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Massetti (Confartigianato): e-commerce sì, ma di prossimità

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Il presidente Massetti: «A Natale, sul web e non solo, compriamo artigiano»

Compra artigiano. È l’appello a sostenere e acquistare direttamente dai piccoli produttori, dalle attività artigianali e commerciali attualmente penalizzate e costrette a chiudere o a resistere, ma sopratutto a reinventarsi. «Quello che ci attende sarà un Natale diverso e difficile. Auspicando che nel mese di dicembre si allentino alcune restrizioni e si mettano artigiani e commercianti nella condizione di lavorare senza perdere questo prezioso momento, vogliamo lanciare un appello: regalate prodotti del nostro artigianato. Quella che sosteniamo non è una campagna contro qualcuno. È un appello a fare più attenzione a dove spendere i propri soldi. Per chi può permetterselo, meglio un prodotto di qualità in più che due scadenti. Meglio perdere un po’ di tempo per fare uno shopping mirato anche on line: la stragrande maggioranza delle attività artigianali e commerciali in questi mesi ha adottato servizi di vendita on line, così come la consegna in delivery per favorirne la distribuzione. Evitiamo di alimentare i cosidetti giganti dell’web, piattaforme come Amazon, che in questi mesi hanno incrementato enormemente i loro affari anche a scapito delle attività artigianali e commerciali locali che stanno soffrendo e rischiano di perdere l’appuntamento clou del Natale». Cosi il presidente di Confartigianato Brescia a e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «Non è vero che l’emergenza sanitaria impone sacrifici a tutti: secondo un recente studio circa la metà delle imposte dei giganti del web, da Amazon a Google, passando per Apple e Microsoft, fino a aziende cinesi e del software va in Paesi con fiscalità agevolata nonostante nell’ultimo quinquiennio abbiano più che raddoppiato il fatturato a un ritmo 10 volte superiore a quello delle grandi aziende manifatturiere. È ora di cambiare rotta. Da quando la pandemia è scoppiata nel nostro Paese, alle categorie produttive è stato chiesto un grande sforzo di responsabilità: abbiamo chiuso le nostre attività per tre mesi, abbiamo investito per mettere in sicurezza luoghi di produzione e di vendita, abbiamo nuovamente richiuso. Questa volta siamo noi a chiedere un’assunzione di responsabilità: comprate prodotti dell’artigianato locale e se non è possibile farlo di persona, i canali per il loro acquisto non mancano. La svolta digitale che stanno compiendo le imprese bresciane impegnate e coinvolte in questa transizione, anche obbligata per via della pandemia, vede oltre il 60% delle nostre imprese implementare canali web, sistemi di vendita e distribuzione on line, aggiornamento software, rendendo questi servizi possibile. Anche Confartigianato ha realizzato un suo portale: “ComprArtigiano”, uno store virtuale ma che ha una sua prima sede fisica nella capitale e che presenta e vende tutto 100 per cento made in Italy. Il ricorso a negozi locali o all’economia circolare per i regali delle prossime festività non è solo un invito a non ordinare su Amazon, è anche una petizione positiva a beneficio dei commercianti locali e di un e-commerce “più sostenibile”. I nostri artigiani lì ci sono già: dalla pasticceria, bevande, a tutto l’alimentare in genere, libri e poi cravatte, vestiti e prodotti sartoriali, prodotti per la casa, l’ufficio, la “casa-ufficio”, complementi d’arredo e artigianato locale. E poi è sempre possibile sostenere le attività locali, commerciali, acquistando abbonamenti per attività che ci si augura riapriranno presto: piscine, palestre, centri estetici e poi cene e colazioni presso bar e ristoranti di fiducia che con il rischio che le restrizioni anti-Covid e in vista degli acquisti di natale a favore del gigante dell’e-commerce rischiano tutto. Dobbiamo tutti fare uno sforzo e salvare l’intera filiera dei negozi di quartiere, identità dei nostri territori, patrimonio di cultura e saper fare, ma soprattutto posti di lavoro che non verranno rimpiazzati» conclude il presidente Massetti.

Lead Champion, il software italiano che aiuta le aziende a trovare e ingaggiare i loro clienti – Intervista al CEO Alessandro Ponte

in Economia/Evidenza/Innovazione/Tech by

Sembra la California ma siamo in Italia. Lead Champion è il prodotto di una startup innovativa che si occupa di facilitare il contatto tra imprese con una tecnologia open e interessante.
La tecnologia di Lead Champion, installata sul sito di una qualsiasi azienda, promette di aumentare il ROI degli investimenti in Marketing, consentendo di individuare dalla semplice navigazione quali sono le aziende (potenziali clienti) che stanno navigando sul nostro sito. Con semplicità e una interfaccia graficamente interessante, l’azienda può così capire e scegliere in anticipo la strategia con la quale presentarsi ai prospect.

Lead Champion

Effettivamente, si tratta di Lead Generation. Ma che cos’è un Lead?

Un Lead è un potenziale cliente che è interessato al servizio/prodotto che viene offerto. Dovendo fare un paragone con la realtà, Immaginiamolo come un cliente che guarda interessato alla vetrina del tuo negozio. Lead Champion ti offre un sistema per contattare quel cliente, il resto spetta naturalmente all’azienda.
Alessandro Ponte, CEO di questa start up, ha un’esperienza notevole nel digital marketing e si è reso conto, attraverso la sua attività in SkyLab Italia, società torinese di sviluppo informatico, che Lead Champion non era solo un prodotto utile, ma che aveva una sua autonomia dal punto di vista commerciale e del tipo di clientela. Quindi, insieme ad altri soci, ha deciso di avviare una nuova attività dal sapore californiano.

