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Il colosso Breville acquista la bresciana Gemme Italian Producers

in Economia by

Doppio passaggio di consegne per la storica azienda bresciana Gemme Italian Producers Srl con base a Castegnato (Brescia), proprietaria del marchio Lelit di elettrodomestici e macchine da caffè prosumer, e di Seriveneta Srl di Vicenza, affermata nell’ambito della lavorazione di laminati serigrafati.

Il 1 luglio Gemme Italian Producers srl ha infatti conferito tutte le attività nella nuova società italiana ‘LELIT srl a socio unico’ (€ 39.307.735 registrati nel bilancio di esercizio 2021), cedendola al 100% al colosso australiano Breville Group limited per un valore di 111,7 milioni di euro; la somma verrà pagata per una parte in contanti e per l’altra in azioni. Prodotti, organizzazione e anagrafica restano LELIT, che ora finalmente identifica sia il marchio sia l’azienda.

L’operazione è stata perfezionata con il contributo legale di Orrick, con le sedi di Milano e di Roma, e con il contributo amministrativo fiscale dello Studio Malchiodi di Brescia, storico partner di Gemme.

La cooperazione tra le due realtà – la bresciana e l’australiana – ha già preso avvio con grande entusiasmo del team di esperti italiani, fin da subito apprezzato dal Breville Group limited, in particolare perché oltre a garantire l’accesso a maggiori risorse, l’accordo prevede la sinergia con un laboratorio di R&D per ampliare la gamma prodotti in modo significativo e migliorare quelli già presenti. La collaborazione con Breville Group limited consentirà dunque la realizzazione di ambiziosi piani di sviluppo oltre a rendere possibile l’accesso all’infrastruttura di vendita globale del colosso australiano.

LA STORIA DI GEMME

Si arricchisce così e si proietta in un futuro di brillante espansione la lunga fortunata storia dell’industria di Castegnato. Tutto ha inizio nel 1986, grazie all’intuizione dei coniugi Maria Bellini ed Edoardo Epis che danno avvio alla loro avventura imprenditoriale producendo sistemi stiranti, con il marchio L’Elettrodomestico Italiano. Successivamente, entrano a far parte dell’impresa di famiglia i quattro figli degli Epis, Emanuele, Giorgio, Marco e Mauro, che, estendendo la produzione al mondo del caffè, apportano all’azienda un respiro fortemente internazionale. Nel 1998 viene fondata la Gemme Italian Producers Srl e nel 2002 nasce il marchio LELIT.

Gemme Italian Producers è arrivata a vantare una posizione di spicco nel mercato di riferimento e una presenza consolidata a livello globale con forte trend di crescita degli ultimi tempi: nel 2020 l’azienda ha registrato un incremento di fatturato dell’82% rispetto al 2019 e nel 2021 del 65% rispetto al 2020. Un risultato positivo confermato anche dall’EBITDA, che è incrementato del 92% rispetto a quello del 2020 (passando da 3.003.699 € a 5.774.662 €) e dai dati relativi all’utile netto che ha registrato un +153% (4.597.164 € nel 2021 rispetto a 1.814.988 € nel 2020) e al patrimonio netto che è aumentato di oltre il 62% (passando di fatto da 7.299.354 € nel 2020 a 11.896.518 € nel 2021).

Al top le vendite 2021, che hanno registrato dati positivi per tutta la gamma di prodotti: dalle macchine da caffè, +59% (57.574 prodotti venduti nel 2021 rispetto a 36.133 nel 2020), ai macinacaffè, +28% (12.568 venduti nel 2021 in confronto ai 9.808 nel 2020), fino ai sistemi stiranti, +42% (18.490 venduti nel 2021 raffrontati ai 13.014 nel 2020). Costante segno + pure per Seriveneta srl, che nel 2021 ha registrato un fatturato di 7.983.444 €, aumentato di oltre il 61% rispetto a quello del 2020.

Regione, 1,5 miliardi di euro in tre anni per il piano casa

in Economia/Edilizia/Istituzioni/Regione by

È di oltre un miliardo e mezzo di euro la somma per il Piano regionale dei Servizi abitativi per il triennio del 2022-2024. Il provvedimento, approvato dalla Giunta, è stato illustrato oggi dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana e dall’assessore alla Casa e Housing sociale, Alessandro Mattinzoli. Ora passerà al vaglio del Consiglio regionale per la definitiva approvazione.

