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Assicurazione auto, a Brescia rincaro medio dell’8,6%

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Il 2023 si apre con una brutta notizia per più di 134.000 automobilisti lombardi; secondo l’osservatorio di Facile punto it- realizzato su un campione di oltre 115mila preventivi raccolti in Lombardia su Facile.it a dicembre 2022 – tanti sono gli assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dello scorso anno, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo del premio Rc auto.

Notizie negative anche per gli automobilisti virtuosi dal momento che, negli ultimi 12 mesi, le tariffe delle polizze auto sono tornate a crescere; secondo i dati, a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano, in media, 364,48 euro, vale a dire l’8,8% in più rispetto a dicembre 2021.

Rincari e morosità

I rincari all’Rc auto arrivano in un momento sfavorevole per le famiglie italiane già alle prese con l’inflazione e i conseguenti aumenti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nei soli primi nove mesi del 2022, in Italia erano già più di 700.000 gli automobilisti che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, avevano dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi ulteriormente se si considera che sono oltre 1,5 milioni i nostri connazionali che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di ulteriori rincari.

L’andamento provinciale

A livello regionale il 2,58% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere leggermente più alta rispetto a quella nazionale (2,51%).

Analizzando il campione su base provinciale emerge che Monza e Brianza è la provincia lombarda che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,89%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria le province di Milano (2,72%), Sondrio (2,68%), Como (2,60%) e Brescia (2,58%).

Valori inferiori alla media regionale, invece, per Bergamo (2,56%), Pavia (2,47%), Varese (2,44%), Mantova (2,17%) e Lodi, provincia dove il 2,10% degli assicurati vedrà peggiorare la propria classe di merito.

Chiudono la classifica lombarda Lecco (1,99%) e Cremona, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,92%).

Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

Ma qual è l’identikit degli automobilisti lombardi che vedranno aumentare l’Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,00% del campione femminile ed il 2,35% di quello maschile.  

Considerando, invece, la professione dell’assicurato emerge che gli agenti di commercio sono risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (4,31%) che farà scattare un aumento della polizza. Seguono gli insegnanti (3,45%) e le casalinghe (3,38%). Di contro, sono i commercianti coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2022 meno sinistri con colpa (1,89%).

Ecco di seguito l’andamento provinciale:

Provincia% assicurati che cambieranno classi di merito a seguito di un sinistro con colpa
Bergamo2,56%
Brescia2,58%
Como2,60%
Cremona1,92%
Lecco1,99%
Lodi2,10%
Mantova2,17%
Milano2,72%
Monza e Brianza2,89%
Pavia2,47%
Sondrio2,68%
Varese2,44%
Lombardia2,58%
Italia2,51%
ProvinciaMedia migliori tariffe RC auto dicembre 2022% variazione rispetto a dicembre 2021
Bergamo345,06 €+5,7%
Brescia361,65 €+8,6%
Como366,57 €+9,3%
Cremona351,80 €+6,9%
Lecco346,57 €+13,8%
Lodi353,79 €+6,0%
Mantova362,89 €+8,2%
Milano374,62 €+9,5%
Monza e Brianza371,48 €+11,5%
Pavia378,59 €+9,2%
Sondrio333,72 €+6,4%
Varese349,13 €+6,7%
Lombardia364,48 €+8,8%
Italia458,06 €+7,2%

Dopo il fallimento restano con 280mila euro di debito, i giudici: ne paghino solo 15mila

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Nell’arco di poco sono passate da un fatturato annuo di un milione e mezzo di euro al fallimento. Poi sono subentrate la malattia, i conti correnti bloccati e 280mila euro di debiti da pagare. Senza la possibilità materiale di farlo. Ma il tribunale di Cremona – con una decisione che fa scuola – le ha “graziate”: pagheranno 250 euro al mese per cinque anni e a quel punto potranno chiedere la completa cancellazione di ogni pendenza economica. A riportarlo è il quotidiano Brescia news.

Protagoniste della storia sono due sorelle nubili (oggi di 48 e 54 anni) che condividono un appartamento in provincia di Cremona. I loro guai economici sono iniziati nel 2009, con una cartella esattoriale, poi nel 2013 è arrivato il decreto ingiuntivo e nel 2017 il fallimento dell’azienda di cui erano socie e per cui avevano prestato garanzie personali.

