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Energia

Generatori di valore e caldaie a vapore: quali sono le differenze?  

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Al giorno d’oggi sono ancora molte le persone che non conoscono qual è la differenza tra caldaia a vapore e generatore di vapore. In effetti, sono davvero pochi coloro che riescono a comprendere come questi elementi citati siano completamente differenti. Riuscire a comprendere le diversità che ci sono tra caldaia a vapore e generatore di vapore può essere ottimale per capire quale prodotto fa al caso tuo.

A questo proposito quindi, ecco tutto quello che occorre sapere al riguardo, analizzando nei dettagli le specifiche di caldaie a vapore e generatori di vapore industriale ad acqua surriscaldata.

Caldaia a vapore: qual è il suo scopo e come funziona?

Come prima cosa, occorre comprendere cosa si intende con caldaia a vapore. Questo strumento è molto comune in tutte le abitazioni ed in alcune grandi aziende dal momento che serve per generare energia attraverso acqua calda. In generale, è possibile affermare che una caldaia riesce a produrre energia dal vapore e trasmettere quest’energia a tutta l’abitazione. Chi vuole godersi le comodità e l’efficienza di un buon sistema idraulico deve assolutamente puntare su una buona caldaia a vapore. Si tratta di un dispositivo indispensabile.

Ma come funziona la caldaia a vapore? Ebbene, per approfondire quest’argomento occorre considerare il fatto che attualmente ci sono ben 2 tipologie differenti di caldaie a vapore. Queste tipologie si differenziano per il loro funzionamento che è diverso a seconda della struttura. In primo luogo, è bene analizzare il funzionamento di una caldaia a vapore a tubi incandescenti. Tale macchinario è composto da un grande recipiente d’acqua che viene attraversato da molteplici tubi. All’esterno della caldaia si trova invece un bruciatore che grazie ad un combustibile, che può essere di vario genere, riesce a riscaldare i tubi e di conseguenza aumentare la temperatura dell’acqua facendola poi evaporare. Dal vapore poi si innesca una sorta di sistema circolare che permette di produrre energia. Il vapore va in alto per poi raffreddarsi, ritornare acqua e trasformarsi nuovamente in vapore. Tale ciclo continua in perpetuo così da produrre una giusta quantità di energia.

Tuttavia, ci sono alcuni aspetti da prendere in considerazione in merito al funzionamento di questa caldaia con tubi incandescenti. Alla lunga infatti, si potrebbe accumulare calcare nelle tubature e negli elementi del dispositivo. Per questa ragione, è sempre bene riuscire ad effettuare una manutenzione costante della caldaia ed eliminare eventuali problemi. Inoltre, tale strumento presenta problemi di tempo, in quanto l’acqua deve essere riscaldata in continuazione. Ad ogni modo, tale tipologia viene scelta non solo per abitazioni o immobili ma anche per aziende che hanno bisogno di una grande quantità di energia.

La seconda tipologia di caldaia presente sul mercato invece è quella a tubi d’acqua. Si tratta di una caldaia che funziona in modo completamente opposto a quella appena illustrata. In una caldaia a tubi d’acqua la posizione del vapore e dell’acqua è stravolta con uno al posto dell’altra. Inoltre, in una caldaia di questo genere l’acqua deve essere rimessa in circolo necessariamente attraverso l’utilizzo di un serbatoio esterno. Se caldaia e serbatoio funzionano in modo complementare allora si potrà ottenere una produzione continua di energia.

Quali sono le differenze tra le due caldaie?

Dopo aver compreso quello che è il funzionamento tra le due caldaie, è bene capire qual è la differenza tra i due dispositivi. Difatti, ci sono delle diversità che occorre evidenziare e far presente tra i due modelli più gettonati sul mercato, vale a dire tra caldaia e generatore di vapori. Nella summenzionata caldaia a tubi incandescenti, il numero di tubi è superiore all’altro modello. Questo perché tali strumenti permettono di far funzionare totalmente la caldaia e sono indispensabili per la produzione di energia. Il generatore di vapore invece ha solo un grande tubo che si dirama in ogni direzione grazie ai propri riccioli. Si tratta comunque di un sistema efficace che quando attivo dona ottimi risultati.

Oltre a questa differenza, è opportuno menzionare anche una similitudine in realtà. Entrambi i dispositivi infatti, necessitano di un serbatoio esterno per funzionare nel migliore dei modi. Questo serbatoio ha il delicato compito di fornire acqua di riserva nella giusta quantità. In questo modo, la produzione di energia viene sempre garantita anche quando il vapore è nella maggiore quantità. Inoltre, il serbatoio esterno è necessario perché a volte è semplicemente impossibile garantire un collegamento diretto con la rete idrica. In quest’ultimo caso infatti, potrebbero poi nascere diversi problemi nel caso un elemento dovesse surriscaldarsi o non funzionare nel modo adeguato.

Ad ogni modo, nel generatore di calore è importante ricordare come il calore riscaldi l’acqua e quando quest’ultima viene trasformata in vapore viene assorbita direttamente da un tubo in cima alla struttura che permette di far iniziare il processo di produzione di energia. Cosa dire invece per quanto riguarda i gas che vengono formati all’interno del macchinario? Ebbene, questi ultimi vengono espulsi attraverso determinati tubi di scarico. Quest’azione, oltre a garantire il corretto funzionamento del dispositivo, aumenta di gran lunga la sicurezza del generatore. Senza tubi di scarico infatti, i gas potrebbero accumularsi ed alla lunga potrebbero causare una dannosa esplosione. I generatori di vapore comunque sono estremamente sicuri e la protezione è garantita quando si usufruisce di strumenti del genere.

