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Commercio

Brescia città, apre oggi il terzo supermercato Aldi

in Città e Hinterland/Commercio/Economia/Zone by

ALDI, parte del Gruppo ALDI SÜD, realtà multinazionale di riferimento della Grande Distribuzione Organizzata, apre giovedì 30 settembre 2021 il suo terzo negozio a Brescia, in Via XX Settembre 18/d, nel quartiere Centro Storico Sud.

Dopo il debutto nel 2019 in città con un primo negozio in via Triumplina 75, a cui è seguita lo scorso giugno l’apertura di un secondo punto vendita in via Nicolini 5, ALDI continua a sviluppare la sua presenza in città. Un successo che trova conferma negli ottimi risultati messi a segno e nei continui riscontri positivi da parte dei bresciani verso la sua offerta, conveniente e di qualità, che oggi arriva anche nel cuore della provincia lombarda.

Aperto dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 21:00 e la domenica dalle 9:00 alle 20:00, il punto vendita, che mette a disposizione dei propri clienti un’ora di sosta gratuita, ogni 30 Euro di spesa, presso il parcheggio Stazione, si estende su una superficie di vendita di oltre 970 m2 con un contributo di riqualificazione e miglioramento della pavimentazione del marciapiede.

Per festeggiare l’apertura del nuovo negozio, ALDI ha previsto speciali offerte in sottocosto, in aggiunta alle promozioni settimanali, per invitare i clienti a scoprire i suoi prodotti e lasciarsi conquistare dalla sua offerta discount, conveniente ma ricca di qualità e freschezza.

L’azienda, grazie a questa nuova apertura, taglia il traguardo dei 9 negozi nella sola provincia di Brescia, per un totale di 39 store in Lombardia. L’apertura del nuovo negozio ha contribuito alla creazione di 13 nuove opportunità lavorative, per un totale di 506 collaboratori della regione. Con questo nuovo taglio del nastro, l’azienda raggiunge il traguardo dei 124 negozi in Italia, proseguendo il piano di espansione  nel Nord e portando nuovo impulso all’economia e all’occupazione.

Il “PREZZO ALDI”  è l’impegno di ALDI verso le famiglie italiane, grazie al suo assortimento compatto e completo con la garanzia del Made in Italy. Circa l’80% dei prodotti alimentari in vendita nasce dalla collaborazione con realtà agricole italiane di eccellenza: una valorizzazione che si ritrova nelle 130 referenze tra frutta e verdura e nelle sue oltre 30 marche, garanzia di prezzi accessibili senza alcuna rinuncia a bontà e freschezza.

Il piano costante di aperture ALDI vede sempre in Lombardia un’altra inaugurazione: insieme al negozio di Brescia, ALDI raddoppia la propria presenza anche a Bergamo, confermando l’impegno a investire in Italia e a dare slancio all’economia nazionale.

Promotica, nel 2021 crescono i ricavi: a giugno sono 23,4 milioni

in Bilanci/Commercio/Economia by

Principali Dati Consolidati:

• RICAVI pari a € 23,4 milioni in crescita di circa l’1,2% rispetto a € 23,1 milioni consolidati pro-forma del 30 giugno 2020;
• EBITDA1 pari a € 3,2 milioni; EBITDA Margin al 13,5%;
• EBIT pari a € 2,0 milioni, EBIT Margin all’ 8,7%;
• Risultato netto positivo per € 1,4 milioni;
• Posizione Finanziaria netta attiva (cassa) per € 0,3 milioni, in significativo miglioramento rispetto ai
€ 3,1 milioni passivi (debito) registrati al 31 dicembre 2020.

Il Consiglio di Amministrazione di Promotica S.p.A. (AIM:PMT) – agenzia loyalty specializzata nella realizzazione di soluzioni marketing atte ad aumentare le vendite, la fidelizzazione e la brand advocacy – riunitosi in data odierna sotto la presidenza di Diego Toscani, ha esaminato e approvato la Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 30 giugno 2021.

I Ricavi di Vendita consolidati, espressione del core business del Gruppo ovvero l’organizzazione e la  gestione di campagne di fidelizzazione, realizzate attraverso la progettazione delle meccaniche, lo  sviluppo degli aspetti creativi, la definizione degli aspetti legali e la gestione fisica dei premi, compresa  la loro fornitura e la consulenza nell’ambito del retail, sono pari a € 23,4 milioni, in aumento del +1,2%  rispetto ai € 23,1 milioni di ricavi consolidati pro-forma del 30 giugno 2020.

In particolare, nel corso del primo semestre 2021 la Società ha gestito in totale 209 campagne  promozionali per un totale di premi erogati pari a 10,5 milioni.

I clienti sono aumentati dai 101 al 31 dicembre 2020 ai 155 al 30 giugno 2021, a testimonianza  dell’attenta gestione rivolta ad una riduzione dei rischi di concentrazione della clientela.

Il Margine Industriale è pari a circa € 7,26 milioni (pari al 31,1% dei ricavi) dopo aver spesato €16,1  milioni relativi ai costi del venduto.

L’EBITDA risulta pari a € 3,2 milioni al 30 giugno 2021, con un EBITDA Margin del 13,5%, dopo costi per  servizi per circa € 2,6 milioni con un’incidenza in sensibile riduzione, costi per godimento beni di terzi  per € 167 migliaia composti dai noleggi e dai canoni per i contratti di leasing in essere, costi per il  personale per circa € 1,1 milioni, oneri diversi di gestione per circa € 0,3 milioni.