Lead Champion infatti si posiziona al fianco dei tradizionali strumenti di marketing online, aiutando le PMI a migliorare le performance di vendita.

Alessandro, come è nata questa idea?

In SkyLab Italia abbiamo clienti importanti, che necessitano di un accounting importante, mentre quando abbiamo sviluppato Lead Champion ci siamo resi conto che questo era uno strumento più veloce, più rapido e anche economico da offrire alle PMI del territorio nazionale e internazionale. Lead Champion offre una risposta alla domanda: quali sono le aziende che visitano il mio sito e come faccio a individuarle e ricontattarle?

Quindi?

Nel 2011 abbiamo acquisito un’azienda americana che si chiamava IntelligenceFocus, che aveva sviluppato una parte di questa tecnologia che abbiamo riprogettato completamente per lanciare Lead Champion.  E’ stato un successo, ci pare di capire.
Sì, abbiamo 10 dipendenti e 4500 clienti. Siamo partiti nel 2015 in White Label, poi dal 2017 con vendite dirette con il nostro brand, a marzo avremo completato l’operazione di Spin Off e saremo una start up vera e propria.

Quali sono i costi?

Il target di clienti è la Piccola Media Impresa italiana, parliamo di costi sostenibilissimi alla portata di ogni impresa.

Qual è lo scopo di Lead Champion? Trovare nuovi clienti?

Trovare nuovi clienti è un compito complesso e articolato. Lead Champion ottimizza le attività del sito internet di una società, mostrando il comportamento degli utenti sul sito. In questo modo l’azienda può creare e ottimizzare il suo funnel sfruttando le informazioni che ottiene per coinvolgere i visitatori e farli avvicinare all’acquisto.

Come fate a spiegare il funzionamento del prodotto ai clienti?

Consigliamo prima di tutto di cominciare leggendo il nostro libro sul funnel marketing e la lead generation! E poi c’è il nostro blog, aggiornato ogni giorno con contenuti formativi e guide.

Come si fa ad aumentare le lead acquisite con il sito web?

I clienti di Lead Champion vedono aumentare fino al 50% il conversion rate sulle lead acquisite con il sito web, incrementando il numero di contatti di potenziali clienti e massimizzando il ROI delle attività di web marketing.

Quali sono gli strumenti?

Lead Champion discover individua le aziende che visitano il sito anche se queste non lasciano dati di contatto. Lead Champion booster è il suo naturale completamento: permette di attivare form dinamici a comparsa, che rispetto ai form tradizionali di acquisizione contatti in pagina, possono essere configurati per raggiungere il visitatore giusto al momento giusto e con il messaggio migliore. A partire dai nostri template ottimizzati dai nostri esperti di Conversion Rate Optimization, si possono personalizzare le regole di targeting e resa grafica, attivando una prima campagna in meno di 100 secondi.

E’ una cosa piuttosto californiana, dal punto di vista dell’innovazione, quali sono le principali caratteristiche del prodotto?

Lead Champion è un prodotto che si basa sui Big Data: sfruttiamo il nostro database proprietario, che per le aziende italiane è il più ricco e completo esistente al mondo. Questo è costantemente arricchito e mantenuto aggiornato con algoritmi di Intelligenze Artificiale in grado di apprendere dai dati che raccogliamo sul web: si tratta di Machine Learning ed è il modo per trattare l’immensa mole di informazioni presente online.

Cosa rende unico Lead Champion ?

Abbiamo a disposizione la migliore fonte dati possibile per le aziende italiane anche perchè è stata creata in Italia. Il sistema inoltre è dotato di stumenti evoluti come la  funzione Booster che permette di attivare form dinamici a comparsa, che rispetto ai form tradizionali di acquisizione contatti in pagina, possono essere configurati per raggiungere il visitatore giusto al momento giusto e con il messaggio migliore. I clienti di Lead Champion booster vedono aumentare fino al 50% il conversion rate sulle lead acquisite con il sito web, incrementando il numero di contatti di potenziali clienti e massimizzando il ROI delle attività di web marketing.

Le debolezze del servizio?

Beh, non basta installare il software, che di per sé fornisce informazioni. Ci vuole organizzazione interna, occorre individurare chi all’interno dell’azienda possa utilizzare il servizio e che effettivamente faccia dei follow up, che chiami le aziende che vengono segnalate da Lead Champion.

Lo sviluppo del progetto?

Logica conseguenza è abbinare un servizio del genere a un servizio di contatto e accounting, in modo da fornire direttamente appuntamenti commerciali alle aziende partner. Per le PMI sarebbe interessante integrare il software con servizi di account based marketing, poi naturalmente abbiamo intenzione di sviluppare il prodotto anche per clienti più importanti, per aziende medie e grandi, attraverso progetti di livello enterprise.

Scopri di più:https://www.leadchampion.com

Conosci Lead Champion attraverso un filmato introduttivo:https://vimeo.com/470069386

Come fare per proteggere i propri dati online

in Economia/Innovazione/Tech/Web e digitale by

L’importanza di aumentare il livello di sicurezza online

Attacco di hacker. Perdita di dati. Malware. Queste parole non fanno dormire la notte molte persone. Con l’avvento di internet e dei moderni computer, infatti, è possibile immagazzinare una gran quantità di informazioni e dati personali.

