Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Luglio 2020

E-commerce, dopo il lockdown a Brescia investiti 72,7 milioni nel settore

in Economia/Innovazione/Startup by

È boom per l’e-commerce. La diffusione delle tecnologie digitali, l’incremento delle opportunità di scelta tra beni e servizi per i consumatori, la digitalizzazione dei processi produttivi e degli scambi tra le imprese e, da ultima, la crisi da coronavirus con le conseguenti limitazioni sul lato dell’offerta e della domanda, hanno segnato il costante incremento e un’intensità straordinaria tra lockdown e ripartenza, degli acquisti on line. Incrociando i dati a disposizione l’Osservatorio di Confartigianato Lombardia ha calcolato il flusso delle vendite on line B2C tra il periodo di lockdown e la riapertura a Brescia e Lombardia. Partendo dai dati del 2019, con il 44% degli internauti lombardi che ha ordinato o comprato merci e servizi per uso privato su internet generando una spesa di 8.477 milioni di euro, pari al 25,1% del totale nazionale, la nostra provincia si trova al secondo posto con 933 milioni di euro di valore da e-commerce dietro solo a Milano con 3.871 milioni di euro che detiene il primato nazionale seguita da Roma con 2.872 milioni, Torino con 1.548 e, appunto, Brescia.

Con i dati a disposizione l’Osservatorio di Confartigianato Lombardia ha inoltre stimato le vendite nel trimestre marzo-maggio 2020 salite del 31,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per un valore assoluto di 1.937 milioni di euro. Sulla base di tali tendenze nei tre mesi in esame, il valore delle vendite attraverso il canale dell’e-commerce generato dagli e-shopper lombardi è incrementato di 485 milioni di euro e per la sola provincia di Brescia di quasi 73 milioni di euro (72,7).

«Tra le conseguenze che la crisi scatenata dall’emergenza da Covid-19 ha portato – commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti – c’è anche qualche aspetto positivo, e l’incremento nell’utilizzo delle tecnologie digitali è uno di questi. Si è trattato di un’accelerazione di un processo già in parte in corso che siamo convinti innescherà un circolo virtuoso, portando crescita nel business delle aziende e quindi nel sistema economico dei nostri territori. Ci auguriamo che questo processo venga sostenuto nel suo ulteriore sviluppo da incentivi dedicati: il momento economico resta per molte aziende difficile, e speriamo che questa spinta positiva non venga frenata dalla mancanza di risorse».

Significativo è come nel corso dell’emergenza sanitaria le micro e piccole imprese artigiane bresciane abbiamo aumentato l’utilizzo del canale digitale per relazionarsi con clienti e fornitori: il 51,2% delle imprese bresciane intervistate dalla recente survey realizzata da Confartigianato hanno risposto di aver implementato l’utilizzo di una o più tecnologie digitali tra le quali: sito web, social network, piattaforme di videoconferenze, formazione on-line ed e-commerce.

Tornando all’e-commerce, tra i prodotti maggiormente acquistati on line dagli acquirenti bresciani ci sono articoli per la casa, complementi d’arredo, mobili e accessori, che registrano una quota di acquirenti pari al 41,6% del totale degli e-shoppers; seguono abiti, articoli sportivi con il 39,1%, pernottamenti per vacanze con il 32,6%, altre spese di viaggio per vacanze con il 30,6%, libri (inclusi e-book) con il 26,0%, biglietti per spettacoli con il 22,8%, attrezzature elettroniche con il 19,8%, prodotti alimentari con il 17,5%, film e musica con il 12,0% e servizi di telecomunicazione con l’11,5%. Confrontando queste quote con quelle rilevate a livello medio nazionale si osserva una propensione maggiore dei navigatori bresciani ad acquistare sul web prodotti alimentari, articoli per la casa, biglietti per spettacoli, altre spese di viaggio per vacanze e pernottamenti per vacanze. L’Osservatorio di Confartigianato Lombardia avanzata un’altra considerazione in merito ai dati raccolti: nella produzione dei due articoli più venduti sul web (articoli per la casa e abbigliamento e ) sono attive proprio quote significative di MPI e imprese artigiane.

«La situazione resta difficile, con tutti gli indicatori economici in discesa, una diffusa mancanza di liquidità e ancora pochi ordini. Confidiamo però nella resilienza che tante volte le nostre imprese a valore artigiano hanno dimostrato e nella voglia di ripresa. In questa fase sarà fondamentale continuare ad accompagnarle con strumenti a misura delle loro esigenze e Confartigianato sarà al loro fianco per supportarli in questo momento particolarmente sfidante» conclude il presidente Massetti.

