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Bilanci

Cedral Tassoni: il 2020 riparte con conti in ordine e la nuova linea automatizzata

in Alimentare/Bilanci/Economia/Evidenza by

Cedral Tassoni chiude il 2019 segnando il quinto risultato positivo consecutivo dal 2015, una ulteriore conferma per la storica azienda di Salò nata nel 1793 e ancora di proprietà della stessa famiglia da quattro generazioni. A gennaio 2020, ha visto la luce la nuova linea di produzione automatizzata, che permetterà di far fronte alla crescente richiesta di prodotti da parte dei mercati esteri e di rafforzare l’Italia dell’Horeca, della Gdo e del nuovo canale on board (aerei, treni, navi…), con una particolare sorpresa per la primavera 2020.

Abbiamo infinite potenzialità inespresse specialmente sui mercati esteri – dichiara l’AD Elio Accardo – per questo abbiamo investito 3 milioni di euro negli ultimi 3 anni soprattutto nel comparto produttivo, proprio per essere più attenti alle esigenze del nostro cliente e poter, quindi, rispondere con efficacia ed efficienza alle richieste di disponibilità prodotti. I nostri obiettivi prevedono un raddoppio secco di quote extra Italia. L’export ha bisogno di un diverso approccio rispetto all’Italia – continua Accardo – basti pensare che molti paesi esteri non conoscono, ad esempio, il cedro o la pesca e quindi non è semplice spiegare i nostri prodotti e le loro peculiarità. La parola magica per noi è italianità supportata dai nostri 227 anni di storia, dall’attenzione alla scelta delle materie prime e quindi dalla naturalità che si ritrova nelle nostre bibite e da un brand riconosciuto come brand di qualità. Abbiamo rafforzato la presenza sul canale on board: da Alitalia a Trenitalia a Neos. Questa operazione ci rende più presenti in Italia, ma riusciamo ad arrivare ad un pubblico intergenerazionale e internazionale”.

USA, Emirati, India e Russia sono i Paesi che vedranno nel nuovo anno un allargamento di partnership distributive con progetti dedicati. “L’export non è facile, ma in questo 2020 saremo pronti per poterlo sviluppare al meglio – confida l’AD Elio Accardo – Ogni paese richiede per legge informazioni specifiche nell’etichetta e ovviamente una personalizzazione nella lingua. I nuovi macchinari ci consentono questa flessibilità garantendoci una maggiore efficienza anche nella customizzazione di ogni lotto.”

Per Cedral Tassoni, gdo, horeca, e-commerce sono tutti canali da attenzionare per l’esportazione e con tutte le linee di prodotti: bibite, sciroppi e liquori. La Cedrata, per il suo gusto, il packaging e per il suo colore paglierino è molto amata nei paesi asiatici, mentre in America prediligono la tonica da bere liscia o miscelata come nel classico cocktail gin tonic. “La Tonica Superfine in poco tempo ha ottenuto risultati davvero molto positivi in tutto il mondo ed è così che il nostro centro di Ricerca & Sviluppo ha messo in produzione la nuova Tonica Superfine ai Limoni del Garda, che verrà ufficialmente commercializzata in Italia e all’estero, in tutti i canali, a partire dalla prossima primavera” dichiara l’AD Elio Accardo.

La una nuova Acqua Tonica aromatizzata ai Limoni del Garda, è un esempio straordinario di recupero e valorizzazione del patrimonio agricolo del territorio del Garda dove Tassoni risiede da ben 227 anni. I Limoni del Garda provengono infatti da un’associazione gardesana che incentiva le colture locali tradizionali riattivando le potenzialità Agricole Alto Gardesane.

 

Camera di Commercio, approvato il bilancio di previsione: spese per 26,7 milioni

in Associazioni di categoria/Bilanci/Camera di commercio/Economia by
La Camera di commercio di Brescia

Il Consiglio della Camera di Commercio di Brescia, nella riunione di martedì 4 febbraio, ha approvato il Bilancio Preventivo per l’anno 2020.

Il Budget 2020 evidenzia, sul fronte delle entrate correnti, un introito pari a 19,3 mln/€ in gran parte ascrivibile alle entrate derivanti dal diritto annuale (per il 64,57%) e ai diritti di segreteria (per il 33,29%), a conferma del fatto che l’Ente camerale è pressoché autonomo dal punto di vista del reperimento delle dotazioni finanziarie e non si avvale, di fatto, di nessun’altra significativa fonte di finanziamento o trasferimento statale.

Le spese correnti ammontano a 26,7 mil./€, per il 52,65% destinate alla promozione economica (rispetto al 49,9% del 2019), per il 22,09% al personale e per il 9,73% ai costi di gestione (in calo rispetto all’11,4% del 2019).

Particolare impegno è rivolto alla promozione economica delle imprese e del territorio, anche mediante l’utilizzo di circa 7,4 mil./€ derivanti dagli avanzi patrimoniali accantonati negli anni precedenti.

