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Bilanci

in A2A/Bilanci/Economia/Partecipate e controllate by

A2A, nel primo trimestre Ricavi a 4,55 miliardi (+15%), Ebitda adjusted a 647 milioni

A2A archivia il primo trimestre del 2026 con investimenti in aumento e una crescita dei ricavi sostenuta dall’espansione dei volumi energetici, in un contesto caratterizzato dalla flessione dei prezzi delle commodities e dalla persistente volatilità dei mercati. Il gruppo ha registrato investimenti per 315 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto ai primi tre mesi del 2025, destinando circa il 70% delle risorse a progetti di sviluppo nelle reti elettriche, nella generazione da fonti rinnovabili e nelle attività legate alla circular economy.

Nel periodo i ricavi adjusted sono saliti a 4,552 miliardi di euro, con una crescita del 15% su base annua rispetto ai 3,968 miliardi del primo trimestre 2025. L’incremento riflette principalmente l’aumento delle quantità di energia elettrica vendute sia sui mercati retail sia nell’attività di intermediazione wholesale, parzialmente compensato dalla riduzione dei prezzi energetici e dal calo dei volumi gas sul mercato retail.

L’Ebitda adjusted si è attestato a 647 milioni di euro, in contrazione del 4% rispetto ai 675 milioni dell’analogo periodo dell’esercizio precedente. Sulla marginalità hanno inciso soprattutto il ridimensionamento dei prezzi delle commodities, l’incremento dei canoni concessori idroelettrici e il minore contributo di alcuni impianti di trattamento, interessati da manutenzioni programmate e attività di revamping, oltre agli effetti del nuovo contratto di servizio relativo al termovalorizzatore di Acerra.

La Business Unit Generazione e Trading ha riportato un margine operativo lordo di 202 milioni di euro, in flessione del 10%, penalizzata dalla riduzione dei prezzi dell’energia e dall’aumento dei canoni idroelettrici, solo in parte compensati dalla maggiore produzione da fonti rinnovabili e dal contributo positivo del portafoglio trading.

In crescita, invece, il contributo della Business Unit Smart Infrastructures, che ha beneficiato dell’espansione della Rab elettrica e dell’applicazione del nuovo metodo tariffario Ross. L’Ebitda del comparto è salito a 129 milioni di euro, con un incremento del 6% rispetto al primo trimestre 2025.

L’utile netto adjusted si è attestato a 221 milioni di euro, in diminuzione dell’11% rispetto ai 249 milioni dello stesso periodo del 2025, risentendo della flessione dell’Ebitda e dell’aumento degli ammortamenti collegati al piano di investimenti sviluppato dal gruppo.

Sul fronte patrimoniale, la posizione finanziaria netta è salita a 5,628 miliardi di euro dai 5,474 miliardi di fine 2025, con un rapporto PFN/Ebitda adjusted pari a 2,5 volte. Il costo medio del debito è rimasto invariato al 2,7%, mentre la quota di indebitamento a tasso fisso si attesta al 79%.

Nel trimestre A2A ha ulteriormente rafforzato il portafoglio rinnovabile, portando la capacità installata a 2,7 GW, in aumento del 4% su base annua grazie all’entrata in esercizio di nuovi impianti eolici e fotovoltaici. Le vendite retail di energia elettrica hanno raggiunto 8,1 TWh, con una crescita del 24%, sostenuta soprattutto dal segmento business.

Il gruppo ha inoltre sottoscritto un finanziamento da 200 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti destinato alla modernizzazione della rete elettrica lombarda, nell’ambito del piano di decarbonizzazione e resilienza infrastrutturale.

«Nel primo trimestre abbiamo confermato il nostro impegno nella transizione ecologica, con investimenti per 315 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025», ha dichiarato l’amministratore delegato Renato Mazzoncini. «Crediamo che le fonti rinnovabili rappresentino una leva fondamentale per l’indipendenza energetica nazionale e per la stabilizzazione dei prezzi per famiglie e imprese».

Per l’intero esercizio 2026 A2A conferma la guidance, con un Ebitda adjusted atteso tra 2,21 e 2,25 miliardi di euro e un utile netto adjusted compreso tra 630 e 660 milioni.

Cameo, ricavi a 204 milioni, utile netto a 16,6

in Alimentare/Aziende/Bilanci/Cameo/Economia by

Il Gruppo Cameo (composto dalla capogruppo Cameo s.p.a. e dalla controllata Rebecchi Food Systems S.p.A.) approva i risultati consolidati 2025, confermando un modello di business solido e resiliente in un contesto di mercato ancora caratterizzato da forte pressione competitiva, volatilità dei costi e crescente attenzione all’efficienza lungo tutta la catena del valore.

Nel corso dell’esercizio, il Gruppo ha registrato ricavi consolidati pari a circa 204 milioni di euro, in crescita rispetto all’esercizio precedente, sostenuti dal contributo dell’innovazione di prodotto, dal consolidamento di alcuni marchi chiave e dalla buona tenuta del portafoglio assortimentale. L’EBITDA si è attestato oltre i 28 milioni di euro, mentre l’utile netto consolidato è stato pari a circa 16,6 milioni di euro.

I risultati sono stati raggiunti in uno scenario che continua a presentare elementi di complessità per il settore alimentare: aumento strutturale del costo del lavoro, persistente volatilità di alcune materie prime, pressione sui costi energetici e logistici e crescente competitività sul mercato, in particolare nei segmenti caratterizzati dalla forte espansione della marca privata e dei discount.

In questo contesto, Cameo ha proseguito il proprio percorso di attenzione all’equilibrio tra crescita, competitività e sostenibilità economica, mantenendo una struttura finanziaria estremamente solida, caratterizzata da elevata patrimonializzazione, assenza di indebitamento finanziario strutturale e una stabile capacità di generazione di cassa operativa.

Nel 2025 il Gruppo ha continuato a investire in innovazione, rafforzando il proprio portafoglio prodotti e sviluppando nuove occasioni di consumo. Tra le principali iniziative dell’anno si segnalano il consolidamento di referenze legate a modalità di preparazione innovative come la friggitrice ad aria, il consolidamento di gamme iconiche come Paneangeli, Ciobar e Pizza Regina, il rafforzamento della presenza nel canale discount e il continuo sviluppo di nuove proposte nell’area dessert, pizza e preparati.