Si segnala che le variazioni di rimanenze di materie prime e merci sono pari a € 2,6 milioni, l’indice di  rotazione media del magazzino (2,71) è influenzato dall’attività tipica della gestione campagne loyalty  per la quale il livello di scorte è fortemente influenzato dall’inizio di significative campagne di  fidelizzazione in ragione del quale è stato effettuato l’approvvigionamento delle merci. 
Dopo accantonamenti per € 0,9 milioni attinenti agli oneri per contributi promozionali afferenti al primo  semestre 2021, ancora non giuridicamente maturati, ma la cui sussistenza è ragionevolmente certa, e  ammortamenti e svalutazioni per € 0,3 milioni, il risultato operativo (EBIT) si attesta a € 2,0 milioni,  con una marginalità all’ 8,7%.

Il Risultato Netto è pari a circa € 1,4 milioni dopo aver spesato oneri finanziari per € 89 migliaia,  rettifiche di valore di attività e passività finanziarie per € 10 migliaia e imposte per circa € 0,6 milioni.

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

La Posizione Finanziaria Netta al 30 giugno 2021 è attiva (cassa) per € 0,3 milioni, in significativo  miglioramento rispetto ai € 3,1 milioni (debito) registrati al 31 dicembre 2020; Le Disponibilità liquide  sono pari a circa € 5,8 milioni.

Il Patrimonio netto è pari a € 12,2 milioni, in miglioramento rispetto ai € 11,8 milioni registrati al 31  dicembre 2020. Il Capitale Circolante Netto è pari a € 10,7 milioni.

Diego Toscani, Amministratore Delegato di Promotica, ha così commentato: “Archiviamo questi primi sei mesi da società quotata pienamente soddisfatti dei risultati raggiunti e dei KPI ottenuti. La corretta  gestione del business ha consentito un buon andamento della marginalità ed una generazione di cassa  positiva, oltre a determinare un significativo aumento del numero di clienti attivi e del valore delle  campagne gestite, indicatori inequivocabili del consolidamento di Promotica quale azienda leader nel  settore loyalty. Nel primo semestre 2021 abbiamo infatti gestito oltre 200 campagne promozionali per  le maggiori insegne della GDO a livello nazionale ed internazionale, collaborando con attori del calibro  di Carrefour Italia e Selex Gruppo Commerciale, accelerando la nostra espansione al di fuori dei confini  nazionali grazie alle commesse di SPAR Croazia e Delhaize Serbia, e diversificando in settori quali quello farmaceutico. Permangono tuttavia a livello globale elementi di incertezza sia connessi all’emergenza  sanitaria, che ai fenomeni di shortage che stanno investendo il settore con conseguenti fenomeni inflattivi, in particolare in relazione alla componentistica e ai costi logistici. Alla luce di ciò, nonostante la  domanda da parte dei clienti del Gruppo nei diversi settori di riferimento continui ad essere robusta, è  tuttavia ragionevole prevedere uno slittamento delle campagne con un allungamento del lead time da 4  a 6/7 mesi per garantire la partenza corretta delle attività di fidelizzazione.”

Crisi Alco, Lorenzoni: “Governo e Regione Lombardia in campo a difesa dei dipendenti”

in Commercio/Economia/Istituzioni/Parlamento e governo/Regione by
Alco grande distribuzione - foto dal web

“Il Ministero del Lavoro sta monitorando assieme a Regione Lombardia la situazione del Gruppo, l’attenzione delle Istituzioni è molto alta in questo momento”. Così Eva Lorenzoni, Deputato della Lega, che nei giorni scorsi ha presentato, assieme agli altri parlamentari del Carroccio, un’interrogazione al Ministero del Lavoro circa la crisi occupazione del Gruppo L’Alco.

“Nella giornata di oggi – prosegue Eva Lorenzoni – il Ministero del Lavoro ha risposto con una nota, dove delinea un quadro puntuale circa la grave situazione del gruppo, che ha portato alla chiusura dei punti vendita Despar e Altasfera.

Come ho voluto evidenziare nella mia interrogazione la cosa più importante è certamente la tutela dei lavoratori, circa 700 dipendenti, e il Governo condivide questa linea programmatica. I contatti con Regione Lombardia in queste ultime settimane sono stati costanti e il 15 di aprile si è tenuto un incontro dove l’azienda ha comunicato che il giudice delegato sarebbe orientato ad autorizzare la richiesta di ricorrere alla CIGS per le due delle tre ragioni sociali del gruppo già in concordato. Inoltre viene riferito che sarebbe stata presentata presso il tribunale la richiesta di concordato anche per l’altra ragione sociale, per cui verrà richiesta, anche in questo caso, la cassa integrazione per cessazione.
A questo occorre aggiungere come qualcosa sembrerebbe muoversi circa una possibile acquisizione da parte di un player primario del settore, che potrebbe garantire la riapertura di più della metà dei punti vendita al dettaglio e di tutti i centri commerciali. Inoltre l’azienda ha riferito come sia pervenuta l’offerta di un altro attore economico, in competizione con quella arrivata in precedenza. A questo proposito il giudice sarebbe orientato a una gara competitiva per l’assegnazione degli asset aziendali.
Esattamente come sta facendo Regione Lombardia, pronta ad attivare le politiche attive per il lavoro, continueremo a monitorare da vicino la vicenda, tenendo conto di come l’obiettivo primario sia garantire ingressi economici nell’immediato ai dipendenti, cercando di fare in modo – conclude Lorenzoni – che le ipotesi di acquisizione possano concretizzarsi con la minor perdita possibile di posti di lavoro”.

