Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Febbraio 2021

Bonometti (Confindustria): sblocco selettivo e graduale dei licenziamenti, sì alla linea Draghi

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Lavoro by

“Finalmente sta emergendo la consapevolezza che prorogare sine die il blocco dei licenziamenti sarebbe un grave errore, e non solo per le imprese che devono ristrutturarsi adeguandosi ai livelli di mercato imposti dal Covid, ma soprattutto per i lavoratori stessi, la cui tutela deve essere una priorità e disgiunta da quella dello specifico posto di lavoro. In particolare, viene avanzata una proposta selettiva, che comporti una modalità graduale di sblocco, dando priorità all’industria e alle costruzioni. Condivido pienamente la linea indicata dal presidente Draghi – “vanno tutelati i lavoratori, non i posti di lavoro” – questa è la strada da percorrere”.

“Serve urgentemente una seria riforma del lavoro e degli ammortizzatori sociali, in cui l’erogazione della cassa integrazione si possa trasformare in un assegno di riqualificazione professionale e, contemporaneamente vengano formati i lavoratori acquisendo nuove competenze dell’era digitale per far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro”.

A dirlo, in una nota, è il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti.

L’Alco di Rovato: i sindacati proclamano lo sciopero per sabato

in Alimentare/Commercio/Economia by
Alco grande distribuzione - foto dal web

Le difficoltà finanziarie del gruppo l’Alco di Rovato – che gestisce i punti vendita Despar, Eurospar, Interspar e Cash&Carry Alta Sfera – stanno rendendo sempre più difficili i rapporti con i lavoratori e i sindacati, che hanno deciso di proclamare uno sciopero per protestare contro il “preoccupante silenzio” sulla vertenza, che coinvolge 750 famiglie.

L’astensione dal lavoro è stata fissata per sabato 27 febbraio. “Dopo aver lasciato centinaia di famiglie senza retribuzione e aver assicurato trattative per il passaggio di proprietà – si legge in un comunicato di Cgil, Cisl e Uil – i dirigenti del Gruppo sono letteralmente spariti nel nulla. Da qui la decisione delle organizzazioni sindacali di proclamare uno sciopero per l’intera giornata di sabato 27 febbraio”.

Brescia arancione, Confartigianato: bene, ma non dimentichiamo le imprese

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Salute by

All’annuncio della firma di un’ordinanza regionale per l’istituzione di una zona arancio rafforzata nella provincia di Brescia e in altri comuni lombardi dove l’incidenza dei casi di Covid-19 è in aumento, il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti commenta: «L’accelerazione dei contagi in queste zone preoccupa tutti, i cittadini come gli imprenditori, e siamo convinti che azioni mirate e tempestive siano la migliore arma per prevenire conseguenze peggiori, anche legate alla grande incidenza delle varianti sul totale dei casi. Ci auguriamo che, a fronte di un ulteriore sforzo richiesto a chi vive e lavora in queste zone, le Istituzioni riescano a garantire un altrettanto tempestivo intervento per supportare imprese e famiglie in questa ennesima prova contro il virus. Sosteniamo la proposta di accelerare la campagna vaccinale in queste aree, per non appesantire ulteriormente un sistema sanitario sotto stress. Ma riteniamo necessarie anche misure di indennizzo tempestive alle imprese che hanno sede in questi Comuni e vedranno scendere ancora il loro fatturato in un momento già difficilissimo: il rischio è che l’emergenza sanitaria diventi anche una sempre più grave emergenza economica».

E’ ufficiale: Brescia in zona arancione “rafforzata”: attività aperte, scuole chiuse

in Economia/Salute by

Spostamenti limitati al Comune di residenza o domicilio. Scuole di ogni ordine e grado chiuse e attività commerciali aperte, anche se limitate ai residenti del Comune, fatte salve le eccezioni già note per le attività essenziali non presenti nel paese, per la spesa nel supermercato preferito nelle vicinanze e via dicendo.

