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Riqualificazioni alloggi Aler: nel Bresciano lavori finiti nel 61 per cento

in Economia/Edilizia by

Proseguono i lavori di riqualificazione degli alloggi di edilizia pubblica gestiti da Aler. “I dati del mese di settembre – spiega Stefano Bolognini, assessore regionale alle Politiche sociali, abitative e Disabilità – indicano una riqualificazione media del 92% su tutta la Regione. Si tratta di numeri importanti che mostrano la costanza con cui si prosegue nel recupero degli alloggi sfitti di proprietà delle Aler. Al 30 settembre sono stati recuperati 4.191 alloggi dall’inizio dei lavori finanziati, un intervento concreto che mostra il totale impegno e della volontà del Presidente e della Giunta regionale nel rendere fruibile il patrimonio dell’Edilizia residenziale pubblica”.

Dopo ‘lockdown’ consegnati 204 alloggi

Nel Contatore aggiornato sul portale di Regione Lombardia (https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/zero-sfitti-aler) si dà informazione, ogni mese, del numero degli alloggi sfitti di proprietà delle Aler che vengono ristrutturati e rimessi a disposizione per l’assegnazione. L’assessore sottolinea che “nel mese di settembre sono stati ristrutturati altri 40 appartamenti. Il totale degli alloggi recuperati dopo la fine dell’emergenza, quindi da maggio in avanti, quando è stato dato il via libera ai cantieri, ammonta ora a 204. Un numero certamente positivo, che ci mostra come la strada sia quella giusta, ma, allo stesso tempo, ci sprona a voler fare sempre meglio. Si tratta infatti di alloggi precedentemente sfitti che vengono recuperati e resi disponibili per le assegnazioni alle famiglie aventi diritto, dando così una risposta importante al bisogno di casa della nostra regione”.

I lavori conclusi sui territori Aler

A seguire il numero di lavori conclusi per Aler sul totale programmato e relativa percentuale: Bergamo – Lecco – Sondrio 271 su 292 (93%), Brescia – Cremona – Mantova 422 su 599 (70%), Milano 2.646 su 2.682 (99%), Pavia – Lodi 208 su 329 (63%), Varese – Como – Monza Brianza – Busto Arsizio 644 su 658 (98%).

Questo l’elenco dettagliato per provincia dei lavori conclusi sul totale programmato e relativa percentuale:

– Provincia di Bergamo: 190 alloggi conclusi su 204 finanziati pari al 93%;
– Provincia di Brescia: 89 alloggi conclusi su 145 finanziati pari al 61%;
– Provincia di Como: 157 alloggi recuperati su 157 finanziati pari al 100%;
– Provincia di Cremona: 228 alloggi conclusi su 324 finanziati pari al 70%;
– Provincia di Lecco: 42 alloggi conclusi su 49 finanziati pari al 86%;
– Provincia di Lodi: 32 alloggi conclusi su 60 finanziati pari al 53%.
– Provincia di Mantova: 105 alloggi recuperati su 130 finanziati pari al 81%;
– Milano Città Metropolitana: 2.646 alloggi conclusi su 2.682 finanziati pari al 99%;
– Provincia Monza-Brianza: 206 alloggi recuperati su 220 finanziati pari al 94%;
– Provincia di Pavia: 176 alloggi conclusi su 269 finanziati pari al 65%;
– Provincia di Sondrio: 39 alloggi recuperati su 39 finanziati pari al 100%;
– Provincia di Varese: 281 alloggi conclusi su 281 finanziati pari al 100%.

