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Berzo Demo tra i 94 Comuni gestiti da Acque Bresciane

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Dalla gestione in economia all’affidamento ad Acque Bresciane: da oggi, 1° settembre, Berzo Demo entra a far parte dei 94 Comuni gestiti dalla società. Salgono così a 560.000 gli utenti del Servizio idrico integrato, che nel caso di Berzo comprende il ciclo completo, acquedotto, fognatura e depurazione.

Paolo Saurgnani, direttore generale di Acque Bresciane, spiega: “Fare rete consente di gestire il servizio idrico, e quindi una risorsa importante come l’acqua, potendo contare su innovazione tecnologica, qualità, investimenti e attenzione alla sostenibilità. Alla Valle Camonica in particolare dedichiamo una squadra di tecnici e operai, con base a Sonico, in grado di intervenire in tempi rapidi”.

Per gli utenti nessun adempimento burocratico, il passaggio al nuovo gestore avverrà automaticamente. Da oggi però cambiano i riferimenti telefonici, con due numeri diversi a disposizione: per le pratiche (allacciamenti, informazioni su consumi, bollette e pagamenti…) è l’800 017 476, mentre per emergenze e guasti occorre chiamare l’800 556 595.

L’ingresso di Berzo Demo rafforza la presenza nel territorio camuno: diventano dieci, infatti, i centri serviti da Acque Bresciane, tutti per l’intero ciclo del servizio idrico, per quasi 24 mila abitanti. Angolo Terme, Cedegolo, Edolo, Lozio, Malonno, Paisco Laveno, Pisogne, Sellero e Sonico quelli già in gestione.

Gli investimenti dedicati alla Valle Camonica prevedono per acquedotti, fognature e depurazione investimenti per oltre 70 milioni di Euro. Il prossimo intervento riguarda l’apertura del cantiere per la realizzazione del collettore fognario a servizio di Sellero, Cedegolo e Berzo Demo, per un importo di 4,2 milioni di Euro.

40 anni di esperienza. 40 anni di interventi efficaci e puntuali

in Economia/Servizi by

L’azienda Sogem, specializzata da 40 anni nel campo dei lavori stradali, della realizzazione e della manutenzione di reti fognarie, metanodotti e acquedotti, si appresta a proseguire il proprio percorso di crescita puntando sempre sull’efficienza e la competenza.

Ripresa a pieno regime

Dopo il periodo di stop forzato, le aziende del bresciano si preparano per una ripresa a pieno regime delle attività. Tra quelle che già hanno riaperto i cancelli anche Sogem, azienda con sede a Poncarale (BS) specializzata nella costruzione e manutenzione di acquedotti, impianti gas e reti fognarie attiva in tutto il Nord Italia.

Tornano dunque in campo le squadre operative, pronte a intervenire sui cantieri e fornire assistenza rapida nelle aree di Brescia, Cremona, Mantova, Piacenza, Pavia, Trento e Monza – Brianza. Tra le attività svolte da Sogem rientrano la costruzione e manutenzione dei manti stradali, la ricerca di perdite in impianti di acqua, gas e fognature, le canalizzazioni per reti elettriche e di telecomunicazione, la realizzazione e manutenzione di impianti antincendio, di stazioni di sollevamento e le lavorazioni in ambienti confinati.

L’esperienza conta!

Con più di 4 decenni alle spalle, l’azienda ha potuto affrontare il periodo difficile tuttora in corso contando su una lunga esperienza, tradotta in competenze specifiche e sullo spirito d’innovazione che da sempre la caratterizza, rendendo l’evoluzione una costante nel suo DNA.

È proprio questo l’approccio con il quale Sogem ha affrontato i profondi e inaspettati cambiamenti che hanno colpito i mercati, accogliendo l’innovazione anche dal punto di vista digitale: l’azienda si presenta con un sito web rinnovato e una strategia di comunicazione digitale frutto della collaborazione con Digital Mood, agenzia di web marketing con sede a Montichiari.

