Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Immatricolazioni: in Lombardia autobus -25,5%, camion -28,9% (prima del Coronavirus)

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Nel 2019 in Lombardia le immatricolazioni di autobus sono state 534, con un calo del 25,5% rispetto al 2018. Sempre lo scorso anno le immatricolazioni di veicoli pesanti (e cioè con PTT – peso totale a terra – superiore a 16 tonnellate) per il trasporto merci sono state 3.607, con un calo del 28,9% rispetto al 2018. Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Studi Continental su dati Aci.

Dall’elaborazione è possibile stilare un prospetto dei dati a livello provinciale. Le province della Lombardia in cui le immatricolazioni di autobus sono calate sono Lodi (-61,3%), Varese (-51,8%), Mantova (-44,4%), Cremona (-42,9%), Monza e Brianza (-36,4%), Milano (-36%), Pavia (-31,3%), Lecco (-30%) e Bergamo (-27,4%). Le province in cui è stato registrato invece un aumento sono Brescia (+204,3%), Como (+200%) e Sondrio (+27,3%). Per ciò che riguarda le immatricolazioni di veicoli pesanti per il trasporto merci, tutte le provincie della Lombardia fanno registrare dati in calo, ad eccezione di Monza e Brianza (+4,7%). Si va dal -13,1% di Como al -40,3% di Milano fino ad arrivare al -51,4% di Lodi.

Immatricolazioni camion 2019 in Lombardia

Nel 2019 in Italia le nuove immatricolazioni di autobus sono state 4.321, con una crescita del 31,3% rispetto al 2018. Sempre nel 2019 le immatricolazioni di veicoli pesanti (e cioè con PTT – peso totale a terra – superiore a 16 tonnellate) per il trasporto merci sono state 19.605, con un calo del 30,7% rispetto al 2018.

Il mercato delle auto usate offre opportunità in tutta Italia

in Automotive/Commercio/Economia by
Auto usate a Brescia, foto generica

L’andamento del mercato delle auto usate

La crisi economica degli ultimi anni ha decisamente cambiato le abitudini di tutti gli italiani e ha colpito tutti i settori merceologici senza alcuna distinzione; fra di essi è presente anche il mercato delle auto.
A tal proposito, la possibilità di comprare un veicolo usato permette agli automobilisti di guidare spendendo cifre contenute senza rinunciare in alcun modo alla tecnologia. La tendenza attuale evidenzia un netto incremento delle vendite su tutto il territorio nazionale; nel 2019 il dato è pari a +3,4%, mentre le vendite delle auto di nuova immatricolazione sono calate di quasi il 5%. In ogni caso, non è solamente il prezzo d’acquisto a convincere gli italiani nel preferire i veicoli usati a quelli nuovi; se così fosse, l’usato avrebbe avuto molto più successo anche negli anni precedenti. Ciò che ora rende il mercato delle auto usate particolarmente appetibile è un insieme di aspetti che, uniti al prezzo d’acquisto, lo rendono molto conveniente. Infatti, anche le vetture di seconda mano devono essere vendute con almeno 2 anni di garanzia, devono essere controllate e cedute senza difetti grossolani nel rispetto dei requisiti imposti dalla revisione e prevedono nella maggior parte dei casi un piano di manutenzione programmata, esattamente come accade per le auto nuove.
Nell’anno 2019, il giro d’affari che ruotò intorno ai veicoli usati fu di circa 21 miliardi di euro, una cifra ragguardevole che compensa il dato negativo relativo alla vendita del nuovo.

Il mercato delle auto usate in Lombardia

La Lombardia è la regione che ha registrato il maggior numero di passaggi di proprietà in Italia; si parla di circa 474 mila contratti, dei quali 135 mila sono stati sottoscritti nella sola provincia di Milano. La vendita delle auto usate Brescia conta invece su circa 66 mila passaggi di proprietà; nelle altre province lombarde i dati rispecchiano la seguente scaletta: Bergamo 52 mila, Varese 44 mila, Monza 40 mila, Pavia 29 mila, Como 28 mila, Mantova 21 mila, Cremona 18 mila, Lecco 16 mila, Lodi 12 mila e infine Sondrio con 10 mila.
Le auto maggiormente vendute restano quelle alimentate a gasolio; i veicoli di nuova concezione, come gli ibridi e gli elettrici, non godono ancora di troppo interesse, con ogni probabilità per questioni legate al prezzo d’acquisto ancora molto elevato. Inoltre, è innegabile che a fronte di una grande affibilità dei veicoli diesel, collaudata per decenni sia dagli addetti ai lavori che dagli automobilisti, i veicoli “green” debbano ancora dimostrare di essere auto di cui potersi fidare, sotto tutti i punti di vista. Le auto a benzina e le vetture alimentate a gas restano merce rara; sono più che altro preferite da una cerchia più ristretta di utenti che cercano sportività nel primo caso e bassi consumi nel secondo. La preferenza per le vetture a gasolio non deve quindi stupire, specialmente nel mercato delle auto usate.

