Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Ambiente

3 Consigli per un’Azienda più Ecologica

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Non c’è alcun pianeta B. Questa frase viene utilizzata per indicare la necessità di ripensare il modo in cui la società intende evolversi.

Dopo un secolo di industrializzazione, nonostante fosse noto ad alcuni illuminati sin da subito, l’inquinamento è diventato un serio problema in grado di peggiorare numerosi aspetti della vita umana in tutto il mondo.

L’urgenza di proteggere il nostro pianeta, dato che non conosciamo un altro luogo dove andare in caso di emergenza, è adesso chiara a tutti e molte persone e aziende fanno ogni giorno del loro meglio per salvaguardare l’ambiente, evitando di sfruttarlo fino all’osso.

Inoltre, come appurato negli anni con diversi studi e ricerche, si lavora meglio se l’ufficio è green.

Le aziende possono fare molto con poco, diminuendo l’impatto sull’ambiente e migliorando la vita professionale dei dipendenti. Ecco come:

  1. Clouding

La sicurezza dei dati protetti online su server dedicati è un vantaggio alla portata di qualsiasi impresa, anche della più piccola.

Invece di acquistare carta su cui stampare documenti generici, fatture, appunti e qualsiasi altro dato amministrativo, si può conservare tutto in documenti online risparmiando grazie al costo moderato dei servizi in cloud.

Investendo in archivi online si evita l’acquisto di risme di carta e di server privati.

Questo migliora la gestione documentale interna grazie alla dematerializzazione di faldoni e fotocopie, facendo un enorme favore a tutto il pianeta.

  1. Ridurre gli Sprechi

Abbassare i consumi e sensibilizzare tutti i lavoratori verso il risparmio di energia elettrica, risorse idriche, riscaldamento e condizionatori d’aria significa trattenere molti soldini in cassa aziendale.

Lo spreco quotidiano di un’azienda di modeste dimensioni con più di 5 dipendenti può essere davvero notevole su base annuale e, di sicuro, non giova al pianeta.

In ufficio si può regalare una tazza termica personalizzata a ogni dipendente in modo che possa prendere caffè, cappuccino o qualsiasi altra bevanda senza utilizzare bicchieri in carta o plastica usa e getta, potendo riportare a casa il thermos su cui farete stampare il marchio aziendale per pubblicizzare il vostro impegno ecosostenibile.

  1. Trasporto

La vostra azienda si trova in centro città o è raggiungibile con i mezzi pubblici in poco tempo? Considerate il corporate car sharing o l’acquisto di abbonamenti mensili per i dipendenti così che possano lasciare a casa l’auto o la moto.

  1. Riciclare

Apparecchiature elettriche, computer, arredamento, tutto si può riciclare per rimettere in circolazione le materie prime senza distruggerle per sempre.

  1. Investire su Energie Alternative

Quanto si risparmia installando dei pannelli solari? Dipende dal tipo di attività; la certezza è che produrre energia propria ripaga sul lungo periodo.

Il governo italiano mette a disposizione delle imprese detrazioni e ammortizzazioni fiscali per favorire l’utilizzo di pannelli solari, quindi è un’opzione che tutte le imprese dovrebbero subito considerare.

Piccole azioni hanno sempre fatto la differenza, specialmente se attuate da molti. Bisogna solo cominciare.

Le imprese trovano nella sostenibilità aziendale un ulteriore strumento di risparmio e ottimizzazione delle risorse capace di renderle speciali agli occhi dei clienti.

Classifica EY delle città più sostenibili d’Italia: Brescia in 7° posizione

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Ecologia e ambiente, foto generica da Pixabay

Trento è la città con le infrastrutture più sostenibili, seguita da Torino, al secondo posto, e da Bologna, al terzo. Mentre Brescia occupa la settima piazza d’Italia. È quanto emerge dalla quinta edizione dello Smart City Index di EY, che analizza le 109 città capoluogo italiane, classificando il loro sviluppo in termini di reti e infrastrutture e misurando la loro capacità di innovare e offrire servizi di qualità ai propri cittadini. In particolare, i primi dati del rapporto 2020 analizzano il tema della sostenibilità urbana, prendendo in considerazione quanto le infrastrutture delle città sono smart nelle diverse componenti del trasporto, dell’energia e dell’ambiente (acqua, verde e rifiuti).