Questo progresso rappresenta una bella comodità. Una volta era infatti necessario uno spazio fisico capiente dove conservare pile di documenti. Il lavoro di ricerca di quel documento o di una singola informazione, poi, richiedeva tempo e pazienza, cosa che su computer o altri dispositivi può avvenire in una frazione di secondi.

Il problema è che esistono persone che sfruttano le loro capacità e la loro creatività per ideare sempre modi nuovi per entrare in possesso dei nostri dati personali per i loro scopi illegali. Peggio ancora, potrebbero venire in possesso delle password giuste che gli consentono di accedere ai nostri conti bancari.

Cosa possiamo fare per tenere alto il livello di sicurezza online e proteggere i nostri dati dai malintenzionati? Quali misure possiamo prendere per non vedere svaniti nel nulla i nostri preziosi documenti?

Come fare per aumentare la sicurezza online

Una delle cose più importanti è sicuramente quella di schermare l’accesso ai nostri account mediante delle password sicure.

Cosa significa? Significa che dobbiamo creare delle password che siano impossibili da indovinare o da ricavare. Non devono assolutamente contenere al loro interno delle parole strettamente legate a noi, come il nome del nostro coniuge o del nostro cane.

Molto meglio utilizzare delle serie di cifre, simboli e lettere casuali.

È buona norma non utilizzare nemmeno la stessa password per tutti i nostri account.

Che dire dell’utilizzo di reti wi-fi pubbliche? Benché sia sempre sbagliato trasmettere via e-mail dei dati sensibili, farlo mentre si sta utilizzando un wi-fi pubblico è doppiamente sbagliato, visto che degli hacker possono facilmente intercettare la trasmissione dei nostri dati.

Parliamo anche un attimo dei social network. Sono in tantissimi quelli che non controllano le impostazioni del proprio account. Solitamente i social sono impostati in modo tale da permettere a chiunque, anche a persone potenzialmente pericolose, di avere accesso ad informazioni di carattere personale.

Un malintenzionato potrà utilizzarle in modi diversi. Potrebbe, ad esempio organizzare una truffa online su misura per noi, rendendo il raggiro ancora più difficile da identificare.

Rimanendo in tema di social network, è giusto aprire una parentesi. Alcuni, presi dall’euforia di condividere ogni momento della loro vita con gli altri, non pensano al fatto che alcuni post possono rivelare informazioni private utili ai delinquenti.

Postare, ad esempio le foto delle nostre vacanze lontani da casa potrebbe far capire ai ladri che quello è il momento propizio per visitare la nostra abitazione.

Che dire se dobbiamo proteggere una grossa mole di documenti online che proprio non possiamo correre il rischio di perdere?

In questo caso potremmo utilizzare una disaster ricovery, un modo per stoccare online i propri dati e renderli inaccessibili.

Oltre a questo, la disaster ricovery esegue dei continui backup in diversi punti, in modo da rendere praticamente impossibile la perdita accidentale dei dati.

 

Neosperience, ecco cosa ha deliberato l’assemblea

in Economia/Tech/Web e digitale by

La PMI innovativa Neosperience S.p.A. (ISIN IT0005351496), attiva  come software vendor nel settore della Digital Customer Experience e guidata da Dario Melpignano, comunica che ieri si è regolarmente svolta, presso la sede legale della Società, l’Assemblea ordinaria e straordinaria della Società.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

L’Assemblea ha deliberato sui seguenti punti:

a) parte Straordinaria
1. attribuzione al Consiglio di Amministrazione della delega, ai sensi dell’art. 2443 del Codice Civile, ad aumentare capitale sociale, a pagamento, in una o più volte, mediante emissione di massime 100.000 azioni ordinarie della Società senza indicazione del valore nominale, godimento regolare, anche con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’art. 2441, commi 4, prima parte, 5 e 6 del Codice Civile riservato a uno o più partner strategici e/o ad acquisizioni;
2. aumento di capitale sociale, a pagamento, in una o più volte, per un importo massimo di Euro 50.000, oltre eventuale sovrapprezzo, con esclusione del diritto di opzione ai sensi dei commi 5 e 8 dell’art. 2441 c.c. mediante emissione di massime n. 500.000 azioni ordinarie della Società senza indicazione del valore nominale, godimento regolare, a servizio di uno o più piani di incentivazione riservati a dipendenti, collaboratori, consulenti, consiglieri di amministrazione di Neosperience S.p.A. e delle sue controllate (anche future);

b) Parte Ordinaria
1. autorizzazione all’utilizzo di 18.500 azioni proprie già in portafoglio. Queste azioni saranno utilizzate come pagamento parziale delle quote di House of Key srl, operazione che è stata definita nello scorso mese di ottobre;

Per quanto riguarda l’aumento di capitale descritto al precedente punto a.1), si precisa quanto
segue:

La delega conferita al Consiglio di Amministrazione è ampia e generale e comprende la facoltà di aumentare, ai sensi dell’art. 2443 del Codice Civile, in una o più volte il capitale sociale, a pagamento, in via scindibile, mediante emissione di azioni ordinarie:
(a) da offrire in opzione agli aventi diritto; e/o
(b) da offrire in tutto o in parte a uno o più partner strategici e/o da utilizzare per futureacquisizioni, con esclusione o limitazione del diritto di opzione ai sensi dei commi 4, primo periodo (vale a dire anche mediante conferimento in natura) e 5 (vale a dire quando l’interesse della società lo giustifica) dell’art. 2441 del Codice Civile.

