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Soldi, quasi un bresciano su due ha un mutuo o un finanziamento attivo

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In un contesto che ancora non sembra aver risentito dei molteplici fattori di incertezza derivanti dal conflitto in Ucraina, dall’evoluzione della pandemia, dal rialzo dei tassi e dei costi dell’energia, gli italiani non hanno smesso di rivolgersi agli istituti di credito per sostenere i propri consumi e l’acquisto di un’abitazione.

Per fotografare la dinamica in atto, Mister Credit – l’area di CRIF che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori – ha presentato l’aggiornamento relativo al I semestre 2022 della Mappa del Credito, lo studio sull’utilizzo del credito rateale da parte degli italiani.

Dall’analisi dei dati disponibili in EURISC, il sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF, a livello nazionale emerge un costante allargamento della platea di consumatori che risultano avere almeno un contratto di finanziamento attivo, pari al 46,0% della popolazione maggiorenne (+7,6% rispetto a un anno fa). La dinamica in atto riflette la ripresa dei consumi e degli acquisti sostenuti da un finanziamento e, soprattutto, dello sviluppo dei prestiti small ticket stimolati da condizioni di offerta favorevoli.

Al contempo resta elevata la sostenibilità del debito, con il tasso di default a 90 giorni per il credito al dettaglio che nell’ultima rilevazione di CRIF si è attestato all’1,1%, sui livelli più contenuti degli ultimi anni. Nello specifico, per i mutui immobiliari il tasso di default risulta pari allo 0,7% contro lo 0,8% dei prestiti personali e l’1,8% dei prestiti finalizzati.

L’elevata capacità di far fronte agli impegni è favorita anche dal costante calo dell’importo delle rate rimborsate ogni mese, che nel primo semestre dell’anno a livello nazionale è sceso a 305 euro (-4,5% rispetto al 2011 e ben lontana dai 356 Euro del 2017), e dalla contemporanea contrazione dell’esposizione residua – intesa come somma degli importi pro-capite ancora da rimborsare in futuro per estinguere i contratti in essere – che a fine giugno risultava pari a 31.893 euro malgrado un’incidenza dei mutui immobiliari ancora superiore al 20%.

“In questa prima parte dell’anno sia l’importo della rata mensile sia l’esposizione residua risultano in ulteriore contrazione non solo per la tendenza a privilegiare piani di rimborso più lunghi rispetto al passato, ma anche per la minore incidenza dei contratti di mutuo all’interno del portafoglio delle famiglie a vantaggio dei prestiti di piccolo importo – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF -. Nel complesso sono i prestiti finalizzati all’acquisto di auto, moto, elettrodomestici, articoli di arredamento, ma anche di beni e servizi di valore contenuto come la telefonia o i prodotti di elettronica, a risultare la forma di finanziamento più diffusa”.

LA MAPPA DEL CREDITO IN LOMBARDIA

Entrando nel dettaglio della Lombardia, dall’ultimo aggiornamento della Mappa del Credito di CRIF-MisterCredit emerge chenel I semestre 2022 il 47,5% dei cittadini maggiorenni risulta avere almeno un contratto di credito rateale attivo, superiore rispetto alla media nazionale (pari al 46,0%).

L’importo medio delle rate rimborsate ogni mese dai lombardi è pari a 351 euro (in flessione rispetto ai 364 euro di un anno fa), mentre l’esposizione residua per estinguere i finanziamenti attivi risulta pari a 40.303 euro (anch’essa in calo rispetto ai 40.587 euro del giugno 2021).

Nel complesso la rata media rimborsata ogni mese e l’esposizione residua restano però superiori ai valori registrati a livello nazionale in virtù della maggiore incidenza dei mutui all’interno del portafoglio delle famiglie, pari al 24,7% dei contratti attivi (seppur in leggero calo rispetto a un anno fa) contro il 20,2% della media italiana, cui sovente si accompagnano anche valori di compravendita degli immobili più elevati. I finanziamenti più diffusi in regione restano comunque i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, con il 47,8% del totale, mentre i prestiti personali spiegano il restante 27,5%.

IL DETTAGLIO PER PROVINCIA

A livello provinciale, Lodi si conferma in vetta alla graduatoria regionale relativamente alla quota di popolazione maggiorenne con almeno un finanziamento attivo, con il 55,9% deltotale (5^ posizione nella graduatoria nazionale),in crescita rispetto al 52,2% di un anno fa. Seguono Varese, con il 53,8%, e Pavia, con il 52,6%, mentre Milano si assesta al 49,4%.

