Banca Valsabbina, approvato il bilancio: in crescita raccolta, impieghi e utile netto
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Valsabbina, nel corso della seduta dell‘11 Marzo, ha approvato il Progetto di Bilancio al 31 Dicembre 2025, che evidenzia un Utile ante imposte di € 74,6 milioni ed un Utile netto di € 55,8 milioni, superiore alle attese ed in linea rispetto allo scorso esercizio. La redditività sul capitale (“ROE”) si attesta al 13%, confermando continua e concreta capacità di creare valore.
L’andamento dei principali indicatori, la redditività ed i risultati conseguiti consentono di proporre all’Assemblea dei Soci, dopo i riconoscimenti – anche straordinari – dello scorso anno, la distribuzione complessiva di € 0,92 per azione, tra dividendo in contanti ed assegnazione gratuita di azioni.
La proposta – in linea con la distribuzione relativa all’esercizio 2024 – ha come obiettivo la fidelizzazione continua e la gratificazione della base sociale, mantenendo adeguata patrimonializzazione a supporto della crescita, e prevede in particolare l’assegnazione:
- di un dividendo in denaro di € 0,60 per azione, di cui € 0,45 da erogarsi nel prossimo mese di giugno ed € 0,15 nel mese di dicembre;
- di n. 1 azione gratuita ogni 75 possedute nel mese di giugno, ed un’ulteriore assegnazione di n. 1 azione gratuita ogni 75 nel mese di dicembre, sempre in arrotondamento all’unità inferiore;
con un rendimento stimato (rapporto tra “distribuzione di valore” in proposta e prezzo medio dell’azione Banca Valsabbina per il 2025) superiore all’8%.
“Nonostante un contesto mutevole e la crescente concentrazione del settore bancario, il nostro Istituto si conferma un riferimento autonomo e indipendente per famiglie e imprese, con numeri in crescita e performance positive, a valere su un modello di business rodato ed efficiente”, ha premesso Renato Barbieri, Presidente di Banca Valsabbina.
“Archiviamo l’esercizio 2025 con soddisfazione per i risultati conseguiti e per l’andamento dei volumi e delle principali numeriche, migliori rispetto alle aspettative. La redditività conseguita e la solida crescita della Banca, in un contesto di miglioramento dei principali indicatori, confermano l’efficacia delle strategie delineate e delle iniziative messe in atto, che consentono di assicurare costante valore per i soci e garantire sostegno concreto al territorio”, ha aggiunto Barbieri.
Aggregati ed indici patrimoniali della Banca al 31 Dicembre 2025
| Dati in € migliaia | dic-25 | dic-24 | Variaz. % | |
| Attivo | Totale attivo | 8.817.934 | 8.053.850 | 9,5% |
| Raccolta | Raccolta diretta | 6.243.384 | 5.771.752 | 8,2% |
| Raccolta indiretta | 3.970.742 | 3.506.572 | 13,2% | |
| di cui gestita | 2.512.287 | 2.246.918 | 11,8% | |
| Raccolta complessiva | 10.214.126 | 9.278.324 | 10,1% | |
| Impieghi | Impieghi alla clientela | 4.143.261 | 3.810.400 | 8,7% |
| di cui in bonis | 4.069.612 | 3.724.880 | 9,3% | |
| di cui deteriorati | 73.649 | 85.520 | -13,9% | |
| Masse in gestione | Masse amministrate (Raccolta + Impieghi) | 14.357.387 | 13.088.724 | 9,7% |
| dic-25 | dic-24 | Variaz. % | ||
| Qualità del Credito | NPL Ratio netto (Crediti deteriorati netti/impieghi netti) | 1,8% | 2,2% | |
| di cui sofferenze nette/impieghi netti | 0,6% | 0,8% | ||
| NPL Ratio lordo (Crediti deteriorati lordi/impieghi lordi) | 3,6% | 4,3% | ||
| Copertura Crediti Deteriorati | 51,6% | 49,7% | ||
| Texas Ratio | 14,7% | 18,1% | ||
| Liquidità | LCR (liquidità a BT – Limite Reg. 100%) | 222% | 243% | |
| NSFR (liquidità M/LT – Limite Reg. 100%) | 140% | 136% | ||
| Patrimonio/Solidità | Fondi Propri phased-in | 564.348 | 534.585 | 5,6% |
| Cet 1 Ratio phased-in | 15,03% | 14,57% | ||
| Tier Total Ratio phased-in | 17,64% | 17,17% | ||
| Leva Finanziaria (Limite Reg. 3%) | 5,0% | 5,2% | ||
| Patrimonio netto | 512.083 | 484.376 | 5,7% | |
| Utile | Utile netto | 55.755 | 56.549 | -1,4% |
| dic-25 | dic-24 | Variaz. % | ||
| Alcuni Numeri | N. Soci e Azionisti | 43,6 mila | 43,6 mila | |
| N. Conti Correnti | 113 mila | 108,5 mila | 3,8% | |
| N. Dipendenti | 981 | 899 | 9,1% | |
| N. Clienti | 129 mila | 125 mila | 3,3% | |
| N. Filiali (in 5 regioni) | 74* | 73 |
* 75 includendo le aperture del primo trimestre 2026
La Raccolta Diretta a fine 2025si è attestata ad € 6.243 milioni, in aumento dell’8,2% rispetto al 2024, per effetto della crescita dei conti correnti e dei time deposit (+ € 372 milioni). L’indiretta è pari ad € 3.971 milioni, in aumento del 13,2%, grazie al contributo del “gestito” che ammonta ad € 2.512 milioni (+ € 265 milioni). La Raccolta Complessiva è quindi pari ad € 10.214 milioni, in crescita del 10,1%.
Gli Impieghi a clientela superano, per la prima volta, € 4 miliardi, risultando pari ad € 4.143 milioni (+ € 333 milioni, +8,7%), per il positivo andamento dei mutui ad imprese e famiglie. Nel 2025 la Banca ha, infatti, erogato più di 5.200 finanziamenti per complessivi € 1.051 milioni (+ 95%), di cui € 336 milioni assistiti dal FdG o SACE ed € 140 milioni dedicati all’Agricoltura; sono stati inoltre collocati leasing per € 110 milioni. In forte crescita altresì i mutui ipotecari a privati, con erogazioni pari a € 315 milioni (di cui € 50 milioni “green”). A sostegno sempre della clientela privata e dei liberi professionisti si evidenziano inoltre € 58 milioni di prestiti, concessi anche attraverso la controllata Prestiamoci.
Le Masse complessive – somma di diretta, indiretta ed impieghi – ammontano, pertanto, ad € 14.357 milioni, in crescita di € 1.269 milioni in 12 mesi (+9,7%).