Il tutto, per un ammontare massimo di Euro 100.000 (centomila), oltre sovrapprezzo (e, dunque, possa essere esercitata per massime n. 1.000.000 azioni ordinarie Neosperience), da esercitarsi entro il periodo di cinque anni dalla data della delibera assembleare di conferimento della delega
in esame (ossia il termine massimo di cui all’art. 2443 del Codice Civile).

A supporto della specifica ampiezza della delega, si segnala in particolare che l’esecuzione, totale o parziale, della delega è destinata a facilitare lo sviluppo, la crescita ed il rafforzamento della posizione patrimoniale e finanziaria della Società, al fine, soprattutto, di sostenere la relativa
attività, senza alcun aggravio sulla posizione finanziaria e sul conto economico della Società, perché tali mezzi finanziari saranno apportati a titolo di capitale sociale.

Tali risorse sono destinate a consentire alla Società di sviluppare il proprio business, anche mediante una o più acquisizioni strategiche di operatori sinergici del settore, in Italia e anche all’estero, e massimizzare la velocità di crescita nonché le probabilità di avere successo nello sviluppo della Società.

Per quanto riguarda l’aumento di capitale (Stock Option Plan) descritto al precedente punto a.2), si precisa quanto segue:

L’aumento di capitale al servizio dello Stock Option Plan è previsto fino a massimi nominali Euro 50.000, oltre al sovrapprezzo, è scindibile, con esclusione del diritto di opzione, ed è a servizio di uno o più piani di incentivazione a favore di dipendenti e/o collaboratori e/o consulenti e/o consiglieri di amministrazione di Neosperience S.p.A. (la “Società”) e delle sue controllate (anche future).

Il Consiglio di Amministrazione provvederà a predisporre uno o più regolamenti relativi ai piani di incentivazione, così da assicurare la parità di trattamento dei destinatari che abbiano caratteristiche simili.

Il piano prevede l’attribuzione, entro e non oltre 5 anni dalla data della delibera assembleare, in una o più tranche, di massimi 500.000 diritti di opzione (stock option) per la sottoscrizione di altrettante azioni ordinarie della Società. L’eventuale integrale esercizio delle opzioni assegnate sotto forma di stock option, comporterà pertanto una diluizione massima del capitale sociale post aumento pari al 5,74% sul capitale sociale risultante nell’ipotesi di integrale esercizio dei warrant. I beneficiari del piano saranno tutti i dipendenti della Società e delle sue controllate (anche future), oltre ai collaboratori e/o consulenti e/o consiglieri di amministrazione, discrezionalmente scelti dal Consiglio di Amministrazione della Società.

Le Opzioni assegnate a ciascun Destinatario matureranno progressivamente con le seguenti modalità e scadenze:
1) per dipendenti e collaboratori del Gruppo con anzianità aziendale anteriore al 1 gennaio 2019:
a. il 10% delle Opzioni assegnate a ciascun Destinatario maturerà alla data del 1 gennaio 2020;
b. il 20% delle Opzioni assegnate a ciascun Destinatario maturerà alla data del 1 gennaio 2021;
c. il 30% delle Opzioni assegnate a ciascun Destinatario maturerà alla data del 1 gennaio 2022
d. il 40% delle Opzioni assegnate a ciascun Destinatario maturerà alla data del 1 gennaio 2023;
2) per dipendenti e collaboratori del Gruppo con anzianità aziendale posteriore al 1 gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2019
a. il 10% delle Opzioni assegnate a ciascun Destinatario maturerà alla data del 1 gennaio 2021;
b. il 20% delle Opzioni assegnate a ciascun Destinatario maturerà alla data del 1 gennaio 2022;
c. il 30% delle Opzioni assegnate a ciascun Destinatario maturerà alla data del 1 gennaio 2023
d. il 40% delle Opzioni assegnate a ciascun Destinatario maturerà alla data del 1 gennaio 2024

I criteri di maturazione delle Opzioni eventualmente assegnate a consulenti e/o amministratori, saranno decisi di volta in volta dall’organo amministrativo in carica pro-tempo, sulla base, comunque, di una scaletta temporale sostanzialmente in linea con quanto precede. Il prezzo di esercizio delle opzioni, che non sarà in nessun caso inferiore ad Euro 5.00, sarà determinato dal Consiglio di Amministrazione al momento dell’assegnazione dei diritti di opzione in modo che non sia superiore alla media aritmetica dei prezzi, scontata del 10%, rilevati sul mercato di negoziazione delle azioni della Società nei sessanta giorni precedenti la relativa data di delibera di assegnazione da parte del Consiglio di Amministrazione. Il verbale dell’Assemblea sarà messo a disposizione del pubblico nei termini di legge e sarà reso disponibile sul sito internet della Società sul sito www.neosperience.com nella sezione Documenti societari, area Assemblee.

***

Neosperience S.p.A.

Neosperience è una PMI innovativa italiana che opera come “software vendor”. Fondata a Brescia nel 2006 da Dario Melpignano e Luigi Linotto, rispettivamente Presidente e Consigliere Delegato, la società è attiva nel settore della Digital Customer Experience con Neosperience Cloud: la
piattaforma software che grazie all’Intelligenza Artificiale permette alle aziende di offrire ai propri clienti un’esperienza digitale personalizzata ed empatica, per conoscerli, coinvolgerli e fidelizzarli. Tra le aziende clienti di Neosperience figurano societàleader nel settore della moda, della GDO e dei servizi finanziari.

www.neosperience.com
Per ulteriori informazioni:

Value (Neosperience) conquista il podio a Berlino nella gara di WeChat

in Economia/Tech/Web e digitale by

In occasione della seconda edizione del Global WeChat Developer Challenge organizzato a Berlino da Tencent, il team di Value China, start-up innovativa del Gruppo Neosperience, conquista il podio del Challenge, distinguendosi tra le software house e le agenzie digital provenienti da tutto il mondo che hanno preso parte all’iniziativa.