FONTANA: OBIETTIVO UNA MIGLIORE QUALITA’ DELLA VITA – “Un intervento importante – ha commentato il presidente Fontana – che ha come principale scopo quello di ristrutturare e riorganizzare il patrimonio esistente. In questo modo vogliamo valorizzare gli immobili, ad esempio anche grazie ai lavori di efficientamento energetico, ma anche puntare su progetti di rigenerazione urbana in grado di migliorare la qualità della vita e la sicurezza di chi abita in questi edifici. Un’azione, dunque, che ha una valenza sia sociale, sia ambientale”.

Il presidente Fontana, poi, ha voluto sottolineare “come questo Piano sia stato realizzato con un confronto costante che ha coinvolto l’Associazione dei Comuni della Lombardia e i sindacati, con un’attenzione particolare rivolta a misure di welfare, come i contributi all’affitto o la ‘premialità’ per quegli inquilini, in particolare anziani, che hanno sempre pagato quanto dovuto”.

MATTINZOLI: FAMIGLIA AL CENTRO DEL NOSTRO PROGETTO  – “Le peculiarità di questo piano – ha spiegato Mattinzoli – sono innanzitutto le assegnazioni rapide, la riqualificazione e la rigenerazione degli spazi comuni. Questi interventi, in spazi comuni, fanno comprendere quanto la città possa essere inclusiva e attrattiva. Giusta e doverosa, poi, un’attenzione che deve diventare maniacale, per le fasce più fragili e per gli anziani. Il tutto anche attraverso il recupero della legalità e la presenza delle istituzioni. Regione Lombardia, con il miliardo e mezzo messo in campo, ha dimostrato di voler rimettere la casa al centro dell’agenda politica e con la casa, la famiglia e la persona”.

Il piano si basa su 5 assi: Sostenibilità, Welfare abitativo, Cura del patrimonio, Rigenerazione urbana, Housing sociale.  Le risorse totali a disposizione sono di 1.537,2 milioni di euro. Di queste 363.5 milioni sono stanziate da Regione Lombardia, 934.6 milioni dal Pnrr, 192.7 milioni dallo Stato e 46.4 milioni dall’UE.  I fondi saranno gestiti per la maggior parte da Regione (oltre un miliardo) e il resto da Aler ed Enti locali.

CURA del PATRIMONIO (736,7 MILIONI) – Sull’asse ‘Cura del patrimonio’ 736.7 milioni di euro. Saranno impiegati per piani di manutenzione, abbattimento di barriere architettoniche con il recupero di 150 appartamenti ed altrettanti ascensori, ristrutturazione di 6.000 alloggi sfitti, riqualificazione energetica di 11.000 case.

RIGENERAZIONE URBANA (512,1 MILIONI) – Per la rigenerazione urbana sono previsti 512,1 milioni di euro per riqualificare – attraverso il Pinqua -2.499 alloggi, di cui 889 di Aler. Altri 457 appartamenti di Aler e Comuni saranno invece ristrutturati grazie al Programma Cipe. Da evidenziare che saranno ‘rimessi a nuovo’ 244 alloggi di via Bolla a Milano. 

WELFARE ABITATIVO (210,1 MILIONI) – Per il ‘Welfare abitativo’ 210 milioni di euro destinati a: contributi all’affitto per gli inquilini del mercato privato (30 mila i nuclei che ne beneficeranno nel  triennio 2022-2024) e per quelli delle case popolari (40 mila famiglie sempre per lo stesso periodo); rafforzamento dei progetti C.A.S.A. (Centri Aler per i servizi abitativi) quindi dei Community manager e degli ambulatori. Questi fondi serviranno inoltre per ‘premiare’ gli anziani che hanno sempre onorato l’affitto.  

HOUSING SOCIALE (52 MILIONI) – Le risorse per l’housing sociale ammontano a 52 milioni di euro. Fra gli obiettivi: contributi per il recupero del patrimonio immobiliare non utilizzato per metterlo a disposizione a canoni calmierati e programmi di edilizia universitari. Previsti almeno 1.000 nuovi posti alloggio e riqualificazione di altri 700 per gli studenti. 

SOSTENIBILITÀ (26,3 MILIONI) – Alla ‘Sostenibilità’ sono destinati 26.3 milioni di euro che verranno utilizzati per semplificare le procedure di assegnazione e per sostenere le Aler in caso di morosità incolpevole degli inquilini e di quelli con Isee molto basso. 

