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Vaccini: Apindustria Confapi Brescia invita il governo ad assumere decisioni

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Apindustria Confapi Brescia auspica che il governo agisca nella direzione dell’introduzione dell’obbligo vaccinale così da mettere in sicurezza socialità e ripresa economica, indissolubilmente legate ed interdipendenti.

«È il momento della scelta, del coraggio e della responsabilità – afferma il presidente di Apindustria Confapi Brescia Pierluigi Cordua -. Come dimostrato dalla determinazione con cui abbiamo sostenuto la realizzazione di un centro vaccinale all’interno della nostra Associazione, crediamo fermamente che il vaccino sia l’unica via attualmente percorribile per superare l’emergenza sanitaria che ci ha travolti. Lo strumento del Green Pass previo tampone, benché determinante nell’attività di screening, non consegna le medesime garanzie di una copertura vaccinale».

«Ci troviamo alla vigilia di un autunno che potrebbe assumere caratteristiche straordinarie per la nostra economia – continua Cordua -. Perché avvenga, le nostre imprese dovranno trovarsi nella piena condizione di lavorare e di progettare questo futuro avvincente. Senza sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, il rischio che questa occasione sfumi è tangibile».
La salute sul luogo di lavoro, inoltre, «è obbligo ed obiettivo di tutti i settori economici – continua Cordua – operanti in ogni filiera produttiva». Apindustria Confapi Brescia condivide con la linea espressa dal presidente Confapi Maurizio Casasco anche l’auspicio che tale obiettivo venga raggiunto in comunione di intenti con le parti sociali e le organizzazioni imprenditoriali, dando seguito alla proficua collaborazione già emersa nel corso delle precedenti fasi della pandemia.

«Durante questa estate abbiamo constatato direttamente quanto le varianti rendano difficoltosa l’uscita dall’emergenza – conclude Cordua -. La vaccinazione obbligatoria garantirebbe indiscutibili risultati benefici immediati ma, parimenti determinante, ci metterebbe al riparo da rischi futuri ancora più drammatici, compresa la possibilità che ogni progresso acquisito venga vanificato. In quest’ottica, auspichiamo inoltre che i Paesi in via di sviluppo vengano supportati dalle organizzazioni sovranazionali attraverso rapide distribuzioni di dosi, combattendo così il virus su scala globale. Il dramma ha colpito tutti, in ogni angolo del nostro pianeta: allo stesso modo, assieme, dovremo uscirne ». 

Come da proposta del presidente Casasco, inoltre, Apindustria Confapi Brescia si rende disponibile a supportare iniziative rivolte alle imprese e imperniate su una formazione specifica orientata a favorire conoscenze scientifiche, rispondendo al contempo a dubbi e timori dei lavoratori che ancora non hanno intrapreso un percorso vaccinale.

Apindustria incontra i parlamentari della Lega: ecco le richieste

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Iniziare a normalizzare progressivamente il mercato del lavoro e sospendere l’entrata in vigore della legge sulla crisi d’impresa almeno fino alla fine del 2022. Sono due delle richieste sulle quali il Presidente di Confapi Apindustria Brescia Pierluigi Cordua, affiancato dal Vice Presidente Vicario Marco Mariotti e dal presidente di Unionalimentari Paolo Uberti, ha sollecitato ieri i tre parlamentari bresciani Simona Bordonali, Stefano Borghesi ed Eva Lorenzoni. «È necessario iniziare a sbloccare il divieto dei licenziamenti per le attività che sono già ripartite – afferma Cordua -. Il mercato del lavoro va riportato progressivamente alla normalità a piccoli passi ed è necessario avviare fin da ora un movimento di sblocco della situazione. Che non sia repentino e che sia invece graduale a seconda delle situazioni e fermo restando, ovviamente, il mantenimento della cassa Covid per le imprese che ne avessero ancora bisogno». Cordua si è detto anche molto preoccupato per l’ormai imminente entrata in vigore della legge sulle crisi d’impresa: «Una legge pensata per una situazione ante Covid e che ora non è più adeguata – sottolinea Cordua -. Il rinvio dell’entrata in vigore al prossimo 1° settembre non è sufficiente per ristabilire la situazione economica, perché il mercato e le imprese in questo momento hanno ancora bisogno di alcuni anni per assestarsi e recuperare quanto perduto. Per noi è necessario rinviare l’entrata in vigore della norma almeno fino alla fine del 2022». Tra le altre richieste non meno importanti: la necessità di prevedere dei ristori anche per il mondo industriale del settore HORECA, impossibilitato di fatto a lavorare ma senza alcuna forma di sostegno; l’azzeramento dell’IRES e dell’IRAP alle aziende che nel 2020 hanno subito un calo del fatturato superiore al 30%, in quanto è evidente che queste imprese hanno o avranno crisi di liquidità e devono quindi essere sostenute e non certo costrette ad indebitarsi per pagare tasse. Resta aperto ovviamente anche il nodo della campagna vaccinale e della necessità di coinvolgere in maniera diretta le aziende e gli imprenditori in modo che diventino promotori e testimonial della campagna vaccinale anti-covid anche attraverso il coinvolgimento dei medici del lavoro. «È una campagna che stiamo sostenendo da settimane – ricorda Cordua -, rispetto alla quale i consensi sono stati tanti. Ora è arrivato il momento di dare attuazione a questa proposta perché il Paese, non certo solo le imprese, ha bisogno che venga impiegata ogni risorsa possibile per fare in modo che la campagna vaccinale abbia successo e venga attuata in tempi rapidi. Solo in questo modo ci potrà infatti essere una ripresa dell’economia». 

