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Agricoltura, dalla Regione 17,4 milioni alle imprese contro il caro-energia

in Agricoltura e allevamento/Economia/Istituzioni/Regione by

L’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi ha annunciato che la Regione Lombardia ha avviato le procedure per la modifica del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per attivare la misura 22 che prevede un sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori e PMI particolarmente colpiti dalle conseguenze della guerra.

“L’aumento dei prezzi dell’energia, dei concimi e dei mangimi – ha sottolineato l’assessore – sta mettendo in ginocchio intere filiere. Oggi Regione Lombardia avvia le procedure per una misura specifica volta a fornire un sostegno temporaneo eccezionale. Una previsione di spesa di 17,4 milioni di euro per due settori che più di altri stanno sentendo gli effetti della guerra in Ucraina: il suinicolo e quello del bovino da latte di montagna. Metteremo in campo le stesse modalità di intervento fatte ai tempi del Covid: liquidità immediata a burocrazia zero per far respirare le imprese”. “Abbiamo l’obiettivo di aprire il bando – ha detto – già nelle prossime settimane”.

La Regione Lombardia ha un sistema agricolo che dipende significativamente dalla fornitura di energia, prodotti fitosanitari, concimi e mangimi. Pertanto, le imprese agricole lombarde registrano problemi in termini di redditività. La misura prevede per le aziende suinicole un sostegno da 7.000 euro (per imprese fino a 500 uba) e 15.000 euro per le imprese con più di 500 uba allevati. Per le aziende di latte situate in montagna il contributo è di 5.000 euro (fino a 30 uba allevati) o 10.000 euro (oltre i 30 uba).

Per quanto riguarda il settore suinicolo, la scelta è motivata dalla stima dei maggiori costi che impattano sulle imprese agricole e che sfiorano i 103.000 euro per le aziende che allevano granivori. Inoltre, per il settore suinicolo nel 2022, come indicato dallo studio Crefis dell’Università Cattolica di Piacenza, si sta assistendo a un significativo calo di tutti gli indici di redditività.

La scelta di concentrare l’intervento sull’allevamento bovino da latte nell’ambito montano è motivata dal fatto che in questo contesto le aziende hanno una minore redditività (il rapporto Reddito netto/ricavi nella montagna alpina è sceso al 16,9%) e i costi espliciti, tra i quali gli alimenti acquistati, hanno una più alta incidenza sui ricavi (pari all’83,1% nel 2021). A causa della siccità sono aumentate le difficoltà di reperimento dei foraggi e mangimi e incrementati i costi di trasporto, con un peggioramento di tale incidenza. L’area montana alpina è un ambito fortemente specializzato nell’allevamento da latte e ciò comporta ridotti margini di manovra per far fronte all’incremento dei costi.

“Tante realtà di montagna – ha spiegato l’assessore – sono già ai margini della redditività e rischiano la chiusura. Al di là dell’aspetto economico c’è un rischio serio collegato all’abbandono dei territori, con conseguenze anche di carattere ambientale”. “Tutelare le nostre imprese agricole – ha concluso l’assessore – significa tutelare i consumatori e la sicurezza alimentare di ciò che mangiamo. Siamo la prima regione agricola d’Italia e intendiamo tutelare le nostre filiere di qualità”.

Lombardia, 4 milioni di contributi per filiere produttive e servizi: via alle domande

in Bandi/Economia/Istituzioni/Regione by

Si sono aperti ieri, 5 settembre, i termini per presentare domande di contributo per il bando promosso da Regione Lombardia e Camere di Commercio lombarde ‘Innovazione dei processi e dell’organizzazione delle filiere produttive e di servizi e degli ecosistemi industriali produttivi ed economici in Lombardia’.

OBIETTIVO DEL BANDO – Favorire lo sviluppo di interconnessioni tra le imprese a sostegno dell’innovazione dei processi e dell’organizzazione, anche attraverso interventi di digitalizzazione, per incrementare la loro competitività. Il bando è finalizzato a sostenere l’avvio di nuove filiere ed ecosistemi e il rafforzamento di filiere già costituite con finanziamenti a fondo perduto per aggregazioni di minimo dieci imprese lombarde.

