Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Csmt chiude il 2025 in positivo e rafforza il proprio ruolo per l’innovazione del territorio

in Città e Hinterland/Economia/Innovazione/Uncategorized/Zone by

Un bilancio positivo, una struttura più focalizzata e un impatto sempre più concreto sul territorio. CSMT Innovation Hub chiude il 2025 con un valore della produzione pari a 2,89 milioni di euro, un Margine Operativo Lordo di 181 mila euro, in crescita del 49% rispetto all’anno precedente, e un utile d’esercizio di 6,7 mila euro. Il MOL, indicatore che misura la capacità della gestione operativa di sostenersi e generare risorse attraverso le attività principali, conferma il percorso di consolidamento dell’hub, che nel triennio ha contribuito ad attivare 78 milioni di euro di progetti e 39 milioni di euro di contributi a fondo perduto per le imprese coinvolte.

I risultati sono stati presentati in occasione dell’Assemblea Ordinaria dei Soci del 27 aprile 2026 e confermano il percorso di consolidamento avviato da CSMT, realtà nata all’interno del campus dell’Università degli Studi di Brescia per favorire il collegamento tra imprese, ricerca, competenze tecnologiche e istituzioni.

Il dato economico si inserisce in un quadro più ampio di attività: nel triennio 2023-2025 CSMT ha contribuito ad attivare progetti di innovazione industriale finanziati per circa 78 milioni di euro, con 39 milioni di euro di contributi a fondo perduto destinati alle imprese coinvolte. L’hub ha partecipato come partner tecnico a progetti europei, nazionali e regionali, rafforzando il proprio ruolo non solo nella costruzione delle candidature, ma anche nello sviluppo dei contenuti tecnici, nella costruzione del partenariato tecnico e nella gestione operativa delle iniziative. Tra i programmi più rilevanti figurano i progetti Collabora & Innova di Regione Lombardia: dei 14 progetti presentati, 5 sono stati ammessi a contributo nel 2025, con ulteriori 2 progetti approvati nei primi mesi del 2026. CSMT è quindi partner in 7 progetti complessivi, con contributi previsti distribuiti sui prossimi anni. Insieme ai 5 ottenuti dall’Università degli Studi di Brescia, il sistema dell’innovazione ottiene quindi il supporto per 12 progetti. A questi si aggiungono i progetti sviluppati con i Competence Center del MIMIT, tra cui MADE, di cui CSMT è socio fondatore.

Accanto ai risultati economici e progettuali, il 2025 ha segnato anche una riorganizzazione interna. La struttura è stata articolata in tre aree operative principali: Digitale e Ottimizzazione, Sostenibilità e Materiali, Progetti Finanziati. Una scelta pensata per rendere più chiaro il posizionamento dell’hub e più efficace il lavoro con imprese, università, centri di ricerca e partner tecnici.

Sul territorio, l’attività di CSMT si traduce in numeri concreti: 57 hubber, 26 aziende resident, 17 startup e spin-off supportati, 31 eventi organizzati nell’anno con oltre 1.500 partecipanti e una rete di oltre 2.000 connessioni attivate tra clienti e fornitori. Un ecosistema che mette in relazione imprese, laboratori, università, associazioni di categoria, istituzioni e competenze specialistiche.

Nel 2025 sono stati sviluppati progetti in ambiti molto diversi ma accomunati da una forte ricaduta applicativa: dalla piattaforma basata su intelligenza artificiale per la gestione e la tracciabilità degli emocomponenti, ai nuovi materiali termoplastici green da biomassa e materiali riciclati; da un sistema edilizio modulare e sostenibile, fino ai progetti su indumenti tecnici intelligenti, digital twin per infrastrutture, efficienza energetica nel settore agroalimentare e tecnologie AI per il controllo qualità e la biosicurezza.ì

«Il 2025 ha rappresentato per CSMT un anno di rinnovamento significativo, in un contesto in cui l’innovazione è più che mai una leva competitiva centrale per le imprese», sottolinea Daniele Peli, Presidente di CSMT. «La chiusura positiva del bilancio conferma la direzione intrapresa: rafforzare il ruolo di CSMT come soggetto capace di accompagnare il territorio nei percorsi di ricerca applicata, trasferimento tecnologico e collaborazione tra imprese e accademia».

«Il bilancio racconta un anno di consolidamento e cambiamento», aggiunge Gabriele Zanetti, Direttore Generale di CSMT. «CSMT non opera per sé, ma come catalizzatore di relazioni e innovazione al servizio del territorio. I numeri economici sono solidi, ma l’impatto più significativo è nella rete costruita: imprese supportate, progetti attivati, startup accompagnate, eventi realizzati e connessioni generate tra aziende, ricerca e istituzioni».