Nasce a Brescia la prima Spac immobiliare

in Economia/Edilizia/Finanza by
Borgosesia SpA, società quotata sul mercato MTA di Borsa Italiana, lancia a Brescia BGS Club SPAC, società per azioni di diritto italiano e prima Spac immobiliare nel nostro Paese.
La Spac (special purpose acquisition company), promossa e amministrata da Borgosesia Real Estate, permette a investitori terzi di partecipare a un investimento immobiliare grazie alla sottoscrizione di diverse categorie di azioni, emesse in fasi differenti del progetto.  Sino ad oggi le Spac sono state per lo più utilizzate come «acceleratori» nei processi di quotazione di singole target.
La Spac “BGS Club” si propone di utilizzare lo stesso modello operativo per avvicinare al mondo delle special situation in ambito immobiliare singoli investitori che intendono accrescere, all’interno del proprio portafoglio, l’esposizione a questa asset class ma che, al contempo, desiderano poter scegliere se assumere o meno una posizione nella singola operazione e, nel caso, seguirne “da vicino” l’evolversi.
Da qui l’idea di un club alla cui partecipazione consegue il diritto di vedersi sottoporre, di volta in volta, opportunità di investimento a cui liberamente decidere di partecipare o meno. Obiettivo dell’iniziativa, infatti, è quello di raccogliere un ristretto numero di investitori con i quali condividere iniziative e progetti di sviluppo in un’ottica di medio lungo termine.
Gli investimenti che la Spac intende proporre ai propri investitori sono rappresentati dall’acquisto di immobili, eventualmente preceduto dall’acquisto del credito non performing garantito da ipoteca sugli stessi. Gli immobili vengono individuati nell’ambito di procedure esecutive, concorsuali o pre concorsuali al fine di una successiva loro valorizzazione anche attraverso interventi di completamento o ristrutturazione.
Il funzionamento di questo modello di Spac prevede che i singoli investitori partecipino all’iniziativa con un ‘commitment’ complessivo di importo variabile versando una quota iniziale a titolo di anticipo (pari all’1% dell’impegno complessivo) che dà diritto – una volta presentato l’investimento da sviluppare – di decidere se partecipare o meno ai singoli progetti immobiliari che saranno presentati dai promotori dell’iniziativa.
La Spac, infatti, una volta raccolti gli anticipi, ha 12 mesi di tempo per individuare e proporre ai sottoscrittori il progetto immobiliare da sviluppare. L’orizzonte temporale dell’investimento- dal momento della sottoscrizione al termine dello sviluppo immobiliare con la distribuzione dei ritorni – è stimato complessivamente in 24-30 mesi.

Come funziona

Nel dettaglio, la Spac prevede 3 tipologie di azioni: le azioni di classe A, detenute da Borgosesia Real Estate e che permettono il controllo della società al Gruppo Borgosesia. Le azioni di classe B sono quelle che vengono offerte agli investitori privati che decidono di aderire al progetto fermo restando che il Gruppo parteciperà comunque ad ogni investimento con una quota del 20%.
Nel momento in cui Borgosesia individua il progetto immobiliare da sviluppare, i possessori delle azioni di classe B possono scegliere se aderirvi ottenendo in cambio azioni “correlate”. Queste azioni, suddivise a loro volta in tante serie quanto sono gli investimenti che la società andrà a realizzare, sono quindi quelle che conferiscono al possessore il pieno dritto sui risultati finali dell’investimento.
Considerata la necessità di disporre di un team dotato di tutte le competenze professionali occorrenti, la Spac sottoscriverà col Gruppo Borgosesia un apposito contratto in base al quale quest’ultimo assumerà nell’ambito dell’operazione il ruolo di “portfolio manager” al fine di curare tutte le attività connesse alla selezione e acquisto degli assets oggetto di investimento nonché alla successiva loro valorizzazione.
I costi connessi ad investimenti che, per qualsiasi circostanza, non dovessero essere conclusi, graveranno esclusivamente su Borgosesia.
***
 
Borgosesia è una società per azioni quotata sul Mercato Telematico Azionario (MTA) di Borsa Italiana attiva nel settore degli investimenti in asset non performing e alternativi in generale, volti a rivitalizzare prevalentemente progetti immobiliari sottostanti.
Holding industriale con competenze finanziarie e nel settore del real estate, Borgosesia punta a crescere attraverso una strategia che unisce entrambe le competenze, completando o rivitalizzando progetti immobiliari, costituiti soprattutto da fabbricati residenziali in grandi centri urbani e turistici.
La missione di Borgosesia è creare valore per grandi e piccoli investitori grazie alla capacità di intervenire in situazioni di crisi o che necessitano di nuovi stimoli, generando valore attraverso l’investimenti in operazioni con rischio contenuto.
(fonte comunicato stampa pubblicato in forma integrale)

