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Digital business, dalla Regione quasi 4 milioni a 400 imprese bresciane

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Sono 1.382 micro, piccole e medie imprese di Regione Lombardia alle quali sono stati assegnati contributi per aver aderito alla misura Digital Business per E-Commerce e Voucher digitali I4.0. Sono oltre 14 i milioni di euro stanziati parte di Regione Lombardia e dalle Camere di Commercio lombarde. Un dato che testimonia l’impegno comune a sostegno di innovazione e digitalizzazione per la crescita delle attività economiche e imprenditoriali. Oltre agli 11 milioni e mezzo di euro iniziali si sono sommati altri 3 milioni e 200 mila euro stanziati da Regione Lombardia per soddisfare una platea più ampia di imprese che hanno aderito ai bandi. Le MPMI ammesse al contributo per la linea Voucher Digitali I4.0 sono state 783, alle quali si sommano altre 599 imprese per la linea E-Commerce, portando il totale a 1382.

GUIDESI: SARA’ AUMENTATO L’INVESTIMENTO – “Numeri importanti – ha detto l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, che testimoniano quanto le imprese abbiano apprezzato lo sforzo di Regione Lombardia e Unioncamere Lombarde. Dopo aver verificato il grande interesse per l’iniziativa abbiamo deciso di aumentare l’investimento economico per dare la possibilità al maggior numero di aziende di beneficiare di questa opportunità”.

MAGONI: VALORIZZARE COMPETENZE E PROFESSIONALITA’ – “Ancora una volta Regione Lombardia dimostra con i fatti la sua vicinanza al mondo produttivo, in particolare ai comparti del turismo, della moda e del design, fortemente colpiti dalla pandemia”, ha detto Lara Magoni assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia. “La rinascita – ha aggiunto – parte da azioni profonde e condivise che guardino all’innovazione e alla digitalizzazione. L’obiettivo è valorizzare le competenze e le professionalità delle nostre aziende, senza dimenticare la tradizione e l’operosità tipiche lombarde”.

AURICCHIO (UNIONCAMERE LOMBARDIA) IMPEGNO COSTANTE PER INNOVAZIONE – “Il digitale e l’e-commerce – ha aggiunto il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio – sono sempre più utilizzati dai nostri imprenditori per rilanciare la propria attività. Ne abbiamo avuto conferma dal successo riscontrato da questa misura messa in campo da Regione e dal Sistema camerale lombardo che ha visto esaurire 14 milioni di euro in poco tempo. Le Camere di Commercio lombarde con questa iniziativa confermano l’impegno costante a sostenere i processi di innovazione e digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese lombarde e promuovere la crescita in ottica Impresa 4.0.”

VOUCHER DIGITALI 4.0, I DATI – Al bando Voucher digitali 4.0 sono state ammesse 783 domande per un totale di 8.272.987,33 euro.

Per quanto riguarda le singole province questi sono i dati per territori. Provincia di Bergamo 82 domande ammesse per un contributo di 853.850,30 euro; provincia di Brescia: 184 domande ammesse, per un contributo di 1.975.012,09 euro; provincia di Como: 32 domande ammesse, per un contributo di 345.803,43 euro; provincia di Cremona 20 domande ammesse, per un contributo di 223.477,15 euro; provincia di Lecco: 33 domande ammesse per un contributo di 376.428,49 euro; provincia di Lodi: 4 domande ammesse, per un contributo di 50.000 euro; provincia di Monza e Brianza: 44 domande ammesse, per un contributo di 463.245,80 euro; provincia di Milano: 196 domande ammesse, per un contributo di 2.208.485,02 euro; provincia di Mantova: 70 domande ammesse, per un contributo di 661.465,52 euro; provincia di Pavia: 41 domande ammesse, per un contributo di 331.165,04 euro; provincia di Sondrio: 22 domande ammesse, per un contributo di 199.991 euro; provincia di Varese: 55 domande ammesse, per un contributo di 584.063,49 euro.

E-COMMERCE, I DATI – Al bando E-commerce sono state ammesse 599 domande per un totale di 5.691.612,98 euro.

Per quanto riguarda le singole province questi sono i dati per territori. Provincia di Bergamo: 61 domande ammesse, per un contributo di 629.752,17 euro; provincia di Brescia: 208 domande ammesse, per un contributo di 1.883.337,12 euro; provincia di Como: 14 domande ammesse, per un contributo di 108.496 euro; provincia di Cremona: 17 domande ammesse, per un contributo di 145.853,57 euro; provincia di Lecco: 43 domande ammesse, per un contributo di 399.358,59 euro; provincia di Lodi: 2 domande ammesse, per un contributo di  24.900 euro; provincia di Monza e Brianza: 21 domande ammesse, per un contributo di  223.252,90 euro; provincia di Milano: 137, per un contributo di  1.502.131,80 euro; provincia di Mantova: 9 domande ammesse, per un contributo di 113.693,80 euro; provincia di Pavia: 31 domande ammesse, per un contributo di 207.716,71 euro; provincia di Sondrio: 25 domande ammesse, per un contributo di 160.559,72 euro; provincia di Varese: 31 domande ammesse, per un contributo di 292.560,60 euro.

Le migliori piattaforme digitali per i processi di vendita “business to business” in Cina

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Le migliori piattaforme digitali per i processi di vendita “business to business” in Cina, da Innovation Club.

Wechat, il canale digitale d’accesso al B2B in Cina

L’app di Tencent è la piattaforma più usata in Cina, per questo non può mancare nella tua strategia B2B. Con la sua enorme base di utenti e un numero crescente di funzionalità relative al lavoro, WeChat sembra confondere sempre più la linea di demarcazione tra vita personale e professionale. Di conseguenza, i dipendenti della tua azienda B2B hanno l’opportunità di sviluppare strette relazioni con i tuoi clienti, portando allo sviluppo di più capitale umano. Gli utenti cinesi, infatti, leggono frequentemente i loro messaggi sull’applicazione, utilizzata per comunicare con partner, fornitori e colleghi, organizzare il lavoro e leggere contenuti professionali. La piattaforma funziona dunque come una grande risorsa per la lead generation.

Inoltre, con la tua creazione del tuo Official Account WeChat puoi condividere le tue conoscenze, aggiornamenti sui tuoi prodotti e sugli sviluppi del settore, oltre ad informazioni professionali per farti conoscere da potenziali clienti. Questo ti permette di costruire un’interazione personalizzata one-to-one tra azienda e clienti B2B, che possono anche ottenere l’accesso diretto al servizio clienti quando necessario.