Fondo nuove competenze: accordo quadro Api-sindacati

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Con la sottoscrizione in data 29/01/2021 dell’accordo quadro APINDUSTRIA Confapi Brescia e CGIL-CISL-UIL favoriscono l’accesso allo strumento di recente istituzione presso l’ANPAL del Fondo Nuove Competenze (FNC), la cui finalità è quella di “innalzare il livello del capitale umano nel mercato del lavoro, offrendo ai dipendenti  l’opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze e di dotarsi degli strumenti utili per adattarsi alle nuove condizioni del mercato del lavoro, sostenendo le imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi determinati dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il Fondo Nuove Competenze consente alle Impresedi rimodulare l’orario lavorativo dei dipendenti, mantenendo le retribuzioni in essere e salvaguardando l’occupazione, destinando questo tempo a percorsi formativi e di riqualificazione fino ad un massimo di 250 ore per dipendente; la riduzione di orario è finanziata dal fondo con  la riduzione del costo del lavoro e con il riconoscimento delle ore di formazione svolte; tramite l’INPS viene riconosciuto alle imprese un contributo per garantire ai lavoratori, che parteciperanno a tali percorsi formativi, di non avere alcuna conseguenza né sulla retribuzione spettante, diretta e indiretta, né sugli aspetti contributivi e previdenziali.

L’impegno congiunto di APINDUSTRIA e delle OO.SS. consentirà alle PMI del sistema Confapi bresciano prive di rappresentanze sindacali di poter avviare l’iter per l’accesso al FONDO nel rispetto dei principi ispiratori dell’avviso.

Apindustria: pronti a fare la nostra parte per il successo della campagna vaccinale

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Nella convinzione che la soluzione della crisi sanitaria sia premessa necessaria per la ripartenza economica, Apindustria Brescia dà la propria disponibilità a collaborare a ogni livello per fare in modo che la campagna vaccinale avviata da pochi giorni sia il più rapida ed efficiente possibile. «Facciamo nostro l’invito fatto a livello nazionale dal Presidente Nazionale di Confapi Maurizio Casasco – afferma il Presidente di Apindustria Brescia, Pierluigi Cordua -. È oggi più che mai evidente che la vera chiave di volta nella lotta alla pandemia sia la massima velocizzazione nella somministrazione dei vaccini anti-SARS-covid2 ed è quindi necessario promuovere la collaborazione con i medici del lavoro e i sindacati, affinché le aziende stesse diventino degli hotspot vaccinali in grado di coadiuvare quelli già attivi». Apindustria ricorda che le imprese hanno organizzazione, spazi da utilizzare e in diversi casi anche personale adatto per aiutare la buona riuscita della campagna vaccinale: «Sarebbe un buon modo per accelerare le vaccinazioni – sottolinea Cordua -. Le istituzioni potrebbero fare la loro parte, trovando meccanismi premianti dal punto di vista fiscale o contributivo a sostegno delle aziende che si impegneranno nella campagna. Avvertiamo il desiderio di tanti imprenditori di tornare in campo a pieno ritmo e abbiamo segnali che possa esserci in tempi rapidi una ripresa dell’economia. Per farlo è però necessario risolvere la crisi sanitaria il prima possibile». 

