Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Finanza

L’assemblea di Neosperience Spa ha approvato l’autorizzazione all’acquisto e disposizione di azioni proprie

in Economia/Evidenza/Finanza by

La PMI innovativa Neosperience S.p.A. (ISIN IT0005351496), attiva come software vendor nel settore della Digital Customer Experience e guidata da Dario Melpignano, comunica che l’Assemblea ha autorizzato in data odierna il Consiglio di Amministrazione ad effettuare operazioni di acquisto e vendita di azioni proprie ai sensi degli articoli 2357 e 2357-ter del codice civile. L’autorizzazione ha la finalità di dotare la Società di uno strumento flessibile e funzionale a perseguire le finalità compatibili con le vigenti disposizioni di legge e regolamentari, nei limiti previsti dalla normativa vigente e, ove applicabili, in conformità a prassi di mercato ammesse dall’autorità di vigilanza, pro tempore vigenti, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 13 del Regolamento (UE) n. 596/2014, tra cui, inter alia:

  1. consentire alla Società di implementare piani di incentivazione azionaria in qualunque forma essi siano strutturati (sia di stock option, stock grant o piani di work for equity) ed adempiere alle obbligazioni derivanti dai predetti piani di incentivazione;
  2. utilizzare le azioni proprie nell’ambito di operazioni connesse alla gestione caratteristica ovvero di progetti coerenti con le linee strategiche che la Società intende perseguire;
  3. utilizzare le proprie azioni come oggetto di investimento per un efficiente impiego della liquidita generata dall’attività caratteristica della Società;
  4. intervenire (ove possibile e previsto dalle applicabili disposizioni di legge e regolamentari), nel rispetto delle disposizioni vigenti, anche per il tramite di intermediari, per contenere movimenti anomali delle quotazioni e per regolarizzare l’andamento delle negoziazioni e dei corsi, a fronte di momentanei fenomeni distorsivi legati a un eccesso di volatilità o a una scarsa liquidità degli scambi ovvero, più in generale, a sostegno della liquidità del titolo e dell’efficienza del mercato; e, in generale
  5. perseguire le finalità compatibili con le disposizioni normative e regolamentari d volta in volta vigenti.Le modalità di attuazione del programma prevedono che l’acquisto potrà essere effettuato, in una o più volte, entro 18 mesi dalla data di deliberazione, fino ad un ammontare massimo di azioni proprie tale da non eccedere il 10% del capitale sociale, in ogni caso per un importo massimo di Euro 12.000.000 per un massimo di 500.000 di azioni – fermo restando che le operazioni di acquisto saranno effettuate nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato, che il prezzo di acquisto dovrà essere pari a un corrispettivo non inferiore nel minimo del 15% e non superiore nel massimo del 15% al prezzo di riferimento registrato dal titolo nella seduta di Borsa del giorno precedente ogni singola operazione e comunque nel rispetto in ogni caso dei termini e delle condizioni stabilite dal Regolamento Delegato (UE) n. 2019/1052 e dell’ulteriore regolamentazione applicabile (anche di carattere Europeo o sovranazionale) e delle citate prassi ammesse (ove applicabili) -.

    L’autorizzazione alla disposizione delle azioni proprie non prevede limiti temporali.

    Alla data odierna, la Società detiene n. 400 azioni proprie in portafoglio. Il Verbale dell’Assemblea sarà messo a disposizione del pubblico nei termini e con le modalità previsti dalla normativa vigente.

In provincia di Brescia 413mila Libretti di risparmio e 789mila Buoni fruttiferi Postali

in Banche/Economia/Finanza by

I cittadini della provincia di Brescia confermano la loro tradizionale vocazione al risparmio con uno stock ad oggi pari a oltre 413mila Libretti di risparmio e 789mila Buoni fruttiferi Postali.

L’importanza di avere a disposizione uno strumento di risparmio garantito, flessibile e redditizio è emersa in maniera significativa anche nei mesi dell’emergenza sanitaria, caratterizzati da una forte incertezza, grazie alla possibilità di sottoscrivere Buoni Postali e di aprire Libretti di Risparmio Postale sul sito poste.it o tramite l’APP BancoPosta.