Mini Program per il Business to Business in Cina

I Mini Program e le loro funzionalità stanno diventando sempre più un importante asset strategico per molti brand, cinesi e non. Queste applicazioni personalizzate vengono sviluppate all’interno dell’ecosistema WeChat e possono venire soddisfare qualunque tua esigenza, dallo sviluppo di un e-commerce per vendere direttamente ai tuoi clienti, alla realizzazione di un catalogo in cui spieghi le caratteristiche dei tuoi prodotti e servizi a potenziali clienti. Puoi persino progettare giochi per intrattenere i tuoi follower ed incrementare così la lead generation, soprattutto in occasione di eventi speciali e fiere. Inoltre, avere il tuo Mini Program ti permette di acquisire importanti dati sui tuoi follower, visitatori, potenziali clienti e partner.

I Mini Program sono ottimi strumenti anche per creare un ponte Online-to-Offline, soprattutto durante fiere, esposizioni e convegni. Negli scenari offline, l’utente deve solamente scansionare il codice QR associato al tuo Mini Program per aprirlo. L’accesso a questa sub applicazione permette agli utenti non solo di conoscerti più approfonditamente, ma anche di accedere a una vasta gamma di funzioni. In questo modo, la tua azienda può accedere ai dati dei visitatori fisici e sviluppare con loro un rapporto, così da trasformarlo da potenziale a effettivo cliente. Questa strategia funziona anche al contrario. Coltivando lead online, puoi fornire incentivi ai tuoi follower interessati ai tuoi servizi per avviare contatti offline.

WeCom come piattaforma digitale privilegiata per il B2B in Cina

WeCom è la versione aziendale di WeChat che può essere integrata con i tuoi sistemi HR e utilizzata sia per le comunicazioni interne sia per quelle con i clienti, spostando le conversazioni dai canali privati e garantendo alle aziende una maggiore supervisione delle stesse comunicazioni.

Rispetto alla normale app WeChat, le funzionalità di comunicazione interna di WeCom sono molto più avanzate. Ad esempio, può ospitare fino a 2.000 utenti in una chat di gruppo (su WeChat i gruppi possono contenere massimo 500 contatti), ideale quindi per le grandi aziende. Inoltre, sono presenti una serie di funzioni utili non solo per migliorare la comunicazione tra colleghi di lavoro, ma anche con i clienti.

Puoi integrare WeCom con il tuo account WeChat personale o Official Account, così i clienti che seguono il tuo account possono accedere alla funzione “chat con noi” ed inviare la loro richiesta di contatto direttamente al referente o responsabile di vendita su WeChat Work. In questo modo, i responsabili alle vendite o il team customer care possono comunicare in modo più efficace con i vari clienti e soddisfare meglio le loro esigenze, separando il tutto dalle chat personali.

Baidu Baike

Baidu Baike è l’equivalente cinese di Wikipedia ed è molto popolare tra gli utenti cinesi perché considerato molto affidabile. Infatti, è uno dei siti web più visitati della Cina, con miliardi di ricerche ogni anno. Essendo di proprietà di Baidu, le voci al suo interno sono presenti anche tra i risultati di ricerca del motore di ricerca stesso. Quindi, avere pagine di qualità su Baidu Baike migliora il posizionamento e la visibilità della tua azienda anche su Baidu, il motore di ricerca numero uno in Cina, favorendo la creazione di un’ottima reputazione del brand.

Creare il tuo account su Baidu, ti permette di creare e modificare i tuoi contenuti brandizzati su Baike. È importante tenere aggiornati i tuoi contenuti con le notizie più recenti e materiale di riferimento pertinente al tuo settore. Integrare questa piattaforma digitale nella tua strategia di marketing per il B2B in Cina, ti permetterà di raggiungere clienti che ancora non ti conoscono.

Il website aziendale per il B2B in Cina

Come detto all’inizio, i cinesi usano gli smartphone per assolvere a tutte le necessità della vita quotidiana, compresa quella professionale. Per questo motivo, il sito web aziendale sta perdendo di importanza per la brand awareness nel B2B, come nel B2C. In ogni caso, avere un buon sito Web dell’azienda ti permette di ufficializzare la tua presenza in Cina. Distributori, aziende, professionisti utilizzano i siti aziendali per conoscere i prodotti e/o i servizi delle aziende B2B. Crea il tuo sito ufficiale per offrire una navigazione intuitiva, che permetta ai tuoi potenziali clienti di ottenere le informazioni necessarie per sceglierti. Sul tuo sito web, devi far trasparire la tua competenza e il vantaggio che il cliente ricava scegliendoti rispetto dalla concorrenza. I contenuti che pubblichi devono essere rigorosamente tradotti in cinese semplificato, con immagini adatte al tuo pubblico target. È importante, inoltre, che il tuo sito sia ottimizzato per apparire tra le prime ricerche su Baidu.

Se non vuoi aprire un tuo sito Web ufficiale, puoi collaborare con le principali piattaforme di e-commerce in Cina, molto utilizzate dai clienti B2B cinesi. Su questi portali puoi vendere direttamente i tuoi prodotti e/o servizi. L’e-commerce B2B più famoso in Cina e a livello internazionale è Alibaba, che permette a fornitori stranieri di creare la propria homepage per pubblicare le informazioni sui prodotti, mentre gli acquirenti utilizzano il motore di ricerca per trovare i prodotti necessari. Nonostante tutto, avere un sito aziendale online senza una presenza sulle principali piattaforme digitali non basta più per avere successo nel B2B in Cina. Se vuoi ottenere un vantaggio competitivo nel mercato B2B in Cina, devi elaborare una strategia di marketing digitale adeguata, a seconda del tuo settore, dei tuoi prodotti e del tuo target. Avere un’agenzia altamente qualificata nello sviluppo di strategie marketing per il mercato cinese, ti permette di costruire un’ottima e-reputation e stabilire solide relazioni con i tuoi clienti e partner, ottenendone così fiducia in un breve lasso di tempo.

Digital PR come canale digitale per il B2B in Cina

Investire sul digital PR in Cina può contribuire a migliorare l’immagine del marchio e ad abbattere i costi della pubblicità, in particolare per il settore B2B. Le campagne PR rappresentano inoltre una modalità di promozione dell’azienda con un rapporto costi-benefici molto alto. Il digital PR infatti è la modalità più economica per pubblicizzarsi efficacemente ed in maniera mirata nell’immenso mercato cinese.