Parallelamente, l’azienda ha proseguito il lavoro di miglioramento qualitativo e nutrizionale del proprio assortimento, confermando l’attenzione verso l’evoluzione delle esigenze dei consumatori e dei retailer.

Particolare rilevanza ha avuto anche il percorso di evoluzione digitale e di rafforzamento dell’infrastruttura dati aziendale. Nel corso del 2025 cameo ha accelerato diversi progetti di digitalizzazione e integrazione dei processi, con investimenti focalizzati sulla qualità dei dati, sull’automazione, sul miglioramento della pianificazione e sull’efficienza operativa. Tra le iniziative sviluppate figurano il consolidamento di nuovi strumenti di reporting e analytics, il rafforzamento dei sistemi di supply chain e warehouse management, il proseguimento dei progetti nell’ambito dei sistemi gestionali e il potenziamento della governance dei dati aziendali.

L’azienda ha inoltre continuato a investire sull’efficienza industriale e sul miglioramento dei processi operativi, mantenendo elevati livelli di servizio verso il mercato e rafforzando il presidio dei costi produttivi e logistici.

Anche sul fronte della sostenibilità, il Gruppo ha proseguito il proprio percorso di sviluppo responsabile. Nel 2025 sono avanzati diversi progetti legati alla riduzione dell’impatto ambientale, alla gestione sostenibile del packaging, alla compliance normativa europea e all’efficienza energetica. Presso il sito di Desenzano del Garda è entrato pienamente a regime il terzo impianto fotovoltaico, che contribuisce ulteriormente alla capacità di autoproduzione energetica dello stabilimento.

Il 2025 è stato un anno che ha richiesto grande attenzione gestionale, capacità di adattamento e forte disciplina operativa”, commenta Alberto de Stasio, Managing Director del Gruppo. “In un contesto ancora instabile, abbiamo continuato a investire sul valore dei nostri brand, sull’innovazione, sulle competenze delle persone e sull’evoluzione tecnologica dell’azienda, mantenendo al tempo stesso equilibrio economico e solidità finanziaria.

Il Gruppo guarda al futuro con un approccio prudente ma orientato alla crescita sostenibile, continuando a focalizzarsi su innovazione, efficienza operativa, digitalizzazione e sviluppo responsabile lungo tutta la filiera.

Principali KPI Finanziari Consolidati 2025

KPIVALORE 2025
RICAVI CONSOLIDATI~204 mln €
EBITDA>28 mln €
EBITDA MARGIN~13,7%
UTILE NETTO CONSOLIDATO~16,6 mln €
POSIZIONE FINANZIARIA NETTAPOSITIVA
INDEBITAMENTO FINANZIARIO STRUTTURALEASSENTE
PATRIMONIO NETTOELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE

A proposito del Gruppo cameo.

Cameo è un’azienda alimentare specializzata in torte, dessert e pizze, con sede a Desenzano del Garda (Brescia), formata dalla capogruppo cameo s.p.a. e dalla controllata Rebecchi Food Systems S.p.A., due società che operano separatamente perseguendo proprie specifiche strategie. Il Gruppo produce e distribuisce, su tutto il territorio nazionale, oltre 900 prodotti.

Camera di Commercio di Brescia, il bilancio 2025 chiude in attivo: avanzo da 328mila euro e oltre 14 milioni per imprese e territorio

in Associazioni di categoria/Bilanci/Camera di commercio/Economia by

La Camera di commercio di Brescia archivia il 2025 con un risultato economico positivo di 328.362 euro e con oltre 14 milioni di euro destinati a interventi a sostegno del sistema produttivo e della promozione del territorio. Il Consiglio camerale ha approvato il Bilancio d’esercizio nella seduta di giovedì 7 maggio.

«In un contesto economico segnato da crescente complessità e dall’instabilità dello scenario internazionale — commenta il presidente della Camera di commercio, Roberto Saccone — il Bilancio 2025 conferma il forte impegno dell’ente nel supportare le imprese bresciane, attraverso risorse rilevanti finalizzate a rafforzarne la competitività».

Le principali linee di intervento hanno riguardato innovazione, sostenibilità, formazione professionale e internazionalizzazione. Particolare attenzione è stata dedicata alle misure per favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese, ancora alle prese con condizioni finanziarie restrittive e con il peso dei tassi elevati.

Sul fronte della promozione territoriale, la Camera di commercio ha sostenuto iniziative e progetti per valorizzare l’immagine del territorio, aumentarne l’attrattività e incentivare lo sviluppo turistico. Tra gli interventi più significativi figura anche il sostegno alla Spa Immobiliare Fiera di Brescia, con un aumento di capitale da 1,4 milioni di euro destinato alla riqualificazione e all’efficientamento del padiglione fieristico, nell’ambito del percorso di rilancio commerciale promosso da Pro Brixia.

Nel dettaglio, le risorse camerali sono state indirizzate per 3,7 milioni di euro alla promozione del territorio, per 2,4 milioni all’innovazione, per 1,7 milioni all’internazionalizzazione, per 3,8 milioni al sostegno del credito e per 1,5 milioni alla formazione professionale.

Attraverso i bandi camerali, nel corso del 2025 sono stati inoltre erogati 4,48 milioni di euro a favore di 1.305 imprese bresciane. Il contributo medio riconosciuto è stato pari a 3.431 euro per azienda.

L’ente evidenzia anche il rapporto tra quanto versato mediamente dalle imprese attraverso il diritto annuale — pari a 112,9 euro — e il valore medio restituito tramite interventi promozionali e investimenti, che raggiunge i 145,4 euro per impresa.

Dal lato delle entrate, il diritto annuale si conferma la principale fonte di finanziamento, con 13,4 milioni di euro, seguito dai diritti di segreteria, che hanno garantito introiti per 7,6 milioni.

Per quanto riguarda le uscite, i costi di funzionamento si attestano a circa 1,6 milioni di euro, mentre la spesa per il personale raggiunge i 6,5 milioni. Nel 2025 la Camera di commercio ha inoltre versato oltre 600mila euro tra imposte e tasse e altri 1,3 milioni al sistema camerale nazionale e regionale.