In dettaglio, per l’anno 2020 le risorse camerali destinate alla promozione economica delle imprese e del territorio bresciano ammontano a 14,1 mln/€, con un significativo incremento rispetto ai  13,2 mil./€ stanziati sul bilancio 2019. Tali risorse verranno principalmente destinate a supportare le PMI per favorire  azioni ed interventi per l’innovazione e la sostenibilità (2,7 mln/€), la formazione professionale (2,1 mln/€), l’internazionalizzazione (1,7 mln/€) e le iniziative per favorire l’accesso al credito (2,5 mln/€).

“Il bilancio preventivo 2020 – è il commento del Presidente dell’Ente camerale bresciano, Ing. Roberto Saccone – si caratterizza per un significativo supporto alle PMI sul fronte dell’innovazione e della sostenibilità, che sono i due principali driver di competitività del prossimo futuro. E’ altresì rilevante, e per certi versi conseguenziale, l’intervento in tema di formazione professionale in realtà produttive caratterizzate da un sempre maggior sviluppo della propria dimensione tecnologica.

Assolutamente determinante, inoltre, il sostegno al tema dell’internazionalizzazione, al fine di consentire alle PMI di approcciare o consolidare la propria presenza sui i mercati globali”

Confermato, nell’ambito della formazione professionale, anche l’impegno camerale volto facilitare la connessione tra mondo dell’impresa e sistema scolastico tramite percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Rilevante, con uno stanziamento pari a 3,9 mln/€, il sostegno alle iniziative di promozione del turismo e delle attività culturali, intese come elemento fondamentale per lo sviluppo economico complessivo del territorio provinciale, svolte anche tramite un intenso programma di attività della partecipata Bresciatourism e dell’Azienda Speciale Pro Brixia.

 

Agritech chiude un anno positivo: ricavi confermati a 26 milioni di euro

in Agricoltura e allevamento/Bilanci/Economia by

La Agritech di Calvisano, impresa specializzata nella produzione di silos in vetroresina e di altre attrezzature per l’allevamento, ha archiviato un 2019 positivo, con ricavi in linea con quelli dell’anno precedente che avevano avuto un incremento del 10% circa rispetto al 2017.

L’impresa fa parte di un gruppo di società che continuano con decisione a perseguire la strada della crescita attraverso l’export, riuscendo ad ottenere risultati significativi su numerosi mercati internazionali, anche grazie alle joint venture avviate ormai da diversi anni nei Paesi asiatici (Cina e Thailandia).

Il fatturato aggregato del gruppo, che conta complessivamente oltre 100 dipendenti, si è attestato sui 26 milioni ed è così suddiviso: 11 milioni generati dalla capogruppo Agritech, guidata da Floriano Zappettini che ha una partecipazione anche nelle altre aziende, 4 milioni da Eltech (impianti elettrici ed energetici) con a capo Carlo Zappettini, 3,5 milioni da Poly 3 (gelcoat, paste coloranti e mastici) diretta ancora da Floriano Zappettini, 4 milioni da Intech (impianti di stoccaggio e movimentazione materie prime in polvere) guidata da Giuseppe Tosi, 1 milione da Spirotech (attrezzature per la zootecnia) anch’essa capitanata da Giuseppe Tosi, e 3 milioni dalla produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, idroelettrico ed eolico) di cui si occupa Luca Zappettini.

La produzione della Agritech si attesta sui 4.500 silos annui.

“Ci troviamo in una fase di ristrutturazione del mercato agricolo europeo e stiamo perdendo alcuni storici clienti che cessano l’attività – spiega Floriano Zappettini – ma compensiamo questo calo con una crescita nei mercati extra europei”.

In particolare, sottolinea Mario Ardenghi, export manager di Agritech, “segnali incoraggianti stanno arrivando dal nord America: per la prima volta non solo il Canada, ma anche gli Stati Uniti iniziano ad apprezzare i silos in vetroresina come valida alternativa a quelli tradizionali in ferro. Prospettive interessanti continuano ad esserci nel Sud-est asiatico – continua Ardenghi – e stiamo esplorando anche i mercati africani: alla zona del Maghreb, dove c’è un buon livello di automazione, si è aggiunta quest’anno la prima vendita di cisterne per il trasporto del mangime in Africa settentrionale e ci auguriamo di riuscire a penetrare maggiormente nell’Africa nera. Maggiori difficoltà – prosegue Ardenghi – le stiamo avendo in sud America, un subcontinente complesso, anche se abbiamo registrato le prime soddisfazioni da alcuni paesi dell’area”.

L’impresa continua quindi con decisione a perseguire la strada dell’export, partecipando alle principali fiere internazionali in Italia e nel mondo. Fra i vari eventi cui ha preso parte ricordiamo: in Russia (Agrofarm Mosca), negli Stati Uniti (IPPE Atlanta), in Thailandia (VIV Asia di Bangkok) e in Spagna (Fima Ganadera di Saragozza).

