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Immobiliare: in Lombardia cresce il residenziale, ma non a Brescia

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In crescita del residenziale in Lombardia anche in questo primo semestre del 2021. Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it, i prezzi richiesti per gli immobili residenziali in vendita si sono attestati a 2.253 euro al metro quadro, con una crescita del 4,9% rispetto al semestre precedente. In lieve calo, invece, il mercato delle locazioni che registra un -0,7%.

Tra i capoluoghi, Monza e Como sono quelli che registrano una crescita maggiore (4,5% e 3,8%, rispettivamente). Bene anche Sondrio e Milano, entrambi sopra i 2% (2,9% e 2,3%, rispettivamente). Oscillazioni negative rispetto al semestre precedente, invece, per quanto riguarda Varese e Brescia (-2,2% e -1%, rispettivamente). Milano si conferma la città più cara con un prezzo media al metro quadro che si attesta poco al di sotto dei 5.000 euro (4.831 euro/mq). Ben quattro le città sopra i 2.000 euro/mq: Como, Monza, Bergamo e Pavia (2.540, 2.284, 2.188 e 2.139 euro/mq, rispettivamente). La meno costosa è Cremona, dove servono di media 1.247 euro/mq per comperare casa.


Materie prime sempre più care, la Provincia: il governo sta intervenendo

in Economia/Edilizia/Istituzioni/Parlamento e governo/Provincia di Brescia by

La Provincia di Brescia, facendosi portavoce delle istanze giunte dal territorio e dalle aziende, in data 11 maggio aveva scritto al Governo per chiedere un intervento urgente rispetto al rincaro dei prezzi delle materie prime, che avrebbero rischiato di bloccare cantieri e progetti in corso.

“Con piacere – ha dichiarato il Presidente della Provincia Samuele Alghisi – abbiamo appreso che il Governo sta intervenendo per risolvere questo problema, che avrebbe investito non solo le imprese, ma anche i Comuni, la Provincia, gli enti locali che da sempre lavorano per la sicurezza di scuole e strade, creando gravi disagi. In un paese colpito dal coronavirus, che ha subito una forte crisi economica, non possiamo permetterci un ulteriore stop. I lavori devono poter continuare per il rilancio economico locale e nazionale. Per questo, in collaborazione con Anci e UPL, stiamo predisponendo un documento all’attenzione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile e dell’Università della Ricerca con l’obiettivo di evidenziare le maggiori criticità e le possibili soluzioni.”

Centro Padane Srl, nuovi soci e progetti per un valore 150 milioni di euro

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BRESCIA/CREMONA – Nuovi soci Centro Padane Srl, la società fondata nel 2018 dalle Province di Brescia e Cremona con l’obiettivo di supportare le amministrazioni locali nella gestione, direzione lavori e pianificazione di opere stradali e di edilizia pubblica, nella manutenzione straordinaria delle strade e nella definizione di progetti di smart road.

Mercoledì 28 aprile, infatti, si è tenuta l’assemblea straordinaria dell’azienda, che ha sancito il via libera all’aumento di capitale fino al 20 per cento per aprire le porte a nuovi soci (enti pubblici e società pubbliche) delle due Province, che – con questo nuovo passaggio formale – potranno entrare nella compagine sociale e affidare direttamente opere a Centro Padane Srl.

Il primo Comune ad aderire alla società guidata da Fabrizio Scuri era stato, nel 2019, Berzo Demo, mentre nel 2020 c’è stato l’ingresso nella compagine sociale di altre quattro realtà: il Comune di Cevo (Bs), il Comune di Gadesco (Cr), i quattro Comuni cremonesi dell’Unione Comuni Oglio-Ciria e – ultimo in ordine di tempo – il Comune di Ospitaletto (Bs). Nel complesso questi enti detengono il 2,54 per cento delle quote, mentre il restante 97,46% è detenuto – in egual parte – dalle Province di Brescia e Cremona.

