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Artigianato

Massetti (Confartigianato) critica la legge di bilancio: timida e poco espansiva

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Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

«Timida contro la grande evasione, ‘svuotata’ di 3,5 miliardi in tre anni destinati a ridurre la pressione fiscale sulle piccole imprese: la manovra economica del Governo, condizionata dalla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, è poco espansiva e necessita di essere corretta». Questo il giudizio espresso dal presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti sul disegno di legge di Bilancio per il 2020 ora in Commissione e che si appresta ad approdare in Parlamento per vagliare i numerosi emendamenti di modifica proposti. Sul fronte fiscale, Confartigianato boccia l’abrogazione delle disposizioni che prevedono la tassazione ad imposta sostitutiva del 20% per soggetti con ricavi o compensi compresi tra 65.000 e 100.000 euro che avrebbe dovuto entrare in vigore dal 1° gennaio 2020. «La stretta fiscale su auto aziendali, plastic tax e sugar tax sono purtroppo la conferma di negativa di un mancato confronto e di una mancata valutazione d’impatto. Sono dunque scelte che ci auguriamo vengano riconsiderate. Sempre in materia fiscale, manca una necessaria semplificazione degli adempimenti, tanto più necessaria in considerazione degli obblighi di fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi e, più in generale, del crescente utilizzo delle tecnologie digitali e del processo di comunicazione telematica dei dati nei confronti del fisco che complicano ulteriormente la vita delle imprese» continua Massetti, più positivo in tema di incentivi «apprezziamo la proroga per il 2020 delle agevolazioni fiscali per il ‘sistema casa’. Ma riteniamo indispensabile renderli strutturali e stabili almeno per tre anni, per consentire a imprese e cittadini la corretta pianificazione degli investimenti. Riteniamo necessario prevedere un sostegno dedicato alla formazione nel settore delle tecnologie abilitanti del Piano Nazionale Impresa 4.0 per gli imprenditori secondo il modello della deducibilità delle spese di formazione e formazione permanente. Positivo anche la proroga dell’iper ammortamento per i beni materiali tecnologici e del super ammortamento. Ma anche a questo proposito, c’è la necessità di garantire un respiro pluriennale alle disposizioni, funzionale ad una consapevole programmazione degli investimenti da parte di micro e piccole imprese. Sarà difficile allontanarsi dalla crescita ‘zerovirgola’ puntando soltanto sulla lotta all’evasione, grande e condivisibile battaglia che appare però molto circoscritta e mirata a senso unico nei confronti, ancora una volta, delle piccole imprese» conclude Massetti.

 

Sartorie artigianali, in provincia di Brescia sono 173

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Sartorie artigianali: in Lombardia e in Italia. Milano, con 737 imprese e oltre mille addetti nella classifica nazionale è preceduta solo da Roma che ne conta 800 con 1.090 addetti. Rispetto a cinque anni fa cresce del +21,2% e precede Torino (553 attività con 756 addetti), Napoli (353, 566), Verona (184, 251), Bari (175, 357) e Brescia (173, 273). Tra le prime anche altre lombarde: Bergamo con 144 attività, Varese con 121 e Monza Brianza con 118.

Oltre due sartorie artigianali su tre sono a guida femminile. Sia in Lombardia (69,3%) che in Italia (72,5%). E la percentuale di donne arriva all’80% circa a Sondrio, Brescia e Mantova in regione mentre supera il 90% a Pordenone, Chieti e Fermo. La presenza di giovani sia in Lombardia che in Italia si attesta intorno all’11%, con punte del 16% a Brescia e Mantova. A livello nazionale i giovani superano invece il 20% a Crotone, Massa Carrara, Savona, Prato e Pistoia. Forte la presenza di stranieri soprattutto in Lombardia, più della metà del totale, rispetto al 35,5% italiano: Milano arriva al 68%, prima nella classifica nazionale, precede Verbania e Prato (66,7%). Se si guarda solo ai titolari di ditte individuali, la provenienza straniera prevalente sia per la Lombardia che per l’Italia è la Cina (rispettivamente 34,7% del totale ditte e 15,7%), seguita a livello regionale dal Marocco (3,1%) e a livello nazionale dalla Romania (3,7%).

