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Gardaland assume 1.000 persone, ecco come candidarsi

in Economia/Garda/Lavoro/Zone by

In vista dell’inizio della nuova stagione, il prossimo 28 marzo, Gardaland Resort sta selezionando nuovo personale da impiegare nelle tante realtà che lo compongono: dal Parco Divertimenti al parco acquatico LEGOLAND® Water Park, dall’acquario tematizzato SEA LIFE Aquarium ai suoi tre hotel, Gardaland Hotel, Gardaland Adventure Hotel e Gardaland Magic Hotel.

Il nuovo programma di assunzioni prevede un primo step, a partire da marzo, con l’assunzione di circa 500 stagionali ed un secondo step – a fine giugno, in occasione dell’inizio della stagione estiva – nel quale verranno assunti ulteriori 500 stagionali. Per l’estate 2026 si prevede un organico che supererà le 1000 unità, comprendendo dipendenti fissi e stagionali.

Per la stagione 2026 Gardaland consolida un percorso orientato alla fidelizzazione dei talenti attraverso iniziative strutturate che mettono al centro formazione, riconoscimento e benessere:

  • Formazione strutturata al momento dell’assunzione per garantire non solo un’eccellente esperienza ai visitatori, ma anche per promuovere lo sviluppo individuale dei propri dipendenti. Il programma di formazione con enti esterni – si affiancherà al progetto Academy già istituito internamente da diversi anni – e comprenderà non solo aspetti tecnici legati alle mansioni specifiche, ma anche un focus sulle soft skills e sulla cultura aziendale, anche con un team interno dedicato all’inclusione.
  • Riconfermato il riconoscimento economico aggiuntivo per chi torna dalla stagione precedente. Questa iniziativa sottolinea l’importanza di valorizzare le competenze e l’esperienza acquisite, affinché ogni dipendente possa sentirsi parte integrante del successo collettivo. Il ritorno dei collaboratori è considerato un passo importante per costruire un team coeso e appassionato, che all’interno del Resort trova occupazione sia durante l’estate sia da marzo a novembre.
  • Potenziato il sistema incentivante STAR per favorire la collaborazione e il riconoscimento fra colleghi: ogni mese i dipendenti meritevoli ricevono un premio economico e una sorpresa dedicata. Gardaland promuove la cultura del riconoscimento, incoraggiando i colleghi ad esprimere apprezzamento e gratitudine per le qualità e gli sforzi degli altri. L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro motivante, divertente, aperto e inclusivo.
  • Riconfermato il Guest Excellence Bonus un nuovo premio economico dedicato allo staff stagionale legato alla soddisfazione degli Ospiti.
  • Riconfermate anche le esperienze di Team Building e coinvolgenti eventi aziendali dedicati esclusivamente allo Staff, appuntamenti che da anni contribuiscono a rafforzare senso di appartenenza e spirito di squadra.
  • Biglietti omaggio per accedere al Parco e in tutti i parchi del gruppo Merlin Entertainments, mensa aziendale e tanti ulteriori vantaggi.

Siamo molto soddisfatti del percorso che stiamo portando avanti da anni e che oggi sta generando risultati concreti” dichiara Giorgio Padoan, Direttore Risorse Umane Gardaland Resort. Il nostro obiettivo è continuare a costruire nel tempo un ambiente di lavoro solido e attrattivo e la buona percentuale di rientro dei collaboratori rappresenta per noi una conferma tangibile della validità di questo approccio. E prosegue: “Anche Quest’anno stiamo registrando una quota significativa di ritorni dalle stagioni precedenti: un segnale che va oltre la qualità dei contratti offerti. Dalle testimonianze e dai feedback che raccogliamo emerge la percezione di uno spirito di squadra autentico, di una collaborazione trasversale tra reparti, indipendentemente dal ruolo, e di un riconoscimento delle competenze che viene valorizzato sia all’interno dell’organizzazione sia nel rapporto con i nostri ospiti. Continuiamo a investire in iniziative e benefit orientati al benessere delle persone e a un equilibrio sostenibile tra vita professionale e personale, nella convinzione che la motivazione e la soddisfazione dei dipendenti siano elementi fondamentali per garantire un’esperienza di qualità ai visitatori.”

Gardaland Resort apre le porte a due Recruiting Days dedicati alle figure di addetti alla ristorazione e ai punti vendita, un’opportunità concreta per entrare a far parte del team che ogni giorno accoglie e accompagna milioni di visitatori. Gli appuntamenti si terranno presso Gardaland Park giovedì 27 febbraio e giovedì 5 marzo, con due sessioni giornaliere alle ore 10.00 e alle ore 15.00. Durante gli incontri, i candidati potranno conoscere i responsabili di selezione, approfondire le opportunità professionali nel settore commerciale e vivere in prima persona l’atmosfera unica che contraddistingue il Resort, portando con sé entusiasmo, curiosità e la voglia di contribuire a creare ogni giorno un’esperienza memorabile per gli ospiti. Per le iscrizioni: https://www.gardaland.it/lavora-con-noi/recruiting-day/

