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Compagnia delle opere, il 28 novembre l’assemblea a Villa Fenaroli

in Associazioni di categoria/Cdo/Economia/Eventi by

“L’Assemblea annuale di Compagnia delle Opere Lombardia Sud Est rappresenta sempre un momento fondamentale di sintesi e confronto per noi, i nostri Associati e il territorio. Quest’anno, insieme ad autorevoli rappresentanti di Regione Lombardia e del Comune di Brescia, imprenditori, manager e stampa, daremo voce alle ‘buone esperienze’ nell’amministrazione della cosa pubblica, nell’impresa, nel mondo professionale, con l’obiettivo di far emergere in modo forte quel ‘qualcosa di buono’ che esiste, di cui si parla troppo poco e che manda avanti il nostro Paese. Ecco perché il titolo: ‘Qualcosa di buono. Ispirazioni per l’uomo e l’impresa’”.

Con queste parole Marco Barabanti, presidente di Compagnia delle Opere Lombardia Sud Est (che comprende i territori di Brescia, Mantova, Cremona), ha aperto oggi nella sede dell’Associazione in via Cassala 66/A a Brescia, la conferenza stampa di presentazione della prossima Assemblea, che si terrà Giovedì 28 Novembre a Villa Fenaroli Palace (Rezzato – BS) dalle 18.00.

“Mi piacerebbe che questa assemblea – ha aggiunto il presidente Barabanti – stimolasse un nuovo modo di comunicare quanto di buono operiamo ogni giorno. Il focus dovrebbe essere più orientato su quello che riusciamo a costruire piuttosto che su quello che riusciamo a distruggere. Si tratta di un obiettivo in linea con i valori e le azioni che CDO porta avanti da oltre trent’anni al fianco di persone, prima che imprenditori, che hanno la volontà di unirsi per affrontare le sfide della contemporaneità con spirito positivo e propositivo”.

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per fare un bilancio sulle iniziative che la CDO ha portato avanti nel 2019, prima tra tutte “Ci vediamo in azienda”, una serie di incontri andati tutti sold out che ha coinvolto oltre 300 imprenditori in una sorta di ‘talent sharing’ con altri imprenditori e professionisti, per mettere a fattor comune esperienze, talenti, metodi, soluzioni e approcci rispetto a tematiche di attualità per la vita imprenditoriale. Dal primo evento, organizzato presso la Cogeme di Rovato, il progetto ha visto protagoniste tante altre importanti aziende del territorio tra cui: Alfa Ossidazione, Frigomat, Filtrec, VCB Securitas, Mori 2A, Viessmann e l’azienda vitivinicola Perla del Garda. Non sono mancate nemmeno occasioni di convivialità, come la festa di fine estate, che hanno consentito a tutti i partecipanti di fare network in un clima informale e rilassato, utile all’apertura e alla conoscenza. Tutte attività che verranno portate avanti aggiungendone di nuove nel 2020, con un filo conduttore ben chiaro: valorizzare uomini, imprese, territorio, per aprirsi e fare network, come è proprio dello stile di CDO.

Ad esempio, si sta già organizzando il 3° Open di Golf CDO Lombardia Sud Est, che si svolgerà il 23 maggio presso l’Arzaga Golf Club. Altra iniziativa di grande interesse su cui si stanno investendo tempo e risorse è la CDO Academy, un progetto formativo e interattivo di alta qualità per apprendere nuove conoscenze, sperimentare competenze e condividere strumenti da utilizzare subito in azienda. Grazie alle proprie competenze trasversali, i membri del consiglio della CDO Lombardia Sud Est si metteranno a disposizione a titolo gratuito per dare l’opportunità agli associati (e non) di partecipare a corsi di formazione su tematiche di rilievo per il mondo imprenditoriale, quali: il controllo di gestione, le tecniche di vendita, lo sviluppo della rete commerciale e la comunicazione. Il progetto verrà presentato in dettaglio nei primi mesi del 2020.