 

Design, depositati mille brevetti all’anno: Brescia tra le province più attive

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Un ambiente di lavoro

Dalle macchine da caffè innovative ai letti a castello richiudibili, dallo scrittoio che si trasforma in letto allo zerbino igienizzante, dalla scrivania sospesa alla sedia trasformabile in seggiolone per bambini, ma ci sono anche i faretti al led da montare sulle cappe da cucina, il monile a lunghezza variabile, lo schiaccianoci di facile utilizzo, la cover con accendino per telefoni cellulari. Mobili, accessori per la cucina, illuminazione, gioielli: sono circa mille all’anno i brevetti dedicati al design in Italia. Quasi 12 mila in dieci anni. Riguardano soprattutto mobili e accessori per la cucina (oltre 2 mila, il 19% del totale), apparecchiature per l’illuminazione (14%), tavoli, scrivanie, mobili per ufficio e articoli da viaggio (13%), sedie, poltrone e letti (10%). Sono il 2010 e il 2011 gli anni con più depositi.

Milano si conferma capitale dell’innovazione nel design con quasi mille brevetti concessi (sui depositi fino al 2015), seguita da Torino con 500. Superano i 200 anche Bologna e Roma. Tra le provincie più creative anche Brescia e Bergamo.

Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Ministero dello Sviluppo Economico – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, sui depositi di invenzioni e modelli di utilità.

Arriva la settimana della moda: in Lombardia 128mila occupati nel settore

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Moda, foto da Pixabay

A Milano sta per arrivare la settimana della Moda (e poi toccherà alla Design week, col Salone del mobile). Un mondo che a Milano città coinvolge circa 25 mila imprese e 128 mila addetti, secondo i dati al 2018 della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi su sedi e unità locali tra shopping di moda, alloggio, ristorazione, servizi business di trasporto e allestimenti, visite ai musei. Circa il 64% tra alloggio e ristorazione, il 22% nello shopping, il 14% nei servizi business, trasporti, 1% nel nella cultura e tempo libero.

Addetti e giro d’affari annuale. Milano città pesa circa il 5% nazionale per addetti con 128 mila e circa il 20% per giro d’affari annuale (oltre 10 miliardi di euro, circa 160 milioni a settimana, su circa 60 miliardi italiani).

Alloggio e ristorazione valgono il 64% delle imprese dell’indotto della città (16 mila imprese per i due settori insieme, +8% l’alloggio in un anno e + 3% la ristorazione).. Quasi 2 mila gli alloggi, 14 mila tra ristoranti e bar.

Shopping di moda, il 22% delle imprese coinvolte. Sono oltre 5 mila le attività di commercio al dettaglio nell’abbigliamento, tra vestiti e calzature

I servizi business, trasporti con oltre 3 mila imprese (14% del totale indotto cittadino, +0,9% per i trasporti e +2% i servizi business). Si tratta di oltre 2 mila imprese nei servizi collegati tra taxi e noleggio autovetture e oltre mille imprese nell’organizzazione di convegni, allestimenti.

Visite museali (1% del totale indotto cittadino). Ci sono circa 200 imprese in attività museali e visita di luoghi storici.

Industria e artigianato, si indebolisce la ripresa – ECCO I DATI

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Impresa artigiana

Nel terzo trimestre del 2018 – rileva una nota dell’Ufficio Studi e Ricerche AIB – l’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane subisce un arresto, in buona parte dovuto alla tradizionale chiusura delle aziende nel periodo estivo.

La tendenza positiva del made in Brescia, in atto dal primo trimestre del 2015, viene comunque confermata, ma risulta relativamente più debole. Questo, in linea con il contesto nazionale, in cui gli indicatori congiunturali confermano un rallentamento dell’attività, per il minor supporto della domanda interna (consumi e investimenti).

Nel dettaglio, la produzione industriale in provincia di Brescia registra un calo congiunturale del 2,8%: in termini destagionalizzati (al netto degli effetti derivanti dal minor numero di giorni lavorativi nel trimestre estivo rispetto a quello precedente) rileva un aumento dello 0,1%. Il tasso tendenziale (variazione dell’indice nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso) risulta positivo per la ventesima rilevazione consecutiva (+2,7%), ma in frenata rispetto a quanto registrato nei trimestri precedenti. Il tasso acquisito, la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2018, è pari a +2,5%. Il recupero dai minimi registrati nel terzo trimestre 2013 si attesterebbe così al 14% circa, mentre la distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) sarebbe di poco inferiore al 22%.

