Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Finanza

Debiti tagliati dai giudici: bresciano pagherà 16.800 euro invece di 110mila

in Economia/Finanza by

In questi giorni si fa un gran parlare dell’emergenza sanitaria del coronavirus che sta colpendo l’Italia, interessando in particolar modo le regioni del nord. Questa, però, non è l’unica emergenza che interessa il nostro paese. Ne esiste anche un’altra, che ormai ha abbandonato le prime pagine dei giornali, quella economica che ha portato moltissimi imprenditori a contrarre debiti per salvare la propria azienda o cittadini a chiedere prestiti per far fronte ad una situazione difficile. Debiti che non sono più riusciti a saldare, e che sono cresciuti rapidamente, diventando opprimenti.

Non tutte le storie, fortunatamente, finiscono male, anzi. Sono sempre di più quelle che vedono un lieto fine, come è stato per il signor Giuseppe, uomo che vive del bresciano, che ha visto finalmente la pubblicazione della sentenza che stralcia in parte il debito di 110.348 €, che aveva contratto nel tentativo di garantire la miglior vita possibile alla propria famiglia. Le cose non andarono come aveva sperato e quello che inizialmente era “solo un prestito”, è cresciuto rapidamente, sotto la spinta dei tassi d’interesse, fino a diventare ingestibile. Per questo il signor Giuseppe ha chiesto aiuto a un’associazione che si occupa di aiutare cittadini e imprese ad uscire da queste situazioni ai sensi della legge 3/2012.

Giuseppe ha sempre cercato di non fare mancare nulla alla propria famiglia. Per far fronte alle necessità non ha esitato a contrarre finanziamenti potendo contare sul suo stipendio e anche quello della moglie, ma gli eventi hanno finito con il prendere una piega diversa da quanto avrebbe sperato.si legge in una notaUna vicenda che non è poi così rara, a dirla tutta. Ma (…) si è risolto tutto per il meglio in tempi rapidi. Giuseppe ha visto la riduzione del suo debito da 110.348 € a 16.800 €, che salderà in rate da 350 € al mese per i prossimi 4 anni. Dopo di che, sarà libero da tutti i debiti e potrà iniziare una nuova vita. Nella sentenza, si legge anche che il giudice ha bloccato, come previsto dalla legge, qualsiasi prelevamento dovuto alla cessione volontaria del quinto. Un provvedimento che è bene mettere in evidenza perché ancora oggi, dopo tanti anni e centinaia di sentenze, alcuni giudici continuano a negare questa evidenza”.

 

Indagini Patrimoniali: cosa sono e quando si possono attuare

in Economia/Finanza/Redazionali by

Nell’ambito delle indagini finanziarie, in merito a utenti con a carico insoluti e debiti non pagati, si arriva spesso alla necessità di rintracciare persone debitrici o effettuare una ricerca conti correnti bancari o postali, carte di credito prepagate, e conti on-line. Rintracciare questi dati è utile per mettersi in contatto col debitore, inoltre questa procedura può essere applicata non solo per rintracciare i conti correnti e i dati finanziari nel nostro Paese ma anche per rintracciare persone e conti intestati alle medesime all’estero.

Banche fisiche e virtuali e nuovi strumenti finanziari

La tipologia di strumento finanziario da ricercare è diversificata, ovvero ci sono le carte di debito ricaricabili, che hanno un conto corrente integrato, e dove è possibile ricevere bonifici e accreditare anche lo stipendio; queste carte sono dotate di un codice IBAN stampato sulla carta stessa, le più famose e gettonate sono la Postepay Evolution e la Carta Hype, mentre i conti correnti on-line sono conti gestibili dal computer o dallo smartphone, sia di banche tradizionali cioè banche fisiche dove bisogna recarsi allo sportello, sia di banca on-line, che sono quelle banche che non hanno una o più sedi fisiche ma si limitano ad avere una presenza fisica con una sede centrale unica. Le più famose banche on-line sono: Banca Sella, Ing Direct, e Webank.

