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Formazione

Centro San Clemente, ecco il programma dei corsi inverno-primavera 2020

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Quale investimento migliore per il nuovo anno se non un corso per acquisire nuove competenze e conoscenze o coltivare una passione?Dalle lingue all’informatica, passando per arte, musica, creatività, cucina, fitness e benessere, soft skills e comunicazione:  sono quasi cento le proposte del catalogo corsi del Centro San Clemente per la stagione inverno-primavera 2020.

Grazie a un’esperienza ormai consolidata nell’organizzazione di percorsi formativi per adulti e alla capacità di rilevare e interpretare i bisogni del territorio in maniera creativa, il Centro San Clemente prosegue nella propria missione volta a garantire un’offerta formativa di qualità, al servizio di un pubblico sempre più abituato a cercare risposte rapide ed efficaci.

I corsi del nuovo catalogo Inverno-Primavera avranno inizio dalla prima settimana di febbraio e saranno organizzati nelle seguenti aree tematiche:

  • Lingue
  • Informatica & Nuovi Media
  • Cultura
  • Arte, Musica & Creatività
  • Cucina, Pasticceria & Co.
  • Fitness & benessere
  • Soft Skills & Formazione Professionale

Per la maggior parte dei corsi è prevista una presentazione gratuita senza alcun impegno, durante la quale per gli interessati sarà possibile conoscere il programma e chiarire eventuali dubbi con il docente. Il programma delle presentazioni prenderà il via il prossimo 21 gennaio; di norma la presentazione gratuita di ciascun corso è pianificata la settimana prima dell’avvio del corso stesso.

I corsi sono tutti a numero chiuso al fine di garantire una formazione di qualità, quanto più pratica ed efficace; le iscrizioni, già aperte, vengono raccolte fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti per ciascun corso.

 

I corsi si terranno principalmente nella sede di Brescia di via Cremona 99, dotata di due comodi parcheggi interni, aule multimediali e laboratori attrezzati per garantire una formazione d’avanguardia e di qualità.

I corsi dell’area cucina si terranno invece presso la sede del CFP Canossa, in via S. Antonio, 53 a Brescia (zona Mompiano).

La Segreteria del Centro San Clemente è aperta per le richieste di informazione e per le iscrizioni nei seguenti giorni e orari: dal lunedì al giovedì ore 8-19, il venerdì ore 8-18 e il sabato ore 9-12.

La quota di iscrizione va versata prima dell’inizio del corso utilizzando una delle seguenti modalità: contanti, bancomat, carta di credito, assegno o bonifico. Il Centro offre anche la possibilità di iscriversi online direttamente dal sito www.centrosanclemente.it o, in alternativa, pagare mensilmente la quota d’iscrizione.

Per qualsiasi informazione la Segreteria è disponibile allo 030/3770554 o alla mail info@centrosanclemente.it.

MAGGIORI INFO SUI CORSI

AREA LINGUE

L’area lingue, sempre al centro delle proposte del Centro San Clemente, si conferma tra quelle di maggiore interesse, sia per numero di corsi attivati che per iscritti. Accanto a Inglese, Tedesco, Francese e Spagnolo il catalogo propone corsi di Russo, Arabo, Cinese, Giapponese, Portoghese e Italiano per stranieri in diverse giornate e fasce orarie.

Per le lingue tradizionali (Inglese, Tedesco, Francese e Spagnolo) sono previsti corsi legati al tema del viaggio, per coloro che desiderano approfondire la conoscenza della lingua straniera ai fini dell’applicazione in ambito turistico professionale o per piacere personale.

Sul sito www.centrosanclemente.it vi è la possibilità di effettuare i test di Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco e Italiano per stranieri al fine di definire il proprio livello di conoscenza della lingua e orientarsi al meglio nella scelta del corso di livello più idoneo.

Tutti i corsi hanno un approccio fortemente comunicativo per consentire anche a chi muove i primi passi verso una lingua straniera di orientarsi e formulare alcune frasi semplici.

Si conferma l’attività dedicata alla certificazione delle competenze linguistiche in qualità di Test Center per la certificazione della lingua inglese Trinity College, per l’ottenimento della certificazione Cambridge English, per la certificazione della lingua tedesca OSD e per la preparazione alla certificazione della lingua spagnola DELE.

AREA INFORMATICA & NUOVI MEDIA

Proposte di livello base e percorsi più avanzati per appassionati e nativi digitali o per chi affronta la sfida del digitale da neofita. Si spazia così dall’ABC informatica all’utilizzo efficace di strumenti ormai di uso quotidiano quali tablet e smartphone, senza trascurare programmi più complessi quali Photoshop, Indesign e Illustrator.