Con la chiusura positiva del 2025, CSMT opera oggi e guarda al futuro con una struttura più focalizzata, una governance rinnovata e un volume crescente di attività progettuali, confermando il proprio ruolo di infrastruttura territoriale per l’innovazione applicata, la sostenibilità e la competitività del sistema produttivo bresciano.

Fatturato a 1,1 miliardi per la bresciana W Group

in Bilanci/Economia/Servizi by

Il Consiglio di Amministrazione di W Group, gruppo italiano multi-brand di human resource solutions, ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025, confermando un percorso di crescita solido e sostenuto sia a livello economico che organizzativo.

Nel 2025, il Gruppo guidato da Federico Vione ha registrato ricavi consolidati pari a 1,106 miliardi di euro. Parallelamente, l’EBITDA Adjusted ha raggiunto i 90 milioni di euro, rispetto ai 57 milioni del 2024. Anche l’EBIDTA Margin è risultato in netto miglioramento: si attesta all’8,1%.

Il trend di crescita è rimasto stabile anche all’inizio del nuovo anno: i risultati del primo trimestre hanno registrato un miglioramento rispetto al Q1 2025, confermando la solidità del percorso intrapreso e la capacità del Gruppo di continuare a generare valore.

Il CEO, Federico Vione, ha dichiarato: “Il 2025 è stato un anno di consolidamento e crescita, in cui abbiamo trasformato le acquisizioni realizzate in valore concreto. Ma, soprattutto, è stato un anno che ha confermato con ancora più forza ciò su cui abbiamo costruito W Group fin dall’inizio: le persone. Infatti, i risultati raggiunti – dal superamento dei 1,100 miliardi di ricavi alla solidità della nostra redditività – sono stati possibili solo grazie al lavoro quotidiano, alla competenza e all’impegno delle nostre persone, che rappresentano il vero motore del Gruppo e il cuore del nostro modello. Guardando al futuro, continueremo a investire nello sviluppo organico e nell’integrazione delle società acquisite, con l’obiettivo di superare i 2 miliardi di fatturato entro il 2030, raggiungere i 3.000 dipendenti e un EBITDA superiore al 9%. Lo faremo restando fedeli alla nostra identità: un Gruppo costruito intorno alle persone, capace di creare opportunità di lavoro e generare valore sostenibile nel tempo.”

A livello geografico, la crescita del Gruppo è stata trainata principalmente dal mercato italiano, che si conferma il primo contributore con ricavi pari a circa 912 milioni di euro. Al tempo stesso si rafforza il peso dell’estero, in particolare della Francia, dove il contributo di Camo Groupe ha generato ricavi per oltre 126 milioni di euro.

Dal punto di vista dei servizi, il lavoro tramite agenzia si conferma la componente centrale del modello di business del Gruppo, con ricavi pari a circa 983 milioni di euro nel 2025. Le attività di permanent recruitment hanno contribuito con circa 70 milioni di euro, evidenziando una crescita del mix di offerta, con effetti positivi sulla redditività complessiva.

La crescita si riflette anche sul piano organizzativo: il Gruppo contava 2.000 dipendi a fine 2025, rispetto ai 1.800 dell’anno precedente e 310 filiali tra Italia ed estero, con un’apertura di 30 nuovi sedi nell’anno.

A2A conferma la rotta: soci approvano cedola, buyback e nuovo vertice

in A2A/Bilanci/Economia by

Un passaggio che consolida strategia e governance. L’assemblea ordinaria di A2A ha archiviato il 2025 con l’approvazione del bilancio e una serie di decisioni che rafforzano il profilo industriale e finanziario del gruppo: dal dividendo al rinnovo degli organi sociali, fino ai piani di incentivazione e all’autorizzazione sulle azioni proprie.

Tra le delibere centrali figura la distribuzione di 0,104 euro per azione, con pagamento fissato al 20 maggio, mentre lo stacco della cedola è previsto il 18 maggio.

Sul fronte delle politiche manageriali, i soci hanno dato il via libera al programma LTI 2026-2028, lo schema di incentivazione di lungo periodo pensato per accompagnare il nuovo ciclo industriale.

Azioni proprie e leva strategica

Spazio anche al rinnovo della delega per operazioni su azioni proprie, dopo la revoca della precedente autorizzazione per la parte non utilizzata. Il perimetro resta quello di un massimo di 313 milioni di titoli, pari al 10% del capitale.

Non solo gestione della liquidità: il mandato potrà essere utilizzato come strumento funzionale a operazioni industriali, iniziative straordinarie e piani di azionariato. Un’opzione che amplia il margine di manovra del gruppo in chiave strategica.

La delega avrà efficacia per diciotto mesi, salvo diverse deliberazioni o specifiche eccezioni legate ai programmi di incentivazione.

