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Eredi Gnutti Metalli, migliorano i parametri finanziari

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Pur a fronte di una situazione di mercato complessa (il settore della barra di ottone in Italia, nel periodo di riferimento, ha perso circa il 15% dei volumi), l’esercizio chiuso al 31 luglio 2023 ha visto un risultato economico positivo – per 1,7 milioni di euro ante imposte – e un notevole miglioramento dei parametri finanziari per la EGM, Eredi Gnutti Metalli.

Con una Posizione Finanziaria Netta di soli 6,4 milioni di euro circa, e con una riduzione di 149,5 milioni rispetto al 2014, l’Azienda si è rafforzata dal punto di vista patrimoniale e pertanto si può concentrare sullo sviluppo con un importante piano di investimenti da 26 milioni di euro nei prossimi 5 anni. A questo risultato ha contribuito anche la cessione della partecipazione in KME Italy e la vendita di una porzione del sito ex Ilnor di Gardigiano di Scorzé. Il Patrimonio Netto di 57,1 milioni di euro è indice della solidità dell’Azienda. “La riduzione del debito testimonia l’impegno di Eredi Gnutti Metalli nel rendere più forte la propria stabilità finanziaria, al fine di affrontare al meglio le sfide del mercato e del panorama economico complessivo, in particolar modo il rincaro del debito”. – afferma Nicola Cantele, Direttore Generale di EGM.

In sintesi, questi sono i miglioramenti conseguiti nell’ultimo esercizio rispetto al precedente:

Parametro@ 31 luglio 2023@ 31 luglio 2022
Posizione Finanziaria Netta / Patrimonio Netto11%67%
Posizione Finanziaria Netta / Ebitda0,53x2,91x

Nel corso dell’esercizio è stato redatto anche il primo Bilancio ESG, su base strettamente volontaria. La sostenibilità è il fulcro della strategia di sviluppo di Eredi Gnutti Metalli che, consapevole del proprio ruolo all’interno del settore, vuole essere una guida in queste tematiche. Fiore all’occhiello della rendicontazione non finanziaria è la percentuale di materia prima proveniente da economia circolare (scarti industriali dei clienti o da commercio), pari al 97% del totale, e la capacità di ridurre drasticamente i consumi di acqua, riutilizzando quella di processo, oltre alla produzione di energia elettrica rinnovabile senza paragoni nel settore.

I numeri

Il 22 novembre 2023, l’Assemblea dei Soci ha approvato il bilancio di esercizio chiuso al 31 luglio 2023, di cui sotto si riportano i principali valori:

S.A. Eredi Gnutti Metalli S.p.A.
 EGM – valori in milioni di euroES23
ago22-lug23
ES22
ago21-lug22
 
 Ricavi200,2277,1 
   
 Ebitda 11,912,7 
   
 Ebit7,08,9 
   
 Posizione Finanziaria Netta6,437,1 
   
 Patrimonio Netto57,155,6 

Come anticipato, l’esercizio si è chiuso con un risultato lordo ante imposte positivo per circa 1,7 milioni di euro e una redditività operativa pari a circa 11,9 milioni di euro, valori solo leggermente inferiori rispetto al precedente esercizio nonostante le difficoltà del contesto macroeconomico. Il risultato è stato possibile grazie all’attività di ottimizzazione dei costi industriali che ha permesso di abbassare il punto di pareggio e fronteggiare con maggiore serenità anche le turbolenze di mercato. Detto questo, la rinnovata capacità reddituale dell’impresa ha permesso di ottenere risultati che consentono la distribuzione di dividendi ai soci in misura pari a 0,06 euro per azione, per un importo complessivo di circa 1 milione di euro.

Gli investimenti

Eredi Gnutti Metalli ha continuato con vigore il proprio piano di investimenti che ammontano a 6,7 milioni di euro circa nell’esercizio chiuso al 31 luglio 2023. I principali investimenti hanno riguardato:

  • un nuovo sistema di trattamento dei sottoprodotti di fonderia per il riutilizzo della componente di ottone nel processo produttivo in una logica di circolarità del processo;
  • l’ampliamento dell’impianto di raccolta delle acque meteoriche per ridurre l’utilizzo del prelievo da pozzo e quindi migliorare l’impatto ambientale;
  • il nuovo campo fotovoltaico da 3,9 MWp realizzato in un terreno adiacente allo stabilimento di Brescia, la cui energia rinnovabile prodotta viene e verrà autoconsumata per circa il 95% nello stabilimento, riducendo l’utilizzo di fonti fossili.