Massetti (Confartigianato): rilanciare l’edilizia ora o il settore non riparte

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Edilizia by

Un appello a tutti i sindaci della provincia per richiedere un incisivo taglio ai tributi e l’affidamento diretto e a “chilometro zero” degli appalti alle imprese locali di costruzioni per un settore che ha pagato più degli altri il lockdown e che fa i conti con una ripresa appesa ad un filo. Stiamo parlando del settore delle costruzioni e più in generale del “settore casa”.

«Un appello rivolto ai sindaci per chiedere di intervenire con uno sgravio delle imposte alle imprese e il coinvolgimento diretto nella ripresa degli appalti pubblici, sostenendo quanto più possibile gli interventi dei privati che possono cogliere le opportunità rappresentate dal bonus del 110% che sono enormi, come rappresentato dallo studio realizzato dal nostro Osservatorio – commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue – non c’è tempo da perdere: si tratta di un’opportunità incredibile che deve trovare conferma ora nella sua stabilizzazione almeno sino a tutto il 2022 come abbiamo sollecitato, ma che deve essere semplificata nei meccanismi per non incepparne l’onda positiva, o ancora preggio scoraggiare le imprese che si trovano già in balia di una burocrazia senza eguali. Le imprese artigiane del comparto casa della nostra provincia, colpite da una crisi che non ha precedenti negli ultimi 25 anni sono ad un bivio: o ripartono immediatamente, sostenuta anche dalle singole comunità locali, oppure sono destinate ad una crisi senza fine». Stiamo parlando di un totale di 12.610 imprese artigiane nella sola provincia di Brescia e 20.527 addetti e che da inizio anno ha visto chiudere nel solo primo trimestre 2020, dunque non considerando gli scorsi mesi di lockdown di aprile e maggio, ben 322 imprese delle costruzioni. L’Osservatorio di Confartigianato Lombardia ha recentemente calcolato gli effetti della leva del bonus ristrutturazioni del 110% incluso nel recente DL Rilancio.

Solo gli interventi sostenuti da ecobonus in Lombardia nel 2018 sono stati 80 mila per 785 milioni di investimenti: 97,6 milioni dei quali per la sola provincia di Brescia, di cui quasi il 40% nell’ambito dei serramenti, il 25% nell’ambito dell’installazione e la restante quota nell’edilizia. Un intervento su due ha riguardato edifici costruiti prima del 1970: in provincia di Brescia quasi 85mila edifici sono stati costruiti prima del 1969 e oltre la meta dei 230mila edifici residenziali è stato edificato prima del 1980. Ora, secondo i dati della relazione tecnica al provvedimento il bonus del 110% mobiliterà risorse per 14 miliardi di euro fino al 2026, con una media annua (2021-2026) di 2,3 miliardi di euro per tutta l’Italia. «Riponiamo infine nelle amministrazioni grandi aspettative anche per l’utilizzo dei 50 milioni che Regione Lombardia ha destinato agli Enti locali di Brescia per i lavori pubblici cantierabili da subito, con l’auspicio che venga considerato il principio dell’affidamento dei lavori a “chilometro zero” e nello sblocco dei principali interventi pubblici: strade, scuole, viadotti, impianti sportivi, manutenzioni, prevenzione del dissesto idrogeologico e tutte le altre opere necessarie devono essere il volano per creare ricchezza e lavoro per una territorio che ha tanto sofferto in questi mesi» conclude il presidente Massetti.