Tra le novità i corsi dedicati a tre moduli della versione più completa del patentino informatico ECDL: Presentation, IT Security e Online Collaboration.

Il Centro San Clemente conferma la sua attività di Test Center per l’ottenimento della Patente Europea del Computer (ECDL) per permettere ai propri utenti di conseguire la certificazione delle conoscenze informatiche, con una “Patente” riconosciuta a livello Europeo.

AREA CULTURA

L’area dedicata ai corsi di taglio culturale prevede proposte nell’ambito di discipline diverse, in particolare storia dell’arte, filosofia, psicologia, grafologia.

Novità il corso di storia dell’arte Tra arte e cielo: dai dipinti agli spettacoli del cielo, alla scoperta della bellezza che ci avvolge e che lega opere d’arte e meraviglie della natura. 

AREA ARTE, MUSICA & CREATIVITA’

All’interno di quest’area vengono riproposti corsi che da sempre raccolgono ampio consenso, quali le discipline pittoriche (ritratto, pittura, disegno a mano libera), la fotografia, la scrittura creativa, l’autotrucco e il canto.

Per molti di questi corsi vengono organizzati al termine del percorso spettacoli e mostre aperti al pubblico.

AREA CUCINA, PASTICCERIA & CO.

I corsi dell’area cucina sono realizzati in collaborazione con il CFP Canossa e includono corsi tradizionali, quali la cucina base e la pasticceria, oltre a corsi mono-serata dedicati a particolari preparazioni come la cucina giapponese, la cucina spagnola, sapori d’oriente, street food, la pizza fatta in casa o la pasticceria salata.

Tutti i corsi di cucina prevedono il coinvolgimento attivo dei partecipanti e vengono condotti con un approccio pratico per imparare attraverso l’esperienza diretta. Al termine della lezione è prevista la degustazione delle pietanze preparate durante le lezioni.

Una novità è il corso dedicato alla degustazione di birre artigianali che si terrà invece presso la sede di via Cremona in collaborazione con il Birrificio Artigianale Curtense di Passirano. 

AREA FITNESS & BENESSERE

Riproposti anche i corsi dell’area fitness e benessere con la conferma di tutti i corsi del precedente catalogo autunno-inverno (pilates, gag, zumba, tai chi chuan, yoga e training autogeno).

AREA SOFT SKILLS & FORMAZIONE PROFESSIONALE

Accanto ai corsi volti a favorire l’acquisizione di nuove competenze spendibili in ambito professionale, come gli ormai consolidati arte dell’accoglienza del cliente, contabilità, paghe e contributi, l’area include alcune proposte dedicate alla scoperta di sé, alla comunicazione efficace, alla voglia di mettersi in gioco nel mondo del lavoro anche attraverso il web.

Si ricorda che, oltre l’offerta a catalogo, il Centro San Clemente organizza in ogni momento dell’anno corsi “su misura” su richiesta di privati, piccoli gruppi e aziende, in qualsiasi fascia oraria e in diverse aree disciplinari. Scegliere un corso su misura significa fruire in maniera flessibile di percorsi creati in collaborazione con il Centro e con i docenti, in funzione di specifiche esigenze e obiettivi. I corsi si svolgono all’interno delle sedi del Centro oppure presso la sede richiesta dagli utenti.

 

Edilizia Scolastica in Lombardia, Cassa depositi presta 205 milioni alla Lombardia

in Economia/Edilizia/Finanza/Formazione/Istituzioni/Regione by

Cassa Depositi e Prestiti ha stipulato con la Regione Lombardia un contratto per la concessione di un prestito, con oneri a carico del bilancio dello Stato, di 205 milioni di euro per il finanziamento di interventi relativi alla costruzione, ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico di immobili di proprietà degli enti locali adibiti all’istruzione scolastica.

L’accordo prevede il finanziamento di interventi su 154 edifici scolastici che si trovano nelle province di Milano, Brescia, Lecco, Cremona, Mantova, Como, Sondrio, Lodi, Pavia, Bergamo, Varese, Monza e Brianza.

In particolare, a Milano e provincia sono 12, a Brescia e provincia 34; a Lecco e provincia 9, a Cremona e provincia sono 14, a Mantova e provincia sono 11, a Como e provincia sono 7, a Sondrio e provincia 10, a Lodi e provincia 7, a Pavia e provincia sempre 7,  a Bergamo e provincia 25, a Varese e provincia 13 e a Monza e Brianza 5.

Il finanziamento rientra nell’ambito del programma di edilizia scolastica 2018-2020 e a seguito della stipula di un protocollo di intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR – che coordina il piano e monitorerà l’utilizzo dei fondi), il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), la Banca europea per gli investimenti (BEI), la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB).

