Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Salute

Vaccini: Apindustria Confapi Brescia invita il governo ad assumere decisioni

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Apindustria Confapi Brescia auspica che il governo agisca nella direzione dell’introduzione dell’obbligo vaccinale così da mettere in sicurezza socialità e ripresa economica, indissolubilmente legate ed interdipendenti.

«È il momento della scelta, del coraggio e della responsabilità – afferma il presidente di Apindustria Confapi Brescia Pierluigi Cordua -. Come dimostrato dalla determinazione con cui abbiamo sostenuto la realizzazione di un centro vaccinale all’interno della nostra Associazione, crediamo fermamente che il vaccino sia l’unica via attualmente percorribile per superare l’emergenza sanitaria che ci ha travolti. Lo strumento del Green Pass previo tampone, benché determinante nell’attività di screening, non consegna le medesime garanzie di una copertura vaccinale».

«Ci troviamo alla vigilia di un autunno che potrebbe assumere caratteristiche straordinarie per la nostra economia – continua Cordua -. Perché avvenga, le nostre imprese dovranno trovarsi nella piena condizione di lavorare e di progettare questo futuro avvincente. Senza sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, il rischio che questa occasione sfumi è tangibile».
La salute sul luogo di lavoro, inoltre, «è obbligo ed obiettivo di tutti i settori economici – continua Cordua – operanti in ogni filiera produttiva». Apindustria Confapi Brescia condivide con la linea espressa dal presidente Confapi Maurizio Casasco anche l’auspicio che tale obiettivo venga raggiunto in comunione di intenti con le parti sociali e le organizzazioni imprenditoriali, dando seguito alla proficua collaborazione già emersa nel corso delle precedenti fasi della pandemia.

«Durante questa estate abbiamo constatato direttamente quanto le varianti rendano difficoltosa l’uscita dall’emergenza – conclude Cordua -. La vaccinazione obbligatoria garantirebbe indiscutibili risultati benefici immediati ma, parimenti determinante, ci metterebbe al riparo da rischi futuri ancora più drammatici, compresa la possibilità che ogni progresso acquisito venga vanificato. In quest’ottica, auspichiamo inoltre che i Paesi in via di sviluppo vengano supportati dalle organizzazioni sovranazionali attraverso rapide distribuzioni di dosi, combattendo così il virus su scala globale. Il dramma ha colpito tutti, in ogni angolo del nostro pianeta: allo stesso modo, assieme, dovremo uscirne ». 

Come da proposta del presidente Casasco, inoltre, Apindustria Confapi Brescia si rende disponibile a supportare iniziative rivolte alle imprese e imperniate su una formazione specifica orientata a favorire conoscenze scientifiche, rispondendo al contempo a dubbi e timori dei lavoratori che ancora non hanno intrapreso un percorso vaccinale.

Federfarma, Mottinelli confermata presidente per la quinta volta

in Economia/Nomine/Salute by

Rinnovati gli organi di governo dell’Associazione titolari di farmacia Federfarma Brescia, che riunisce le 378 farmacie di città e provincia. Al vertice è stata riconfermata la presidente Clara Mottinelli, al suo quinto mandato triennale (ricordiamo che da un anno fa parte anche del consiglio nazionale di Federfarma). Parzialmente rinnovato il consiglio di presidenza che, per la prima volta, si tinge in prevalenza di rosa. Su nove membri (il presidente e otto consiglieri) ben cinque sono donne: oltre alla presidente ci sono le riconfermate Anna Zerbio e Roberta Rossi, cui si aggiungono Beatrice Stefana e Marina Colombi. Quest’ultima è stata eletta neo presidente delle farmacie rurali di Brescia, carica prima ricoperta da Clara Mottineli. Completano il consiglio i riconfermati Francesco Paracini (vicepresidente), Marco Belloni (segretario), Mario Fossati (tesoriere) e Antonio Marinelli (responsabile della formazione).

Si parla di rinnovo anche per l’esecutivo territoriale, composto da 47 titolari di farmacia in rappresentanza di tutto il territorio provinciale. In particolare c’è da segnalare l’ingresso di molti giovani, sintomo alquanto positivo perché esprime l’interesse e l’attaccamento alla categoria anche delle nuove generazioni.

