Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Gi Group: 100 assunzioni in Lombardia

in Economia/Lavoro by
Donne e lavoro, foto generica da Pixabay

Oggi i candidati prima di inviare il CV scorrono il doppio delle offerte di lavoro rispetto al 2019 e i costi per le aziende necessari per ottenere una candidatura sono aumentati di oltre il 50% rispetto all’anno scorso. Sintomi del dinamismo che contraddistingue il mercato del lavoro in Italia e dell’aumentata competitività tra aziende: i rifiuti dopo l’accettazione di un’offerta di lavoro sono passati da 1 su 10 a 4 su 10 e le contro-offerte delle aziende sono passate da 3 su 10 a 6 su 10. La colpa? Sicuramente di un elevato candidate shortage che sta appunto mettendo a dura prova la capacità delle aziende di attrarre e trattenere i talenti.

A questo si aggiungono anche le mutate priorità dei candidati: se nel 2020 il principale driver per cambiare lavoro erano questioni economiche e retributive, oggi queste sono scese al terzo posto e al primo troviamo il bilanciamento tra vita professionale e famigliare.

Tutto ciò delinea un mercato del lavoro fortemente candidate-driven, dove diventano fondamentali competenze come saper interpretare e rispondere a esigenze sempre più sfidanti, aiutando e orientando i candidati a scegliere e supportando le aziende a dotarsi dei migliori talenti. Sono proprio queste skill che Gi Group, la prima agenzia per il lavoro italiana, ricerca al fine di inserirle in organico, a seguito anche di una crescita: +34% della domanda a oggi rispetto al 2021 nella Regione, dove ha il suo headquarter ed è presente con 52 filiali.

Delle oltre 300 posizioni aperte in tutta Italia, sono circa 100 quelle ricercate nella sola Lombardia: Responsabili Ricerca & Selezione, Technical Consultant, Sales Account e Responsabili Amministrativi. I requisiti? Essere creativi e flessibili, possedere un approccio consulenziale e orientato agli obiettivi, oltre ad avere capacità organizzativa e di team building. Richiesta possibile laurea in economia o materie umanistiche e conoscenza della lingua inglese.

“In un periodo come questo dove il mercato del lavoro è estremamente sfidante e dove le aziende faticano a trovare risorse di valore, il ruolo delle agenzie per il lavoro come Gi Group è fondamentale – commenta Giuseppe Beretta, Regional Business Director di Gi Group – Entrare in Gi Group significa avere la possibilità di essere dei veri e propri “Lifechanger” e fare la differenza nella vita delle persone con il proprio lavoro. E significa farlo in una realtà solida, con prospettive di crescita anche internazionali e con piani di formazione personalizzati proposti da b*right, la nostra Corporate University.”

I candidati verranno assunti direttamente in Gi Group, società di Gi Group Holding, la multinazionale italiana specializzata nelle risorse umane presente in 29 Paesi che ha chiuso il 2021 con un fatturato di 3,3 miliardi di euro. Un’organizzazione giovane – età media 35 anni – e molto diversity oriented – oltre il 70% di occupazione femminile – molto attenta alla diffusione e condivisione dei propri valori e al coinvolgimento delle risorse. Secondo l’ultima Global HR survey interna, infatti, le persone di Gi Group presentano un elevato livello di engagement (77%), di trust nei valori e nella cultura (86%) e di fiducia nei colleghi (89%).

Tutte le posizioni a cui è possibile candidarsi sono disponibili sul sito www.gigroup.it

Indagine Api: sostenibilità prioritaria per l’88% delle imprese bresciane

in Ambiente/Api/Associazioni di categoria/Economia/Energia/Tendenze by

La sostenibilità diventa sempre più centrale nell’attività delle PMI bresciane. Solo il 12% delle imprese ritiene, infatti, la ritiene poco o per nulla importante per la propria attività. Infatti, alla domanda su quanto la sostenibilità sia da considerare rilevante per il proprio business, ben l’88% delle imprese ha risposto in modo positivo. Per il 35% delle imprese la sostenibilità è ‘mediamente importante’, per il 32% molto importante e per il 22% di massima importanza per la propria attività.

A osservarlo è l’indagine realizzata dal Centro Studi Apindustria Confapi Brescia, diretto da Maria Garbelli, interrogando 100 imprese rappresentative del tessuto associativo (oltre la metà appartiene al settore metalmeccanico, con fatturati compresi in prevalenza tra i 2 e 10 milioni di euro). Lo studio ha indagato i diversi aspetti della sostenibilità, concentrandosi in prevalenza su quella ambientale, ma non tralasciando quella sociale e di governance.

Nella realtà concreta delle PMI bresciane, il tema sostenibilità è declinato in particolare in merito al processo produttivo, rientrante in misura forte al più ampio contesto dell’innovazione di processo o di prodotto. Nell’ultimo triennio, oltre due imprese su tre (68%) hanno migliorato la propria sostenibilità intervenendo sull’edificio o rinnovando i macchinari, un altro 15% ha in programma di operare in tale direzione nel prossimo futuro. E ancora, quattro imprese su cinque stanno prestando particolare attenzione ai consumi energetici, con l’obiettivo di ridurli e un ulteriore 15% ha intenzione di farlo. Percentuali non troppo diverse riguardano i processi di riduzione e recupero degli scarti di lavorazione, così come è significativo il 58% di imprese che, già oggi, acquista almeno una quota di energia elettrica da fonti rinnovabili e un altro 15% che ha in programma di farlo.