Lo scorso novembre, Agritech ha preso parte alla rassegna Ecomondo di Rimini. Sono state messe in mostra anche soluzioni di stoccaggio per fanghi e scarti di lavorazione in generale: si tratta di temi particolarmente importanti per un settore agricolo in cui la sostenibilità ambientale non può più essere trascurata.

Oltre all’internazionalizzazione, Agritech persegue la strada dell’innovazione, presentando costantemente nuovi prodotti in modo da fornire un servizio sempre più completo agli imprenditori agricoli. Nell’anno appena trascorso è stato lanciato un nuovo modello di silo rettangolare in vetroresina, caricabile dall’alto con la pala del trattore attraverso un portellone basculante, ed espandibile fino ad ottenere 4 capacità diverse. Con esso è possibile fornire alle mucche da latte razioni di mangime specifico ad integrazione della loro dieta.

Anche le altre aziende del gruppo spingono su nuove produzioni. Alle tradizionali imprese si è da poco affiancata anche Bluecotech, specializzata nella produzione di generatori di ozono per la disinfezione e purificazione dell’aria e dell’acqua, che sta ottenendo risultati molto importanti.

“Stiamo inoltre consolidando il ramo energetico – afferma ancora Zappettini  – incrementando la produzione di energia”. Le aziende del gruppo producono da fonti rinnovabili (solare ed idroelettrico) circa 13 milioni di Kilowattora, sufficienti a fornire energia per 3.000 famiglie.

Egm Group: indebitamento netto in calo da 69 a 32,7 milioni

in Acciaio/Automotive/Aziende/Bilanci/Economia/Eredi Gnutti by

Il rallentamento dell’economia europea, innescato soprattutto dalla riduzione della domanda da parte del settore dell’automotive, pesa sui conti, ma EGM Group completa positivamente il piano di risanamento iniziato nel 2015, riducendo ulteriormente la posizione finanziaria netta che passa dai 69 milioni di euro circa dell’esercizio 2017-2018 (chiuso al 31 luglio) ai 32,7 milioni di euro dell’esercizio 2018-2019.

Nel corso dell’anno gli investimenti, tra materiali e immateriali, sono stati complessivamente pari a 6 milioni di euro concentrati principalmente in due ambiti: uno tecnico-qualitativo per migliorare qualità del prodotto, servizi al cliente e produttività e uno legato alla sicurezza e ambiente.

I ricavi segnano un leggero rallentamento passando dai 213,4 milioni di euro dell’esercizio 2017-2018 ai 207 milioni dell’esercizio chiuso il 31 luglio 2019. La marginalità operativa diminuisce con un EBITDA pari a 8,2 milioni di euro contro i 13,5 milioni di euro dell’anno precedente. Restano fermi a quota 38,8 milioni i costi operativi che si mantengono sensibilmente inferiori agli anni precedenti (erano 43,2 milioni nell’esercizio 2016-2017). Il patrimonio netto si attesta a 49,7 milioni di euro portandosi a 1,5 volte rispetto all’indebitamento.

La Società bresciana, tra i leader nel settore delle barre in ottone e dei laminati in rame e leghe di rame, ha quindi messo in archivio l’esercizio con un risultato ante imposte che registra una contenuta perdita di circa 400mila euro.

GRUPPO EREDI GNUTTI METALLI

Il Gruppo EGM (Eredi Gnutti Metalli) è tra i leader in Europa nella produzione di barre in ottone e nastri in rame e sue leghe, dall’ottone al bronzo e leghe speciali. Il Gruppo, che ha sede a Brescia con la società Eredi Gnutti Metalli SpA (fondata nel 1860), si qualifica per un’ampia offerta e un servizio unico capace di rispondere in tempi rapidi alle necessità della grande industria europea così come del piccolo utilizzatore locale. L’attenzione alle necessità del singolo cliente, unite ad una visione responsabile della propria attività, fanno del Gruppo EGM un interlocutore affidabile testimoniato da un’esperienza in metallurgia di oltre 150 anni che oggi si declina nella capacità di servire con puntualità i mercati di riferimento proponendosi come global partner di alto livello, garantendo affidabilità e soluzioni condivise.

Cembre Spa, nei primi nove mesi del 2019 ricavi a 107 milioni di euro

in Aziende/Bilanci/Cembre/Economia/Evidenza by
Cembre

Il Consiglio di Amministrazione di Cembre S.p.A., società quotata al segmento Star della Borsa di Milano, tra i principali produttori europei di connettori elettrici e utensili per la loro installazione, riunitosi oggi a Brescia sotto la guida del Presidente e Amministratore Delegato Ing.Giovanni Rosani, ha approvato il resoconto intermedio di gestione relativo al 30 settembre 2019.