Massetti (Confartigianato) critica la legge di bilancio: timida e poco espansiva

in Artigianato/Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

«Timida contro la grande evasione, ‘svuotata’ di 3,5 miliardi in tre anni destinati a ridurre la pressione fiscale sulle piccole imprese: la manovra economica del Governo, condizionata dalla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, è poco espansiva e necessita di essere corretta». Questo il giudizio espresso dal presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti sul disegno di legge di Bilancio per il 2020 ora in Commissione e che si appresta ad approdare in Parlamento per vagliare i numerosi emendamenti di modifica proposti. Sul fronte fiscale, Confartigianato boccia l’abrogazione delle disposizioni che prevedono la tassazione ad imposta sostitutiva del 20% per soggetti con ricavi o compensi compresi tra 65.000 e 100.000 euro che avrebbe dovuto entrare in vigore dal 1° gennaio 2020. «La stretta fiscale su auto aziendali, plastic tax e sugar tax sono purtroppo la conferma di negativa di un mancato confronto e di una mancata valutazione d’impatto. Sono dunque scelte che ci auguriamo vengano riconsiderate. Sempre in materia fiscale, manca una necessaria semplificazione degli adempimenti, tanto più necessaria in considerazione degli obblighi di fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi e, più in generale, del crescente utilizzo delle tecnologie digitali e del processo di comunicazione telematica dei dati nei confronti del fisco che complicano ulteriormente la vita delle imprese» continua Massetti, più positivo in tema di incentivi «apprezziamo la proroga per il 2020 delle agevolazioni fiscali per il ‘sistema casa’. Ma riteniamo indispensabile renderli strutturali e stabili almeno per tre anni, per consentire a imprese e cittadini la corretta pianificazione degli investimenti. Riteniamo necessario prevedere un sostegno dedicato alla formazione nel settore delle tecnologie abilitanti del Piano Nazionale Impresa 4.0 per gli imprenditori secondo il modello della deducibilità delle spese di formazione e formazione permanente. Positivo anche la proroga dell’iper ammortamento per i beni materiali tecnologici e del super ammortamento. Ma anche a questo proposito, c’è la necessità di garantire un respiro pluriennale alle disposizioni, funzionale ad una consapevole programmazione degli investimenti da parte di micro e piccole imprese. Sarà difficile allontanarsi dalla crescita ‘zerovirgola’ puntando soltanto sulla lotta all’evasione, grande e condivisibile battaglia che appare però molto circoscritta e mirata a senso unico nei confronti, ancora una volta, delle piccole imprese» conclude Massetti.

 

Allarme di Aib e Confindustra: attenzione a contraffazione e italian sounding

in Aib/Alimentare/Associazioni di categoria/Economia by

Associazione Industriale Bresciana e Confindustria hanno organizzato oggi a Brescia una giornata sul tema della contraffazione e dell’Italian Sounding – l’imitazione di prodotti o marchi certificati italiani –, lanciando un allarme condiviso sull’attuale situazione.

Nel corso della mattinata è andato in scena al Teatro Sant’Afra lo spettacolo teatrale “Tutto quello che sto per dirvi è falso”, di Tiziana Di Masi, davanti a un pubblico di 260 alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado bresciane. All’incontro hanno preso anche Paolo Bastianello, Presidente del gruppo tecnico Confindustria “Made in”, Alberta Marniga, delegata di AIB alla Legalità, il Colonnello Salvatore Russo, Comandante provinciale della Guardia di Finanza, e Giuseppe Pasini, Presidente di AIB.

Nel pomeriggio la sede di AIB ha quindi ospitato la riunione del gruppo tecnico “Made In” con la partecipazione delle aziende associate.

“Questo momento di confronto serve per coinvolgere e far riflettere i nostri giovani a 360° sul business della contraffazione – spiega Paolo Bastianello, Presidente del gruppo tecnico Confindustria “Made in” –. Allo stesso tempo, l’incontro pomeridiano in AIB ha acceso i riflettori sui due principali dossier aperti in questo momento: moda e agroalimentare. È fondamentale l’impegno nostro e di tutte le aziende associate per tenere alta la guardia su un argomento imprescindibile per il sistema economico nazionale: l’Italia è il Paese europeo che che paga il prezzo più alto, e il fatturato illecito si aggira intorno ai 7 miliardi di euro”.