Entro la fine dell’anno è prevista la stipula di ulteriori contratti di prestito con altre18 regioni beneficiarie di contributi statali, per un ammontare complessivo di 1.550 milioni di euro, utilizzando la provvista resa disponibile dalla BEI e dal CEB, sempre destinati alla realizzazione di interventi di edilizia scolastica sull’intero territorio nazionale.

CDP conferma nuovamente il proprio impegno nel finanziamento di interventi da realizzarsi nel settore dell’edilizia pubblica scolastica, proseguendo un percorso avviato nel 2015 che ha già permesso di stipulare con le regioni prestiti per un importo di circa 1,2 miliardi di euro, avvalendosi della provvista finanziaria fornita da istituzioni finanziarie internazionali ed in collaborazione con il MIUR ed il MEF. Le risorse saranno erogate da CDP a Comuni, Province e Città Metropolitane tramite la concessione di mutui alle Regioni, sulla base di graduatorie di priorità predisposte da queste ultime e rientranti nella programmazione nazionale. Gli oneri di ammortamento saranno a carico dello Stato e, grazie a specifiche modalità di erogazione, i beneficiari finali potranno utilizzare le risorse senza impatto sul proprio patto di stabilità interno.

Confartigianato, studenti a lezione per diventare imprenditori

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eventi/Formazione by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Studenti a lezione per diventare imprenditori. “Contamination Lab”, il percorso di educazione all’imprenditorialità realizzato dall’Università degli Studi di Brescia, in collaborazione con Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale presenta ai giovani che vogliono trasformare idee di business in realtà imprenditoriali l’incontro “Storytelling: giovani imprenditori e imprenditori giovani” che si terrà giovedì 28 novembre, a partire dalle ore 18.00, presso la sede di Confartigianato di via Orzinuovi 28 a Brescia. Il progetto verrà presentato alla comunità e gli studenti che potranno così incontrare direttamente le imprese per capire come rendere concreti i propri sogni. Con l’obiettivo di “contaminare” il mondo universitario con quello del lavoro e produrre innovazione, si susseguiranno una serie di testimonianze di giovani imprenditori che racconteranno la loro visione imprenditoriale, le sfide affrontate, il coraggio, i successi e gli insuccessi. Dopo i saluti del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, gli interventi di Davide Peli (Techné Metrologia srl), Luca Biancardi (Squeeze Brains srl), Michele Torri (Torri Solare srl) e Cristian Fracassi (Isinnova srl). Coordina i lavori Giovanna Sansoni, Clab Chief del Contamination Lab Unibs. L’evento, aperto al territorio e alle imprese, terminerà con un aperitivo di networking per favorire il confronto fra studenti, docenti e imprenditori. Per informazioni contattare Confartigianato Brescia allo 030/3745.336 oppure scrivere una mail a area.categorie@confartigianato.bs.it

 

Comunicazione, a Brescia sei incontri gratuiti per imprese e professionisti

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La Camera di commercio di Brescia

Nasce COMUNICAAA, un innovativo ciclo di 6 eventi gratuiti a Brescia, pensato per condurre le aziende e i professionisti verso una nuova consapevolezza ed efficacia della comunicazione. Primo incontro il 29 novembre.

COMUNICAAA è un percorso che fornisce ai partecipanti gli strumenti per approfondire e auto-valutare la comunicazione aziendale in tutti i suoi aspetti più cruciali e spesso meno noti. Il primo degli incontri – previsti fino a luglio 2020 – sarà “Gli eventi aziendali: show, don’t tell” e si terrà venerdì 29 novembre presso la sala consiliare della Camera di Commercio di Brescia in Via Luigi Einaudi, 23. La registrazione dei partecipanti avverrà alle 16.30, l’evento avrà inizio alle ore 17.00 e si concluderà alle 19.00 con un aperitivo riservato ai partecipanti.

L’evento sarà l’occasione per confrontarsi su: event marketing e trend più recenti nel settore, strumenti di comunicazione a supporto, strategie per rendere ogni evento aziendale memorabile, tecniche di follow-up.

COMUNICAAA nasce dalla collaborazione di due attori della comunicazione bresciana: Skills Empowerment e Bquadro Agency. Sono 6 gli eventi in calendario e i temi toccati sono trasversali e di grande attualità: Gli eventi aziendali: show, don’t tell  (29/11/19), I Trend della comunicazione 2020  (17/01/20), Marketing, privacy e GDPR  (28/02/20), Finanza aevolata e comunicazione  (17/04/20), Comunicazione green  (29/05/20), Influencer e testimonial  (03/07/20).