A comunicarlo – secondo quanto riporta Brescia news (vi rimandiamo al sito per gli aggiornamenti e i dettagli) – è stata poco fa la vicepresidente della Regione Letizia Moratti. La nuova ordinanza regionale verrà firmata nelle prossime ore ed entrerà in vigore dalle 18. Per gli spostamenti fuori dai confini comunali – che dovranno essere giustificati da motivi di lavoro, necessità e urgenza – sarà necessaria nuovamente l’autocertificazione (qui trovate il modulo).

Brescia, inflazione in ripresa a gennaio

in Economia/Tendenze by
Inflazione, foto generica da Pixabay

Nel mese di GENNAIO, per il secondo mese consecutivo, si assiste ad una risalita deltasso congiunturale (+0,5%) e, dopo otto mesi di valori negativi, si registra unavariazione nulla deltasso tendenziale. A renderlo noto è l’ufficio statistica del Comune di Brescia.

Rispetto al mese precedente, gli aumenti più consistenti si sono verificati per le divisioni“Comunicazioni“ (+1,8%, con l’aumento della voce “Apparecchi telefonici e fax”), “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (+1,3%, con l’aumento del “Gas”), “Trasporti” (+1,2%, con l’aumento del“Trasporto aereo passeggeri”), “Bevande alcoliche e tabacchi” (+0,9%, con l’aumentodegli “Alcolici”e dei “Vini”) e“Servizi ricettivi e di ristorazione” (+0,9%). Incrementi più lievi si sono verificati in “Altri beni e servizi” (+0,4%),“Servizi sanitari e spese per la salute” (+0,3%)e “Mobili, articoli e servizi per la casa”(+0,1%).Hanno presentato sostenute diminuzioni, invece, le divisioni“Ricreazione, spettacoli e cultura” (-1,0%, con la diminuzione stimata dei “Pacchetti vacanza”), “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (-0,3%)e “Abbigliamento e calzature”(-0,2%).

Rimanenulla la variazione congiunturale per la divisione “Istruzione”. Analizzando per tipologia di prodotto, si registra un deciso aumento per i “Beni” (+0,6%), dovuto principalmente all’aumento dei Beni energetici regolamentati (+5,1%) e dei Beni alimentari lavorati(+0,2%), a fronte di una diminuzione dei Beni alimentari non lavorati(-0,5%). I “Servizi”invece, complessivamente,presentano valori piuttosto stabili (+0,2%), risultato di due dinamiche opposte: l’aumento dei Servizi relativi ai trasporti(+0,6%) e dei Servizi vari (+0,4%) e la diminuzione dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona(-0,2%). Con riferimento alla frequenza di acquisto dei prodotti, si registra un sostenuto incremento congiunturale per i prodotti a bassa frequenza d’acquisto(+0,7%), seguito da incrementipiù lievi per quelli a altafrequenza di acquistoe perquelli a media frequenza di acquisto (entrambi +0,2%).

Rispetto all’anno precedente, le divisioni che presentano aumenti tendenziali più consistenti sono i “Servizi ricettivi e di ristorazione” (+1,6%), “Altri beni e servizi” (+1,4%) e “Ricreazione, spettacolo e cultura” (+1,4%). Le divisioni invece in calo sono le “Comunicazioni” (-5,4%) el’”Istruzione” (-3,6%).Infine, la “Core Inflation”, che indica l’andamento della componente di fondo della dinamica dei prezzi, cioè l’inflazione al netto della componente volatile (beni energetici e alimentari non lavorati), registravariazioni, congiunturale e tendenziale, entrambe positive (rispettivamente +0,2%e +0,4%).

Confindustria Brescia, ecco l’indice che fotografa la solvibilità delle imprese

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Tendenze by
  • Lo strumento, sviluppato dal Centro Studi di Confindustria Brescia in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, restituisce in un unico valore lo stato di salute delle società di capitali attive nell’industria; può.  essere applicato senza restrizioni geografiche a tutte le imprese manifatturiere.
  • Analizzati i bilanci 2019 di 2.905 imprese, con fatturato complessivo di 34,5 miliardi di euro e valore aggiunto pari a 8,6 miliardi: ne emerge un Made in BS sano, con oltre il 40% delle imprese che si posiziona nelle classi di merito più elevate e appena l’1,2% in quelle più basse. 
  • Alla luce delle forti ricadute economiche della pandemia in atto, che rendono i numeri al 2019 non più in grado di fotografare l’effettivo stato delle imprese, è risultato necessario applicare eccezionalmente il modello ad alcuni possibili scenari volti a simulare l’impatto della crisi sui conti aziendali.
  • Le aziende bresciane hanno affrontato la crisi del 2020 partendo da una situazione più solida rispetto a quanto avvenne nel 2009 davanti alla grande recessione; negli ultimi 12 anni, in particolare, è cresciuta la patrimonializzazione delle imprese della nostra provincia.