Value China si è infatti classificata prima per categoria e terza nella graduatoria globale grazie alla mini-app per WeChat ispirata al cliente cinese e sviluppata per il Gruppo Boisset, con cui il team ha scelto di partecipare.

Il Challenge è stato organizzato in 6 categorie atte a promuovere il turismo cinese in Europa e in America con la creazione di mini-app per WeChat e patrocinate da 6 aziende multinazionali: Boisset Collection, LVMH, Porsche Digital, Viking Cruise, Simon Outlet e Sixt. All’evento, che si è tenuto presso il Techcrunch Disrupt Berlin, hanno partecipato oltre 100 fra le più importanti software house e agenzie digital provenienti da tutto il mondo.

Il team Value China ha scelto di partecipare nella categoria del Gruppo vinicolo francese Boisset, in collaborazione con Tencent, sviluppando una mini-app WeChat per ispirare il cliente cinese a visitare le oltre 30 cantine del gruppo Boisset Collection presenti in tutto il Mondo. La soluzione implementata da Value China è stata scelta come vincitrice dalla giuria del contest globale e dai responsabili del gruppo francese, per l’originalità delle funzioni studiate e sviluppate ad hoc per la piattaforma WeChat, e per l’efficacia con cui sono state indirizzate le peculiarità culturali della clientela cinese.

Dario Melpignano, CEO di Neosperience ha commentato: “La mini-app premiata è stata sviluppata per ottimizzare l’esperienza di scoperta e acquisto digital dell’utente cinese: che sia un wine lover o che voglia intraprendere un viaggio all’insegna della tradizione, storia e cultura enogastronomica e vitivinicola. È stata l’occasione per potenziare, grazie a Neosperience Cloud, la tecnologia di Tencent, laddove WeChat è straordinariamente diffuso in Cina, con le funzioni proprie della nostra piattaforma che rendono empatica la Customer Experience.”

Luca Qiu, CEO di Value China ha aggiunto: “Esserci distinti fra le più importanti software house e agenzie digital del mondo è un risultato straordinario. Insieme ai nostri partner tecnologici basati in Cina stiamo lavorando a stretto contatto per potenziare l’integrazione tra Neosperience Cloud e le piattaforme dei giganti del digital cinesi.”

Le tecnologie utilizzate dal team Value China hanno dato vita a una “one stop solution” per l’azienda francese leader nel vino. L’obiettivo è stato quello di cogliere i punti di forza dell’ecosistema WeChat, la semplicità d’uso e il fatto di essere una app in cloud connessa all’utente in modalità nativa.

La mini-app dà la possibilità di visionare e prenotare tour esperienziali direttamente da WeChat, integrando i pagamenti di WeChat Pay, partecipare a sessioni di wine tasting con funzioni avanzate di realtà aumentata, acquistare e recensire i prodotti.

Il tutto è stato creato da Value China pensando all’internazionalizzazione, in quanto con uno sviluppo del back end in lingua inglese e con notifiche tramite e-mail e canali di messaggistica aperti verso il mondo occidentale. All’interno del back end è stata integrata una solution avanzata di Social CRM con dati analitici delle recensioni, visite, acquisti e molto altro.

Un altro aspetto che ha favorevolmente impressionato la giuria è stata l’integrazione di ambienti di Realtà Aumentata durante tutto il customer journey in Cantina, per offrire un’esperienza che integra in modo utile il mondo fisico e quello digitale.

Aziende dell’alta tecnologia, nel Bresciano sono 1.822

in Economia/Tech/Tendenze by
Tecnologia, foto generica da Pixabay

Telecomunicazioni, veicoli spaziali, apparecchi ottici sistemi informatici prodotti farmaceutici e chimici, fibre, veicoli elettrici e imbarcazioni. La classifica delle imprese ad alta e medio alta tecnologia, secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi che indagano le performance delle imprese sulla base della classificazione dei settori ad alta tecnologia stilata dall’OCSE, assegna il podio a Milano con 6.160 imprese attive nei settori ad alta (1.500) e medio alta tecnologia per un totale di 140 mila addetti.
I dati lombardi – Milano si conferma ai vertici della classifica non solo per numero di imprese, ma anche per l’incidenza dei settori ad alta e medio alta tecnologia sul numero delle imprese del territorio, percentuale che nel capoluogo lombardo raggiunge il 26%, valore quasi doppio rispetto al dato nazionale (14%) e lombardo (20%). Incidenze piuttosto alte anche a Lodi, che supera il dato regionale con il 21% di imprese ad alta e medio alta tecnologia e Monza Brianza, quasi al 20%.
Buone le performance di Monza Brianza e Lodi anche per numero di addetti, con rispettivamente 32.113 addetti e 3.600 addetti, in aumento dello 0,6%.
Rispetto al numero di imprese, la Lombardia pesa circa il 30%, a quota 15.152 imprese con oltre 300 mila addetti: dopo Milano, Brescia con 1.822 imprese, Bergamo 1.493, Varese 1.413, Monza Brianza 1.353, Como 662, Pavia 633, Mantova 502, Lecco 452, Cremona 347, Lodi 237, Sondrio 78.
I dati italiani –  In Italia, sono complessivamente 55.837 le imprese targate alta (10.194) e medio alta tecnologia, che danno lavoro a quasi 1 milione di addetti. Dopo Milano, la classifica delle province italiane vede Torino seconda con 2.768 imprese, terza Roma (2.071). A seguire Vicenza, Brescia e Bologna con rispettivamente 1.871, 1.822 e 1.590 imprese.