Rintracciare conti correnti: come fare?

Rintracciare attraverso internet conti correnti e identità finanziarie comprende rintraccio di debitori e rintraccio di conti e di persone, che hanno a loro carico degli insoluti rilevanti; queste indagini sono chiamate comunemente “indagini patrimoniali” e hanno come fine quello di analizzare lo stato patrimoniale di una persona fisica o di una persona giuridica, valutare a quanto ammonta la somma totale del suo patrimonio, che può essere costituita sia da beni mobili che da beni immobili, poi possono essere inserite nell’elenco anche le quote di azioni, quote lavoro, pensioni e altre fonti di reddito. Ovviamente questo serve anche per mettere in evidenza se ci sono debiti in corso, o protesti e ipoteche o procedure di questo genere dovute a debiti non onorati.

Debitori e indagini patrimoniali

Le indagini patrimoniali sono legali nella misura in cui il debito accumulato dal debitore è talmente rilevante da richiedere chiarimenti in merito; in pratica si tratta di indagini sull’attività economica, sullo stile di vita, e sul reddito per poter valutare se questa persona non paga i suoi debiti semplicemente per morosità reiterata, o semplicemente perché non ha proprio i mezzi per far fronte ai debiti accumulati. Ad esempio possono essere avviate queste indagini quando una persona palesa uno stile di vita lussuoso, ma allo stesso tempo non provvede ai pagamenti dovuti, anche quelli più generici e comuni, come il versamento delle spese condominiali, o il pagamento dell’assegno di mantenimento a un ex coniuge. Quindi palesare una vita da benestante è assolutamente in contrasto con il fatto di avere debiti e non pagarli, qui allora si evince che ci sia una volontà ben precisa di non fare onore ai propri pagamenti. Ma si preferisce vivere spensieratamente nei propri insoluti.

Il supporto di professionisti nel comparto

Oggi per poter avviare un’indagine patrimoniale è sufficiente rivolgersi agli specialisti di questo campo che si possono trovare anche on-line; si tratta di agenzie che si occupano in maniera professionale e discreta di queste problematiche; infatti è sufficiente effettuare una ricerca sul web per trovare una agenzia di specialisti e professionisti che ci possono accompagnare ad avviare a un indagine patrimoniale su qualcuno che ci deve del denaro.

Militare sommerso dai debiti: i giudici gli fanno il maxi sconto

in Economia/Finanza by

Ha 38 anni e due figli da mantenere, di cui uno con gravissimi problemi di salute. Oltre a un debito da 63mila euro, a cui non riusciva più a far fronte. Ma i giudici del Tribunale di Milano, nei giorni scorsi, hanno deciso che pagherà “solo” 300 euro al mese per cinque anni, versando nel complesso meno di un terzo della cifra dovuta: poi sarà completamente “libero”.

Protagonista di questa storia a lieto fine è un militare di professione residente nel Milanese (ma originario di Alghero, in Sardegna), che si è si è rivolto agli avvocati Monica Pagano e Matteo Marini (studio Pagano & Partners di Brescia) nella speranza di poter tornare a sperare nel futuro.

I problemi dell’uomo, che ha vissuto a Corsico e Buccinasco, sono iniziati nel 2010 quando – dopo la separazione, contestualmente alla nascita del secondo figlio – ha deciso di indebitarsi per ristrutturare l’abitazione e sostituire la vecchia auto. Purtroppo, subito, un incidente ha aggravato la sua posizione. Il resto, tra il 2011 e il 2016, l’hanno fatto le spese legali per la separazione e le spese mediche, oltre a quelle quotidiane per il mantenimento dei figli.

