Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Pagamenti ai fornitori, a Brescia i tempi si riducono ancora | I DATI LOMBARDI

in Economia/Tendenze by

Con il 45,7% di imprese che pagano alla scadenza i propri fornitori, la Lombardia è al 1° posto della classifica italiana stilata dallo Studio Pagamenti di CRIBIS, aggiornato al 30 giugno 2021. Rispetto al trimestre precedente, diminuisce il numero di imprese che effettua i pagamenti con ritardi superiori ai 30 giorni, passate dal 9% all’8,9% con una variazione del -1,1%.

  • Bergamo: rispetto a marzo, restano invariati i pagamenti in grave ritardo, diminuiscono quelli puntuali (-0,4%) ed è 3° in Italia. Rispetto a fine 2019, è al 12° posto fra le 20 province italiane le cui imprese hanno registrato il maggior peggioramento nei pagamenti oltre 30 giorni (+42,9%).
  • Brescia: rispetto a marzo, diminuiscono sia i pagamenti alla scadenza (-0,9%), sia quelli oltre 30 giorni (-1,7%) ed è al primo posto nel ranking italiano.
  • Como: rispetto a marzo, è la seconda provincia lombarda, dopo Monza e Brianza, a far registrare il maggior decremento di pagamenti in grave ritardo (-4,7%); guadagna una posizione ed è 11° in Italia. Rispetto a fine 2019, è al 18° posto fra le 20 province italiane le cui imprese hanno registrato il maggior peggioramento nei pagamenti oltre 30 giorni (+39,7%).
  • Cremona: rispetto a marzo, perde due posizioni nel ranking italiano ed è 8°; è la seconda provincia lombarda, alle spalle di Pavia, con l’incremento più elevato di pagamenti oltre 30 giorni (+1,3%).
  • Lecco: rispetto a marzo, insieme a Monza e Brianza è la provincia lombarda dove si registra l’incremento più elevato di pagamenti puntuali (+1,6%) ed è stabile al 4° posto nel ranking italiano.
  • Lodi: rispetto a marzo, i pagamenti in grave ritardo diminuiscono del 2,7%; guadagna 3 posizioni ed è 38° in Italia. Rispetto a fine 2019, è al 6° posto fra le 20 province italiane le cui imprese hanno registrato il maggior peggioramento nei pagamenti oltre 30 giorni (+54,3%).
  • Mantova: rispetto a marzo, diminuiscono sia i pagamenti alla scadenza (-1,6%), sia quelli oltre 30 giorni (-3,6%); guadagna una posizione ed è 7° in Italia
  • Milano: rispetto a marzo, cresce la puntualità (+1,4%); guadagna 2 posizioni ed è 43° in Italia (penultima in Lombardia).
  • Monza e Brianza: rispetto a marzo, è la provincia lombarda con il maggior decremento di pagamenti in grave ritardo (-4,8%) e, insieme a Lecco, è quella dove si registra l’incremento più elevato di pagamenti puntuali (+1,6%). Con Biella, è la provincia italiana che guadagna più posizioni (4) ed è 12°.
  • Pavia: rispetto a marzo, è la provincia lombarda con l’incremento più elevato di pagamenti oltre 30 giorni (+1,4%). Guadagna una posizione ma è comunque ultima in Lombardia (51°). Rispetto a fine 2019, è all’8° posto fra le 20 province italiane le cui imprese hanno registrato il maggior peggioramento nei pagamenti oltre 30 giorni (+48,4%).
  • Sondrio: rispetto a marzo, diminuiscono sia i pagamenti alla scadenza (-1%), sia quelli oltre 30 giorni (-1,5%) e mantiene il secondo posto nella classifica delle province italiane. Rispetto a fine 2019, è al 4° posto fra le 20 province italiane le cui imprese hanno registrato il maggior peggioramento nei pagamenti oltre 30 giorni (+58,5%).
  • Varese: rispetto a marzo, diminuiscono sia i pagamenti alla scadenza (-0,7%), sia quelli oltre 30 giorni (-1,1%); perde una posizione ed è 22° nel ranking italiano. Rispetto a fine 2019, è al 14° posto fra le 20 province italiane le cui imprese hanno registrato il maggior peggioramento nei pagamenti oltre 30 giorni (+41,9%).

L’intelligenza artificiale applicata nei processi dell’azienda metal

in Economia/Innovazione/Partner 2/Tech/Web e digitale by

L’Intelligenza artificiale (AI) è una grande opportunità per il settore siderurgico e metallurgico che può attraverso interventi mirati sui processi migliorare la propria efficienza. I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di prendere decisioni in autonomia sulla base dell’esperienza accumulata attraverso l’analisi dei dati.

TROVARE NUOVI CLIENTI ATTRAVERSO IL CUSTOMER GENERATOR

Neosperience Customer Generator (NCG) è la solution con cui puoi implementare un innovativo processo di Account-Based Marketing (ABM) e sfruttare le funzioni avanzate basate sull’intelligenza artificiale di Neosperience Cloud per fornire un mondo di informazioni utili al tuo team di vendita. In questo modo ogni azienda è in grado di elaborare la più ampia quantità di dati disponibile sulle imprese e sulle loro strutture operative, aumentando esponenzialmente le tue performance di vendita. 

Trovare nuovi clienti è un compito complesso e articolato. Il Customer Generator ottimizza le attività del sito internet di una società, mostrando il comportamento degli utenti sul sito. In questo modo l’azienda può creare e ottimizzare il suo funnel sfruttando le informazioni che ottiene per coinvolgere i visitatori e farli avvicinare all’acquisto.

