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Brescia, Aib: 6.000 assunzioni in meno nell’industria

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Impresa 4.0 a Brescia

Tra gennaio e settembre 2020, in provincia di Brescia, le assunzioni alle dipendenze nell’industria (esclusi i contratti a progetto e quelli in somministrazione) evidenziano una dinamica decisamente negativa (-26,4%) rispetto allo stesso periodo del 2019, quando i flussi in entrata già scontavano una significativa frenata sul biennio precedente, a conferma della fase di rallentamento che caratterizzava il made in BS a partire da quel periodo.

Nel complesso dei primi nove mesi a Brescia, si sono perse 5.673 assunzioni alle dipendenze rispetto allo stesso periodo del 2019, di cui 3.063 contratti a tempo indeterminato (-33,8%), 1.847 a tempo determinato (-18,1%) e 763 di apprendistato (-35,4%). Il solo terzo trimestre ha registrato un calo tendenziale di 1.631 assunzioni, di cui 888 a tempo indeterminato (-33,1%).

A evidenziarlo è il Centro Studi di Confindustria Brescia, che ha rielaborato i dati sulle Comunicazioni Obbligatorie diffusi dalla Regione Lombardia.

La dinamica complessiva dei primi nove mesi dell’anno è la conseguenza dell’emergenza economica derivante dalla diffusione del Covid-19 e delle successive misure restrittive adottate a contenimento della pandemia. In particolare, il primo trimestre 2020 (-14,6%) si mantiene sostanzialmente in linea con la fase di ridimensionamento registrata nel 2019, il secondo mostra una variazione fortemente negativa (-45,4%), la peggiore da quando è disponibile la serie storica (2010), e il terzo rileva un’ulteriore caduta, se pure di minore intensità (-23,1%).

Tra gennaio e settembre, il saldo tra avviamenti e cessazioni dal lavoro nell’industria è sostanzialmente nullo (+21 unità), contro il saldo positivo (+2.636) del 2019. Il dato non è tuttavia perfettamente confrontabile con quelli degli anni precedenti, perché condizionato dall’entrata in vigore dei provvedimenti sul blocco dei licenziamenti nel periodo di emergenza Covid-19.

La dinamica del 2020 è stata condizionata dal saldo negativo dei contratti a tempo indeterminato (-2.043 unità), compensato da quello positivo dei contratti a tempo determinato (+1.620 unità) e dell’apprendistato (+444). 

Nel terzo trimestre 2020, a livello regionale, i dati di fonte amministrativa segnalano che il calo delle assunzioni alle dipendenze è stato pari al 24,3%, con una perdita complessiva di 9.084 assunzioni rispetto allo stesso periodo del 2019. Le province più penalizzate in termini assoluti risultano Milano (-3.213 unità), Brescia (-1.631) e Bergamo (-1.152). In termini relativi hanno subìto pesanti contrazioni Lecco (-32,0%), Como (-31,2%) e Varese (-31,0%).

Nei primi nove mesi, in Lombardia si sono perse complessivamente oltre 34.000 assunzioni alle dipendenze, di cui 11.088 a Milano. Tra le altre province, tutte in negativo, oltre a quello di Brescia citato in precedenza, si segnala il calo di Bergamo (-4.303), Varese (-3.343), Monza e della Brianza (-2.614) e Como (-1.989).  

Apindustria: pronti a fare la nostra parte per il successo della campagna vaccinale