Quali sono i vantaggi che un generatore può dare rispetto ad una caldaia?

Ad oggi, sono davvero tanti coloro che scelgono di puntare su una caldaia a vapore. Questi ultimi si considerano tradizionalisti per così dire e preferiscono i metodi tradizionali a quelli innovativi. Tuttavia, è bene riconsiderare l’efficienza di entrambi i dispositivi e capire quelli che possono essere i vantaggi che un generatore di vapore è in grado di donare rispetto ad una classica caldaia.

Come prima cosa, i generatori di vapore, specialmente quelli utilizzati in ambito industriale sono davvero molto semplici da utilizzare. Non creano mai problemi, anzi sono capaci di lavorare per lunghi periodi di tempo riuscendo a mantenere un ritmo di produzione incessante. Rispetto ad una caldaia a vapore infatti, il processo di produzione energetica è semplificato al massimo e ciò aumenta la quantità di energia prodotta.

Inoltre, un altro fattore da considerare è quello delle dimensioni di un generatore. Una caldaia a vapore è spesso molto grande, quasi ingombrante. Al contrario, il generatore di vapore può avere dimensioni diverse che possono cambiare a seconda delle proprie esigenze. In questo modo, è possibile personalizzare il dispositivo e renderlo adatto alle proprie circostanze.

Infine, occorre considerare come i generatori di vapore riescano a produrre energia in un tempo minore, riuscendo anche a consumare una minore quantità di acqua ogni volta. Si può anche prendere in seria considerazione l’idea di usare un piccolo generatore di vapore come riserva per la propria caldaia.

Ora si conoscono tutte le informazioni in merito a caldaie oppure generatori di vapore. A questo punto, non bisogna fare altro che considerare lo strumento più adatto alle proprie esigenze, sceglierlo e metterlo subito a lavoro per produrre energia.

 

Banco dell’energia Onlus: Patuano nominato presidente, Mazzoncini è consigliere

in A2A/Economia/Energia/Partecipate e controllate by

Il Consiglio dei Promotori del Banco dell’energia Onlus, riunitosi venerdì, ha ufficializzato le nuove cariche: Marco Patuano è stato nominato Presidente, Renato MazzonciniConsigliere. Il Banco dell’energia Onlus è un ente senza scopo di lucro, promosso da A2A e dalle Fondazioni Aem e ASM, con l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere le famiglie che si trovano in situazione di difficoltà economica e sociale. L’ingresso dei vertici di A2A nel Consiglio dei Promotori del Banco conferma l’attenzione del Gruppo nei confronti delle persone e dei territori in cui opera. Tutti i membri del Consiglio del Banco dell’energia Onlus esercitano i loro incarichi a titolo gratuito.

Nata nel 2016 per volere di A2A e delle sue Fondazioni, il Banco dell’energia è una Onlus indipendente che, per la prima volta in Italia, ha reso la bolletta dell’energia elettrica o del gas uno strumento per poter donare.Le prime due edizioni del Bando “Doniamo Energia”, promosse in collaborazione con Fondazione Cariplo nel 2018 e nel 2019, hanno erogato complessivamente 4 milioni di euro: 2 milioni raccolti tramite il Banco dell’energia e 2 milioni messi a disposizione da Fondazione Cariplo. Ad oggi sono state aiutate circa 10.000 persone attraverso il lavoro di Organizzazioni Non Profit selezionate, che hanno realizzato 31 progetti su tutto il territorio lombardo. Il Banco dell’energia ha dato sia sostegno economico, attraverso ad esempio il pagamento di spese urgenti come le bollette (di qualsiasi operatore energetico) o la retta scolastica, che supporto psicologico o assistenza legale per favorire il reinserimento sociale.

Massetti: bene riduzione bollette per imprese, ma ora serve revisione del sistema

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Energia by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

«La misura del Decreto Rilancio che riduce di 600 milioni i costi fissi nelle bollette elettriche delle piccole imprese nel trimestre maggio-luglio è un segnale di attenzione alle sollecitazioni di Confartigianato e va nella giusta direzione di fiscalizzare una parte degli oneri generali di sistema di cui le piccole imprese subiscono il peso maggiore. Ora bisogna insistere su questa strada, prorogando l’intervento oltre luglio e procedendo ad una revisione strutturale degli oneri generali del sistema elettrico» così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «È prioritario ora eliminare lo squilibrio che oggi vede le piccole imprese che consumano il 33% dell’energia pagare il 48,5% degli oneri generali di sistema in bolletta. Per superare questa sperequazione va trasferita sulla fiscalità generale almeno una parte degli oneri non direttamente legati a obiettivi di sostenibilità ambientale. Una voce, quest’ultima, che solo per la provincia di Brescia incide sulle nostre Mpi bresciane per 25 milioni di euro».

