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Sindacati

Cisl bancari e assicurativi, il segretario è Bottanelli

in Banche/Cisl/Economia/Sindacati by

Gian Paolo Bottanelli è il nuovo segretario generale di First Cisl Brescia, la Federazione provinciale dei lavoratori bancari, degli assicurativi, della riscossione e delle authorities. Assunto nel 1984 in Banca di Valle Camonica e iscritto Cisl da oltre 25 anni, ha iniziato la sua attività sindacale nel 2012. “Sono molto fiero e al contempo un po’ preoccupato dagli impegni che questo nuovo ruolo richiede. – ha detto Bottanelli subito dopo l’elezione – Ringrazio tutti per la fiducia ricevuta. E’ mia intenzione proseguire, con rinnovato entusiasmo, nel solco del lavoro impostato dalla precedente segreteria. Un impegno rivolto a tenere al centro dell’attività sindacale le persone, con le loro esigenze e le loro necessità. Valori propri di First Cisl e della Cisl, soprattutto in un momento particolare come quello attuale in cui la tutela e la sicurezza dei lavoratori sono la priorità.” Alla riunione del Direttivo hanno partecipato anche Alberto Pluda, segretario generale di Cisl Brescia, e Andrea Battistini, segretario generale First Cisl Lombardia. Su proposta del neo segretario provinciale, i delegati hanno poi completato la Segreteria provinciale First eleggendo Elena Beltrami e Massimo Parecchini.

Fondo nuove competenze: accordo quadro Api-sindacati

in Api/Associazioni di categoria/Cgil/Cisl/Economia/Sindacati/Uil by

Con la sottoscrizione in data 29/01/2021 dell’accordo quadro APINDUSTRIA Confapi Brescia e CGIL-CISL-UIL favoriscono l’accesso allo strumento di recente istituzione presso l’ANPAL del Fondo Nuove Competenze (FNC), la cui finalità è quella di “innalzare il livello del capitale umano nel mercato del lavoro, offrendo ai dipendenti  l’opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze e di dotarsi degli strumenti utili per adattarsi alle nuove condizioni del mercato del lavoro, sostenendo le imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi determinati dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il Fondo Nuove Competenze consente alle Impresedi rimodulare l’orario lavorativo dei dipendenti, mantenendo le retribuzioni in essere e salvaguardando l’occupazione, destinando questo tempo a percorsi formativi e di riqualificazione fino ad un massimo di 250 ore per dipendente; la riduzione di orario è finanziata dal fondo con  la riduzione del costo del lavoro e con il riconoscimento delle ore di formazione svolte; tramite l’INPS viene riconosciuto alle imprese un contributo per garantire ai lavoratori, che parteciperanno a tali percorsi formativi, di non avere alcuna conseguenza né sulla retribuzione spettante, diretta e indiretta, né sugli aspetti contributivi e previdenziali.

L’impegno congiunto di APINDUSTRIA e delle OO.SS. consentirà alle PMI del sistema Confapi bresciano prive di rappresentanze sindacali di poter avviare l’iter per l’accesso al FONDO nel rispetto dei principi ispiratori dell’avviso.

Fondo Nuove Competenze: siglato l’accordo tra Confindustria Brescia e sindacati

in Aib/Associazioni di categoria/Cgil/Cisl/Economia/Sindacati/Uil by
  • L’intesa consente di accompagnare le imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi, offrendo ai lavoratori l’opportunità di acquisire nuove e maggiori competenze professionali.

Confindustria Brescia e Cgil, Cisl e Uil provinciali hanno sottoscritto mercoledì l’accordo territoriale per facilitare l’accesso al Fondo Nuove Competenze introdotto dal Decreto Rilancio.

L’intesa consente di accompagnare le imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi, offrendo ai lavoratori l’opportunità di acquisire nuove e maggiori competenze professionali.