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Salute/Uncategorized by

Nella convinzione che la soluzione della crisi sanitaria sia premessa necessaria per la ripartenza economica, Apindustria Brescia dà la propria disponibilità a collaborare a ogni livello per fare in modo che la campagna vaccinale avviata da pochi giorni sia il più rapida ed efficiente possibile. «Facciamo nostro l’invito fatto a livello nazionale dal Presidente Nazionale di Confapi Maurizio Casasco – afferma il Presidente di Apindustria Brescia, Pierluigi Cordua -. È oggi più che mai evidente che la vera chiave di volta nella lotta alla pandemia sia la massima velocizzazione nella somministrazione dei vaccini anti-SARS-covid2 ed è quindi necessario promuovere la collaborazione con i medici del lavoro e i sindacati, affinché le aziende stesse diventino degli hotspot vaccinali in grado di coadiuvare quelli già attivi». Apindustria ricorda che le imprese hanno organizzazione, spazi da utilizzare e in diversi casi anche personale adatto per aiutare la buona riuscita della campagna vaccinale: «Sarebbe un buon modo per accelerare le vaccinazioni – sottolinea Cordua -. Le istituzioni potrebbero fare la loro parte, trovando meccanismi premianti dal punto di vista fiscale o contributivo a sostegno delle aziende che si impegneranno nella campagna. Avvertiamo il desiderio di tanti imprenditori di tornare in campo a pieno ritmo e abbiamo segnali che possa esserci in tempi rapidi una ripresa dell’economia. Per farlo è però necessario risolvere la crisi sanitaria il prima possibile». 

Perde tutto per il terremoto: il tribunale gli cancella i debiti

in Economia/Finanza/Uncategorized by

Dopo la tragica scossa del 2009 a L’Aquila si era trovato senza lavoro e con due figli a carico. Il tribunale – grazie all’assistenza dello studio Pagano & Partners di Brescia – lo ha “salvato” applicando la legge 3/2012

L’AQUILA – Il terremoto lo aveva letteralmente rovinato, facendogli perdere le proprietà immobiliari e portandolo in pochi anni ad accumulare ben 90.000 euro di debiti. Ma, grazie all’assistenza dello studio legale Pagano & Partners di Brescia, i giudici – applicando la cosiddetta legge Ammazza-Debiti – lo hanno “graziato”.

Protagonista della vicenda è un 40enne che vive a L’Aquila con la moglie e due figli in tenera età. Fino al 2009 l’uomo conduceva una vita assolutamente normale, mantenendosi con il suo lavoro e con gli introiti derivanti dall’affitto di alcuni immobili. Ma la tragica scossa del 6 aprile di quell’anno (che provocò oltre 300 morti e 7mila sfollati) lo ha rovinato.

I soldi dell’affitto sono venuti meno e la sua sede lavorativa è stata distrutta. L’agenzia assicurativa per cui lavorava è stata successivamente trasferita a Teramo, obbligandolo a costose trasferte senza nemmeno rimborsi spese. Nel frattempo il 40enne faticava a versare i contributi all’Inps e nel 2013 ha perso il lavoro.

“Per pagare le spese quotidiane – racconta l’avvocato Monica Pagano, che ha seguito il caso con il collega Matteo Marini – il nostro cliente aveva dovuto contrarre un primo prestito da 25.000 euro, che sono saliti fino a 90.000 dopo che altre sue esperienze lavorative si sono rivelate scarsamente redditizie.  Pur ospitato gratuitamente in un’abitazione della madre – continua la legale – il 40enne è arrivato a un passo dal baratro, con un monte debiti a cui difficilmente avrebbe potuto far fronte percependo uno stipendio di poco più di mille euro al mese e avendo due figli a carico”.

Ma – dopo essersi rivolto allo studio legale Pagano & Partners – il 40enne ha trovato la sua salvezza nella legge 3/2012. I giudici, infatti, hanno stabilito che l’uomo dovrà pagare 240 euro al mese (circa un quinto del suo attuale) per sette anni, versando così complessivamente 20.230 euro: circa un quarto del debito. Poi – rispettando la procedura – potrà ottenere l’esdebitazione, cioè la cancellazione totale dei debiti rimanenti. E tornare a sperare nel futuro.

Imprese, tra luglio e settembre nel Bresciano sono 439 in più

in Economia/Tendenze/Uncategorized by
industry metal fire radio

Il bilancio della nati-mortalità delle imprese bresciane tra luglio e settembre si mantiene positivo con un aumento di 439 unità.