STRATEGIA SETTORIALE – “Vogliamo passare da una sperimentazione attivata con la manifestazione di interesse sulle filiere e sugli ecosistemi lombardi dichiara l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia. a una strategia strutturale. Questo bando va proprio in questa direzione, sostenere una visione a medio-lungo termine con la connessione dei know-how di cui disponiamo. Siamo convinti che una pianificazione strategica settoriale ci consentirà di anticipare i tempi e di certificare le nostre leadership. Capofila, fornitori, università, centri di innovazione insieme verso il futuro con il sostegno di Regione Lombardia”.

PRESIDENTE UNIONCAMERE LOMBARDIA: AIUTIAMO TRANSIZIONE DIGITALE – “Con questo bando vogliamo finanziare aggregazioni e progetti di filiera per incoraggiare le imprese a collaborare tra loro per ridurre i costi del divario tecnologico” dichiara il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio. “Grazie a innovazioni di processo e organizzative è possibile un salto di qualità per accelerare la transizione digitale con una gestione dei processi produttivi e di servizio orientata a più elevati livelli di produttività per clienti e consumatori”.

FILIERE – Si intendono raggruppamenti articolati di imprese legate da rapporti di dipendenza funzionale a monte e a valle del processo produttivo che operano anche in collaborazione con enti di ricerca, di formazione, intermediari finanziari, fondazioni e altri attori strategici dello sviluppo economico e territoriale. La successione di attività degli attori delle filiere e degli ecosistemi inizia con la produzione delle materie prime, proseguendo con la loro lavorazione, fino ad arrivare alla realizzazione e alla distribuzione sul mercato di prodotti e servizi. Tali attività sono svolte da imprese di diversi settori economici, di dimensione diversa, operanti anche in ambiti territoriali localizzati in diverse aree del territorio lombardo e che operano in modo integrato all’interno della catena del valore di determinati prodotti e servizi.

CHI PUO’ PARTECIPARE – Filiere che hanno presentato domanda entro il 15 settembre 2022 a valere sulla ‘Manifestazione di interesse per lo sviluppo e il consolidamento delle filiere 1 produttive e di servizi e degli ecosistemi industriali produttivi ed economici in Lombardia’ e hanno ottenuto riconoscimento da Regione Lombardia entro il 15 ottobre 2022.
Aggregazioni di minimo dieci imprese già costituite o da costituirsi, operanti nell’ambito di una o più filiere produttive e/o ecosistemi industriali, produttivi ed economici che pur rappresentando una filiera non hanno partecipato alla ‘Manifestazione di interesse’.

CONTRIBUTI ECONOMICI REGIONALI – Le risorse stanziate da Regione Lombardia ammontano a 4.000.000 di euro destinate a finanziare ‘progetti di filiera’ sviluppati nell’ambito del partenariato di filiera finalizzati alla innovazione dei processi e dell’organizzazione. I contributi ai progetti sono pari al 50% in percentuale delle spese ammissibili per le piccole e medie imprese e al 15% delle spese per le grandi imprese.

MODALITA’ E TEMPISTICHE – Le domande potranno essere presentate dal 5 settembre 2022 al 17 ottobre 2022. A ciascuna impresa può essere concessa una sola agevolazione su un solo progetto in una sola aggregazione. La presentazione delle domande deve essere fatta su http://webtelemaco.infocamere.it esclusivamente in modalità telematica con firma digitale dalle ore 11.00 del 5 settembre 2022 fino alle ore 16.00 del 31 ottobre 2022.

INFORMAZIONI – I testi completi dei bandi e le istruzioni per compilare le domande sono pubblicati sul sito www.unioncamerelombardia.it (alla sezione Bandi – contributi alle imprese). Per tutte le informazioni consultare i siti internet www.imprese.regione.lombardia.it / imprese@lom.camcom.it

Imprese, le risorse della Regione hanno generato “oltre 1 miliardo di investimenti”

in Economia/Istituzioni/Regione by

Le risorse economiche a fondo perduto stanziate dall’assessorato allo Sviluppo economico della Regione Lombardia per le aziende lombarde ammontano a 195.781.952 euro. Contributi in grado di stimolare ulteriori investimenti per 534.439.668 di euro da parte delle imprese, con un moltiplicatore di oltre due volte e mezzo il contributo pubblico per un complessivo che spera il miliardo di euro.