I ricavi delle vendite consolidati dei primi nove mesi sono passati da 107,3 milioni di euro del 2018 a 110,3 milioni di euro del 2019, con un incremento del 2,8 per cento. Tale incremento è dovuto soprattutto al consolidamento della società tedesca IKUMA Gmbh & Co. KG, acquisita con effetto dall’1 maggio 2018, il cui fatturato nei primi nove mesi del 2019 è stato pari a 5,7 milioni di euro; tale società era inclusa nei risultati del Gruppo dei primi nove mesi del 2018 esclusivamente per il periodo maggio-settembre, per un importo pari a 3,5 milioni di euro. Senza l’apporto di IKUMA l’incremento delle vendite consolidate dei primi nove mesi del 2019 sarebbe stato pari allo 0,8 per cento. A livello trimestrale i ricavi consolidati sono diminuiti rispetto al terzo trimestre 2018, passando da 34,0 milioni di euro a 33,4 milioni di euro, con una variazione percentuale negativa dell’1,6 per cento.

In dettaglio, nei primi nove mesi del 2019, il fatturato consolidato è stato realizzato per il 39,5 per cento in Italia (41,4 per cento nei primi nove mesi del 2018), per il 46,9 per cento nella restante parte d’Europa (43,1 per cento nei primi nove mesi del 2018) e per il 13,6 per cento fuori dal continente europeo (15,5 per cento nei primi nove mesi del 2018).

Il Gruppo Cembre ha quindi fatto registrare sul mercato italiano una diminuzione del fatturato progressivo pari all’1,9 per cento, mentre il fatturato sugli altri mercati è salito del 6,2 per cento.

Il risultato operativo lordo consolidato (Ebitda) dei primi nove mesi del 2019, pari a 28,7 milioni di euro, corrispondenti al 26,0 per cento dei ricavi delle vendite, è aumentato del 7,4 per cento rispetto a quello dei primi nove mesi del 2018, pari a 26,7 milioni di euro, equivalenti al 24,9 per cento dei ricavi delle vendite. In lieve diminuzione, nel periodo, l’incidenza del costo del venduto mentre cresce leggermente il peso del costo per servizi e del costo del personale. Il numero medio dei dipendenti del Gruppo nel periodo è passato da 747 a 745 unità, con un incremento del personale dipendente da 687 a 709 persone e una diminuzione del personale interinale.

Il risultato operativo lordo del terzo trimestre è diminuito leggermente rispetto al terzo trimestre del 2018, segnando una contrazione dell’1,1 per cento.

Il risultato operativo consolidato (Ebit) pari a 21,4 milioni di euro, corrispondente ad un margine del 19,4 per cento sui ricavi delle vendite, è sceso dello 0,6 per cento, rispetto ai 21,5 milioni di euro dei primi nove mesi dello scorso esercizio, corrispondenti al 20,0 per cento dei ricavi delle vendite.

Il risultato operativo del terzo trimestre 2019 pari a 5,2 milioni di euro, corrispondenti al 15,6 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali, è diminuito del 13,4 per cento rispetto ai 6,0 milioni di euro del terzo trimestre 2018, corrispondenti al 17,7 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali.

L’utile ante imposte consolidato dei primi nove mesi del 2019 ammonta a 21,2 milioni di euro, che corrispondono al 19,3 per cento delle vendite, in diminuzione dell’1,4 per cento rispetto a quello dei primi nove mesi del 2018, pari a 21,5 milioni di euro, corrispondenti al 20,1 per cento delle vendite.

L’utile ante imposte nel terzo trimestre 2019, pari a 5,2 milioni di euro, corrispondenti al 15,6 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali, è in calo del 14,9 per cento rispetto ai 6,1 milioni di euro del terzo trimestre 2018, corrispondenti al 18,0 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali.

L’utile netto consolidato dei primi nove mesi è pari a 16,6 milioni di euro, corrispondenti al 15,1 per cento delle vendite, risultando sostanzialmente invariato rispetto a quello dei primi nove mesi del 2018. A livello trimestrale il risultato netto è diminuito del 13,2 per cento, passando da 4,9 milioni di euro, corrispondenti ad un margine sulle vendite del 14,4 per cento, a 4,3 milioni di euro, corrispondenti al 12,7 per cento del fatturato consolidato trimestrale.

A partire dall’1 gennaio 2019, il Gruppo ha adottato per la contabilizzazione dei contratti di leasing e dei contratti di locazione il nuovo principio contabile IFRS 16. L’applicazione di tale nuovo standard ha comportato una riduzione irrilevante dell’utile di Gruppo pari a 55 migliaia di euro (ante imposte); per un maggiore dettaglio riguardo agli effetti legati all’applicazione del suddetto principio contabile si rimanda al Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2019.

