Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Lavoro

Credito e finanza: in provincia Brescia 5mila assunzioni nel 2018

in Economia/Finanza/Lavoro/Tendenze by
Manager, foto generica

Imprese del credito e della finanza: se consideriamo il settore amministrativo allargato all’area legale e al controllo di gestione, le entrate lavorative annuali a Milano sono state di quasi 30 mila nell’anno 2018, il 7% di tutte le entrate milanesi, 394 mila,:_quasi una su dieci. Lo stesso dato in Lombardia è stato del 5,5%, con 50 mila entrate su 918 mila e in Italia del 4,5%, con 207 mila entrate su 4,6 milioni, circa una su venti.

A Milano i dirigenti entrati nel 2018 nell’area amministrativa sono stati il 53% rispetto alla prevalenza di impiegati in Italia col 58% e in Lombardia con 54%. Seconda per entrate nella finanza Brescia con 5 mila, terza Bergamo con quasi 4 mila. Seguono con 3 mila Varese e Monza Brianza, con 2 mila Como. Alto a Lecco il peso su tutte le entrate, 1.470 su 26 mila, il 6% circa, poco meno di Milano, quasi una su dieci.

Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati 2018 del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL.

All’interno del comparto finanziario e gestionale, se si guarda al settore della finanza, credito e assicurazioni, con circa 10 mila entrate previste in un anno, Milano rappresenta il 77% del totale lombardo che è di oltre 13 mila, un quarto circa di quello italiano che raggiunge quota 43 mila. Più alta a Milano anche la percentuale di giovani fino a 29 anni, il 38,3% delle entrate previste rispetto a una media italiana del 34%.

Tra le regioni con maggiori entrate nel settore, oltre alla Lombardia prima con il 31,2% del totale nazionale, ci sono il Lazio (15,4%) e l’Emilia-Romagna (10,3%). Il 24% dei nuovi posti di lavoro è in preferenza dedicato a figure femminili. Le competenze maggiormente richieste per i nuovi assunti? Un’alta capacità di risoluzione dei problemi nel 72% dei casi e molta flessibilità e adattamento (85%). Richieste anche buone competenze digitali (84%) e capacità di applicare tecnologie 4.0 (46%).

Con l’estate 25.690 opportunità di lavoro nelle imprese bresciane

in Economia/Lavoro by

Sono 25.690 le assunzioni programmate dalle imprese bresciane nel periodo estivo, il 57% di essi lavoreranno nei servizi. E’ quanto emerge da una recente analisi del Servizio Studi della CCIAA di Brescia sui dati del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ANPAL.

A stimolare la domanda di assunzioni del periodo giugno-agosto è, ovviamente, il comparto turistico con 4.140 opportunità lavorative. Camerieri, cuochi, baristi, pizzaioli, addetti all’accoglienza sono tra le professioni più richieste e rappresentano una importante opportunità lavorativa per i giovani, 3 assunzioni su 5, infatti, sono destinate agli under 29.

3.350 sono le assunzioni programmate nel commercio e 3.070 quelle nei servizi alle persone.

Resta ampia la quota di assunzioni nell’industria: le entrate previste saranno concentrate prevalentemente nel comparto metallurgico (3.930 entrate previste) e nelle industrie meccaniche (2.120 assunzioni). In tale ambito le figure maggiormente richieste saranno gli operai specializzati nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (conduttori di macchine utensili industriali, costruttore meccanico con macchine utensili, addetto attrezzaggio di macchine utensili, riparatore e manutentore macchinari e impianti industriali etc. nel complesso saranno 4.020 posizioni). Alle figure ricercate viene richiesta prevalentemente una qualifica professionale a indirizzo meccanico o il diploma a indirizzo meccanico e la capacità di applicare soluzioni creative e innovative.

Altre figure molto ricercate dalle imprese bresciane e ritenute di difficile reperimento sono i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione, progettisti e ingegneri. La difficoltà sostanziale sta nel ridotto numero dei candidati ai quali in due casi su cinque verrà richiesto di coordinare altre persone ed il possesso di competenze creative e innovative.