Partecipare agli eventi COMUNICAAA permette alle aziende di aumentare il grado di efficacia e di qualità della propria comunicazione, e di raggiungere così un rating da promozione tripla A come ricordato nel nome dell’iniziativa stessa.

L’innovativo metodo COMUNICAAA consiste in: Eventi interattivi, basati sulla partecipazione e Test di auto-analisi, per aiutare i partecipanti a valutare in autonomia tutti gli aspetti della comunicazione aziendale, relativi ai temi di ciascun evento.

Per avere maggiori informazioni, consultare il calendario di tutti gli eventi e prenotazioni, invitiamo a visitare la pagina https://www.comunicaaa.it o scrivere a hello@comunicaaa.it

SCARICA IL CALENDARIO COMPLETO DEGLI INCONTRI IN PDF

 

Cdc, seminario gratuito il 29 novembre “Per qualche follower in più”

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Formazione/Innovazione by

Prosegue nella Camera di Commercio di Brescia la rassegna “Eccellenze in digitale” con il seminario gratuito “Per qualche follower in più”, che si terrà il 29 novembre 2019. Nell’occasione si discuterà, con la presenza di esperti, di trend, strategie, contenuti per l’uso dei social media, ovviamente con una particolare attenzione all’ambito professionale e aziendale.

I posti sono limitati, per l’iscrizione si rimanda al sito www.bs.camcom.it

Mense scolastiche, a Brescia sono le più care della Lombardia

in Alimentare/Economia/Formazione by

95 euro, a tanto ammonta il costo mensile, nell’anno 2019/2020, sostenuto da una famiglia media lombarda con reddito ISEE di 19900 euro e un bimbo alla scuola primaria o dell’infanzia. A livello nazionale la media è di oltre 80 euro. In Lombardia si va dai 67 euro di Milano ai 118 di Brescia.

Il Nord si conferma l’area geografica con le tariffe più elevate, in media 842 euro per nove mesi di mensa nella scuola primaria, e 841 in quella dell’infanzia; segue il Centro, 724 euro nella primaria  e 704 euro nell’infanzia; più contenuti i costi al Sud con 644 euro nella primaria e 632 nell’infanzia.

L’Emilia Romagna è la regione più costosa, con una spesa media mensile di 106€ nella primaria e 105 euro nell’infanzia; la Puglia quella più economica con 65€ sia nella primaria che nell’infanzia. Rispetto all’anno precedente, la variazione è stata del +0,81% a livello nazionale, con l’incremento record del +9,79% in Calabria e una riduzione invece del 6,41% in Sardegna. Tariffa invariata in Basilicata, Umbria e Valle d’Aosta.

Il capoluogo più economico è Barletta (32 euro mensili per la mensa nella scuola dell’infanzia e la primaria), i più costosi Torino per la scuola dell’infanzia (132 euro mensili) e Livorno per la primaria (128 euro).

Questi i dati che emergono dalla IV Indagine di Cittadinanzattiva su tariffe e qualità delle mense scolastiche, che ha preso in esame le tariffe di tutti i 110 capoluoghi di provincia sia per la scuola dell’infanzia che per la primaria. Oltre a ciò, attraverso l’intervista a 342 tra alunni di scuola primaria, docenti accompagnatori, genitori, rappresentanti di Commissioni mensa, addetti al servizio di ristorazione, è stato preso in esame un campione di mense scolastiche di 9 regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia, Lazio, Marche, Campania, Molise, Basilicata e Puglia) per evidenziare aspetti relativi alla qualità, sicurezza, igiene, costi, sprechi e rifiuti, per un totale di 230 indicatori.

Costo mense Lombardia e provincia di Brescia, fonte Cittadinanza attiva
Costo mense Lombardia e provincia di Brescia, fonte Cittadinanza attiva

Aib, presentate al liceo Guido Carli le attività per la scuola 2019-2020

in Economia/Formazione by
Aib - Guido Carli

Sono state presentate martedì pomeriggio, al Liceo Internazionale per l’impresa Guido Carli di Brescia, le iniziative per la scuola promosse dall’Associazione Industriale Bresciana nell’anno 2019/2020 e indirizzate agli istituti della provincia.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Paola Artioli (Vice Presidente AIB e Presidente Fondazione AIB), Elisa Torchiani (Presidente Piccola Industria AIB), Fabio Capra (Assessore all’Istruzione del Comune di Brescia), Federico Andreoletti (docente e componente dell’Associazione Insegnanti di Fisica), Cinzia Pollio (Direttore Fondazione AIB), Massimo Ziletti (Segretario generale Camera di Commercio di Brescia) e Giacomo Giovannini (Junior Achievement).

