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Fondo nuove competenze: accordo quadro Api-sindacati

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Con la sottoscrizione in data 29/01/2021 dell’accordo quadro APINDUSTRIA Confapi Brescia e CGIL-CISL-UIL favoriscono l’accesso allo strumento di recente istituzione presso l’ANPAL del Fondo Nuove Competenze (FNC), la cui finalità è quella di “innalzare il livello del capitale umano nel mercato del lavoro, offrendo ai dipendenti  l’opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze e di dotarsi degli strumenti utili per adattarsi alle nuove condizioni del mercato del lavoro, sostenendo le imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi determinati dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il Fondo Nuove Competenze consente alle Impresedi rimodulare l’orario lavorativo dei dipendenti, mantenendo le retribuzioni in essere e salvaguardando l’occupazione, destinando questo tempo a percorsi formativi e di riqualificazione fino ad un massimo di 250 ore per dipendente; la riduzione di orario è finanziata dal fondo con  la riduzione del costo del lavoro e con il riconoscimento delle ore di formazione svolte; tramite l’INPS viene riconosciuto alle imprese un contributo per garantire ai lavoratori, che parteciperanno a tali percorsi formativi, di non avere alcuna conseguenza né sulla retribuzione spettante, diretta e indiretta, né sugli aspetti contributivi e previdenziali.

L’impegno congiunto di APINDUSTRIA e delle OO.SS. consentirà alle PMI del sistema Confapi bresciano prive di rappresentanze sindacali di poter avviare l’iter per l’accesso al FONDO nel rispetto dei principi ispiratori dell’avviso.

Fondo Nuove Competenze: siglato l’accordo tra Confindustria Brescia e sindacati

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  • L’intesa consente di accompagnare le imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi, offrendo ai lavoratori l’opportunità di acquisire nuove e maggiori competenze professionali.

Confindustria Brescia e Cgil, Cisl e Uil provinciali hanno sottoscritto mercoledì l’accordo territoriale per facilitare l’accesso al Fondo Nuove Competenze introdotto dal Decreto Rilancio.

L’intesa consente di accompagnare le imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi, offrendo ai lavoratori l’opportunità di acquisire nuove e maggiori competenze professionali.

Per rilanciare l’economia e sostenere le imprese nei processi di innovazione e sviluppo è, infatti, necessario investire sulla formazione continua, leva per accelerare i processi di modernizzazione, favorire la competitività del sistema produttivo e l’occupabilità dei lavoratori.

Le imprese del territorio potranno sottoscrivere, una volta intervenuta l’attesa proroga per il 2021, gli accordi necessari per destinare parte dell’orario di lavoro, fino a un massimo di 250 ore per dipendente, ad azioni di formazione, beneficiando così anche dei contributi previsti pari al costo lordo delle ore di lavoro destinate alla formazione. I lavoratori che parteciperanno a tali percorsi formativi non avranno nessuna conseguenza sulla retribuzione spettante, diretta e indiretta, né sugli aspetti contributivi e previdenziali.

Sul piano operativo è stato convenuto che la condivisione degli accordi, per le aziende prive di rappresentanza sindacale interna, avverrà nell’ambito della Commissione per la formazione di Confindustria Brescia e Cgil, Cisl, Uil provinciali, già attiva per la formazione finanziata da Fondimpresa.

In merito, Confindustria Brescia e Cgil, Cisl e Uil provinciali hanno espresso “soddisfazione per l’intesa raggiunta, che conferma l’impegno strategico delle parti sociali sul nostro territorio per la promozione e realizzazione di azioni formative di qualità. Si rinnova la possibilità di contribuire concretamente alla diffusione della formazione continua all’interno delle aziende, con l’obiettivo di accompagnare la crescita e lo sviluppo di nuove figure professionali. Perché per favorire l’innovazione di processo e di prodotto nel nuovo modello dell’economia circolare oggi servono specialisti, dalla produzione alla logistica, dalla qualità alla manutenzione, che alle tradizionali riconosciute abilità manuali affianchino anche crescenti competenze tecnologiche e digitali”.

