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Sostenibilità: Italcementi vince il GBC Italia Awards

in Ambiente/Economia by

Italcementi vince il Green Building Council Awards, premio dedicato alle imprese, associazioni e comunità professionali che si occupano in modo concreto di temi e progetti legati alla sostenibilità. L’iniziativa è promossa dal GBC Italia, un’associazione senza scopo di lucro cui aderiscono le più competitive imprese e le più qualificate associazioni e comunità professionali italiane operanti nel segmento dell’edilizia sostenibile. Il riconoscimento è stato assegnato proprio in occasione della World Green Building Week, la campagna mondiale per sensibilizzare le persone verso un ambiente costruito più sostenibile, in svolgimento dal 21 al 25 settembre 2020 e giunta alla 10^ edizione. L’impegno scelto per quest’anno è Agire per il Clima: #ActOnClimate.

Italcementi ha ricevuto il premio nella categoria Leadership di Impresa e Sostenibilità.

“Italcementi è orgogliosa di essere stata indicata come vincitrice del GBC Italia Awards – ha dichiarato Giovanni Pinto, della direzione Tecnologie e Qualità di Italcementi – Il riconoscimento premia l’impegno che da sempre caratterizza Italcementi sui temi dello sviluppo sostenibile. La sostenibilità è sempre più l’orizzonte del modo di fare impresa, con valori irrinunciabili come il coinvolgimento delle comunità locali, la tutela e la sicurezza dei nostri lavoratori, lo sviluppo di prodotti e soluzioni innovative a basso impatto ambientale, con l’obiettivo di creare valore a favore delle attuali e delle prossime generazioni.”

La cerimonia di premiazione si è svolta in forma di webinar e si è aperta con una lectio magistralis di Cristina Gamboa, Ceo del World GBC sugli scenari internazionali ed europei del mercato delle costruzioni sostenibili evidenziando che siamo davanti a una grande trasformazione del mercato delle costruzioni dove l’economia circolare, la decarbonizzazione e la salute e il benessere delle persone saranno i nuovi paradigmi di riferimento. Una celebrazione che ha dato evidenza dei lavori e della crescita del movimento green dell’edilizia sotto più fronti, come il numero di candidature ricevute che cresce di anno in anno.

Italcementi è stata votata dai soci GBCI grazie a una serie di azioni sostenibili che vanno dall’utilizzo crescente di materiali e combustibili secondari nella produzione del cemento, all’utilizzo di materie prime seconde nella produzione del calcestruzzo, dalla gamma di prodotti green conformi ai CAM (Criteri Ambientali Minimi) ai prodotti innovativi come i.idro DRAIN, il calcestruzzo drenante che tutela del ciclo dell’acqua e il cemento “mangiasmog” che contribuisce al miglioramento della qualità dell’aria.

A queste attività si affiancano le certificazioni CSC (Concrete Sourcing Scheme), il più importante schema internazionale di certificazione del mondo delle costruzioni. Lo schema del CSC ha l’obiettivo di promuovere la trasparenza e la sostenibilità del settore del calcestruzzo prodotto e della sua filiera, mediante una valutazione che guarda alla sostenibilità nelle sue tre dimensioni: economica, sociale e ambientale. Tra gli impianti certificati figurano la cementeria Italcementi di Calusco d’Adda (BG) e gli impianti Calcestruzzi di Peschiera Borromeo (MI) e Genova Chiaravagna che ha fornito i prodotti per il nuovo Ponte di Genova San Giorgio.

Italcementi è tra i soci fondatori del GBCI e i.lab, la sede della società a Bergamo, ha ricevuto la certificazione LEED PLATINUM, il più alto standard di valutazione in materia energetica e ambientale riguardante le costruzioni edili. i.lab risponde, infatti a severi requisiti di efficienza energetica, che consentono di ottenere un risparmio di energia fino al 60% in più rispetto a un edificio tradizionale di pari dimensioni e destinazione d’uso, grazie alle modalità di costruzione adottate, ai materiali utilizzati nell’involucro e all’impiego di energie rinnovabili con l’installazione di pannelli fotovoltaici, solari e di un impianto geotermico.