Le opportunità di lavoro includono posizioni anche in diverse aree:

Per l’intero Resort:

  • tecnici manutentori

Per il Parco:

  • addetti alla ristorazione addetti food&beverage per la preparazione di pasti semplici; addetti al palmare e cassieri per i punti ristorante; addetti al servizio al banco; cuochi con esperienza, anche come aiuto cuoco, presso le cucine dei ristoranti all’interno del parco; camerieri, con esperienza anche minima nella mansione, addetti al servizio al tavolo dei ristoranti all’interno del parco;
  • addetti alle attrazioniche si occuperanno del controllo delle limitazioni di accesso e dei sistemi di sicurezza, o di azionare le attrazioni attraverso l’uso del pannello di comando (non sono necessarie specifiche competenze di tipo tecnico);
  • addetti alle biglietterie e ai tornelli di ingresso che si occuperanno di vendere i biglietti presso le casse centrali, proponendo all’ospite l’acquisto più indicato secondo le sue esigenze;
  • addetti ai punti informazione, al centralino informazioni e ai tornelli di ingresso;
  • addetti alle vendite: per i diversi punti shop collocati nel Parco;

Per i tre Hotel:

  • addetti al ricevimento: si occuperanno delle operazioni di prenotazione negli hotel, check-in, check-out e assistenza all’Ospite, relazionandosi con clientela italiana ed Internazionale;
  • cuochicommis di cucina, pasticceria e pizzeria che lavoreranno come capi partita o commis all’interno delle brigate di cucina degli hotel. Si richiede diploma o qualifica alberghiera ed esperienza precedente nel ruolo, anche in stage o alternanza scuola lavoro per i profili junior;
  • baristicon esperienza che opereranno all’interno dei bar negli hotel;
  • camerieridi sala con esperienza che si occuperanno del servizio al tavolo presso i ristoranti degli hotel

Per Gardaland SEA LIFE Aquarium

  • Aquarist che si occuperanno di garantire il benessere degli animali presenti all’interno delle varie vasche.

I contratti di lavoro potranno essere full time o part time in base al settore di inserimento e alla disponibilità delle candidate e dei candidati; i contratti stagionali avranno durata variabile prevista tra marzo e inizio novembre e possibilità di rinnovo fino a gennaio 2027, secondo il calendario di apertura del Resort. Gli orari di lavoro saranno gestiti su turni di 6 giorni su 7.

La campagna di reclutamento è attiva su tutti i canali: reclutamento diretto verso chi ha già lavorato con Gardaland Resort, centri per l’impiego, agenzie per il lavoro, scuole e università, social media, sito Gardaland.

FONTE: COMUNICATO STAMPA

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Imprese, Eco The Photovoltaic Group ingloba la bresciana Zani Group

in Economia/Energia/Finanza by

ECO The Photovoltaic Group di Cremona accelera nel percorso di sviluppo e ufficializza l’ingresso di Zani Group, storica realtà bresciana attiva nella termoidraulica. L’operazione rafforza il posizionamento del Gruppo nel campo dell’efficientamento energetico, ampliando l’offerta con competenze nella progettazione, installazione e manutenzione di impianti di riscaldamento, climatizzazione, impianti tecnologici e sistemi di trattamento dell’acqua per applicazioni civili e industriali.

Zani Group conta venti addetti e oltre venticinque anni di attività. Radicata sul territorio, l’azienda ha chiuso il 2024 con ricavi pari a 4,8 milioni di euro e un margine operativo lordo superiore a 900.000 euro, corrispondente al 20,11%, oltre a un patrimonio netto di 1,8 milioni.

Il comparto delle pompe di calore — snodo centrale delle politiche di decarbonizzazione — si muove in uno scenario di forte evoluzione. Secondo lo studio «Pompe di calore in Italia: stato dell’arte e scenari futuri», in un contesto coerente con gli obiettivi del Piano nazionale integrato energia e clima e dell’Unione europea, entro il 2030 le vendite annue potrebbero crescere del 180% e lo stock complessivo installato aumentare del 60% rispetto al 2024.

Nel solo 2024 in Italia sono state installate circa 348.000 pompe di calore, dato che colloca il Paese al secondo posto in Europa dopo la Francia.

Con l’integrazione di Zani Group, ECO The Photovoltaic Group punta a consolidare un’offerta integrata che unisce fotovoltaico e soluzioni termoidrauliche, comprese le pompe di calore, con l’ambizione di rafforzare il proprio ruolo di operatore nazionale nei servizi legati alla transizione ecologica.

«Questa acquisizione rappresenta un passo fondamentale nel nostro percorso di espansione. Con Zani Group, siamo in grado di ampliare la nostra offerta e rispondere in maniera ancora più efficace alle crescenti esigenze di risparmio energetico e di sostenibilità del mercato. La nostra missione è essere sempre più un partner integrato, in grado di fornire soluzioni innovative che vanno oltre il fotovoltaico, abbracciando il futuro dell’efficienza energetica in maniera completa», ha commentato Valerio Natalizia, CEO di ECO The Photovoltaic Group.