Nuovo Consiglio, confermata la continuità

L’assemblea ha poi ridisegnato la governance per il prossimo triennio, confermando Roberto Tasca alla presidenza e nominando Flavio Pasotti vicepresidente.

Nel nuovo Consiglio siedono anche Renato Mazzoncini, Gaia Griccioli, Nicla Picchi, Mario Gualtiero Francesco Motta, Maurizio Tira, Elisabetta Pistis, Elisabetta Cristiana Bombana, Vincenzo Cariello, Karina Audrey Litvack e Susanna Dorigoni.

Un assetto che combina continuità e presidio istituzionale, accompagnato dalla conferma dei requisiti di indipendenza per diversi componenti del board. Per i consiglieri il compenso annuo lordo è stato fissato a 80 mila euro.

Approvate inoltre, con voto favorevole, le due sezioni della relazione sulle remunerazioni, la prima in forma vincolante, la seconda consultiva.

Rinnovato il Collegio sindacale

Nuovo mandato triennale anche per il Collegio sindacale, con Silvia Muzi alla presidenza. Completano l’organo Simonetta Ciocchi e Sergio Carteny come sindaci effettivi; Elisabetta Migliorati e Vieri Chimenti come supplenti.

Definiti anche i compensi: 130 mila euro per il presidente del Collegio e 80 mila euro per ciascun sindaco effettivo.

Gefran, ricavi a 139 milioni, utile a 10

in Bilanci/Economia by

Si è tenuta ieri l’Assemblea ordinaria di Gefran S.p.A., presieduta da Maria Chiara Franceschetti. L’Assemblea ha approvato il bilancio di Gefran S.p.A. relativo all’esercizio 2025 (di seguito in dettaglio) e la proposta del Consiglio di Amministrazione di distribuire un dividendo ordinario, al lordo delle ritenute di legge, pari a 0,43 Euro per ogni azione avente diritto, mediante utilizzo, per l’importo occorrente, della riserva Utili esercizi precedenti.

Lo stacco del dividendo è previsto il 4 maggio 2026, record date il 5 maggio 2026, e sarà in pagamento dal 6 maggio 2026. Il numero di cedola rappresentativa del dividendo è 21. La rimanente quota dell’utile dell’esercizio viene destinata alla riserva Utili degli esercizi precedenti.

Marcello Perini, Amministratore Delegato del Gruppo Gefran, ha dichiarato:

“Il bilancio approvato dell’assemblea degli azionisti, fotografa un anno in cui il Gruppo ha confermato solidità patrimoniale e finanziaria, continuità operativa e capacità di dare concreta e coerente esecuzione alle proprie priorità industriali e commerciali, nonostante un contesto ancora complesso. Nel 2025 abbiamo proseguito nello sviluppo e nel rafforzamento del posizionamento competitivo attraverso l’esecuzione di una serie di iniziative già condivise con il mercato e sostenute da una solida generazione di cassa e da un approccio rigoroso agli investimenti. In questo quadro si colloca la decisione di distribuire un dividendo ordinario pari a 0,43 euro per azione: un riconoscimento concreto agli investitori per la fiducia che continuano a riporre nella solidità e nelle prospettive di crescita del Gruppo.

Con l’approvazione del bilancio 2025 si chiude inoltre il ciclo triennale del Consiglio di Amministrazione. Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutti i Consiglieri per il contributo concreto al presidio della governance, all’indirizzo strategico e per il costante supporto al management in una fase caratterizzata da rilevanti sfide macroeconomiche e geopolitiche. Guardando al futuro e dando il benvenuto al nuovo consigliere, sono certo che proseguirà lo stesso livello di collaborazione che ha contraddistinto il passato.

Sulla base delle iniziative e dei piani già avviati, affrontiamo il 2026 continuando a presidiare attentamente i principali fattori di rischio. Nell’attuale scenario di domanda ancora in fase di stabilizzazione, ci attendiamo per il primo trimestre risultati in linea con lo stesso periodo dello scorso anno in termini di ricavi e una marginalità positiva, seppur più contenuta. Restiamo focalizzati sullo sviluppo dei mercati, sull’innovazione di prodotto e sul rafforzamento delle capacità industriali e organizzative, con l’obiettivo di sostenere nel tempo crescita, redditività e creazione di valore.”

Risultati della capogruppo Gefran S.p.A.

  • Ricavi a 86,1 milioni di Euro 
  • Margine Operativo Lordo a 14,5 milioni di Euro 
  • Risultato Netto positivo per 10,1 milioni di Euro 

Risultati consolidati 

  • Ricavi a 139 milioni di Euro 
  • Margine Operativo Lordo a 22,4 milioni di Euro 
  • Risultato Netto positivo per 9,9 milioni di Euro 

Politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti

L’Assemblea degli Azionisti, ai sensi dell’art. 123-ter del TUF, ha espresso voto favorevole vincolante sulla Politica sulla Remunerazione per il 2026 e voto favorevole consultivo non vincolante sul Resoconto sulla Remunerazione per l’esercizio 2025.