“Anche Brescia è tra le province colpite dal fenomeno della contraffazione: basti pensare a comparti come quelli delle rubinetterie, della maniglieria e dei casalinghi – aggiunge Giuseppe Pasini, Presidente AIB –. In tale contesto diventa quindi fondamentale dialogare con i giovani e fargli capire che la curiosità per la provenienza di un prodotto è fondamentale, ogni volta che effettuano un acquisto”

Cdc, seminario gratuito il 29 novembre “Per qualche follower in più”

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Evidenza/Formazione/Innovazione by

Prosegue nella Camera di Commercio di Brescia la rassegna “Eccellenze in digitale” con il seminario gratuito “Per qualche follower in più”, che si terrà il 29 novembre 2019. Nell’occasione si discuterà, con la presenza di esperti, di trend, strategie, contenuti per l’uso dei social media, ovviamente con una particolare attenzione all’ambito professionale e aziendale.

I posti sono limitati, per l’iscrizione si rimanda al sito www.bs.camcom.it

🔴 Manifatturiero, a Brescia produzione in calo per la prima volta dal 2013

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Tendenze by

Nel periodo tra luglio e settembre 2019, la produzione industriale delle imprese manifatturiere bresciane segna un calo pari al -4,5% sul trimestre precedente (congiunturale); è negativa anche la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, pari al -0,9% (tendenziale).

Quest’ultimo dato risulta negativo per la prima volta dal terzo trimestre del 2013, dopo 23 rilevazioni consecutive positive. Risente del progressivo rallentamento della congiuntura nazionale e internazionale dovuto a molteplici fattori di incertezza: dalla guerra dei dazi, alle tensioni geopolitiche, al tormentato iter della Brexit.

È quanto emerge dalle indagini congiunturali dell’Ufficio Studi e Ricerche AIB e del Servizio Studi della Camera di Commercio con i risultati al terzo trimestre 2019.

I risultati del trimestre estivo confermano le sensazioni negative sull’andamento dell’economia bresciana e, purtroppo, certificano la situazione di crisi e di fragilità dell’intero Sistema Paese – commenta Giuseppe Pasini, Presidente di AIB -. Rispetto al resto dell’Italia, tuttavia, il nord è fortemente esposto all’andamento delle esportazioni, e risente di quanto sta avvenendo a livello globale. Non solo il nodo tedesco, ma anche incertezze di lungo corso come il tema dei dazi tra Stati Uniti e Cina e la questione Brexit. E province come Brescia – che rappresenta il secondo cluster dell’automotive in Italia, dopo Torino – ne risentono maggiormente. In prospettiva sembra difficile ipotizzare un’inversione rapida di questa tendenza”

Le previsioni a breve termine sono leggermente negative: in particolare, risultano parzialmente condizionate dalla debolezza degli ordini interni, mentre gli ordini dall’estero mostrano segnali di maggiore vivacità.

Per l’artigianato manifatturiero – secondo il Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia – il terzo trimestre si chiude con un risultato positivo della produzione (+0,6%) che inverte la rotta rispetto al rallentamento dello scorso trimestre. Questo aumento congiunturale non è, tuttavia, accompagnato da variazioni dello stesso segno del fatturato e degli ordini che chiudono, invece, con riduzioni rispettivamente dello 0,7% e del 3,1%.

I dati tendenziali, ovvero il raffronto con lo stesso trimestre dello scorso anno, confermano i risultati congiunturali: la produzione segna un incremento dell’1,4%, il fatturato chiude con un calo del 2,1% e gli ordini registrano una flessione del 4,9%.