“I nostri piani per il futuro in fatto di investimenti green e sostenibili non si ferma: ulteriori progetti nelle energie rinnovabili e nella sostenibilità sono già allo studio.” – conclude Nicola Cantele – “Siamo sempre più convinti che la nostra mission sia quella di produrre in modo consapevole, sostenibile e responsabile; è l’unica idea di futuro alla quale crediamo, tutti, in azienda. Fulcro del nostro impegno è infatti anche la condivisione di tutti questi temi affinché l’impegno sia unanime e sostenuto da ognuno di noi. Partecipazione e condivisione sono indispensabili nella nostra vision aziendale e tutto quello che stiamo facendo e raggiungendo è grazie anche e soprattutto all’impegno di tutti i collaboratori. Ogni nostra scelta è compiuta con grande attenzione a ciò ci che circonda, sia sotto il profilo economico/finanziario, sia sotto l’aspetto dell’ecosostenibilità. Siamo vigili e attenti, coscienti delle condizioni e proiettati al futuro.”

NOTA STAMPA – INFO ISTITUZIONALI

EGM (S.A. Eredi Gnutti Metalli SpA) è tra i leader in Europa nella produzione di barre in ottone. La Società ha sede a Brescia dove fu fondata nel 1860 e si qualifica per un’ampia offerta e un servizio unico capace di rispondere in tempi rapidi alle necessità della grande industria europea così come a quelle del piccolo utilizzatore locale. L’attenzione ai bisogni del singolo cliente, unita ad una visione responsabile della propria attività, fanno di EGM un interlocutore affidabile testimoniato da un’esperienza in metallurgia di più di 160 anni che oggi si declina nella capacità di servire con puntualità i mercati di riferimento proponendosi come global partner di alto livello. L’ecosostenibilità è diventata la mission principale e il valore identificativo di Eredi Gnutti Metalli: ne sono testimonianza i due impianti fotovoltaici capaci, insieme, di generare oggi un’erogazione complessiva di 9,9 GWh all’anno, e gli investimenti fatti nella raccolta delle acque piovane che, una volta depurate, vengono riutilizzate nel processo produttivo. Riciclo e sostenibilità sono nell’anima di EGM da sempre, essendo l’ottone un materiale particolarmente riciclabile, e con questi ulteriori passi in avanti la mission si completa, a favore di una cultura aziendale forte e condivisa.

Siderurgica Investimenti (Lonati e Stabiumi): utile record a 177 milioni

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Siderurgica Investimenti Spa, holding delle famiglie Lonati e Stabiumi, che controlla il Gruppo Alfa Acciai, leader sul mercato italiano del tondo per cemento armato, ha fatto registrare un utile netto consolidato 2022 di 177 milioni di euro, cinque volte superiore a quello dell’esercizio precedente. Lo riferisce il quotidiano Brescia news.

In un anno in cui il Paese ha superato le enormi difficoltà derivanti dalla pandemia da Covid-19, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, con l’avvio di un conflitto bellico tuttora in corso, ha generato nuove e inaspettate criticità. Tale situazione, come è noto, ha comportato notevoli problematiche nell’approvvigionamento di materie prime e fonti energetiche, con significativo impatto su volumi e prezzi, dando così avvio ad un forte aumento del tasso di inflazione a livello globale, non solo europeo. La conseguente azione al rialzo dei tassi di interesse da parte delle Banche Centrali per cercare di contrastare tale spinta inflazionistica ha portato ad una significativa riduzione dei volumi in molti settori di attività, tra cui anche quello delle costruzioni, principale mercato di sbocco del Gruppo.

Siderurgica Investimenti ha così registrato un calo della produzione di oltre il 15%, concentrato soprattutto nella seconda parte dell’anno, controbilanciato tuttavia da una forte crescita del fatturato grazie a prezzi di vendita in aumento a seguito dei rialzi dei costi delle materie prime e di energia e gas sopra menzionati.

ricavi sono infatti aumentati di oltre 340 milioni di euro rispetto al 2021 (+27%), attestandosi a 1.598,7 milioniClicca qui per scaricare la tabella dei risultati.

