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Fondi Pnrr, Alghisi (Provincia): inaccettabile che i progetti dei Comuni non siano stati accolti

in Economia/Edilizia/Istituzioni/Provincia di Brescia by

Il Presidente della Provincia di Brescia, Samuele Alghisi, interviene con una nota in merito alle graduatorie provvisorie del PNRR, che di fatto hanno accolto solo 25 delle 341 domande complessive presentate dai comuni lombardi.


“Mi sono già confrontato con il Presidente di UPL, Luca Santambrogio, perché ritengo inaccettabile che progetti importanti, validi, presentati dai comuni bresciani e dalla stessa Provincia non siano stati presi in considerazione. Stiamo parlando, per quanto riguarda il nostro territorio, di progetti e interventi di messa in sicurezza per le nostre scuole, in favore degli oltre 50mila studenti che le frequentano, ma, degli 80 milioni richiesti, ci viene riconosciuta solo una parte residuale, inferiore ai due milioni di euro e relativa soltanto a 5 delle 61 domande presentate. Faccio mie le istanze che giungono dal territorio, d’accordo con tutti quei sindaci che in questi mesi hanno sacrificato tempo e risorse con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei propri cittadini e che si vedono rifiutati importanti progetti senza comprendere con quale logica la provincia di Brescia e la Lombardia siano state quasi ignorate”.
L’appello del Presidente Alghisi va ai Parlamentari bresciani, affinché venga valorizzato il lavoro dei tanti comuni che si erano fatti trovare pronti e preparati al click day.


“Stiamo parlando di una Provincia più grande di sei regioni italiane, che conta 205 comuni, di una Provincia che gestisce 1200km di strade, 153 edifici scolastici, che conta 1,3 milioni di abitanti. Mi auguro che i fondi necessari del PNRR arrivino sul nostro territorio e che si tenga conto dell’importanza delle realtà provinciali, dei centri più piccoli, che a maggior ragione hanno bisogno del supporto necessario per creare sviluppo e collegamenti. Sollecito i parlamentari bresciani, e mi auguro che questa crisi di Governo non affondi definitivamente le nostre speranze, affinché sia scorsa la graduatoria e possano trovare concretizzazione, venendo  quindi finanziati, i progetti presentati.”

Futuro abitativo: quali sono i gusti degli italiani?

in Economia/Edilizia by

Dopo la pandemia, sembra che la scelta dell’abitazione in cui gli italiani devono andare a vivere sia cambiata totalmente. Si tratta di una modifica repentina del proprio stile di vita e di idee che, magari, fino a quel momento erano andate per la maggiore.

Certo, sicuramente la pandemia ha stravolto e messo tutto in discussione, anche valori di decenni. Ma, a parte questo, prima di decidere dove abitare, ci sono alcune peculiarità che, ormai, sono date per acquisite.

Andiamo a vedere quali sono.

Il balcone sembra essere quasi una priorità

Sarà che si è stati chiusi per tanto tempo, però oggi, molte persone, barattano una casa in centro senza uno ‘sbocco’ esterno con una casa in periferia ma con il balcone. Come se fosse una evasione per uscire dalle quattro mura.

Certo, il top è sicuramente quello di avere un balcone affaccio mare o, comunque, con un panorama completamente naturale. Ma, per chi non ha un budget a sufficienza in tal senso, si può accontentare, comunque, di poter disporre di uno spazio anche per prendere un po’ di aria, soprattutto quando fa molto caldo.

Inoltre, a supporto del balcone, sembra essere quasi imprescindibile il terrazzo. E qui l’unico limite è la fantasia. Molte volte, il terrazzo diventa un vero e proprio spazio per la convivialità e per, qualora fosse possibile, preparare dei barbecue niente male.

Oppure, può diventare una sala giochi in cui, a seconda della dimensione stessa del terrazzo, si può propendere per l’installazione del calcio-balilla o del biliardo. Per non parlare, poi, di un eventuale tavolo da ping pong.

Non tante stanze ma più grandi

Anche se oggi la tendenza è quella di non prendere una casa troppo grande, le stanze devono essere ariose e spaziose. Ciò lo si può intuire da almeno due fattori: il primo è che sta andando per la maggiore lo stile moderno, che è fatto principalmente da colori tenui – quasi anonimi – e da un design improntato a generare più spazio libero possibile.

Non si cerca più di riempire ogni spazio a disposizione ma, anzi, si cerca di ridurre tutti gli oggetti all’essenziale. E, poi, il secondo aspetto dal fatto che, in questi ultimi anni, è possibile trovare anche bilocali in un appartamento di 80 metri quadrati.

Si tratta di una scelta fatta a monte proprio per privilegiare lo spazio e realizzare, nel caso, un’area dedicata alle proprie passioni. Si pensi, ad esempio, a un angolo studio: tra PC, liberi e fogli per gli appunti, non si può ridurre a pochi metri quadrati.

Sostenibilità ambientale

La sostenibilità ambientale oggi non è solo un claim da ‘lanciare’ a proprio piacimento. Ma, anzi, sembra essere un qualcosa di più. Perché se è vero che di default, comunque, tutti gli elettrodomestici di ultima generazione hanno il risparmio energetico, continuano ad aumentare le case, ad esempio, alimentate con i pannelli solari.

Solo negli anni 2000, questa era quasi una utopia. Certo, una necessità di cui non si può fare a meno sia perché comunque le bollette sono aumentate di così tanto che sta diventando insostenibile avere una tipologia di illuminazione ‘vecchia’.

E, poi, comunque, il Pianeta, con l’annesso surriscaldamento globale, sta dando dei segnali inequivocabili per cui bisogna cambiare la rotta il prima possibile. In ogni caso, comunque, il legislatore ha previsto dei finanziamenti e dei bonus proprio per favorire la transizione energetica.

A corredo di tutti i controlli che devono essere fatti, come l’ispezione ipotecaria, è possibile poi provare ad accedere a queste forme di agevolazione.

Attenzione ai tassi del mutuo

Anche chi ha uno stipendio più o meno regolare è attento al mutuo. Dopo un drastico calo dovuto al Coronavirus, oggi i tassi di interesse sono risaliti nuovamente e, quindi, si rischia davvero di pagare tanto un appartamento.

Non è certamente un caos che tante persone stanno aspettando per poter riuscire ad acquistare la casa di proprietà. C’è da dire, però, che soprattutto per i giovani sono previsti varie opportunità che potrebbero essere colte, a patto di rispettare alcuni requisiti.

Le cose, però, soprattutto in questi anni sembrano cambiare così velocemente che è davvero difficile fare delle previsioni o dare tutto per scontato!