Crisi gruppo Alco, il caso arriva in parlamento

in Alimentare/Commercio/Economia/Istituzioni/Parlamento e governo/Politica by
Alco grande distribuzione - foto dal web

Il caso del gruppo L’Alco di Rovato arriva in parlamento con un’interrogazione depositata dalla Lega di Brescia. La catena gestisce i supermercati Despar, Interspar ed Eurospar, ma è alle prese da tempo con una pesante crisi finanziaria che ha portato a chiusure temporanee.

Nei 44 punti vendita sono circa 700 le persone occupate e proprio sulla loro sorte si è concentrata l’attenzione dei deputati bresciani Eva Lorenzoni (primo firmatario), Simona Bordonali, Giuseppe Donina, Paolo Formentini, Matteo Micheli e Raffaele Volpi.

“Visto il grave clima di incertezza che interessa i lavoratori del Gruppo L’Alco – spiega Eva Lorenzoni – ho ritenuto fondamentale coinvolgere il Ministero del Lavoro con questa interrogazione, per cercare di fornire delle risposte ai numerosi dipendenti interessati. Occorre ricordare come il gruppo controlli i marchi Despar e Altasfera, per un totale di 44 punti vendita che danno lavoro a circa 700 persone. La mancanza di liquidità da parte dell’azienda, la chiusura temporanea dei punti vendita, ma soprattutto la fine della cassa integrazione Covid, scaduta al 31 marzo, destano enorme preoccupazione tra i lavoratori. Regione Lombardia è già scesa in campo nelle scorse settimane in veste di mediatore istituzionale, assieme alla Prefettura di Brescia, con l’obiettivo di assicurare il pagamento dei tre mesi di stipendi arretrati, oltre alla tredicesima di dicembre. La fase odierna è dunque molto delicata ed è la ragione per cui ho voluto presentare questa interrogazione ai due ministeri coinvolti. Riteniamo che potrebbe essere utile creare di un tavolo istituzionale, coinvolgendo Regione Lombardia, per fornire – conclude Lorenzoni – risposte ai dipendenti”.

Tassa rifiuti, la denuncia di Confcommercio: in crescita nonostante le chiusure

in Associazioni di categoria/Commercio/Economia by
Tasse, foto generica da Pixabay

La tassa rifiuti Tari – secondo quanto si legge in una nota di Confcommercio – continua a rappresentare per le imprese del nostro territorio un peso insostenibile e spesso ingiustificato, se si considerano le iniquità che lo caratterizzano. Dai dati raccolti daConfcommercio –Imprese per l’Italiasi conferma il peso eccessivo della Tassa sui rifiuti pagata da cittadini e imprese nonostante l’emergenza da Covid-19 abbia obbligato molte attività a chiudere e nonostante si sia registrata nel 2020 una contrazione del Pil di quasi 9 punti percentuali, con conseguente riduzione di consumi e di rifiuti. A livello nazionale è stato quantificato un calo di più di 5 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 15% in meno rispetto all’anno precedente, calo che, in ogni caso, assorbe anche la produzione di dispositivi anti Covid (sostanzialmente mascherine) trattati come rifiuti indifferenziati (Ispra ha stimato per il 2020 che la produzione di tali dispositivi si è attestata tra le 160mila e le 440mila tonnellate). Nonostante questo calo della produzione dei rifiuti l’ammontare complessivo della Tari si è attestato, nel 2020, su valori analoghi a quelli del 2019 (circa 9,73 miliardi di euro).

Un quadro ancor più preoccupante considerando che proprio il2020 avrebbe dovuto rappresentare una svolta.

Confermati anche i significativi divari di costo tra medesime categorie economiche in provincie limitrofe.In particolare si evidenzia come molte categorie di attività del commercio, del turismo e dei servizia Brescia si ritrovino a dover pagare un costo maggiore per ogni metro quadro rispetto alle categorie omologhe in provincia di Bergamo.Le differenze sono ben accentuate e superano addirittura i 5€ al metro quadro per quanto riguarda la categoria “ortofrutta, pescherie, piante e fiori e pizza al taglio” (+5,5) e “ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, mense, pub e birrerie” (+5,2).

Non soltanto i ristoranti sono penalizzati nel settore dei pubblici esercizi, ma anche “bar, caffè e pasticcerie” sono costretti a pagare oltre 2€ in più dei loro colleghi

Differenze superiori ad un euro per ogni metro quadro riguardano anche “edicole, farmacie, tabaccai, plurilicenze” (+1,8), “esposizioni, autosaloni, esposizioni mobili, superfici espositive in genere,fiere” (+1,29) e “discoteche” (+1,1).

Infine, anche le attività di fondamentale importanza per il tessuto imprenditoriale dei centri storici della categoria “negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie, ferramenta e altri beni durevoli” sono costretti a dover pagare una tassa più pesante.