Lo stock di Crediti deteriorati lordi (“NPL”) è stato ridotto ad € 152 milioni (- € 18 milioni) con un “NPL Ratio Lordo” che dal 4,3% scende ulteriormente al 3,6%. La “copertura” media dei NPL migliora al 52% (e cresce al 69,3% al netto delle garanzie pubbliche che assistono il portafoglio), con un totale di deteriorati netti di € 74 milioni (ex € 85,5 milioni). L’indicatore “NPL Ratio Netto” si riduce all’1,8%, in ulteriore contrazione dal 2,2%, confermando il continuo miglioramento della qualità del credito.
Il Patrimonio Netto, in continua crescita (+5,7%), è pari ad € 512 milioni comprendendo l’intero utile netto del 2025 di € 55,8 milioni, la destinazione del quale sarà deliberata dall’Assemblea dei Soci. I Fondi Propri ammontano ad € 564 milioni (ex € 535 milioni) con un Cet 1 Ratio del 15,03% ed un Tier Total Ratio del 17,64%, a conferma di solidità ed ampia patrimonializzazione.
Soci ed Azionisti sono pari a 43,6 mila (41,7 mila i “Soci”). In costante aumento, anche grazie al contributo delle filiali di nuovo insediamento, è il numero dei conti correnti che raggiunge 113 mila, in crescita del 4%.
Risultati ed indici economici della Banca al 31 Dicembre 2025
| Dati in € migliaia | dic-25 | dic-24 | Variaz. % | |
| Conto Economico | Margine d’interesse | 163.728 | 154.730 | 5,8% |
| Commissioni nette | 58.469 | 52.989 | 10,3% | |
| Margine di intermediazione | 247.232 | 264.084 | -6,4% | |
| Rettifiche nette di valore per rischio di credito su A.F. | -21.914 | -32.920 | -33,4% | |
| Costi operativi | -150.707 | -145.143 | 3,8% | |
| Utile ante imposte | 74.630 | 81.708 | -8,7% | |
| Imposte dell’esercizio | -18.875 | -25.159 | -25,0% | |
| Utile netto | 55.755 | 56.549 | -1,4% |
| dic-25 | dic-24 | ||
| Indicatori di redditività | ROE (Return On Equity calcolato su PN al netto utile di pertinenza) | 12,6% | 13,7% |
| Distribuzione di valore ai soci | 0,92 € | 0,90 €* |
* Compreso il dividendo straordinario deliberato nel novembre 2025
Il Margine d’interesse si è attestato ad € 164 milioni, in crescita del 5,8%, per effetto della tenuta del “margine da clientela”, avendo le masse d’impiego compensato la contrazione dei tassi di interesse ed in considerazione del maggior contributo derivante dal rendimento del portafoglio titoli. Le Commissioni nette hanno raggiunto € 58,5 milioni, in rialzo del 10,3% rispetto a € 53 milioni, tenuto conto del positivo andamento delle commissioni da servizi bancari nonchè di quelle relative al risparmio gestito ed assicurativo.
Il Margine di intermediazione è pari ad € 247,2 milioni (-6,4%) in contrazione rispetto al risultato di fine 2024, conseguente all’effetto congiunto di positive performance del portafoglio titoli e del minor provento valutativo riferito ai crediti d’imposta. Le Rettifiche di valore si attestano ad € 22 milioni, con un costo del credito pari a 0,4% su base annua.
I Costi operativi ammontano ad € 151 milioni (+3,8%), principalmente per effetto di investimenti programmati e dell’andamento delle spese del personale, in considerazione dell’aumento previsto dal contratto nazionale e dell’incremento del numero dei dipendenti (n. 981, +9%), quale naturale conseguenza della strategia di espansione territoriale in corso.
L’Utile ante imposte ammonta ad € 74,6 milioni, mentre l’Utile Netto – in linea rispetto al valore conseguito nel 2024 e superiore alle attese – si attesta ad € 55,8 milioni. Il rapporto tra l’utile netto ed il patrimonio netto medio scorporando l’utile di pertinenza(“ROE”), principale indicatore della redditività dell’investimento per gli azionisti,si conferma di rilievo, attestandosi a circa il 13%.
Evoluzione della strategia del Gruppo, informazioni qualitative e quantitative
Nel quadro di un settore bancario segnato da consolidamenti, chiusure di sportelli ed operazioni straordinarie, l’Istituto prosegue con determinazione il proprio percorso di crescita organica. Nel 2025, come pianificato, è stata rafforzata la nostra presenza nel Nord-Ovest con l’apertura della nuova filiale di Novara (allocata nell’“Area Piemonte”) mentre a Milano, in ottobre, è stata inaugurata la quarta filiale cittadina, situata nel quartiere di Porta Romana. Negli ultimi mesi dell’anno, la Banca ha inoltre aperto una nuova filiale a Darfo Boario Terme, segnando l’ingresso nel territorio della Val Camonica ed istituendo un’area territoriale dedicata, anche a coordinamento dell’Agenzia di Sondrio avviata nel febbraio 2026. Nel corso del primo semestre di quest’anno verrà altresì formalizzato il nuovo Piano Sportelli per delineare l’espansione territoriale nel biennio 2026-2027.
Oltre ai nuovi presidi operativi, proseguono – a livello di Gruppo – investimenti e nuovi progetti, al fine di consentire alla clientela di accedere agevolmente ad una “piattaforma” di soluzioni finanziarie sempre più evoluta ed integrata. Tramite strutture dedicate la Banca propone servizi specialistici sia di finanza “tradizionale” che “innovativa”, che supportano le aziende rispetto alle diverse esigenze e le affiancano con consulenze tecniche. Con riferimento alle famiglie, oltre ad un’offerta consolidata con finanziamenti green e prestiti “smart” (tramite la controllata “Prestiamoci”), si conferma l’attenzione alla gestione qualificata del risparmio, con proposte di investimento, assicurative e previdenziali evolute, affiancate da servizi consulenziali e di Private Banking.
In coerenza con l’espansione degli asset in gestione e del perimetro operativo (129 mila clienti), al 31 dicembre 2025 il personale della Banca era rappresentato da 981 dipendenti. Comprendendo le risorse operative presso le sedi milanesi delle controllate “Prestiamoci” ed “Integrae SIM”, l’organico di Gruppo si attesta a 1.028 risorse.
A seguito dell’applicazione dei principi contabili di consolidamento, il totale dell’Attivo del Gruppo è quindi pari ad € 8.837,1 milioni, con Patrimonio Netto di Gruppo di € 514,1 milioni (Cet 1 Ratio 14,7% e Tier Total Ratio 17,3%), Utile Lordo di € 73,1 milioni ed Utile netto di Gruppo di € 54,6 milioni.
“Nell’ambito di un percorso di investimenti, espansione territoriale e sviluppo sostenibile – tenendo in particolare conto del volume di masse già traguardato nel 2025 – abbiamo aggiornato la programmazione delle attività e le proiezioni pluriennali contenute nel Piano d’Impresa, in continuità con le linee strategiche tracciate ed a valere sul nostro modo di fare Banca.
Rinnoviamo pertanto il nostro impegno a sostenere l’economia reale ed a confermarci, sia nei territori di storica che di più recente elezione, un importante partner finanziario di riferimento per famiglie ed imprese”, ha quindi concluso Barbieri.