Immobili, salgono i prezzi degli affitti a Brescia

in Economia/Edilizia/Tendenze by

Rispetto al primo semestre del 2021 il mercato immobiliare della Lombardia continua a correre, sia per quanto riguarda i prezzi delle compravendite che quelli delle locazioni.  Secondo l’Osservatorio semestrale di Immobiliare punto it portale immobiliare leader in Italia, curato da Immobiliare Insights, infatti, rispetto allo scorso anno, i prezzi richiesti per gli immobili residenziali in vendita in regione sono cresciuti di un ulteriore 4,2%, mentre i canoni d’affitto sono aumentati addirittura del 7,8%. A fronte di uno stock di immobili che si riduce del 15,2% anno su anno, la domanda di case in vendita rimane comunque di segno meno (-4,6%), trend che si conferma anche nel confronto tra il secondo e il primo trimestre 2022 (-4,7%).

Chi vende casa in Lombardia chiede di media 2.348 euro al metro quadro, mentre per quanto riguarda gli immobili in locazione, l’esborso medio richiesto a giugno 2022 è di 15,3 euro al metro quadro.

Uno sguardo a Milano

Milano si conferma la città più costosa dove acquistare o affittare casa. Ormai in città si superano i 5.000 euro al metro quadro di media per comperare un immobile, con un aumento di quasi il 5% rispetto al 2021, mentre per affittarlo serve mettere a budget ben 20 euro al metro quadro, +11,2% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. Nel confronto con il primo semestre dello scorso anno, pur registrando una decrescita sul fronte delle compravendite a livello di domanda (-6,8%) si evidenzia tuttavia anche una diminuzione dello stock di immobili disponibili del 12,8%. Per quanto concerne invece le locazioni il mercato segna una netta ripresa, con lo stock in calo di quasi il 50% a fronte di una richiesta di immobili in affitto in aumento di quasi il 70%, merito di una città che è tornata ai ritmi lavorativi e sociali tipici del pre-pandemia.

Le compravendite

Per quanto riguarda gli altri capoluoghi di provincia, sul fronte prezzi si segue l’andamento regionale con costi che oscillano quasi ovunque al rialzo. A spiccare in modo particolare nel confronto annuale è il capoluogo di provincia di Monza al +9,6%. Rispetto allo stesso periodo del 2021 lo stock di immobili in vendita è diminuito ovunque – con percentuali sopra il 20% nei comuni di Cremona, Lecco e Lodi – anche se nell’ultimo trimestre il trend è meno significativo, segno di un rallentamento nell’interesse verso l’acquisto come confermato anche dal dato della domanda in calo nella maggioranza dei capoluoghi. Questa tendenza trova conferma anche andando a guardare i numeri relativi agli ultimi tre mesi dove, sebbene alcune realtà mostrino un recupero nella propensione all’acquisto da parte degli utenti – su tutte il comune di Sondrio al +5,1% – in generale le percentuali rimangono negative.

Le locazioni

Sul fronte locazioni il raffronto con lo scorso anno mostra significati aumenti nei prezzi medi con Milano e Brescia a guidare la classifica (+11,2% e +8,9% rispettivamente). Per quanto riguarda l’offerta di immobili in affitto, se rispetto al 2021 le percentuali mostrano ovunque segno meno, nel secondo trimestre del 2022 si assiste ad un’inversione di tendenza con la regione che mostra un +16,1% rispetto al trimestre precedente. A spiccare i comuni di Pavia e Monza, al +51,4% e 31,7% rispettivamente e la provincia di Sondrio, +36,4%. Nello stesso lasso di tempo la domanda comunque si presenta di segno più quasi ovunque (sebbene con percentuali più contenute rispetto al confronto con il 2021) e a crescere di più sono le città di Lecco (+35,2%) e di Como (+21,15).

Seguono tabelle con fonte dati Immobiliare Insights.

Di seguito le variazioni dei prezzi richiesti, dell’offerta e della domanda per la tipologia immobiliare residenziale in vendita in Lombardia:

Capoluoghi di provinciaMedia di €/mqDELTA
   II vs. I trim. 2022I sem. 2022 vs. I sem. 2021
Bergamocomune2.264 €0,9%3,3%
provincia senza capoluogo1.309 €0,5%-1,4%
Bresciacomune1.776 €0,9%2,1%
provincia senza capoluogo1.976 €1,3%4,3%
Comocomune2.613 €-1,8%2,8%
provincia senza capoluogo1.831 €0,2%1,3%
Cremonacomune1.273 €2,9%2,3%
provincia senza capoluogo1.176 €-1,8%-3,1%
Leccocomune2.067 €-0,8%4,7%
provincia senza capoluogo1.480 €-0,5%0,5%
Lodicomune1.789 €1,9%5,2%
provincia senza capoluogo1.211 €0,1%1,3%
Mantovacomune1.430 €-0,1%2,4%
provincia senza capoluogo1.052 €-1,2%-1,0%
Milanocomune5.069 €1,7%4,9%
provincia senza capoluogo1.966 €0,9%4,1%
Monza e della Brianzacomune2.502 €2,9%9,6%
provincia senza capoluogo1.819 €0,7%4,2%
Paviacomune2.177 €0,3%1,7%
provincia senza capoluogo1.076 €-1,0%-0,6%
Sondriocomune1.362 €1,8%5,7%
provincia senza capoluogo2.127 €-0,5%7,6%
Varesecomune1.603 €2,4%5,3%
provincia senza capoluogo1.465 €1,1%4,6%
REGIONE2.348 €1,2%4,2%
Capoluoghi di provinciaOFFERTA
  II vs. I trim. 2022I sem. 2022 vs. I sem. 2021
Bergamocomune-5,3%-17,3%
provincia senza capoluogo-4,6%-13,0%
Bresciacomune-3,2%-14,8%
provincia senza capoluogo-4,0%-16,4%
Comocomune2,2%-13,9%
provincia senza capoluogo-0,8%-15,5%
Cremonacomune-12,2%-21,4%
provincia senza capoluogo-4,2%-10,6%
Leccocomune-6,2%-26,6%
provincia senza capoluogo-5,3%-18,1%
Lodicomune6,4%-22,6%
provincia senza capoluogo0,2%-10,4%
Mantovacomune2,9%-9,6%
provincia senza capoluogo-0,9%-27,6%
Milanocomune-1,1%-12,8%
provincia senza capoluogo-4,6%-17,9%
Monza e della Brianzacomune-6,1%-15,6%
provincia senza capoluogo-7,1%-19,5%
Paviacomune6,3%-12,3%
provincia senza capoluogo5,3%-12,7%
Sondriocomune14,0%-10,7%
provincia senza capoluogo1,9%-20,5%
Varesecomune-0,5%-10,0%
provincia senza capoluogo-3,5%-10,0%
REGIONE-2,9%-15,2%
Capoluoghi di provinciaDOMANDA
  II vs. I trim. 2022I sem. 2022 vs. I sem. 2021
Bergamocomune-8,4%3,9%
provincia senza capoluogo1,0%-0,3%
Bresciacomune1,1%6,9%
provincia senza capoluogo0,3%2,8%
Comocomune1,9%3,6%
provincia senza capoluogo0,7%-8,4%
Cremonacomune-2,6%-12,4%
provincia senza capoluogo-1,4%-11,6%
Leccocomune-5,9%0,7%
provincia senza capoluogo-2,2%-5,0%
Lodicomune2,6%4,9%
provincia senza capoluogo-0,1%-8,3%
Mantovacomune0,8%-7,7%
provincia senza capoluogo-4,1%4,7%
Milanocomune-9,4%-6,8%
provincia senza capoluogo-2,4%-2,5%
Monza e della Brianzacomune-4,0%-6,8%
provincia senza capoluogo-1,5%-4,5%
Paviacomune-15,1%-5,3%
provincia senza capoluogo2,1%-6,0%
Sondriocomune1,2%-10,4%
provincia senza capoluogo-16,5%-18,9%
Varesecomune5,1%-5,3%
provincia senza capoluogo0,9%-5,1%
REGIONE-4,7%-4,6%