Il valore della produzione è aumentato di 435 milioni di euro: +34% rispetto al passato esercizio. La produzione di acciaio, come detto, è stata pari a 1,5 milioni di tonnellate, in calo del 16%.   L’ebitda si è attestato a 233 milioni di euro, più di tre volte superiore al dato del 2021.

Il Gruppo ha proseguito anche nel 2022 il proprio piano di investimenti volto ad incrementare gli standard di sicurezza, le performance ambientali, nonchè a garantire un’elevata flessibilità ed efficienza produttiva su tutta la gamma dei prodotti, introducendo le soluzioni tecnologicamente più avanzate. Gli investimenti si sono attestati a 46 milioni di euro, con un +35% rispetto all’anno precedente.

Il risultato operativo è stato pari a 205 milioni di euro, dopo ammortamenti per 22,7 milioni ed accantonamenti prudenziali a rettifica dei crediti commerciali per 5 milioni. L’utile netto si è attestato a 177 milioni di euro, cinque volte superiore al dato del 2021.

Tutto ciò ha portato ad un ulteriore miglioramento della solidità patrimoniale del Gruppo, con un valore del patrimonio netto pari a 600 milioni di euro, accanto ad una posizione finanziaria netta positiva per 29 milioni, in miglioramento di oltre 80 milioni rispetto al 2021.

I risultati consolidati danno conto di un perimetro di Gruppo del quale fanno parte Alfa Acciai, Alfa Derivati, Acciaierie di Sicilia, Tecnofil e Ferroberica.

Alfa Acciai, foto da ufficio stampa

«L’anno in corso sta continuando ad evidenziare le debolezze dell’economia mondiale e quelle del commercio internazionale, connesse con la perdurante incertezza geopolitica e con la persistenza dell’inflazione su livelli elevati nelle principali economie avanzate. I primi mesi dell’esercizio hanno fatto registrare una flessione della domanda rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in particolar modo nel mercato tedesco, nostro abituale cliente. A ciò si aggiunga, inoltre, una competitività del nostro Paese penalizzata rispetto al mercato europeo, per effetto del costo dell’energia elettrica ancora doppio o triplo rispetto al periodo pre Covid-19.  Siamo tuttavia fiduciosi per una ripresa dei consumi grazie alla straordinaria occasione legata agli investimenti infrastrutturali del PNRR e agli altri fondi europei», commenta Amato Stabiumi, Amministratore Delegato del Gruppo.

«Il mercato delle costruzioni darà grandi soddisfazioni e siamo pronti a servirlo con una gamma di prodotti sempre più performanti, grazie alla nostra consolidata strategia di verticalizzazione. In particolare, continuiamo nel nostro impegno di sensibilizzazione delle istituzioni per difendere a tutto campo gli interessi e le aspettative dei nostri clienti del settore delle costruzioni e del mercato degli acciai da trafila», conclude Amato Stabiumi.

In concomitanza con la chiusura del Bilancio d’esercizio, il Gruppo Alfa Acciai ha redatto il suo terzo Bilancio di Sostenibilità, e quest’anno ha ottenuto la certificazione della propria Carbon Footprint di organizzazione secondo la norma ISO 14064.

A questo proposito, Amato Stabiumi aggiunge: «Alfa Acciai si occupa di sostenibilità da quasi 70 anni e per questo tiene a ringraziare tutti i suoi 1.221 dipendenti che hanno contribuito al raggiungimento degli attuali standard di sostenibilità ambientale, economica e sociale».

Imprese, Bonomi acquisisce ramo d’azienda di Ilta Inox

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Ilta Inox, società del gruppo Arvedi, ha perfezionato in data odierna la vendita a Rubinetterie Bresciane Bonomi, società di Bonomi Group, del ramo d’azienda specializzato nella produzione di raccordi in acciaio inossidabile e cupronichel per il settore navale e industriale.

Ilta Inox, una delle principali realtà europee nel mercato dei tubi saldati di acciaio inossidabile settore nel quale opera con successo da più di cinquant’anni, potrà così ulteriormente concentrarsi sul core business andando incontro a una domanda sempre più esigente con prodotti di alta qualità certificati dai più importanti enti di collaudo internazionali.