VARESE53,8%
COMO48,7%
SONDRIO32,3%
MILANO49,4%
BERGAMO43,9%
BRESCIA44,9%
PAVIA52,6%
CREMONA48,3%
MANTOVA45,1%
LECCO43,0%
LODI55,9%
MONZA E DELLA BRIANZA51,6%
Tot LOMBARDIA47,5%

Fonte: Mappa del Credito MisterCredit – CRIF

Relativamente all’importo delle rate rimborsate ogni mese, invece, con 400 euro di media Sondrio scala la graduatoria regionale mantenendosi in linea rispetto al corrispondente periodo del 2021, quando il valore registrato era risultato pari a 402 euro. Per altro Sondrio si colloca in 2^ posizione assoluta nella graduatoria nazionale, alle spalle solamente di Bolzano.

Seguono nell’ordine Milano, che con 392 euro di media si colloca al 3° posto a livello nazionale, e Lecco, con 365 euro (4^ in Itali), mentre fanalini di coda nel ranking regionale si confermano Pavia e Cremona, rispettivamente con 316 e 314 euro.

VARESE€            359
COMO€            364
SONDRIO€            400
MILANO€            392
BERGAMO€            354
BRESCIA€            345
PAVIA€            316
CREMONA€            314
MANTOVA€            319
LECCO€            365
LODI€            333
MONZA E DELLA BRIANZA€            359
Tot LOMBARDIA€            351

Fonte: Mappa del Credito MisterCredit – CRIF

Con 53.511 euro di media è Milano a far segnare l’esposizione residua più elevata (in crescita rispetto ai 52.330 euro di un anno fa)dato che la colloca al 1° posto assoluto della classifica nazionale.

Seguono Monza e Brianza, con 44.866 euro (in flessione rispetto ai 45.682 euro di un anno fa ma comunque in 4^ posizione del ranking nazionale), Sondrio, con 41.263 euro, Como, con 41.164 euro, e Bergamo, con 40.997 euro.

VARESE€             40.770
COMO€             41.164
SONDRIO€             41.263
MILANO€             53.511
BERGAMO€             40.997
BRESCIA€             39.416
PAVIA€             33.702
CREMONA€             34.493
MANTOVA€             34.247
LECCO€             40.178
LODI€             39.031
MONZA E DELLA BRIANZA€             44.866
Tot LOMBARDIA€             40.303

Fonte: Mappa del Credito MisterCredit – CRIF

Valori più elevati della media nazionale relativamente a rata mensile ed esposizione residua dipendono anche dall’elevata incidenza dei mutui nel portafoglio delle famiglie lombarde, con la provincia di Milano a guidare la classifica regionale con una quota del 28,4% sul totale dei contratti attivi.

“L’ultimo aggiornamento della Mappa del Credito conferma il progressivo ma costante ampliamento del numero di consumatori che hanno scelto di ricorrere al credito bancario per finanziare l’investimento sulla casa o per sostenere i propri progetti di spesa ed esigenze familiari – conclude Beatrice Rubini –. In questa delicata fase, il calo della rata mensile e dell’esposizione residua contribuisce a mantenere elevata la sostenibilità degli impegni finanziari in carico alle famiglie ma bisognerà valutare nei prossimi mesi l’impatto delle tensioni geo-politiche e del rialzo dell’inflazione e dei tassi sul bilancio delle famiglie”.

Nota metodologica

L’obiettivo della Mappa del Credito è anche dare la possibilità ad ognuno di confrontare il proprio indebitamento rispetto alla realtà in cui vive, posto che la gestione del credito è un aspetto strettamente personale in funzione del proprio reddito, della composizione del nucleo familiare, delle proprie esigenze e prospettive. Nello specifico, l’analisi si propone di fornire periodicamente una fotografia dei principali indicatori relativi all’utilizzo del credito rateale da parte dei consumatori italiani, evidenziando le principali differenze a livello territoriale relativamente alla composizione dell’esposizione nei confronti degli Istituti di credito. I dati di dettaglio relativi alle singole province e la nota metodologica sono pubblicamente consultabili sulla pagina https://www.mistercredit.it/focus/mappa-del-credito/

Lo studio realizzato da Mister Credit-CRIF ha preso in considerazione per l’elaborazione degli indicatori il credito in essere erogato ai consumatori nella forma di: mutui, prestiti personali e finalizzati. Sono stati esclusi dallo studio i finanziamenti a sofferenza.

La percentuale di popolazione con crediti attivi è calcolata come rapporto tra la popolazione con finanziamenti in essere e la popolazione maggiorenne residente in Italia (fonte Istat).