Le due sorelle sono rimaste senza lavoro, piene di debiti e con i conti correnti bloccati per mesi. Ma hanno deciso di darsi subito da fare e hanno trovato entrambe lavoro come commesse in una ferramenta. Una guadagna oggi 1.300 euro al mese l’una, l’altra – a causa delle patologie dalle quali è affetta – ha solo un contratto a chiamata e prima della trasformazione del contratto percepiva 600 euro. Troppo poco per saldare l’affitto (500 euro al mese), pagare bollette, mangiare e versare la rata da 400 euro al mese concordata con l’Agenzia delle Entrate. Così, non riuscendo più a far fronte agli impegni, hanno chiesto aiuto allo Studio Pagano & Partners di Brescia.

“Ci siamo rivolti al Tribunale chiedendo l’applicazione della Legge 3/2012 (nota anche come legge sul Sovraindebitamento o Salva-suicidi), oggi confluita nel Codice della crisi”, spiega l’avvocato Monica Pagano, che ha seguito il caso con il collega Matteo Marini, “in molti purtroppo si trovano improvvisamente sommersi dai debiti a causa di un fallimento senza colpa, di una malattia o di altri imprevisti della vita. Ma la legge su questo è chiara: nessuna persona onesta può essere ‘condannata’ a vita a pagare debiti che, vista la dimensione dell’importo, vanno ben oltre le sue capacità economiche”.

In questo caso i giudici hanno stabilito che le due donne – a fronte di 280mila euro di debiti – pagheranno complessivamente 15mila euro (circa un ventesimo del totale) e, tra cinque anni, dovranno vendere la loro automobile (del valore di 2mila euro), oggi indispensabile alle sorelle per recarsi al lavoro e produrre reddito.

Gruppo Grazioli si allarga ancora e punta sulle stampanti 3d

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Gruppo Grazioli punta sull’additive manufacturing investendo nella bresciana 3D Evolve, startup innovativa produttrice di stampanti 3D per applicazioni industriali

Con questa operazione, Gruppo Grazioli – già leader nel settore della distribuzione industriale – prosegue il proprio percorso di crescita nel campo dell’additive manufacturing. Alla divisione G/Additive, che supporta le aziende nella transizione dai tradizionali processi produttivi alla manifattura additiva, si aggiunge 3D Evolve: startup innovativa che progetta e produce macchinari di produzione additiva per applicazioni industriali, in grado di processare materiali altamente performanti con elevata precisione. I principali ambiti di impiego riguardano la prototipazione rapida, la costruzione di banchi di prova, la produzione di attrezzaggi, ricambi e altri parti finite, perseguendo i concetti della personalizzazione di massa (c.d. mass customization), produzione just-in-time e dematerializzazione del magazzino.

Si tratta della terza operazione per Gruppo Grazioli nel 2022, dopo l’acquisizione di Stocchetta Cilindri, storico produttore di cilindri oleodinamici, e la fondazione di GLogistics, società del gruppo che offre servizi di logistica e supply chain.

“Siamo molto soddisfatti dell’ingresso in 3D Evolve – commenta Carlo Grazioli – abbiamo ora il duplice obiettivo di contribuire allo sviluppo della società, una startup ad alto potenziale già capace di immettere sul mercato soluzioni nuove, e, al tempo stesso, rafforzare ulteriormente le risorse e competenze del nostro Gruppo nell’ambito della produzione additiva. Crediamo fortemente nella pervasività di questa tecnologia, che sarà sempre più presente nelle nostre vite e imprese, come fattore abilitante per superare gli attuali vincoli produttivi e cogliere nuovi mercati”.

La giovane azienda, che ha già depositato la richiesta di due brevetti, è stata selezionata dal Club delle Startup Innovative di Confindustria Brescia e ha sede nel BlueTechHub: il polo tecnologico di Buffoli Industries, storico gruppo industriale bresciano entrato nella compagine sociale lo scorso anno.

Gruppo Grazioli

Gruppo Grazioli, dal 1875, è il punto di riferimento della distribuzione industriale. Con un’offerta e un know-how unici sul mercato, combina prodotti di qualità e servizi innovativi studiati su misura. Le soluzioni proposte, basate sulla misurazione e sul miglioramento continuo, perseguono l’ottimizzazione dei sistemi produttivi, l’efficientamento dei processi per la gestione dei materiali e l’incremento della sicurezza nei luoghi di lavoro.