Questo nuovo investimento permetterà a Rubinetterie Bresciane Bonomi, da oltre centoventi anni produttrice di valvole a sfera in ottone e raccordi in rame e acciaio con portafoglio prodotti concentrato sulla componentistica per il riscaldamento, di ampliare la gamma, crescere ulteriormente ed essere più competitiva sul mercato nazionale e mondiale.

Lavoro, acciaierie unite per formare i manutentori

in Acciaio/Economia/Lavoro by
L'acciaieria Aso

Convinti che il futuro del mondo siderurgico non possa che passare dai giovani, Feralpi Group, Acciaierie Venete, Asonext e Duferco travi e profilati hanno deciso di fare squadra per lanciare, in collaborazione con Randstad Italia, Future4steel, un piano di formazione professionalizzante per aspiranti manutentori.

Il progetto, che ha lo scopo di crescere nuove risorse sulle conoscenze e competenze specifiche richieste dal ruolo, è in partenza ad ottobre 2022 e prevede l’assunzione a tempo pieno, in forma di apprendistato di primo livello, di ragazzi diplomati al di sotto dei 25 anni.

Il programma formativo sarà suddiviso tra lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche direttamente sul campo – che avranno luogo presso gli impianti delle aziende coinvolte – e potrà offrire, oltre ad un certificato di specializzazione superiore, la preziosa possibilità di entrare stabilmente a far parte di un grande gruppo.

Il Recruiting Day è fissato al 27 settembre.

Più informazioni su: https://www.randstad.it/candidato/aziende-che-assumono/future4steel/
Per candidarsi direttamente inviando il CV: academy.technical@randstad.it

Feralpi Lonato, posato sul tetto il primo pannello del parco fotovoltaico

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Questa settimana è stato posato il primo pannello fotovoltaico del nuovo parco sui tetti dello stabilimento di Lonato del Garda.

I “numeri”: 7.343 pannelli di ultima generazione che copriranno una superficie netta di circa 15.000 metri quadrati. La potenza che raggiungeranno sarà di 3 MW, interamente consumati dallo stabilimento siderurgico.

Grazie a questo nuovo impianto fotovoltaico ci sarà una riduzione delle emissioni pari a 920 t/a CO2, equivalenti alla capacità di assorbimento che avrebbero 1.314 alberi.
C’è, inoltre, un altro aspetto legato alla sostenibilità che non si vede, ma che non è meno importante. Infatti, nella scelta dei materiali sono stati privilegiati fornitori con carbon footprint certification, con politiche ESG e, ove possibile, del territorio. È una scelta di responsabilità che rafforza il progetto stesso anche lungo la catena del valore.

Questo progetto rappresenta un contributo importante all’interno del più ampio progetto previsto nella climate strategy di Gruppo.

Feralpi, conti da record e 400 milioni di investimenti entro il 2026

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Feralpi Group chiude un 2021 molto positivo e rilancia con un robusto piano industriale 2022-2026 che comprende più di 400 milioni di investimenti in progetti straordinari oltre agli investimenti ordinari sia in Italia sia in Germania.

Il consolidato 2021 di Feralpi Holding vede iscritto in bilancio ricavi pari a 1.928 milioni di euro contro i 1.238 milioni del 2020 (anno su cui ha pesato il lockdown imposto dalla pandemia da Covid-19) segnando un +55,7% a/a in ragione sia di un aumento dei volumi sia dei prezzi di vendita. Il valore della produzione supera i due miliardi di euro (2,058 mld €). Si conferma la forte predisposizione verso l’internazionalizzazione con una quota di ricavi generati all’estero pari al 59%, in leggera riduzione rispetto all’anno precedente (62%). In generale, i ricavi di vendita vedono una maggiore concentrazione nei mercati core per il Gruppo (Italia, Germania, Francia, Svizzera e Austria).

La performance economica ha raggiunto i livelli più alti nella storia del Gruppo. L’EBITDA si è attestato a 271,7 milioni di euro rispetto ai 73,7 milioni del 2020. Dopo aver spesato ammortamenti e svalutazioni per 52,9 milioni di euro, il risultato di pertinenza del Gruppo sale a 154 milioni di euro (erano 5,45 milioni di euro nel 2020). Sul fronte patrimoniale e finanziario, Feralpi Group cresce in solidità e flessibilità. Il patrimonio netto consolidato passa da 520,8 milioni di euro a 676,4 milioni di euro.