A quel punto il 38enne non è più stato in grado di pagare e si è rivolto ai giudici, chiedendo l’applicazione della legge 3/2012 in materia di Sovraindebitamento, il cui principio base è che nessuno – vittima incolpevole dei debiti – può essere condannato a pagare per tutta la vita cifre che sono al di sopra delle proprie possibilità. L’uomo, secondo quanto deciso dal Tribunale, venderà la propria auto (del valore stimato di 3.500 euro) e pagherà 300 euro al mese per cinque anni. 21.500 in tutto. Poi, se rispetterà le prescrizioni, sarà completamente libero dai debiti e potrà iniziare una nuova vita.

Sovraindebitamento, boom di domande in tutta la Lombardia

in Economia/Fallimenti/Finanza/Tendenze by

Negli ultimi mesi i media hanno riportato numerosi casi di personaggi famosi i quali, per uscire da una situazione economica difficile, hanno utilizzato strumenti come la legge sul Sovraindebitamento. Questo strumento permette a privati cittadini “meritevoli”, ma anche a piccoli imprenditori, di ridurre i debiti in base alle proprie capacità economiche.

Quanto è diffusa in Lombardia? Secondo l’analisi dello Studio Legale dell’avvocato Pasquale Lacalandra, specializzato in diritto fallimentare e crisi da sovraindebitamento e consulente esperto dello Sportello Sovraindebitamento attivato dall’Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza, considerando esclusivamente l’Organismo di composizione delle crisi da sovraindebitamento (OCC) della Camera Arbitrale di Milano, che opera per conto della rete delle Camere di commercio lombarde, le istanze presentate da imprenditori e consumatori da novembre 2016 a inizio dicembre 2019 sono state 528.

In particolare si evidenzia che le richieste di accesso alla procedura del 2019 (252 istanze) sono aumentate del +33% rispetto allo stesso periodo del 2018 (189 istanze) e del +200% rispetto al 2017 (84 istanze). I valori, anche se in forte crescita, sono molto lontani dal bacino potenziale che la legge potrebbe raggiungere.

“La Legge sul Sovraidebitamento rappresenta una valida soluzione per chi si trova ad affrontare una situazione di difficoltà economica – commenta l’Avv. Pasquale Lacalandra -. L’obiettivo della legge è, infatti, quello di ridare a queste persone un ruolo attivo nella società, aiutandoli in un momento particolare della loro vita. I numeri, però, confermano come questa proceduta sia ancora poco utilizzata, nonostante sia in crescita. È importante che si faccia una maggiore comunicazione su questo tema, per mettere a conoscenza dei cittadini e dei piccoli imprenditori dell’esistenza di un’alternativa in grado di aiutarli a risolvere i loro problemi. Ma su questo punto bisogna fare chiarezza. Non è una legge per i “furbi”, bisogna essere meritevoli altrimenti non è possibile accedervi. Inoltre, non bisogna dimenticare che questa procedura risulta vantaggiosa anche per il creditore, poiché, senza la ristrutturazione del debito, correrebbe il rischio di perdere totalmente ogni possibilità di recupero.”

“Questi dati – commenta il segretario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero – dimostrano quanto ancora la crisi finanziaria attanagli le imprese, determinata per giunta pure dalle restrizioni verso l’accesso al credito delle pmi. La legge sul Sovraindebitamento pare rispondere in maniera crescente a tante urgenze degli imprenditori medio piccoli e il successo del nostro Sportello Sovraindebitamento dimostra la necessità di assistenza e supporto.”

SCHEDA SOVRAINDEBITAMENTO 

Legge n.3 del 27 gennaio 2012

Cos’è il sovraindebitamento:

è la situazione di squilibrio economico tra i debiti scaduti e il patrimonio del debitore.

Chi può attivare la procedura:

le procedure riguardano i debitori non soggetti al fallimento (consumatori, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi in genere, ecc.). Il procedimento per la composizione della crisi da sovraindebitamento permette di rivolgersi, tramite l’OCC, al tribunale con una proposta che, se accolta, diventerà vincolante per i creditori, anche se non si prevede il pagamento integrale di tutti i debiti.

Tribunale competente:

tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza o la sede principale.