I risultati dei primi tre trimestri permettono di tracciare un quadro, seppur parziale, dell’andamento del comparto nel 2019. Nella media dei primi tre trimestri la produzione è cresciuta dello 0,4%, il fatturato è diminuito dello 0,8% e gli ordini hanno segnato un calo del 2,5%. Se confrontati con i corrispondenti valori del 2018 (media primi tre trimestri del 2018: produzione +2,5%; fatturato +4,4%; ordini +2,4%) si evidenzia un sensibile rallentamento del comparto manifatturiero artigiano.

I principali indicatori dell’industria:

  • Con riferimento ai settori, l’attività produttiva è diminuita significativamente nei comparti: metallurgico e siderurgico (-6,7%), meccanica tradizionale e costruzione di mezzi di trasporto (-5,9%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (-4,9%), legno e mobili in legno (-4,7%). È diminuita con minore intensità nel tessile (-4,0%), carta e stampa (-4,0%), calzaturiero (-2,2%), agroalimentare e caseario (-1,8%), chimico, gomma, plastica (-1,4%), maglie e calze (-1,4%), abbigliamento (-0,6%). È aumentata solo nel comparto dei materiali da costruzione ed estrattive (+3,2%).
  • Le vendite sul mercato italiano sono diminuite per il 61% delle imprese, aumentate per il 4% e rimaste invariate per il 35%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono calate per il 44% degli operatori, cresciute per il 6% e rimaste stabili per il 50%; quelle verso i Paesi extra UE sono diminuite per il 37%, aumentate per l’8% e rimaste invariate per il 55% del campione.
  • I costi di acquisto delle materie prime sono diminuiti per l’11% delle imprese, con un decremento medio dello 0,1%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono calati per il 9% degli operatori, per una variazione media pari a -0,1%.
  • Le aspettative a breve termine appaiono leggermente negative. La produzione è prevista in diminuzione da 20 imprese su 100, stabile dal 62% e in crescita dal rimanente 18%.
  • Gli ordini provenienti dal mercato interno sono in aumento per il 22% degli operatori, stabili per il 55% e in calo per il 23%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 20% degli operatori del campione, invariati per il 64% e in flessione per il 16%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in aumento per il 20% delle imprese, stabili per il 66% e in diminuzione per il 14%.

I principali indicatori dell’artigianato:

▪   Il fatturato del comparto artigiano segna un nuovo e più intenso risultato tendenziale negativo (-2,1%) che consolida il percorso discendente iniziato a fine 2018. Dinamiche che appaiono ancora più evidenti dall’andamento dell’indice del fatturato che si colloca a 106,8 è cioè a notevole distanza dai livelli pre–crisi.

  • Gli ordini chiudono il trimestre con una dinamica tendenziale sensibilmente negativa per effetto del calo degli ordini interni (-5,1%) che rappresentano la componente più consistente. In calo anche gli ordini esteri (-3,2%).
  • I livelli di occupazione, al netto degli effetti stagionali, si mantengono in crescita (+0,8%) per il terzo trimestre consecutivo. Il ricorso alla Cassa integrazione guadagni è in aumento (4,2% la quota di imprese che ne ha fatto ricorso nel trimestre) rispetto al risultato del trimestre scorso (3,3%).
  • Le attese degli imprenditori per la fine dell’anno confermano il peggioramento del clima di fiducia con riferimento in particolare alla domanda interna, al fatturato e alla produzione. Pessimistiche restano anche le aspettative per la domanda estera, mentre sul fronte dell’occupazione prevale la quota di imprenditori che prevedono una sostanziale stabilità.

L’Indagine AIB viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero. L’indagine sull’artigianato della Camera di Commercio, la cui fonte è l’indagine congiunturale Unioncamere Lombardia, ha coinvolto 191 imprese della provincia, pari a una copertura campionaria del 100%.

Dati manifatturiero Brescia

Aib, sono 91 le aziende in campo per il prossimo Pmi Day Industriamoci

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È stato presentato questa mattina, nella sede dell’Associazione Industriale Bresciana, il PMI Day “Industriamoci” 2019, promosso dalla Piccola Industria di AIB in collaborazione con Confagricoltura Brescia. Alla conferenza sono intervenuti Elisa Torchiani (Presidente Piccola Industria AIB), Cristina Volpi (Vice presidente Piccola Industria AIB) e Giovanni Garbelli (Presidente Confagricoltura Brescia).