Innovare il settore turistico attraverso la tecnologia digitale

in Economia/Evidenza/Innovation club/Rubriche/Tech/Tendenze/Web e digitale by
Turismo Mobile

I settori in ripresa sono guidata principalmente dalla ripartenza della spesa delle famiglie residenti, voce che include anche i consumi turistici, che quest’anno hanno subito un’accelerazione grazie al buon andamento della stagione turistica. Inoltre secondo le stime di Confesercenti, quest’anno gli arrivi internazionali in Italia dovrebbe crescere del 4%, superando quota 50 milioni.
L’OPPORTUNITA’

Ma l’Italia può incrementare ancora molto tutti i propri servizi turistici fornendo servizi distintivi: basti considerare che Berlino adottando una strategia turistica più aggressiva ha 3 volte i visitatori di Roma. Si rende necessario creare un’esperienza emozionale e unica e la tecnologia digitale può aiutare a realizzare tutto questo.
Ecco 8 spunti innovativi per realizzare un’esperienza turistica vincente durante le 4 fasi di coinvolgimento del turista:

PRIMA DEL VIAGGIO

Valorizzare lo storytelling con l’Inbound marketing

Le persone non vogliono acquistare solamente un viaggio ma un’esperienza memorabile. La distribuzione delle informazioni sottoforma di Storytelling risulta essenziale ed oggi tecnologie e metodi quali l’inbound marketing possono accedere facilmente alla conscenza. Il termine Inbound marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti (outside-in) in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing (inside-out) che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. I vantaggi dell’inbound marketing possono essere estesi a qualsiasi organizzazione o tipo di azienda, che sia a scopo di lucro o meno, che utilizzi il “canale” (sito web in primis) come mezzo di comunicazione con clienti esistenti e potenziali.

Creazione di esperienze emozionali ed immersive con il 3D

Realizzare un’esperienza 3D è il miglior modo per accedere ad una “preview” al contenuto culturale. Una simulazione navigabile può essere esposta sul web, sui social nei mobile app store, nelle Smart TV compatibili con le più diffuse console (Playstation e Xbox) e utilizzando dispositivi immersivi come gli Oculus Rift

VIAGGIANDO VERSO LA DESTINAZIONE

Fornire tutte le informazioni per preparare al meglio il viaggio

L’utente ha bisogno di tutte le informazioni territoriali legate all’utilità ed ai servizi. Una guida turistica deve mettere nella miglior luce per i diversi target di utenza tutti gli aspetti culturali e l’offerta culturale presente su un territorio, in base alla quale ha realizzato a titolo sperimentale alcune applicazioni per smartphone.

Realizzare una strategia di profilazione basandosi sui dati dei Social Network

Per profilazione dell’utente si intende correntemente l’insieme di attività di raccolta ed elaborazione dei dati inerenti agli utenti di servizi per suddividere l’utenza in gruppi di comportamento. Considerando che il 30% dei dati presenti sui social network sono riconducibili ad un’esperienza turistica o di viaggio la profilazione basata sui dati Social risulta essere l’arma vincente. In ambito commerciale, la profilazione dell’utente è uno strumento del cosiddetto marketing mirato, che fa ampio uso di questa e altre tecniche per ottenere accurate analisi dei potenziali clienti, operando spesso al limite del legalmente consentito, quando non oltre. I motori di profilazione sono la tecnologia che permette di coinvolgere l’utente con esperienze personali.

DURANTE IL VIAGGIO

Emozionare utilizzando la prossimità e la realtà aumentata: la Slow Digital Experience

Lo schermo dello smartphone non solo è diventato il nostro riferimento principale quando abbiamo bisogno di trovare informazioni, è anche diventato il fattore che scandisce il flusso dell’esperienza. Per dirla con Google, l’avvento del mobile ha frammentato la quotidianità in una sequenza non lineare di Micro Momenti, ovvero interazioni frammentarie caratterizzate da motivazioni e scopi specifici. Per i musei diventa quindi essenziale riuscire a raggiungere gli utenti nei micro momenti più significativi, sfidando i limiti temporali e di attenzione. L’unico modo per riuscirci è offrire valore aggiunto nell’ambito di una esperienza complessiva appagante e coinvolgente  L’esperienza diventa il vero elemento di differenziazione, anche quando si racconta una storia. Per i musei questo significa trasformare il problema in opportunità: utilizzare la tecnologia per cercare di dilatare gli istanti di attenzione e aumentare l’esistenza dell’opera e l’esperienza della visita.

Utilizzare al Gamification durante l’esperienza turistica

La gamification trae vantaggio dall’interattività e ovviamente dal divertimento. La gamification è un mezzo molto potente ed efficace che permette di veicolare messaggi di vario tipo e indurre a comportamenti attivi permettendo di raggiungere anche obiettivi di impresa: al centro c’è sempre l’utente e il suo engagement. Nel campo turistico permette di creare un’interazione più ricca per giovani (generazione X e Y) e per le famiglie con bambini.