In Cina, i media di informazione sono considerati tra i canali più affidabili per ottenere informazioni e crearsi un’opinione. Di conseguenza, quando le aziende adottano questo strumento di marketing, i lettori tendono a dare molta più fiducia al brand. Questo spiega perché molte aziende del settore B2B, come quelle dell’industria cosmetica, usano molto il PR in Cina.

Ecco come l’AI può rendere migliori le relazioni fra le persone

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Le relazioni nel mondo del lavoro sono fondamentali ma oggi, complice anche una compressione delle opportunità di interazione, è sempre più difficile crearne di efficaci e soprattutto che permettano una crescita professionale e umana.

Questo perché, secondo l’intuizione di Massimiliano Baiocco, nessuno si è mai occupato in modo approfondito della fiducia e della sua importanza nelle relazioni.

Massimiliano, vuoi ricordarci prima di tutto qual è l’idea alla base di Hippo e come è nata?

Certamente. Hippo nasce come strumento per misurare la fiducia fra le persone e migliorarne le relazioni. Questo avviene in una rete che non è nata per misurare qualche semplice metrica, ma per permettere alle persone di aiutarsi a migliorare attraverso un lente positiva basata sulle spinte gentili, quelli che vengono chiamati Nudge.

L’idea è nata durante la mia esperienza personale precedente: durante la realizzazione di un video promozionale per la mia azienda mi sono reso conto che quasi tutti i ragazzi intervistati avevano come una patina di grigio, rispetto alla freschezza che li aveva caratterizzati in fase di colloquio iniziale: c’era qualcosa di non detto e non manifestato che aveva offuscato il loro entusiasmo. Così ho investito alcune settimane per intervistarli tutti personalmente ed è emerso un grande problema di fiducia, sia tra colleghi sia trasversalmente alla gerarchia aziendale.

Il passaggio successivo è stato il confronto con altre aziende. Da questo è emerso che il problema non esisteva solo nella mia azienda, ma era piuttosto diffuso e soprattutto non aveva una risposta efficace.

Da qui, la creazione di Hippo è stata quasi un passaggio naturale. A oggi infatti Hippo è l’unica soluzione a livello mondiale in grado di realizzare la misura della fiducia attraverso algoritmi.

Perché è così difficile misurare la fiducia?

Prima di tutto perché si tratta di un valore volatile, la cui tangibilità è piuttosto relativa, nonostante la sua estrema importanza, poi perché è un valore dipendente dal contesto, che tende a modificarsi nel tempo, in funzione della qualità delle nostre relazioni con il prossimo, all’interno e all’esterno della realtà aziendale.

Va detto che in commercio esistono già alcuni sistemi di misurazione. Tutti però si limitano al feedback, un parametro molto lontano dalla fiducia.

Inoltre, bisogna fare un’ulteriore distinzione: in molti casi, a una prima analisi superficiale, si tende a sovrapporre i concetti di fiducia e affidabilità. Ma è sufficiente andare leggermente più in profondità per rendersi conto di una differenza sostanziale: l’affidabilità è un parametro, tutto sommato semplice da misurare, mentre la fiducia è un valore. Possiamo fidarci o non fidarci di una persona a prescindere dalla sua affidabilità “misurata”, per così dire.

Infine, l’ultimo problema che Hippo prova a risolvere è quello dell’intensità: la fiducia, infatti, è un concetto ampio, che si basa sia su parametri oggettivi che sull’emotività e su altri parametri ampiamente sottovalutati. Nella visione di Hippo la fiducia in qualche modo contiene per definizione anche l’affidabilità. 

Inoltre, permettetemi di sottolineare anche un piccolo problema linguistico: il termine trust al quale spesso ci si riferisce negli studi accademici su cui è basata Hippo, non ha un vero e proprio equivalente italiano. Abbiamo scelto Fiducia perché fra tutti è quello che maggiormente si avvicina alla nostra idea.

In cosa Hippo si differisce dagli strumenti relazionali che conosciamo tutti?

Prima di tutto Hippo non è uno strumento di valutazione, nel senso che non permette di “dare voti” o di dare giudizi sulle persone. Al contrario, serve alle persone per determinare l’intensità della fiducia che generano negli altri migliorando al contempo la qualità delle nostre interazioni personali e, di conseguenza, la fiducia che ciascuno ha in sé stesso. Abbiamo realizzato una soluzione che si basa su pilastri quali la “trasparenza”, la “reciprocità” ed è una soluzione peer to peer esente da qualsiasi tipo di gerarchia.

La vera differenza è che il punto di osservazione è all’esterno, nella relazione verso gli altri. La Hippo è una specie di fotografia che attraverso la logica degli iNudge aiuta l’individuo a determinare una propria “immagine” vista dall’esterno.

In altre parole, ciascuno può vedere in modo chiaro, trasparente e onesto l’immagine che proietta all’interno del suo ecosistema, la sua rete di relazioni sociali.

Ricordiamo inoltre che il modello è concentrico e soprattutto che è pensato per aiutare le persone a migliorare e correggere i propri comportamenti, all’interno di un’architettura delle scelte che ogni utente può o non può decidere di attuare.

Inoltre, laddove i social network, anche quelli professionali, misurano la quantità delle relazioni, in un meccanismo di fatto autodichiarato (e tutto sommato anche piuttosto semplice da forzare), Hippo si concentra sulla qualità delle interazioni, quindi non si basa e non si baserà mai sulle quantità.

Sappiamo che Hippo, anche se non è ancora aperto al pubblico, è un progetto in fase avanzata. Vuoi raccontarci qualcuno degli ultimi sviluppi?

Al momento la versione beta è stata distribuita a 700 persone, soprattutto conoscenti e aziende amiche, con un organico variabile fra le 10 e le 200 persone, ed eterogenee fra di loro.
Si presenta in modo molto simile a una App di messaggistica, ma l’architettura su cui si basa, resa possibile dall’apporto tecnico di Myti è naturalmente molto più profonda.

L’algoritmo principale denominato H-shaped model si basa sul lavoro di Sthephen M.R. Covey e utilizza 18 dimensioni, gli iNudge, per determinare il nostro Dynamic Trust Index e creare un portafoglio emozionale.

Questo mio “conto corrente emotivo” varia nel tempo, in funzione degli iNudge che mi vengono forniti dalla Rete e delle azioni che io intraprendo per recepire i suggerimenti che mi vengono dati.