L’operazione è stata perfezionata da Open SB Spa — nuova holding costituita come Società Benefit e capogruppo di ECO The Photovoltaic Group — che ha rilevato una quota di maggioranza del capitale di Zani Group.

L’ingresso della società bresciana si inserisce in una strategia di crescita che guarda sia all’estensione geografica sia al rafforzamento delle competenze tecniche. L’obiettivo è presidiare in modo sempre più strutturato il segmento delle imprese con fabbisogni energetici integrati, accompagnandone lo sviluppo industriale attraverso un modello fondato su responsabilità, trasparenza e visione di lungo periodo.

«L’ingresso in un gruppo dinamico e innovativo come ECO The Photovoltaic Group ci consente di proseguire il nostro percorso di crescita e di espandere ulteriormente le nostre competenze nel settore termoidraulico. Condividiamo una visione comune di sostenibilità e responsabilità, e siamo entusiasti di poter contribuire a un futuro sempre più green ed efficiente dal punto di vista energetico», ha dichiarato Francesco Zani, CEO di Zani Group.

ECO The Photovoltaic Group e Zani Group saranno presenti alla prossima edizione di KEY-The Energy Transition Expo, in programma dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini, nel padiglione B5, stand 100.

In occasione della manifestazione sarà presentata la nuova holding Open SB Spa, costituita come società benefit per sostenere la crescita del Gruppo su scala nazionale. Durante la fiera verranno inoltre illustrate ulteriori iniziative in agenda per i prossimi mesi.

Banca Valsabbina, cartolarizzazione “innovativa” con la società Sicurezza e Ambiente Spa

in Banche/Economia/Finanza/Valsabbina by

Banca Valsabbina ha recentemente concluso un’operazione di cartolarizzazione finalizzata al finanziamento dell’attivo circolante di Sicurezza e Ambiente S.p.A. (“SeA”), società specializzata nel ripristino delle condizioni ambientali e di sicurezza stradale compromesse a seguito di incidenti stradali, perdite di carico e sversamenti di liquidi sulla sede stradale.

Nel contesto del proprio modello operativo SeA interviene a seguito di sinistri stradali per la messa in sicurezza delle infrastrutture viarie, divenendo così, successivamente al completamento delle operazioni di ripristino, titolare di crediti risarcitori nei confronti di compagnie assicurative e derivanti dai sinistri oggetto di intervento.

L’operazione è stata strutturata da Banca Valsabbina e si inserisce nell’ambito di una cartolarizzazione ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera a), della Legge n. 130 del 1999, nonché dell’articolo 4-bis, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162. In tale contesto, una società veicolo di cartolarizzazione appositamente costituita (“SPV”) ha erogato un finanziamento revolving in favore di SeA fino ad un importo massimo di Euro 12 milioni a fronte della costituzione da parte di SeA di un patrimonio destinato composto da crediti risarcitori e finalizzato, in via esclusiva, al soddisfacimento delle obbligazioni derivanti dal finanziamento.

La provvista necessaria all’erogazione del finanziamento è stata reperita mediante l’emissione di due classi di titoli asset-backed, senior e junior, sottoscritti rispettivamente da Banca Valsabbina e dalla stessa SeA.

Banca Valsabbina ha agito nel ruolo di Arranger, Investitore Senior, Account Bank e Paying Agent.

L’operazione rappresenta un esempio di utilizzo efficiente e innovativo degli strumenti di finanza strutturata a supporto di attività di rilevante interesse pubblico, contribuendo alla continuità operativa dei servizi essenziali per la sicurezza stradale e la tutela dell’ambiente.

Hermes Bianchetti, Vice Direttore Generale Vicario di Banca Valsabbina S.C.p.A., ha commentato: “L’iniziativa rientra nell’attività di origination della Banca in ambito finanza strutturata, con l’obiettivo di fornire soluzioni tailor-made in grado di rispondere in modo efficiente alle esigenze di capitale circolante delle nostre aziende clienti. La struttura è stata progettata valorizzando i flussi operativi sottostanti e consentendo il bilanciamento del profilo di rischio – rendimento. L’operazione conferma il posizionamento della Banca come partner di riferimento per soluzioni ad elevato valore aggiunto, capaci di generare redditività sostenibile e relazioni di lungo periodo con la clientela corporate”.

Carlo Mele, Chief Financial Officer di Sicurezza e Ambiente S.p.A., ha commentato: “Questa operazione di finanza strutturata rappresenta un passo strategico per il rafforzamento della nostra struttura finanziaria e per una gestione più efficiente del capitale circolante. Questo strumento ci consentirà di sostenere la crescita operativa della società mantenendo al contempo flessibilità e solidità patrimoniale, in coerenza con il nostro piano industriale. Di Banca Valsabbina abbiamo apprezzato l’approccio strutturato e la capacità di comprendere le specificità del nostro modello di business, elementi che hanno permesso di costruire una soluzione su misura a supporto delle nostre esigenze.