Di seguito le variazioni dei prezzi richiesti, dell’offerta e della domanda per la tipologia immobiliare residenziale in affitto in Lombardia.

Capoluoghi di provinciaMedia di €/mqDELTA
   II vs. I trim. 2022I sem. 2022 vs. I sem. 2021
Bergamocomune10,4 €-0,2%5,1%
provincia senza capoluogo8,0 €2,1%4,5%
Bresciacomune9,6 €2,4%8,9%
provincia senza capoluogo10,7 €14,1%21,3%
Comocomune12,1 €0,5%3,2%
provincia senza capoluogo9,2 €2,7%1,5%
Cremonacomune6,9 €3,0%2,9%
provincia senza capoluogo7,1 €-0,5%1,7%
Leccocomune8,8 €0,5%0,1%
provincia senza capoluogo9,0 €11,9%7,4%
Lodicomune9,3 €2,1%3,7%
provincia senza capoluogo7,0 €-0,8%-0,1%
Mantovacomune7,9 €1,0%3,5%
provincia senza capoluogo6,9 €2,0%7,7%
Milanocomune20,0 €2,8%11,2%
provincia senza capoluogo11,1 €1,8%6,0%
Monza e della Brianzacomune11,6 €1,2%4,8%
provincia senza capoluogo9,7 €1,8%3,2%
Paviacomune9,1 €1,2%0,3%
provincia senza capoluogo6,6 €-1,2%1,3%
Sondriocomune7,7 €2,9%5,1%
provincia senza capoluogo11,4 €22,0%24,1%
Varesecomune9,4 €1,0%5,4%
provincia senza capoluogo8,7 €2,2%4,3%
REGIONE15,3 €3,6%7,8%
Capoluoghi di provinciaOFFERTA
  II vs. I trim. 2022I sem. 2022 vs. I sem. 2021
Bergamocomune6,3%-46,6%
provincia senza capoluogo28,7%-20,4%
Bresciacomune6,4%-22,4%
provincia senza capoluogo-1,1%-15,7%
Comocomune-8,0%-42,7%
provincia senza capoluogo-0,8%-34,9%
Cremonacomune-5,3%-30,4%
provincia senza capoluogo26,4%-30,0%
Leccocomune-16,5%-41,1%
provincia senza capoluogo6,3%-31,1%
Lodicomune6,2%-31,4%
provincia senza capoluogo19,6%-11,6%
Mantovacomune4,3%-12,8%
provincia senza capoluogo-5,0%-36,8%
Milanocomune23,2%-47,0%
provincia senza capoluogo2,5%-16,9%
Monza e della Brianzacomune31,7%-35,0%
provincia senza capoluogo15,0%-28,9%
Paviacomune51,4%-49,1%
provincia senza capoluogo13,3%-31,4%
Sondriocomune13,2%-3,5%
provincia senza capoluogo36,4%9,1%
Varesecomune-1,1%-32,7%
provincia senza capoluogo-2,1%-36,6%
REGIONE16,1%-40,3%
Capoluoghi di provinciaDOMANDA
  II vs. I trim. 2022I sem. 2022 vs. I sem. 2021
Bergamocomune5,0%73,1%
provincia senza capoluogo-3,6%36,7%
Bresciacomune-0,2%51,1%
provincia senza capoluogo5,1%9,3%
Comocomune21,1%79,3%
provincia senza capoluogo33,1%57,0%
Cremonacomune8,3%35,0%
provincia senza capoluogo-3,4%31,1%
Leccocomune35,2%42,0%
provincia senza capoluogo7,3%27,9%
Lodicomune6,0%65,7%
provincia senza capoluogo27,1%25,0%
Mantovacomune14,7%16,9%
provincia senza capoluogo5,4%15,4%
Milanocomune0,6%68,5%
provincia senza capoluogo13,4%49,5%
Monza e della Brianzacomune-12,4%54,3%
provincia senza capoluogo-2,6%52,3%
Paviacomune-6,6%148,4%
provincia senza capoluogo-3,4%33,7%
Sondriocomune1,6%18,4%
provincia senza capoluogo-10,2%0,4%
Varesecomune7,4%53,9%
provincia senza capoluogo20,5%56,4%
REGIONE3,7%54,9%

Regione, 1,5 miliardi di euro in tre anni per il piano casa

in Economia/Edilizia/Istituzioni/Regione by

È di oltre un miliardo e mezzo di euro la somma per il Piano regionale dei Servizi abitativi per il triennio del 2022-2024. Il provvedimento, approvato dalla Giunta, è stato illustrato oggi dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana e dall’assessore alla Casa e Housing sociale, Alessandro Mattinzoli. Ora passerà al vaglio del Consiglio regionale per la definitiva approvazione.

FONTANA: OBIETTIVO UNA MIGLIORE QUALITA’ DELLA VITA – “Un intervento importante – ha commentato il presidente Fontana – che ha come principale scopo quello di ristrutturare e riorganizzare il patrimonio esistente. In questo modo vogliamo valorizzare gli immobili, ad esempio anche grazie ai lavori di efficientamento energetico, ma anche puntare su progetti di rigenerazione urbana in grado di migliorare la qualità della vita e la sicurezza di chi abita in questi edifici. Un’azione, dunque, che ha una valenza sia sociale, sia ambientale”.

Il presidente Fontana, poi, ha voluto sottolineare “come questo Piano sia stato realizzato con un confronto costante che ha coinvolto l’Associazione dei Comuni della Lombardia e i sindacati, con un’attenzione particolare rivolta a misure di welfare, come i contributi all’affitto o la ‘premialità’ per quegli inquilini, in particolare anziani, che hanno sempre pagato quanto dovuto”.