Per rilanciare l’economia e sostenere le imprese nei processi di innovazione e sviluppo è, infatti, necessario investire sulla formazione continua, leva per accelerare i processi di modernizzazione, favorire la competitività del sistema produttivo e l’occupabilità dei lavoratori.

Le imprese del territorio potranno sottoscrivere, una volta intervenuta l’attesa proroga per il 2021, gli accordi necessari per destinare parte dell’orario di lavoro, fino a un massimo di 250 ore per dipendente, ad azioni di formazione, beneficiando così anche dei contributi previsti pari al costo lordo delle ore di lavoro destinate alla formazione. I lavoratori che parteciperanno a tali percorsi formativi non avranno nessuna conseguenza sulla retribuzione spettante, diretta e indiretta, né sugli aspetti contributivi e previdenziali.

Sul piano operativo è stato convenuto che la condivisione degli accordi, per le aziende prive di rappresentanza sindacale interna, avverrà nell’ambito della Commissione per la formazione di Confindustria Brescia e Cgil, Cisl, Uil provinciali, già attiva per la formazione finanziata da Fondimpresa.

In merito, Confindustria Brescia e Cgil, Cisl e Uil provinciali hanno espresso “soddisfazione per l’intesa raggiunta, che conferma l’impegno strategico delle parti sociali sul nostro territorio per la promozione e realizzazione di azioni formative di qualità. Si rinnova la possibilità di contribuire concretamente alla diffusione della formazione continua all’interno delle aziende, con l’obiettivo di accompagnare la crescita e lo sviluppo di nuove figure professionali. Perché per favorire l’innovazione di processo e di prodotto nel nuovo modello dell’economia circolare oggi servono specialisti, dalla produzione alla logistica, dalla qualità alla manutenzione, che alle tradizionali riconosciute abilità manuali affianchino anche crescenti competenze tecnologiche e digitali”.

Vincenzo Moriello eletto segretario della Fp Cgil

in Cgil/Economia/Sindacati by

Vincenzo Moriello è stato eletto segretario generale dall’Assemblea generale della Funzione pubblica Cgil Brescia con il 90% dei consensi (59 aventi diritto, 44 votanti, 40 voti favorevoli, 4 astenuti). La nuova segreteria, oltre a Moriello, è ora composta da Marco Drera, Francesca Baruffaldi e Stefano Ronchi.

Moriello, classe 1960, è di origini napoletane, sposato con Irene e padre di Giovanna e Nicolò. E’ dipendente dell’Inps dal 1982 e iscritto alla Cgil dal 1983. Il suo è un ritorno in categoria: è stato prima delegato di posto di lavoro e delegato provinciale, poi funzionario e segretario regionale e, dal 2005 al 2010, segretario generale della Fp Cgil Lombardia. Per passare, negli anni successivi, a seguire i temi della legalità per la Cgil regionale.

 

Servizi scolastici, flash mob della Cgil davanti alla prefettura con mascherina e ombrello

in Cgil/Economia/Servizi/Sindacati by

In Italia i servizi essenziali al buon funzionamento della scuola sono svolti da oltre 100 mila lavoratrici ( più di 2000 in provincia di Brescia), dipendenti da aziende e cooperative che hanno ottenuto l’appalto dalle amministrazioni locali. Si tratta delle addette alla ristorazione, alle pulizie e ausiliariato e delle “assistenti ad personam” ovvero lavoratrici diplomate o laureate in ambito pedagogico/educativo/sociale che svolgono attività di assistenza e di inserimento per alunni con deficit psico-fisici

“Contrariamente agli altri lavoratori della scuola: insegnanti e personale non docente che sono dipendenti pubblici – si legge in un comunicato – le lavoratrici degli appalti hanno contratti part time ciclici con orari ridotti.  Questo significa che loro, diversamente da tutti gli altri lavoratori italiani che possono accedere alla disoccupazione (naspi) a patto che abbiano lavorato almeno 13 settimane negli ultimi 4 anni, sono prive nei periodi di sospensione estiva di alcune reddito non ricevono ne indennità di disoccupazione ne assegni famigliari. Inoltre, il mancato recepimento da parte del Governo Italiano della direttiva europea sulla non discriminazione e della successiva sentenza della Corte di Giustizia Europea del 10/6/2010 costringe queste lavoratrici a lavorare più anni per accedere alla pensione rispetto agli altri lavoratori. Per maturare 40 anni di contributi ne devono lavorare 53 o più.