ASCOLTO MONDO PRODUTTIVO – “Il nostro lavoro – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico – è frutto dell’ascolto, della continua collaborazione tra Regione e il ‘sistema lombardo’. Un’impostazione che si basa soprattutto sul confronto continuo e costruttivo con le imprese e le associazioni di riferimento. Un sano rapporto pubblico-privato, un sano pragmatismo lombardo”.

DETTAGLIO DEI FINANZIAMENTI REGIONALI – I contributi maggiori sono arrivati dalla misura ‘Credito Adesso Evolution’, 37.403.069 milioni di euro. Lo strumento è stato attivato in piena emergenza sanitaria per sostenere PMI, liberi professionisti e studi associati nel superare la fase di difficoltà, garantendo l’accesso al credito e la liquidità in tempi rapidi e riducendo il pricing dei finanziamenti del 3%, con un massimo di 70.000 euro di finanziamento.

PATRIMONIALIZZAZIONE – Altra misura è stata quella della patrimonializzazione. In questo caso le risorse arrivate sul territorio, al momento, sono 18.680.589 di euro. Uno strumento che ha l’obiettivo di sostenere le imprese che vogliono rafforzare la propria struttura patrimoniale e rilanciare la propria attività. La patrimonializzazione risultata essere anche la misura che è riuscita a creare il maggior indotto sul territorio grazie al moltiplicatore generato di ben sette volte il contributo economico regionale. Gli interventi hanno interessato tutti i settori: credito, transizione ecologica, trasformazione digitale, innovazione, rafforzamento delle competenze e della competitività, internazionale e l’attrattività.

31 MISURE ANCORA DISPONIBILI – Sono quindici gli strumenti introdotti dall’assessorato a favore delle imprese lombarde ancora attivi; per tutte le informazioni è possibile consultare il sito www.imprese.regione.lombardia.it. A queste si andranno ad aggiungere, da settembre, ulteriori sedici strumenti per un totale di 325 milioni di euro e, per la prima volta in Italia, ci sarà una programmazione, una calendarizzazione delle misure fino al 2024.

Agricoltura, in Lombardia via ai pagamenti Pac: anticipi per 170.000.000 di euro

in Agricoltura e allevamento/Economia/Istituzioni/Regione by

Regione Lombardia ha iniziato i pagamenti dell’anticipo Pac (Politica agricola comune) a 14.640 aziende agricole: 168,4 milioni di euro totali che saranno erogati alle imprese entro il 31 luglio. Si tratta di una straordinaria iniezione di liquidità per il comparto agricolo lombardo in un momento di difficoltà, causata dalla perdurante crisi idrica e dai rincari energetici che hanno colpito il comparto.

ANTICIPO CONFERMATO – L’assessorato regionale competente evidenzia come si sia riusciti ancora una volta a liquidare l’anticipo Pac nel mese di luglio, proprio nel periodo in cui gli agricoltori sono in campo e hanno maggiore necessità di risorse. In un momento di particolare difficoltà del settore. In alcune zone della regione, è andata persa la metà del raccolto.

UN AIUTO PER IL RILANCIO DELLE IMPRESE – L’emissione di queste risorse servirà ad anticipare i finanziamenti che le imprese riceveranno nell’ambito della Politica Agricola Comune e grazie all’anticipo sarà possibile sostenere e rilanciare il comparto agricolo lombardo, vero motore economico del Paese.

SALDO A NOVEMBRE – L’anticipo Pac alle imprese agricole viene erogato sotto forma di prestito per anticipare i finanziamenti che le imprese ricevono nell’ambito della Politica Agricola Comune. La Regione Lombardia eroga a luglio una quota pari al 70% delle risorse che, in base alla normativa comunitaria, le imprese ricevono a partire dal mese di novembre.

L’anticipo della Pac è stato reintrodotto dalla Regione Lombardia nel 2019 e ora è realtà a livello nazionale. Gli agricoltori non potevano permettersi ritardi, soprattutto quest’anno.