Durante la conferenza stampa è stato anche spiegato che sono state oltre 41.000 le domande per i Servizi abitativi pubblici nel 2021, di queste circa 12.000 a Milano città. Oltre l’85% ha un Isee inferiore a 8.000 euro e 2.700 famiglie hanno un componente con disabilità motoria.  (LNews)

Grazioli Holding entra in Promotica con l’1%

in Economia/Tendenze by

Promotica S.p.A. (EGM: PMT) – agenzia loyalty specializzata nella realizzazione di soluzioni marketing atte ad aumentare le vendite, la fidelizzazione e la brand advocacy quotata su Euronext Growth Milan – comunica che in data odierna Grazioli Holding S.r.l. (società riconducibile a Michele Grazioli, già membro del Consiglio di Amministrazione di Promotica) da una parte, e dall’altra Dieci.Sette S.r.l. (società interamente posseduta da Diego Toscani) si sono accordate affinché, quest’ultima, proprietaria alla data odierna di 13.100.000 azioni ordinarie, pari all’81,52% del capitale sociale di Promotica S.p.A., ceda, entro il 30 giugno 2022, a Grazioli Holding S.r.l. n. 175.000 azioni ordinarie Promotica (pari a circa l’1,09% del capitale sociale di Promotica) ad un prezzo di 3,00€ cadauna, per un controvalore complessivo pari a € 525.000,00.

Si precisa che, per dare esecuzione all’operazione in oggetto, Integrae SIM S.p.A., Euronext Growth Advisor di Promotica S.p.A., ha autorizzato lo svincolo parziale dell’impegno di inalienabilità assunto in data 30 marzo 2021 da Dieci.Sette S.r.l. nei confronti dell’Euronext Growth Advisor, limitatamente alle n. 175.000 azioni ordinarie Promotica oggetto di cessione, a fronte del subentro in tale accordo da parte di Grazioli Holding S.r.l. per n. 175.000 azioni ordinarie Promotica, con durata sino al 36° mese successivo alla data di inizio delle negoziazioni di Promotica, avvenuto il 27 novembre 2020. L’operazione è prevista realizzarsi entro il 30 giugno 2022.

Diego Toscani, Amministratore Delegato di Promotica, ha commentato: “La decisione di investire in Promotica da parte di Michele Grazioli, attraverso la sua Holding, rappresenta per noi un motivo di orgoglio, vista la sua esperienza e il suo standing nell’ambito dell’intelligenza artificiale. L’ulteriore rafforzamento del legame tra Promotica e Michele Grazioli, già membro del Consiglio di Amministrazione, evidenzia un’elevata valenza strategica e costituisce un’ulteriore opportunità di crescita e consolidamento del business.”.

Sulla base delle informazioni riportate, la Società comunica che al perfezionamento dell’operazione di cessione, previsto entro il 30 giugno 2022, l’azionariato di Promotica S.p.A. risulterà essere il seguente:

Azionista Numero di Azioni Ordinarie Partecipazione (%)
Dieci.Sette S.r.l.1 12.925.000 80,43%
Giochi Preziosi S.p.A. 500.000 3,11%
Grazioli Holding S.r.l.2 175.000 1,09%
Mercato 2.469.989 15,37%
Totale 16.069.989 100,00%

Camera di commercio, ecco gli eventi della settimana

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Eventi by

Pubblichiamo, come di consueto, il calendario degli eventi promossi dalla Camera di Commercio di Brescia e provincia.

74/22 – Pagamento Diritto annuo 2022

Si ricorda che le imprese già iscritte al Registro delle imprese al 1° gennaio 2022 devono corrispondere il diritto annuale per la sede legale e per le unità locali alla C.C.I.A.A. competente per territorio, utilizzando il modello F24, entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi.
Per maggiori dettagli consultare il sito camerale www.bs.camcom.it – Registro Imprese – Diritto annuale

75/22 – “L’accesso al credito per le micro e piccole imprese – Il sistema delle Banche di Credito Cooperativo bresciane”- Webinar 7 luglio

La Camera di Commercio di Brescia, nell’ambito del ciclo di incontri finalizzato all’approfondimento dell’evoluzione dei modelli organizzativi della gestione d’azienda, in ottica di prevenzione dell’insolvenza e della crisi d’impresa, organizza per il prossimo 7 luglio dalle ore 17 il webinar “L’accesso al credito per le micro e piccole imprese – Il sistema delle Banche di Credito Cooperativo bresciane”.
La partecipazione è libera e gratuita, previa iscrizione al link presente sulla locandina al sito camerale www.bs.camcom.it – Tutela e regolazione del mercato – Servizi di composizione delle controversie e delle situazioni di crisi