“Oggi più che in passato”, ha commentato Scuri, “il Paese ha bisogno di ripartire puntando su nuove opere ed anche sulla messa in sicurezza di ponti, strade ed edifici scolastici. Centro Padane rappresenta un importante strumento a disposizione dei territori di Brescia e Cremona per velocizzare i tempi di intervento. Ma anche per garantire il finanziamento delle opere intercettando risorse aggiuntive, a partire da quelle messe a disposizione dal nuovo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ricordo che parliamo di cifre significative per il territorio. Le opere di cui ci stiamo già occupando e altre che sono previste per il prossimo triennio”, ha precisato, “hanno un valore complessivo di oltre 150 milioni di euro”.

Centro Padane Srl, come noto, è già al lavoro su diversi progetti. Per la Provincia di Brescia, in particolare, sono da segnalare la Tangenziale di Orzivecchi, la strada Orzinuovi-Roccafranca, il ponte di Palazzolo sull’Oglio e il tratto ciclabile tra Gargnano e Limone, sul Garda.

“Questo fine settimana”, continua Scuri, “arriverà in assemblea il bilancio 2020, che – in un anno decisamente complicato anche a causa della pandemia – ha visto un consolidamento della società con ricavi in crescita del 32 per cento. Dobbiamo, e vogliamo, essere ambiziosi: l’obiettivo è quello di crescere ancora e diventare una delle prime cinquanta società italiane del settore. Sono certo”, ha concluso, “che i soci – come hanno fatto con lungimiranza fino ad oggi – continueranno a sostenerci in questo percorso, che prevede maggiori affidamenti da parte loro e risposte sempre più efficienti e innovative da parte nostra”.

4 Miti da sfatare sulle case di legno

in Ambiente/Economia/Edilizia by

Se sei qui, sicuramente conoscerai almeno 4 diversi miti da sfatare sulle case di legno ed in questo articolo proveremo a darti una spiegazione sul perché non è così come tutti credono!

Miti da sfatare sulle case di legno

Molte persone pensano che le case abitabili di legno siano poco sicure ed affidabili, ma sappi che non c’è niente di più sbagliato!

Le case in legno sono affidabili e, grazie al fatto che sono realizzate con materiali naturali di prima qualità, offrono molteplici benefici per la salute e le tasche (in termini economici) per chiunque ne voglia acquistare una o voglia andarci a vivere dentro.

Per via dei pregiudizi (spesso errati), che pian piano si sono diffusi, sono nati diversi miti sulle case di legno, proviamo a “sfatarli” assieme!

Le case in legno prendono fuoco più facilmente

Niente di più falso, poiché non è la struttura in sé a prendere fuoco, bensì i suppellettili ed i tessuti presenti all’interno della casa che prendono fuoco facilmente.

La struttura delle moderne case abitabili in legno presenta dei pannelli trattati con dell’intonaco apposito, come nelle case di mattoni, per evitare un incendio.

Nel caso si incendiasse una casa in legno, ci sarebbe più tempo per evacuare, rispetto una casa in muratura, poiché l’acciaio si indebolisce molto più velocemente del legno (basti pensare al ferro che ad alte temperature si piega, mentre il legno si incendia bruciando con velocità inferiore).

Costa di più mantenere una casa di legno

Anche questo è falso! Il legno è un ottimo, se non il migliore, isolante naturale, oltre a rappresentare una scelta responsabile ed in grado di ridurre del 40% le emissioni inquinanti.

Il legno, nei mesi freddi, è in grado di trattenere il calore interno e ciò si traduce in un maggior risparmio energetico (basti pensare alle case di montagna, che nella maggior parte dei casi vengono realizzate in legno), mentre nel periodo caldo evita che il calore penetri all’interno dell’edificio.

Inoltre, è anche un ottimo isolante acustico, evitando che i rumori esterni entrino in casa e, viceversa, quelli esterni si sentano all’esterno (si pensi agli studi di registrazione, che vengono realizzati in legno).

Una casa in legno costa di più di una tradizionale

Falso! Il costo di una casa in legno è molto meno inferiore di una casa tradizionale. Oltre alla casa in sé, anche i consumi sono molto più bassi, per via delle vantaggiose proprietà del legno di cui ti abbiamo parlato prima.