Settore Terziario di Aib: nel secondo trimestre 2020 fiducia delle imprese ai minimi

in Aib/Associazioni di categoria/Economia by

Nel secondo trimestre del 2020, l’indice di fiducia delle imprese bresciane attive nel settore terziario ha evidenziato una risalita rispetto al periodo precedente.  Nel dettaglio, l’indice si è attestato a 59, contro il 27 segnato nel 1° trimestre 2020, minimo storico registrato da quando è disponibile la serie (2016).

A evidenziarlo sono i risultati della tradizionale Indagine congiunturale condotta dal Centro Studi di AIB al secondo trimestre 2020.

La risalita della fiducia rifletterebbe il parziale miglioramento delle condizioni operative aziendali sperimentato nei mesi di maggio e giugno, dopo i forti cali fra marzo e aprile, nonché le prospettive di una possibile schiarita del quadro ciclico per la seconda parte dell’anno. Tuttavia, complice anche la stagionale chiusura in agosto, a breve l’attività non è prevista tornare sui livelli coerenti con la media degli ultimi anni.

“L’assestamento, per quanto al ribasso, dell’andamento dell’economia ha permesso all’aziende del settore terziario di fare una programmazione almeno a breve periodo – commenta Paolo Chiari, Presidente del Settore Terziario di AIB –: buona parte dei progetti che erano stati sospesi in periodo COVID sono ripartiti anche se in maniera differenziata. Certo è che i nuovi progetti legati ai nuovi investimenti sono ancora al palo”.

L’evoluzione del clima di fiducia delle imprese bresciane attive nel terziario appare nel complesso in linea con il quadro nazionale, dove l’Indice PMI riferito al settore, dopo il minimo storico raggiunto ad aprile (10,8), è stato protagonista di un recupero (28,9 a maggio e 46,4 a giugno), non tale da riportare i valori al di sopra della soglia che determina l’espansione dell’attività (50).

Nel dettaglio, per quanto riguarda i giudizi espressi dalle imprese sui tre mesi precedenti:

  • il fatturato è diminuito per il 48% delle imprese, con un saldo negativo del 29% tra coloro che hanno dichiarato variazioni in aumento e in diminuzione;
  • gli ordini e l’occupazione evidenziano anch’essi flessioni (saldi netti pari rispettivamente a -38% e a -6%);
  • i prezzi dei servizi offerti si caratterizzano per un’evoluzione piatta (saldo netto pari a +3%), a conferma dell’assenza di rilevanti pressioni inflattive, in particolare in questa fase storica.

Per quanto riguarda le prospettive per i mesi a venire:

  • il fatturato è atteso in contrazione dal 39% degli intervistati, con un saldo negativo del 16% a favore dei pessimisti rispetto agli ottimisti;
  • i saldi riferiti al portafoglio ordini (-19%) e all’occupazione (0%) descrivono uno scenario ancora complicato, ma in parziale rasserenamento;
  • i prezzi dei servizi offerti si contraddistinguono per un saldo di poco positivo (+7%), un altro elemento che potrebbe presagire un cambio di rotta all’orizzonte.

Secondo l’approfondimento legato all’emergenza Coronavirus, curato dal Centro Studi di AIB, l’evoluzione trimestrale dell’attività produttiva in questo periodo è la sintesi di dinamiche molto differenziate tra mese e mese. Posto pari a 100 il livello di “normalità” pre-Covid, le realtà intervistate hanno dichiarato per marzo un significativo ridimensionamento dell’attività (80), intensificatosi poi ad aprile (65). A maggio vi sarebbe poi stato un importante recupero (76), consolidatosi poi fra giugno (82) e luglio (84), appena sufficiente per ritornare ai livelli di marzo, ma non tale da colmare il gap con la situazione antecedente la pandemia, che rimarrebbe quindi ancora molto distante.

Nel primo semestre del 2020 il fatturato realizzato dalle imprese del terziario sarebbe inferiore dell’11% rispetto all’analogo periodo del 2019, mentre l’input di lavoro (misurato dalle ore lavorate) registrerebbe una contrazione relativamente meno intensa (-9%). Va tuttavia precisato che le suddette dinamiche nascondono evoluzioni molto eterogenee fra le singole aziende: a fronte di contrazioni significative, che riguardano i più, si contrappongono movimenti in crescita, realizzati dalla minoranza degli operatori.

Per quanto riguarda le misure di gestione del personale adottate dalle imprese, va segnalato l’ampio ricorso allo smart working (intensificato o introdotto dal 92% dei rispondenti), seguito dall’utilizzo della CIG (56%), dall’imposizione di ferie obbligatorie o di altre misure temporanee per la riduzione dei costi (56%), dalla riduzione dell’orario di lavoro (48%) e dalla formazione aggiuntiva del personale (44%). Il 28% invece ha optato per la mancata proroga dei contratti a termine in essere e il 24% ha rinviato le assunzioni previste.