Apindustria, Cordua: «Guardiamo al 2021 con fiducia, ma servono unità e responsabilità»

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«Il 2020 è stato un anno particolarmente difficile ma l’associazione conferma una base associativa importante. Abbiamo poco meno di 1.300 aziende associate, che insieme fatturano cinque miliardi di euro e impiegano circa 30 mila unità». A sottolinearlo è il Presidente di Apindustria Pierluigi Cordua nel consueto incontro di fine anno con i rappresentanti degli organi di informazione locali. Delle quasi 1.300 aziende associate, il metalmeccanico – con oltre il 70% – è la componente principale. Seguono il chimico plastica gomma, il tessile, l’alimentare, l’informatico e i servizi».

«L’Associazione è stabile e con i conti in ordine – ha spiegato Cordua -. Questo ovviamente va a merito di chi mi ha preceduto». Alla guida dell’Associazione da poco più di tre mesi, Cordua esprime soddisfazione per il lavoro di squadra e il clima molto collaborativo che si respira all’interno dell’Associazione. Per il 2021 si conferma l’attenzione alta alla base associativa, attraverso l’implementazione dei servizi (con relative risorse dedicate) alle imprese e l’avvio quindi di una fase più esecutiva. «Tra le altre cose abbiamo anche appena attivato un accordo con una società di consulenza per il monitoraggio delle crisi aziendali, una società che dà rating alle imprese ed è riconosciuta a livello bancario». Particolare attenzione verrà anche data allo sviluppo delle categorie meno presenti in ambito associativo. Sul piano economico Cordua si fa portavoce di un clima positivo tra le PMI, nonostante nessuno ovviamente neghi le grandi difficoltà che si stanno vivendo. «Molto dipenderà dalla crisi sanitaria – spiega il Presidente di Apindustria -, ma se inizierà la campagna vaccinale e il virus tornerà a essere sotto controllo siamo convinti che l’economia possa avere una significativa ripresa. La fiducia c’è, la liquidità anche, così come ci sono segnali evidenti di politiche di incremento di spesa pubblica. Noi ci aspettiamo dei risultati, come conferma il sentiment della nostra base associativa nell’indagine che abbiamo realizzato proprio pochi giorni fa». Diverso il giudizio sul come verranno spesi i soldi del Next Generation Ue, il cosiddetto Recovery Fund: «Ci vogliono idee, slancio e unità d’intenti per progetti che sappiamo essere spalmati su più anni e quindi più legislature». Cordua ha infine ricordato l’iniziativa promossa dalla giunta di Apindustria che ha visto la realizzazione di una confezione natalizia di prodotti targati UnionAlimentari Brescia con l’obiettivo di sostenere e promuovere l’industria alimentare bresciana. La confezione di prodotti è stata proposta da Apiservizi a tutti gli associati Apindustria Brescia, i quali hanno risposto con grande entusiasmo. «Un gesto simbolico che vuole rappresentare sostegno e di vicinanza – ha detto Cordua -. Questi sono tempi difficili ma, uniti e solidali, ne verremo fuori». 

Indagine Api: le imprese sperano nel 2021, ma il 77% oggi è in calo

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Cordua: «Emerge con forza lo spirito imprenditoriale ma lo Stato deve fare la sua parte»