Le case in legno di Maestro Case sono accessibili a chiunque, un esempio è il modello “Kare”: si tratta di una struttura di 117 metri quadrati, in cui disporre cinque stanze, al costo di circa 31mila euro. Senza contare che il tempo di costruzione di una casa in legno anziché in calcestruzzo è molto minore.

Le case in legno durano meno rispetto alle case in mattone

Un altro dei tanti miti sulle case di legno infondato! Se ci si prende cura della propria casa di legno e si esegue una manutenzione costante, di qualità ed attenta, la casa potrebbe durare persino di più di una casa in mattoni (e si parla di centinaia di anni).

Chiaramente, affinché una struttura in legno duri a lungo è necessario utilizzare materie prime di alta qualità, un esempio è l’Antico edificio del Governo Neozelandese (sito a Wellington in Nuova Zelanda), completato nel 1876 e realizzato interamente in legno kauri, attualmente in uso e sede della facoltà di Giurisprudenza della Victoria University (si tratta dell’edificio in legno più grande al mondo).

Architettura, il bresciano Defendini è tra i migliori Under40 d’Europa

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Il bresciano Matteo Defendini, originario di Dello, è stato insignito dell’ambizioso premio “Europe 40 Under 40”,rientrando tra i 40 migliori architetti e designers europei under 40.

Promosso dal “European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies” e dal “Chicago Athenaeum: Museum of Architecture and Design”, l’ambizioso premio mira a supportare una nuova generazione di talenti che, grazie ai loro progetti, pensieri e teorie, sta influenzando e influenzerà lo sviluppo futuro dei nostri territori, del nostro ambiente e delle nostre città, europee ed internazionali.

Trent’anni appena compiuti ma con un’importante esperienza formativa e professionale alle spalle, Defendini è il più giovane dei vincitori del premio annuale, selezionato con il progetto “Sunflower School Complex”, un campus scolastico in Tanzania formato da una scuola, un dormitorio e alcuni alloggi per i professori.

«E’ stato un lavoro non facile da sviluppare – racconta il giovane architetto – sia per le difficili condizioni geografiche e climatiche del sito nel quale si ubica, sia per la scarsità dei materiali da costruzione locali; problemi peró che abbiamo convertito in strumenti per dar vita ad un progetto ben integrato nella realtà locale e allo stesso tempo avveniristico di un modo sostenibile di costruire contemporaneo».

Emblema dell’intero campus scolastico è la scuola per 350 bambini, immersa in un vasto campo di girasoli. «Il fiore è stato per me una fonte di ispirazione non solo a livello simbolico, in quanto la sua caratteristica di volgersi sempre verso il sole è anche allegoria di nuova vita, ma anche formale e funzionale.» – continua Defendini.

A livello planimetrico, gli ambienti sono organizzati in 24 cupole (i “petali”) disposte radialmente intorno a un portico (“corolla esterna”) e al patio centrale (“corolla interna”). Strutture autoportanti realizzate col materiale locale, la terra, compattata in mattoni e cotta, le cupole perimetrali presentano tre dimensioni distinte per rispondere in maniera ottimale al clima locale. Le 9 cupole più grandi, che si trovano a Est e ospitano le classi dei bambini dai 7 ai 12 anni, sono poste a contatto tra loro per bloccare il forte vento e la sabbia provenienti da oriente. A Nord e a Sud, le 8 mediane relative agli spazi sociali e amministrativi sono illuminate uniformemente tutto l’anno grazie alla traiettoria del sole tipica della zona equatoriale. A Ovest quelle più piccole, per la scuola dell’infanzia, sono separate tra loro onde permettere un contatto visivo con la natura circostante e l’imbocco dell’aria fresca di ponente. L’intersezione delle 24 cupole del porticato, invece, è stata studiata al fine di convogliare e raccogliere l’acqua pluviale verso una cisterna sotterranea, posta in corrispondenza di un pozzo centrale.

«Anche se bellezza e funzionalità spaziale sono sempre i fini del nostro processo progettuale, operiamo sempre rispettando l’ambiente culturale e naturale nel quale ogni nostro progetto è integrato, prendendoci cura dei bisogni dei suoi utenti, del clima regionale, dei materiali, tecnologie e tradizioni locali. Per questo, come già dissi nel 2014 durante il XXV Congresso Internazionale di Architettura a Durban in Sud Africa, credo che l’Architettura non riguardi solo il costruito… innanzitutto, riguarda le persone e il loro spazio di vita».

