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Trasporti

FerrovieNord, il nuovo presidente è Fulvio Caradonna

in Economia/Nomine/Trasporti by

Milano – L’assemblea di FERROVIENORD ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione, che rimarrà in carica fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2023. Il nuovo CdA risulta così composto.

– Fulvio Caradonna, Presidente

– Emanuele Serina, Consigliere delegato

– Igor Castelli, Consigliere

– Donatella Colombo, Consigliere

– Luciana Frosio Roncalli, Consigliere

PROFILO PRESIDENTE – Fulvio Caradonna, nato nel 1962, vanta una lunga esperienza amministrativa e ha ricoperto numerosi incarichi in diverse realtà aziendali. Dal 1994 al 1998 è stato Consigliere comunale a Como e successivamente assessore ai Lavori pubblici, acque e strade, rischi idrogeologici, protezione civile (dal 1998 al 2007) e assessore alle Grandi opere, reti, acque e strade, rischi idrogeologici, protezione civile, mobilità, trasporti (dal 2007 al 2009). Membro del Consiglio di Gestione di Infrastrutture Lombarde tra il 2009 e il 2010, ha ricoperto anche l’incarico vice presidente ATM Servizi con delega alla supervisione del Contratto di Servizio verso l’Azionista (Comune di Milano), supervisione dei rapporti intercompany, relazioni esterne connesse alla funzione a supporto del posizionamento istituzionale della Società, verifica del sistema di gestione lavori in metropolitana, con particolare attenzione al recupero architettonico delle stazioni (2010-2011). Dal 2012 al 2018 è stato membro del Consiglio di Amministrazione di FERROVIENORD e dal 2013 al 2018 Presidente del Comitato Trasparenza e Appalti (COTRAP) della stessa FERROVIENORD.

 “Sono molto felice e onorato per questo incarico – commenta il presidente Fulvio Caradonna -. FERROVIENORD è una società solida, che è cresciuta negli anni e che ha davanti a sé sfide importanti. Metterò a disposizione la mia esperienza per proseguire in questo percorso positivo e affrontare con determinazione e impegno tutti i progetti e le attività che FERROVIENORD sta sviluppando sempre con l’obiettivo di offrire un servizio efficiente e di qualità ai cittadini lombardi”.

Controllata al 100% da FNM, FERROVIENORD gestisce in Lombardia 331 km di rete e 124 stazioni dislocate su cinque linee nelle province di Milano, Varese, Como, Novara, Monza/Brianza (223 chilometri con 87 stazioni) e Brescia (108 chilometri con 37 stazioni). Sulla rete FERROVIENORD circolano 900 treni al giorno sui quali viaggiano circa 200.000 passeggeri con una frequenza che nelle ore di punta è di quasi un treno al minuto in partenza e in arrivo dalla stazione di Milano Cadorna. Accanto all’attività finalizzata alla circolazione dei treni, FERROVIENORD si occupa della gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria della rete, del suo adeguamento, dell’attivazione di nuovi impianti e dell’assistenza ai lavori di potenziamento.

Ebike, cosa sono e come funzionano

in Economia/Trasporti/Uncategorized by

Sempre di più si va alla ricerca di un mezzo di trasporto alternativo ecologico ma che, allo stesso tempo, abbia gli stessi vantaggi di quelli comuni.

A riguardo, soprattutto per gli amanti delle due ruote, un consiglio è di acquistare un e-bike, ovvero la bicicletta elettrica a pedalata assistita.

COS’È E COME FUNZIONA

La bicicletta elettrica somiglia, almeno nell’aspetto, ad una normalissima bici ma è in realtà dotata di un piccolo motore che va ad agevolare la pedalata.

Sul manubrio della e-bike è presente un cambio meccanico che va a regolare velocità e sforzo della pedalata (proprio come per una qualsiasi bici) ma, in più, si può scegliere il livello di assistenza elettrica che si desidera e che può variare in base al percorso da fare, alla propria forma fisica e, persino, alla voglia che si ha in quel momento di fare sforzi.