La rata media mensile pro-capite è calcolata sommando le rate medie mensili dei singoli finanziamenti e dividendo tale importo per il numero di soggetti che risultano intestatari del finanziamento.

L’esposizione media residua, che vuole rappresentare lo stock di debito ancora da rimborsare, è stata calcolata prendendo in considerazione la somma dell’importo delle rate residue da ripagare, includendo eventuali rate in arretrato. Tale somma è stata divisa per il numero di soggetti che risultano intestatari del finanziamento.

La distribuzione del numero di operazioni di credito attive per tipologie è calcolata considerando il peso del numero di operazioni di ciascuna tipologia (mutui, prestiti personali e prestiti finalizzati) sul totale numero di operazioni attive.

Serrature di qualità: i fattori che non devono mancare

in Economia/Servizi/Uncategorized by

Le serrature di qualità possono essere riconosciute da diversi elementi. È opportuno conoscerli, al fine di evitare di dover chiamare un fabbro una seconda volta, perché magari una serratura inserita non è abbastanza resistente. Per far sì che ciò non accada e soprattutto per una maggiore sicurezza della propria casa o delle altre proprietà che si possiedono, è bene capire come debba essere un sistema di chiusure porte e finestre adeguato.

Serrature di qualità: quali sono le caratteristiche che devono avere per essere tali

Per ottenere serrature di qualità prima di tutto si deve puntare su aziende di alto livello qualitativo. Se si richiede ad esempio un pronto intervento fabbro a Milano, così come in qualsiasi altra località, il team di esperti dovrà essere disponibile a intervenire in modo tempestivo, ma non solo. Lo stesso infatti dovrà anche fornire una serratura sostitutiva perfetta, che sia a norma. Il professionista del settore saprà senza dubbio dare consigli al cliente circa il miglior modello da poter installare, così come uno più sicuro, se quello vecchio risulta troppo rischioso e pericoloso.

Oltre a questo, lo standard elevato di un cilindro europeo o di altro tipo di meccanismo di chiusura e apertura porte, finestre, box e cancelli, si nota dalla sua resistenza, dettata dai materiali eccellenti, ma anche dalla sua capacità di durare a lungo nel corso del tempo.

Ovviamente va sottolineato che la scelta della soluzione giusta dipenderà anche dalla tipologia di porta o di altro elemento su cui la stessa dovrà essere montata. Per questo, solo un professionista saprà indicare l’opzione più adatta a una determinata casistica.

Oggi è molto diffusa la tipologia con cilindro europeo e con defender. Quest’ultimo corrisponde a una sorta di protezione che blocca qualsiasi tentativo di scasso. In alternativa esiste anche il “contro defender”, sempre molto usato, che consente di evitare che il cilindro cada, qualora dovesse essere spinto da attrezzi utilizzati dai ladri.

Da aggiungere a tutto ciò anche alcuni consigli circa ulteriori fattori che non devono mancare per rendere la serratura sicura e soprattutto durevole.

Alcuni sistemi di sicurezza

 

Oggi sono tantissime le persone che richiedono di sostituire serrature perché quelle che possiedono le loro porte, box o finestre sono troppo vecchie. L’innovazione in questo campo infatti ha consentito di ottenere modelli sempre più sicuri, tanto che è possibile chiedere agli esperti di montare meccanismi che siano contro ogni forma di scassinamento. Esistono ad esempio le serrature con trappola, che prevedono nelle loro componenti un sistema anti-effrazione. Nel momento in cui i ladri tentano di forzare il tutto, vi è uno scatto che blocca la loro azione, impedendo loro di proseguire. Tra l’altro proprio riguardo la sicurezza va chiarito un concetto: non sempre la serratura più sicura è anche quella più costosa, quindi non è detto che un prezzo elevato sia sinonimo di convenienza. Per questo, al fine di scegliere il modello migliore è sempre opportuno puntare in primis su un fabbro che abbia una lunga esperienza nel settore e che sappia consigliare al meglio la soluzione più idonea da adottare.

Poste, uffici in tilt, ma non è colpa degli hacker russi

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Problemi in molti uffici postali di tutta Italia, questa mattina, a causa del malfunzionamento dei sistemi informatici. Disservizi e ritardi nell’apertura degli sportelli si sono registrati anche nel Bresciano e molti hanno temuto che l’origine del problema fosse nell’attacco informatico annunciato dal gruppo di hacker russi Killnet.

Invece, almeno secondo la versione ufficiale, non è stato così. L’azienda, infatti – riferisce Brescia news – ha fatto sapere che i disservizi sarebbero stati causati da un disservizio e che comunque i problemi sarebbero “in via di risoluzione”.