Artigiani Welfare Index Pmi 2020: premiata la Galvanica Sata Srl di Castenedolo

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia by

«Le nostre imprese a valore artigiano hanno da sempre una dimensione sociale legata alle persone, alle famiglie e al territorio. Investire nel benessere di chi lavora in azienda e delle rispettive famiglie fa crescere l’impresa stessa, le famiglie e le comunità ed è nel dna delle imprese artigiane stesse. Attraverso il sostegno al welfare aziendale, crescente in questa difficile fase condizionata dalla pandemia, le nostre imprese si sono dimostrate sensibili e ancora più attente a questo fondamentale aspetto. Il premio ricevuto dalla Galvanica Sata Srl di Castenenedolo ne è la conferma. Le congratulazioni di tutta la grande famiglia di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale per questo prestigioso riconoscimento nazionale, a conferma che è la strada giusta per affrontare le sfide dell’impresa di domani» così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti a seguito del riconoscimento Premio Welfare Index Pmi nella categoria artigianato per le loro iniziative di welfare aziendale e i progetti per la tutela della sicurezza e del benessere dei dipendenti consegnato (nella foto il titolare Alessandro Savoldi, ndr) nei giorni scorsi a Roma alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Tra le motivazioni che hanno permesso di ottenere il premio alla Galvanica Sata, durante l’emergenza, l’adesione alle campagne sul territorio “AiutiAMO Brescia” e “Io pago i fornitori” con bonifici celeri per prevenire insoluti e favorire la ripresa delle attività. La Galvanica Sata srl, che si occupa di trattamenti superficiali dei metalli per conto terzi, per i dipendenti ha continuamente aggiornato i protocolli di prevenzione e di emergenza, sottoscrivendo anche una polizza assicurativa durante il periodo di emergenza Covid-19 a tutela dei dipendenti. Un altro intervento di welfare significativo è stato l’inserimento di una persona che si occupa proprio della gestione del personale, della sua formazione, preparazione e crescita professionale e che tiene aggiornati i dipendenti in merito a tutte le iniziative di welfare sul territorio. E poi smart working, sostegno alla maternità con bonus e orario agevolato. Grande attenzione a 360°: la ditta ha organizzato un corso esterno con l’ausilio di un fisioterapista per lezioni teoriche e pratiche sulla corretta movimentazione dei carichi.

«Un aspetto da sempre caro a Confartigianato, impegnata ad offrire risposte strutturate alla crescente e diversificata domanda di welfare degli artigiani e delle micro e piccole imprese da oltre 30 anni a favore del benessere dei collaboratori delle aziende con gli strumenti della bilateralità, garantendo interventi efficaci e su misura per il sostegno al reddito, la tutela della salute, la formazione continua, come è avvenuto anche durante la crisi scatenata dalla pandemia da Covid-19. Ora – conclude il presidente Massetti – in questa delicata fase che fa seguito al lockdown della primavera scorsa e di convivenza con il rischio epidemico, il welfare rappresenta per Confartigianato una delle priorità alla quale dedichiamo molteplici iniziative per intercettare e soddisfare le richieste di servizi e assistenza espresse da imprenditori, imprese, persone e famiglie. Significative sono le esperienze avviate sul territorio di welfare di comunità che fa crescere l’impresa, ma soprattutto il Paese».

Nel corso dell’evento è stato presentato il Rapporto sullo stato del welfare nelle piccole medie imprese italiane dal quale emerge che il welfare aziendale esce rafforzato dalla crisi Covid-19 e si afferma come una leva strategica per affrontare l’emergenza e per la ripresa sostenibile del Paese. Nel dettaglio, il Rapporto 2020 ha messo in evidenza come la crisi Covid abbia impresso un salto di qualità al welfare aziendale: per la prima volta le imprese attive superano il 50%, il 78,9% delle imprese ha confermato le iniziative di welfare in corso e il 27,7% ne ha introdotte di nuove o ha potenziato quelle esistenti. Le imprese sono state punto di riferimento per la comunità e quelle con un welfare più maturo hanno avuto una maggiore capacità di reagire all’emergenza. L’80% delle PMI ha dato materiali e fornito informazioni di tipo sanitario ai lavoratori mentre il 12% delle imprese ha attivato canali di supporto e servizi di consulto medico e assistenza sanitaria a distanza. Il 26,4% ha anche attuato iniziative aperte alla comunità esterna e di sostegno al sistema sanitario nazionale. L’esperienza di crisi ha cambiato la cultura di gestione dell’impresa: il 91,6% delle PMI ha infatti dichiarato di avere acquisito maggiore consapevolezza della centralità della salute e della sicurezza dei lavoratori e oltre il 70% ha affermato che in futuro il welfare aziendale avrà maggior rilievo. Infine, il 65% ha dichiarato che l’azienda contribuirà maggiormente alla sostenibilità del territorio in cui opera.