L’iniziativa, lanciata nel 2010, taglia quest’anno il traguardo della decima edizione: nelle giornate di giovedì 14, venerdì 15 e sabato 16 novembre saranno 91 le aziende che apriranno le loro porte alle 40 scuole partecipanti, per un totale di 120 visite prenotate e oltre 3.500 studenti.

“Grazie all’impegno e all’ospitalità delle nostre Aziende, il PMIDAY è diventato un appuntamento annuale di grande valore con un numero di partecipanti in continuo aumento – spiega Elisa Torchiani, Presidente Piccola Industria AIB –. Quest’anno non possiamo essere da meno: i nostri giovani studenti hanno bisogno di noi per conoscere il mondo delle imprese, integrando il loro studio teorico con la nostra concretezza del fare.”

Nel corso delle tre giornate, le imprese aderenti mostreranno a docenti e studenti i reparti e le attività, illustrando il lavoro che viene svolto quotidianamente all’interno delle aziende, raccontandone la storia, i progetti e i risultati raggiunti grazie al talento e all’impegno di tutti i collaboratori. Anche per questa edizione, per consentire visite più mirate, è stata elaborata una lista preventiva di tutte le aziende disponibili, che consente alle Scuole di scegliere quelle di proprio interesse, sia per prossimità geografica sia per settore di appartenenza.

“Un’importante novità, rispetto al passato, sarà quella di dedicare un percorso preferenziale riservato alle classi IV e V delle scuole superiori – aggiunge Cristina Volpi, Vicepresidente della Piccola Industria AIB –, utilizzando lo slogan: “Leonardo siamo noi”, per le aziende che intendono organizzare visite ad alto contenuto tecnologico.  Il 2019 è l’anno del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci e non poteva mancare un tributo al nostro grande “genio tecnologico.”

“È un’occasione importante – chiude Giovanni Garbelli, Presidente di Confagricoltura Brescia – per far conoscere agli studenti le imprese agricole più dinamiche ed innovative. Il nostro settore è chiamato a sfide appassionanti sul fronte della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica: l’agricoltura avrà quindi sempre più necessità di giovani entusiasti, capaci e competenti. Questa iniziativa, a cui Confagricoltura partecipa ormai da anni, rappresenta perciò un appuntamento di straordinario interesse per la crescita umana e professionale degli studenti”.