In un percorso di miglioramento continuo, negli anni sono stati ampliati e rinnovati il parco macchine, le attrezzature, le tecnologie esecutive e i materiali, per offrire soluzioni sempre più avanzate ed efficienti che consentono a Sogem di intervenire in modo tempestivo sui cantieri e di garantire aggiornamento costante su ogni fase di avanzamento dei lavori.

Sogem, foto da azienda

“Ogni goccia conta”: Acque Bresciane ancora protagonista della sostenibilità e dell’innovazione

in Acque bresciane/Ambiente/Bilanci/Economia/Evidenza/Partecipate e controllate/Servizi by

Si è svolta oggi la presentazione del terzo Bilancio di Sostenibilità di Acque Bresciane, che rendiconta in modo volontario l’impegno dell’azienda nella sostenibilità, secondo le metodologie e i principi internazionali previsti dai GRI Sustainability Reporting Standards.

Il Bilancio, che descrive i traguardi raggiunti nel segno della qualità, dell’ambiente e della sicurezza, si pone oggi nuovi obiettivi: “Abbiamo fatto del tema della sostenibilità una scelta strategica e valoriale di fondo” ha dichiarato il Presidente Gianluca Delbarba “stiamo vivendo un tempo che richiede impegno e obiettivi che possano tutelare il futuro delle generazioni che verranno. La tragedia generata dalla pandemia Covid ha posto all’attenzione globale valori universali attraverso i quali la sostenibilità trova una sua corretta applicazione”.

La società oggi registra un fatturato di 81,8 milioni di euro, 4.044 mila chilometri di acquedotto (+ 8,7% rispetto al 2018), 254 segmenti (81 acquedotto, 85 fognatura, 88 depurazione), 263 dipendenti, 93 comuni gestiti per circa 550.000 abitanti.

Le novità di questa edizione sono:

  • l’inserimento nel piano industriale al 2045 di 9 obiettivi di sostenibilità che si concretizzano in indicatori specifici misurabili (KPI) ed attività coordinate da attuare e rendicontare anno per anno a partire da quello in corso
  • l’avvio di un importante percorso interno aziendale sui temi della sostenibilità, che ha visto coinvolti dipendenti e manager attraverso attività formative e la condivisione di impegni e obiettivi concreti
  • un maggiore coinvolgimento degli stakeholder, a partire dai Sindaci con focus group dedicati e delle nuove generazioni, a cui è strettamente legato il tema della sostenibilità
  • il rinnovato impegno nella lotta ai cambiamenti climatici, con l’avvio del percorso per il calcolo del Carbon Footprint e un programma di investimenti per la resilienza delle infrastrutture e la sostituzione delle reti
  • un’attenzione crescente a innovazione e sostenibilità, creando una nuova funzione apposita in azienda
  • maggiore chiarezza delle informazioni, grazie a strumenti puntuali come la newsletter per gli amministratori locali e i servizi agli utenti attraverso sportelli, app, call center e sito internet aziendale

I numeri del Bilancio 2020 raccontano l’impegno di Acque Bresciane nel 2019 non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo: “Ogni goccia conta”, la nuova purpose aziendale, ha guidato lo sviluppo delle attività nel rispetto di otto valori fondamentali: sostenibilità, universalità, trasparenza, coinvolgimento delle persone, tutela delle risorse idriche, passione per il territorio, ascolto ed eccellenza e innovazione.

Il documento, redatto in due versioni e in due lingue, è articolato in 11 capitoli che illustrano i principali dati aziendali e le attività svolte, con uno sguardo al futuro e agli obiettivi di sviluppo sostenibile inseriti nel piano industriale al 2045, che avrà un intero capitolo dedicato alla sostenibilità e fornirà traguardi e obiettivi di medio e lungo periodo.