Cembre, nel 2022 ricavi aumentati del 27%

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Cembre

Il Consiglio di Amministrazione di Cembre S.p.A., riunitosi oggi a Brescia sotto la guida del Presidente e A.D. Giovanni Rosani, ha approvato i risultati del primo trimestre 2022.

I ricavi delle vendite consolidati sono aumentati del 27,1% rispetto al primo trimestre 2021, passando da 38,3 milioni di euro a 48,6 milioni di euro. Le vendite in Italia nei primi tre mesi del 2022, pari a 21,4 milioni di euro, sono aumentate del 36,5%, mentre quelle estere, pari a 27,2 milioni di euro, sono cresciute del 20,6%.

Nel primo trimestre 2022 i ricavi delle vendite sono stati realizzati per il 44,1% in Italia, per il 45,7% nella restante parte d’Europa e per il 10,2% nel resto del mondo.

Il risultato operativo lordo consolidato (EBITDA) nel primo trimestre è aumentato del 35,9%, passando da 10,2 milioni di euro, pari al 26,6% dei ricavi delle vendite del primo trimestre 2021, a 13,8 milioni di euro, pari al 28,4% dei ricavi delle vendite del primo trimestre 2022. In aumento, nel periodo l’incidenza del costo del venduto e del costo per servizi, mentre è in calo l’incidenza del costo del personale, nonostante il valore sia cresciuto in termini assoluti per effetto dell’incremento del numero medio dei dipendenti del Gruppo nel periodo, passato da 763 a 810 unità.

Il risultato operativo consolidato (EBIT) del primo trimestre 2022, pari a 10,9 milioni di euro, corrispondente ad un margine del 22,5% sui ricavi delle vendite, è cresciuto del 48,5%, rispetto ai 7,4 milioni di euro dei primi tre mesi dello scorso esercizio, corrispondenti al 19,3% dei ricavi delle vendite.

L’utile ante imposte consolidato dei primi tre mesi 2022, pari a 11,0 milioni di euro, che corrisponde al 22,6% delle vendite, è salito del 46,6% rispetto a quello dei primi tre mesi del 2021, pari a 7,5 milioni di euro, corrispondenti al 19,6% delle vendite.

L’utile netto consolidato del primo trimestre 2022 è pari a 8,2 milioni di euro, corrispondenti al 16,9% delle vendite; tale risultato è aumentato del 46,2 per cento rispetto al 2021, quando nello stesso periodo il risultato fu di 5,6 milioni di euro, pari al 14,7% delle vendite.

La posizione finanziaria netta consolidata, è aumentata, passando da un saldo positivo di 9,6 milioni di euro al 31 marzo 2021, ad un saldo positivo di 16,6 milioni di euro al 31 marzo 2022. Al 31 dicembre 2021 la posizione finanziaria netta era positiva per 20,6 milioni di euro. Tra i debiti finanziari a breve termine non sono stati considerati i debiti verso azionisti per dividendi 2021, pari a 20,1 milioni di euro (analogamente a quanto fatto lo scorso anno per 15,1 milioni di euro) pagabili dall’11 maggio 2022, deliberati dall’assemblea degli azionisti in data 27 aprile 2022.

Gli investimenti effettuati dal Gruppo nel primo trimestre del 2022 ammontano a 2,5 milioni di euro, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2021, quando ammontavano a 3,5 milioni di euro.

“I ricavi progressivi dei primi 4 mesi segnano una crescita del 26,3% rispetto ai primi 4 mesi del 2021, tuttavia si segnala che il fatturato del mese di maggio 2021 era stato particolarmente elevato (pari a 18,3 milioni di euro), quindi si prevede che la crescita delle vendite progressive del 2022 segnerà un incremento meno marcato a partire dal mese di maggio 2022. Risulta estremamente complicato fare delle previsioni attendibili, in ogni caso si stima nel 2022 una crescita del fatturato consolidato del Gruppo Cembre ed un positivo risultato economico consolidato”ha commentato il Presidente Giovanni Rosani.

Il Consiglio di Amministrazione delibera l’avvio del programma di acquisto di azioni proprie

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l’avvio di un programma di acquisto di azioni proprie a seguito dell’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie deliberata dall’Assemblea in data 27 aprile 2022 e alla conclusione del programma di acquisto avviato in data 27 aprile 2021.

Nocivelli Abp, ordini per 600 milioni di euro fino al 2031

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Nocivelli Abp Spa – azienda di Castegnato specializzata nella realizzazione di impianti tecnologici e leader nazionale nelle operazioni per la realizzazione di strutture sanitarie e ospedaliere – comunica con una nota riportata da BsNews.it / Brescia news di aver aggiornato il documento sui progetti in corso, che  raggiungono i 600 milioni di euro a dieci anni.