Per quanto riguarda la Posizione Finanziaria Netta, il consolidato 2021 riporta un decremento da 145,9 milioni euro a 125,2 milioni di euro.

Dal punto di vista occupazionale, il Gruppo è passato da 1.710 dipendenti a 1.749 dipendenti (+2,3% a/a) di cui 937 in Italia e 812 all’estero. Di questi, il 94% è assunto a tempo indeterminato. Nel 2021 sono stati assunti 87 giovani under 30.

Nuova Defim (gruppo Feralpi) rileva la spagnola Saexpa

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Internazionalizzazione, verticalizzazione, rafforzamento produttivo e commerciale. Sono questi i principali obiettivi che hanno portato Nuova Defim, società di Feralpi Group di Lonato, a rilevare la spagnola Saexpa. A riportarlo è una nota del giornale online BsNews.it.

Con due stabilimenti produttivi, a Barcellona e Ripoll, Saexpa è specializzata nelle soluzioni destinate al mondo della logistica e, più specificatamente, delle scaffalature per magazzini verticali e soluzioni di stoccaggio, settore in forte sviluppo grazie ai crescenti investimenti nella distribuzione moderna e dell’e-commerce. Nata nel 1985, Saexpa – che oggi conta 77 dipendenti – ha registrato un costante rafforzamento delle proprie quote sul mercato europeo, chiudendo il 2021 con un fatturato superiore ai 16 milioni di euro e con marginalità progressivamente crescenti. Fortemente votata all’export, serve clienti in circa 30 Paesi.

L’acquisizione, siglata lo scorso 19 aprile, rappresenta per Nuova Defim non solo una leva di sviluppo internazionale e di verticalizzazione in questo specifico settore ad alta profittabilità, ma anche una possibilità di valorizzare e ottimizzare il proprio know how industriale in sinergia con le competenze di Saexpa e con la forte personalizzazione di prodotti e servizi che la contraddistinguono.
 
Deloitte Financial Advisory è intervenuta in qualità di Advisor Finanziario nell’ambito dell’operazione, mentre lo studio Buigas è stato l’advisor legale di Feralpi Group.

«Con questa operazione – commenta Giovanni Pasini, consigliere delegato del Gruppo Feralpi e presidente di Nuova Defim – il Gruppo Feralpi rafforza la propria business unit dei prodotti diversificati in linea con il piano industriale che comprende l’ottimizzazione del mix di prodotto e dei segmenti, la massimizzazione della quota di mercato ed il rafforzamento del livello di servizio ai clienti. Grazie all’acquisizione di Saexpa attraverso Nuova Defim, ciascuno di questi tre obiettivi è in pieno target».

«Grazie a Saexpa – sottolinea Alberto Messaggi, amministratore delegato di Nuova Defim – muoviamo un deciso passo avanti verso l’internazionalizzazione nel segno della qualità. Saexpa è una eccellenza nel settore di riferimento – quello della logistica e delle scaffalature – ed è un leader riconosciuto per prodotto e servizio. Non solo: possiamo così ampliare la nostra gamma produttiva e trovare un più forte assetto produttivo in grado di generare anche nuove opportunità commerciali attraverso soluzioni tecniche in risposta alle esigenze dei clienti. Saexpa e Nuova Defim sono affini perché entrambe molto flessibili, lavorano con un alto livello di personalizzazione e possono contare su asset impiantistici complementari, tecnologicamente moderni e ad alta capacità produttiva».

«Per Saexpa questa operazione significa puntare dritti al futuro» sottolineano i fondatori di Saexpa, Jordi Poblet e Gregorio Royo che resteranno nel management della società. «Grazie a Nuova Defim e al Gruppo Feralpi, ora Saexpa è più forte. Il progetto che abbiamo avviato e sviluppato ha ancora più energie per intercettare nuove sfide e continuare a crescere».