Il nostro impegno nell’essere protagonisti di una gestione del ciclo idrico rispettosa dell’ambiente e nel fornire quotidianamente risposte concrete alle importanti sfide che il nostro territorio si trova ad affrontare è testimoniato dagli investimenti e i progetti sviluppati nel corso del 2019.

  

DATI ECONOMICI E INVESTIMENTI

  • Sono 24 i milioni di euro investimento complessivo (19milioni nel 2018) effettuati per migliorare la gestione del sistema idrico
  • L’investimento medio per abitante è salito dai 43 euro del 2018 a 51 euro nel 2019, rispetto ad una media italiana di 44 euro per abitante, con un incremento del 18%
  • 65 milioni di euro il valore economico distribuito agli stakeholder, a beneficio dei soggetti che lavorano con Acque Bresciane e del territorio di riferimento

 

AMBIENTE

  • 7 i chilometri di acquedotto sostituiti, a vantaggio dell’efficienza del sistema e della resilienza della rete
  • 96,8% l’indicatore inverso M6 ARERA, che attesta la qualità delle acque depurate
  • Obiettivo discarica zero: fanghi smaltiti discarica inferiori all’1%, perché sostenibilità significa investire anche nella chiusura del ciclo idrico e ridurre gli scarti
  • Riduzione del 27% dei consumi degli automezzi, grazie alla sostituzione del parco veicolare con nuovi mezzi, di cui 2 elettrici
  • Con 41 punti di distribuzione di acqua potabile, che hanno erogato 3,5 milioni di litri nel 2019, sono stati risparmiati 2,3 milioni di bottiglie di plastica (64.000 Kg plastica sottratto all’ambiente) ed evitate 375 tonnellate di CO2

 

COMUNITÀ

  • Il livello di Customer Satisfaction Index è di 93,7% e conferma il giudizio di eccellenza espresso dagli utenti e l’impegno di Acque Bresciane nel fornire servizi di qualità
  • 500 gli studenti coinvolti in progetti di educazione ambientale (1.200 nel 2018) a dimostrazione della costante attenzione e vicinanza alle nuove generazioni
  • Bonus sociale idrico erogato a 3.206 utenze con difficoltà economiche e un ulteriore stanziamento nel 2020 di 300 mila euro, a carico della società, da destinare alle famiglie e utenze in difficoltà, anche alla luce degli impatti economici dell’epidemia

 

Acque Bresciane si occupa della gestione del Servizio Idrico Integrato (costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue) nel territorio dei Comuni della Provincia di Brescia. Ad oggi, con il conferimento di Garda Uno S.p.a nel dicembre 2017, gestisce il servizio in 93 Comuni per oltre 550.000 abitanti serviti. Acque Bresciane sviluppa il proprio servizio in modo sostenibile nel rispetto dell’economicità della gestione del servizio idrico integrato all’interno di un mercato regolato. La gestione sostenibile del ciclo idrico integrato, la difesa e la valorizzazione della risorsa, la qualità delle acque potabili, la gestione delle acque depurate costituiscono la mission principale di Acque Bresciane, che vuole garantire nel proprio territorio servito un accesso all’acqua universale e sicuro nel pieno rispetto dell’equilibrio ambientale presente e futuro.

Servizi scolastici, flash mob della Cgil davanti alla prefettura con mascherina e ombrello

in Cgil/Economia/Servizi/Sindacati by

In Italia i servizi essenziali al buon funzionamento della scuola sono svolti da oltre 100 mila lavoratrici ( più di 2000 in provincia di Brescia), dipendenti da aziende e cooperative che hanno ottenuto l’appalto dalle amministrazioni locali. Si tratta delle addette alla ristorazione, alle pulizie e ausiliariato e delle “assistenti ad personam” ovvero lavoratrici diplomate o laureate in ambito pedagogico/educativo/sociale che svolgono attività di assistenza e di inserimento per alunni con deficit psico-fisici