La posizione finanziaria netta consolidata, passata da un saldo positivo di 7,5 milioni di euro al 31 dicembre 2018 ad un saldo positivo di 1,0 milioni di euro al 30 settembre 2019, sconta gli effetti dell’applicazione del nuovo principio contabile internazionale IFRS 16, che ha comportato l’iscrizione tra le passività finanziarie non correnti di 5,0 milioni di euro e tra le passività finanziarie correnti di 1,4 milioni di euro, quali passività per beni in leasing, nonché il pagamento di dividendi per 15 milioni di euro da parte della Capogruppo e investimenti in immobilizzazioni per 8,1 milioni di euro. Al 30 settembre 2018, la posizione finanziaria netta era positiva per 4,1 milioni di euro.

Si segnala che senza considerare gli effetti dell’applicazione del nuovo principio contabile internazionale IFRS 16, la posizione finanziaria al 30 settembre 2019 sarebbe stata positiva per 7,4 milioni di euro.

Gli investimenti effettuati nel periodo ammontano a 7,3 milioni di euro in immobilizzazioni materiali ed a 0,8 milioni di euro in immobilizzazioni immateriali, a fronte di investimenti nello stesso periodo del 2018 pari a 15,4 milioni di euro.

“I risultati dei primi nove mesi 2019 evidenziano una crescita dei ricavi consolidati (+2,8%), grazie al positivo contributo del consolidamento di IKUMA KG, acquisita con effetto dal primo maggio 2018, senza il cui apporto l’incremento delle vendite consolidate sarebbe stato pari allo 0,8 per cento. I dati al 31 ottobre 2019 evidenziano ricavi consolidati progressivi in crescita dell’1,9%, senza il consolidamento di IKUMA KG la crescita organica sarebbe stata pari allo 0,3 per cento. Nonostante la situazione di incertezza a livello globale, il Gruppo Cembre si attende per l’esercizio in corso una lieve crescita rispetto all’esercizio 2018”, ha commentato il Presidente ed AD Giovanni Rosani.

CEMBRE, LA SCHEDA

Cembre progetta, produce e distribuisce connettori elettrici ed accessori per cavo, settore nel quale ha raggiunto una posizione di leadership in Italia e ha conquistato importanti quote di mercato a livello europeo. Cembre è tra i principali produttori mondiali di utensili (meccanici, pneumatici e oleodinamici) per l’installazione di connettori e per la tranciatura di cavi. I prodotti sviluppati per la connessione alla rotaia e per altre applicazioni ferroviarie sono stati adottati dalle principali società del settore in tutto il mondo. Cembre ha saputo conquistare questi primati grazie alla ricerca continua di prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo, alla vasta gamma di prodotti, ad una rete distributiva capillare ed estesa sia in Italia sia all’estero.

Fondato a Brescia nel 1969, il Gruppo Cembre è oggi una realtà internazionale. Alla capogruppo con sede a Brescia si affiancano infatti sei società controllate: cinque commerciali (2 in Germania, 1 in Francia, Spagna e Stati Uniti) e una produttiva e commerciale (Cembre Ltd, con sede a Birmingham), per un totale di 753 dipendenti (dato aggiornato al 30 settembre 2018). Il Sistema di Gestione per la Qualità Cembre è certificato dal 1990 dal Lloyd’s Register Quality Assurance per la progettazione, produzione e commercializzazione di accessori per cavi, connettori elettrici e relativi utensili. Cembre è quotata alla Borsa Italiana dal 15 dicembre 1997 e dal 24 settembre 2001 al segmento Star.

Bilancio, da Regione Lombardia ok a manovra: “meno tasse e più investimenti”

in Bilanci/Economia/Istituzioni/Regione by

Regione Lombardia prosegue nella politica di riduzione della pressione fiscale e garantendo le agevolazioni esistenti e, in coerenza con le priorità del proprio programma di governo, garantisce continuità a provvedimenti strategici come le misure per il miglioramento della qualità dell’aria, gli investimenti per l’acquisto nuovi treni e il potenziamento infrastrutturale.

Grande attenzione anche per gli interventi di carattere sociale con il mantenimento di ‘Nidigratis’ (17,2 milioni nel 2020, 35 milioni annui sia per il 2021 che per il 2022), ‘DoteSport’ (19 milioni) e l’integrazione scolastica degli alunni disabili (12 milioni nel 2020, altrettanti nel 21 e ulteriori 12 nel 2022, per un totale di 36 milioni nel triennio).

Così, in estrema sintesi, può essere inquadrato il ‘Progetto di Legge di Bilancio’ approvato oggi dalla Giunta regionale della Lombardia su proposta dell’assessore al Bilancio, Finanza e Semplificazione, Davide Caparini.

Ora il documento passerà al vaglio delle Commissioni Consiliari per poi approdare in Aula, per il voto finale in Consiglio regionale, a metà dicembre.

Guardando più specificatamente agli investimenti previsti della manovra di bilancio 2020-2022 approvata in Giunta si segnalano investimenti aggiuntivi per un valore di circa 159 milioni nel 2020 e di circa 181 annui nel 2021 e 2022 destinati alle misure prioritarie già individuate nel programma di governo regionale.