76/22 – “L’economia circolare – gestire le fonti rinnovabili e la dichiarazione non finanziaria ai test green” – Webinar 11 luglio

La Camera di Commercio di Brescia e la sua Azienda Speciale Pro Brixia, in collaborazione con Unioncamere Lombardia, organizzano il seguente webinar gratuito per il prossimo 11 luglio, dalle ore 9.30 alle ore 12.30.
Maggiori informazioni e link di iscrizione al sito camerale www.bs.camcom.it – Home Page – Progetti ed eventi

77/22 – Fatturazione elettronica

La fatturazione elettronica è un servizio gratuito e sicuro progettato per rispondere alle esigenze delle pmi, per una conservazione delle fatture online senza limiti di spazio e nel rispetto della riservatezza.

L’accesso avviene tramite SPID o CNS.

Maggiori informazioni al sito Fattura elettronica

78/22– Libri digitali

Affidando i libri di impresa alla Camera di Commercio

si possono conservare digitalmente, a norma, con pieno valore legale e massima garanzia di sicurezza e riservatezza del dato.

Maggiori informazioni al sito libridigitali.camcom.it.

Gi Group: 100 assunzioni in Lombardia

in Economia/Lavoro by
Donne e lavoro, foto generica da Pixabay

Oggi i candidati prima di inviare il CV scorrono il doppio delle offerte di lavoro rispetto al 2019 e i costi per le aziende necessari per ottenere una candidatura sono aumentati di oltre il 50% rispetto all’anno scorso. Sintomi del dinamismo che contraddistingue il mercato del lavoro in Italia e dell’aumentata competitività tra aziende: i rifiuti dopo l’accettazione di un’offerta di lavoro sono passati da 1 su 10 a 4 su 10 e le contro-offerte delle aziende sono passate da 3 su 10 a 6 su 10. La colpa? Sicuramente di un elevato candidate shortage che sta appunto mettendo a dura prova la capacità delle aziende di attrarre e trattenere i talenti.

A questo si aggiungono anche le mutate priorità dei candidati: se nel 2020 il principale driver per cambiare lavoro erano questioni economiche e retributive, oggi queste sono scese al terzo posto e al primo troviamo il bilanciamento tra vita professionale e famigliare.

Tutto ciò delinea un mercato del lavoro fortemente candidate-driven, dove diventano fondamentali competenze come saper interpretare e rispondere a esigenze sempre più sfidanti, aiutando e orientando i candidati a scegliere e supportando le aziende a dotarsi dei migliori talenti. Sono proprio queste skill che Gi Group, la prima agenzia per il lavoro italiana, ricerca al fine di inserirle in organico, a seguito anche di una crescita: +34% della domanda a oggi rispetto al 2021 nella Regione, dove ha il suo headquarter ed è presente con 52 filiali.

Delle oltre 300 posizioni aperte in tutta Italia, sono circa 100 quelle ricercate nella sola Lombardia: Responsabili Ricerca & Selezione, Technical Consultant, Sales Account e Responsabili Amministrativi. I requisiti? Essere creativi e flessibili, possedere un approccio consulenziale e orientato agli obiettivi, oltre ad avere capacità organizzativa e di team building. Richiesta possibile laurea in economia o materie umanistiche e conoscenza della lingua inglese.

“In un periodo come questo dove il mercato del lavoro è estremamente sfidante e dove le aziende faticano a trovare risorse di valore, il ruolo delle agenzie per il lavoro come Gi Group è fondamentale – commenta Giuseppe Beretta, Regional Business Director di Gi Group – Entrare in Gi Group significa avere la possibilità di essere dei veri e propri “Lifechanger” e fare la differenza nella vita delle persone con il proprio lavoro. E significa farlo in una realtà solida, con prospettive di crescita anche internazionali e con piani di formazione personalizzati proposti da b*right, la nostra Corporate University.”