L’artigianato manifatturiero bresciano – secondo il Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia –  segna nel terzo trimestre una decelerazione che frena il percorso di crescita lento, ma costante, intrapreso dalla seconda metà del 2016. Tra luglio e settembre la produzione è diminuita sul trimestre precedente dello 0,6%, il fatturato dello 0,3%, gli ordini dello 0,9%. Il tasso di utilizzo degli impianti è calato al 69,8% (contro il 72,5% del 2° trimestre).

Nonostante il rallentamento trimestrale, il quadro complessivo tendenziale rimane parzialmente positivo. La produzione è cresciuta dello 0,5%, il fatturato dell’1,2%, gli ordini, all’opposto sono calati dello 0,4%. I risultati dei primi tre trimestri permettono di tracciare un quadro, seppur parziale, dell’andamento del comparto nel 2018. Nella media dei primi tre trimestri 2018, la produzione è cresciuta, su base annua, del 2,5%, il fatturato del 4,4% e gli ordini del 2,4%.

I principali indicatori dell’industria:

§  Con riferimento ai settori, l’attività produttiva è diminuita significativamente nei comparti: metallurgico e siderurgico (-4,6%) e meccanica tradizionale e costruzione di mezzi di trasporto (-4,4%). E’ diminuita con minore intensità nel maglie e calze (-2,7%), chimico, gomma, plastica (-1,8%), abbigliamento (-1,6%), tessile (-1,5%), calzaturiero (-1,0%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (-0,9%), materiali da costruzione ed estrattive (-0,9%), legno e mobili in legno (-0,5%), agroalimentare e caseario (-0,3%). È invece aumentata nel settore carta e stampa (+0,3%).

§  Le vendite sul mercato italiano sono aumentate per il 10% delle imprese, diminuite per il 52% e rimaste invariate per il 38%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono incrementate per il 9% degli operatori, scese per il 32% e rimaste stabili per il 59%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per l’8%, calate per il 29% e rimaste invariate per il 63% del campione.

§  I costi di acquisto delle materie prime sono saliti per il 25% delle imprese, con un incremento medio dello 0,6%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati rivisti al rialzo dal 12% degli operatori, per una variazione media dello 0,2%.

§  Le aspettative a breve termine appaiono coerenti con la prosecuzione della fase di moderata espansione del manifatturiero provinciale. La produzione è prevista in aumento da 31 imprese su 100, stabile dal 56% e in flessione dal rimanente 13%.

§  Gli ordini provenienti dal mercato interno sono in aumento per il 29% degli operatori, stabili per il 60% e in calo per l’11%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 15% degli operatori del campione, invariati per il 70% e in flessione per il 15%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in incremento per il 17% delle imprese, stabili per il 70% e in diminuzione per il 13%.

I principali indicatori dell’artigianato:

§  Il fatturato del comparto artigianato chiude il trimestre con risultati tendenziali positivi sebbene in leggera decelerazione rispetto a inizio anno, grazie al sostegno del fatturato interno.

§  Gli ordini nel complesso sono diminuiti dello 0,4%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, risultato che ha invertito il trend positivo in atto dalla fine del 2016. Entrambe le componenti, estera ed interna, hanno contribuito al calo registrato, anche se determinanti sono stati gli ordini provenienti dal mercato interno (-0,4%) che rappresentano la quota più consistente.

§  L’occupazione, al netto degli effetti stagionali, chiude il terzo trimestre con una leggera variazione positiva (+0,4%) anch’essa in decelerazione rispetto al risultato del trimestre scorso (+1,2%). Il ricorso alla Cassa Integrazione è in aumento rispetto ai livelli dello scorso trimestre, la quota di imprese che ne ha fatto ricorso si colloca al 3,1 % contro l’1,5% del 2° trimestre.

