Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Istituzioni

Confindustria, patto con i Comuni per lo sviluppo del territorio

in Aib/Associazioni di categoria/Comune di Brescia/Economia/Istituzioni by

È stato siglato nella giornata di ieri (lunedì 26 luglio) – all’interno della Sala Stampa Beretta di Confindustria Brescia –, un Accordo Quadro tra Confindustria Brescia, Comune di Brescia, Associazione Comuni Bresciani e 6 comuni dell’hinterland bresciano, che avrà durata sino al 31 dicembre 2023.

L’Accordo Quadro è il prodotto di una serie di incontri sul territorio, tra i rappresentanti del Comitato delle Zone di Confindustria Brescia, i Sindaci dei Comuni delle Zone e i vertici di Confindustria Brescia, con l’obiettivo di poter avviare un dialogo costante con le Amministrazioni locali per confrontarsi e condividere insieme azioni, strategie e iniziative per dare linfa al sistema economico locale. Lo scopo principale del documento è quello di lavorare insieme per lo sviluppo strategico del territorio a livello sovracomunale.

L’accordo è stato firmato da Franco Gussalli Beretta (presidente Confindustria Brescia), Marco Baresi (coordinatore di zona Brescia Confindustria Brescia), Emilio Del Bono (sindaco di Brescia), Gabriele Zanni (presidente ACB), Giacomo Marniga (sindaco di Borgosatollo), Gianbattista Quecchia (sindaco di Botticino), Marco Marini (sindaco di Cellatica), Antonio Trebeschi (sindaco di Collebeato), Roberto Groppelli (sindaco di Roncadelle) e Marco Ferretti (sindaco di San Zeno Naviglio).

La collaborazione tra il sistema imprenditoriale e le amministrazioni del territorio ha inoltre le finalità di un’azione condivisa nella pianificazione urbanistica, di favorire la promozione e gestione integrata dei servizi pubblici, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione, la promozione dello sviluppo economico, sociale e formativo delle nuove generazioni, ma anche uno sviluppo sostenibile che tenga conto delle criticità ambientali esistenti e che individui ogni forma di innovazione e riconversione che possa contribuire a migliorare l’impatto ambientale dei cicli produttivi e valorizzi ogni forma di economia circolare.

Nel dettaglio, inoltre, tutte le parti coinvolte nell’Accordo Quadro si impegnano a:

·        attivare un dialogo diretto e continuo in fase di programmazione e ridefinizione della pianificazione territoriale (PTCP, PGT), in modo da individuare linee guida condivise per la progettazione di interventi e servizi comuni, utili allo sviluppo del benessere dei cittadini del territorio;

·        identificare progetti e azioni da realizzare nel breve, medio e lungo periodo, attraverso anche forme di partenariato pubblico – privato, in particolare sul tema dello sviluppo e pianificazione del territorio, rigenerazione urbana, infrastrutture, scuola e formazione;

·        realizzare un censimento delle aree industriali dismesse o degradate, in modo da individuare insieme soluzioni o interventi finalizzati a una efficace e concreta riconversione che corrisponda alle reali esigenze delle parti coinvolte o di possibili investitori, in modo da favorire la sostenibilità e l’attrattività del territorio (rigenerazione urbana);

·        contribuire a identificare le opere pubbliche prioritarie, sia per area che per singolo Comune, per definire azioni congiunte funzionali ad un’accelerazione dei tempi di progettazione, approvazione e cantierizzazione;

·        promuovere congiuntamente percorsi conoscitivi del mondo delle imprese per favorire momenti di informazione orientativa, alternanza, borse di studio;

·        individuare gli strumenti e le informazioni utili alla semplificazione amministrativa e alla sburocratizzazione;

·        condividere progetti di crescita del territorio al fine di promuoverne il coordinamento: partecipazione al Progetto “Brescia – Città della Cultura 2023”.