MATTINZOLI: FAMIGLIA AL CENTRO DEL NOSTRO PROGETTO  – “Le peculiarità di questo piano – ha spiegato Mattinzoli – sono innanzitutto le assegnazioni rapide, la riqualificazione e la rigenerazione degli spazi comuni. Questi interventi, in spazi comuni, fanno comprendere quanto la città possa essere inclusiva e attrattiva. Giusta e doverosa, poi, un’attenzione che deve diventare maniacale, per le fasce più fragili e per gli anziani. Il tutto anche attraverso il recupero della legalità e la presenza delle istituzioni. Regione Lombardia, con il miliardo e mezzo messo in campo, ha dimostrato di voler rimettere la casa al centro dell’agenda politica e con la casa, la famiglia e la persona”.

Il piano si basa su 5 assi: Sostenibilità, Welfare abitativo, Cura del patrimonio, Rigenerazione urbana, Housing sociale.  Le risorse totali a disposizione sono di 1.537,2 milioni di euro. Di queste 363.5 milioni sono stanziate da Regione Lombardia, 934.6 milioni dal Pnrr, 192.7 milioni dallo Stato e 46.4 milioni dall’UE.  I fondi saranno gestiti per la maggior parte da Regione (oltre un miliardo) e il resto da Aler ed Enti locali.

CURA del PATRIMONIO (736,7 MILIONI) – Sull’asse ‘Cura del patrimonio’ 736.7 milioni di euro. Saranno impiegati per piani di manutenzione, abbattimento di barriere architettoniche con il recupero di 150 appartamenti ed altrettanti ascensori, ristrutturazione di 6.000 alloggi sfitti, riqualificazione energetica di 11.000 case.

RIGENERAZIONE URBANA (512,1 MILIONI) – Per la rigenerazione urbana sono previsti 512,1 milioni di euro per riqualificare – attraverso il Pinqua -2.499 alloggi, di cui 889 di Aler. Altri 457 appartamenti di Aler e Comuni saranno invece ristrutturati grazie al Programma Cipe. Da evidenziare che saranno ‘rimessi a nuovo’ 244 alloggi di via Bolla a Milano. 

WELFARE ABITATIVO (210,1 MILIONI) – Per il ‘Welfare abitativo’ 210 milioni di euro destinati a: contributi all’affitto per gli inquilini del mercato privato (30 mila i nuclei che ne beneficeranno nel  triennio 2022-2024) e per quelli delle case popolari (40 mila famiglie sempre per lo stesso periodo); rafforzamento dei progetti C.A.S.A. (Centri Aler per i servizi abitativi) quindi dei Community manager e degli ambulatori. Questi fondi serviranno inoltre per ‘premiare’ gli anziani che hanno sempre onorato l’affitto.  

HOUSING SOCIALE (52 MILIONI) – Le risorse per l’housing sociale ammontano a 52 milioni di euro. Fra gli obiettivi: contributi per il recupero del patrimonio immobiliare non utilizzato per metterlo a disposizione a canoni calmierati e programmi di edilizia universitari. Previsti almeno 1.000 nuovi posti alloggio e riqualificazione di altri 700 per gli studenti. 

SOSTENIBILITÀ (26,3 MILIONI) – Alla ‘Sostenibilità’ sono destinati 26.3 milioni di euro che verranno utilizzati per semplificare le procedure di assegnazione e per sostenere le Aler in caso di morosità incolpevole degli inquilini e di quelli con Isee molto basso. 

Durante la conferenza stampa è stato anche spiegato che sono state oltre 41.000 le domande per i Servizi abitativi pubblici nel 2021, di queste circa 12.000 a Milano città. Oltre l’85% ha un Isee inferiore a 8.000 euro e 2.700 famiglie hanno un componente con disabilità motoria.  (LNews)

Sogem: scelte etiche per proteggere il lavoro e l’ambiente

in Economia/Edilizia/Energia by

Da poco Sogem ha festeggiato quarant’anni. A dir la verità è una società che non dimostra i suoi anni. Li porta bene, come si dice alle signore. Sogem si distingue per la sua grande capacità di evolversi e utilizzare le migliori tecniche operative, pur restando sul mercato un punto di riferimento autorevole. L’ azienda si occupa di realizzazione, monitoraggio, individuazione perdite e pronto intervento per reti fognarie, metanodotti e acquedotti. Il tema della fornitura di gas e acqua è sempre attuale. Abbiamo così pensato di fare due parole con Mauro Costanzi, amministratore delegato di Sogem, per conoscere meglio la loro realtà e il loro lavoro, che ci riguarda tutti.

Siamo abituati a veder uscire l’acqua dal rubinetto e ad accendere il gas sotto la pentola della pasta. Prendiamo acqua e gas per scontati. Scontati nel senso che ci sembrano ovvi. Non scontati nel prezzo, visto gli aumenti dell’ultimo periodo. Ma se riceviamo tutti i giorni questi preziosi elementi, fondamentali e necessari alla nostra vita, è perché qualcuno ha realizzato, costruito l’acquedotto e il metanodotto. Perché c’è qualcuno che si occupa della loro manutenzione. Che si preoccupa che i tubi non siano ostruiti e che tutto proceda in modo efficiente. Che interviene se ci sono delle perdite che possono danneggiare non solo la nostra giornata, ma anche l’ambiente. Ecco cosa fa Sogem.  

Le riserve d’acqua e le risorse energetiche non sono infinite. Ce ne rendiamo conto sempre di più e sensibilizzare al loro uso consapevole è un dovere. È un dovere del singolo e delle istituzioni, certo. Ma è degno di nota quando a informare sul tema dello spreco è un’azienda che si occupa della distribuzione di gas e acqua. È un po’ come sentir parlare di calcio un arbitro, è coinvolto nel gioco ma è anche  oggettivo perché conosce e deve far rispettare le regole. 

Sogem ha stilato dieci regole per non sprecare l’acqua in ambito domestico. Non c’è la famosa: “chiudi il rubinetto quando ti lavi i denti!”, lo sanno anche i bambini. Le regole di Sogem sono interessanti perché si soffermano anche sugli impianti e citano accortezze che spesso non rientrano nelle nostre abitudini. Un esempio? Controllare che le tubature non abbiano incrostazioni di calcare. Ci avevate mai pensato? È molto importante tenere monitorato lo stato delle tubature perché il calcare ostacola il flusso dell’acqua generando perdite.

I consigli di Sogem sono importanti non solo per il nostro portafoglio ma anche per l’ambiente. La siccità influisce sui livelli di acqua disponibili: A2A Ciclo Idrico ha avanzato come soluzione di lavorare sulle reti degli acquedotti per ridurre le perdite, attualmente registrate a Brescia attorno al 28%, contro una media nazionale del 40%. Le perdite d’acqua possono iniziare con delle gocce e in un attimo diventare dei fiumi. Prevenire dispersioni di tali entità evita inutili e dannosi sprechi. Non solo, se parliamo di acque da smaltire come l’acqua sporca, quella dello scarico o peggio ancora quelle con rifiuti industriali, vi rendete conto di quanto sia importante non avere perdite che possono seriamente danneggiare terreno e aria circostante?

