Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Salute

Tecnologie Digitali vs Covid: le soluzioni per convivere con il presente

in Economia/Evidenza/Innovazione/Partner 2/Salute by

La gestione dell’emergenza portata dal Covid 19 richiede non solo una risposta sanitaria ma soprattutto sociale. Il primo problema è quello di limitare i contatti pur garantendo una qualità della vita accettabile della popolazione anche per limitare una crisi economica non più sostenibile. Accedere ad un ufficio, frequentare una scuola e collaborare con i propri colleghi sul lavoro erano solo un anno fa attività facenti parte della nostra normalità ma in questa nuova situazione diventano una fonte di pericolo.  

Da sempre la gestione delle malattie infettive respiratorie facilmente trasmissibili non è mai stato un compito banale: basti pensare che l’influenza pur con i vaccini colpisce mediamente circa 8 milioni di persone in Italia ogni anno. Consideriamo che Covid 19 ha un tasso di riproduzione Rt circa tre volte superiore all’influenza.

Applicare sempre le buone pratiche che abbiamo imparato a conoscere come l’uso del distanziamento sociale e della mascherina presenta nella prassi delle difficoltà perchè non è semplice tenere per un lungo periodo ed in condizione di stress da “pandemic fatigue” la soglia d’attenzione alta di tutta la popolazione. 

Le tecnologia può essere un supporto in questo difficile momento con una serie di sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale che ci aiutano a tenere sempre i comportamenti più corretti. 

Paesi asiatici come Giappone, Corea del Sud e Taiwan che hanno gestito la crisi sanitaria con livelli di contagio molto più bassi rispetto all’Europa hanno fatto massiccio uso di questa strategia tecnologica. Vediamo attraverso quattro esempi come la tecnologia può aiutare a convivere con il nostro presente:

ORGANIZZARE L’ACCESSO AI MEZZI PUBBLICI

Per identificare il numero di utenti e determinare i livelli di occupazione, può inoltre essere utilizzata una soluzione software disponibile su tablet, smartphone o altri dispositivi, al fine di garantire una facile comprensione da parte degli autisti dei mezzi. Tali componenti, insieme, garantiscono il monitoraggio delle persone che salgono e scendono dal mezzo e dei posti occupati sul numero dei posti disponibili. La sensoristica on-board può essere composta da telecamere, ricevitori satellitari, lettori e altri dispositivi utili alla rilevazione e all’invio dei dati ad un server in cloud. Questo garantisce l’elaborazione dei dati per fornire al conducente le informazioni necessarie alla gestione di eventuali problemi, come il sovraffollamento e le distanze di sicurezza non rispettate. Possono essere integrate anche le eventuali strumentazioni già presenti sul mezzo, utilizzabili a supporto del sistema.

CONSENTIRE IL RITORNO A SCUOLE E UNIVERSITÀ

Smart Campus è l’app ufficiale dell’Università della Calabria creata da alcuni spin-off di Unical tra cui Somos. Con Smart Campus Docenti e Studenti potranno gestire il ritorno in aula in tutta sicurezza e direttamente dal dispositivo mobile. I docenti potranno creare i corsi, le lezioni e tutte le attività legate al Campus per consentire agli studenti l’accesso rapido alle informazioni.Gli studenti potranno accedere alle informazioni dei corsi, prenotarsi alle lezioni e accedere agli spazi universitari attraverso la scansione di qr code che identificano le aule. La piattaforma verifica la disponibilità dei posti in aula in tempo reale e garantisce la sicurezza all’interno del Campus universitario. Questo modello consente di organizzare al meglio la presenza di molte persone all’interno di un’area comune come anche un’istituto scolastico o degli uffici comunicali.

PREVENIRE GLI ASSEMBRAMENTI NEGLI SPAZI CHIUSI

Un software “anti assembramento” collegato alle telecamere presenti in uno spazio chiuso, rileva e segnala in automatico gli affollamenti: è una nuova possibiel soluzione tecnologica di cui si ci si può dotare per combattere il Covid-19. Il sistema puà essere installato in stazioni, aereoporti, edifici pubblici.  Questo software, in modo automatico, fornisce una rappresentazione grafica dei livelli di affollamento delle aree monitorate  In caso di criticità, gli operatori possono essere allertati e vedere direttamente le immagini delle telecamere per verificare l’assembramento: invitando così da remoto le persone, attraverso dispositivi acustici, a fare maggiore attenzione alle distanze.