Grazie alla digitalizzazione dell’offerta, Poste Italiane si è confermata nel ruolo di porto sicuro del risparmio, mettendo a disposizione degli italiani prodotti che permettono di investire anche piccole somme, con la protezione offerta dalla garanzia dello Stato, a fronte di una buona redditività.

E’ infatti possibile sottoscrivere i Buoni Fruttiferi Postali, aprire un Libretto Smart e accantonare delle somme con l’Offerta Supersmart, direttamente dal sito www.poste.it oppure tramite l’App BancoPosta dal proprio smartphone o tablet, senza necessità di recarsi all’Ufficio Postale.

A partire dall’ 8 maggio 2020, in concomitanza con l’inizio della fase due “post-emergenza”, le condizioni economiche della gamma di offerta dei Buoni Fruttiferi Postali sono state riviste al rialzo. Inoltre, nel corso del mese di giugno sono state lanciate tre nuove offerte: il “Buono Rinnova” dedicato al reinvestimento delle scadenze di buoni, “l’Offerta Supersmart Premium Digital” dedicata alla nuova liquidità ed il “Buono Soluzione Eredità”, rivolto ai beneficiari di un procedimento successorio.

Poste Italiane ricorda, infine, che i Buoni Fruttiferi Postali e Libretti di Risparmio sono garantiti dallo Stato Italiano e sono esenti da costi, salvo gli oneri fiscali; i buoni sono, inoltre, esenti da imposta di successione e soggetti ad una tassazione agevolata del 12,50% sugli interessi.

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Associazione Artigiani, Enrico Mattinzoli eletto Presidente Artfidi Lombardia

in Associazione Artigiani/Associazioni di categoria/Economia/Finanza by

Venerdì 26 giugno si è riunito il nuovo cda di Artfidi Lombardia che ha eletto Enrico Mattinzoli  Presidente e due  Vice Presidenti: Maria Pia Consonni di Lodi Vicario e Angelo Valota di Crema. Riconfermato nel cda Bortolo Agliardi.

Enrico Mattinzoli succede a Battista Mostarda che resterà nel cda come Consigliere. Confermato il Direttore Generale Francesco Gabrielli.

Nel Luglio del 1974 da una delle tante intuizioni di Lino Poisa, storico Direttore dell’Associazione Artigiani, viene costituita presso la Sede di Via V. Emanuele con la presidenza dell’ ing. Mario Venturelli e con soli 249 soci la Cooperativa di Credito e Garanzia per gli Artigiani Bresciani che con il supporto della Regione nella costituzione del Capitale e la sottoscrizione di un massimo di 8 quote pro capite di Lire 10mila cadauna, consentirà ai soci un finanziamento massimo di 2,5MLN di Lire rimborsabili in 24 mesi.

Artfidi Lombardia, cresciuta negli anni, e a tutti gli effetti l’anima finanziaria dell’Associazione conta al 31marzo 2020 n° 26.388 Soci e garanzie in essere per € 191.576.853,47.

Artfidi Lombardia è il primo Confidi Iscritto fra gli Intermediari Finanziari vigilato da Banca d’Italia in Lombardia e il quarto in Italia.

E’ presente oltre che nella Sede Centrale di Brescia, a Bergamo, Crema, Lodi, Milano, Milano/Seveso e Varese.

Con la crisi in atto ha fatto fronte negli ultimi due mesi a 1.018 richieste di moratoria e sospensioni per un importo di € 8.725.421,68.