Confartigianato, attraverso la voce del presidente Massetti sottolinea, inoltre, la necessità di affrontare il problema della riscossione degli oneri generali non versati da clienti morosi trasferendo gli oneri nella fiscalità generale e, in alternativa, adottando strumenti di recupero già sperimentati come il modello del canone Rai o la riscossione della tassa di concessione governativa sulla telefonia. Quanto alle agevolazioni per le aziende energivore vanno riformate, concedendole solo a fronte di un miglioramento, certificato, dei processi produttivi in termini di maggiore efficienza energetica. «Alcuni soggetti, infatti, sono avvantaggiati: più consumano, meno pagano a danno delle piccole imprese» conclude il presidente Massetti.

A2A spinge sulla decarbonizzazione: rivouzione per la centrale di Lamarmora

in A2A/Economia/Energia/Partecipate e controllate by

A2A accelera il percorso di decarbonizzazione del sistema energetico e decide di abbandonare da subito l’utilizzo del carbone alla Centrale Lamarmora di Brescia.

Una decisione che beneficia dello stato di avanzamento accelerato degli investimenti già effettuati per la realizzazione degli accumuli termici alle Centrali Lamarmora e Nord e dei progetti di recupero di ulteriore calore da attività industriali e dal termoutilizzatore, progetti in corso di realizzazione e finalizzati ad una crescente ambientalizzazione e sostenibilità dei siti produttivi.

La decisione punta inoltre a prevenire le criticità di scenario post Covid-19, che già fanno presagire una forte incertezza negli approvvigionamenti del carbone, materia prima il cui trasporto internazionale avviene via nave/gomma.

Questa importante decisione renderà l’anno in corso la prima stagione termica senza carbone in larghissimo anticipo rispetto alle indicazioni del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima del MISE, che ha sollecitato l’uscita dal carbone in Italia nel 2025.

Giova altresì ricordare che già l’iniziale scadenza prevista da A2A – ottobre 2022 – anticipava di un triennio le indicazioni ministeriali: l’ulteriore anticipo costituisce così uno standard ambientale di assoluta eccellenza a livello europeo, rispettando una promessa che i vertici si erano assunti al momento di presentazione del piano di decarbonizzazione.

L’addio al carbone si inserisce nel piano di investimenti da 105 milioni di euro varato per sostituire il calore prodotto dalla Centrale Lamarmora attraverso combustibili fossili (ovvero carbone e gas) con fonti più “green” e a migliorare complessivamente le prestazioni ambientali: il piano, avviato nel 2018, consentirà a regime di conseguire importanti benefici ambientali e il risparmio di 15mila TEP (tonnellate di petrolio equivalenti) l’anno pari al consumo di oltre 26mila autoveicoli.

In questo quadro risulta fondamentale l’identificazione di altre fonti “green”, che possano sostituire il calore attualmente prodotto dalla centrale, quali – ad esempio – il recupero e il riutilizzo di calore industriale (prima disperso nell’ambiente) dalle acciaierie, avviato con il progetto pilota di Ori Martin (che oggi copre il fabbisogno annuo di 2.000 famiglie) e che nei prossimi mesi disporrà di ulteriori allacciamenti ed estensioni in città, anche grazie allo sviluppo assicurato dal progetto congiunto con Alfa Acciai.

GLI ELEMENTI PRINCIPALI DEL PIANO

Queste le principali azioni del Piano, che in questa fase sconta inevitabilmente le difficoltà e i rallentamenti – e i possibili ritardi – legati all’emergenza sanitaria, nonché le disposizioni emanate dal Governo e dalla Regione:

  • accumuli termici per il teleriscaldamento: realizzati tre nuovi serbatoi per l’accumulo dell’acqua calda per una capacità complessivi di 10mila metri cubi presso la Centrale Lamarmora e la Centrale Nord; consentiranno di accumulare il calore prodotto nelle ore fuori picco e utilizzarlo quando c’è maggior domanda, migliorando l’efficienza del processo; il completamento è già avvenuto alla centrale Lamarmora e lo sarà a inizio del prossimo anno – emergenza sanitaria permettendo – anche alla Centrale Nord;
  • campo solare presso la Centrale Lamarmora: un impianto fotovoltaico, da 250 KW per una superficie di 1.500 mq, sarà installato entro questa estate alla Centrale Lamarmora per alimentare le pompe del teleriscaldamento riducendo i consumi (anche in questo caso, la conferma delle tempistiche dipenderà dall’emergenza in corso);
  • potenziamento DeNOx della Centrale Lamarmora: in funzione con l’anno in corso un nuovo sistema ad altissima efficienza per abbattere ulteriormente gli ossidi di azoto, già molto al di sotto dei limiti di legge;
  • recupero calore dai fumi del termoutilizzatore: l’apertura cantiere è prevista a metà di quest’anno, con l’attivazione della prima linea nella stagione termica 2021 e previsto completamento nella stagione termica 2022.

La sezione cogenerativa della Centrale Lamarmora rappresenta oggi, dopo il termoutilizzatore, la seconda fonte di generazione del calore per la città e produce ogni anno tra il 25 e il 30% dell’energia distribuita dalla rete di teleriscaldamento.

Il sistema di teleriscaldamento di Brescia è stato riconosciuto dalla Commissione Europea come un esempio di eccellenza a livello europeo: tra i fattori chiave di successo vengono indicati, tra gli altri, la sostenibilità ambientale, dato che il sistema evita ogni anno l’emissione in atmosfera di oltre 400 mila tonnellate di CO2 e il consumo di oltre 150 mila tonnellate equivalenti di petrolio, l’utilizzo di risorse energetiche locali (termovalorizzazione e recupero del “surplus heat”) e la competitività dei prezzi.