È stato presentato, durante una conferenza stampa nella Sala Beretta di Confindustria Brescia, “I.S.M.” – Indice Sintetico Manifatturiero. Lo strumento – sviluppato dal Centro Studi di Confindustria Brescia in collaborazione con OpTer – Osservatorio per il territorio: impresa, formazione internazionalizzazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia – restituisce con un unico valore lo stato di salute delle società di capitali attive nell’industria e definisce la mappa del rischio delle stesse. Si tratta di un modello innovativo, che potrà essere applicato senza restrizioni geografiche a tutte le aziende manifatturiere.

All’incontro sono intervenuti Giuseppe Pasini, Presidente di Confindustria Brescia, Mario Taccolini, Coordinatore strategie di sviluppo del polo di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Giovanni Marseguerra, Ordinario di Economia Politica presso l’Università Cattolica e Direttore di OpTer.

Il gruppo di lavoro ha sviluppato, mediante appropriate tecniche statistiche, un modello che è stato utilizzato su 2.905 società di capitali manifatturiere bresciane, capaci di produrre un fatturato complessivo di 34,5 miliardi di euro e un valore aggiunto pari a 8,6 miliardi. L’obiettivo è stato quello di fornire a ognuna di loro un unico punteggio, capace di sintetizzare il relativo stato di salute economico-finanziaria.

La ricerca – illustrata nella conferenza stampa da Davide Fedreghini e Tommaso Ganugi (Centro Studi Confindustria Brescia e Università Cattolica) – si colloca in un ampio filone di studi di teoria economica originato da Edward I. Altman nel 1968 e determina il giudizio sulla solvibilità dell’impresa a partire dall’interazione dei seguenti quozienti di bilancio:

  • Capitale circolante netto su totale delle attività
  • Riserve su totale delle attività
  • EBIT su totale delle attività
  • Patrimonio netto su totale delle passività
  • Fatturato su totale dell’attività.

Il punteggio che il modello assegna va da 0 ad 1. Più il valore si avvicina ad 1 migliore risulta lo stato di salute dell’azienda, al contrario più il valore tende a 0 più la probabilità di dissesto aziendale è elevata. Lo score, ottenuto tramite il metodo statistico della regressione logistica, è poi suddiviso in otto classi di rating: dalla migliore “A1” alla peggiore “D2”. Il risultato ha delle affinità con gli strumenti tipici del mondo bancario utilizzati per l’erogazione del credito («stress test»). Tuttavia, non vuole assolutamente sostituirsi a loro.

Inizialmente il lavoro è stato effettuato sui bilanci riferiti al 2019, ultimo anno per cui sono disponibili informazioni ufficiali. Il modello costruito dipinge per il 2019 un made in BS complessivamente «sano», con oltre il 40% delle imprese che si posiziona nelle classi di merito più elevate e appena l’1,2% in quelle più basse. 

Alla luce delle forti ricadute economiche derivanti dalla pandemia in atto, che rendono i numeri al 2019 non più in grado di fotografare l’effettivo stato delle imprese, è risultato necessario applicare eccezionalmente il modello ad alcuni possibili scenari volti a simulare l’impatto della crisi economica sui conti aziendali.

Sulla base di tale meccanismo, sono proposte tre simulazioni: lo scenario peggiore (denominato «Zero»), che rappresenta un minimo teorico in cui nel 2020 i ricavi calano, mentre i costi rimangono invariati rispetto all’anno precedente; lo scenario più ottimistico (tra i 3 proposti), in cui i costi calano in relazione al fatturato con la stessa intensità rilevata nella grande recessione del 2009 (e per questo rinominato proprio «2009»); lo scenario più prudenziale (denominato «Intermedio»), in cui i costi calano in relazione al fatturato con un’intensità pari alla metà di quanto rilevato nel 2009.