Sul fronte degli interventi posti in essere dall’Arera con la delibera n. 158 del 5 Maggio 2020 per ridurre la parte variabile della tassa tenuto conto della minore produzione dei rifiuti legata allasospensione delle attività produttive per il COVID-19, pochi e, talvolta, contraddittori sono stati i risultati raggiunti. L’obiettivo della delibera era quello di indurre i Comuni al pieno ed integrale rispetto del principio europeo “chi inquina paga”: tale principio sarebbe dovuto essere il pilastro che avrebbe dovuto guidare l’azione degli enti locali nel rideterminare le tariffe in considerazione del particolare periodo storico e degli effetti prodotti dall’emergenza epidemiologica sulle attività produttive. A dispetto della delibera dell’Autorità, i dati esaminati evidenziano come, a livello nazionale, il 60% dei Comuni abbia mantenuto le tariffe invariate, mentre il 17% le ha diminuite e il 23% addirittura aumentate.Poco o nulla è stato fatto rispetto a quelle attività che sono rimaste aperte ma che, a seguito degli orari di attività ristretti, dei contingentamenti e della minor propensione dei cittadini a uscire e consumare, hanno registrato cali di fatturato significativi.

“I dati dimostrano-ha commentato il presidente di Confcommercio Brescia Carlo Massoletti-che mantenere un’attività nella nostra città sia più dispendioso rispetto a Bergamo. Auspichiamo che la Pubblica Amministrazione faccia un passo verso le imprese del 2,81,510,000,501,001,502,002,503,00BresciaBergamoEsposizioni, autosaloni, esposizioni mobili, superfici espositive in genere, fiereBresciaBergamo4,23,10,000,501,001,502,002,503,003,504,004,50BresciaBergamoDiscotecheBresciaBergamo3,52,90,000,501,001,502,002,503,003,504,00BresciaBergamoNegozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie, ferramenta e altri beni durevoliBresciaBergamo4commercio, del turismo e dei servizi, anche in vista dell’appuntamento condiviso che interesserà proprio queste due città come capitali della cultura 2023”.Servono interventi strutturaliaffinché venga recepito il nuovo metodo tariffario determinato dall’Arera, vincolando la Tari al rispetto del principio europeo “chi inquina paga”. Ma servono anche misure emergenziali, visto il perdurare della diffusione epidemiologica da Covid-19 che ha costretto le attività commerciali alla chiusura per 97 giorni nel 2020 ed i pubblici esercizi per 114 giorni. Chiediamo allora che siano esentate dal pagamento della Tassa tutte quelle imprese che, anche nel 2021, saranno costrette a chiusure dell’attività o a riduzioni di orario. Analoghe misure dovranno essere riconosciute in favore di tutte quelle altre imprese che, pur rimanendo in esercizio, registreranno comunque un calo del fatturato –e, quindi, dei rifiuti prodotti -a causa della contrazione dei consumi.

L’Alco di Rovato: i sindacati proclamano lo sciopero per sabato

in Alimentare/Commercio/Economia by
Alco grande distribuzione - foto dal web

Le difficoltà finanziarie del gruppo l’Alco di Rovato – che gestisce i punti vendita Despar, Eurospar, Interspar e Cash&Carry Alta Sfera – stanno rendendo sempre più difficili i rapporti con i lavoratori e i sindacati, che hanno deciso di proclamare uno sciopero per protestare contro il “preoccupante silenzio” sulla vertenza, che coinvolge 750 famiglie.

L’astensione dal lavoro è stata fissata per sabato 27 febbraio. “Dopo aver lasciato centinaia di famiglie senza retribuzione e aver assicurato trattative per il passaggio di proprietà – si legge in un comunicato di Cgil, Cisl e Uil – i dirigenti del Gruppo sono letteralmente spariti nel nulla. Da qui la decisione delle organizzazioni sindacali di proclamare uno sciopero per l’intera giornata di sabato 27 febbraio”.

Iseo, Legambiente fa ricorso al Tar contro il supermercato Lidl

in Ambiente/Commercio/Economia by
Lidl apre un nuovo supermercato a Desenzano

Il 28 dicembre scorso in un lungo ricorso la sezione di Legambiente del basso Sebino ha chiesto al Tar di annullare il piano attuativo che autorizza la costruzione di un nuovo supermercato dell’insegna LIDL in via Gorzoni
a Iseo.

Secondo l’associazione Il Comune di Iseo ha autorizzato – in un’area sensibile dal punto di vista ambientale, posta a ridosso di un Sito di
Importanza Comunitaria fondamentale per la tutela della biodiversità –
l’ennesima “media struttura di vendita”: circa 1300 mq di superficie
di vendita e oltre 2000 mq di superficie lorda di pavimento (SLP).

“Le aree – spiega Dario Balotta in una nota – sono però vincolate, poiché si trovano – in una zona di di potenziale interferenza sul Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e sulla Zona di Protezione Speciale (ZPS) delle “Torbiere di Iseo”, dal cui perimetro distano poche decine di metri”.

“Il Piano Attuativo autorizza la nascita della nuova struttura in un contesto già fortemente compromesso dalla presenza di diverse strutture commerciali ed insediamenti antropici, e pertanto si configura come variante al PGT”, sottolinea ancora Legambiente nel comunicato, in cui il piano viene definito “illegittimo” per diverse ragioni.