Nasce a Brescia la prima Spac immobiliare

in Economia/Edilizia/Finanza by
Borgosesia SpA, società quotata sul mercato MTA di Borsa Italiana, lancia a Brescia BGS Club SPAC, società per azioni di diritto italiano e prima Spac immobiliare nel nostro Paese.
La Spac (special purpose acquisition company), promossa e amministrata da Borgosesia Real Estate, permette a investitori terzi di partecipare a un investimento immobiliare grazie alla sottoscrizione di diverse categorie di azioni, emesse in fasi differenti del progetto.  Sino ad oggi le Spac sono state per lo più utilizzate come «acceleratori» nei processi di quotazione di singole target.
La Spac “BGS Club” si propone di utilizzare lo stesso modello operativo per avvicinare al mondo delle special situation in ambito immobiliare singoli investitori che intendono accrescere, all’interno del proprio portafoglio, l’esposizione a questa asset class ma che, al contempo, desiderano poter scegliere se assumere o meno una posizione nella singola operazione e, nel caso, seguirne “da vicino” l’evolversi.
Da qui l’idea di un club alla cui partecipazione consegue il diritto di vedersi sottoporre, di volta in volta, opportunità di investimento a cui liberamente decidere di partecipare o meno. Obiettivo dell’iniziativa, infatti, è quello di raccogliere un ristretto numero di investitori con i quali condividere iniziative e progetti di sviluppo in un’ottica di medio lungo termine.
Gli investimenti che la Spac intende proporre ai propri investitori sono rappresentati dall’acquisto di immobili, eventualmente preceduto dall’acquisto del credito non performing garantito da ipoteca sugli stessi. Gli immobili vengono individuati nell’ambito di procedure esecutive, concorsuali o pre concorsuali al fine di una successiva loro valorizzazione anche attraverso interventi di completamento o ristrutturazione.
Il funzionamento di questo modello di Spac prevede che i singoli investitori partecipino all’iniziativa con un ‘commitment’ complessivo di importo variabile versando una quota iniziale a titolo di anticipo (pari all’1% dell’impegno complessivo) che dà diritto – una volta presentato l’investimento da sviluppare – di decidere se partecipare o meno ai singoli progetti immobiliari che saranno presentati dai promotori dell’iniziativa.
La Spac, infatti, una volta raccolti gli anticipi, ha 12 mesi di tempo per individuare e proporre ai sottoscrittori il progetto immobiliare da sviluppare. L’orizzonte temporale dell’investimento- dal momento della sottoscrizione al termine dello sviluppo immobiliare con la distribuzione dei ritorni – è stimato complessivamente in 24-30 mesi.

Come funziona

Nel dettaglio, la Spac prevede 3 tipologie di azioni: le azioni di classe A, detenute da Borgosesia Real Estate e che permettono il controllo della società al Gruppo Borgosesia. Le azioni di classe B sono quelle che vengono offerte agli investitori privati che decidono di aderire al progetto fermo restando che il Gruppo parteciperà comunque ad ogni investimento con una quota del 20%.
Nel momento in cui Borgosesia individua il progetto immobiliare da sviluppare, i possessori delle azioni di classe B possono scegliere se aderirvi ottenendo in cambio azioni “correlate”. Queste azioni, suddivise a loro volta in tante serie quanto sono gli investimenti che la società andrà a realizzare, sono quindi quelle che conferiscono al possessore il pieno dritto sui risultati finali dell’investimento.
Considerata la necessità di disporre di un team dotato di tutte le competenze professionali occorrenti, la Spac sottoscriverà col Gruppo Borgosesia un apposito contratto in base al quale quest’ultimo assumerà nell’ambito dell’operazione il ruolo di “portfolio manager” al fine di curare tutte le attività connesse alla selezione e acquisto degli assets oggetto di investimento nonché alla successiva loro valorizzazione.
I costi connessi ad investimenti che, per qualsiasi circostanza, non dovessero essere conclusi, graveranno esclusivamente su Borgosesia.
***
 
Borgosesia è una società per azioni quotata sul Mercato Telematico Azionario (MTA) di Borsa Italiana attiva nel settore degli investimenti in asset non performing e alternativi in generale, volti a rivitalizzare prevalentemente progetti immobiliari sottostanti.
Holding industriale con competenze finanziarie e nel settore del real estate, Borgosesia punta a crescere attraverso una strategia che unisce entrambe le competenze, completando o rivitalizzando progetti immobiliari, costituiti soprattutto da fabbricati residenziali in grandi centri urbani e turistici.
La missione di Borgosesia è creare valore per grandi e piccoli investitori grazie alla capacità di intervenire in situazioni di crisi o che necessitano di nuovi stimoli, generando valore attraverso l’investimenti in operazioni con rischio contenuto.
(fonte comunicato stampa pubblicato in forma integrale)