3D Evolve

Nata nel 2018 dall’incontro di professionisti con esperienza pluriennale nel campo dell’automazione industriale, si è rapidamente affermata grazie alla capacità di mettere sul mercato macchinari innovativi e di progettare sistemi custom per i propri clienti.

www.3d-evolve.com

Soldi, quasi un bresciano su due ha un mutuo o un finanziamento attivo

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In un contesto che ancora non sembra aver risentito dei molteplici fattori di incertezza derivanti dal conflitto in Ucraina, dall’evoluzione della pandemia, dal rialzo dei tassi e dei costi dell’energia, gli italiani non hanno smesso di rivolgersi agli istituti di credito per sostenere i propri consumi e l’acquisto di un’abitazione.

Per fotografare la dinamica in atto, Mister Credit – l’area di CRIF che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori – ha presentato l’aggiornamento relativo al I semestre 2022 della Mappa del Credito, lo studio sull’utilizzo del credito rateale da parte degli italiani.

Dall’analisi dei dati disponibili in EURISC, il sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF, a livello nazionale emerge un costante allargamento della platea di consumatori che risultano avere almeno un contratto di finanziamento attivo, pari al 46,0% della popolazione maggiorenne (+7,6% rispetto a un anno fa). La dinamica in atto riflette la ripresa dei consumi e degli acquisti sostenuti da un finanziamento e, soprattutto, dello sviluppo dei prestiti small ticket stimolati da condizioni di offerta favorevoli.

Al contempo resta elevata la sostenibilità del debito, con il tasso di default a 90 giorni per il credito al dettaglio che nell’ultima rilevazione di CRIF si è attestato all’1,1%, sui livelli più contenuti degli ultimi anni. Nello specifico, per i mutui immobiliari il tasso di default risulta pari allo 0,7% contro lo 0,8% dei prestiti personali e l’1,8% dei prestiti finalizzati.

L’elevata capacità di far fronte agli impegni è favorita anche dal costante calo dell’importo delle rate rimborsate ogni mese, che nel primo semestre dell’anno a livello nazionale è sceso a 305 euro (-4,5% rispetto al 2011 e ben lontana dai 356 Euro del 2017), e dalla contemporanea contrazione dell’esposizione residua – intesa come somma degli importi pro-capite ancora da rimborsare in futuro per estinguere i contratti in essere – che a fine giugno risultava pari a 31.893 euro malgrado un’incidenza dei mutui immobiliari ancora superiore al 20%.

“In questa prima parte dell’anno sia l’importo della rata mensile sia l’esposizione residua risultano in ulteriore contrazione non solo per la tendenza a privilegiare piani di rimborso più lunghi rispetto al passato, ma anche per la minore incidenza dei contratti di mutuo all’interno del portafoglio delle famiglie a vantaggio dei prestiti di piccolo importo – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF -. Nel complesso sono i prestiti finalizzati all’acquisto di auto, moto, elettrodomestici, articoli di arredamento, ma anche di beni e servizi di valore contenuto come la telefonia o i prodotti di elettronica, a risultare la forma di finanziamento più diffusa”.

LA MAPPA DEL CREDITO IN LOMBARDIA

Entrando nel dettaglio della Lombardia, dall’ultimo aggiornamento della Mappa del Credito di CRIF-MisterCredit emerge chenel I semestre 2022 il 47,5% dei cittadini maggiorenni risulta avere almeno un contratto di credito rateale attivo, superiore rispetto alla media nazionale (pari al 46,0%).

L’importo medio delle rate rimborsate ogni mese dai lombardi è pari a 351 euro (in flessione rispetto ai 364 euro di un anno fa), mentre l’esposizione residua per estinguere i finanziamenti attivi risulta pari a 40.303 euro (anch’essa in calo rispetto ai 40.587 euro del giugno 2021).

Nel complesso la rata media rimborsata ogni mese e l’esposizione residua restano però superiori ai valori registrati a livello nazionale in virtù della maggiore incidenza dei mutui all’interno del portafoglio delle famiglie, pari al 24,7% dei contratti attivi (seppur in leggero calo rispetto a un anno fa) contro il 20,2% della media italiana, cui sovente si accompagnano anche valori di compravendita degli immobili più elevati. I finanziamenti più diffusi in regione restano comunque i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, con il 47,8% del totale, mentre i prestiti personali spiegano il restante 27,5%.