Commercio, 106 domande per il secondo bando Duc di Brescia

in Commercio/Economia by
Moda, foto da Pixabay

Sono 106 le domande di contributo presentate per il secondo bando Duc Brescia per il consolidamento del distretto commerciale cittadino. Tra queste sono risultate ammissibili e finanziabili 65 domande presentate da nuovi beneficiari e 19 domande presentate da soggetti già beneficiari del contributo approvato con riferimento al primo bando. Otto domande (anche queste presentate da soggetti già beneficiari di contributo approvato con riferimento al primo bando) sono risultate ammissibili, in quanto formulate nel rispetto delle modalità e dei requisiti del bando, ma non finanziabili per esaurimento della dotazione finanziaria del bando mentre 14 domande sono risultate non ammissibili.  le risorse stanziate  ammontano a 140mila euro (spesa corrente per costi di gestione – fonte di  finanziamento  Comune di Brescia). Il bando è ora esaurito.

I contributi, a fondo perduto, serviranno a coprire il 50% della spesa corrente sostenuta al netto di Iva con riferimento alle spese per studi ed analisi funzionali al consolidamento dell’attività; materiali per la protezione dei lavoratori e dei consumatori e per la pulizia e sanificazione dei locali e delle merci; per i canoni annuali per l’utilizzo di software, piattaforme informatiche, applicazioni per smartphone, siti web ecc.; spese per l’acquisizione di servizi di vendita online e consegna a domicilio; servizi per la pulizia e la sanificazione dei locali e delle merci; spese di promozione, comunicazione e informazione ad imprese e consumatori; spese per affitto dei locali per l’esercizio dell’attività di impresa. Sono escluse le attività consentite dai D.P.C.M. dell’11 marzo 2020, 22 marzo 2020 e Decreto Ministeriale 25 marzo 2020, le imprese che hanno esercitato in deroga ai sensi dei D.P.C.M. 22 marzo 2020 e 10 aprile 2020, ad eccezione di quelle autorizzate in deroga che abbiano deciso di introdurre il lavoro agile per tutti i dipendenti (assolvendo gli obblighi previsti dall’art. 4 del d.p.c.m. 1 marzo 2020).

QUADRO GENERALE DEI PROGETTI DI SOSTEGNO DEL DUC BRESCIA

PROGETTI DI SOSTEGNO DEL DUC BRESCIA

(DISTRETTO DEL COMMERCIO)

A seguito dell’approvazione da parte della Giunta comunale (deliberazione 453 del 23 settembre 2020) del piano strategico Città nuova. Brescia dinamica è stato avviato il progetto di ricostruzione e consolidamento del DUC Brescia, il distretto commerciale cittadino che si inserisce nel cuore del centro storico ed è costituito dall’insieme delle imprese locali del commercio, dell’artigianato e della ristorazione che operano al suo interno.

Il piano strategico su indicato è suddiviso in due diverse sezioni dedicate al sostengo e al rilancio del Duc Brescia:

– progetti per la ricostruzione e il consolidamento del Duc Brescia;

– progetti per il rilancio e la crescita della competitività futura del Duc Brescia.

Nella prima sezione progettuale, la cui realizzazione è prevista entro il 31 dicembre 2020, sono inseriti i Bandi per il riconoscimento di contributi a fondo perduto a favore delle imprese del distretto di cui si presentano gli esiti, e più precisamente:

BANDO DUC BRESCIA PER LA RICOSTRUZIONE ECONOMICA

DEL DISTRETTO COMMERCIALE CITTADINO

FONTE DI FINANZIAMENTO

Contributo riconosciuto da Regione Lombardia con Decreto della Direzione Generale Sviluppo Economico n.7344 in data 23.6.2020 avente ad oggetto “Approvazione degli esiti istruttori delle domande di premialità a valere sul bando “Distretti del Commercio per la ricostruzione economica territoriale urbana”.

ATTI AMMINISTRATIVI

– deliberazione G.C. n. 429 in data 10.9.2020  avente ad oggetto “Approvazione criteri per emanazione del bando per la promozione del DUC Brescia denominato “Bando DUC Brescia per la ricostruzione economica del distretto commerciale cittadino”;

– determinazione del Responsabile del Settore Promozione della città n. 1740 in data 18.09.2020 avente ad oggetto “Approvazione “Bando DUC BRESCIA per la ricostruzione economica del distretto commerciale cittadino” per la concessione di contributi a fondo perduto a favore delle MPMI del commercio, della ristorazione, del terziario e dell’artigianato;

TIPOLOGIA DEI CONTRIBUTI

Contributi a fondo perduto, su un mix di spesa in conto capitale e parte corrente, a copertura del 50% della spesa in conto capitale sostenuta al netto di IVA con riferimento alle seguenti spese:

Spese in conto capitale:

  • Opere edili private (ristrutturazione, ammodernamento dei locali, lavori su facciate ed esterni ecc.);
  • Installazione o ammodernamento di impianti;
  • Arredi e strutture temporanee;
  • Macchinari, attrezzature ed apparecchi, comprese le spese di installazione strettamente collegate;
  • Veicoli da destinare alla consegna a domicilio o all’erogazione di servizi comuni con esclusivo riferimento a motoveicoli elettrici e velocipedi;
  • Realizzazione, acquisto o acquisizione tramite licenza pluriennale di software, piattaforme informatiche, applicazioni per smartphone, siti web ecc..