Fotografia pubblicitaria: perché è così importante?

in Cultura/Economia by

In un mondo dove la tecnologia è sempre in continuo movimento e fare una fotografia è così semplice, sono in molti a non ricordarsi di quale è il ruolo di un fotografo professionista. Fattore ancora più importante quando si parla di fotografia pubblicitaria.

Tutte le persone possono scattare una fotografia, ma non tutti sono in grado di realizzare scatti che siano degni di una campagna pubblicitaria di alto livello. Proprio per questo motivo, scegliere un ottimo fotografo pubblicitario e advertising a Brescia è senza ombra di dubbio più che importante.

Perché investire nella fotografia pubblicitaria?

Le persone sono sempre più attratte dalle immagini. Fattore che quindi permette alle aziende che sanno sfruttare queste immagini di prosperare anche dal punto di vista degli affari. Quando si vuole attirare l’attenzione di un potenziale cliente, si hanno solo pochi secondi. Secondi in cui l’immagine che rappresenta un’azienda deve catturare l’attenzione del cliente tipo.

Ogni giorno, i consumatori sono bombardati da un numero sempre maggiore di immagini:

– quarant’anni fa, i consumatori erano esposti a circa 500 annunci al giorno;
– attualmente, in particolare per chi abita in una città, si stima che una persona sia raggiunto da 10.000 annunci ogni giorno.

Come si può comprendere, riuscire a far emergere il proprio messaggio da questa vera e propria bolgia di colori e soggetti non è del tutto semplice. Solo chi è in grado di cogliere l’attimo e lo scatto migliore, potrà avere qualche chance di far emergere la propria fotografia tra questo tripudio di soggetti.

Per comprendere l’importanza che la fotografia ha nel campo della pubblicità, ecco una serie di dati che possono chiarire l’attuale situazione nel web e nella pubblicità tradizionale.

– Gli articoli con immagini pertinenti ricevono oltre il 90% di visualizzazioni in più rispetto a quelli che non ne contengono.

– I comunicati stampa che sono correlati con una immagine, ottengono il 15% in più di possibilità di essere visualizzati rispetto ai comunicati dove non è presente.

– Il 60% dei consumatori online affermano di preferire le aziende che si presentano con un’immagine di alta qualità.

– Più di due terzi degli acquirenti dei negozi online riferiscono che l’immagine di un prodotto è in grado di modificare la loro decisioni di acquisto.

Come si può dedurre, ogni azienda ha intenzione di mettere in mostra il meglio del proprio prodotto. Cosa che si può riuscire a fare solo grazie all’esperienza di un fotografo esperto e capace di valorizzare ogni più piccolo dettaglio.

Se si prende la decisione di utilizzare immagini di bassa qualità, si può instillare nel consumatore l’idea che i propri prodotti siano della stessa qualità. Fattore che può quindi influire in maniera importante sulla conversione delle campagne di marketing che si sono messe in atto.

Chi non ha le capacità di realizzare delle fotografie di alto livello, è bene che si affidi ad un professionista in grado di farlo. La differenza tra un lavoro realizzato per diletto e uno realizzato professionalmente, sono spesso notevoli e possono portare una serie di vantaggi non da poco.

 

Pacco bomba in azienda: Pasini minacciato e sotto scorta

in Aib/Associazioni di categoria/Economia by

Ancora un brutto episodio di minacce ai danni di imprenditori nel Bresciano. Ieri, infatti, nell’azienda Feralpi di Lonato è arrivato un pacco indirizzato a Giuseppe Pasini – presidente di Aib – contenente polvere da sparo e un innesco rudimentale. La bomba, pare, non era in grado di esplodere, ma l’avvertimento e la paura restano. Pasini è stato messo sotto scorta: le forze dell’ordine indagano sulla pista anarchica e non escludono collegamenti con le minacce ricevute a giugno da Marco Bonometti.

Ubi Banca, ecco la lista di Banca Intesa per il consiglio

in Banca Intesa/Banche/Economia/UBi by
Ubi Banca

Ubi Banca – recentemente acquisita da Intesa – comunica che, in data 18 settembre 2020, il socio Intesa Sanpaolo S.p.A., titolare di n. 1.031.958.027 azioni della Banca (pari al 90,18% del capitale sociale) alla data del 16 settembre 2020, ha depositato una lista di quindici candidati per la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione per gli esercizi 2020/2021/2022.