Negli ultimi anni A2A ha investito in interventi di miglioramento dei presidi ambientali della Centrale Lamarmora: in particolare, la centrale è stata interessata all’installazione di un nuovo sistema DeNOx per la riduzione degli ossidi di azoto e da interventi di potenziamento dell’esistente impianto DeSOx e del filtro a maniche, mentre sono state realizzate tre nuove caldaie a gas in sostituzione dei vecchi turbogruppi 1 e 2.

L’impianto già oggi non solo rispetta i limiti di emissione attuali, ma è in grado di rispettare anche quelli futuri in relazione all’attesa evoluzione normativa: oggi l’incidenza della Centrale Lamarmora – come peraltro quella del termoutilizzatore – ai parametri che misurano la qualità dell’aria a Brescia è trascurabile, come dimostrato anche dal recente studio dell’Università degli Studi di Brescia.

La sala di controllo e telegestione dell’impianto, inoltre, è stata completamente rinnovata, grazie ad interventi di digitalizzazione ed ammodernamento (25 km di fibra ottica posati e 2.700 i punti di elaborazione tra segnali, comandi e misure) che garantiscono semplificazioni tecniche, velocizzazione dei processi e miglioramento del monitoraggio e delle performance.

Gli investimenti attualmente in corso per la Centrale Lamarmora e il termoutilizzatore si aggiungono ai 140 milioni di euro stanziati tra il 2005 e il 2017 e finalizzati al continuo aggiornamento degli impianti del sistema energetico bresciano.

Lgh si allarga e compra l’impianto di generazione a biomasse di Agritre

in Economia/Energia/Evidenza/Lgh/Partecipate e controllate by

Linea Group Holding Spa ha sottoscritto oggi l’accordo per l’acquisizione dell’impianto di generazione alimentato a biomassa Agritre. La realtà – i cui cedenti sono Tozzi Green, uno dei principali gruppi italiani nel settore delle energie rinnovabili, e 3New, operatore di energia da fonti rinnovabili controllata da Ardian, società d’investimento privata leader a livello mondiale – si trova a Sant’Agata di Puglia (Foggia).

L’impianto, che ha una capacità installata di 25.2 MW, configurandosi così come uno dei più rilevanti esempi di centrale energetica a biomasse del Paese, è alimentato esclusivamente da biomassa solida di origine vegetale vergine rappresentata prevalentemente da paglia di cereali, principale sottoprodotto agricolo disponibile in provincia di Foggia, oltre che da potature arboree e altri residui agroforestali di quel territorio.

“E’ con particolare soddisfazione che annunciamo questa nuova operazione nel segno dell’economia circolare – sottolinea l’Amministratore Delegato di LGH Claudio Sanna – un’iniziativa che risponde pienamente agli obbiettivi sui quali LGH è impegnata: caratterizzarsi sempre più come player del comparto bioenergy, cogliendo con una visione orientata al futuro le opportunità che vengono dalle filiere economiche e produttive dei territori”.

In un approccio coerente con i principi dell’economia circolare – e con un contributo concreto alla filiera per la raccolta, distribuzione e valorizzazione delle biomasse agricole, ampiamente presenti nel territorio pugliese, in particolare della provincia di Foggia – l’impianto è in grado di colmare il fabbisogno energetico di oltre 46.000 famiglie, inducendo benefici all’ambiente e all’economia locale. A 184.000 MWh annui si colloca infine la produzione di energia elettrica.

L’acquisizione, oltre che ampliare il portafoglio impiantistico di LGH, si inserisce nel più complessivo impegno nel settore dell’energia green. Biomasse, idroelettrico, biogas, fotovoltaico sono i capitoli di una strategia coerente verso una leadership territoriale e per comparto che LGH intende perseguire anche col piano industriale 2020-2024 in via di approvazione.

Linea Group Holding (LGH) Sorta nel 2006 per volontà delle storiche utility del territorio, opera nei settori energy, ambiente, reti. Serve un bacino di oltre 1 milione di abitanti in circa 200 comuni nelle province del sud est della Lombardia (Cremona, Brescia, Lodi e Pavia). www.lgh.it

Pulizie quotidiane: le soluzioni per faticare di meno

in Economia/Energia by

Le pulizie di qualsiasi genere, e in qualunque tipo di ambiente sono fondamentali per una miglior qualità della vita; per effettuare le operazioni di pulizia oggi possiamo disporre di molti aiuti, sotto forma di macchine specifiche, progettate, costruite e commercializzate proprio per alleggerire l’uomo dall’incombenza delle pulizie quotidiane. L’igiene è fondamentale per la buona salute di chi soggiorna a lungo negli ambienti chiusi, come uffici, capannoni di lavoro, aziende, ma anche negli appartamenti, luoghi più piccoli ma non per questo non soggetti all’accumulo di polvere e sporcizia volatile.

Pulizie sempre ben fatte

A questo proposito possiamo citare gli aspiratori industriali, che sono comunque adatti anche alle pulizie di ambienti domestici, soprattutto in quelle zone dove un normale aspirapolvere non riesce ad effettuare una pulizia profonda ed accurata, i modelli professionali sono dotati di una maggiore potenza e possono essere utilizzati per un tempo maggiore senza provocare nessun danno alla macchina stessa, come ad esempio il surriscaldamento.