Oltre ad alcuni miglioramenti estetici e funzionali e una serie di aggiustamenti quasi quotidiani, durante il test che abbiamo concluso a gennaio abbiamo migliorato l’algoritmo. Prima di tutto per renderlo più resiliente a eventuali derive comportamentali verso dinamiche tossiche, poi per inserire un sistema di intelligenza artificiale in grado di riconoscere le emozioni principali dal volto di chi utilizza la App.

Infine, anche se non riguarda strettamente la App, la società Performance Mind proprietaria del brevetto di Hippo, ha avviato la transizione per diventare una B Corporation. In questo modo intendiamo confermare ancora maggiormente la nostra mission: contribuire a migliorare il pianeta che ci ospita.

Rendere migliori le relazioni fra le persone, insomma, è un tassello di un quadro molto più ampio, che ha come obiettivo quello di migliorare la realtà che ci circonda, a partire dal contesto in cui ognuno di noi passa una parte significativa del proprio tempo: il mondo del lavoro.

L’impresa diventa intelligente: la trasformazione digitale del settore manifatturiero italiano

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La trasformazione digitale è la sfida più importante del settore manifatturiero italiano. Oggi ogni azienda può cogliere tutti i vantaggi di questo processo fondamentale grazie all’applicazione dell’intelligenza artificiale. Riconosciamo molteplici tecnologie ed aree di intervento.

Sistemi Esperti

I sistemi esperti permettono di aumentare la produttività di molti comparti aziendali. I programmi utilizzati dai sistemi esperti sono in grado di porre in atto procedure adeguate alla risoluzione di problematiche particolarmente complesse. I sistemi esperti si differenziano dunque da altri programmi simili in quanto utilizzando tecnologie sviluppate in funzione dell’intelligenza artificiale, sono in grado di eseguire i passaggi logici che permettono di prendere decisioni automatiche. Esempi di sistemi esperti sono applicazioni dipartimentali come i configuratori di prodotto, i motori di ricerca aziendali e gli schedulatori di produzione che oggi si vestono di nuove funzionalità in grado di impattare positivamente sull’efficienza aziendale.

Fabbrica 4.0

La scelta di una piattaforma tecnologica per supportare i processi di fabbrica risulta fondamentale perchè la tecnologia è in grado sempre più di fare la differenza. Le informazioni generate grazie all’internet of things realizzano nuove analisi degli indici di analisi da applicare alle prestazioni delle macchine e del lavoro, e danno la possibilità di scoprire in anticipo potenziali aree di miglioramento. L’integrazione con i sistemi gestionali permette di avere una migliore pianificazione e un utilizzo efficiente della capacità produttiva.

Process Mining

Il process mining è una tecnica di process management, che permette l’analisi dei processi di business basati sulla tracciatura di tutti gli eventi aziendali. Attraverso l’uso di specifici algoritmi di data mining applicati ai processi si può estrarre conoscenza da questi ultimi: è infatti possibile scoprire mode, modelli e molte altre informazioni riguardanti ad esempio un sistema informativo. L’obiettivo del process mining, infatti, è di utilizzare al meglio le potenzialità di quest’ultimo, fornendo tecniche e strumenti per la scoperta di processi, di dati, di organizzazioni e strutture sociali.

Prodotti Intelligenti

Per smart product si intende un prodotto spesso in ambito “business to business” in grado di comunicare con il fornitore il proprio stato durante il suo utilizzo da parte del cliente, con l’obiettivo di migliorarne il funzionamento, anticipare eventuali guasti o fornire servizi incrementali. Gli smart product rappresentano la convergenza di diversi trend: sono il frutto di una clientela che desidera un servizio sempre più personalizzato e dinamico, dell’evoluzione della tecnologia che negli ultimi anni è ormai disponibile a costi accessibili e dell’affermazione di modelli di business che portano verso la sottoscrizione di un canone di noleggio.

Customer Generation

Oggi le aziende manifatturiere italiane operano in un mercato dominato dagli intermediari digitali. Questi polarizzano i ricavi ed erodono i margini degli operatori economici in ogni settore. È quindi ormai diventato necessario, e vale per ogni azienda, grande o piccola che sia, dotarsi di un insieme di strumenti per ridurre i costi di acquisizione dei clienti professionali, per stabilire con loro una relazione diretta e non mediata. L’attività di ricerca e acquisizione di nuovi clienti richiede oggi una visione integrata, che includa sia la prospettiva delle vendite, sia quella del marketing. I team di vendita devono individuare in modo preciso le aziende ideali e i loro responsabili, per stabilire le priorità dei loro sforzi commerciali e personalizzare il raggio d’azione. In questo modo ogni azienda è in grado di elaborare la più ampia quantità di dati disponibile sulle imprese e sulle loro strutture operative, aumentando esponenzialmente le performance di vendita. L’intelligenza artificiale è in grado di automatizzare l’acquisizione dei clienti e di trasformare i dati che recupera in informazioni utili per realizzare i risultati aziendali.

Gli spunti sono stati raccolti da Neos Consulting (https://www.neosconsulting.it) che sviluppa soluzioni di innovazione gestionale per accompagnare le aziende italiane nel processo di trasformazione digitale verso “l’impresa intelligente”.

Realizzare una Data Driven Strategy attraverso soluzioni di Business intelligence & Predictive Analytics

in Economia/Innovazione/Web e digitale by


La Business Intelligence sta diventando un must to have nel panorama italiano. Spesso fraintesa, la BI viene ancora vissuta come un ambiente troppo tecnico, in cui seriosi personaggi, al confine tra il programmatore nerd e l’analista funzionale d’assalto, sparano numeri che dovrebbero fotografare l’andamento delle realtà aziendali che rappresentano.

I leader mondiale della consulenza strategica, sostengono che nel settore delle medie imprese (da 25 a 1.000 dipendenti), chi eccelle nell’analisi dei dati e nella Business Intelligence è in grado di far crescere il porprio business.Parliamo di questo argomento con il team di Myti, realtà bresciana focalizzata nella realizzazione di sistemi esperti e di progetti attraverso l’intelligenza artificiale.

Perché la Data-Driven Strategy è così importante ?