§  Le attese degli imprenditori artigiani per la fine dell’anno sono moderatamente positive con riferimento alla produzione, al fatturato, alla domanda estera ed all’occupazione anche se resta molto alta la quota di imprenditori che prevedono una sostanziale stabilità. Sul fronte della domanda interna il saldo tra le ipotesi di aumento e diminuzione vede prevalere i secondi (-3,9%).

L’Indagine AIB viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero. L’indagine sull’artigianato della Camera di Commercio, la cui fonte è l’indagine congiunturale Unioncamere Lombardia, ha coinvolto 192 imprese della provincia, pari a una copertura campionaria del 100%.

Mobili artigianali, quali sono i vantaggi?

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Arredamento

I mobili in legno sono in grado di riscaldare ogni ambiente, in particolare se sono realizzati da artigiani che sono in grado di adattare questi oggetti alle misure della stanza che li ospiterà. Vediamo alcuni dei vantaggi, di avere dei mobili artigianali.

Tavoli, sedie, scaffali e armadi, invece di essere acquistati da un rivenditore di mobili industriali, possono essere realizzati su misura da un artigiano. I vantaggi dei mobili su misura non possono essere sopravvalutati, in particolare quando sono realizzati in legno. Questo materiale, offre una combinazione unica di fascino estetico e integrità strutturale senza pari.

Come ci possono confermare i proprietari di falegnameria brescia fratelli maestri, questo materiale è in grado di generare un’atmosfera unica, accogliente e dare un senso di “organico”. Il legno, per sua natura è in continua evoluzione. Anche dopo molti anni, le assi che compongono un mobile cambieranno colore e invecchieranno. Acquistando un sempre maggiore fascino e donando all’ambiente una serie di colorazioni sempre nuove.

Ecco, alcuni dei motivi che possono portare una persona ad acquistare un mobile artigiano.

Forza e duratura

Il legno è, naturalmente una materia duratura e robusta. Il materiale perfetto, per chi cerca longevità per i propri mobili. Sia che si scelga di utilizzare un legno duro come la quercia o che si scelga un legno tenero come il pino, vi è un’innata stabilità e affidabilità in un mobile realizzato con questo materiale.

Questa durabilità fa si, che i mobili in legno offrano un eccellente rapporto qualità-prezzo e, se mai si dovesse decidere di vendere un mobile in futuro, se è ben tenuto il prezzo di vendita potrebbe essere molto vicino a quello di acquisto.

La buona durata di questo materiale, garantisce anche una facile manutenzione. La ceratura, la lucidatura e l’oliatura devono essere eseguiti solo occasionalmente. Per garantire la perfetta conservazione del legno che forma un mobile o un oggetto di arredamento.

Guardare e sentire

Come accennato in precedenza, il legno può aggiungere una certa regalità e fascino a qualsiasi stanza, sia che si tratti di legno chiaro o dalle tonalità più scure. Quando i mobili sono realizzati da un artigiano con molta esperienza, esiste un potenziale illimitato per l’innovazione del design che può creare.

I mobili in legno possono anche fare molto, per creare un senso di spazio in stanze con poca luce. Se si vive in un condominio in città, la presenza di legno in una stanza può portare una “ventata di freschezza” all’interno della stanza. Il suo ampio spettro cromatico, è in grado di adattarsi a ogni tipologia di arredamento. Inoltre, il legno è in grado di portare immediatamente calore in ambienti sterili.

Varietà

La vasta gamma di colori e tonalità del legno, permettono ad arredatori e proprietari di una abitazione di spaziare nella scelta dei materiali. E questo, per non parlare delle sottili ma evidenti differenze che si possono ottenere grazie all’applicazione di resine e vernici protettive.

Oltre al materiale vero e proprio, ogni produttore di mobili artigianali ha le sue peculiarità nel realizzare un prodotto. Una volta sviluppato il progetto, la sua visione d’insieme porterà dalla carta alla realtà quello che andrà a riempire un vuoto all’interno di una stanza.

Versatilità

A differenza di molti altri materiali, il legno si adatta praticamente a ogni tipologia di ambiente. I mobili in legno possono inserirsi all’interno di qualsiasi design; sia esso moderno o rustico. Inoltre, l’unione di diverse tipologie di legno possono dare vita a una variazione cromatica molto particolare.