Nel prossimo triennio Federfarma Brescia sarà impegnata su più fronti, sia a livello provinciale sia regionale e nazionale. Guardando al nostro territorio, l’obiettivo è intensificare le relazioni con gli associati e rafforzare le alleanze create negli anni con università, mondo sanitario, delle istituzioni, della politica, dell’informazione, con associazioni di malati, di consumatori e terzo settore. Grande importanza verrà data alla comunicazione e digitalizzazione, per sfruttare al massimo le nuove tecnologie, e alla formazione al servizio delle farmacie. Soprattutto l’intenzione del consiglio di presidenza è di lavorare molto su e con i giovani, per preparare la futura classe dirigente anche attraverso un’apposita scuola di formazione. A livello regionale i temi caldi riguardano la farmacia dei servizi, per garantire una sostenibilità economica reale, e tutto il grande tema dei vaccini, mentre sul nazionale si parla già di nuova remunerazione a vantaggio di tutta la farmacia, di Pnrr per portare risorse anche alle farmacie e di vigilare sulle riforma della medicina del territorio, oltre che di difesa dal capitale e dalle lobby.

“Non c’è dubbio che i tre anni di lavoro che abbiamo davanti – dichiara la presidente Mottinelli – saranno per tutti dedicati alla ricostruzione post covid. Sarà così anche per il nostro mondo: dovremo rimodulare un nuovo modello di farmacia, per posizionarla quale elemento cardine della  sanità del futuro. Non potrà che essere un modello di farmacia territoriale e di prossimità, dove noi saremo al centro. Questa rielezione è stata per me e per la mia squadra una soddisfazione enorme, che premia e riconosce tanti anni di lavoro in difesa e per la promozione della farmacia. Non siamo ancora usciti dall’emergenza sanitaria, l’ultimo anno è mezzo è stato complicato per tutti e qualche segnale di stanchezza lo registriamo. Indicazioni che abbiamo trasformato in energia ed entusiasmo, per continuare a lavorare con ancora più decisione e determinazione di prima”.

Effetti del Coronavirus, Confartigianato ascolta (online) i sindaci

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Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Confartgianato Brescia insieme ai sindaci per il post pandemia. Dopo più di un anno dall’inizio della pandemia da covid-19 quali sono state le ripercussioni per le nostre comunità e quali problemi ha fatto emergere e aggravato nei comuni bresciani? Ma soprattutto, quali risposte si possono e si devono dare ora che uno spiraglio di luce sembra essersi fatto largo grazie all’avanzare della campagna vaccinale? Ripercussioni economiche e conseguenze sociali alle quali i sindaci si trovano ad affrontare direttamente e, spesso soli, nel cercare risposte e soluzioni.

Se ne parlerà in un webinar intitolato: “La ricaduta pandemica negli equilibri dei territori” in calendario martedì 4 maggio 2021 a partire dalle ore 18,30, organizzato da Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale, al quale parteciparanno alcuni sindaci dirigenti e associati dell’organizzazione di via Orzinuovi insieme al presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti e introdotti dal segretario di Confartigianato Lombardia Carlo Piccinato. Moderati dal giornalista Tonino Zana (Giornale di Brescia) interverranno: Paolo Bellini, sindaco di Pozzolengo, Bruno Bettinsoli di Lodrino, Giancarlo Comincini di Pompiano, Giambattista Pasquini di Sonico, Giovanni Battista Sarnico di Ospitaletto, Giancarla Zernini di San Paolo e Franco Zanotti di Bione.

L’accesso all’webinar è libero e gratuito previa iscrizione al link (https://forms.gle/pP6VYnoVWKv1rphu5).