I candidati verranno assunti direttamente in Gi Group, società di Gi Group Holding, la multinazionale italiana specializzata nelle risorse umane presente in 29 Paesi che ha chiuso il 2021 con un fatturato di 3,3 miliardi di euro. Un’organizzazione giovane – età media 35 anni – e molto diversity oriented – oltre il 70% di occupazione femminile – molto attenta alla diffusione e condivisione dei propri valori e al coinvolgimento delle risorse. Secondo l’ultima Global HR survey interna, infatti, le persone di Gi Group presentano un elevato livello di engagement (77%), di trust nei valori e nella cultura (86%) e di fiducia nei colleghi (89%).

Tutte le posizioni a cui è possibile candidarsi sono disponibili sul sito www.gigroup.it

Indagine Api: sostenibilità prioritaria per l’88% delle imprese bresciane

in Ambiente/Api/Associazioni di categoria/Economia/Energia/Tendenze by

La sostenibilità diventa sempre più centrale nell’attività delle PMI bresciane. Solo il 12% delle imprese ritiene, infatti, la ritiene poco o per nulla importante per la propria attività. Infatti, alla domanda su quanto la sostenibilità sia da considerare rilevante per il proprio business, ben l’88% delle imprese ha risposto in modo positivo. Per il 35% delle imprese la sostenibilità è ‘mediamente importante’, per il 32% molto importante e per il 22% di massima importanza per la propria attività.

A osservarlo è l’indagine realizzata dal Centro Studi Apindustria Confapi Brescia, diretto da Maria Garbelli, interrogando 100 imprese rappresentative del tessuto associativo (oltre la metà appartiene al settore metalmeccanico, con fatturati compresi in prevalenza tra i 2 e 10 milioni di euro). Lo studio ha indagato i diversi aspetti della sostenibilità, concentrandosi in prevalenza su quella ambientale, ma non tralasciando quella sociale e di governance.

Nella realtà concreta delle PMI bresciane, il tema sostenibilità è declinato in particolare in merito al processo produttivo, rientrante in misura forte al più ampio contesto dell’innovazione di processo o di prodotto. Nell’ultimo triennio, oltre due imprese su tre (68%) hanno migliorato la propria sostenibilità intervenendo sull’edificio o rinnovando i macchinari, un altro 15% ha in programma di operare in tale direzione nel prossimo futuro. E ancora, quattro imprese su cinque stanno prestando particolare attenzione ai consumi energetici, con l’obiettivo di ridurli e un ulteriore 15% ha intenzione di farlo. Percentuali non troppo diverse riguardano i processi di riduzione e recupero degli scarti di lavorazione, così come è significativo il 58% di imprese che, già oggi, acquista almeno una quota di energia elettrica da fonti rinnovabili e un altro 15% che ha in programma di farlo.

Elementi positivi emergono anche dalla relazione con i fornitori. Oltre sette imprese su dieci considerano (o hanno intenzione di farlo nel breve) i fattori sociali e ambientali nella scelta dei fornitori. L’87% dà priorità ai fornitori locali quando questo è possibile, oltre la metà (53%) acquista materie prime non vergini o da riciclo.

Se la riduzione degli sprechi e il riciclo dei rifiuti interessano già una maggioranza di imprese, la normativa ambientale viene però considerata eccessivamente burocratica (67%) ed onerosa (40%).

In un quadro in buona parte positivo non mancano però elementi critici, legati talvolta al tipo di attività svolta, altre a un contesto generale ancora difficile e non favorevole alla svolta green, ma non di rado anche ad una non piena consapevolezza che fatica a farsi strada in alcune imprese. È in tale ottica che vanno letti, ad esempio, il 47% delle imprese che ha difficoltà ad agire sulla riduzione dell’impatto logistico o il 42% che non interviene su prassi operative legate al packaging.

Per le PMI bresciane, a non rendere completamente agevole la transizione verso un’economia sostenibile pesano sia fattori di sistema che interni alla realtà aziendale. Tra i fattori esogeni, i più rilevanti riguardano la mancanza di supporto da parte di enti quali banche e altre istituzioni (35%), le difficoltà legislative e burocratiche (33%) e la scarsa conoscenza all’accesso di misure di sostegno economico-finanziario (25). Tra i fattori endogeni, in primo piano vi sono le difficoltà dovute al particolare settore di appartenenza (42%), i limiti legati al prodotto specifico che si commercializza (36%) e la mancanza di competenze adeguate (35%).