Elementi positivi emergono anche dalla relazione con i fornitori. Oltre sette imprese su dieci considerano (o hanno intenzione di farlo nel breve) i fattori sociali e ambientali nella scelta dei fornitori. L’87% dà priorità ai fornitori locali quando questo è possibile, oltre la metà (53%) acquista materie prime non vergini o da riciclo.

Se la riduzione degli sprechi e il riciclo dei rifiuti interessano già una maggioranza di imprese, la normativa ambientale viene però considerata eccessivamente burocratica (67%) ed onerosa (40%).

In un quadro in buona parte positivo non mancano però elementi critici, legati talvolta al tipo di attività svolta, altre a un contesto generale ancora difficile e non favorevole alla svolta green, ma non di rado anche ad una non piena consapevolezza che fatica a farsi strada in alcune imprese. È in tale ottica che vanno letti, ad esempio, il 47% delle imprese che ha difficoltà ad agire sulla riduzione dell’impatto logistico o il 42% che non interviene su prassi operative legate al packaging.

Per le PMI bresciane, a non rendere completamente agevole la transizione verso un’economia sostenibile pesano sia fattori di sistema che interni alla realtà aziendale. Tra i fattori esogeni, i più rilevanti riguardano la mancanza di supporto da parte di enti quali banche e altre istituzioni (35%), le difficoltà legislative e burocratiche (33%) e la scarsa conoscenza all’accesso di misure di sostegno economico-finanziario (25). Tra i fattori endogeni, in primo piano vi sono le difficoltà dovute al particolare settore di appartenenza (42%), i limiti legati al prodotto specifico che si commercializza (36%) e la mancanza di competenze adeguate (35%).

La valutazione del grado di sostenibilità su tutte le dimensioni ESG ha per il momento interessato (o lo sta per fare) un terzo delle imprese mentre il 46% l’ha in programma nel prossimo futuro. La formazione (73%) erogata ai dipendenti è la misura più diffusa tra le imprese, tramite corsi finanziati (anche parzialmente) dall’impresa stessa, un ulteriore 22% li ha già in programma. Molto buona la comunicazione interna: il 72% informa il proprio organico circa gli andamenti aziendali ed 1 su 10 ha in programma di agire in questo senso.

«Il quadro che emerge è nel complesso positivo – afferma Pierluigi Cordua, presidente di Apindustria Confapi Brescia -. Il tema della sostenibilità sta diventando sempre più centrale anche per le PMI bresciane che, rispetto alle questioni sociali, ambientali e di governance, vedono sempre più un possibile fattore competitivo e non un costo. Emergono allo stesso tempo delle difficoltà, legate alla burocrazia, alla non piena conoscenza delle opportunità che esistono sul piano della finanza agevolata. Il ruolo associativo è importante anche in tal senso, ma è evidente che serve uno sforzo a tutti i livelli, da quello centrale agli enti camerali passando per gli istituti di credito. Molte imprese hanno contezza di tutto questo sistema, altre non ancora, ma tutti devono essere sostenuti in questo sforzo. Nei prossimi anni, per restare sul mercato, una parte di imprese dovrà riconvertire in tutto o in parte la propria produzione e, se non vogliamo che ne derivino conseguenze sociali drammatiche, è necessario che questa trasformazione venga sostenuta per tempo e in modo adeguato».

Alle imprese va riconosciuto il ruolo strategico nel percorso che condurrà l’intero sistema Paese ad adottare nuovi paradigmi energetici ed ambientali. «Il percorso avviato dalle imprese verso la sostenibilità esprime una duplice valenza in chiave di competitività e di innovazione: due fattori che avranno grande e definitiva influenza sulle chances di un’impresa di restare sul mercato – afferma il presidente della Camera di Commercio di BresciaRoberto Saccone –. Le imprese svolgono un ruolo importante nella transizione energetica e sono sempre più sensibili e consapevoli dei temi ambientali e sociali oltre che fortemente impegnate su questi temi anche per cogliere le opportunità di sviluppo. Le imprese bresciane non faranno mancare il contributo importante al raggiungimento di obiettivi che oggi fanno parte della cultura e della sensibilità ormai diffuse, assumendosi anche la responsabilità in ragione del loro ruolo sociale. I decisori politici, peraltro, nel definire gli obiettivi di attuazione, devono considerare tempi e modi di raggiungimento di tali obiettivi, non perdendo di vista il valore del sistema produttivo esistente, che va accompagnato nello sviluppo di soluzioni altamente innovative, in un’ottica realistica che contemperi gli obiettivi globali del percorso irreversibile di transizione con le capacità innovative e di evoluzione dell’attuale sistema produttivo».


Camera di Commercio di Brescia, ecco gli ultimi avvisi

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia by

Come di consueto, pubblichiamo gli avvisi settimanali della Camera di Commercio di Brescia.