Nella frenesia del mercato globalizzato la Business Intelligence e l’analisi dei dati offrono un supporto inestimabile per la fase di Decision making, specialmente per tutti quei processi aziendali che risultano ripetitivi, ma sensibili.
Stiamo parlando di tutti quei dati che necessitano di presidio continuo, grande precisione e sensibilità, come:
> Budgeting;
> Analisi costi e rendimenti;
> Analisi tempi e metodi.
In tutti questi ambiti, la figura del Data scientist può fornire risposte veloci, che garantiscono tempi brevissimi di risposta sulle criticità.
Inoltre, grazie alle tecniche di Machine learning e Apprendimento predittivo, la Data – Driven Strategy offre capacità previsionali finora impensabili e perfettamente cucite attorno alle esigenze aziendali.
Tutto ciò si traduce in uno strumento di evoluzione dei modelli di business e in un forte vantaggio competitivo.

Quanto può essere trasversale l’applicazione della BI ?

La flessibilità degli strumenti di Business Intelligence permettono applicazioni ad ambiti aziendali anche molto distanti tra loro, fra cui:
> Processo HR
> Selezione personale
> Gestione ferie e malattie
> Posizionamento strategico sul mercato
> Selezione dei fornitori
> Analisi approvvigionamenti
> Economie di scala
Questi sono alcuni tra i molteplici campi a cui la Business Intelligence può fornire supporto e risposte rapide, in gergo tecnico 0 time informations.
Una piattaforma di Business Intelligence correttamente implementata e costantemente utilizzata porta più benefici rispetto al suo impatto economico sul budget aziendale. Questo uno dei motivi che ha portato a definire quello del Data scientist  “The sexiest job of the 21st Century”.

Cos’è l’analisi predittiva ?

L’analisi predittiva è un termine che comprende una varietà di tecniche statistiche della modellazione predittiva, apprendimento automatico e data mining per analizzare fatti storici e attuali e fornire predizioni sul futuro o su eventi sconosciuti. Nel Business, i modelli predittivi ricercano schemi in dati storici e transazionali per identificare rischi e opportunità. I modelli trovano relazioni tra molti fattori che permettono valutazioni del rischio o del rischio potenzialmente associato con un insieme particolari di condizioni, guidando la presa di decisioni[. Questi approcci tecnici forniscono un punteggio di predittività (probabilità) per ogni individuo (Cliente, impiegato, prodotto, SKU, veicolo, componente, macchina…) per determinare, informare o influenzare i processi organizzativi che appartengono ad un gran numero di individui.

Le analisi predittive sono utili alla gestione di un impianto produttivo ?

La manutenzione predittiva è una delle applicazioni più importati nel contesto della cosidetta “Impresa 4.0”.
Avendo a disposizioni grandi quantità di dati raccolti da una rete di sensori connessi installati negli impianti di produzione, consente alle aziende di avere previsioni plausibili  su come le condizioni di una macchina o un impianto si svilupperanno nel tempo e quando ne sarà necessari la manutenzione. Lo status degli impianti di produzione sono strettamente connesse alla qualità del prodotto finale.
Per queste ragioni si può stabilire una connessione stretta tra la manutenzione predittiva e la qualità del prodotto. Non solo la disponibilità di queste tecnologie offrono la possibilità di realizzare nuovi modelli di business, consentendo ad esempio a chi produce macchinari ed impianti di trasformare il proprio prodotto in un canone di servizio.

Come si applica l’analisi predittiva nei processi di vendita ?

Quando vogliamo parlare di analisi predittiva nei processi di vendita facciamo riferimento all’utilizzo dei dati, degli algoritmi statistici e delle tecniche di apprendimento automatico che permettono di focalizzare più precisione la probabilità di comportamenti di acquisto nei diversi canali sulla base dell’analisi di dati storici.
Il principale scopo dell’analisi predittiva per i processi di vendita sta nel comprendere quello che accadrà nel futuro per consentire all’azienda di gestire il proprio posizionamento e di essere profittevole sia nel breve che nel medio lungo periodo.
La possibilità di utilizzare dati psicografici che si spingono oltre ala tradizione analisi sociodemografica e comportamentale diventa fondamentale per realizzare una strategia di approccio personalizzato al singolo cliente.
Per maggiori informazioni: www.myti.it

Massetti (Confartigianato): e-commerce sì, ma di prossimità

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Il presidente Massetti: «A Natale, sul web e non solo, compriamo artigiano»

Compra artigiano. È l’appello a sostenere e acquistare direttamente dai piccoli produttori, dalle attività artigianali e commerciali attualmente penalizzate e costrette a chiudere o a resistere, ma sopratutto a reinventarsi. «Quello che ci attende sarà un Natale diverso e difficile. Auspicando che nel mese di dicembre si allentino alcune restrizioni e si mettano artigiani e commercianti nella condizione di lavorare senza perdere questo prezioso momento, vogliamo lanciare un appello: regalate prodotti del nostro artigianato. Quella che sosteniamo non è una campagna contro qualcuno. È un appello a fare più attenzione a dove spendere i propri soldi. Per chi può permetterselo, meglio un prodotto di qualità in più che due scadenti. Meglio perdere un po’ di tempo per fare uno shopping mirato anche on line: la stragrande maggioranza delle attività artigianali e commerciali in questi mesi ha adottato servizi di vendita on line, così come la consegna in delivery per favorirne la distribuzione. Evitiamo di alimentare i cosidetti giganti dell’web, piattaforme come Amazon, che in questi mesi hanno incrementato enormemente i loro affari anche a scapito delle attività artigianali e commerciali locali che stanno soffrendo e rischiano di perdere l’appuntamento clou del Natale». Cosi il presidente di Confartigianato Brescia a e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «Non è vero che l’emergenza sanitaria impone sacrifici a tutti: secondo un recente studio circa la metà delle imposte dei giganti del web, da Amazon a Google, passando per Apple e Microsoft, fino a aziende cinesi e del software va in Paesi con fiscalità agevolata nonostante nell’ultimo quinquiennio abbiano più che raddoppiato il fatturato a un ritmo 10 volte superiore a quello delle grandi aziende manifatturiere. È ora di cambiare rotta. Da quando la pandemia è scoppiata nel nostro Paese, alle categorie produttive è stato chiesto un grande sforzo di responsabilità: abbiamo chiuso le nostre attività per tre mesi, abbiamo investito per mettere in sicurezza luoghi di produzione e di vendita, abbiamo nuovamente richiuso. Questa volta siamo noi a chiedere un’assunzione di responsabilità: comprate prodotti dell’artigianato locale e se non è possibile farlo di persona, i canali per il loro acquisto non mancano. La svolta digitale che stanno compiendo le imprese bresciane impegnate e coinvolte in questa transizione, anche obbligata per via della pandemia, vede oltre il 60% delle nostre imprese implementare canali web, sistemi di vendita e distribuzione on line, aggiornamento software, rendendo questi servizi possibile. Anche Confartigianato ha realizzato un suo portale: “ComprArtigiano”, uno store virtuale ma che ha una sua prima sede fisica nella capitale e che presenta e vende tutto 100 per cento made in Italy. Il ricorso a negozi locali o all’economia circolare per i regali delle prossime festività non è solo un invito a non ordinare su Amazon, è anche una petizione positiva a beneficio dei commercianti locali e di un e-commerce “più sostenibile”. I nostri artigiani lì ci sono già: dalla pasticceria, bevande, a tutto l’alimentare in genere, libri e poi cravatte, vestiti e prodotti sartoriali, prodotti per la casa, l’ufficio, la “casa-ufficio”, complementi d’arredo e artigianato locale. E poi è sempre possibile sostenere le attività locali, commerciali, acquistando abbonamenti per attività che ci si augura riapriranno presto: piscine, palestre, centri estetici e poi cene e colazioni presso bar e ristoranti di fiducia che con il rischio che le restrizioni anti-Covid e in vista degli acquisti di natale a favore del gigante dell’e-commerce rischiano tutto. Dobbiamo tutti fare uno sforzo e salvare l’intera filiera dei negozi di quartiere, identità dei nostri territori, patrimonio di cultura e saper fare, ma soprattutto posti di lavoro che non verranno rimpiazzati» conclude il presidente Massetti.

