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Confartigianato, Massetti: «Vacciniamoci. Più siamo, prima vinciamo»

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Dopo il vaccino di stamane a Iseo – il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che risiede in uno dei Comuni inclusi nella “cintura sanitaria” tra le province di Bergamo e Brescia, l’appello: «Un anno fa è iniziata la nostra battaglia contro il Covid-19 e non è ancora finita, ma oggi possiamo iniziare a difenderci con il vaccino. Vaccinarci tutti ci permetterà di riprenderci la nostra quotidianità. Potremo tornare a stare in famiglia e nelle nostre comunità con più serenità, a fare impresa e lavorare con meno preoccupazioni sanitarie. Vacciniamoci. Più siamo, prima vinciamo. La vaccinazione è sicura – ma soprattutto l’unica arma per uscire dalla pandemia. Ora è necessaria una accelerazione per la vaccinazione di massa che comprenda anche agli addetti e i lavoratori delle nostre imprese: come Confartigianato abbiamo offerto al Governo la disponibilità della nostra organizzazione per contribuire alla diffusione della campagna vaccinale anche tra i lavoratori e gli imprenditori delle micro e piccole imprese utilizzando in particolare la rete della bilateralità artigiana».

Brescia arancione, Confartigianato: bene, ma non dimentichiamo le imprese

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All’annuncio della firma di un’ordinanza regionale per l’istituzione di una zona arancio rafforzata nella provincia di Brescia e in altri comuni lombardi dove l’incidenza dei casi di Covid-19 è in aumento, il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti commenta: «L’accelerazione dei contagi in queste zone preoccupa tutti, i cittadini come gli imprenditori, e siamo convinti che azioni mirate e tempestive siano la migliore arma per prevenire conseguenze peggiori, anche legate alla grande incidenza delle varianti sul totale dei casi. Ci auguriamo che, a fronte di un ulteriore sforzo richiesto a chi vive e lavora in queste zone, le Istituzioni riescano a garantire un altrettanto tempestivo intervento per supportare imprese e famiglie in questa ennesima prova contro il virus. Sosteniamo la proposta di accelerare la campagna vaccinale in queste aree, per non appesantire ulteriormente un sistema sanitario sotto stress. Ma riteniamo necessarie anche misure di indennizzo tempestive alle imprese che hanno sede in questi Comuni e vedranno scendere ancora il loro fatturato in un momento già difficilissimo: il rischio è che l’emergenza sanitaria diventi anche una sempre più grave emergenza economica».

Coronavirus, indagine Confartigianato: tra le aziende crescono intertezza e pessimismo

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Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Una riduzione media del fatturato del -25,3% è quanto dichiarano le MPI bresciane per il 2020. Ma se questo risultato è sicuramente prevedibile visto l’anno sconvolto dalla pandemia da Covid-19, c’è da aggiungere che le stesse prevedono per la prima metà del 2021 un ulteriore calo del 17,9% (-15,7% a livello lombardo) rispetto ai primi sei mesi del 2020. Le categorie che segnalano perdite più pesanti (superiori del 30%) di fatturato nel 2020 rispetto al 2019 sono: Trasporto persone, Alimentari (rosticcerie/cibi d’asporto, birrifici, etc.), Moda, Area benessere e Grafici. Sono le stesse imprese che prevedono di iniziare l’anno 2021 registrando variazioni tendenziali del fatturato negative e più ampie rispetto alla riduzione media. 

Aumenta l’incertezza e si allungano i tempi di recupero del fatturato pre-Covid: il 47,1% delle MPI bresciane sono incerte rispetto alle dinamiche future del mercato. Le altre imprese – non incerte – prevedono invece di recuperare i livelli di fatturato pre-crisi entro la prima metà del 2022. Sono i risultati della rilevazione periodica, giunta alla 5a edizione, curata dall’Osservatorio di Confartigianato Lombardia e svolta a inizio 2021 e che ha coinvolto circa 2mila imprese associate, su diverse tematiche: dalla dinamica passata (2020) e futura (primi 9 mesi del 2021) del fatturato, previsioni di recupero, strategia di risposta della crisi, effetto Brexit, digitalizzazione, Piano Transizione 4.0 e gap di genere. 