71/22 – Pagamento Diritto annuo 2022

Si ricorda che le imprese già iscritte al Registro delle imprese al 1° gennaio 2022 devono corrispondere il diritto annuale per la sede legale e per le unità locali alla C.C.I.A.A. competente per territorio, utilizzando il modello F24, entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi.
Per maggiori dettagli consultare il sito camerale www.bs.camcom.it – Registro Imprese – Diritto annuale.

72/22 – Il commercio internazionale in tempi di guerra – Giovedì 23 giugno 2022

Webinar ICC -Italia International Trade in Wartime -giovedì 23 giugno, ore15:00 – 17:30.
Organizzazione: sezione Italiana della Camera di Commercio internazionale.
Oggetto: impatto del conflitto russo ucraino nel commercio internazionale.
Partecipazione: gratuita, previa registrazione e fino ad esaurimento posti.
Iscrizioni e programma sul sito www.bs.camcom.it

73/22 – Startup innovative – Mantenimento dei requisiti – Venerdì 24 giugno 2022

L’iniziativa intende fornire gli strumenti necessari a predisporre l’adempimento annuale a cui sono tenute le società startup innovative per mantenere l’iscrizione nell’apposita sezione speciale e i nuovi strumenti/software a disposizione degli utenti
Incontri: 24 giugno 2022, ore 14:00 – 15:30

Iscrizioni sul sito www.bs.camcom.it

Le guarnizioni d’attrito dell’impianto frenante

in Automotive/Economia by

Le guarnizioni dei freni sono comunemente chiamate anche pasticche, pastiglie o pattini freno e sono uno dei componenti dei freni a disco. All’interno dell’impianto frenante e soprattutto durante la frenata, costituiscono una parte fondamentale del processo. Sono formate da una parte metallica e da una parte in materiale d’attrito. Quest’ultimo può esser di vario tipo, caratteristica che tuttavia genera una differente efficienza nella frenata o sulla durata delle pastiglie. Anni fa, l’elemento principale col quale venivano assemblate le guarnizioni era l’amianto. Oggi sempre più aziende hanno abbandonato il minerale nocivo per la salute adoperando altri tipi di materiali, sul sito web www.escombrakes.it, ad esempio, è disponibile un’ampia gamma di prodotti di ottima qualità. Scopriamoli insieme.

Guarnizioni per freni e altri prodotti

Le guarnizioni di attrito sono un accessorio indispensabile all’impianto frenante delle vetture: auto, moto, veicoli per l’agricoltura o per l’industria. Collaborando con un marchio tedesco da diversi anni, l’azienda bresciana ha eliminato l’uso dell’amianto nella loro fabbricazione, sviluppando soluzioni all’avanguardia grazie all’esperienza tedesca.

Grazie inoltre ad un’efficiente attività di post vendita di questi accessori, il marchio ha ottenuto il riconoscimento ECE R90, un regolamento noto a livello europeo che valuta la qualità delle guarnizioni frenanti di ricambio. Ma non solo: gli standard dei prodotti sono oggigiorno noti anche al di fuori dell’Europa. Da molti anni infatti, la ditta può vantare clienti dall’Asia, America Latina e Stati Uniti. La gamma dei prodotti in materiale d’attrito venduti principalmente comprende: rotoli di nastro, guarnizioni flessibili e preformate per freni a tamburo, lastre flessibili o rigide, anelli, dischi, rondelle.

I freni a disco e i freni a tamburo

Questi due tipi di freni sono un esempio di freno a funzionamento meccanico. A differenza dei freni idraulici, aerodinamici, elettrici o pneumatici, quelli meccanici sfruttano l’attrito che si genera tra due materiali durante la frenata. Il freno a tamburo ne è un tipo: è formato da un componente fisso, il tamburo, e da due mobili, i ceppi, che sfregandosi contro il tamburo producono la frenata. Questo tipo di freno è il più economico ed il più semplice per il funzionamento. Anche le auto che ne posseggono ancora sono vetture economiche ma soprattutto dalla massa ridotta. Come ad esempio le utilitarie o persino gli scooter. Il freno a disco è probabilmente il più elaborato: composto basicamente da disco, ganascia e pastiglie. Su questo modello di freno, la frenata avviene grazie alla pressione delle pasticche esercitata sul disco. A differenza dei freni a tamburo, sono montati sull’asse anteriore.

Al giorno d’oggi, è il modello più diffuso e preferito da officine e meccanici. Ne sono provvisti infatti dalle automobili alle motociclette, agli autocarri. Durante la frenata, il ceppo agisce contro il tamburo così come le pasticche direttamente sul disco. Di conseguenza, l’attrito a sua volta permette la perdita di velocità. Lo sfregamento dei materiali crea il surriscaldamento degli stessi: durante una corsa di auto da rally per esempio è molto tipico osservare dischi incandescenti. Tuttavia, il surriscaldamento può generarsi anche in strade ad elevata pendenza. Per questo, possiamo trovare

segnali di pericolo appositi lungo la carreggiata quando necessario.

Torri Solare, investimento da 3 milioni a Manerbio

in Ambiente/Economia/Energia by

Manerbio – Torri Solare, azienda bresciana leader nella produzione di pannelli fotovoltaici, continua a crescere e a investire sul territorio. E’ in corso di completamento, infatti, il maxi intervento di riqualificazione che l’azienda guidata da Michele Torri ha avviato nell’ex lavanderia industriale Europa di Manerbio, al confine con Bassano Bresciano.