Dal report di EY emerge che ben 3 città metropolitane sono presenti nella top 5 (oltre a Torino e Bologna sul podio, c’è Milano al 5° posto), e Firenze che chiude la top 20; solo un’altra città è presente nelle prime 30 (Venezia), mentre le altre si classificano oltre il 40° posto, con Catania al penultimo posto tra le città italiane (108° su 109). Anche le città medie occupano in maniera preponderante la classifica, con 12 città nella top 20. Al primo posto nella classifica Trento, che primeggia per trasporti, energia e ambiente; invece Mantova, al 4° posto, è la città più sostenibile tra quelle con una popolazione inferiore agli 80.000 abitanti; nella top 10 c’è anche Bolzano, Brescia, Bergamo, Pordenone e Ferrara. Nella top 20 rientrano Modena, Parma, Udine, Reggio Emilia, Padova, Treviso e Monza.

Il grado di equilibrio tra mobilità, energia e ambiente è perfetto in quasi tutte le prime 7 città (Trento, Torino, Bologna, Mantova, Milano, Bolzano, e Brescia) che di fatto occupano le prime posizioni in tutte le classifiche parziali, segnale che riescono a portare avanti i loro investimenti infrastrutturali in sostenibilità in maniera omogena sui vari fronti. Maggiore variabilità mostrano le altre città emiliane presenti in classifica dopo Bologna (che è molto equilibrata), mentre le città lombarde mostrano in generale una performance leggermente peggiore nell’area “Ambiente Sostenibile”. In generale però le prime 19 città rientrano sempre nelle prime 20 in tutte le classifiche parziali, solo Firenze esce dalla top 20 nella Mobilità sostenibile (ma è comunque al 25° posto).

Tutti gli indicatori relativi alla mobilità sostenibile (che comprende mobilità elettrica, mobilità “lenta” o “dolce”, cioè ciclabile e pedonale, e mobilità condivisa) mostrano un costante aumento negli ultimi 6 anni. In particolare, la mobilità elettrica è l’ambito che ha registrato gli incrementi più significativi: le colonnine di ricarica nei comuni mostrano dei tassi di raddoppio ogni due anni negli ultimi quattro anni (+92% negli ultimi due anni), e sono quindi più che quadruplicate dal 2014 (+357%). Anche le auto elettriche ed ibride aumentano a tassi importanti, essendo più che triplicate negli ultimi 4 anni (+259% dal 2016). Da segnalare che le città mettono in campo iniziative per incentivare il parco auto meno inquinante, come la possibilità per le auto elettriche di accedere alle ZTL oppure di non pagare la sosta nelle strisce blu.

Andrea D’Acunto, Mediterranean Government and Public Sector Leader di EY, dichiara: “Da diversi anni le città nel nostro Paese si stanno evolvendo in maniera sensibile verso la sostenibilità, attivando diverse iniziative per essere a basso impatto ambientale, favorire la mobilità sostenibile e ridurre fenomeni come l’inquinamento atmosferico e il congestionamento del traffico. Dallo Smart City Index di EY emerge che alcuni indicatori negli ultimi anni sono cresciuti in maniera esponenziale soprattutto nelle città metropolitane di Milano, Torino, Bologna o nelle città medie del Nord. Se osserviamo la mobilità sostenibile, ad esempio, le auto elettriche ed ibride sono più che triplicate negli ultimi 4 anni registrando un aumento del 259% dal 2016; anche il parco circolante ha registrato una diminuzione di auto importante dal 2002 al 2018, solo Milano ha “eliminato” oltre 100.000 veicoli dalla città. E’ presente tuttavia ancora un grande divario con le città del Sud, ad eccezione di Lecce e Bari che si collocano tra le prime 50 nella classifica dedicata al tema della sostenibilità”.