Quanto si spende in un’auto usata

Al di là dell’effettivo risparmio che comporta l’acquisto di un’auto usata, è interessante verificare quale sia il prezzo medio e quali siano invece il prezzo minimo e massimo nelle varie province della regione Lombardia.
Il prezzo medio di vendita è di poco superiore ai 14 mila euro; tale cifra è pari a circa 18 mila euro per la provincia di Cremona, 16 mila per la provincia di Mantova, 15 mila per la province di Milano, Bergamo, Como e Monza, 14 mila euro per le province di Varese e Lecco, 13 mila euro per le province di Sondrio e Lodi, 12 mila euro per la provincia di Pavia.
I valori elencati dimostrano con buona precisione la capacità di spesa degli italiani, che è tale da permettere l’acquisto di una buona auto usata o di un’utilitaria nuova di livello medio basso.
Il prezzo continua quindi a farla da padrone ed è a tutti gli effetti la chiave principale delle scelte di ognuno di noi; questo fatto può sembrare scontato, ma in realtà evidenzia una palese perdita del potere d’acquisto di ogni cittadino italiano, che evita di scegliere in base alle soggettive preferenze per necessità.

Conclusioni

Si può affermare con certezza che acquistare le auto usate convenga; la crisi economica è stata ed è tutt’ora un fattore che, al pari di altri, da un lato priva ogni cittadino della possibilità di spesa, dall’altro crea ulteriori opportunità.
Gli automobilisti possono trovare fra i veicoli usati numerose occasioni, auto garantite capaci di servire il loro acquirente ancora per molti anni.

Beni durevoli, a Brescia nel 2019 spesi 1 miliardo e 663 milioni di euro

in Automotive/Economia/Tendenze by
Auto usate a Brescia, foto generica

Nel 2019 la spesa per beni durevoli in Lombardia è aumentata del 4% (solo il Veneto è cresciuto di più: +4,5%) grazie in particolare al comparto della mobilità e alle auto nuove che hanno registrato l’incremento della spesa delle famiglie più elevato sull’intero panorama nazionale (+11,9% rispetto al 4,5% in Italia). Il quadro della spesa per i beni durevoli in Lombardia nel 2019 è stato tracciato dall’Osservatorio dei Consumi Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia e presentato oggi a Milano. In espansione anche la spesa dei privati per auto usate (+1,6%) e motocicli (+7%). Tra i beni legati alla casa, andamenti positivi per mobili (2,9%) ed elettrodomestici (2,9%). Calano, invece i consumi di beni tecnologici: telefonia (-7,9%), elettronica di consumo (-4,6%) e information technology (-1,6%). “Nell’anno appena concluso in Lombardia – commenta il responsabile dell’Osservatorio Findomestic Claudio Bardazzi – sono stati spesi in durevoli 14 miliardi e 250 milioni, quasi il 20% del totale nazionale, con una media di 3.171 euro per nucleo familiare, il 3,9% in più rispetto al 2018. Monza-Brianza (3.501 euro), è la provincia italiana con la spesa media per famiglia più alta”.

L’ANALISI PROVINCIALE. “Lo scenario provinciale – ha aggiunto Bardazzi – presenta un andamento diversificato: solo a Milano (5,8%) e Monza-Brianza (5,2%) la dinamica della spesa per i durevoli è migliore della media regionale. Pavia (3,8%), Cremona (3,5%), Varese (3,4%), Mantova (2,9%), Como e Lodi (2,7% entrambe), Bergamo (2,2%) sono cresciute più della media nazionale. Brescia è in linea (2,1%), Sondrio (1,7%) e Lecco (1,5%) sono le uniche due province lombarde che si collocano al di sotto. Considerando la spesa per famiglia, dopo Monza-Brianza prima in Italia, troviamo 11esima in classifica (oltre 200 euro di distanza) Varese (3.277 euro), seguita da Cremona (3.216), Mantova (3.207), Pavia (3.193), Milano (3.188) e Como (3.176). Al di sotto della media regionale (3.171 euro) ci sono Lecco (3.087), Lodi (3.055), Brescia (3.021), Bergamo (2.993) e, infine, Sondrio che, con 2.886 euro, occupa il 47esimo posto a livello nazionale”.

BRESCIA. Brescia è una provincia economicamente dinamica e i dati di consumo dei beni durevoli lo confermano: i, a  con una spesa media per famiglia di 3.021 euro. Nel comparto motori le auto nuove valgono 489 milioni di euro (+4,4%), quelle usate 463 milioni (+1,3%) e i motoveicoli 35 milioni di euro (+5,4%). Solo a Milano è stato speso di più in elettrodomestici nel 2019 – a Brescia 101 milioni complessivi (184 euro a famiglia), in crescita del 2,6% – e in mobili (370 milioni, 671 euro per nucleo familiare), +3,2%. Elettronica di consumo (-4%) e telefonia (-5,5%) in negativo, lieve crescita per l’information technology (+0,5%) che è diminuita altrove.