L’immobile risale agli anni Settanta, ma da oltre vent’anni era inutilizzato, anche a causa della necessità di interventi di bonifica rilevanti. Nel 2021 Torri Solare ha deciso di compiere il grande passo, acquisendo l’area e mettendo in campo un’operazione di riqualificazione da oltre un milione e mezzo di euro. I lavori sono ancora in corso, ma – nella primavera di quest’anno – l’azienda ha lasciato la vecchia sede di Quinzano d’Oglio per trasferirsi a Manerbio.

L’intervento riguarda complessivamente un’area di circa 10mila metri quadrati, di cui 5mila coperti. Tra le opere già effettuate si segnala in particolare la sostituzione di ben 6mila metri quadrati di copertura in eternit con innovativa copertura Aluzinc. Sul tetto, già in estate, verrà realizzato un impianto fotovoltaico della potenza di 400kw. Di questi 100 Kwp garantiranno la copertura di circa il 70 per cento del fabbisogno energetico aziendale, mentre 300Kwp verranno scambiati con la rete. Da segnalare, sempre sul fronte degli investimenti green, è anche la realizzazione di un impianto di climatizzazione geotermico, che non attinge alla rete gas e idrica.

Michele Torri, foto da Torri Solare

“La costruzione ex novo dell’impianto sarebbe stata per noi più conveniente e anche la difficile congiuntura internazionale ci avrebbe potuto spingere in quella direzione”, sottolinea Torri (che ha 34anni e, tra gli altri, riveste anche l’incarico di presidente dei giovani di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale), “ma abbiamo deciso di mettere in campo un investimento coraggioso, puntando sul territorio, al fine di creare valore non soltanto per noi, ma anche per l’intera comunità in cui operiamo”.

Torri Solare è nata nel 2007 da una costola della Fonderia Torri di Quinzano con l’obiettivo di dare vita alla prima azienda produttrice di moduli fotovoltaici. Entro il 2023 l’azienda punta a consolidare un fatturato di 10 milioni di euro, dando lavoro a dieci nuove persone (attualmente i dipendenti sono 25). Significativi anche gli investimenti fatti e programmati.  Oltre al milione e mezzo di euro per l’acquisizione dell’area, il rifacimento

edilizio, la bonifica e le dotazioni tecnologiche, infatti, è stata messa in campo una cifra simile per renderla operativa, con l’attivazione della linea che dovrebbe portare nel 2023 a una capacità produttiva di circa 150mila pannelli fotovoltaici di nuova generazione (la previsione per il 2009, per fare un paragone, era di 7mila pannelli all’anno…).

“La nostra azienda”, conclude Michele Torri, “vuole continuare a puntare sulla qualità del prodotto, che ci sta già premiando. Da tempo stiamo investendo in ricerca e sviluppo. Ora l’obiettivo è quello di irrobustire la resistenza meccanica e agli agenti atmosferici, che pure è già ben al di sopra degli standard di mercato, dei nostri pannelli. Poi lavoreremo alla progettazione di impianti ancora più smart e semplici da posare. E”, chiosa, “di certo non ci fermeremo lì”.

Michele Torri, foto da Torri Solare

Confartigianato Brescia, il 24 (in presenza) l’assemblea provinciale

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eventi by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

 Torna in presenza l’assemblea generale di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale dopo due anni realizzati in streaming causa pandemia. L’appuntamento è fissato per venerdì 24 giugno, a partire dalle ore 17 con la parte pubblica che seguirà quella privata per l’approvazione del bilancio 2021. Un appuntamento che si concentrerà sulla stretta attualità e il contesto in cui si trovano a lavorare le nostre imprese alla luce dei mutati scenari internazionali a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. L’assemblea 2022 non a caso è intitolata: “L’impresa tra economia e democrazia. Come competere nell’attuale assetto geopolitico europeo” e vedrà, dopo la relazione del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, gli interventi del sindaco di Brescia Emilio Del Bono, del Prefetto di Brescia Maria Rosaria Laganà e del presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli e cui seguirà il dibattito moderato da Carlo Piccinato, segretario generale di Confartigianato Lombardia tra il presidente Massetti, il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini e l’europarlamentare Irene Tinagli, presidente Commissione Econ del Parlamento Europeo. Durante l’assemblea saranno conferiti riconoscimenti alle imprese artigiane associate per la fedeltà all’organizzazione, per il passaggio generazionale e per l’impegno sociale, oltre ad una rappresentantiva di artigiani e imprenditori sindaci della nostra provincia che si sono contraddistinti per il loro impegno verso le proprie comunità durante la pandemia e nella più recente crisi ucraina con l’accoglimento e la gestione dei profughi.

Valcamonica, il 23 giugno Sto arrivando!iva la Digital Week

in Economia/Innovazione/Tech by

Per la prima volta la Valle Camonica ospiterà un evento interamente dedicato all’innovazione digitale. Un format inedito che unisce l’incredibile cornice di un’esposizione fisica di Crypto Arte con un laboratorio di contenuti tutti dedicati a NFT, Blockchain e Metaverso.