La tecnologia installata sul sito di una qualsiasi azienda, permette di aumentare il ROI degli investimenti in Marketing, consentendo di individuare dalla semplice navigazione quali sono le aziende (potenziali clienti) che stanno navigando sul nostro sito. Con semplicità e una interfaccia graficamente interessante, l’azienda può così capire e scegliere in anticipo la strategia con la quale presentarsi ai prospect.

GESTIONE INTELLIGENTE DAL ROTTAME AL PRODOTTO FINITO

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di analizzare automaticamente il parco rottame, classificandolo per tipologia. Per quanto riguarda il prodotto finito è possibile identificare la presenza di difetti in una barra. Può essere predisposto un sistema in grado di analizzare dinamicamente i profili disegnati, confrontandoli con l’archivio di disegni/forme per individuare progetti simili e ottimizzare l’attività di sviluppo del business. L’acquisizione del disegno o dello sketch da parte del cliente avviene upload foto da smartphone o immagine da computer.

PIANIFICAZIONE DELLA PRODUZIONE

i sistemi di ottimizzazione permettono di pianificare la migliore sequenza temporale di lavorazione degli ordini, considerando i vincoli tecnici, temporali e di capacità e ottenendo una significativa riduzione degli ordini in ritardo. Inoltre questi strumenti diventano fondamentali per la condivisione della conoscenza tra i vari ruoli aziendali, permettendo un’ottimizzazione dei costi di gestione per le attività di programmazione e una più efficace circolazione delle informazioni a tutti i livelli. In ultimo, la simulazione di diversi scenari, quali l’indisponibilità di un macchinario, e la possibilità di valutare numericamente le ricadute, migliora la capacità dell’azienda di far fronte agli imprevisti.

MANUTENZIONE PREDITTIVA DEGLI IMPIANTI

Con un sistema integrato, grazie ai molteplici sensori posizionati sulle macchine dell’impianto, si è in grado di rilevare autonomamente il loro stato di salute e fornire all’operatore o ad algoritmi di intelligenza artificiale informazioni approfondite sullo stesso, con misurazioni dedicate e segnalazioni in relazione a eventi specifici.

L’intelligenza artificiale decentrata, valutando le informazioni di questi sensori, elaborerà in tempo reale i possibili scenari di comportamento offrendo funzionalità di monitoraggio e di manutenzione predittiva, fino ad arrivare alla possibilità di ripristinare automaticamente determinate configurazioni o modificare parametri di funzionamento con l’obiettivo di realizzare la configurazione ottimale dell’impianto.

GESTIONE DEGLI ACCESSI DI PERSONE E AUTOMEZZI

Il controllo accessi in azienda abilita e controlla in tempo reale i transiti di persone e automezzi attraverso varchi controllati. L’apertura di porte, tornelli, cancelli e sbarre può essere permessa o bloccata in tempo reale con una connessione web da pc o smartphone.

Dirigenti, dipendenti, trasportatori e ospiti dell’azienda si identificano in modo univoco tramite badge, impronta digitale codice numerico o smartphone, e aprono gli accessi in base ai permessi preimpostati. L’utilizzo di un sistema di controllo accessi da delle garanzie all’azienda: controllo in tempo reale di presenti/assenti in casi di emergenza o per la gestione HR massima sicurezza e protezione dei beni aziendali: l’accesso del singolo dipendente può essere abilitato o inibito in aree speciali come magazzini, laboratori e uffici direzionali.

SISTEMA GESTIONALE IN MEMORY E MES INTEGRATO

Oggi il software ERP, svolge un ruolo fondamentale per assicurare a un’azienda le migliori performance e permettere a una società di accedere ai propri dati nel modo più efficiente.

Nel percorso di un’azienda verso la digitalizzazione, un applicativo come l’ERP rappresenta un elemento tecnologico imprescindibile, necessario per gestire rapidamente grandi volumi di dati. Per questo l’ERP come tutti quegli applicativi core per le aziende che regolano i processi produttivi o la logistica, necessita di un’infrastruttura solida e performante che ne permetta l’esecuzione immediata e senza interruzioni.

Il MES che proponiamo è una soluzione modulare multipiattaforma. Gestisce l’avanzamento della produzione aziendale dalla comunicazione con i sistemi ERP allo scambio dati con i PLC, organizza consegne e trasporti e amministra i magazzini.

Una soluzione per le aziende che vogliono programmare e controllare i flussi di ingresso e uscita in stabilimento delegando le operazioni di prenotazione direttamente al richiedente evitando così dispersione di tempo da parte del personale interno. Dialoga con una serie di dispositivi in grado di automatizzare le operazioni di controllo e di notifica rendendo così il processo sicuro e automatizzato.

Per maggiori informazioni: https://www.neosconsulting.it/

Promotica, nel 2021 crescono i ricavi: a giugno sono 23,4 milioni

in Bilanci/Commercio/Economia by

Principali Dati Consolidati:

• RICAVI pari a € 23,4 milioni in crescita di circa l’1,2% rispetto a € 23,1 milioni consolidati pro-forma del 30 giugno 2020;
• EBITDA1 pari a € 3,2 milioni; EBITDA Margin al 13,5%;
• EBIT pari a € 2,0 milioni, EBIT Margin all’ 8,7%;
• Risultato netto positivo per € 1,4 milioni;
• Posizione Finanziaria netta attiva (cassa) per € 0,3 milioni, in significativo miglioramento rispetto ai
€ 3,1 milioni passivi (debito) registrati al 31 dicembre 2020.

Il Consiglio di Amministrazione di Promotica S.p.A. (AIM:PMT) – agenzia loyalty specializzata nella realizzazione di soluzioni marketing atte ad aumentare le vendite, la fidelizzazione e la brand advocacy – riunitosi in data odierna sotto la presidenza di Diego Toscani, ha esaminato e approvato la Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 30 giugno 2021.