LE RISORSE EROGATE PER PROVINCIA – Bergamo 1.563 aziende, 9.417.394,27 euro; Brescia 3.420 aziende, 28.058.498,19 euro;  Como 221 aziende, 1.152.064,84 euro; Cremona 2.262 aziende, 33.569.465,55 euro; Lecco 88 aziende, 429.022,79 euro; Lodi 606 aziende, 10.565.762,23 euro;
Mantova 2.080 aziende, 22.854.720,01 euro; Milano 891 aziende, 12.907.744,08 euro; Monza E Brianza 103 aziende, 711.982,34 euro; Pavia 3.155 aziende, 47.586.207,68 euro; Sondrio 72 aziende, 268.043,34 euro; Varese 179 aziende, 879.974,23 euro.

Totale Lombardia: 14.640 aziende, 168.400.879,55 euro.

Confartigianato ricorre al Garante contro i click day

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Istituzioni by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

La strada dei click day italiani è lastricata di tante buone intenzioni ma di altrettanti fallimenti, accumulati negli anni, a danno delle imprese che utilizzano questa modalità telematica per presentare richieste di rimborso, di incentivi o di finanziamenti, fino all’esaurimento dei fondi disponibili.

«Abbiamo ripetutamente protestato contro le inefficienze del meccanismo di assegnazione degli incentivi alle aziende tramite il famigerato “click day”. Ora, abbiamo deciso di portare la denuncia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato». Così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti sull’azione che l’11 luglio ha portato Confartigianato Imprese ha presentare all’Antitrust un esposto in cui evidenzia le possibili distorsioni al corretto funzionamento del mercato e alla concorrenza derivanti dalle modalità, sempre più frequentemente utilizzate da parte della Pubblica Amministrazione, di assegnazione degli incentivi finanziari alle imprese aventi diritto in base all’ordine temporale di presentazione telematica delle domande, appunto il cosiddetto Click Day. «L’iniziativa raccoglie il diffuso malcontento degli imprenditori in merito alle criticità, ai blocchi di sistema operativo, alle anomalie e alla discriminazione tecnologica di accessibilità alle piattaforme pubbliche che provoca, nella maggior parte dei casi, l’esaurimento delle risorse messe a disposizione in un arco temporale brevissimo – prosegue il presidenteMassetti – e tutto questo finisce per generare un’irragionevole ed illegittima disparità di trattamento ai danni di alcune imprese, soprattutto micro e piccole, a favore di altre aziende che ne risultano avvantaggiate mediante una selezione che finisce con l’essere “puramente casuale”».

La Confederazione chiede quindi all’Antitrust di assumere le opportune iniziative che prevedono la possibilità, per la stessa Autorità, di segnalazione a Parlamento e Governo, affinché adottino le azioni necessarie per rimuovere o prevenire le distorsioni o, in alternativa, nei casi più gravi, di agire in giudizio contro gli atti amministrativi e i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che vìolino le norme a tutela della concorrenza e del mercato.

Fondi Pnrr, Alghisi (Provincia): inaccettabile che i progetti dei Comuni non siano stati accolti

in Economia/Edilizia/Istituzioni/Provincia di Brescia by

Il Presidente della Provincia di Brescia, Samuele Alghisi, interviene con una nota in merito alle graduatorie provvisorie del PNRR, che di fatto hanno accolto solo 25 delle 341 domande complessive presentate dai comuni lombardi.


“Mi sono già confrontato con il Presidente di UPL, Luca Santambrogio, perché ritengo inaccettabile che progetti importanti, validi, presentati dai comuni bresciani e dalla stessa Provincia non siano stati presi in considerazione. Stiamo parlando, per quanto riguarda il nostro territorio, di progetti e interventi di messa in sicurezza per le nostre scuole, in favore degli oltre 50mila studenti che le frequentano, ma, degli 80 milioni richiesti, ci viene riconosciuta solo una parte residuale, inferiore ai due milioni di euro e relativa soltanto a 5 delle 61 domande presentate. Faccio mie le istanze che giungono dal territorio, d’accordo con tutti quei sindaci che in questi mesi hanno sacrificato tempo e risorse con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei propri cittadini e che si vedono rifiutati importanti progetti senza comprendere con quale logica la provincia di Brescia e la Lombardia siano state quasi ignorate”.
L’appello del Presidente Alghisi va ai Parlamentari bresciani, affinché venga valorizzato il lavoro dei tanti comuni che si erano fatti trovare pronti e preparati al click day.