Una mostra di opere selezionate e una settimana di eventi esclusivi, tra arte e tecnologia, per comprendere le nuove frontiere della digital transformation.

Un’iniziativa firmata Assocamuna e LIMES Farm, che sarà ospitata nella preziosa sede del rinnovato Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica a Cividate Camuno (BS). 

La scelta di ospitare la manifestazione in una delle più significative istituzioni museali del nostro territorio nasce dalla volontà di unire avanguardia e tradizione, ricerca e divulgazione” – ha commentato il Direttore di Assocamuna Diego Zarneri –  “Ospiteremo 14 artisti nazionali e internazionali, esperti, ospiti d’eccezione, e un ricco palinsesto che conta 2 workshop al giorno. Un progetto unico nel panorama culturale della Valle che però non sarà solo arte”.

L’evento sarà inaugurato il 23 giugno e prevede, oltre alla mostra, una settimana di iniziative dedicate ai temi tecnologici strettamente collegati alla Crypto Arte.

Blockchain, Distributed Ledger e le loro applicazioni dalle criptovalute agli Nft, passando per il DeFi, continuano a crescere in tutto il mondo. VALLE CAMONICA DIGITAL WEEK offre un’opportunità da non perdere per aziende e professionisti che desiderano essere protagonisti del futuro.

Diego Zarneri, che è anche il CEO di Limes Farm (Hub di Innovazione della Valle Camonica) aggiunge che – “Benché la consapevolezza di utenti e aziende verso questi nuovi paradigmi tecnologici sia cresciuta molto, le loro applicazioni concrete sono ancora al livello minimo del potenziale. Se le transazioni di Bitcoin sono state il punto di partenza e se arte, media ed entertainment sono oggi motore dello sviluppo di queste tecnologie, assistiamo a una rapida implementazione nei settori dove tracciabilità, controllo della filiera e certificazione generano valore”. 

VALLE CAMONICA DIGITAL WEEK mette al centro le nuove frontiere dell’arte, ma lo fa per accendere i riflettori sulle applicazioni concrete di Smart Contract, “tokenized economy” e metaverso. La Blockchain, infatti, è alla base della “next web revolution”: il Web3, una sorta di Internet “decentralizzato” che potrebbe essere la naturale evoluzione dell’attuale Web “centralizzato” dominato dalle big tech. Scenari che meritano di essere approfonditi per valutarne potenziale, individuarne i rischi e intercettandone tutte le opportunità.

Assocamuna e LIMES Farm sono sempre in prima linea in Valle Camonica per individuare le tecnologie disponibili sul mercato a più alto valore aggiunto, ma si impegnano a informare in modo semplice, con esempi concreti e con un punto di vista vicino agli imprenditori ed alle loro scelte. 

Un occasione per incontrare consulenti e professionisti che possono accompagnare le aziende camune nella transizione digitale (Oltre il 63% delle imprese non introduce innovazione digitale per la difficoltà a reperire professionalità con skill qualificate. Infatti, solo un lavoratore su dieci ha skill 4.0 coerenti con le richieste del mondo produttivo).

Un percorso che ancor prima di parlare di tecnologia è una rivoluzione culturale capace di supportare le aziende a fare ancora meglio ciò che fanno bene da sempre: il fare impresa.

Allo stesso tempo VALLE CAMONICA DIGITAL WEEK sostiene e educa i giovani talenti camuni perchè è chiaro che gli NFT stanno iniziando a introdurre una nuova forma di commercio sociale che favorisce sia i creativi, sia i collezionisti.

La manifestazione sarà aperta dal 23 al 26 giugno. Gli orari e il calendario degli eventi sono pubblicati sul sito www.vallecamonicadigitalweek.com dove è possibile iscriversi gratuitamente (prenotazione obbligatoria). 

Bcc, nel 2021 a Brescia raccolta a 9,3 miliardi di euro

in Banche/Bcc/Economia by

Il 2021 si chiude con segno positivo per le 28 BCC della Lombardia con 202 mila soci, 5.500 dipendenti, 746 sportelli*(oltre il 16% di quelli presenti a livello regionale) e oltre un milione di clienti. Presenti in 534 comuni, in 132 dei quali operano come unico istituto di credito, le Banche di Credito Cooperativo costituiscono all’circa il 21% dell’ecosistema bancario lombardo.

·        BCC IN LOMBARDIA: RISULTATI AL 31-12-2021

Buoni risultati dall’analisi delle masse intermediate35,4 miliardi di depositi, per unacrescita annua pari a +10,9% (superiore all’incremento medio, del 7,6%, registrato dall’industria bancaria regionale), cui si aggiungono 9,1 miliardi di euro di raccolta indiretta24,7 miliardi di euro di impieghi a favore di imprese e famiglie, con un aumento di +2,2% su base d’anno (contro il +1,1% dell’industria bancaria complessiva).

Riguardo ai settori di destinazione del credito: a dicembre 2021 gli impieghi lordi erogati alle famiglie ammontano a circa 8,6 miliardi di euro, oltre 15 miliardi di euro sono stati destinati invece a microimprese e imprese del territorio lombardo.