Economia, i titoli ci sono, ma mancano numeri e coraggio | di Douglas Sivieri

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di Douglas Sivieri – Bisognava fermare l’aumento dell’Iva, è stata fatta in venti giorni: le giustificazioni si trovano, magari sono pure vere, ma tutto si può dire fuorché che la manovra economica presentata dal Governo nei giorni scorsi sia da cuor di leone. Trenta miliardi di euro, di cui ventitré per l’Iva, ne fanno restare sul piatto sette e tanto basta per dire che qualsiasi intervento pro crescita, fatto anche con le migliori intenzioni, sarà modesto. Il cuneo fiscale, ad esempio: da tempo e in tempi non sospetti diciamo che deve essere abbassato per ridare fiato a stipendi dei lavoratori e alla domanda interna da anni stagnante. Bene, nella nota di accompagnamento se ne annuncia la riduzione ma è evidente che con 2,7 miliardi di euro (la cifra stanziata a questo provvedimento per il 2020, diventeranno forse 5,4 dal 2021), l’impatto reale sugli stipendi sarà prossimo allo zero. Considerazioni analoghe valgono anche per Industria 4.0 e incentivi all’innovazione: verranno rimessi in campo, si dice che verranno tarati per essere più fruibili dalle PMI e fin qui tutto bene, ma se le risorse che verranno stanziate sono scarse, anche gli effetti lo saranno. In attesa del documento di Economia e finanza, l’impressione sulla nota di accompagnamento è proprio questa: titoli buoni, numeri assenti. Mancano i soldi, dirà qualcuno, e c’era l’Iva da non far aumentare. Tutto vero, ma la modestia resta perché se l’Italia, che pur con tutte le difficoltà continua a restare una delle principali economie del pianeta, riesce a fare una manovra da pochi miliardi c’è qualcosa che non va. Di sicuro, questa è una certezza, si conferma anche per questo Governo (come per i precedenti) la volontà di non intervenire in modo strutturale sui centri di costo e di acquisto. E, allo stesso modo, a parte qualche dichiarazione di intenti, non traspare nemmeno alcuna volontà di intervenire sulla semplificazione amministrativa. Non è pensabile che ogni anno un’azienda debba effettuare ben 89 operazioni tra dichiarativi, adempimenti e pagamenti fiscali. Le imprese molto spesso svolgono una mole di lavoro enorme per inserire dati che sono già in possesso della Pubblica Amministrazione: semplificare significa maggior efficienza. Se non si interviene in modo netto e radicale su costi e burocrazia le possibilità di manovra saranno sempre risicate e incentrate sulla modestia del provvedimento. Non possiamo permettercelo però. Da anni l’economia italiana va al rallentatore e da anni la domanda interna è fiacca. L’export brillante ha tenuto in piedi la barca per un po’, ma i segnali che ne indicano oggi una frenata sono diversi, tra crisi tedesca e politiche protezionistiche in ascesa (non bastasse quello tra Usa e Cina, è di queste ore il via a quello tra Usa ed Europa). È anche per questi motivi che serviva più coraggio nella manovra, sapendo che i conti non ce li paga nessuno. I titoli non bastano, servono i numeri.

* Presidente Apindustria Brescia

 

Aib chiede a Pasini di candidarsi alla presidenza di Confindustria

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Consiglio Generale dell’Associazione Industriale Bresciana riunitosi in data odierna ha votato all’unanimità una mozione nella quale chiede al Presidente Giuseppe Pasini di verificare le condizioni per una possibile candidatura alla prossima Presidenza di Confindustria.

Pasini ha ringraziato il Consiglio Generale e si è detto orgoglioso di poter rappresentare il sistema imprenditoriale bresciano in questo importante processo. Il Presidente ha assicurato che lavorerà nei prossimi mesi per valutare l’esistenza di un consenso stabile e diffuso necessario per una designazione di tale rilevanza.

Qualunque sarà l’esito di questo riscontro, ci sarà sempre da parte di Pasini il supporto incondizionato nei confronti della figura della o del nuovo Presidente, consapevole del ruolo chiave che Confindustria ha e continuerà ad avere nelle decisioni di politica economica e sociale del nostro Paese.

Il Consiglio Generale dell’Associazione Industriale Bresciana è l’organo deliberativo dell’Associazione. È composto da 63 membri in rappresentanza dei precedenti Presidenti, degli organi decisionali dell’Associazione, della piccola industria, dei giovani imprenditori, dei settori merceologici e delle zone industriali.

L’Associazione Industriale Bresciana rappresenta un territorio tra i più industrializzati d’Europa, leader tecnologico e di prodotto a livello internazionale in settori quali: la metallurgia, la meccanica e l’automotive.

L’Associazione conta oltre 1.300 associate che impiegano più di 62.000 addetti. Caratteristica di queste aziende è la forte propensione all’export, per oltre il 70% rivolto in Europa. Nel 2018 la Provincia di Brescia ha realizzato esportazioni per 16,9 miliardi di euro, registrando un saldo commerciale positivo per il nostro Paese di oltre 7 miliardi di euro.

Turismo e imprese, studio Confartigianato: il Garda è primo

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Nei giorni delle grandi partenze per le vacanze estive, l’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia fa il punto sul turismo nella nostra Regione: «La Lombardia è una delle principali mete turistiche in Italia e il turismo rappresenta un’importante opportunità per oltre 32mila imprese artigiane lombarde a vocazione turistica – commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti – si tratta di un mercato in continua crescita, a cui le imprese guardano con interesse e a cui possono offrire prodotti e servizi di qualità, ad alto grado di personalizzazione e spesso caratteristici di quel Made in Italy particolarmente apprezzato dai turisti: prodotti e servizi a valore artigiano, in grado di contribuire a rendere pienamente soddisfacente e memorabile una visita nella nostra Regione».