Tutti questi dati si potranno controllare tramite uno schermo posto sempre sul manubrio e abbastanza vicino alla mano da essere raggiunto dal pollice senza dover interrompere la pedalata. In alcuni modelli, anziché lo schermo, è presente un semplice comando.

PECULIARITÀ DEI TIPI DI MOTORE

Nelle e-bike ci sono due tipi di motore: centrale e nel mozzo. Quello centrale è provvisto di tre sensori che vanno a controllarne velocità, cadenza e sforzo. Si può alleviare la fatica della pedalata dal 50% al 300%, utilissimo quindi per i percorsi in salita.

Il motore nel mozzo è un’alternativa più economica e, spesso, è presente un solo sensore, quello di pedalata. Quando si vanno a girare i pedali, automaticamente, viene rilevato il tipo di assistenza elettrica necessaria.

Quali sono quindi, sostanzialmente le differenze tra i due motori? Possiamo dire che il motore centrale presenta una maggiore fluidità oltre che la possibilità di diminuire maggiormente lo sforzo durante la pedalata. Una volta dato il comando, il sensore lo rileva immediatamente, cosa che nel motore nel mozzo non avviene nell’immediato ma solo dopo qualche metro di pedalata. Anche la difficoltà in salita è da tenere in conto. Come abbiamo già detto, con il motore centrale, usando livello di assistenza massimo, le salite sono percorribili agilmente e senza alcuno sforzo, a differenza del motore nel mozzo che sì, può facilitare, ma solo con salite con una pendenza del 10% circa.

Possiamo dire che le e-bike con motore centrale sono più che adatte agli appassionati accaniti mentre quelle con motore nel mozzo, essendo anche più economiche, sono preferibili a chi si sta approcciando al mondo delle bici elettriche o a chi piacciono come un mero passatempo.

VELOCITÀ

La velocità di una e-bike non può andare, per legge, oltre i 25 km/h. Se si supera la velocità limite, molto semplicemente, il motore si disattiva e bisogna passare al manuale.

BATTERIA

Ogni mezzo elettrico si basa sulla sua batteria che ogni tot di tempo d’uso va ricaricata. Non possiamo dire con certezza di quanto è la durata perché ci sono troppe variabili da valutare come, ad esempio, il peso del proprietario, la tipologia di assistenza usata (se di livello basso o alto), il tipo di percorso (se tortuoso, in salita ecc…) o anche da quanto si è spinto sui pedali.

Facendo una stima possiamo dire che l’autonomia di una e-bike usata al massimo è di circa 4 ore per 25 km. Se si usa con assistenza bassa e con percorsi più agevoli e tranquilli la durata della batteria può persino arrivare a 6 ore.

EasyJet potenzia l’offerta da Orio: voli per Olbia e Londra

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Novità per l’offerta di voli operati all’aeroporto di Milano Bergamo da easyJet nella stagione invernale. La compagnia aerea, che effettua già i collegamenti con Parigi Charles De Gaulle e Amsterdam, riapre la rotta con Olbia nel periodo natalizio (a partire dal 17 dicembre 2021 e fino al 10 gennaio 2022) con tre frequenze settimanali (lunedí, venerdí e domenica).

Inoltre, easyJet incrementato le frequenze del collegamento tra Milano Bergamo e Amsterdam, che dal 6 dicembre 2021 al 9 gennaio 2022 passano da 4 a 6 settimanali, garantendo il volo tutti i giorni ad eccezione di sabato. easyJet riprenderà a operare sei voli settimanali dal 7 febbraio fino al termine dell’orario invernale.

A partire da domenica 31 ottobre, easyJet introduce anche il collegamento tra Milano Bergamo e Londra Gatwick, che viene operato con tre frequenze settimanali (lunedì. Venerdì e domenica).

voli operati all’aeroporto di Milano Bergamo da easyJet nella stagione invernale. La compagnia aerea, che effettua già i collegamenti con Parigi Charles De Gaulle e Amsterdam, riapre la rotta con Olbia nel periodo natalizio (a partire dal 17 dicembre 2021 e fino al 10 gennaio 2022) con tre frequenze settimanali (lunedí, venerdí e domenica).