Digital business, dalla Regione quasi 4 milioni a 400 imprese bresciane

in Economia/Istituzioni/Regione/Web e digitale by

Sono 1.382 micro, piccole e medie imprese di Regione Lombardia alle quali sono stati assegnati contributi per aver aderito alla misura Digital Business per E-Commerce e Voucher digitali I4.0. Sono oltre 14 i milioni di euro stanziati parte di Regione Lombardia e dalle Camere di Commercio lombarde. Un dato che testimonia l’impegno comune a sostegno di innovazione e digitalizzazione per la crescita delle attività economiche e imprenditoriali. Oltre agli 11 milioni e mezzo di euro iniziali si sono sommati altri 3 milioni e 200 mila euro stanziati da Regione Lombardia per soddisfare una platea più ampia di imprese che hanno aderito ai bandi. Le MPMI ammesse al contributo per la linea Voucher Digitali I4.0 sono state 783, alle quali si sommano altre 599 imprese per la linea E-Commerce, portando il totale a 1382.

GUIDESI: SARA’ AUMENTATO L’INVESTIMENTO – “Numeri importanti – ha detto l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, che testimoniano quanto le imprese abbiano apprezzato lo sforzo di Regione Lombardia e Unioncamere Lombarde. Dopo aver verificato il grande interesse per l’iniziativa abbiamo deciso di aumentare l’investimento economico per dare la possibilità al maggior numero di aziende di beneficiare di questa opportunità”.

MAGONI: VALORIZZARE COMPETENZE E PROFESSIONALITA’ – “Ancora una volta Regione Lombardia dimostra con i fatti la sua vicinanza al mondo produttivo, in particolare ai comparti del turismo, della moda e del design, fortemente colpiti dalla pandemia”, ha detto Lara Magoni assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia. “La rinascita – ha aggiunto – parte da azioni profonde e condivise che guardino all’innovazione e alla digitalizzazione. L’obiettivo è valorizzare le competenze e le professionalità delle nostre aziende, senza dimenticare la tradizione e l’operosità tipiche lombarde”.

AURICCHIO (UNIONCAMERE LOMBARDIA) IMPEGNO COSTANTE PER INNOVAZIONE – “Il digitale e l’e-commerce – ha aggiunto il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio – sono sempre più utilizzati dai nostri imprenditori per rilanciare la propria attività. Ne abbiamo avuto conferma dal successo riscontrato da questa misura messa in campo da Regione e dal Sistema camerale lombardo che ha visto esaurire 14 milioni di euro in poco tempo. Le Camere di Commercio lombarde con questa iniziativa confermano l’impegno costante a sostenere i processi di innovazione e digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese lombarde e promuovere la crescita in ottica Impresa 4.0.”

VOUCHER DIGITALI 4.0, I DATI – Al bando Voucher digitali 4.0 sono state ammesse 783 domande per un totale di 8.272.987,33 euro.

Per quanto riguarda le singole province questi sono i dati per territori. Provincia di Bergamo 82 domande ammesse per un contributo di 853.850,30 euro; provincia di Brescia: 184 domande ammesse, per un contributo di 1.975.012,09 euro; provincia di Como: 32 domande ammesse, per un contributo di 345.803,43 euro; provincia di Cremona 20 domande ammesse, per un contributo di 223.477,15 euro; provincia di Lecco: 33 domande ammesse per un contributo di 376.428,49 euro; provincia di Lodi: 4 domande ammesse, per un contributo di 50.000 euro; provincia di Monza e Brianza: 44 domande ammesse, per un contributo di 463.245,80 euro; provincia di Milano: 196 domande ammesse, per un contributo di 2.208.485,02 euro; provincia di Mantova: 70 domande ammesse, per un contributo di 661.465,52 euro; provincia di Pavia: 41 domande ammesse, per un contributo di 331.165,04 euro; provincia di Sondrio: 22 domande ammesse, per un contributo di 199.991 euro; provincia di Varese: 55 domande ammesse, per un contributo di 584.063,49 euro.