Aspiratori ideali per tutto

Gli aspiratori di tipo industriale sono dotati anche di un sistema di filtri più sofisticato che può eliminare anche le polveri più sottili, polveri simili a quelle che vengono prodotte normalmente nei cantieri e nelle officine. Gli aspiratori destinati alle grandi pulizie di fabbriche, aziende, luoghi caratterizzati da grandi metrature, come: palestre, ospedali, e centri di socializzazione, hanno caratteristiche di grande robustezza e resistenza, ma sono leggeri e maneggevoli come gli aspirapolvere normali usati dalle casalinghe.

Tipologie e modelli

La possibilità di acquistare un aspirapolvere industriale è una questione di scelte e di budget, ma soprattutto anche di un’oculata informazione in merito a tutte le tipologie, e a tutti i modelli di aspiratori industriali in commercio, è bene ricordare di non acquistare una macchina troppo grande e potente, basandosi sul dettaglio importante di chi poi dovrà utilizzarla per fare le pulizie. I risultati comprovati da esperienze documentate, sia da ricerche di mercato che da test specifici messi in atto dagli addetti ai lavori, hanno portato queste macchine a raggiungere un successo non indifferente.

Macchine di lunga durata

Oggi infatti chi si trova nella necessità di acquistare un aspirapolvere opta quasi sempre per il modello industriale, performante, potente, resistente, sicuramente la scelta giusta, perché queste macchine hanno anche una grande longevità. Quindi è una spesa che viene fatta una volta, e una volta soltanto. L’aspirapolvere industriale è in grado di offrire i suoi servizi per un lungo periodo e richiede una minima manutenzione; i modelli più avanzati inoltre occupano anche poco spazio e sono quindi ideali anche per l’acquisto privato.

Per A2A un utile netto da record: 344 milioni di euro

in A2A/Economia/Energia/Partecipate e controllate by
I vertici di A2A, foto da ufficio stampa

Si è riunito oggi il Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A. che, sotto la Presidenza del Prof. Giovanni Valotti, ha approvato i progetti del Bilancio separato e della Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2018.

Gruppo A2A – Risultati consolidati al 31 Dicembre 2018

Nel corso dell’esercizio 2018 il Gruppo A2A ha portato a termine il processo di aggregazione territoriale delle utilities di Como, Monza, Lecco, Sondrio e Varese, tramite un percorso di partnership societaria e industriale, finalizzato alla nascita della “Multiutility del Nord” e ha consolidato la sua presenza nel settore fotovoltaico grazie all’acquisizione nell’anno di ulteriori impianti fotovoltaici.

Nel 2018, i Ricavi del Gruppo A2A, sono risultati pari a 6.494 milioni di euro, in aumento del 12% rispetto all’anno precedente. L’aumento dei ricavi è prevalentemente riconducibile ai ricavi di vendita di energia elettrica e gas a seguito dei maggiori volumi venduti sui mercati all’ingrosso, all’incremento dei prezzi, alle maggiori vendite su mercato libero, in particolare grandi clienti, nonché ai maggiori ricavi relativi ai certificati verdi. Il consolidamento integrale del nuovo gruppo ACSM-AGAM ha contribuito per 187 milioni di euro ai ricavi del Gruppo del secondo semestre dell’anno.

Il Margine operativo lordo si è attestato a 1.231 milioni di euro, in aumento di 32 milioni di euro rispetto al 2017 (+2,7%). Il contributo derivante dal consolidamento del gruppo ACSM-AGAM, a partire dal primo luglio 2018, è stato pari a 32 milioni di euro.

Al netto delle partite non ricorrenti (64 milioni di euro nel 2017; 39 milioni di euro nel 2018) e delle variazioni di perimetro riferite principalmente all’operazione ACSM-AGAM, il Margine operativo lordo è cresciuto di 33 milioni di euro (+3%).

Il Risultato Operativo Netto risulta pari a 588 milioni di euro, in diminuzione di 122 milioni di euro rispetto al 2017 (710 milioni di euro nel 2017). La diminuzione è riconducibile:

· alle maggiori svalutazioni di asset e avviamenti operate nell’anno in corso (160 milioni di euro nel 2018; 34 milioni di euro nel 2017);
· all’incremento degli ammortamenti derivante dalle variazioni di perimetro intervenute nei due periodi di confronto e dalla realizzazione di nuovi investimenti;

Le svalutazioni del 2018 si riferiscono per 44 milioni di euro all’avviamento allocato sulla CGU Reti Elettriche (34 milioni nel 2017) e per 116 milioni di euro agli asset della centrale di Monfalcone. L’Utile Netto di pertinenza del Gruppo nel 2018 ha raggiunto 344 milioni di euro (293 milioni di euro nel 2017) in incremento di 51 milioni di euro (+17%).

Nel 2017 l’Utile Netto di pertinenza del Gruppo è stato influenzato dagli effetti conseguenti l’esercizio, in data primo luglio 2017, della PUT Option sull’intera quota del capitale sociale detenuta da A2A S.p.A. nella società montenegrina EPCG: l’esercizio di tale PUT Option ha comportato l’iscrizione di 86 milioni di euro di componenti negative di reddito sull’utile netto del 2017.