Inoltre, easyJet incrementato le frequenze del collegamento tra Milano Bergamo e Amsterdam, che dal 6 dicembre 2021 al 9 gennaio 2022 passano da 4 a 6 settimanali, garantendo il volo tutti i giorni ad eccezione di sabato. easyJet riprenderà a operare sei voli settimanali dal 7 febbraio fino al termine dell’orario invernale.

A partire da domenica 31 ottobre, easyJet introduce anche il collegamento tra Milano Bergamo e Londra Gatwick, che viene operato con tre frequenze settimanali (lunedì. Venerdì e domenica).

Navigazione Lago di Garda, il nuovo direttore è Giuseppe Mafale

in Economia/Nomine/Trasporti by

Dopo alcuni mesi che ha visto, il Direttore Generale l’Avv. Alessandro Acquafredda esercitare il ruolo ad interim,  il timone passa all’Ing. Giuseppe Mafale.
 
Entrato in azienda nel 2016, con il ruolo di Coordinatore d’ufficio del cantiere navale di Peschiera del Garda, si è subito distinto per l’energica capacità organizzativa e competenze lavorative che lo hanno fatto diventare in breve tempo il vice responsabile tecnico.
 
L’esperienza maturata sul Lago di Garda e il suo ricco curriculum: laurea magistrale in Ingegneria Navale conseguita all’ Università degli Studi di Trieste; RSPP; docente formatore in materia di salute e sicurezza sul lavoro; Project Manager e progettista navale, lo hanno portato a ricoprire ruoli sempre più importanti diventando Responsabile di Unità Tecnica Complessa presso la Direzione d esercizio del Lago Maggiore.
 
La costante crescita professionale, conscio dell’importanza del ruolo che andrà a rivestire e forte dell’esperienza acquisita, dal 1 ottobre lo condurranno ai vertici aziendali mediante la nomina di nuovo  Direttore di Esercizio del lago di Garda.
 
“Desidero rivolgere i miei migliori auguri di buon lavoro e un sincero benvenuto al nuovo Direttore, siamo particolarmente soddisfatti della scelta fatta, – afferma il Direttore Generale Alessandro Acquafredda –  la visione strategica verso la quale Gestione Navigazione Laghi si rivolge, cercando di formare al proprio interno figure professionali capaci di ricoprire ruoli come quello di direttore di esercizio, ci ha permesso di nominare come nuovo Direttore di Esercizio l’Ing. Giuseppe Mafale, un professionista che conosce bene la nostra realtà e che proseguirà con il percorso intrapreso da Gestione Navigazione Laghi verso la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile”.​

Rhenus Italia apre nuovi magazzini a Roncadelle

in Economia/Trasporti by

Rhenus Italia, società del settore logistica integrata, ha aperto una nuova filiale a Roncadelle (BS), in Lombardia, situata presso l’uscita di Brescia Ovest dell’autostrada A4. La struttura si estende per una superficie complessiva di circa 20.000 metri quadrati, di cui 6.500 di superficie coperta ed i restanti metri quadrati scoperti con un incremento di più del 50 per cento rispetto allo spazio disponibile nella precedente sede. A Brescia Rhenus Italia offre spedizioni internazionali Road Freight, Air & Ocean Freight, magazzinaggio, home delivery e servizi last mile.

L’integrazione della catena logistica, come elemento distintivo anche per le prossime aperture di nuovi magazzini, consentirà a Rhenus Italia di ampliare i propri servizi: vi sarà la possibilità di avere più spazio per lo stoccaggio della merce e offrire ai propri clienti attività di trasporto internazionale e nazionale totalmente integrati per una ottimale organizzazione nelle fasi di inbound, storage ed outbound.

“Siamo felici di aver scelto Roncadelle come nostra nuova filiale– ha dichiarato l’Ing. Guglielmo Davide Tassone Amministratore Delegato di Rhenus Italia. “L’apertura della filiale a Roncadelle rientra nel nostro piano di crescita che include l’apertura di nuovi importanti centri logistici in Italia e ulteriori espansioni di uffici e magazzini in strutture più ampie, moderne e in posizioni strategiche. Questo ci permetterà di organizzare la gestione della catena di approvvigionamento integrato in modo più efficiente”.