L’emergenza covid-2019 non ha fatto che peggiorare ulteriormente le loro condizioni. Infatti per loro, dopo 3 mesi con stipendi ridotti (il Fondo di Integrazione salariale non arriva al 70% dello stipendio). Contributo spesso arrivato in ritardo e spesso pagati in ritardo, oggi si annunciano altri 3 mesi senza alcun reddito ne assegni famigliari”.

Per questo venerdì 5 giugno alle ore 10.30 la Cgil organizzerà un flash mob davanti alla Prefettura di Brescia e i presenti saranno muniti oltre che di mascherina anche di ombrello “per rappresentare  anche visivamente che il proverbio Piove sempre sul bagnato è per loro una triste realtà”.

Coronavirus, le Acli: in Lombardia troppi casi sommersi, lavoratori senza tutele Inail

in Economia/Sindacati by

“La Regione Lombardia ha registrato più di 85.000 contagi Covid-19; ci chiediamo quanti siano gli infortuni lavorativi da Covid-19 non denunciati”. Così Rita Tagassini, Direttrice Provinciale del Patronato Acli di Brescia. “Sono state 12.774 le denunce di infortunio INAIL in Lombardia, pari al 34,2% sul totale Italia, dove i casi denunciati al 4 maggio 2020 sono stati 37.352”.

Dalle sedi territoriali del Patronato ACLI, a cui stanno arrivando diverse richieste di assistenza e tutela, risulta che il 15% di tali segnalazioni riguardano lavoratori che hanno contratto il virus sul luogo di lavoro, ma trattate come malattia comune e quindi senza alcuna denuncia di infortunio all’INAIL, senza aver richiesto le giuste tutele.

“La trattazione di un infortunio sul lavoro da Covid-19 come malattia comune, per il lavoratore equivale ad una perdita di diritti e tutele su aspetti contrattuali ed economici rilevanti” continua la Direttrice del Patronato Acli di Brescia “ricordiamo solo che la copertura INAIL ha una durata di 10 anni dall’evento. Inoltre, ad oggi i medici non sanno quale sia l’evoluzione nel tempo dell’infezione: nel caso di infortunio lavorativo, nei 10 anni è possibile richiedere il riconoscimento di eventuali aggravamenti, laddove dovessero manifestarsi oppure aggravarsi i postumi permanenti patiti dal lavoratore; queste situazioni sarebbero indennizzate dall’Inail rispetto alla loro gravità”.

Il lavoratore è tutelato dall’INAIL se il contagio è considerato come lavorativo, solo così potrà ottenere il giusto risarcimento economico del danno alla salute subito: parliamo dell’indennità temporanea, dell’indennizzo per danno biologico, della rendita diretta per inabilità permanente e nei casi più gravi della rendita ai superstiti e dell’assegno funerario.

Il Patronato ACLI di Brescia attraverso i suoi operatori specializzati e i suoi consulenti medici ha organizzato, un servizio di tutela riservato a chi ritiene di aver contratto il Covid-19 a causa dell’attività lavorativa, scrivendo all’indirizzo mail sociosanitario@aclibresciane.it o telefonando al n. 0302294011 è possibile fissare un appuntamento.

Pulizia nelle scuole, i sindacati: situazione a rischio per 219 lavoratrici

in Cgil/Cisl/Economia/Formazione/Sindacati/Uil by

“La vicenda dell’internalizzazione dei servizi di pulizia delle scuole statali si avvia a conclusione e il Governo e il Miur non hanno risolto i problemi che un provvedimento da lungo atteso dalle OO.SS. e dalle lavoratrici, ma decisamente raffazzonato sta determinando”. A dirlo è una nota congiunta di Filcams Cgil Brescia, FP Cgil Brescia, Flc Cgil Brescia.

