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Indagine Api: secondo trimestre in caduta libera per le Pmi

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Impresa artigiana

Nel secondo trimestre 2020 il 75% delle imprese ha avuto un calo della produzione e del fatturato rispetto al primo trimestre. In un terzo delle imprese il calo è stato superiore al 35%. A evidenziarlo e a sottolineare la situazione estremamente critica è il report congiunturale sul secondo trimestre 2020 realizzato dal Centro Studi Apindustria su un campione di 100 imprese associate. Il confronto è fatto tra i dati del secondo trimestre e quelli del primo che, ricordiamo, nel mese di marzo era già stato interessato da un periodo di chiusura forzata delle imprese. Entrando nel dettaglio, oltre al 75% del calo della produzione e dei fatturati, molto pesante è anche quello degli ordinativi, rispetto al quale due imprese su tre registrano un calo. Gli investimenti sono fermi (73%) o in calo (20%) e iniziano a vedersi effetti negativi anche sul fronte occupazionale in più di un’impresa su cinque, nella gran parte dei casi (20% fino all’8% della forza lavoro, nel 3% delle imprese con riduzioni della manodopera superiori al 20%). Tra le componenti di rilievo del costo di produzione si conferma la maggior dinamicità nell’andamento dei costi relativi alle materie prime. Prevale la stabilità nella componente energia (che tuttavia aumenta nel 12% dei casi); materie prime stabili per il 43% degli intervistati ma per il 43% i costi crescono, in modo anche marcato (19%). L’andamento dell’utilizzo degli impianti, nel secondo trimestre 2020, risulta fortemente condizionato dall’introduzione del blocco delle attività imposto a partire da fine febbraio: la situazione rimane diffusa in tutte le categorie rilevate, tuttavia, i cali più marcati si rilevano nelle categorie più fragili, con impianti già fortemente sottoutilizzati da tempo. Differenze poco significative emergono nei dati per aree geografiche (il calo è marcato nei rapporti con l’Italia, l’Ue e l’extra Ue).

Il report ha interrogato gli associati anche relativamente al mese di giugno, nel confronto con il mese precedente, per cercare di capire se il mercato – dopo oltre due mesi di blocco e la ripartenza parziale dal mese di maggio – si stia muovendo. Secondo il report «gli ordinativi in Italia si sono mossi nel mese di giugno, grazie anche alla fine del lungo e difficile periodo di quarantena imposto alle attività economiche: per 6 imprese su 10 si è rilevato un incremento degli ordinativi domestici, che arriva al 75% nella Comunità europea e sembra più lento però al di fuori dei confini europei (60%)». Molto significativo è però anche il dato delle imprese che a giugno segnala un calo degli ordinativi in Italia (40%) e nell’area UE (25%).

«I dati preoccupano per l’estrema negatività con cui si presentano – osserva il Presidente di Apindustria Douglas Sivieri -. Il calo era chiaramente nell’ordine delle cose, ma l’impressione è che la ripartenza sia molto più lenta di quanto alcuni sperassero. C’è stato chiaramente un effetto rimbalzo dopo due mesi di chiusura di molte attività, ma si sta andando a ritmi molto bassi. Col risultato che le imprese che erano in difficoltà adesso sono molto più deboli e quelle che stavano abbastanza bene oggi si sono indebolite parecchio. Una situazione estremamente pericolosa e preoccupante, che si somma a un Pil già stagnante da tempo e a un’economia che era in forte rallentamento già prima di quest’ultima crisi. Il timore è che a breve possano esserci ricadute occupazionali significative».

Un affondo anche alla politica economica del Governo: «Dire che non ha fatto nulla sarebbe ingeneroso, ma ha fatto meno di quanto avrebbe dovuto e potuto. Ha usato strumenti ordinari per una situazione straordinaria ed è avvolto in lungaggini decisionali non adatte ai tempi. E, soprattutto, non si può continuare a procedere a tentoni, mese per mese. Lo sguardo, ancora più oggi, deve essere capace di superare l’ostacolo ma, a oggi, nulla di tutto questo si vede».

 

Brescia, 16 luglio 2020

Apindustria distribuisce alle imprese donate dalla Camera di commercio cinese

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Salute by

Sono 15mila le mascherine ad uso sanitario che Apindustria Brescia ha deciso di mettere a disposizione delle proprie aziende Associate, dando la precedenza a quelle che sono rimaste aperte in questo periodo.