Elaborando i dati dello Smart City Index sulla mobilità sostenibile (e cioè 21 indicatori riguardanti le infrastrutture di mobilità elettrica, ciclabile, pedonale e condivisa, e gli incentivi alla mobilità sostenibile, come il PUMS il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile che tutte le città stanno varando e adottando, con tempistiche diverse, per cui alcune città sono più avanti di altre), si nota come il punteggio di “mobilità sostenibile” delle 11 città dove si registra una diminuzione di auto circolanti è significativamente superiore (52,1 su una scala da 0 a 100) rispetto al punteggio delle 3 città dove si è registrato un aumento di auto (15,1). A dimostrazione che nel lungo periodo gli investimenti di mobilità sostenibile possono dare risultati concreti e tangibili. Infatti, come si può notare nel grafico seguente, la maggior parte delle città metropolitane registra una diminuzione di auto dal 2002 al 2018 (addirittura Milano ha “eliminato” oltre 100.000 veicoli dalla città), mentre in 3 città del Sud si è invece registrato un aumento (Messina, Catania e Reggio Calabria).

Rifiuti elettronici, Brescia è seconda in Lombardia

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Rifiuti elettrici ed elettronici

Brescia è al secondo posto tra le province lombarde per quantità di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche trattati da Ecodom, il principale Consorzio italiano per la gestione dei RAEE. Con 3.527 tonnellate gestite nel 2019, che hanno evitato l’emissione in atmosfera di 27.610 tonnellate di COe il risparmio di 4.626.258 kWh di energia elettrica, sono state ricavate: 2.067 tonnellate di ferro, pari a 5 Freccia Rossa 1000; 418 tonnellate di plastica, pari a più di 1 milione di cestini da ufficio; 72 tonnellate di rame, pari a 81 km di cavi e 71 tonnellate di alluminio, pari a circa 4 milioni e mezzo di lattine. Nella classifica lombarda, Brescia è preceduta da Milano (7.969 t) e seguita da Como (2.340 t) mentre Lodi (478 t) si posiziona in fondo alla classifica, preceduta da Sondrio (506 t).

Tra i RAEE domestici gestiti da Ecodom nel bresciano prevalgono lavatrici, lavastoviglie, forni e cappe, stufe elettriche, boiler e microonde (Raggruppamento R2) con 2.044 tonnellate raccolte; 1.258 tonnellate sono rappresentate, invece, da frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il deposito di alimenti (R1), mentre le restanti 224 tonnellate comprendono monitor, tv e apparecchiature illuminanti.

Più che per le quantità di RAEE gestiti nel 2019, siamo particolarmente orgogliosi per la qualità del servizio che il Consorzio offre al Paese, sia per quanto riguarda la puntualità dei ritiri dalle isole ecologiche, che lo scorso anno è stata pari al 99,6% su 53.567 ritiri effettuati in tutta Italia, sia per i benefici ambientali che la nostra attività genera” ha dichiarato Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom. “Sono risultati ancora più importanti se si considera che il settore dei RAEE è indebolito da carenze legislative e dalla mancanza di adeguati controlli lungo la filiera, come è stato evidenziato dalla recente inchiesta svolta dal nostro Consorzio insieme ad Altroconsumo sulle rotte illecite dei rifiuti elettrici ed elettronici in Italia”.

Per il terzo anno di seguito, la Lombardia è al primo posto con 22.552 tonnellate raccolte. A livello nazionale, nel 2019, Ecodom ha registrato una crescita del 16% rispetto ai risultati del 2018 superando le 122 mila tonnellate trattate (122.330 t), con un beneficio complessivo di circa 849mila tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera, come la quantità di CO2 che verrebbe assorbita in un anno da un bosco di 849 kmq (esteso quanto la provincia di Lecco), e più di 150 milioni di kWh di energia elettrica risparmiati, pari ai consumi elettrici domestici annui di una città di 141.844 abitanti (come Salerno).

Settori “anti-smog”, a Brescia 2mila imprese e 12mila lavoratori

in Ambiente/Economia/Tendenze by

Tra biciclette, pulizia degli edifici e cura del paesaggio ci sono 8 mila imprese a Milano, 18 mila in Lombardia su 81 mila in Italia. Cresce il settore a Milano, +3,5% in un anno e + 19% in cinque, in Lombardia +2,8% e + 18% e in Italia con +1,6% e +12%. Circa una impresa su cinque del settore nel Paese, il 22%, si trova in regione. Sono 81 mila gli addetti milanesi, 140 mila lombardi su un totale nazionale di 549 mila, circa uno su quattro si concentra nella regione. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese al 2019, 2018 e 2014.