“Stiamo parlando di una Provincia più grande di sei regioni italiane, che conta 205 comuni, di una Provincia che gestisce 1200km di strade, 153 edifici scolastici, che conta 1,3 milioni di abitanti. Mi auguro che i fondi necessari del PNRR arrivino sul nostro territorio e che si tenga conto dell’importanza delle realtà provinciali, dei centri più piccoli, che a maggior ragione hanno bisogno del supporto necessario per creare sviluppo e collegamenti. Sollecito i parlamentari bresciani, e mi auguro che questa crisi di Governo non affondi definitivamente le nostre speranze, affinché sia scorsa la graduatoria e possano trovare concretizzazione, venendo  quindi finanziati, i progetti presentati.”

Regione, altri 325 milioni per sostenere le imprese

in Economia/Istituzioni/Regione by

Sono 325 i milioni di euro per sostenere le imprese lombarde. A tanto ammonta il nuovo pacchetto economico presentato oggi dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi.

PRESIDENTE FONTANA: PIANO DI INTERVENTI A TUTTO CAMPO – “Un piano di interventi – ha evidenziato il presidente Fontana – rivolto al sostegno delle piccole e medie imprese lombarde, che riguarda diversi ambiti: la transizione ecologica, la trasformazione digitale, l’innovazione, il rafforzamento delle competenze e la competitività, anche internazionale”.

“Quando si devono affrontare momenti difficili – ha proseguito il governatore – compito delle istituzioni è dare risposte chiare. Regione Lombardia, come dimostra questo provvedimento, affronta i problemi e individua le strade migliori da percorrere sulla base dell’ascolto e di basi scientifiche certificate da enti terzi. La nostra concretezza, infine, si evidenzia con interventi che hanno anche un valore economico davvero importante”.

Per la prima volta le sedici misure del pacchetto, in attivazione da settembre di quest’anno a fine 2024, vengono presentate e calendarizzate con grande anticipo per dare la possibilità alle PMI lombarde di organizzarsi e pianificare eventuali investimenti.

ASSESSORE GUIDESI: PROGRAMMAZIONE DETTAGLIATA E CERTA – “Oggi – ha detto l’assessore Guidesi – abbiamo deciso di anticipare i tempi, una scelta presa insieme alle associazioni di categoria durante il tavolo competitività, per fare in modo di avere una concreta pianificazione degli strumenti che Regione Lombardia metterà a disposizione delle imprese fino al 2024. Questo nel pieno rispetto di una pianificazione degli investimenti da parte delle imprese stesse. È la prima volta che si fa una programmazione così dettagliata e pensiamo di poter dare alle aziende maggiori possibilità di partecipazione alle nostre misure e soprattutto una calendarizzazione certa su come, dove e quando Regione Lombardia possa essere loro utile. È il ‘modello lombardo’: ascolto, condivisione delle scelte con il ‘sistema lombardo’, programmazione e utilizzo di tutte le risorse economiche a nostra disposizione”.

INTERVENTI PER TUTTI I SETTORI PRODUTTIVI LOMBARDI – Tra i primi a partire i fondi a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI lombarde e dello sviluppo aziendale e un nuovo strumento finanziario per il sostegno alle start-up innovative e ad alto potenziale. Contemporaneamente partirà un’azione di accompagnamento per lo sviluppo delle competenze delle imprese che consentirà di massimizzare l’efficacia degli investimenti in coerenza con la Strategia regionale di specializzazione intelligente per ricerca e innovazione S3. A seguire, per consolidare a tutto campo il rilancio e la crescita del nostro sistema produttivo, saranno varati interventi di sostegno al microcredito per nuove imprese, alla trasformazione digitale dei modelli di business, all’attrazione di investimenti esteri, al rafforzamento della competitività delle filiere e degli ecosistemi produttivi in Lombardia, alla partecipazione delle PMI alle fiere internazionali e all’efficientamento energetico degli impianti produttivi delle imprese.

INFORMAZIONI – Tutte le misure regionali sono disponibili sul sito di Regione Lombardia esclusivamente dedicato alle imprese www.imprese.lombardia.it.