MILANO. Il capoluogo lombardo è la provincia più dinamica nella regione e la seconda in Italia per consumi di beni durevoli: +5,8% di aumento rispetto al 2018 a 4 miliardi e 936 milioni di euro e +6,8% di crescita nella spesa media per famiglia (3.188 euro). Nel 2019 sono stati impiegati 1 miliardo e 396 milioni di euro per l’acquisto di auto nuove (+19%), 1 miliardo e 444 milioni per quelle usate (+1,4%) e 122 milioni (1° in regione) per i motoveicoli (+8,5%). L’incremento di Milano (+3,5%) nella spesa per elettrodomestici è secondo solo a Monza-Brianza. In positivo i mobili (+3,9%), stabile l’information technology (+0,2%) mentre crollano elettronica di consumo (-4%) e telefonia (-5,8%).

VARESE. A Varese la spesa per beni durevoli è cresciuta del 3,4% chiudendo il 2019 a 1 miliardo e 270 milioni di euro (3.277 euro di media a famiglia, +3,1%). La mobilità si conferma il settore traino dell’intero mercato: 441 milioni di euro di consumi per auto nuove (+11,3%), 315 per quelle usate (+2,2%) e 31 milioni di euro per motoveicoli (3,2%). L’Osservatorio Findomestic ha rilevato che le famiglie varesine hanno speso nel 2019 l’1% in più rispetto al 2018 in elettrodomestici (192 euro di media per nucleo), +1,2% per i mobili (682 euro medi), mentre non hanno sostenuto i consumi di TV e Hi-Fi, crollati in provincia del 7,2% a 31 milioni di euro complessivi. Stessa sorte per information technology e telefonia, rispettivamente in calo del 5,3% e del 12,1%.

CREMONA. Cremona, dopo Monza-Brianza e Varese, è la terza provincia lombarda per spesa media familiare in beni durevoli: 3.216 euro, cresciuti nell’ultimo anno del 2,7%. Sul territorio sono stati spesi in totale 502 milioni di euro nel 2019 (+3,5% rispetto al 2018), gran parte in auto nuove (151 milioni, +9,1% e 968 euro per famiglia) e auto usate: 140 milioni di euro complessivi, +2,6%. Positivo l’incremento di spesa per i motoveicoli anche se rappresentano una porzione minore del mercato dei durevoli in provincia (10 milioni di euro). Nel 2019 sono andati bene gli acquisti di elettrodomestici: +3,1% e 194 euro a famiglia, secondo miglior dato in regione dopo Monza. Per i mobili si è registrato un +3,5% con 111 milioni di euro in totale. In flessione l’elettronica di consumo (TV e Hi-Fi) e l’information technology (-2%), mentre è un vero e proprio crollo quello della telefonia che – in linea con il trend negativo di tutte le provincie lombarde – cala del 9,1% a 36 milioni di euro complessivi (erano 40 nel 2018), con 231 euro di spesa media per famiglia (erano 256 nell’anno precedente).

COMO. Como è la provincia lombarda che nel 2019 ha fatto registrare la crescita più elevata nella spesa per l’acquisto di motoveicoli (+13,7%) con 26 milioni di euro impiegati (3 in più del 2018) e il dato medio per famiglia più elevato nel segmento (99 euro). Nel complesso il mercato dei beni durevoli comasco ha raggiunto gli 828 milioni di euro nel 2019 (+2,7%) e 3.176 euro per nucleo familiare (+2,1%). Alle auto nuove sono stati destinati 291 milioni: +8,4% e +7,8 di spesa media per nucleo. Sono, invece, 180 i milioni spesi per quelle usate (+1,2%). Numeri più contenuti (49 mln) per gli elettrodomestici, ma pur sempre in crescita (+1,6%). Per i mobili le famiglie comasche hanno speso 705 euro di media ognuna, 184 milioni di consumi totali, in aumento dell’1,4%. Decresce l’information technology (-4,6%), l’elettronica di consumo (-5,9%) e crolla la telefonia con -11,6% di consumi e un ridimensionamento della spesa media familiare del 12,1%.

PAVIA. In provincia di Pavia i beni durevoli superato i 792 milioni (+3,8%) di euro per una spesa di 3.193 euro a famiglia, in aumento del 3,4%. L’Osservatorio Findomestic rileva che la quota per le auto nuove è salita a 258 milioni (+9,2%) così come quella per le usate che ha raggiunto i 218 milioni di euro (+2,1%). Dati lievemente positivi per i motoveicoli (+0,5%), mentre corrono gli elettrodomestici a +3,3% (44 milioni) e i mobili: +3,1%, 165 milioni complessivi e 665 euro a famiglia. In flessione dell’1% il segmento information technology, ed è in forte calo (-5,5%), come altrove, la spesa in telefonia passata dai 58 milioni del 2018 ai 55 del 2019.

LODI. I consumi di beni durevoli a Lodi sono aumentati nell’ultimo anno del 2,7% passando da 298 milioni di euro a fine 2018 a 306 nel 2019. Le rilevazioni dell’Osservatorio Findomestic evidenziano una spesa media per famiglia di 3.055 euro che ha contribuito in particolare ad alimentare il settore delle auto nuove (106 milioni di euro in totale, +5,6%) e quello delle usate con consumi in salita del +3,1%, soltanto Sondrio è cresciuta di più in questo segmento. Stabili i motoveicoli (+0,8%), in positivo gli elettrodomestici (+2,8% di consumi per 185 euro a famiglia) e i mobili (+3,2%). In provincia sono stati spesi solamente 8 milioni di euro per TV e Hi-Fi nel 2019 con un vistoso calo del 5,7% rispetto all’anno precedente. Diminuiti anche i consumi di information technology (-1,5%) e telefonia (-6,9%).