Coronavirus, la Provincia sblocca i pagamenti alle aziende edili

in Economia/Edilizia by
Raccogliendo immediatamente la richiesta dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili e delle ditte operanti sul territorio bresciano di un’iniezione immediata di liquidità per sostenere le migliaia di imprese che in queste settimane sono state costrette a sospendere i lavori per tutelare la sicurezza dei propri lavoratori, il Presidente della Provincia di Brescia, Samuele Alghisi, ha firmato oggi un decreto attraverso il quale  autorizza i dirigenti al pagamento dei lavori realizzati in esecuzione di contratti d’appalto stipulati dalla Provincia di Brescia, sospesi, a causa delle conseguenze delle disposizioni vigenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, per gli importi maturati al momento della presentazione della domanda, in deroga alle eventuali previsioni dei limiti di importo previsti dal contratto e/o capitolato di appalto, previa emissione ai sensi dell’art. 113 bis del D.lgs. n. 50/2016, di stati d’avanzamento e dei certificati di pagamento e fatte salve le ulteriori condizioni previste dal contratto e dalle norme per la liquidazione degli acconti.
“Il rallentamento dell’esecuzione dei contratti d’appalto di lavori da realizzare – ha dichiarato Alghisi – a causa  delle limitazioni allo svolgimento delle attività produttive disposte dai provvedimenti normativi assunti dal Governo e dalla Regione ai fini del contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, richiede da parte delle Stazioni Appaltanti una valutazione circa l’opportunità di procedere alla liquidazione dei lavori eseguiti fino alla data di sospensione, anche in deroga ai termini di pagamento previsti dai contratti, per venire incontro alle inevitabili ripercussioni che il presente momento emergenziale comporta in tema di liquidità delle stesse imprese”.
La Provincia si impegna dunque a riconoscere all’appaltatore quanto effettivamente realizzato,  permettendo cosi allo stesso di poter a sua volta liquidare fornitori, subappaltatori e maestranze, in un momento storico in cui l’emergenza ha congelato improvvisamente le filiere produttive e, conseguentemente, i relativi flussi economici.
“Riteniamo essenziale in questa fase –  ha concluso Alghisi – compiere ogni azione che possa supportare il sistema produttivo, al fine di evitare per quanto possibile il fermo dei lavori e in ogni caso creare i presupposti per un rapido ed efficace riavvio degli stessi non appena le condizioni di diffusione della pandemia lo permetteranno”.

 

Mercato immobiliare, nel 2019 compravendite cresciute del 13% a Brescia

in Economia/Edilizia/Partner 2/Tendenze by

La performance del mercato residenziale è stata supportata principalmente dalla dinamica delle compravendite e dall’intensità della domanda, mentre restano distanti dalla media del panel la ripresa dei prezzi e la velocità di assorbimento del mercato – è quanto emerge dal 1° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2020 di Nomisma presentato oggi in diretta streaming.

Residenziale

Il mercato residenziale bresciano nel 2019 ha registrato 2.724 compravendite, in aumento del 13,3% rispetto al consuntivo 2018 e sospinte da una domanda crescente. Le transazioni sono cresciute per il sesto anno consecutivo, portando gli scambi sui livelli più alti della serie storica osservata.

Al contempo – come emerge dallo studio condotto da Nomisma- le erogazioni di mutui diminuiscono di poco meno di tre punti percentuali a livello provinciale, in linea con il trend che si osserva a livello nazionale; la buona ripresa del mercato immobiliare nel 2019 è stata resa possibile dal basso livello dei prezzi immobiliari.

L’Istituto bolognese evidenzia come i tempi medi di vendita siano di 7 mesi per le abitazioni sia nuove sia usate e gli sconti medi, nel corso del 2019, hanno visto una diminuzione, sia per gli immobili nuovi (7,5%) sia usati (12%).

Sul fronte degli affitti Nomisma riscontra una ripresa favorita dalla dinamica di crescita già iniziata nel 2018. Nel centro città si rileva una crescita annuale dell’1,4%, percentuale che scende lievemente per le zone di periferia. I tempi di locazione si riducono a 1,9 mesi, restando al di sotto della media delle 13 città.

Crescono i rendimenti lordi annui da locazione, grazie all’aumento dei canoni, e si assestano in media al 5,6%, con punte del 5,9% in periferia.