«Un campanello d’allarme l’aumento dell’incertezza – a Brescia come nell’intera Lombardia – così come preoccupa il previsto allungamento dei tempi per recuperare il fatturato pre-Covid e questo è senza dubbio influenzato da una pandemia con la quale proviamo a convivere, ma ancora lontana dall’essere sconfitta e superata» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «Certo, c’è tutta la voglia, la resilienza e la capacità intrinseca di trovare nuove strategie per recuperare il tempo perso, ma non possiamo condividere la preoccupazione delle imprese e che è cresciuta negli ultimi mesi, segno evidente dell’incertezza che sta caratterizzando queste prime settimane del nuovo anno, nonostante tutte le premesse ci avevano indotti a pensare ad una possibile e più veloce uscita dalla crisi. Ora, i prossimi sei mesi saranno cruciali e molte aziende si giocano tutto. Ci sarà bisogno di sostegno con interventi mirati, ristori, ma soprattutto fiducia e sicurezza, investimenti e scelte ragionate e condivise». 

Tornando all’analisi di dell’Osservatorio di Confartigianato: l’87,5% delle imprese bresciane prevede di adottare strategie reattive nei primi mesi dell’anno per cercare di rispondere alla crisi: diversificando la produzione (il 42,1%), ampliando il numero di committenti (il 57,4%), entrando in nuovi mercati (il 43%) e attivando nuovi canali di vendita (il 51,6%). La quota i MPI bresciane che fino a metà 2021 teme seri rischi operativi e di sostenibilità dell’attività raggiunge il 60,2% (contro il 49,3% a livello lombardo). Si tratta di imprese vitali – precisa lo studio – che nonostante tutto sono riuscite a sopravvivere allo shock conseguente alla diffusione del virus fino ad ora, ma che adesso, trascorso quasi un anno, devono fare i conti con un mercato ancora non favorevole al loro business (trasporto persone, rosticcerie/cibo d’asporto, birrerie, etc.). Va tenuto conto che queste MPI, che oggi si trovano davanti un mercato che risente ancora delle limitazioni per il contenimento della pandemia, avrebbero quasi certamente ancora spazio nel mercato post pandemia. 

Piano Transizione 4.0 e digitalizzazione: Brescia c’è. Il 18,9% delle MPI bresciane (contro il 16,4% a livello lombardo) intende usufruire di una o più misure del Piano Transizione 4.0. Contando che tra coloro che non intendono farne uso, un 9% ne ha usufruito in passato.  Sale positivamente anche di 9,3 punti la quota di MPI che oggi utilizza almeno uno strumento digitale a seguito dell’emergenza sanitaria.

Superbonus 110%: considerato opportunità dal 46,4% delle MPI delle Costruzioni. Il 24,4% delle imprese del settore che hanno già ricevuto segnali di mercato – dai primi contatti e preventivi, fino all’inizio lavori, identifica come principale ostacolo la burocrazia (nel 53,3% dei casi).  

Brexit: 38,7% MPI lombarde che esportano verso UK ha già riscontrato problematiche di costo/tempo, un ulteriore 32% prevede di subirne in futuro. Per le imprese che intercettano la domanda turistica calo del fatturato 2020 più pesante (-34,3%) ma speranza per le Olimpiadi 2026: per il 18,9% delle MPI bresciane le Olimpiadi invernali potranno fare da volano per la ripresa futuro. Tale quota si alza al 43,5% se consideriamo le sole imprese che intercettano direttamente o indirettamente la domanda turistica. 