In particolare, guardando alla classificazione delle attività economiche che maggiormente hanno beneficiato del supporto delle BCC lombarde: il 27% dei finanziamenti sono andati ad attività manifatturiere, il 17% ad attività di tipo commerciale e il 14% al comparto delle costruzioni. Gli impieghi destinati all’agricoltura (pari al 9,3% dei finanziamenti erogati dalle BCC lombarde) rappresentano quasi il 18,5% della quota di mercato regionale.

Nel corso del 2021, inoltre, è migliorata la qualità del credito, con la prosecuzione del processo di riduzione delle esposizioni deteriorate e di aumento dei tassi di copertura: in netta diminuzione, rispetto all’anno precedente, i crediti deteriorati (-28,1%);risultati ancora più significativi sul fronte delle sofferenze, con un’ulteriore diminuzione del 33,5%. Sul fronte reddituale si registra un utile netto complessivo superiore ai 120 milioni di euro in crescita del 13%.

Trend positivi che stanno avendo conferma anche nei primi mesi del 2022, nonostante l’attuale incertezza dovuta al quadro geopolitico internazionale e le relative ricadute economiche.

·        I risultati delle BCC IN PROVINCIA DI BRESCIA

Bene anche i risultati delle BCCpresentinella provincia di Brescia, che registrano a 31 dicembre del 2021 oltre 6 miliardi di euro di impieghi (+2,2%, contro il +1% dell’industria bancaria) e unaraccolta diretta superiore a 9,3 miliardi (+9,7% contro il +8,5% dell’industria bancaria). In diminuzione le sofferenze del 34,8% rispetto all’anno precedente.

Questi, in anteprima, i principali risultati** registrati al 31 dicembre 2021 dalle BCC lombarde; dati che verranno presentati sabato 18 giugno nel corso dell’assemblea annuale della Federazione Lombarda della Banche di Credito Cooperativo, che si terrà al Museo Diocesano di Milano e vedrà la partecipazione e l’intervento, tra gli altri, dell’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini.

«In un’epoca di incertezza e crisi endemica come quella attuale le banche di comunità dimostrano di poter fare la differenza a beneficio di economia reale e welfare di prossimità. I numeri ci confermano, ancora una volta, la fiducia di soci e clienti verso le BCC», dichiara Alessandro Azzi, Presidente della Federazione Lombarda delle BCC. «Con il 2021 si è chiuso di fatto simbolicamente, per i Gruppi Bancari Cooperativi, il primo vero triennio di lavoro post riforma. È giusto riconoscere il valore dei risultati positivi ottenuti, sia sul fronte organizzativo interno delle Capogruppo Iccrea e Cassa Centrale, sia rispetto all’esito positivo degli “esami” imposti dalla Vigilanza BCE, con il superamento a pieno titolo delle verifiche di Asset Quality Review e Stress Test a dimostrazione della solidità del sistema. Con il 2021 si chiude, inoltre, il primo triennio di lavoro della “nuova” Federazione, conseguente all’avvio dei Gruppi ed alla ricerca di un nuovo equilibrio nelle relazioni tra Banche, Capogruppo e componenti associative, nel proposito di rappresentarne a pieno titolo la “casa” comune.

Per contribuire allo sviluppo ulteriore del ruolo sociale delle cooperative di credito,ad integrazione di quello eminentemente economico e bancario, principale sfida per il futuro – spiega Azzi – resta quella di veder riconosciute, anche a livello europeo, le caratteristiche peculiari dei Gruppi Bancari Cooperativi, in ottica di adeguata applicazione del quadro normativo in termini di proporzionalità e semplificazione. Da qui la recente missione a Bruxelles di oltre sessanta esponenti del Credito Cooperativo, organizzata dalla nostra Federazione in collaborazione con Federcasse, presso il Parlamento e le principali istituzioni comunitarie. In questo senso, è importante continuare l’opera di difesa e promozione, presso i decisori italiani ed europei, dell’originalità del nostro modello, che da oggi sarà – con nostro grande interesse e orgoglio – anche oggetto di studio scientifico da parte del Centro di Ricerca sul Credito Cooperativo dell’Università Cattolica di Milano».

Brescia, a maggio inflazione ancora in crescita

in Economia/Tendenze by

Nel mese di maggio, dopo il rallentamento verificatosi del mese di aprile, l’inflazione riprende la sua crescita attestandosi a +1,0% a livello congiunturale (rispetto al mese precedente) e a +7,3% a livello tendenziale (rispetto allo stesso mese dell’anno precedente). A darne notizia è l’ufficio Statistica del Comune di Brescia.