Banca Valsabbina S.C.p.A.
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione
Rag. Renato Barbieri
Banca Valsabbina è una Società Cooperativa per Azioni, fondata nel 1898. È la principale Banca popolare di Brescia e da oltre centoventicinque anni sostiene la crescita e lo sviluppo economico del territorio, ponendosi come interlocutore sia per le famiglie che per gli artigiani, le piccole attività economiche e le PMI. Opera attraverso una rete territoriale che conta 74 filiali, di cui 42 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 4 a Milano. Impiega oltre 980 dipendenti, gestisce masse superiori a 14 miliardi di euro e vanta un solido patrimonio, con il CET 1 Ratio al 15% ed il Tier Total Ratio superiore al 17% (dati al 31/12/2025).
Nel Gruppo Banca Valsabbina rientrano inoltre Integrae Sim – società di intermediazione leader tra gli Advisor e Global Coordinator per numero di quotazioni sul mercato Euronext Growth Milan e primaria società di consulenza focalizzata sul segmento Mid-Market – e Prestiamoci (con l’Istituto di Pagamento controllato Pitupay), che gestisce una piattaforma digitale per prestiti personali a privati e partite IVA, con più di 12 mila finanziamenti concessi e un erogato che supera i 175 milioni.
Salò, il Pastificio Gaetarelli entra nel gruppo svizzero Orior
Fondato nel territorio bresciano e profondamente legato alla sua tradizione, il Pastificio Gaetarelli è oggi produttore riconosciuto di pasta fresca di alta qualità per i canali GDO e Ho.re.ca (Hotel, Ristoranti e Catering). L’ingresso nel gruppo ORIOR apre una nuova fase di sviluppo per l’azienda, con l’obiettivo di rafforzarne ulteriormente il posizionamento nel mercato della pasta fresca premium e ampliare le opportunità di crescita nei mercati europei e internazionali.
Questo passaggio “rappresenta l’evoluzione naturale di una collaborazione con Pastinella, unità del gruppo ORIOR specializzata nella pasta fresca, con cui il pastificio gardesano collabora da molti anni. Proprio nel solco di questa partnership, ORIOR – che già deteneva una partecipazione di minoranza del 19% – ha completato l’acquisizione dell’azienda portando la propria quota al 100%”.
«Per noi questa operazione rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita del Pastificio Gaetarelli», racconta Massimo Gaetarelli. «Dopo anni di collaborazione con il gruppo ORIOR, questo passo nasce in modo naturale e condiviso. Entrare a far parte di una realtà internazionale solida e orientata alla qualità ci permetterà di sviluppare nuove opportunità di mercato mantenendo salde le nostre radici a Salò e valorizzando il lavoro delle persone che ogni giorno contribuiscono alla nostra storia».
“Pastificio Gaetarelli e il gruppo ORIOR – sottolinea una nota – condividono la stessa attenzione per la qualità delle materie prime, la capacità di innovare e la volontà di valorizzare specialità gastronomiche premium. In questo percorso di crescita resteranno centrali l’identità dell’azienda e il patrimonio di competenze costruito nel tempo: il Pastificio Gaetarelli continuerà, infatti, a operare dalla sede storica di Salò, mantenendo la propria organizzazione e il legame con il territorio. L’ingresso nel gruppo rappresenta così non solo un’opportunità di sviluppo internazionale, ma anche un’occasione per rafforzare il ruolo del Pastificio come espressione dell’eccellenza alimentare del Garda e della provincia di Brescia, contribuendo a portare la qualità della pasta fresca italiana a un pubblico sempre più ampio e consolidando, al tempo stesso, la solidità dell’impresa e le prospettive di sviluppo sul territorio”.
Guerra in Iran, Streparava: impossibile per le imprese fare programmi
“Siamo purtroppo di fronte all’ennesimo conflitto che colpisce il mondo, di cui oggi appare molto difficile dare una visione precisa . Oltre al dramma umano portato da ogni guerra, registriamo un nuovo elemento di instabilità geopolitica ed economica, che si somma a una serie di eventi con cui, negli ultimi anni, si stanno ridefinendo gli equilibri di potere globali.. A dirlo, in una nota, è Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, che commenta così gli avvenimenti in corso nel Golfo Persico e alle crescenti tensioni tra Stati Uniti/Israele e Iran.
“In questo contesto, l’industria bresciana – insieme a quella nazionale ed europea – viene ulteriormente colpita da incognite che ne minano gravemente le possibilità di programmazione non solo a medio-lungo termine, ma anche nel breve – prosegue Streparava –; nuove difficoltà che si innestano su quelle ormai già consolidate: i dazi USA, la crisi tedesca, i rincari energetici.”
“Non dimentichiamo infine che, guardando a Brescia, l’export della nostra provincia verso i Paesi del Golfo Persico vale 555 milioni di euro – chiude il presidente di Confindustria Brescia –, quasi il 3% delle esportazioni complessive del Made in Brescia, quota comunque non marginale nelle dinamiche di interscambio commerciale.”
Banca Valsabbina struttura una cartolarizzazione da 88,5 mln per la trentina Finafarm
Banca Valsabbina S.C.p.A. ha concluso recentemente un’operazione di cartolarizzazione privata con Finafarm S.p.a., storica finanziaria ex art. 106 TUB con sede a Trento, derivante da un portafoglio iniziale di crediti in leasing e mutui verso il settore farmaceutico per un importo di € 49 milioni. L’operazione assicura pertanto funding istituzionale a sostegno degli impieghi e si inserisce in un progetto più ampio, con l’obiettivo di strutturare una “partnership” finanziaria ed industriale per sviluppare servizi dedicati e supportare al meglio farmacie e farmacisti.
La cartolarizzazione si caratterizza per un periodo di revolving di 24 mesi ed ha previsto l’emissione di due classi di titoli asset-backed, senior e junior, di importo nominale complessivo pari a € 88,5 mln.
L’operazione è stata strutturata da Banca Valsabbina in qualità di Arranger. La Banca ricopre inoltre il ruolo di Account Bank e Paying Agent, nonché di sottoscrittore della totalità della classe Senior fino ad un massimo di € 60 mln.
Finafarm S.p.A. ricopre il ruolo di Sub Servicer nonché di Junior Noteholder, sottoscrivendo la classe Junior nella sua interezza.
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Hermes Bianchetti, Vice Direttore Generale Vicario di Banca Valsabbina S.C.p.A., ha commentato: “L’operazione di cartolarizzazione si inserisce concretamente nel percorso strategico di partnership con Finafarm S.p.A., avviato nel giugno 2025 con l’ingresso della Banca nel capitale della Società mediante una partecipazione pari al 9,90%. Il progetto generale si basa su una visione comune e condivisa, funzionale a far crescere Finafarm e l’offerta di servizio per farmacie e farmacisti del territorio, caratterizzati da esigenze finanziarie peculiari. L’intervento di finanza strutturata è stato studiato nel corso di questi mesi al fine di consentire rapidamente alla Società di diversificare e stabilizzare le proprie fonti di funding, rafforzando la capacità di offrire soluzioni finanziarie competitive e su misura per la clientela. La nuova cartolarizzazione rappresenta pertanto un primo nostro reale supporto a sostegno delle nuove erogazioni e, quindi, delle farmacie e dei farmacisti del territorio”.