Eguale peso si riscontra tra la compravendita e la locazione, pari al 47,5% per l’acquisto e per il 52,5% per l’affitto. L’acquisto della prima casa riguarda quasi l’80% delle compravendite, in aumento rispetto alla rilevazione del 2019, a discapito degli acquisti per investimento la cui percentuale scende dal 18,3% al 14,9% del totale delle transazioni. Ancora più ridotta risulta la quota degli acquisti dedicata alle seconde case (5,3%).

 

Non residenziale

Rispetto al settore non residenziale Nomisma fotografa il perdurare di alcuni segnali di criticità in un contesto di lieve crescita dell’attività transattiva.

L’Istituto bolognese evidenzia come vi sia stato un aumento delle compravendite piuttosto deciso nel 2019, con una dinamica positiva che tuttavia ha mostrato, in serie storica, una discreta volatilità. I prezzi degli uffici risultano ancora in calo, mentre per i negozi si interrompe la caduta dei valori che tornano perciò in territorio positivo (+0,3% in media, contro il -0,8% registrato nella media delle 13 città monitorate).

Il segmento della locazione, di significativa importanza per i comparti direzionale e commerciale, mostra le difficoltà di questi mercati ad uscire pienamente dalla crisi, come dimostrano i canoni ancora in flessione in entrambi i comparti considerati.

I rendimenti lordi annui rimangono stabili al 4,6% per gli uffici e al 5,8% per i negozi, in entrambi i casi inferiori alla media delle 13 città intermedie.v

Coronavirus, dall’edilizia un contributo di 110mila euro per gli ospedali

in Economia/Edilizia by

Continua l’iniziativa solidale del settore edile bresciano con sottoscrizioni tra lavoratori e imprese del settore per sostenere chi è impegnato per salvare vite. Il sistema edile bresciano ha effettuato infatti tre donazioni, due di 50mila euro ognuna a favore degli Spedali Civili di Brescia e della Fondazione Poliambulanza, l’altra di 10mila euro all’Ospedale di Esine in Valcamonica, per un totale di 110mila euro, “al fine di supportare chi sta aiutando le tantissime persone colpite e combatte in prima linea la diffusione del virus, fra il resto con la certezza della destinazione delle somme e del loro utilizzo, grazie ai contatti diretti con le strutture sanitarie interessate”.

“Non possiamo essere insensibili in un momento così drammatico – spiegano Massimo Angelo Deldossi, Raffaelle Collicelli e Paolo Bettoni, presidenti rispettivamente di Ance Brescia, Cassa Edile, Eseb (Ente sistema edilizia Brescia) insieme a Raffaele Merigo, Sara Piazza, Ibrahima Niane e Donato Bianchi, segretari di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil Brescia e Vallecamonica  Sebino – perciò ci siamo mossi per aiutare la collettività in questo momento, quasi postmoderno, caratterizzato da una situazione, improvvisa e imprevista, di emergenza per tutto il nostro territorio”.

Le parti sociali dell’edilizia bresciana hanno deliberato l’iniziativa che pure prevede la promozione fra i propri associati e iscritti di una raccolta fondi, su base volontaria, per assicurare continuità nel supporto a Spedali Civili, Poliambulanza e all’ospedale camuno, anche per far fronte alla situazione post emergenziale. Anche a questa seconda parte, il Consiglio direttivo di Ance Brescia ha deciso di apportare il proprio concreto contributo: nello specifico, i lavoratori potranno comunicare ai datori di lavoro la propria volontà di devolvere una somma pari fino a un massimo di tre ore di retribuzione: effettuata la trattenuta sul cedolino l’impresa raddoppierà l’importo, con un proprio versamento e provvederà a versare la cifra complessiva raccolta in sede aziendale su un conto corrente dedicato, appositamente aperto da Cassa Edile, cui spetterà il compito, una volta, conclusa la raccolta di erogare i fondi così ottenuti a favore degli Spedali Civili, di Poliambulanza e del nosocomio di Esine. I vertici di Ance Brescia, inoltre, invitano le singole imprese associate ad effettuare ulteriori versamenti autonomi per rendere ancor più consistente il contributo del settore a favore della collettività bresciana, in un drammatico frangente di grandissima difficoltà. Il termine dell’iniziativa è fissato alla data del 30 aprile 2020.