IL DETTAGLIO PER PROVINCIA

A livello provinciale, Lodi si conferma in vetta alla graduatoria regionale relativamente alla quota di popolazione maggiorenne con almeno un finanziamento attivo, con il 55,9% deltotale (5^ posizione nella graduatoria nazionale),in crescita rispetto al 52,2% di un anno fa. Seguono Varese, con il 53,8%, e Pavia, con il 52,6%, mentre Milano si assesta al 49,4%.

VARESE53,8%
COMO48,7%
SONDRIO32,3%
MILANO49,4%
BERGAMO43,9%
BRESCIA44,9%
PAVIA52,6%
CREMONA48,3%
MANTOVA45,1%
LECCO43,0%
LODI55,9%
MONZA E DELLA BRIANZA51,6%
Tot LOMBARDIA47,5%

Fonte: Mappa del Credito MisterCredit – CRIF

Relativamente all’importo delle rate rimborsate ogni mese, invece, con 400 euro di media Sondrio scala la graduatoria regionale mantenendosi in linea rispetto al corrispondente periodo del 2021, quando il valore registrato era risultato pari a 402 euro. Per altro Sondrio si colloca in 2^ posizione assoluta nella graduatoria nazionale, alle spalle solamente di Bolzano.

Seguono nell’ordine Milano, che con 392 euro di media si colloca al 3° posto a livello nazionale, e Lecco, con 365 euro (4^ in Itali), mentre fanalini di coda nel ranking regionale si confermano Pavia e Cremona, rispettivamente con 316 e 314 euro.

VARESE€            359
COMO€            364
SONDRIO€            400
MILANO€            392
BERGAMO€            354
BRESCIA€            345
PAVIA€            316
CREMONA€            314
MANTOVA€            319
LECCO€            365
LODI€            333
MONZA E DELLA BRIANZA€            359
Tot LOMBARDIA€            351

Fonte: Mappa del Credito MisterCredit – CRIF

Con 53.511 euro di media è Milano a far segnare l’esposizione residua più elevata (in crescita rispetto ai 52.330 euro di un anno fa)dato che la colloca al 1° posto assoluto della classifica nazionale.

Seguono Monza e Brianza, con 44.866 euro (in flessione rispetto ai 45.682 euro di un anno fa ma comunque in 4^ posizione del ranking nazionale), Sondrio, con 41.263 euro, Como, con 41.164 euro, e Bergamo, con 40.997 euro.

VARESE€             40.770
COMO€             41.164
SONDRIO€             41.263
MILANO€             53.511
BERGAMO€             40.997
BRESCIA€             39.416
PAVIA€             33.702
CREMONA€             34.493
MANTOVA€             34.247
LECCO€             40.178
LODI€             39.031
MONZA E DELLA BRIANZA€             44.866
Tot LOMBARDIA€             40.303

Fonte: Mappa del Credito MisterCredit – CRIF

Valori più elevati della media nazionale relativamente a rata mensile ed esposizione residua dipendono anche dall’elevata incidenza dei mutui nel portafoglio delle famiglie lombarde, con la provincia di Milano a guidare la classifica regionale con una quota del 28,4% sul totale dei contratti attivi.

“L’ultimo aggiornamento della Mappa del Credito conferma il progressivo ma costante ampliamento del numero di consumatori che hanno scelto di ricorrere al credito bancario per finanziare l’investimento sulla casa o per sostenere i propri progetti di spesa ed esigenze familiari – conclude Beatrice Rubini –. In questa delicata fase, il calo della rata mensile e dell’esposizione residua contribuisce a mantenere elevata la sostenibilità degli impegni finanziari in carico alle famiglie ma bisognerà valutare nei prossimi mesi l’impatto delle tensioni geo-politiche e del rialzo dell’inflazione e dei tassi sul bilancio delle famiglie”.

Nota metodologica

L’obiettivo della Mappa del Credito è anche dare la possibilità ad ognuno di confrontare il proprio indebitamento rispetto alla realtà in cui vive, posto che la gestione del credito è un aspetto strettamente personale in funzione del proprio reddito, della composizione del nucleo familiare, delle proprie esigenze e prospettive. Nello specifico, l’analisi si propone di fornire periodicamente una fotografia dei principali indicatori relativi all’utilizzo del credito rateale da parte dei consumatori italiani, evidenziando le principali differenze a livello territoriale relativamente alla composizione dell’esposizione nei confronti degli Istituti di credito. I dati di dettaglio relativi alle singole province e la nota metodologica sono pubblicamente consultabili sulla pagina https://www.mistercredit.it/focus/mappa-del-credito/

Lo studio realizzato da Mister Credit-CRIF ha preso in considerazione per l’elaborazione degli indicatori il credito in essere erogato ai consumatori nella forma di: mutui, prestiti personali e finalizzati. Sono stati esclusi dallo studio i finanziamenti a sofferenza.