Gianni Paris, Amministratore Delegato di Finafarm S.p.A., ha commentato: “Questa operazione di funding strutturale agevolerà ulteriormente Finafarm nel soddisfare in modo tempestivo le esigenze della propria clientela assicurando, nel contempo, la crescita sostenibile degli impieghi e una diversificazione delle fonti di liquidità. Prosegue, quindi, in modo proficuo la collaborazione con la Banca in linea con gli obiettivi comuni stabiliti”.
Economia bresciana, ecco i dati ufficiali della Camera di commercio del quarto trimestre 2025
Un rallentamento si registra invece nel mondo del commercio, complessivamente inteso, che segna fatturati in diminuzione (- 1,4%). Rafforza la propria crescita il settore dei servizi che evidenzia un + 2,2% in termini di crescita di fatturati, dato però in calo rispetto alla rilevazione precedente.
La lieve ma significativa ripresa dell’economia tedesca nell’ultimo trimestre dell’anno 2025 e la capacità manifestata dal nostro sistema economico di saper assorbire, almeno per il momento, i contraccolpi causati dai dazi USA, grazie anche alla crescita dell’export in nuovi mercati, lasciano sperare in un possibile consolidamento della ripresa economica.
Da rilevare che i dati sull’export, riferiti all’anno 2024, segnavano un rallentamento dei mercati storici di Germania (- 11,5%) e Francia (-5,5%), mentre evidenziavano una sensibile crescita quelli di più recente espansione degli USA (+ 5,1%), Cina (+ 19,1%) e India (+ 14,7%).
Da parte degli imprenditori del settore industriale, si ravvisa, in effetti, una tendenza ad un cauto ottimismo per quanto riguarda le prospettive future. Maggiori perplessità si registrano, invece, nel mondo dell’artigianato manifatturiero e del commercio dove, rispettivamente, il costo dell’energia e delle materie prime e il basso potere di acquisto delle famiglie – ancorché stimato in crescita – rappresentano tuttora fonti di preoccupazione.
Anche nell’ambito dell’agricoltura, che pur evidenzia segnali positivi soprattutto per quanto riguarda l’export dei prodotti tipici, si riscontrano preoccupazioni nel settore della produzione del latte e degli allevamenti, a causa di un calo generalizzato dei prezzi e di un eccesso di produzione.
Lo scenario economico internazionale
Il commercio mondiale, smaltita la fase di anticipazione delle importazioni USA, effetto dei dazi, prosegue lungo un percorso di crescita favorevole. Gli accordi commerciali siglati dagli Stati Uniti hanno contribuito a diradare l’incertezza sull’evoluzione degli scambi.
L’inflazione mondiale segnala un calo: le spinte al rialzo negli Stati Uniti, effetto dei dazi e della debolezza del dollaro, sono infatti compensate dal rafforzamento delle valute dei paesi emergenti. Anche i prezzi dell’energia fossile si mantengono su un trend calante, contribuendo a sostenere il processo disinflazionistico mondiale. L’andamento dell’inflazione lascia quindi spazio per riduzioni di tassi di policy che, tanto nei paesi industrializzati quanto negli emergenti, dovrebbero contribuire a rafforzare la crescita del PIL o ad arginarne la decelerazione.
Nonostante i segnali incoraggianti sopra delineati si conferma per il 2026 il rallentamento del PIL mondiale, condizionato da un contesto in cui gli aspetti positivi si mescolano con molteplici fragilità.
Negli Stati Uniti persistono incertezze su possibili rialzi dell’inflazione e rischi legati a un eventuale scoppio della bolla nel settore dell’intelligenza artificiale. In Cina una politica commerciale aggressiva, tesa ad arginare l’impatto delle tariffe statunitensi, non sarà in grado di impedire un rallentamento del PIL per l’anno in corso, in assenza di misure efficaci nel sostenere la domanda interna.
(Fonte: Prometeia)
La congiuntura italiana
Nel quarto trimestre del 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita congiunturale dello 0,3% e tendenziale dello 0,8%. Questo risultato (comunque di natura provvisoria), determina una crescita del PIL nel 2025 dello 0,7% in termini reali, corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati. La stima preliminare del quarto trimestre 2025 riflette una crescita in tutti i principali comparti, in particolare nell’agricoltura e nell’industria. Dal lato della domanda, il trimestre ha evidenziato un contributo positivo della componente nazionale e un apporto negativo della componente estera netta.
(Fonte ISTAT)
Il quadro economico della provincia di Brescia
INDUSTRIA
La produzione industriale bresciana, nel quarto trimestre 2025, ha fatto registrare una crescita del + 0,3% sul trimestre precedente (congiunturale) e una significativa crescita del + 3% rispetto all’analogo periodo di riferimento dello scorso anno (tendenziale), confermando l’inversione di rotta già registrata nei due trimestri precedenti che già vedevano una ripresa dopo otto trimestri consecutivi con segno negativo.
I settori che registrano le migliori performance sono: legno/mobilio (+ 15,6% su base annua), chimica (+ 12,9%) e meccanica (+3,5%); segno negativo, invece, per tessile (- 1,2%) e carta/stampa (-0,7%).
Per quanto riguarda il fatturato, l’industria bresciana registra, complessivamente, una crescita del 6,4% rispetto all’analogo periodo di riferimento dello scorso anno, mentre gli ordinativi registrano una crescita del + 3,4% (dato in rilevante ripresa rispetto a quello del trimestre precedente che registrava un + 0,7%).
L’occupazione, nel trimestre, registra però una lieve flessione (- 0,6%).
Le aspettative degli imprenditori riguardo alla produzione dell’industria manifatturiera per il prossimo trimestre sono improntate a un moderato ottimismo. Ci si attende una sostanziale stabilità, nel 62,2% dei casi, mentre ammonta al 27,4% dei casi la percentuale di chi si aspetta una crescita (rispetto al 20% della rilevazione del trimestre precedente). Ammontano invece al 10% le aspettative di diminuzione (erano al 22% nel trimestre precedente).
I principali rischi per il settore sono riscontrabili, nell’inasprimento delle tensioni geopolitiche internazionali (nel 52,7% dei casi) mentre cresce, tra le principali opportunità, la percentuale di chi le ravvisa nel calo dei costi delle materie prime con recupero della marginalità (52,8%).
ARTIGIANATO
Il settore dell’artigianato manifatturiero bresciano ha fatto registrare una crescita della produzione del + 0,2% sul trimestre precedente e una crescita del + 0,9% rispetto all’analogo periodo di riferimento dello scorso anno.