Il 2020 è stato un anno molto difficile per la gran parte delle imprese ma le aspettative per il 2021 sono buone, sempre che la situazione sanitaria possa ovviamente migliorare. A osservarlo è l’indagine realizzata dal Centro Studi di Apindustria su un campione di 100 imprese associate, prevalentemente del settore metalmeccanico e con fatturati per lo più tra i 2 e i 10 milioni di euro. «Il quadro di sintesi conferma le enormi difficoltà accumulate – si legge nel report -: poco meno di 2 intervistati su 10 rilevano un incremento del fatturato, ma per il 77% dei rispondenti si registra invece un calo». Entrando nel dettaglio emerge con chiarezza la durezza del momento: per 4 imprese su 10 il fatturato subisce infatti un calo tra il 20 ed il 40% del fatturato 2019, per il 10% addirittura superiore al 40 percento. Se il quadro del 2020 è purtroppo noto da tempo, sono positive invece le aspettative per il 2021, oggetto della seconda parte dell’indagine. Sette imprese su dieci confidano in un miglioramento dei principali indicatori congiunturali (fatturato, ordini, produzione). Per quanto riguardo il fatturato, quasi il 40% immagina una crescita del fatturato fino al 10% nel 2021 (rispetto al 2020), il 15% una crescita tra il 10 e il 20%, un altro 15% oltre il 20% (nell’1,5% dei casi addirittura oltre il 40%). Il 16% delle imprese non immagina invece variazioni particolarmente significative e oltre il 14% teme invece il perdurare delle difficoltà, con fatturati e ordini addirittura inferiori a quelli del 2020. Sollecitati ad individuare strade da percorrere per rafforzare la propria attività nel nuovo anno, gli intervistati individuano l’estero quale primo desiderata: implementare rapporti oltralpe convince il 45% degli intervistati, ma 4 su 10 attendono segnali di decisa ripartenza nel mercato domestico. Si all’innovazione per 3 imprese su 10, anche nel 4.0. Rispetto al da farsi più di carattere generale emerge però soprattutto una richiesta forte allo Stato per snellire la burocrazia. Ben l’89% degli imprenditori chiede infatti di «Investire per avere una burocrazia rapida ed efficiente». Più distante, ma comunque con percentuali significative (un imprenditore su tre circa), il numero di coloro che chiede di investire molte risorse per una riforma della giustizia civile che acceleri i tempi e nella formazione e digitalizzazione d’impresa.  
«Dall’indagine mi sembra emerga in modo chiaro lo spirito dell’imprenditore – afferma il Presidente di Apindustria Brescia Pierluigi Cordua -. Gli imprenditori non vedono l’ora di ripartire, sono fiduciosi, immaginano una ripresa rapida, speranzosi che l’arrivo del vaccino e l’appiattimento della curva epidemica possano riportare sotto controlla la crisi sanitaria. Bisogna avere ancora un po’di pazienza, rispettare le regole e la voglia di ripartire farà poi il resto. Emerge anche con chiarezza la richiesta per avere una burocrazia rapida ed efficiente.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che l’Italia deve presentare nell’ambito del Next Generation EU dovrà avere un capitolo importante su questo fronte. Digitalizzazione, fisco, infrastrutture, economia circolare rischiano altrimenti di restare parole vuote, se non sostenute da uno Stato funzionante e reattivo. Quello della burocrazia è un vecchio problema al quale dare finalmente risposta a tutte le imprese. A quelle che sono pronte a ripartire e a quelle che in questi mesi stanno manifestando maggiori difficoltà, purtroppo non poche stando all’indagine realizzata dal nostro Centro studi». 

Coronavirus, ecco il manifesto delle categorie imprenditoriali della Provincia di Brescia

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Imprese in rete, i dati della provincia di Brescia

LE ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI BRESCIANE HANNO SOTTOSCRITTO UN MANIFESTO UNITARIO PER PRENDERE POSIZIONE SUL CORONAVIRUS E CHIEDERE AZIONI CONCRETE A GOVERNO E REGIONE. LO PUBBLICHIAMO IN MANIERA INTEGRALE:

La salute e la tutela sanitaria della comunità locale oggi sono e devono restare la priorità dell’agire quotidiano.

Ne sentiamo la responsabilità; come nei mesi scorsi, intendiamo contribuire alla salvaguardia e alla tutela delle persone, rispettando le indicazioni contenute nel DPCM del 4 novembre.

Invitiamo tutti a fare altrettanto: rispettiamo scrupolosamente le prescrizioni previste dal DPCM perché questo contribuirà a limitare la diffusione del virus.

Testimoniamo con i fatti, quindi con i comportamenti e i dati sanitari, che Brescia non può e non deve essere individuata tra le zone rosse del Paese.

Per questo abbiamo preso atto, responsabilmente seppur con stupore, della decisione Governativa di classificare la provincia di Brescia all’interno della zona rossa lombarda.

Lo abbiamo fatto nonostante siamo pienamente consapevoli dell’impatto che una simile decisione determinerà in generale sul sistema delle imprese locali, già duramente provate dal precedente lockdown e dall’innegabile crollo dei consumi.

Lo facciamo perché siamo consapevoli che non ci potranno essere occupazione e lavoro, benessere e consumi, se non si tornerà ad una situazione sanitaria sicura e stabile, tale da ridare fiducia alla gente, consentendole di tornare ad una vita normale, senza limitazioni di mobilità, orari e socializzazione.

Siamo seriamente preoccupati per le conseguenze sociali, economiche, per il crescente disagio sociale che giorno dopo giorno registriamo in un territorio già profondamente ferito dal lockdown di inizio anno.

La nuova ondata della crisi Coronavirus, infatti, sta producendo un ulteriore shock sul benessere sociale e sulle attività economiche della nostra provincia, spesso in modo irrimediabile.

Chiediamo al Signor Ministro della Salute e al Governatore della Regione di condividere sin d’ora i 21 elementi che determinano la scelta per la zonizzazione del territorio, al fine di poter spiegare a tutti i nostri interlocutori lo stato di fatto.