A2A si prepara a mettere sul mercato obbligazioni per 1 miliardo di euro

in A2A/Economia/Finanza/Partecipate e controllate by

Il Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A., riunitosi ieri ha assunto una delibera quadro che ha autorizzato l’emissione di uno o più prestiti obbligazionari non subordinati, non garantiti e non convertibili, a valere sul proprio Programma EMTN da Euro 4 miliardi costituito nel 2012 e in corso di rinnovo, sino a un massimo complessivo di Euro 1 miliardo, entro il 30 aprile 2023.

Ai fini di quanto precede, il Consiglio di Amministrazione ha inoltre conferito mandato al Presidente e all’Amministratore Delegato affinché, disgiuntamente tra loro, possano provvedere, tenuto conto delle condizioni di mercato, a dare concreta attuazione alla deliberazione consiliare, entro i limiti della stessa.

Le emissioni dei prestiti obbligazionari, che potranno, se del caso, anche essere green bond o sustainability linked bond, saranno destinate, tra l’altro, per finanziare e/o rifinanziare gli investimenti del Gruppo e/o per mantenere idonei livelli di liquidità, nonché essere utilizzati per una o più operazioni di liability management. La decisione si inquadra nel contesto della strategia finanziaria del Gruppo A2A finalizzata anche a garantire una gestione efficiente dei profili di rimborso del Gruppo, ad allungare la vita media del debito e a sostenere il credit rating.

La Giunta camerale vara misure di sostegno alle PMI bresciane per oltre 5 milioni di euro

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Finanza by

Ammontano complessivamente ad euro 5.300.000 i finanziamenti deliberati dalla Giunta della Camera di Commercio di Brescia nella sua riunione del 21 aprile 2020 e messi a disposizione delle PMI bresciane per sostenerle nella delicata fase della ripartenza dopo lo stop forzato imposto dall’emergenza Covid-19.

“Il fattore tempo – commenta il Presidente della Camera di Commercio, Ing. Roberto Saccone – è assolutamente decisivo affinché le nostre imprese possano tornare presto alla loro ordinaria operatività e riprendere a competere sui mercati nazionali e internazionali. Abbiamo pertanto ritenuto di dover procedere, con la massima urgenza, ad avviare modalità di sostegno finanziario, che possano dare un concreto e quanto più celere aiuto alla nostra realtà produttiva, gravemente compromessa a causa dell’emergenza sanitaria”. E’ un impegno economico non di poco conto, che la Camera di Commercio mette in campo, a riprova della vicinanza alle imprese, soprattutto delle Micro e Piccole.

L’Ente camerale ha pertanto deciso, in dettaglio, di rendere disponibili, tramite bandi di prossima emanazione, le seguenti risorse finalizzate a sostenere la fase di ripartenza delle PMI bresciane:

– euro 2.500.000, messi a disposizione nell’ambito dell’iniziativa promossa dal sistema camerale lombardo con Regione Lombardia denominata  “FAI Credito”. Oltre a tale importo, le PMI bresciane potranno usufruire di risorse aggiuntive della Regione Lombardia per ulteriori euro 680.000 circa, per complessivi 3.180.000;

– euro 800.000 per contributi agli Organismi di Garanzia fidi per l’incremento dei Fondi Rischi o dei Fondi di Garanzia, in considerazione del loro ruolo di garanzia nell’ambito del regime di sostegno all’accesso al credito introdotto con il DL 23/2020, che li chiama ad intervenire ad eventuale integrazione della garanzia statale del 90% per i finanziamenti superiori a 25.000 euro;

– euro 2.000.000 per contributi per lo smart working e l’innovazione digitale, considerato che, in relazione ai recenti provvedimenti governativi, lo smart working è diventata la modalità principale ed obbligatoria della prestazione lavorativa privata e pubblica e che l’asset “innovazione” assumerà un’importanza sempre crescente in fase di ripresa delle attività produttive.