CONTROLLARE IL DISTANZIAMENTO  CON DEI WRISTBAND

I wristband sono dei dispositivi indossabili che avvisano l’utente se questo si avvicina troppo a un’altra persona. Entrambi i soggetti devono ovviamente indossare il device perché il sistema funzioni. Per questo è consigliabile adottare il sistema in luoghi “controllabili”, come aziende, stabilimenti balneari, biblioteche e così via: il wristband sarà di conseguenza fornito a ogni singola persona che vorrà entrarci. I vari dispositivi, per poter dare l’allarme, si devono “parlare”; perché ciò avvenga, di solito viene utilizzato un sistema Bluetooth a bassa potenza, come quello adottato dall’app Immuni. Questo permette di avere misurazioni precise e un basso consumo energetico.

Il 10 Dicembre si svolgerà un webinar organizzato in maniera congiunta dalle società SOMOS e Neosperience dedicato alla presentazione di soluzioni tecnologiche utili a supportare soggetti pubblici e privati nella lotta alla pandemia, in particolare aiutandoli nel monitoraggio dei comportamenti su mezzi di trasporto, nei luoghi di ritrovo e di lavoro. Saranno raccontati inoltre alcuni dei casi d’uso pratici e i successi ottenuti sul campo. 

A questo link si può effettuare l’iscrizione: https://us02web.zoom.us/webinar/register/8516057107759/WN_v4Nah7e-TxGIKtMt45I9ig

LINK AL VIDEO

Coronavirus, ecco il manifesto delle categorie imprenditoriali della Provincia di Brescia

in Aib/Api/Associazione Artigiani/Associazioni di categoria/Camera di commercio/Cdo/Cna/Confagricoltura/Confartigianato/Confesercenti/Economia/Salute by
Imprese in rete, i dati della provincia di Brescia

LE ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI BRESCIANE HANNO SOTTOSCRITTO UN MANIFESTO UNITARIO PER PRENDERE POSIZIONE SUL CORONAVIRUS E CHIEDERE AZIONI CONCRETE A GOVERNO E REGIONE. LO PUBBLICHIAMO IN MANIERA INTEGRALE:

La salute e la tutela sanitaria della comunità locale oggi sono e devono restare la priorità dell’agire quotidiano.

Ne sentiamo la responsabilità; come nei mesi scorsi, intendiamo contribuire alla salvaguardia e alla tutela delle persone, rispettando le indicazioni contenute nel DPCM del 4 novembre.

Invitiamo tutti a fare altrettanto: rispettiamo scrupolosamente le prescrizioni previste dal DPCM perché questo contribuirà a limitare la diffusione del virus.

Testimoniamo con i fatti, quindi con i comportamenti e i dati sanitari, che Brescia non può e non deve essere individuata tra le zone rosse del Paese.

Per questo abbiamo preso atto, responsabilmente seppur con stupore, della decisione Governativa di classificare la provincia di Brescia all’interno della zona rossa lombarda.

Lo abbiamo fatto nonostante siamo pienamente consapevoli dell’impatto che una simile decisione determinerà in generale sul sistema delle imprese locali, già duramente provate dal precedente lockdown e dall’innegabile crollo dei consumi.

Lo facciamo perché siamo consapevoli che non ci potranno essere occupazione e lavoro, benessere e consumi, se non si tornerà ad una situazione sanitaria sicura e stabile, tale da ridare fiducia alla gente, consentendole di tornare ad una vita normale, senza limitazioni di mobilità, orari e socializzazione.

Siamo seriamente preoccupati per le conseguenze sociali, economiche, per il crescente disagio sociale che giorno dopo giorno registriamo in un territorio già profondamente ferito dal lockdown di inizio anno.

La nuova ondata della crisi Coronavirus, infatti, sta producendo un ulteriore shock sul benessere sociale e sulle attività economiche della nostra provincia, spesso in modo irrimediabile.

Chiediamo al Signor Ministro della Salute e al Governatore della Regione di condividere sin d’ora i 21 elementi che determinano la scelta per la zonizzazione del territorio, al fine di poter spiegare a tutti i nostri interlocutori lo stato di fatto.

Chiediamo anche che si passi dalla zonizzazione di perimetro regionale ad una con criterio provinciale, laddove i 21 indici sanitari dimostrino che l’area bresciana non si caratterizza con lo stato di crisi sanitaria di massima gravità.

Pretendiamo altresì che dalle parole si passi ai fatti, traducendo le promesse fatte dal Governo e dal Presidente del Consiglio in veri, tangibili ed automatici ristori per tutti coloro i quali oggi devono abbassare le serrande senza certezze per il futuro, per le filiere collegate e per chi lavora in tali attività. Ci aspettiamo che le possibili soluzioni arrivino in tempi brevi, considerate la gravità della situazione e l’importanza di fornire alle imprese risposte chiare ed immediate.