Sostenibilità in siderurgia, premiata la bresciana Feralpi

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Feralpi, una nuova conferma sul fronte dello sviluppo sostenibile. Il Gruppo, tra i principali produttori siderurgici in Europa (1,24 mld € di fatturato, oltre 1700 dipendenti diretti), si aggiudica il riconoscimento “Innovazione e sostenibilità in siderurgia” conferito dall’Associazione Economica Italo tedesca Mercurio che verrà consegnato domani in occasione della cerimonia presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino.

Feralpi ha ricevuto il riconoscimento per l’impegno volto alla circolarità dei processi produttivi in Europa e nel mondo, un lungo percorso che ha unito virtuosamente Germania e Italia, i due Paesi in cui il Gruppo ha i suoi più importanti stabilimenti produttivi.

Il riconoscimento attesta anche il forte legame storico che esiste tra le economie italiana e tedesca e viene conferito dall’Associazione Economica Italo-Tedesca Mercurio, con sede a Düsseldorf, da oltre venti anni.

La cerimonia avrà luogo all’Ambasciata d’Italia a Berlino in presenza di S.E. l’Ambasciatore d’Italia Armando Varricchio. A ritirare il riconoscimento saranno Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi, e Uwe Reinecke, direttore di stabilimento di ESF Elbe-Stahlwerke Feralpi GMBH.

«Spero che questo importante riconoscimento – commenta Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi – possa essere un invito ai nostri giovani affinché mettano le loro energie e le loro visioni in un settore come quello dell’acciaio che ha secoli di vita, ma che ha ancora un grande futuro davanti a sé. L’industria manifatturiera, che vede Italia e Germania leader in Europa, deve contribuire attivamente al contrasto ai cambiamenti climatici, decarbonizzando le produzioni e investendo nella trasformazione energetica. Questo è il nostro impegno che passa attraverso investimenti e competenze».
«In Germania così come in Italia – sottolinea Uwe Reinecke, direttore di stabilimento di ESF Elbe-Stahlwerke Feralpi GMBH (capogruppo della sub-holding Feralpi Stahl) – la siderurgia è al centro delle filiere industriali strategiche. Per questo siamo chiamati non solo a produrre i migliori acciai, ma a farlo con la minore impronta ambientale possibile. È quindi strategico investire nelle tecnologie di ultima generazione, portando la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale dentro i processi. Il prossimo anno festeggeremo i 30 anni di Feralpi Stahl. Questo riconoscimento premia anche questo forte binomio industriale tra Italia e Germania».

L’impegno del Gruppo Feralpi – anche attraverso il riconoscimento Mercurio – trova riscontro concreto nelle performance ESG (Environmental, Social, Governance) che, con trasparenza e completezza, sono disponibili nella rendicontazione sociale. La società lo redige volontariamente dal 2004 (col primo Bilancio di Sostenibilità) e, nel 2019, pubblica la propria Dichiarazione Volontaria Consolidata di carattere Non Finanziario (DNF).

Lucchini Rs Spa: nel 2020 utile netto consolidato di 24,8 milioni

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Laminatoio Lucchini Rs, foto da sito ufficiale

I ricavi netti di Gruppo della Lucchini Rs Spa, pur se impattati dalle restrizioni causate dalla pandemia da Covid-19, si attestano a 404 milioni di Euro, inferiori del 4,9% rispetto all’esercizio precedente.  Il fatturato estero è pari al 77% del totale.

Il risultato netto di periodo evidenzia un utile netto di 24,8 milioni di Euro. Il Gruppo ha mantenuto una robusta politica di investimenti tecnici, realizzati nell’esercizio per 21,6 milioni di Euro.

Un’attenta gestione patrimoniale ha permesso di finanziare tali investimenti tramite la generazione di cassa derivante dalla gestione e al contempo di migliorare ulteriormente il livello di indebitamento, con una Posizione Finanziaria netta, scesa da 64 milioni di Euro a fine 2019 a 13,4 milioni di Euro a fine 2020. La solidità finanziaria ne risulta ulteriormente rafforzata, grazie  anche a un patrimonio netto cresciuto a 458 milioni di Euro, il Gruppo si presenta perciò con un “Indice di Indebitamento Debt/Equity” inferiore al 3% a fine 2020.