Ha dichiarato Massimo Dal Checco, presidente di Innovhub SSI, azienda partecipata della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e consigliere della Camera di commercio: “C’è un boom nei settori che favoriscono una mobilità alternativa e lo sviluppo del verde che possono avere effetti positivi per la riduzione delle concentrazioni di inquinanti in atmosfera. Milano traina a livello nazionale per le imprese coinvolte in questi settori e vede una forte crescita con +19% in cinque anni. La Camera di commercio è impegnata direttamente in questo mercato crescente, con la rilevazione dei prezzi delle colonnine di ricarica elettriche iniziata lo scorso anno. Un’area dell’attività si occupa di ambiente e in particolare si sta orientando con servizi e un bando dedicato alla crescita dell’economia circolare. In particolare Innovhub SSI, la società della Camera di commercio dedicata all’innovazione, è impegnata nella rilevazione delle emissioni dai settori delle fonti fisse e mobili che influenzano la qualità dell’aria in città e nella ricerca sugli effetti dei diversi combustibili sull’inquinamento associato ad entrambi i settori. Nella scelta delle famiglie infatti conta sempre di più l’impatto ambientale e i suoi effetti sulla salute e sulla qualità della vita, sia nella propria casa (es. qualità dell’aria indoor), sia per gli effetti nella dispersione in atmosfera(es. qualità dell’aria outdoor)”.

Per provincia in Lombardia. A Milano ci sono quasi 8 mila imprese (+19% in cinque anni), a Monza, Varese, Brescia quasi duemila (+21%, +10%, +14%), oltre mille a Bergamo e Como (+23% e +29%). A Milano sono circa 81 mila gli addetti, a Monza 15 mila, a Brescia 12 mila, a Bergamo 9 mila, a Varese 5 mila.

Per provincia in Italia. Prima Milano con 8 mila imprese (+19% in cinque anni), seguita da Roma con 6 mila (+13%), Torino con 4 mila (+11%), Napoli con 3 mila (+23%). Con circa 2 mila sono: Bologna (+8%), Firenze (+13%), Monza (+21%), Genova (+6%), Varese (+10%), Brescia (+14%).

Discariche, Girelli: bene che Aib abbia ritirato il ricorso sul fattore di pressione

in Aib/Ambiente/Associazioni di categoria/Economia by
Gianantonio Girelli, Pd

“E’ un bene che sia stato ritirato il ricorso al Tar sul fattore di pressione, la collaborazione tra mondo dell’impresa e istituzione è fondamentale per sostenere le aziende che mettono la sostenibilità al primo posto”.

Il consigliere regionale del PD Gian Antonio Girelli accoglie positivamente la notizia del ritiro, da parte dell’Associazione Industriale Bresciana (Aib) del ricorso al Tar sul fattore di pressione, la misura regionale che impedisce l’apertura di discariche o l’ampliamento di quelle esistenti in zone già vulnerabili. “Una misura che come gruppo abbiamo sempre difeso e sostenuto anche nella scorsa legislatura” conclude Girelli.

Comfort abitativo ecosostenibile: progettare una casa green

in Ambiente/Economia/Edilizia by

L’imprenditore edile sarà il vero protagonista della rigenerazione moderna, verde ed ecosostenibile delle grandi città, dei piccoli borghi e delle strade periferiche dimenticate o abbandonate. La creatività di un imprenditore edile è sollecitata da diversi impulsi:
•    sensibilità personali e valoriali che portano a vivere la carriera edilizia come una missione e una responsabilità;
•    gli impulsi della società e dell’attualità che rendono tutti sensibili, non solo i professionisti, al tema dei cambiamenti climatici, dell’ecosostenibilità produttiva e ambientale;
•    le richieste dei clienti e le tendenze di mercato che, come vedete, ho inserito nel terzo posto perché nel settore edile e nelle aziende di importante spessore spesso esiste una mission e un insieme di principi e valori che guida una produttività fatta non solo di soldi che crescono ma di attenzione sociale e responsabilità;
•    infine gli impulsi che arrivano dai team professionali che l’imprenditore edile crea attorno a sé indispensabile nell’edilizia per portare avanti piccoli e grandi progetti di costruzione architettonica e ingegneristica.