I bandi di erogazione delle diverse forme di sostegno finanziario verranno a breve pubblicati sul sito istituzionale della Camera di Commercio, www.bs.camcom.it.

BSNEWS BRESCIA TV: GUARDA LA NOSTRA VIDEO-INTERVISTA AL SINDACO DI BRESCIA EMILIO DEL BONO

(se il video presenta interruzioni dovute all’aggiornamento della pagina potete guardarlo direttamente su YouTube a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=d_eudbUy1fU)

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Costi industriali: cosa sono e come monitorarli al meglio

in Economia/Finanza by

I costi industriali sono cruciali per il successo o il fallimento dell’azienda. Rappresentano infatti la maggiore oscillazione nella determinazione del profitto. È quindi indispensabile monitorarli e attivare un sistematico controllo dei costi industriali. Uno degli strumenti più utili per compiere questa operazione è l’acquisto di un software di gestione, che consente di capire in maniera molto veloce quali e quante sono le spese che incidono sul costo del prodotto, potendo così comprendere immediatamente quali sono gli aspetti da migliorare.

Cosa sono i costi industriali

I costi industriali sono tutte quelle voci che determinano il prezzo di un prodotto. Si stabiliscono calcolando i costi diretti, ossia quelli necessari a realizzarlo, come le materie prime; i costi di produzione, come la manodopera e infine i costi indiretti, ossia quelle voci di spesa che contribuiscono alla creazione del prodotto, come ad esempio gli impianti e il marketing.
Sommati tutti questi elementi, si va poi ad aggiungere l’importo che rappresenta il margine di vendita, che è solitamente fissato per il 20% del costo totale.
Sembra un processo molto semplice; in realtà presenta diverse falle, perchè con il mercato attuale e tutte le variabili che possono incorrere nella determinazione del prezzo, spesso non si fa una valutazione corretta e si rischia di perdere terreno in termini di fatturato. Bisogna quindi dotarsi di programmi in grado di valutare a livello strategico l’allocazione dei costi e la sua eventuale ridistribuzione.

Processi di monitoraggio

Una delle azioni fondamentali per la gestione corretta dei costi industriali è il monitoraggio. Mediante questo processo, sostenuto da un programma di elaborazione dati, l’imprenditore sa sempre dove sono collocate le risorse e come incidono sulla determinazione dei costi. Si lavora per aree di produzione, potendo in questo modo comprendere dove e come ottimizzare dei passaggi che incidono negativamente sulle spese e quindi sul profitto dell’azienda. Tenere sotto controllo la produzione, è determinante anche per sbaragliare la concorrenza, perché si può agire per tempo nella sostituzione o nel miglioramento di alcune pratiche aziendali.
Uno dei metodi più quotati per la determinazione dei prezzi in maniera strategica è l’ABC, acronimo di Activity Based Costing, che parte dall’assunto che il costo del prodotto e/o servizio di un’azienda è determinato dalle attività che si svolgono per realizzarlo e non dalle risorse. In questo modo i proprietari delle aziende sanno sempre dove destinare le risorse per migliorare le performance, basandosi sui dati reali dei costi delle attività e non procedendo per approssimazione considerando le singole risorse. Solo così si può ragionare con una politica di prodotti specifica, valutando anche la destinazione del prodotto, ossia il cliente finale che ne usufruirà.
Attraverso la realizzazione di singoli report suddivisi per attività, si può procedere all’analisi precisa di ogni fase, individuando con molta più facilità cosa funziona e cosa no e quindi riservando investimenti per le aree più deboli o studiando meccanismi di miglioramento mirati.
In un mercato in continua evoluzione e in un sistema economico che punta all’ottimizzazione estrema di costi ed attività, è fondamentale ragionare in questo senso, altrimenti si rischia di disperdere le risorse economiche facendo rischiare il fallimento all’azienda.