Bird & Bird Studio Legale, con un team guidato dal partner Corrado Fiscale, ha fornito l’assistenza legale nell’operazione come transaction counsel mentre SeA si è avvalsa del supporto legale dell’avvocato Massimo Agostini. 130 Servicing S.p.A.fornisce la società veicolo e svolge i ruoli di Servicer, Loan Agent, Calculation Agent e Rappresentante dei Portatori dei Titoli.

Banca Valsabbina è una Società Cooperativa per Azioni, fondata nel 1898. È la principale Banca popolare di Brescia e da centoventicinque anni sostiene la crescita e lo sviluppo economico del territorio, ponendosi come interlocutore sia per le famiglie che per gli artigiani, le piccole attività economiche e le PMI. Opera attraverso una rete territoriale che conta 76 filiali, presenti in cinque regioni del nord d’Italia, di cui 44 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 4 a Milano. Impiega oltre 950 dipendenti, gestisce masse per 13 miliardi di euro e vanta un solido patrimonio, con il CET 1 Ratio al 15% ed il Tier Total al 17%. Del Gruppo Banca Valsabbina fanno parte Integrae Sim – società di intermediazione leader tra gli Advisor e Global Coordinator per numero di quotazioni sul mercato Euronext Growth Milan e prima società di consulenza focalizzata sul segmento Mid-Market – e Prestiamoci (con l’Istituto di Pagamento controllato Pitupay), che gestisce una piattaforma digitale per prestiti personali a privati e partite IVA, con più di 9 mila clienti e un erogato che supera i 130 milioni.

Sicurezza e Ambiente S.p.A. nasce nel 2006 con l’obiettivo di contribuire al ripristino delle condizioni di sicurezza stradale e ambientale a seguito di incidente. I nostri interventi si articolano attraverso la messa in sicurezza, pulizia e bonifica del tratto di strada interessato da incidente (olio, vetro, plastica), nella massima tutela dell’ambiente. Per farlo, adoperiamo procedure e protocolli operativi certificati, impiegando solo veicoli, attrezzature e software coperti da brevetto. Con la più grande rete operativa per numero di Strutture (circa 800 Centri Logistici Operativi di vario livello), rappresentiamo una delle best practice nel panorama mondiale della mobilità e della lotta alle frodi assicurative. Le nostre squadre, dislocate in tutta Italia, giungono immediatamente sul luogo dell’incidente e fotografando il sinistro, limitano in questo modo le truffe assicurative che incidono sull’aumento del premio RCA. I costi dei nostri interventi sono sostenuti dalle Compagnie Assicurative garanti della circolazione stradale.

Perché Brescia viene definita la capitale del tondino

in Acciaio/Economia/Evidenza/Partner by

Quando si parla di “capitale del tondino”, il pensiero corre dritto a Brescia, una città che ha costruito la propria identità industriale sull’acciaio. Non è uno slogan ad effetto, ma una definizione che affonda le radici nella storia produttiva del territorio e in una concentrazione unica di competenze, impianti e cultura manifatturiera. Qui il tondino per cemento armato non è solo un prodotto: è una lingua comune, un sapere condiviso, un motore economico.

Cos’è il tondino e perché conta

Il tondino è l’elemento invisibile che regge città e infrastrutture. Barre d’acciaio nervate, destinate al cemento armato, senza le quali ponti, edifici e viadotti resterebbero sulla carta. Brescia ha saputo specializzarsi proprio in questo segmento strategico, diventando negli anni un punto di riferimento nazionale ed europeo per qualità, volumi e continuità produttiva. La definizione di capitale nasce quindi da un primato concreto: qui si produce, si innova e si esporta tondino come in pochi altri luoghi al mondo.

Una tradizione industriale lunga un secolo

Il legame tra Brescia e l’acciaio non è recente. Dalla fine dell’Ottocento, la provincia ha sviluppato una fitta rete di fonderie, laminatoi e acciaierie, favorita dalla posizione geografica, dalla disponibilità energetica e da una mentalità imprenditoriale pragmatica. Nel tempo, questa tradizione si è trasformata in un ecosistema industriale evoluto, capace di attraversare crisi e riconversioni senza perdere il proprio baricentro: la siderurgia lunga e, in particolare, il tondino.

Le imprese che hanno fatto scuola

A rendere Brescia la capitale del tondino è anche la presenza di gruppi industriali che hanno segnato la storia dell’acciaio italiano. Realtà come Feralpi Group, Ori Martin e Alfa Acciai hanno costruito modelli produttivi integrati, investendo in tecnologia, sostenibilità e filiere corte. Aziende diverse, ma accomunate da una visione industriale che ha fatto del tondino un prodotto ad alto valore aggiunto, non una semplice commodity.

Un distretto che parla al mondo

Definire Brescia capitale del tondino significa riconoscere l’esistenza di un vero distretto siderurgico. Qui convivono acciaierie elettriche, laminatoi, fornitori di impianti, laboratori di controllo qualità e logistica specializzata. Un sistema che dialoga con i mercati internazionali e che ha reso il tondino bresciano sinonimo di affidabilità. Non è un caso se una quota significativa del tondino utilizzato nei cantieri europei nasce proprio in questa provincia lombarda.