Ad oggi Rhenus Italia dispone di 34 filiali che collegano, con linee dedicate, i principali hub in Europa e nei Paesi extra Ue con diverse tipologie di servizi che includono anche l’assistenza doganale.

Nella sola Regione Lombardia la società è attualmente presente con più di 7 filiali tra le province di Milano, Como e Brescia compreso il recente completamento della struttura di Melzo ad est di Milano con oltre 30.000 metri quadrati coperti.

RHENUS, LA FOTOGRAGIA

“Il Gruppo Rhenus è leader nei servizi logistici e di trasproto con attività a livello globale ed un fatturato annuo di 5,4 miliardi di euro. Rhenus ha un network di 820 sedi proprie in tutto il mondo e vanta un team di 33.500 persone. Il Gruppo Rhenus offre soluzioni per una grande varietà di settori diversi e disponibili per tutta la supply chain, comprendendo operazioni di trasporto internazionale, multimodale, magazzinaggio, sdoganamento ed integrando soluzioni tecnologicamente avanzate ed innovative a valore aggiunto. Le richieste dei clienti rappresentano per Rhenus il principale focus da soddisfare”

Aeroporto di Orio, via al primo 737 Ryanair green: CO2 -16%, rumore -40%

in Ambiente/Economia/Trasporti by

L’Aeroporto di Milano Bergamo ha registrato sabato “il primo di un numero crescente di movimenti aerei destinati a segnare il futuro dell’aviazione commerciale all’insegna della sostenibilità”.

Il 737-8200 con livrea Ryanair ha compiuto il primo volo da Londra Stansted atterrando alle 9:20 locali all’aeroporto di Milano Bergamo per ripartire alle 9:45 alla volta dello scalo londinese.

L’aeromobile, in configurazione da 197 posti, otto in più della serie 800, si caratterizza per il 16% in meno di emissioni di CO2 e riduzione del 40% dell”impronta acustica.

Questo il commento di Giovanni Sanga, presidente di SACBO: “Il 26 giugno 2021 è una data importante nel nuovo corso del trasporto aereo commerciale. Lo è nella misura in cui si apre il capitolo, lungamente atteso, del rinnovo progressivo della flotta, già di per sé moderna, del più importante vettore sull’Aeroporto di Bergamo. L’inizio delle operazioni del nuovo Boeing 737-8200 avvia un processo che porterà a disporre di aeromobili meno impattanti sotto il profilo delle emissioni acustiche e di CO2. Abbiamo sempre ritenuto la sostenibilità una condizione imprescindibile per gestire al meglio il traffico aereo. Lo è ancora di più nel momento della ripresa delle attività aeronautiche con l’obiettivo di tornare gradualmente ai livelli pre-Covid. Sicurezza e sostenibilità, combinate con l’efficienza e la qualità dei servizi, segneranno presente e futuro dei voli commerciali”.

Righettini (Aib): aziende dei bus turistici siano inserite tra quelle danneggiate dal lockdown

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Trasporti by

A seguito dei recenti sviluppi legati all’emanazione del DPCM 4 novembre e dell’istituzione della zona rossa relativa a tutta la Lombardia, il settore Trasporti di Confindustria Brescia, a cui appartengono anche le aziende di trasporto turistico, denuncia ciò che da mesi il comparto sta soffrendo.

“In Italia ci sono circa 25000 bus turistici che, riempiti al 50% come ha stabilito il CTS, possono trasportare 5 milioni di persone – commenta Julia Righettini, Presidente del Settore Trasporti di Confindustria Brescia –. Il Governo dice di aver messo a disposizione 300 milioni di euro e che le regioni ne hanno spesi 120. Chiediamo, insieme alle aziende bresciane di bus turistici, che le risorse vengano date direttamente alle nostre imprese, non alla lobby trasversale del trasporto pubblico di linea e che vi sia una regia condivisa, non che le cose siano ancora gestite senza una linea precisa”.