La valutazione del grado di sostenibilità su tutte le dimensioni ESG ha per il momento interessato (o lo sta per fare) un terzo delle imprese mentre il 46% l’ha in programma nel prossimo futuro. La formazione (73%) erogata ai dipendenti è la misura più diffusa tra le imprese, tramite corsi finanziati (anche parzialmente) dall’impresa stessa, un ulteriore 22% li ha già in programma. Molto buona la comunicazione interna: il 72% informa il proprio organico circa gli andamenti aziendali ed 1 su 10 ha in programma di agire in questo senso.

«Il quadro che emerge è nel complesso positivo – afferma Pierluigi Cordua, presidente di Apindustria Confapi Brescia -. Il tema della sostenibilità sta diventando sempre più centrale anche per le PMI bresciane che, rispetto alle questioni sociali, ambientali e di governance, vedono sempre più un possibile fattore competitivo e non un costo. Emergono allo stesso tempo delle difficoltà, legate alla burocrazia, alla non piena conoscenza delle opportunità che esistono sul piano della finanza agevolata. Il ruolo associativo è importante anche in tal senso, ma è evidente che serve uno sforzo a tutti i livelli, da quello centrale agli enti camerali passando per gli istituti di credito. Molte imprese hanno contezza di tutto questo sistema, altre non ancora, ma tutti devono essere sostenuti in questo sforzo. Nei prossimi anni, per restare sul mercato, una parte di imprese dovrà riconvertire in tutto o in parte la propria produzione e, se non vogliamo che ne derivino conseguenze sociali drammatiche, è necessario che questa trasformazione venga sostenuta per tempo e in modo adeguato».

Alle imprese va riconosciuto il ruolo strategico nel percorso che condurrà l’intero sistema Paese ad adottare nuovi paradigmi energetici ed ambientali. «Il percorso avviato dalle imprese verso la sostenibilità esprime una duplice valenza in chiave di competitività e di innovazione: due fattori che avranno grande e definitiva influenza sulle chances di un’impresa di restare sul mercato – afferma il presidente della Camera di Commercio di BresciaRoberto Saccone –. Le imprese svolgono un ruolo importante nella transizione energetica e sono sempre più sensibili e consapevoli dei temi ambientali e sociali oltre che fortemente impegnate su questi temi anche per cogliere le opportunità di sviluppo. Le imprese bresciane non faranno mancare il contributo importante al raggiungimento di obiettivi che oggi fanno parte della cultura e della sensibilità ormai diffuse, assumendosi anche la responsabilità in ragione del loro ruolo sociale. I decisori politici, peraltro, nel definire gli obiettivi di attuazione, devono considerare tempi e modi di raggiungimento di tali obiettivi, non perdendo di vista il valore del sistema produttivo esistente, che va accompagnato nello sviluppo di soluzioni altamente innovative, in un’ottica realistica che contemperi gli obiettivi globali del percorso irreversibile di transizione con le capacità innovative e di evoluzione dell’attuale sistema produttivo».


Camera di Commercio di Brescia, ecco gli ultimi avvisi

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia by

Come di consueto, pubblichiamo gli avvisi settimanali della Camera di Commercio di Brescia.

71/22 – Pagamento Diritto annuo 2022

Si ricorda che le imprese già iscritte al Registro delle imprese al 1° gennaio 2022 devono corrispondere il diritto annuale per la sede legale e per le unità locali alla C.C.I.A.A. competente per territorio, utilizzando il modello F24, entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi.
Per maggiori dettagli consultare il sito camerale www.bs.camcom.it – Registro Imprese – Diritto annuale.

72/22 – Il commercio internazionale in tempi di guerra – Giovedì 23 giugno 2022

Webinar ICC -Italia International Trade in Wartime -giovedì 23 giugno, ore15:00 – 17:30.
Organizzazione: sezione Italiana della Camera di Commercio internazionale.
Oggetto: impatto del conflitto russo ucraino nel commercio internazionale.
Partecipazione: gratuita, previa registrazione e fino ad esaurimento posti.
Iscrizioni e programma sul sito www.bs.camcom.it

73/22 – Startup innovative – Mantenimento dei requisiti – Venerdì 24 giugno 2022

L’iniziativa intende fornire gli strumenti necessari a predisporre l’adempimento annuale a cui sono tenute le società startup innovative per mantenere l’iscrizione nell’apposita sezione speciale e i nuovi strumenti/software a disposizione degli utenti
Incontri: 24 giugno 2022, ore 14:00 – 15:30