E-COMMERCE, I DATI – Al bando E-commerce sono state ammesse 599 domande per un totale di 5.691.612,98 euro.

Per quanto riguarda le singole province questi sono i dati per territori. Provincia di Bergamo: 61 domande ammesse, per un contributo di 629.752,17 euro; provincia di Brescia: 208 domande ammesse, per un contributo di 1.883.337,12 euro; provincia di Como: 14 domande ammesse, per un contributo di 108.496 euro; provincia di Cremona: 17 domande ammesse, per un contributo di 145.853,57 euro; provincia di Lecco: 43 domande ammesse, per un contributo di 399.358,59 euro; provincia di Lodi: 2 domande ammesse, per un contributo di  24.900 euro; provincia di Monza e Brianza: 21 domande ammesse, per un contributo di  223.252,90 euro; provincia di Milano: 137, per un contributo di  1.502.131,80 euro; provincia di Mantova: 9 domande ammesse, per un contributo di 113.693,80 euro; provincia di Pavia: 31 domande ammesse, per un contributo di 207.716,71 euro; provincia di Sondrio: 25 domande ammesse, per un contributo di 160.559,72 euro; provincia di Varese: 31 domande ammesse, per un contributo di 292.560,60 euro.

Materie prime sempre più care, la Provincia: il governo sta intervenendo

in Economia/Edilizia/Istituzioni/Parlamento e governo/Provincia di Brescia by

La Provincia di Brescia, facendosi portavoce delle istanze giunte dal territorio e dalle aziende, in data 11 maggio aveva scritto al Governo per chiedere un intervento urgente rispetto al rincaro dei prezzi delle materie prime, che avrebbero rischiato di bloccare cantieri e progetti in corso.

“Con piacere – ha dichiarato il Presidente della Provincia Samuele Alghisi – abbiamo appreso che il Governo sta intervenendo per risolvere questo problema, che avrebbe investito non solo le imprese, ma anche i Comuni, la Provincia, gli enti locali che da sempre lavorano per la sicurezza di scuole e strade, creando gravi disagi. In un paese colpito dal coronavirus, che ha subito una forte crisi economica, non possiamo permetterci un ulteriore stop. I lavori devono poter continuare per il rilancio economico locale e nazionale. Per questo, in collaborazione con Anci e UPL, stiamo predisponendo un documento all’attenzione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile e dell’Università della Ricerca con l’obiettivo di evidenziare le maggiori criticità e le possibili soluzioni.”

Danni delle gelate di aprile, arrivano i fondi dal Governo

in Agricoltura e allevamento/Economia/Istituzioni/Parlamento e governo/Regione by

Con il decreto Sostegni bis, il Governo ha stanziato 105 milioni di euro a livello nazionale per l’incremento del Fondo di solidarietà nazionale volto a ristorare i danni a produzioni, strutture e impianti produttivi delle aziende colpite dalle gelate e brinate dell’aprile 2021.

“Un’ottima notizia” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi. “Viene riconosciuta – ha aggiunto – l’eccezionalità degli eventi di aprile che hanno colpito pesantemente anche la nostra regione. Ora l’auspicio è che in sede di conversione del decreto il fondo venga aumentato, perché rischia di non essere sufficiente. La stima dei danni in Lombardia è di 24 milioni di euro, 18 milioni per le produzioni vegetali e 6 milioni per le produzioni apistiche. La Regione avvierà puntualmente tutte le procedure. Confidiamo in ristori rapidi per dare agli agricoltori ciò che spetta”.

“I cambiamenti climatici – ha concluso l’assessore Rolfi – sono un fattore pesante con cui l’intero comparto agricolo dovrà fare sempre più i conti nel presente e nel futuro. La Regione Lombardia aveva chiesto al governo una deroga per le gelate di aprile che avevano distrutto coltivazioni assicurabili in forma agevolate. Gli agricoltori meritano interventi economici concreti per i danni subiti”.