“L’Area Education e Capitale Umano raccoglie ogni anno le iniziative promosse da AIB e indirizzate agli istituti scolastici della provincia – commenta Paola Artioli, Vice Presidente di AIB e Presidente di Fondazione AIB –. Brescia si colloca al terzo posto a livello nazionale per valore aggiunto nelle attività manifatturiere e si caratterizza per eccellenze a livello internazionale nei settori della siderurgia, metallurgia, macchine utensili e componentistica automotive. Per questo motivo le nostre aziende rappresentano una grande opportunità professionale per i giovani che vogliono intraprendere un corso di studi in grado di garantirgli una brillante carriera, in particolare nel campo tecnico, scientifico ed economico”.

Tra le attività presentate sono presenti proposte rivolte agli istituti comprensivi (Eureka! Funziona!, Si può fare!, Chi scuola lavora, l’evento “Made in Italy”) e alle scuole secondarie di secondo grado (Un astronauta a scuola: conversazione con Paolo Nespoli, DIMIingegneri del futuro, La tradizione e l’eccellenza bresciana nella lavorazione dei metalli, Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento – PCTO, PMI Day “Leonardo siamo noi”, Orientagiovani, Concorso agroalimentare e caseario, stage ed elenchi diplomati), oltre ai percorsi ITS post diploma. In questi ultimi figurano i percorsi per Tecnico superiore per l’automazione ed i sistemi meccatronici industriali, Tecnico superiore dei sistemi informatici, virtualizzazione e cloud computing, Assistente alla produzione industriale (M.P.A. Manufacturing Production Assistant), Product & design manager 4.0, Calzedonia district manager, Stilista tecnologico, Marketing e comunicazione per l’internazionalizzazione dell’impresa.

SCARICA LA BROCHURE IN PDF CON LE ATTIVITA’ DELLA SCUOLA

Scuola al via, in Lombardia 6 mila con 37 mila addetti e affari da 5 miliardi

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School, fonte Pixabay

Al via i primi giorni di scuola. Un business per 38 mila imprese in Italia e 146 mila addetti, con dieci miliardi di fatturato annuale, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi al secondo trimestre 2019. Da produzione e commercio di libri e articoli di cancelleria, all’organizzazione di corsi anche linguistici, sportivi e per il tempo libero, alle biblioteche private. In Lombardia coinvolte 6 mila imprese, con 37 mila addetti e 5 miliardi di fatturato. Prima Roma per imprese e Milano per addetti.

Più forniti tra i territori italiani, Roma con 3.500 imprese circa e 16 mila addetti, Milano con quasi 3 mila imprese e 19 mila addetti, Napoli con quasi 3 mila imprese e 9 mila addetti, Torino con circa 1.500 imprese e 6 mila addetti, Bari con oltre mille imprese e quasi 3 mila addetti. Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro imprese al secondo trimestre 2019 e 2018. Per business, dopo la Lombardia con quasi 5 miliardi, ci sono Emilia Romagna, Veneto e Lazio con un miliardo circa. Per territorio, affari più consistenti per Milano, con 3,9 miliardi, Roma con circa 900 milioni, Napoli con 400 milioni, Firenze, Torino, Vicenza, Piacenza e Bologna con circa 300 milioni.

Un settore in crescita per gli addetti. Crescono gli addetti in un anno da 146 mila a 148 mila in Italia, + 1,4% e da 36 mila  a 37 mila in Lombardia, + 3%. Crescono da 18 mila  a 19 mila  a Milano, + 3,7%. Le imprese calano di circa -1% tra il 2018 e il 2019 nel Paese e in Lombardia. Anche se crescono le librerie, +2% in Italia e +9% a  Milano e i corsi sportivi e ricreativi, + 11% in Italia e + 15% a Milano.

I settori legati alla scuola in Lombardia. Un business da 4,7 miliardi in Lombardia (in crescita rispetto ai 4,5 miliardi dell’anno precedente) dove sono attive 6.350 imprese con 37 mila addetti secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su fonte Registro Imprese al secondo trimestre 2019. I settori più coinvolti sono il commercio di cancelleria (circa 2.500 imprese tra ingrosso e dettaglio) e libri (tra ingrosso, dettaglio e seconda mano sono quasi 800), l’edizione di libri e l’istruzione prescolastica (oltre 800). Un settore abbastanza stabile in un anno per imprese in cui continuano a crescere soprattutto i corsi extra – scolastici, tra corsi sportivi e ricreativi, da 363 a 413 attività in Lombardia. Quasi la metà delle imprese lombarde impegnate nel settore scuola è concentrata nell’area di Milano, Monza-Brianza e Lodi. Prima è Milano con circa 2.900 imprese e un numero di addetti in crescita, che ha superato quota 19 mila, poi Brescia con 645 imprese e 4 mila addetti, Bergamo con 541 imprese e oltre 2.800 addetti, Varese e Monza con circa 500 imprese e 2.500 addetti ciascuna, Como e Pavia con circa 300 imprese l’una e rispettivamente 1.600 e 900 addetti.