Il digitale è la “nuova fiera” per aziende e prodotti: come trovare nuovi clienti e vendere grazie alla tecnologia

in Economia/Innovazione/Partner/Web e digitale by

L’emergenza sanitaria rende impraticabili fiere, eventi ed incontri commerciali ed impone nuovi processi di vendita attraverso una comunicazione digitale  con i clienti e tutti i protagonisti del ciclo attivo di ogni azienda. Questa peraltro era già una trendenza preesistente alla crisi, trainata dalla sempre più diffusa necessità di limitare i spostamenti fisici e conseguenti tempi e costi di trasferta. L’utilizzo di canali digitali è sempre più il modo con cui si gestisce la relazione con il cliente. Per utilizzare al meglio il canale digitale superando i limiti della comunicazione a distanza possono essere impiegate numerose soluzioni tecnologiche:

CUSTOMER GENERATOR

Il Customer Generator è la migliore soluzione per scoprire chi sta visitando il tuo website. Attraverso l’uso dell’Intelligenza artificiale e fonti dati specificatamente qualificate per le aziende italiane si realizza una dinamica vincente nel B2B Marketing. Customer Generator permette di attivare anche form dinamici a comparsa che possono essere configurati per raggiungere il visitatore giusto al momento giusto e con il messaggio migliore. Attraverso questa soluzione un’azienda può realizzare una strategia di “vendita digitale” oggi sempre più importante fornendo al CRM segnalazioni in tempo reale e realizzando anche nel B2B logiche evolute di marketing.
Customer Generator è per tutte queste ragioni uno strumento unico a disposizione delle aziende italiane che in pochissimo può capovolgere il funnel di vendita.
L’approccio di Account Based Marketing è quello che permette di capovolgere il funnel: cioè di dedicarsi solo ai potenziali clienti più promettenti, senza investire tempo e budget su interlocutori a basso valore. Questa è la filosofia che sta dietro al Customer Generator e questo è l’approccio che vediamo funzionare in questo periodo storico dove c’è scarsità di risorse ma soprattutto di tempo.

MIXED REALITY

La fisicità dei prodotti può essere mantenuta anche nel mondo digitale sfruttando al meglio le caratteristiche spaziali e di contesto. Crea le tue esperienze grazie alle tecnologie più avanzate e rendi indimenticabili le tue campagne promozionali. La Mixed Reality ti permette di essere fisicamente presente nella vita dei tuo clienti.
Molte piattaforme consentono di sviluppare facilmente prodotti e soluzioni in Realtà Aumentata. Un’azienda può immaginare, ed offrire esperienze profondamente coinvolgenti per i tuoi clienti. Aumenta l’attrattività e le conversioni con esperienze aumentate, su misura per il tuo specifico segmento di clienti.

NUOVI MODELLI DI BUSINESS ATTRAVERSO IL DIGITAL COMMERCE

Attraverso un sistema di commercio elettronico, un’azienda può portare la sua vetrina su ogni canale digitale, dando così ai clienti gli strumenti per cercare efficacemente ciò di cui hanno bisogno. Il sistema permette all’azienda di mettere in campo dinamiche di promozione per farsi trovare velocemente online dai propri clienti. Inoltre sono implementati all’interno della soluzione strumenti per l’analisi delle conversazioni e la loro profilazione.
L’azienda può anche implementare un modello di business a sottoscrizione. Si viene così a creare una relazione continuativa con i clienti, aumentando il valore e la qualità del servizio. I vantaggi per l’azienda si realizzano sia in termini di maggiori ricavi e maggior efficienza, sia in termini di una migliore pianificazione e semplificazione dei processi operativi grazie una domanda più stabile.

CUSTOMER DATA PLATFORM

La Customer Data Platform è un software gestionale che ha lo scopo di creare un database clienti unico, che sia duraturo e accessibili da altri sistemi. I dati estratti, da fonti esterne e interne, vengono puliti e messi assieme per delineare il profilo del cliente specifico. Una volta fatto ciò, vengono resi fruibili per gli altri strumenti per il marketing e la vendita.
Il valore del mercato della Customer Data Platform è triplicato negli ultimi 12 mesi. Oggi, questa tecnologia analizza le prestazioni delle attività di marketing, rende disponibile la modellazione predittiva e supporta il content marketing. Quali sono le caratteristiche di una Customer Data Platform ?
– Avere un database dei dati cliente unico e duraturo nel tempo, che utilizza come fonti sia sorgenti esterne che interne;
– La capacità di raccogliere i dati online di individui unici ma anonimi;
– La possibilità di individuare il touchpoint o il contenuto ottimale per il cliente, grazie a un sistema predittivo su base Intelligenza Artificiale;
– La capacità di condurre survey brevi ed efficaci grazie a strumenti di ricerca al pubblico già implementati all’interno;
– La possibilità di accedere a sistemi esterni per la gestione di campagne pubblicitarie, analisi qualitative e ricerche di mercato.