Questo è l’assunto alla base dell’operato dell’architetto Defendini e del suo studio, Defendini Architects, composto da un team multidisciplinare operante su scala globale con il supporto di una rete di professionisti e aziende locali.

Grazie alla sua esperienza formativa e professionale con grandi team e clienti internazionali con i quali ha lavorato in diversi Paesi del mondo, Defendini ha sviluppato un modo di pensare e fare Architettura che fornisce sempre soluzioni creative e innovative per ogni tipo e scala di progetto che è chiamato a realizzare: hotel, ristoranti, negozi, uffici, centri sportivi e didattici, edifici residenziali, scuole.

Il catalogo dei vincitori intitolato “The Next New Talented Generation of European Architects and Designers for 2020″ sarà pubblicato a maggio mentre la cerimonia di premiazione e la mostra dei vincitori intitolata “40 Young European Architects with New Visions” si terranno a novembre ad Atene.

Immobili, ecco i prezzi degli affitti nei Comuni bresciani

in Economia/Edilizia/Tendenze by

Le analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa confermano un calo dei canoni di locazione, avvertito soprattutto nelle grandi città: -0,2% per i monolocali, -0,9% per i bilocali e i trilocali. I ribassi più importanti si sono avuti a Milano, Bologna e Roma, le metropoli che più di tutte le altre hanno sofferto per il calo dei flussi turistici, degli studenti e dei lavoratori fuori sede.

Nei capoluoghi di provincia, al contrario, si segnala un incremento dei canoni di locazione di bilocali (+0,3%) e di trilocali (+0,7%). In queste realtà la domanda è sostenuta e l’offerta, talvolta, non sufficiente.  