Nel corso del 2018, invece:

– è stato rinegoziato nel mese di aprile l’accordo per l’esercizio della PUT, riducendo in numero (da 7 a 4) e accelerando le date di pagamento delle rate previste per la cessione delle quote (rate comprese tra il 1° maggio 2018 e il 31 luglio 2019) determinando, a conto economico, un impatto positivo pari a 21 milioni di euro (5 milioni di euro di effetto attuariale relativo all’esercizio delle prime due rate della sopramenzionata PUT scadute nel corso del 2018 e 16 milioni di euro relativi all’incasso di dividendi dalla società partecipata EPCG);
– è stata ceduta la partecipazione nella miniera di carbone Rudnik Uglija ad Pljevjia, generando una plusvalenza pari a 6 milioni di euro;
– è stato iscritto un badwill per circa 8 milioni di euro a fronte dell’ acquisizione degli impianti operanti in Italia nel settore fotovoltaico, di proprietà di Talesun;
– sono state effettuate – come sopra menzionato – svalutazioni da impairment per 160 milioni di euro; 128 milioni di euro al netto degli effetti fiscali relativi (svalutazioni nette del 2017 pari a 34 milioni di euro nel 2017).

Escludendo i sopramenzionati effetti e le svalutazioni effettuate nei due anni di confronto, l’Utile Netto “Ordinario” di pertinenza del Gruppo nel periodo risulta pari a 438 milioni di euro (413 milioni di euro nel 2017).

La Posizione Finanziaria Netta al 31 dicembre 2018 è pari a 3.022 milioni di euro (3.226 milioni di euro al 31 dicembre 2017). Nel corso dell’anno la generazione di cassa, dopo il pagamento di dividendi per 180 milioni di euro ed investimenti di Gruppo per 500 milioni di euro di euro, è stata pari a 235 milioni, riassorbita per 31 milioni di euro dagli effetti netti derivanti dalle variazioni di perimetro.

Rovato, accordo fra il Comune e A2A per 3 aree di ricarica per veicoli elettrici

in Automotive/Economia/Energia by
La firma del protocollo tra Fornaro (A2A) e Belotti (Comune di Rovato)

A2A, attraverso la società controllata A2A Energy Solutions, e il Comune di Rovato hanno siglato ufficialmente venerdì scorso nel Palazzo Municipale un protocollo d’intesa per la realizzazione e la gestione nella capitale della Franciacorta di una rete di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Rovato diventa così una delle prima città non capoluogo di provincia ad entrare nel circuito e-moving sviluppato da A2A e già attivo nelle città di Brescia, Milano, Bergamo, Cremona e in Valtellina. Rilevante il ruolo di LGH nel portare sui territori serviti la leadership di A2A, contribuendo anche con iniziative concrete per la mobilità green.

L’accordo avrà durata 8 anni, e prevede l’installazione e la gestione di 3 colonnine di ricarica in tre punti del territorio: le infrastrutture permetteranno la ricarica in contemporanea di 2 veicoli elettrici e saranno collocate in postazioni strategiche per la mobilità cittadina decise di comune accordo tra le parti, coniugando così la conoscenza del tessuto urbano del Comune e la consolidata esperienza di A2A Energy Solutions in temi di mobilità. Per tutte è assicurato un sistema improntato alla semplicità di utilizzo che possa garantire un facile accesso al servizio e un supporto continuo agli utilizzatori, con gestione da remoto di ogni stazione di ricarica. Le prime colonnine saranno installate nei mesi iniziali del 2019.

Ad ulteriore conferma dell’importanza del progetto, Linea Più – società di vendita energia di LGH – ha previsto un vero e proprio “pacchetto” dedicato all’iniziativa, col fine di incentivare la mobilità elettrica sul territorio. L’offerta consente di accedere ad una ampia rete di servizi gestiti e sviluppati da A2A e dai suoi partner: dal noleggio a lungo termine dell’auto a condizioni privilegiate, al wallbox per la ricarica a casa, passando per la tessera gratuita per ricaricare l’auto gratuitamente in tutte le colonnine del circuito e-moving, garantendo così una piena copertura del servizio non solo a casa, ma anche in città. E non solo dentro Rovato, ma anche a Brescia, Milano, Bergamo e Cremona (i dettagli su emoving.linea-piu.it). Per il Gruppo A2A è un ulteriore passo in avanti per il raggiungimento degli obiettivi del proprio Piano di Sostenibilità, con il fine di aiutare le comunità in cui opera ad essere protagoniste di una nuova economia circolare, low carbon, basata su reti e servizi smart.

“La mobilità green è uno dei tasselli fondamentali per consolidare Rovato come capitale e porta di accesso smart e sostenibile di una Franciacorta sempre più verde e digitale”, commenta il Sindaco di Rovato Tiziano Belotti, “consentendo inoltre alla nostra comunità di proseguire nel convinto percorso di adesione ai principi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale delle nostre attività.”

Massimiliano Masi, Amministratore Delegato di LGH ha commentato: “Non solo capoluoghi, ma anche città dinamiche e con una grande storia come Rovato, possono essere al centro del cambio di paradigma della mobilità urbana. A Rovato aggiungiamo così un positivo tassello di una collaborazione concreta tra Comune, LGH e A2A, con la volontà condivisa di arricchire i servizi per la comunità locale. Allo stesso modo Linea Più propone – in un’ottica di facilità d’uso – soluzioni rapide per incentivare la mobilità green in città”.