Azioni proprie

L’Assemblea degli Azionisti ha autorizzato l’acquisto e la disposizione, in una o più volte, di un numero di azioni ordinarie della Società rappresentanti al massimo il 10% del capitale sociale (alla data del presente comunicato pari quindi a un massimo di n. 1.440.000,00 azioni ordinarie del valore nominale di Euro 1,00 ciascuna).  L’autorizzazione è concessa per un periodo di 18 mesi dalla data della delibera assembleare. Viene altresì deliberato di revocare la precedente autorizzazione, concessa dall’assemblea del 29 aprile 2025, sostituita dalla nuova autorizzazione.

Gli obiettivi della delega sono l’intervento diretto o tramite intermediari autorizzati per operare sul mercato nel rispetto delle disposizioni in vigore e offrire agli azionisti uno strumento aggiuntivo di monetizzazione degli investimenti.

Gli acquisti e gli atti di disposizione delle azioni proprie, da effettuare con modalità e termini conformi alle prassi di mercato ammesse e in ossequio alle disposizioni regolamentari vigenti, terranno conto delle azioni proprie di volta in volta in portafoglio.

Il corrispettivo unitario per l’acquisto non dovrà essere inferiore al valore nominale e non superiore al prezzo di riferimento medio degli ultimi 3 giorni di Borsa aperta antecedenti il giorno dell’acquisto aumentato del 15%. Il corrispettivo di vendita verrà stabilito di volta in volta, avuto riguardo all’andamento dei prezzi delle azioni nel periodo precedente l’operazione e al migliore interesse per la Società. Il corrispettivo minimo non potrà essere inferiore al prezzo di riferimento registrato dal titolo nella seduta di Borsa precedente ogni singola operazione di alienazione diminuito del 10%. Tale limite non troverà peraltro applicazione nell’ipotesi di alienazione diversa dalla vendita.

Gefran comunicherà settimanalmente al mercato e secondo le modalità definite dalle Autorità competenti il numero e il prezzo medio delle azioni acquistate, il numero cumulativo delle azioni e il valore totale dell’investimento alla data della comunicazione.

Nomina del Consiglio di Amministrazione

L’Assemblea dei Soci ha determinato in 9 il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione per il triennio 2026-2028 (in linea con il triennio precedente) e nominato i componenti che rimarranno in carica sino all’approvazione del Bilancio al 31 dicembre 2028.

Nella lista di maggioranza sono stati nominati Maria Chiara Franceschetti, Andrea Franceschetti, Giovanna Franceschetti, Marcello Perini, Alessandra Maraffini, Enrico Zampedri, Cristina Mollis e Giorgio Metta.

Nella lista di minoranza è stato nominato Carlo Paris.

L’Assemblea dei Soci ha inoltre deliberato in merito al compenso dei componenti del Consiglio di Amministrazione, in conformità alla politica di remunerazione approvata dalla stessa Assemblea dei soci.

Riunione del Consiglio di Amministrazione 

A seguito dell’Assemblea si è riunito il nuovo Consiglio di Amministrazione, che ha nominato Maria Chiara Franceschetti quale Presidente del Consiglio d’Amministrazione, Giovanna Franceschetti quale Vicepresidente e Marcello Perini quale Amministratore Delegato. Marcello Perini è stato altresì nominato Chief Executive Officer ai sensi del Codice di Corporate Governance. 

In occasione del Consiglio sono stati inoltre verificati i requisiti d’indipendenza del neonominato Consiglio. Sono risultati in possesso dei requisiti d’indipendenza gli amministratori non esecutivi Alessandra Maraffini, Cristina Mollis, Enrico Zampedri, Giorgio Metta e Carlo Paris. Lead Independent Director è Cristina Mollis.

Il Consiglio ha esaminato le dichiarazioni e le informazioni fornite dagli Amministratori verificando la sussistenza dei requisiti previsti dal T.U.F. e dal Codice di Corporate Governance. In particolare, il Consiglio ha ritenuto la Consigliera Alessandra Maraffini in possesso dei requisiti d’indipendenza ai sensi del Codice di Corporate Governance, considerando la sostanza prevalente sulla forma. Alessandra Maraffini possiede tutti i requisiti fatta eccezione per quello previsto dall’articolo 2, Raccomandazione 7 punto h), essendo stretto familiare di un soggetto che ha rivestito la carica di Amministratore della società per più di nove esercizi negli ultimi dodici. Il Consiglio ha tenuto conto del curriculum della Consigliera e del fatto che il legame familiare riguarda un soggetto che ha rivestito in passato la carica di Amministratore non esecutivo e indipendente. È stato pertanto ritenuto che il legame familiare non pregiudichi nei fatti l’indipendenza.