I settori che registrano le migliori performance, su base annua, sono: tessile (+ 19,8%), pelli/calzature (+ 17,6%), alimentari (+ 7,5%), legno/mobilio (+ 4,6%); segno negativo, per abbigliamento (-10,2), gomma-plastica (- 8,1%) e siderurgia (- 2,5).
Per quanto riguarda il fatturato, il settore dell’artigianato bresciano registra, complessivamente, una crescita del + 2,2 % rispetto all’analogo periodo di riferimento dello scorso anno, mentre gli ordinativi registrano una crescita del + 0,2%.
L’occupazione registra nel trimestre una lieve flessione (- 0,4%).
Le aspettative degli imprenditori riguardo alla produzione del settore artigianato per il prossimo trimestre evidenziano stabilità nel 61,7% dei casi, aumento nel 10,9% e diminuzione nel 27,3%. Il saldo complessivo di casi di aumento e diminuzione (- 16,4%) è maggiore rispetto a quello registrato nel trimestre precedente (- 10,5%).
I principali rischi per il settore sono riscontrabili nei costi energetici e delle materie prime rispetto ai concorrenti esteri (nel 60% dei casi), mentre Il calo dei costi delle materie prime e il recupero di marginalità è vista come la principale opportunità per il settore (58,7% dei casi).
COMMERCIO
Il settore del Commercio evidenzia, quanto a fatturato, una diminuzione del – 1,4% rispetto all’analogo trimestre dell’anno precedente. Riguardo le aspettative degli imprenditori sale ancora, rispetto al trimestre precedente, la percentuale di coloro che si aspettano fatturati in diminuzione per il trimestre successivo (dal 22,2% al 27,9%), mentre scende, per il secondo trimestre consecutivo, la percentuale di quanti si aspettano un aumento del fatturato (dal 22,9% al 16,3%). Stabilità è prevista nel 55,8% dei casi.
Sostanzialmente stabile l’occupazione nel settore nel trimestre (+ 0,1%).
I principali rischi per il settore sono riscontrabili nel basso potere d’acquisto delle famiglie (nel 74,7% dei casi), mentre Il calo dei costi delle materie prime e il recupero di marginalità è vista come la principale opportunità per il settore (72,1% dei casi).
SERVIZI
Il settore dei Servizi evidenzia, quanto a fatturato, un incremento del + 2,2% rispetto all’analogo trimestre dell’anno precedente (in calo rispetto all’ultima rilevazione che aveva registrato un + 4,8%), mentre riguardo le aspettative degli imprenditori, ammonta al 15,6% la percentuale di coloro che si aspettano fatturati in diminuzione per il trimestre successivo. Rimane però alta la percentuale di quanti si aspettano stabilità (66,5%) o un aumento del fatturato (+ 17,9%, dato in crescita rispetto a quello in precedenza registrato che era + 13,2%).
Quanto all’occupazione, il settore registra un lieve incremento (+ 0,3%).
I principali rischi per il settore sono riscontrabili nei costi energetici e delle materie prime rispetto ai concorrenti esteri (nel 42,7% dei casi), mentre il calo dei costi delle materie prime e il recupero di marginalità (50,9% dei casi) sono viste come le principali opportunità.
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I dati presentati derivano dall’indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Lombardia ed elaborati dal Servizio Studi della Camera di Commercio. Il campione industria comprende imprese con 3 classi dimensionali (10-49 addetti, 50-199 addetti, 200 e più addetti), mentre i campioni artigianato sono riferiti a 3 classi dimensionali (3-5 addetti, 6-9 addetti, 10-49 addetti). Commercio e servizi , sono riferiti a 4 classi dimensionali (3-9 addetti, 10-49 addetti, 50-199 addetti, oltre 200 addetti), 4 settori di attività economica per i servizi (commercio all’ingrosso, alberghi e ristoranti, servizi alle persone e servizi alle imprese) e 3 settori di attività economica per il commercio al dettaglio (specializzato alimentare, specializzato non alimentare, non specializzato).
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Gardaland assume 1.000 persone, ecco come candidarsi
In vista dell’inizio della nuova stagione, il prossimo 28 marzo, Gardaland Resort sta selezionando nuovo personale da impiegare nelle tante realtà che lo compongono: dal Parco Divertimenti al parco acquatico LEGOLAND® Water Park, dall’acquario tematizzato SEA LIFE Aquarium ai suoi tre hotel, Gardaland Hotel, Gardaland Adventure Hotel e Gardaland Magic Hotel.
Il nuovo programma di assunzioni prevede un primo step, a partire da marzo, con l’assunzione di circa 500 stagionali ed un secondo step – a fine giugno, in occasione dell’inizio della stagione estiva – nel quale verranno assunti ulteriori 500 stagionali. Per l’estate 2026 si prevede un organico che supererà le 1000 unità, comprendendo dipendenti fissi e stagionali.
Per la stagione 2026 Gardaland consolida un percorso orientato alla fidelizzazione dei talenti attraverso iniziative strutturate che mettono al centro formazione, riconoscimento e benessere:
- Formazione strutturata al momento dell’assunzione per garantire non solo un’eccellente esperienza ai visitatori, ma anche per promuovere lo sviluppo individuale dei propri dipendenti. Il programma di formazione con enti esterni – si affiancherà al progetto Academy già istituito internamente da diversi anni – e comprenderà non solo aspetti tecnici legati alle mansioni specifiche, ma anche un focus sulle soft skills e sulla cultura aziendale, anche con un team interno dedicato all’inclusione.
- Riconfermato il riconoscimento economico aggiuntivo per chi torna dalla stagione precedente. Questa iniziativa sottolinea l’importanza di valorizzare le competenze e l’esperienza acquisite, affinché ogni dipendente possa sentirsi parte integrante del successo collettivo. Il ritorno dei collaboratori è considerato un passo importante per costruire un team coeso e appassionato, che all’interno del Resort trova occupazione sia durante l’estate sia da marzo a novembre.
- Potenziato il sistema incentivante STAR per favorire la collaborazione e il riconoscimento fra colleghi: ogni mese i dipendenti meritevoli ricevono un premio economico e una sorpresa dedicata. Gardaland promuove la cultura del riconoscimento, incoraggiando i colleghi ad esprimere apprezzamento e gratitudine per le qualità e gli sforzi degli altri. L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro motivante, divertente, aperto e inclusivo.
- Riconfermato il Guest Excellence Bonus un nuovo premio economico dedicato allo staff stagionale legato alla soddisfazione degli Ospiti.
- Riconfermate anche le esperienze di Team Building e coinvolgenti eventi aziendali dedicati esclusivamente allo Staff, appuntamenti che da anni contribuiscono a rafforzare senso di appartenenza e spirito di squadra.
- Biglietti omaggio per accedere al Parco e in tutti i parchi del gruppo Merlin Entertainments, mensa aziendale e tanti ulteriori vantaggi.