Regione, 1,5 miliardi di euro in tre anni per il piano casa

in Economia/Edilizia/Istituzioni/Regione by

È di oltre un miliardo e mezzo di euro la somma per il Piano regionale dei Servizi abitativi per il triennio del 2022-2024. Il provvedimento, approvato dalla Giunta, è stato illustrato oggi dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana e dall’assessore alla Casa e Housing sociale, Alessandro Mattinzoli. Ora passerà al vaglio del Consiglio regionale per la definitiva approvazione.

FONTANA: OBIETTIVO UNA MIGLIORE QUALITA’ DELLA VITA – “Un intervento importante – ha commentato il presidente Fontana – che ha come principale scopo quello di ristrutturare e riorganizzare il patrimonio esistente. In questo modo vogliamo valorizzare gli immobili, ad esempio anche grazie ai lavori di efficientamento energetico, ma anche puntare su progetti di rigenerazione urbana in grado di migliorare la qualità della vita e la sicurezza di chi abita in questi edifici. Un’azione, dunque, che ha una valenza sia sociale, sia ambientale”.

Il presidente Fontana, poi, ha voluto sottolineare “come questo Piano sia stato realizzato con un confronto costante che ha coinvolto l’Associazione dei Comuni della Lombardia e i sindacati, con un’attenzione particolare rivolta a misure di welfare, come i contributi all’affitto o la ‘premialità’ per quegli inquilini, in particolare anziani, che hanno sempre pagato quanto dovuto”.

MATTINZOLI: FAMIGLIA AL CENTRO DEL NOSTRO PROGETTO  – “Le peculiarità di questo piano – ha spiegato Mattinzoli – sono innanzitutto le assegnazioni rapide, la riqualificazione e la rigenerazione degli spazi comuni. Questi interventi, in spazi comuni, fanno comprendere quanto la città possa essere inclusiva e attrattiva. Giusta e doverosa, poi, un’attenzione che deve diventare maniacale, per le fasce più fragili e per gli anziani. Il tutto anche attraverso il recupero della legalità e la presenza delle istituzioni. Regione Lombardia, con il miliardo e mezzo messo in campo, ha dimostrato di voler rimettere la casa al centro dell’agenda politica e con la casa, la famiglia e la persona”.

Il piano si basa su 5 assi: Sostenibilità, Welfare abitativo, Cura del patrimonio, Rigenerazione urbana, Housing sociale.  Le risorse totali a disposizione sono di 1.537,2 milioni di euro. Di queste 363.5 milioni sono stanziate da Regione Lombardia, 934.6 milioni dal Pnrr, 192.7 milioni dallo Stato e 46.4 milioni dall’UE.  I fondi saranno gestiti per la maggior parte da Regione (oltre un miliardo) e il resto da Aler ed Enti locali.

CURA del PATRIMONIO (736,7 MILIONI) – Sull’asse ‘Cura del patrimonio’ 736.7 milioni di euro. Saranno impiegati per piani di manutenzione, abbattimento di barriere architettoniche con il recupero di 150 appartamenti ed altrettanti ascensori, ristrutturazione di 6.000 alloggi sfitti, riqualificazione energetica di 11.000 case.

RIGENERAZIONE URBANA (512,1 MILIONI) – Per la rigenerazione urbana sono previsti 512,1 milioni di euro per riqualificare – attraverso il Pinqua -2.499 alloggi, di cui 889 di Aler. Altri 457 appartamenti di Aler e Comuni saranno invece ristrutturati grazie al Programma Cipe. Da evidenziare che saranno ‘rimessi a nuovo’ 244 alloggi di via Bolla a Milano. 

WELFARE ABITATIVO (210,1 MILIONI) – Per il ‘Welfare abitativo’ 210 milioni di euro destinati a: contributi all’affitto per gli inquilini del mercato privato (30 mila i nuclei che ne beneficeranno nel  triennio 2022-2024) e per quelli delle case popolari (40 mila famiglie sempre per lo stesso periodo); rafforzamento dei progetti C.A.S.A. (Centri Aler per i servizi abitativi) quindi dei Community manager e degli ambulatori. Questi fondi serviranno inoltre per ‘premiare’ gli anziani che hanno sempre onorato l’affitto.  