La percentuale di popolazione con crediti attivi è calcolata come rapporto tra la popolazione con finanziamenti in essere e la popolazione maggiorenne residente in Italia (fonte Istat).

La rata media mensile pro-capite è calcolata sommando le rate medie mensili dei singoli finanziamenti e dividendo tale importo per il numero di soggetti che risultano intestatari del finanziamento.

L’esposizione media residua, che vuole rappresentare lo stock di debito ancora da rimborsare, è stata calcolata prendendo in considerazione la somma dell’importo delle rate residue da ripagare, includendo eventuali rate in arretrato. Tale somma è stata divisa per il numero di soggetti che risultano intestatari del finanziamento.

La distribuzione del numero di operazioni di credito attive per tipologie è calcolata considerando il peso del numero di operazioni di ciascuna tipologia (mutui, prestiti personali e prestiti finalizzati) sul totale numero di operazioni attive.

Serrature di qualità: i fattori che non devono mancare

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Le serrature di qualità possono essere riconosciute da diversi elementi. È opportuno conoscerli, al fine di evitare di dover chiamare un fabbro una seconda volta, perché magari una serratura inserita non è abbastanza resistente. Per far sì che ciò non accada e soprattutto per una maggiore sicurezza della propria casa o delle altre proprietà che si possiedono, è bene capire come debba essere un sistema di chiusure porte e finestre adeguato.

Serrature di qualità: quali sono le caratteristiche che devono avere per essere tali

Per ottenere serrature di qualità prima di tutto si deve puntare su aziende di alto livello qualitativo. Se si richiede ad esempio un pronto intervento fabbro a Milano, così come in qualsiasi altra località, il team di esperti dovrà essere disponibile a intervenire in modo tempestivo, ma non solo. Lo stesso infatti dovrà anche fornire una serratura sostitutiva perfetta, che sia a norma. Il professionista del settore saprà senza dubbio dare consigli al cliente circa il miglior modello da poter installare, così come uno più sicuro, se quello vecchio risulta troppo rischioso e pericoloso.

Oltre a questo, lo standard elevato di un cilindro europeo o di altro tipo di meccanismo di chiusura e apertura porte, finestre, box e cancelli, si nota dalla sua resistenza, dettata dai materiali eccellenti, ma anche dalla sua capacità di durare a lungo nel corso del tempo.

Ovviamente va sottolineato che la scelta della soluzione giusta dipenderà anche dalla tipologia di porta o di altro elemento su cui la stessa dovrà essere montata. Per questo, solo un professionista saprà indicare l’opzione più adatta a una determinata casistica.

Oggi è molto diffusa la tipologia con cilindro europeo e con defender. Quest’ultimo corrisponde a una sorta di protezione che blocca qualsiasi tentativo di scasso. In alternativa esiste anche il “contro defender”, sempre molto usato, che consente di evitare che il cilindro cada, qualora dovesse essere spinto da attrezzi utilizzati dai ladri.

Da aggiungere a tutto ciò anche alcuni consigli circa ulteriori fattori che non devono mancare per rendere la serratura sicura e soprattutto durevole.

Alcuni sistemi di sicurezza

 

Oggi sono tantissime le persone che richiedono di sostituire serrature perché quelle che possiedono le loro porte, box o finestre sono troppo vecchie. L’innovazione in questo campo infatti ha consentito di ottenere modelli sempre più sicuri, tanto che è possibile chiedere agli esperti di montare meccanismi che siano contro ogni forma di scassinamento. Esistono ad esempio le serrature con trappola, che prevedono nelle loro componenti un sistema anti-effrazione. Nel momento in cui i ladri tentano di forzare il tutto, vi è uno scatto che blocca la loro azione, impedendo loro di proseguire. Tra l’altro proprio riguardo la sicurezza va chiarito un concetto: non sempre la serratura più sicura è anche quella più costosa, quindi non è detto che un prezzo elevato sia sinonimo di convenienza. Per questo, al fine di scegliere il modello migliore è sempre opportuno puntare in primis su un fabbro che abbia una lunga esperienza nel settore e che sappia consigliare al meglio la soluzione più idonea da adottare.