 

Sono soprattutto le piccole imprese ad esprimere necessità di personale. Esse, infatti, assorbiranno il 60% delle entrate previste. A seguire le medie imprese che assumeranno il 24,8% delle nuove entrate.

Nel confronto con lo stesso trimestre dello scorso anno le assunzioni programmate subiscono una flessione di ben 13 punti percentuali, a causa della flessione delle attivazioni dei contratti nei servizi, in particolare nella filiera turistica e nella ristorazione i contratti previsti sono 1.710 in meno di un anno fa. Significativa è anche la diminuzione delle assunzioni previste nelle costruzioni (meno 1.150 in un anno) e nel commercio (-650 assunzioni programmate).

 

Tab. 1 – Entrate previste dalle imprese bresciane per settore di attività nei mesi GIUGNO-AGOSTO 2019
ENTRATE v.a. peso % sul totale
INDUSTRIA MANIFATTURIERA 11.000 42,8
Metallurgia e prodotti in metallo 3.930 15,3
Industrie meccaniche ed elettroniche 2.120 8,3
Industrie chimico-farmaceutiche, della plastica e della gomma 820 3,2
Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco 520 2,0
Altre industrie 460 1,8
Industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature 420 1,6
Industrie lavorazione dei minerali non metalliferi ed estrattive 280 1,1
Industrie del legno e del mobile 130 0,5
Industrie della carta, cartotecnica e stampa 110 0,4
Costruzioni 2.220 8,6
SERVIZI 14.700 57,2
Servizi di alloggio e ristorazione; servizi turistici 4.140 16,1
Commercio 3.350 13,0
Servizi alle persone 3.070 12,0
Servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone 1.750 6,8
Servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio 1.170 4,6
Servizi avanzati di supporto alle imprese 590 2,3
Servizi informatici e delle telecomunicazioni 440 1,7
Servizi finanziari e assicurativi 150 0,6
Servizi dei media e della comunicazione 50 0,2
TOTALE 25.690 100,0
Fonte: elaborazioni Servizio Studi della CCIAA di Brescia su dati Unioncamere-ANPAL , Sistema Informativo Excelsior

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Salario minimo, Cna attacca: migliaia di posti di lavoro a rischio nel Bresciano

in Associazioni di categoria/Cna/Economia/Lavoro by
Lavoro a Brescia

L’accelerata sul salario minimo orario a 9 euro lordi impressa dal governo impensierisce e preoccupa il mondo delle imprese bresciane, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni e gli artigiani. L’Istat ha stimato in 4,3 miliardi l’aggravio per le imprese, pari a un aumento medio annuo per i 2,9 milioni di lavoratori beneficiari di 1.073 euro, e in 700 milioni la ricaduta sulle casse pubbliche.

A farsi portavoce di questo disagio è la presidente della Cna di Brescia Eleonora Rigotti, che afferma senza giri di parole che “per decreto non si creano né lavoro alle imprese né impiego per i dipendenti”. “Il salario minimo non è la soluzione alla questione salariale italiana o ai problemi del mercato del lavoro, è solo un aggravio enorme che limita la libertà di contrattazione – critica Rigotti -: le imprese sono costrette a tenere i contratti con i clienti-fornitori fermi da anni, per non aumentare i costi ai clienti, e i margini si riducono sempre più”.

Secondo gli artigiani di Cna l’introduzione del salario minimo metterà a rischio migliaia di contratti già in essere, che difficilmente potranno essere adeguati ai costi orari previsti. “In ballo ci sono migliaia di posti anche a Brescia – aggiunge Rigotti –, con un mondo del lavoro che sta diventando sempre meno flessibile anche per la contrazione dei voucher e gli aggravi sui tempi determinati”. In questo frangente giova ricordare che oggi a Brescia ci sono poco meno di 34mila imprese artigiane per circa 90mila addetti.