Inoltre, la versatilità di questo materiale si può estendere anche verso l’esterno. Quando il legno viene trattato con oli per resistere all’esposizione degli agenti atmosferici, i mobili realizzati in legno sono un’ottima alternativa per arredare giardini e verande.

 

Cambiamenti, il 15 novembre Cna premia la migliore startup bresciana

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Eleonora Rigotti, Cna Brescia

Si sono chiuse lo scorso 30 settembre le iscrizioni alla seconda edizione di Cambiamenti, il concorso di CNA che premia il pensiero innovativo delle nuove imprese. Le start up bresciane che vi parteciperanno, essendo risultate idonee, sono 19. Un numero in linea con quanto registrato lo scorso anno: si conferma, quindi, il buon risultato già ottenuto con la prima edizione di Cambiamenti, che si era chiusa con una start up bresciana quale vincitrice nazionale assoluta.

«Le start up di oggi possono diventare le grandi aziende di domani, a patto che siano adeguatamente supportate nella loro attività e che vengano sviluppati progetti di impresa sostenibili. Per questo motivo sono necessari maggiori investimenti in ricerca e sviluppo» dichiara Eleonora Rigotti, presidente di CNA Brescia. Se infatti il sistema scolastico prepara a diventare meccanici, estetiste, odontotecnici, non aiuta a “fare gli imprenditori”. «In CNA sosteniamo la formazione imprenditoriale e guardiamo all’innovazione sociale come a un obiettivo, più che a un risultato. Ritengo che a livello sistemico – conclude la presidente Rigotti – sia necessario potenziare i collegamenti tra scuola e aziende, tra imprese e università».

Nelle prossime settimane, la giuria composta da esperti selezionati da CNA Brescia valuterà le 19 candidature. Verranno presi in considerazione elementi come: la capacità di rispondere alle esigenze del mercato e, al contempo, di introdurre un’innovazione e di mantenere un legame con la tradizione; l’originalità; l’impatto sociale sul territorio.

Le 3 imprese che otterranno la migliore valutazione saranno segnalate a livello nazionale, potendo così partecipare alle fasi successive del premio. CNA Brescia annuncerà anche la vincitrice della sezione bresciana del concorso, durante la premiazione ufficiale che avverrà mercoledì 15 novembre.

L’impresa bresciana vincitrice riceverà 1000 euro in voucher di servizi di consulenza in CNA Brescia; 6 ore di consulenza strategica sull’industria 4.0 in CNA DIH (Digital Innovation Hub);6 ore di consulenza per avvio attività orientate all’internazionalizzazione; 2 anni di adesione al sistema CNA; accesso al credito facilitato con le garanzie di Sviluppo Artigiano (intermediario finanziario vigilato dalla Banca d’Italia).

Nel frattempo, sulla pagina www.premiocambiamenti.it verranno pubblicati nell’apposita sezione “Imprese” i profili di tutte le aziende partecipanti al concorso, in una sorta di vetrina virtuale volta alla promozione e alla valorizzazione di competenze, idee e risultati già raggiunti.

Ad allungare la lista di partner del premio, tra i quali figurano anche Google e facebook, infine, è arrivato il sostegno di H-FARM, Talent Garden e l’acceleratore di TIM #WCAP.

Nuovi studi di settore, Cna: vigileremo sugli effetti

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Come da richieste avanzate anche da CNA attraverso Rete Imprese Italia, i nuovi studi di settore (Indici sintetici di affidabilità o ISA) dovrebbero essere strumento di “tranquillità fiscale” per le imprese, non essendo più utilizzati – secondo quanto annunciato – quale mezzo di accertamento dall’Agenzia delle Entrate.

«CNA Brescia si impegna a monitorarne gli effetti nei prossimi mesi – assicura Eleonora Rigotti, presidente dell’associazione al livello territoriale bresciano -. Se davvero lo Stato passerà dall’essere un controllore a essere un collaboratore, allora si sarà fatto un piccolo progresso verso la tutela della cultura d’impresa da parte del pubblico. Da sempre chiediamo uno Stato che faciliti l’attività imprenditoriale degli artigiani, e che non la ostacoli con burocrazia asfissiante e pressione fiscale opprimente, come spesso purtroppo accade. Auspichiamo che questo atteso provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sia nei fatti strumento di semplificazione fiscale, come anticipato in queste ore».