HOUSING SOCIALE (52 MILIONI) – Le risorse per l’housing sociale ammontano a 52 milioni di euro. Fra gli obiettivi: contributi per il recupero del patrimonio immobiliare non utilizzato per metterlo a disposizione a canoni calmierati e programmi di edilizia universitari. Previsti almeno 1.000 nuovi posti alloggio e riqualificazione di altri 700 per gli studenti. 

SOSTENIBILITÀ (26,3 MILIONI) – Alla ‘Sostenibilità’ sono destinati 26.3 milioni di euro che verranno utilizzati per semplificare le procedure di assegnazione e per sostenere le Aler in caso di morosità incolpevole degli inquilini e di quelli con Isee molto basso. 

Durante la conferenza stampa è stato anche spiegato che sono state oltre 41.000 le domande per i Servizi abitativi pubblici nel 2021, di queste circa 12.000 a Milano città. Oltre l’85% ha un Isee inferiore a 8.000 euro e 2.700 famiglie hanno un componente con disabilità motoria.  (LNews)

Regione, dal 15 giugno attivo il “Pacchetto energia”: oltre 10 milioni per i commercianti

in Economia/Energia/Istituzioni/Regione by

Giovedì 26 maggio, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL) il nuovo bando in tema di ‘efficientamento energetico’, del valore di oltre 10 milioni di euro, destinato ai commercianti.

BANDO APERTO DAL 15 GIUGNO – La misura, fortemente voluta dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico con il concerto dell’assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, sarà disponibile da mercoledì 15 giugno 2022 e intende supportare le aziende e le attività colpite dall’aumento dei costi dell’energia. 

Sempre nel mese di giugno apriranno anche i bandi per le imprese artigiane e per gli impianti natatori e del ghiaccio, a completamento del ‘pacchetto energia’ di Regione Lombardia per un valore complessivo di circa 65 milioni di euro. 

ULTERIORE MILIONE DI EURO PER I COMMERCIANTI – Va sottolineato che Regione Lombardia ha aumentato la dotazione finanziaria della misura a sostegno delle attività commerciali con un incremento dell’investimento pubblico di 1.130.000 di euro che porta così la dotazione finanziaria complessiva a 10.745.500. La misura è realizzata nell’ambito dell’accordo con il Sistema Camerale Lombardo.

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO – Gli interventi regionali sono volti alla concessione di contributi a fondo perduto. Il provvedimento è dedicato esclusivamente alle realtà presenti sul territorio lombardo.

PACCHETTO ENERGIA PICCOLO COMMERCIO – Per le imprese del commercio, della ristorazione e dei servizi, a cui, come detto, sono dedicati di 10.745.500 milioni di euro, l’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile, nel limite massimo di 30.000 euro. Sono ammissibili progetti con un ammontare minimo pari a 4.000 euro. 

A seguire, saranno disponibili anche i bandi per le imprese artigiane e per gli impianti natatori e del ghiaccio.

PACCHETTO ENERGIA ARTIGIANI – Per le imprese artigiane, il cui investimento regionale è di 22,3 milioni di euro, l’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile, nel limite massimo di 50.000 euro. Sono ammissibili i progetti con un ammontare minimo pari a 15.000 euro.

PACCHETTO ENERGIA SPORT – Per sostenere gli operatori economici che gestiscono impianti natatori e del ghiaccio e rischiano il fallimento o l’interruzione dei servizi, Regione ha deciso di attivare un intervento, dal valore di 32 milioni di euro, finalizzato alla sostenibilità gestionale e all’efficientamento energetico degli impianti sportivi. Il sostegno pubblico consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto fino al 80% della spesa ritenuta ammissibile, nel limite massimo di 350.000 euro

INFORMAZIONI – Per tutti i dettagli consultare il sito www.imprese.regione.lombardia.it

Lombardia, sostegni per 22 milioni alle imprese artigiane | Massetti: segnale importante

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Energia/Istituzioni/Regione by