Le imprese artigiane che operano in attività economiche a vocazione turistica alla fine del I trimestre 2019 sono in Lombardia 32.388, pari al 13,3% dell’artigianato lombardo. Imprese che includono oltre ad attività specificamente turistiche quali alberghi e ristoranti, imprese operanti nei trasporti con 7.887 imprese (24,4% del totale), nell’Abbigliamento e calzature con 7.149 imprese (22,1% del totale), nelle Altre attività manifatturiere e dei servizi con 6.237 imprese (19,3% del totale). A Brescia sono 3.966 le imprese potenzialmente interessate da attività turistiche, l’11,7% sul totale dell’artigianato. Di queste, 908 di attività manifatturiere e dei servizi (il 22,9%) comparto prezioso che comprende attività dell’artigianato nella fotografia, cornici, gioielleria e bigiotteria, ceramica e vetro, lavorazioni artistiche del marmo, del ferro, del rame e dei metalli, cure per animali domestici, centri benesse e palestre. Sono invece 1.018 quelle si occupano di abbigliamento e calzature, 630 di agroalimentare, 320 di bar, caffè, pasticcerie, 690 ristoranti e pizzerie, 394 di trasporti. «I turisti in Lombardia hanno a disposizione laghi, montagne, città storiche, buon cibo e buon vino, prodotti locali dell’artigianato artistico, musei, monumenti e parchi – continua il presidente Massetti – un mix attraente che include anche l’alta moda e il design per cui la Lombardia è famosa nel mondo».
Dallo studio emergono le presenze turistiche: se Milano risulta la città più visitata della Lombardia, con 12 milioni e 059 mila presenze turistiche, a seguirla sul podio sono due mete bresciane, sul Lago di Garda: Limone sul Garda, con 1 milione 293 mila presenze turistiche e Sirmione, con 1 milione 237 mila presenze turistiche. Al quarto posto Livigno (SO), con 1 milione 183 mila presenze turistiche, tra i futuri protagonisti delle Olimpiadi Invernali 2026. La classifica prosegue poi ancora con la provincia di Brescia e Desenzano del Garda, con 890 mila presenze turistiche, Como (CO) con 709 mila presenze turistiche, Bergamo (BG) con 637 mila presenze turistiche, Manerba del Garda (BS) con 630 mila presenze turistiche, San Felice del Benaco (BS) con 597 mila presenze turistiche e Brescia (BS) con 591 mila presenze turistiche. Un’iniezione di ottimismo, dopo l’inizio di stagione tra alti e bassi, contando soprattutto che proprio l’area del Garda presa in considerazione conta 720 imprese potenzialmente interessate da attività turistiche.

Tra i 30 comuni di maggior richiamo dei turisti si osserva una crescita delle presenze rispetto a quelle rilevate l’anno precedente a Bormio (SO) (+28,3%), Como (CO) (+11,7%), Limone sul Garda (BS) (+9,6%), Porlezza (CO) (+8,0%), Toscolano-Maderno (BS) (+7,3%), Tignale (BS) (+5,8%), Griante (CO) (+3,8%), Segrate (MI) (+3,5%), Milano (MI) (+1,7%), Saronno (VA) (+1,2%) e Pieve Emanuele (MI) (+0,6%).
Infine, un focus ancora su Brescia evidenzia come nella nostra la quota di presenza di stranieri sia superiore ai due terzi e come il numero medio di notti trascorse sul territorio bresciano dai turisti si attesta a 4, sale a 5 per gli stranieri e scende a 2 per gli italiani. Una dinamica crescente e confortante quella del turismo nel corso degli ultimi 9 anni (2008-2017), fortemente determinata dall’aumento sia degli arrivi (+74,5%) che delle presenze (+52,0%) di turisti stranieri. I primi 10 Paesi esteri di provenienza dei turisti stranieri sono: Germania (42,9% dei turisti stranieri che visitano il territorio), Paesi Bassi (6,7%), Regno Unito (6,3%), Svizzera (4,8%), Austria (4,7%), Francia (4,6%), Belgio (2,7%), Danimarca (2,3%), Polonia (2,1%) e Russia (2,0%).