“Compongono il portafoglio – specifica la società – ordini contratti di lunga durata, quali Concessioni, anche derivanti da operazioni di PPP (Partenariato Pubblico Privato), che garantiscono la generazione di valore da parte della Società anche in presenza di fattori esterni economici e geopolitici incerti”.

Nicola Turra, Amministratore Delegato della Società, ha dichiarato“Poter comunicare oggi un backlog di questa rilevanza e significato è per tutta Nocivelli una grande soddisfazione. Il nostro business model ed il posizionamento strategico ci permettono di avere una profittabilità certa per i prossimi 10 anni e grande visibilità e stabilità del business su un orizzonte temporale particolarmente esteso, grazie ai contratti di lunga durata, quali Concessioni pubbliche che ci consentono di raggiungere un flusso di entrate costante, con una solida redditività e generazione di cassa”.  

Il backlog – pari a circa 245 milioni di euro a fine dicembre 2021 – include contratti e gare che la società ha già vinto. Nel nuovo backlog viene considerato un arco temporale maggiore – dieci anni e non più tre – determinato dalla durata stessa degli attuali contratti.

Assemblea Soci Garda Uno: risultati di bilancio e nuovo Cda

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L’assemblea dei Soci di Garda Uno ha approvato all’unanimità dei voti il bilancio 2021 e votato con identica maggioranza il rinnovo del Consiglio di Amministrazione che ha visto la riconferma del presidente uscente Mario Bocchio, ex sindaco di Lonato.

Commentando la composizione del nuovo consiglio di amministrazione – in cui sono entrati Cristina Tedaldi, Sindaco di Leno e Riccardo Podavini, vicesindaco di Manerba – il presidente di Garda Uno, dopo aver ringraziato i consiglieri uscenti Lavo e Bertagna per il loro lavoro, ha definito la squadra in carica fino all’approvazione del bilancio 2021 sintesi di “un maggiore equilibrio di riferimento territoriale”. Rieletto anche il presidente del Comitato di coordinamento – il sindaco di Desenzano Guido Malinverno – nomina che è stata espressione positiva del lavoro svolto.

Il bilancio approvato, che ha avuto il consenso del Presidente della Provincia di Brescia Alghisi che nella sua dichiarazione di voto ha ringraziato il management per il lavoro svolto, è il risultato di un ormai consolidato equilibrio economico finanziario che, nel corso dell’anno, ha visto i ricavi attestarsi a 31,7 milioni, il patrimonio salire da 25,5 a 26,5 milioni con un utile di esercizio di 947.354 euro, interamente accantonato a riserva.

9 milioni il costo del personale che, sui ricavi totali, ha un’incidenza del 28%, 1,8 milioni il costo degli acquisti di materiali e 17,5 milioni quello dei servizi.

Lo scorso anno Garda Uno – che serve un bacino di 37 Enti Soci con oltre 212.000 abitanti nel Garda e nella Bassa Bresciana – ha raccolto circa 100.000 ton di rifiuti di cui il 76 % (76.000 Ton.) avviate ai circuiti della raccolta differenziata. Mentre il restante 24 % (24.000 ton.) avviate al recupero energetico.

Complessivamente gli automezzi in modalità car sharing e car pooling hanno percorso complessivamente circa 177.000 km/anno.

La produzione energetica da fonti rinnovabili è stata di 1,6 milioni di kwh, mentre la riqualificazione dei punti luce gestiti ha evitato l’emissione in ambiente di 517 tonnellate di Co2.

Il presidente Mario Bocchio, aprendo i lavori, ha voluto ricordare ancora una volta l’elevata difficolta ed i rischi relativi alla gestione integrata dei rifiuti, che nel periodo estivo in cui gli ingenti flussi turistici e la complementare presenza di seconde case mette duramente alla prova l’equilibrio di gestione. Il tutto reso ancora più problematico dal traffico automobilistico mai come in questi ultimi due anni così impattante.

Contestualmente il Presidente ha voluto anche ricordare e ringraziare tutti i dipendenti quando nel primo periodo “Covid”, nonostante le paure e le preoccupazioni erano “palpabili” non si sono mai sottratti al loro lavoro portando sempre a compimento tutti i servizi assegnati.