Debiti tagliati dai giudici: bresciano pagherà 16.800 euro invece di 110mila

in Economia/Finanza by

In questi giorni si fa un gran parlare dell’emergenza sanitaria del coronavirus che sta colpendo l’Italia, interessando in particolar modo le regioni del nord. Questa, però, non è l’unica emergenza che interessa il nostro paese. Ne esiste anche un’altra, che ormai ha abbandonato le prime pagine dei giornali, quella economica che ha portato moltissimi imprenditori a contrarre debiti per salvare la propria azienda o cittadini a chiedere prestiti per far fronte ad una situazione difficile. Debiti che non sono più riusciti a saldare, e che sono cresciuti rapidamente, diventando opprimenti.

Non tutte le storie, fortunatamente, finiscono male, anzi. Sono sempre di più quelle che vedono un lieto fine, come è stato per il signor Giuseppe, uomo che vive del bresciano, che ha visto finalmente la pubblicazione della sentenza che stralcia in parte il debito di 110.348 €, che aveva contratto nel tentativo di garantire la miglior vita possibile alla propria famiglia. Le cose non andarono come aveva sperato e quello che inizialmente era “solo un prestito”, è cresciuto rapidamente, sotto la spinta dei tassi d’interesse, fino a diventare ingestibile. Per questo il signor Giuseppe ha chiesto aiuto a un’associazione che si occupa di aiutare cittadini e imprese ad uscire da queste situazioni ai sensi della legge 3/2012.

Giuseppe ha sempre cercato di non fare mancare nulla alla propria famiglia. Per far fronte alle necessità non ha esitato a contrarre finanziamenti potendo contare sul suo stipendio e anche quello della moglie, ma gli eventi hanno finito con il prendere una piega diversa da quanto avrebbe sperato.si legge in una notaUna vicenda che non è poi così rara, a dirla tutta. Ma (…) si è risolto tutto per il meglio in tempi rapidi. Giuseppe ha visto la riduzione del suo debito da 110.348 € a 16.800 €, che salderà in rate da 350 € al mese per i prossimi 4 anni. Dopo di che, sarà libero da tutti i debiti e potrà iniziare una nuova vita. Nella sentenza, si legge anche che il giudice ha bloccato, come previsto dalla legge, qualsiasi prelevamento dovuto alla cessione volontaria del quinto. Un provvedimento che è bene mettere in evidenza perché ancora oggi, dopo tanti anni e centinaia di sentenze, alcuni giudici continuano a negare questa evidenza”.

 

Indagini Patrimoniali: cosa sono e quando si possono attuare

in Economia/Finanza/Redazionali by

Nell’ambito delle indagini finanziarie, in merito a utenti con a carico insoluti e debiti non pagati, si arriva spesso alla necessità di rintracciare persone debitrici o effettuare una ricerca conti correnti bancari o postali, carte di credito prepagate, e conti on-line. Rintracciare questi dati è utile per mettersi in contatto col debitore, inoltre questa procedura può essere applicata non solo per rintracciare i conti correnti e i dati finanziari nel nostro Paese ma anche per rintracciare persone e conti intestati alle medesime all’estero.

Banche fisiche e virtuali e nuovi strumenti finanziari

La tipologia di strumento finanziario da ricercare è diversificata, ovvero ci sono le carte di debito ricaricabili, che hanno un conto corrente integrato, e dove è possibile ricevere bonifici e accreditare anche lo stipendio; queste carte sono dotate di un codice IBAN stampato sulla carta stessa, le più famose e gettonate sono la Postepay Evolution e la Carta Hype, mentre i conti correnti on-line sono conti gestibili dal computer o dallo smartphone, sia di banche tradizionali cioè banche fisiche dove bisogna recarsi allo sportello, sia di banca on-line, che sono quelle banche che non hanno una o più sedi fisiche ma si limitano ad avere una presenza fisica con una sede centrale unica. Le più famose banche on-line sono: Banca Sella, Ing Direct, e Webank.

Rintracciare conti correnti: come fare?