Regione Lombardia ha varato il nuovo pacchetto economico, dal valore di 64 milioni di euro, destinato alle imprese artigiane, ai commercianti e agli impianti sportivi natatori e del ghiaccio. Gli interventi regionali sono volti alla concessione di contributi a fondo perduto per interventi in tema di efficientamento energetico. Alle imprese artigiane sono destinati 22,3 milioni di euro come contributi a fondo perduto fino al 50% della spesa per progetti di ammontare minimo di 15mila euro, nel limite massimo di 50mila. Per il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: «Apprezziamo lo sforzo di Regione Lombardia, le risorse stanziate non risolveranno il problema ma sono il segnale dell’attenzione dell’Assessorato per gli artigiani e le PMI. L’aspetto fondamentale sul quale dobbiamo concentrare ogni attenzione è quello della competitività delle nostre imprese sul mercato internazionale – spiega Massetti – Le bollette bollenti rischiano di rappresentare una pesante palla al piede che di fatto già sbilancia una competizione che ha orizzonti sempre più ampi. Per quanto le aziende potranno produrre in perdita? Quasi il 30% dichiara di farlo. La marginalità è essenziale alla loro sopravvivenza, alla capacità di investire in capitale umano e innovazione perché lo sguardo al futuro non è un’opzione».

LE EVIDENZE AVVISAGLIE NEL PRE-GUERRA

L’Osservatorio di Confartigianato Lombardia evidenzia come l’elevato prezzo delle componenti energetiche rappresentava già una criticità rilevante per oltre il 60% delle imprese artigiane, quota che si attestava a livelli maggiori per le manifatturiere. Tale condizione – il balzo dei prezzi delle commodities energetiche – portava pre-guerra la maggior parte dell’artigianato lombardo (54,4%) ad assorbire i maggiori costi per lo più riducendo i margini e scaricando una parte sul cliente finale, aumentando spesso solo parzialmente i listini. Prima di arrivare a questo passo, molti indicano l’adozione di azioni di ottimizzazione e di riduzione al minimo degli sprechi e dei consumi: nel 28,7% dei casi lavorano in perdita, nel 14,3% dei casi riducono o modificano l’orario di lavoro e nel 6,3% dei casi scelgono di non adempiere a contratti in essere.

PERIMETRO IMPRESE ARTIGIANE MAGGIORMENTE COINVOLTE DA CONFLITTO UCRAINO E CARO BOLLETTE

Nelle prime linee della guerra dei prezzi e dei mercati sconvolti dal conflitto sono compresi più di un quarto (26,2%) degli occupati del sistema produttivo lombardo: si tratta di 156 mila imprese, la quasi totalità con meno di 50 addetti (98,1%), con 1 milione e 98 mila addetti, oltre la metà (54,3%) occupati in micro e piccole imprese (MPI). Nel dettaglio si collocano nella trincea avanzata i settori con una maggiore intensità energetica: dalla metallurgia alla petrolchimica, dalla carta al vetro, dalla ceramica ai trasporti. Nei comparti manifatturieri energy intensive sono sempre più numerosi i casi in cui il divario tra costi e ricavi diventa insostenibile, costringendo al fermo dell’attività: a due anni dal lockdown sanitario siamo arrivati al rischio di lockdown energetico per 4.781 MPI, tra cui figurano le artigiane, con 42.124 addetti.

IMPATTO SU TUTTE LE IMPRESE ITALIANE E LE FAMIGLIE

Le differenti matrici di generazione elettrica dei Paesi europei e le loro evoluzioni nella crisi, determinano un divergente andamento dai prezzi dell’elettricità al consumo. Secondo i dati Eurostat pubblicati giovedì scorso, il prezzo dell’energia elettrica sale dell’82,3% in Italia, un ritmo doppio della media dell’Eurozona, a fronte di un più limitato dinamismo in Germania, dove i prezzi salgono del 17,6%, e in Francia, dove l’aumento si ferma al 6%. Sulla base dell’evoluzione dei prezzi, a parità di consumo, le famiglie italiane nell’ultimo anno hanno speso per l’energia elettrica 5,4 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, pari allo 0,33% del PIL. In chiave territoriale, l’incremento di spesa più elevato lo si rileva in Lombardia con 939 milioni in più, pari allo 0,26 del PIL. L’estensione di queste tendenze sul mercato elettrico delle imprese determinerebbe una perdita di competitività, aggravando la già fragile posizione precedente all’inasprirsi della crisi energetica: nel primo semestre del 2021 una piccola impresa italiana pagava un prezzo dell’elettricità del 12,9% superiore rispetto alla media dell’Eurozona.

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