Per migliorare il mercato del lavoro le misure da adottare sarebbero ben diverse: “Bisognerebbe incidere sul cuneo fiscale, sulle tasse e sui contributi – aggiunge la presidente di Cna Brescia –. È vero, oggi in Italia c’è la necessità di ridare dignità ai salari, ma per farlo vanno in primis sostenute le imprese: se non si abbasseranno contestualmente tasse e contributi diverrà una manovra insostenibile. Non dimentichiamo poi che per avere una retribuzione equa ed equilibrata la contrattazione collettiva ha rappresentato negli anni uno strumento applicabile alla quasi totalità delle imprese e dei lavoratori. Temiamo infine che non si tengano a sufficienza presenti le positive ricadute che il sistema del welfare e della bilateralità artigiana ha finora garantito a imprese e lavoratori in termini di salario indiretto”.

Un pensiero non può infine che andare ai giovani, ai quali dovrebbero essere riservati interventi mirati ed efficaci: nel caso d’introduzione del salario minimo a 9 euro quasi il 60 per cento degli occupati apprendisti avrebbe un incremento di retribuzione annuale media del 22,5 per cento. Un dato enorme, se si pensa al valore che l’artigianato e le piccole medie imprese attribuiscono a questa forma contrattuale.

Apprendistato, 24 posti di lavoro nell’edilizia bresciana

in Economia/Lavoro by

Ventiquattro imprese edili bresciane sono pronte ad assumere diplomandi e neodiplomati in uscita da istituti tecnici a indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio (Cat), noti in passato come geometri. Diverse aziende del territorio, infatti, hanno messo a disposizione i propri spazi, le proprie strutture e il proprio organico partecipando al bando per l’assunzione di Tecnici superiori in Apprendistato di alta formazione e ricerca (ex art. 45 del Jobs Act), promosso dalla Fondazione ITS “Cantieri dell’Arte”, cordata di Milano e Brescia, attraverso i Soci Fondatori bresciani “Ente sistema edilizia Brescia”, il “Collegio Costruttori Ance Brescia”, che ne ha evidenziato il fabbisogno, e con la partecipazione dell’I.S. Tartaglia-Olivieri, il dipartimento Dicatam della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Brescia e di alcune note imprese edili della provincia.

Ricevute le ultime candidature all’indirizzo e-mail ricerca1@eseb.it dal 19 giugno partiranno i colloqui attitudinali e le selezioni per l’individuazione di ventiquattro giovani diplomati Cat (geometri) meritevoli, tra i 18 e i 29 anni compiuti, che intraprenderanno un percorso di Apprendistato di Alta Formazione, che prevede una vera alternanza scuola-lavoro per ricoprire il ruolo di Tecnico superiore per l’Innovazione e la qualità delle abitazioni. Figura che opera negli interventi di costruzione, ristrutturazione e manutenzione, garantendo qualità, sicurezza e conservazione del patrimonio edilizio. Integrando Alta Formazione e attività pratica lavorativa, gli apprendisti potranno conseguire il titolo di istruzione Tecnica Superiore, sviluppando competenze in linea con l’indirizzo di studi intrapreso e potenziare le proprie conoscenze impegnandosi per due annualità formative da mille ore ciascuna, ripartite in 400/500 ore presso Eseb e il restante in azienda, oltre a circa 800/900 ore di lavoro effettivo.

Durante le ore di formazione e di lavoro in azienda, a ciascun ragazzo verrà affiancato un tutor aziendale idoneo, in grado di valorizzare il percorso di apprendimento, garantendo lo sviluppo di competenze specifiche effettivamente spendibili nell’attività di ufficio tecnico e di gestione dei cantieri edili del terzo millennio, orientati all’efficientamento energetico, antisismico, acustico mediante l’impiego di nuovi materiali e tecniche esecutive, nonché della digitalizzazione per l’organizzazione e la gestione ottimizzata del cantiere. “È con iniziative come questa che Eseb testimonia il proprio impegno e la propria volontà, tesa a formare i futuri costruttori con esperienze valide, sul campo, che possano avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro, delineando positivi percorsi di inserimento in azienda – spiega il Presidente dell’Ente Sistema