“In provincia di Brescia – si legge – sono 93 le lavoratrici che dal 1 di marzo verranno assunte, quasi tutte full time. Finalmente, dopo anni di precariato, queste lavoratrici avranno una collocazione lavorativa stabile. Diversa la situazione per le circa 130 dipendenti delle 6 cooperative sociali della zona: Andropolis, Coop. Soc. Pallazzolese, Dispari, il Girasole, Loggetta Insieme, Sentieri e Verbena Solidali che non hanno potuto presentare domanda di partecipazione al concorso. Le cooperative sociali hanno assicurato che proporranno nuove collocazioni lavorative alle proprie dipendenti che non passeranno alla scuola, ma con riduzioni orarie. Così, purtroppo, non sarà per coloro che insieme a loro garantivano i servizi di pulizia nelle scuole. Un’ottantina di loro, le dipendenti di Rekeep, andranno ad allungare la lista dei disoccupati. Rekeep non ha ancora ufficialmente inviato le lettere di licenziamento, ma aveva già comunicato il 20 febbraio che non sarebbero più state retribuite dopo il 29 febbraio”.

  Lavoratrici

attualmente impiegate

(tutte part time)

Lavoratrici assunte dal

1 marzo 2020

Lavoratrici licenziate

o con riduzione oraria

  127 Rekeep 44 Rekeep  
  185 coop. soc. 49 coop.  
Tot. 312 93 219

 

“Il risultato di un provvedimento raffazzonato – continua la nota – sarà che avremo a Brescia, come in tutt’Italia, più disoccupati e lavoratrici part time con orari ancora più bassi. Sarebbe bastato che il MIUR e il Governo ascoltassero le richieste sindacali per evitare il licenziamento di migliaia di persone in tutt’Italia. La scelta del MIUR di vincolare la partecipazione al concorso per collaboratore scolastico (ex bidelli) ad aver effettuato 10 anni di servizio, mentre nello stesso decreto scuola si prevedono 3 anni di lavoro per la partecipazione al concorso per l’immissione in ruolo del personale docente ha determinato una situazione particolarmente assurda nel bresciano. I 70 posti full time accantonati per la provincia di Brescia verranno coperti da personale precario. Questa volta i licenziamenti non avverranno per scelte di multinazionali (vedi Auchan, Ancelor-Mittal, Whirpool, ecc.), ma per una precisa scelta del Governo”.

 

Francesco Bertoli eletto nuovo segretario generale della Camera del Lavoro di Brescia

in Cgil/Economia/Evidenza/Sindacati by

Al termine della fase di consultazione avviata nelle scorse settimane, oggi Francesco Bertoli è stato eletto nuovo segretario generale della Camera del Lavoro di Brescia (78 voti favorevoli, 20 contrari, 1 astenuto, 1 scheda bianca e 1 nulla). Bertoli succede a Silvia Spera, chiamata recentemente a ricoprire un nuovo incarico alla Cgil nazionale nel settore della contrattazione.

Francesco Bertoli, 56 anni, è stato delegato sindacale alla Iveco di Brescia, in rappresentanza della Fiom, dal 1995. Funzionario sindacale dall’agosto 1996 al dicembre 1999. Nel gennaio 2000 è rientrato alla Iveco. Nel 2006 è stato chiamato a ricoprire un incarico nella segreteria della Fiom – pur continuando a lavorare in fabbrica – fino al 2007, da quando è in aspettativa sindacale per seguire a tempo pieno la categoria dei metalmeccanici. Dal marzo 2012 è segretario generale della Fiom Cgil di Brescia, categoria che ha diretto per due mandati.