«Il risultato finale è il frutto del costante impegno nella gestione organizzativa e nel contenimento dei costi di struttura e funzionamento — sottolinea il segretario generale Massimo Ziletti —. Nel 2025 è stato inoltre avviato il cantiere per il consolidamento antisismico della sede camerale, con un investimento di circa 4,4 milioni di euro. Un intervento accompagnato da un importante sforzo organizzativo per garantire continuità ai servizi senza trasferire gli uffici».

Nel corso della stessa seduta è stato presentato anche il Bilancio di sostenibilità della Camera di commercio, giunto alla terza edizione. Il documento analizza il livello di allineamento tra le strategie dell’ente, gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e le aspettative degli stakeholder del territorio, mettendo in relazione temi materiali, obiettivi di performance e bandi camerali.

Fatturato a 1,1 miliardi per la bresciana W Group

in Bilanci/Economia/Servizi by

Il Consiglio di Amministrazione di W Group, gruppo italiano multi-brand di human resource solutions, ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025, confermando un percorso di crescita solido e sostenuto sia a livello economico che organizzativo.

Nel 2025, il Gruppo guidato da Federico Vione ha registrato ricavi consolidati pari a 1,106 miliardi di euro. Parallelamente, l’EBITDA Adjusted ha raggiunto i 90 milioni di euro, rispetto ai 57 milioni del 2024. Anche l’EBIDTA Margin è risultato in netto miglioramento: si attesta all’8,1%.

Il trend di crescita è rimasto stabile anche all’inizio del nuovo anno: i risultati del primo trimestre hanno registrato un miglioramento rispetto al Q1 2025, confermando la solidità del percorso intrapreso e la capacità del Gruppo di continuare a generare valore.

Il CEO, Federico Vione, ha dichiarato: “Il 2025 è stato un anno di consolidamento e crescita, in cui abbiamo trasformato le acquisizioni realizzate in valore concreto. Ma, soprattutto, è stato un anno che ha confermato con ancora più forza ciò su cui abbiamo costruito W Group fin dall’inizio: le persone. Infatti, i risultati raggiunti – dal superamento dei 1,100 miliardi di ricavi alla solidità della nostra redditività – sono stati possibili solo grazie al lavoro quotidiano, alla competenza e all’impegno delle nostre persone, che rappresentano il vero motore del Gruppo e il cuore del nostro modello. Guardando al futuro, continueremo a investire nello sviluppo organico e nell’integrazione delle società acquisite, con l’obiettivo di superare i 2 miliardi di fatturato entro il 2030, raggiungere i 3.000 dipendenti e un EBITDA superiore al 9%. Lo faremo restando fedeli alla nostra identità: un Gruppo costruito intorno alle persone, capace di creare opportunità di lavoro e generare valore sostenibile nel tempo.”

A livello geografico, la crescita del Gruppo è stata trainata principalmente dal mercato italiano, che si conferma il primo contributore con ricavi pari a circa 912 milioni di euro. Al tempo stesso si rafforza il peso dell’estero, in particolare della Francia, dove il contributo di Camo Groupe ha generato ricavi per oltre 126 milioni di euro.

Dal punto di vista dei servizi, il lavoro tramite agenzia si conferma la componente centrale del modello di business del Gruppo, con ricavi pari a circa 983 milioni di euro nel 2025. Le attività di permanent recruitment hanno contribuito con circa 70 milioni di euro, evidenziando una crescita del mix di offerta, con effetti positivi sulla redditività complessiva.

La crescita si riflette anche sul piano organizzativo: il Gruppo contava 2.000 dipendi a fine 2025, rispetto ai 1.800 dell’anno precedente e 310 filiali tra Italia ed estero, con un’apertura di 30 nuovi sedi nell’anno.

A2A conferma la rotta: soci approvano cedola, buyback e nuovo vertice

in A2A/Bilanci/Economia by

Un passaggio che consolida strategia e governance. L’assemblea ordinaria di A2A ha archiviato il 2025 con l’approvazione del bilancio e una serie di decisioni che rafforzano il profilo industriale e finanziario del gruppo: dal dividendo al rinnovo degli organi sociali, fino ai piani di incentivazione e all’autorizzazione sulle azioni proprie.

Tra le delibere centrali figura la distribuzione di 0,104 euro per azione, con pagamento fissato al 20 maggio, mentre lo stacco della cedola è previsto il 18 maggio.

Sul fronte delle politiche manageriali, i soci hanno dato il via libera al programma LTI 2026-2028, lo schema di incentivazione di lungo periodo pensato per accompagnare il nuovo ciclo industriale.

Azioni proprie e leva strategica

Spazio anche al rinnovo della delega per operazioni su azioni proprie, dopo la revoca della precedente autorizzazione per la parte non utilizzata. Il perimetro resta quello di un massimo di 313 milioni di titoli, pari al 10% del capitale.

Non solo gestione della liquidità: il mandato potrà essere utilizzato come strumento funzionale a operazioni industriali, iniziative straordinarie e piani di azionariato. Un’opzione che amplia il margine di manovra del gruppo in chiave strategica.

La delega avrà efficacia per diciotto mesi, salvo diverse deliberazioni o specifiche eccezioni legate ai programmi di incentivazione.

Nuovo Consiglio, confermata la continuità

L’assemblea ha poi ridisegnato la governance per il prossimo triennio, confermando Roberto Tasca alla presidenza e nominando Flavio Pasotti vicepresidente.

Nel nuovo Consiglio siedono anche Renato Mazzoncini, Gaia Griccioli, Nicla Picchi, Mario Gualtiero Francesco Motta, Maurizio Tira, Elisabetta Pistis, Elisabetta Cristiana Bombana, Vincenzo Cariello, Karina Audrey Litvack e Susanna Dorigoni.

Un assetto che combina continuità e presidio istituzionale, accompagnato dalla conferma dei requisiti di indipendenza per diversi componenti del board. Per i consiglieri il compenso annuo lordo è stato fissato a 80 mila euro.

Approvate inoltre, con voto favorevole, le due sezioni della relazione sulle remunerazioni, la prima in forma vincolante, la seconda consultiva.