Iscrizioni sul sito www.bs.camcom.it

Le guarnizioni d’attrito dell’impianto frenante

in Automotive/Economia by

Le guarnizioni dei freni sono comunemente chiamate anche pasticche, pastiglie o pattini freno e sono uno dei componenti dei freni a disco. All’interno dell’impianto frenante e soprattutto durante la frenata, costituiscono una parte fondamentale del processo. Sono formate da una parte metallica e da una parte in materiale d’attrito. Quest’ultimo può esser di vario tipo, caratteristica che tuttavia genera una differente efficienza nella frenata o sulla durata delle pastiglie. Anni fa, l’elemento principale col quale venivano assemblate le guarnizioni era l’amianto. Oggi sempre più aziende hanno abbandonato il minerale nocivo per la salute adoperando altri tipi di materiali, sul sito web www.escombrakes.it, ad esempio, è disponibile un’ampia gamma di prodotti di ottima qualità. Scopriamoli insieme.

Guarnizioni per freni e altri prodotti

Le guarnizioni di attrito sono un accessorio indispensabile all’impianto frenante delle vetture: auto, moto, veicoli per l’agricoltura o per l’industria. Collaborando con un marchio tedesco da diversi anni, l’azienda bresciana ha eliminato l’uso dell’amianto nella loro fabbricazione, sviluppando soluzioni all’avanguardia grazie all’esperienza tedesca.

Grazie inoltre ad un’efficiente attività di post vendita di questi accessori, il marchio ha ottenuto il riconoscimento ECE R90, un regolamento noto a livello europeo che valuta la qualità delle guarnizioni frenanti di ricambio. Ma non solo: gli standard dei prodotti sono oggigiorno noti anche al di fuori dell’Europa. Da molti anni infatti, la ditta può vantare clienti dall’Asia, America Latina e Stati Uniti. La gamma dei prodotti in materiale d’attrito venduti principalmente comprende: rotoli di nastro, guarnizioni flessibili e preformate per freni a tamburo, lastre flessibili o rigide, anelli, dischi, rondelle.

I freni a disco e i freni a tamburo

Questi due tipi di freni sono un esempio di freno a funzionamento meccanico. A differenza dei freni idraulici, aerodinamici, elettrici o pneumatici, quelli meccanici sfruttano l’attrito che si genera tra due materiali durante la frenata. Il freno a tamburo ne è un tipo: è formato da un componente fisso, il tamburo, e da due mobili, i ceppi, che sfregandosi contro il tamburo producono la frenata. Questo tipo di freno è il più economico ed il più semplice per il funzionamento. Anche le auto che ne posseggono ancora sono vetture economiche ma soprattutto dalla massa ridotta. Come ad esempio le utilitarie o persino gli scooter. Il freno a disco è probabilmente il più elaborato: composto basicamente da disco, ganascia e pastiglie. Su questo modello di freno, la frenata avviene grazie alla pressione delle pasticche esercitata sul disco. A differenza dei freni a tamburo, sono montati sull’asse anteriore.

Al giorno d’oggi, è il modello più diffuso e preferito da officine e meccanici. Ne sono provvisti infatti dalle automobili alle motociclette, agli autocarri. Durante la frenata, il ceppo agisce contro il tamburo così come le pasticche direttamente sul disco. Di conseguenza, l’attrito a sua volta permette la perdita di velocità. Lo sfregamento dei materiali crea il surriscaldamento degli stessi: durante una corsa di auto da rally per esempio è molto tipico osservare dischi incandescenti. Tuttavia, il surriscaldamento può generarsi anche in strade ad elevata pendenza. Per questo, possiamo trovare

segnali di pericolo appositi lungo la carreggiata quando necessario.

Torri Solare, investimento da 3 milioni a Manerbio

in Ambiente/Economia/Energia by

Manerbio – Torri Solare, azienda bresciana leader nella produzione di pannelli fotovoltaici, continua a crescere e a investire sul territorio. E’ in corso di completamento, infatti, il maxi intervento di riqualificazione che l’azienda guidata da Michele Torri ha avviato nell’ex lavanderia industriale Europa di Manerbio, al confine con Bassano Bresciano.

L’immobile risale agli anni Settanta, ma da oltre vent’anni era inutilizzato, anche a causa della necessità di interventi di bonifica rilevanti. Nel 2021 Torri Solare ha deciso di compiere il grande passo, acquisendo l’area e mettendo in campo un’operazione di riqualificazione da oltre un milione e mezzo di euro. I lavori sono ancora in corso, ma – nella primavera di quest’anno – l’azienda ha lasciato la vecchia sede di Quinzano d’Oglio per trasferirsi a Manerbio.