A livello di divisione, registrano incrementi congiunturali uguali o superiori alla variazione media generale le divisioni “Servizi ricettivi e di ristorazione” (+2,9%, con l’incremento delle classi Servizi di alloggio e Ristoranti, bar e simili), “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+1,9%, in particolare con un forte aumento della Frutta), “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (+1,2%, con l’aumento dell’Energia elettrica e del Gas) e “Trasporti” (+1,2%, con la crescita del Trasporto aereo passeggeri e della voce Carburanti e lubrificanti per mezzi di trasporto privati). Altri aumenti si presentano per le divisioni “Mobili, articoli e servizi per la casa” (+0,8%, con l’aumento della classe Mobili e arredi), “Abbigliamento e calzature” (+0,4%, con la crescita della classe Indumenti), “Bevande alcoliche e tabacchi” (+0,4%, con l’aumento dei Vini), “Altri beni e servizi” (+0,3%, con l’aumento della classe Servizi di parrucchiere e trattamenti di bellezza), “Ricreazione, spettacoli e cultura” (+0,2%, con un lieve aumento dei Pacchetti vacanza) e “Servizi sanitari e spese per la salute” (+0,2%, con l’incremento dei Servizi medici). Nulle le variazioni per l’”Istruzione”. In diminuzione solo le “Comunicazioni “ (-1,5%, con la diminuzione della classe Apparecchi telefonici e telefax).

In termini tendenziali, le divisioni che presentano decisi aumenti sono “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (+27,5%, con alti tassi dell’Energia elettrica e del Gas) e “Trasporti” (+11,0%, con l’accelerazione dei Carburanti e lubrificanti per mezzi di trasporto privati), “Servizi ricettivi e di ristorazione” (+8,4% con l’aumento dei Ristoranti, bar e simili e Servizi di alloggio), “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+7,5%, con elevati incrementi per quasi tutte le classi). Notevoli aumenti, seppure inferiori alla media generale (+7,3%) si registrano per i “Mobili, articoli e servizi per la casa” (+5,5%, con l’aumento dei Mobili e arredi), “Abbigliamento e calzature” (+2,9%, con l’aumento della classe Indumenti), “Altri beni e servizi” (+2,3%, con la voce Gioielleria ed orologeria), “Servizi sanitari e spese per la salute” (+1,5%, con l’incremento dei Servizi medici). In discesa, invece, le “Comunicazioni” (-4,5%, con la diminuzione degli Apparecchi telefonici e telefax) e l’“Istruzione” (-0,9%).

Analizzando per tipologia di prodotto, sia i “Beni” che i “Servizi” subiscono degli aumenti (rispettivamente il congiunturale +1,2% e +0,8% e il tendenziale +10,4% e 3,7%). All’interno della categoria dei Beni, aumentano le variazioni congiunturali e tendenziali sia dei beni alimentari (soprattutto quelli non lavorati) che quelli energetici (soprattutto la voce Altri energetici per il congiunturale e gli Energetici regolamentati per il tendenziale). Tra i “Servizi” presenta un sensibile aumento la categoria “Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona” (la variazione congiunturale +2,0% e quella tendenziale +5,6%).
Con riferimento alla frequenza di acquisto dei prodotti, presentano sensibili aumenti congiunturali e tendenziali le categorie alta e media frequenza (rispettivamente +1,5% e +0,9% per il congiunturale e +7,4% e 9,2% per il tendenziale), mentre quelli a bassa frequenza registrano incrementi minori (+0,2% il congiunturale e +3,4% il tendenziale).

Infine, per la “Core Inflation”1, si registrano una variazione congiunturale positiva (+0,7%) e una variazione tendenziale decisamente elevata (+3,6%).

Economia, dal 18 al 25 a Iseo torna la scuola dei Nobel

in Economia/Formazione by
I partecipanti a una delle precedenti edizioni della Iseo Summer School, foto da ufficio stampa

Il prestigioso corso estivo di Economia riservato a studenti postgraduate provenienti da tutto il mondo torna finalmente ad animare Iseo, dopo la sospensione nel 2020 e la versione digitale organizzata nel 2021.

E l’accoglienza da parte del mondo accademico internazionale non poteva essere più calorosa: alla 18º edizione del corso, in programma dal 18 al 25 giugno 2022 all’Iseolago hotel di Iseo, si sono iscritti all’incirca 140 dottorandi di ricerca, assistenti universitari, giovani accademici frequentanti i più prestigiosi atenei sparsi per il pianeta, facendo registrare un assoluto record di iscrizioni.

Grazie ad una valutazione accurata dei profili degli iscritti, l’Istituto I.S.E.O. ha quindi selezionato  70 partecipanti per il corso in presenza e – per accogliere un maggior numero di richieste, senza inficiare sulla qualità del corso – consentirà ad altri 30 partecipanti di seguire la lezioni da remoto, facendo dell’edizione 2022 la prima in assoluto a svolgersi con una modalità ibrida.

Il panel di relatori, ancora una volta, sarà di prim’ordine, per un corso dedicato alla stretta attualità: intitolata “The Post Pandemic Economic Recovery” la Summer School toccherà, oltre al tema della ripresa post-Covid, anche il nodo delle conseguenze, economiche, geopolitiche e sociali, dovute al recente conflitto in Ucraina.