Parimenti ci attendiamo che tutti gli Enti Locali sospendano l’esazione di tutti i tributi locali a carico delle imprese nuovamente fermate dal lock down e di tutte quelle che, essendo in filiere di queste, vedono le loro attività ridursi drasticamente.

Specificatamente e con vigore chiediamo all’Amministrazione finanziaria di permettere a tutte le attività lese dall’ultimo decreto, di derogare i termini del versamento degli acconti di tutte le imposte nazionali posticipandoli ad aprile 2021, come già concesso dal cosiddetto “Decreto agosto” per le attività colpite dalla prima ondata.

Parimenti, chiediamo con fermezza che la Pubblica Amministrazione rispetti i tempi di pagamento verso il privato e limiti al massimo le disfunzioni burocratiche derivanti da una non corretta modalità di accesso agli uffici e di organizzazione dello smart working.

Auspichiamo inoltre che il Sistema bancario sia alleato dell’impresa locale, assicurandole liquidità e flessibilità nella gestione della gestione dei flussi finanziari

Se non ci sarà l’impegnò di tutti, Istituzioni e sistema bancario in primis, assisteremo alla scomparsa di una parte significativa del sistema bresciano d’impresa.

A tutti, in questo momento, spetta il dovere di sostenere la filiera d’impresa locale, attivando ogni iniziativa che possa difendere questo patrimonio, per traghettarlo aldilà di questa fase di grande incertezza, proiettandolo verso una nuova dimensione di sviluppo economico-sociale.

ANCE – COLLEGIO COSTRUTTORI EDILI
APINDUSTRIA
ASCOM – ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI – CONFCOMMERCIO
ASSOCIAZIONE ARTIGIANI
ASSOPADANA
CIA – CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI EST LOMBARDIA
CNA – CONFEDERAZIONE NAZIONALE DELL’ARTIGIANATO 
COLDIRETTI BRESCIA – FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI BRESCIA
CONFAGRICOLTURA – UNIONE PROVINCIALE AGRICOLTORI
CONFARTIGIANATO IMPRESE BRESCIA E LOMBARDIA ORIENTALE
CONFCOOPERATIVE BRESCIA
CONFESERCENTI DELLA LOMBARDIA ORIENTALE CONFINDUSTRIA BRESCIA
FAI – FEDERAZIONE AUTOTRASPORTATORI ITALIANA

Massetti (Confartigianato): non possiamo permetterci un secondo lockdown

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Salute by

«I numeri confermano quanto i nostri imprenditori ci ripetono da giorni: non possiamo permetterci un secondo lockdown. Questa seconda ondata e le necessarie restrizioni avranno un impatto già molto duro sull’economia lombarda e dunque bresciana, che diventerebbe tragico di fronte a una chiusura generalizzata come quella della scorsa primavera». Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia lo ha sostenuto di fronte agli altri attori economici ed istituzionali lombardi nel corso degli ultimi Stati Generali del Patto per lo Sviluppo di Regione Lombardia, e lo ribadisce commentando i dati appena elaborati dall’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia. L’Osservatorio ha stimato, alla luce della nuova ondata di Covid-19 in corso, quale potrebbe essere l’impatto economico sulle imprese lombarde, che si concretizzerebbe in una minore crescita tra 2020 e 2021 di 19,9 miliardi di euro, ovvero 1.977 euro per abitante. Sulla base dei rispettivi pesi del valore aggiunto e delle esportazioni si sono calcolate le stime provinciali. Per Brescia una minore crescita nel 2020 di 616 milioni di euro e 1.679 milioni per il 2021: un totale di 2.291 milioni.

«Ora l’unico modo per sostenere il coraggio delle imprese è una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti; ognuno faccia la sua parte, istituzioni, imprese e cittadini. Solo con il gioco di squadra e un impegno consapevole potremo riuscire a salvaguardare insieme salute ed economia, arginando il più possibile le conseguenze della pandemia di Covid-19» conclude il presidente Eugenio Massetti.