Risultano invece Amministratori esecutivi Maria Chiara Franceschetti, Giovanna Franceschetti e Marcello Perini, ai quali sono stati conferite le relative deleghe.

Il Consiglio di Amministrazione ha altresì nominato i componenti dei Comitati interni al Consiglio. I membri del Comitato Controllo e Rischi sono Alessandra Maraffini, Carlo Paris ed Enrico Zampedri; i membri del Comitato Nomine e Remunerazioni sono Cristina Mollis, Giorgio Metta ed Enrico Zampedri e i membri del Comitato Sostenibilità sono Giovanna Franceschetti, Cristina Mollis e Marcello Perini.

Valsabbina, i soci danno l’ok ai conti: utile superiore alle attese

in Banche/Bilanci/Economia/Valsabbina by

L’Assemblea Ordinaria dei soci di Banca Valsabbina, svoltasi in data odierna presso la Direzione Generale della Banca, ha approvato a larghissima maggioranza, il Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, che evidenzia un utile netto di € 55,8 milioni, superiore alle attese ed in linea rispetto allo scorso esercizio. La redditività sul capitale (“ROE”) si attesta circa al 13%, confermando continua e concreta capacità di creare valore.

Al fine di agevolare la partecipazione anche da parte dei soci geograficamente più distanti, tenuto conto dell’ampia articolazione territoriale ormai raggiunta dall’Istituto, l’Assemblea si è tenuta – come indicato nell’Avviso di Convocazione e in forza di quanto previsto dall’art. 106 del c.d. Decreto “Cura Italia” – mediante l’intervento esclusivo del Rappresentante Designato che ha raccolto le deleghe e le istruzioni di voto dei soci per ogni singolo punto all’ordine del giorno.

Oltre all’approvazione del Bilancio di esercizio 2025, l’Assemblea, sempre a larghissima maggioranza:

  • ha nominato tre Consiglieri di Amministrazione per scadenza di mandato, confermando nella carica i Consiglieri Renato Barbieri, Alberto Pelizzari e Simona Pezzolo De Rossi;
  • ha deliberato l’autorizzazione all’acquisto e alienazione di azioni proprie, a norma di legge, mediante utilizzo del Fondo acquisto azioni proprie;
  • ha determinato il compenso annuo da riconoscere al Consiglio di Amministrazione;
  • ha approvato il nuovo documento sulle Politiche di Remunerazione.

L’Assemblea ha, inoltre, approvato:

  • la distribuzione di un dividendo in denaro di € 0,60 per azione, di cui € 0,45 da erogarsi nel prossimo mese di giugno ed € 0,15 nel mese di dicembre;
  • l’assegnazione di n. 1 azione gratuita ogni 75 possedute nel mese di giugno ed un’ulteriore assegnazione di n. 1 azione gratuita ogni 75 nel mese di dicembre, sempre in arrotondamento all’unità inferiore.

Quanto sopra determina una distribuzione complessiva di € 0,92 per azione, tra dividendo in contanti ed assegnazione gratuita di azioni, con un rendimento stimato (rapporto tra “distribuzione di valore” e prezzo medio dell’azione Banca Valsabbina per il 2025) superiore all’8%.

Il Consiglio di Amministrazione riunitosi immediatamente dopo l’Assemblea, ha confermato Presidente Renato Barbieri e Vicepresidente Alberto Pelizzari.

Chiudiamo l’esercizio 2025 con soddisfazione per i risultati conseguiti e l’andamento dei volumi, in un contesto di miglioramento dei principali indicatori. La redditività e la solida crescita della Banca confermano l’efficacia delle nostre strategie, volte ad assicurare stabilmente valore per i soci garantendo sostegno concreto al territorio. I risultati relativi ai primi mesi del 2026, pur nell’ambito di una congiuntura fortemente condizionata da eventi esogeni, sono anch’essi positivi e coerenti con le nostre aspettative. Vogliamo continuare a crescere, valorizzando al meglio la nostra dinamicità ed il nostro modo di fare Banca”, ha affermato Barbieri.

A2A completa l’acquisizione di Duereti: ora il controllo è totale

in A2A/Economia/Energia/Partecipate e controllate by

A2A rafforza la propria presenza nel settore della distribuzione elettrica e completa il percorso di acquisizione di Duereti. La società ha infatti annunciato che, in data odierna, ha perfezionato l’acquisto del restante 10% delle quote detenute da e-distribuzione, arrivando così a controllare interamente la partecipata.

L’operazione consente ad A2A di salire al 100% del capitale di Duereti, realtà attiva nella distribuzione di energia elettrica in diversi comuni delle province di Milano e Brescia. Si tratta di un passaggio previsto nei piani industriali del gruppo, già avviato con l’acquisizione della quota di maggioranza.