Sul versante dei possibili effetti sull’azienda da qui alla fine dell’anno, la maggioranza dei rispondenti (55%) prevede una riduzione della domanda nazionale per i servizi offerti, il 28% invece segnala la contrazione della domanda locale. Un altro 16% evidenzia la flessione del volume d’affari a seguito della cancellazione/rinvio di fiere ed eventi promozionali, oltre alla flessione della domanda proveniente dall’estero. Va poi segnalato come il 12% degli intervistati metta l’accento sui possibili rischi relativi alla sostenibilità aziendale e, a conferma della forte eterogeneità che caratterizza l’attuale fase ciclica, il 32% ha dichiarato la normale prosecuzione dell’attività, senza particolari conseguenze negative.

Di fronte alla crisi causata dal Covid-19, il 64% delle imprese del terziario ha adottato (o adotterà) strategie che prevedono un’accelerazione della transizione al digitale, il 52% opterà per una riorganizzazione dei processi e degli spazi di lavoro e commerciali, il 44% si concentrerà sull’offerta di nuovi servizi non connessi con l’emergenza sanitaria, il 40% attuerà azioni di modifica o ampliamento dei canali di vendita, il 40% adotterà nuovi modelli di business e il 32% procederà all’intensificazione delle relazioni esistenti o alla creazione di partnership con altre imprese.

 

Regione Lombardia: altri 530 milioni di investimenti nel triennio

in Economia/Istituzioni/Regione by
Il Palazzo della Regione Lombardia

Invarianza della pressione fiscale, ulteriore taglio dei costi di funzionamento della macchina regionale e rilancio degli investimenti volti a incrementare il patrimonio pubblico sul triennio 2021-2023, prevedendo risorse aggiuntive di 530 milioni di euro rispetto ai 3 miliardi già previsti per favorire la ripresa economica. Sono questi, in sintesi, gli elementi che caratterizzano la manovra di assestamento di bilancio 2020-2022 che è stata approvata oggi a maggioranza in Consiglio regionale con 48 voti a favore e 30 contrari
Come si evince dal Rendiconto generale, il bilancio 2019 di Regione Lombardia approvato anch’esso a maggioranza ammonta a 24 miliardi, 182 milioni e 243mila euro. In particolare, la spesa sanitaria è quantitativamente preponderante rispetto alle risorse destinate ad altre politiche regionali: il finanziamento dei servizi sanitari, pari a quasi 20 miliardi di euro, rappresenta infatti circa l’80% degli stanziamenti totali.

Nel dettaglio, l’avanzo di bilancio di fine 2019 pari a circa 115 milioni e 933mila euro è destinato per 33 milioni di euro a copertura delle minori entrate derivanti dalle agevolazioni fiscali concesse nell’ambito della situazione di emergenza sanitaria legata al Covid-19 e per euro quasi 83 milioni di euro a salvaguardia degli equilibri di bilancio; è prevista la capitalizzazione della società Autostrada Pedemontana Lombarda SpA per un importo massimo di euro 350 milioni di euro; viene riconosciuto alla Fondazione Stelline un contributo per spese di investimento di 2 milioni di euro per gli anni 2021 e 2022 e, nel contempo, l’abrogazione del contributo di gestione; vengono assegnate ad Explora, nell’ambito delle politiche di supporto regionale a grandi eventi e manifestazioni sportive di carattere nazionale e internazionale, risorse pari a 400mila euro destinate alla promozione e valorizzazione del grande evento sportivo “Discesa libera e combinata coppa del mondo Bormio 2020” che si terrà a Bormio il 28 e 29 dicembre 2020 e 270mila euro euro per il finanziamento del “Giro d’Italia: tappa finale Cernusco sul Naviglio – Milano” in programma il 25 ottobre; vengono ridotti del 30% per l’anno 2020 i canoni di concessione demaniale a sostegno delle attività economiche e turistico-ricettive operanti sulle vie navigabili lombarde che hanno subito e stanno subendo gravi danni economici a seguito dell’emergenza epidemiologica legata al Covid-19 tuttora in corso e gli enti preposti alla gestione del demanio sono autorizzati a trattenere la quota dei canoni di concessione demaniale di spettanza regionale derivanti dalla riduzione prevista.
La manovra di assestamento ridetermina infine la dotazione del “Fondo FRIM FESR 2020“, fondo destinato al sostegno di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione realizzati dalle imprese, istituito  e conferito a Finlombarda per la somma di 9 milioni di euro, con l’obiettivo di sostenere e promuovere la ricerca a fronte dell’emergenza Covid-19.