Pulizia nelle scuole, i sindacati: situazione a rischio per 219 lavoratrici

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“La vicenda dell’internalizzazione dei servizi di pulizia delle scuole statali si avvia a conclusione e il Governo e il Miur non hanno risolto i problemi che un provvedimento da lungo atteso dalle OO.SS. e dalle lavoratrici, ma decisamente raffazzonato sta determinando”. A dirlo è una nota congiunta di Filcams Cgil Brescia, FP Cgil Brescia, Flc Cgil Brescia.

“In provincia di Brescia – si legge – sono 93 le lavoratrici che dal 1 di marzo verranno assunte, quasi tutte full time. Finalmente, dopo anni di precariato, queste lavoratrici avranno una collocazione lavorativa stabile. Diversa la situazione per le circa 130 dipendenti delle 6 cooperative sociali della zona: Andropolis, Coop. Soc. Pallazzolese, Dispari, il Girasole, Loggetta Insieme, Sentieri e Verbena Solidali che non hanno potuto presentare domanda di partecipazione al concorso. Le cooperative sociali hanno assicurato che proporranno nuove collocazioni lavorative alle proprie dipendenti che non passeranno alla scuola, ma con riduzioni orarie. Così, purtroppo, non sarà per coloro che insieme a loro garantivano i servizi di pulizia nelle scuole. Un’ottantina di loro, le dipendenti di Rekeep, andranno ad allungare la lista dei disoccupati. Rekeep non ha ancora ufficialmente inviato le lettere di licenziamento, ma aveva già comunicato il 20 febbraio che non sarebbero più state retribuite dopo il 29 febbraio”.

  Lavoratrici

attualmente impiegate

(tutte part time)

Lavoratrici assunte dal

1 marzo 2020

Lavoratrici licenziate

o con riduzione oraria

  127 Rekeep 44 Rekeep  
  185 coop. soc. 49 coop.  
Tot. 312 93 219

 

“Il risultato di un provvedimento raffazzonato – continua la nota – sarà che avremo a Brescia, come in tutt’Italia, più disoccupati e lavoratrici part time con orari ancora più bassi. Sarebbe bastato che il MIUR e il Governo ascoltassero le richieste sindacali per evitare il licenziamento di migliaia di persone in tutt’Italia. La scelta del MIUR di vincolare la partecipazione al concorso per collaboratore scolastico (ex bidelli) ad aver effettuato 10 anni di servizio, mentre nello stesso decreto scuola si prevedono 3 anni di lavoro per la partecipazione al concorso per l’immissione in ruolo del personale docente ha determinato una situazione particolarmente assurda nel bresciano. I 70 posti full time accantonati per la provincia di Brescia verranno coperti da personale precario. Questa volta i licenziamenti non avverranno per scelte di multinazionali (vedi Auchan, Ancelor-Mittal, Whirpool, ecc.), ma per una precisa scelta del Governo”.

 

Accordo coi sindacati: Banca Ore Solidale attivata alla DTR Vms Italy di Passirano

in Cgil/Cisl/Economia/Sindacati/Uil by

Venerdì 7 febbraio è stato sottoscritto un importante accordo riguardante l’attivazione della “Banca Ore Solidale” tra DTR Vms di Passirano (assistita da AIB) e RSU aziendali (con le OO.SS. territoriali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil).

“L’accordo – si legge in una nota congiunta delle parti – contenente anche le modalità attuative, conferma la volontà comune già condivisa nell’ambito dell’accordo triennale di secondo livello siglato a fine 2018, di intraprendere percorsi volti a favorire la solidarietà e utili a sostenere i lavoratori e le loro famiglie nel caso in cui dovessero affrontare particolari difficoltà. A partire da quest’anno, quindi, i lavoratori di DTR avranno a loro disposizione lo strumento della Banca Ore Solidale”.

“Le lavoratrici e i lavoratori con il sostegno dell’azienda – continua il comunicato – d’altra parte, non sono certo nuovi ad iniziative di solidarietà, da sempre messe in campo per sostenere i colleghi in difficoltà e per favorire la creazione di un senso di collettività all’interno del luogo di lavoro. L’accordo di DTR Vms Italy potrà senz’altro rappresentare un esempio positivo da seguire”.