Vantaggi:

riduzione del debito in base alle proprie capacità economiche

Edilizia Scolastica in Lombardia, Cassa depositi presta 205 milioni alla Lombardia

in Economia/Edilizia/Finanza/Formazione/Istituzioni/Regione by

Cassa Depositi e Prestiti ha stipulato con la Regione Lombardia un contratto per la concessione di un prestito, con oneri a carico del bilancio dello Stato, di 205 milioni di euro per il finanziamento di interventi relativi alla costruzione, ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico di immobili di proprietà degli enti locali adibiti all’istruzione scolastica.

L’accordo prevede il finanziamento di interventi su 154 edifici scolastici che si trovano nelle province di Milano, Brescia, Lecco, Cremona, Mantova, Como, Sondrio, Lodi, Pavia, Bergamo, Varese, Monza e Brianza.

In particolare, a Milano e provincia sono 12, a Brescia e provincia 34; a Lecco e provincia 9, a Cremona e provincia sono 14, a Mantova e provincia sono 11, a Como e provincia sono 7, a Sondrio e provincia 10, a Lodi e provincia 7, a Pavia e provincia sempre 7,  a Bergamo e provincia 25, a Varese e provincia 13 e a Monza e Brianza 5.

Il finanziamento rientra nell’ambito del programma di edilizia scolastica 2018-2020 e a seguito della stipula di un protocollo di intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR – che coordina il piano e monitorerà l’utilizzo dei fondi), il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), la Banca europea per gli investimenti (BEI), la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB).

Entro la fine dell’anno è prevista la stipula di ulteriori contratti di prestito con altre18 regioni beneficiarie di contributi statali, per un ammontare complessivo di 1.550 milioni di euro, utilizzando la provvista resa disponibile dalla BEI e dal CEB, sempre destinati alla realizzazione di interventi di edilizia scolastica sull’intero territorio nazionale.

CDP conferma nuovamente il proprio impegno nel finanziamento di interventi da realizzarsi nel settore dell’edilizia pubblica scolastica, proseguendo un percorso avviato nel 2015 che ha già permesso di stipulare con le regioni prestiti per un importo di circa 1,2 miliardi di euro, avvalendosi della provvista finanziaria fornita da istituzioni finanziarie internazionali ed in collaborazione con il MIUR ed il MEF. Le risorse saranno erogate da CDP a Comuni, Province e Città Metropolitane tramite la concessione di mutui alle Regioni, sulla base di graduatorie di priorità predisposte da queste ultime e rientranti nella programmazione nazionale. Gli oneri di ammortamento saranno a carico dello Stato e, grazie a specifiche modalità di erogazione, i beneficiari finali potranno utilizzare le risorse senza impatto sul proprio patto di stabilità interno.

Neosperience Brescia, capitale sociale a 726.220 euro

in Economia/Finanza/Innovazione by
Neosperience in Borsa

Neosperience S.p.A. (“NEOSPERIENCE” o “NSP”), PMI innovativa e uno dei principali player nel settore della Digital Customer Experience, quotata su AIM Italia dal 20 febbraio 2019, comunica che, durante il Primo Periodo di Esercizio dei “Warrant Neosperience S.p.A. 2019-2021” (codice ISIN IT0005351488) (“Warrant”), conclusosi in data 30 Novembre 2019, sono stati esercitati n. 255.052 Warrant  e sono quindi da assegnare n. 255.052 azioni Neosperience S.p.A. di compendio, al prezzo di Euro 3,77 per azione, per un controvalore complessivo di Euro 961.546,04.

Residuano, pertanto, in circolazione n. 951.448 Warrant, che potranno essere esercitati nei successivi periodi di esercizio tra il 15 novembre 2020 e il 30 novembre 2020 compresi e tra il 15 novembre 2021 e il 30 novembre 2021 compresi, come previsto dal Regolamento “Warrant Neosperience S.p.A. 2019-2021” (“Regolamento Warrant”).