Da lunedì 5 aprile p.v. saranno consegnate alle aziende che ne hanno fatto richiesta. Le mascherine sono state donate alla nostra Associazione dalla Camera di Commercio del Parco Ecologico Sino-Italia di Ningbo (Cina), grazie al coordinamento del Sig. Huang Yanting. Ciò è frutto della proficua collaborazione nata negli anni scorsi fra Apindustria e Yanting. “Questa generosa donazione – spiega Alessandro Orizio, Vice Presidente Vicario di Apindustria Brescia con delega all’Internazionalizzazione, che due anni fa partecipò insieme al Presidente di Apindustria Brescia, Douglas Sivieri, a un incontro a Ningbo in Cina – ha un grande significato per noi ed è segno dei buoni rapporti che in questi anni abbiamo costruito e mantenuto con i colleghi cinesi. Abbiamo deciso subito di mettere a disposizione questo prezioso materiale alle aziende Associate che ne hanno bisogno all’interno delle proprie aziende per i lavoratori”.

Apindustria Brescia donerà inoltre due ventilatori polmonari agli Spedali Civili di Brescia, uno dei nosocomi della città che si sta prodigando nell’assistenza della popolazione colpita dal Covid-19. La donazione è nata grazie al grande lavoro di squadra tra Confapi, il suo Presidente bresciano Maurizio Casasco e la Giunta di Apindustria Brescia guidata dal Presidente Douglas Sivieri. “Anche noi come Associazione abbiamo voluto fare la nostra parte – ha detto Douglas Sivieri, Presidente di Apindustria Brescia – dando un aiuto concreto in questo momento difficile per tutti: aziende, imprenditori, famiglie, medici, infermieri, tutti nessuno escluso. Per questo abbiamo deciso di acquistare due ventilatori polmonari che doneremo al principale ospedale cittadino, per contribuire a salvare più vite possibili”.

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PMI: Confapi scrive a Conte, sei azioni per ripartire dopo l’emergenza

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“Tutti i dati fondamentali e i principali indicatori economici dimostrano che il sistema Paese non può più reggere in condizioni di fermo produttivo prolungato pressoché totale. Occorre prendere coscienza che la geometria e l’intensità della crisi in atto assumono forma e profondità che possono mettere a rischio la stessa esistenza del sistema economico nazionale e specialmente quello della piccola e media industria privata”. Così, in una lettera, il presidente di Confapi Maurizio Casasco si rivolge al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, indicando i sei nodi cruciali per le Pmi italiane, su cui intervenire una volta terminata l’emergenza sanitaria.

“È chiaro alla nostra categoria di imprese e a noi piccoli e medi industriali che non si potrà che ripartire nelle condizioni di massima sicurezza e incolumità pubblica, solo quando le fabbriche e le sedi delle nostre imprese saranno ‘il posto più sicuro’ dove stare. Occorre quindi mettere in campo test a rapida risposta, il costo dei quali potrebbe essere a carico delle aziende, in modo da richiamare alla vita produttiva coloro che risultano negativi al virus, adottando anche un criterio anagrafico. Ovviamente è fondamentale l’accordo con le Organizzazioni sindacali. Questa attività di progressiva ripresa – aggiunge Casasco – avrà a nostro avviso effetti molto importanti sui temi critici che abbiamo rilevato in queste settimane. Proprio su questi temi avanziamo delle proposte per fronteggiarne gli impatti.”

Per la Confederazione italiana della piccola e media industria privata è innanzitutto opportuno un maggiore coordinamento tra autorità locali e nazionali, per riattivare la curva della fiducia e per restituire speranza, prima ancora che capacità di reddito, al nostro sistema. In secondo luogo Confapi suggerisce l’introduzione di sostegni per la ‘riapertura’ delle attività sospese e il varo di meccanismi di protezione che non falcidino i creditori, ma rendano attuabile una ripresa delle attività, in modo da tamponare l’incidenza dei fallimenti sul sistema economico. La terza indicazione riguarda il tema della cancellazione degli investimenti pianificati, secondo Confapi, bisogna introdurre misure di fiscalità amichevole per chi investe o linee di credito facilitate per il mantenimento degli investimenti già programmati. Il quarto spunto riguarda il credito, per incidere sui flussi di liquidità, gli industriali propongono di sospendere l’applicazione dello IFRS 9 ed eliminare la pretesa del merito creditizio per l’erogazione di finanziamento bancario. La quinta linea di intervento attiene allo stimolo della ripresa occupazionale, Confapi propone infatti di procedere alla de-fiscalizzazione degli oneri sociali nei limiti della capienza del bilancio dello Stato. Infine sulle vendite al dettaglio, è opportuno per la Confederazione delle Pmi private disporre la riapertura intelligente delle attività ora totalmente impedite, con le adeguate misure di sicurezza sociale, anche valutando come in altri Paesi l’attribuzione di codici di priorità e protezione.