Poste, uffici in tilt, ma non è colpa degli hacker russi

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Problemi in molti uffici postali di tutta Italia, questa mattina, a causa del malfunzionamento dei sistemi informatici. Disservizi e ritardi nell’apertura degli sportelli si sono registrati anche nel Bresciano e molti hanno temuto che l’origine del problema fosse nell’attacco informatico annunciato dal gruppo di hacker russi Killnet.

Invece, almeno secondo la versione ufficiale, non è stato così. L’azienda, infatti – riferisce Brescia news – ha fatto sapere che i disservizi sarebbero stati causati da un disservizio e che comunque i problemi sarebbero “in via di risoluzione”.

Cembre, nel 2022 ricavi aumentati del 27%

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Cembre

Il Consiglio di Amministrazione di Cembre S.p.A., riunitosi oggi a Brescia sotto la guida del Presidente e A.D. Giovanni Rosani, ha approvato i risultati del primo trimestre 2022.

I ricavi delle vendite consolidati sono aumentati del 27,1% rispetto al primo trimestre 2021, passando da 38,3 milioni di euro a 48,6 milioni di euro. Le vendite in Italia nei primi tre mesi del 2022, pari a 21,4 milioni di euro, sono aumentate del 36,5%, mentre quelle estere, pari a 27,2 milioni di euro, sono cresciute del 20,6%.

Nel primo trimestre 2022 i ricavi delle vendite sono stati realizzati per il 44,1% in Italia, per il 45,7% nella restante parte d’Europa e per il 10,2% nel resto del mondo.

Il risultato operativo lordo consolidato (EBITDA) nel primo trimestre è aumentato del 35,9%, passando da 10,2 milioni di euro, pari al 26,6% dei ricavi delle vendite del primo trimestre 2021, a 13,8 milioni di euro, pari al 28,4% dei ricavi delle vendite del primo trimestre 2022. In aumento, nel periodo l’incidenza del costo del venduto e del costo per servizi, mentre è in calo l’incidenza del costo del personale, nonostante il valore sia cresciuto in termini assoluti per effetto dell’incremento del numero medio dei dipendenti del Gruppo nel periodo, passato da 763 a 810 unità.

Il risultato operativo consolidato (EBIT) del primo trimestre 2022, pari a 10,9 milioni di euro, corrispondente ad un margine del 22,5% sui ricavi delle vendite, è cresciuto del 48,5%, rispetto ai 7,4 milioni di euro dei primi tre mesi dello scorso esercizio, corrispondenti al 19,3% dei ricavi delle vendite.

L’utile ante imposte consolidato dei primi tre mesi 2022, pari a 11,0 milioni di euro, che corrisponde al 22,6% delle vendite, è salito del 46,6% rispetto a quello dei primi tre mesi del 2021, pari a 7,5 milioni di euro, corrispondenti al 19,6% delle vendite.

L’utile netto consolidato del primo trimestre 2022 è pari a 8,2 milioni di euro, corrispondenti al 16,9% delle vendite; tale risultato è aumentato del 46,2 per cento rispetto al 2021, quando nello stesso periodo il risultato fu di 5,6 milioni di euro, pari al 14,7% delle vendite.

La posizione finanziaria netta consolidata, è aumentata, passando da un saldo positivo di 9,6 milioni di euro al 31 marzo 2021, ad un saldo positivo di 16,6 milioni di euro al 31 marzo 2022. Al 31 dicembre 2021 la posizione finanziaria netta era positiva per 20,6 milioni di euro. Tra i debiti finanziari a breve termine non sono stati considerati i debiti verso azionisti per dividendi 2021, pari a 20,1 milioni di euro (analogamente a quanto fatto lo scorso anno per 15,1 milioni di euro) pagabili dall’11 maggio 2022, deliberati dall’assemblea degli azionisti in data 27 aprile 2022.

Gli investimenti effettuati dal Gruppo nel primo trimestre del 2022 ammontano a 2,5 milioni di euro, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2021, quando ammontavano a 3,5 milioni di euro.

“I ricavi progressivi dei primi 4 mesi segnano una crescita del 26,3% rispetto ai primi 4 mesi del 2021, tuttavia si segnala che il fatturato del mese di maggio 2021 era stato particolarmente elevato (pari a 18,3 milioni di euro), quindi si prevede che la crescita delle vendite progressive del 2022 segnerà un incremento meno marcato a partire dal mese di maggio 2022. Risulta estremamente complicato fare delle previsioni attendibili, in ogni caso si stima nel 2022 una crescita del fatturato consolidato del Gruppo Cembre ed un positivo risultato economico consolidato”ha commentato il Presidente Giovanni Rosani.