Rinnovato il Collegio sindacale

Nuovo mandato triennale anche per il Collegio sindacale, con Silvia Muzi alla presidenza. Completano l’organo Simonetta Ciocchi e Sergio Carteny come sindaci effettivi; Elisabetta Migliorati e Vieri Chimenti come supplenti.

Definiti anche i compensi: 130 mila euro per il presidente del Collegio e 80 mila euro per ciascun sindaco effettivo.

Gefran, ricavi a 139 milioni, utile a 10

in Bilanci/Economia by

Si è tenuta ieri l’Assemblea ordinaria di Gefran S.p.A., presieduta da Maria Chiara Franceschetti. L’Assemblea ha approvato il bilancio di Gefran S.p.A. relativo all’esercizio 2025 (di seguito in dettaglio) e la proposta del Consiglio di Amministrazione di distribuire un dividendo ordinario, al lordo delle ritenute di legge, pari a 0,43 Euro per ogni azione avente diritto, mediante utilizzo, per l’importo occorrente, della riserva Utili esercizi precedenti.

Lo stacco del dividendo è previsto il 4 maggio 2026, record date il 5 maggio 2026, e sarà in pagamento dal 6 maggio 2026. Il numero di cedola rappresentativa del dividendo è 21. La rimanente quota dell’utile dell’esercizio viene destinata alla riserva Utili degli esercizi precedenti.

Marcello Perini, Amministratore Delegato del Gruppo Gefran, ha dichiarato:

“Il bilancio approvato dell’assemblea degli azionisti, fotografa un anno in cui il Gruppo ha confermato solidità patrimoniale e finanziaria, continuità operativa e capacità di dare concreta e coerente esecuzione alle proprie priorità industriali e commerciali, nonostante un contesto ancora complesso. Nel 2025 abbiamo proseguito nello sviluppo e nel rafforzamento del posizionamento competitivo attraverso l’esecuzione di una serie di iniziative già condivise con il mercato e sostenute da una solida generazione di cassa e da un approccio rigoroso agli investimenti. In questo quadro si colloca la decisione di distribuire un dividendo ordinario pari a 0,43 euro per azione: un riconoscimento concreto agli investitori per la fiducia che continuano a riporre nella solidità e nelle prospettive di crescita del Gruppo.

Con l’approvazione del bilancio 2025 si chiude inoltre il ciclo triennale del Consiglio di Amministrazione. Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutti i Consiglieri per il contributo concreto al presidio della governance, all’indirizzo strategico e per il costante supporto al management in una fase caratterizzata da rilevanti sfide macroeconomiche e geopolitiche. Guardando al futuro e dando il benvenuto al nuovo consigliere, sono certo che proseguirà lo stesso livello di collaborazione che ha contraddistinto il passato.

Sulla base delle iniziative e dei piani già avviati, affrontiamo il 2026 continuando a presidiare attentamente i principali fattori di rischio. Nell’attuale scenario di domanda ancora in fase di stabilizzazione, ci attendiamo per il primo trimestre risultati in linea con lo stesso periodo dello scorso anno in termini di ricavi e una marginalità positiva, seppur più contenuta. Restiamo focalizzati sullo sviluppo dei mercati, sull’innovazione di prodotto e sul rafforzamento delle capacità industriali e organizzative, con l’obiettivo di sostenere nel tempo crescita, redditività e creazione di valore.”

Risultati della capogruppo Gefran S.p.A.

  • Ricavi a 86,1 milioni di Euro 
  • Margine Operativo Lordo a 14,5 milioni di Euro 
  • Risultato Netto positivo per 10,1 milioni di Euro 

Risultati consolidati 

  • Ricavi a 139 milioni di Euro 
  • Margine Operativo Lordo a 22,4 milioni di Euro 
  • Risultato Netto positivo per 9,9 milioni di Euro 

Politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti

L’Assemblea degli Azionisti, ai sensi dell’art. 123-ter del TUF, ha espresso voto favorevole vincolante sulla Politica sulla Remunerazione per il 2026 e voto favorevole consultivo non vincolante sul Resoconto sulla Remunerazione per l’esercizio 2025.

Azioni proprie

L’Assemblea degli Azionisti ha autorizzato l’acquisto e la disposizione, in una o più volte, di un numero di azioni ordinarie della Società rappresentanti al massimo il 10% del capitale sociale (alla data del presente comunicato pari quindi a un massimo di n. 1.440.000,00 azioni ordinarie del valore nominale di Euro 1,00 ciascuna).  L’autorizzazione è concessa per un periodo di 18 mesi dalla data della delibera assembleare. Viene altresì deliberato di revocare la precedente autorizzazione, concessa dall’assemblea del 29 aprile 2025, sostituita dalla nuova autorizzazione.

Gli obiettivi della delega sono l’intervento diretto o tramite intermediari autorizzati per operare sul mercato nel rispetto delle disposizioni in vigore e offrire agli azionisti uno strumento aggiuntivo di monetizzazione degli investimenti.

Gli acquisti e gli atti di disposizione delle azioni proprie, da effettuare con modalità e termini conformi alle prassi di mercato ammesse e in ossequio alle disposizioni regolamentari vigenti, terranno conto delle azioni proprie di volta in volta in portafoglio.

Il corrispettivo unitario per l’acquisto non dovrà essere inferiore al valore nominale e non superiore al prezzo di riferimento medio degli ultimi 3 giorni di Borsa aperta antecedenti il giorno dell’acquisto aumentato del 15%. Il corrispettivo di vendita verrà stabilito di volta in volta, avuto riguardo all’andamento dei prezzi delle azioni nel periodo precedente l’operazione e al migliore interesse per la Società. Il corrispettivo minimo non potrà essere inferiore al prezzo di riferimento registrato dal titolo nella seduta di Borsa precedente ogni singola operazione di alienazione diminuito del 10%. Tale limite non troverà peraltro applicazione nell’ipotesi di alienazione diversa dalla vendita.

Gefran comunicherà settimanalmente al mercato e secondo le modalità definite dalle Autorità competenti il numero e il prezzo medio delle azioni acquistate, il numero cumulativo delle azioni e il valore totale dell’investimento alla data della comunicazione.

Nomina del Consiglio di Amministrazione

L’Assemblea dei Soci ha determinato in 9 il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione per il triennio 2026-2028 (in linea con il triennio precedente) e nominato i componenti che rimarranno in carica sino all’approvazione del Bilancio al 31 dicembre 2028.