Edilizia Brescia, Ing. Massimo Angelo Deldossi. “L’Ente Sistema Edilizia Brescia, composto da Scuola Edile e Cpt, – aggiunge – ricopre il ruolo di intermediario tra studente e impresa, occupandosi della gestione delle informazioni per l’avvio dei rapporti di apprendistato, della definizione dei percorsi formativi, del supporto alle imprese per la stesura dei Progetti formativi individuali (Pfi) e la formazione dei tutor aziendali”.

I giovani diplomandi e diplomati Cat firmeranno un contratto di lavoro subordinato, che include benefici e tutele assicurative/previdenziali. Il trattamento economico iniziale partirà dal 70% dello stipendio corrisposto a un operatore con lo stesso livello di inquadramento nel primo anno, e del 78% nel secondo anno. Come previsto dal D. Lgs 81/2015, noto come “Jobs Act”, e dall’art 92 del Ccnl Edilizia Industria, per il periodo trascorso dall’apprendista negli istituti formativi non è previsto compenso, per le ore di formazione a carico dell’impresa verrà corrisposto il 10% della retribuzione dovuta e il 100% di quanto dovuto nelle ore di lavoro effettive.

Al termine di questa particolare modalità di “alternanza alta formazione-lavoro”, l’apprendista potrà proseguire a tempo indeterminato il rapporto con l’azienda che si è occupata della sua crescita professionale e che rientra tra le ventiquattro imprese di Brescia e provincia interessate ad ampliare il proprio organico attraverso l’inserimento di giovani Tecnici superiori: Bertoli Costruzioni Spa (Sabbio Chiese), C.B.C. Costruzioni di Bussi F. & C. (Bedizzole), C.B.D. Costruzioni Srl (Brescia), Castelli Srl (Orzinuovi), Collicelli Srl (Lumezzane), Deldossi Srl (Pompiano), Facchetti Costruzioni Spa (Pontoglio), Faedile Srl (Adro), Fasanini Srl (Breno), Gasparini Davide Costruzioni Srl (Idro), Gruppo Gatti Spa (Lograto), Madella Manolo (Capriano del Colle), Mazzucchi Srl (Brescia), Mo.Ca.M. Srl (Bienno), Olli Scavi Srl (Pezzaze), Panizza 1914 Srl (Trenzano), Pavoni Spa (Vobarno), Pedretti Srl (Bienno), Società Generali Costruzioni Srl (Toscolano), Vezzola Spa (Lonato), Zaniboni Eugenio Costruzioni Srl (Desenzano), Bonzi Srl (Castenedolo) e Agliardi Srl Unipersonale (Rezzato), Costruzioni edili Dusi di Dusi & C. snc (Preseglie).

Industrie Pasotti di Sabbio: cassa integrazione straordinaria per 214 addetti

in Cgil/Cisl/Crisi/Economia/Lavoro/Sindacati/Uil by
Accordo sottoscritto, foto generica

Ieri al Ministero dello Sviluppo a Roma si è svolto un incontro in merito alla situazione delle Industrie Pasotti (rami d’azienda a Prevalle e Sabbio Chiese). Fim Cisl Brescia e Fiom Cgil Brescia, unitamente al rappresentante della curatela del Tribunale di Brescia, hanno sottoscritto nell’occasione accordo per la concessione della cassa integrazione straordinaria per il ramo di Sabbio Chiese (214 addetti) del fallimento Industrie Pasotti. “L’ammortizzatore per cessata attività, della durata di 12 mesi – si legge in una nota dei sindacati – decorre dal 01/05/2019 sino al 30/04/2020. E’ previsto il pagamento diretto da parte dell’INPS del trattamento di integrazione salariale ai 165 lavoratori coinvolti.