In conformità alle disposizioni statutarie della Banca, nella Sezione 1 della lista presentata sono stati indicati dieci candidati alla carica di Consigliere di Amministrazione, nella Sezione 2 cinque candidati alla carica di Consigliere di Amministrazione e componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione, tutti ordinati con numerazione progressiva in ciascuna sezione.

Sezione 1 – Componenti Consiglio di Amministrazione

Paolo Maria Vittorio Grandi Presidente
Bruno Picca Vice Presidente
Gaetano Miccichè Consigliere Delegato
Paola Angeletti
Laura Vigano’
Giovanni Boccolini
Giuseppe Attana’
Anna Simioni
Felice Scalvini
Alessandra Vitali Rosati

Sezione 2 – Componenti Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione

Luigi Arturo Bianchi Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione
Stefania Mancino
Cristina Flaim
Mario Ciaccia
Marialuisa Cicognani
Si informa che la suddetta

Aib, l’assemblea telematica aggiorna il nome: ora è Confindustria Brescia

in Aib/Associazioni di categoria/Economia by

Si è svolta oggi, in forma telematica, l’Assemblea Generale sessione Privata e Straordinaria dell’Associazione Industriale Bresciana.

Nel corso dei lavori, l’assemblea ha approvato il bilancio 2019 dell’associazione: l’esercizio chiuso al 31 dicembre scorso evidenzia proventi pari a 10,2 milioni di euro, in rialzo dell’1,9% rispetto all’anno precedente (10,01 mln) e un avanzo di gestione pari a 344mila euro (484mila euro nel 2018).

Le aziende associate si attestano a 1.300 e cresce il numero di addetti, aumentato di 1.496 unità, passando dai 62.282 addetti del 2018 ai 63.778 del 2019. Sono state inoltre approvate alcune modifiche statutarie, insieme alla nuova denominazione di “Confindustria Brescia”.

La denominazione Confindustria Brescia sarà caratterizzata dall’utilizzo di un nuovo logo associativo, in linea con l’immagine coordinata di Confindustria. Il cambiamento – richiesto dalla Confindustria nazionale a tutte le associazioni territoriali – consentirà una maggiore riconoscibilità e unitarietà all’intero sistema, in particolare nelle attività di comunicazione, grafica e di dialogo con gli interlocutori. A livello legale, non sarà comunque eliminata la denominazione Associazione Industriale Bresciana.

“Questo passaggio non intaccherà quelle che sono le origini, la storia e i valori più profondi dell’Associazione Industriale Bresciana, ben saldi e immutati dal lontano 1892, l’anno di fondazione del primo Circolo Commerciale che si fece “interprete dei vitali interessi del commercio dell’industria bresciani – commenta Giuseppe Pasini, Presidente di AIB –”. L’AIB rimane, si rinnova e saprà continuare a ricoprire il suo ruolo con autorevolezza, più che mai nelle incertezze che ci attendono”.

Generatori di valore e caldaie a vapore: quali sono le differenze?  

in Economia/Energia by

Al giorno d’oggi sono ancora molte le persone che non conoscono qual è la differenza tra caldaia a vapore e generatore di vapore. In effetti, sono davvero pochi coloro che riescono a comprendere come questi elementi citati siano completamente differenti. Riuscire a comprendere le diversità che ci sono tra caldaia a vapore e generatore di vapore può essere ottimale per capire quale prodotto fa al caso tuo.

A questo proposito quindi, ecco tutto quello che occorre sapere al riguardo, analizzando nei dettagli le specifiche di caldaie a vapore e generatori di vapore industriale ad acqua surriscaldata.

Caldaia a vapore: qual è il suo scopo e come funziona?

Come prima cosa, occorre comprendere cosa si intende con caldaia a vapore. Questo strumento è molto comune in tutte le abitazioni ed in alcune grandi aziende dal momento che serve per generare energia attraverso acqua calda. In generale, è possibile affermare che una caldaia riesce a produrre energia dal vapore e trasmettere quest’energia a tutta l’abitazione. Chi vuole godersi le comodità e l’efficienza di un buon sistema idraulico deve assolutamente puntare su una buona caldaia a vapore. Si tratta di un dispositivo indispensabile.