Sogem interviene tempestivamente, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno per evitare potenziali disastri ambientali ed enormi disagi per la comunità.

Vi consiglio di fare un giro sul sito di Sogem, dove potete visionare come l’azienda garantisce la tutela per l’ambiente grazie alle certificazioni dei sistemi di gestione ISO.

Sempre sul sito potete scaricare il Codice Etico e la Politica Aziendale. Sogem è un’azienda di grandi dimensioni che lavora per importanti reti come A2A, Padania Acque, Unareti e molte altre.

L’applicazione del Codice Etico in ogni appalto si traduce in rispetto dei diritti dei lavoratori e della loro tutela (anche da parte dei fornitori), oltre che al coinvolgimento dei dipendenti nei processi aziendali.

Attualmente Sogem sta cercando alcune figure specifiche: impiegato tecnico per cantieri stradali, saldatore idraulico, escavatorista e autista.

I dettagli dei profili ricercati potete vederli nella sezione Lavora con noi del sito. L’azienda dà il benvenuto anche a candidature spontanee per valutare eventuali inserimenti nell’organico. È possibile mandare online il proprio curriculum, certi di avere una risposta. Per continuare a fare questo importante lavoro, fatto bene, si ha sempre bisogno di persone.

Perché Sogem ha quarant’anni, ma sta crescendo ancora.

Mutui, nel 2022 a Brescia l’importo medio è di 140.000 euro

in Banche/Economia/Edilizia by

Secondo l’analisi di Facile punto it e Mutui punto it, nel primo trimestre 2022 l’importo medio richiesto per un mutuo in provincia di Brescia è aumentatodell’1,2% rispetto al medesimo periodo del 2021, arrivando a 140.028 euro.

Se a livello regionale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, in media, 156.210 euro, in leggero aumento rispetto allo scorso anno (+1,8%), guardando i dati a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Pavia (+11,5%, 129.791 euro)seguita da Lecco (+5,1%, 134.396 euro), Varese (+1,9%, 143.942 euro) e Monza e Brianza (+1,8%, 145.415 euro).Continuando a scorrere la graduatoria lombarda si posizionano Bergamo (+1,7%, 138.037 euro), Cremona (+1,4%, 125.419 euro) e le province di Milano e Brescia, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022 è aumentato, in entrambe, dell’1,2%, raggiungendo, rispettivamente, 173.912 euro e 140.028 euro.

Chiudono la classifica Lodi (+0,1%, 123.675 euro) e Como, unica area lombarda che ha registrato un calo rispetto al 2021 (-2,5%, 159.322 euro).

Sempre a livello regionale, il trimestre è stato caratterizzato dal calo dell’età media degli aspiranti mutuatari che in Lombardia è scesa a 36 anni e mezzo (era circa 40 anni appena 12 mesi fa) e dall’aumento delle richieste di mutui per la prima casa che, nella regione, arrivano al 79% delle domande di finanziamento totali (+17 punti percentuali).

Sul fronte dei tassi si registra l’aumento di quelli fissi e oggi, secondo le simulazioni di Facile.it, un mutuo medio può costare 12.300 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

ProvinciaImporto medio richiesto Primo trimestre 2022Differenza importo medio Primo trimestre 22 vs Primo trimestre 21
Bergamo138.037 €1,7%
Brescia140.028 €1,2%
Como159.322 €-2,5%
Cremona125.419 €1,4%
Lecco134.396 €5,1%
Lodi123.675 €0,1%
Mantova131.646 €n.d
Milano173.912 €1,2%
Monza e Brianza145.415 €1,8%
Pavia129.791 €11,5%
Sondrio142.674 €n.d
Varese143.942 €1,9%
Lombardia156.210 €1,8%
Italia141.021 €3,0%

Sperando che la notizia sia di vostro interesse e possa trovare spazio sulla testata, rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore necessità di approfondimento. Le immagini allegate possono essere utilizzate citando il nome dell’autore.

Immobiliare: ecco i trend per Brescia e per la Lombardia

in Economia/Edilizia/Tendenze by

In questo inizio di 2022 il mattone in Lombardia registra un andamento positivo, con prezzi in aumento sia nel settore delle compravendite che in quello delle locazioni. Questo è quanto rilevato da Immobiliare.it, portale immobiliare, nell’Osservatorio trimestrale sul settore residenziale curato da Immobiliare Insights. In particolare, se i prezzi di vendita aumentano percentualmente di 2,4 punti percentuali e si attestano a una media di 2.320 euro al metro quadro, quelli di locazione nel confronto con il trimestre precedente crescono dell’1,4% e sono pari a 14,7 euro/mq.

I trend regionali

Nel comparto delle compravendite lo stock di abitazioni invendute nella regione è calato dell’1,7% rispetto al trimestre precedente, in conseguenza di una domanda in crescita di oltre il 14%. Anche il quadro delle locazioni è in ripresa: infatti lo stock di case disponibili in regione segna un -9,7% mentre la richiesta di immobili in affitto si attesta sul +7,3% nello stesso periodo, segno che molte abitazioni sono state locate con successo e il mercato si presenta in fermento.

I trend delle compravendite per città e province

Quando si analizza l’andamento dei prezzi medi richiesti da chi vende casa nei comuni e nelle province della Lombardia si nota come la maggioranza delle province e dei comuni si attestino su una sostanziale stabilità, con l’eccezione di Cremona che perde qualche punto percentuale sia nel comune che nella provincia. Il comune di Milano continua la sua crescita guadagnando un ulteriore 1,7% rispetto al trimestre precedente e fermandosi a poco meno di 5.000 euro/mq, il prezzo più alto in regione. La domanda è in forte crescita in tutti territori considerati, con picchi che superano il +24% nei comuni di Brescia, Lecco e Monza-Brianza, con uno stock di immobili in offerta in calo quasi ovunque. In particolare, sono uscite dal mercato diverse abitazioni situate nel comune di Lodi che segna un -14%.

I trend nel comparto della locazione

I trend rilevati raccontano di un mercato delle locazioni che apre il 2022 in positivo. Partendo dai prezzi, stabili o in aumento in tutta la regione, tranne che nelle città di Cremona e Pavia, che perdono attorno al 2%. La città di Milano sempre da record con una crescita del +4,4% e il canone di locazioni medio che si attesta sui 19,4 euro/mq. Lo stop inferto dal Covid al comparto sembra essere stato superato: lo stock si è infatti fortemente ridotto quasi ovunque (con l’eccezione di Cremona dove invece è aumentato di oltre il 9%), mentre nell’ultimo trimestre la domanda ha subito una forte accelerazione, con il picco registrato nella città di Como che segna un +42% circa. Diminuisce invece l’interesse dei potenziali locatari per il comune di Pavia e la provincia di Lodi, al -8,7% e 6,8% rispettivamente.