Zoomafia, la criminologia al servizio degli amici a 4 zampe

in Cultura/Economia/Formazione by

La zoomafia, termine coniato per indicare tutte quelle azioni economico-criminali che coinvolgono gli animali, è una piaga crescente nella nostra società, come dimostra il rapporto 2019 realizzato da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio LAV.

Nel 2018 i reati contro gli animali sono stati 8300 con 4.977 indagati. L’aumento è del 2,69%, sebbene ci sia stata una diminuzione del 2,80% dei denunciati. La crescita dei crimini contro gli animali è un dato importante al fine di sensibilizzare le procure ad aumentare il controllo su questo tipo di reati, per i quali è necessario laurearsi in criminologia e poi specializzarsi negli ambiti che riguardano proprio i diritti degli animali.

Il master in criminologia frequentabile online grazie a Unicusano offre ad esempio la possibilità di conoscere nel dettaglio le procedure per la prevenzione ed il controllo di crimini relativi alla sicurezza urbana, nella quale rientra sicuramente un’educazione alla tutela degli animali. La formula di studio e preparazione a distanza consente a chiunque di intraprendere il percorso accademico senza doversi spostare nei grandi centri universitari per completare il proprio percorso di studio.

I Dati

A causa del fenomeno della zoomafia in Italia ogni 55 minuti si apre un fascicolo giudiziario per reati che coinvolgono animali, raggiungendo così il numero considerevole di 26 reati al giorno.
I dati raccolti nel rapporto annuale riguardano 113 procure ordinarie e 25 procure dei tribunali dei minori. I minorenni sono in crescita tra gli indagati facendo registrare un picco d’aumento del 121% dei procedimenti e un + 54% degli indagati.
Da sottolineare anche che ben 4.600 provvedimenti rimangono verso ignoti e solo il 30% dei processi che vanno avanti arrivano a sentenza. Tra gli indagati, solo il 15% conclude la condanna e gli autori di questi gesti criminali vengono puniti solo in minima parte. La città più aggressiva d’Italia è Brescia, che si colloca al al primo posto con 486 reati denunciati. Seguono a distanza Udine con 209 procedimenti, Napoli con 197 denunce e Milano con 173 casi. Bisognerebbe intervenire sul territorio per sensibilizzare le persone e per fornire una maggiore assistenza al fine di scongiurare episodi evitabili grazie alla presenza di ufficiali preposti.

I reati più diffusi

Il maltrattamento degli animali è il reato più diffuso, con il 32.85% degli indagati. Segue l’uccisione senza necessità con il 31% ed infine l’abbandono o la custodia in luoghi non idonei con il 15,51%. Solo il 23% dei reati denunciati riguarda la pratica venatoria e seguono poi con percentuali minori, dovute anche ad una minore denuncia, l’organizzazione di corse di cavalli clandestine, i combattimenti tra animali e l’uccisione di animali altrui.

L’obiettivo del report annuale sulla Zoomafia è quella di diffondere tra i cittadini e gli organi di stato una maggiore consapevolezza su questi fenomeni illegali al fine di favorire la progettazione di interventi sempre più mirati a contrasto di questi reati. Non bisogna dimenticare infatti che dietro queste pratiche ci sono molto spesso organizzazioni criminali che potrebbero fomentare un radicamento di questi fenomeni contro gli animali.

 

La formazione dei talenti nella società digitale | INNOVATION CLUB

in Economia/Evidenza/Formazione/Innovation club/Innovazione/Rubriche by
Talenti, foto generica da Innovation Club

La scuola è un’istituzione che deve da un lato dare in mano strumenti per poter affrontare un mondo sempre più mutevole e complesso e dall’altro deve essere portatrice di qualità , valori e buoni comportamenti per permettere di influenzare positivamente l’intera società creando adulti responsabili.

Tutto questo deve poi fare i conti con i percorsi mutevoli attraverso cui una persona “si dovrà arrangiare” nella propria vita e sopratutto con l’elemento tecnologico che potrebbe rendere inutili l’80% dei lavori oggi esistenti.

Il modello della scuola è ancora troppo legato all’insegnamento “ex cathedra” di una competenza tecnica specifica. Nel futuro saranno sempre più fondamentali le cosiddette “soft skill“ che raggruppano una serie di qualità come la leadership, la flessibilità e la creatività che oggi non sono direttamente affrontate dai programmi scolastici. 