Ma come funziona la caldaia a vapore? Ebbene, per approfondire quest’argomento occorre considerare il fatto che attualmente ci sono ben 2 tipologie differenti di caldaie a vapore. Queste tipologie si differenziano per il loro funzionamento che è diverso a seconda della struttura. In primo luogo, è bene analizzare il funzionamento di una caldaia a vapore a tubi incandescenti. Tale macchinario è composto da un grande recipiente d’acqua che viene attraversato da molteplici tubi. All’esterno della caldaia si trova invece un bruciatore che grazie ad un combustibile, che può essere di vario genere, riesce a riscaldare i tubi e di conseguenza aumentare la temperatura dell’acqua facendola poi evaporare. Dal vapore poi si innesca una sorta di sistema circolare che permette di produrre energia. Il vapore va in alto per poi raffreddarsi, ritornare acqua e trasformarsi nuovamente in vapore. Tale ciclo continua in perpetuo così da produrre una giusta quantità di energia.

Tuttavia, ci sono alcuni aspetti da prendere in considerazione in merito al funzionamento di questa caldaia con tubi incandescenti. Alla lunga infatti, si potrebbe accumulare calcare nelle tubature e negli elementi del dispositivo. Per questa ragione, è sempre bene riuscire ad effettuare una manutenzione costante della caldaia ed eliminare eventuali problemi. Inoltre, tale strumento presenta problemi di tempo, in quanto l’acqua deve essere riscaldata in continuazione. Ad ogni modo, tale tipologia viene scelta non solo per abitazioni o immobili ma anche per aziende che hanno bisogno di una grande quantità di energia.

La seconda tipologia di caldaia presente sul mercato invece è quella a tubi d’acqua. Si tratta di una caldaia che funziona in modo completamente opposto a quella appena illustrata. In una caldaia a tubi d’acqua la posizione del vapore e dell’acqua è stravolta con uno al posto dell’altra. Inoltre, in una caldaia di questo genere l’acqua deve essere rimessa in circolo necessariamente attraverso l’utilizzo di un serbatoio esterno. Se caldaia e serbatoio funzionano in modo complementare allora si potrà ottenere una produzione continua di energia.

Quali sono le differenze tra le due caldaie?

Dopo aver compreso quello che è il funzionamento tra le due caldaie, è bene capire qual è la differenza tra i due dispositivi. Difatti, ci sono delle diversità che occorre evidenziare e far presente tra i due modelli più gettonati sul mercato, vale a dire tra caldaia e generatore di vapori. Nella summenzionata caldaia a tubi incandescenti, il numero di tubi è superiore all’altro modello. Questo perché tali strumenti permettono di far funzionare totalmente la caldaia e sono indispensabili per la produzione di energia. Il generatore di vapore invece ha solo un grande tubo che si dirama in ogni direzione grazie ai propri riccioli. Si tratta comunque di un sistema efficace che quando attivo dona ottimi risultati.

Oltre a questa differenza, è opportuno menzionare anche una similitudine in realtà. Entrambi i dispositivi infatti, necessitano di un serbatoio esterno per funzionare nel migliore dei modi. Questo serbatoio ha il delicato compito di fornire acqua di riserva nella giusta quantità. In questo modo, la produzione di energia viene sempre garantita anche quando il vapore è nella maggiore quantità. Inoltre, il serbatoio esterno è necessario perché a volte è semplicemente impossibile garantire un collegamento diretto con la rete idrica. In quest’ultimo caso infatti, potrebbero poi nascere diversi problemi nel caso un elemento dovesse surriscaldarsi o non funzionare nel modo adeguato.

Ad ogni modo, nel generatore di calore è importante ricordare come il calore riscaldi l’acqua e quando quest’ultima viene trasformata in vapore viene assorbita direttamente da un tubo in cima alla struttura che permette di far iniziare il processo di produzione di energia. Cosa dire invece per quanto riguarda i gas che vengono formati all’interno del macchinario? Ebbene, questi ultimi vengono espulsi attraverso determinati tubi di scarico. Quest’azione, oltre a garantire il corretto funzionamento del dispositivo, aumenta di gran lunga la sicurezza del generatore. Senza tubi di scarico infatti, i gas potrebbero accumularsi ed alla lunga potrebbero causare una dannosa esplosione. I generatori di vapore comunque sono estremamente sicuri e la protezione è garantita quando si usufruisce di strumenti del genere.

Quali sono i vantaggi che un generatore può dare rispetto ad una caldaia?