DOPO IL VIAGGIO

L’ipercartolina: una condivisione intelligente dell’esperienze turistiche per singoli e per gruppi

Il contenuto più importante che riguarda un prodotto o un servizio non solo le informazioni che crea chi produce o fornisce quel bene ma le conversazioni ad esso attribuite perchè “super partes”. Per questa ragione in un’evoluta esperienza turistica l’utente deve poter raccogliere facilmente tutti i dati e le informazioni un report di viaggio per condividerLa. Il modello dell’ipercartolina prevede che l’utente partendo dalle proprie fotografice (il 90% delle informazioni turistiche prodotte sono immagini) e dai propri commenti possa costruire il diario di viaggio organizzato con una logica temporale, arricchito da mappa e da link ad informazioni ufficiali e schede che possano. Particolarmente utile è utilizzare la logica dei gruppi chiusi similmente alla logica di Whatsapp dove un’ipercartolina viene arricchita da un gruppo di utenti e non un singolo.

Realizzare un modello per la fidelizzazione del turista

Trovare un “cliente turista” è  complesso e costoso e spesso le organizzazioni dopo averlo ingaggiato se ne dimenticano e non creano le premesse per un suo ritorno. Molto spesso i servizi turistici possono trasformare la propria offerta anche in una forma di abbonamento in modo da coinvolgere con nuovi argomenti lo stesso cliente o i suoi amici o ancora la sua famiglia. Oggi ci sono numerosi CRM in grado di gestire i contatti utenti a cui va aggiunto un sistema web di gestione del dialogo tra i principali “stakeholder” coinvolti dall’ecosistema turistico: l’ente di promozione turistica, i partner commerciali turistici, le realtà del territorio. Il sistema di fidelizzazione dialoga con l’utente attraverso vari strumenti  dalla semplice newsletter fino a fornire attraverso il digitale opportunità e pacchetti di offerta.

Per maggiori informazioni: info@innovationclub.it

Biotech e farmaceutico, a Brescia le imprese sono 400

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Imprese del settore farmaci e biotch a Brescia

Ricerca biotech, farmaceutico e biomedicale: sono i settori di punta delle biotecnologie e della bioeconomia, che guardano al futuro dell’uso delle risorse e al miglioramento della vivibilità. Sono 4 mila le imprese lombarde attive nei settori, con 40 mila addetti. Pesa la Lombardia sulle 20 mila imprese in Italia con 128 mila addetti. In particolare, più di 3 mila imprese sono specializzate nel biomedicale su quasi 20 mila in Italia. Forte la concentrazione nella ricerca di biotecnologia con 122 imprese su 616 nel Paese) e nella bioeconomia legata ai farmaceutici (256 imprese su 626). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati registro imprese 2017, 2016 e 2012.

Lombardia. 1.500 imprese circa si concentrano a Milano con 25 mila addetti, tra le lombarde Bergamo e Brescia con circa 400 imprese e 2 mila addetti, Varese e Monza con oltre 300 e circa 3 mila addetti, Como e Pavia con oltre 200 e quasi mille addetti. Crescono di più in cinque anni Sondrio (+15%), Bergamo (+4%).

Italia. Quasi 2 mila imprese si concentrano a Milano, prima in Italia insieme a Roma. Seguono Torino con circa mille e Napoli con circa 700. Firenze terza con 6 mila addetti dopo Milano con 25 mila e Roma con 9 mila.

Easytech: come proteggersi dagli attacchi informatici, rispettando la normativa Gdpr | INNOVATION CLUB

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Cybersecurity

Il tema della sicurezza informatica si è imposto sulla scena pubblica sempre di più negli ultimi mesi, complici attacchi di scala internazionale in continuo aumento. Il concetto di cyber security ricopre perciò un ruolo chiave all’interno delle aziende ed è necessario prendere coscienza dei rischi e delle conseguenze di un attacco informatico, per scegliere le più adeguate soluzioni di prevenzione e protezione.

Il dati del Rapporto 2017 Clusit, l’associazione italiana per la sicurezza informatica, parlano chiaro: gli attacchi hacker con lo scopo di estorcere denaro o informazioni sono in costante aumento, sono cresciuti gli attacchi diretti a realtà europee, aumentano anche le tecniche di attacco sconosciute e i malware comuni a livello globale rappresentano circa il 50% degli attacchi.

Che cosa ci dicono queste informazioni? Sicuramente che la percezione di queste minacce non è proporzionata alla loro reale incidenza e che i cyber criminali in questo momento hanno vita facile, vista la semplicità con cui nella maggior parte dei casi riescono a raggiungere i loro discutibili obiettivi. Non sono solo i dati a confermalo, Easytech opera quotidianamente con piccole, medie e grandi imprese in settori differenti e conferma, purtroppo, quanto le minacce crescano e di contro la percezione del rischio rimanga bassa.

Perché le minacce crescono? Perché i dispositivi connessi aumentano e di conseguenza i punti di accesso sulla rete per eventuali attacchi informatici. Gli attacchi hacker non sono però l’unico pericolo da considerare quando si tratta di sicurezza informatica. I punti deboli di un’infrastruttura sono dati anche dalle stesse macchine intese in senso fisico (rotture hardware, furti, dispositivi inadeguati) e dalla mancanza di policy interne nonché da un’inadeguata formazione all’utilizzo degli strumenti informatici da parte dei collaboratori .

Come prevenire e proteggersi quindi da attacchi o perdite di dati? Easytech è in prima linea nella ricerca continua e nei test operativi di soluzioni idonee, certificate, semplici e funzionali che assicurino un alto livello di protezione per aziende di qualsiasi dimensione e budget per l’IT.