Intelligenza Artificiale vs Covid-19: Neosperience sigla un’importante collaborazione con ASST FBF Sacco e Auxologico di Milano

in Economia/Partner 2/Salute by

Con il progetto “DIMASDIA-Covid-19: Development of a clinical Image analySis Model Aiming to Support medical DIAgnosis during Covid-19 pandemic,” Neosperience S.p.A. (ISIN IT0005351496), sigla ufficialmente un’importante collaborazione con due delle realtà sanitarie più importanti e maggiormente impegnate nella gestione dell’emergenza Covid-19. Obiettivo del progetto è predisporre un sistema di studio basato sull’Intelligenza Artificiale, in grado di analizzare le immagini ecocardiografiche, le ecografie polmonari e le immagini radiografiche polmonari di pazienti sospetti Covid-19. Unitamente alle informazioni di referto, le immagini andranno a costruire un dataset utile all’addestramento di modelli di machine learning di nuova concezione in grado di fornire una diagnosi rapida e accurata.

“Per la prima volta si è deciso di inserire nel dataset di riferimento non solo immagini radiografiche, ma anche ecocardiografiche e polmonari; in questo modo è possibile avere un quadro sempre più ampio delle problematiche derivanti da Covid-19 – ha spiegato Dario Melpignano, Presidente di Neosperience. Questa idea nasce dalla collaborazione della Società con il reparto di Diagnostica Non Invasiva Cardiovascolare dell’Ospedale Sacco di Milano. Confrontandoci insieme sulle problematiche contingenti che si affrontano ogni giorno lavorando nei reparti Covid, abbiamo deciso di alzare lo sguardo spingendoci un po’ più in là. La sfida è non fermarsi alla diagnosi; ma provare a determinare, nonché prevedere, danni tissutali correlati a questa patologia, come le miocarditi da Covid; è un primo passo verso un approccio del tutto nuovo nei confronti della diagnosi medica. Nella nostra idea di futuro immaginiamo una realtà in cui tecnologia e medicina lavorano in sinergia, per fornire strumenti potenti, e al contempo economici e facili da usare, di supporto alla diagnosi clinica.”

Sostenitore dell’iniziativa è il Dott. Alberto Barosi, responsabile della Diagnostica Non Invasiva Cardiovascolare dell’Ospedale Sacco di Milano, esperto nel campo della diagnostica con ultrasuoni, il quale fin da subito ha sottolineato le grandi potenzialità del progetto sia nella realtà Ospedaliera sia in quelle territoriali, evidenziando come questa soluzione potrebbe diventare un importante strumento di aiuto nell’individuare il più appropriato approccio terapeutico e specialistico. Neosperience, insieme agli altri partner, conferma il suo impegno a farsi promotrice della condivisione, senza fini di lucro, dei risultati conseguiti, che rimarranno proprietà del mondo scientifico.

Approfondimenti a riguardo dell’iniziativa sono consultabili sul sito http://www.defeatcovid19.org/. 

Le case di degenza in Lombardia

in Economia/Salute by

Quando la malattia diviene inguaribile, per chi che ne è affetto si aprono due strade: l’assistenza domiciliare o in apposite strutture. Solitamente si tende a prediligere la prima strada, anche perché poter contare sulla vicinanza dei parenti più stretti e poter vivere all’interno di un ambiente ben noto sono elementi che da soli migliorano in modo sensibile la qualità della vita. Purtroppo però questa soluzione non è sempre percorribile; a volte per problematiche contingenti, dovute alla solitudine del paziente o alla patologia che lo affligge, è necessario che sia in costante presenza dei sanitari. Oggi sono disponibili varie strutture che ospitano malati terminali, che cercano di rendere migliore la qualità della vita di questo soggetti. Una delle migliori case di degenza per malati di Milano si trova nel Gallaratese ed è gestita dall’associazione VIDAS.

GUARDA IL VIDEO   

Cosa si intende per malattia inguaribile

La situazione del paziente affetto da malattia inguaribile è molto varia. Alcuni soggetti sono anziani e affetti da patologie oncologiche, cardiache o neurologiche, senza possibilità di una guarigione. In ogni caso sono disponibili cure palliative, volte a migliorare la qualità della vita del paziente. La situazione si può configurare a volte anche come malattia terminale: il soggetto sta trascorrendo gli ultimi giorni della propria vita. Ma non è sempre così, soprattutto nel caso di pazienti minorenni. Esistono infatti case degenza anche per minori, volte ad ospitare soggetti con malattie inguaribili. Nei soggetti minorenni le case degenza sono spesso utilizzate per accompagnare i genitori in un lungo percorso, in modo da renderli autonomi nella gestione quotidiana del figlio affetto da patologia grave. Lo stesso può avvenire anche per l’anziano o l’adulto, ad esempio per quanto riguarda gravi patologie croniche degenerative, come ad esempio la SLA o l’Alzheimer.