Alla firma hanno partecipato il Sindaco di Rovato Tiziano Belotti e l’Assessore all’Ambiente Daniela Dotti, il responsabile Soluzioni Energia Sostenibile di A2A Energy Solutions Riccardo Fornaro, il dirigente dell’Area Tecnica del Comune di Rovato Giovanni De Simone e il responsabile Business Development di LGH Giovanni Perrone.

 

Dal 2010, con il progetto E-moving, A2A ha sviluppato una rete di oltre 100 colonnine di ricarica elettrica per veicoli a 2, 3 e 4 ruote, tutte alimentate con energia 100% green. Grazie alla recente sottoscrizione di un protocollo di intesa, anche le città di Bergamo e Cremona sono entrate a far parte del circuito di ricarica pubblica che comprende infrastrutture localizzate a Milano, Brescia e in Valtellina. Lo sviluppo della rete, attraverso l’implementazione di infrastrutture di ricarica che adottano tecnologie innovative, è reso possibile anche grazie all’esperienza e alle sperimentazioni in corso a Milano in via Ponte Nuovo, dove A2A ha realizzato il più grande E-Hub in Italia per la ricarica dei veicoli elettrici della propria flotta: un’area green per contribuire, da protagonista, alla crescita di una mobilità più smart, più innovativa e più sostenibile. Il know-how ha permesso, inoltre, l’implementazione di modelli di business e offerte al servizio delle Pubbliche Amministrazioni, dei cittadini, delle flotte aziendali e dei car-sharing.

Casa e risparmio energetico in fiera a Montichiari per due week end

in Economia/Energia/Eventi/Fiere by
Casa e risparmio energetico

Due fine settimana dedicati al mondo della casa, al risparmio energetico e alla nuove tecnologie per abitare. Il 15, 16, 21, 22 e 23 settembre, al Centro Fiera di Montichiari (BS), Progetto Casa Energy propone un’esposizione completa dedicata al mondo della casa tra tradizione e innovazione.

Progetto Casa Energy nasce dall’esperienza di Progetto Casa, fiera dell’arredamento e complementi d’arredo, e La Casa Ecosostenibile, salone specializzato dedicato a risparmio energetico, energie rinnovabili e bioedilizia.

Con cento aziende espositrici, Progetto Casa Energy è la naturale evoluzione dalla tradizione: una manifestazione più ampia e completa che concentra l’attenzione sulla casa tradizionale con arredi, complementi d’arredo e servizi e che, al tempo stesso, si focalizza sul mondo della casa da costruire, ristrutturare e riqualificare. Sono numerose le aziende che sanno abbinare le nuove soluzioni tecnologiche alla tradizione del design made in Italy. La visita a Progetto Casa Energy sarà un’occasione per scoprire le nuove opportunità offerte dal mercato e valutare soluzioni su misura, grazie al contatto diretto con le realtà produttive e commerciali del territorio.

LA CASA TRA PRESENTE E FUTURO

Progetto Casa Energy offre una panoramica completa di tutte le proposte e i servizi legati al mondo della casa “tradizionale”. Al tempo stesso, promuove una nuova concezione di casa innovativa, adeguata ai più recenti standard di sostenibilità ed efficienza energetica. Etica green-oriented, ma anche risparmi di gestione e prestazioni sempre più efficienti. L’obiettivo finale è un edificio innovativo a zero emissioni, con tempi rapidi di costruzione, al top del comfort, a saldi energetici positivi senza emissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera. Una casa al tempo stesso più sicura, più confortevole e meno costosa. L’efficienza energetica si può ottenere anche ristrutturando, recuperando e riqualificando strutture già esistenti e migliorando i sistemi di isolamento e riscaldamento. Progetto Casa Energy è la fiera ideale per valutare e confrontare le più recenti soluzioni su misura per ogni specifica esigenza.

UNA FIERA COSTRUITA PER LE AZIENDE A MISURA DI CONSUMATORE

Progetto Casa Energy offre dunque alle aziende il contatto diretto con un pubblico molto motivato, attento a valutare le migliori offerte del settore casa e delle nuove tecnologie per l’abitare. Una fiera retail che si rivolge ad un bacino potenziale ampio e diversificato e, al tempo stesso, si propone come occasione di aggiornamento per gli operatori di settore: architetti, geometri, ingegneri, progettisti e professionisti in genere. Proprio per questo Progetto Casa Energy è in grado di offrire la più ampia gamma di soluzioni a chi sta pensando di migliorare, ristrutturare e arredare la propria casa, coniugando  creatività, funzionalità e risparmio.

FORMAZIONE IN FIERA

Nella giornata di venerdì 21 settemnbre Progetto Casa Energy ospita il convegno dal titolo “Qualità certificata CasaClima negli edifici costruiti in Lombardia”, a cura di CasaClima Network Lombardia. Il seminario, in programma dalle ore 13.30 alle 18.40 in Sala Scalvini (primo piano, ingresso centrale) sarà coordinato dall’ing. Andrea Pietro Capuzzi. A moderare il dibattito, l’ing. Alba Damiola.

L’appuntamento con Progetto Casa Energy è al Centro Fiera di Montichiari il 15, 16, 19, 21, 22, 23 novembre. Biglietto d’ingresso: 8 euro (5 euro ridotto ultrasessantacinquenni, gratuito fino a 12 anni).