Le caratteristiche di una casa ecosostenibile

Chi desidera abitare una casa ecosostenibile e di conseguenza chi le progetta e le sviluppa riesce a coniugare qualità bio-edilizia al concetto di comfort, di conseguenza l’attenzione è concentrata su materiali usati, fabbisogno energetico, consumo idrico e localizzazione geografica che deve tenere conto dell’impatto paesaggistico e lunimoso. Al centro di questi quattro elementi la necessità di non creare eccessi o dispersione nell’uso delle risorse elettriche, calorifere e comunque ambientali, si parla in tal senso di case autonome orientate all’autoproduzione elettrica alla climatizzazione naturale sia in inverno che in estate, al miglior impatto acustico interno ed esterno. La prefabbricazione e moderne tecniche di produzione delle componenti di una casa permettono di ridurre di molto i costi costruttivi senza rinunciare alla qualità tecnica indispensabile nella costruzione di fondamenta sicure e a norma. Accanto a materiali e componenti tradizionali come cemento armato e acciaio si uniscono il legno strutturale, materiale isolante termoriflettente stratificato, cartongesso strutturale, gesso rivestito o laminato.

Progettare una casa green, il sistema costruttivo a secco

Per progettare una casa green dovete scegliere un team di professionisti che ha fatto del costruire ecosostenibile una vera e propria missione, scegliendo tecniche di edilizia all’avanguardia che prevedono uso di materie compatibili con il concetto di ecosostenibilità. Tra le tecniche costruttive importante, diffuse in Europa ma utilizzate anche negli altri continenti esiste il sistema a secco. Si tratta di un assemblaggio di componenti già prodotte e modellate per il tipo di casa, edificio o struttura che si vuole costruire. Le diverse componenti vengono unite con tecniche di giunzione meccanica e solida senza l’utilizzo di collanti o sigillanti che sono sostituiti da elementi di giunzione non solo solidi ma studiati per essere strutturalmente flessibili. La costruzione a secco arriva ad una costruzione a strati, come spiega Vanoncini SPA specializzata in questo metodo costruttivo, si tratta di unire due gusci quello esterno che protegge la casa, quello interno dove vivono le persone e uno spazio tra questi due gusci/strati uniti dallo scheletro/struttura che regge le fondamenta della casa e inserisce in questo spazio materiali solidi e isolanti per un risultato eccellenti in termini di autonomia climatica e acustica della casa.

Acque Bresciane ad Ecomondo per il secondo anno consecutivo

in Ambiente/Cogeme/Economia/Evidenza/Partecipate e controllate by

Ecomondo è una di quelle occasioni da non farsi sfuggire soprattutto nel campo della sostenibilità ambientale. L’impegno di Acque Bresciane in questa direzione ha fatto sì che il lavoro avviato lo scorso anno, proprio in occasione della kermesse riminese, si sia poi sviluppato in un vero e proprio piano specifico, rivolto ad un Comune “pilota”, in questo caso Corte Franca.  I risultati di tale lavoro, dopo una prima presentazione pubblica avvenuta martedì 5 novembre nella Sala Civica del Comune franciacortino, saranno ricontestualizzati all’interno del convegno dal titolo Water and sanitation safety plans: methodologies, digital support and implementation according to the new European framework” che si terrà all’interno della Fiera di Rimini, giovedì 7 novembre, a partire dalle ore 14.30. A relazionare sarà l’Ing. Michela Biasibetti con un intervento dal titolo “Acque Bresciane: il percorso innovativo del piano di sicurezza dell’Acqua di Corte Franca”. “Gli esiti dei controlli dimostrano che tutti i parametri analizzati rispettano i limiti di concentrazione imposti dalla normativa italiana sulle acque potabili, quindi l’acqua di Corte Franca è considerata di buona qualità” conferma Sonia Bozza, punto di riferimento per la società sul tema PSA specificando che “per controllare la qualità dell’acqua di Corte Franca, Acque Bresciane ha eseguito campionamenti con frequenza mensile presso 4 fontanelle rappresentative della rete e annuale presso i pozzi. Sono stati analizzati oltre 100 parametri chimici, fisici e microbiologici, come previsto dalla normativa italiana sulle acque potabili. Anche l’Agenzia di Tutela della Salute (ATS – ex ASL) esegue numerosi campionamenti e analisi presso le fontanelle della rete come ulteriore controllo.”