“E’ l’inizio di un percorso – spiega l’assessore Caparini – che si arricchirà del contributo del Consiglio Regionale anche alla luce della manovra di bilancio statale. A tal fine, stiamo lavorando a nuovi incentivi fiscali su bollo auto e le altre entrate regionali per alleviare il carico fiscale dei lombardi. Sottolineo l’attenzione al sostegno alle famiglie e alle attività produttive (85 milioni nel triennio per incentivi alle imprese e 33 milioni nel triennio per il sostegno nel settore del commercio), oltre alle politiche per lo sviluppo sostenibile che guardino alla tutela dell’ambiente (24 milioni nel triennio)”.

Dal 2020 la Lombardia, grazie al proficuo lavoro fatto in sede di conferenza Stato-Regioni, potrà inoltre fare affidamento anche su nuove risorse, tra cui, 39,4 milioni di euro per il prossimo anno e 143 milioni sino al 2034 per le politiche ambientale.

Tra i temi centrali, anche la messa in sicurezza di territorio (47milioni nel 2020, 45 milioni nel 2021 e 33 milioni nel 2022), con particolare attenzione ai Piccoli Comuni e a quelli di montagna (21 mln nel triennio per interventi a favore della montagna), interventi in materia di ordine pubblico e sicurezza urbana (8,2 milioni nel triennio di risorse correnti); i Grandi eventi come il Gran Premio di Monza (15 milioni) e le Olimpiadi 2026 e le ratifiche delle intese interregionali delle ciclovie.

Un’attenzione specifica, infine, è rivolta al pieno utilizzo delle risorse comunitarie. “Nella recente missione a Bruxelles – aggiunge l’assessore Caparini – il presidente Fontana ha sottolineato la bontà dell’azione fin qui messa in campo da Regione Lombardia, ma allo stesso tempo, confrontandosi con gli Uffici e con gli europarlamentari italiani ha chiesto loro di rendere ancor più stretta la collaborazione e il dialogo per godere al massimo delle possibilità offerte dai contributi comunitari”.

Neosperience: aumento dei ricavi del +67,5% nel primo semestre 2019

in Aziende/Bilanci/Economia/Innovazione by
Neosperience, foto da ufficio stampa

Neosperience, società quotata all’AIM Italia e attiva come software vendor nel settore della Digital Customer Experience, ha chiuso il primo semestre del 2019 con ricavi per 5,07 milioni di euro, in aumento del 67,5% rispetto ai 3,03 milioni ottenuti nella prima metà dello scorso esercizio, grazie all’acquisizione di nuovi clienti e all’incremento dei ricavi scalabili delle Solution.

Il primo semestre dell’anno è stato denso di soddisfazioni. La quotazione in Borsa a Febbraio, il successivo aumento di capitale a Maggio, la conseguente visibilità sul mercato, i prestigiosi nuovi clienti e l’indubbio successo presso gli investitori ci spingono a moltiplicare gli sforzi”, ha commentato Dario Melpignano, Presidente di Neosperience.

“Le nuove Solution, basate sull’impiego delle tecniche più avanzate di Intelligenza Artificiale, dichiara Melpignano, hanno trovato ampia accoglienza nei settori chiave in cui operiamo, permettendoci di consolidare ulteriormente il nostro vantaggio competitivo.”

Castenedolo, Dgs Srl contina a crescere e va verso i 3 milioni di fatturato

in Bilanci/Economia by

Ha iniziato a produrre nel 2015 e da allora – grazie alla qualità e alla voglia di ragionare come le grandi – i fatturati sono sempre cresciuti in doppia cifra percentuale. Con il risultato che già nel 2019 il bilancio potrebbe sfondare il muro dei tre milioni di euro.

E’ questa la parabola – tutta bresciana – di Dgs Srl, azienda di lavorazioni meccaniche con sede a Castenedolo nata quattro anni fa dall’incontro della famiglia Moreschi (Stefano e Giuseppe, insieme al padre Fabio) con Daniela Grandi, presidente del gruppo Marcello Gabana Holding e numero uno dei cavatori di Aib: i primi nei panni di portatori di know-how, la seconda nella veste di business angel, una figura piuttosto rara nella leonessa.

Un patto vincente, come dimostrano i numeri. Il primo anno di lavoro si è chiuso a quota 0,8 milioni di euro, poi passati nel 2016 a 1,2 e nel 2017 a 2, con i primi 16mila euro di utile. Nel 2018, quindi, il fatturato è stato di 2,57 milioni di euro (+28,5%), con 32mila euro di utile e un Ebitda del 14,7 per cento. Mentre nei primi sei mesi del 2019 le entrate sono già arrivate a 1,5 milioni, con la ragionevole prospettiva di raddoppiare a fine dicembre.