Imprese, nel Bresciano danno lavoro a 416mila famiglie

in Economia/Lavoro/Tendenze by
Impresa artigiana

Lavoro nelle imprese: cresce nell’ultimo anno, secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su base registro imprese al 2018 e 2017, con 331 mila addetti dichiarati dalle imprese in più in Italia, + 2%, su 17 milioni totali. In Lombardia, con 4 milioni di addetti, uno su quattro del totale nazionale, ci sono 113 mila addetti in più in un anno (+3%). Milano è prima per numero di addetti delle imprese con 2,2 milioni, seguita da Roma (1,5 milioni), Torino (751 mila) e Napoli (567 mila). Tra le prime 20 in Italia anche Brescia (5° con 416 mila addetti), Bergamo (7° con 386 mila), Monza Brianza (17° con 236 mila) e Varese (21° con 209 mila). Milano è anche prima per crescita in un anno (67 mila addetti in più, +3%) seguita da Roma (29 mila in più, +2%). Tra le prime più rapida la crescita a Bolzano, 11 mila addetti in più, +5% e a Mantova con 9 mila in più, +7%.

I settori con più addetti. È il settore manifatturiero ad avere più addetti, 990 mila in Lombardia e 3,8 milioni in Italia, seguito dal commercio, 737 mila e 3,3 milioni. In Lombardia il terzo settore è quello dei servizi alle imprese (541 mila addetti), in Italia i servizi di alloggio e alla ristorazione (1,7 milioni).

Le imprese femminili. In Italia il 14,7% degli addetti (2,5 milioni) è in imprese femminili, in Lombardia il 10% (419 mila, +1,8% in cinque anni, con un picco a Milano, 148 mila, +6,5% dal 2013 al 2018). Se per numero di addetti delle imprese femminili prime sono Roma (179 mila), Milano (148 mila) e Napoli (100 mila) sono Benevento, Prato, Enna e Frosinone dove le donne danno più lavoro, con circa un posto su quattro. In Lombardia la prima è Pavia col 18%.

Ha dichiarato Marzia Maiorano, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Positiva la dinamica del lavoro creato dalle imprenditrici femminili che hanno generato in cinque anni circa 10 mila posti di lavoro a Milano, circa 20 mila a Roma e 3 mila  a Napoli. Si tratta di un fenomeno che riguarda le grandi città, grazie alle opportunità che si possono creare per le imprese femminili. Ecco perché occorre puntare a estendere i vantaggi sul territorio nazionale, con possibili benefici per tutta l’economia”.

Le imprese straniere. Il 5% degli addetti italiani, circa 905 mila, lavora in imprese straniere, un dato in crescita del 5,6% in un anno. In Lombardia sono 197 mila e pesano il 4,8% sugli addetti delle imprese lombarde, +23% in cinque anni. Prime per stranieri datori di lavoro sono Prato col 34% degli addetti totali del territorio, poi Firenze, Imperia e Teramo (10% circa). In Lombardia prime per peso sono Pavia e Lodi (7% del totale).

Le imprese di giovani. Sono 939 mila gli addetti delle imprese giovani in Italia e 142 mila in Lombardia, pesano rispettivamente il 5,4% e il 3,4% su tutti gli addetti d’impresa. Prime per numero di addetti nelle imprese giovani sono Roma con circa 65 mila, Napoli con 63 mila e Milano,  con circa 55 mila, mentre per peso degli addetti sul totale prime sono Crotone, Reggio Calabria e Caserta con oltre il 10% di tutti i posti nelle imprese del territorio. In Lombardia prime per peso sono Pavia e Lodi (6% del totale).

Milano città. Ha 1,6 milioni di addetti a fine 2018, +3,7% in un anno, +23% in cinque, +24% in 7 anni. Crescono di più in un anno le attività professionali, +10% e i servizi alle imprese, +9%, ma anche la ristorazione +5%. In sette anni crescono finanza +90% con 110 mila imprese, istruzione con +80% e 12 mila addetti e sanità con +70% e 41 mila addetti, ristorazione +31% e 104 mila addetti.