Gli scenari tracciati delineano tre risposte di intensità diversa dell’industria bresciana alla crisi, che corrispondono a tre livelli di potenziale gravità, a cui fanno tuttavia da contrappeso elementi di cauto ottimismo, legati principalmente a due fattori: la minore caduta del fatturato rispetto al 2009 e la maggiore patrimonializzazione delle imprese della nostra provincia.

Sebbene le prime stime per il fatturato del made in BS nel 2020 siano orientate a un calo dell’11% circa, segnando quindi una caduta notevole, l’intensità risulta significativamente inferiore rispetto a quella sperimentata nel 2009, quando il volume d’affari dell’industria locale subì un calo del 30% circa, con punte anche di oltre -50% nell’ambito della metallurgia. Come già accennato, a ciò si aggiunge il fatto che il sistema industriale bresciano si sia affacciato a questa crisi complessivamente più attrezzato rispetto a quanto non lo fosse nel 2008: nel 2019 il rapporto tra mezzi propri e il totale delle attività si è attestato al 44,8% nei confronti del 29,8% rilevato nel 2008.

Distribuzione delle imprese per classe di merito e scenario

Tali osservazioni – come dimostra la collocazione delle imprese nello schema sopra riportato – rafforzano la percezione di un sistema manifatturiero complessivamente in grado di reggere l’urto della crisi. Si tratta di una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per la tenuta sociale dell’intero territorio.

“I.S.M. rappresenta uno strumento di alto livello, innovativo e fondamentale per le nostre aziende associate, che grazie ad esso potranno affrontare il futuro con una maggiore consapevolezza della loro situazione economica e patrimoniale – commenta Giuseppe Pasini, Presidente di Confindustria Brescia –. La recente crisi legata alla pandemia da Covid-19 ci ha insegnato quanto questi aspetti siano fondamentali, a maggior ragione in un decennio come quello che ci attende, ricco di sfide da vincere. Grazie alla collaborazione con l’Università Cattolica, che si rinnova e prosegue, potremo quindi essere ancor di più in prima fila a fianco del sistema imprenditoriale bresciano, implementando una già ricca offerta che vede Confindustria Brescia impegnata anche nel progetto Brescia Regeneration, con l’obiettivo di tracciare i possibili scenari futuri dell’economia bresciana.”

“Oggi più che mai – aggiunge Giovanni Marseguerra, Ordinario di Economia Politica presso l’Università Cattolica e Direttore di OpTer – è cruciale accrescere e intensificare la collaborazione tra Università e associazioni imprenditoriali e del mondo del lavoro per consentire alle nostre imprese di superare l’odierna crisi sanitaria, economica, sociale, ambientale, e agganciare una ripresa che ancora stenta ad arrivare. La partnership, sempre più consolidata, tra Università Cattolica e Confindustria Brescia si pone in questa prospettiva e si propone di mettere a sistema competenze economico-quantitative e conoscenza del tessuto economico locale per costruire schemi e modelli, interpretativi e previsivi, dell’evoluzione delle variabili economiche in modo da fornire uno strumento di accompagnamento e supporto al sistema produttivo bresciano”

Le attività legate allo sviluppo del modello non sono concluse, ma il progetto è in continua evoluzione. Sono in lavorazione alcuni affinamenti, anche volti a replicare l’iniziativa negli anni a venire. Ciò potrà realizzarsi anche attraverso uno snellimento del lavoro, che, una volta superata l’attuale situazione legata al Covid-19, non necessiterebbe di una valutazione dei possibili shock.

La volontà è di rendere la pubblicazione dello score per l’industria bresciana un momento ricorrente: un appuntamento, destinato non solo agli addetti ai lavori, in cui monitorare puntualmente lo stato di salute dell’industria bresciana. Tali passaggi beneficeranno della complementarità delle competenze in campo, nonché della profonda conoscenza del tessuto economico locale che caratterizza la partnership tra Confindustria Brescia e Università Cattolica. Inoltre, è in fase di redazione un working paper di matrice accademica con l’obiettivo di approfondire le tematiche discusse.