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Sicurezza sul lavoro, a Brescia 174 imprese (+40 per cento in cinque anni)

in Economia/Edilizia/Tendenze by

Le imprese nei settori legati alla sicurezza sul lavoro, che offrono servizi in questo campo, sono 4.200 in Italia, mille in Lombardia, 380 a Milano, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Un settore in costante crescita quasi raddoppiato nel corso degli ultimi dieci anni, + 4% negli ultimi 12 mesi. Un quarto delle imprese attive è concentrato sulla Lombardia. Emerge da un’elaborazione Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Innovhub – SSI  su dati Registro Imprese al II trimestre 2019.

In Lombardia ci sono oltre 1.000 imprese, in aumento del 3% rispetto allo scorso anno e del 32% circa rispetto al 2014. A prendersi cura della sicurezza sui luoghi di lavoro sono circa 2.600 addetti, un numero in crescita del 9% in soli 12 mesi. Dopo Milano che conta 380 imprese e 942 addetti ci sono Brescia con 174 imprese (+8,7% in un anno, + 40% in 5 anni) e 425 addetti, Bergamo (96 imprese e 251 addetti), Monza e Brianza (84 imprese e 129 addetti), Varese (73 imprese e 303 addetti, raddoppiati in un solo anno.

In Italia. A Roma ci sono 388 imprese (+9,3% rispetto al 2018) e quasi 4.200 addetti, a Torino 215, +3,4% con 491 addetti, a Napoli 120, +7,1% con 210 addetti.

Problemi di umidità? Ecco perché scegliere le pitture antimuffa

in Economia/Edilizia by

Toglierla è inutile, perché lei continua a ritornare? Ebbene sì, la muffa sulle pareti di casa è un avversario ostico da sconfiggere, ecco perché occorre armarsi di tanta pazienza e di buoni prodotti antimuffa.

La formazione di macchie di muffa in determinate stanze della casa è un fenomeno molto diffuso, ma è anche il sintomo evidente di un problema ben più ampio legato alla presenza di infiltrazioni d’acqua, scarsa ventilazione, o, scarsa impermeabilizzazione delle pareti.

La muffa, infatti, è un fungo che cresce e prolifera in ambienti umidi, quindi, l’unico modo per risolvere il problema è agire alla radice ed eliminare eventuali infiltrazioni e/o migliorare l’isolamento delle pareti. Una volta eliminata la causa, si può procedere con la rimozione dei sintomi, ovvero, con l’eliminazione della muffa formatasi sulle pareti e il trattamento di queste ultime con prodotti antimuffa per prevenirne la formazione futura.

Cosa sono le pitture antimuffa?

Le pitture antimuffa sono prodotti con elevate proprietà traspiranti, addizionate con sostanze capaci di contrastare i microrganismi e i batteri presenti nelle muffe, bloccando la proliferazione. Grazie alla loro azione traspirante, queste vernici impediscono la formazione di condensa sulle pareti e allo stesso tempo svolgono un’azione igienizzante e antibatterica, evitando che le spore trasportate dall’aria attecchiscano sulle pareti.

Sono completamente innocue per le persone (sono regolamentate dalla norma UE 528/2012) e una volta applicate sulle pareti il risultato finale è lo stesso delle vernici tradizionali.

Qualche consiglio per eliminare la muffa dalle pareti

Prima di procedere con l’applicazione di questa particolare tipologia di pitture, è necessario rimuovere dalle pareti tutta la muffa presenti. Ecco, allora, qualche consiglio per eliminare la muffa dalle pareti in due semplici step:

  1. Rimozione manuale delle macchie con delle soluzioni igienizzanti;
  2. Trattamento delle pareti con prodotti e pitture antimuffa.

La prima cosa da fare, quindi, è eliminare manualmente la muffa dalle pareti. Procuratevi una soluzione igienizzante e antibatterica specifica per muffe e applicatela sulle zone interessate. Lasciate agire per circa 20 minuti e poi strofinate le macchie con una spugna bagnata. Strofinate fino a quando tutti i residui di muffa non saranno stati eliminati. Arieggiate la stanza per far asciugare le pareti.