Ad oggi si sono individuati primi 70 Indici sintetici di affidabilità, che potranno essere già applicati a decorrere dal periodo d’imposta 2017, dopo l’approvazione tramite decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, interessando 1,4 milioni di contribuenti. Sono 17 gli ISA individuati nel comparto dei servizi, tra cui carrozzieri e meccanici; parrucchieri e barbieri; riparazione di autoveicoli, motocicli e ciclomotori. Nella manifattura sono 15, tra i quali fabbricazione di articoli da viaggio e borse; fabbricazione, lavorazione e trasformazione del vetro, calzature e prodotti in gomma. Tra le categorie più numerose interessate dagli ISA ci sono oltre 129mila installatori di impianti (9%) e circa 74mila parrucchieri (5%).

«Ci mettiamo a disposizione delle imprese – sottolineano da CNA Brescia – per affiancarle nella verifica degli eventuali vantaggi o svantaggi del nuovo sistema che si sta delineando e sul quale manterremo costante l’attenzione».

Pos obbligatorio per gli artigiani, CNA Brescia: si possa valutare caso per caso

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Eleonora Rigotti, Cna

«Auspichiamo che venga previsto un sistema di segnalazione del caso particolare attraverso forme di autocertificazione, che possano essere approvate con la modalità del silenzio assenso entro un termine prestabilito». È quanto chiede CNA Brescia, in vista dell’approvazione del decreto (annunciata per fine settembre) che dovrebbe introdurre sanzioni per chi, artigiani compresi, non si è ancora adeguato all’obbligatorietà del POS per i pagamenti con moneta elettronica.

La Confederazione, che a livello nazionale sta predisponendo una lettera ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Economia, sta lavorando perché si introducano sanzioni solo dopo che si sia definita una chiara disciplina che individui e regolamenti tutti i casi di impossibilità o difficoltà tecnica all’utilizzo dei POS e, soprattutto, dopo un intervento che abbassi l’importo delle commissioni ai gestori dei circuiti di pagamento.

CNA Brescia sottolinea, inoltre, che proprio per gli artigiani la situazione è molto complessa, soprattutto per alcune categorie. Tra queste, basti citarne tre a titolo di esempio: elettricisti, idraulici e imbianchini. Si pensi al numero di terminali POS di cui dovrebbe dotarsi un’azienda i cui dipendenti si recano nelle abitazioni dei clienti. «Si tratta di costi non sostenibili per una micro e piccola impresa – sottolinea la presidente di CNA Brescia, Eleonora Rigotti -. A ciò si aggiunga il fatto che l’infrastruttura di connettività non copre allo stesso modo tutto il territorio nazionale, potendo quindi causare disservizi».

«È certo un segno importante di contrasto dell’economia sommersa permettere sempre i pagamenti senza ricorrere ai contanti, ma è un salto che va ponderato rispetto alle diverse situazioni l’introduzione di sanzioni per tutte le categorie che hanno rapporti con gli utenti finali, artigiani inclusi, che non accettano la moneta elettronica» dichiara la presidente Rigotti.

Per questi motivi, e non essendo possibile fare a priori un’analisi esaustiva di tutte le singole situazioni, «si preveda – rimarca la presidente Rigotti – un elenco di motivi per cui si possa chiedere l’esclusione dall’utilizzo del POS. Con tale provvedimento, si potrà superare l’impossibilità di conoscere nel dettaglio ogni singola realtà imprenditoriale, dando allo stesso tempo omogeneità ai motivi di esclusione». Da CNA sottolineano, inoltre, come «gli smartphone siano lo strumento elettronico più diffuso tra i bresciani e gli italiani tutti. Per questo sarebbe molto più utile poter prevedere che il pagamento con la moneta elettronica passi da modalità virtuali e digitali, non obbligatoriamente dal POS».