Dopo i primi due trimestri – i cui effetti delle misure di contenimento adottate per contrastare la diffusione dell’epidemia da COVID-19 avevano rallentato l’iniziativa imprenditoriale – nel periodo estivo, caratterizzato dalla ripresa di tutte le attività, si intravede un ritorno alla “normalità” sul fronte delle aperture di nuove imprese.

Sono, infatti, 1.351 le iscrizioni d’impresa in linea con le 1.340 di luglio-settembre 2019. Sul fronte delle chiusure permane il forte rallentamento delle cessazioni, sono, infatti, 912 le cessazioni contro le 1.056 dello stesso periodo del 2019, corrispondente a un calo del 13,6%. Calo che potrebbe manifestare un atteggiamento di attesa da parte delle imprese. Il risultato di tali dinamiche ha portato a fine settembre il numero delle imprese registrate a 117.537 in crescita dello 0,4% rispetto a fine giugno ma in calo dello 0,3% nel confronto con lo stesso periodo del 2019.

Anche il bilancio del comparto artigiano si chiude in positivo (+50 unità) replicando le stesse dinamiche.

E’ questa la dinamica che emerge dall’analisi sulla natalità e mortalità delle imprese bresciane realizzata dal Servizio Studi della CCIAA di Brescia e dal centro Studi AIB sui dati Movimprese.

IL BILANCIO DEI SETTORI

Guardando ai settori, si confermano in crescita, rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, i servizi di supporto alle imprese (+3,3%), le attività professionali (+4,2%) e i servizi di informazione e comunicazione (+1,4%).

In difficoltà il commercio che riporta un calo della propria base imprenditoriale dell’1,3% e le attività di alloggio e ristorazione (-0,8%).

Prosegue il trend negativo dell’agricoltura (-1,8%) e delle attività manifatturiere (-0,9%).

Il saldo positivo del trimestre è stato determinato (per il 64%) dalle società di capitale (+282 unità), in aumento anche le imprese individuali (+0,4%) che si confermano la forma più diffusa in provincia.

Prosegue, tra luglio e settembre, l’arretramento delle società di persone (-42).

Nel comparto artigiano il risultato trimestrale è stato determinato dal saldo positivo delle imprese individuali (+86).

LE FORME GIURIDICHE

Il saldo positivo del trimestre è stato determinato (per il 64%) dalle società di capitale (+282 unità), in aumento anche le imprese individuali (+0,4%) che si confermano la forma più diffusa in provincia.

Prosegue, tra luglio e settembre, l’arretramento delle società di persone (-42).

Nel comparto artigiano il risultato trimestrale è stato determinato dal saldo positivo delle imprese individuali (+86).

Salumi, ok dell’Europa all’etichettatura d’origine: una vittoria per Brescia

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“Il decreto che introduce l’indicazione obbligatoria della provenienza per le carni suine trasformate è stato confermato dalla Commissione europea che non ha opposto resistenza. Una vittoria per Brescia, prima provincia suinicola d’Italia, e per l’intera Lombardia, dove viene allevato il 53% dei maiali a livello nazionale, ma soprattutto per i consumatori che sempre più chiedono carne certificata Made in Italy e che hanno diritto a conoscere l’origine di ciò che consumano”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi in merito all’introduzione dell’obbligo di indicare l’origine delle carni suine trasformate.

Il testo prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le seguenti informazioni:

– Paese di nascita: (nome del Paese di nascita degli animali);

– Paese di allevamento: (nome del Paese di allevamento degli animali);

– Paese di macellazione: (nome del Paese in cui sono stati macellati gli animali).

“Ora il decreto deve essere pubblicato in Gazzetta ufficiale e mi auguro che avvenga tutto in tempi rapidi. La dicitura ‘100% italiano’ sarà utilizzabile solo per carni provenienti da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia. Altrimenti sarà indicata la dicitura “provenienza UE” o “provenienza EXTRA UE”. La trasparenza è fondamentale per tutelare consumatori e allevatori. Siamo la prima regione suinicola d’Italia. Ora è necessario estendere l’obbligo di etichettatura d’origine anche agli altri comparti. Gli allevamenti italiani sono i più controllati d’Europa. La sicurezza alimentare che sappiamo garantire va valorizzata e comunicata“ conclude Rolfi.