“Il progetto deve prevedere tre punti essenziali attraverso cui alleggerire il trasporto pubblico: prenotazioni, incentivi, pullman in coda – prosegue Righettini –. Dobbiamo pensare alle riaperture e non essere nuovamente impreparati, utilizzare  questi mezzi per alleggerire metropolitane, e autobus di linea. A Brescia, come in tutte le altre città d’Italia, gli studenti e i lavoratori viaggiano ammassati quando gli autobus gran turismo, non utilizzati, potrebbero far viaggiare tutti distanziati e in sicurezza. Già da maggio 30 aziende bresciane avevano offerto la disponibilità di quei mezzi, ma la risposta dell’agenzia del trasporto è stata che non ve ne era bisogno. Chiediamo che le aziende dei bus turistici siano riconosciute come aziende danneggiate dal lockdown, in quanto attività chiuse”.

Ripartono gli autobus Flixbus anche nel Bresciano

in Economia/Trasporti by

A poche settimane dalla ripartenza, FlixBus riattiva collegamenti diretti fra il Bresciano e 25 destinazioni in Italia e all’estero. L’esclusione del settore degli autobus dalla strategia del Governo per il rilancio dei trasporti delinata nell’ambito del DL Rilancio implica, tuttavia, un ritorno in strada a ranghi ridotti, con la riduzione delle rotte attive e delle frequenze.

Dal territorio riattivate rotte per 25 mete (su oltre 90 collegate prima del Covid)

La mancanza di attenzione del Governo nei confronti del settore penalizza anche la riattivazione delle rotte con Brescia, città su cui FlixBus ha investito in maniera crescente dall’arrivo in Italia istituendo corse dirette fra la Leonessa d’Italia e un numero di destinazioni in continuo aumento, per poi consolidarsi sul territorio con il lancio di speciali connessioni estive con Sirmione.

Sono 25 i collegamenti con il territorio riattivati ad oggi: da Brescia si può viaggiare nuovamente verso Verona, Bologna, Parma, Modena, Reggio Emilia, Cesena, Ancona, Foggia, Bari, Brindisi, Lecce e verso svariate località balneari di richiamo, quali Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica in Romagna, Gallipoli in Salento e Cariati in Calabria.

Ripartono i collegamenti stagionali tra Sirmione e Alto Adige, Austria e Germania

Oltre a tornare a garantire una soluzione di mobilità pratica e per tutte le tasche ai passeggeri in partenza da Brescia, con la riattivazione di tali collegamenti FlixBus mira a facilitare l’arrivo nel territorio dei visitatori provenienti dall’estero e dalle altre regioni italiane, anche in linea con l’importanza strategica attribuita al turismo in questa delicata fase di rilancio del Paese.

Proprio a questo scopo risponde la riattivazione dei collegamenti speciali fra il Garda Bresciano e l’Alto Adige, l’Austria e la Germania. Da oggi FlixBus torna infatti a collegare per tutta l’estate Sirmione con Bolzano, Innsbruck e Monaco di Baviera, contribuendo a veicolare i flussi turistici in un’area particolarmente rinomata tra i visitatori in arrivo da Austria e Germania.

 

Brescia, ecco il nuovo consiglio di amministrazione di Abem

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Trasporti by

Nel corso dell’Assemblea dei soci, tenutasi questa mattina presso la sede della Camera di Commercio di Brescia, è stato nominato il nuovo CdA di ABEM – Aeroporto Brescia Montichiari – S.p.A.

Quattro i componenti designati dalla Camera di Commercio, socio di maggioranza al 52,57%, ed uno da AIB. Nel dettaglio i nuovi componenti sono:

– Giuseppe Pasini, Presidente di AIB (designato dalla stessa AIB), che è stato anche nominato Presidente del nuovo CdA;

– Roberto Saccone, Presidente della Camera di Commercio di Brescia (su designazione della Camera di Commercio);

– Ettore Prandini, Presidente Nazionale Coldiretti (su designazione della Camera di Commercio);

– Eleonora Rigotti, Presidente della CNA e Consigliere camerale (su designazione della Camera di Commercio);

– Barbara Quaresimini – Vice Presidente Confesercenti e componente della Giunta Camerale (su designazione della Camera di Commercio).