STIME DANNI A PRODUZIONI VEGETALI

BERGAMO: 9 segnalazioni, 156.104 euro di danni a vite, frutticole;

BRESCIA: 41 segnalazioni, 3.116.746 euro di danni a vite, olivo, mais, drupacee, pomacee, kaki;

CREMONA: 14 segnalazioni, 534.000 euro di danni a pero, melo, ciliegie, actinidia, albicocche, fruttiferi vari, meloni, cocomeri;

MANTOVA: 335 segnalazioni, 13.000.000 euro di danni ad actinidia, pesco, pere, mele e barbatelle di vite;

PAVIA: 45 segnalazioni, 1.200.000 euro di danni a frutticole, vite;

SONDRIO: 264 segnalazioni, 8.000.000 euro di danni a frutticole (mele, vite, piccoli frutti, actinidia dal 70 al 100%).

STIMA DANNI A PRODUZIONI APISTICHE

BERGAMO: 1 collettiva (apicoltori multipli), 1.000.000 euro;

BRESCIA: 8 segnalazioni, 150.000 euro;

CREMONA: 20 segnalazioni, 200.000 euro;

MONZA BRIANZA: 27 segnalazioni, 250.000 euro;

LECCO: 61 segnalazioni, 1.250.000 euro;

LODI: 5 segnalazioni, 120.000 euro;

PAVIA: 88 segnalazioni, 1.800.000 euro;

MILANO: 42 segnalazioni, 700.000 euro;

SONDRIO: 8 segnalazioni, 200.000 euro;

VARESE: 1 collettiva, 800.000 euro;

COMO: 1 collettiva, 380.000 euro.

Centro Padane Srl, Scuri confermato alla presidenza

in Bilanci/Centro Padane/Economia/Istituzioni/Partecipate e controllate/Provincia di Brescia by

Conti in ordine e nuovo Cda, con il bresciano Fabrizio Scuri confermato alla presidenza, per Centro Padane Srl, la società fondata nel 2018 dalle Province di Brescia e Cremona con l’obiettivo di supportare le amministrazioni locali nella gestione, direzione lavori e pianificazione di opere stradali e di edilizia pubblica, nella manutenzione straordinaria delle strade e nella definizione di progetti di smart road.

Dalle 15.30 di oggi, venerdì 7 maggio, si è tenuta l’assemblea ordinaria dell’azienda, che ha approvato i conti e nominato il nuovo Consiglio di amministrazione della società, il cui capitale è controllato dalle due Province (che detengono il 97,46 per cento delle azioni). Alla presidenza (che, secondo i patti parasociali, spetta a Brescia) è stato confermato Fabrizio Scuri, mentre Cremona – dove ha sede la società – ha indicato Elena Bernardini e Bruna Gozzi. Come revisore dei conti è stato invece rinnovato Carlo Fogliata.

Contestualmente l’assemblea ha approvato il bilancio 2020, che segnala – oltre a un leggero utile – un aumento del fatturato del 32 per cento (da 1,053 milioni a 1.387) e del Margine Operativo Lordo (+61%). Una crescita dovuta alle diverse commesse affidate alla società, unità all’attenzione ai costi. Si segnala inoltre che – nell’ultimo anno – l’azienda ha assunto e il personale dell’ufficio tecnico (diretto dall’ingegner Roberto Salvadori) è passato a 10 unità.

“L’obiettivo – ha sottolineato il presidente Scuri illustrando il nuovo Piano industriale – è quello di arrivare entro tre anni a ricavi per 3,5 milioni, con ricadute dirette sui territori per 150 milioni di euro (valore di realizzazione delle opere). Non è un sogno, ma un progetto concreto che si bassa sulla crescente collaborazione con le Province e gli enti locali, di cui Centro Padane Srl è (e vuole essere sempre di più) il braccio operativo. Ringrazio i nuovi soci e le Province per la fiducia che continuano ad accordarci”.