“Contrariamente agli altri lavoratori della scuola: insegnanti e personale non docente che sono dipendenti pubblici – si legge in un comunicato – le lavoratrici degli appalti hanno contratti part time ciclici con orari ridotti.  Questo significa che loro, diversamente da tutti gli altri lavoratori italiani che possono accedere alla disoccupazione (naspi) a patto che abbiano lavorato almeno 13 settimane negli ultimi 4 anni, sono prive nei periodi di sospensione estiva di alcune reddito non ricevono ne indennità di disoccupazione ne assegni famigliari. Inoltre, il mancato recepimento da parte del Governo Italiano della direttiva europea sulla non discriminazione e della successiva sentenza della Corte di Giustizia Europea del 10/6/2010 costringe queste lavoratrici a lavorare più anni per accedere alla pensione rispetto agli altri lavoratori. Per maturare 40 anni di contributi ne devono lavorare 53 o più.

L’emergenza covid-2019 non ha fatto che peggiorare ulteriormente le loro condizioni. Infatti per loro, dopo 3 mesi con stipendi ridotti (il Fondo di Integrazione salariale non arriva al 70% dello stipendio). Contributo spesso arrivato in ritardo e spesso pagati in ritardo, oggi si annunciano altri 3 mesi senza alcun reddito ne assegni famigliari”.

Per questo venerdì 5 giugno alle ore 10.30 la Cgil organizzerà un flash mob davanti alla Prefettura di Brescia e i presenti saranno muniti oltre che di mascherina anche di ombrello “per rappresentare  anche visivamente che il proverbio Piove sempre sul bagnato è per loro una triste realtà”.

Amazon ha annunciato oggi l’apertura di un nuovo deposito di smistamento a Castegnato

in Economia/Servizi by

Amazon ha annunciato oggi l’apertura di un nuovo deposito di smistamento a Castegnato, in provincia di Brescia. La nuova struttura sarà operativa a partire dal prossimo autunno e servirà i clienti residenti nelle province di Brescia, Bergamo, Lodi e Cremona.

Nel deposito di smistamento da oltre 8.000 mq situato a Castegnato, Amazon creerà circa 30 posti di lavoro a tempo indeterminato nell’arco di tre anni dall’apertura. Inoltre, Amazon Logistics lavorerà con diversi fornitori locali di servizi, continuando così a investire nella sua rete logistica, migliorando la propria capacità di consegna e soddisfacendo così la crescente domanda dei clienti lombardi. È previsto che i fornitori di servizi di consegna assumano oltre 70 autisti a tempo indeterminato.

Gabriele Sigismondi, responsabile di Amazon Logistics in Italia, ha dichiarato: “In un momento difficile come quello che stiamo vivendo, siamo orgogliosi del lavoro che stiamo svolgendo nel consegnare i prodotti di cui i nostri clienti hanno più bisogno e supportare le comunità locali attraverso le donazioni effettuate negli ultimi mesi a sostegno di enti come il Dipartimento della Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana e il Banco Alimentare. In questo momento riteniamo ancora più importante l’annuncio di un nuovo deposito di smistamento a Castegnato, per poter garantire ai nostri clienti un servizio ancora più efficiente”.

Fonte Brescia News

Torna l’estate: condizionatori ai blocchi di partenza

in Economia/Servizi by

Torna il caldo e ovviamente ritorno la necessità di mettere in funzione i condizionatori, e tutti quei dispositivi che ci permettono di mantenere una temperatura in casa fresca e accogliente. Ovviamente dopo che queste apparecchiature sono state inutilizzate per tutto l’autunno e per tutto l’inverno hanno necessità di una buona manutenzione per ripartire alla grande e produrre aria fresca in maniera ottimale, senza rischi per la salute. L’ideale è sempre affidarsi a un professionista; ad esempio idraulico Milano.