Il Consiglio di Amministrazione delibera l’avvio del programma di acquisto di azioni proprie

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l’avvio di un programma di acquisto di azioni proprie a seguito dell’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie deliberata dall’Assemblea in data 27 aprile 2022 e alla conclusione del programma di acquisto avviato in data 27 aprile 2021.

Nocivelli Abp, ordini per 600 milioni di euro fino al 2031

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Nocivelli Abp Spa – azienda di Castegnato specializzata nella realizzazione di impianti tecnologici e leader nazionale nelle operazioni per la realizzazione di strutture sanitarie e ospedaliere – comunica con una nota riportata da BsNews.it / Brescia news di aver aggiornato il documento sui progetti in corso, che  raggiungono i 600 milioni di euro a dieci anni.

“Compongono il portafoglio – specifica la società – ordini contratti di lunga durata, quali Concessioni, anche derivanti da operazioni di PPP (Partenariato Pubblico Privato), che garantiscono la generazione di valore da parte della Società anche in presenza di fattori esterni economici e geopolitici incerti”.

Nicola Turra, Amministratore Delegato della Società, ha dichiarato“Poter comunicare oggi un backlog di questa rilevanza e significato è per tutta Nocivelli una grande soddisfazione. Il nostro business model ed il posizionamento strategico ci permettono di avere una profittabilità certa per i prossimi 10 anni e grande visibilità e stabilità del business su un orizzonte temporale particolarmente esteso, grazie ai contratti di lunga durata, quali Concessioni pubbliche che ci consentono di raggiungere un flusso di entrate costante, con una solida redditività e generazione di cassa”.  

Il backlog – pari a circa 245 milioni di euro a fine dicembre 2021 – include contratti e gare che la società ha già vinto. Nel nuovo backlog viene considerato un arco temporale maggiore – dieci anni e non più tre – determinato dalla durata stessa degli attuali contratti.

Assemblea Soci Garda Uno: risultati di bilancio e nuovo Cda

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L’assemblea dei Soci di Garda Uno ha approvato all’unanimità dei voti il bilancio 2021 e votato con identica maggioranza il rinnovo del Consiglio di Amministrazione che ha visto la riconferma del presidente uscente Mario Bocchio, ex sindaco di Lonato.

Commentando la composizione del nuovo consiglio di amministrazione – in cui sono entrati Cristina Tedaldi, Sindaco di Leno e Riccardo Podavini, vicesindaco di Manerba – il presidente di Garda Uno, dopo aver ringraziato i consiglieri uscenti Lavo e Bertagna per il loro lavoro, ha definito la squadra in carica fino all’approvazione del bilancio 2021 sintesi di “un maggiore equilibrio di riferimento territoriale”. Rieletto anche il presidente del Comitato di coordinamento – il sindaco di Desenzano Guido Malinverno – nomina che è stata espressione positiva del lavoro svolto.

Il bilancio approvato, che ha avuto il consenso del Presidente della Provincia di Brescia Alghisi che nella sua dichiarazione di voto ha ringraziato il management per il lavoro svolto, è il risultato di un ormai consolidato equilibrio economico finanziario che, nel corso dell’anno, ha visto i ricavi attestarsi a 31,7 milioni, il patrimonio salire da 25,5 a 26,5 milioni con un utile di esercizio di 947.354 euro, interamente accantonato a riserva.

9 milioni il costo del personale che, sui ricavi totali, ha un’incidenza del 28%, 1,8 milioni il costo degli acquisti di materiali e 17,5 milioni quello dei servizi.

Lo scorso anno Garda Uno – che serve un bacino di 37 Enti Soci con oltre 212.000 abitanti nel Garda e nella Bassa Bresciana – ha raccolto circa 100.000 ton di rifiuti di cui il 76 % (76.000 Ton.) avviate ai circuiti della raccolta differenziata. Mentre il restante 24 % (24.000 ton.) avviate al recupero energetico.

Complessivamente gli automezzi in modalità car sharing e car pooling hanno percorso complessivamente circa 177.000 km/anno.