“Di fronte al continuo taglio delle risorse e alle conseguenze economiche del Coronavirus”, ha aggiunto il presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi, “è essenziale che gli Enti pubblici non rinuncino alle manutenzioni e agli investimenti: Centro Padane Srl è lo strumento collaborativo che ci siamo dati per farlo e su cui vogliamo puntare anche nei prossimi anni, insieme ai Comuni, per dare risposte concrete e ambiziose alle esigenze dei territori”.

Crisi Alco, Lorenzoni: “Governo e Regione Lombardia in campo a difesa dei dipendenti”

in Commercio/Economia/Istituzioni/Parlamento e governo/Regione by
Alco grande distribuzione - foto dal web

“Il Ministero del Lavoro sta monitorando assieme a Regione Lombardia la situazione del Gruppo, l’attenzione delle Istituzioni è molto alta in questo momento”. Così Eva Lorenzoni, Deputato della Lega, che nei giorni scorsi ha presentato, assieme agli altri parlamentari del Carroccio, un’interrogazione al Ministero del Lavoro circa la crisi occupazione del Gruppo L’Alco.

“Nella giornata di oggi – prosegue Eva Lorenzoni – il Ministero del Lavoro ha risposto con una nota, dove delinea un quadro puntuale circa la grave situazione del gruppo, che ha portato alla chiusura dei punti vendita Despar e Altasfera.

Come ho voluto evidenziare nella mia interrogazione la cosa più importante è certamente la tutela dei lavoratori, circa 700 dipendenti, e il Governo condivide questa linea programmatica. I contatti con Regione Lombardia in queste ultime settimane sono stati costanti e il 15 di aprile si è tenuto un incontro dove l’azienda ha comunicato che il giudice delegato sarebbe orientato ad autorizzare la richiesta di ricorrere alla CIGS per le due delle tre ragioni sociali del gruppo già in concordato. Inoltre viene riferito che sarebbe stata presentata presso il tribunale la richiesta di concordato anche per l’altra ragione sociale, per cui verrà richiesta, anche in questo caso, la cassa integrazione per cessazione.
A questo occorre aggiungere come qualcosa sembrerebbe muoversi circa una possibile acquisizione da parte di un player primario del settore, che potrebbe garantire la riapertura di più della metà dei punti vendita al dettaglio e di tutti i centri commerciali. Inoltre l’azienda ha riferito come sia pervenuta l’offerta di un altro attore economico, in competizione con quella arrivata in precedenza. A questo proposito il giudice sarebbe orientato a una gara competitiva per l’assegnazione degli asset aziendali.
Esattamente come sta facendo Regione Lombardia, pronta ad attivare le politiche attive per il lavoro, continueremo a monitorare da vicino la vicenda, tenendo conto di come l’obiettivo primario sia garantire ingressi economici nell’immediato ai dipendenti, cercando di fare in modo – conclude Lorenzoni – che le ipotesi di acquisizione possano concretizzarsi con la minor perdita possibile di posti di lavoro”.

Crisi gruppo Alco, il caso arriva in parlamento

in Alimentare/Commercio/Economia/Istituzioni/Parlamento e governo/Politica by
Alco grande distribuzione - foto dal web

Il caso del gruppo L’Alco di Rovato arriva in parlamento con un’interrogazione depositata dalla Lega di Brescia. La catena gestisce i supermercati Despar, Interspar ed Eurospar, ma è alle prese da tempo con una pesante crisi finanziaria che ha portato a chiusure temporanee.

Nei 44 punti vendita sono circa 700 le persone occupate e proprio sulla loro sorte si è concentrata l’attenzione dei deputati bresciani Eva Lorenzoni (primo firmatario), Simona Bordonali, Giuseppe Donina, Paolo Formentini, Matteo Micheli e Raffaele Volpi.