Gli emendamenti approvati
Nel corso della seduta sono stati approvati doversi emendamenti, tra cui alcuni presentati anche dai gruppi di minoranza.
Un emendamento dell’Assessore Davide Caparini autorizza la cessione a titolo oneroso della partecipazione azionaria di Regione Lombardia nella società Milano Serravalle – Milano Tangenziali SpA a favore di FNM SpA, che a fronte di questa operazione è tenuta a corrispondere a Regione Lombardia l’importo di 519 milioni, 150mila e 716 euro quantificato sulla base del valore di 3,50 euro per ciascuna azione detenuta da Regione Lombardia. La somma introitata sarà destinata per 350 milioni di euro all’aumento del capitale sociale di Autostrada Pedemontana Lombarda SpA, mentre la restante quota di 169 milioni, 150mila e 716 euro confluirà nel fondo regionale per gli investimenti strutturali.
Un altro emendamento dell’Assessore Caparini, nell’intento di facilitare e sostenere il settore dell’edilizia e delle costruzioni duramente colpito dall’emergenza Covid-19,  proroga di tre anni per il settore delle costruzioni la validità di tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni, atti o titoli abilitativi in scadenza nel periodo compreso dal 31 gennaio 2020 al 31 dicembre 2021: un’ulteriore proroga al 31 dicembre 2020 viene concessa per gli adempimenti  previsti dalla legge regionale n°18 del 2019 che introduce misure di semplificazione e incentivazione per la rigenerazione urbana e territoriale nonché per il recupero del patrimonio edilizio esistente.
Un nuovo emendamento di Caparini consente alle aziende agrituristiche nei giorni venerdì, sabato e domenica di somministrare un numero di pasti superiore alla soglia indicata nella legge regionale n°31 del 2008 (160 pasti giornalieri o 45 pasti giornalieri, in base alla tipologia aziendale), fermo restando il numero massimo annuo di pasti consentito, così da garantire a tali realtà un potenziale incremento di fatturato a compensazione delle minori entrate dovute al periodo di sospensione obbligatoria dell’attività per l’emergenza Covid-19: le aziende agrituristiche potranno inoltre contare su nuove disposizioni finalizzate a consentire di dare ospitalità, in alloggi o spazi aperti già indicati e autorizzati, a un numero di ospiti maggiore rispetto allo stato attuale.
Il relatore Marco Colombo ha presentato alcuni emendamenti che prevedono lo stanziamento di ulteriori risorse su alcuni capitoli specifici, tra cui l’incremento nell’anno corrente di 2 milioni e 100mila euro del fondo che destina risorse ai Comuni per fronteggiare le calamità naturali, accogliendo e coprendo così tutte le richieste pervenute finora; l’incremento di 1 milione di euro per la promozione entro il 2020 di accordi di programma per la realizzazione di nuove Caserme, di un Centro addestramento cinofilo di rilevanza regionale, per lo sviluppo di un progetto in ambito sociale per l’integrazione della disabilità nell’area metropolitana milanese e per assicurare il completamento dei lavori del “Lotto 1” del progetto di recupero del Santuario del Gallivaggio; l’incremento di 500mila euro per lo sviluppo del Progetto Blockchain.
A beneficio dei territori, l’emendamento (Gian Antonio Girelli del PD, condiviso dall’Assessore Caparini) che stanzia un contributo straordinario di 200mila euro per il Centro per l’integrazione scolastica e la piena realizzazione dei non vedenti” di Brescia e quello (Assessore Caparini) che incrementa di 30mila euro la cifra destinata al rimborso delle spese sostenute dalla Fondazione  Minoprio per la floro-orto-frutticoltura, che viene quindi quantificata in 380mila euro sul 2020 e 280mila euro sul 2021.
Un emendamento del Partito Democratico (Fabio Pizzul) incrementa di 100mila euro le risorse destinate a emittenti radiotelevisive locali per la realizzazione di trasmissioni con contenuti dedicati all’emergenza sanitaria; un emendamento del Movimento 5Stelle (Monica Forte) incrementa di 30mila euro all’anno le risorse destinate all’avvio di una campagna di comunicazione, informazione e sensibilizzazione contro l’illegalità e i tentativi di infiltrazione mafiosa e criminale.