Il completamento della transazione è avvenuto attraverso l’esercizio dei meccanismi di opzione già stabiliti negli accordi contrattuali sottoscritti in occasione dell’ingresso iniziale nel capitale della società, quando A2A aveva rilevato il 90% delle quote.

Con questa operazione il gruppo consolida ulteriormente il proprio presidio nelle reti energetiche del territorio lombardo, rafforzando il controllo diretto su un’infrastruttura strategica per la distribuzione di energia elettrica.

All’aeroporto Gabriele D’Annunzio di Brescia Montichiari un nuovo collegamento diretto con la Cina operato da Geo Sky

in Economia/Export by

L’aeroporto di Brescia Montichiari annuncia l’avvio di un nuovo collegamento cargo diretto con la Cina effettuato dalla compagnia aerea georgiana Geo Sky. Il primo volo è arrivato la scorsa notte e costituisce un nuovo passo importante nel posizionamento dello scalo come hub logistico di riferimento per il Nord Italia e per i flussi intercontinentali delle merci.

Il servizio prevede due voli settimanali da e per l’aeroporto di Xi’An, uno dei principali gateway logistici della Cina centro-occidentale, ed è operato con aeromobili Boeing 767-300 Freighter, velivoli particolarmente adatti al trasporto di merci ad alto valore e all’e-commerce, grazie alla loro flessibilità operativa ed efficienza.

Grazie a questo nuovo collegamento, le merci in arrivo a Brescia Montichiari possono essere distribuite in modo rapido ed efficiente sui principali distretti produttivi del Nord Italia e dell’Europa, mentre i carichi in export beneficiano di un accesso diretto al mercato cinese. Dall’hub di Xi’An, infatti, viene garantita una capillare e giornaliera redistribuzione verso tutte le principali città della Cina attraverso un network logistico dedicato, gestito da China Post, consentendo tempi di consegna ridotti e maggiore affidabilità della supply chain.

L’accordo è stato siglato dalla società di gestione Catullo – Gruppo SAVE con Geo Sky, che opera in collaborazione con il broker italiano Mas Concept Srl, il broker cinese MIFW LTD e lo spedizioniere svizzero OLG International, e prevede un piano di incremento progressivo delle attività, con l’obiettivo di aumentare le frequenze settimanali in funzione della crescita della domanda e di ampliare ulteriormente il network attraverso l’attivazione di nuovi collegamenti verso altri aeroporti strategici in Cina.

Il nuovo servizio rappresenta un’importante opportunità per il tessuto industriale e manifatturiero Italiano e del territorio, in particolare per i settori ad alto valore aggiunto, che potranno contare su una connessione diretta, stabile e competitiva con uno dei mercati più dinamici a livello globale.

Con l’avvio di questa operazione, l’aeroporto di Brescia Montichiari conferma la propria vocazione cargo e la capacità di attrazione di nuovi operatori internazionali, offrendo soluzioni logistiche efficienti e competitive sul mercato, tempi operativi rapidi grazie a un’infrastruttura dedicata allo sviluppo del traffico merci intercontinentale.

Francesco Folonari, Direttore Cargo del Gruppo SAVE, ha dichiarato – “Dopo l’avvio, a fine marzo, delle attività di un primario vettore italiano in forte e costante crescita a livello internazionale, l’aeroporto di Brescia Montichiari mette a segno un nuovo importante risultato con l’arrivo di Geo Sky e il collegamento con la Cina. Un successo che si inserisce nel piano di sviluppo dello scalo e del suo ruolo primario per la movimentazione delle merci nel nostro Paese e in Europa”.

Banca Santa Giulia prima per produttività tra le “Banche Minori”: l’Istituto di credito conferma il trend in crescita nonostante lo scenario geopolitico incerto

in Banche/Economia by

Nonostante uno scenario economico e geopolitico segnato da forte incertezza, Banca Santa Giulia SpA continua a crescere e a distinguersi per risultati e qualità nella gestione.

L’Istituto si è infatti aggiudicato, nella prestigiosa superclassifica delle “Banche Minori”, stilata da Credit Data Research Italia in collaborazione con BancaFinanza, il primo posto nella categoria produttività, con un indice pari a 83,5, confermandosi tra le realtà più efficienti del sistema bancario italiano.

Un risultato che premia la capacità di trasformare la “performance operativa” in valore concreto, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e massimizzando i risultati.

Banca Santa Giulia, inoltre, con un indice complessivo pari a 62,4, occupa saldamente il terzo posto nella superclassifica “Banche Minori”, a conferma di un modello fondato su “affidabilità e forte radicamento territoriale al servizio delle imprese”.