Nella lista di maggioranza sono stati nominati Maria Chiara Franceschetti, Andrea Franceschetti, Giovanna Franceschetti, Marcello Perini, Alessandra Maraffini, Enrico Zampedri, Cristina Mollis e Giorgio Metta.

Nella lista di minoranza è stato nominato Carlo Paris.

L’Assemblea dei Soci ha inoltre deliberato in merito al compenso dei componenti del Consiglio di Amministrazione, in conformità alla politica di remunerazione approvata dalla stessa Assemblea dei soci.

Riunione del Consiglio di Amministrazione 

A seguito dell’Assemblea si è riunito il nuovo Consiglio di Amministrazione, che ha nominato Maria Chiara Franceschetti quale Presidente del Consiglio d’Amministrazione, Giovanna Franceschetti quale Vicepresidente e Marcello Perini quale Amministratore Delegato. Marcello Perini è stato altresì nominato Chief Executive Officer ai sensi del Codice di Corporate Governance. 

In occasione del Consiglio sono stati inoltre verificati i requisiti d’indipendenza del neonominato Consiglio. Sono risultati in possesso dei requisiti d’indipendenza gli amministratori non esecutivi Alessandra Maraffini, Cristina Mollis, Enrico Zampedri, Giorgio Metta e Carlo Paris. Lead Independent Director è Cristina Mollis.

Il Consiglio ha esaminato le dichiarazioni e le informazioni fornite dagli Amministratori verificando la sussistenza dei requisiti previsti dal T.U.F. e dal Codice di Corporate Governance. In particolare, il Consiglio ha ritenuto la Consigliera Alessandra Maraffini in possesso dei requisiti d’indipendenza ai sensi del Codice di Corporate Governance, considerando la sostanza prevalente sulla forma. Alessandra Maraffini possiede tutti i requisiti fatta eccezione per quello previsto dall’articolo 2, Raccomandazione 7 punto h), essendo stretto familiare di un soggetto che ha rivestito la carica di Amministratore della società per più di nove esercizi negli ultimi dodici. Il Consiglio ha tenuto conto del curriculum della Consigliera e del fatto che il legame familiare riguarda un soggetto che ha rivestito in passato la carica di Amministratore non esecutivo e indipendente. È stato pertanto ritenuto che il legame familiare non pregiudichi nei fatti l’indipendenza.

Risultano invece Amministratori esecutivi Maria Chiara Franceschetti, Giovanna Franceschetti e Marcello Perini, ai quali sono stati conferite le relative deleghe.

Il Consiglio di Amministrazione ha altresì nominato i componenti dei Comitati interni al Consiglio. I membri del Comitato Controllo e Rischi sono Alessandra Maraffini, Carlo Paris ed Enrico Zampedri; i membri del Comitato Nomine e Remunerazioni sono Cristina Mollis, Giorgio Metta ed Enrico Zampedri e i membri del Comitato Sostenibilità sono Giovanna Franceschetti, Cristina Mollis e Marcello Perini.

Valsabbina, i soci danno l’ok ai conti: utile superiore alle attese

in Banche/Bilanci/Economia/Valsabbina by

L’Assemblea Ordinaria dei soci di Banca Valsabbina, svoltasi in data odierna presso la Direzione Generale della Banca, ha approvato a larghissima maggioranza, il Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, che evidenzia un utile netto di € 55,8 milioni, superiore alle attese ed in linea rispetto allo scorso esercizio. La redditività sul capitale (“ROE”) si attesta circa al 13%, confermando continua e concreta capacità di creare valore.

Al fine di agevolare la partecipazione anche da parte dei soci geograficamente più distanti, tenuto conto dell’ampia articolazione territoriale ormai raggiunta dall’Istituto, l’Assemblea si è tenuta – come indicato nell’Avviso di Convocazione e in forza di quanto previsto dall’art. 106 del c.d. Decreto “Cura Italia” – mediante l’intervento esclusivo del Rappresentante Designato che ha raccolto le deleghe e le istruzioni di voto dei soci per ogni singolo punto all’ordine del giorno.

Oltre all’approvazione del Bilancio di esercizio 2025, l’Assemblea, sempre a larghissima maggioranza:

  • ha nominato tre Consiglieri di Amministrazione per scadenza di mandato, confermando nella carica i Consiglieri Renato Barbieri, Alberto Pelizzari e Simona Pezzolo De Rossi;
  • ha deliberato l’autorizzazione all’acquisto e alienazione di azioni proprie, a norma di legge, mediante utilizzo del Fondo acquisto azioni proprie;
  • ha determinato il compenso annuo da riconoscere al Consiglio di Amministrazione;
  • ha approvato il nuovo documento sulle Politiche di Remunerazione.

L’Assemblea ha, inoltre, approvato:

  • la distribuzione di un dividendo in denaro di € 0,60 per azione, di cui € 0,45 da erogarsi nel prossimo mese di giugno ed € 0,15 nel mese di dicembre;
  • l’assegnazione di n. 1 azione gratuita ogni 75 possedute nel mese di giugno ed un’ulteriore assegnazione di n. 1 azione gratuita ogni 75 nel mese di dicembre, sempre in arrotondamento all’unità inferiore.

Quanto sopra determina una distribuzione complessiva di € 0,92 per azione, tra dividendo in contanti ed assegnazione gratuita di azioni, con un rendimento stimato (rapporto tra “distribuzione di valore” e prezzo medio dell’azione Banca Valsabbina per il 2025) superiore all’8%.

Il Consiglio di Amministrazione riunitosi immediatamente dopo l’Assemblea, ha confermato Presidente Renato Barbieri e Vicepresidente Alberto Pelizzari.

Chiudiamo l’esercizio 2025 con soddisfazione per i risultati conseguiti e l’andamento dei volumi, in un contesto di miglioramento dei principali indicatori. La redditività e la solida crescita della Banca confermano l’efficacia delle nostre strategie, volte ad assicurare stabilmente valore per i soci garantendo sostegno concreto al territorio. I risultati relativi ai primi mesi del 2026, pur nell’ambito di una congiuntura fortemente condizionata da eventi esogeni, sono anch’essi positivi e coerenti con le nostre aspettative. Vogliamo continuare a crescere, valorizzando al meglio la nostra dinamicità ed il nostro modo di fare Banca”, ha affermato Barbieri.