MANTOVA. Mantova è la seconda provincia lombarda, dopo Milano, per spesa media familiare nel comparto della telefonia (249 euro) nonostante i consumi del segmento siano calati del 4,5%. Nella città dei Gonzaga sono stati spesi 551 milioni di euro in beni durevoli nel 2019 (+2,9%), in particolare tra auto nuove (+8,4%, 872 euro a famiglia) e usate con 155 milioni di euro totali. Andamento negativo per i motoveicoli: Mantova è l’unica provincia lombarda che decresce (-0,9%), mentre è in positivo il settore casa: elettrodomestici a +2,8%) e mobili a +3,3%. L’information technology, stabile o in calo in tutta la regione, risulta invece in crescita (+1,1%), mentre viene confermata la tendenza negativa generale per l’elettronica di consumo (-3,6%).

LECCO. A Lecco consumi di beni durevoli in lieve crescita (+1,5%) a 453 milioni di euro complessivi e spesa media per famiglie (3.087 euro) che rimane stabile. L’Osservatorio Findomestic evidenzia come siano stati 150 (+6,9%) i milioni che i lecchesi hanno impiegato per le auto nuove, 110 (+1,1%) per le usate e 13 per i motoveicoli con la seconda maggior crescita in Lombardia: +11,1%. Segno “più” per elettrodomestici (+1,6%) e segno meno per la spesa media familiare sui mobili (-1,1%, unica provincia in calo nel segmento). In flessione anche l’elettronica di consumo (-5,8%) e l’information technology (-6,4%). A Lecco si registra il peggiore calo di tutta la regione nella telefonia: -13,2% di spesa complessiva con un arretramento da 38 milioni di euro nel 2018 a 33 nel 2019.

BERGAMO. Bergamo è la terza provincia lombarda per consumi in durevoli: 1 miliardo e 390 milioni di euro nel 2019 (+2,2% rispetto al 2018) e 2.993 euro di spesa media per famiglia (+3,2%). Il segmento in cui si è concentrata la maggior parte della spesa è quello delle auto nuove (423 milioni di euro, +7,4%) e usate (366 milioni, +1,1%). Bene anche i motoveicoli (+3,8%) così nel comparto casa la spesa media per famiglia è in aumento del 4,3% (seconda miglior crescita in regione) per gli elettrodomestici che si attestano a 89 milioni di euro, e del 3,3% per i mobili (306 milioni i consumi del comparto). L’elettronica di consumo e l’information technology non brillano con un -4% ciascuno, la telefonia crolla a -10,9%.

SONDRIO. Sondrio si conferma, anche nel 2019, l’ultima provincia lombarda per consumo di beni durevoli. La spesa complessiva si è attestata a 227 milioni di euro, l’1,7% in più rispetto al 2018. Le auto nuove hanno canalizzato 48 milioni di euro in totale con 612 euro per famiglia, meno delle usate Che hanno toccato quota 75 milioni con 952 euro di spesa media per famiglia (+3,7%), il dato più alto dell’intera regione. Ammontano a 5 milioni di euro gli acquisti di motoveicoli, mentre gli elettrodomestici crescono del 3,1% e i mobili del 3%. In negativo le altre voci: -2,4% per information technology, -9,4% la telefonia e -4,8% l’elettronica di consumo.

MONZA – BRIANZA. Monza-Brianza è la quarta provincia in Italia per crescita nella spesa destinata ai beni durevoli. L’incremento è stato del 5,2% sul 2018 e sono stati impiegati 1 miliardo e 331 milioni di euro in questo mercato. I monzesi hanno speso 437 milioni in auto nuove (1.150 euro a famiglia, il dato più alto in regione), e 357 in usate (+2,1%). Anche i motoveicoli risultano in positivo con 33 milioni complessivi, in crescita del 9,8%. In tutta la Lombardia, solo le famiglie monzesi hanno superato i 200 euro (203) di spesa media per gli elettrodomestici (+3,6% di consumi). Il segmento mobili aumenta del 2,8% ma cala l’elettronica di consumo del 4,3%. Anche information technology e telefonia diminuiscono rispettivamente del 3,4% (36 milioni di euro spesi) e del 10,4% (86 milioni e una spesa per famiglia crollata dell’11,3%).

CREDITO AL CONSUMO. Nei primi 9 mesi del 2019 in Lombardia sono stati finanziati attraverso il credito al consumo oltre 9 miliardi e 330 milioni euro, un valore in crescita del 7,9% e superiore alla media nazionale. “Oggi il credito al consumo – afferma Gilles Zeitoun, direttore generale di Findomestic – è sempre più percepito come uno strumento di pagamento utile e talvolta indispensabile. Non a caso, secondo una rilevazione del nostro Osservatorio mensile, il 78% degli italiani che hanno acquistato a rate avrebbe dovuto posticipare o abbandonare i propri progetti d’acquisto se non avesse potuto ricorrere al credito”.