Le funzioni di una struttura di degenza

Una struttura per lungo degenti offre vari servizi, che permettono a ogni singolo soggetto ricoverato di vivere al meglio le proprie giornate. L’offerta disponibile si configura attraverso la disponibilità di alcune specifiche figure di riferimento. A partire dal personale sanitario, dal medico all’infermiere fino al fisioterapista. Sono numerosi i casi in cui la costante assistenza da parte di questi soggetti è necessaria. Ci sono poi figure volte a valutare la situazione psicologica del soggetto, così come operatori che si occupano della sua igiene o delle necessità della famiglia. In più si configura un’intera e attiva rete di volontariato, fondamentale nella gestione dei pazienti affetti da patologie inguaribili.

Il costo delle cure

In Lombardia la gestione dei malati affetti da patologie incurabili è disponibile a titolo completamente gratuito da parte del paziente e delle famiglie. Questo nel rispetto dello spirito di uguaglianza: i servizi sono erogati a chiunque, senza distinzione di età, genera, razza, lingua, censo, religione, opinioni politiche e provenienza geografica. I costi sono sostenuti dall’associazione l’aiuto del Servizio Sanitario Nazionale. L’unico vincolo esistente è l’effettiva disponibilità di posti all’interno delle strutture di degenza. Quando questi non sono disponibili le associazioni cercano di gestire i pazienti attraverso assistenza domiciliare, per quanto possibile.

Il contributo di Operation Smile nella lotta contro il Coronavirus

in Economia/Salute by

L’emergenza sanitaria ha fatto emergere enti ed associazioni desiderosi di dare un contributo concreto per la protezione della salute dei cittadini e degli operatori sanitari. In un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando, solo con l’aiuto di tutti e con il supporto sia economico che professionale si potrà sperare di superare l’ostacolo e di tornare alla vita di sempre.

Al gruppo di associazioni che hanno dato una mano a fronteggiare la pandemia da nuovo coronavirus si è aggiunta anche la onlus Operation Smile Italia, che si è impegnata in questi mesi in diverse occasioni. Il contributo concreto ha aiutato i pazienti ed il personale sanitario nella lotta contro il virus e continua a farlo anche in queste settimane.

Le iniziative di Operation Smile per la lotta al nuovo coronavirus

La onlus Operation Smile ha innanzitutto deciso di effettuare una donazione di 250.000 euro alla Protezione Civile, utilizzando parte dei fondi che aveva in deposito e che non erano ancora stati assegnati a dei progetti specifici.

L’associazione senza scopo di lucro ha poi organizzato una raccolta fondi, con l’obiettivo di raccogliere il denaro necessario per acquistare 300 caschi CPAP, donati all’ospedale San Paolo di Milano. La Lombardia è stata la regione più colpita d’Italia e gli ospedali – in particolare quelli di Milano – hanno vissuto delle settimane di carenza di personale e di materiale tecnico per l’assistenza ai pazienti.

Questa raccolta fondi ha riscosso grande successo e l’obiettivo è stato ampiamente superato: complessivamente sono stati raccolti 74.475 euro, che hanno consentito non solo di acquistare i 300 caschi CPAP, ma anche 700 pulsossimetri. Questi sono stati distribuiti a diversi ospedali, tra cui Ospedale del Mare di Napoli, Ospedale Maggiore di Crema, Spedali Civili di Brescia, Ospedale SS. Trinità di Cagliari e Ospedale San Paolo di Milano.

Un’altra iniziativa interessante è stata la creazione di un corso di formazione online rivolto al personale sanitario. L’idea è nata dalla presa di coscienza della carenza di competenze da parte di alcuni operatori sanitari che, non avendo mai lavorato in un reparto di malattie infettive, si sono trovati spiazzati dalle modalità di contenimento della diffusione dell’infezione.

Per questo Operation Smile ha deciso di collaborare con SIF e CONSULCESI per creare un corso di formazione a distanza, utilizzando come fonti scientifiche il manuale della facoltà di medicina dell’università di Zhejiang e le linee guida della società internazionale di pneumologia. Il corso è accessibile gratuitamente fino al 31 luglio, è organizzato in tre sezioni e prevede anche un quiz finale per verificare l’apprendimento delle nozioni. I professionisti sanitari che decideranno di completare questo corso di aggiornamento riceveranno nove crediti formativi, utili per il raggiungimento dell’obiettivo annuale di formazione continua.