DI SEGUITO I PREZZI NEI COMUNI BRESCIANI

BRESCIA PROVINCIAZonaMonolocaliBilocaliTrilocali
ADROC300450550
ARTOGNECNd350400
ARTOGNEPNd250350
AZZANO MELLAC300400500
BAGNOLO MELLAC300450480
BARBARIGAC250400450
BASSANO BRESCIANOC270350400
BEDIZZOLEC330440480
BEDIZZOLEP330440480
BERLINGOC250350450
BERZO INFERIORECNd380430
BORGOSATOLLOC350450500
BOTTICINO – MATTINAC300400500
BOTTICINO – SAN GALLOP250350400
BOTTICINO – SERAC350450500
BOVEZZOC280450550
BOVEZZOP260420500
BRANDICOC200350450
CALCINATOC350450550
CALCINATOP350450550
CAPRIANOC350430490
CAPRIOLOC300400450
CARPENEDOLOC200350450
CARPENEDOLOPNd300400
CASTEGNATOC350450550
CASTEGNATOP350450550
CASTEL MELLA C350470570
CASTENEDOLOC350450500
CASTENEDOLOP300380450
CAZZAGO SAN MARTINOC350400500
CELLATICACNd450550
CHIARIC280400500
CHIARIP280400500
CIGOLEC250320370
COCCAGLIOCNd400500
COLLEBEATOC340500650
COLOGNECNd400500
CONCESIOC350450600
CONCESIOP300420500
CORTE FRANCAC300450550
CORZANOC200300400
DARFO BOARIO TERMEC320400450
DARFO BOARIO TERMEPNd380420
DELLOC300400450
DESENZANO DEL GARDAP400550700
DESENZANO DEL GARDA – RIVOLTELLAC350500600
DESENZANO DEL GARDA – RIVOLTELLAP350500600
ERBUSCO – VILLA – PEDERGNANOC350400500
ERBUSCO – ZOCCO – SPINAP350400450
ESINECNd420480
FIESSECNd320350
FLEROC400500600
GAMBARAC250300350
GAVARDOC380450550
GAVARDOP300420500
GOTTOLENGOCNd330380
GUSSAGOC300450600
GUSSAGOP300400500
ISEOC400500650
ISEOP350450550
ISORELLACNd320400
LENOC300350400
LENO – CASTELLETTOP300340390
LENO – PORZANOP290340390
LOGRATOC300400450
LONGHENAC250350400
MACLODIOC300400450
MAIRANOC300400450
MANERBIOC290370430
MAZZANOC300400450
MONTICELLI BRUSATIC280400550
MONTICHIARIC300450500
MONTICHIARIP300400450
MONTIRONEC300400450
MUSCOLINEC300400450
NUVOLENTOC300400450
NUVOLERAC350450500
OMEC300400550
OMEP300400500
ORZINUOVIC250350500
ORZINUOVIP150350400
OSPITALETTOC300400500
PADERNO FRANCIACORTAC300400500
PAITONEP390480500
PALAZZOLO SULL’OGLIOC350450500
PALAZZOLO SULL’OGLIO – SAN PANCRAZIOC300400450
PARATICOC400500550
PASSIRANOC300450550
PAVONE DEL MELLAC250330380
PIAN CAMUNOCNd400450
PIAN CAMUNOPNd300400
PIANCOGNO – COGNOCNd300350
PIANCOGNO – PIAMBORNOCNd380430
PISOGNECNd450500
PISOGNEPNd400450
POMPIANOC200300400
PONCARALEC350450500
PONTOGLIOC300380420
PRALBOINOCNd320350
PREVALLEC350450500
PROVAGLIO D’ISEOC350500600
QUINZANO D’OGLIOC250300400
REMEDELLOCNd280350
REZZATOC350400450
RODENGO SAIANOCNd450600
RODENGO SAIANOPNd450500
RONCADELLEC380500600
ROVATOCNd400500
ROVATOPNd400450
SALÒC400550700
SALÒP350450550
SAN FELICE DEL BENACOCNd450550
SAN FELICE DEL BENACOPNd400500
SAN PAOLOC200350450
SAN ZENO NAVIGLIOC350450500
SAREZZOC300400500
SAREZZOP250300450
SERLEC300380450
SIRMIONEC300400500
SIRMIONEP300400550
TORBOLE CASAGLIAC300400450
TRAVAGLIATOC300400500
TRENZANOCNd350450
VEROLANUOVAC300400450
VEROLAVECCHIAC250300350
VILLANUOVA SUL CLISIC380470530
VILLANUOVA SUL CLISIP300370450

Riqualificazioni alloggi Aler: nel Bresciano lavori finiti nel 61 per cento

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Proseguono i lavori di riqualificazione degli alloggi di edilizia pubblica gestiti da Aler. “I dati del mese di settembre – spiega Stefano Bolognini, assessore regionale alle Politiche sociali, abitative e Disabilità – indicano una riqualificazione media del 92% su tutta la Regione. Si tratta di numeri importanti che mostrano la costanza con cui si prosegue nel recupero degli alloggi sfitti di proprietà delle Aler. Al 30 settembre sono stati recuperati 4.191 alloggi dall’inizio dei lavori finanziati, un intervento concreto che mostra il totale impegno e della volontà del Presidente e della Giunta regionale nel rendere fruibile il patrimonio dell’Edilizia residenziale pubblica”.

Dopo ‘lockdown’ consegnati 204 alloggi

Nel Contatore aggiornato sul portale di Regione Lombardia (https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/zero-sfitti-aler) si dà informazione, ogni mese, del numero degli alloggi sfitti di proprietà delle Aler che vengono ristrutturati e rimessi a disposizione per l’assegnazione. L’assessore sottolinea che “nel mese di settembre sono stati ristrutturati altri 40 appartamenti. Il totale degli alloggi recuperati dopo la fine dell’emergenza, quindi da maggio in avanti, quando è stato dato il via libera ai cantieri, ammonta ora a 204. Un numero certamente positivo, che ci mostra come la strada sia quella giusta, ma, allo stesso tempo, ci sprona a voler fare sempre meglio. Si tratta infatti di alloggi precedentemente sfitti che vengono recuperati e resi disponibili per le assegnazioni alle famiglie aventi diritto, dando così una risposta importante al bisogno di casa della nostra regione”.