Il mercato del credito ha offerto ancora una volta un sostegno fondamentale ai consumi delle famiglie italiane in un anno, il 2019, in cui complessivamente le erogazioni di prestiti hanno raggiunto un ammontare di 71,5 miliardi (+3,9% rispetto al 2018). In questo scenario Findomestic si è confermata leader di mercato, erogando 10,4 miliardi di prestiti (+6,1%) e raggiungendo una quota del 14,5%.

 

Bollo auto, in Lombardia a gennaio gettito di 95 milioni

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Auto usate a Brescia, foto generica

Agli automobilisti lombardi piace lo sconto sul bollo auto. La riduzione del 15 per cento della tassa riservata a chi paga con domiciliazione bancaria ha registrato un decisivo incremento confermato dai dati di gennaio. Per chi deve pagare il bollo auto con scadenza marzo 2020 ci sono ancora pochi giorni per beneficiare dello sconto.

Due mesi di auto ‘gratis’ e sconti sino a 294 euro per veicolo

A gennaio 110.073 persone hanno scelto la domiciliazione bancaria mentre 1.444 sono quelle giuridiche. Rispetto al gennaio dell’anno scorso i numeri sono cresciuti rispettivamente del 29% e del 359%. Chi ha usufruito dello sconto nel complesso ha versato 18.689.035,71 euro con un risparmio medio di 29,41 euro, con una punta massima di 294,70 euro (nel 2019 sono stati 19,78 e 196,47).

“Gli automobilisti lombardi a gennaio hanno risparmiato 3,28 milioni di euro”, ha osservato l’assessore regionale a Bilancio, Finanza e Semplificazione, Davide Caparini.
In base ai riscontri sul bollo auto con scadenza 31 gennaio, è stato registrato un gettito di 95.201.301 euro.

Una misura che piace a privati, artigiani e PMI

Dallo scorso ottobre, quando è stato annunciato l’incremento dello sconto sul bollo auto e moto sono stati 89.494 i nuovi mandati inviati da privati, artigiani, professionisti e piccole e medie imprese (per le grandi imprese con più di 50 vetture lo sconto, invece, è rimasto invariato al 10%).
Un raddoppio rispetto ai 39.637 dello stesso periodo del 2018. Nel solo mese di gennaio 2020 se ne sono aggiunti altri 23.672, arrivando così a 899.357 su un totale di oltre 7 milioni di bolli.

“Tra i vantaggi – ha continuato Caparini – anche ‘zero stress’ per le code agli sportelli, a tutto vantaggio della qualità della vita, e la certezza di non dimenticare la scadenza correndo quindi il rischio di incorrere in sanzioni per ritardi o mancati pagamenti”.

Calati gli avvisi di mancato pagamento

“Registriamo un forte calo di emissione di avvisi di mancato pagamento – spiega Caparini -. Un trend che è anche indice di una netta diminuzione della cosiddetta evasione ‘inconsapevole’, quella per intenderci dovuta a dimenticanza e che porta a pagare sanzioni”.

Con la migrazione dell’archivio ACI, da settembre 2018 è stato possibile isolare l’effetto sul calo dei mancati pagamenti dovuto proprio alla domiciliazione bancaria. A gennaio 2019 sono stati 260.690 gli avvisi emessi, contro i 307.268 dello stesso mese dell’anno precedente. A febbraio del 2019, l’ultimo al momento a disposizione, ne sono stati inviati a 197.096 contro i 218.225 di febbraio 2018.

Successo della misura tra gli ‘over 60’, cresce interesse imprese

L’addebito in banca sino a oggi è stato scelto da 899.357 soggetti. In prevalenza si tratta di automobilisti uomini: sono 559.315. Le donne si attestano a 324.684. La fascia d’età prevalente è quella over 60, con 323.474 mandati (tra 50 e 59 anni 226.654, tra 30 e 49 anni 308.910, sotto i 30 anni 29.468).
“Come avevamo previsto, questa misura che abbassa il carico fiscale sui cittadini, sulle aziende e aiuta il budget familiare – ha sottolineato l’assessore -, ha amplificato la sua attrattività con l’aumento dello sconto. Abbiamo premiato coloro che pagano con regolarità, semplificandogli anche la vita, contribuendo a ridurre l’evasione”.

Mandato da inoltrare entro il 15 del mese antecedente la scadenza

Chi ha il bollo in scadenza il 31 marzo ha ancora tempo qualche giorno per poter usufruire già da quest’anno dello sconto del 15%.

Per averne diritto si deve, infatti, far pervenire il mandato di pagamento alla Regione entro il giorno 15 o alla fine del mese precedente quello della scadenza. Le due date valgono rispettivamente nel caso di invio per posta ordinaria oppure online, tramite l’Area Personale Tributi’. Per l’operazione di pagamento tramite domiciliazione bancaria il costo è di 1 euro.