Diagnosticare di infezioni da Covid 19 attraverso un colpo di tosse grazie all’Intelligenza Artificiale

in Economia/Innovazione/Partner/Salute by

Neosperience (https://www.neosperience.com/it/), quotata all’Aim Italia, ha realizzato un nuovo sistema per aiutare la diagnosi di infezioni da Covid attraverso l’analisi dei suoni e l’elaborazione di dati audio come i colpi di tosse di un paziente o lo stress durante un dialogo.Il nuovo test di diagnosi è in grado di valutare dati come la frequenza della respirazione, lo stress durante un dialogo – il cosiddetto fiato corto – e i colpi di tosse dei pazienti, contribuendo in modo determinante alla diagnosi di infezioni da Covid 19. Analizzando un flusso audio contenente una breve conversazione, oppure alcuni colpi di tosse, il sistema è in grado infatti di individuare le persone che presentano i suoni caratteristici dell’infezione.Si tratta, come spiega l’azienda in una nota, di valutare attraverso sistemi tecnologici di intelligenza artificiale i segnali fisiologici tradizionalmente registrati con l’auscultazione manuale, elaborandoli attraverso l’impiego di dispositivi personali individuali (smartphone, tablet e computer) e rendendo possibile la loro elaborazione automatica.
Un risultato, viene spiegato, che rappresenta al contempo un evento trasformativo che apre alla possibilità di coadiuvare la diagnosi del Covid 19 a sistemi come Capsula Health Pod, partner di Neosperience insieme al laboratorio TeDH (Technology and Design for Healthcare) del Politecnico di Milano. “È solo l’inizio di un progetto che ha un potenziale incredibile perché le elaborazioni di questi dati possono essere impiegate efficacemente come segnali di pre-screening” sottolineano Alessandro Nizardo Chailly e Giuseppe Andreoni, rispettivamente ceo e founder di Capsula e professore del Politecnico di Milano e scientific advisor di Capsula.

Startup bresciana inventa l’armadio sanificatore per gli ospedali

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Piccolo grande successo di una startup bresciana, che ha inventato un armadio in grado di sanificare i camici dei dottori e infermieri in 15 secondi, e allo stesso tempo sanificare l’aria di spazi di centinaia di metri cubi.

La prima installazione di successo è avvenuta alla Protezione Civile di Sarezzo, nel centro vaccinazioni. La startup Bresciana si chiama Hero Mechatronics, fondata nel 2018 da due giovani bresciani, Andrea e Flavio.

“Fin dal primo mese di pandemia – si legge nella nota – ci siamo impegnati nello sviluppo di tecnologie per aiutare a combattere il virus, e questo armadio è la più recente delle tecnologie sviluppate. Dotato di CE, e di ogni altra certificazione necessaria alla vendita come elettromedicale, si presta perfettamente per i centri di vaccinazione e altre strutture mediche affollate”.

“La ricerca – continua il comunicato – fatta per lo sviluppo del macchinario include i frutti di ricerche di università di tutto il mondo, volti a trovare tecnologie che distruggano il virus. L’armadio di Hero Mechatronics rende queste tecnologie fruibili e pratiche sul campo, sotto forma di armadio per sanificare abiti e aria in pochi secondi”.

Confartigianato, Massetti: «Vacciniamoci. Più siamo, prima vinciamo»

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Dopo il vaccino di stamane a Iseo – il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che risiede in uno dei Comuni inclusi nella “cintura sanitaria” tra le province di Bergamo e Brescia, l’appello: «Un anno fa è iniziata la nostra battaglia contro il Covid-19 e non è ancora finita, ma oggi possiamo iniziare a difenderci con il vaccino. Vaccinarci tutti ci permetterà di riprenderci la nostra quotidianità. Potremo tornare a stare in famiglia e nelle nostre comunità con più serenità, a fare impresa e lavorare con meno preoccupazioni sanitarie. Vacciniamoci. Più siamo, prima vinciamo. La vaccinazione è sicura – ma soprattutto l’unica arma per uscire dalla pandemia. Ora è necessaria una accelerazione per la vaccinazione di massa che comprenda anche agli addetti e i lavoratori delle nostre imprese: come Confartigianato abbiamo offerto al Governo la disponibilità della nostra organizzazione per contribuire alla diffusione della campagna vaccinale anche tra i lavoratori e gli imprenditori delle micro e piccole imprese utilizzando in particolare la rete della bilateralità artigiana».