Massetti (Confartigianato): infrastrutture importanti, ora sì al traforo del Mortirolo

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Evidenza/Infrastrutture by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

«In occasione dei 70 anni di Confartigianato Brescia siamo stati su tutto il territorio provinciale con incontri propositivi rilanciando iniziative per imprese ed economie locali. A Lumezzane si è parlato di “distretto ritrovato” e, ancora una volta, del tema rilevante per la rinascita valgobbina: la realizzazione dell’autostrada della Valtrompia. Fondamentale infrastruttura per il trasporto veloce dei prodotti manifatturieri e la rinascita del distretto, sia per i comuni cittadini e che grazie anche a tutte le battaglie fatte anche da Confartigianato è pronta per avviare finalmente i lavori. Ora ci batteremo per il traforo del Mortirolo, opera impotante in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, così come per anni abbiamo fatto per l’autostrada della Valtrompia. Opera realizzabile in tempi brevi quella del traforo, due, tre anni, che collegherà due province della stessa regione e di cui esiste il progetto sin dal 2003: basta rivederlo rapidamente e i lavori di realizzazione possono partire. Il Mortirolo consentirebbe di facilitare i collegamenti incrementando le opportunità per il turismo, divenendo un asset fondamentale per la mobilità, sia delle persone che delle imprese manifatturiere. Siamo e saremo alla testa del coro delle imprese, insieme ai molti sindaci che da decenni si battono per il sì a quest’opera, convinti che se se ne va un’impresa se ne vanno posti di lavoro e che proprio infrastrutture adeguate siano fondamentali per mantenere vivo il comparto economico delle zone valligiane e montane» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti.

Perché, se in provincia di Brescia si possono individuare 18 distretti artigianali ed industriali, quello di Lumezzane comprende 14 comuni più o meno limitrofi le cui attività economiche ruotano attorno al polo valgobbino, questi comuni vanno da Sarezzo a Collio, passando per Villa Carcina e Bione: dati sorprendenti quelli presentati recentemente da Confartigianato e che indicano che in distretto non è affatto morto. Ad esempio il tasso di occupazione al 2018 è del 50,3%, 0,6 punti percentuali in più rispetto al 49,7% del 2008, prima della crisi economica. Il settore manifatturiero mostra avere un’incidenza molto maggiore qui rispetto ad altri distretti, infatti il 25,1% delle imprese è concentrato in questo settore (contro il 13,1% in provincia), e di esse il 65,1% è artigiana (contro il 59% della provincia). Dati tengono anche conto della forte selezione che la crisi ha comunque operato tra le imprese di Lumezzane e dintorni infatti le realtà artigianali sono circa 262 in meno rispetto al 2009. Il distretto presenta una forte vocazione alla piccola impresa infatti il 97,3% delle realtà lavorative conta meno di 50 addetti.

«Un territorio, quello della Valtrompia, con capacità professionali e competenze uniche, una forte vocazione manifatturiera e una rete d’imprese ancora straordinariamente legate al territorio e un altrettanto straordinaria apertura ai mercati esteri, con la prevalenza di mercati Ue, in prima linea quelli tedeschi. Città-officina con la sua storia che ci parla di una costante capacità di rinnovarsi e di ripartire. La Germania è il primo paese acquirente per quanto riguarda il mercato del distretto di Lumezzane, infatti detiene Il 15,7% dell’export di macchinari e apparecchiature e il 28,1% per i prodotti di metallurgia, seguita da Stati Uniti, Francia e Cina. Merita attenzione, merita quest’opera, anche se con un ritardo assurdo» conclude Massetti.

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