Il periodo migliore per la manutenzione

Molti si domandano quand’è il periodo migliore per effettuare la pulizia e la manutenzione dei condizionatori; la risposta è che il momento perfetto sarebbe intorno a settembre-ottobre, proprio per evitare che lo sporco e la polvere accumulata durante la stagione attiva si incrostino e si attacchino all’apparecchio in maniera tenace; così la futura pulizia e manutenzione diventeranno un vero tour de force. E se anche abbiamo pulito, ho fatto pulire i nostri condizionatori a fine stagione, è bene ricordarsi che a giugno prima di riaccendere gli apparecchi e rimetterli in funzione è necessario ripetere sia la manutenzione che la pulizia.

Controlli accurati

Le regole se farete questa manutenzione da soli senza l’aiuto di un professionista, sono quelle di assicurarsi che il climatizzatore sia spento e scollegato dall’interruttore elettrico dove di solito avete l’abitudine di collegarlo, o addirittura se state effettuando pulizie profonde nella casa staccate proprio l’interruttore generale; è importante anche  controllare le griglie, i filtri, che siano puliti in modo da garantire un’uscita di aria fresca dall’apparecchio. Va pulito in maniera accurata e profonda anche il motore esterno dell’impianto di condizionamento. Se l’apparecchio è esposto al sole e alla pioggia, è meglio  controllarlo più di frequente e fare in modo che in qualche modo sia riparato da tutti gli agenti atmosferici. se usate il condizionatore in maniera intensa ricordatevi di pulire il filtro almeno una volta al mese; un condizionatore ben pulito ha due vantaggi: aria migliore e consumi controllati.

 Le varie fasi della pulizia

Anche se si eseguono le operazioni di pulizia fai da te è molto meglio affidarsi ad un professionista almeno una volta all’anno, per il controllo del liquido refrigerante poiché qualsiasi cambiamento nella quantità e nella qualità del liquido può comportare una scarsa efficienza del dispositivo, e dei malfunzionamenti: Va  controllata periodicamente anche la stabilità dell’appoggio sul quale è montato l’apparecchio all’esterno della casa; per una questione di sicurezza nei propri confronti nei confronti anche degli altri. Le normali procedure di pulizia di un condizionatore si eseguono con pochi strumenti, e senza utilizzare detergenti troppo aggressivi o prodotti non consigliati il motore esterno va spazzolato una semplice scopa dal manico corto, poi va lavato con un panno umido intriso di sapone neutro, un  detergente consigliato è quello del tipo sgrassatore universale, va da sé però che è meglio controllare l’etichetta del prodotto per non avere brutte sorprese; per liberare le grate dalle quali entra l’aria che poi viene purificata e ridistribuita all’interno della casa sarebbe utile usare un aspirapolvere poiché se ben pulito il motore lavora molto meglio, se non sapete con precisione dove si trovano i filtri per sbloccarli e pulirli consultate il libretto delle istruzioni.

Confartigianato contro il Governo: inaccettabile riaprire parrucchieri ed estetisti solo a giugno

in Economia/Servizi/Tendenze by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

«Incomprensibile ed inaccettabile». Così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti definisce la decisione del Governo di rinviare al 1° giugno la riapertura di acconciatori e centri estetici.

«Con senso di responsabilità – sostiene Massetti – abbiamo elaborato e presentato proposte dettagliate su come tornare a svolgere queste attività osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale pulizia, sanificazione. Proposte che penalizzano fortemente le nostre possibilità di ricavo, ma siamo consapevoli della loro necessità, per ora. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. E ora non accettiamo che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad una incomprensibile dilazione per le nostre attività. Del resto, al 1° giugno cosa potremo fare di più rispetto ad oggi in termini di sicurezza? Si può far stare fermi, con costi continui e ricavi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio? No, non ci stiamo. Finora siamo stati alle regole, ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non l’accettiamo».