L’organico complessivo medio del 2020 si attesta a 2.040 dipendenti, di cui 654 nelle controllate estere. Sempre maggiore rilevanza e attenzione hanno avuto le tematiche di sviluppo delle Risorse Umane, con una gestione particolarmente attenta della Sicurezza, della Salute, dell’Ambiente e di tutti i temi legati alla Sostenibilità.

Si ricorda che lo stabilimento di Lovere (BG), il principale sito produttivo del Gruppo, ha autonomamente deciso di fermare tutte le produzioni con una settimana di anticipo rispetto al primo lockdown nazionale di marzo, per poter garantire la messa  in sicurezza del proprio personale, adottare tutte le misure preventive indicate dal Governo e poter riavviare la propria attività con maggior sicurezza in aprile. È stato così possibile garantire ai clienti la continuità di approvvigionamento, in particolare del materiale rotabile destinato alle ferrovie di tutto il mondo, anche attraverso la rete di controllate in diverse aree geografiche che hanno rappresentato un punto di forza e bilanciamento. Una volta ripresa l’attività, per merito del grande impegno profuso da tutti i lavoratori nel mondo, è stato possibile recuperare le produzioni perse, proseguire nei programmi di efficientamento ed investimento e raggiungere i positivi risultati sopra esposti.

La divisione Forgiati & Fusi, a cui fanno capo anche le controllate Lucchini Mamè Forge e Lucchini Tool Steel, ha visto una contrazione dei volumi, ma è riuscita a mantenere sostanzialmente invariata la propria marginalità, grazie ai progetti di efficientamento lanciati. I principali mercati di riferimento, oil&gas ed automotive, sono infatti stati trai settori più colpiti dalla pandemia.

Quanto alle controllate estere ferroviarie del Gruppo, si segnala che Lucchini Unipart Rail, la JV inglese con Unipart Rail controllata al 60% da Lucchini RS, ha subìto un significativo calo di fatturato, pari a circa il 21% rispetto all’esercizio precedente, determinato dalla combinazione degli effetti pandemici e dalla Brexit. Ciò nonostante, la società ha chiuso con un utile di 1,4 milioni di Euro.

Le controllate Lucchini Sweden, Lucchini Poland e Lucchini Central Europe hanno conseguito risultati positivi, confermandosi come importanti tasselli della strategia internazionale del Gruppo

LBX, la controllata belga, rilevata qualche anno fa da una molto precaria situazione aziendale, continua nel programma di turnaround: nel 2020 registra un fatturato pari a 16,4 milioni di Euro in crescita del 28,8% rispetto all’esercizio precedente.

Lucchini South Africa, di cui la nostra società detiene il controllo al 70%, è stata particolarmente impattata dalla grave situazione pandemica della Nazione sudafricana, che ha notevolmente rallentato la propria attività industriale. L’esercizio chiude con un fatturato in calo ed un risultato netto leggermente negativo ma le potenzialità di crescita di quest’area geografica restano sempre interessanti per il futuro.

Infine, l’importante collegata cinese Zhibo Lucchini Railway Equipment (partecipata al 30% da Lucchini RS e perciò consolidata non con il metodo integrale) con i suoi 471 dipendenti ha conseguito anche nel 2020 ottimi risultati con un valore di fatturato di 208,8 milioni di Euro ed un utile netto pari a circa 44,9 milioni di Euro. Si segnala che la JV sta rafforzando ulteriormente il proprio ruolo di primo piano nel settore dell’alta velocità cinese, grazie alla costituzione di una rete di centri manutentivi dedicati al materiale rotabile situati nei centri nevralgici della rete dell’Alta Velocità, direttamente all’interno dei depositi di China Railways.

Lutto per Ettore Camozzi: martedì i funerali

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Lutto a Brescia per la prematura scomparsa di Ettore Camozzi, esponente di una delle più note famiglie imprenditoriali bresciane. L’imprenditore aveva soltanto 53 anni e da tempo stava combattendo contro il male. Ma faceva parte del board dell’azienda di famiglia (fontata dal cavaliere Attilio, scomparso nel 2015) insieme al fratello Lodovico.

Il funerale si terrà domani, martedì 8 giugno, alle 10.30 partendo dalla Sala del Commiato Benedini di via Ragazzi del 99 a Lumezzane S. Apollonio, poi la salma – senza corteo – proseguirà per la chiesa parrocchiale San Sebastiano e infine per il cimitero.

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