sfidanti: nel 2019 il target di raccolta sarà pari al 65% dell’immesso sul mercato. È quindi indispensabile che lo Stato italiano intervenga per intercettare i flussi di RAEE gestiti al di fuori del controllo dei Sistemi Collettivi e che introduca sanzioni amministrative e penali commisurate all’entità sia dei profitti illeciti sia dei danni ambientali e sociali provocati.”

Tra le province virtuose, Milano è al primo posto, con 7.883 tonnellate trattate, che hanno evitato l’emissione in atmosfera di quasi 35 mila tonnellate di CO2. In dettaglio, dai RAEE gestiti da Ecodom nella provincia del capoluogo lombardo sono state ricavate: 4.799 tonnellate di ferro, pari a 10 Frecciarossa 1000; 698 tonnellate di plastica, pari a quasi 2 milioni di cestini da ufficio; 141 tonnellate di rame pari a 158 km di cavi e 121 tonnellate di alluminio, pari a 7 milioni e mezzo di lattine. Nella graduatoria lombarda Milano è seguita da Como (3.191 t) e Brescia (2.850 t) mentre Sondrio (171 t) si posiziona in fondo alla classifica, preceduta da Lodi (412 t).

 

A livello nazionale, anche quest’anno Ecodom ha superato le 100 mila tonnellate trattate, (105.516 t) con un beneficio complessivo di circa 785mila tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera e più di 111 milioni di kWh di energia elettrica risparmiati, pari ai consumi elettrici domestici annui di una città di oltre 100.000 abitanti.

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