L’intervento riguarda complessivamente un’area di circa 10mila metri quadrati, di cui 5mila coperti. Tra le opere già effettuate si segnala in particolare la sostituzione di ben 6mila metri quadrati di copertura in eternit con innovativa copertura Aluzinc. Sul tetto, già in estate, verrà realizzato un impianto fotovoltaico della potenza di 400kw. Di questi 100 Kwp garantiranno la copertura di circa il 70 per cento del fabbisogno energetico aziendale, mentre 300Kwp verranno scambiati con la rete. Da segnalare, sempre sul fronte degli investimenti green, è anche la realizzazione di un impianto di climatizzazione geotermico, che non attinge alla rete gas e idrica.

Michele Torri, foto da Torri Solare

“La costruzione ex novo dell’impianto sarebbe stata per noi più conveniente e anche la difficile congiuntura internazionale ci avrebbe potuto spingere in quella direzione”, sottolinea Torri (che ha 34anni e, tra gli altri, riveste anche l’incarico di presidente dei giovani di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale), “ma abbiamo deciso di mettere in campo un investimento coraggioso, puntando sul territorio, al fine di creare valore non soltanto per noi, ma anche per l’intera comunità in cui operiamo”.

Torri Solare è nata nel 2007 da una costola della Fonderia Torri di Quinzano con l’obiettivo di dare vita alla prima azienda produttrice di moduli fotovoltaici. Entro il 2023 l’azienda punta a consolidare un fatturato di 10 milioni di euro, dando lavoro a dieci nuove persone (attualmente i dipendenti sono 25). Significativi anche gli investimenti fatti e programmati.  Oltre al milione e mezzo di euro per l’acquisizione dell’area, il rifacimento

edilizio, la bonifica e le dotazioni tecnologiche, infatti, è stata messa in campo una cifra simile per renderla operativa, con l’attivazione della linea che dovrebbe portare nel 2023 a una capacità produttiva di circa 150mila pannelli fotovoltaici di nuova generazione (la previsione per il 2009, per fare un paragone, era di 7mila pannelli all’anno…).

“La nostra azienda”, conclude Michele Torri, “vuole continuare a puntare sulla qualità del prodotto, che ci sta già premiando. Da tempo stiamo investendo in ricerca e sviluppo. Ora l’obiettivo è quello di irrobustire la resistenza meccanica e agli agenti atmosferici, che pure è già ben al di sopra degli standard di mercato, dei nostri pannelli. Poi lavoreremo alla progettazione di impianti ancora più smart e semplici da posare. E”, chiosa, “di certo non ci fermeremo lì”.

Michele Torri, foto da Torri Solare

Confartigianato Brescia, il 24 (in presenza) l’assemblea provinciale

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eventi by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

 Torna in presenza l’assemblea generale di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale dopo due anni realizzati in streaming causa pandemia. L’appuntamento è fissato per venerdì 24 giugno, a partire dalle ore 17 con la parte pubblica che seguirà quella privata per l’approvazione del bilancio 2021. Un appuntamento che si concentrerà sulla stretta attualità e il contesto in cui si trovano a lavorare le nostre imprese alla luce dei mutati scenari internazionali a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. L’assemblea 2022 non a caso è intitolata: “L’impresa tra economia e democrazia. Come competere nell’attuale assetto geopolitico europeo” e vedrà, dopo la relazione del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, gli interventi del sindaco di Brescia Emilio Del Bono, del Prefetto di Brescia Maria Rosaria Laganà e del presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli e cui seguirà il dibattito moderato da Carlo Piccinato, segretario generale di Confartigianato Lombardia tra il presidente Massetti, il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini e l’europarlamentare Irene Tinagli, presidente Commissione Econ del Parlamento Europeo. Durante l’assemblea saranno conferiti riconoscimenti alle imprese artigiane associate per la fedeltà all’organizzazione, per il passaggio generazionale e per l’impegno sociale, oltre ad una rappresentantiva di artigiani e imprenditori sindaci della nostra provincia che si sono contraddistinti per il loro impegno verso le proprie comunità durante la pandemia e nella più recente crisi ucraina con l’accoglimento e la gestione dei profughi.

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