“Siamo molto soddisfatti del percorso che stiamo portando avanti da anni e che oggi sta generando risultati concreti” dichiara Giorgio Padoan, Direttore Risorse Umane Gardaland Resort. “Il nostro obiettivo è continuare a costruire nel tempo un ambiente di lavoro solido e attrattivo e la buona percentuale di rientro dei collaboratori rappresenta per noi una conferma tangibile della validità di questo approccio. E prosegue: “Anche Quest’anno stiamo registrando una quota significativa di ritorni dalle stagioni precedenti: un segnale che va oltre la qualità dei contratti offerti. Dalle testimonianze e dai feedback che raccogliamo emerge la percezione di uno spirito di squadra autentico, di una collaborazione trasversale tra reparti, indipendentemente dal ruolo, e di un riconoscimento delle competenze che viene valorizzato sia all’interno dell’organizzazione sia nel rapporto con i nostri ospiti. Continuiamo a investire in iniziative e benefit orientati al benessere delle persone e a un equilibrio sostenibile tra vita professionale e personale, nella convinzione che la motivazione e la soddisfazione dei dipendenti siano elementi fondamentali per garantire un’esperienza di qualità ai visitatori.”
Gardaland Resort apre le porte a due Recruiting Days dedicati alle figure di addetti alla ristorazione e ai punti vendita, un’opportunità concreta per entrare a far parte del team che ogni giorno accoglie e accompagna milioni di visitatori. Gli appuntamenti si terranno presso Gardaland Park giovedì 27 febbraio e giovedì 5 marzo, con due sessioni giornaliere alle ore 10.00 e alle ore 15.00. Durante gli incontri, i candidati potranno conoscere i responsabili di selezione, approfondire le opportunità professionali nel settore commerciale e vivere in prima persona l’atmosfera unica che contraddistingue il Resort, portando con sé entusiasmo, curiosità e la voglia di contribuire a creare ogni giorno un’esperienza memorabile per gli ospiti. Per le iscrizioni: https://www.gardaland.it/lavora-con-noi/recruiting-day/
Le opportunità di lavoro includono posizioni anche in diverse aree:
Per l’intero Resort:
- tecnici manutentori
Per il Parco:
- addetti alla ristorazione addetti food&beverage per la preparazione di pasti semplici; addetti al palmare e cassieri per i punti ristorante; addetti al servizio al banco; cuochi con esperienza, anche come aiuto cuoco, presso le cucine dei ristoranti all’interno del parco; camerieri, con esperienza anche minima nella mansione, addetti al servizio al tavolo dei ristoranti all’interno del parco;
- addetti alle attrazioniche si occuperanno del controllo delle limitazioni di accesso e dei sistemi di sicurezza, o di azionare le attrazioni attraverso l’uso del pannello di comando (non sono necessarie specifiche competenze di tipo tecnico);
- addetti alle biglietterie e ai tornelli di ingresso che si occuperanno di vendere i biglietti presso le casse centrali, proponendo all’ospite l’acquisto più indicato secondo le sue esigenze;
- addetti ai punti informazione, al centralino informazioni e ai tornelli di ingresso;
- addetti alle vendite: per i diversi punti shop collocati nel Parco;
Per i tre Hotel:
- addetti al ricevimento: si occuperanno delle operazioni di prenotazione negli hotel, check-in, check-out e assistenza all’Ospite, relazionandosi con clientela italiana ed Internazionale;
- cuochie commis di cucina, pasticceria e pizzeria che lavoreranno come capi partita o commis all’interno delle brigate di cucina degli hotel. Si richiede diploma o qualifica alberghiera ed esperienza precedente nel ruolo, anche in stage o alternanza scuola lavoro per i profili junior;
- baristicon esperienza che opereranno all’interno dei bar negli hotel;
- camerieridi sala con esperienza che si occuperanno del servizio al tavolo presso i ristoranti degli hotel
Per Gardaland SEA LIFE Aquarium
- Aquarist che si occuperanno di garantire il benessere degli animali presenti all’interno delle varie vasche.
I contratti di lavoro potranno essere full time o part time in base al settore di inserimento e alla disponibilità delle candidate e dei candidati; i contratti stagionali avranno durata variabile prevista tra marzo e inizio novembre e possibilità di rinnovo fino a gennaio 2027, secondo il calendario di apertura del Resort. Gli orari di lavoro saranno gestiti su turni di 6 giorni su 7.
La campagna di reclutamento è attiva su tutti i canali: reclutamento diretto verso chi ha già lavorato con Gardaland Resort, centri per l’impiego, agenzie per il lavoro, scuole e università, social media, sito Gardaland.
FONTE: COMUNICATO STAMPA
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Imprese, Eco The Photovoltaic Group ingloba la bresciana Zani Group
ECO The Photovoltaic Group di Cremona accelera nel percorso di sviluppo e ufficializza l’ingresso di Zani Group, storica realtà bresciana attiva nella termoidraulica. L’operazione rafforza il posizionamento del Gruppo nel campo dell’efficientamento energetico, ampliando l’offerta con competenze nella progettazione, installazione e manutenzione di impianti di riscaldamento, climatizzazione, impianti tecnologici e sistemi di trattamento dell’acqua per applicazioni civili e industriali.
Zani Group conta venti addetti e oltre venticinque anni di attività. Radicata sul territorio, l’azienda ha chiuso il 2024 con ricavi pari a 4,8 milioni di euro e un margine operativo lordo superiore a 900.000 euro, corrispondente al 20,11%, oltre a un patrimonio netto di 1,8 milioni.
Il comparto delle pompe di calore — snodo centrale delle politiche di decarbonizzazione — si muove in uno scenario di forte evoluzione. Secondo lo studio «Pompe di calore in Italia: stato dell’arte e scenari futuri», in un contesto coerente con gli obiettivi del Piano nazionale integrato energia e clima e dell’Unione europea, entro il 2030 le vendite annue potrebbero crescere del 180% e lo stock complessivo installato aumentare del 60% rispetto al 2024.
Nel solo 2024 in Italia sono state installate circa 348.000 pompe di calore, dato che colloca il Paese al secondo posto in Europa dopo la Francia.
Con l’integrazione di Zani Group, ECO The Photovoltaic Group punta a consolidare un’offerta integrata che unisce fotovoltaico e soluzioni termoidrauliche, comprese le pompe di calore, con l’ambizione di rafforzare il proprio ruolo di operatore nazionale nei servizi legati alla transizione ecologica.
«Questa acquisizione rappresenta un passo fondamentale nel nostro percorso di espansione. Con Zani Group, siamo in grado di ampliare la nostra offerta e rispondere in maniera ancora più efficace alle crescenti esigenze di risparmio energetico e di sostenibilità del mercato. La nostra missione è essere sempre più un partner integrato, in grado di fornire soluzioni innovative che vanno oltre il fotovoltaico, abbracciando il futuro dell’efficienza energetica in maniera completa», ha commentato Valerio Natalizia, CEO di ECO The Photovoltaic Group.
L’operazione è stata perfezionata da Open SB Spa — nuova holding costituita come Società Benefit e capogruppo di ECO The Photovoltaic Group — che ha rilevato una quota di maggioranza del capitale di Zani Group.