Fondo nuove competenze: accordo quadro Api-sindacati

in Api/Associazioni di categoria/Cgil/Cisl/Economia/Sindacati/Uil by

Con la sottoscrizione in data 29/01/2021 dell’accordo quadro APINDUSTRIA Confapi Brescia e CGIL-CISL-UIL favoriscono l’accesso allo strumento di recente istituzione presso l’ANPAL del Fondo Nuove Competenze (FNC), la cui finalità è quella di “innalzare il livello del capitale umano nel mercato del lavoro, offrendo ai dipendenti  l’opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze e di dotarsi degli strumenti utili per adattarsi alle nuove condizioni del mercato del lavoro, sostenendo le imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi determinati dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il Fondo Nuove Competenze consente alle Impresedi rimodulare l’orario lavorativo dei dipendenti, mantenendo le retribuzioni in essere e salvaguardando l’occupazione, destinando questo tempo a percorsi formativi e di riqualificazione fino ad un massimo di 250 ore per dipendente; la riduzione di orario è finanziata dal fondo con  la riduzione del costo del lavoro e con il riconoscimento delle ore di formazione svolte; tramite l’INPS viene riconosciuto alle imprese un contributo per garantire ai lavoratori, che parteciperanno a tali percorsi formativi, di non avere alcuna conseguenza né sulla retribuzione spettante, diretta e indiretta, né sugli aspetti contributivi e previdenziali.

L’impegno congiunto di APINDUSTRIA e delle OO.SS. consentirà alle PMI del sistema Confapi bresciano prive di rappresentanze sindacali di poter avviare l’iter per l’accesso al FONDO nel rispetto dei principi ispiratori dell’avviso.

I nuovi comunicati della Camera di commercio di Brescia

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia by
La Camera di commercio di Brescia

Pubblichiamo di seguito comunicati stampa della Camera di commercio di Brescia.

17/21 – IL NUOVO PORTALE TACI – CARTE TACHIGRAFICHE ON LINE: WEBINAR GRATUITO DEL REGISTRO IMPRESE, 23 FEBBRAIO 2021

Il 23 febbraio 2021, dalle 9:30 alle 10:30 si terrà il il webinar “Il nuovo portale TACI – Carte tachigrafiche on line”. L’iniziativa, rivolta alle imprese e alle associazioni di categoria che abbiano sottoscritto con la Camera di Commercio di Brescia la convenzione “Telemaco”, ha l’obiettivo di approfondire le modalità di utilizzo del nuovo servizio “TACI”, applicativo che permette alle agenzie di pratiche auto, alle autoscuole e alle imprese di trasporto di gestire la procedura di rilascio delle carte tachigrafiche a distanza, senza la necessità di recarsi agli sportelli della Camera di Commercio.
Il seminario si svolge da remoto e la partecipazione è gratuita, previa iscrizione on line all’evento tramite i Servizi Online http://servizionline.bs.camcom.it
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.bs.camcom.it

18/21 – DAL 9 FEBBRAIO RIAPERTURA SPORTELLO DECENTRATO DI BRENO

Dal 9 febbraio 2021 lo sportello decentrato di Breno della Camera di Commercio è tornato ad essere operativo con le seguenti modalità:

– il martedì e il giovedì con i seguenti orari: dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 15:30;

– l’accesso avviene solo previo appuntamento, da prenotare accedendo ai Servizi Online http://servizionline.bs.camcom.it

19/21 – RUOLO PERITI ED ESPERTI – NUOVE PROCEDURE

A partire dal 1 gennaio 2021 per il Ruolo dei Periti ed Esperti non è più dovuto alcun adempimento legato al rinnovo annuale della tessera personale di riconoscimento ed in fase di iscrizione non si procede al rilascio di alcun tesserino.
Maggiori informazioni sul sito www.bs.camcom.it