Dati Confartigianato: a Brescia crescono gli occupati, ma non i giovani

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Il mondo delle MPI lombarde è uscito meno numeroso e più maturo dagli ultimi 10 anni di mercato. Dal 2007 ha infatti perso 20mila imprese artigiane ed è cresciuta la quota degli autonomi artigiani over 55 (+15,4%), a fronte di un calo significativo degli under 35 (-45,4%).

Ma è anche più strutturato – con un incremento della quota di Srl dal 2,3% al 5,6% – più qualificato – con imprenditori con titoli di studio mediamente più elevati tra gli under 40 – e più internazionalizzato. Cresce infatti il Made in Lombardia all’estero nei settori a maggior concentrazione di MPI, e lo fa più della media del manifatturiero lombardo: +26,6% contro il +20%, e si estende il raggio di azione, con un incremento del 50,8% delle esportazioni direte verso i Paesi extra UE28.

Un mondo che ha vissuto le scottature di due recessioni sulla propria pelle, ma che sta anche cogliendo le opportunità dei nuovi mercati e delle nuove tecnologie: il 67,7% degli artigiani lombardi prevede infatti di effettuare investimenti nel prossimo biennio, e di questi quasi 7 su 10 hanno in programma almeno un investimento in tecnologie digitali.

È questo il quadro che emerge dal 7° Rapporto dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia “Dal tramonto all’alba: Com’è cambiato l’artigianato lombardo, dopo una notte lunga 10 anni”, presentato questa mattina a Palazzo Pirelli.

“Le nostre imprese si sono senza dubbio trasformate negli ultimi 10 anni – commenta Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Lombardia – Ma in questo nuovo modo di fare impresa resiste il cuore del “valore artigiano”, quella caratteristica distintiva delle nostre aziende che sintetizza creatività, manualità, tecnologia, personalizzazione, capace di dare un effettivo valore aggiunto a prodotti e servizi. Tra i nostri associati per esempio molti giovani sono stati capaci di prendere in mano mestieri tradizionali, magari dai genitori, e ripensarli con nuove competenze; è una nuova tendenza che si sta facendo sempre più strada, verso un artigianato che conserva la sua essenza ma cambia pelle per adeguarsi a nuovi bisogni e mercati, e la nostra Associazione è pronta per accompagnare le imprese in questa trasformazione”.

 

Focus Brescia

L’Osservatorio ha raccolto anche i dati di ogni singola provincia lombarda. Per quanto riguarda Brescia, se nel 2006 si contavano 516mila occupati, nel 2015 erano 518mila e nel 2016 528mila, con un variazione assoluta di 12mila occupati e percentuale del 2,3%.

Ma il dato negativo è la crescita del tasso di disoccupazione, che, sempre a Brescia, era del 3,8% nel 2006 per poi salire all’8,7% nel 2015 e nel 2016 tornare leggermente in a scendere portando la quota dei disoccupati a all’8,6%. Confermata dalla disoccupazione giovanile (15/24 anni) al 9,7% nel 2006 è salita al 35,9% nel 2015 e al 32,9% nel 2016: 23,2 punti percentuali in più rispetto al periodo pre crisi.

Occupazione dei giovani tra i 15-24 anni a Brescia dieci anni fa erano occupati il 42,6% dei giovani e dieci anni dopo, nel 2015, solo il 19,1% tornata a crescere nel 2016 portandosi al 20,8%.

Per quanto riguarda il mondo delle imprese artigiane, la dinamica in provincia di Brescia in questo decennio racconta di come si sia passati da 38.489 imprese al II trimestre 2007 (il 31,9% del totale) nel 2017 a 34.695 imprese, 3.794 imprese in meno, quasi il 10% del totale delle imprese (-9,9%). Ma è in questo scenario – conferma il presidente Massetti: “Che ci siamo rimboccati le maniche, rispondendo adeguatamente a questo cambiamento, per cogliere le opportunità nuove, consci che la caratteristica distintiva delle nostre imprese rimane il valore artigiano, che sintetizza creatività, manualità, tecnologia, personalizzazione. Confartigianato è al loro fianco, per esplicitare questo valore artigiano nel modo più attuale è adatto ai nuovi mercati in cui operano”.

LA VERSIONE INTEGRALE DEL RAPPORTO DI CONFARTIGIANATO

 

 

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