In cosa consistono esattamente il Piani di Sicurezza dell’ Acqua (PSA) elaborati da Acque Bresciane?

L’elaborazione dei Piani di Sicurezza dell’ Acqua (PSA), uno per ogni sistema idropotabile, secondo il Decreto del Ministero della Salute, del 14 giugno 2017, con massima attenzione all’efficienza e alla prevenzione, è uno strumento innovativo per ridurre i rischi di inquinamento e garantire la qualità dell’acqua nel sistema idropotabile, costituito dalle opere di prelievo dell’acqua dall’ambiente, dagli eventuali impianti di trattamento e dalla rete di distribuzione sino al punto di consegna. Di seguito alcune specifiche

Chi lo elabora?

Ogni PSA viene sviluppato da un Gruppo di Lavoro di esperti, coordinato da Acque Bresciane, in collaborazione con: ATS (Agenzia di Tutela della Salute, ex-ASL), ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), Ufficio d’Ambito della provincia di Brescia, Comune, Università Milano-Bicocca e Fondazione Cogeme.

Quali benefici porta?

Migliorare la sicurezza, prevenire i rischi e incrementare ulteriormente i livelli di qualità dell’acqua che beviamo, ottimizzare la frequenza dei controlli ed i parametri analizzati attraverso l’elaborazione di un piano di monitoraggio e di investimenti.

Che cosa si è fatto durante lo sviluppo del PSA?

È stata effettuata un’analisi di rischio con la collaborazione dell’Università Milano-Bicocca e di ARPA Lombardia per lo studio delle falde da cui l’acqua viene prelevata ed è stata fatta una dettagliata analisi statistica dei dati di qualità dell’acqua degli ultimi 5 anni. Sono state ispezionate tutte le infrastrutture del sistema idrico, al fine di evidenziare eventuali criticità e programmare interventi di manutenzione.

Grazie a questo lavoro, e dunque alla conoscenza approfondita delle falde acquifere, del territorio e dell’acquedotto, certamente potremo anche incidere nella percezione dei cittadini rispetto alla loro fiducia nei confronti dell’acqua di rubinetto” così il Sindaco di Corte Franca Gianpietro Ferrari, interpretando  a suo modo, la medesima soddisfazione espressa dal Presidente di Acque Bresciane, Gianluca Delbarba circa l’egregio ed emblematico lavoro svolto dalla società: “tornare ad Ecomondo per mostrare i risultati del lavoro avviato proprio lo scorso anno è davvero una bella soddisfazione. Ringrazio in particolar modo la struttura tecnica di Acque Bresciane e invito a tenere sempre alta la guardia in un’ottica di sicurezza e prevenzione, obiettivi prioritari nei confronti dei nostri primi stakeholder, ovvero i Comuni e i loro cittadini”.

Per maggiori informazioni al PSA si rimanda alla pagina dedicata: https://www.acquebresciane.it/public/acquebresciane-portal/it/home/societa/piano-sicurezza-acque  

Per informazioni in merito ad Ecomondo: www.ecomondo.com

Acque Bresciane si occupa della gestione del Servizio Idrico Integrato (costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue) nel territorio dei Comuni della Provincia di Brescia. Ad oggi, con il conferimento di Garda Uno S.p.a nel dicembre 2017, gestisce il servizio in 92 Comuni per oltre 530.000 abitanti serviti. Acque Bresciane sviluppa il proprio servizio in modo sostenibile nel rispetto dell’economicità della gestione del servizio idrico integrato all’interno di un mercato regolato. La gestione sostenibile del ciclo idrico integrato, la difesa e la valorizzazione della risorsa, la qualità delle acque potabili, la gestione delle acque depurate costituiscono la mission principale di Acque Bresciane, che vuole garantire nel proprio territorio servito un accesso all’acqua universale e sicuro nel pieno rispetto dell’equilibrio ambientale presente e futuro.