I lavori conclusi sui territori Aler

A seguire il numero di lavori conclusi per Aler sul totale programmato e relativa percentuale: Bergamo – Lecco – Sondrio 271 su 292 (93%), Brescia – Cremona – Mantova 422 su 599 (70%), Milano 2.646 su 2.682 (99%), Pavia – Lodi 208 su 329 (63%), Varese – Como – Monza Brianza – Busto Arsizio 644 su 658 (98%).

Questo l’elenco dettagliato per provincia dei lavori conclusi sul totale programmato e relativa percentuale:

– Provincia di Bergamo: 190 alloggi conclusi su 204 finanziati pari al 93%;
– Provincia di Brescia: 89 alloggi conclusi su 145 finanziati pari al 61%;
– Provincia di Como: 157 alloggi recuperati su 157 finanziati pari al 100%;
– Provincia di Cremona: 228 alloggi conclusi su 324 finanziati pari al 70%;
– Provincia di Lecco: 42 alloggi conclusi su 49 finanziati pari al 86%;
– Provincia di Lodi: 32 alloggi conclusi su 60 finanziati pari al 53%.
– Provincia di Mantova: 105 alloggi recuperati su 130 finanziati pari al 81%;
– Milano Città Metropolitana: 2.646 alloggi conclusi su 2.682 finanziati pari al 99%;
– Provincia Monza-Brianza: 206 alloggi recuperati su 220 finanziati pari al 94%;
– Provincia di Pavia: 176 alloggi conclusi su 269 finanziati pari al 65%;
– Provincia di Sondrio: 39 alloggi recuperati su 39 finanziati pari al 100%;
– Provincia di Varese: 281 alloggi conclusi su 281 finanziati pari al 100%.

Nasce a Brescia la prima Spac immobiliare

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Borgosesia SpA, società quotata sul mercato MTA di Borsa Italiana, lancia a Brescia BGS Club SPAC, società per azioni di diritto italiano e prima Spac immobiliare nel nostro Paese.
La Spac (special purpose acquisition company), promossa e amministrata da Borgosesia Real Estate, permette a investitori terzi di partecipare a un investimento immobiliare grazie alla sottoscrizione di diverse categorie di azioni, emesse in fasi differenti del progetto.  Sino ad oggi le Spac sono state per lo più utilizzate come «acceleratori» nei processi di quotazione di singole target.
La Spac “BGS Club” si propone di utilizzare lo stesso modello operativo per avvicinare al mondo delle special situation in ambito immobiliare singoli investitori che intendono accrescere, all’interno del proprio portafoglio, l’esposizione a questa asset class ma che, al contempo, desiderano poter scegliere se assumere o meno una posizione nella singola operazione e, nel caso, seguirne “da vicino” l’evolversi.
Da qui l’idea di un club alla cui partecipazione consegue il diritto di vedersi sottoporre, di volta in volta, opportunità di investimento a cui liberamente decidere di partecipare o meno. Obiettivo dell’iniziativa, infatti, è quello di raccogliere un ristretto numero di investitori con i quali condividere iniziative e progetti di sviluppo in un’ottica di medio lungo termine.
Gli investimenti che la Spac intende proporre ai propri investitori sono rappresentati dall’acquisto di immobili, eventualmente preceduto dall’acquisto del credito non performing garantito da ipoteca sugli stessi. Gli immobili vengono individuati nell’ambito di procedure esecutive, concorsuali o pre concorsuali al fine di una successiva loro valorizzazione anche attraverso interventi di completamento o ristrutturazione.
Il funzionamento di questo modello di Spac prevede che i singoli investitori partecipino all’iniziativa con un ‘commitment’ complessivo di importo variabile versando una quota iniziale a titolo di anticipo (pari all’1% dell’impegno complessivo) che dà diritto – una volta presentato l’investimento da sviluppare – di decidere se partecipare o meno ai singoli progetti immobiliari che saranno presentati dai promotori dell’iniziativa.
La Spac, infatti, una volta raccolti gli anticipi, ha 12 mesi di tempo per individuare e proporre ai sottoscrittori il progetto immobiliare da sviluppare. L’orizzonte temporale dell’investimento- dal momento della sottoscrizione al termine dello sviluppo immobiliare con la distribuzione dei ritorni – è stimato complessivamente in 24-30 mesi.