Acciaio, sostenibilità e futuro

Negli ultimi anni, la definizione di capitale del tondino si è arricchita di un nuovo significato. Brescia è diventata anche un laboratorio di transizione ecologica applicata alla siderurgia, con investimenti su forni elettrici, riciclo del rottame e riduzione delle emissioni. Il tondino, prodotto simbolo di un’industria considerata “pesante”, si è trasformato in un emblema di economia circolare e innovazione responsabile.

Una capitale senza palazzi istituzionali

Brescia non ha un titolo ufficiale né un’investitura formale, ma come tutte le capitali vere si è guadagnata il nome sul campo. La capitale del tondino non si riconosce per i monumenti, ma per il rumore dei laminatoi, per la competenza diffusa, per la capacità di trasformare l’acciaio in infrastruttura, lavoro e visione industriale. Ed è proprio questa normalità produttiva, solida e silenziosa, a renderla una capitale credibile agli occhi del mondo.

Brescia, il lavoro regge ma rallenta: più assunzioni, meno stabilizzazioni

in Economia/Evidenza/Lavoro/Tendenze by

Nel terzo trimestre del 2025 il mercato del lavoro bresciano mostra segnali contrastanti. Da un lato crescono le assunzioni e il saldo occupazionale resta positivo; dall’altro si riducono in modo sensibile le trasformazioni a tempo indeterminato, indicando una maggiore fragilità nella qualità dell’occupazione. È il quadro che emerge dal report dell’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia di Brescia, basato sui flussi amministrativi delle comunicazioni obbligatorie.

Tra luglio e settembre sono stati registrati 59.807 avviamenti al lavoro, in aumento dell’1,52 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024. Le cessazioni si sono fermate a 56.275, in lieve calo (-0,91 per cento). Il saldo tra ingressi e uscite risulta quindi positivo per 3.532 posizioni, migliorando il dato dell’anno precedente, quando il saldo si era attestato a poco più di duemila unità. Un risultato che conferma la capacità del sistema economico locale di assorbire forza lavoro, pur in un contesto congiunturale incerto.

Il dato va però letto con attenzione se si guarda alla disoccupazione in senso stretto. Il report non misura il numero complessivo dei disoccupati, ma la dinamica dei rapporti di lavoro: un saldo positivo indica che le nuove assunzioni superano le cessazioni, contribuendo a contenere l’area della disoccupazione. Tuttavia, la composizione dei contratti segnala un mercato ancora fortemente orientato verso la temporaneità.

I rapporti a tempo determinato rappresentano oltre il 57 per cento degli avviamenti trimestrali, mentre quelli a tempo indeterminato si fermano al 16 per cento, pur in crescita su base annua. Più significativo è il calo delle trasformazioni a tempo indeterminato: 5.661 nel trimestre, con una flessione dell’11,59 per cento rispetto al 2024. È un segnale che pesa sulle prospettive di stabilizzazione dei lavoratori e, di riflesso, sulla riduzione strutturale della disoccupazione.

L’analisi mensile mostra un andamento irregolare. Luglio e settembre chiudono con un saldo positivo, mentre agosto segna un saldo negativo di oltre quattromila posizioni, legato alla stagionalità di alcuni settori. Nonostante ciò, il saldo annualizzato resta positivo e supera le 6.800 unità, indicando che, su un orizzonte più lungo, il mercato del lavoro provinciale continua a creare occupazione netta.

Sul piano territoriale, il Centro per l’impiego di Brescia concentra oltre un terzo degli avviamenti, seguito da Iseo-Palazzolo e Desenzano. Anche qui il saldo resta complessivamente favorevole, ma con differenze legate alla struttura produttiva delle singole aree. A livello settoriale, l’industria manifatturiera e il commercio continuano a rappresentare quote rilevanti dell’occupazione, mentre crescono i servizi di alloggio e ristorazione e l’istruzione, comparti a forte incidenza stagionale.

In sintesi, il terzo trimestre del 2025 restituisce l’immagine di una provincia di Brescia in cui la disoccupazione è contenuta dalla crescita degli avviamenti, ma la stabilità del lavoro resta un nodo aperto. Più occupazione, dunque, ma ancora troppo spesso a termine: è su questo equilibrio fragile che si gioca la tenuta futura del mercato del lavoro bresciano.

Economia bresciana, Confapi: incertezza e attese caute per il futuro

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Tendenze by

Un finale d’anno segnato dalla debolezza della domanda, dall’aumento dei costi e da prospettive ancora poco definite per il futuro. È questo il quadro che emerge dall’analisi congiunturale del quarto trimestre 2025 realizzata dal Centro Studi di Confapi Brescia. L’indagine si basa su un campione di cento piccole e medie imprese della provincia di Brescia, rappresentativo delle industrie associate a Confapi Brescia, classificato per settore di appartenenza e dimensione aziendale, in termini di numero di addetti e fatturato. All’interno del campione, il settore metalmeccanico rappresenta circa la metà delle imprese intervistate.