Le iniziative della onlus Operation Smile hanno contribuito al superamento della fase critica della pandemia da nuovo coronavirus, dando una boccata di ossigeno agli ospedali che stavano lamentando una forte carenza di materiale tecnico. Con la realizzazione del corso di formazione a distanza, la onlus sta contribuendo anche ad aumentare le conoscenze scientifiche di coloro che ogni giorno vanno in prima linea per difendere la nostra salute.

 

Coronavirus, Confartigianato: dopo il danno gli imprenditori rischiano la beffa del penale

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Salute by

C’è il rischio di un processo penale per i datori di lavoro nel caso un loro dipendente si ammalasse di Covid-19: un rischio che, in assenza di ulteriori chiarimenti, potrebbe coinvolgere tutti, non solo i negligenti, ma anche chi abbia messo in atto tutte le misure di sicurezza e tutela della salute necessarie, in accordo con il Protocollo del 24 aprile scorso. «Oltre al danno la beffa – commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, Eugenio Massetti – Gli imprenditori, già tartassati da moltissimi costi legati all’emergenza Covid-19, rischiano anche di vedersi citare in giudizio dopo tutti gli sforzi sostenuti per lavorare in sicurezza. Parliamo di costi legati alla sorveglianza sanitaria e alla gestione della sicurezza, di spese e difficoltà per procurarsi i dpi, di costi sostenuti per agevolare i trasporti personali casa-lavoro dei propri dipendenti, per implementare lo smart working, per stipulare coperture assicurative RC per azienda e dipendenti. E ancora dei costi legati alle assenze e sostituzione di dipendenti, uniti a quelli per accedere ai finanziamenti bancari, per recuperare i crediti insoluti, per assicurarsi le materie prime con nuove modalità. Un elenco nemmeno esaustivo, ma già lunghissimo. Vogliamo aggiungere anche il rischio penale? Sembra proprio che gli ostacoli per ripartire si accumulino giorno dopo giorno, rischiando di paralizzare soprattutto le piccole imprese». Da quando l’Inail ha equiparato il contagio da Covid-19  ad un  infortunio sul lavoro, con tutte le conseguenze del caso, la preoccupazione degli imprenditori per garantire la sicurezza massima sul luogo di lavoro, per sè stessi e per tutti i propri collaboratori, è diventata allarme: «Non entro nei dettagli giuridici – prosegue Massetti – ma credo che non possa essere attribuita all’imprenditore una responsabilità penale se questo ha messo in campo in azienda tutte le protezioni individuali e tutti gli accorgimenti richiesti dai vari Protocolli e svolga anche una azione di controllo. La pandemia è un fatto esogeno all’azienda, inoltre molti possono essere i punti critici di questa interpretazione: come dimostrare che il virus sia stato contratto in azienda e non fuori? E come considerare la possibilità che, nonostante tutte le precauzioni e i controlli, ci possano essere dipendenti asintomatici? È necessario che chi rispetta le norme di sicurezza non incorra in responsabilità penali legate a eventuali positività dei propri dipendenti – conclude Massetti – Chiediamo, di fatto, che siano previste nel Decreto Rilancio garanzie certe a tutela degli imprenditori che sono i regola in termini di messa in sicurezza di lavoratori e luoghi di lavoro. Moltissime imprese, già stremate dalle pesanti conseguenze economiche della pandemia, rischiano altrimenti di non sopravvivere agli ulteriori costi che potrebbero derivare da eventuali sanzioni correlate anche a questa possibilità».

BSNEWS BRESCIA TV: GUARDA LA NOSTRA VIDEO-INTERVISTA AL SINDACO DI BRESCIA EMILIO DEL BONO

(se il video presenta interruzioni dovute all’aggiornamento della pagina potete guardarlo direttamente su YouTube a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=d_eudbUy1fU)

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🔴 MASCHERINE CONTRO IL CORONAVIRUS, COSA BISOGNA GUARDARE PER NON SBAGLIARE L’ACQUISTO

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Confartigianato: consegnati altri due respiratori agli ospedali di Brescia