I Ricavi di Vendita consolidati, espressione del core business del Gruppo ovvero l’organizzazione e la  gestione di campagne di fidelizzazione, realizzate attraverso la progettazione delle meccaniche, lo  sviluppo degli aspetti creativi, la definizione degli aspetti legali e la gestione fisica dei premi, compresa  la loro fornitura e la consulenza nell’ambito del retail, sono pari a € 23,4 milioni, in aumento del +1,2%  rispetto ai € 23,1 milioni di ricavi consolidati pro-forma del 30 giugno 2020.

In particolare, nel corso del primo semestre 2021 la Società ha gestito in totale 209 campagne  promozionali per un totale di premi erogati pari a 10,5 milioni.

I clienti sono aumentati dai 101 al 31 dicembre 2020 ai 155 al 30 giugno 2021, a testimonianza  dell’attenta gestione rivolta ad una riduzione dei rischi di concentrazione della clientela.

Il Margine Industriale è pari a circa € 7,26 milioni (pari al 31,1% dei ricavi) dopo aver spesato €16,1  milioni relativi ai costi del venduto.

L’EBITDA risulta pari a € 3,2 milioni al 30 giugno 2021, con un EBITDA Margin del 13,5%, dopo costi per  servizi per circa € 2,6 milioni con un’incidenza in sensibile riduzione, costi per godimento beni di terzi  per € 167 migliaia composti dai noleggi e dai canoni per i contratti di leasing in essere, costi per il  personale per circa € 1,1 milioni, oneri diversi di gestione per circa € 0,3 milioni.

Si segnala che le variazioni di rimanenze di materie prime e merci sono pari a € 2,6 milioni, l’indice di  rotazione media del magazzino (2,71) è influenzato dall’attività tipica della gestione campagne loyalty  per la quale il livello di scorte è fortemente influenzato dall’inizio di significative campagne di  fidelizzazione in ragione del quale è stato effettuato l’approvvigionamento delle merci. 
Dopo accantonamenti per € 0,9 milioni attinenti agli oneri per contributi promozionali afferenti al primo  semestre 2021, ancora non giuridicamente maturati, ma la cui sussistenza è ragionevolmente certa, e  ammortamenti e svalutazioni per € 0,3 milioni, il risultato operativo (EBIT) si attesta a € 2,0 milioni,  con una marginalità all’ 8,7%.

Il Risultato Netto è pari a circa € 1,4 milioni dopo aver spesato oneri finanziari per € 89 migliaia,  rettifiche di valore di attività e passività finanziarie per € 10 migliaia e imposte per circa € 0,6 milioni.

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

La Posizione Finanziaria Netta al 30 giugno 2021 è attiva (cassa) per € 0,3 milioni, in significativo  miglioramento rispetto ai € 3,1 milioni (debito) registrati al 31 dicembre 2020; Le Disponibilità liquide  sono pari a circa € 5,8 milioni.

Il Patrimonio netto è pari a € 12,2 milioni, in miglioramento rispetto ai € 11,8 milioni registrati al 31  dicembre 2020. Il Capitale Circolante Netto è pari a € 10,7 milioni.

Diego Toscani, Amministratore Delegato di Promotica, ha così commentato: “Archiviamo questi primi sei mesi da società quotata pienamente soddisfatti dei risultati raggiunti e dei KPI ottenuti. La corretta  gestione del business ha consentito un buon andamento della marginalità ed una generazione di cassa  positiva, oltre a determinare un significativo aumento del numero di clienti attivi e del valore delle  campagne gestite, indicatori inequivocabili del consolidamento di Promotica quale azienda leader nel  settore loyalty. Nel primo semestre 2021 abbiamo infatti gestito oltre 200 campagne promozionali per  le maggiori insegne della GDO a livello nazionale ed internazionale, collaborando con attori del calibro  di Carrefour Italia e Selex Gruppo Commerciale, accelerando la nostra espansione al di fuori dei confini  nazionali grazie alle commesse di SPAR Croazia e Delhaize Serbia, e diversificando in settori quali quello farmaceutico. Permangono tuttavia a livello globale elementi di incertezza sia connessi all’emergenza  sanitaria, che ai fenomeni di shortage che stanno investendo il settore con conseguenti fenomeni inflattivi, in particolare in relazione alla componentistica e ai costi logistici. Alla luce di ciò, nonostante la  domanda da parte dei clienti del Gruppo nei diversi settori di riferimento continui ad essere robusta, è  tuttavia ragionevole prevedere uno slittamento delle campagne con un allungamento del lead time da 4  a 6/7 mesi per garantire la partenza corretta delle attività di fidelizzazione.”

Brescia, ad agosto inflazione in crescita

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Per il mese di agosto – secondo quanto riferisce una nota dell’ufficio Statistica del Comune di Brescia di cui dà conto il giornale Brescia news Bsnews – la variazione congiunturale dei prezzi al consumo per l’intera collettività cresce complessivamente di +0,5%, con un tasso tendenziale che sale al +1,6%, indicando un notevole aumento rispetto ai prezzi dello stesso mese dell’anno precedente.

Analizzando per tipologia di prodotto, rispetto al mese di luglio, si registra un aumento dei “Beni” (+0,4%), in particolare dei Beni energetici (+1,2%) e degli Altri Energetici (+1,8%). Lieve aumento anche per i Beni alimentari lavorati (+0,5%).

I “Servizi” presentano complessivamente un lieve aumento congiunturale (+0,6%). In particolare, sono in forte crescita i Servizi relativi ai trasporti (+2,9%).