Brescia si conferma la prima provincia suinicola d’Italia con 1,4 milioni di suini allevati. Il totale lombardo ammonta a 4,5 milioni di capi, il 53% del totale nazionale.

Balotelli: un finale di stagione per convincere Mancini

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13 partite di campionato. È il tempo che rimane a Mario Balotelli per provare a raggiungere i due grandi obiettivi della sua stagione: la salvezza con la maglia del Brescia e la chiamata per Euro 2020. Due imprese stimolanti, per quanto difficilissime, per un giocatore che sembra aver trovato finalmente la maturità dentro e fuori dal campo.

“Non ho paura di fallire. L’obiettivo è far crescere questa squadra e io mi metterò a disposizione dei compagni”. Con queste parole Mario Balotelli si è presentato ai media e ai tifosi del Brescia lo scorso agosto. Un obiettivo raggiunto a metà se andiamo ad analizzare i dati statistici e quelli comportamentali dell’ex attaccante di Inter, Milan e Manchester City.

Al momento il suo bottino personale parla di 18 presenze in campo, 5 gol segnati, 5 ammonizioni e una espulsione per rosso diretto. Il tutto con un una buona dose di piccoli guai fisici che hanno inevitabilmente influito sul rendimento complessivo. Numeri di un attaccante “normale” e non del trascinatore che tutto l’ambiente bresciano si aspettava. Non tutto, però, è stato negativo. Mario ha sempre fatto il suo dovere in campo, si è sacrificato per i compagni (aspetto non sempre contemplato nelle esperienze precedenti) e non ha mai fatto parlare di sé fuori dal terreno di gioco.

Piccoli passi avanti, dunque, ma nelle ultime tredici gare di campionato serve un vero e proprio salto di qualità per salvare le Rondinelle e per tentare di convincere il suo vecchio mentore Roberto Mancini a inserirlo nella rosa dei convocati per i prossimi europei.

Non sarà un’impresa facile, quella di Balotelli. Il Brescia resta una delle candidate alla retrocessione anche secondo le previsioni di analisti esperti come Oddschecker, ma ancora non è tutto deciso. Al momento i lombardi sono al penultimo posto con 16 punti, a -7 dalla Sampdoria quartultima. In palio ci sono ancora 39 punti ma ne serviranno forse 20 per mantenere la categoria.

E serviranno soprattutto i gol di Mario. In caso di cambio di passo e di un consistente aumento della media realizzativa potrebbero anche riaprirsi le porte della Nazionale. Al momento l’unico sicuro del posto è Ciro Immobile, protagonista di una stagione straordinaria, mentre sono in lizza per la convocazione Andrea Belotti, uno dei pochi a salvarsi nel disastroso Torino di quest’anno, la sorpresa Caputo e l’eterno Quagliarella. Ma nessuno di loro ha il talento puro di SuperMario.

Cgil, Silvia Spera va a Roma: via all’iter per il nuovo segretario

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Nella mattinata di venerdì 7 febbraio si è tenuta presso la sede di via Folonari 20 l’assemblea generale della Camera del Lavoro di Brescia alla presenza del segretario generale della Cgil Maurizio Landini.
All’ordine del giorno la proposta, avanzata dalla segreteria nazionale, di un nuovo incarico nel settore della contrattazione per la segretaria generale della Camera del Lavoro di Brescia Silvia Spera.

La proposta, ha spiegato Landini, si inserisce in un quadro di investimenti e valorizzazione delle esperienze territoriali pensato in vista delle sfide che la Cgil nazionale dovrà affrontare nei prossimi mesi. Al centro della discussione saranno, infatti, i rinnovi contrattuali, il salario minimo, la legge sulla rappresentanza e il sostegno alla proposta sulla Carta dei Diritti.
L’incarico è stato accettato dalla segretaria generale della Camera del Lavoro di Brescia Silvia Spera che si è detta disponibile ad entrare a far parte del gruppo dirigente nazionale. L’esperienza accumulata da Spera nel territorio bresciano, all’avanguardia, ad esempio, sulla certificazione della rappresentanza, potrà infatti costituire un’importante dote da condividere a livello nazionale.