Brescia, Openjobmetis apre una nuova filiale sull’assistenza familiare

in Economia/Lavoro/Tendenze by
Badante, foto generica da Pixabay

È stata inaugurata ieri a Brescia (via Creta 74) la nuova filiale di Openjobmetis riservata all’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore dell’assistenza familiare.

L’agenzia per il lavoro quotata in Borsa a Milano ha inoltre avviato la campagna recruiting per la ricerca e selezione di cento operatori familiari qualificati che verranno assunti con contratto a tempo determinato in somministrazione all’interno di realtà familiari distribuite su tutto il territorio nazionale. Per potersi candidare è necessaria una buona conoscenza della lingua italiana e consigliata un’esperienza precedente nel settore. Per inviare la propria candidatura e avere maggiori informazioni visitare il sito www.familycarebadanti.it.

La divisione Family Care seleziona e assume con regolare contratto di somministrazione operatori familiari qualificati, comunemente chiamati badanti, per l’assistenza familiare e domiciliare, infermieristica e per altri servizi utili alle famiglie. La divisione è nata nel 2014 per offrire, in particolare ad anziani e diversamente abili, un servizio di assistenza personalizzato, sicuro e idoneo alle correnti esigenze.

Il numero complessivo di lavoratori domestici in Italia è di circa 2 milioni, con una percentuale di lavoratori regolari che raggiunge circa il 40%. Nel 2018 infatti sono stati 865 mila i lavoratori domestici regolarmente assunti dalle famiglie italiane.

Danilo Arcaini, responsabile divisione Family Care Openjobmetis: “Vogliamo contribuire a trasformare oltre un milione di contratti di lavoro irregolari in regolari rapporti di lavoro in somministrazione. Nella nostra esperienza, su dieci famiglie che si rivolgono ai nostri professionisti, sono sette quelle che hanno già lavorato con le badanti, ma con rapporti di lavoro irregolari che spesso coincidono con esperienze negative”.

Gli interessati possono rivolgersi a: Family Care di Brescia, via Creta, 74. Telefono: 030-5051696. E-mail: familycare.brescia@openjob.it

Brescia, disoccupazione in calo, Sivieri (Api): dati molto positivi

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Lavoro/Tendenze by

Nel 2018, secondo i dati Istat diffusi oggi, in provincia di Brescia il tasso di disoccupazione è stato del 5,2%, in calo di un punto percentuale rispetto al 2017. Il tasso di disoccupazione provinciale è inferiore sia rispetto alla media regionale (6,0%), sia rispetto alla media nazionale (10,6%). «Si tratta di dati molto positivi – afferma Douglas Sivieri, presidente di Apindustria Brescia -. Brescia migliora in modo significativo, sia rispetto ai dati dell’anno precedente, sia rispetto a quanto avvenuto a livello lombardo. Un tasso di disoccupazione così basso non lo si vedeva in questa provincia dal 2009 e credo che si debba essere più che soddisfatti. Complimenti ai colleghi imprenditori che continuano a credere nel loro lavoro e a creare quindi occupazione per tutti. Confidiamo fortemente sulla capacità degli imprenditori di continuare su questa linea, nonostante non siano certo aiutati da questa fase di incertezza governativa. Soprattutto sul lato infrastrutturale».

Lavoro: nuove figure? Nelle Pmi bresciane vince ancora l’ingegnere meccanico

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Lavoro by
Douglas Sivieri

Le competenze digitali contano sempre di più ma nella realtà delle Pmi bresciane più che nuove figure dedicate si cerca di accrescere le competenze digitali del personale già presente in azienda. La chiave di volta per la crescita digitale 4.0 delle PMI bresciane è quindi la formazione. A cui dedicare risorse. A dirlo è l’indagine realizzata dal centro studi Apindustria “Risorse Umane 4.0 e Barometro digitale nelle PMI”.