È stato confermato l’impegno della società per la realizzazione della nuova sede a Calvagese “struttura in cui – ha ripetuto il Presidente – non sarà movimentato neppure un chilogrammo di alcun tipo di rifiuti, ma che sarà destinata unicamente ad ospitare solo la rimessa di una parte degli automezzi (circa il 50 % della flotta attuale), l’officina e gli uffici tecnici/amministrativi/direzionali”.

Brescia, nel quarto trimestre 2021 prestiti all’industria su del 2,6%

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accordo prestiti

Nel 4° trimestre del 2021, i prestiti destinati alle imprese industriali bresciane ammontano a 11,4 miliardi di euro, con una crescita del 2,6% su dicembre 2020. Il tasso di variazione tendenziale rimane costante rispetto al trimestre precedente, ma in confronto alla prima metà dell’anno si assiste ad un ridimensionamento, seppure si tratti ancora di una crescita. Le motivazioni nella frenata degli impieghi andrebbero ricercate, in particolar modo, nella minore domanda da parte delle aziende, dopo le ingenti richieste di qualche trimestre fa.

A evidenziarlo – secondo quanto riporta il quotidiano on line Brescia news – è la tredicesima edizione del Booklet Economia a cura del Centro Studi, che contiene i principali indicatori economici della provincia di Brescia.

A dicembre 2021, le sofferenze nell’industria a Brescia, pari a 116 milioni di euro, riguardano l’1,0% del totale dei prestiti, contro il 4,1% nei servizi e il 7,3% nelle costruzioni. La velocità di formazione delle nuove sofferenze a Brescia, a dicembre 2021 (1,3%), si accentua rispetto alla rilevazione del periodo precedente: risulta più elevata della media lombarda (0,8%) e di quella italiana (0,9%). La dinamica complessiva trae beneficio dagli strumenti adottati dalle autorità per sostenere l’accesso al credito, oltre a riflettere il fisiologico ritardo degli effetti del peggioramento dell’attività economica sulla qualità del credito.

“I dati del 2021 sono complessivamente positivi, ma le prospettive per il 2022 sono molto prudenti: riscontriamo infatti una forte preoccupazione in merito allo shock derivante dagli esasperati rialzi dei prezzi degli input energetici – commenta Paolo Streparava, Vice presidente di Confindustria Brescia con delega a Credito, Finanza, Fisco –. Vi è quindi un diffuso timore che gli NPL possano tornare a crescere a un ritmo sostenuto, sulla scia delle sempre più probabili difficoltà che riguarderanno interi segmenti produttivi colpiti dal «caro energia».”

Per quanto riguarda il numero degli sportelli rilevato in provincia di Brescia, il 2021 ha segnato un nuovo calo. Alla tendenza di lungo periodo, associata alla necessità di razionalizzare i costi connessi con l’esercizio dell’attività bancaria e alla dirompente diffusione delle tecnologie digitali, si aggiunge il recente processo di accorpamento di rilevanti realtà bancarie, che ha caratterizzato, in particolare, il territorio bresciano.

A fine 2021, in provincia si contano 683 sportelli, contro i 972 di fine 2008, con un ridimensionamento del 29,7%. Tali movimenti hanno determinato una minore capillarità territoriale del sistema bancario: a fine 2021 si rilevano 54 sportelli ogni cento mila abitanti, contro i 58 di fine 2020 e gli 81 di fine 2008. Si tratta di un processo che ovviamente nasconde dinamiche diverse da istituto a istituto, ma che è destinato a proseguire anche nel prossimo futuro, vista la rivoluzione portata dal fenomeno FINTECH.

Brescia, produzione industriale a +14,8%: recuperati i livelli pre-Covid

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Tendenze/Uncategorized by

Il 2021 si chiude per il Made in Brescia con una crescita media annua della produzione pari al 14,8%, dopo la pesante caduta del 2020 (-16,2%). La dinamica rilevata nello scorso anno è la più intensa da quando è disponibile la serie storica ed è giustificata dalla vivacità dell’industria locale, che ha saputo velocemente interamente recuperare quanto perduto durante il lockdown nella primavera 2020.

A evidenziarlo è l’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Brescia sui dati relativi al 4° trimestre 2021.

Con riferimento al solo periodo tra ottobre e dicembre, l’attività produttiva ha registrato una variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (tendenziale) ancora in significativo incremento (+13,0%), che tuttavia è frutto principalmente dei recuperi sperimentati nei primi mesi dell’anno. Nella seconda metà del 2021, il sistema produttivo bresciano è stato protagonista di un movimento più contenuto, giustificato da un fisiologico rallentamento e dall’emergere di alcuni fattori che hanno limitato la produzione, quali la scarsità delle più rilevanti materie prime e semilavorati, nonché gli ingenti rincari del costo dell’energia, che hanno impattato significativamente sui comparti più energivori.