In seguito all’accettazione dell’incarico, si apre ora la fase che porterà all’indicazione del successore di Spera alla guida della Camera del Lavoro bresciana. È stata, quindi, eletta la commissione di saggi – composta da Maurizio Landini, Elena Lattuada, Flavio Squassina, Patrizia Moneghini, Pierluigi Cetti e Antonio Ghilardi – che avrà il compito di condurre una breve fase consultiva.

L’assemblea generale è stata riconvocata per il prossimo 24 febbraio. In questa data verrà reso noto l’esito delle consultazioni e si procederà all’elezione del nuovo segretario generale.

Turismo, il bresciano Gb Merigo alla guida della neonata Aics Travel

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Nasce una nuova organizzazione nazionale nel mondo della promozione turistica sociale e sportiva: si chiama AiCS Travel e, nata su impulso dell’Associazione Italiana Cultura Sport forte di oltre un milione e 100mila soci in tutta Italia,  avrà sede a Roma a pochi passi dalla centrale via Veneto. AiCS Travel si occuperà di soddisfare le esigenze di chi sceglie il turismo di qualità e legato ad eventi sociali, culturali, sportivi, e si rivolgerà non solo a giovani e gruppi sportivi, ma gestirà anche pacchetti di turismo sociale per la terza età e viaggi di gruppo.

Amministratore delegato è stato designato Giambattista G.B. Merigo, già titolare e direttore tecnico di Amerigo Viaggi e con un’esperienza trentennale nella formazione di network del turismo (CTS, BUON VIAGGIO, G.B.T., BRAVONET, GEO e SEANET).

Nata per offrire un servizio turistico di qualità a chi già viaggiasse per sport o eventi culturali e sociali, AiCS Travel basa la sua capacità di azione sull’esperienza di lunga data vantata dai partner interni alla società e sulla rete capillare di AiCS sul territorio. AiCS – Associazione Italiana Cultura Sport è infatti uno dei primi enti di promozione sportiva e sociale del Paese. Riconosciuto dal Coni, conta 140 comitati territoriali in tutta Italia (tra provinciali e regionali), e da sempre organizza grandi eventi sportivi capaci di attrarre e spostare oltre 10mila presenze per evento. Bacino di azione nutrito dunque per AiCS Travel che, proprio a servizio del movimento sportivo, ha visto crescere il suo interesse attorno al turismo sociale in generale fino a inglobare in sé nuovi soci specializzati nella travel experience.

La nascita della nuova organizzazione è stata sancita a Roma tra il presidente di AiCS Bruno Molea, e il nuovo ad Merigo.

“Sempre più territori in Italia e all’estero stanno scegliendo di valorizzare il turismo sportivo per destagionalizzare la propria offerta turistica, e garantire un turismo di qualità anche in termini di sostenibilità sociale e ambientale – commenta il presidente Bruno Molea – AiCS Travel nasce con la volontà di intercettare questi bisogni e di offrire una rete capace di promuovere e favorire un modello di turismo responsabile e sostenibile”.

“AiCS Travel è pronta – aggiunge l’ad Gb Merigo -. Guardiamo ai grandi numeri e alla qualità dei servizi che offriremo in quanto quello dello sport è un segmento ancora poco conosciuto nel panorama del turismo in Italia, a differenza dei paesi nordeuropei dove esistono da molti anni tour operator che si sono specializzati proprio su TURISMO & SPORT. Puntiamo a un’offerta adatta a tutti, che sappia far leva sul bisogno di ottimizzare i tempi liberi dedicati allo sport e al sociale con viaggi ben organizzati e di qualità”.