Chiediamo anche che si passi dalla zonizzazione di perimetro regionale ad una con criterio provinciale, laddove i 21 indici sanitari dimostrino che l’area bresciana non si caratterizza con lo stato di crisi sanitaria di massima gravità.

Pretendiamo altresì che dalle parole si passi ai fatti, traducendo le promesse fatte dal Governo e dal Presidente del Consiglio in veri, tangibili ed automatici ristori per tutti coloro i quali oggi devono abbassare le serrande senza certezze per il futuro, per le filiere collegate e per chi lavora in tali attività. Ci aspettiamo che le possibili soluzioni arrivino in tempi brevi, considerate la gravità della situazione e l’importanza di fornire alle imprese risposte chiare ed immediate.

Parimenti ci attendiamo che tutti gli Enti Locali sospendano l’esazione di tutti i tributi locali a carico delle imprese nuovamente fermate dal lock down e di tutte quelle che, essendo in filiere di queste, vedono le loro attività ridursi drasticamente.

Specificatamente e con vigore chiediamo all’Amministrazione finanziaria di permettere a tutte le attività lese dall’ultimo decreto, di derogare i termini del versamento degli acconti di tutte le imposte nazionali posticipandoli ad aprile 2021, come già concesso dal cosiddetto “Decreto agosto” per le attività colpite dalla prima ondata.

Parimenti, chiediamo con fermezza che la Pubblica Amministrazione rispetti i tempi di pagamento verso il privato e limiti al massimo le disfunzioni burocratiche derivanti da una non corretta modalità di accesso agli uffici e di organizzazione dello smart working.

Auspichiamo inoltre che il Sistema bancario sia alleato dell’impresa locale, assicurandole liquidità e flessibilità nella gestione della gestione dei flussi finanziari

Se non ci sarà l’impegnò di tutti, Istituzioni e sistema bancario in primis, assisteremo alla scomparsa di una parte significativa del sistema bresciano d’impresa.

A tutti, in questo momento, spetta il dovere di sostenere la filiera d’impresa locale, attivando ogni iniziativa che possa difendere questo patrimonio, per traghettarlo aldilà di questa fase di grande incertezza, proiettandolo verso una nuova dimensione di sviluppo economico-sociale.

ANCE – COLLEGIO COSTRUTTORI EDILI
APINDUSTRIA
ASCOM – ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI – CONFCOMMERCIO
ASSOCIAZIONE ARTIGIANI
ASSOPADANA
CIA – CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI EST LOMBARDIA
CNA – CONFEDERAZIONE NAZIONALE DELL’ARTIGIANATO 
COLDIRETTI BRESCIA – FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI BRESCIA
CONFAGRICOLTURA – UNIONE PROVINCIALE AGRICOLTORI
CONFARTIGIANATO IMPRESE BRESCIA E LOMBARDIA ORIENTALE
CONFCOOPERATIVE BRESCIA
CONFESERCENTI DELLA LOMBARDIA ORIENTALE CONFINDUSTRIA BRESCIA
FAI – FEDERAZIONE AUTOTRASPORTATORI ITALIANA

Indagine Api, il terzo trimestre gela le aspettative di ripresa

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Meccanico, foto generica da Pixabay

Terzo trimestre in frenata e sotto le aspettative. A dirlo è l’analisi congiunturale realizzata dal Centro Studi Apindustria su un campione di 100 imprese rappresentative. L’analisi dei dati si sviluppa dal confronto dei dati del trimestre in esame rispetto al trimestre precedente. «Il terzo trimestre – sottolinea il report -nega alle PMI quei chiari segnali di ripresa che parevano accompagnare l’economia bresciana dopo il lockdown. I dati congiunturali, che ogni anno scontano negativamente la chiusura estiva, subiscono il generale clima di incertezza che frena investimenti, e decisioni di spesa, in Italia ma soprattutto all’estero».

Il report osserva che gli ordini tardano a decollare e, a cascata, la produzione (che cresce per 5 intervistati su 10 ma resta ben lontana dalle aspettative) ed il fatturato. Preoccupazione per i dati sull’utilizzo degli impianti, marcatamente più contenuti rispetto al passato. Stabili gli investimenti, regge anche l’occupazione. In questa fase complessa sembrerebbe proprio l’Italia a offrire le maggiori opportunità di ripresa rispetto ai rapporti con l’estero. «Gli ordinativi provenienti da oltralpe sono ben al di sotto dei livelli pre-pandemici e da tempo non sostengono davvero le nostre imprese nel superare le difficoltà di questo 2020», si legge nel report. Per quanto concerne le aspettative sul prossimo periodo, nei commenti emerge un clima di forte incertezza che si riflette sulle dinamiche di mercato e di impresa, accompagnata da sentimenti di preoccupazione e attesa sull’evolversi incerto della pandemia e delle sue ripercussioni. Solo 2 imprese su 10 si dichiarano ottimiste rispetto al prossimo periodo, mentre poco meno della metà si dichiara pessimista o addirittura molto pessimista.