Gefran chiude il bilancio ancora in crescita: ecco tutti i numeri

in Bilanci/Economia/Ovest/Tendenze/Zone by

Il Consiglio di Amministrazione di Gefran S.p.A. (Provaglio d’Iseo) riunitosi oggi sotto la presidenza di Maria Chiara Franceschetti presso la sede di Provaglio d’Iseo (Bs), ha approvato all’unanimità il progetto di Bilancio d’esercizio, Bilancio consolidato e Rendicontazione di sostenibilità al 31 dicembre 2025.

Marcello Perini, Amministratore Delegato del Gruppo Gefran, ha dichiarato: “I risultati conseguiti nel 2025 confermano la solidità strutturale di Gefran, con ricavi in crescita, una posizione finanziaria solida e una domanda resiliente, alimentata in particolare dal business Sensori e dall’espansione nei mercati asiatici. Gli investimenti industriali, l’innovazione di prodotto e le acquisizioni tecnologiche hanno ulteriormente rafforzato il posizionamento competitivo del Gruppo, sostenuti da una generazione di cassa positiva.  Guardando al 2026, proseguiamo con determinazione nel nostro percorso di sviluppo: puntiamo ad accelerare la crescita nei mercati, valorizzare sempre più il capitale umano e rafforzare la capacità produttiva, con l’obiettivo di sostenere nel tempo crescita e redditività. Sebbene l’avvio dell’anno mostri una domanda ancora in fase di stabilizzazione, ci attendiamo un primo trimestre con risultati positivi in termini di ricavi e marginalità, pur su livelli inferiori rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente”.

Business operativi

I ricavi si attestano a 139 milioni di Euro, evidenziando una crescita del 4,8% rispetto ai 132,6 milioni registrati nel 2024. L’incremento include il contributo dell’acquisizione di CZ Elettronica S.r.l., entrata nel perimetro di consolidamento da aprile 2025 per un valore complessivo di 1,6 milioni di Euro; al netto di tale operazione, la crescita organica dei ricavi si attesterebbe al 3,6%. L’andamento dei cambi ha inciso negativamente sui ricavi di circa 1,9 punti percentuali.

L’analisi dei ricavi per area geografica conferma un’evoluzione positiva nella maggior parte dei mercati in cui il Gruppo opera. In Italia la crescita è pari all’8,7%, che a perimetro costante si attesterebbe al 4,9%. Anche l’Europa registra un incremento dell’1,6%, mentre l’Asia mostra un avanzamento del 7,8%. L’area America evidenzia invece una contrazione complessiva del 2,6%, a parità di tassi di cambio, anche questa area avrebbe mostrato una variazione positiva pari al 2,6%.

Osservando le aree di business, il segmento dei sensori registra una crescita del 7,4% rispetto al 2024, con contributi positivi da tutte le geografie. Il segmento dei componenti per l’automazione cresce del 2,4%, risultato influenzato dall’inclusione di CZ Elettronica S.r.l.

La raccolta ordini del 2025 mostra un incremento complessivo del 5% rispetto al 2024. L’aumento è guidato dalla crescita degli ordini nel business dei sensori (+6,9%), mentre il comparto dei componenti per l’automazione registra un incremento più contenuto (+1,5%).

Il valore aggiunto al 31 dicembre 2025 ammonta ad 99,5 milioni di Euro (95,4 milioni di Euro al 31 dicembre 2024) e corrisponde al 71,6% dei ricavi (incidenza inferiore dello 0,4% rispetto al dato rilevato al 31 dicembre 2024).

Gli altri costi operativi al 31 dicembre 2025 ammontano ad 23,9 milioni di Euro e risultano in valore assoluto in aumento di 1 milione di Euro rispetto al dato di confronto dell’esercizio 2024 (aumento di 0,5 milioni di Euro al netto dell’effetto dato dalle acquisizioni descritte in premessa al paragrafo), con un’incidenza sui ricavi del 17,2% (17,3% nel 2024).

Il costo del personale rilevato nell’esercizio 2025 è pari a 53,2 milioni di Euro e si confronta con 49,5 milioni di Euro del 2024. L’incidenza percentuale sui ricavi si attesta al 38,3% (37,3% al 31 dicembre 2024), riflettendo la maggiore incidenza dell’aumento retributivo previsto dal CCNL di giugno 2024 per tutti i dipendenti presso i siti italiani del Gruppo, oltre che il rafforzamento numerico dell’organico a supporto dell’esecuzione della strategia del Gruppo.

Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) al 31 dicembre 2025 risulta positivo per 22,4 milioni di Euro, pari al 16,2% dei ricavi, rispetto ai 23,1 milioni registrati alla chiusura del 2024 (pari al 17,4% dei ricavi). Il maggiore valore aggiunto generato dai volumi di vendita non è stato sufficiente a compensare l’incremento dei costi operativi, determinando una lieve flessione dell’EBITDA pari a 0,6 milioni di Euro.

La voce ammortamenti e svalutazioni è pari a 8,1 milioni di euro e si confronta con un valore di 7,9 milioni di Euro del pari periodo precedente.

Il Risultato Operativo (EBIT) al 31 dicembre 2025 è positivo e pari a 14,3 milioni di Euro (10,3% dei ricavi) e si confronta con un EBIT pari a 15,1 milioni di Euro dell’esercizio 2024 (11,4% dei ricavi), con un decremento di 0,8 milioni di Euro.

Gli oneri da attività/passività finanziarie rilevati al 31 dicembre 2025 sono pari a 0,7 milioni di Euro (nel 2024 si rilevavano proventi per Euro 0,2 milioni).

Nell’esercizio 2025 sono rilevate imposte complessivamente negative per 3,8 milioni di Euro (complessivamente negative per 4,2 milioni di Euro nell’esercizio 2024).

Il Risultato netto del Gruppo al 31 dicembre 2025 è positivo, ammonta a 9,9 milioni di Euro (7,1% sui ricavi) e si confronta con il risultato positivo e pari a 11,1 milioni di Euro dell’esercizio precedente (8,4% sui ricavi), registrando una flessione di 1,3 milioni di Euro.