Di seguito le variazioni dei prezzi richiesti, dell’offerta e della domanda per la tipologia immobiliare residenziale in vendita in Lombardia:

Capoluoghi di provinciaMedia di €/mqDELTA PREZZO
3mesi6mesi9mesi12mesi
LOMBARDIABergamocomune2.243 €-0,1%0,9%2,4%3,7%
provincia senza capoluogo1.303 €0,1%-1,0%-1,9%-2,0%
Bresciacomune1.760 €0,5%0,2%1,1%0,2%
provincia senza capoluogo1.951 €0,1%0,7%3,0%4,4%
Comocomune2.662 €1,3%3,4%4,8%7,7%
provincia senza capoluogo1.827 €-0,7%-0,5%1,1%1,8%
Cremonacomune1.237 €-1,3%-1,1%-0,6%0,2%
provincia senza capoluogo1.197 €-0,1%-1,6%-1,3%0,6%
Leccocomune2.084 €1,3%3,6%5,6%5,8%
provincia senza capoluogo1.488 €0,1%0,8%1,0%0,5%
Lodicomune1.755 €1,4%1,8%3,2%4,5%
provincia senza capoluogo1.210 €0,7%0,8%1,3%2,3%
Mantovacomune1.431 €-0,1%2,6%2,5%2,9%
provincia senza capoluogo1.065 €-0,1%-0,2%0,2%-0,7%
Milanocomune4.985 €1,7%2,2%3,2%4,9%
provincia senza capoluogo1.949 €1,4%2,6%3,2%4,6%
Monza e della Brianzacomune2.432 €2,3%5,2%6,5%9,5%
provincia senza capoluogo1.806 €1,6%2,4%3,4%4,0%
Paviacomune2.170 €0,8%0,8%1,4%2,3%
provincia senza capoluogo1.087 €0,1%0,2%0,5%-0,3%
Sondriocomune1.338 €-1,1%-2,9%3,9%7,5%
provincia senza capoluogo2.138 €3,6%7,6%8,2%7,2%
Varesecomune1.566 €1,9%2,0%2,9%3,1%
provincia senza capoluogo1.449 €0,8%1,4%3,4%4,7%
REGIONE2.320 €2,4%2,6%3,0%4,8%
             
Capoluoghi di provinciaDELTA OFFERTA
3mesi6mesi9mesi12mesi
LOMBARDIABergamocomune-2,6%-5,8%-18,6%-15,5%
provincia senza capoluogo-0,5%-5,2%-8,2%-13,6%
Bresciacomune-1,9%-1,9%-11,0%-19,6%
provincia senza capoluogo-1,5%-10,3%-16,2%-17,6%
Comocomune-6,0%-2,5%-12,1%-19,9%
provincia senza capoluogo-1,9%-5,7%-15,3%-14,6%
Cremonacomune-2,6%-2,0%-13,1%-18,8%
provincia senza capoluogo5,6%-0,7%-6,2%-12,2%
Leccocomune-8,3%-6,3%-27,1%-24,2%
provincia senza capoluogo-11,3%-8,6%-16,2%-15,6%
Lodicomune-14,0%-15,6%-23,6%-25,8%
provincia senza capoluogo-1,5%3,0%-7,2%-14,1%
Mantovacomune2,7%6,6%-7,9%-12,4%
provincia senza capoluogo-9,2%-15,2%-22,3%-26,0%
Milanocomune-3,4%11,5%-16,6%-12,0%
provincia senza capoluogo-0,8%2,2%-13,8%-19,5%
Monza e della Brianzacomune-2,1%0,7%-14,7%-13,8%
provincia senza capoluogo-0,3%5,3%-12,4%-20,0%
Paviacomune-0,1%-2,8%-17,3%-22,4%
provincia senza capoluogo4,6%-5,0%-14,7%-14,0%
Sondriocomune1,2%0,3%-9,8%-20,6%
provincia senza capoluogo-9,8%-14,0%-15,8%-21,4%
Varesecomune-6,3%-6,1%-10,8%-18,9%
provincia senza capoluogo3,4%3,9%-6,8%-13,6%
REGIONE-1,7%-0,2%-13,7%-16,2%
Capoluoghi di provinciaDELTA DOMANDA
3mesi6mesi9mesi12mesi
LOMBARDIABergamocomune15,1%18,4%17,5%1,0%
provincia senza capoluogo12,7%14,9%1,7%-5,9%
Bresciacomune24,5%30,4%13,9%5,7%
provincia senza capoluogo19,9%17,0%5,1%-1,7%
Comocomune14,7%16,9%5,5%0,0%
provincia senza capoluogo11,8%11,4%-6,2%-10,2%
Cremonacomune-0,9%9,8%-3,8%-16,4%
provincia senza capoluogo8,4%-1,6%-5,8%-12,6%
Leccocomune24,2%32,5%10,0%1,6%
provincia senza capoluogo18,3%17,8%3,3%-9,0%
Lodicomune5,7%15,0%3,6%-2,3%
provincia senza capoluogo8,1%9,9%-2,4%-7,8%
Mantovacomune0,0%7,7%-5,5%-11,1%
provincia senza capoluogo12,7%16,8%3,1%6,5%
Milanocomune14,2%27,2%8,8%-10,3%
provincia senza capoluogo14,5%22,7%3,8%-5,5%
Monza e della Brianzacomune24,9%28,3%5,3%-9,1%
provincia senza capoluogo22,2%24,5%1,6%-6,5%
Paviacomune18,6%43,3%18,6%-2,8%
provincia senza capoluogo9,1%8,0%-2,4%-11,4%
Sondriocomune3,3%-3,1%-4,3%-20,8%
provincia senza capoluogo7,7%2,6%6,0%-19,4%
Varesecomune8,9%9,3%-2,5%-9,7%
provincia senza capoluogo12,3%15,6%0,0%-9,9%
REGIONE14,1%24,2%4,7%-7,5%

Di seguito le variazioni dei prezzi richiesti, dell’offerta e della domanda per la tipologia immobiliare residenziale in locazione in Lombardia:

Capoluoghi di provinciaMedia di €/mqDELTA PREZZO
3mesi6mesi9mesi12mesi
LOMBARDIABergamocomune10,4 €3,6%5,0%5,3%5,5%
provincia senza capoluogo7,8 €-0,3%1,4%2,3%3,9%
Bresciacomune9,3 €1,2%3,8%6,3%8,0%
provincia senza capoluogo9,4 €2,6%2,8%6,3%13,5%
Comocomune12,1 €0,0%1,9%2,7%2,1%
provincia senza capoluogo8,9 €-0,1%-0,9%-1,2%-0,6%
Cremonacomune6,7 €-2,0%-2,1%0,0%2,8%
provincia senza capoluogo7,1 €-1,2%-2,8%2,3%4,1%
Leccocomune8,7 €0,1%-1,5%-0,4%0,0%
provincia senza capoluogo8,0 €1,4%-3,7%-4,0%4,1%
Lodicomune9,1 €2,2%2,8%1,5%1,6%
provincia senza capoluogo7,0 €1,0%1,9%0,7%2,8%
Mantovacomune7,8 €1,2%0,8%2,5%4,6%
provincia senza capoluogo6,7 €2,4%4,9%5,5%6,2%
Milanocomune19,4 €4,4%7,3%8,1%6,8%
provincia senza capoluogo10,9 €2,5%3,0%4,1%4,9%
Monza e della Brianzacomune11,5 €2,9%3,0%3,6%5,0%
provincia senza capoluogo9,5 €0,9%0,5%1,5%1,7%
Paviacomune9,0 €-1,8%-0,7%-0,9%-0,1%
provincia senza capoluogo6,7 €1,1%2,3%2,4%0,1%
Sondriocomune7,5 €-0,5%2,2%2,1%6,0%
provincia senza capoluogo9,3 €0,4%-4,3%1,7%15,4%
Varesecomune9,3 €1,5%2,7%4,3%5,6%
provincia senza capoluogo8,5 €-0,1%0,7%2,1%3,4%
REGIONE14,7 €1,4%2,5%4,0%4,3%
Capoluoghi di provinciaDELTA OFFERTA
3mesi6mesi9mesi12mesi
LOMBARDIABergamocomune-8,2%-35,7%-51,2%-54,0%
provincia senza capoluogo-2,6%-23,2%-35,4%-33,8%
Bresciacomune-3,3%-34,8%-32,9%-27,4%
provincia senza capoluogo-12,8%-24,0%-21,2%-21,1%
Comocomune-19,7%-24,6%-45,6%-47,9%
provincia senza capoluogo-11,0%-18,9%-34,6%-43,7%
Cremonacomune9,1%-12,7%-30,6%-37,5%
provincia senza capoluogo-21,1%-29,1%-36,4%-44,0%
Leccocomune-13,3%-27,0%-39,9%-38,6%
provincia senza capoluogo-21,6%-31,9%-38,2%-39,1%
Lodicomune-14,5%-20,7%-37,8%-43,5%
provincia senza capoluogo-10,4%-14,7%-23,5%-23,8%
Mantovacomune0,7%-0,4%-3,2%-13,2%
provincia senza capoluogo-4,4%-16,4%-31,8%-36,0%
Milanocomune-11,5%-49,5%-59,0%-50,3%
provincia senza capoluogo0,7%-11,2%-26,3%-22,1%
Monza e della Brianzacomune-15,6%-31,3%-47,4%-47,2%
provincia senza capoluogo-14,3%-22,7%-35,0%-37,6%
Paviacomune-2,4%-64,9%-63,4%-67,0%
provincia senza capoluogo-6,5%-19,9%-43,7%-35,2%
Sondriocomune4,6%-17,3%-24,2%-7,1%
provincia senza capoluogo-14,2%-16,9%-11,2%-7,2%
Varesecomune-10,7%-27,7%-36,8%-39,3%
provincia senza capoluogo-8,9%-29,0%-39,6%-40,8%
REGIONE-9,7%-40,7%-50,9%-44,6%
           
Capoluoghi di provinciaDELTA DOMANDA
3mesi6mesi9mesi12mesi
LOMBARDIABergamocomune0,1%19,7%72,4%79,5% 
provincia senza capoluogo7,9%23,4%44,6%41,0% 
Bresciacomune15,9%54,4%67,6%48,1% 
provincia senza capoluogo22,5%24,2%14,5%11,8% 
Comocomune41,6%28,3%77,9%71,8% 
provincia senza capoluogo15,9%12,9%41,5%44,7% 
Cremonacomune17,1%5,3%52,4%24,6% 
provincia senza capoluogo21,2%34,0%53,9%22,3% 
Leccocomune15,7%2,3%34,1%17,2% 
provincia senza capoluogo30,0%21,3%22,9%36,9% 
Lodicomune11,2%30,8%77,9%76,7% 
provincia senza capoluogo-6,8%7,0%16,9%11,9% 
Mantovacomune-0,9%1,8%20,8%0,9% 
provincia senza capoluogo10,7%1,0%4,6%15,0% 
Milanocomune1,4%12,8%80,7%70,2% 
provincia senza capoluogo3,4%23,2%61,4%35,9% 
Monza e della Brianzacomune11,6%42,5%93,8%57,7% 
provincia senza capoluogo24,2%36,6%56,8%54,1% 
Paviacomune-8,7%55,1%183,1%188,6% 
provincia senza capoluogo1,7%14,1%57,6%26,2% 
Sondriocomune2,0%24,5%10,0%20,6% 
provincia senza capoluogo-1,0%1,5%10,0%-2,2% 
Varesecomune8,5%18,7%76,6%38,1% 
provincia senza capoluogo13,1%25,4%48,2%48,0% 
REGIONE7,3%21,1%64,7%52,9%
            

Edilizia residenziale, a Brescia crescita record nel 2021

in Economia/Edilizia/Tendenze by

Nel corso del 2021, il mercato residenziale bresciano ha proseguito la crescita iniziata nel 2016. L’intensità della domanda e la dinamica delle compravendite sono stati i fattori trainanti di una performance molto positiva” – è quanto emerge dall’analisi del 1° Osservatorio Immobiliare 2022 di Nomisma dedicato ai mercati intermedi, diffuso dal giornale di Brescia e provincia online BsNews.it.

Il mercato residenziale

In termini di compravendite di abitazioni il mercato bresciano registra una crescita sostenuta sia nel primo sia nel secondo semestre 2021, raggiungendo il numero più elevato di transazioni degli ultimi anni.  Complessivamente, il 2021 si è chiuso con 3.240 compravendite di abitazioni (2.400 nel 2020) con un tasso di crescita del +35% rispetto all’anno precedente.