Sia Merigo che Molea sono in accordo su altro segmento molto importante del turismo organizzato: l’incoming domestico ma anche internazionale.  “E’ chiaro – dice Merigo – che avendo l’AiCS 140  Comitati territoriali, diventerà molto facile nei prossimi mesi iniziare un lavoro di scambio di prodotto turistico di ‘incoming Italia’ sportivo e sociale locale fra comitati territoriali e sede nazionale. Gli stessi saranno poi veicolati attraverso la nostra rete o verso le altre associazioni di turismo e sport presenti in Europa e nel mondo al fine di organizzare eventi in Italia tramite AiCS Travel”.

“AiCS – chiosa Merigo – organizza in un anno eventi afferenti a 136 discipline sportive e 196 attività di tempo libero, il che significa avere un bacino di utenza molto esteso sul quale riuscire ad organizzare eventi turistici e sportivi in Italia e nel mondo”.

Fonte: Brescia News

Lgh, oltre 400 milioni redistribuiti sul territorio nel 2017

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GERARDO PALOSCHI (Direttore sviluppo territoriale) - ANTONIO VIVENZI (Presidente LGH)

Lo scorso anno l’azienda ha reinvestito oltre 400 milioni agli stakeholder sul territorio, differenziando il 73,4 per cento delle 235mila tonnellate di rifiuti racolti. Tutto ciò senza sacrifici chiesti ai lavoratori, che per il 97 per cento hanno un contratto a tempo indeterminato.

Dopo l’esperienza di 11 bilanci di sostenibilità dal 2006 al 2017, l’evoluzione nel dialogo con i territori e la forte volontà di LGH di raggiungere nuove frontiere nell’innovazione hanno portato alla nascita di un nuovo prodotto interamente digitale: l’OpenReport. Presentato in anteprima a una platea di esperti durante il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale all’Università Bocconi di Milano, OpenReport è tra i primi casi in Italia di costruzione di un portale di rendicontazione che comunica in modo dinamico e interattivo come le strategie di sostenibilità di LGH si traducano in scelte, attività e risultati concreti immediatamente riscontrabili.

La multiutility – con sede a Cremona e che opera nel settore dell’energia, dell’ambiente, dell’innovazione nei territori del Sud Lombardia, dal 2016 protagonista di una importante partnership industriale con A2A – traccia così una nuova e importante rotta nell’ambito della rendicontazione di sostenibilità superando un approccio corretto, ma pur sempre concepito in una logica unidirezionale, a favore di una comunicazione in itinere, stabile nel tempo e orientata al coinvolgimento.

Se infatti in passato il bilancio di sostenibilità veniva presentato annualmente, prevalentemente in formato cartaceo, oggi, per rispondere a nuovi paradigmi di interazione, condivisione e diffusione dei principi di sostenibilità, LGH ha voluto portare ad un livello ulteriore la propria cultura organizzativa, direzionandosi verso modelli sempre più interattivi ma soprattutto non più statici e di rendicontazione expost.

Il portale OpenReport di Lgh

L’OpenReport è una piattaforma web, connessa al sito internet aziendale, che offre una fotografia dettagliata e aggiornata dei differenti ambiti di attività di LGH. Presenta in home page la matrice di materialità, costruita in modo da offrire, oltre alla fotografia dei temi maggiormente rilevanti per la sostenibilità del Gruppo, anche un ef ficace strumento per la navigazione del portale, anche da mobile. La matrice, collegata agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU, è interattiva e consente all’utente di scoprire e approfondire nel dettaglio i contenuti collegati ai temi di suo interesse. In questo modo la navigazione oltre che multilivello, può essere personalizzata e profilata per tema e stakeholder.

Gerardo Paloschi, Direttore Sviluppo Territoriale LGH sottolinea: “OpenReport, iniziativa realizzata con partner autorevoli e quali ficati, apre uno scenario rilevante nell’integrazione tra contenuti già oggi disponibili in Azienda, e che grazie alla tecnologia possono essere presentati in modalità dinamica, fruibile da mobile, integrata al sito web dell’azienda, tracciati nella loro evoluzione. Un vero e proprio cambio di paradigma nell’approccio alla rendicontazione di sostenibilità e nel dialogo continuo verso le comunità locali”.