Trasporto pubblico locale, incontro tra enti locali e sindacati in Broletto

in Economia/Sindacati/Trasporti by
Autobus

Si è svolto questa mattina a Palazzo Broletto un incontro sulle problematiche e sulle prospettive del Trasporto Pubblico Locale nel bacino di Brescia, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti degli Enti locali (per la Provincia il Presidente Alghisi e il Consigliere Sarnico, per il Comune capoluogo il sindaco Del Bono e l’Assessore Manzoni) e dei rappresentanti sindacali confederali delle segreterie provinciali e di categoria di CGIL, CISL e UIL.

Nell’incontro è stata illustrata la situazione relativa al Trasporto Pubblico Locale, in vista della scadenza (giugno 2020) fissata dalla legge regionale per l’espletamento della gara per il nuovo gestore unico del servizio bus sull’intero territorio provinciale.

Due le principali problematiche oggetto dell’incontro. Da un lato l’insufficiente livello di trasferimenti regionali per il funzionamento del servizio. Servizio che attualmente si regge su una contribuzione, che non ha eguali nel territorio lombardo, da parte della Provincia e del Comune di Brescia per 11 mln € all’anno (vale a dire il 19% dell’offerta complessiva di servizio su gomma nell’intero territorio provinciale). Dall’altro i nuovi fabbisogni di mobilità, stabiliti nel 2017 da regione Lombardia, che, contrariamente alle necessità di un potenziamento dell’offerta di servizio in un territorio che ha avuto un incremento demografico ben maggiore della media regionale, prevedono invece una riduzione di servizio a livello sia urbano sia soprattutto extraurbano.

Per porre rimedio a questa situazione, il Consiglio Regionale nel dicembre 2018 ha approvato all’unanimità un Ordine del Giorno con il quale si “impegna la Giunta regionale a verificare nel corso del 2019, con decorrenza 2020, misure integrative o correttive della d.g.r. n. 7644/2017, volte ad assicurare al bacino di Brescia un livello di risorse regionali che sia corrispondente al grado di servizio”. Tale Ordine del Giorno, tuttavia, ad oggi è rimasto privo di attuazione.

I rappresentanti del Sindacato, nel prendere atto del quadro della situazione e delle criticità espresse, hanno condiviso la necessità di mettere in campo adeguate iniziative per scongiurare il rischio che il territorio bresciano veda significativamente ridursi il proprio livello di servizio di trasporto pubblico, con ricadute negative sul piano sociale, ambientale ed occupazionale.

La preoccupazione emersa dal confronto odierno si è tradotta nell’impegno dei presenti a mantenere attiva una interlocuzione e un confronto sul punto, in vista delle importanti scadenze che attendono il trasporto pubblico bresciano.

Accordo coi sindacati: Banca Ore Solidale attivata alla DTR Vms Italy di Passirano

in Cgil/Cisl/Economia/Sindacati/Uil by

Venerdì 7 febbraio è stato sottoscritto un importante accordo riguardante l’attivazione della “Banca Ore Solidale” tra DTR Vms di Passirano (assistita da AIB) e RSU aziendali (con le OO.SS. territoriali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil).

“L’accordo – si legge in una nota congiunta delle parti – contenente anche le modalità attuative, conferma la volontà comune già condivisa nell’ambito dell’accordo triennale di secondo livello siglato a fine 2018, di intraprendere percorsi volti a favorire la solidarietà e utili a sostenere i lavoratori e le loro famiglie nel caso in cui dovessero affrontare particolari difficoltà. A partire da quest’anno, quindi, i lavoratori di DTR avranno a loro disposizione lo strumento della Banca Ore Solidale”.

“Le lavoratrici e i lavoratori con il sostegno dell’azienda – continua il comunicato – d’altra parte, non sono certo nuovi ad iniziative di solidarietà, da sempre messe in campo per sostenere i colleghi in difficoltà e per favorire la creazione di un senso di collettività all’interno del luogo di lavoro. L’accordo di DTR Vms Italy potrà senz’altro rappresentare un esempio positivo da seguire”.

 

 

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