Come funziona

Nel dettaglio, la Spac prevede 3 tipologie di azioni: le azioni di classe A, detenute da Borgosesia Real Estate e che permettono il controllo della società al Gruppo Borgosesia. Le azioni di classe B sono quelle che vengono offerte agli investitori privati che decidono di aderire al progetto fermo restando che il Gruppo parteciperà comunque ad ogni investimento con una quota del 20%.
Nel momento in cui Borgosesia individua il progetto immobiliare da sviluppare, i possessori delle azioni di classe B possono scegliere se aderirvi ottenendo in cambio azioni “correlate”. Queste azioni, suddivise a loro volta in tante serie quanto sono gli investimenti che la società andrà a realizzare, sono quindi quelle che conferiscono al possessore il pieno dritto sui risultati finali dell’investimento.
Considerata la necessità di disporre di un team dotato di tutte le competenze professionali occorrenti, la Spac sottoscriverà col Gruppo Borgosesia un apposito contratto in base al quale quest’ultimo assumerà nell’ambito dell’operazione il ruolo di “portfolio manager” al fine di curare tutte le attività connesse alla selezione e acquisto degli assets oggetto di investimento nonché alla successiva loro valorizzazione.
I costi connessi ad investimenti che, per qualsiasi circostanza, non dovessero essere conclusi, graveranno esclusivamente su Borgosesia.
***
 
Borgosesia è una società per azioni quotata sul Mercato Telematico Azionario (MTA) di Borsa Italiana attiva nel settore degli investimenti in asset non performing e alternativi in generale, volti a rivitalizzare prevalentemente progetti immobiliari sottostanti.
Holding industriale con competenze finanziarie e nel settore del real estate, Borgosesia punta a crescere attraverso una strategia che unisce entrambe le competenze, completando o rivitalizzando progetti immobiliari, costituiti soprattutto da fabbricati residenziali in grandi centri urbani e turistici.
La missione di Borgosesia è creare valore per grandi e piccoli investitori grazie alla capacità di intervenire in situazioni di crisi o che necessitano di nuovi stimoli, generando valore attraverso l’investimenti in operazioni con rischio contenuto.
(fonte comunicato stampa pubblicato in forma integrale)

Massetti (Confartigianato): rilanciare l’edilizia ora o il settore non riparte

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Un appello a tutti i sindaci della provincia per richiedere un incisivo taglio ai tributi e l’affidamento diretto e a “chilometro zero” degli appalti alle imprese locali di costruzioni per un settore che ha pagato più degli altri il lockdown e che fa i conti con una ripresa appesa ad un filo. Stiamo parlando del settore delle costruzioni e più in generale del “settore casa”.

«Un appello rivolto ai sindaci per chiedere di intervenire con uno sgravio delle imposte alle imprese e il coinvolgimento diretto nella ripresa degli appalti pubblici, sostenendo quanto più possibile gli interventi dei privati che possono cogliere le opportunità rappresentate dal bonus del 110% che sono enormi, come rappresentato dallo studio realizzato dal nostro Osservatorio – commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue – non c’è tempo da perdere: si tratta di un’opportunità incredibile che deve trovare conferma ora nella sua stabilizzazione almeno sino a tutto il 2022 come abbiamo sollecitato, ma che deve essere semplificata nei meccanismi per non incepparne l’onda positiva, o ancora preggio scoraggiare le imprese che si trovano già in balia di una burocrazia senza eguali. Le imprese artigiane del comparto casa della nostra provincia, colpite da una crisi che non ha precedenti negli ultimi 25 anni sono ad un bivio: o ripartono immediatamente, sostenuta anche dalle singole comunità locali, oppure sono destinate ad una crisi senza fine». Stiamo parlando di un totale di 12.610 imprese artigiane nella sola provincia di Brescia e 20.527 addetti e che da inizio anno ha visto chiudere nel solo primo trimestre 2020, dunque non considerando gli scorsi mesi di lockdown di aprile e maggio, ben 322 imprese delle costruzioni. L’Osservatorio di Confartigianato Lombardia ha recentemente calcolato gli effetti della leva del bonus ristrutturazioni del 110% incluso nel recente DL Rilancio.