Spese di parte corrente:

  • Spese per studi ed analisi;
    • Materiali per la protezione dei lavoratori e dei consumatori e per la pulizia e sanificazione dei locali e delle merci;
    • Canoni annuali per l’utilizzo di software, piattaforme informatiche, applicazioni per smartphone, siti web ecc.;
    • Spese per l’acquisizione di servizi di vendita online e consegna a domicilio;
    • Servizi per la pulizia e la sanificazione dei locali e delle merci;
    • Spese per eventi e animazione;
    • Spese di promozione, comunicazione e informazione ad imprese e consumatori;
    • Formazione in tema di sicurezza e protezione di lavoratori e consumatori, comunicazione e marketing, tecnologie digitali;
    • Spese per affitto dei locali per l’esercizio dell’attività di impresa. Sono escluse le attività consentite dal D.P.C.M. dell’11 marzo 2020, 22 marzo 2020 e Decreto Ministeriale 25 marzo 2020, nonché le imprese che hanno esercitato in deroga ai sensi del D.P.C.M. 22 marzo 2020 e 10 aprile 2020, ad eccezione di quelle autorizzate in deroga che abbiano deciso di introdurre il lavoro agile per tutti i dipendenti (assolvendo gli obblighi previsti dall’art. 4 del D.P.C.M.  1 marzo 2020).

ESITI ISTRUTTORI

Sono state presentate n. 11  domande di contributo, di cui:

1.  n.  3  sono risultate ammissibili  e finanziabili;

2.  n. 5 sono state ammesse al contributo con riserva di presentazione di documentale integrativa;

3.  n. 3 sono risultate non ammissibili in osservanza a quanto previsto dall’Art. 5 TIPOLOGIA DI PROCEDURA ED ENTITA’ DEL CONTRIBUTO del bando stesso,  in quanto riferite esclusivamente a spese di parte corrente.

Risorse stanziate € 170.000,00 – spesa conto capitale per costi di investimento  – fonte di  finanziamento  REGIONE LOMBARDIA

Contributi riconosciuti € 19.200,00

BANDO DUC BRESCIA PER IL CONSOLIDAMENTO DEL DISTRETTO COMMERCIALE CITTADINO

FONTE DI FINANZIAMENTO

Le risorse provengono da uno stanziamento approvato dalla Giunta comunale in fase di variazione di bilancio (luglio 2020).

ATTI AMMINISTRATIVI

– deliberazione di Giunta Comunale n. 382 del 6.8.2020 avente ad oggetto “Approvazione criteri per l’emanazione del Bando DUC Brescia per il consolidamento del distretto commerciale cittadino”;

–  determinazione del Responsabile del Settore Promozione della città n. 1584 in data 21.08.2020 avente ad oggetto “Approvazione “Bando DUC BRESCIA per il consolidamento del distretto commerciale cittadino per la concessione di contributi a fondo perduto a favore delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) del commercio, della ristorazione, del terziario e dell’artigianato”;

TIPOLOGIA DEI CONTRIBUTI

Contributi a fondo perduto a copertura del 50% della spesa corrente sostenuta al netto di IVA con riferimento alle seguenti spese correnti:

1.  Spese per studi ed analisi funzionali al consolidamento dell’attività;

2.  Spese di promozione, comunicazione e informazione ad imprese e consumatori;

3.  Spese per affitto dei locali per l’esercizio dell’attività di impresa. Sono escluse le attività consentite dal D.P.C.M. dell’11 marzo 2020, 22 marzo 2020 e Decreto Ministeriale 25 marzo 2020, nonché le imprese che hanno esercitato in deroga ai sensi del D.P.C.M. 22 marzo 2020 e 10 aprile 2020, ad eccezione di quelle autorizzate in deroga che abbiano deciso di introdurre il lavoro agile per tutti i dipendenti (assolvendo gli obblighi previsti dall’art. 4 del D.P.C.M.  1 marzo 2020);

       4.  Spese per stabilizzazione del personale mediante il sostegno all’occupazione, promuovendo l’assunzione, in base alle normative vigenti in materia di impiego a tempo indeterminato, da parte delle MPMI per la stabilizzazione del personale precario  e/o l’assunzione di nuovo personale.

ESITI ISTRUTTORI

Sono state presentate n. 87  domande di contributo, di cui:

  1. n.  76  (settantasei) sono risultate ammissibili  e finanziabili;
  2. n. 5 (cinque) sono risultate non ammissibili in quanto presentate in forma non conforme ai requisiti del bando; 
  3. n. 3 (tre) sono risultate non ammissibili in quanto riferite a spese non ammissibili;
  4. n. 1 (una) è risultata  non  ammissibile in quanto pervenuta fuori termine;
  5. n. 1 (una) è risultata non ammissibile a seguito di presentazione d’integrazione documentale non conforme
  6. n. 1 (una) è stata esclusa a seguito di rinuncia alla richiesta di contributo.

Risorse stanziate € 170.000,00 – spesa corrente per costi di gestione – fonte di  finanziamento  COMUNE DI BRESCIA.