 

CONVEGNO

QUALITÀ CERTIFICATA CASACLIMA NEGLI EDIFICI COSTRUITI IN LOMBARDIA

 

VENERDÌ  21 SETTEMBRE 2018

dalle 13.30 alle 18.40

Sala Scalvini  (1° piano – ingresso centrale)

 

a cura di CasaClima Network Lombardia

 

Coordinatore: Ing. Andrea Pietro Capuzzi

Moderatrice: Ing. Alba Damiola

 

PROGRAMMA

13.30               Registrazioni

14.00               Saluti Network CasaClima e autorità

INTERVENGONO

14.10               Arch. Giorgio Secchi – CasaClima Network Lombardia

La Certificazione CasaClima. Aspetti procedurali e normativi

14.30               Geom. Alessandro Barbareschi – CasaClima A: Nuovo edificio a struttura

15.15               Mauro Bonassi – Esperto schermature solari

Schermature integrate in verocamera:

                        prestazioni energetiche ed aspetti normativi

16.00               Coffee break

16.15               Ing. Andrea Pietro Capuzzi – CasaClima Network Lombardia

CasaClima R: La riqualificazione energetica in CasaClima

17.00               Ing. Federico Tedeschi – Esperto sistemi a cappotto

            Isolanti e finiture su cappotto termico:

                        l’adeguato materiale isolante in funzione dei diversi supporti

                        e panoramica sulle finiture esistenti

17.45               Ing.  Alba Damiola – CasaClima Network Lombardia

CasaClima A: Nuovo edificio a struttura in legno

18.25               Risoluzione ponte termico proposto dai partecipanti

 

 

PROGETTO CASA ENERGY

LA FIERA DELL’ARREDAMENTO, COMPLEMENTI D’ARREDO,

RISPARMIO ENERGETICO E NUOVE TECNOLOGIE PER ABITARE

+

 

15 – 16 / 21 – 22 – 23 SETTEMBRE 2018

 

ORARI

VENERDì                14.00 – 20.00

SABATO                  10.00 – 20.00

DOMENICA          10.00 – 20.00

BIGLIETTO D’INGRESSO

€ 8,00

€ 5,00 (ridotto ultrasessantacinquenni)

Gratuito fino a 12 anni

www.centrofiera.it

facebook: Progetto Casa Energy

Rete elettrica, Enel pronta a sostituire 511mila contatori nel Bresciano

in Economia/Energia by
Sostituzione contatori

Il dato è emerso durante l’incontro tra E-Distribuzione – la Società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di Media e Bassa Tensione – e le Associazioni dei Consumatori della Lombardia organizzato per illustrare la strategia dell’Azienda basata su ascolto dei clienti, innovazione e investimenti mirati sul territorio.

L’incontro è stato anche l’occasione per avviare un confronto con i rappresentanti dei consumatori sul servizio offerto da E-Distribuzione e le aspettative del cliente. In occasione della tappa lombarda è stato presentato anche il piano di installazione degli Open Meter, la nuovissima generazione di contatori che fornirà informazioni sui consumi ancora più dettagliate e abiliterà servizi innovativi, il tutto per una maggiore consapevolezza ai fini del risparmio energetico.

Tutte le province saranno coinvolte nel programma di rinnovo tecnologico dei contatori: 686 mila in provincia di Bergamo, 511 mila in quella di Brescia, 215 mila in quella di Mantova,  736 mila in provincia di Milano, 362 mila in provincia di Como, 230 mila in provincia di Lecco, 736 mila in provincia di Monza Brianza, 131 mila in provincia di Lodi, 153 mila in provincia di Cremona, 560 mila in provincia di Varese, 318 mila in provincia di Pavia e 110 mila in provincia di Sondrio.

E-Distribuzione ed Associazioni dei consumatori hanno sottoscritto un accordo contenente gli impegni che saranno rispettati nel processo di sostituzione massiva dei contatori. Nell’incontro a Milano è stato rinnovato l’impegno di un confronto continuo, improntato alla massima disponibilità, chiarezza e trasparenza: le basi per soddisfare le richieste dei consumatori.

La società ha presentato anche le iniziative che puntano a garantire un servizio di qualità, elaborate proprio partendo dalle esigenze espresse dai clienti. Tra le tante iniziative, il nuovo modello di contatto multicanale, che punta a favorire e migliorare il dialogo e l’interazione tra il cliente e l’azienda: il Contact Center Commerciale, che si è aggiunto al tradizionale Servizio di Segnalazione Guasti; il sito internet e-distribuzione con i tanti servizi on line a misura di clienti e produttori, soprattutto di quelli rappresentate dalle Associazioni; i canali social (Facebook, Twitter, Youtube), sui quali E-Distribuzione è presente già da qualche mese.

I nuovi canali e i nuovi servizi rendono possibile un’interazione semplice, rapida e adeguata alle esigenze di tutti i clienti, anche di quelli più evoluti che utilizzano di frequente le moderne piattaforme social.

Per assicurare una relazione sempre più accurata e completa con il cliente, E-Distribuzione ha investito anche sulle strutture di front-end che sono chiamate ogni giorno a confrontarsi con clienti sempre più esigenti. Attraverso lo smartphone e un’APP dedicata, tecnici ed operai hanno infatti ora a disposizione tutte le informazioni necessarie per soddisfare le richieste dei clienti.

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