Diversi gli emendamenti pervenuti e approvati anche dalle Commissioni consiliari: tra questi, un emendamento proposto dalla Commissione Ambiente  introduce una sanzione amministrativa pecuniaria fino a un massimo di 300 euro per la violazione degli adempimenti relativi alla corretta targatura degli impianti termici svolta dai manutentori e dagli installatori. Dalla Commissione Agricoltura è pervenuta la richiesta che le guardie venatorie nell’esercizio delle loro funzioni indossino un’uniforme identificativa autorizzata dalla Prefettura ben riconoscibile e con colori ad alta visibilità. Via libera anche all’emendamento della Commissione Territorio che proroga di 12 mesi la durata del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia del trasporto pubblico locale di Brescia tuttora in scadenza.

Via libera infine a numerosi ordini del giorno, alcuni dei quali indicano alla Giunta le opere e le infrastrutture prioritarie su ciascun territorio provinciale a cui destinare le risorse del “Piano Marshall”, impegnando la Giunta regionale a finanziarle secondo l’entità economica e le modalità indicate.

 

Auto più vendute su internet: in Lombardia la reginetta è la Fiat Panda

in Automotive/Economia/Tendenze by

Il primo semestre dell’anno si è concluso ed è tempo di bilanci, anche nel mondo dell’auto. Un 2020 iniziato non certo col piede giusto, dato che l’emergenza sanitaria ha messo in seria difficoltà il settore dell’automotive. Sono state numerose le contromisure attuate dal Governo per contenere il rischio di contagio dal coronavirus. Queste limitazioni però hanno avuto delle conseguenze: con il lockdown e la quarantena sono calati drasticamente gli acquisti di vetture, sia offline sia online.

Sono stati 1.093.616 i passaggi di proprietà in questo primo semestre del 2020, quasi il 40% di questi avvenuti nel nord ovest Italia. brumbrum, rivenditore diretto, ha stilato la classifica delle auto preferite dagli italiani avvalendosi dei dati raccolti dall’Osservatorio brumbrum. L’Osservatorio di rilevazione e indagini statistiche online in ambito automotive ha preso in considerazione le automobili che nel primo semestre del 2020 hanno fatto più vendite in rete nell’Italia del nord ovest, precisamente in Lombardia, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.

Vince Panda, domina FCA

Fiat Panda è l’auto più venduta in Italia. La famosissima vettura italiana è al primo posto tra le auto usate più vendute in ben 11 regioni, tre di queste sono nel nord ovest. Panda vince in Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta. L’unica regione dove non trionfa è la Lombardia, qui Volkswagen Golf conquista il primato. La berlina tedesca però è solo la quinta auto più venduta in questa parte d’Italia, battuta da Fiat 500 (sul podio in tutte e quattro le regioni), Lancia Ypsilon (seconda in Piemonte), e Jeep Renegade, che ottiene buoni risultati un po’ ovunque. Degno di nota il sorprendente terzo posto di Mercedes Classe A in Lombardia e il secondo di Fiat 500L in Valle d’Aosta.

Utilitarie sempre le più vendute

Parlando di tipologie di vetture, le utilitarie si confermano le auto più vendute nel 2020: la media in questa zona d’Italia è addirittura del 37%, di oltre sei punti percentuali superiore alla media nazionale. Un vero trionfo per le utilitarie, seguite da berline e SUV che sono praticamente a pari merito al 16%. Da notare il 10% di vendite in Lombardia sia per le station wagon che per i crossover.

Diesel in calo ma ancora sopra il 50%, male l’ibrido

Per ultimo parliamo di alimentazioni. Prosegue il calo del diesel nell’Italia nord occidentale. È di quasi il 10% il crollo delle vendite del gasolio in questa parte d’Italia nell’ultimo anno. La media attuale è del 52,4%, ma in Piemonte è ancora meno, solo il 46%. Di conseguenza il benzina continua a rosicchiare fette di mercato e arriva poco sopra il 40% di media. GPL al 4,8%, metano sotto l’1%. Ancora irrisori i risultati di ibrido ed elettrico.
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Caso Iveco, il Pd bresciano: intensificheremo le pressioni sul governo

in Automotive/Economia/Istituzioni/Parlamento e governo by

Mancano pochi giorni al tavolo convocato presso il ministero dello Sviluppo economico in merito alla vicenda CNH e il PD bresciano sta attivando tutti i propri canali istituzionali e di partito per trovare una soluzione che salvaguardi i posti di lavoro.