Classifica Ecosistema urbano: Brescia è soltanto 33esima

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È una mappa di un’Italia proattiva, che spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future, che non s’accontenta dello scenario contemporaneo e che produce ottime performance quella che emerge dall’edizione 2019 di Ecosistema Urbano, il dossier di Legambiente che ogni anno premia le performance ambientali delle città capoluogo italiane. Il rapporto, giunto alla sua ventiseiesima edizione, presentato oggi a Mantova e realizzato con il contributo scientifico di Ambiente Italia, la collaborazione editoriale de Il Sole 24 ore e con il contributo scientifico di Ispra.

Proprio Mantova si attesta come miglior città lombarda e seconda nella graduatoria nazionale, preceduta da Trento. Per Mantova, prima lo scorso anno, si tratta di una conferma di ottime performance generali. Infatti migliora ancora il suo punteggio complessivo, ottenendo 80,59%, che supera (unica assieme a Trento) il muro degli 80 punti percentuali. Il capoluogo lombardo contiene lievemente da un anno all’altro concentrazioni di polveri sottili e giorni di superamento dell’ozono e abbatte ulteriormente le perdite della rete idrica. Cresce ancora la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato (sfiora l’85%). Stazionarie sia l’estensione delle isole pedonali sia le cifre del servizio di trasporto pubblico, mentre per i percorsi dedicati alle bici Mantova è seconda assoluta alle spalle di Reggio Emilia, con 31,86 metri equivalenti di itinerari ciclabili ogni 100 abitanti.

La classifica delle altre città lombarde vede Cremona 17esima, Sondrio 22esima, Bergamo 25esima, Lodi 27esima, Milano 32esima, Brescia 33esima, Pavia 40esima, Varese 41esima, Lecco 60esima, Como 68esima, Monza 79esima. Rispetto all’anno scorso spiccano i miglioramenti di Monza (guadagna diciannove posizioni) ma resta l’ultima città lombarda, Varese (+14), Lecco (+11), Pavia (+10), Lodi (+8), Cremona (+5). In calo invece Bergamo (-7), Milano (-9), Brescia (-2), Como (-6).

Nel rapporto vengono presi in considerazione diversi indicatori: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. I parametri derivano tutti da dati originali raccolti da Legambiente, eccezion fatta per uso efficiente del suolo (elaborazione Legambiente su dati Ispra e Istat), capacità di depurazione e verde (Istat), tasso di motorizzazione e incidenti stradali (ACI e ACI-Istat). L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria complessiva dei 104 capoluoghi esaminati nel report copre i principali componenti ambientali presenti in una città, valutando tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale.

Nell’ambito di Ecosistema Urbano saranno premiate da Legambiente le migliori buone pratiche cittadine: un’occasione per segnalare esperienze che hanno il pregio di introdurre significativi cambiamenti in ambiti specifici e che potrebbero essere riprodotte in altre realtà locali. I premi saranno consegnati a Bergamo per la tranvia Tram delle Valli, considerato uno dei progetti più interessanti di riattivazione di linee ferroviarie dismesse; a Varese per la scuola “S. Pellico”, prima scuola a consumo zero, un edificio totalmente ristrutturato che unisce sicurezza e sostenibilità; a Cremona per il bio menù della mensa scolastica; a Milano per la mobilità: l’AreaC con il ticket di accesso in centro per disincentivare l’uso dell’auto rappresenta il più significativo caso di demotorizzazione privata in Italia e l’introduzione dell’AreaB si stima che tra 2019 e 2026 consentirà di ridurre le emissioni di PM10 da traffico di circa 25 tonnellate.

Milano riceve anche tre menzioni speciali: per il progetto “ Piazze Aperte” di rigenerazione urbana, che punta a dare nuove funzioni allo spazio pubblico creando socialità attraverso la liberazione di alcune piazze da cemento, asfalto e traffico in quartieri ai margini del centro storico densamente popolati; per il “Borgo Sostenibile”, 323 appartamenti ad alta efficienza energetica, aree verdi, ciclabili e percorsi pedonali, spazi per la condivisione e la socialità grazie al nuovo complesso residenziale di social housing a Figino, quartiere storico a ovest di Milano; per il Frutteto del Gallaratese a Milano, 12 ettari di verde e alberi da frutto attraverso il coinvolgimento degli abitanti dei quartieri Gallaratese e QT8.