Lo tsunami pandemico allarga il gap di genere e incrementa le difficoltà di conciliazione: -29% il trend del fatturato 2020 delle imprese femminile. Va inoltre segnalato che tra gli imprenditori con figli e/o persone non autosufficienti di cui prendersi cura a segnalare di riscontrare maggiori difficoltà nella gestione sono proprio le donne (sono il 34,3% le imprenditrici con figli o altre persone di cui prendersi cura vs 23,8% degli uomini). Ciò influisce in maniera negativa sui risultati d’impresa, difatti le donne con figli e/o altre persone di cui prendersi cura che segnalano difficoltà nella gestione, segnano un calo di fatturato più elevato della media, con una riduzione del -31,2% nel 2020 rispetto al 2019

«Le nostre imprese sono pronte a cambiare per affrontare il futuro. Il Superbonus visto come opportunità dalla metà degli intervistati nonostante oltre la metà segnali ritardi dovuti a burocrazia, complessità e mancate risposte dagli uffici preposti deve essere colto come occasione e prorogato a tutto il 2023 e poi le Olimpiadi lombarde viste come volano per la ripresa, così come la digitalizzazione, sempre più spinta nel suo impatto di investimenti materiali e immateriale.L’analisi ha confermato una triste certezza: come nel mondo dell’occupazione, anche nell’impresa la più colpita – e la meno sostenuta è quella femminile. Le imprese gestite da donne confermano una perdita di fatturato nel 2020 maggiore che quelle maschili. Differenza dovuta al fatto che le imprese femminili si concentrano per lo più in settori fortemente colpiti dalla crisi da Covid-19 della cura della persona e del benessere, oltre che della moda e dove ha influito negativamente sui risultati d’impresa il fatto che il 42% delle imprenditrici ha ritenuto insoddisfacenti i servizi a supporto della persona, costringendole perciò a sopperire a questa mancanza–conclude il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti – la certezza la troviamo nel valore artigiano dei prodotti e dei servizi delle nostre imprese ed è quello che fa e farà la differenza sul mercato interno, così come nella più articolata filiera europea, nella quale potremo senz’altro giocare ancora un ruolo da protagonisti». 

Confartigianato, Sarnico è presidente nazionale del settore Legno e Arredo

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Giovanni Battista Sarnico, 49 anni, socio della “Sarnico Falegnameria di Sarnico Vincenzo Sas” di Ospitaletto e sindaco del medesimo Comune, è stato eletto Presidente della Federazione Legno Arredo di Confartigianato Imprese. In Confartigianato, gli imprenditori artigiani del legno-arredo sono organizzati in tre associazioni di mestiere: Arredo, Legno e Tappezzeria. Sarnico, dopo essere stato confermato presidente nazionale della categoria di Confartigianato Legno nell’ottobre scorso è ora alla guida per il prossimo quadrienno della federazione che riunisce i tre gruppi di mestieri. «Una filiera ad alta vocazione artigiana che andrà valorizzata a partire dai territori e trovare, anche grazie alla rete e alla condivisione, una modalità allargata per creare opportunità e sinergie per l’intero “comparto casa”. Investimenti in innovazione, formazione, semplificazione dei procedimenti per gli interventi di ristrutturazione edilizia e riaqualificazione energetica che interessano gli operatori, gli obiettivi di questo mandato» ha dichiarato Sarnico.Il totale delle imprese operanti in questi settori sono a livello nazionale 67.690 di cui 44.779 artigiane, oltre 1.000 le artigiane nella sola provincia di Brescia. L’augurio di buon lavoro è arrivato dal presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia e Vice nazionale vicario Eugenio Massetti: «Nel 2019 il nostro Paese ha esportato legno e mobili per un valore di 11,8 miliardi di euro risultando il terzo paese nell’Unione Europea dopo la Germania e la Polonia e, nonostante le perdite dovute al Covid-19 dello scorso anno, saprà rilanciare il “Made in Italy” della filiera casa che insieme al cibo e alla moda è da sempre protagonista della nostra manifattura sui mercati internazionali». Il consiglio direttivo è formato, oltre che dal presidente Sarnico (presidente categoria Legno), da Mauro Damiani, titolare della Indaf di Udine e presidente della categoria Arredo e dal bergamasco Emanuele Zinesi, titolare della Zinesi Design per la categoria Tappezzieri.