Il capitale d’esercizio al 31 dicembre 2025 risulta pari a 7,5 milioni di Euro e si confronta con 9,8 milioni di Euro rilevati al 31 dicembre 2024, evidenziando un decremento complessivo di 2,3 milioni di Euro.

Il patrimonio netto al 31 dicembre 2025 ammonta a 100,8 milioni di Euro, in aumento di 1,5 milioni di Euro rispetto alla chiusura dell’esercizio 2024.

Gli investimenti nell’esercizio 2025 ammontano a 9,4 milioni di Euro (6,4 milioni di Euro nell’esercizio 2024) e riguardano principalmente i reparti produttivi, le attività di ricerca e sviluppo e il rinnovo dei fabbricati che ospitano gli stabilimenti del Gruppo.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2025, è positiva e pari a 32,8 milioni di Euro, mentre il dato di fine 2024 era positivo per 34,2 milioni di Euro.

La variazione della posizione finanziaria netta in diminuzione di 1,3 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2024 è essenzialmente originata dai flussi di cassa positivi generati dalla gestione caratteristica (23,3 milioni di Euro), in parte assorbiti da esborsi per gli investimenti tecnici effettuati nel corso dell’esercizio e per le operazioni relative all’acquisizione in 40Factory S.r.l. del 22% delle quote della stessa e della quota di maggioranza, al 60% di CZ Elettronica S.r.l.. Il pagamento dei dividendi sui risultati 2024, come anche imposte e canoni di noleggio contribuiscono alla diminuzione delle risorse finanziarie. In aggiunta, la variazione delle disponibilità finanziarie del Gruppo al 31 dicembre 2025 include l’effetto negativo dato dalla differenza cambi per le valute estere rispetto all’anno precedente (complessivamente stimato in 1 milione di Euro).

La posizione finanziaria netta è composta da disponibilità finanziarie a breve termine pari a 47 milioni di Euro e da indebitamento a medio/lungo termine per 14,1 milioni di Euro.

Evoluzione prevedibile della gestione

Il Gruppo chiude il 2025 con risultati complessivamente positivi, confermando la capacità di resilienza già evidenziata nei primi mesi dell’anno. I ricavi registrano una crescita, pur in un contesto influenzato da pressioni valutarie e da un incremento dei costi operativi, elementi che hanno inciso sulla marginalità e determinato un utile netto inferiore rispetto al 2024. Il portafoglio ordini risulta in aumento sull’intero esercizio e conferma la propria robustezza anche nei primi mesi del 2026 nonostante un volume di ricavi in leggera diminuzione rispetto al medesimo periodo del 2025.

Nel corso del 2025 il Gruppo ha proseguito negli investimenti dedicati all’integrazione verticale dei processi produttivi, all’innovazione tecnologica, all’automazione degli impianti e alla formazione del personale, mantenendo una forte attenzione sia alle operations nazionali sia alle attività internazionali. Parallelamente, è stata consolidata la strategia commerciale, con risultati positivi nei settori industriali tradizionali e una crescente presenza in mercati emergenti, tra cui macchine mobili e semiconduttori.

Guardando al 2026, la domanda manifesta dinamiche eterogenee tra settori e aree geografiche: si conferma il dinamismo dei comparti tecnologicamente avanzati e dei mercati asiatici, mentre permane prudenza in alcuni segmenti ciclici e nei Paesi europei. In questo scenario, il Gruppo prevede una crescita moderata dei ricavi e il mantenimento di una marginalità positiva, continuando a monitorare l’evoluzione del contesto macroeconomico, compresi gli eventuali impatti derivanti dal conflitto in Medio Oriente, oggi difficilmente prevedibili, e a perseguire il rafforzamento della propria posizione competitiva.

Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell’esercizio 2025

In data 23 febbraio 2026 Gefran S.p.A. ha esercitato, in anticipo, l’opzione di acquisto già prevista negli accordi con i venditori, tramite l’acquisito del residuo 40% delle quote di CZ Elettronica S.r.l., per un corrispettivo di 0,6 milioni di Euro, arrivando a detenere il 100% della società. L’operazione consente a Gefran di consolidare integralmente il controllo e rafforza ulteriormente il posizionamento industriale e tecnologico del Gruppo, valorizzando le competenze e il know-how di C.Z. Elettronica S.r.l. e favorendo una maggiore integrazione strategica e operativa all’interno dell’organizzazione.

Risultati della Capogruppo Gefran S.p.A.

Per quanto riguarda i risultati della sola Gefran S.p.A., l’esercizio 2025 si è chiuso con ricavi pari a 86,1 milioni di Euro, registrando un incremento di 5,8 milioni di Euro rispetto all’esercizio precedente (+7,3%).

Nel 2025 i ricavi crescono in Italia (+10,4%) e in Asia (+11,2%), avanzano moderatamente in Europa (+3,5%) e flettono in America (-4,1%). L’EBIT si attesta a 8,3 milioni di Euro (9,7% dei ricavi), in lieve aumento nominale rispetto al 2024 (8,2 milioni di Euro) ma con margine in calo dal 10,2% al 9,7%. Il maggiore valore aggiunto generato dall’incremento dei ricavi è stato quasi interamente assorbito dall’aumento del costo del personale e degli altri costi operativi.

Al 31 dicembre 2025, Gefran S.p.A. registra un risultato netto positivo di 10,1 milioni di Euto (11,7% dei ricavi), lievemente inferiore ai 10,2 milioni di Euro (12,7%) del 2024, in linea con le dinamiche sopra descritte. Il patrimonio netto ammonta a 88,3 milioni di Euro, in aumento di 4,1 milioni grazie all’utile d’esercizio (10,1 milioni di Euro), parzialmente compensato dal pagamento di dividendi per 6,1 milioni di Euro e da un adeguamento complessivamente positivo delle riserve (cash flow hedging, fair value titoli e IAS 19) pari a 0,1 milioni di Euro. La posizione finanziaria netta è positiva per 12,8 milioni di Euro, in miglioramento di 0,3 milioni di Euro rispetto ai 12,5 milioni di Euro di fine 2024.