“Visto il grave clima di incertezza che interessa i lavoratori del Gruppo L’Alco – spiega Eva Lorenzoni – ho ritenuto fondamentale coinvolgere il Ministero del Lavoro con questa interrogazione, per cercare di fornire delle risposte ai numerosi dipendenti interessati. Occorre ricordare come il gruppo controlli i marchi Despar e Altasfera, per un totale di 44 punti vendita che danno lavoro a circa 700 persone. La mancanza di liquidità da parte dell’azienda, la chiusura temporanea dei punti vendita, ma soprattutto la fine della cassa integrazione Covid, scaduta al 31 marzo, destano enorme preoccupazione tra i lavoratori. Regione Lombardia è già scesa in campo nelle scorse settimane in veste di mediatore istituzionale, assieme alla Prefettura di Brescia, con l’obiettivo di assicurare il pagamento dei tre mesi di stipendi arretrati, oltre alla tredicesima di dicembre. La fase odierna è dunque molto delicata ed è la ragione per cui ho voluto presentare questa interrogazione ai due ministeri coinvolti. Riteniamo che potrebbe essere utile creare di un tavolo istituzionale, coinvolgendo Regione Lombardia, per fornire – conclude Lorenzoni – risposte ai dipendenti”.

Apindustria incontra i parlamentari della Lega: ecco le richieste

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Istituzioni/Parlamento e governo/Politica by

Iniziare a normalizzare progressivamente il mercato del lavoro e sospendere l’entrata in vigore della legge sulla crisi d’impresa almeno fino alla fine del 2022. Sono due delle richieste sulle quali il Presidente di Confapi Apindustria Brescia Pierluigi Cordua, affiancato dal Vice Presidente Vicario Marco Mariotti e dal presidente di Unionalimentari Paolo Uberti, ha sollecitato ieri i tre parlamentari bresciani Simona Bordonali, Stefano Borghesi ed Eva Lorenzoni. «È necessario iniziare a sbloccare il divieto dei licenziamenti per le attività che sono già ripartite – afferma Cordua -. Il mercato del lavoro va riportato progressivamente alla normalità a piccoli passi ed è necessario avviare fin da ora un movimento di sblocco della situazione. Che non sia repentino e che sia invece graduale a seconda delle situazioni e fermo restando, ovviamente, il mantenimento della cassa Covid per le imprese che ne avessero ancora bisogno». Cordua si è detto anche molto preoccupato per l’ormai imminente entrata in vigore della legge sulle crisi d’impresa: «Una legge pensata per una situazione ante Covid e che ora non è più adeguata – sottolinea Cordua -. Il rinvio dell’entrata in vigore al prossimo 1° settembre non è sufficiente per ristabilire la situazione economica, perché il mercato e le imprese in questo momento hanno ancora bisogno di alcuni anni per assestarsi e recuperare quanto perduto. Per noi è necessario rinviare l’entrata in vigore della norma almeno fino alla fine del 2022». Tra le altre richieste non meno importanti: la necessità di prevedere dei ristori anche per il mondo industriale del settore HORECA, impossibilitato di fatto a lavorare ma senza alcuna forma di sostegno; l’azzeramento dell’IRES e dell’IRAP alle aziende che nel 2020 hanno subito un calo del fatturato superiore al 30%, in quanto è evidente che queste imprese hanno o avranno crisi di liquidità e devono quindi essere sostenute e non certo costrette ad indebitarsi per pagare tasse. Resta aperto ovviamente anche il nodo della campagna vaccinale e della necessità di coinvolgere in maniera diretta le aziende e gli imprenditori in modo che diventino promotori e testimonial della campagna vaccinale anti-covid anche attraverso il coinvolgimento dei medici del lavoro. «È una campagna che stiamo sostenendo da settimane – ricorda Cordua -, rispetto alla quale i consensi sono stati tanti. Ora è arrivato il momento di dare attuazione a questa proposta perché il Paese, non certo solo le imprese, ha bisogno che venga impiegata ogni risorsa possibile per fare in modo che la campagna vaccinale abbia successo e venga attuata in tempi rapidi. Solo in questo modo ci potrà infatti essere una ripresa dell’economia». 