Zona rossa, Confartigianato: ristori per le aziende ingiustamente penalizzate

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Brescia – In merito alla collocazione errata in zona rossa della Lombardia interviene in qualità di Presidente di Confartigianato Lombardia Eugenio Massetti: «Avevano già chiarito, con una trasparente presa di posizione sabato scorso, come Confartigianato Lombardia creda che sia una assoluta priorità tutelare la salute delle persone garantendo loro anche un sistema socio-sanitario capace di rispondere, sempre, alle esigenze emergenziali. Ma avevano anche detto che era fondamentale per tutte le attività produttive e di servizio che le regole applicate fossero trasparenti e comprensibili a tutti. Era chiaro anche ai poco esperti  – e i fatti ci hanno dato ragione – fin da una settimana fa, che fossero state utilizzate formule di calcolo e dati incoerenti con la realtà e per nulla tempestivi, che avevano costretto la Lombardia in una zona rossa che non pareva del tutto giustificata. Gli imprenditori lombardi già si chiedevano perché in una Regione dove i nuovi casi avevano un’incidenza minore alla media nazionale e molto minore che in regioni limitrofe e dove il Sistema sanitario non sembrava essere in preoccupante e irrimediabile affanno, venisse adottato un provvedimento così “draconiano”. Dopo la conferma dei gravi errori che hanno bloccato la Regione Lombardia, locomotiva d’Italia, nella zona rossa, inutilmente e in modo discriminatorio rispetto ad altri territori, Confartigianato Lombardia non può che chiedere due cose molto semplici:

1. che sia fatta chiarezza sulle responsabilità vere di questi errori e se ne traggano le dovute conseguenze nel rispetto dei sacrifici fatti da tutti i cittadini;

2. che si provveda urgentemente a ristorare le attività economiche che sono state inutilmente penalizzate, senza che questo avesse effetti reali sul contenimento dell’epidemia. Lo chiediamo ancora una volta in pieno spirito collaborativo verso le Istituzioni e senza scivolamenti verso facili strumentalizzazioni, ma nella convinzione che siano entrambe priorità irrinunciabili la protezione della vita di tutti (a partire dai più fragili) e il mantenimento dell’efficienza del tessuto produttivo, che peraltro contribuisce a tenere in piedi anche i servizi essenziali come la sanità ed il sistema pubblico di Welfare. Abbiamo sempre creduto che il rigore debba essere massimo, come massima deve però anche essere la serietà. Ci attendiamo dunque, risposte rapide e soddisfacenti».

Indagine Confartigianato: un’impresa su cinque rischia di non sopravvivere al 2021

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Una stima diffusa da Confartigianato preoccupa il comparto economico della nostra provincia: un’impresa su 5 (il 21%) è soggetta a rischi operativi e avrà difficoltà nel proseguire l’attività nei prossimi mesi. Nella sola provincia di Brescia potrebbe voler dire 7mila imprese artigiane (su 33.442 totali) a rischio. «Nonostante le aspettative delle imprese, soprattutto quelle micro e piccole siano in miglioramento, come emerso dalla più recente indagine realizzata da Confartigianato Imprese Brescia su un panel di imprenditori associati, l’ultima nota dell’anno della nostra organizzazione, a livello nazionale, conferma i dubbi riempiendo il cielo di ombre minacciose sul futuro di molte, troppe attività» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «Si tratta di rischi perlopiù legati ad una generale debolezza finanziaria, a una crisi di liquidità senza precedenti, al calo del fatturato e all’aumento del ricorso al debito bancario che insieme possono mettere in difficoltà la sostenibilità e la prosecuzione per molte attività, in vista del prossimo decisivo anno, quando dovremo fare i conti con il ritorno alla normalità. Una fase che ha richiesto interventi di sostegno mediante moratorie sui prestiti e garanzie pubbliche che dovrà dunque protrarsi almeno sino a giugno 2021 e, comunque, finché non si sarà conclusa l’attuale fase critica evidentemente vissuta in “stand by” dalle imprese e cristallizzata per via degli aiuti e degli ammortizzatori sociali messi in campo dal governo. Non possiamo permetterci di perdere tante imprese, dopo tanti sforzi. Sarebbe drammatico per l’intero tessuto sociale di tutto il territorio» conclude il presidente Massetti».