Contributi riconosciuti € 132.360,00

BANDO DUC BRESCIA PER IL CONSOLIDAMENTO DEL DISTRETTO COMMERCIALE CITTADINO. SECONDO BANDO

FONTE DI FINANZIAMENTO

Le risorse provengono dalla riorganizzazione degli stanziamenti appostati sui capitoli del centro di costo del marketing urbano originariamente destinate alla promozione della città che sono state fatte confluire sul progetto.

ATTI AMMINISTRATIVI

– deliberazione di Giunta Comunale n. 550 del 11.11.2020 avente ad oggetto “Approvazione criteri per l’emanazione del Bando DUC Brescia per il consolidamento del distretto commerciale cittadino. Secondo bando”;

– determinazione del Responsabile del Settore Promozione della città n. 2140 in data 13.11.2020 avente ad oggetto “Approvazione “Bando DUC BRESCIA per il consolidamento del distretto commerciale cittadino. Secondo bando” per la concessione di contributi a fondo perduto a favore delle micro, piccole e medie imprese  (MPMI) del commercio, della ristorazione, del terziario e dell’artigianato”.

TIPOLOGIA DEI CONTRIBUTI

Contributi a fondo perduto a copertura del 50% della spesa corrente sostenuta al netto di IVA con riferimento alle  seguenti spese correnti:

  1. Spese per studi ed analisi funzionali al consolidamento dell’attività;
  2. Materiali per la protezione dei lavoratori e dei consumatori e per la pulizia e sanificazione dei locali e delle merci;
  3. Canoni annuali per l’utilizzo di software, piattaforme informatiche, applicazioni per smartphone, siti web ecc.;
  4. Spese per l’acquisizione di servizi di vendita online e consegna a domicilio;
  5. Servizi per la pulizia e la sanificazione dei locali e delle merci;
  6. Spese di promozione, comunicazione e informazione ad imprese e consumatori;
  7. Spese per affitto dei locali per l’esercizio dell’attività di impresa. Sono escluse le attività consentite dai D.P.C.M. dell’11 marzo 2020, 22 marzo 2020 e Decreto Ministeriale 25 marzo 2020, nonché le imprese che hanno esercitato in deroga ai sensi dei D.P.C.M. 22 marzo 2020 e 10 aprile 2020, ad eccezione di quelle autorizzate in deroga che abbiano deciso di introdurre il lavoro agile per tutti i dipendenti (assolvendo gli obblighi previsti dall’art. 4 del d.p.c.m. 1 marzo 2020).

ESITI ISTRUTTORI

Sono state presentate n. 106 domande di contributo, di cui:

1.  n. 65 (presentate da nuovi beneficiari) sono risultate ammissibili  e finanziabili in quanto formulate nel rispetto delle modalità e dei requisiti del bando;

2.  n. 19 (presentate da soggetti già beneficiari di contributo approvato con riferimento al primo bando su citato) sono risultate ammissibili, in quanto formulate nel rispetto delle modalità e dei requisiti del bando e finanziabili per disponibilità di risorse;

3.  n. 8 (presentate da soggetti già beneficiari di contributo approvato con riferimento al primo bando su citato) sono risultate ammissibili, in quanto formulate nel rispetto delle modalità e dei requisiti del bando, ma non finanziabili per esaurimento della dotazione finanziaria del bando;

4.  n. 14 domande di contributo sono risultate non ammissibili

Risorse stanziate € 140.000,00 – spesa corrente per costi di gestione – fonte di  finanziamento  COMUNE DI BRESCIA

Bando esaurito.

Concommercio: la zona gialla non basterà a salvare i consumi di Natale

in Commercio/Economia by
Moda, foto da Pixabay

 Dalla ristorazione all’accoglienza (-24%) alla diminuzione dell’acquisto di beni (-11% ). E un terzo delle spese sarà online

 Sarà comunque un Natale segnato da un crollo verticale dei consumi, anche con la Lombardia in zona gialla. Lo rivelano le stime di Confcommercio Lombardia*: le spese dei lombardi per il Natale 2020 faranno segnare un calo di 1,6 miliardi di euro, -20,6% rispetto a 12 mesi fa. In totale, in Lombardia in vista delle festività si spenderanno 6,2 miliardi di euro (erano 7,8 miliardi nel 2019).

“Il calo dei consumi è generalizzato e preoccupante ed è il risultato di mesi di emergenza pandemica e forte sofferenza economica” commenta Confcommercio Lombardia. “in più registriamo un vero tracollo per ristoranti, alberghi, spettacoli”. I consumi in questi settori caleranno di 1,3 miliardi, passando da 5,75 miliardi a 4,37 miliardi, pari ad una riduzione del 24%.

La zona gialla in Lombardia, in questo senso, cambierà di poco la situazione: “Per bar e ristoranti la chiusura alle 18 resta un danno molto rilevante” spiega Confcommercio Lombardia “e dopo mesi di profonda sofferenza si stima che circa il 20% degli esercizi in Lombardia comunque non riaprirà, perché non lo riterrà conveniente dal punto di vista economico o, purtroppo, non sarà più in grado di farlo”.

A pesare sul conto negativo dei consumi si aggiunge il crollo della spesa dei turisti: 65 milioni nel 2020 rispetto ai 250 milioni del 2019, un calo del 75%.