«Essere primi nella produttività, in un contesto così complesso, è un segnale molto forte – commenta Fausto Pavia, Direttore Generale di Banca Santa Giulia SpA -. Dimostra che il nostro modello basato su performance, efficienza con personale qualificato e competente risponde ogni giorno ai bisogni dei cittadini e delle imprese continuando a crescere».

Un risultato, questo, che rafforza il ruolo della Banca come partner solido per il tessuto economico locale, capace di coniugare crescita, efficienza ed efficacia.

Confesercenti lancia l’allarme sul caro-benzina e il caro-energia

in Economia/Energia by
Benzinaio, foto generica da Pixabay

L’aumento dei prezzi di energia elettrica, gas e carburanti torna a mettere sotto pressione le imprese del terziario anche nel territorio bresciano. A lanciare l’allarme è Confesercenti Lombardia Orientale con la sua presidente Barbara Quaresmini, che evidenzia come “la nuova fase di rincari rischi di compromettere la sostenibilità economica di negozi, pubblici esercizi e strutture ricettive della provincia”.

Secondo le elaborazioni dell’associazione la recente tensione sui mercati energetici – aggravata dalle dinamiche geopolitiche internazionali – ha determinato un’accelerazione significativa dei costi. Quaresmini evidenzia che “nelle ultime settimane i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica sono cresciuti di circa il 24%, mentre quelli del gas hanno registrato incrementi prossimi al 33%. Se questi livelli dovessero consolidarsi, l’impatto sul sistema delle piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi sarebbe rilevante già nel 2026, con un aggravio complessivo stimato a livello nazionale vicino ai 900 milioni di euro rispetto all’anno precedente”.

A questo scenario si aggiunge il nuovo rialzo dei carburanti, con il diesel che ha registrato aumenti molto rapidi nelle ultime settimane. Un elemento che incide direttamente sui costi di trasporto e approvvigionamento delle imprese e che si riflette a cascata su tutta la filiera commerciale e turistica.

Matteo Bozzoni, presidente di Faib (Federazione Autonoma Italiana Benzinai) Confesercenti Lombardia Orientale, valuta positivamente il taglio delle accise sui carburanti deciso dal Governo, considerandolo un intervento utile nell’immediato per attenuare gli effetti di una crisi ancora difficile da decifrare, ma a condizione che il costo della misura non ricada sui gestori. «Ritengo indispensabile aggiungere che il taglio delle accise non può gravare sulle spalle dei gestori: con i nostri margini è impossibile sostenere ancora una volta il peso di questo intervento» sottolinea Bozzoni.

«È necessario chiarire con nettezza che i gestori non hanno alcuna responsabilità nella determinazione dei prezzi finali al pubblico – osserva Bozzoni –. Per questo motivo critiche e controlli devono essere indirizzati verso chi, lungo la filiera, definisce realmente le politiche di prezzo, e non verso i gestori, che si limitano ad applicare decisioni assunte altrove».

Infine il presidente di Faib ribadisce la necessità di accelerare sull’approvazione della riforma del settore, ferma da tempo, ritenuta fondamentale per garantire benefici duraturi in termini di trasparenza, legalità e funzionamento del mercato, evitando che gli interventi emergenziali restino isolati e privi di effetti nel lungo periodo.

Nel contesto locale, caratterizzato da una forte presenza di attività di prossimità, ristorazione e accoglienza, l’aumento combinato dei costi energetici e dei carburanti si traduce in una pressione immediata sui margini operativi. Per Andrea Maggioni, coordinatore per il Garda dell’associazione, “l’incremento medio stimato si aggira intorno ai 1.500 euro annui per impresa, ma con differenze significative tra i settori: le strutture ricettive di medie dimensioni possono arrivare a sostenere rincari superiori ai 2.700 euro, mentre i ristoranti si attestano attorno ai 1.800 euro e i bar oltre i 1.000 euro. Anche il commercio al dettaglio, pur con valori più contenuti, risente comunque in modo sensibile dell’aumento delle bollette. Per molte attività, in particolare quelle più energivore come alberghi e ristoranti, si tratta di costi difficilmente comprimibili nel breve periodo”.

Alla dinamica dei rincari si affianca un ulteriore elemento di criticità legato alla contrazione del potere d’acquisto delle famiglie. L’aumento delle bollette domestiche e dei carburanti rischia infatti di ridurre la capacità di spesa dei consumatori, con effetti diretti sui livelli di domanda e quindi sui ricavi delle imprese locali. Si configura così una doppia pressione sul sistema economico: da un lato l’aumento dei costi di gestione, dall’altro una domanda più debole.

Confesercenti Lombardia Orientale sottolinea inoltre come il differenziale dei costi energetici rispetto ad altri Paesi europei continui a penalizzare le imprese italiane, incidendo negativamente sulla competitività, in particolare nel comparto turistico. A ciò si aggiunge il peso crescente dei carburanti, che rappresentano una voce sempre più rilevante per logistica, distribuzione e mobilità. In un territorio come quello bresciano, dove commercio, servizi e accoglienza rappresentano una componente essenziale dell’economia locale, il rischio concreto è una progressiva erosione dei margini e una riduzione della capacità di investimento.