Confartigianato: Davide Peli è il nuovo presidente nazionale dei giovani

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Brescia – Davide Peli guiderà i Giovani Imprenditori di Confartigianato per i prossimi quattro anni. Eletto per acclamazione alla presidenza dall’Assemblea del Movimento che rappresenta 65.030 imprenditori under 40 e che si articola in 61 Gruppi territoriali in tutta Italia, Peli sarà affiancato dai vice presidenti Giorgia Speri (Veneto) in qualità di vice presidente vicario; Bianca Guscelli (Toscana); Andrea Lotito (Puglia). Davide Peli, 37 anni, di Concesio, risiede a Brescia dove nel 2008 ha fondato “Techne srl”, specializzata in servizi di metrologia, taratura di strumenti, assistenza nella certificazione di prodotti e servizi. Tra i suoi clienti vi sono aziende dei settori automotive, metalmeccanico. Nel 2018 Peli ha aperto una sede della sua impresa negli Stati Uniti, a Charlotte, nel Nord Carolina. In ambito associativo, Davide Peli è dal 2017 presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese Brescia. Eugenio Massetti, presidente Confartigianato Brescia e Lombardia nel congratularsi con Davide Peli, membro anche della sua Giunta a livello provinciale, ha sottolineato che: «Si tratta dell’ennesimo riconoscimento per il gran lavoro e il peso di Confartigianato Imprese Brescia a livello nazionale. Nello specifico, il Movimento dei Giovani Imprenditori rappresenta da sempre una risorsa fondamentale per Confartigianato, ed è sempre più importante sostenere interventi che favoriscano la propensione delle nuove generazioni all’auto imprenditorialità, così come centrale resta il tema del passaggio generazionale nelle nostre Mpi». «Occorre dare fiducia ai giovani – ha commentato Peli – e investire sulle nuove generazioni partendo dalla scuola, sul fronte dall’innovazione e dall’internazionalizzazione. Su questi aspetti concentreremo l’attività e le iniziative dei Giovani Imprenditori di Confartigianato».

Massetti: «A Natale Compriamo artigiano per sostenere chi non si arrende»

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Una bella fetta della torta del mercato vale dicembre con la tipica spesa natalizia: il 25% in più rispetto alla media mensile, il 16,4% nel caso dei prodotti alimentari e il 31,5% nel caso di quelli non alimentari. 529 milioni di euro per la sola provincia di Brescia, seconda dietro Milano a livello lombardo e che coinvolge circa 7mila imprese artigiane (6.909) e oltre 22mila addetti (22.343). Un’occasione di rilancio dopo la flessione in calo del 7,2% delle vendite al dettaglio nei primi 9 mesi dell’anno. Un motivo in più, quest’anno, per Confartigianato che lancia la campagna #AcquistiAMOlocale a favore proprio delle imprese artigiane che operano nell’offerta di prodotti e servizi tipici del Natale. «Quello che ci attende sarà un Natale diverso e difficile e vogliamo lanciare un appello: regalate prodotti del nostro artigianato per sostenere chi non si arrende. In un momento economicamente difficile, siamo promotori della campagna #AcquistiAmoLocale» precisa il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «L’acquisto di prodotti e servizi realizzati da imprese artigiane e micro piccole imprese locali è una scelta etica a sostegno del territorio, che genera valore per l’acquirente, per chi produce un bene o eroga un servizio, per la filiera e per la comunità. Tra incertezze e timori gli artigiani e piccoli imprenditori si sono rimboccati le maniche per far ripartire l’Italia da subito dopo il lungo lockdown e non si sono arresi, ma ora è necessario sostenerli, prima che sia troppo tardi».