 

CORONAVIRUS, Apindustria rilancia l’esempio virtuoso della Colosio Srl

in Api/Associazioni di categoria/Economia by
Imprese del settore credito

Apindustria Brescia, in questo momento difficile, sta raccogliendo anche riflessioni e richieste degli imprenditori associati. Tra queste spicca  l’iniziativa dell’azienda Colosio Srl, che si è resa protagonista di un’iniziativa lodevole verso i fornitori rilanciata da Api in un comunicato stampa.

Il blocco produttivo più o meno totale – si legge nella accorata lettera che la nostra azienda Associata Colosio Srl ha inviato ai propri fornitori -, imposto dalle autorità e dalle misure di autotutela che molte aziende stanno applicando in questo difficile periodo comporta numerose difficoltà gestionali, con adempimenti che vanno in ogni caso espletati. I buoni risultati da noi conseguiti negli ultimi anni – prosegue la lettera – ci hanno messo in condizione di poter affrontare questa nuova situazione con timore, ma anche con la fiducia di poter assorbire il duro contraccolpo che inevitabilmente anche i nostri conti subiranno. Questi risultati sono il frutto del nostro impegno e dedizione, ma anche della collaborazione dei nostri partner che ci forniscono, con precisione e qualità, i materiali e servizi indispensabili per il buon funzionamento della nostra organizzazione. In questo momento di difficoltà per tanti piccoli/medi imprenditori, abbiamo deciso sostenere le attività di chi come voi ha contribuito al nostro successo, anticipando con pagamento immediato tutte le scadenze che ad oggi ci risultano pianificate per il 10/4, 10/5, 10/6 e 10/7. Speriamo con questo nostro gesto di supportarvi fornendo la liquidità che il sistema bancario difficilmente potrà erogare in tempi brevi e che questo vi aiuti a gestire in modo ordinato le vostre scadenze, in primis quelle verso i vostri dipendenti, vero motore di ogni attività. Se reputate positiva questa nostra premura e siete nelle condizioni di poterlo fare, vi invitiamo a supportare a vostra volta i vostri fornitori, in particolar modo quelli delle aree in questo momento più in difficoltà, per dimostrare anche alle sedi europee quale sia il vero significato di Comunità. Sperando che questo gesto possa essere imitato da tutti coloro che possono, auguriamo a voi, i vostri dipendenti e le relative famiglie la miglior salute”. Firmato famiglia Colosio.

E da segnalare pure la riflessione di Michele Amenduni, presidente di Alessio Tubi, Tecnotubi e Zinchitalia: “La salute delle persone è la priorità. Il decreto che indica quali attività possono restare aperte e quali no è lacunoso. Il rischio è che alcune aziende cerchino dei cavilli per poter restare aperte.  Qui non ci sono in gioco commesse o forniture – prosegue Amenduni – qui c’è in gioco la salute delle persone. Dobbiamo noi per primi dare il buon esempio e l’unico modo per essere certi del non contagio è il chiudere completamente l’azienda per un periodo ben definito e utile per poi poter riprendere tutti insieme. Come per altro hanno già scelto liberamente di fare molte aziende bresciane.”

 

Coronavirus, Sivieri (Api): fermiamoci per ripartire ma decidete e non lasciateci soli

in Api/Associazioni di categoria/Economia by
Douglas Sivieri

“Fermiamoci per ripartire ma decidete e non lasciateci soli”, riportiamo il messaggio del presidente di Apindustria Brescia Douglas Sivieri dopo l’ordinanza di ieri del governo in materia di Coronavirus.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Fermiamoci per ripartire: noi siamo possiamo essere d’accordo ma le imprese non possono essere lasciate sole. E invece è proprio quanto sta accadendo. Il Governo continua a emanare divieti ma non obblighi, non spiega, lasciando le aziende sole a decidere in autonomia se chiudere o meno. Senza ammortizzatori sociali da una parte, con i lavoratori giustamente spaventati dall’altra, preoccupati per la loro salute. Possiamo chiudere e possiamo ripartire, siamo sicuri di farcela, ma vogliamo un Governo che decida. E non che dica che bisogna restare in casa ma tiene aperte le tabaccherie, le ferramenta, le tintorie. Che non dobbiamo lavorare ma lascia maglie larghe aperte ovunque. Che dobbiamo lavorare, ma poco. Che stanzia soldi ma è vago sull’operatività degli stessi. Non va bene: servono chiarezza e sicurezza. Tutte le nostre imprese hanno bisogno di sapere cosa fare. Il Governo ci dice che possiamo restare aperti, favorendo smart working, facendo smaltire ferie e permessi, applicando i protocolli di sicurezza.