Ad oggi, sono davvero tanti coloro che scelgono di puntare su una caldaia a vapore. Questi ultimi si considerano tradizionalisti per così dire e preferiscono i metodi tradizionali a quelli innovativi. Tuttavia, è bene riconsiderare l’efficienza di entrambi i dispositivi e capire quelli che possono essere i vantaggi che un generatore di vapore è in grado di donare rispetto ad una classica caldaia.

Come prima cosa, i generatori di vapore, specialmente quelli utilizzati in ambito industriale sono davvero molto semplici da utilizzare. Non creano mai problemi, anzi sono capaci di lavorare per lunghi periodi di tempo riuscendo a mantenere un ritmo di produzione incessante. Rispetto ad una caldaia a vapore infatti, il processo di produzione energetica è semplificato al massimo e ciò aumenta la quantità di energia prodotta.

Inoltre, un altro fattore da considerare è quello delle dimensioni di un generatore. Una caldaia a vapore è spesso molto grande, quasi ingombrante. Al contrario, il generatore di vapore può avere dimensioni diverse che possono cambiare a seconda delle proprie esigenze. In questo modo, è possibile personalizzare il dispositivo e renderlo adatto alle proprie circostanze.

Infine, occorre considerare come i generatori di vapore riescano a produrre energia in un tempo minore, riuscendo anche a consumare una minore quantità di acqua ogni volta. Si può anche prendere in seria considerazione l’idea di usare un piccolo generatore di vapore come riserva per la propria caldaia.

Ora si conoscono tutte le informazioni in merito a caldaie oppure generatori di vapore. A questo punto, non bisogna fare altro che considerare lo strumento più adatto alle proprie esigenze, sceglierlo e metterlo subito a lavoro per produrre energia.

 

Assolombarda: in Lombardia, con il Covid-19, persi 110.000 posti di lavoro

in Economia/Tendenze by
Impresa 4.0 a Brescia

Dopo i mesi di massima emergenza sanitaria, il periodo estivo ha concesso all’economia italiana un graduale recupero, registrando una diminuzione della produzione industriale del -8% a luglio, in miglioramento rispetto al -14% a giugno e al -21% a maggio. È quanto emerso dal Booklet Economia di Assolombarda, pubblicato su “Genio & Impresa” (genioeimpresa.it), il web magazine dell’associazione delle imprese che operano nelle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza e Pavia. Resta critica, però, la connessione ai mercati internazionali che nei primi sei mesi del 2020 in Lombardia ha registrato una diminuzione delle esportazioni del 15,3%, l’equivalente a una perdita di fatturato pari a 9,7 miliardi di euro. Preoccupa anche il mercato del lavoro che tra aprile e maggio 2020 in Lombardia ha subito un calo di 110mila unità, il saldo trimestrale più negativo dal terzo trimestre del 2009, facendo aumentare il ricorso alla cassa integrazione. Rispetto al periodo pre-Covid, il recupero risulta essere ancora incompleto e disomogeneo tra i settori, evidenziato dal segno meno davanti a tutti gli indicatori di attività, ma è evidente che a partire da maggio le imprese si sono rimesse in moto e la contrazione nelle serie mensili delle diverse variabili economiche si è ridotta di intensità. In Lombardia gli indicatori convergono nel delineare, rispetto alla media nazionale, sia una caduta economica più consistente nel periodo di lockdown, sia soprattutto un recupero più lento e graduale da maggio ad oggi: rispetto alla stesso periodo del 2019, l’attività produttiva delle imprese lombarde ha registrato una diminuzione pari a -35% a marzo, -45% ad aprile, -22% a maggio e un netto miglioramento a giugno con un -15%.