A tenere lezione ci saranno infatti quattro premi Nobel e numerosi  relatori di chiara fama. Partendo dai Nobel, a fare lezione ci saranno Esther Duflo, premio Nobel per l’Economia 2019  (unica premio Nobel per l’Economia donna oggi vivente, la seconda ad aver ricevuto il titolo) e il marito Abhijit  Banerjee, premio Nobel per l’Economia 2019: la coppia illustrerà i loro esperimenti condotti sul campo per combattere la povertà  nel mondo, esperimenti che sono valsi ad entrambi l’ambizioso premio concesso dall’Accademia svedese. A proposito di lotta alla povertà, nel panel ci sarà anche Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace 2006, celebre per aver fondato la Grameen Bank (in lingua bengali “Banca di villaggio”) e dato slancio allo strumento del microcredito: l’economista del Bangladesh illustrerà il suo piano “a tre zero: zero emissioni, zero povertà, zero disoccupazione”. A Michael Spence, premio Nobel per l’Economia 2001, volto fisso della Summer School, toccherà invece parlare delle principali trasformazioni che stanno sconvolgendo l’economia globale.  Ai premi Nobel si aggiungeranno altri rinomati economisti:  Daron Acemoglu, dall’Mit di Boston (con una lezione intitolata “I danni dell’intelligenza artificiale e come evitarli”),  Gernot Wagner, dalla New York University (con un intervento tutto incentrato sul cambiamento climatico), Robert Wescott, già capo economista della Casa Bianca (il tema della sua lezione è l’inflazione globale), Daniele Bianchi, docente alla Queen Mary University of London (che parlerà diffusamente dell’argomento spinoso delle monete digitali, le criptovalute) e, infine,  Michela Nardo, economista della Commissione europea (con una lezione incentrata sugli strumenti a disposizione della Commissione per navigare in questo periodo di grande trasformazione).

Alcuni relatori sfrutteranno la possibilità di fare lezione da remoto, collegandosi online con Iseo.

Nelle precedenti edizioni, dal 2004 al 2021 hanno preso parte alla I.S.E.O. Summer School 1.097 studenti provenienti da 105 università e 374 Paesi.

Quest’anno invece i 70 partecipanti in presenza provengono da 30 Paesi (Arabia Saudita, Turchia, Filippine, Russia, Ucraina, Cina, Malesia, Vietnam, India, Kirghizistan, Israele, Canada, Stati Uniti, Brasile, Argentina, Colombia, Messico, Angola, Sud Africa, Kosovo, Italia, Germania, Portogallo, Ungheria, Spagna, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia, Svizzera, Finlandia) e 50 facoltà. Mentre i 30 partecipanti da remoto si collegheranno da 10 Paesi (Italia, Ucraina, Regno Unito, India, Cina, Iran, Israele, Vietnam, Perù e Stati Uniti) e 19 università.

Come da tradizione, durante la Summer School l’Istituto I.S.E.O. aprirà le porte a tutto il pubblico interessato: lunedì 20 giugno alle 9 l’Istituto e l’Università di Brescia(dipartimento di Economia e Management) organizzeranno il convegno dal titolo “Pandemia, guerra. I rischi economico-finanziari in scenari geopolitici sempre più incerti” con Michael Spence, Premio Nobel per l’Economia, e Simone Manganelli, economista

della Banca Centrale Europea. Il convegno avrà luogo all’università di Brescia con ingresso libero e prenotazione obbligatoria su www.istiseo.org.

Il programma della settimana include anche attività alla scoperta del territorio: oltre ad una visita guidata ad Iseo e un’escursione in kayak, mercoledì 22 giugno per i partecipanti della Summer School si spalancheranno le porte della prestigiosa cantina Guido Berlucchi, a Borgonato. Come da tradizione la famiglia Ziliani ospiterà partecipanti, relatori, istituzioni e sponsor per una serata che consentirà – ancora una volta – di far conoscere la Summer School al territorio.

L’edizione 2022 del corso è promossa con il sostegno di numerosi sponsor, che contribuiscono in maniera determinante alla riuscita dell’iniziativa grazie all’elargizione di borse di studio a favore dei partecipanti.

L’Istituto I.S.E.O. non può che ringraziare A2A, Banca Valsabbina, Confindustria Brescia, Fondazione Erminio Bonatti, Isocontrolli, Asonext, Made in Steel, Sabaf, Metalwork, Guido Berlucchi, Studio Rosini, Sias, Gruppo Brescia Mobilità, Simes, Fedabo, Centrale del Latte di Brescia, Zerneri Acciai, Gruppo Nulli, Vigilate, Villa Franciacorta, Cogeme e Gefran.

Riccardo Venchiarutti, vicepresidente Istituto I.S.E.O.”La straordinaria risposta del mondo accademico internazionale alla Summer School 2022 non fa che spronarci. Continueremo a portare ad Iseo e nelle province di Brescia e Bergamo alcune delle migliori menti del pianeta, per offrire alla comunità strumenti utili a capire e interpretare l’attualità, oltre che per garantire al territorio una notorietà sempre più internazionale. E stiamo lavorando per farlo, al meglio, anche nel 2023, anno delle Capitali della Cultura, contando sulla preziosa collaborazione con le università cittadine”.

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L’Istituto I.S.E.O. è un’associazione no-profit fondata nel 1998 dal professor Franco Modigliani (premio Nobel per l’Economia 1985) e attualmente presieduta dal professor Robert Solow, Premio Nobel per l’Economia 1987. Dalla sua fondazione l’Istituto ha organizzato oltre 50 conferenze aperte a tutto il pubblico, in Italia e all’estero, con grandi nomi dell’economia e non solo.

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