«Nonostante i dati di luglio e agosto avessero evidenziato un miglioramento, per fine anno i segnali sono negativi – sottolinea il presidente di Apindustria Brescia Pierluigi Cordua -. Per le imprese la situazione è molto complessa e i mercati esteri, che in passato avevano sopperito a un mercato interno stagnante, in questo momento sono anch’essi fermi. Temiamo un rischio di liquidità per tante PMI e le invitiamo alla massima attenzione e alla verifica della loro patrimonializzazione: ci sono strumenti per intervenire e la solidità d’impresa è quanto mai fondamentale in questo periodo. Il rischio, altrimenti, è che non poche imprese finiscano in seria difficoltà». Da parte del Presidente Cordua anche un appello alla responsabilità collettiva: «Non possiamo permetterci in alcun modo una nuova chiusura generalizzata. Serve responsabilità da parte di tutti. Le imprese stanno rispettando rigidi protocolli di sicurezza ma serve attenzione da parte di ognuno. La fase d’incertezza che stiamo vivendo non aiuta certo la ripresa e per questo, per quanto possibile, occorre ridurre il rischio».

Apindustria Brescia, ecco la nuova giunta

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Presentata ieri la nuova giunta di Apindustria che affiancherà il presidente Pierluigi Cordua nel lavoro di rappresentanza dell’Associazione per la piccola e media impresa. Ad Apindustria, in provincia di Brescia, sono associate circa 1.300 imprese di piccole e medie dimensioni il cui fatturato aggregato è nell’ordine di oltre 5 miliardi di euro, mentre i collaboratori impiegati sono circa 32mila. Sono invece quasi cinquemila le imprese che fanno riferimento ai contratti Confapi. I nuovi componenti di giunta sono Marco Mariotti Vice Presidente Vicario, in continuità con il precedente mandato), Giuseppe Mezzini, Chiara Pastore, Williams Salvini e Paolo Vismara. «Più che per deleghe, lavoreremo per progetti e obiettivi – ha spiegato il presidente Cordua -. Tutte le nostre energie saranno rivolte alla base. Ai nostri associati. Qualsiasi iniziativa partirà sempre da qui, pensando cosa è più utile fare per i nostri colleghi. Vogliamo essere la rete di sostegno che aiuta il funambolo imprenditore quando è sopra il filo. In questi anni siamo cresciuti, sia come numero di associati che come organizzazione interna, ma vogliamo fare di più. È proprio nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo che l’associazione riscopre tutta la sua vocazione di sostegno all’imprenditore associato». In particolare, tra gli obiettivi di mandato ci sono il rafforzamento e lo sviluppo dell’ufficio sindacale (con sempre più funzioni), la formazione per imprenditori e collaboratori, il sostegno all’internazionalizzazione e allo sviluppo di filiere, uno sforzo ulteriore di profilazione del tessuto produttivo locale per dare risposte sempre più adeguate agli imprenditori. «Questo mandato sarà assolutamente in continuità con il precedente – ha sottolineato Cordua -. Diversi componenti del direttivo e della giunta sono confermati, a partire dal Vice Presidente Vicario Marco Mariotti. Dopodiché siamo un’Associazione dinamica e per cui cercheremo di fare qualche passo in avanti. Noi siamo un’Associazione dinamica, dove la dialettica interna vive in uno spirito profondamente collaborativo e propositivo».

Di seguito la biografia dei componenti di giunta e del Presidente:

Marco Mariotti, 42 anni, è sposato con due figli. Si laurea in legge con indirizzo per l’impresa nel 2002, passione per la quale acquisisce il titolo di avvocato nel 2006; guida, insieme ai suoi famigliari, la Sidermariotti S.r.l. di Pontevico, azienda del settore metalmeccanico che si occupa di lavorazione e vendita di laminati piani in acciaio inossidabile. È stato Presidente dei Giovani Imprenditori di Apindustria Brescia dal 2011 al 2016, poi vicepresidente vicario ed oggi è anche componente della Giunta di Presidenza di Confapi.