Sì, ma quali protocolli? Uno chiaro per tutti o alla fine è responsabilità dell’imprenditore, con tutte le conseguenze del caso. E quali mascherine? Non ce ne sono a sufficienza in giro ma se ve ne fossero quali modelli e ogni quanto cambiarle? Decide questo sempre l’imprenditore? Se decidi di chiudere senza un blocco governativo diventi inadempiente nella filiera. Se tieni aperto metti a rischio la salute. Davvero tocca agli imprenditori decidere della salute pubblica?

Tante nostre imprese hanno già attraversato momenti penosi, difficili, duri. Hanno superato crisi profonde, hanno cambiato pelle per risorgere più forti di prima. Ce la faranno anche questa volta. Insieme ai loro collaboratori, fiduciosi nel futuro. Non saranno due o tre settimane a cambiare il destino delle nostre aziende ma abbiamo bisogno di un Governo che decida non che deleghi a nessuno la gestione della salute pubblica.

 

Douglas Sivieri

Presidente Apindustria Brescia

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Agroalimentare: Confapi e Ice accolgono i compratori stranieri

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La tradizione alimentare italiana al centro dell’evento organizzato da Confapi e Ice nella sede di Apindustria Brescia. Dai campioni della nostra tavola, come olio, vino, formaggi, ai prodotti di nicchia, passando per l’agricoltura biologica. La giornata di Brescia è la prima di un programma di tre incontri B2B settoriali, che Confapi sta organizzando con Ice per promuovere gli scambi di affari delle imprese associate.

Soddisfatti i rappresentanti delle 35 aziende che hanno partecipato al focus agroalimentare nella città lombarda. Nel corso dei lavori si sono confrontati con 22 buyers stranieri provenienti da Regno Unito, Austria, Svezia, Polonia, Germania, Francia, Svizzera, Bosnia Erzegovina, Croazia e Federazione Russa. Grazie a oltre 260 meeting commerciali i compratori hanno potuto conoscere le caratteristiche dei prodotti proposti dalle imprese supportate da Confapi.

“Il settore agroalimentare riveste un ruolo sempre più strategico. Iniziative come quella di oggi forniscono un importante sostegno a chi vuole affacciarsi sul mercato internazionale, con percorsi di Incoming mirati. È fondamentale confrontarsi con gli operatori commerciali stranieri per tenere alto il Made in Italy nel mondo e competere all’estero. E oggi Apindustria Brescia ha dato agli imprenditori una preziosa occasione”, ha detto Paolo Uberti, Presidente di UnionAlimentari Brescia, nel suo intervento.

Nell’evento particolare rilievo ha avuto la presentazione del mercato polacco – oggi in forte espansione – con l’intervento di Antonino Maffoda, responsabile della sede Ice di Varsavia. Secondo i dati forniti dall’Ufficio centrale di statistica polacco, elaborati da Ice Varsavia, nel 2019 in Polonia i consumi individuali sono cresciuti del 4% e il Pil ha registrato un incremento del 4,1%. Il mercato agroalimentare è dominato dalla grande distribuzione, che costituisce oltre il 70% delle vendite. I prodotti italiani sono spesso trattati da soggetti che utilizzano il canale distributivo di Ho.re.ca. Nelle principali città la cucina italiana è sempre più apprezzata, tuttavia c’è ancora molto da lavorare per aumentare la conoscenza dell’enorme qualità che differenzia prodotti italiani e che li rende unici nel mondo.

Incoming agroalimentare Confapi: appuntamento mercoledì 29 in Apindustria

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Eventi by

Si svolgerà mercoledì 29 Gennaio nella sala convegni di Apindustria Brescia il primo dei tre appuntamenti promozionali organizzato da Confapi in partenariato con Ice, l’Agenzia per la promozione all’ estero e l‘internazionalizzazione. L’incoming in programma sarà dedicato al settore agroalimentare. Saranno 35 le aziende Associate che vi parteciperanno e 26 i buyers stranieri provenienti da: Regno Unito, Austria, Svezia, Polonia, Germania, Francia, Svizzera, Bosnia Erzegovina, Croazia e Federazione Russa.