In conseguenza di quanto sopra indicato, il nuovo capitale sociale di Neosperience S.p.A. risulterà pari ad Euro 726.220,20 composto da n. 7.2622.202 azioni ordinarie prive di valore nominale.  L’attestazione di variazione del capitale sociale sarà depositata presso il competente registro delle imprese di Brescia entro i termini di legge.

L’emissione e la messa a disposizione, per il tramite di Monte Titoli S.p.A., delle azioni di compendio Neosperience sottoscritte dai titolari di Warrant durante il primo periodo di esercizio avranno luogo entro i tempi tecnici necessari.

Per maggiori informazioni si rinvia al Regolamento dei Warrant disponibile sul sito internet della società, all’indirizzo www.neosperience.com (sezione Investor Relations) dove è anche disponibile il presente comunicato.

 

Sfrattato e con stipendio pignorato: il tribunale gli cancella 250mila euro di debiti

in Economia/Finanza/Ordini professionali by

Aveva acquistato una casa in provincia di Ferrara, poi – con 250mila euro di debiti sulle spalle – si era trasferito in varie città, tra cui Abbiategrasso, in provincia di Milano: qui era stato sfrattato e i giudici avevano deciso di pignorargli il quinto dello stipendio. Il tribunale di Ivrea, nei giorni scorsi, ha regalato una nuova speranza nel futuro a un impiegato 44enne – seguito dallo studio Pagano & Partners di Brescia – che altrimenti sarebbe stato condannato a pagare i creditori per tutta la vita.

L’uomo, che ora vive con la compagna e la figlia di lei nel Torinese, ha una storia davvero travagliata. Nel 2003 aveva contratto un mutuo per comprare la prima casa in un piccolo comune ferrarese. Poi nel 2005 aveva acquistato a rate un’auto, ma era rimasto vittima di un incidente ed era stato obbligato a stipulare un nuovo finanziamento per pagare il residuo del debito. Quindi un nuovo incidente l’aveva messo sul lastrico e per lui, quando viveva nel Milanese, era anche arrivato lo sfratto, con il contestuale pignoramento del quinto dello stipendio. Una vita fatta di continui ricorsi al credito tramite finanziarie, che nel 2017 lo ha lasciato letteralmente senza un soldo in tasca e con un debito complessivo a 5 zeri. Oltre a nessuna speranza nel futuro.

L’unica soluzione, per lui, sarebbe stata quella di vivere schiavo dei debiti, che mai avrebbe potuto pagare. Ma – grazie all’intervento dello Studio Pagano & Partners – ha trovato una via d’uscita.

“Applicando la 3/2012 (la cosiddetta legge salva-suicidi)”, spiegano gli avvocati Monica Pagano e Matteo Marini, “i giudici hanno disposto che l’uomo paghi solo quanto nelle sue possibilità e per un tempo limitato: lo Stato non può condannare una persona colpevole solo di sfortuna all’ergastolo dei debiti e la legge, su questo principio, è dalla parte dei cittadini”.

L’uomo, infatti, metterà a disposizione della procedura la sua casa (già gravata da oneri, e dunque di valore ormai ridotto) e pagherà ai creditori solo una cifra corrispondente a quanto già versava con il quinto dello stipendio (360 euro al mese su 1500 percepiti) per cinque anni (21.600 euro in tutto). Poi, se avrà rispettato le prescrizioni, sarà libero per sempre da ogni debito e potrà tornare a sperare nel futuro.

Banche, con un team di 60 professionisti Ubi rafforza il settore Investement

in Banche/Economia/Finanza/UBi by

Con le prime due emissioni di certificati Equity Protection del 20 novembre, dedicate alla clientela Retail e Top Private, UBI Banca ha inaugurato la direzione ‘Global Markets’, che permetterà all’istituto di credito di ampliare la filiera dell’Investment Banking e offrire, ad una clientela sempre più diversificata, un’ampia gamma di strumenti e servizi finanziari dedicati alla gestione dei rischi sui mercati finanziari.