L’export vale circa il 10 per cento (i primi tre Paesi sono Austria, Germania  e Grecia). I dipendenti sono 20, con la prospettiva – mercato del lavoro permettendo – è quella di assumerne altri 3 entro fine anno. E gli investimenti (quasi 4 milioni dalla nascita) sono costanti: solo nei primi sei mesi del 2019, infatti, sono arrivati l’innovativo verticale Modula, il raddoppio del reparto saldatura con la nuova macchina Open Arc e il nuovo impianto di aspirazione.

A determinare questo successo, sul mercato, sono stati ovviamente prezzo, puntualità e precisione delle lavorazioni. L’azienda – specializzata in componenti per colata e laminazione, ma anche in meccaniche di precisione – è certificata per sicurezza, ambiente e qualità. E’ quest’ultimo, secondo l’ad Giuseppe Moreschi (fresco di master in Management e innovazione d’impresa a Isfor) uno dei segreti dell’espansione di Dgs. “Gli uffici acquisti – spiega – non considerano più solo il prezzo come discriminante per l’assegnazione della fornitura: determinante è il continuo dialogo, anche dal punto di vista tecnico, perché l’azienda possa ottenere componenti con il miglior rapporto qualità prezzo. E in questo ci aiuta anche il laboratorio di rilievi e controlli dimensionali, con sistemi Dea, che pochi concorrenti hanno”.

Ma a fare la differenza è soprattutto l’organizzazione interna, degna di una grande azienda. Oltre al capitale, infatti, Daniela Grandi ha portato in Dgs un modello di business avanzato, fondato su un progetto industriale a lungo termine, sul costante controllo di gestione, sulla pianificazione finanziaria e sulla continua formazione del personale (gli operai lavorano con il tablet in mano e per loro sono in arrivo corsi di inglese). Tutti elementi che nei giorni scorsi hanno portato Aib ad assegnare a Dgs il premio Eccellenza per le Pmi (nella categoria Crescita Dimensionale).

“Fare impresa oggi”, spiega Daniela Grandi, “è un’attività che continua a richiedere elevate competenze specifiche, di cui la famiglia Moreschi è portatrice. Ma per il resto la meccanica non presenta dinamiche diverse dagli altri settori. L’organizzazione e la pianificazione sono elementi decisivi per il successo, perché consentono di fronteggiare gli sviluppi del mercato e confrontarsi costantemente con i numeri. Ora”, conclude, “l’obiettivo è continuare a crescere diventando sempre di più un punto di riferimento nella nicchia in cui operiamo”. Ovviamente, aggiunge Moreschi, “procedendo un passo per volta, e commisurato alla gamba…”.

Alcass di Bedizzole chiude il bilancio con un più 34 per cento

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Alcass SpA di Bedizzole, azienda tra i maggiori player nel settore dei prodotti surgelati e senza conservanti, continua il percorso di crescita che l’ha contraddistinta negli ultimi anni.

Alcass produce da oltre trent’anni una varietà di prodotti a brand Amica Natura, dalla linea classica a base di carne, al Biologico distribuito presso i negozi specializzati, al Vegano e Vegetariano, fino alle ultime novità sviluppate con l’utilizzo di alimenti “Superfood”, su tutti il cavolfiore. In crescita anche il segmento delle “private labels” grazie alla fiducia di prestigiosi partner commerciali.

Venendo ai dati economici principali, l’esercizio 2018 ha visto una importante crescita del Valore della Produzione che passa da 9,8 milioni di euro del 2017, a 13,1 milioni di euro nel 2018, registrando un aumento del 33,6%. Anche l’EBITDA cresce a 1,47 milioni rispetto ai 1,26 milioni dell’anno precedente. L’utile netto dopo le imposte (di € 226.135) si attesta a 728.801 € contro i 584.204 € del 2017. In miglioramento rispetto al 2017 anche la posizione finanziaria netta.

L’incidenza della quota export sul fatturato aziendale è cresciuta e si attesta attorno al 10%, in ulteriore crescita anche nei primi mesi del 2019.

Nella relazione sulla gestione si evidenzia come negli ultimi anni l’Azienda stia concentrando le forze per ampliare l’export, dirigendo lo sguardo verso mercati esteri sempre più attenti al Made in Italy, ad un’alimentazione genuina e di qualità. Prosegue Bonaglia:<<I mercati esteri, soprattutto Stati Uniti ed Asia, sono molto complessi da affrontare sia per gli aspetti legislativi che per i gusti e le abitudini di consumo. Il nostro modo di lavorare, tuttavia, ci dà grandi chanche poiché da sempre siamo abituati a sfide impossibili e ad adattarci alle richieste del cliente sviluppando prodotti su misura. E’ il caso della certificazione Kosher ottenuta la scorsa estate dal prestigioso ente americano “OK Kosher” che ci ha aperto un importante canale in nord America, oppure dello sviluppo del nuovo prodotto a base di ceci partendo proprio dal seme e non dalla farina, ottenendo così una qualità molto più elevata. E’ stata comunque un’ottima annata per tutto, anche per le linee VEG e BIO che hanno aiutato il business oltre confine, dove i valori di genuinità e innovazione sono molto richiesti>>.