Fondamentale sarà la capacità di individuare una propria focalizzazione che sappia unire i desideri della persona con un inevitabile pragmatismo.

Il metodo dell’insegnamento capovolto

L’insegnamento capovolto è una metodologia didattica che si propone di rendere il tempo-scuola più produttivo e funzionale rispetto alle esigenze della società moderna, radicalmente mutata in pochi anni. I fautori di questo metodo ritengono che la rapida mutazione indotta dalla diffusione del web abbia prodotto un distacco sempre più marcato di gran parte del mondo scolastico dalle esigenze della società, dalle richieste del mondo delle imprese e dalle abilità e desideri degli studenti e delle loro famiglie. Si è osservato anche che gli interessi degli studenti nascono e si sviluppano sempre più all’esterno dalle mura scolastiche. La rivoluzione internet ha permesso la diffusione massiva non solo del sapere scritto ma anche dei contenuti multimediali, rendendo possibile fruire da casa le lezioni/spiegazioni dei docenti. Dato che il sapere non è confinato tra le mura delle istituzioni scolastiche, i sostenitori di questa metodologia ritengono che sarebbe improduttivo trasmettere a scuola quello che è già disponibile a casa.

L’insegnamento capovolto propone quindi l’inversione dei due momenti classici, lezione e studio individuale:

✓ La lezione viene spostata a casa, sostituita dallo studio individuale dei materiali suggeriti dall’insegnante (preferibilmente videolezioni)

✓ Lo studio individuale viene spostato a scuola, sostituito da un’attività preferibilmente collaborativa, dove l’insegnante può esercitare il suo ruolo di tutor al fianco degli studenti.

Metodologia

L’insegnamento capovolto fa leva sul fatto che le competenze cognitive di base dello studente (ascoltare, memorizzare) possono essere attivate prevalentemente a casa, in autonomia, apprendendo attraverso video e podcast, o leggendo i testi proposti dagli insegnanti o condivisi da altri docenti. In classe, invece, possono essere attivate le competenze cognitive alte (comprendere, applicare, valutare, creare) poiché l’allievo non è solo e, insieme ai compagni e all’insegnante al suo fianco, cerca, quindi, di applicare quanto appreso per risolvere problemi pratici proposti dal docente. Il ruolo dell’insegnante ne risulta trasformato: il suo compito diventa quello di guidare l’allievo nell’elaborazione attiva e nello sviluppo di compiti complessi. Dato che la fruizione delle nozioni si sposta a casa, il tempo trascorso in classe col docente può essere impiegato per altre attività fondate sull’apprendimento attivo, in un’ottica di pedagogia differenziata e apprendimento a progetto. Il nuovo ciclo di apprendimento si può schematizzare così:

✓ Il primo passo consiste nel cercare di attivare negli studenti l’interesse, la curiosità, il desiderio di conoscenza di uno specifico argomento. Questo passaggio è fondamentale perché non c’è apprendimento significativo senza coinvolgimento cognitivo ed emotivo degli allievi. Per l’insegnante si tratta perciò di problematizzare un tema, di trasporre i contenuti disciplinari da una forma espositiva, dimostrativa e risolutiva, a una dubitativa, ipotetica, il più possibile ancorata alla realtà, e lasciare agli studenti il compito di ideare e proporre una soluzione. Questa fase può svolgersi con modalità diverse e impegnare gli alunni fuori della scuola e prima della lezione, ma è anche possibile svolgerla in classe.

✓ Si passa quindi alla fase nella quale gli studenti sono chiamati a mettere in atto, sia pur con forme e modalità adeguate alle loro capacità e al contesto, le strategie cognitive e le procedure di indagine proprie della disciplina oggetto dell’attività di apprendimento. Si tratta di sollecitare negli studenti quei processi di pensiero che sono alla base della costruzione delle conoscenze, esercitando il loro spirito critico, imparando a fare domande appropriate, a formulare ipotesi attendibili, a escogitare metodi per verificare le loro supposizioni. Questo si può attuare predisponendo un setting didattico che favorisca la ricerca di informazioni, la riflessione profonda, il confronto fra pari, la sperimentazione sul campo. Generalmente questa fase prevede la produzione di materiali e documenti da parte degli alunni, individualmente o in gruppo, che saranno poi utili nella terza fase. In questa fase il docente assume il ruolo del tutor, del méntore che assiste ogni alunno in base alle sue specifiche esigenze, una competenza importante di ogni buon insegnante che qui diviene centrale. Questa è la fase più interessante del metodo: un compito autentico (chiamato anche “di realtà”) oppure un compito creativo predisposto dall’insegnante in modo tale da consentire la divisione del lavoro in una logica di squadra.