Tra le attività affidate al nuovo team rientrano, per esempio, la strutturazione, il pricing e l’operatività sul mercato secondario per i certificates rivolti alla clientela Retail e Private oltre a operazioni di market making su equity e fixed income, compresi i titoli di Stato. Inoltre, la direzione Global Markets seguirà l’operatività in derivati a copertura dei rischi su tassi, cambi e commodities e darà supporto all’attività di Corporate Finance nella distribuzione di operazioni equity e debt capital markets con una forza vendita che vanta un’ampia copertura di investitori.

“L’emissione dei primi due certificates rappresenta il primo passo di un progetto ambizioso: diventare un punto di riferimento in ambito Capital Markets”, afferma Alessandro Ravogli, responsabile della nuova direzione ‘Global Markets’. “Sviluppo e rafforzamento della forza sales, incremento dell’attività di Market Making, insieme a sostanziosi investimenti IT per assicurare ai clienti il necessario livello di servizio, permetteranno all’intera area Investment Banking di essere in linea con i principali competitors”.

Alessandro Ravogli è un professionista con esperienza ultraventennale nel settore finanziario in primarie Investment Banks (Citibank N.A., UBM – Gruppo Unicredito, Banca IMI – Gruppo Intesa Sanpaolo) sia come responsabile del trading che della distribuzione, con particolare focus su Fixed Income, FX. E’ entrato in UBI banca a ottobre del 2018 con l’obiettivo di contribuire al completamento della filiera Investment Banking all’interno dell’area CIB con la definizione e la realizzazione del progetto Global Markets. Prima di entrare nel Gruppo UBI, dal 2015 è stato director e co-founder della start up Springrowth SGR, contribuendo con gli altri soci alla definizione di un nuovo modello di business nel mondo dell’asset management domestico su private debt, disegnando la macchina operativa, i processi e distribuendo il primo fondo di credito della SGR.

La focalizzazione sui servizi di Investment Banking di UBI Banca ha visto recentemente un’ulteriore spinta con l’ingresso di nuove figure senior, non solo nel perimetro Global Markets, che hanno incrementato il livello di professionalità del team. In particolare, al fine di rispondere meglio alle esigenze della clientela Corporate, è stata introdotta una struttura di coverage dei principali settori industriali con il compito di dialogare strategicamente con la clientela ed assisterli nelle operazioni di finanza straordinaria (M&A, DCM, ECM e Structured Finance),  grazie alla credibilità maturata nell’interpretare il settore di riferimento e del track record sviluppato nel corso degli anni.

“La creazione dei ‘Global Markets’ rappresenta una naturale evoluzione dell’attività di Investment Banking che ha sviluppato nel corso degli ultimi due anni nuove aree di business per soddisfare al meglio la clientela della banca”, afferma Vincenzo De Falco, Responsabile dell’area Investment Banking di UBI Banca. “Con i nuovi strumenti opereremo sui mercati finanziari in segmenti di grande interesse per la clientela Private e Retail, garantendo le soluzioni più adatte in termini di trasparenza e di remunerazione del capitale”.

Nell’ambito del Corporate, UBI banca si è contraddistinta in particolare per aver assistito, tra gli altri, clienti come Acea, A2A, Enel, Iren ed Api nel settore Energy,  Alessi e Moorer nel Consumer, Bain Capital e HIG nelle acquisizioni di Fedrigoni e Metalprint nel settore Industrial, York Capital e DK nel Real Estate. Sui mercati UBI Banca ha effettuato nel 2019 oltre 25 emissioni obbligazionarie per conto di clientela Corporate e Financial Institutions e circa 70 operazioni di Structured Finance.

La divisione Corporate & Investment Banking, guidata da Marco Mandelli, è un punto di riferimento per le circa 8.000 imprese Mid Corporate e per i 700 gruppi Large Corporate clienti della banca per i prodotti e servizi di Investment Banking. Attualmente la divisione CIB conta circa 300 professionisti.