Se i numeri legati alla produzione industriale fanno tirare un sospiro di sollievo, risultano ancora critici i dati sulle esportazioni: nel secondo trimestre 2020 la contrazione delle esportazioni lombarde è stata estremamente ampia e diffusa in tutti i settori e province, seppur con intensità diverse. Secondo i dati del Centro Studi Assolombarda, al calo di marzo (-13,1% rispetto all’anno prima), è seguita la pesante contrazione di aprile (-40,8%), poi più contenuta a maggio (-29,8%) e a giugno (-10,1%). Le contrazioni più ridotte si sono verificate nel settore alimentare (-3,5%) e farmaceutico (-12,8%), mentre i settori più colpiti sono stati moda (-42%), automotive (-41,3%), meccanica (-29%) e metalli (-30,1%). Nel complesso, nei primi sei mesi del 2020 le esportazioni in Lombardia sono diminuite del 15,3% su base annua, che equivale a una perdita di fatturato pari a 9,7 miliardi di euro, di cui nello specifico 3,2 miliardi a Milano, 634 milioni a Monza e Brianza, 236 milioni a Pavia e 121 milioni a Lodi. Non va meglio per il mercato del lavoro, dove le ripercussioni indotte dall’emergenza sanitaria hanno provocato un drastico calo dell’occupazione in Lombardia di 110mila unità, di cui 23mila occupati indipendenti e 87mila dipendenti. Scende sia il tasso di occupazione (66,5%) sia il tasso di disoccupazione (4,0%), riflesso del considerevole aumento di persone che hanno rinunciato alla ricerca di un impiego.

Da questa analisi, risulta essere prevedibile l’elevato ricorso alla cassa integrazione: tra aprile e luglio sono state autorizzate 454 milioni di ore in Lombardia, dato che equivale al 45% in più rispetto al record registrato nell’intero 2010. A livello di territori, in soli quattro mesi sia Lodi (con 8,8 milioni di ore di CIG) sia soprattutto Milano e Monza e Brianza (con 182,9 milioni di ore) raddoppiano le ore richieste rispetto ai picchi annuali del 2014 e del 2010 rispettivamente; Pavia (con 13,4 milioni di ore) supera leggermente il record dell’anno 2009. Per quanto riguarda gli indicatori soft, viene riconfermata la ripresa in atto, ancora lenta in Lombardia rispetto al resto d’Italia. Il traffico dei veicoli pesanti sulle tangenziali milanese, indicativo dell’intensità di scambi economici sul territorio, si attesta a inizio settembre sui livelli di luglio, ancora inferiori del 5% circa rispetto al 2019. Gli spostamenti per motivi di lavoro rilevati da Google Maps nei primi giorni di settembre in Lombardia continuano ad essere ridotti del 34% rispetto al periodo pre-pandemia.

Api, il nuovo presidente è Pierluigi Cordua

in Api/Associazioni di categoria/Economia by

Si è svolta ieri pomeriggio l’Assemblea Ordinaria elettiva, per il rinnovo delle cariche, di Apindustria Brescia. Il Presidente uscente Douglas Sivieri, dopo un energico discorso è stato salutato con riconoscenza dai molti imprenditori presenti in sala. «Quelli alla guida dell’Associazione sono stati anni straordinari – dichiara il Presidente uscente Douglas Sivieri -. L’augurio è che anche il prossimo Presidente possa vivere con eguale intensità questa esperienza. Sappiamo che ci sarà molto da fare, sappiamo che per le Pmi il periodo è difficile ma sappiamo anche che l’Associazione c’è e può svolgere un ottimo lavoro di rappresentanza, oggi sempre più necessario».

Il nuovo Presidente di Apindustria Brescia, eletto dal neo Consiglio Direttivo a fine Assemblea, è Pierluigi Cordua, nato a Brescia il 18/04/1970 sposato da 14 anni con tre figlie. Il Dott. Cordua è Amministratore delegato dell’azienda di famiglia ISVE Srl, che si occupa della produzione e commercializzazione di impianti per il riciclaggio di prodotti non ferrosi e di impianti per il trattamento del legno. Ha avuto un’esperienza all’estero ormai conclusa, vicino a Shangai, dove nel 2008 ha fondato un’azienda in Joint Venture che si occupa della produzione di impianti sempre per il riciclaggio.

In Apindustria Pierluigi Cordua ha ricoperto diverse cariche, tra le quali:

  • Consigliere Gruppo Giovani;
  • Consigliere Senior e Consigliere Apiservizi durante il mandato Casasco;
  • Consigliere durante i mandati Sivieri, recentemente con delega allo sviluppo associativo;
  • Consigliere Unionmeccanica;
  • A livello Nazionale ha la carica di Consigliere di Confapi Servizi.

Nel 2015 ha anche ricoperto la carica di Presidente nel Rotary Valle Sabbia.