Comprendere i punti critici della propria infrastruttura e i pericoli derivanti sia dall’interno sia dall’esterno è il primo passo, un audit di sicurezza informatica è quindi lo strumento idoneo per verificare il livello di sicurezza aziendale. Il secondo passo consiste nella formazione e la sensibilizzazione: non è sufficiente che il reparto IT aziendale sia pronto a intervenire in caso di attacco o conosca e abbia messo in funzione gli strumenti necessari per prevenirlo. Ogni collaboratore aziendale deve essere conscio di quali comportamenti scorretti potrebbero minacciare la sicurezza dell’infrastruttura (ad es. l’utilizzo di chiavette usb, l’apertura di email private utilizzando la rete aziendale e via dicendo). Il terzo passo è invece l’applicazione di tutti gli strumenti necessari per prevenire queste minacce: un’infrastruttura deve essere protetta a livello perimetrale (dispositivi firewall UTM e servizi antispam), a livello endpoint (software antivirus e filtri di navigazione), deve utilizzare sistemi operativi aggiornati (per server e client), deve prevedere sistemi hardware ridondati, macchine virtuali e backup (piani di disaster recovery) e quando possibile anche sistemi di crittografia.

Il perché adeguarsi dovrebbe essere chiaro. Un attacco informatico comporta perdite di dati, perdite di tempo, costi informatici di recupero (quando possibile), costi in termini di fermo lavorativo, lesioni dell’immagine aziendale, costi inimmaginabili se il furto di dati ha come scopo il passaggio di informazioni riservate a un concorrente.

Cosa comporta il mancato adeguamento? Se fino ad oggi l’utilizzo di infrastrutture non protette o non completamente adeguate poteva essere considerato semplicemente un azzardo in grado di avere riscontri negativi o di portare ad eventuali fermi lavorativi o perdite di dati anche accettabili per alcuni, oggi la normativa obbliga le aziende ad adeguarsi.

Con l’entrata in vigore dal 25 Maggio 2018 del nuovo GDPR, ovvero il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, tutte le aziende che raccolgono, memorizzano, elaborano informazioni personali di cittadini dell’Unione Europea, dovranno essere conformi alla normativa o potrebbero essere soggette a sanzioni. Per dato personale in senso lato s’intende qualsiasi informazione che possa essere utilizzata per identificare una persona in modo diretto o indiretto (fotografie, indirizzi email, coordinate bancarie, indirizzi IP..), ogni azienda è quindi potenzialmente interessata dall’obbligo di conformità.

Ma qual è il rapporto tra GDRP e sicurezza informatica? Con la nuova normativa, sarà obbligatorio notificare all’Autorità, entro 72 ore dall’avvenimento, qualsiasi violazioni di dati e informare del problema le persone a cui si riferiscono i dati, dimostrare di aver messo in atto tutti i mezzi possibili per proteggere la propria infrastruttura e per evitare possibili attacchi diventerà fondamentale, pena sanzioni fino a 20 milioni di euro o pari al 4% del fatturato internazionale.

 

Easytech è specializzata nella predisposizione di infrastrutture informatiche sicure.

Oltre a realizzare audit di sicurezza e asset delle infrastrutture informatiche, per predisporne l’adeguamento o la riqualifica, questa realtà informatica della bergamasca nata nel 2006 è formata da tecnici e consulenti specializzati e certificati in soluzioni di sicurezza informatica realizzate dai principali leader del settore su scala internazionale.

La specializzazione in ambito di IT Security è completata dalla collaborazione con professionisti in ambito di consulenza legale, che seguono le aziende clienti nell’adeguamento dal punto di vista procedurale e strettamente legato alla normativa GDPR.

Visitando il sito web www.webeasytech.com è possibile trovare maggiori indicazioni relative a soluzioni, servizi e partner di riferimento.

 

Dott.ssa Susanna Previtali

Resp. Commerciale

Easytech Srl

Via Alessandro Manzoni 27 – Medolago (BG)

info@webeasytech.com

www.webeasytech.com

Industria 4.0, seminari tecnici di AIB a Lumezzane e Adro

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Industria 4.0

Due seminari promossi da AIB con Anima e Ucimu per approfondire gli aspetti tecnici e fiscali di Industria 4.0, con in più l’opportunità per gli imprenditori di incontrare individualmente i relatori e sottoporre loro quesiti specifici.

Il primo incontro è in programma giovedì 14 settembre alle 18 al Centro formazione volontari Croce Bianca di Lumezzane (via Madre Lucia Seneci, 34 – Lumezzane San Sebastiano) e vedrà intervenire Massimo Zanardini (Laboratorio RISE, Università degli Studi di Brescia – Industria 4.0: lo stato dell’arte della manifattura italiana), Giuseppina Lapenna – Ufficio Fiscale e Societario AIB – Profili fiscali dell’iperammortamento), Alessandro Maggioni (direttore area tecnica Anima – Iperammortamento: requisiti tecnici). Al termine, spazio al dibattito e ai colloqui individuali (su prenotazione).

Il secondo incontro, dedicato alle aziende della Franciacorta e della Valcamonica, si terrà con lo stesso programma giovedì 21 settembre alle 18 all’Azienda agricola Ferghettina (via Saline, 11 – Adro).

La partecipazione agli incontri è libera e gratuita (informazioni e prenotazioni: zone@aib.bs.it – 030 2292.311/339).

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