L’addebito diretto su conto corrente bancario può essere richiesto dai cittadini residenti in Lombardia o iscritti all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero (A.I.R.E.), proprietari di uno o più veicoli o locatari (solo se il contratto di locazione decorre dal 1° gennaio 2017). In caso di cointestazione, la domanda deve essere inoltrata dal soggetto indicato per primo sulla carta di circolazione. Lo sconto vale anche per le persone giuridiche con parco veicolare intestato o utilizzato sino a 50 mezzi.

 

Bollo auto, si paga anche negli uffici postali bresciani

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I cittadini della provincia di Brescia possono pagare il bollo auto in qualsiasi Ufficio Postale del territorio. Tutti gli sportelli sono collegati con l’archivio delle tasse automobilistiche ed è possibile conoscere in tempo reale l’importo del bollo auto comprensivo di eventuali more ed interessi.

E’ sufficiente comunicare all’operatore di sportello i dati relativi al pagamento (Regione/Provincia di residenza, Targa/Telaio, Tipo di veicolo ed eventuale riduzione) senza preoccuparsi di calcolare l’importo dovuto e senza compilare alcun modulo.

Sarà inoltre possibile regolarizzare le posizioni riferite alle annualità precedenti che non risultano saldate specificando la data di scadenza e i mesi di validità del pagamento.

Il versamento della tassa automobilistica in scadenza il prossimo 31 gennaio può essere effettuato in contanti, con la carta Postamat o Postepay, con Carte di Credito del circuito Vpay e Maestro e con Carte di Credito Visa, Mastercard e American Express.

Il servizio è disponibile anche online sul sito www.poste.it per gli utenti registrati al sito e per i correntisti BancoPosta e i titolari di carte PostePay.

 

Egm Group: indebitamento netto in calo da 69 a 32,7 milioni

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Il rallentamento dell’economia europea, innescato soprattutto dalla riduzione della domanda da parte del settore dell’automotive, pesa sui conti, ma EGM Group completa positivamente il piano di risanamento iniziato nel 2015, riducendo ulteriormente la posizione finanziaria netta che passa dai 69 milioni di euro circa dell’esercizio 2017-2018 (chiuso al 31 luglio) ai 32,7 milioni di euro dell’esercizio 2018-2019.

Nel corso dell’anno gli investimenti, tra materiali e immateriali, sono stati complessivamente pari a 6 milioni di euro concentrati principalmente in due ambiti: uno tecnico-qualitativo per migliorare qualità del prodotto, servizi al cliente e produttività e uno legato alla sicurezza e ambiente.

I ricavi segnano un leggero rallentamento passando dai 213,4 milioni di euro dell’esercizio 2017-2018 ai 207 milioni dell’esercizio chiuso il 31 luglio 2019. La marginalità operativa diminuisce con un EBITDA pari a 8,2 milioni di euro contro i 13,5 milioni di euro dell’anno precedente. Restano fermi a quota 38,8 milioni i costi operativi che si mantengono sensibilmente inferiori agli anni precedenti (erano 43,2 milioni nell’esercizio 2016-2017). Il patrimonio netto si attesta a 49,7 milioni di euro portandosi a 1,5 volte rispetto all’indebitamento.

La Società bresciana, tra i leader nel settore delle barre in ottone e dei laminati in rame e leghe di rame, ha quindi messo in archivio l’esercizio con un risultato ante imposte che registra una contenuta perdita di circa 400mila euro.

GRUPPO EREDI GNUTTI METALLI

Il Gruppo EGM (Eredi Gnutti Metalli) è tra i leader in Europa nella produzione di barre in ottone e nastri in rame e sue leghe, dall’ottone al bronzo e leghe speciali. Il Gruppo, che ha sede a Brescia con la società Eredi Gnutti Metalli SpA (fondata nel 1860), si qualifica per un’ampia offerta e un servizio unico capace di rispondere in tempi rapidi alle necessità della grande industria europea così come del piccolo utilizzatore locale. L’attenzione alle necessità del singolo cliente, unite ad una visione responsabile della propria attività, fanno del Gruppo EGM un interlocutore affidabile testimoniato da un’esperienza in metallurgia di oltre 150 anni che oggi si declina nella capacità di servire con puntualità i mercati di riferimento proponendosi come global partner di alto livello, garantendo affidabilità e soluzioni condivise.

Settore auto, l’export bresciano vale 810 milioni di euro in sei mesi

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Riparazioni automobili

Tre miliardi l’export lombardo in sei mesi. Autoveicoli, carrozzerie, rimorchi, parti e accessori, motori, un export da 3 miliardi nei primi sei mesi del 2019 in Lombardia a fronte di un import da 6,3 miliardi, per 9,4 miliardi di scambi. Crescono gli scambi del 2,6% in un anno grazie alla crescita dell’import, +5%. Prima Milano con 598 milioni di export e 4 miliardi di import, + 2,4% l’export e +13% l’import. Seguono  Brescia con 810 milioni di export e 226 milioni di import, Bergamo con 560 milioni di export e 401 milioni di import. Per scambi segue Mantova con 820 milioni, Cremona con 425 milioni, Varese e Como con circa 200 milioni. A Monza e in Brianza gli scambi valgono 155 milioni, in crescita del 5% grazie all’import che cresce del 15%, di cui 79 milioni di export e 76 milioni di import.  Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Promos Italia sui dati Istat per i primi sei mesi 2019.