La spesa di dicembreA dicembre vale 24,5 miliardi la spesa delle famiglie italiane per l’offerta tipica del Natale: stando ai dati Instat, nella spesa storica degli ultimi 3 anni spicca la Lombardia con i suoi 4,3 miliardi (il 17% totale nazionale). A livello provinciale a dicembre si superano i 500 milioni di euro in regali di Natale a Roma con 1.899 milioni, Milano con 1.533 milioni, Napoli (1.074), Torino (1.036 milioni) e al quinto posto Brescia con 529 milioni. L’Osservatorio di Confartigianato sottolinea lo studio con un dato: le MPI che intercettano la spesa dell’offerta natalizia producono a loro volta catena di valore e ogni 100 euro di fatturato ne destinano 71,9 per l’acquisto di beni e servizi, favorendo così una vasta domanda dei settori dell’indotto: legno, metallo, vetro, gomma-plastica, meccanica, tessile, servizi di trasporto e logistica, servizi digitali e amministrativi. «L’acquisto di prodotti e servizi realizzati da imprese artigiane e micro piccole imprese locali è una scelta etica a sostegno del territorio e che genera valore per l’acquirente, per il destinatario del dono e per la comunità. A Brescia sono 6.909 (su 47mila imprese artigiane lombarde coinvolte), per lo più imprese famigliari, attive in 43 settori in cui si realizzano prodotti artigianali e offrono servizi di qualità che possono essere intercettati dai regali in occasione del Natale. Scegliere i prodotti artigiani offferti sul nostro territorio non vuole dire solo sotenere l’impresa, l’imprenditore, oltre 22mila addetti, ma anche il benessere della comunità: durante il lockdown abbiamo rilevato che il 58% delle micro e piccole imprese bresciane ha sostenuto o realizzato iniziative di interesse collettivo esterne all’impresa, per lo più iniziative sportive, umanitarie, culturali, di contrasto alla povertà, assistenziali. Impegno confermato proprio durante l’emergenza sanitaria, con il 33% delle micro imprese bresciane che si sono attivate per supportare la comunità in cui vivono e operano – prosegue il presidente Massetti il 34,5% ha partecipato a iniziative per sostenere fasce di popolazione più deboli, il 21,2% ha donato dispositivi di protezione, il 19,5% ha partecipato ad iniziative promosse dall’associazione, il 10,8% ha organizzato e raccolto fondi per ospedali e protezione civile. Acquistare prodotti realizzati da imprese artigiane e da micro e piccole imprese significa dare valore al lavoro e sostegno all’occupazione, sostenere la qualità e la professionalità del prodotto e del servizio offerto, sostenere il “Made in Italy” conosciuto e apprezzato all’estero e che affonda le sue radici proprio sul territorio e che ci rende unici nel mondo».

Confartigianato, Massetti è il nuovo vicepresidente nazionale

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«Un riconoscimento per Brescia. Un segno importante del peso che ha raggiunto la nostra organizzazione sul piano nazionale». Così Eugenio Massetti, presidente Confartigianato Brescia e Lombardia commenta l’elezione avvenuta per acclamazione stamane a Vice Presidente nazionale di Confartigianato Imprese per il prossimo quadriennio a fianco di Marco Granelli nuovo Presidente di Confartigianato Imprese.

L’Assemblea della Confederazione che rappresenta 700.000 artigiani, micro e piccole imprese ha eletto i vice Presidenti: Eugenio Massetti (Vicario), Domenico Massimino e Filippo Ribisi. Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni e dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato. Granelli raccoglie il testimone da Giorgio Merletti che ha guidato la Confederazione dal 2012.

Nell’indicare il programma di lavoro della sua Presidenza, Granelli ha sottolineato: «Usciremo da questa crisi con uno sforzo eccezionale di responsabilità e coraggio da parte di tutti per ricostruire un modello di sviluppo economico e sociale che faccia leva sul valore espresso dagli artigiani e dalle piccole imprese che rappresentano il 98% delle aziende italiane. Confartigianato intensificherà l’impegno di rappresentanza e di servizio al fianco degli imprenditori. A chi guida il Paese sollecitiamo altrettanto impegno deciso e concreto nel costruire un contesto favorevole alle potenzialità imprenditoriali del nostro Paese, puntando su competenze, innovazione, sostenibilità, fattori indispensabili per irrobustire il tessuto produttivo e migliorarne la capacità competitiva. In questi mesi – ha detto ancora il neo Presidente Granelli – le micro e piccole imprese italiane hanno sofferto ma hanno anche dato una grande prova di reattività. Ora non possiamo vanificare i loro sforzi. Ci giochiamo il futuro: mai come quest’anno la manovra economica deve essere una legge di rilancio e non possiamo permetterci esitazioni nell’utilizzare le risorse europee per investire sui punti di forza del nostro sistema produttivo, vale a dire gli oltre 4 milioni di artigiani e piccole imprese italiani».