“C’è la consapevolezza del ruolo di responsabilità di cui sono stato insignito e che accolgo con piacere ed entusiasmo – ha detto il nuovo Presidente di Apindustria Brescia Piergluigi Cordua -, soprattutto in un momento in cui l’Associazione si è radicata con solidità sul territorio e resta importante anche la disponibilità all’apertura verso le istituzioni che continueremo a portare avanti. Apindustria rappresenta le Piccole industrie private bresciane più di ogni altra Associazione sul territorio, Apindustria è il faro delle Pmi bresciane e della difesa dei loro interessi”. La scelta di fare l’Assemblea in presenza è stata dettata dal desiderio di dare un segno di vicinanza agli imprenditori Associati Apindustria.

I risultati per la votazione dei 15 membri del nuovo Consiglio Direttivo sono i seguenti, in ordine alfabetico:

  1. Bonomi Amedeo, OMAL SPA – Rodengo Saiano
  2. Cordua Pierluigi, I.S.V.E SRL – Borgo Poncarale
  3. Dalola Delio, DISPARI SOC. COOP. SOC. ONLUS – Corte Franca
  4. Ferraboli Monica, MECCANICA PONTE CHIESE SRL – Prevalle
  5. Guerini Davide, C.D.S. DIAGNOSTICA STRUMENTALE SRL – Brescia
  6. Mariotti Marco, SIDERMARIOTTI SRL – Pontevico
  7. Mezzini Giuseppe, DOBLONE SRL – Brescia
  8. Orizio Alessandro, O.M.M. TECHNOLOGIES SRL – Maclodio
  9. Pastore Chiara, VETRODOMUS SPA – Brescia
  10. Raineri Giuseppe, A. F. G. P. ASSOCIAZIONE FORMAZIONE G. PIAMARTA – Brescia
  11. Salvini Williams, O.P.S. OFFICINA PRESS. SCOTTI SRL – Monticelli Brusati
  12. Vertua Daniele, FACCHINI FRANCESCO SPA – Castrezzato
  13. Vinati Matteo, VINATI SRL – Nave
  14. Vismara Paolo, VPM GROUP SRL – Alfianello
  15. Vivante Nadia, TOOLS FOR SMART MIND SRL – Castel Mella

Altresì dalle votazioni sono stati eletti all’unanimità i componenti effettivi ed i supplenti del Collegio dei Probiviri dell’Associazione:

Effettivi

AVV. VITTORINI                                    PIERGIORGIO                       Presidente

DOTT. GHETTI                                        MASSIMO

ING. PATERLINI                                    FERDINANDO

Supplenti

AVV. DUSI                                                ALESSANDRO

RAG. MELELEO                                      LUIGI

ING. TORTELLA                                     STEFANO

Votati all’unanimità anche i componenti, effettivi e supplenti, del Collegio dei Sindaci dell’Associazione:

Effettivi

DOTT. PERNIGOTTO        ENRICO                                     Presidente

DOTT. RANZINI                     FAUSTO

DOTT.SSA FEDERICI          TERESA

Supplenti

DOTT. SGORBATI             SIMONE

DOTT. BAREZZANI               ENRICO

Aib, Giovanni Marinoni Martin nuovo presidente del settore Metalli

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Nomine by

Sono proseguite nella giornata di ieri – in forma telematica – le assemblee per il rinnovo dei consigli e dei presidenti degli 8 settori merceologici dell’Associazione Industriale Bresciana, relativi al quadriennio 2020-2024.

A seguito degli scrutini, Giovanni Marinoni Martin (O.R.I. Martin Spa) è stato nominato presidente del Settore Metallurgia, Siderurgia e Mineraria, sostituendo Loretta Forelli (presidente dallo scorso mese di giugno della Fondazione AIB). Nel ruolo di vicepresidente sono stati nominati Giacomo Coglio (Forelli Pietro Spa) e Silvia Mangiavini (Raffineria Metalli Guizzi Spa). Completano il consiglio direttivo Roberto Bersi (Bicomet Spa), Michele Bortolami (Raffmetal Spa), Nicola Cantele (S.A. Eredi Gnutti Metalli Spa), Giuseppe Cavalli (Alfa Acciai Spa), Mauro Cibaldi (Deral Spa), Giorgio Cortesi (Almag Spa) e Giovanni Pasini (Acciaierie di Calvisano Spa).

Il neoeletto presidente, come da regolamento, diventa membro del Consiglio Generale di AIB per il quadriennio 2020-2024.

Le assemblee per il rinnovo dei settori termineranno – sempre in forma telematica – domani alle ore 17.00, con il rinnovo del consiglio della MECCANICA (attuale presidente Gabriella Pasotti).

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