 

Credito e finanza: in provincia Brescia 5mila assunzioni nel 2018

in Economia/Finanza/Lavoro/Tendenze by
Manager, foto generica

Imprese del credito e della finanza: se consideriamo il settore amministrativo allargato all’area legale e al controllo di gestione, le entrate lavorative annuali a Milano sono state di quasi 30 mila nell’anno 2018, il 7% di tutte le entrate milanesi, 394 mila,:_quasi una su dieci. Lo stesso dato in Lombardia è stato del 5,5%, con 50 mila entrate su 918 mila e in Italia del 4,5%, con 207 mila entrate su 4,6 milioni, circa una su venti.

A Milano i dirigenti entrati nel 2018 nell’area amministrativa sono stati il 53% rispetto alla prevalenza di impiegati in Italia col 58% e in Lombardia con 54%. Seconda per entrate nella finanza Brescia con 5 mila, terza Bergamo con quasi 4 mila. Seguono con 3 mila Varese e Monza Brianza, con 2 mila Como. Alto a Lecco il peso su tutte le entrate, 1.470 su 26 mila, il 6% circa, poco meno di Milano, quasi una su dieci.

Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati 2018 del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL.

All’interno del comparto finanziario e gestionale, se si guarda al settore della finanza, credito e assicurazioni, con circa 10 mila entrate previste in un anno, Milano rappresenta il 77% del totale lombardo che è di oltre 13 mila, un quarto circa di quello italiano che raggiunge quota 43 mila. Più alta a Milano anche la percentuale di giovani fino a 29 anni, il 38,3% delle entrate previste rispetto a una media italiana del 34%.

Tra le regioni con maggiori entrate nel settore, oltre alla Lombardia prima con il 31,2% del totale nazionale, ci sono il Lazio (15,4%) e l’Emilia-Romagna (10,3%). Il 24% dei nuovi posti di lavoro è in preferenza dedicato a figure femminili. Le competenze maggiormente richieste per i nuovi assunti? Un’alta capacità di risoluzione dei problemi nel 72% dei casi e molta flessibilità e adattamento (85%). Richieste anche buone competenze digitali (84%) e capacità di applicare tecnologie 4.0 (46%).

La bresciana Neosperience pronta per entrare in Borsa (Aim)

in Aziende/Economia/Finanza/Innovazione by
Il logo di Aim

Neosperience, PMI innovativa italiana attiva come software vendor nel settore della Digital Customer Experience, annuncia di aver presentato oggi la domanda di ammissione funzionale alle negoziazioni delle azioni ordinarie della Società sul mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa Italiana.  L’ammissione è prevista per lunedì 18 febbraio, con primo giorno di quotazione atteso per mercoledì 20 febbraio.

L’offerta è stata realizzata attraverso un collocamento di azioni interamente in aumento di capitale. La società, guidata dai fondatori Dario Melpignano (AD) e Luigi Linotto (CFO), intende destinare la raccolta al supporto dei piani di sviluppo che prevedono anche una crescita per linee esterne e l’ingresso in nuovi mercati strategici.

Neosperience è assistita da Advance SIM in qualità di Nomad e Global Coordinator, da Ambromobiliare come financial advisor e da BDO come società di revisione e consulente fiscale. Dentons agisce come legal advisor e Banca Finnat come specialist e research provider. Close to Media è consulente della società per la comunicazione.

NEOSPERIENCE

Neosperience è una PMI innovativa italiana che opera come software vendor, fondata a Brescia nel 2006 con sede a Milano da Dario Melpignano e Luigi Linotto, rispettivamente Amministratore Delegato e CFO. La società è attiva nel settore della Digital Customer Experience, grazie a Neosperience Cloud: piattaforma integrata che attraverso l’Intelligenza Artificiale permette alle aziende di offrire ai clienti un’esperienza digitale personalizzata ed empatica, per conoscerli, coinvolgerli e fidelizzarli. Tra le aziende clienti di Neosperience figurano società leader nel settore del lusso, della GDO e dei servizi finanziari.

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