✓ Il ciclo si completa con una fase di rielaborazione e valutazione. Si tratta di un processo collettivo di riflessione e confronto su quanto appreso, condotto dal docente-méntore attraverso il coinvolgimento di tutta la classe. L’obiettivo è quello di chiarire, rendere espliciti e consolidare gli apprendimenti, partendo dall’analisi dei lavori che gli studenti hanno realizzato nella seconda fase. Qui l’insegnante-méntore svolge la funzione di stimolo e di moderatore del confronto, di facilitatore dei processi di astrazione e formalizzazione di quanto appreso. È in questa fase che prendono corpo in modo più articolato attività di valutazione, anche se esse, in realtà, permeano tutte le fasi come prassi formativa continua attraverso l’osservazione e l’annotazione dell’operosità degli studenti in contesto, nonché la valutazione, individuale e di gruppo, dei loro prodotti, con pratiche di co- e auto-valutazione da parte degli alunni.

L’uso del modello della Teoria dei Nudge per stimolare le scelte migliori

Il fulcro della teoria dei nudge è il concetto stesso di nudge, o “pungolo” in italiano. Richard Thaler (Premio Nobel per l’economia 2017) e Cass Sunstein nel loro libro Nudge: La spinta gentile lo definiscono come “ogni aspetto nell’architettura delle scelte che altera il comportamento delle persone in modo prevedibile senza proibire la scelta di altre opzioni e senza cambiare in maniera significativa i loro incentivi economici. Per contare come un mero pungolo, l’intervento dovrebbe essere facile e poco costoso da evitare. I pungoli non sono ordini. Mettere frutta al livello degli occhi conta come un nudge. Proibire il cibo spazzatura no.”[

Lo scopo è cercare di migliorare il benessere delle persone orientando le loro decisioni mantenendo la libertà di scelta. Nel loro libro, Thaler e Sunstein chiamano questo approccio “paternalismo libertario”.

Un ruolo importante nell’utilizzo dei pungoli è giocato dall’architettura della scelta. Ci sono molti modi per proporre un’opzione al decisore, e questi può esserne influenzato, per esempio selezionando diversi default oppure variando l’ordine delle alternative di scelta. Gli architetti delle scelte fanno uso di diversi strumenti al fine di influenzare le scelte degli individui, strumenti che possono essere suddivisi in due categorie principali: quelli utilizzati nella struttura delle opzioni e quelli utilizzati nella descrizione delle opzioni.

I percorsi di formazione comprendere queste logiche finalizzate al miglioramento della vita delle persone. 

Come cambierà la scuola ?

La scuola dell’era digitale sarà drasticamente diversa da quella attuale:

✓ L’insegnante non è un portatore di un’argomento solo tecnico ma è un mentore/coach che si occupa di una serie di argomenti e al contempo deve prevalentemente lavorare ogni giorno l’orientamento e della motivazione di ogni suo studente;

✓ L ’orario scolastico è molto limitato circa 3 ore al giorno dove molto intense dove gli studenti fanno pratica e possono condividere la propria esperienza;

✓ Lo studente può scegliere il proprio percorso da un database infinito di corsi da seguire e lo studente può costruire insieme al proprio coach. In questo modo si troverà il giusto compromesso tra argomenti necessari e di interesse;

✓ I corsi sono tenuti in modo digitale dalle migliori personalità del mondo negli specifici campi che possono attirare con la propria autorevolezza l’interesse dello studente;

✓ La scuola in questo modo avrà meno bisogno di strutture fisiche come le sedi e potranno essere liberate molte risorse per costruire altre iniziative a valore;

✓ La scuola assomiglierà così di più allo scenario operativo che viene richiesto nel mondo del lavoro;

✓ Lavorando ogni giorno su soft skill e orientanamento sarà possibile migliorare il benessere di ogni singolo studente anche affrontando aspetti di life coaching.

Quali tecnologie coinvolte ?

L’intelligenza artificiale permetterà sempre più un percorso di formazione digitale interattiva e conversazionale se pur con un sistema automatico ma sempre più umano capace di comprendere anche tratti psicologici e comportamentali. Non avremo in futuro “videolezioni” ma un vero e proprio assistente digitale personalizzato.  I modelli nati nel mondo dei social network stimoleranno un contatto “tra simili” realizzando quindi un ambiente più favorevole. La completa tracciabilità delle informazioni e la loro autenticazione potranno anche essere utilizzate per prevenire gravi atti di bullismo tipici delle comunità umane.

La logica “open” nata nel mondo informatico permetterà di far accedere a tutti alle migliori conoscenze e pratiche in modo da ridurre le disparità sociali intrinseche da sempre nella nostra civiltà realizzando al meglio i principi di un welfare democratico ed efficiente.
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