Rintracciare attraverso internet conti correnti e identità finanziarie comprende rintraccio di debitori e rintraccio di conti e di persone, che hanno a loro carico degli insoluti rilevanti; queste indagini sono chiamate comunemente “indagini patrimoniali” e hanno come fine quello di analizzare lo stato patrimoniale di una persona fisica o di una persona giuridica, valutare a quanto ammonta la somma totale del suo patrimonio, che può essere costituita sia da beni mobili che da beni immobili, poi possono essere inserite nell’elenco anche le quote di azioni, quote lavoro, pensioni e altre fonti di reddito. Ovviamente questo serve anche per mettere in evidenza se ci sono debiti in corso, o protesti e ipoteche o procedure di questo genere dovute a debiti non onorati.

Debitori e indagini patrimoniali

Le indagini patrimoniali sono legali nella misura in cui il debito accumulato dal debitore è talmente rilevante da richiedere chiarimenti in merito; in pratica si tratta di indagini sull’attività economica, sullo stile di vita, e sul reddito per poter valutare se questa persona non paga i suoi debiti semplicemente per morosità reiterata, o semplicemente perché non ha proprio i mezzi per far fronte ai debiti accumulati. Ad esempio possono essere avviate queste indagini quando una persona palesa uno stile di vita lussuoso, ma allo stesso tempo non provvede ai pagamenti dovuti, anche quelli più generici e comuni, come il versamento delle spese condominiali, o il pagamento dell’assegno di mantenimento a un ex coniuge. Quindi palesare una vita da benestante è assolutamente in contrasto con il fatto di avere debiti e non pagarli, qui allora si evince che ci sia una volontà ben precisa di non fare onore ai propri pagamenti. Ma si preferisce vivere spensieratamente nei propri insoluti.

Il supporto di professionisti nel comparto

Oggi per poter avviare un’indagine patrimoniale è sufficiente rivolgersi agli specialisti di questo campo che si possono trovare anche on-line; si tratta di agenzie che si occupano in maniera professionale e discreta di queste problematiche; infatti è sufficiente effettuare una ricerca sul web per trovare una agenzia di specialisti e professionisti che ci possono accompagnare ad avviare a un indagine patrimoniale su qualcuno che ci deve del denaro.

Militare sommerso dai debiti: i giudici gli fanno il maxi sconto

in Economia/Finanza by

Ha 38 anni e due figli da mantenere, di cui uno con gravissimi problemi di salute. Oltre a un debito da 63mila euro, a cui non riusciva più a far fronte. Ma i giudici del Tribunale di Milano, nei giorni scorsi, hanno deciso che pagherà “solo” 300 euro al mese per cinque anni, versando nel complesso meno di un terzo della cifra dovuta: poi sarà completamente “libero”.

Protagonista di questa storia a lieto fine è un militare di professione residente nel Milanese (ma originario di Alghero, in Sardegna), che si è si è rivolto agli avvocati Monica Pagano e Matteo Marini (studio Pagano & Partners di Brescia) nella speranza di poter tornare a sperare nel futuro.

I problemi dell’uomo, che ha vissuto a Corsico e Buccinasco, sono iniziati nel 2010 quando – dopo la separazione, contestualmente alla nascita del secondo figlio – ha deciso di indebitarsi per ristrutturare l’abitazione e sostituire la vecchia auto. Purtroppo, subito, un incidente ha aggravato la sua posizione. Il resto, tra il 2011 e il 2016, l’hanno fatto le spese legali per la separazione e le spese mediche, oltre a quelle quotidiane per il mantenimento dei figli.

A quel punto il 38enne non è più stato in grado di pagare e si è rivolto ai giudici, chiedendo l’applicazione della legge 3/2012 in materia di Sovraindebitamento, il cui principio base è che nessuno – vittima incolpevole dei debiti – può essere condannato a pagare per tutta la vita cifre che sono al di sopra delle proprie possibilità. L’uomo, secondo quanto deciso dal Tribunale, venderà la propria auto (del valore stimato di 3.500 euro) e pagherà 300 euro al mese per cinque anni. 21.500 in tutto. Poi, se rispetterà le prescrizioni, sarà completamente libero dai debiti e potrà iniziare una nuova vita.

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