“Stiamo seguendo con preoccupazione la vicenda Iveco” – commenta il segretario provinciale Michele Zanardi – “e ci stiamo adoperando ad ogni livello perché la voce di Brescia giunga forte. Nelle prossime ore intensificheremo le pressioni nei confronti di tutto il governo, partendo ovviamente dal Ministro Patuanelli e dal vice Manzella, oltre ai dem nella compagine governativa come De Micheli, Misiani, Mauri, affinché prestino la massimo attenzione e tutelino gli interessi del nostro territorio. Iveco e Brescia sono un connubio imprescindibile e non deve andare dispersa la capacità lavorativa e professionale bresciana, nota in tutto il mondo, grazie anche alla produzione di Stralis ed Eurocargo. Dal futuro di Iveco dipende quello di migliaia di famiglie bresciane, tra azienda e indotto, e il Pd bresciano è al loro fianco in questa fase delicata”.

“CNH si è impegnata nel marzo di quest’anno a stanziare investimenti per 90 milioni di dollari” – sottolinea Massimo Reboldi vicesegretario provinciale – “Chiediamo che questo impegno venga confermato. Non può un’azienda con questa storia abbandonare migliaia di famiglie e lavoratori, mangiandosi la parola data solo pochi mesi fa. A maggior ragione in un periodo duro come quello che stiamo vivendo – in piena fase 2 – e che segnerà con buone probabilità un aumento generale di disoccupazione e cessata attività per molte imprese nel prossimo autunno”.

Rolfi: con l’anticipo regionale Pac oltre 29 milioni alle aziende agricole bresciane

in Agricoltura e allevamento/Economia by

“La Regione Lombardia sta liquidando 161 milioni di euro a 15.044 aziende agricole. L’anticipo regionale sulla domanda unica e’ ancora una volta realta’ nel mese di luglio, proprio quando gli agricoltori sono in campo e ne hanno maggiormente bisogno. Promessa mantenuta”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, presentando i dati relativi all’anticipo dei premi della Pac in Lombardia. Il dl Rilancio aveva introdotto l’aumento dal 50% al 70% dell’anticipo sulla Domanda Unica del 2020.

“La scadenza di presentazione delle domande di anticipo era stata prorogata al 30 giugno. Tra l’altro, causa smart working, la maggior parte delle domande e’ stata presentata in prossimita’ della data di scadenza. Ci siamo organizzati per garantire il pagamento in modo puntuale entro il 31 luglio. Ringrazio i funzionari dell’Organismo pagatore regionale che hanno lavorato puntualmente per rispettare i tempi stabiliti” aggiunge Rolfi. “Gli agricoltori non potevano permettersi ritardi”.

L’anticipo Pac alle imprese agricole viene erogato sotto forma di prestito per anticipare i finanziamenti che le imprese ricevono nell’ambito della Politica Agricola Comune. La Regione Lombardia eroga a luglio una quota pari al 70% delle risorse che, in base alla normativa comunitaria, le imprese ricevono a partire dal mese di novembre.

“Riusciamo a liquidare un numero considerevole di domande, il 90% di quelle ammesse – ha affermato l’assessore – e a dare respiro alle aziende agricole. L’anticipo Pac era stato bloccato negli anni scorsi da una norma ingiusta che penalizzava gli agricoltori lombardi. La Lombardia lo scorso anno ha fatto da modello nazionale anche su questo tema reintroducendo questa pratica”.

Nel dettaglio i fondi erogati, relativamente ai premi della Pac, suddivisi per provincia, numero aziende e importo complessivo per ogni territorio.

BERGAMO 1.703 aziende, 10 milioni 200 mila euro
BRESCIA 3.709 aziende, 29 milioni 320 mila euro
COMO 176 aziende, 900 mila euro
CREMONA 2.049 aziende, 29 milioni 100 mila euro
LECCO 154 aziende, 660 mila euro
LODI 535 aziende, 10 milioni 230 mila euro
MANTOVA 1.851 aziende, 18 milioni 310 mila euro
MILANO 1.009 aziende, 13 milioni 400 mila euro
MONZA BRIANZA 108 aziende, 850 mila euro
PAVIA 3.205 aziende, 43 milioni 800 mila euro
SONDRIO 205 aziende, 1 milione 600 mila euro
VARESE 205 aziende, 857 mila euro
Con sede legale fuori regione: 135 aziende, 1 milione 950 mila
euro. (LNews)

Ripartono gli autobus Flixbus anche nel Bresciano

in Economia/Trasporti by
Flixbus, foto d'archivio

A poche settimane dalla ripartenza, FlixBus riattiva collegamenti diretti fra il Bresciano e 25 destinazioni in Italia e all’estero. L’esclusione del settore degli autobus dalla strategia del Governo per il rilancio dei trasporti delinata nell’ambito del DL Rilancio implica, tuttavia, un ritorno in strada a ranghi ridotti, con la riduzione delle rotte attive e delle frequenze.