 

 

Industrie Pasotti di Sabbio: cassa integrazione straordinaria per 214 addetti

in Cgil/Cisl/Crisi/Economia/Lavoro/Sindacati/Uil by

Ieri al Ministero dello Sviluppo a Roma si è svolto un incontro in merito alla situazione delle Industrie Pasotti (rami d’azienda a Prevalle e Sabbio Chiese). Fim Cisl Brescia e Fiom Cgil Brescia, unitamente al rappresentante della curatela del Tribunale di Brescia, hanno sottoscritto nell’occasione accordo per la concessione della cassa integrazione straordinaria per il ramo di Sabbio Chiese (214 addetti) del fallimento Industrie Pasotti. “L’ammortizzatore per cessata attività, della durata di 12 mesi – si legge in una nota dei sindacati – decorre dal 01/05/2019 sino al 30/04/2020. E’ previsto il pagamento diretto da parte dell’INPS del trattamento di integrazione salariale ai 165 lavoratori coinvolti.

Sindacati e Apindustria firmano un accordo per la formazione dei lavoratori

in Api/Associazioni di categoria/Cgil/Cisl/Economia/Sindacati/Uil by
Douglas Siveri presidente Apindustria

Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di Brescia e Valle Camonica e Apindustria di Brescia hanno sottoscritto giovedì mattina un’intesa territoriale che  prevede che le attività di formazione del personale nel settore delle tecnologie previste dal Piano Industria 4.0 dovranno essere definite da un accordo sindacale aziendale o territoriale anche nella nostra provincia, come previsto dall’accordo interconfederale siglato il 23 luglio 2018, tra Confapi e Cgil, Cisl, Uil che mira ad agevolare la definizione degli accordi sulla c.d. “formazione 4.0” per le aziende prive di rappresentanza sindacale in azienda, al fine di facilitarne l’accesso ai benefici fiscali previsti dalla Legge di bilancio per il 2018.

Vengono infatti attribuite alla commissione paritetica territoriale per la formazione della provincia di Brescia le competenze per sottoscrivere tali accordi infatti, la legge di bilancio 2018 ed il successivo Decreto Interministeriale 4 maggio 2018, ha messo a disposizione per le aziende che svolgano attività di formazione per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie (da big data a integrazione digitale dei processi aziendali) previste dal Piano nazionale Industria 4.0, un credito d’imposta per i  lavoratori e lavoratrici impegnati (40% del costo del personale che svolge formazione).

Cgil, Cisl e Uil di Brescia e Valle Camonica, ritengono  che la competitività del sistema produttivo e delle imprese si debba fondere sempre più sul patrimonio di competenze delle lavoratrici e dei lavoratori, perché è tramite la formazione che si riesce a innovare e mantenere un’occupazione che garantisca un futuro al territorio.

Sindacati a Brescia, i dati ufficiali: Cgil 68%, Cisl 21%, Uil 8%

in Cgil/Cisl/Economia/Sindacati/Tendenze/Uil by

Delegati Cgil oltre il 68% dei consensi, Cisl al 21% e Uil al 8% per cento. È l’esito delle elezioni Rsu in provincia di Brescia, secondo gli ultimi dati aggiornati a fine febbraio della Commissione provinciale dei garanti di Brescia, relativamente alle aziende aderenti a Confindustria. Centoventi in tutto le aziende monitorate (13 della Val Camonica), per un totale di poco meno di 16mila dipendenti, quattro quinti dei quali metalmeccanici.