Solo gli interventi sostenuti da ecobonus in Lombardia nel 2018 sono stati 80 mila per 785 milioni di investimenti: 97,6 milioni dei quali per la sola provincia di Brescia, di cui quasi il 40% nell’ambito dei serramenti, il 25% nell’ambito dell’installazione e la restante quota nell’edilizia. Un intervento su due ha riguardato edifici costruiti prima del 1970: in provincia di Brescia quasi 85mila edifici sono stati costruiti prima del 1969 e oltre la meta dei 230mila edifici residenziali è stato edificato prima del 1980. Ora, secondo i dati della relazione tecnica al provvedimento il bonus del 110% mobiliterà risorse per 14 miliardi di euro fino al 2026, con una media annua (2021-2026) di 2,3 miliardi di euro per tutta l’Italia. «Riponiamo infine nelle amministrazioni grandi aspettative anche per l’utilizzo dei 50 milioni che Regione Lombardia ha destinato agli Enti locali di Brescia per i lavori pubblici cantierabili da subito, con l’auspicio che venga considerato il principio dell’affidamento dei lavori a “chilometro zero” e nello sblocco dei principali interventi pubblici: strade, scuole, viadotti, impianti sportivi, manutenzioni, prevenzione del dissesto idrogeologico e tutte le altre opere necessarie devono essere il volano per creare ricchezza e lavoro per una territorio che ha tanto sofferto in questi mesi» conclude il presidente Massetti.

Coronavirus, la Provincia sblocca i pagamenti alle aziende edili

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Raccogliendo immediatamente la richiesta dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili e delle ditte operanti sul territorio bresciano di un’iniezione immediata di liquidità per sostenere le migliaia di imprese che in queste settimane sono state costrette a sospendere i lavori per tutelare la sicurezza dei propri lavoratori, il Presidente della Provincia di Brescia, Samuele Alghisi, ha firmato oggi un decreto attraverso il quale  autorizza i dirigenti al pagamento dei lavori realizzati in esecuzione di contratti d’appalto stipulati dalla Provincia di Brescia, sospesi, a causa delle conseguenze delle disposizioni vigenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, per gli importi maturati al momento della presentazione della domanda, in deroga alle eventuali previsioni dei limiti di importo previsti dal contratto e/o capitolato di appalto, previa emissione ai sensi dell’art. 113 bis del D.lgs. n. 50/2016, di stati d’avanzamento e dei certificati di pagamento e fatte salve le ulteriori condizioni previste dal contratto e dalle norme per la liquidazione degli acconti.
“Il rallentamento dell’esecuzione dei contratti d’appalto di lavori da realizzare – ha dichiarato Alghisi – a causa  delle limitazioni allo svolgimento delle attività produttive disposte dai provvedimenti normativi assunti dal Governo e dalla Regione ai fini del contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, richiede da parte delle Stazioni Appaltanti una valutazione circa l’opportunità di procedere alla liquidazione dei lavori eseguiti fino alla data di sospensione, anche in deroga ai termini di pagamento previsti dai contratti, per venire incontro alle inevitabili ripercussioni che il presente momento emergenziale comporta in tema di liquidità delle stesse imprese”.
La Provincia si impegna dunque a riconoscere all’appaltatore quanto effettivamente realizzato,  permettendo cosi allo stesso di poter a sua volta liquidare fornitori, subappaltatori e maestranze, in un momento storico in cui l’emergenza ha congelato improvvisamente le filiere produttive e, conseguentemente, i relativi flussi economici.
“Riteniamo essenziale in questa fase –  ha concluso Alghisi – compiere ogni azione che possa supportare il sistema produttivo, al fine di evitare per quanto possibile il fermo dei lavori e in ogni caso creare i presupposti per un rapido ed efficace riavvio degli stessi non appena le condizioni di diffusione della pandemia lo permetteranno”.

 

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