A livello di divisione, tutte le categorie presentano variazioni congiunturali positive. La voce “Trasporti” registra l’aumento dei prezzi più elevato (+1,8%, con l’aumento del Trasporto aereo passeggeri e Trasporto marittimo e per vie d’acque interne e dei Carburanti), seguito dalle divisioni “Comunicazioni” (+0,7%), “Ricreazione, spettacoli e cultura” (+0,6%, con l’incremento dei pacchetti vacanza) e “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (+0,6%, con l’incremento dell’energia elettrica). Sotto l’incremento medio nazionale, ci sono, invece, i “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+0,4%, con l’incremento degli Oli e grassi), “Mobili, articoli e servizi per la casa” (+0,3%) e “Altri beni e servizi” (+0,1%).
Variazioni nulle sono registrate per le divisioni “Bevande alcoliche e tabacchi”, “Abbigliamento e calzature”, “Servizi sanitari e spese per la salute”, “Istruzione” e “Servizi ricettivi e di ristorazione”.

In termini tendenziali, presentano decisi aumenti le divisioni “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (+9,2%, con gli alti tassi del Gas e dell’Energia elettrica), “Trasporti” (+4,5%, con l’accelerazione dei Carburanti), “Abbigliamento e calzature” (+2,3%), “Servizi ricettivi e di ristorazione” (+2,1%), “Altri beni e servizi” (+1,2%). In forte discesa, invece, l’“Istruzione” (-3,6%), le “Comunicazioni” (-2,2%), i “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (-1,1%) e “Ricreazione, spettacoli e cultura” (-0,6%).

Con riferimento alla frequenza di acquisto dei prodotti, in questo mese tutte le tipologie sono in aumento; in particolare quella a media frequenza (+0,8%). In termini tendenziali, sono in aumento i prodotti con alta e media frequenza d’acquisto (rispettivamente +1,8% e +1,9%). Infine, per la “Core Inflation”1, si registrano una variazione congiunturale positiva (+0,5%) e una tendenziale debolmente positiva (+0,2%), situazione complessivamente in miglioramento rispetto ai mesi precedenti.

Neosperience Lab, il laboratorio per la trasformazione digitale delle imprese italiane – Parla il nuovo CEO Luca Lesignoli

in Economia/Innovazione/Partner/Tendenze/Uncategorized by

Luca Lesignoli è un manager con lunga esperienza sul mercato. Da più di vent’anni imprenditore nei settori della tecnologia, della consulenza e del marketing è stato dirigente di importanti gruppi industriali tra cui il Gruppo Infracom di Verona e il Gruppo Artoni di Reggio Emilia. In questi gruppi industriali ha ricoperto la carica di Direttore Commerciale e Marketing di gruppo sviluppando esperienze sia in ambito nazionale che internazionale. Oggi Luca Lesignoli è il CEO di Neosperience Lab, società del gruppo Neosperience. Neosperience Lab gestisce gli aspetti direzionali e strategici della trasformazione digitale che devono essere di ogni progetto innovativo. Neosperience Lab è in grado di prevedere i possibili risultati di un nuovo posizionamento digitale dell’azienda, fornendo nuove strategie e criteri quantitativi per misurare il ritorno degli investimenti attraverso la redazione di un vero e proprio business plan per la digitalizzazione dell’azienda o di un dipartimento aziendale. Neosperience Lab, infatti, garantisce la messa in opera di persone, strumenti e processi funzionali alla strategia, abilitando la successiva fase di sperimentazione che può avvenire anche mediante costituzione congiunta di una Startup Innovativa. Neosperience Lab si pone l’obiettivo di seguire le imprese in tutte le fasi di sviluppo e tecnologizzazione, senza mettere a rischio il loro business tradizionale e dando loro l’appoggio finanziario di istituti bancari particolarmente attenti al mondo imprenditoriale e alle loro necessità.

Rivolgiamo ora alcune domande direttamente a Luca Lesignoli

Qual è la mission di Neosperience Lab?

L’evoluzione del mercato e il desiderio di gestire la crescita sono alcuni dei più importanti elementi che devono caratterizzare il sistema delle imprese italiane.

In questo contesto, l’innovazione digitale diventa il principale fattore competitivo. Il sistema imprenditoriale italiano è prevalentemente costituito da un insieme di piccole e medie imprese flessibili e specializzate la cui proposta differenziale sul mercato si caratterizza spesso per l’eccellenza nelle “operations”, ma non sempre possono avere a disposizione strumenti evoluti e risorse tipiche dei “grandi”. Neosperience Lab con i suoi servizi vuole supportare l’evoluzione delle imprese italiane in questa sfida. 

Qual è il primo passo che deve essere intrapreso dalle imprese italiane?

Prima di pensare a utilizzare tecnologie innovative come Intelligenza Artificiale e Blockchain, un’impresa deve fare una riflessione profonda sul suo posizionamento rispetto al mondo digitale: questo è il primo passo. Il posizionamento, nel marketing, è un’analisi utile a studiare un mercato, per individuare come comunicare una caratteristica distintiva di un brand, un prodotto o – come in questo caso – un’impresa: in poche parole, un elemento che renda più visibile il messaggio in una situazione di elevata concorrenza. L’obiettivo consiste nel trovare al prodotto una collocazione di rilievo nella mente del potenziale cliente sia nel “business to consumer” sia nel “business to business”. Non si tratta quindi di definire solo delle caratteristiche distintive, ma il modello di business ed il suo modus operandi sulla piazza digitale, ripensando in modo coerente anche la piazza tradizionale.

Quali processi è necessario innovare?