Considerando il comparto residenziale la domanda di acquisto e di locazione registra uno slancio importante dopo il periodo pandemico, ma questa grande euforia potrebbe essere calmierata – per Nomisma – nel 2022 dagli eventi bellici e inflattivi che stanno portando ad una revisione al ribasso delle prospettive di crescita del PIL e del reddito reale delle famiglie. Passando ai prezzi, si notano variazioni annuali positive in tutte le zone cittadine: per le abitazioni nuove la crescita dei prezzi è stata pari all’1,1% nel complesso, con la zona del centro che fa segnare un aumento dell’1,9%. Per le abitazioni usate invece l’aumento dei prezzi medi è pari all’1,4%, e anche in questo caso nella zona centrale i prezzi crescono in modo più deciso con una percentuale pari al 2,5%. L’Istituto bolognese rileva una riduzione dei tempi medi di vendita e di locazione, ora pari rispettivamente a 5 mesi e 1,5 mesi, segnali questi di un mercato residenziale più brillante e in recupero rispetto al periodo pandemico, mentre gli sconti restano pressoché stabili e pari al 6,5% per le abitazioni nuove e al 10,5% per l’usato. Riguardo l’ambito della locazione Nomisma registra un miglioramento dei canoni, leggermente inferiore a quanto registrato a livello nazionale. In dettaglio, sia le zone del centro sia quelle della periferia crescono rispettivamente dell’1,9% e dell’1%.

In seguito all’introduzione degli incentivi del Superbonus e del Sismabonus 110%, la domanda di acquisto di abitazioni da ristrutturare come prima casa è cresciuta per la maggior parte degli operatori. Nell’ultimo anno risulta in aumento la domanda proveniente da nuclei familiari che mostrano un fabbisogno abitativo crescente.

Il comparto non residenziale

Nomisma rileva come anche il settore non residenziale registri un’inversione di tendenza, passando da 255 transazioni del 2020 a 355 nel 2021 con un tasso di crescita pari al 40%.

Nonostante la ripresa delle transazioni, però, per Nomisma permangono diversi elementi di debolezza legati agli andamenti dei prezzi e dei canoni. I dati più recenti mostrano una variazione annuale negativa dei prezzi medi sia per gli uffici (-1,5%) sia per i negozi (-0,7%), mentre i canoni diminuiscono soltanto per gli immobili direzionali (-0,9%).

Nomisma nota un calo piuttosto marcato per i prezzi degli uffici del business district (-3,1%), mentre nelle altre zone il calo risulta più contenuto e pari a -1,1% nel centro e -0,6% nella periferia. Per quanto riguarda i negozi si osserva una dinamica negativa più importante nella zona periferica (-1,3%), a cui si contrappone una variazione lievemente positiva nella zona del centro città (+0,5%).

Un ulteriore elemento di rilievo per Nomisma è rappresentato dalla dinamica positiva di tutte le zone per quanto riguarda i canoni di locazione dei negozi (+1% nel centro). I tempi medi di vendita (10 mesi, sia per gli uffici che per i negozi) e gli sconti (15,5%, sia per gli uffici che per i negozi) rimangono stabili rispetto alla precedente rilevazione, in entrambi i comparti.

Le previsioni sul mercato residenziale

Nomisma rileva un discreto ottimismo tra gli operatori: il 90% ritiene che nel corso del 2022 il mercato delle compravendite residenziali non si indebolirà.

Edilizia, Massetti (Confartigianato): servono interventi urgenti per evitare il blocco dei cantieri

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Edilizia by

Se prima era la cessione del credito ora risolta, a preoccupare le imprese artigiane dell’edilizia sono i costi – oltre al reperimento – dei materiali. Con il Dl sostegni ter il Governo ha fatto dei passi in avanti sul caro materiali, ma non sono ancora sufficienti per scongiurare il rischio di blocco dei cantieri. È l’allarme lanciato dal comparto dell’edilizia di Confartigianato. In particolare, interviene sul tema il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: «Occorrono urgenti modifiche all’articolo 29 del decreto per adeguare in modo strutturale e vincolante i prezzi delle materie prime ai nuovi valori di mercato, sia per le opere in corso che per quelle ancora da bandire. Occorre un meccanismo compensatorio obbligatorio, aggiornamenti in linea con i prezzi di mercato e un’efficace clausola automatica di revisione prezzi». Queste le richieste avanzate dalle associazioni della filiera delle costruzioni in occasione dell’avvio in Parlamento dell’esame del ddl di conversione in legge del Decreto Sostegni Ter.

«Senza misure risolutive il peso dei rincari continuerà a gravare solo sulle spalle di chi deve realizzare le opere. Tra le misure urgenti da inserire nel Decreto in fase di conversione, la necessità di prevedere un meccanismo obbligatorio di compensazione, semplice e automatico, con cadenza semestrale e valido fino alla fine del 2023. È inoltre, assolutamente necessario, integrare il paniere di tutte quelle voci finora non considerate e che sono di uso comune per le imprese della filiera. È infatti inaccettabile mandare in gara opere sottocosto, compromettendo la possibilità di partecipazione alle imprese più serie e qualificate e la garanzia del rispetto dei cronoprogrammi oggi stabiliti. A regime occorre poi l’individuazione di un meccanismo strutturale di revisione prezzi sulla base delle migliori esperienze Ue e Banca mondiale con aggiornamenti dei contratti a rialzo e a ribasso in funzione dell’andamento effettivo dei costi dei materiali. Senza questi correttivi all’art 29 del Dl sostegni ter gli operatori di settore segnalano che nessuna impresa seria sarà in grado di partecipare alle gare, con il rischio di rallentare se non di bloccare opere fondamentali per la crescita e lo sviluppo del Paese» conclude il presidente Massetti.

Tasse sugli immobili, a Brescia valgono 79 milioni all’anno

in Economia/Edilizia by

Con 851 milioni di euro tra Imu e Tasi (servizi indivisibili comunali legati alla casa, ndr) riscossi nel 2021, Milano si conferma il primo capoluogo di provincia in Lombardia per gettito raccolto dei due tributi legati alla proprietà di un immobile. Emerge dalla rielaborazione del centro studi “Fiscal Focus” su dati provvisori forniti dalla Ragioneria dello Stato.

A Milano segue Brescia, che raccoglie oltre 79 milioni di euro, quasi raddoppiando Bergamo, con poco più di 45 milioni di incassi. Monza conta oltre 43 milioni di gettito tra Imu e Tasi seguita da Como, Varese, Cremona, Pavia, Lecco e Mantova che raccolgono tra i 20 ed i 30 milioni di euro a testa. Lodi e Sondrio sono fanalini di coda prelevando poco più di 20 milioni di euro in due.

Per il direttore del Centro Studi Fiscal Focus, Antonio Gigliotti, “soprattutto per quanto riguarda il gettito proveniente dall’Imu, il valore potrebbe incrementare in seguito alla decisione della politica di muoversi nella direzione di una riforma del catasto che preveda un metodo di adeguamento ricorrente del valore patrimoniale degli immobili e che il Governo ha semplicemente rimandato al 2026. Questo significa che moltissimi cittadini si ritroveranno a pagare più tasse sulla casa rispetto a quelle che già pagano”. Il provvedimento era infatti previsto con la Legge-Delega sulla riforma fiscale dello scorso autunno, ma successivamente posticipato dopo le ritrosie mostrate da alcuni partiti della maggioranza.

FONTE: AGENZIA DIRE

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