Nel dettaglio, la produzione industriale evidenzia un aumento sul trimestre precedente (congiunturale) di +4,1%, in parte influenzato dalla ripresa dell’attività, dopo la pausa nel mese di agosto. La crescita media annua rilevata nel 2021 è frutto di quanto ereditato dal 2020 (+4,9%) e di una componente propria pari a +9,4%. La variazione trasmessa al 2022 è positiva (+3,2%): ciò sta a indicare che la crescita nell’anno in corso troverà beneficio, dal punto di vista algebrico, dalla dinamica rilevata nel 2021.

“Il recupero nel 2021 dei volumi persi a causa della pandemia è un dato di partenza incoraggiante e le prospettive per il Made in Brescia dal lato della domanda sono positive, aspetto che contribuirà a dare sostegno ai livelli produttivi – commenta Franco Gussalli Beretta, Presidente di Confindustria Brescia –. Tuttavia, i recenti e ingenti rincari degli input energetici rischiano di compromettere questa situazione, determinando una serie di incognite sulla competitività delle nostre imprese per i mesi a venire e incidendo in modo importante sulle marginalità. In questo senso ci stiamo muovendo come associazione per cercare una soluzione comune al problema, pur nella consapevolezza di come la dinamica sia legata a fattori mondiali.”

Le prospettive a breve termine rimangono positive, nonostante le molteplici nubi recentemente addensatesi sullo scenario previsivo: le aziende che stimano un miglioramento della situazione nei prossimi tre mesi sono il 45%. Quelle che prevedono di mantenere i livelli attuali sono il 44%, mentre l’11% stima un calo dell’attività. In tale contesto, i maggiori elementi di incertezza riguardano, tra l’altro, la nuova ondata pandemica (che frena i consumi nei servizi) e la persistente scarsità di commodity industriali e i prezzi abnormi dell’energia (che minano i margini aziendali). È opportuno inoltre ricordare come importanti segmenti dell’industria locale siano a rischio di dover sospendere l’attività per eccesso di costi che vanno a erodere la marginalità, nonostante la forte domanda proveniente dalla clientela. Infine, non vanno dimenticate le inedite pressioni inflattive (che limitano il potere d’acquisto delle famiglie) e le crescenti tensioni geopolitiche nell’ex Unione Sovietica.

Giochi Preziosi entra nella bresciana Promotica

in Bilanci/Economia/Garda/Uncategorized/Zone by

Secondo quanto riporta Brescia news, Promotica S.p.A. (EGM: PMT) – agenzia loyalty specializzata nella realizzazione di soluzioni marketing atte ad aumentare le vendite, la fidelizzazione e la brand advocacy quotata su Euronext Growth Milan – comunica che Giochi Preziosi S.p.A. e Dieci.Sette S.r.l. si sono accordate affinché quest’ultima, proprietaria alla data odierna di n. 13.600.000 azioni ordinarie, pari al 84,63% del capitale sociale di Promotica S.p.A., ceda entro il 15 gennaio 2022 n. 500.000 azioni Ordinarie Promotica a Giochi Preziosi S.p.A., rappresentative di circa il 3,11% del capitale sociale di Promotica, ad un prezzo di € 3,00 cadauna per un controvalore complessivo di € 1.500.000,00.

Tale transazione fa seguito all’acquisto da parte di Promotica dell’80% detenuto da Giochi Preziosi di Grani & Partners S.p.A., player internazionale che opera nel mercato promozionale per prodotti dedicati al mondo del bambino, avvenuta in data 30 novembre 2021 (cfr comunicato stampa in pari data) e rafforza il progetto di crescita posto in essere dalla società.

Si precisa che, per dare esecuzione all’operazione in oggetto, Integrae SIM S.p.A., Euronext Growth Advisor di Promotica S.p.A., ha autorizzato lo svincolo parziale dell’impegno di inalienabilità assunto in data 30 marzo 2021 da Dieci.Sette S.r.l. nei confronti dell’Euronext Growth Advisor, limitatamente alle 500.000 azioni ordinarie Promotica oggetto di cessione, a fronte del subentro in tale accordo da parte di Giochi Preziosi S.p.A. per n. 500.000 azioni ordinarie Promotica (pari a circa il 3,11% del capitale sociale di Promotica) con durata sino al 24° mese successivo alla data di acquisto delle azioni.