Se nel passato si è sempre cercato di lavorare sul sistema produttivo e sull’innovazione del prodotto, dato che poi le vendite sarebbero state una conseguenza, oggi bisogna sempre più ragionare sui processi di ingaggio e la conoscenza dei clienti. Amazon, Google e i social network sono da un lato un’opportunità, ma dall’altro diventano un muro che si contrappone tra un’azienda ed i suoi clienti potenziali. Bisogna quindi usare queste piazze per entrare in contatto con i potenziali clienti, per poi gestirli però in modo diretto. In tal senso è anche opportuno rivisitare dove possibile il proprio rapporto con il canale di distribuzione – che spesso è in difficoltà a causa dei grandi operatori e-commerce – sviluppando in esso e grazie a esso un’iniziativa di ingaggio, o pensare a nuovi modelli che permettano di costruire una relazione one to one con il consumatore.

Stiamo parlando di utilizzare i dati dei clienti, ma come si può fare?

Una media impresa non può avere la stessa strategia di raccolta dati di un grande operatore digitale che lavora sui “big data”, ma deve concentrarsi sui dati che in concreto gli servono, ossia gli “small data”, sia che essi provengano dai social network – per capire come profilare l’offerta – sia che arrivino – per fare un esempio settoriale – dal mondo Health, con le caratteristiche biometriche che possono segnalare una possibile esigenza.

Cosa costituirà valore nell’azienda del futuro?

Il presidio diretto e fidelizzato di una comunità di clienti e la capacità di sviluppare questo network. Se in passato si valutava il valore dell’azienda dai cespiti e dal numero dei dipendenti, ora anche la gestione di questo processo, in apparenza molto in linea con una startup digitale, diventa fondamentale anche per il mondo manifatturiero.

Il presidio della relazione diretta con i clienti permetta a un’impresa di costruire addirittura nuovi prodotti specifici. A questo importantissimo tassello vanno poi aggiunti, e gestiti sempre più in modo digitale per erogare i servizi e consegnare i prodotti come oggi il mercato richiede, le persone dell’azienda, i fornitori, i sistemi informativi tradizionali. Infine anche la formazione giocherà un ruolo chiave nello sviluppo aziendale dei prossimi anni.

La maggior parte delle piccole medie imprese italiane sono business to business: quali dati servono in questo caso?

Queste aziende si muovono spesso con contatti diretti ed iniziative come le fiere, ma queste modalità stanno perdendo di giorno in giorno efficacia. Direi prima di tutto che bisogna cercare di capire chi sta reagendo positivamente allo storytelling del proprio prodotto e perché, in modo da fornire in automatico contenuti sugli aspetti più rilevanti per ogni singolo cliente potenziale. In poche parole è necessario realizzare un progetto di Customer Generation Digitale con strumenti evoluti che sappiano ascoltare il mercato in ogni istante mettendo le aziende nelle condizioni di prendere le decisioni corrette.

Come cambierà il prodotto manifatturiero?

Il trend è legato alla sua trasformazione in un servizio indipendente o aggregato a dei servizi digitali, in modo da poter diventare funzionale alla gestione continuativa della relazione con i clienti.

Così come i grandi produttori di smartphone non vendono più solo un oggetto fisico ma un ecosistema di servizi, anche un prodotto manifatturiero come un macchinario industriale deve arricchirsi di queste componenti. Alla fine le aziende di maggior successo assomiglieranno in futuro a un’operatore software che vende in abbonamento i propri pacchetti. Del resto si dice già ora negli Stati Uniti: “every company is a software company”.

In questo scenario dove la tecnologia sarà determinante, quanto contano le persone?

L’indubbia complessità di tutte queste dinamiche richiede la presenza in azienda di figure con conoscenze e capacità di operare in un ambito in costante evoluzione e che portino nella struttura aziendale flessibilità e nuovi punti di vista. Spesso queste figure sono dei giovani che vivono sulla loro pelle l’innovazione tecnologica. Si tratta di una grande opportunità di lavoro per loro. Per questo Neosperience Lab unisce alla costruzione di una macchina digitale la presenza di un “pilota” o di una “struttura pilota”, che possa portare il progetto fino al traguardo.

Brescia, nel 2° trimestre 2021 export per la prima volta sopra i 5 miliardi

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Export by
Export, dati Brescia e Lombardia

Nel 2° trimestre 2021, le esportazioni bresciane, pari a 5.003 milioni di euro, superano per la prima volta la soglia dei 5 miliardi di export: si tratta del miglior trimestre in termini monetari di tutta la serie storica, con un rialzo del 14,9% anche rispetto allo stesso intervallo 2019, nel periodo pre-Covid. Rispetto allo stesso trimestre del 2020, le esportazioni aumentano invece del 62,6% (tendenziale): la variazione così elevata è dovuta al confronto con i livelli eccezionalmente bassi del secondo trimestre 2020.

Le importazioni, pari a 2.960 milioni di euro tra aprile e giugno 2021, crescono del 66,8% su base tendenziale, la crescita più intensa di tutta la serie storica.

Nei primi sei mesi del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020, la dinamica positiva delle esportazioni bresciane (+34,7%) è superiore a quella rilevata in Lombardia (+22,6%) e in Italia (+24,2%).

Il saldo commerciale si attesta a 3.927 milioni di euro, in aumento del 28,4% rispetto a quello del primo semestre 2020 (3.059 milioni di euro). Il dato complessivo delle esportazioni del primo semestre 2021 (9.308 milioni) è il più alto di sempre. Nello stesso periodo, le importazioni totali ammontano a 5.382 milioni di euro, rappresentando anche in questo caso il record della serie storica.