L’ingresso della società bresciana si inserisce in una strategia di crescita che guarda sia all’estensione geografica sia al rafforzamento delle competenze tecniche. L’obiettivo è presidiare in modo sempre più strutturato il segmento delle imprese con fabbisogni energetici integrati, accompagnandone lo sviluppo industriale attraverso un modello fondato su responsabilità, trasparenza e visione di lungo periodo.
«L’ingresso in un gruppo dinamico e innovativo come ECO The Photovoltaic Group ci consente di proseguire il nostro percorso di crescita e di espandere ulteriormente le nostre competenze nel settore termoidraulico. Condividiamo una visione comune di sostenibilità e responsabilità, e siamo entusiasti di poter contribuire a un futuro sempre più green ed efficiente dal punto di vista energetico», ha dichiarato Francesco Zani, CEO di Zani Group.
ECO The Photovoltaic Group e Zani Group saranno presenti alla prossima edizione di KEY-The Energy Transition Expo, in programma dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini, nel padiglione B5, stand 100.
In occasione della manifestazione sarà presentata la nuova holding Open SB Spa, costituita come società benefit per sostenere la crescita del Gruppo su scala nazionale. Durante la fiera verranno inoltre illustrate ulteriori iniziative in agenda per i prossimi mesi.
Banca Valsabbina, cartolarizzazione “innovativa” con la società Sicurezza e Ambiente Spa
Banca Valsabbina ha recentemente concluso un’operazione di cartolarizzazione finalizzata al finanziamento dell’attivo circolante di Sicurezza e Ambiente S.p.A. (“SeA”), società specializzata nel ripristino delle condizioni ambientali e di sicurezza stradale compromesse a seguito di incidenti stradali, perdite di carico e sversamenti di liquidi sulla sede stradale.
Nel contesto del proprio modello operativo SeA interviene a seguito di sinistri stradali per la messa in sicurezza delle infrastrutture viarie, divenendo così, successivamente al completamento delle operazioni di ripristino, titolare di crediti risarcitori nei confronti di compagnie assicurative e derivanti dai sinistri oggetto di intervento.
L’operazione è stata strutturata da Banca Valsabbina e si inserisce nell’ambito di una cartolarizzazione ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera a), della Legge n. 130 del 1999, nonché dell’articolo 4-bis, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162. In tale contesto, una società veicolo di cartolarizzazione appositamente costituita (“SPV”) ha erogato un finanziamento revolving in favore di SeA fino ad un importo massimo di Euro 12 milioni a fronte della costituzione da parte di SeA di un patrimonio destinato composto da crediti risarcitori e finalizzato, in via esclusiva, al soddisfacimento delle obbligazioni derivanti dal finanziamento.
La provvista necessaria all’erogazione del finanziamento è stata reperita mediante l’emissione di due classi di titoli asset-backed, senior e junior, sottoscritti rispettivamente da Banca Valsabbina e dalla stessa SeA.
Banca Valsabbina ha agito nel ruolo di Arranger, Investitore Senior, Account Bank e Paying Agent.
L’operazione rappresenta un esempio di utilizzo efficiente e innovativo degli strumenti di finanza strutturata a supporto di attività di rilevante interesse pubblico, contribuendo alla continuità operativa dei servizi essenziali per la sicurezza stradale e la tutela dell’ambiente.
Hermes Bianchetti, Vice Direttore Generale Vicario di Banca Valsabbina S.C.p.A., ha commentato: “L’iniziativa rientra nell’attività di origination della Banca in ambito finanza strutturata, con l’obiettivo di fornire soluzioni tailor-made in grado di rispondere in modo efficiente alle esigenze di capitale circolante delle nostre aziende clienti. La struttura è stata progettata valorizzando i flussi operativi sottostanti e consentendo il bilanciamento del profilo di rischio – rendimento. L’operazione conferma il posizionamento della Banca come partner di riferimento per soluzioni ad elevato valore aggiunto, capaci di generare redditività sostenibile e relazioni di lungo periodo con la clientela corporate”.
Carlo Mele, Chief Financial Officer di Sicurezza e Ambiente S.p.A., ha commentato: “Questa operazione di finanza strutturata rappresenta un passo strategico per il rafforzamento della nostra struttura finanziaria e per una gestione più efficiente del capitale circolante. Questo strumento ci consentirà di sostenere la crescita operativa della società mantenendo al contempo flessibilità e solidità patrimoniale, in coerenza con il nostro piano industriale. Di Banca Valsabbina abbiamo apprezzato l’approccio strutturato e la capacità di comprendere le specificità del nostro modello di business, elementi che hanno permesso di costruire una soluzione su misura a supporto delle nostre esigenze.”
Bird & Bird Studio Legale, con un team guidato dal partner Corrado Fiscale, ha fornito l’assistenza legale nell’operazione come transaction counsel mentre SeA si è avvalsa del supporto legale dell’avvocato Massimo Agostini. 130 Servicing S.p.A.fornisce la società veicolo e svolge i ruoli di Servicer, Loan Agent, Calculation Agent e Rappresentante dei Portatori dei Titoli.
Banca Valsabbina è una Società Cooperativa per Azioni, fondata nel 1898. È la principale Banca popolare di Brescia e da centoventicinque anni sostiene la crescita e lo sviluppo economico del territorio, ponendosi come interlocutore sia per le famiglie che per gli artigiani, le piccole attività economiche e le PMI. Opera attraverso una rete territoriale che conta 76 filiali, presenti in cinque regioni del nord d’Italia, di cui 44 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 4 a Milano. Impiega oltre 950 dipendenti, gestisce masse per 13 miliardi di euro e vanta un solido patrimonio, con il CET 1 Ratio al 15% ed il Tier Total al 17%. Del Gruppo Banca Valsabbina fanno parte Integrae Sim – società di intermediazione leader tra gli Advisor e Global Coordinator per numero di quotazioni sul mercato Euronext Growth Milan e prima società di consulenza focalizzata sul segmento Mid-Market – e Prestiamoci (con l’Istituto di Pagamento controllato Pitupay), che gestisce una piattaforma digitale per prestiti personali a privati e partite IVA, con più di 9 mila clienti e un erogato che supera i 130 milioni.
Sicurezza e Ambiente S.p.A. nasce nel 2006 con l’obiettivo di contribuire al ripristino delle condizioni di sicurezza stradale e ambientale a seguito di incidente. I nostri interventi si articolano attraverso la messa in sicurezza, pulizia e bonifica del tratto di strada interessato da incidente (olio, vetro, plastica), nella massima tutela dell’ambiente. Per farlo, adoperiamo procedure e protocolli operativi certificati, impiegando solo veicoli, attrezzature e software coperti da brevetto. Con la più grande rete operativa per numero di Strutture (circa 800 Centri Logistici Operativi di vario livello), rappresentiamo una delle best practice nel panorama mondiale della mobilità e della lotta alle frodi assicurative. Le nostre squadre, dislocate in tutta Italia, giungono immediatamente sul luogo dell’incidente e fotografando il sinistro, limitano in questo modo le truffe assicurative che incidono sull’aumento del premio RCA. I costi dei nostri interventi sono sostenuti dalle Compagnie Assicurative garanti della circolazione stradale.