Di fronte a questo scenario l’associazione richiama la necessità di interventi tempestivi e strutturali. Sempre per Quaresmini “diventa prioritario intervenire sulla componente degli oneri di sistema, prevedere misure emergenziali in grado di contenere i costi energetici e dei carburanti e avviare politiche di medio periodo orientate alla stabilizzazione dei prezzi. Allo stesso tempo è fondamentale facilitare l’accesso delle piccole e medie imprese a forniture energetiche più competitive e sostenibili”.

“Energia, gas e carburanti rappresentano costi strutturali per le imprese del commercio e del turismo – evidenzia Maggioni – e non possono essere assorbiti a lungo senza conseguenze sulla tenuta del tessuto economico locale. È necessario agire rapidamente per evitare effetti negativi su occupazione, investimenti e vitalità dei centri urbani”.

Inflazione, ecco l’andamento a Brescia città nel mese di febbraio

in Città e Hinterland/Economia/Tendenze/Zone by

Nel mese di febbraio 2026, in base ai dati definitivi Istat, i prezzi al consumo per l’intera
collettività (NIC) registrano un incremento del +0,5% rispetto al mese precedente (variazione
congiunturale) e un incremento del +1,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (variazione
tendenziale).

Le più elevate variazioni congiunturali si registrano per le divisioni “Bevande alcoliche, tabacco e droghe“
(+2,2%, dovuto all’aumento delle accise sul Tabacco), “Trasporti” (+1,2% con l’aumento del “Trasporto
aereo passeggeri”), “Servizi di ristoranti e servizi di alloggio“ (+0,9%, con l’aumento dei “Servizi di
alloggio”) e “Informazione e comunicazione” (+0,8%). Registra un lieve aumento la divisione “Prodotti
alimentari e bevande analcoliche” (+0,6%). Pressochè stabili le rimanenti divisioni.

In termini tendenziali, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, registrano forti incrementi le
divisioni “Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari” (+4,4%), “Servizi finanziari e
assicurativi” (+3,9%), “Servizi di ristoranti e servizi di alloggio“ (+3,4%) e “Bevande alcoliche, tabacco e
droghe“. Meno decisi gli aumenti delle altre divisioni. In calo invece la divisione di “Informazione e
comunicazione” (-3,4%) e “Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili“ (-1,3%).

L’analisi per tipologia di prodotto mette in evidenza che, complessivamente, nel mese di febbraio, i Beni
crescono rispetto al mese precedente (+0,5%), ma calano rispetto allo stesso mese dell’anno precedente
(-0,5%). All’interno della tipologia “Beni” crescono soprattutto i “Tabacchi” (+3,3% il congiunturale e
+4,0% il tendenziale) e i “Beni alimentari non lavorati” (+1,6% congiunturale e +2,8% il tendenziale).
Presentano una dinamica diversa i “Beni energetici”, che aumentano rispetto a gennaio (+0,5%), ma
calano fortemente rispetto a un anno fa (-5,1%). Infine, si evidenzia il calo congiunturale e tendenziale
della componente regolamentata degli energetici (-1,8% e -12,2%).

In crescita anche i Servizi che registrano un lieve aumento congiunturale (+0,7%) e un tendenziale
piuttosto sostenuto (+2,9%). Nel dettaglio, sono soprattutto i “Servizi relativi ai trasporti” a crescere con
un congiunturale pari a +1,7% e un tendenziale del +5,7%. Da segnalare, inoltre, i “Servizi relativi
all’abitazione” e i “Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona” che registrano un deciso
aumento rispetto a febbraio 2024: rispettivamente +4,3% e +2,8%.

Più lieve l’incremento congiunturale e tendenziale del “carrello della spesa”, comprendente i beni
alimentari, quelli per la cura della casa e della persona (+0,6% e +1,0%).

Guardando alle tipologie basate sulla frequenza di acquisto, i prodotti ad Alta, Media e Bassa frequenza
presentano variazioni congiunturali positive. In particolare, quelli a Alta e Bassa frequenza presentano
incrementi maggiori (+0,6% e +0,7%) rispetto a quelli a Bassa frequenza (+0,3%). Le variazioni tendenziali
sono in crescita per i prodotti a Alta e Media frequenza (+2,2% e +1,0%), mentre sono in calo per i
prodotti a Bassa frequenza (-0,5%).

Brescia: a febbraio prezzi in aumento

Tasso congiunturale: +0,5%
Tasso tendenziale: +1,1%

1 2 3 304
Go to Top
Vai alla barra degli strumenti