Migliaia gli addetti che puntavano a riaprire: estetiste e parrucchieri di Brescia, già pronti e organizzati per appuntamenti, distanze e turni. Il comparto benessere riveste anche un’importanza economica non trascurabile. A livello nazionale Confartigianato calcola una perdito economica di 1.078 milioni di euro nei mesi di mazo, aprile e maggio per le imprese di estetica e acconciatura che potrebbero avere pesanti ripercussioni occupazionali. Solo a Brescia stiamo parlando di 3.369 imprese: il 13% del totale lombardo (25.867 imprese artigiane) e che danno lavoro a 6.665 addetti. Imprese che per la stragrande maggioranza sono artigiane (l’87,9).

«Stiamo ricevendo decine di telefonate dei nostri associati. La situazione è difficile, c’è preoccupazione di molti di non riuscire più a riaprire. In queste settimane abbiamo messo a punto un protocollo per ricominciare a lavorare in sicurezza. Esso dovrà essere sottoposto ad una valutazione tecnico scientifica ma intanto abbiamo immaginato come tornareranno al lavoro i nostri operatori del settore benessere. Si andrà dal parrucchiere e dall’estetista solo per appuntamento e limitando al massimo le interazioni tra le persone. Il cliente arriverà con la propria mascherina e gli addetti saranno muniti di mascherina, guanti e visiera in plexiglass. Ci sarà una accurata azione costante di igienizzazione delle postazioni di lavoro dopo ciascun trattamento e degli strumenti utilizzati. Una categoria che scalpita per riaprire, tra mille incognite ed oggi, ancora di più spiazzata e svantata di quel che ne sarà» conclude Massetti.

Bollo auto, si paga anche negli uffici postali bresciani

in Automotive/Banche/Economia/Servizi by

I cittadini della provincia di Brescia possono pagare il bollo auto in qualsiasi Ufficio Postale del territorio. Tutti gli sportelli sono collegati con l’archivio delle tasse automobilistiche ed è possibile conoscere in tempo reale l’importo del bollo auto comprensivo di eventuali more ed interessi.

E’ sufficiente comunicare all’operatore di sportello i dati relativi al pagamento (Regione/Provincia di residenza, Targa/Telaio, Tipo di veicolo ed eventuale riduzione) senza preoccuparsi di calcolare l’importo dovuto e senza compilare alcun modulo.

Sarà inoltre possibile regolarizzare le posizioni riferite alle annualità precedenti che non risultano saldate specificando la data di scadenza e i mesi di validità del pagamento.

Il versamento della tassa automobilistica in scadenza il prossimo 31 gennaio può essere effettuato in contanti, con la carta Postamat o Postepay, con Carte di Credito del circuito Vpay e Maestro e con Carte di Credito Visa, Mastercard e American Express.

Il servizio è disponibile anche online sul sito www.poste.it per gli utenti registrati al sito e per i correntisti BancoPosta e i titolari di carte PostePay.

 

Centro Padane Srl apre ai Comuni: il primo ad entrare è Berzo Demo

in Economia/Istituzioni/Provincia di Brescia/Servizi by
Da sinistra per chi guarda: Fabrizio Scuri (presidente Centro Padane), Rosolino Azzali (vicepresidente Provincia Cremona), Samuele Alghisi (presidente Provincia Brescia), Andrea Daconto (Cda Centro Padane) e Bruna Gozzi (Cda Centro Padane).

Via libera, questa mattina, alla proposta di aprire le quote della società Centro Padane Srl ad altri enti pubblici, mantenendo comunque fermo il principio della parità di rappresentanza tra i territori di Brescia e Cremona nella compagine sociale.

A deciderlo sono stati, durante la parte straordinaria dell’assemblea convocata a Cremona, i due soci fondatori della società nata da una costola di Autostrade Centro Padane con l’obiettivo di supportare le amministrazioni locali nella gestione, direzione lavori e pianificazione di opere stradali e di edilizia pubblica, nella manutenzione straordinaria delle strade e nella definizione di progetti di smart road.