CUSTOMER RELATIONSHIP MANAGEMENT
L’obiettivo del CRM è permettere alle aziende di restare in contatto con i propri clienti in modo continuativo, attraverso strategie di marketing orientate al miglioramento del rapporto con il cliente. In un’impresa “market-oriented” il mercato non è più rappresentato solo dal cliente, ma dall’ambiente circostante, con il quale l’impresa deve stabilire relazioni durevoli di lungo periodo. Il CRM si spinge sostanzialmente secondo quattro direzioni differenti e separate:- La gestione di tutto il proprio parco clienti;
– L’aumento delle relazioni con i clienti più strategici;
– La fidelizzazione più longeva possibile di tutti gli interlocutori nel ciclo attivo;
– La trasformazione degli attuali clienti in ambasciatori dell’azienda.
Per maggiori informazioni: www.neosconsulting.it

Neosperience acquista anche il 51% di AdChange

in Economia/Web e digitale by

Neosperience S.p.A. (“NSP”) porta a termine l’acquisizione del controllo (51%) di ADChange S.r.l., avviata lo scorso 9 agosto con la firma del contratto preliminare (vedi Comunicato Stampa in pari data). Un’operazione che fa ulteriormente crescere il gruppo Neosperience, uno dei principali player nel settore della Digital Customer Experience quotato su AIM Italia.  

Un’unione imprenditoriale, quella tra NSP e ADChange, nata da una visione condivisa: la tecnologia deve essere al servizio delle aziende per aiutarle a migliorare le performance di marketing e vendite, creando più valore per i loro clienti. È dato noto, infatti, che ancora oggi siano oltre il 90% le aziende che non sanno quasi nulla di chi visita i loro siti web e le loro app. Anche quando sono già presenti nel mondo digitale, le imprese hanno una conoscenza superficiale di chi frequenta i loro spazi online o misurano la loro visibilità digitale con metriche non rilevanti per il proprio business, come il numero di visitatori, la durata delle visite, le pagine più visitate. Poiché la consapevolezza digitale è un fattore di crescita propulsiva, questa unione promette di dare una spinta alla competitività italiana e alla capacità di sviluppare business cogliendo appieno le potenzialità della rete. 

ADChange è un’azienda di recente costituzione con base a Torino e con una già consolidata presenza nel settore della Lead Generation. Questa nuova acquisizione consentirà a Neosperience di completare ed arricchire la propria suite di soluzioni rivolte alle aziende, così da fornire soprattutto alla clientela B2B uno strumento molto potente per individuare nuovi clienti ed incrementare le vendite ai clienti già attivi. 

ADChange è stata costituita nel febbraio 2019, con ricavi conseguiti nei primi 12 mesi di attività pari a 370.000 Euro circa, un EBITDA dell’ordine di 90.000 Euro e una Posizione Finanziaria Netta Positiva (cassa) dell’ordine di 100.000 Euro. 

“Il team di ADChange porta al nostro gruppo un insieme di strumenti innovativi che potenziano l’offerta delle nostre soluzioni dedicate al Digital Commerce. – spiega Dario Melpignano, Presidente di Neosperience – Oggi è centrale per le aziende di ogni settore avere una capacità di lettura precisa dei dati sui comportamenti dei clienti. Questa capacità di profilazione apre nuovi spazi per le strategie di marketing e vendita B2B ed è una componente imprescindibile di quella trasformazione digitale che le aziende devono affrontare per restare competitive.” 

“Qui arriviamo noi. – dice Alessandro Ponte, CEO di ADChange – Con la nostra competenza unita alla profonda esperienza e all’ampia base di clientela di Neosperience possiamo rendere molto più efficace l’approccio al marketing e alle vendite B2B. L’obiettivo è quello di offrire alle aziende un modello molto più approfondito ed efficace di analisi dei comportamenti dei loro clienti attuali e potenziali, in grado di predire, grazie all’Intelligenza Artificiale e al Machine Learning, quali clienti acquisteranno specifici prodotti e servizi e quali ricavi e margini di vendita verranno generati. In questo modo le aziende possono concentrare l’attività laddove si producono i risultati, evitando di disperdere risorse.” 

Con questa operazione strategica, i soci, i manager e tutti i collaboratori di ADChange – partecipando all’azionariato e/o al piano di stock option del Gruppo – apportano in Neosperience una tecnologia e un insieme di competenze uniche nella generazione di opportunità commerciali e marketing B2B. In particolare, l’ecosistema di Solution Neosperience viene rafforzato integrando Lead Champion, il prodotto di punta di ADChange. Si tratta di una solution basata sull’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning in grado di ottenere un’analisi profonda delle visite dei touchpoint digitali, come siti web, app e chatbot. Un sistema già molto diffuso e utilizzato da oltre 300 organizzazioni, fra cui realtà molto rilevanti che includono: Banca IFIS, Eolo, Gruppo Formula, MailUp, Marcegaglia, Salone del Mobile, Tiscali, Wellcome, Zanardo e molte altre. 

Sintesi dell’operazione 

In data odierna, essendosi conclusa positivamente la fase di “due diligence”, è stato sottoscritto un contratto definitivo di acquisto del 51% della società che completa il contratto preliminare firmato lo scorso 9 agosto e che prevede le seguenti fasi: 

  • Acquisto del 51% di ADChange S.r.l. da parte di Neosperience per Euro 255.000, di cui 120.000 Euro in denaro già corrisposti il 9 agosto, e 110.145 Euro in 21.500 azioni NSP, con consegna prevista entro dicembre 2020 e soggette a lock-up fino al 31 ottobre 2021, oltre ad un conguaglio di Euro 24.856; tale conguaglio deriva dal numero effettivo di azioni che sono state  assegnate a ciascun venditore, calcolato in base al prezzo medio di Borsa degli ultimi 30 giorni precedenti il Closing, pari ad Euro 5,123, tenendo anche conto che tale quantitativo di azioni deve essere un multiplo di 500, lotto minimo previsto per le azioni NSP. 
  • Acquisto del rimanente 49% entro luglio 2023, per un importo calcolato in funzione dell’effettivo EBITDA medio di ADChange negli anni 2021 e 2022; il multiplo adottato sarà pari a 7, qualora l’EBITDA medio sia superiore a 110.000 Euro, e pari a 6 nel caso in cui l’EBITDA medio sia inferiore a 110.000 Euro. Tale importo sarà corrisposto tutto in azioni NSP di nuova emissione, anche queste soggette a uno specifico accordo di lock-up: il 100% delle azioni ricevute dai venditori sarà vincolato per tre mesi; il 75% per il successivo trimestre, il 50% per l’ulteriore trimestre, e il residuo 25% delle azioni fino ad un anno dalla consegna delle azioni stesse, quindi fino a metà 2024. Al riguardo, si precisa che NSP e gli azionisti venditori di ADChange sono rispettivamente titolari di opzioni call e put relative al 49% residuo. 