I lavori si apriranno alle 9.30. Dopo i saluti affidati a Paolo Uberti, Presidente di UnionAlimentari Brescia, seguirà l’intervento di Antonino Maffoda, ICE Varsavia, che focalizzerà il suo intervento sulla presentazione del mercato polacco. Due le sessioni per gli incontri B2B, una mattutina e una pomeridiana. La chiusura dei lavori è prevista per le 18.30. Attraverso questo Incoming le aziende avranno la possibilità di effettuare incontri d’affari bilaterali con operatori commerciali stranieri, durante i quali sarà anche possibile far degustare le proprie eccellenze e chiudere importanti accordi commerciali.

Brescia, studenti in visita nella sede di Apindustria

in Api/Associazioni di categoria/Economia by
Studenti in visita nella sede di Apindustria, foto da ufficio stampa

Apindustria Brescia ha accolto venerdì scorso una delegazione di studenti diplomati che stanno frequentando un master nel settore metalmeccanico presso la scuola Elis, con sede a Roma. Un momento di crescita personale e professionale quello trascorso in Associazione, dove i ragazzi hanno potuto anche incontrare il Presidente di Apindustria Brescia Douglas Sivieri che li ha accolti dando loro dei consigli preziosi per il loro futuro lavorativo: “Dovete essere una risorsa per il mondo dell’impresa che vi accoglierà”.

Plastic Tax, Cascasco (Confapi): anche dimezzata resta inutile e dannosa

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Tasse by

Alla luce dell’emendamento governativo presentato ieri, Confapi – la Confederazione della piccola media industria privata – ribadisce la sua contrarietà a una misura che rischia di colpire, in un momento già difficile, un’intera filiera rappresentata dalle tante Pmi che operano sul territorio nazionale.

Pur apprezzando l’apertura di un tavolo al Mef, non possiamo nasconderci – sottolinea il Presidente (bresciano) Maurizio Casasco – che resta pur sempre un cinquanta per cento di una tassa e non un cinquanta di sconto che va ad incidere nel corpo vivo di un sistema produttivo, rischiando di metterne a rischio la sopravvivenza e numerosi posti di lavoro. Per di più il provvedimento non può nemmeno essere considerato come tappa necessaria per costruire un cammino verso un’economia sostenibile, traguardo quest’ultimo che i nostri imprenditori vogliono raggiungere poiché rappresenta un doveroso lascito alle generazioni future, oltre che un’opportunità di crescita per l’economia del Paese”.

 

Paolo Vismara rieletto presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria

in Api/Associazioni di categoria/Economia by
Giovani imprenditori di Apindustria Brescia

Paolo Vismara, titolare di VPM Group Srl di Alfianello, classe 1980, è stato rieletto ieri pomeriggio Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Apindustria Brescia per il triennio 2019/22 in occasione dell’Assemblea generale. Presidente anche di Unionchimica Apindustria Confapi Brescia dal 2018, Vismara è stato così confermato alla guida del Gruppo. La sua azienda, la VPM Group istituita nel 2010, si dedica alla produzione e distribuzione sul territorio italiano ed estero di prodotti chimici in genere, lubrificanti e additivi legati al settore Car Wash & Car Care, Ho.Re.Ca & Facilities, Automotive, Truck, Nautica, Industria e Agricoltura.

Al suo fianco, Monica Ferraboli (Meccanica Ponte Chiese Srl) come Vice Presidente vicario, Riccardo Costa (Elettronica Costa Srl) come Vice Presidente, e come consiglieri: Alessandro Stabile (IP Technology Srl), Daniele Vertua (Facchini Francesco Spa), Delia Costa (Elettronica Costa Srl), Marta Benussi (S.A.R.A Ing. Sandro Benussi Srl), Pietro Bresciani (Salumificio di Franciacorta Srl), Andrea Bellardi (Pieffe Oil Sas), Elia Mondini (Zima Srl), Federico Nicolini (Olimaint Sas).

«Quello che mi spinge a proseguire – spiega Vismara – è un senso di responsabilità nei confronti di un Gruppo al quale mi sento legato, con l’obiettivo di continuare a coltivare ed accrescere i buoni rapporti che si sono creati. Il programma che andremo a sviluppare avrà come punto focale la “Consapevolezza imprenditoriale”».

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