Per quanto riguarda l’acquisto di beni, il calo sarà invece dell’11%, pari a 233 milioni in meno: si passerà da 2,1 miliardi a 1,8 miliardi. “Una cifra che, però, non si riversa interamente nei negozi perché stimiamo che almeno un terzo venga spesa nei canali dell’e-commerce, quindi la perdita per le attività commerciali delle nostre città sarà ancora maggiore” puntualizza Confcommercio Lombardia. “Questo evidenzia ancora di più la necessità di una web tax per i colossi del commercio online in grado di sanare evidenti distorsioni competitive. Il principio è uno: bene la multicanalità distributiva ma stesso mercato, stesse regole per tutti”.

Nel complesso, il forte calo dei consumi è spiegabile in primo luogo con il clima di fortissima incertezza che, aggiunge Confcommercio Lombardia, “scoraggia anche chi, sulla carta, avrebbe risorse da spendere: basti pensare che propensione al risparmio è cresciuta vertiginosamente, arrivando ormai al 16,6% rispetto all’8,4% pre-pandemia. E ci sono poi ovviamente le forti criticità dettate dalla contrazione del mercato del lavoro, con il massiccio ricorso alla cassa integrazione da parte delle imprese, con il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato e con la riduzione complessiva del reddito delle famiglie”.

“La crisi non è più emergenziale, ma ormai è strutturale – conclude Confcommercio Lombardia – Siamo di fronte a uno scenario che non permette più incertezze: fornitori, tasse, spese inderogabili, non aspettano e pesano sulle imprese, servono sostegni concreti perché è a rischio la sopravvivenza di interi settori economici. Siamo a tutti gli effetti nella terza emergenza, dopo quella sanitaria e quella economica: quella sociale”.

Poste, a Brescia è boom di spedizioni e-commerce

in Commercio/Economia by

Nei primi nove mesi del 2020 si registra un incremento del 191% delle consegne e-commerce rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Pronti nuovi servizi

Brescia, 26 novembre  2020 – Cresce ancora il numero dei pacchi consegnati da Poste Italiane a Brescia. Nei primi nove mesi del 2020, infatti, si è registrato un incremento del 191% dei pacchi e-commerce rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’Azienda, grazie alla propria capillarità e all’efficienza della rete distributiva che sul territorio può contare su 20Centri di recapito e 264 uffici postali, è riuscita a far fronte alle nuove esigenze del mercato, ai nuovi bisogni dei consumatori e soprattutto al considerevole incremento di richieste dei cittadini in questo periodo di emergenza.

E grazie alla spinta del Black Friday e degli acquisti natalizi ormai alle porte, le prossime settimane rappresenteranno un periodo di alti volumi di consegna per la rete logistica di Poste Italiane, che si conferma fra i partner di distribuzione più scelti dal mercato, grazie ai suoi servizi, ai suoi 27 mila portalettere, 33.500 mezzi e oltre 1.800 centri di distribuzione.

Attualmente in provincia di Brescia la rete Punto Poste, l’insieme di attività commerciali che offrono i servizi di ritiro e spedizioni pacchi, conta 190 tabaccherie, bar, cartolerie, negozi ed edicole presso le quali è possibile ritirare i propri acquisti in modo semplice e veloce. A questi si affiancano 9 Locker, punti self-service con orari di apertura estesi attraverso i quali è possibile anche effettuare il reso dei propri acquisti online che devono essere spediti con Poste Italiane.

Inoltre, anche per i cittadini della provincia di Brescia la consegna e-commerce di Poste Italiane si arricchisce di nuovi servizi. Attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, sarà infatti possibile consultare lo stato della spedizione direttamente via WhatsApp. Con il servizio di tracciatura online, già disponibile su web ed APP, è possibile seguire lo stato della spedizione in modo semplice e veloce, per qualsiasi tipo di prodotto di Poste Italiane.

Inviando un messaggio WhatsApp al numero 3715003715, si entra in contatto con l’Assistente Digitale Poste, che restituisce un apposito link alle informazioni richieste per verificare lo stato della spedizione. Per eseguire la tracciatura è necessario indicare il codice di invio presente sotto il simbolo a barre del prodotto inviato o, in caso di acquisto online, il numero fornito dal venditore.

A livello nazionale nei primi nove mesi dell’anno, grazie al modello di recapito Joint Delivery, è stato consegnato il numero record di 53 milioni di pacchi, circa il 42% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, determinando un risultato operativo (EBIT) in crescita del 34,7%.

 “Per Poste Italiane – come ricordato dall’Amministratore Delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante in occasione della presentazione dei risultati del terzo trimestre – il segmento B2C mostra un trend solido dopo aver registrato un terzo trimestre molto forte, con volumi di vendite significativi. A ottobre, che è andato ancora meglio di settembre, e a novembre abbiamo assistito ad una costante crescita. Inoltre, stiamo entrando in un periodo importante per questo tipo di mercato”.

La rete logistica di Poste Italiane è destinata ad ampliarsi: nei giorni scorsi Poste Italiane ha annunciato di aver sottoscritto un accordo preliminare per acquistare l’intero capitale sociale dell’operatore postale Nexive Group. Un risultato che, ad autorizzazione definitiva dell’operazione, porterà Poste Italiane a poter contare su sinergie importanti, come sottolineato dall’AD Matteo Del Fante: “L’accordo per la possibile acquisizione di Nexive è utile al Paese, crea valore e nello stesso tempo migliora la qualità del servizio di recapito”.

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