La Provincia di Brescia e la Provincia di Cremona, che detengono ciascuna il 50 per cento delle quote, hanno infatti deliberato un aumento di capitale a 625mila euro, di cui 125mila destinati ai nuovi soci (tecnicamente l’aumento di capitale è di 209.266 euro di cui 125mila a capitale sociale e 84.266 a  riserva sovrapprezzo). Il primo Comune ad aderire sarà Berzo Demo (Bs), che ha già deciso di affidare un’importante attività di progettazione e direzione lavori alla società guidata da Fabrizio Scuri. Ma ben presto ne seguiranno, sempre con quote minoritarie, altri.

“Stiamo lavorando per portare valore ai nostri soci”, ha detto  il presidente Fabrizio Scuri, “e siamo ben lieti di accoglierne altri, nell’ottica di estendere i benefici attraverso le economie di scala. Nei prossimi mesi noi organizzeremo diversi incontri per spiegare l’opportunità agli enti locali: se altri Comuni o Enti pubblici sono interessati si facciano avanti”.

“La partnership con Cremona”, ha sottolineato il presidente della provincia di Brescia Samuele Alghisi, “sta già dando frutti importanti: Centro Padane ha già dimostrato di poter essere sempre più uno strumento utile per tutte le amministrazioni locali nell’obiettivo di gestire in efficienza e con standard qualitativi elevati numerosi servizi essenziali per i cittadini”.

Nella parte ordinaria dell’assemblea di oggi, inoltre, i soci hanno ratificato la previsione dei conti 2019, che – salvo sorprese – si chiuderanno in equilibrio con  ricavi per 1,17 milioni di euro derivanti per quasi l’80 per cento da direzioni lavori e verifiche tecniche, per il 16 per cento da attività di progettazione e per il 6 da attività innovative (il costo del personale incide sulle spese per il 25 per cento). E’ previsto un utile post imposte di 32mila euro.

 

 

Crescono le imprese sociali: a Brescia +18% in cinque anni

in Economia/Servizi by
Solidarietà, foto da Pixabay

Continuano a crescere le imprese sociali a Milano, + 3,5% in un anno e + 19% in cinque anni, in Lombardia, +3,1% e +17% e in Italia, +3% e +19%, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati registro delle imprese al primo trimestre 2019, 2018 e 2014. Sono 12 mila quelle attive in Lombardia nel 2019 su 70 mila in Italia e danno lavoro a 191 mila addetti su 832 mila a livello nazionale. E’ il settore dell’istruzione il più numeroso, 4.825 sedi di impresa in Lombardia e 28 mila in Italia, seguito dall’assistenza sanitaria con rispettivamente 3.671 e 20.247 imprese. Un settore da 32 miliardi in Italia, di cui 8 miliardi concentrati in Lombardia. Sono 4,5 miliardi a Milano e 3,6 miliardi a Roma.

Per imprese sociali in Lombardia prime Milano, Brescia, Bergamo, Varese e Monza. Milano è prima con 4.942 imprese (+3,5% in un anno, +19% in cinque) e 74 mila addetti, + 28% in cinque anni, seguita da Brescia con 1.419 imprese (+3% in un anno e +18% in cinque) e 24 mila addetti, Bergamo con 1.074 imprese (+2% e +14%) e 24 mila addetti, Varese con 1.032 imprese e 14 mila addetti, Monza Brianza con 980 imprese e oltre 11 mila addetti. Lodi con 194 imprese e quasi 3.000 addetti cresce del 14% in cinque anni.

In Italia prime Roma, Milano e Napoli. Sono circa 70 mila le imprese attive in Italia nei settori sociali, crescono del 3% in un anno e del 19% in cinque. Prima è Roma con 6.229 imprese sociali e 87 mila addetti, seguita da Milano (5 mila imprese e 74 mila addetti), Napoli (4 mila imprese e 31 mila addetti). Poi ci sono Torino (3 mila imprese), Palermo, Bari e Catania (2 mila).

Un settore con forte presenza femminile ma pochi giovani. Circa un’impresa su tre tra quelle che operano in Lombardia e Italia è femminile mentre i giovani pesano il 5% circa, circa come le imprese estere.

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