LGH, con questo importante progetto, conferma e rilancia così il primario impegno per la trasparenza e la sostenibilità. Dentro il nuovo modello di rapporto tra azienda e territorio, OpenReport è lo strumento per raggiungere l’obiettivo concreto di innovare la presenza delle utility nelle comunità, cogliendo le straordinarie potenzialità delle nuove tecnologie per ampliare conoscenza e dialogo.

I RISULTATI DI LGH PER IL TERRITORIO

Tra i risultati in evidenza per il 2017 presentati nell’OpenReport, e che saranno parte della mole di dati messi a disposizione e aggiornati, vi sono:

  • per il valore economico: 505 milioni di valore economico prodotto da LGH – di cui l’88% distribuito agli stakeholder e il 22% reinvestito in azienda – oltre 80 mln di euro il valore delle forniture sul territorio lombardo;
  • per il valore ambientale: oltre 235 mila tonnellate di ri fiuti raccolti nei 118 Comuni serviti, di cui il 73,4% differenziati, superando di oltre 8 punti l’obiettivo regionale del 65%. 329 mila tonnellate di gas serra evitate grazie alle tecnologie adottate negli impianti della società LGH;
  • per il valore sociale: 97% i dipendenti assunti a tempo indeterminato, 47% i neoassunti under30. 87 su 100 la soddisfazione dei clienti per il servizio di igiene ambientale; 78 mila clienti iscritti ai servizi online e oltre 11 mila studenti coinvolti in iniziative di educazione ambientale.

Ivar Prevalle, il miglioramento passa dalla formazione

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Ivar Prevalle

IVAR spa, eccellenza nei sistemi e componenti idroniche, 58 milioni di fatturato e 214 dipendenti a Prevalle oltre a 12 filiali nel mondo, mette la formazione tra le priorità per lo sviluppo.  Per questo motivo ha dedicato ieri una giornata a oltre 20 operatori sui temi della Lean Production 4.0, attraverso un’attività di formazione esperienziale organizzata e gestita da Sei Consulting, società di consulenza manageriale e strategica di Brescia.

“Le attività rientrano nel PMC aziendale (programma di miglioramento continuo) che definiamo ogni anno e all’interno del quale le attività di formazione delle risorse rivestono un ruolo fondamentale. Abbiamo colto l’opportunità di questa giornata per trovare nuovi stimoli e fare nuovi passi avanti verso l’efficienza e lo snellimento dei processi, attività che portiamo avanti già da qualche anno ma che vogliamo diventi sempre più la nostra filosofia”  così ha aperto i lavori Paolo Bertolotti, Amministratore Delegato e Direttore Operations di IVAR spa, tra i partecipanti all’intera giornata.

Il focus della giornata è stato il gioco formativo che ha coinvolto le risorse di Ivar nella mini Fabbrica simulata di assemblaggio di biciclette per bambini di Sei Consulting.

“La Bike Factory è nata come una fabbrica per diffondere la cultura della Lean Manufacturing, trasmettendo ai partecipanti i temi cardine di questa filosofia: riduzione degli sprechi, creazione del valore e miglioramento continuo. Oggi la Factory è stata integrata con tecnologie 4.0 che consentono di monitorare in real time i processi e il valore prodotto dall’azienda (grazie al MES di fabbrica e ad un sistema di business intelligence da noi elaborato), che favoriscono una più efficiente gestione dei processi produttivi e logistici e che supportano la formazione degli operatori grazie alla realtà virtuale” spiega Riccardo Giovanelli, consulente dell’area Lean di Sei Consulting.  “Miglioramento del processo prima e integrazione tecnologica poi sono la chiave per un salto qualitativo delle nostre PMI” aggiunge  Massimo Trebeschi, manager area Lean di Sei Consulting.

E infatti il risultato si vede anche nella Bike Factory in cui si è passati da assemblare una bicicletta ogni 30 minuti a una produzione “sotto controllo” di 4 biciclette in 28 minuti.

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