«La formazione – si legge nella ricerca del Centro Studi -, piuttosto del reperimento di ulteriori risorse esterne, rappresenta la vera chiave di sviluppo digitale delle risorse umane per le PMI: una formazione che entra a tappeto in azienda, invadendo ogni ruolo, ma che si sofferma in modo massiccio su ben definiti ruoli». Proprio per sostenere tale processo il 14 marzo, in collaborazione con la società HPE, nella sede di Apindustria prenderà il via un corso di trasformazione digitale pensato per le PMI. Per ragionare di «Internet delle cose: scenari evolutivi e trends in atto», «Sicurezza del processo industriale», «Modellazione Solida e Prototipazione Rapida in 3D», «Intelligenza artificiale».

Il metodo

La ricerca si è sviluppata attraverso l’analisi delle domande di selezione del personale e di corsi di formazione con contenuti digitali relativi al periodo 2013-2018 arrivate agli uffici di Apindustria e attraverso un questionario specifico che ha coinvolto un campione di 100 PMI associate.

Risultati

Il 42% degli intervistati dichiara di aver fatto investimenti in Industria 4.0. Di questi ben oltre la metà (57%) ha avviato la trasformazione digitale della propria impresa indipendentemente da norme nazionali.  Oltre la metà conta di proseguire con il processo di trasformazione digitale anche nel prossimo futuro. Tali dati si accompagnano al percorso formazione digitale del personale: chi l’ha già avviato (poco meno della metà del campione) continuerà in gran parte a farlo anche in futuro; chi non l’ha fatto, correrà ai ripari (80% di risposte positive o possibili).

Per quanto riguarda le risorse umane un aspetto dell’indagine balza all’occhio: le imprese mostrano una notevole propensione alla formazione del personale esistente, ma sembrano assai distanti all’idea di assumere personale dedicato ex novo. Alla domanda se intendono assumere nuovo personale con formazione digitale/tecnologica solo l’11% ha infatti risposto in modo affermativo.

L’utilizzo di un «barometro digitale» ha individuato i ruoli che all’interno della realtà delle Pmi rivestono maggior peso in termini di competenze digitali. Le aree interessate, con tutta evidenza, risultano essere quella amministrativa (sia impiegati che responsabili), la ricerca e sviluppo (design compreso) e l’area comunicazione/marketing.

Se l’analisi riguarda l’introduzione di nuove figure quali data analyst, social media manager, cyber security manager, computer system analyst, mechanical engineer o It Specialist Engineer la percentuale di risposte «Non in organico, non in previsione l’assunzione nei prossimi anni» varia dal 63% (mechanical engineer) al 77% (data analyst). Nessuna delle cosiddette ‘nuove professioni’ sembra quindi qualificare il percorso di trasformazione digitale per il prossimo triennio. «Circa il 70% degli intervistati – sottolinea il report del Centro studi – conferma quanto le caratteristiche tipiche delle PMI poco sollecitino la ricerca di figure così specializzate dal punto di vista tecnologico-digitale da inserire stabilmente nel proprio organico, è pur vero che una quota parte (le restanti) manifestano un interesse che si proietta anche nel triennio a venire». In particolare verso la figura dell’ingegnere meccanico. Un discreto interesse sembrano avere anche figure come il social media manager. La nuova manovra di governo, invece, sembra ancora essere poco nota agli intervistati: solo il 13% sta raccogliendo informazioni sul voucher per innovation manager, il 44% si sta informando sugli interventi per la Formazione 4.0.