Paesi con cui si scambia nei primi sei mesi del 2019. L’export va in Europa (2,7 miliardi in sei mesi), di cui 198 milioni nei Paesi fuori dall’Unione Europea, in Asia Orientale (67 milioni), America Settentrionale (55 milioni). Nord Africa (53 milioni)  e Asia centrale (27 milioni). L’import arriva dall’Europa con 5,6 miliardi, di cui 212 milioni dai Paesi fuori dall’Unione Europea, seguono Asia Orientale con 602 milioni e centrale con 46 milioni. Cresce l’export in Africa settentrionale, 53 milioni, +75% in un anno, rispetto ai primi sei mesi del 2018. Cresce l’import dall’Asia Orientale, +29% in un anno.

Accessori auto, quali sono i principali

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Gli accessori auto sono articoli che servono a rendere l’utilizzo dell’automobile più comodo, sicuro, conveniente, oppure a tenere il veicolo pulito. Nel catalogo di autoparti.it troverai una vasta gamma di accessori, utili per qualunque automobilista. Tutti gli articoli sono suddivisi nelle seguenti categorie:

Tappetini auto. Questi prodotti sono insostituibili per tenere in ordine il pavimento dell’auto. Ci sono tappetini anche portaoggetti, per esempio per il cellulare sul cruscotto.
Apparecchi elettronici per auto. In questa categoria si trovano vari dispositivi elettronici con i relativi accessori, dai kit Bluetooth ai navigatori satellitari: sono tutti dei dispositivi che servono al conducente per non distrarsi durante la guida.
Prodotti per la pulizia e la cura della carrozzeria. Tra questi sono inclusi deodoranti e vari strumenti e prodotti per pulire la scocca e i suoi elementi, spazzole per gli interni, raschietti per il ghiaccio, panni e accessori per pulire i vetri, ecc. Servono a tenere più pulita automobile all’esterno e all’interno.
Accessori per l’esterno. Tra questi, ci sono telai per la targa, bauli da tetto, catene da neve, copri-ruota, deflettori per il vento; sono tutti articoli per la protezione delle finiture esterne o per un trasporto più semplice degli oggetti.
Coperture. Ci sono coperture per i sedili, per il volante, per le gomme o anche per tutto il veicolo.
Attrezzi per il viaggio, per emergenze e per guasti. Tra questi ci sono cric, pompe, compressori, luci, badili, chiavi, kit di riparazione, cunei, cavi e carica-batterie. Tutto ciò che può servire quando si è in viaggio.
Guasti ed emergenze. In questa categoria si trovano martelli d’emergenza, kit di pronto soccorso, estintori, giubbetti rifrangenti, torce e triangoli di segnalazione. Sono accessori insostituibili in caso di emergenza.
Funi e cinghie. Ci sono cinghie da sollevamento, funi e cinghie da traino.
Tendine parasole. Questi accessori servono a proteggere l’interno dell’auto dai raggi diretti del sole.
Borse e contenitori. Ci sono vari oggetti per organizzare in modo comodo e intelligente il bagagliaio, come reti o borse.
Comfort interno. In questa categoria si trovano deumidificatori e cuscini per il collo.
Accessori per viaggiare con cuccioli sono presentati in varie coperture per sedili, comode se si viaggia con il proprio amico a quattro zampe.
Accessori auto per bambini. In questa categoria si trovano seggiolini per bambini di ogni età, dai trasportini per neonati ai rialzi per bambini più grandi.
Frigoriferi da auto. Servono a tenere in fresco bevande o cibo durante un viaggio.

Lombardia: 6,6 miliardi spesi nel 2018 per manutenzione e riparazione auto

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Meccanico, foto generica da Pixabay

6,6 miliardi di euro. È questa la spesa che gli automobilisti lombardi hanno sostenuto nel 2018 per la manutenzione e le riparazioni delle loro autovetture, pari al 20,5% dei 32,1 miliardi spesi a livello nazionale. La provincia lombarda che registra la spesa più alta per la manutenzione e le riparazioni di auto eseguite nel 2018 è Milano, con quasi 3 miliardi di euro. Più distanziate seguono le province di Brescia con 752 milioni, Bergamo con 631 milioni, Varese con 513 milioni, Monza Brianza con 479 milioni, Como con 331 milioni, Pavia con 250 milioni, Mantova con 241 milioni, Cremona con 192 milioni, Lecco con 190 milioni, Lodi con 109 milioni e Sondrio con 100 milioni. Queste stime sono state fatte dall’Osservatorio Autopromotec, che è la diretta emanazione di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, la cui prossima edizione è in programma dal 22 al 26 maggio presso il quartiere fieristico di Bologna.