Fiere, la Regione stanzia 1 milione di euro: “Settore abbandonato dal Governo”

in Economia/Eventi/Fiere/Istituzioni/Regione by

Regione Lombardia è pronta a sostenere il sistema fieristico. Dal 10 febbraio al 2 marzo 2021 potranno essere presentate le domande per accedere ai contributi previsti dal ‘Bando di sostegno alla ripresa del sistema fieristico lombardo 2021’ che mette a disposizione 1.000.000 di euro.

L’iniziativa è finalizzata a promuovere la ripartenza del comparto dopo la crisi indotta dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, sostenendo l’organizzazione e lo svolgimento delle manifestazioni di livello internazionale e nazionale del calendario regionale 2021.

GUIDESI: AIUTI PERCHE’ FIERE DIVENTINO SISTEMA – “Con questa misura – ha detto Guidesi – concentriamo la nostra attenzione al comparto fieristico, uno dei settori più colpiti dalla crisi economica. Attraverso le fiere facciamo conoscere al mondo le eccellenze lombarde e per questo non possiamo più permetterci di bloccare un sistema così strategico. Regione Lombardia, anche in questo caso, vuole fare concretamente la sua parte e la misura va in questa direzione; adesso ci attendiamo dal Governo che si attivi per concedere i fondi rimasti bloccati e permettere al settore di poter tornare a lavorare. Sarà fondamentale a medio-lungo termine che il settore fieristico Lombardo diventi sistema. La ripartenza delle fiere sarà fondamentale anche per tutta la filiera, di cui troppo spesso ci si dimentica, come ad esempio gli allestitori, fornitori e i servizi”.

CHI PUÒ PARTECIPARE – Gli organizzatori di manifestazioni fieristiche che, alla data del 31/12/2020, abbiano almeno una manifestazione fieristica riconosciuta di livello internazionale o nazionale inclusa nel Calendario Fieristico Regionale 2021, approvato da Regione.

I PROGETTI – I progetti devono riguardare la realizzazione di una manifestazione fieristica in presenza, eventualmente affiancata da una versione virtuale in corrispondenza con la versione in presenza. Sarà ammissibile anche la sola versione virtuale in caso di perdurare dell’emergenza. Le manifestazioni devono avere qualifica internazionale o nazionale e svolgersi nel 2021.

SPESE AMMMESSE – Le spese ammissibili includono tutte le spese base di organizzazione di una fiera, quali: locazione dell’area espositiva, gli  allestimenti per aree comuni (palchi, aree convegni, aree buyer, aree B2B, aree catering); la pubblicità su media, comunicazione online, catalogo e materiali cartacei di promozione; i canoni per la locazione di siti web, piattaforme ed applicazioni informatiche – Consulenze informatiche per lo sviluppo, l’adattamento o l’aggiornamento siti web, piattaforme ed applicazioni informatiche; le spese per sicurezza e prevenzione del contagio, inclusi materiali di consumo e personale esterno per security , le consulenze per la ricerca di buyer e clienti all’estero, le spese per l’accoglienza di operatori e buyer esteri e il personale interno dipendente dedicato all’organizzazione e gestione della manifestazione, fino a un massimo del 20% del totale del progetto)

GLI IMPORTI – L’importo dell’aiuto è pari al 40% spese presentate fino a massimo di: 40.000 euro  per le fiere di livello internazionale e  25.000 per le fiere di livello nazionale Qualora la manifestazione, inizialmente calendarizzata per il 2020, sia risultata beneficiaria di un contributo sul precedente “Bando per la promozione e lo sviluppo del sistema fieristico lombardo 2020” (dell’importo massimo di € 35.000), ma sia stata rinviata al 2021 a causa dell’emergenza, potrà comunque ottenere un finanziamento anche sul bando in oggetto, purché su differenti spese e per un importo massimo inferiore, pari a 25.000 euro per le fiere di livello internazionale e 15.000 euro  per le fiere di livello nazionale.