Tale rilevazione, insieme a quella degli iscritti, è necessaria ai fini della rappresentatività nella contrattazione collettiva, come previsto anche dalla recente pre-intesa  Confindustria e Cgil, Cisl e Uil sulle relazioni  industriali; anche se poche sono ancora le province che al momento hanno istituito le commissioni provinciali (con sede nell’Ispettorato territoriale Lavoro) per la sua certificazione in attuazione degli accordi interconfederali (10 gennaio 2014 e 4 luglio 2017) in materia di contrattazione.

  aziende dipendenti Voti validi Cgil Cisl Uil
Metalmeccanici 92 12.775 8.657

67,77%

5.993

69,23%

2.045

23,62%

619

7,15%

Gommaplastica 6 932 637

68,35%

450

70,64%

46

7,22%

109

17,11%

Chimici 4 180 152

84,44%

82

53,95%

22

14,47%

15

9,87%

Lavanderie industriali 1 20 14

70%

14

100%

Tessili 4 248 181

72,98%

101

55,80%

80

44,20%

Autoferrotramvieri* 2 639 517

80,91%

218

42,17%

59

11,41%

104

20,12%

Alimentaristi 10 793 517

65,19%

485

93,81%

19

3,68%

13

2,51%

Cartai 1 222 160    72,07% 100

62,50%

60

37,50%

Totale*

* sono presenti altri   sind.

120 15.809 10.835

68,54%

7.429

68,56%

2.345

21,64%

860

7,94%

 

 

Aib, Pasini incontra i sindacati: nuovo paradigma per le relazioni industriali

in Aib/Associazioni di categoria/Cgil/Cisl/Sindacati/Uil by

Si è tenuto ieri in Associazione Industriale Bresciana il primo incontro fra i nuovi vertici dell’Associazione e le tre sigle sindacali. Presenti per AIB il Presidente Giuseppe Pasini e il Vice Presidente con delega al Lavoro, alle Relazioni Industriali ed al Welfare Roberto Zini; per i tre sindacati, il Segretario della CGIL di Brescia Damiano Galletti; il Segretario della CISL di Brescia Francesco Diomaiuta e il Segretario della UIL di Brescia Mario Bailo.

L’incontro ha avuto come tema portante il futuro dell’impresa a Brescia, sempre più da intendere come realtà organizzata che si apre e interagisce da protagonista con l’ecosistema in cui opera.

Ecosistema in grande evoluzione, che chiede grande capacità di metabolizzazione rapida e di apertura verso il cambiamento: con l’avvento dell’industria 4.0, stiamo vivendo la quarta rivoluzione industriale, una rivoluzione che segue un ritmo e una velocità elevatissima e che coinvolge tutti i temi occupazionali in senso ampio, obbligando le parti sociali ad impegnarsi per valorizzare il capitale umano rivedendo i modelli formativi, investendo sulla formazione continua, adeguandone le competenze di processo e di sistema.

Le parti hanno convenuto sulla necessità di uscire dai vecchi paradigmi per proiettare il territorio in una visione attuale e moderna dove le relazioni industriali sono intese prima di tutto come relazioni sociali, che vadano oltre il rigido schema dei rapporti tra datore di lavoro e rappresentanti dei lavoratori.

Il tema più scottante è, ovviamente, la disoccupazione. Inutile negare come dal 2007 il tessuto economico e sociale italiano sia stato messo a dura prova dalla più grave crisi economica del secondo dopoguerra; i dati ufficiali sulla disoccupazione in provincia di Brescia nell’anno 2016, parlano di 49.000 persone in cerca di occupazione, pari all’8,6% della popolazione attiva, contro l’11,7% nazionale.

La disoccupazione giovanile (15/24 anni), registra a Brescia un tasso del 32,9% ovvero 12.000 giovani che cercano lavoro invano, mentre in Italia, nello stesso segmento, raggiungiamo il 37,8%.

Sul versante di ‘genere’, il 2016 ha visto concretizzarsi un aumento delle donne in cerca di lavoro –  27.000 in provincia di BS – e del relativo tasso di disoccupazione 10,8% (contro il 12,8% nazionale). C’è ancora molta differenza tra i termini che sottendono l’occupazione femminile e quella maschile, problema che richiede una particolare attenzione.

I Sindacati e AIB hanno anche discusso delle opportunità, ma anche delle difficoltà, legate ai massicci fenomeni migratori, di fronte ai quali le parti sociali devono lavorare insieme per un reale processo di integrazione equilibrato nel quale l’impresa può giocare un ruolo positivo.