“L’ampia rappresentanza di tutte le categorie economiche – si legge in un comunicato – con il coordinamento istituzionale della Camera di Commercio di Brescia, testimonia dell’importanza che il tessuto imprenditoriale bresciano riconosce, tuttora, allo scalo aeroportuale di Montichiari. Ringraziamenti sono stati espressi al CdA uscente, presieduto da Giuliano Campana, che in questi ultimi anni ha saputo, nonostante le obiettive difficoltà, portare avanti nelle opportune sedi politiche e istituzionali le istanze per la valorizzazione dell’aeroporto.A breve, il nuovo CdA, che ha ribadito come l’Aeroporto di Montichiari rappresenti un asset fondamentale per lo sviluppo economico della provincia di Brescia, elaborerà un piano strategico per il suo definitivo rilancio, nel quale verrà presa in considerazione ogni possibile e concreta opportunità per superare le impasse che hanno bloccato il suo sviluppo nel recente passato, al fine di consentire allo scalo monteclarense di esprimere, finalmente, tutte le sue notevoli riconosciute potenzialità. Diversi saranno gli interlocutori, cui il nuovo CdA di ABeM si rivolgerà; molteplici le azioni di sollecitazione e di pressione, anche in un scenario fortemente mutato rispetto agli anni scorsi. In tale contesto si pone la proposta di ABeM anche verso il Governo nazionale, che proprio in questi giorni ha confermato di voler puntare sulle infrastrutture per la rinascita dell’Italia post COVID”.

Trasporto pubblico locale, incontro tra enti locali e sindacati in Broletto

in Economia/Sindacati/Trasporti by
Autobus

Si è svolto questa mattina a Palazzo Broletto un incontro sulle problematiche e sulle prospettive del Trasporto Pubblico Locale nel bacino di Brescia, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti degli Enti locali (per la Provincia il Presidente Alghisi e il Consigliere Sarnico, per il Comune capoluogo il sindaco Del Bono e l’Assessore Manzoni) e dei rappresentanti sindacali confederali delle segreterie provinciali e di categoria di CGIL, CISL e UIL.

Nell’incontro è stata illustrata la situazione relativa al Trasporto Pubblico Locale, in vista della scadenza (giugno 2020) fissata dalla legge regionale per l’espletamento della gara per il nuovo gestore unico del servizio bus sull’intero territorio provinciale.

Due le principali problematiche oggetto dell’incontro. Da un lato l’insufficiente livello di trasferimenti regionali per il funzionamento del servizio. Servizio che attualmente si regge su una contribuzione, che non ha eguali nel territorio lombardo, da parte della Provincia e del Comune di Brescia per 11 mln € all’anno (vale a dire il 19% dell’offerta complessiva di servizio su gomma nell’intero territorio provinciale). Dall’altro i nuovi fabbisogni di mobilità, stabiliti nel 2017 da regione Lombardia, che, contrariamente alle necessità di un potenziamento dell’offerta di servizio in un territorio che ha avuto un incremento demografico ben maggiore della media regionale, prevedono invece una riduzione di servizio a livello sia urbano sia soprattutto extraurbano.

Per porre rimedio a questa situazione, il Consiglio Regionale nel dicembre 2018 ha approvato all’unanimità un Ordine del Giorno con il quale si “impegna la Giunta regionale a verificare nel corso del 2019, con decorrenza 2020, misure integrative o correttive della d.g.r. n. 7644/2017, volte ad assicurare al bacino di Brescia un livello di risorse regionali che sia corrispondente al grado di servizio”. Tale Ordine del Giorno, tuttavia, ad oggi è rimasto privo di attuazione.

I rappresentanti del Sindacato, nel prendere atto del quadro della situazione e delle criticità espresse, hanno condiviso la necessità di mettere in campo adeguate iniziative per scongiurare il rischio che il territorio bresciano veda significativamente ridursi il proprio livello di servizio di trasporto pubblico, con ricadute negative sul piano sociale, ambientale ed occupazionale.

La preoccupazione emersa dal confronto odierno si è tradotta nell’impegno dei presenti a mantenere attiva una interlocuzione e un confronto sul punto, in vista delle importanti scadenze che attendono il trasporto pubblico bresciano.

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