    Il nuovo CdA di ADChange sarà composto da 3 rappresentanti Neosperience, tra cui il Presidente Dario Melpignano, e dagli attuali Amministratori di ADChange, Alessandro Ponte e Lorenzo Nazario, che manterranno la guida operativa della società. 

    Nell’ambito dell’operazione di acquisto sono state rilasciate le usuali dichiarazioni e garanzie in linea con le prassi di mercato. 
  • Advisor finanziario: Marco Pironti, di Reviconsult SaS, per ADChange. 
  • Advisor legale: DCS & Partner con Cesare de Carolis, Barbara Bergamaschi e Alessandro Magnoli, per Neosperience. 

Come fare per proteggere i propri dati online

in Economia/Innovazione/Tech/Web e digitale by

L’importanza di aumentare il livello di sicurezza online

Attacco di hacker. Perdita di dati. Malware. Queste parole non fanno dormire la notte molte persone. Con l’avvento di internet e dei moderni computer, infatti, è possibile immagazzinare una gran quantità di informazioni e dati personali.

Questo progresso rappresenta una bella comodità. Una volta era infatti necessario uno spazio fisico capiente dove conservare pile di documenti. Il lavoro di ricerca di quel documento o di una singola informazione, poi, richiedeva tempo e pazienza, cosa che su computer o altri dispositivi può avvenire in una frazione di secondi.

Il problema è che esistono persone che sfruttano le loro capacità e la loro creatività per ideare sempre modi nuovi per entrare in possesso dei nostri dati personali per i loro scopi illegali. Peggio ancora, potrebbero venire in possesso delle password giuste che gli consentono di accedere ai nostri conti bancari.

Cosa possiamo fare per tenere alto il livello di sicurezza online e proteggere i nostri dati dai malintenzionati? Quali misure possiamo prendere per non vedere svaniti nel nulla i nostri preziosi documenti?

Come fare per aumentare la sicurezza online

Una delle cose più importanti è sicuramente quella di schermare l’accesso ai nostri account mediante delle password sicure.

Cosa significa? Significa che dobbiamo creare delle password che siano impossibili da indovinare o da ricavare. Non devono assolutamente contenere al loro interno delle parole strettamente legate a noi, come il nome del nostro coniuge o del nostro cane.

Molto meglio utilizzare delle serie di cifre, simboli e lettere casuali.

È buona norma non utilizzare nemmeno la stessa password per tutti i nostri account.

Che dire dell’utilizzo di reti wi-fi pubbliche? Benché sia sempre sbagliato trasmettere via e-mail dei dati sensibili, farlo mentre si sta utilizzando un wi-fi pubblico è doppiamente sbagliato, visto che degli hacker possono facilmente intercettare la trasmissione dei nostri dati.

Parliamo anche un attimo dei social network. Sono in tantissimi quelli che non controllano le impostazioni del proprio account. Solitamente i social sono impostati in modo tale da permettere a chiunque, anche a persone potenzialmente pericolose, di avere accesso ad informazioni di carattere personale.

Un malintenzionato potrà utilizzarle in modi diversi. Potrebbe, ad esempio organizzare una truffa online su misura per noi, rendendo il raggiro ancora più difficile da identificare.

Rimanendo in tema di social network, è giusto aprire una parentesi. Alcuni, presi dall’euforia di condividere ogni momento della loro vita con gli altri, non pensano al fatto che alcuni post possono rivelare informazioni private utili ai delinquenti.

Postare, ad esempio le foto delle nostre vacanze lontani da casa potrebbe far capire ai ladri che quello è il momento propizio per visitare la nostra abitazione.

Che dire se dobbiamo proteggere una grossa mole di documenti online che proprio non possiamo correre il rischio di perdere?

In questo caso potremmo utilizzare una disaster ricovery, un modo per stoccare online i propri dati e renderli inaccessibili.

Oltre a questo, la disaster ricovery esegue dei continui backup in diversi punti, in modo da rendere praticamente impossibile la perdita accidentale dei dati.

 

Aib punta sul digitale: nuovo sito per gli impreditori bresciani

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Web e digitale by

Sarà online da domani giovedì 18 giugno, all’indirizzo www.aib.bs.it, il nuovo sito di Aib basato sulla piattaforma digitale DAS (Digital Association Services). DAS – si legge in una nota – è “una piattaforma digitale, business analytics e data driven, pensata nell’ottica di far sfruttare in maniera più immediata e proficua agli imprenditori associati tutti i servizi offerti da AIB. La piattaforma consentirà di creare un rapporto più diretto con l’associazione e farà capire, attraverso l’utilizzo dello strumento e il feedback degli utenti, quali sono i servizi di cui le imprese necessitano in tempo reale”.

“Da domani, AIB mette a disposizione di tutti gli imprenditori uno strumento pensato ispirandosi a quattro parole chiave: concretezza, efficacia, immediatezza e trasparenza – spiega Filippo Schittone, Direttore di AIB –. Crediamo sia un progetto proiettato al futuro, che faciliterà il rapporto tra le aziende e AIB. Metteremo nelle condizioni tutta la struttura di comprendere sempre di più e meglio, in tempi rapidi, le necessità degli imprenditori.”

Entro domani, gli utenti profilati sul sito AIB riceveranno una mail dall’indirizzo info@aib.bs.it, contenente un link attraverso il quale sarà possibile accedere alla nuova piattaforma e impostare una nuova password. Dall’area riservata si potranno configurare le preferenze, come la categoria di informazioni che si vorranno ricevere o gli hashtag legati agli argomenti delle news rilevanti. In questo modo, sarà possibile ricevere una newsletter profilata in base agli specifici interessi.

All’interno del nuovo sito sarà inoltre presente il marketplace-DPI, un servizio di AIB grazie al quale le aziende associate potranno richiedere dispositivi di protezione individuale a fornitori accreditati, attraverso la compilazione di un apposito form. Nei prossimi giorni, accanto al nuovo sito, verrà lanciata anche la app per sistemi mobile iOS e Android.

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