Quando le pareti saranno completamente asciutte, potete passare alla fase successiva, ovvero, il trattamento antimuffa, dipingendo le pareti con una vernice antimuffa che – come abbiamo visto – è appositamente studiata per scongiurare la futura formazione di questo fungo. Prima di applicare la vernice pittura sulla parete si consiglia sempre di leggere le indicazioni presenti sulla confezione, dal momento che alcune pitture necessitano di condizioni particolari circa la temperatura dell’ambiente, o, i procedimenti per la diluizione.

La presenza di muffa sulle pareti non è solo un problema estetico, ma è anche un rischio per la salute delle persone che vivono in ambienti contaminati. Le spore infatti, crescono e si riproducono all’infinito, andando ad interessare anche le fondamenta e le strutture portanti degli edifici. Le spore che si liberano nell’aria, inoltre, possono scatenare reazioni allergiche e affezioni respiratorie. Ecco perché è importante intervenire subito con prodotti antimuffa, poiché le ife spore germinano e si riproducono con grande velocità e facilità.

 

Costo del Notaio per l’acquisto della prima casa

in Economia/Edilizia by

Quando stiamo per comprare un’abitazione – in particolare se è la prima volta che ci interfacciamo con il mercato immobiliare – è normale che le domande che ci girano per la testa e le informazioni da tenere in considerazione siano molte. Quanto potremo contrattare sul prezzo? Otterrò il mutuo e a quali condizioni? Ci sono da fare ristrutturazioni? E per quanto riguarda il trasloco? E così via, potenzialmente all’infinito. Ecco perché una delle voci di cui dovremmo tenere debito conto potrebbe, come si suol dire, finire in soffitta: parliamo del costo del Notaio per l’acquisto della prima casa (che è diverso rispetto alla seconda casa, in quanto sono previste delle agevolazioni).

Innanzitutto chiariamo, seppur in modo sommario, cosa si intende per prima casa: si potrebbe infatti pensare che si tratti della “prima casa che acquisto” in generale, indipendentemente dall’uso che andrò a farne. In realtà è forse più corretto (e porta a minore confusione) chiamarla “abitazione principale”: si tratta infatti della casa di residenza, quella che andrò ad abitare con la famiglia.

In altre parole: se acquisto una casa al mare per le vacanze non potrò né usufruire delle agevolazioni prima casa per l’acquisto né trattarla come tale nella gestione ordinaria per quanto riguarda le tasse comunali, anche se non ho altri immobili di proprietà.

Vi sono poi altri requisiti di cui tenere conto: il prendere residenza entro 18 mesi dall’acquisto in questa abitazione, ad esempio, ma anche non essere proprietari di immobili o parti di essi nello stesso Comune in cui si trova la casa (anche se ad esempio li ho ricevuti in eredità) e non acquistare abitazioni di lusso. Insomma: le regole sono più complesse di quanto può sembrare a una prima analisi e dunque la consulenza di un Notaio può esserci di grande aiuto.

A proposito di Notaio, vediamo comunque qual è il suo costo in caso di acquisto della prima casa.

Costo del Notaio per acquisto prima casa da privato

Bisogna innanzitutto distinguere chi è il venditore della casa: vediamo dunque prima di tutto il costo del Notaio per l’acquisto della prima casa da privato, che ha un costo diverso rispetto a chi compra da impresa costruttrice. In questo caso dovremo infatti pagare, per quanto riguarda tasse e imposte, un’Imposta di Registro del 2% del valore catastale (si trova sulle schede catastali dell’abitazione, che dovremo dunque procurarci dal venditore) e per un minimo di 1000€, oltre a Imposta Catastale e Imposta Ipotecaria nella misura fissa di 50€.

A queste cifre vanno naturalmente aggiunti l’onorario del Notaio e le altre spese ad esso correlate: se però per quanto riguarda tasse e imposte si può fare un calcolo preciso in quanto stabilite dalla legge, così non è per il compenso del Notaio, in quanto non esistono tariffe prestabilite (esistevano, ma sono state abolite ormai da diversi anni).