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Cdc, entrate correnti a 20,8 milioni di euro

in Associazioni di categoria/Bilanci/Camera di commercio/Economia by

Il Consiglio della Camera di Commercio di Brescia, nella seduta di mercoledì 10 dicembre, ha approvato il Bilancio Preventivo per l’anno 2026.

Il Budget 2026 evidenzia, sul fronte delle entrate correnti, introiti per  20,8 mln/€, di cui 10,9 mln/€ ascrivibili al Diritto Annuale e 7,1 mln/€ ai diritti di segreteria. In modo meno rilevante incidono i contributi ed i proventi da gestione di beni e servizi. Sotto questo profilo, la Camera di Commercio conferma la sua natura di Ente finanziariamente autonomo, non avvalendosi di nessun’altra significativa fonte di finanziamento o trasferimento statale.

Ampia parte delle risorse camerali – per complessivi  13,7 mln/€ – è destinata alla promozione economica delle PMI bresciane e del territorio. Per l’anno 2026 saranno, in particolare, rese disponibili risorse destinate a favorire azioni ed interventi per l’innovazione e sostenibilità ambientale per  2,3 mln/€, per il sostegno all’accesso al credito per  2,1 mln/€, per la formazione professionale per  1,5 mln/€ e per l’internazionalizzazione per 1,6 mln/€. Rilevante il sostegno alla promozione del territorio, cui verranno destinati  5 mln/€.

Da evidenziare che, tramite i bandi camerali, nel corso del 2025, sono stati erogati 4,48 mln/€, dei quali hanno beneficiato 1.305 imprese bresciane, con un importo medio ad impresa di 3.431 €.

Sul fronte degli investimenti sono previste, inoltre, immobilizzazioni materiali per 2,3 mln/€, in parte destinate alla conclusione del cantiere per l’intervento di consolidamento antisismico ed 1 mln/€  per l’avvio del progetto “Distretto dell’innovazione”.

“Con gli interventi delineati nel Bilancio Preventivo 2026 – commenta il Presidente dell’Ente camerale, Ing. Roberto Saccone – la Camera di Commercio intende rafforzare il sostegno alle PMI in un contesto economico ancora difficile, segnato da costi energetici elevati, incognite legate ai nuovi rapporti geopolitici che vanno delineandosi ed a consumi ed investimenti ancora deboli. Le linee di intervento mirano in particolare a sostenere la crescita dimensionale delle nostre imprese, puntando su innovazione e internazionalizzazione quali asset imprescindibili per mantenere le competitività sui mercati globali e sul sostegno all’accesso al credito quale strumento indispensabile per sostenere gli investimenti atti a conseguire tale obiettivo. Non da ultimo, interventi di riguardo sono rivolti ai temi della sostenibilità e della formazione professionale che, trasversalmente, impattano sulle prospettive di crescita e sviluppo di tutte le imprese. Un’attenzione particolare, per la competitività del nostro territorio, è dedicata alla valorizzazione turistica e culturale, con iniziative coordinate principalmente dalla società in house Visit Brescia che sarà, tra l’altro, anche al centro del progetto volto alla realizzazione di una DMO provinciale. Infine, di grande rilievo si prospetta l’avvio del progetto finalizzato alla costituzione di un Distretto dell’Innovazione grazie al quale Brescia si doterà di un centro d’avanguardia sui temi dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione a sostegno delle PMI”.

“Sul fronte della gestione, – commenta il Segretario Generale della Camera di Commercio, Massimo Ziletti –  si evidenziano i 6,7 mln/€ per il personale (134 dipendenti) e 1,8 mln/€ per le spese di funzionamento. Con riguardo a quest’ultima voce, a suo tempo la Camera di Commercio ha investito sui sistemi di efficientamento energetico della sede, contenendo i consumi energetici. Tali interventi, uniti anche ad una innovativa organizzazione del lavoro, determinano risparmi di spesa gestionale, che assicurano anche per il 2026 un adeguato budget per le azioni di sostegno e di promozione del tessuto imprenditoriale bresciano.

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Cameo, ricavi stabili, utile in crescita

in Alimentare/Aziende/Bilanci/Cameo/Economia by

Il Gruppo Cameo (composto dalla capogruppo cameo s.p.a. e dalla Rebecchi Food Systems S.p.A.) annuncia i risultati consolidati 2024 e mostra performance in linea con il precedente esercizio.

I ricavi, pari a 201 milioni di euro, “restano allineati ai risultati conseguiti nell’esercizio 2023” (l’azienda, allora, aveva chiuso a 249 milioni, ma l’aggiornamento del principio contabile OIC 34 ha comportato delle modifiche nei criteri di calcolo). Cresce l’Ebitda, che segna un +22% rispetto al 2023, superando così i 30 milioni di euro. Ottimo l’andamento della redditività operativa, con un utile netto di 16,8 milioni di euro.

L’ampliamento dell’assortimento è stato guidato dall’ascolto attivo del mercato e delle esigenze dei consumatori, con l’introduzione di prodotti da preparare con modalità di cottura innovative come la friggitrice ad aria in seguito al lancio strategico e di successo del Lievito a fine 2023.

Durante il 2024, nella sede di Desenzano del Garda, è stata completata l’installazione del terzo impianto fotovoltaico che consente all’azienda di autoprodurre il 25% dell’energia necessaria per le attività.

Sul piano sociale, è proseguito il sodalizio tra cameo e SOS Villaggi dei Bambini con il supporto a oltre 90 ragazzi nell’ambito del progetto “Giovani verso l’AutonoMIA” e oltre 100 tra educatori e volontari. Nel 2024, inoltre, cameo ha supportato l’iniziativa solidale SpesaSospesa.org attraverso la campagna “Trova il Cuore di Pizza”, che ha permesso la distribuzione di oltre 100.00 pasti equivalenti, destinati a sostenere persone e famiglie in situazioni di fragilità economica e sociale.

“Nel 2025 – sottolinea una nota – si prevede una moderata crescita dei vari segmenti del mercato alimentare e una domanda piuttosto stabile da parte dei consumatori che l’azienda intende continuare a stimolare con innovazioni di prodotto, tra cui i nuovi preparati per dolci al cucchiaio Greek Caramel, Kefir Cake e Skyramisù in risposta al trend del consumo di alternative allo yogurt”.

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