Dal territorio riattivate rotte per 25 mete (su oltre 90 collegate prima del Covid)

La mancanza di attenzione del Governo nei confronti del settore penalizza anche la riattivazione delle rotte con Brescia, città su cui FlixBus ha investito in maniera crescente dall’arrivo in Italia istituendo corse dirette fra la Leonessa d’Italia e un numero di destinazioni in continuo aumento, per poi consolidarsi sul territorio con il lancio di speciali connessioni estive con Sirmione.

Sono 25 i collegamenti con il territorio riattivati ad oggi: da Brescia si può viaggiare nuovamente verso Verona, Bologna, Parma, Modena, Reggio Emilia, Cesena, Ancona, Foggia, Bari, Brindisi, Lecce e verso svariate località balneari di richiamo, quali Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica in Romagna, Gallipoli in Salento e Cariati in Calabria.

Ripartono i collegamenti stagionali tra Sirmione e Alto Adige, Austria e Germania

Oltre a tornare a garantire una soluzione di mobilità pratica e per tutte le tasche ai passeggeri in partenza da Brescia, con la riattivazione di tali collegamenti FlixBus mira a facilitare l’arrivo nel territorio dei visitatori provenienti dall’estero e dalle altre regioni italiane, anche in linea con l’importanza strategica attribuita al turismo in questa delicata fase di rilancio del Paese.

Proprio a questo scopo risponde la riattivazione dei collegamenti speciali fra il Garda Bresciano e l’Alto Adige, l’Austria e la Germania. Da oggi FlixBus torna infatti a collegare per tutta l’estate Sirmione con Bolzano, Innsbruck e Monaco di Baviera, contribuendo a veicolare i flussi turistici in un’area particolarmente rinomata tra i visitatori in arrivo da Austria e Germania.

 

Feralpi archivia un 2019 positivo: ricavi a 1,3 miliardi, investimenti per 54,5 milioni

in Aziende/Bilanci/Economia/Feralpi by
Ancora un anno positivo per Feralpi. Il gruppo siderurgico, tra i leader in Europa nella produzione di acciai per edilizia e acciai speciali, ha chiuso l’esercizio 2019 in utile con fatturato, margini e produzioni in tenuta rispetto ad un buon 2018 e conferma la forte propensione agli investimenti con 54,5 milioni di euro per dare continuità al proprio piano industriale di sviluppo. Essi sono finalizzati non solo a raggiungere la massima efficienza, ma anche a contribuire alla decarbonizzazione dell’attività produttiva, riducendo consumi ed emissioni anche grazie allo sviluppo di nuovi modelli di economia circolare per favorire la valorizzazione delle risorse e l’adozione di tecnologie volte all’efficienza energetica.
Proprio in tema di circolarità, di particolare rilevanza è il progetto sperimentale di recupero in forno di prodotti derivanti dal riutilizzo di materiali plastici/polimerici come agenti di riduzione sostitutivi del carbone per ridurre l’utilizzo di un materiale naturale a fronte della valorizzazione di materiali da recupero.

«I risultati positivi raggiunti nel 2019 – commenta Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi – rafforzano il nostro Gruppo anche in un contesto in cui il mercato, soprattutto nella seconda parte dell’anno, ha rallentato il passo. Ciò che invece non ha frenato è stata la nostra propensione agli investimenti che si sono mantenuti robusti per restare competitivi intercettando ciò che l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e il Green New Deal europeo chiedono anche alle imprese manifatturiere. Ovvero, adottare dei modelli di sviluppo sostenibili e circolari, capaci da un lato di contribuire alla decarbonizzazione e, dall’altro, di favorire l’inclusione sociale e la creazione di valore per il territorio e la comunità in cui si opera. Questi sono anche i pilastri della nostra strategia di sviluppo che guidano gli investimenti e i progetti di ricerca».

 
Per la prima volta Feralpi presenta, assieme al bilancio consolidato 2019 di Gruppo, la Dichiarazione Volontaria Consolidata di carattere Non Finanziario (DNF). Nel 2019 il Gruppo Feralpi ha generato un valore aggiunto globale lordo pari a 219,4 milioni, mentre il valore netto per gli stakeholder ammonta a 166 milioni. La sua ripartizione vede una maggior concentrazione nella remunerazione del personale (48%), segue il rafforzamento del capitale (21%) con le imposte versate alla Pubblica Amministrazione (21%). Ai finanziatori sono stati destinati 10,3 milioni. Le elargizioni liberali alla comunità sono state pari a 6,5 milioni di euro.
RICAVI a 1,3 Mld € (-1,3% a/a)
– INVESTIMENTI a 54,5 Mln € in linea con gli obiettivi del Gruppo
– PRODUZIONE DI ACCIAIO a 2,49 Mln di tonnellate (-0,3% a/a)
– EBITDA a 125,1 Mln € (EBITDA margin 9,6%), sostanzialmente in linea con i valori del 2018
– UTILE a 40,8 Mln €
– POSIZIONE FINANZIARIA NETTA (debito netto) a 134,9 Mln € in miglioramento rispetto al valore del 31 dicembre 2018 quando era pari a 175,6 Mln €