A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia.

“I dati relativi alle esportazioni bresciane nel periodo tra aprile e giugno confermano che il territorio bresciano è sulla strada giusta per una ripresa piena – commenta Mario Gnutti, Vice Presidente di Confindustria Brescia con delega all’Internazionalizzazione –. Se da un lato il confronto con il 2° trimestre 2020, ovvero il picco della pandemia, lasciava prevedere un forte rialzo su base annua, dall’altro risulta particolarmente interessante la crescita anche sul 2019: una testimonianza di come l’approccio di vicinanza al cliente e gli standard elevati di qualità siano due elementi vincenti del sistema imprenditoriale bresciano nel mondo.”

La dinamica del secondo trimestre risente positivamente della ripresa del commercio mondiale che, nel periodo aprile-giugno 2021, ha registrato un balzo del 21,5% (tendenziale), recuperando interamente i livelli pre-Covid. Le prospettive per i prossimi mesi risultano condizionate dal rischio di aumento dei contagi dovuti alla variante Delta e dalle prospettive di reintroduzione di ulteriori limitazioni. Un possibile rallentamento potrà derivare, inoltre, dagli effetti della scarsità di materie prime e di componenti sul corretto funzionamento delle catene globali di fornitura. Il rischio è quello di strozzature nell’offerta, in particolare in alcuni settori (automotive, elettronica, macchinari). Da ultimo, il ripiegamento negli ultimi mesi dell’attività produttiva in Germania, nostro principale partner commerciale, potrà influire negativamente sulle esportazioni bresciane.

I forti rialzi dei prezzi delle principali materie prime industriali, in alcuni casi arrivati ai massimi storici, ha favorito il rigonfiamento dei valori monetari dei beni scambiati. Qualche svantaggio nelle esportazioni extra UE è derivato dall’apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro (+9,5% tendenziale).

Nel primo semestre 2021, tra i settori, su base annua, i più dinamici risultano: metalli di base e prodotti in metallo (+50,4%), articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+59,3%), apparecchi elettrici (+38,3%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+37,0%), mezzi di trasporto (+30,5%), sostanze e prodotti chimici (+25,2%).

Tra i mercati di sbocco, la crescita delle esportazioni è generalizzata: in particolare, verso Germania (+32,5%), Francia (+36,5%), Spagna (+45,1%), Regno Unito (+31,8%), Stati Uniti (+34,5%), Cina (+55,0%), India (+34,5%), Turchia (+50,3%), Russia (+25,5%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche positive dell’America centro meridionale (+49,5%), dell’Unione Europea post Brexit (+37,7%) e dell’Africa (+37,4%).

Per quanto riguarda le importazioni, sono in crescita quelle di metalli di base e prodotti in metallo (+55,2%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+50,1%), mezzi di trasporto (+38,3%), sostanze e prodotti chimici (+35,6%), macchinari e apparecchi (+31,3%), apparecchi elettrici (+30,7%).

Aumentano le importazioni da: Germania (+46,9%), Francia (+46,6%), Spagna (+59,7%), India (+99,8%) e Turchia (+69,5%).  Diminuiscono da: Regno Unito (-12,4%), Russia (-2,3%) e Brasile (-15,6%).

Benessere in azienda: un premio alla bresciana Galvanica Sata Srl di Castenedolo

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia by

«Premiate le imprese che premiano le persone. Le imprese a valore artigiano hanno da sempre una dimensione sociale legata alle persone, alle famiglie e al territorio in cui operano e negli anni, ancor più in questo periodo, è cresciuto l’investimento nel benessere di chi lavora in azienda. Una sensibilità che fa crescere l’impresa stessa, le famiglie e le comunità. Attraverso il sostegno al welfare aziendale, crescente in questa fase post pandemia, le nostre imprese si sono dimostrate sensibili e ancora più attente a questo fondamentale aspetto. Il primo premio ricevuto dalla Galvanica Sata Srl di Castenenedolo ne è la conferma. Le congratulazioni di tutta la grande famiglia di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale per questo prestigioso riconoscimento nazionale, a conferma che è la strada giusta per affrontare le sfide dell’impresa di domani» così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti a seguito del riconoscimento del 1° posto nel Premio Welfare Index Pmi consegnato a Roma nei giorni scorsi nelle mani del titolare Alessandro Savoldi.

Nelle motivazioni: l’azienda, nonostante il duro colpo della pandemia, ha dimostrato grande attenzione e vicinanza alle esigenze dei lavoratori. Offre sostegno alla maternità anche attraverso bonus economici, ha iniziative per favorire l’inserimento e la crescita professionale dei giovani e prevede check-up gratuiti per i dipendenti. Molta attenzione anche nei confronti della comunità che le ruota attorno attraverso sponsorizzazioni, donazioni e volontariato.

Oltre a Galvanica Sata Srl di Castenedolo (Brescia), premiate Inel Elettronica di Mussolente (Vicenza), Dario Rino di Dario Andrea & C di Belfiore (Verona), Metal.B Srl di Marano Vicentino (Vicenza), Effebi Arredamenti Snc di Cantù (Como), Equilibrio e Benessere Srl di Villa Poma (Mantova): tutte imprese di Confartigianato che giovedì 9 settembre 2021 hanno ricevuto il Premio Welfare Index Pmi nella categoria artigianato per le loro iniziative di welfare aziendale e i progetti per la tutela della sicurezza e del benessere dei dipendenti.

Il riconoscimento è stato attribuito durante l’edizione 2021 di Welfare Index Pmi, svoltasi a Roma e promossa da Confartigianato e Generali Italia, insieme alle principali confederazioni di rappresentanza.