«Le Pmi bresciane hanno mostrato reattività alla trasformazione digitale 4.0 – afferma Douglas Sivieri, presidente di Apindustria Brescia -. Chi ha investito in questa direzione lo ha fatto per tempo, senza attendere l’arrivo di incentivi o piani nazionali che, almeno fino ad oggi, hanno privilegiato più le aziende di maggiori dimensioni. La trasformazione digitale ha ovviamente interessato il personale. Nelle Pmi, per questioni di dimensioni, di costi e di incertezza, inevitabilmente ci si è mossi più verso la formazione di personale già presente in azienda che non verso l’assunzione di nuove figure dedicate, se non quando strettamente necessario. Sarà così anche nel prossimo futuro, perché la fase economica incerta non facilita certo, e di qui la necessità di pensare a incentivi ben più significativi rispetto alla formazione o per l’assunzione di figure specifiche: la trasformazione digitale è un processo che deve accompagnare l’intera realtà imprenditoriale – e non solo le lepri che hanno iniziato a correre. Quelle da sole non bastano. Esattamente come l’export che, senza una domanda interna più solida, da solo non è sufficiente». Il corso di trasformazione digitale promosso da Apindustria Brescia in collaborazione con HPE vuole essere un contributo a sostenere l’intera realtà imprenditoriale nel processo di cambiamento in atto.

“Per cogliere appieno le potenzialità di questa nuova rivoluzione industriale – come imprese e come sistema Paese – occorre, in primo luogo, aprirsi alla cultura digitale costruita sulla base di nuove competenze e, allo stesso tempo, considerare l’importanza di flessibilità, disponibilità al cambiamento e formazione continua. Per lo sviluppo di una Impresa 4.0, le competenze digitali rappresentano quindi un differenziale di redditività e di produttività del lavoro”, ha dichiarato Claudio Bassoli, Vice President, Industries Segment Sales di Hewlett Packard Enterprise.

 

Il programma del corso di Trasformazione digitale Apindustria – HPE

 

Giovedì 14 marzo (17,30 – 19,30)

La digitalizzazione industriale. Le Tecnologie Internet of Things: scenari evolutivi e trends in atto 

Sergio Crippa Industry 4.0 & IoT Country Manager SMB Sales Manager at Hewlett Packard Enterprise

Carlo Vaiti Distinguished Technologist at Hewlett Packard Enterprise

 

Giovedì 23 maggio (17,30 – 19,30)

La sicurezza del processo industriale. Fattori umani e organizzativi per l’accesso in sicurezza

Alessandro Ercoli, Team leader Aruba SE Italy

 

Giovedì 27 giugno (17,30 – 19,30)

Modellazione Solida e Prototipazione Rapida in 3D 

Davide Ferrulli, Country Lead 3D Printing at HP inc., PTC

Enrico Gnani, Sales CAD Specialist Southern Europe – Italy, Iberia & Switzerland

 

Giovedì 17 ottobre (17,30 – 19,30)

Intelligenza artificiale applicata al processo industriale

Edmondo Orlotti, HPC & AI Sales Manager Southern Europe at Hewlett Packard Enterprise

 

Decreto dignità, se ne parla il 24 nella sede di Atena

in Economia/Eventi/Formazione/Lavoro by

Il cosiddetto Decreto dignità, recentemente approvato dal governo, prevede numerose novità di rilievo in materia di lavoro. Per questo AtenaLab – brand nato da Atena Spa, società bresciana riconosciuta nel settore della formazione e della consulenza – ha deciso di proporre un incontro di approfondimento sul tema invitando a Brescia uno dei massimi esperti italiani della materia.

L’appuntamento è fissato per martedì 24 luglio, dalle 16.30 alle 18.30, nella sede di Atena in via Codignole 52.

Nell’occasione interverrà Eufranio Massi, autore di significative pubblicazioni nel campo del Diritto del lavoro, docente in numerosi corsi di formazione e responsabile del sito Dottrinalavoro.it. Massi esporrà ai presenti le principali novità inserite nel decreto licenziato dall’esecutivo il 2 luglio 2018, occupandosi in particolare della disciplina dei contratti a tempo determinato, della somministrazione e dell’indennità risarcitoria in materia di licenziamenti illegittimi.

L’evento è gratuito fino all’esaurimento posti: al termine, sarà offerto agli ospiti un aperitivo. Per prenotare la partecipazione è necessario mandare una mail a progettispeciali@atenateam.it oppure telefonare allo 030224070.

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