Quarto trimestre
Nel quarto trimestre 2025, il 35% delle aziende segnala una crescita del fatturato, mentre il 50% registra una contrazione; il restante 15% dichiara una situazione di stabilità. Un andamento analogo caratterizza gli ordini, in aumento per il 27% delle imprese e in calo per il 50%. L’occupazione rimane nel complesso poco mossa: l’81% delle imprese non rileva variazioni, l’11% segnala un incremento e l’8% una riduzione. Anche gli investimenti appaiono sostanzialmente stabili, sebbene il 19% delle aziende indichi un aumento. Il rapporto evidenzia come l’indebolimento della domanda continui a rappresentare il nodo centrale della congiuntura. A ciò si aggiungono le preoccupazioni legate ai costi di produzione: nel quarto trimestre, il 31% delle imprese osserva un aumento dei costi dell’energia e il 58% un incremento dei costi delle materie prime, a fronte di una quota residuale che segnala riduzioni. Sul fronte della capacità produttiva, nell’ultimo trimestre del 2025 gli impianti lavorano al di sotto della soglia del 70% nel 47% dei casi; tra i rispondenti, 8 imprese su 100 operano con meno della metà della propria capacità produttiva.

Il 2025
Lo sguardo complessivo sul 2025 restituisce l’immagine di un anno complesso per le imprese manifatturiere, segnato da importanti sollecitazioni macroeconomiche, dal perdurare di una domanda debole e frammentata e dalla persistenza di forti instabilità legate ai rischi geopolitici che hanno inciso sul commercio internazionale e domestico. Nel complesso, il 52% delle imprese osserva fatturati e produzione in calo, mentre circa un terzo segnala una crescita. Le contrazioni risultano trainate in particolare dalla riduzione degli ordini interni, rilevata in modo marcato da poco più di due imprese su dieci. Più equilibrato appare il contesto estero, pur interessando una quota più limitata di imprese.

L’outlook per la prima metà del 2026
Le attese per il primo semestre 2026 confermano un clima di cautela diffusa. Con riferimento al mercato domestico, il 33% delle imprese esprime aspettative positive sulla domanda, a fronte di un 35% che prevede un peggioramento. Nell’area dell’Unione europea si registra una leggera prevalenza di giudizi ottimistici (26% contro 17%), mentre nei mercati extra Ue risultano più numerosi i pessimisti (24% contro 13%). In tutti i casi, una larga parte delle imprese preferisce non sbilanciarsi, rafforzando il quadro complessivo di incertezza. Sul fronte dei costi, risultano maggioritari coloro che temono un’ulteriore crescita dei prezzi delle materie prime (35% contro 13%) e dell’energia (19% contro 14%), anche se la maggioranza delle imprese si attende una sostanziale stabilità nel prossimo semestre. Infine, l’indagine analizza le strategie che le imprese intendono adottare nel prossimo futuro: il 40% lavorerà sulla riorganizzazione interna e sull’efficientamento dei costi, il 35% sulla ricerca di nuovi mercati geografici e/o sullo sviluppo di nuovi prodotti e servizi, mentre il 29% punterà sull’introduzione di nuove tecnologie.


Il commento del presidente Cordua
«I dati confermano una fase ancora complessa per il nostro sistema produttivo: alla debolezza della domanda si sommano pressioni significative sui costi – commenta Pierluigi Cordua, presidente di Confapi Brescia -. Le piccole e medie imprese stanno reagendo con pragmatismo, investendo in efficienza, innovazione e diversificazione dei mercati. Per trasformare questa resilienza in crescita strutturale servono però condizioni macroeconomiche più stabili e politiche in grado di sostenere concretamente la competitività delle Pmi, a partire dal costo dell’energia e dall’apertura di nuovi sbocchi di mercato, evitando stalli che oggi penalizzano le imprese, come quello che sta interessando l’accordo Ue – Mercosur».

Imprese, Confesercenti: Brescia corre più della media nazionale, nel 2025 saldo positivo di 1.415 aziende

in Associazioni di categoria/Confesercenti/Economia/Tendenze by

Brescia si conferma tra le province più dinamiche del Paese sul fronte imprenditoriale. Nel corso del 2025 il territorio ha registrato 6.999 nuove iscrizioni a fronte di 5.584 cessazioni, con un saldo positivo di 1.415 imprese e un tasso di crescita dell’1,22%, superiore alla media nazionale ferma allo 0,96%. Un risultato che colloca la provincia al quindicesimo posto nella graduatoria italiana e che segnala una buona capacità di tenuta del tessuto economico locale .

Il dato bresciano si inserisce in un contesto complessivamente favorevole a livello nazionale. Secondo le rilevazioni di Unioncamere, il sistema imprenditoriale italiano ha chiuso il 2025 con un saldo di 56.599 imprese in più, oltre 5,8 milioni di attività registrate e una crescita dello stock pari allo 0,96%, sostenuta anche dalla sensibile riduzione delle cessazioni (–6,7% su base annua).