Diego Toscani, Amministratore Delegato di Promotica, ha così commentato: “La decisione di Giochi Preziosi di investire in Promotica e di condividere il nostro progetto di crescita, ci rende orgogliosi e fiduciosi sulla bontà dell’acquisizione di Grani&Partners e sulle sue prospettive di sviluppo. L’ acquisizione, ricordo, ci permette di diversificare la nostra presenza geografica e per Industry, sviluppando la nostra offerta loyalty nei settori Kids Promotion, Automotive ed Industry e consolidando la nostra presenza a livello internazionale, in particolare nel mercato asiatico. “

Enrico Preziosi, Presidente di Giochi Preziosi S.p.A., ha dichiarato “Abbiamo grande fiducia nel futuro di Promotica e per questa ragione abbiamo deciso di investire i proventi della cessione di Grani&Partners in acquisto di azioni Promotica con l’ambizione di diventarne un partner di riferimento. Stiamo da subito disponibili a valutare tutte le possibili iniziative commerciali riguardanti i Brands del nostro gruppo che possano supportarne il processo di sviluppo in Italia e all’estero”.

Ebike, cosa sono e come funzionano

in Economia/Trasporti/Uncategorized by

Sempre di più si va alla ricerca di un mezzo di trasporto alternativo ecologico ma che, allo stesso tempo, abbia gli stessi vantaggi di quelli comuni.

A riguardo, soprattutto per gli amanti delle due ruote, un consiglio è di acquistare un e-bike, ovvero la bicicletta elettrica a pedalata assistita.

COS’È E COME FUNZIONA

La bicicletta elettrica somiglia, almeno nell’aspetto, ad una normalissima bici ma è in realtà dotata di un piccolo motore che va ad agevolare la pedalata.

Sul manubrio della e-bike è presente un cambio meccanico che va a regolare velocità e sforzo della pedalata (proprio come per una qualsiasi bici) ma, in più, si può scegliere il livello di assistenza elettrica che si desidera e che può variare in base al percorso da fare, alla propria forma fisica e, persino, alla voglia che si ha in quel momento di fare sforzi.

Tutti questi dati si potranno controllare tramite uno schermo posto sempre sul manubrio e abbastanza vicino alla mano da essere raggiunto dal pollice senza dover interrompere la pedalata. In alcuni modelli, anziché lo schermo, è presente un semplice comando.

PECULIARITÀ DEI TIPI DI MOTORE

Nelle e-bike ci sono due tipi di motore: centrale e nel mozzo. Quello centrale è provvisto di tre sensori che vanno a controllarne velocità, cadenza e sforzo. Si può alleviare la fatica della pedalata dal 50% al 300%, utilissimo quindi per i percorsi in salita.

Il motore nel mozzo è un’alternativa più economica e, spesso, è presente un solo sensore, quello di pedalata. Quando si vanno a girare i pedali, automaticamente, viene rilevato il tipo di assistenza elettrica necessaria.

Quali sono quindi, sostanzialmente le differenze tra i due motori? Possiamo dire che il motore centrale presenta una maggiore fluidità oltre che la possibilità di diminuire maggiormente lo sforzo durante la pedalata. Una volta dato il comando, il sensore lo rileva immediatamente, cosa che nel motore nel mozzo non avviene nell’immediato ma solo dopo qualche metro di pedalata. Anche la difficoltà in salita è da tenere in conto. Come abbiamo già detto, con il motore centrale, usando livello di assistenza massimo, le salite sono percorribili agilmente e senza alcuno sforzo, a differenza del motore nel mozzo che sì, può facilitare, ma solo con salite con una pendenza del 10% circa.

Possiamo dire che le e-bike con motore centrale sono più che adatte agli appassionati accaniti mentre quelle con motore nel mozzo, essendo anche più economiche, sono preferibili a chi si sta approcciando al mondo delle bici elettriche o a chi piacciono come un mero passatempo.

VELOCITÀ

La velocità di una e-bike non può andare, per legge, oltre i 25 km/h. Se si supera la velocità limite, molto semplicemente, il motore si disattiva e bisogna passare al manuale.

BATTERIA

Ogni mezzo elettrico si basa sulla sua batteria che ogni tot di tempo d’uso va ricaricata. Non possiamo dire con certezza di quanto è la durata perché ci sono troppe variabili da valutare come, ad esempio, il peso del proprietario, la tipologia di assistenza usata (se di livello basso o alto), il tipo di percorso (se tortuoso, in salita ecc…) o anche da quanto si è spinto sui pedali.

Facendo una stima possiamo dire che l’autonomia di una e-bike usata al massimo è di circa 4 ore per 25 km. Se si usa con assistenza bassa e con percorsi più agevoli e tranquilli la durata della batteria può persino arrivare a 6 ore.

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