Perché Brescia viene definita la capitale del tondino
Quando si parla di “capitale del tondino”, il pensiero corre dritto a Brescia, una città che ha costruito la propria identità industriale sull’acciaio. Non è uno slogan ad effetto, ma una definizione che affonda le radici nella storia produttiva del territorio e in una concentrazione unica di competenze, impianti e cultura manifatturiera. Qui il tondino per cemento armato non è solo un prodotto: è una lingua comune, un sapere condiviso, un motore economico.
Cos’è il tondino e perché conta
Il tondino è l’elemento invisibile che regge città e infrastrutture. Barre d’acciaio nervate, destinate al cemento armato, senza le quali ponti, edifici e viadotti resterebbero sulla carta. Brescia ha saputo specializzarsi proprio in questo segmento strategico, diventando negli anni un punto di riferimento nazionale ed europeo per qualità, volumi e continuità produttiva. La definizione di capitale nasce quindi da un primato concreto: qui si produce, si innova e si esporta tondino come in pochi altri luoghi al mondo.
Una tradizione industriale lunga un secolo
Il legame tra Brescia e l’acciaio non è recente. Dalla fine dell’Ottocento, la provincia ha sviluppato una fitta rete di fonderie, laminatoi e acciaierie, favorita dalla posizione geografica, dalla disponibilità energetica e da una mentalità imprenditoriale pragmatica. Nel tempo, questa tradizione si è trasformata in un ecosistema industriale evoluto, capace di attraversare crisi e riconversioni senza perdere il proprio baricentro: la siderurgia lunga e, in particolare, il tondino.
Le imprese che hanno fatto scuola
A rendere Brescia la capitale del tondino è anche la presenza di gruppi industriali che hanno segnato la storia dell’acciaio italiano. Realtà come Feralpi Group, Ori Martin e Alfa Acciai hanno costruito modelli produttivi integrati, investendo in tecnologia, sostenibilità e filiere corte. Aziende diverse, ma accomunate da una visione industriale che ha fatto del tondino un prodotto ad alto valore aggiunto, non una semplice commodity.
Un distretto che parla al mondo
Definire Brescia capitale del tondino significa riconoscere l’esistenza di un vero distretto siderurgico. Qui convivono acciaierie elettriche, laminatoi, fornitori di impianti, laboratori di controllo qualità e logistica specializzata. Un sistema che dialoga con i mercati internazionali e che ha reso il tondino bresciano sinonimo di affidabilità. Non è un caso se una quota significativa del tondino utilizzato nei cantieri europei nasce proprio in questa provincia lombarda.
Acciaio, sostenibilità e futuro
Negli ultimi anni, la definizione di capitale del tondino si è arricchita di un nuovo significato. Brescia è diventata anche un laboratorio di transizione ecologica applicata alla siderurgia, con investimenti su forni elettrici, riciclo del rottame e riduzione delle emissioni. Il tondino, prodotto simbolo di un’industria considerata “pesante”, si è trasformato in un emblema di economia circolare e innovazione responsabile.
Una capitale senza palazzi istituzionali
Brescia non ha un titolo ufficiale né un’investitura formale, ma come tutte le capitali vere si è guadagnata il nome sul campo. La capitale del tondino non si riconosce per i monumenti, ma per il rumore dei laminatoi, per la competenza diffusa, per la capacità di trasformare l’acciaio in infrastruttura, lavoro e visione industriale. Ed è proprio questa normalità produttiva, solida e silenziosa, a renderla una capitale credibile agli occhi del mondo.
Brescia, il lavoro regge ma rallenta: più assunzioni, meno stabilizzazioni
Nel terzo trimestre del 2025 il mercato del lavoro bresciano mostra segnali contrastanti. Da un lato crescono le assunzioni e il saldo occupazionale resta positivo; dall’altro si riducono in modo sensibile le trasformazioni a tempo indeterminato, indicando una maggiore fragilità nella qualità dell’occupazione. È il quadro che emerge dal report dell’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia di Brescia, basato sui flussi amministrativi delle comunicazioni obbligatorie.
Tra luglio e settembre sono stati registrati 59.807 avviamenti al lavoro, in aumento dell’1,52 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024. Le cessazioni si sono fermate a 56.275, in lieve calo (-0,91 per cento). Il saldo tra ingressi e uscite risulta quindi positivo per 3.532 posizioni, migliorando il dato dell’anno precedente, quando il saldo si era attestato a poco più di duemila unità. Un risultato che conferma la capacità del sistema economico locale di assorbire forza lavoro, pur in un contesto congiunturale incerto.
Il dato va però letto con attenzione se si guarda alla disoccupazione in senso stretto. Il report non misura il numero complessivo dei disoccupati, ma la dinamica dei rapporti di lavoro: un saldo positivo indica che le nuove assunzioni superano le cessazioni, contribuendo a contenere l’area della disoccupazione. Tuttavia, la composizione dei contratti segnala un mercato ancora fortemente orientato verso la temporaneità.
I rapporti a tempo determinato rappresentano oltre il 57 per cento degli avviamenti trimestrali, mentre quelli a tempo indeterminato si fermano al 16 per cento, pur in crescita su base annua. Più significativo è il calo delle trasformazioni a tempo indeterminato: 5.661 nel trimestre, con una flessione dell’11,59 per cento rispetto al 2024. È un segnale che pesa sulle prospettive di stabilizzazione dei lavoratori e, di riflesso, sulla riduzione strutturale della disoccupazione.
L’analisi mensile mostra un andamento irregolare. Luglio e settembre chiudono con un saldo positivo, mentre agosto segna un saldo negativo di oltre quattromila posizioni, legato alla stagionalità di alcuni settori. Nonostante ciò, il saldo annualizzato resta positivo e supera le 6.800 unità, indicando che, su un orizzonte più lungo, il mercato del lavoro provinciale continua a creare occupazione netta.
Sul piano territoriale, il Centro per l’impiego di Brescia concentra oltre un terzo degli avviamenti, seguito da Iseo-Palazzolo e Desenzano. Anche qui il saldo resta complessivamente favorevole, ma con differenze legate alla struttura produttiva delle singole aree. A livello settoriale, l’industria manifatturiera e il commercio continuano a rappresentare quote rilevanti dell’occupazione, mentre crescono i servizi di alloggio e ristorazione e l’istruzione, comparti a forte incidenza stagionale.
In sintesi, il terzo trimestre del 2025 restituisce l’immagine di una provincia di Brescia in cui la disoccupazione è contenuta dalla crescita degli avviamenti, ma la stabilità del lavoro resta un nodo aperto. Più occupazione, dunque, ma ancora troppo spesso a termine: è su questo equilibrio fragile che si gioca la tenuta futura del mercato del lavoro bresciano.