FONTE: BSNEWS – BRESCIA NEWS

Massetti (Confartigianato): e-commerce sì, ma di prossimità

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Il presidente Massetti: «A Natale, sul web e non solo, compriamo artigiano»

Compra artigiano. È l’appello a sostenere e acquistare direttamente dai piccoli produttori, dalle attività artigianali e commerciali attualmente penalizzate e costrette a chiudere o a resistere, ma sopratutto a reinventarsi. «Quello che ci attende sarà un Natale diverso e difficile. Auspicando che nel mese di dicembre si allentino alcune restrizioni e si mettano artigiani e commercianti nella condizione di lavorare senza perdere questo prezioso momento, vogliamo lanciare un appello: regalate prodotti del nostro artigianato. Quella che sosteniamo non è una campagna contro qualcuno. È un appello a fare più attenzione a dove spendere i propri soldi. Per chi può permetterselo, meglio un prodotto di qualità in più che due scadenti. Meglio perdere un po’ di tempo per fare uno shopping mirato anche on line: la stragrande maggioranza delle attività artigianali e commerciali in questi mesi ha adottato servizi di vendita on line, così come la consegna in delivery per favorirne la distribuzione. Evitiamo di alimentare i cosidetti giganti dell’web, piattaforme come Amazon, che in questi mesi hanno incrementato enormemente i loro affari anche a scapito delle attività artigianali e commerciali locali che stanno soffrendo e rischiano di perdere l’appuntamento clou del Natale». Cosi il presidente di Confartigianato Brescia a e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «Non è vero che l’emergenza sanitaria impone sacrifici a tutti: secondo un recente studio circa la metà delle imposte dei giganti del web, da Amazon a Google, passando per Apple e Microsoft, fino a aziende cinesi e del software va in Paesi con fiscalità agevolata nonostante nell’ultimo quinquiennio abbiano più che raddoppiato il fatturato a un ritmo 10 volte superiore a quello delle grandi aziende manifatturiere. È ora di cambiare rotta. Da quando la pandemia è scoppiata nel nostro Paese, alle categorie produttive è stato chiesto un grande sforzo di responsabilità: abbiamo chiuso le nostre attività per tre mesi, abbiamo investito per mettere in sicurezza luoghi di produzione e di vendita, abbiamo nuovamente richiuso. Questa volta siamo noi a chiedere un’assunzione di responsabilità: comprate prodotti dell’artigianato locale e se non è possibile farlo di persona, i canali per il loro acquisto non mancano. La svolta digitale che stanno compiendo le imprese bresciane impegnate e coinvolte in questa transizione, anche obbligata per via della pandemia, vede oltre il 60% delle nostre imprese implementare canali web, sistemi di vendita e distribuzione on line, aggiornamento software, rendendo questi servizi possibile. Anche Confartigianato ha realizzato un suo portale: “ComprArtigiano”, uno store virtuale ma che ha una sua prima sede fisica nella capitale e che presenta e vende tutto 100 per cento made in Italy. Il ricorso a negozi locali o all’economia circolare per i regali delle prossime festività non è solo un invito a non ordinare su Amazon, è anche una petizione positiva a beneficio dei commercianti locali e di un e-commerce “più sostenibile”. I nostri artigiani lì ci sono già: dalla pasticceria, bevande, a tutto l’alimentare in genere, libri e poi cravatte, vestiti e prodotti sartoriali, prodotti per la casa, l’ufficio, la “casa-ufficio”, complementi d’arredo e artigianato locale. E poi è sempre possibile sostenere le attività locali, commerciali, acquistando abbonamenti per attività che ci si augura riapriranno presto: piscine, palestre, centri estetici e poi cene e colazioni presso bar e ristoranti di fiducia che con il rischio che le restrizioni anti-Covid e in vista degli acquisti di natale a favore del gigante dell’e-commerce rischiano tutto. Dobbiamo tutti fare uno sforzo e salvare l’intera filiera dei negozi di quartiere, identità dei nostri territori, patrimonio di cultura e saper fare, ma soprattutto posti di lavoro che non verranno rimpiazzati» conclude il presidente Massetti.

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