Giuseppe Mezzini, laureato in Giurisprudenza, socio ed amministratore delegato di Doblone Srl (BS) società costituita nel 2003 che offre servizi di risposta telefonica remotizzata. L’enorme flusso quotidiano di informazioni vengono recapitate singolarmente ai numerosi clienti coniugando ogni nuova e massima espressione tecnologica nel campo della telefonia, della connettività, del web, del clouding. I suoi clienti sono su tutto il territorio nazionale. Dal 2017 è stato membro del Consiglio Direttivo di Apindustria Brescia con delega allo sviluppo associativo.

Chiara Pastore, classe 1984, laureata in Scienze linguistiche per l’impresa, è Accounting Manager all’interno dell’azienda di famiglia Vetrodomus Spa di Brescia, che opera da oltre 50 anni in Italia e all’estero nel settore della lavorazione del vetro piano per l’edilizia. E’ stata Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Apindustria Brescia per il biennio 2016/2018, nel 2017 era entrata in Giunta quindi questo è il suo secondo mandato come Vice Presidente in Associazione.

Williams Salvini, 44 anni. Si laurea in Economia Aziendale nel 2001, Marketing Manager dell’azienda Salvini Marmi Srl di Prevalle (BS) azienda con grande esperienza nel settore della lavorazione del marmo e della pietra che esporta i propri prodotti in tutto il mondo con particolare riferimento a Stati Uniti, Canada, America del Sud, Giappone e Medio ed Estremo Oriente.

Paolo Vismara delegato della società VPM Group S.r.l. sita in Alfianello – Bs Fondatore e socio di questa realtà Bresciana nata nel 2010 e che si occupa della completa filiera produttiva specializzata nello sviluppo, produzione, imbottigliamento e distribuzione di varie line prodotto, dalla lubrificazione e detergenza professionale al largo consumo. Amministratore delegato della società PHARMACHEM Group S.r.l. sita in Alfianello – Bs Fondatore e socio di questa realtà Bresciana nata nel 2020 e che si occupa della completa filiera produttiva specializzata nello sviluppo, produzione, confezionamento e distribuzione di prodotti disinfettanti e biocidi destinati al settore industriale, professionale, Ho.re.ca, Zootecnico e di largo consumo. Attuali esperienze Associative: Presidente Gruppo Giovani Imprenditori presso la territoriale Apindustria Confapi Brescia, Vicepresidente membro di Giunta Nazionale Gruppo Giovani Imprenditori Confapi Dal 05/2017 al 09/2020, Presidente Unionchimica presso la territoriale Apindustria Confapi Brescia, Vicepresidente membro di Giunta Nazionale Unionchimica Confapi Dal 02/2018 ad oggi. Vicepresidente membro di Giunta presso la territoriale Apindustria Confapi Brescia Dal 09/2020 ad oggi.

Il nuovo Presidente di Apindustria Brescia, eletto dal consiglio direttivo di metà settembre, è Pierluigi Cordua. Nato a Brescia il 18/04/1970, sposato da 14 anni con tre figlie. Il Dott. Cordua è Amministratore delegato dell’azienda di famiglia ISVE Srl, che si occupa della produzione e commercializzazione di impianti per il riciclaggio di prodotti non ferrosi e di impianti per il trattamento del legno. Ha avuto un’esperienza all’estero ormai conclusa, vicino a Shangai, dove nel 2008 ha fondato un’azienda in Joint Venture che si occupa della produzione di impianti sempre per il riciclaggio.

In Apindustria Pierluigi Cordua ha ricoperto diverse cariche, tra le quali:

  • Consigliere Gruppo Giovani;
  • Consigliere Senior e Consigliere Apiservizi durante il mandato Casasco;
  • Consigliere durante i mandati Sivieri, recentemente con delega allo sviluppo associativo;
  • Consigliere Unionmeccanica;
  • A livello Nazionale ha la carica di Consigliere di Confapi Servizi.

Nel 2015 ha anche ricoperto la carica di Presidente nel Rotary Valle Sabbia.

Api, il nuovo presidente è Pierluigi Cordua

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Si è svolta ieri pomeriggio l’Assemblea Ordinaria elettiva, per il rinnovo delle cariche, di Apindustria Brescia. Il Presidente uscente Douglas Sivieri, dopo un energico discorso è stato salutato con riconoscenza dai molti imprenditori presenti in sala. «Quelli alla guida dell’Associazione sono stati anni straordinari – dichiara il Presidente uscente Douglas Sivieri -. L’augurio è che anche il prossimo Presidente possa vivere con eguale intensità questa esperienza. Sappiamo che ci sarà molto da fare, sappiamo che per le Pmi il periodo è difficile ma sappiamo anche che l’Associazione c’è e può svolgere un ottimo lavoro di rappresentanza, oggi sempre più necessario».