Costo del Notaio per acquisto prima casa da impresa costruttrice

Diversa la questione relativa all’acquisto della prima casa da impresa costruttrice entro i cinque anni dai lavori di costruzione o ristrutturazione (se sono passati più di cinque anni vale quanto detto sopra per i privati): in questo caso al Notaio dovremo infatti versare Imposta di Registro, Imposta Catastale e Imposta Ipotecaria nella misura fissa di 50€ ciascuna. Vale quanto detto sopra riguardo l’onorario del Notaio.

Attenzione però: i costi sono solo apparentemente minori, in quanto se è vero che non dovremo pagare l’Imposta di Registro in maniera proporzionale al valore catastale (come visto per l’acquisto da privato) è altrettanto vero che dovremo pagare all’impresa l’Iva nella misura del 4% del prezzo di acquisto dell’abitazione, quindi un esborso che può anche essere di entità considerevole (nel caso di acquisto da privato l’Iva non è dovuta).

 

Edilizia, nuovo contratto per il settore: 20 euro in più per i lavoratori di secondo livello

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Edilizia by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Tassello importante per l’edilizia: raggiunto infatti il rinnovo del contratto dell’artigianato che a Brescia coinvolge 1.467 imprese artigiane dell’edilizia con dipendenti (il 21,5% su un totale di oltre 6 mila imprese artigiane dell’edilizia) e 3.332 addetti imprese artigiane dell’edilizia (il 27,4% degli oltre 12 mila occupati del settore) dipendenti. Un’intesa dopo due anni di trattativa che porta ad un aumento in busta paga e più welfare che in Italia coinvolge 400mila addetti del settore. Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia su questa tappa importante per un settore, che sta soffrendo ancora parecchio i morsi della crisi: «Ci sono voluti due anni di trattativa ma si è svolto un buon lavoro visto che il contratto era scaduto nel 2016».

Il contratto è stato firmato tra le associazioni artigiane Anaepa Confartigianato Edilizia, Cna Costruzioni, Casartigiani, Claai e le organizzazioni sindacali di categoria Feneal-Uil, Filca-Cisl e FilleaCgiL contempla tra l’altro, appunto il riallineamento dei livelli retributivi del comparto artigiano a quelli stabiliti dagli altri contratti del settore. Con l’accordo, inoltre, giunge a termine il percorso di rinnovo iniziato con la sottoscrizione del protocollo sul Welfare contrattuale e la decorrenza di due tranche salariali che saranno erogate nel marzo 2021 e nel gennaio 2022.

Massetti torna a precisare: «Per le paghe, i dipendenti di secondo livello avranno 20 euro mensili in più (dal 2021 e ulteriori 20 dal 2022) e parliamo di circa il 30% dei lavoratori delle nostre aziende». Gli aumenti salariali si aggiungono alle intese raggiunte nel maggio del 2019 su bilateralità, Fondo Sanitario, Fondo Pensione e Fondo Giovani. Ottenuto anche il potenziamento del Fondo nazionale per il ricambio generazionale che prevede il pensionamento anticipato degli operai con determinati requisiti contributivi. Le parti hanno inoltre deciso l’istituzione di un Fondo per incentivare l’occupazione giovanile, anche al fine di qualificare sempre di più il settore. Altra novità importante riguarda la costituzione del Fondo Nazionale paritetico per l’assistenza sanitaria integrativa a favore di tutte le maestranze e degli impiegati che valorizza ancora di più la funzione del sistema bilaterale tradizionale in materia di welfare. «L’artigianato rappresenta un comparto fondamentale, le cui specificità devono essere affrontate con misure che ne rilancino il valore aggiunto, la formazione, la professionalità dei lavoratori e l’innovazione dei processi nei settori della rigenerazione, riqualificazione e adeguamento sismico. Una completa ripartenza dell’edilizia non può prescindere da un comparto artigiano forte ed attrezzato per le nuove sfide che abbiamo davanti» conclude il presidente Massetti.

 

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