Conclude Giuseppe Pasini: “Dobbiamo rimboccarci le maniche e riuscire a ricreare quel circolo virtuoso che permetterà la vera ripresa di questo Paese: aiutare i lavoratori e le imprese, costruire quel cambiamento tanto auspicato dai cittadini stimolando iniziativa e indipendenza; cittadini e imprese capaci di assumersi le proprie responsabilità, senza mai perdere la fiducia.

Dall’incontro di oggi (ieri, ndr) è scaturito un confronto costruttivo per ambo le parti e auspico che sia il primo di una serie di tavoli di discussione e di confronto aperto e consapevole delle innumerevoli sfide che ci troveremo ad affrontare”.

Api, firmato l’accordo sulla detassazione con le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil

in Api/Associazioni di categoria/Cgil/Cisl/Economia/Sindacati/Uil by

È stato sottoscritto questa mattina presso la sede di Apindustria Brescia l’accordo territoriale in materia di detassazione ex decreto 25 marzo 2016. Ne sono firmatari Douglas Sivieri, presidente dell’Associazione, Damiano Galletti e Gabriele Calzaferri in rappresentanza di Cgil, Francesco Diomiaiuta per Cisl e Mario Bailo di Uil.

Le parti intendono favorire attraverso la sottoscrizione di tale accordo la contrattazione collettiva di 2° livello con contenuti economici correlati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, quale strumento utile sia per la crescita della competitività e lo sviluppo delle imprese sia per accrescere il potere d’acquisto dei lavoratori che hanno la possibilità di beneficiare della detassazione.

Potranno godere dell’accordo le imprese aderenti al sistema di rappresentanza di Apindustria-Confapi aventi sede legale e/o operativa nella provincia di Brescia e le aziende non associate che conferiscono all’Associazione espresso mandato di assistenza sindacale. Un importante vantaggio correlato alla sottoscrizione dell’accordo è che permetterà anche alle aziende prive di rappresentanza sindacale di applicare la detassazione alla retribuzione collegata ai premi di risultato, a favore dei lavoratori che rischierebbero di esserne esclusi.

“L’accordo rappresenta un importante elemento a vantaggio del consolidamento e dello sviluppo della contrattazione aziendale legata a retribuzione realmente variabile, a percorsi di welfare aziendale e alla partecipazione attiva dei lavoratori ai risultati aziendali” commenta Sivieri, che si dichiara soddisfatto della condivisione con le organizzazioni sindacali, “a conferma della collaborazione in atto su varie tematiche”.

È possibile consultare l’accordo sulla detassazione sul sito www.apindustria.bs.it e sui siti delle organizzazioni sindacali. Per renderlo operativo le aziende possono rivolgersi all’Ufficio Relazioni Industriali e Sindacali dell’Associazione, tel. 030 23076, e-mail sindacale@apindustria.bs.it.

Redditi, il 64% dei bresciani è sotto quota 30mila euro all’anno

in Cgil/Cisl/Economia/Partner/Sindacati/Tendenze/Uil by

Sono 867.205 i contribuenti con residenza fiscale in uno dei 206 comuni della nostra provincia che hanno presentato la dichiarazione dei redditi Irpef. In 350 mila hanno dichiarato redditi inferiori ai 15.000 euro (40%), poco più di 300mila tra i 15.000 e i 26.000 euro (34%), oltre 172 mila tra i 26.000 e i 55.000 (20%); sopra questo importo si trovano solo 35 mila persone fisiche (4%), di cui 6 mila dichiarano più di 120.000 euro.

E’ questa la cornice numerica di fondo sulla quale si sviluppa un’approfondita analisi dei redditi dei bresciani nel 2015 promossa da Cgil Cisl Uil Brescia al centro di un convegno intitolato: “Disuguaglianza, evasione. La questione fiscale a Brescia”, che verrà presentato lunedì alla stampa – nella sede Cisl – alla presenza di Damiano Galletti (segretario generale Cgil Brescia), Francesco Diomaiuta (segretario generale Cisl Brescia) e Mario Bailo (segretario generale Uil Brescia).

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