20/21 – SPORTELLO BREVETTI E MARCHI – APPUNTAMENTI TRAMITE SERVIZI ON LINE

A partire da lunedì 11 gennaio 2021 è attivo lo sportello virtuale che consente di prendere appuntamenti per i depositi di domande/istanze di proprietà industriale presso lo sportello Brevetti e Marchi, mediante la piattaforma Servizi Online http://servizionline.bs.camcom.it
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.bs.camcom.it

Adriano Gilardone: consulenza, lezioni online e corsi professionalizzanti in statistica

in Economia/Formazione by

Dal 2007 il professor Adriano Gilardone si occupa di consulenza e formazione nel campo della statistica. Dal 2013 ha iniziato a svolgere interamente online la sua attività, tramite l’organizzazione di corsi altamente professionalizzanti.

I pacchetti di ripetizioni di statistica di Adriano Gilardone e i corsi online si articolano principalmente in tre categorie, ossia le consulenze statistiche, i corsi excel e i corsi SPSS.

Come si articolano e quali sono i vantaggi offerti dai corsi del professor Adriano Gilardone

I corsi in consulenza statistica hanno principalmente lo scopo di facilitare la comprensione dell’analisi statistica e si rivolgono anche a chi non possiede una particolare confidenza con i software pensati per la creazione di test, tabelle e grafici. La consulenza statistica offerta dal professor Gilardone ha il vantaggio di essere trasversale perché, non basandosi su dati specifici, riesce a fornire un metodo adattabile a qualsiasi settore.

Le fasi su cui si concentra la consulenza del professor Adriano Gilardone sono le seguenti:

  • preparazione: come reperire e catalogare i dati nel modo corretto
  • pulizia dei dati: come strutturarli ed analizzarli
  • analisi: tecniche da utilizzare per realizzare un’adeguata analisi statistica
  • reportistica: presentazione dei dati attraverso report.

Corsi così pensati, inoltre, hanno l’ulteriore vantaggio di saper raccogliere ed elaborare i dati in file organizzati e distinti per colori, i quali risultano facilmente consultabili anche dai meno esperti.
I corsi excel, a loro volta, sono articolati in diversi livelli di difficoltà proporzionali ai livelli di competenza e abilità acquisite nei vari ambienti excel. I corsi includono anche la preparazione di programmi che aiutano ad automatizzare i processi e soprattutto a far acquisire la metodologia di ragionamento che consente di comprendere il funzionamento di excel e dunque migliorare le abilità nell’utilizzo.

Il professor Adriano Gilardone propone percorsi singoli pensati per affrontare le precise esigenze di utilizzo del programma, mettendo a disposizione il materiale supportato da esempi puntuali e dettagliati.

Anche i corsi dedicati alla conoscenza di excel sono organizzati in fasce di difficoltà crescenti:

  • approccio logico: comprensione della logica su cui si basa excel
  • costruzione della base: vera e propria introduzione dell’ambiente excel, spiegazione delle formule più comuni, strutturazione dei dati, creazione di tabelle e grafici, affiancando alla parte teorica anche esercizi progressivi
  • intermedio: spiegazione di formule avanzate, concatenazione di formule, creazione di programmi per la gestione e l’analisi dei dati
  • avanzato: procedimento nel quale vengono affrontate tecniche statistiche avanzate per l’analisi dei dati con il supporto di componenti aggiuntivi come “Analisi dati”, “Risolutore”, “PhStat”.

I corsi SPSS, infine, sono stati gli ultimi ad essere introdotti dal professor Adriano Gilardone, precisamente nel 2012, poiché introducono l’utilizzo di un potente strumento di analisi che permette di fare statistiche avanzate e si prefiggono perciò lo scopo di far apprendere l’utilizzo di questo software, che in virtù della sua interfaccia grafica, rende il lavoro molto più semplice e immediato.

Anche questi corsi sono pensati per risolvere le esigenze singole dell’utente: sono infatti orientati alla conoscenza delle tecniche statistiche di base e finalizzati alla preparazione di argomenti specifici. L’approccio fondamentale del corso consiste nella strutturazione del dataset in maniera efficace, affinché l’analisi successiva sia soddisfacente e produttiva.