Nel corso dell’evento è stato presentato il Rapporto sullo stato del welfare nelle piccole medie imprese italiane dal quale emerge che il welfare aziendale esce rafforzato dalla crisi Covid-19 e si afferma come una leva strategica per affrontare l’emergenza e per la ripresa sostenibile del Paese. Dal Rapporto, che ha coinvolto più di 6000 imprese di tutti i settori produttivi e di tutte le dimensioni, è emerso che il welfare continua a crescere nelle PMI: oltre il 64% delle piccole e medie imprese italiane ha superato il livello iniziale. In 6 anni le imprese con un livello di welfare elevato sono più che raddoppiate, passando dal 9,7% del 2016 all’attuale 21%.

L’indagine ha messo in evidenza che per affrontare la pandemia le imprese hanno attuato numerose iniziative di welfare aziendale: in ambito sanitario, dai servizi diagnostici per il Covid-19 (43,8%) ai servizi medici di consulto anche a distanza (21,3%) a nuove assicurazioni sanitarie (25,7%); nel lavoro, con maggiore flessibilità oraria (35,8%) e nuove attività di formazione a distanza (39%); a sostegno dei lavoratori e delle famiglie, con aumenti temporanei di retribuzione e bonus (38,2%), aiuti per la gestione dei figli e degli anziani (7,2%) e per la scuola (6,8%); ma anche offrendo contributi alla comunità esterna, come donazioni (16,4%) e sostegni al Sistema Sanitario e alla ricerca (9,2%). La gran parte di queste iniziative sono tuttora in corso e per il 42,7% delle imprese sono strutturali e permanenti.

«Un aspetto da sempre caro a Confartigianato, impegnata ad offrire risposte strutturate alla crescente e diversificata domanda di welfare degli artigiani e delle micro e piccole imprese da oltre 30 anni a favore del benessere dei collaboratori delle aziende con gli strumenti della bilateralità, garantendo interventi efficaci e su misura per il sostegno al reddito, la tutela della salute, la formazione continua, come è avvenuto anche durante la crisi scatenata dalla pandemia da Covid-19. Ora – conclude il presidente Massetti in questa delicata fase di ripartenza, il welfare rappresenta per Confartigianato una delle priorità alla quale dedichiamo molteplici iniziative per intercettare e soddisfare le richieste di servizi e assistenza espresse da imprenditori, imprese, persone e famiglie. Significative sono le esperienze avviate sul territorio di welfare di comunità che fa crescere l’impresa, ma soprattutto il Paese» conclude il presidente Massetti.

Il Covid colpisce il gioco pubblico. Nel 2020 crollo delle entrate erariali (-36,2%) e della spesa degli italiani (-33,2%)

in Economia/Tendenze by
Gioco d'azzardo

Dal prelievo sui giochi nel 2020 lo Stato ha incassato 7,24 miliardi di euro, a titolo di prelievo erariale, utile erariale ed imposta unica. E’ quanto emerge dal Libro Blu 2020 – segnala Agimeg – presentato oggi da ADM. La raccolta complessiva del settore – in un anno caratterizzato da mesi di chiusura forzata, resasi necessaria per fronteggiare l’emergenza pandemica – è stata pari a 88,38 miliardi di euro. Il gioco online ha rappresentato il 55,7% di questa raccolta, mentre la rete fisica – che è stata chiusa nei due lockdown (tra marzo e giugno, e tra ottobre e dicembre 2020) – ha totalizzato 39,15 miliardi di euro (44,3%).

Nel 2020 – evidenzia ADM – tutti i valori del settore giochi hanno registrato una forte diminuzione rispetto al 2019, causata soprattutto dalla situazione di emergenza sanitaria da Covid-19: -20,05 per cento per la Raccolta, -17,24 per le Vincite, -33,23 per cento per la Spesa e -36,27 per cento per l’Erario. Dei 7,2 miliardi di euro incassati dallo Stato, il 35% deriva dalle AWP, il 9,59% dalle VLT – al 31 dicembre 2020 in Italia si contavano 261.186 Awp e 55.968 VLT, oltre a 96.115 apparecchi senza vincita in denaro – il 25,6% dalle Lotterie, il 12,7% dal Lotto, il 4,9% dai giochi numeri a totalizzatore nazionale e il 22% da Altri giochi (voce comprendente scommesse sportive, bingo, Totocalcio-Il9-Totogol, scommesse virtuali, Casinò games, poker cash e a torneo, betting exchange).

Per il gioco fisico, la pandemia ha duramente colpito tutti i settori. Valori in calo – segnala Agimeg – di oltre il 50% rispetto al 2019 per il Bingo, le Awp e le scommesse ippiche. Ecco nel dettaglio i cali per ogni singolo gioco fisico: Awp -53,4%, Bingo -57,9%, SuperEnalotto e giochi numerici a totalizzatore -25,5%, Scommesse e giochi a base ippica -51,4%, Scommesse e giochi a base sportiva -33,3%, Lotterie -15,1%, Lotto -20,6%, Scommesse virtuali -39%.

Il gioco a distanza è cresciuto invece del 44%. Ecco il dettaglio dei singoli giochi:

L’erario ha perso, nel 2020, il 36,2% rispetto al 2019. Crollo delle awp (-48,3%), Bingo (-48,4%) e vlt (-62,1%). In calo anche Lotto e Lotterie. Ecco il dettaglio dei singoli giochi:

La riduzione della Raccolta del gioco fisico (ad es. derivante AWP e VLT) nel 2020 è stata del 47,20 per cento, ed è stata dovuta principalmente alla chiusura dei punti gioco sul territorio durante l’emergenza sanitaria. Conseguentemente, la Raccolta del gioco a distanza è aumentata del 35,25 per cento rispetto al 2019, con un incremento di oltre il 30 per cento del numero dei conti di gioco aperti durante l’anno. Tuttavia, il netto spostamento dei volumi di gioco dal canale fisico a quello telematico, non è riuscito a controbilanciare la contrazione della raccolta in valore assoluto, determinando una forte riduzione del gettito erariale.