Un quadro incoraggiante che, secondo Confesercenti Lombardia Orientale, va tuttavia interpretato con cautela, soprattutto osservando l’andamento dei singoli settori. «La crescita di Brescia è un segnale importante e conferma la resilienza del nostro tessuto imprenditoriale – sottolinea la presidente Barbara Quaresmini –. Ma non possiamo ignorare le difficoltà che continuano a pesare sul commercio».

Il settore, a livello nazionale, conta 1.336.985 imprese ma ha perso nel 2025 quasi 9.900 attività (–0,72%). Una tendenza che interessa anche i territori e che mette sotto pressione il commercio di prossimità, stretto tra l’aumento dei costi, consumi ancora deboli e una concorrenza sempre più sbilanciata.

Più vivace, seppur non priva di criticità, la dinamica del comparto turistico. «Ristorazione e alloggio mostrano segnali migliori – prosegue Quaresmini – con 457.023 imprese attive e un saldo nazionale positivo di 7.583 unità (+1,66%)». In particolare, l’alloggio cresce di oltre 4.800 imprese (+6,61%), mentre la ristorazione segna un incremento più contenuto (+2.755 attività, +0,72%). Numeri che confermano il peso strategico del turismo, ma anche la necessità di politiche di sostegno mirate, soprattutto sui costi e sulla qualità del lavoro.

Nel quadro regionale, la Lombardia si conferma tra i motori del Paese, con 13.343 imprese in più e un tasso di crescita dell’1,41%, ben al di sopra della media italiana. In questo scenario, la performance della provincia di Brescia assume un rilievo particolare.

Sul territorio gardesano e nelle aree a forte vocazione turistica si registrano segnali positivi, come evidenzia Andrea Maggioni di Confesercenti Lago di Garda. «La crescita è superiore alla media nazionale – osserva – ma non bisogna abbassare la guardia: stagionalità, rincaro dei costi e difficoltà nel reperire personale restano nodi centrali per molte imprese».

Accanto ai dati congiunturali, Confesercenti richiama l’attenzione su una trasformazione strutturale del commercio. Tra il 2011 e il 2025 in Italia sono scomparsi oltre 103 mila punti vendita, mentre la superficie commerciale complessiva è aumentata del 7,4%, con un ampliamento della dimensione media dei negozi del 23,8%. Un processo che penalizza soprattutto botteghe e piccoli esercizi, alimentando il rischio di desertificazione commerciale nei centri minori.

«Le imprese ci sono e resistono – conclude Quaresmini – ma senza interventi strutturali la crescita rischia di restare fragile». Un concetto ribadito anche da Maggioni: «Difendere commercio e turismo significa tutelare la vitalità dei territori. Senza negozi, pubblici esercizi e imprese locali, città e destinazioni perdono anima, attrattività e coesione sociale».

A2A: interesse su via Sostegno resta reale

in A2A/Economia/Partecipate e controllate by

Preso atto del ritiro del piano attuativo dell’ambito AT-A.6 (via Sostegno) da parte di G. C. Real Estate Development, A2A precisa in una nota che “l’interesse del Gruppo sull’area resta reale e concreto. Il ritiro del piano attuativo non preclude la possibilità di giungere alla presentazione di un nuovo piano per lo sviluppo dell’area sulla base, o in variante, di quanto previsto dall’attuale piano di governo del territorio del comune di Brescia”.

“A conferma del proprio interesse, A2A sta avviando un piano di fattibilità tecnico economica che consenta la realizzazione di nuove iniziative immobiliari sull’area, laddove vi siano i presupposti di sostenibilità e compatibilità con le proprie esigenze”, conclude il testo.

Calzature, segnali di tenuta dopo la crisi: rallenta la caduta del fatturato, Lombardia in controtendenza sull’export

in Abbigliamento/Economia/Tendenze by

Il settore calzaturiero italiano mostra i primi segnali di progressiva stabilizzazione, pur muovendosi in un quadro macroeconomico internazionale che resta fragile e attraversato da forti incertezze. È quanto emerge dall’indagine congiunturale elaborata dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, che fotografa l’andamento dei primi nove mesi del 2025.

Il bilancio complessivo rimane ancora negativo: nel campione di aziende associate i ricavi registrano una flessione del 4,1% nel confronto con il periodo gennaio-settembre 2024. Tuttavia, il dato più significativo riguarda l’evoluzione recente del ciclo: nel terzo trimestre dell’anno il calo tendenziale del fatturato si è ridotto allo 0,9%, segnando un netto miglioramento rispetto alle contrazioni ben più marcate che avevano caratterizzato la prima parte del 2025. Un rallentamento della discesa che, secondo gli analisti, rappresenta un primo segnale di assestamento dopo mesi di forte pressione sui conti delle imprese.