Il nuovo Presidente di Apindustria Brescia, eletto dal neo Consiglio Direttivo a fine Assemblea, è Pierluigi Cordua, nato a Brescia il 18/04/1970 sposato da 14 anni con tre figlie. Il Dott. Cordua è Amministratore delegato dell’azienda di famiglia ISVE Srl, che si occupa della produzione e commercializzazione di impianti per il riciclaggio di prodotti non ferrosi e di impianti per il trattamento del legno. Ha avuto un’esperienza all’estero ormai conclusa, vicino a Shangai, dove nel 2008 ha fondato un’azienda in Joint Venture che si occupa della produzione di impianti sempre per il riciclaggio.

In Apindustria Pierluigi Cordua ha ricoperto diverse cariche, tra le quali:

  • Consigliere Gruppo Giovani;
  • Consigliere Senior e Consigliere Apiservizi durante il mandato Casasco;
  • Consigliere durante i mandati Sivieri, recentemente con delega allo sviluppo associativo;
  • Consigliere Unionmeccanica;
  • A livello Nazionale ha la carica di Consigliere di Confapi Servizi.

Nel 2015 ha anche ricoperto la carica di Presidente nel Rotary Valle Sabbia.

“C’è la consapevolezza del ruolo di responsabilità di cui sono stato insignito e che accolgo con piacere ed entusiasmo – ha detto il nuovo Presidente di Apindustria Brescia Piergluigi Cordua -, soprattutto in un momento in cui l’Associazione si è radicata con solidità sul territorio e resta importante anche la disponibilità all’apertura verso le istituzioni che continueremo a portare avanti. Apindustria rappresenta le Piccole industrie private bresciane più di ogni altra Associazione sul territorio, Apindustria è il faro delle Pmi bresciane e della difesa dei loro interessi”. La scelta di fare l’Assemblea in presenza è stata dettata dal desiderio di dare un segno di vicinanza agli imprenditori Associati Apindustria.

I risultati per la votazione dei 15 membri del nuovo Consiglio Direttivo sono i seguenti, in ordine alfabetico:

  1. Bonomi Amedeo, OMAL SPA – Rodengo Saiano
  2. Cordua Pierluigi, I.S.V.E SRL – Borgo Poncarale
  3. Dalola Delio, DISPARI SOC. COOP. SOC. ONLUS – Corte Franca
  4. Ferraboli Monica, MECCANICA PONTE CHIESE SRL – Prevalle
  5. Guerini Davide, C.D.S. DIAGNOSTICA STRUMENTALE SRL – Brescia
  6. Mariotti Marco, SIDERMARIOTTI SRL – Pontevico
  7. Mezzini Giuseppe, DOBLONE SRL – Brescia
  8. Orizio Alessandro, O.M.M. TECHNOLOGIES SRL – Maclodio
  9. Pastore Chiara, VETRODOMUS SPA – Brescia
  10. Raineri Giuseppe, A. F. G. P. ASSOCIAZIONE FORMAZIONE G. PIAMARTA – Brescia
  11. Salvini Williams, O.P.S. OFFICINA PRESS. SCOTTI SRL – Monticelli Brusati
  12. Vertua Daniele, FACCHINI FRANCESCO SPA – Castrezzato
  13. Vinati Matteo, VINATI SRL – Nave
  14. Vismara Paolo, VPM GROUP SRL – Alfianello
  15. Vivante Nadia, TOOLS FOR SMART MIND SRL – Castel Mella

Altresì dalle votazioni sono stati eletti all’unanimità i componenti effettivi ed i supplenti del Collegio dei Probiviri dell’Associazione:

Effettivi

AVV. VITTORINI                                    PIERGIORGIO                       Presidente

DOTT. GHETTI                                        MASSIMO

ING. PATERLINI                                    FERDINANDO

Supplenti

AVV. DUSI                                                ALESSANDRO

RAG. MELELEO                                      LUIGI

ING. TORTELLA                                     STEFANO

Votati all’unanimità anche i componenti, effettivi e supplenti, del Collegio dei Sindaci dell’Associazione:

Effettivi

DOTT. PERNIGOTTO        ENRICO                                     Presidente

DOTT. RANZINI                     FAUSTO

DOTT.SSA FEDERICI          TERESA

Supplenti

DOTT. SGORBATI             SIMONE

DOTT. BAREZZANI               ENRICO

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