I corsi di Statistiche descrittive convergono sui seguenti ambiti: media, moda, mediana, quartili, deviazione standard, asimmetria, curtosi, distribuzioni di frequenza, grafici, adattamento distribuzioni.

Quelli in Statistiche bivariate invece approcciano alla spiegazione delle tavole di contingenza, test del chi-quadrato, indici di connessione, test a campioni indipendenti, test a campioni appaiati, anova univariata, ancova, correlazione di Pearson, regressione lineare semplice, regressione logistisca semplice, stima di curve.

Le Statistiche multivariate approfondiscono aree tematiche quali anova (multivariata, a misure ripetute, mista, logistica, di Poisson), regressione (lineare multipla, logistica multipla, di Poisson), mediazione, moderazione e modelli misti.

Altre tecniche che completano i corsi del professor Gilardone comprendono l’analisi delle componenti principali, alpha di cronbach, analisi delle corrispondenze, cluster analysis, analisi del discriminante, test non parametrici.

Coronavirus, indagine Confartigianato: tra le aziende crescono intertezza e pessimismo

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Tendenze by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Una riduzione media del fatturato del -25,3% è quanto dichiarano le MPI bresciane per il 2020. Ma se questo risultato è sicuramente prevedibile visto l’anno sconvolto dalla pandemia da Covid-19, c’è da aggiungere che le stesse prevedono per la prima metà del 2021 un ulteriore calo del 17,9% (-15,7% a livello lombardo) rispetto ai primi sei mesi del 2020. Le categorie che segnalano perdite più pesanti (superiori del 30%) di fatturato nel 2020 rispetto al 2019 sono: Trasporto persone, Alimentari (rosticcerie/cibi d’asporto, birrifici, etc.), Moda, Area benessere e Grafici. Sono le stesse imprese che prevedono di iniziare l’anno 2021 registrando variazioni tendenziali del fatturato negative e più ampie rispetto alla riduzione media. 

Aumenta l’incertezza e si allungano i tempi di recupero del fatturato pre-Covid: il 47,1% delle MPI bresciane sono incerte rispetto alle dinamiche future del mercato. Le altre imprese – non incerte – prevedono invece di recuperare i livelli di fatturato pre-crisi entro la prima metà del 2022. Sono i risultati della rilevazione periodica, giunta alla 5a edizione, curata dall’Osservatorio di Confartigianato Lombardia e svolta a inizio 2021 e che ha coinvolto circa 2mila imprese associate, su diverse tematiche: dalla dinamica passata (2020) e futura (primi 9 mesi del 2021) del fatturato, previsioni di recupero, strategia di risposta della crisi, effetto Brexit, digitalizzazione, Piano Transizione 4.0 e gap di genere. 

«Un campanello d’allarme l’aumento dell’incertezza – a Brescia come nell’intera Lombardia – così come preoccupa il previsto allungamento dei tempi per recuperare il fatturato pre-Covid e questo è senza dubbio influenzato da una pandemia con la quale proviamo a convivere, ma ancora lontana dall’essere sconfitta e superata» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «Certo, c’è tutta la voglia, la resilienza e la capacità intrinseca di trovare nuove strategie per recuperare il tempo perso, ma non possiamo condividere la preoccupazione delle imprese e che è cresciuta negli ultimi mesi, segno evidente dell’incertezza che sta caratterizzando queste prime settimane del nuovo anno, nonostante tutte le premesse ci avevano indotti a pensare ad una possibile e più veloce uscita dalla crisi. Ora, i prossimi sei mesi saranno cruciali e molte aziende si giocano tutto. Ci sarà bisogno di sostegno con interventi mirati, ristori, ma soprattutto fiducia e sicurezza, investimenti e scelte ragionate e condivise». 