Bonifica Caffaro, la Regione: auspichiamo che il ministero proceda in fretta

in Ambiente/Economia/Istituzioni/Regione by

“Regione Lombardia in questi mesi ha lavorato per creare tutte le condizioni che possono condurre ad un esito positivo della conferenza decisoria che si sta svolgendo al Ministero”. Lo afferma l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, in occasione della convocazione della conferenza decisoria asincrona (la conferenza non si svolge in presenza, ma consiste in un invio di pareri da parte
degli enti) sulla bonifica del Sito di interesse nazionale (SIN) di Brescia Caffaro, in cui si valutano tutti i parerei provenienti dagli enti coinvolti, che si sta tenendo al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

TAVOLO TECNICO – “Ai primi di luglio – spiega Cattaneo – abbiamo inviato il nostro parere, in cui abbiamo proposto l’istituzione di Tavolo tecnico territoriale, coordinato da Regione Lombardia e composto dal Commissario straordinario, Comune di Brescia, Provincia di Brescia e ATS Brescia, con ARPA Lombardia quale supporto tecnico di Regione”.

PROCEDERE RAPIDAMENTE – “Auspichiamo – aggiunge l’assessore – che il nostro parere consenta al Ministero, dalla data di oggi, termine per la chiusura della conferenza decisoria asincrona, di procedere rapidamente ad approvare il piano di bonifica dell’area Caffaro, cosi’ da dare seguito a quanto fino ad oggi e’ stato valutato e condiviso tra le parti”.

RUOLO DI MONITORAGGIO – “Il tavolo decisorio – prosegue Cattaneo – avra’ un ruolo di monitoraggio delle attivita’ previste dal
progetto di bonifica verificando la coerenza tra quanto approvato dal Ministero e quanto realizzato. Inoltre, compito del Tavolo sara’ la valutazione e la condivisone degli adempimenti, la realizzazione delle aree di messa in sicurezza, la valutazione sul trattamento e sul conferimento dei materiali
contaminati e di comunicazione formale di tutti gli esiti delle valutazioni correlate all’attuazione del Progetto di bonifica, con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, competente nei procedimenti di bonifica e di messa in sicurezza del S.I.N. di Brescia Caffaro”.

Classifica Censis 2020/2021: l’Università  di Brescia al primo posto in Italia per occupabilità

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Con 106 punti su 110, l’Università degli Studi di Brescia è prima in Italia tra gli atenei medi (da 10.000 a 20.000 iscritti) per occupabilità. A stabilirlo è l’edizione 2020/2021 della classifica Censis delle Università italiane, che conferma quanto già evidenziato dall’ultimo Rapporto AlmaLaurea secondo il quale, per i laureati triennali dell’Università degli Studi di Brescia, il tasso di occupazione a un anno dal titolo è pari all’89,9%, un dato ben al di sopra della media regionale e nazionale.

Con un punteggio complessivo di 89 punti, l’Università degli Studi di Brescia occupa la settima posizione nella graduatoria degli atenei medi su un totale di 17 università.

Tra gli indicatori presi in esame, l’Università degli Studi di Brescia si distingue in particolare nel campo della comunicazione e dei servizi digitali, dove conquista la quinta posizione con 99 punti, 10 punti in più rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda gli altri indicatori, l’Università degli Studi di Brescia ottiene 93 punti per le strutture, 85 per i servizi, 79 per l’internazionalizzazione e 72 per le borse di studio.

«Il nostro Ateneo guida la classifica degli atenei medi sul fronte dell’occupabilità: un risultato che ci rende orgogliosi e che premia la qualità della nostra offerta didattica. Anche il Censis conferma che laurearsi all’Università degli Studi di Brescia apre le porte del mondo del lavoro» – dichiara il Rettore, prof. Maurizio Tira.

Per quanto riguarda l’impatto della ricerca scientifica, che non rientra tra gli indicatori della classifica Censis, l’Università degli Studi di Brescia si colloca, tra le università italiane, al sesto posto della classifica complessiva del QS World University Rankings 2021 e tra i 200 migliori atenei al mondo (196esimo posto) per produttività e qualità scientifica dei propri ricercatori.

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