Brescia arancione, Confartigianato: bene, ma non dimentichiamo le imprese

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All’annuncio della firma di un’ordinanza regionale per l’istituzione di una zona arancio rafforzata nella provincia di Brescia e in altri comuni lombardi dove l’incidenza dei casi di Covid-19 è in aumento, il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti commenta: «L’accelerazione dei contagi in queste zone preoccupa tutti, i cittadini come gli imprenditori, e siamo convinti che azioni mirate e tempestive siano la migliore arma per prevenire conseguenze peggiori, anche legate alla grande incidenza delle varianti sul totale dei casi. Ci auguriamo che, a fronte di un ulteriore sforzo richiesto a chi vive e lavora in queste zone, le Istituzioni riescano a garantire un altrettanto tempestivo intervento per supportare imprese e famiglie in questa ennesima prova contro il virus. Sosteniamo la proposta di accelerare la campagna vaccinale in queste aree, per non appesantire ulteriormente un sistema sanitario sotto stress. Ma riteniamo necessarie anche misure di indennizzo tempestive alle imprese che hanno sede in questi Comuni e vedranno scendere ancora il loro fatturato in un momento già difficilissimo: il rischio è che l’emergenza sanitaria diventi anche una sempre più grave emergenza economica».

E’ ufficiale: Brescia in zona arancione “rafforzata”: attività aperte, scuole chiuse

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Spostamenti limitati al Comune di residenza o domicilio. Scuole di ogni ordine e grado chiuse e attività commerciali aperte, anche se limitate ai residenti del Comune, fatte salve le eccezioni già note per le attività essenziali non presenti nel paese, per la spesa nel supermercato preferito nelle vicinanze e via dicendo.

A comunicarlo – secondo quanto riporta Brescia news (vi rimandiamo al sito per gli aggiornamenti e i dettagli) – è stata poco fa la vicepresidente della Regione Letizia Moratti. La nuova ordinanza regionale verrà firmata nelle prossime ore ed entrerà in vigore dalle 18. Per gli spostamenti fuori dai confini comunali – che dovranno essere giustificati da motivi di lavoro, necessità e urgenza – sarà necessaria nuovamente l’autocertificazione (qui trovate il modulo).

Vuoi imparare le basi della difesa personale? Leggi questo articolo per conoscere le basi ed iniziare oggi stesso questo percorso.

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La nostra società corre velocemente e ogni persona si districa sempre tra mille impegni differenti, ecco perché molto spesso si cerca di conciliare tutto nel più breve tempo possibile cercando di apprendere sempre più nozioni. Uno degli argomenti che ultimamente sta a cuore a molti è la difesa personale, sono centinaia le persone che hanno sentito l’esigenza, e sentono l’esigenza, di avvicinarsi a questo mondo per potersi sentire anche più tranquilli nella vita di ogni giorno. La difesa personale è però un cammino che si apprende nel tempo e che può essere fatto sia concentrandosi sullo sviluppo delle proprie capacità fisiche che sull’acquisto e l’utilizzo di strumentazione adeguata come lo sfollagente di Hesago tutto dipende da noi e da quello che vogliamo imparare e apprendere. Sicuramente la scelta dipende anche da quanto vogliamo sentirci sicuri, ma andiamo a scoprire come possiamo apprendere la difesa personale.

Le basi: un corso di difesa personale

Non possiamo pensare di comprare un’arma metterla in casa e sentirci al sicuro, se non sappiamo come utilizzarla o come difenderci averla non cambierà nulla e noi saremo comunque in pericolo. Ecco perché prima dell’acquisto di un’arma è consigliabile scegliere un corso di autodifesa. Ci sono in Italia tantissimi corsi di autodifesa che ti permettono di apprendere la difesa personale da attuare attraverso il combattimento e l’utilizzo del proprio corpo oppure seguire un corso che ci permette di apprendere un tipo di combattimento o l’utilizzo di un’arma a scopo personale per la propria difesa. La scelta su quale tipo di corso vogliamo seguire sta solo a noi e alle nostre capacità, sicuramente un corso di autodifesa che sia anche di combattimento con un unico mezzo del proprio corpo ci permette di apprendere tecniche che possiamo utilizzare in caso di aggressioni casalinghe ma anche in strada. Al contrario invece i corsi di autodifesa con le armi ci permettono di apprendere la difesa personale solamente in casa, dal momento che le armi che possiamo utilizzare a scopo di difesa personale devono essere tenute nel proprio domicilio e mai fatte uscire.