Tornando all’analisi di dell’Osservatorio di Confartigianato: l’87,5% delle imprese bresciane prevede di adottare strategie reattive nei primi mesi dell’anno per cercare di rispondere alla crisi: diversificando la produzione (il 42,1%), ampliando il numero di committenti (il 57,4%), entrando in nuovi mercati (il 43%) e attivando nuovi canali di vendita (il 51,6%). La quota i MPI bresciane che fino a metà 2021 teme seri rischi operativi e di sostenibilità dell’attività raggiunge il 60,2% (contro il 49,3% a livello lombardo). Si tratta di imprese vitali – precisa lo studio – che nonostante tutto sono riuscite a sopravvivere allo shock conseguente alla diffusione del virus fino ad ora, ma che adesso, trascorso quasi un anno, devono fare i conti con un mercato ancora non favorevole al loro business (trasporto persone, rosticcerie/cibo d’asporto, birrerie, etc.). Va tenuto conto che queste MPI, che oggi si trovano davanti un mercato che risente ancora delle limitazioni per il contenimento della pandemia, avrebbero quasi certamente ancora spazio nel mercato post pandemia. 

Piano Transizione 4.0 e digitalizzazione: Brescia c’è. Il 18,9% delle MPI bresciane (contro il 16,4% a livello lombardo) intende usufruire di una o più misure del Piano Transizione 4.0. Contando che tra coloro che non intendono farne uso, un 9% ne ha usufruito in passato.  Sale positivamente anche di 9,3 punti la quota di MPI che oggi utilizza almeno uno strumento digitale a seguito dell’emergenza sanitaria.

Superbonus 110%: considerato opportunità dal 46,4% delle MPI delle Costruzioni. Il 24,4% delle imprese del settore che hanno già ricevuto segnali di mercato – dai primi contatti e preventivi, fino all’inizio lavori, identifica come principale ostacolo la burocrazia (nel 53,3% dei casi).  

Brexit: 38,7% MPI lombarde che esportano verso UK ha già riscontrato problematiche di costo/tempo, un ulteriore 32% prevede di subirne in futuro. Per le imprese che intercettano la domanda turistica calo del fatturato 2020 più pesante (-34,3%) ma speranza per le Olimpiadi 2026: per il 18,9% delle MPI bresciane le Olimpiadi invernali potranno fare da volano per la ripresa futuro. Tale quota si alza al 43,5% se consideriamo le sole imprese che intercettano direttamente o indirettamente la domanda turistica. 

Lo tsunami pandemico allarga il gap di genere e incrementa le difficoltà di conciliazione: -29% il trend del fatturato 2020 delle imprese femminile. Va inoltre segnalato che tra gli imprenditori con figli e/o persone non autosufficienti di cui prendersi cura a segnalare di riscontrare maggiori difficoltà nella gestione sono proprio le donne (sono il 34,3% le imprenditrici con figli o altre persone di cui prendersi cura vs 23,8% degli uomini). Ciò influisce in maniera negativa sui risultati d’impresa, difatti le donne con figli e/o altre persone di cui prendersi cura che segnalano difficoltà nella gestione, segnano un calo di fatturato più elevato della media, con una riduzione del -31,2% nel 2020 rispetto al 2019

«Le nostre imprese sono pronte a cambiare per affrontare il futuro. Il Superbonus visto come opportunità dalla metà degli intervistati nonostante oltre la metà segnali ritardi dovuti a burocrazia, complessità e mancate risposte dagli uffici preposti deve essere colto come occasione e prorogato a tutto il 2023 e poi le Olimpiadi lombarde viste come volano per la ripresa, così come la digitalizzazione, sempre più spinta nel suo impatto di investimenti materiali e immateriale.L’analisi ha confermato una triste certezza: come nel mondo dell’occupazione, anche nell’impresa la più colpita – e la meno sostenuta è quella femminile. Le imprese gestite da donne confermano una perdita di fatturato nel 2020 maggiore che quelle maschili. Differenza dovuta al fatto che le imprese femminili si concentrano per lo più in settori fortemente colpiti dalla crisi da Covid-19 della cura della persona e del benessere, oltre che della moda e dove ha influito negativamente sui risultati d’impresa il fatto che il 42% delle imprenditrici ha ritenuto insoddisfacenti i servizi a supporto della persona, costringendole perciò a sopperire a questa mancanza–conclude il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti – la certezza la troviamo nel valore artigiano dei prodotti e dei servizi delle nostre imprese ed è quello che fa e farà la differenza sul mercato interno, così come nella più articolata filiera europea, nella quale potremo senz’altro giocare ancora un ruolo da protagonisti». 

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