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Continua la distribuzione dei 20 ventilatori polmonari pressometrici che Confartigianato e ANCoS, l’associazione del sistema Confartigianato Imprese che si occupa di progetti solidali e che a Brescia realizza l’evento culturale Librixia Fiera del Libro di Brescia, hanno messo a disposizione delle strutture ospedaliere italiane impegnate in prima linea nell’assistenza ai pazienti colpiti da coronavirus. Oggi ne sono in consegna due agli Spedali Civili di Brescia e due all’Ospedale Maggiore di Cremona. Nelle scorse settimane tre respiratori erano stati donati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e tre all’Ospedale Luigi Sacco di Milano. «In questo drammatico momento abbiamo sentito il dovere di aiutare il personale medico e infermieristico che senza sosta sta lavorando per garantire assistenza ai malati. Mai come ora sentiamo forte il richiamo alla solidarietà, per la quale ci adoperiamo da sempre: ogni gesto che serva a salvare vite umane noi lo faremo, nei limiti delle nostre possibilità. Vogliamo offrire un contributo concreto alla battaglia che tutto il Paese sta combattendo contro il virus, a cominciare dalle strutture sanitarie che sono in prima linea a fronteggiare l’emergenza. Siamo convinti che facendo tutti la nostra parte, uniti, responsabili e solidali al fianco delle persone e degli imprenditori, potremo superare l’emergenza sanitaria e costruire le condizioni della ripresa economica. Nei prossimi giorni altre apparecchiature saranno distribuite agli ospedali maggiormente congestionati e in difficoltà per la carenza della strumentazione indispensabile alla cura dei pazienti. Con questa iniziativa gli artigiani di Confartigianato fanno un gesto concreto di aiuto alle situazioni più drammatiche con la caratteristica che li contraddistingue: fatti e non parole» così Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia che conclude: «Sono 33mila le imprese artigiane bresciane e rappresentano il motore economico della nostra provincia, oggi in ginocchio ma sempre pronte a rispondere e ad agire, come in questo frangente, con un contributo concreto, come sono concreti gli artigiani che sin dall’inizio hanno sostenuto la raccolta fondi in parte già donati – 10mila euro da parte di Confartigianato Brescia, 8mila da parte del Movimento Giovani di Confartigianato Brescia – e che sta proseguendo in questi giorni e che si unisce alle tante iniziative di solidarietà che i nostri artigiani stanno realizzando singolarmente a fianco delle proprie comunità».

Apindustria distribuisce alle imprese donate dalla Camera di commercio cinese

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Salute by

Sono 15mila le mascherine ad uso sanitario che Apindustria Brescia ha deciso di mettere a disposizione delle proprie aziende Associate, dando la precedenza a quelle che sono rimaste aperte in questo periodo.

Da lunedì 5 aprile p.v. saranno consegnate alle aziende che ne hanno fatto richiesta. Le mascherine sono state donate alla nostra Associazione dalla Camera di Commercio del Parco Ecologico Sino-Italia di Ningbo (Cina), grazie al coordinamento del Sig. Huang Yanting. Ciò è frutto della proficua collaborazione nata negli anni scorsi fra Apindustria e Yanting. “Questa generosa donazione – spiega Alessandro Orizio, Vice Presidente Vicario di Apindustria Brescia con delega all’Internazionalizzazione, che due anni fa partecipò insieme al Presidente di Apindustria Brescia, Douglas Sivieri, a un incontro a Ningbo in Cina – ha un grande significato per noi ed è segno dei buoni rapporti che in questi anni abbiamo costruito e mantenuto con i colleghi cinesi. Abbiamo deciso subito di mettere a disposizione questo prezioso materiale alle aziende Associate che ne hanno bisogno all’interno delle proprie aziende per i lavoratori”.

Apindustria Brescia donerà inoltre due ventilatori polmonari agli Spedali Civili di Brescia, uno dei nosocomi della città che si sta prodigando nell’assistenza della popolazione colpita dal Covid-19. La donazione è nata grazie al grande lavoro di squadra tra Confapi, il suo Presidente bresciano Maurizio Casasco e la Giunta di Apindustria Brescia guidata dal Presidente Douglas Sivieri. “Anche noi come Associazione abbiamo voluto fare la nostra parte – ha detto Douglas Sivieri, Presidente di Apindustria Brescia – dando un aiuto concreto in questo momento difficile per tutti: aziende, imprenditori, famiglie, medici, infermieri, tutti nessuno escluso. Per questo abbiamo deciso di acquistare due ventilatori polmonari che doneremo al principale ospedale cittadino, per contribuire a salvare più vite possibili”.

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DefeatCovid19.org: Il progetto di Intelligenza Artificiale per affrontare l’emergenza nasce a Brescia

in Economia/Innovazione/Salute by

Con l’hashtag #defeatcovid19, Neosperience lancia l’iniziativa e la community defeatcovid19.org rivolta a tutte le aziende e i professionisti che si occupano di intelligenza artificiale. L’obiettivo e’ quello di individuare risposte tecnologiche che siano di supporto alle strutture sanitarie e ai medici in un momento cosi’ difficile. Per questo Neosperience ha gia’ reso disponibile la propria piattaforma e il suo team di data scientist alle organizzazioni ed enti che lottano contro il Coronavirus ed e’ stata affiancata dal Politecnico di Milano, primo partner dell’iniziativa.