Vaccini: Apindustria Confapi Brescia invita il governo ad assumere decisioni

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Salute by

Apindustria Confapi Brescia auspica che il governo agisca nella direzione dell’introduzione dell’obbligo vaccinale così da mettere in sicurezza socialità e ripresa economica, indissolubilmente legate ed interdipendenti.

«È il momento della scelta, del coraggio e della responsabilità – afferma il presidente di Apindustria Confapi Brescia Pierluigi Cordua -. Come dimostrato dalla determinazione con cui abbiamo sostenuto la realizzazione di un centro vaccinale all’interno della nostra Associazione, crediamo fermamente che il vaccino sia l’unica via attualmente percorribile per superare l’emergenza sanitaria che ci ha travolti. Lo strumento del Green Pass previo tampone, benché determinante nell’attività di screening, non consegna le medesime garanzie di una copertura vaccinale».

«Ci troviamo alla vigilia di un autunno che potrebbe assumere caratteristiche straordinarie per la nostra economia – continua Cordua -. Perché avvenga, le nostre imprese dovranno trovarsi nella piena condizione di lavorare e di progettare questo futuro avvincente. Senza sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, il rischio che questa occasione sfumi è tangibile».
La salute sul luogo di lavoro, inoltre, «è obbligo ed obiettivo di tutti i settori economici – continua Cordua – operanti in ogni filiera produttiva». Apindustria Confapi Brescia condivide con la linea espressa dal presidente Confapi Maurizio Casasco anche l’auspicio che tale obiettivo venga raggiunto in comunione di intenti con le parti sociali e le organizzazioni imprenditoriali, dando seguito alla proficua collaborazione già emersa nel corso delle precedenti fasi della pandemia.

«Durante questa estate abbiamo constatato direttamente quanto le varianti rendano difficoltosa l’uscita dall’emergenza – conclude Cordua -. La vaccinazione obbligatoria garantirebbe indiscutibili risultati benefici immediati ma, parimenti determinante, ci metterebbe al riparo da rischi futuri ancora più drammatici, compresa la possibilità che ogni progresso acquisito venga vanificato. In quest’ottica, auspichiamo inoltre che i Paesi in via di sviluppo vengano supportati dalle organizzazioni sovranazionali attraverso rapide distribuzioni di dosi, combattendo così il virus su scala globale. Il dramma ha colpito tutti, in ogni angolo del nostro pianeta: allo stesso modo, assieme, dovremo uscirne ». 

Come da proposta del presidente Casasco, inoltre, Apindustria Confapi Brescia si rende disponibile a supportare iniziative rivolte alle imprese e imperniate su una formazione specifica orientata a favorire conoscenze scientifiche, rispondendo al contempo a dubbi e timori dei lavoratori che ancora non hanno intrapreso un percorso vaccinale.

Lavoro in somministrazione, nel secondo trimestre 2021 cresce la domanda a Brescia

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Lavoro/Partner by
Donne e lavoro, foto generica da Pixabay

Secondo i dati forniti dalle Agenzie per il Lavoro, nel 2° trimestre 2021 la domanda di lavoratori in somministrazione in provincia di Brescia mostra un deciso e inedito incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pari al +106% (tendenziale). L’entità dell’aumento è legata al confronto con l’analogo intervallo del 2020, ovvero con la fase più acuta della crisi economica scoppiata in concomitanza con la pandemia, quando molte attività produttive e commerciali operavano a regime ridotto, se non addirittura chiuse.

A evidenziarlo è il tradizionale Osservatorio Confindustria Brescia – Agenzie per il Lavoro, riferito al 2° trimestre 2020.

Il confronto con la “normalità pre-Covid”, identificata nel 2° trimestre del 2019, registra una contrazione delle richieste nell’ordine del 13%, stando a indicare che quanto perduto durante l’emergenza del 2020 è stato solo parzialmente recuperato. Per quanto riguarda i macro gruppi professionali analizzati nell’Osservatorio, il confronto con il 2° trimestre 2019 offre una prospettiva particolarmente diversificata, con i profili tecnici in forte sviluppo (+67%), seguiti a distanza dal personale non qualificato (+10%) e dai conduttori d’impianti (+6%). Variazioni negative riguardano invece gli impiegati esecutivi (-14%), gli operai specializzati (-37%) e, in particolare, gli addetti al commercio (-65%), che si conferma come la categoria più penalizzata dalla pandemia.

Dal punto di vista della composizione della domanda, si evidenzia la prevalenza di conduttori d’impianti (39,6%), seguiti dal personale non qualificato (23,5%), dagli operai specializzati (11,7%) e dagli addetti al commercio (9,0%). Più contenuta è la domanda di tecnici (8,9%) e impiegati esecutivi (7,3%).

Con riferimento alle difficoltà di reperimento dei lavoratori in somministrazione, non si segnalano tensioni particolari, a eccezione, in particolare, di alcuni profili appartenenti ai tecnici (tecnici in campo ingegneristico, tecnici informatici), agli impiegati esecutivi (addetti logistica e impiegati contabili), agli addetti al commercio (addetti fast food e addetti assistenza pazienti) e agli operai specializzati (fonditori, saldatori, montatori, manutentori, fabbri).

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