PROCEDURA – Le domande saranno ammesse tramite procedura valutativa a graduatoria. Gli aiuti saranno erogati a saldo, a rendicontazione del progetto e delle spese, da presentare entro il 31 dicembre 2021. (LNews)

Regione, già partiti 5mila bonifici a sostegno delle micro-imprese esclude dal Dl Ristori

in Economia/Istituzioni/Regione by

Circa 5.000 bonifici già consegnati: liquidità fresca e ossigeno per le microimprese lombarde escluse dai DL ristori del Governo.

E’ già stato erogato il primo flusso di pagamenti degli indennizzi che il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e la Giunta mettono a disposizione delle filiere produttive che stanno soffrendo particolarmente gli effetti della crisi economica.  Le conferme e l’apprezzamento per questa tempestività arrivano dalle associazioni di categoria che hanno segnalato soddisfazione da parte dei titolari delle aziende loro associate.

“Nel segno della concretezza e della immediatezza – commenta il governatore – sono stati  già disposti bonifici a favore di circa 5.000 su circa 19.100 microimprese che hanno presentato correttamente la domanda di sussidio regionale dell’Avviso 1, per un valore totale di oltre 6,6 milioni di euro. Con la stessa tempestività seguiranno gli altri flussi di pagamenti fini a completare l’erogazione di tutti i sussidi dell’Avviso 1 che ammontano a circa 28 milioni”.

“Il pacchetto di aiuti – spiega il presidente Fontana – che abbiamo chiamato ‘Rilancio Lombardia’  tiene conto delle necessità delle microimprese e mette a disposizione, da subito, risorse vitali per una parte importante del sistema economico della nostra regione”.

Il piano ‘Rilancio Lombardia’, recentemente rifinanziato dalla Giunta regionale, mette a disposizione oltre 210 milioni di risorse e ha una sua articolazione specifica negli ‘Avvisi’ che rientrano, in questo caso, nell’azione ‘Sì Lombardia’.

“Interventi – prosegue il presidente Fontana – a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese lombarde ispirati a tre principi fondamentali.  Il primo è quello di ‘non lasciare indietro nessuno’ integrando i ristori governativi evidentemente insufficienti per le microimprese e destinando supporto anche a quelle platee completamente dimenticate dal Governo come quelle dei lavoratori autonomi senza partita IVA”.

“Il secondo principio ispiratore – rimarca il presidente Fontana –  è quello della semplificazione burocratica, come dimostrato dal fatto che in appena 5 giorni lavorativi sono state presentate oltre 19.000 domande interamente on line, senza necessità di allegare alcuna autocertificazione. Il terzo principio è quello della rapidità di esecuzione: avevamo previsto di fare arrivare i bonifici entro Natale e la partenza di questo primo flusso di pagamenti è la prova migliore di qualunque altra parola”.

‘Rilancio Lombardia’ è una misura deliberata dalla Giunta regionale lo scorso 17 novembre e, dopo pochi giorni,  è stato aperto il sistema di presentazione della domanda on line dal 23 al 27 novembre sul sito www.bandi.regione.lombardia.it con apposite finestre dedicate a specifiche attività e con il coinvolgimento delle microimprese con codici Ateco relativi a comparti che hanno subito i più gravi effetti della crisi provocata dalla pandemia. Il primo flusso di pagamenti è partito a 5 giorni dalla chiusura del primo Avviso.

Allo stesso modo funzionerà l’Avviso 1-bis che aprirà la piattaforma di presentazione delle domande dal 9 al 15 dicembre, con un ulteriore stanziamento complessivo di 43,7 milioni di euro sempre a sostegno delle micro imprese lombarde di altre filiere produttive particolarmente penalizzate dalla crisi economica conseguente a quella sanitaria.

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