Menzione speciale anche a Brescia per il progetto “Oltre la strada” che ha l’obiettivo di restituzione alla città di Porta Milano come quartiere e non più solo come ex sito industriale e arteria di traffico.

Ecologia, nel Bresciano 2mila imprese e 12mila lavoratori

in Ambiente/Economia/Tendenze by
Ecologia e ambiente, foto generica da Pixabay

Imprese attente all’ambiente, tra mobilità ecologica, pulizia degli edifici e cura del paesaggio ci sono 8 mila imprese a Milano, 18 mila in Lombardia su 80 mila in Italia. Cresce il settore a Milano, +3% in un anno e + 20% in cinque, in Lombardia +2,4% e + 18,4% e in Italia con +1,5% e +12,2%. Circa una impresa su cinque del settore nel Paese si trova in regione. Sono 80 mila gli addetti milanesi, 137 mila lombardi su un totale nazionale di 532 mila, circa uno su tre si concentra nella regione. Anche il fatturato di 2 miliardi rispetto ai 5 miliardi lombardi e i 17 nazionali, è quasi un terzo in regione. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2019, 2018 e 2014.

Per provincia in Lombardia. A Milano ci sono circa 8 mila imprese (+20% in cinque anni), a Varese, Monza e Brescia quasi duemila (+11%, +21%, +15%), oltre mille a Bergamo e Como (+25% e +28%). A Milano sono circa 80 mila gli addetti, a Monza 14 mila, a Brescia 12 mila, a Bergamo 9 mila, a Varese 5 mila.

Per provincia in Italia. Prima Milano con 8 mila imprese (+20% in cinque anni), seguita da Roma con 6 mila (+14%), Torino con 4 mila (+10%), Napoli con 3 mila (+24%). Con circa 2 mila sono: Bologna (+8%), Firenze (+13%), Monza (+21%), Genova (+6%), Varese (+11%), Brescia (+15%).

Elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese 2018, 2017 e 2013

 

30.92.1 Fabbricazione e montaggio di biciclette (compresi parti e accessori)
30.92.2 Fabbricazione di parti ed accessori per biciclette
46.49.4 Commercio all’ingrosso di articoli sportivi (comprese le biciclette)
47.64.1 Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero
77.21.01 Noleggio di biciclette
81.2 ATTIVITÀ DI PULIZIA E DISINFESTAZIONE (e sottocategorie)
81.3 Cura e manutenzione del paesaggio compresi parchi, giardini e aiuole

 

Ambiente, nel Bresciano le startup innovative sono 40

in Ambiente/Aziende/Economia/Startup by
Ecologia e ambiente, foto generica da Pixabay

Ambiente, i settori green puntano su tecnologia e innovazione. Sono quasi 2 mila in Italia e 333 in Lombardia le startup innovative nei settori green, una startup innovativa su sei è dedicata a temi ambientali. Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle startup innovative, l’elenco nazionale a questo link http://startup.registroimprese.it/isin/search?2. Su un totale di 10 mila startup innovative in tutti i settori in Italia, +11% in un anno, di cui quasi 3 mila concentrate in Lombardia, +17%. Milano prima con 172 startup innovative nell’ambiente, seguita da Roma con 132, Napoli con 75, Torino, Bologna, Trento, Bergamo tutte con circa 50. Tra le lombarde circa 40 a  Brescia.

Startup. Innovatori nell’ambiente, uno su dieci è giovane sia in Italia che in Lombardia, il 35% in Italia  sono laureati (a Milano il 35%, a Bergamo quasi il 40%), le donne pesano l’11% e il 7,5% in Lombardia per il dato di Milano che si ferma al 6%, la metà ha una forte propensione alla ricerca e il 55% a Milano, il 6% ha un maggiore numero di addetti, diventa il 7% in Lombardia e l’11% a Milano.

Primo settore la ricerca nei settori del green e del risparmio energetico, con 1060 imprese in Italia, di cui 120 sa Milano, 90 a Roma, 56 a Napoli, 32 a Torino, 28 a Brescia. Tra i principali settori le certificazioni, i collaudi e controlli, con 162  startup innovative in Italia di cui 18 a Milano, la consulenza agraria con 145, la fabbricazione di pile e elettrodomestici con 104 di cui 11 a Milano, la fornitura di energia, gas e acqua con 93.

 

 

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