A livello nazionale nel 2018 gli italiani hanno speso 32,1 miliardi per la manutenzione e la riparazione delle autovetture. È una cifra imponente che è più alta del 3,7% rispetto alla spesa dell’anno precedente, quando ammontava a 30,9 miliardi. Si tratta di una crescita che è dovuta in particolare a tre fattori. In primis vi è da considerare l’aumento dei prezzi dei servizi di assistenza alle auto che nel 2018, secondo l’Osservatorio Autopromotec, è stato dell’1,2%. Tale aumento è stato calcolato sulla base di una media ponderata degli indici Istat dei prezzi per la manutenzione e la riparazione, per l’acquisto di pezzi di ricambio e accessori, per l’acquisto di pneumatici e per l’acquisto di lubrificanti. Il secondo fattore che ha spinto verso l’alto la spesa è stato l’aumento del parco circolante di autovetture.

Nonostante il nostro Paese abbia già un tasso di motorizzazione molto elevato, il parco circolante è infatti cresciuto anche nel 2018 (+1,3% rispetto al 2017). Il terzo fattore che ha contribuito alla crescita della spesa è l’incremento della quantità di interventi di officina per le operazioni di manutenzione e di riparazione che, in base alle stime dell’Osservatorio Autopromotec, è stato dell’1,2%.

L’effetto congiunto dei fattori di crescita della spesa per la manutenzione e la riparazione di autovetture ha determinato per gli italiani un esborso complessivo che, come si è detto, è stato stimato dall’Osservatorio Autopromotec in 32,1 miliardi. Una cifra di tutto rispetto che è andata a compensare l’attività delle oltre 83.000 officine di autoriparazione distribuite capillarmente sul territorio nazionale e dedite all’assistenza tecnica agli autoveicoli.
La vitalità del comparto dell’assistenza auto è testimoniata in maniera forte dal fatto che Autopromotec registra ancora una volta il tutto esaurito per quanto riguarda la presenza di espositori. Anche l’edizione di quest’anno si preannuncia come un momento di incontro irrinunciabile per gli operatori professionali del mondo dell’autoriparazione, per toccare con mano le nuove tecnologie e i nuovi servizi offerti dal mercato automotive.

Dati riparazione auto lombardia
Dati riparazione auto lombardia

Revisioni auto, nel 2018 in Lombardia sono stati spesi 477 milioni

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Riparazione auto

Nel 2018 gli automobilisti della Lombardia hanno speso 477,6 milioni di euro per eseguire le revisioni obbligatorie delle loro auto presso le officine private autorizzate. La cifra comprende il pagamento della tariffa fissata per le revisioni per complessivi 152,7 milioni di euro ed il costo delle operazioni di manutenzione e riparazione necessarie per porre gli autoveicoli in grado di superare i controlli previsti, cioè la spesa per la cosiddetta attività di prerevisione, che ammonta a 324,9 milioni di euro. A livello provinciale, è Milano la provincia della Lombardia che, con 150,2 milioni di euro, registra la spesa più alta per le revisioni e le prerevisioni eseguite nel 2018. Dopo Milano, seguono più distanziate Brescia (con 67,3 milioni di euro), Bergamo (56,8 milioni), Varese (46,5 milioni), Como (31,2 milioni), Pavia (25,9 milioni), Mantova (22,5 millioni) Monza e Brianza (20,7 milioni), Lecco (19,9 milioni), Cremona (17,5 milioni), Sondrio (10,3 milioni) e Lodi (8,7 milioni). I dati citati emergono da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale dedicata alle attrezzature e all’aftermarket automobilistico, la cui prossima edizione, la 28°, sarà in programma a Bologna dal 22 al 26 maggio 2019.

A livello nazionale nel 2018 sono stati spesi 2,92 miliardi di euro per l’attività di revisione delle auto presso le officine private autorizzate. Si tratta di una cifra di estrema rilevanza, anche se di poco inferiore (-0,9%) rispetto ai 2,95 miliardi di euro realizzati nel 2017. Nel dettaglio, la spesa per la pura operazione di revisione è diminuita dell’1,8% sul 2017.
Questo calo è dovuto essenzialmente alla diminuzione del numero di veicoli chiamati a revisione (nel 2018 sono stati revisionati 13.959.706 veicoli, e cioè l’1,8% in meno rispetto ai 14.217.864 veicoli revisionati nel 2017), anche perché non vi sono state variazioni né per ciò che riguarda la tariffa fissata per le revisioni né per gli oneri accessori (Iva, diritti per la Motorizzazione e bollettino postale). La spesa per le prerevisioni, invece, ha subìto un calo meno marcato (-0,5%) in quanto la diminuzione del numero dei veicoli chiamati a revisione è stata compensata dall’incremento dei costi delle operazioni di manutenzione e riparazione che risulta dagli indici Istat (+1,3%).

L’attività di revisione, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, oltre ad essere un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada, è uno strumento importante per mantenere in condizioni di efficienza i veicoli. La revisione ha infatti lo scopo di verificare le condizioni di sicurezza e il livello di emissioni inquinanti, così da attestarne l’idoneità a circolare su strada. È bene ricordare che, come previsto dal Codice della Strada, le revisioni vanno effettuate dopo quattro anni dall’immatricolazione e, successivamente, ogni due anni.

Spesa per revisioni nelle province lombarde
Spesa per revisioni nelle province lombarde
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