Lucchini Rs Spa: ricavi a 444 milioni, utile netto a quota 29,3

in Acciaio/Bilanci/Economia by
Laminatoio Lucchini Rs, foto da sito ufficiale
  • Ricavi consolidati pari a 444,4 milioni di Euro in aumento del 8,0% sul 2017.
  • Ebitda pari a 57,6 milioni di Euro.
  • Investimenti tecnici netti per circa 33 milioni di Euro.
  • Nel mese di settembre è stato conferito il comparto produttivo/industriale dello Stabilimento di Lovere a “Lucchini lndustries S.r.l.“, newco interamente controllata da Lucchini RS per garantire, in continuità con la precedente gestione, maggiore agilità commerciale e un più forte orientamento al cliente rafforzandone le funzioni di coordinamento del Gruppo.
  • È stata costituita Mercitalia Maintenance S.r.l., una joint venture tra Lucchini RS (50%) e Mercitalia Rail (50%); quest’ultima società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che ha il ruolo di principale impresa di manutenzione ferroviaria in Italia e all’estero nel settore cargo.

I ricavi netti consolidati della Lucchini RS spa,  presieduta da Giuseppe Lucchini,  si attestano a 444,4 milioni di Euro in crescita dell’8,0% rispetto all’esercizio precedente. Il fatturato estero è pari al 79% del totale.

Nel corso dell’esercizio la ripresa dei prezzi d’acquisto dei principali fattori della produzione (come il rottame, le ferroleghe, gli elettrodi ed il metano) ha influenzato negativamente la marginalità.

Il risultato netto di periodo evidenzia un utile pari a 29,3 milioni di Euro che ha permesso al Gruppo di finanziare gli investimenti fatti in impianti e partecipazioni realizzati nell’esercizio, mantenendo un livello di indebitamento estremamente basso pari a circa un quinto del Patrimonio Netto contabile.

L’organico del gruppo al 31/12/2018 si attesta a 2.098 dipendenti di cui 659 nelle proprie controllate estere, oltre a 496 dipendenti presso la collegata cinese Zhibo Lucchini Railway Equipment.

Lucchini Unipart Rail, la JV inglese con Unipart Rail controllata al 60% da Lucchini RS, mostra un fatturato in crescita del 5,2% rispetto all’esercizio precedente ed un utile di 1,6 milioni di Euro.

Lucchini Sweden, con volumi di vendita in crescita del 42,3% sull’esercizio precedente, consegue un risultato netto di 2,8 milioni di Euro in incremento rispetto all’esercizio precedente.

Lucchini Poland registra un trend positivo di fatturato del 41,8% rispetto all’esercizio precedente e chiude l’esercizio 2018 in sostanziale break-even grazie ai maggiori volumi di vendita con mix prodotti a maggiore marginalità.

La JV austriaca Lucchini Central Europe registra un fatturato in recupero rispetto all’esercizio precedente (+26,3%) con un risultato lievemente in utile.

LBX, la controllata belga, registra un fatturato pari a 9,3 milioni di Euro in crescita del 45,7% rispetto all’anno precedente e una perdita di 0,6 milioni di Euro.

Lucchini South Africa, di cui la nostra società detiene a dicembre il controllo al 70%, ha completato la fase di localizzazione della produzione di prodotti finiti destinati al mercato locale. La società ha chiuso l’esercizio con un fatturato di 10,7 milioni di Euro ed un risultato in perdita legato ai costi di avviamento, ora completato.

Lucchini Tool Steel, società commerciale di acciai per utensili ed operante dal primo marzo 2017, registra un fatturato pari a 16,3 milioni di Euro e un risultato in utile di 0,1 milioni di Euro.

Lucchini Mamé Forge, controllata al 100% da Lucchini RS dopo l’acquisizione della quota di minoranza del 10% nel corso del 2018, alla fine dell’esercizio chiude in perdita. Il settore dei prodotti in acciaio forgiato, così come tutto il settore siderurgico nel suo complesso, è caratterizzato da una sovraccapacità a livello nazionale e mondiale. La competizione sui prezzi e di conseguenza i margini del settore in cui opera la filiale si sono perciò molto contratti.

Lucchini North America, controllata al 100% da Lucchini RS ed operante dal mese di aprile 2017 come società commerciale con l’obiettivo di sviluppare il business rotabile nel mercato statunitense, a fine esercizio 2018 la società chiude con un risultato in sostanziale break-even.

La collegata cinese Zhibo Lucchini Railway Equipment (partecipata  da Lucchini RS al 30%) ha conseguito anche nel 2018 ottimi risultati con un fatturato di 250 milioni di Euro ed un utile netto pari a circa 50 milioni di Euro.

 

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