Il quadro regionale offre indicazioni differenziate. In Lombardia, nei primi nove mesi del 2025, l’export in valore di calzature e componentistica per calzature evidenzia una crescita del 9,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le prime cinque destinazioni delle esportazioni lombarde, che complessivamente concentrano il 53% del totale, sono la Svizzera, con un aumento del 5,6%, gli Stati Uniti, in calo dell’11,2%, la Francia (+8,8%), la Germania, che segna un balzo particolarmente rilevante (+92,9%), e la Cina, in flessione del 22,1%.

Sul fronte produttivo e occupazionale, il settore continua invece a scontare le difficoltà accumulate negli ultimi mesi. Alla fine di settembre, il numero di imprese attive – considerando calzaturifici e produttori di parti, tra industria e artigianato – risulta in diminuzione di 22 unità rispetto al consuntivo 2024. Parallelamente, il saldo degli addetti registra una perdita di 347 occupati, a conferma di una fase ancora complessa per la tenuta del tessuto industriale.

Più incoraggianti, seppure da leggere con cautela, i dati relativi alla cassa integrazione. Nei primi nove mesi del 2025, per le imprese lombarde della filiera pelle, le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da INPS sono diminuite del 46,4% rispetto al 2024, attestandosi a 961 mila ore. Un volume che resta comunque elevato e sensibilmente superiore ai livelli del 2019, prima della pandemia, ma che segnala una parziale riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali.

«Sul piano nazionale, il quadro generale attuale resta complesso e non risparmia nemmeno le fasce più alte dell’offerta, ma i dati del terzo trimestre (-0,9% il fatturato sull’analogo periodo 2024) indicano una riduzione della caduta e una prima luce in fondo al tunnel recessivo,» dichiara Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici. «Nonostante l’assenza di miglioramenti significativi negli scenari geopolitici, la capacità delle nostre imprese di presidiare i mercati europei e di intercettare la domanda nelle aree più dinamiche, come il Medio Oriente, è la chiave per affrontare il 2026. Sebbene si rilevino performance aziendali disomogenee, con diverse realtà ancora in sofferenza, la flessione contenuta attesa nel fatturato settoriale nazionale in chiusura d’anno (stimato a 12,8 miliardi di euro, con un -3,1% sul 2024), conferma la resilienza del Made in Italy.»

Una resilienza che, secondo gli operatori, dovrà ora misurarsi con un contesto internazionale ancora instabile, ma anche con la necessità di rafforzare innovazione, posizionamento sui mercati esteri e capacità di adattamento di una filiera che resta strategica per l’industria manifatturiera italiana.

Adaptive Care 2026, Ite Srl lancia un nuovo bando per sostenere progetti innovativi in ambito sanitario

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Al via il bando “Adaptive care 2026” promoso da ITE srl Società benefit con sede operativa a Esine, in Valxamonica, per sostenere progetti in ambito sanitario, sociosanitario, assistenziale, educativo e sociale dedicato agli enti del terzo settore bresciani.

Il Bando “Adaptive Care 2026-Progetti che sfidano nuovi bisogni” sostiene iniziative in grado di produrre un impatto incisivo nella capacità di un servizio di essere “adattivo” cioè in grado di saper evolvere con l’evolvere del bisogno al quale si rivolge e per il quale è stato pensato e organizzato. Un nuovo paradigma di finanziamento che non vuole indicare modalità, modelli, parametri e reti ma essere supporto alla libera, preziosa ed autentica capacità progettuale del singolo ente erogatore di servizi sanitari, sociosanitari, assistenziali, educativi e sociali.

Con questa finalità I.T.E. srl Società Benefit ha creato un fondo di 30.000 euro per finanziare 3 progetti con un contributo a fondo perduto, nella forma della erogazione liberale, di 10.000 euro ciascuno.

Saranno valutati progetti ed iniziative già attivate (da non più di 24 mesi, rispetto alla data del 12/1/2026) o da attivare (entro i prossimi 12 mesi, rispetto alla data del 12/1/2026) nei settori: sanitario, sociosanitario, assistenziale, sociale e educativo.
Sono finanziabili progetti che prevedono costi di: personale, attrezzatura o dispositivi di vario genere, interventi strutturali, arredo, comunicazione e marketing, beni o servizi digitali, pubblicazioni, trasporto e qualsiasi altra tipologia di spesa coerente con le finalità del progetto che deve avere caratteristiche di sostenibilità.

Il bando “Adaptive Care-Progetti che sfidano nuovi bisogni” sarà attivo dalle ore 12.00 del 12 gennaio 2026 alle ore 12.00 del 12 maggio 2026. Lo si potrà visionare e scaricare direttamente dal sito di I.T.E. srl Società Benefit https://ite-srl.it/
La valutazione dei progetti verrà svolta da un Board Scientifico. La Direzione Scientifica del board è affidata al dott. Vincenzo Lanzoni (Consulente in sviluppo di servizi sanitari e sociosanitari e Coordinatore del progetto H+ Valore alla Sanità). Il board è, inoltre, composto dal Prof. Valerio Corradi (Docente di Sociologia presso l’Università Cattolica di Brescia) e da Alessandro Bardelloni (Consulente aziendale, fondatore di Peer Advisor-Cultori di imprese e di persone).

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