Come apprendere velocemente l’autodifesa?

Non c’è un modo di velocizzare un percorso di autodifesa perché ci sono numerosi fattori da apprendere ed informazioni da memorizzare. La parte pratica sarà poi quella più difficile perché si tratterà di sviluppare le competenze e la forza necessaria a difendersi. Possiamo però massimizzare i risultati dei nostri apprendimenti prestando attenzione a piccole cose, ecco quali:

  • Non saltare mai le lezioni del corso così da non risultare indietro nel percorso.
  • Prestare la massima attenzione quando si è al corso per apprendere ogni informazione che l’insegnante fornirà.
  • Lasciare pensieri e problemi a casa per concentrarsi realmente.
  • Allenati con chi è più bravo di te, potrà darti consigli utili.
  • Chiedi sempre una nuova spiegazione se non ti è chiaro ciò che ti è stato spiegato.
  • Ripassa ciò che hai appreso a casa.

Quali sono gli strumenti che possono essere detenuti?

Non tutte le armi sono da considerare a scopo di difesa personale, ce ne sono solo alcune e tra queste rientrano: le armi da fuoco, i taser, coltelli, pugnali, bastone telescopico, manganelli e armi bianche in genere. Per i bastoni telescopici non è necessaria alcuna autorizzazione o denuncia e sono liberamente acquistabili con lo scopo di detenerli in casa.

Zona rossa, Confartigianato: ristori per le aziende ingiustamente penalizzate

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Brescia – In merito alla collocazione errata in zona rossa della Lombardia interviene in qualità di Presidente di Confartigianato Lombardia Eugenio Massetti: «Avevano già chiarito, con una trasparente presa di posizione sabato scorso, come Confartigianato Lombardia creda che sia una assoluta priorità tutelare la salute delle persone garantendo loro anche un sistema socio-sanitario capace di rispondere, sempre, alle esigenze emergenziali. Ma avevano anche detto che era fondamentale per tutte le attività produttive e di servizio che le regole applicate fossero trasparenti e comprensibili a tutti. Era chiaro anche ai poco esperti  – e i fatti ci hanno dato ragione – fin da una settimana fa, che fossero state utilizzate formule di calcolo e dati incoerenti con la realtà e per nulla tempestivi, che avevano costretto la Lombardia in una zona rossa che non pareva del tutto giustificata. Gli imprenditori lombardi già si chiedevano perché in una Regione dove i nuovi casi avevano un’incidenza minore alla media nazionale e molto minore che in regioni limitrofe e dove il Sistema sanitario non sembrava essere in preoccupante e irrimediabile affanno, venisse adottato un provvedimento così “draconiano”. Dopo la conferma dei gravi errori che hanno bloccato la Regione Lombardia, locomotiva d’Italia, nella zona rossa, inutilmente e in modo discriminatorio rispetto ad altri territori, Confartigianato Lombardia non può che chiedere due cose molto semplici:

1. che sia fatta chiarezza sulle responsabilità vere di questi errori e se ne traggano le dovute conseguenze nel rispetto dei sacrifici fatti da tutti i cittadini;

2. che si provveda urgentemente a ristorare le attività economiche che sono state inutilmente penalizzate, senza che questo avesse effetti reali sul contenimento dell’epidemia. Lo chiediamo ancora una volta in pieno spirito collaborativo verso le Istituzioni e senza scivolamenti verso facili strumentalizzazioni, ma nella convinzione che siano entrambe priorità irrinunciabili la protezione della vita di tutti (a partire dai più fragili) e il mantenimento dell’efficienza del tessuto produttivo, che peraltro contribuisce a tenere in piedi anche i servizi essenziali come la sanità ed il sistema pubblico di Welfare. Abbiamo sempre creduto che il rigore debba essere massimo, come massima deve però anche essere la serietà. Ci attendiamo dunque, risposte rapide e soddisfacenti».

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