“Stiamo aggregando un team di esperti di intelligenza artificiale da tutto il mondo – ha spiegato Dario Melpignano, Presidente di Neosperience tramite una nota. Noi abbiamo fatto un primo passo rendendo disponibile la piattaforma Neosperience Cloud, in un’apposita versione denominata Core Edition, offerta da oggi a titolo gratuito a tutti gli enti di ricerca pubblici e privati e non profit attivi nel mondo della salute che ne faranno richiesta per le finalita’ di screening e supporto alla diagnosi del Covid-19”.

Le tecnologie che Neosperience mette a disposizione includono le reti neurali specializzate nel riconoscimento di pattern specifici all’interno di immagini e i modelli di correlazione dei dati, che potranno essere impiegati nel supporto allo screening e, in seguito, nella valutazione delle terapie in relazione ai dati raccolti, migliorando la determinazione della prognosi. Dati raccolti in forma anonima, nel rispetto della normativa sulla privacy. Insieme a una versione gratuita della sua architettura, Neosperience garantisce la collaborazione del suo team di specialisti dell’analisi dei dati.

Il Politecnico di Milano si è proposto come primo partner, ma di fatto chiunque è chiamato a dare, ove possibile, un contributo. «Stiamo aggregando una squadra di esperti di intelligenza artificiale da tutto il mondo», ha detto Dario Melpignano, presidente di Neosperience, «e, dal canto nostro, abbiamo fatto un primo passo rendendo disponibile la piattaforma Neosperience Cloud nell’apposita versione Core Edition, offerta da metà marzo a titolo gratuito a tutti gli enti di ricerca pubblici, privati o no profit attivi nel mondo della salute che ne faranno richiesta per le finalità di screening e supporto alla diagnosi del Covid-19».

Le motivazioni che hanno condotto la software house lombarda a dare vita all’ambizioso piano sono state illustrate da Melpignano. «In queste ultime settimane ci siamo dedicati a comprendere come essere più utili alla nostra comunità nella difficile situazione che stiamo vivendo. Una delle esigenze principali è avere a disposizione strumenti di diagnosi rapidi e facilmente integrabili nei processi di screening.
L’intelligenza artificiale e il machine learning possono fornire un contributo nella diagnosi precoce ai sistemi sanitari di tutto il mondo: per organizzare l’operatività, per programmare le terapie e dunque migliorare l’efficienza».

Come questa filosofia d’azione possa tradursi in pratica è stato invece spiegato da Giuseppe Andreoni, coordinatore del laboratorio TeDH (Technology and Design for Healthcare) del Politecnico di Milano. Questi coopera già con Neosperience nel contesto del Progetto Nestore – parte del programma-quadro paneuropeo Horizon 2020 – entro il quale svolge, ancora, funzioni di coordinamento.

«Insieme a Neosperience», ha ricordato Andreoni, «abbiamo dato vita a un gruppo di lavoro che può elaborare algoritmi di screening con cui coadiuvare il personale sanitario. L’obiettivo del team è accogliere da subito in modo ampio e inclusivo gli apporti delle organizzazioni e dei data scientist esperti valorizzando gli sforzi di ciascuno verso il bene comune».

Le tecnologie che Neosperience mette a disposizione includono le reti neurali specializzate nel riconoscimento di pattern specifici all’interno di immagini e i modelli di correlazione dei dati, che potranno essere impiegati nel supporto allo screening e, in seguito, nella valutazione delle terapie in relazione ai dati raccolti, migliorando la determinazione della prognosi. Dati raccolti in forma anonima, nel rispetto della normativa sulla privacy. Ha contribuito all’ideazione del progetto il dottor Alberto Barosi, responsabile della Diagnostica non-invasiva cardiovascolare dell’ospedale Sacco di Milano, esperto nel campo della diagnostica con ultrasuoni.

L’iniziativa vede coinvolti un pool di ospedali Covid-19 delle province di Milano, Bergamo e Brescia. Neosperience, insieme al Politecnico di Milano e agli altri alleati oggi in corso di aggregazione, si farà promotrice della condivisione, senza fini di lucro, dei risultati conseguiti, che rimarranno proprietà del mondo scientifico. I dati e i modelli, unitamente alle metodologie sviluppate, saranno sia resi pubblici su strumenti open source quali Github, sia messi a disposizione dei gruppi di ricerca italiani ed esteri che ne faranno richiesta, potenziando così gli strumenti a supporto della diagnosi e della cura.

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