La produzione energetica da fonti rinnovabili è stata di 1,6 milioni di kwh, mentre la riqualificazione dei punti luce gestiti ha evitato l’emissione in ambiente di 517 tonnellate di Co2.

Il presidente Mario Bocchio, aprendo i lavori, ha voluto ricordare ancora una volta l’elevata difficolta ed i rischi relativi alla gestione integrata dei rifiuti, che nel periodo estivo in cui gli ingenti flussi turistici e la complementare presenza di seconde case mette duramente alla prova l’equilibrio di gestione. Il tutto reso ancora più problematico dal traffico automobilistico mai come in questi ultimi due anni così impattante.

Contestualmente il Presidente ha voluto anche ricordare e ringraziare tutti i dipendenti quando nel primo periodo “Covid”, nonostante le paure e le preoccupazioni erano “palpabili” non si sono mai sottratti al loro lavoro portando sempre a compimento tutti i servizi assegnati.

È stato confermato l’impegno della società per la realizzazione della nuova sede a Calvagese “struttura in cui – ha ripetuto il Presidente – non sarà movimentato neppure un chilogrammo di alcun tipo di rifiuti, ma che sarà destinata unicamente ad ospitare solo la rimessa di una parte degli automezzi (circa il 50 % della flotta attuale), l’officina e gli uffici tecnici/amministrativi/direzionali”.

Brescia, nel quarto trimestre 2021 prestiti all’industria su del 2,6%

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Nel 4° trimestre del 2021, i prestiti destinati alle imprese industriali bresciane ammontano a 11,4 miliardi di euro, con una crescita del 2,6% su dicembre 2020. Il tasso di variazione tendenziale rimane costante rispetto al trimestre precedente, ma in confronto alla prima metà dell’anno si assiste ad un ridimensionamento, seppure si tratti ancora di una crescita. Le motivazioni nella frenata degli impieghi andrebbero ricercate, in particolar modo, nella minore domanda da parte delle aziende, dopo le ingenti richieste di qualche trimestre fa.

A evidenziarlo – secondo quanto riporta il quotidiano on line Brescia news – è la tredicesima edizione del Booklet Economia a cura del Centro Studi, che contiene i principali indicatori economici della provincia di Brescia.

A dicembre 2021, le sofferenze nell’industria a Brescia, pari a 116 milioni di euro, riguardano l’1,0% del totale dei prestiti, contro il 4,1% nei servizi e il 7,3% nelle costruzioni. La velocità di formazione delle nuove sofferenze a Brescia, a dicembre 2021 (1,3%), si accentua rispetto alla rilevazione del periodo precedente: risulta più elevata della media lombarda (0,8%) e di quella italiana (0,9%). La dinamica complessiva trae beneficio dagli strumenti adottati dalle autorità per sostenere l’accesso al credito, oltre a riflettere il fisiologico ritardo degli effetti del peggioramento dell’attività economica sulla qualità del credito.

“I dati del 2021 sono complessivamente positivi, ma le prospettive per il 2022 sono molto prudenti: riscontriamo infatti una forte preoccupazione in merito allo shock derivante dagli esasperati rialzi dei prezzi degli input energetici – commenta Paolo Streparava, Vice presidente di Confindustria Brescia con delega a Credito, Finanza, Fisco –. Vi è quindi un diffuso timore che gli NPL possano tornare a crescere a un ritmo sostenuto, sulla scia delle sempre più probabili difficoltà che riguarderanno interi segmenti produttivi colpiti dal «caro energia».”

Per quanto riguarda il numero degli sportelli rilevato in provincia di Brescia, il 2021 ha segnato un nuovo calo. Alla tendenza di lungo periodo, associata alla necessità di razionalizzare i costi connessi con l’esercizio dell’attività bancaria e alla dirompente diffusione delle tecnologie digitali, si aggiunge il recente processo di accorpamento di rilevanti realtà bancarie, che ha caratterizzato, in particolare, il territorio bresciano.

A fine 2021, in provincia si contano 683 sportelli, contro i 972 di fine 2008, con un ridimensionamento del 29,7%. Tali movimenti hanno determinato una minore capillarità territoriale del sistema bancario: a fine 2021 si rilevano 54 sportelli ogni cento mila abitanti, contro i 58 di fine 2020 e gli 81 di fine 2008. Si tratta di un processo che ovviamente nasconde dinamiche diverse da istituto a istituto, ma che è destinato a proseguire anche nel prossimo futuro, vista la rivoluzione portata dal fenomeno FINTECH.

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