Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Category archive

Aziende

Neosperience lancia Sofia, l’assistente virtuale empatica

in Aziende/Economia/Innovazione by

Neosperience, PMI Innovativa quotata su AIM Italia che opera come “software vendor”, annuncia la disponibilità sul mercato di Sofia: il primo assistente in realtà virtuale e aumentata basato sulla piattaforma Neosperience Cloud e sulla tecnologia di elaborazione del linguaggio naturale GPT-3 di OpenAI, una fra le più avanzate società di ricerca non profit nel campo dell’Intelligenza Artificiale.

Sofia nasce già dotata di una capacità di dialogo unica in una vastissima gamma di argomenti ed è in grado di esprimersi in 51 lingue. La sua padronanza del linguaggio, incomparabile rispetto alle tecnologie su cui si basano gli assistenti virtuali oggi disponibili sul mercato, deriva dalla potenza del modello di machine learning, il cui costo di training ha superato 12 milioni di dollari. Il suo motore conversazionale è stato integrato da Neosperience con un set di funzioni di generazione di avatar 3Drealistici ed empatici ed è completamente personalizzabile, per i clienti che la adotteranno, nel genere e nell’etnia, fino a poter riprodurre, con un’attività di addestramento personalizzata, le sembianze e la voce dello stesso committente.

La capacità di interazione di Sofia è arricchita da un’ampia gamma di abilità espressive: il linguaggio del corpo, le espressioni del volto (incluse le micro-espressioni facciali) e il movimento delle mani. Non solo: l’assistente virtuale ha la capacità di riconoscere, in base alla conversazione, i tratti della personalità dell’utente che interagisce con lei, ed è in grado di costruire una risposta dinamica, iperrealistica e personalizzata in base alle emozioni che suscita.

Sofia è giàpronta per essere impiegata in un’ampia varietà di applicazioni e settori industriali – l’analista Gartner stima che entro il 2023 il 40% delle applicazioni software incorporeranno tecnologie conversazionali basate sull’AI -dall’aiuto ai pazienti nel settore della salute, all’interazione con banche e assicurazioni, all’automazione delle attività gestionali, alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico ed enogastronomico. Dario Melpignano, Presidente di Neosperience, ha dichiarato: “L’assistente virtuale Sofia e i nuovi moduli software che abbiamo integrato all’interno della piattaforma Neosperience Cloud sono in grado di generare opportunità di business incredibili per i nostri clienti. Allo stesso tempo, come azienda all’avanguardia in questo nuovo tipo di media, siamo consapevoli di avere una grande responsabilità.

L’intelligenza artificiale incapsulata in un agente virtuale come Sofia deve servire al bene delle persone; per questo monitoreremo il suo utilizzo da parte del mercato, permettendone l’impiego esclusivamente in applicazioni che siano in stretta sintonia con la nostra etica e i nostri valori.” Una dimostrazione delle capacità della piattaforma è disponibile online all’indirizzo: https://bit.ly/3oAJuaw

Confindustria, nel consiglio nazionale Beretta, Pasini, Bonometti, Turati, Franceschetti e Mazzoncini

in Aib/Associazioni di categoria/Aziende/Beretta/Economia/Nomine/Omr by

Con i 20 componenti generali eletti dall’Assemblea dei delegati in rappresentanza di medie imprese, grandi imprese, multinazionali estere e imprese a rete con convenzione nazionale, si completa la composizione del Consiglio Generale per il mandato 2021-2023. Il Consiglio Generale è inoltre composto da 100 seggi assegnati alle Associazioni territoriali e di categoria, 16 componenti in rappresentanza della Piccola Industria, 6 componenti in rappresentanza del Gruppo Giovani Imprenditori e 7 seggi premiali assegnati alle Associazioni che hanno effettuato processi di aggregazione.

Del Consiglio Generale fanno parte i componenti del Consiglio di Presidenza, i Past President della Confederazione e i componenti di diritto.

I 6 imprenditori bresciani presenti nel Consiglio Generale di Confindustria sono:

Giuseppe Pasini (Feralpi) – designato da Confindustria Brescia

Franco Gussalli Beretta (Fabbrica d’Armi Pietro Beretta) – designato da Confindustria Brescia

Renato Mazzoncini (A2A) – designato da Confindustria Brescia

Maria Chiara Franceschetti (Gefran) – designato da Confindustria Brescia

Marco Bonometti (Officine Meccaniche Rezzatesi) – in quota Confindustria Lombardia

Giancarlo Turati (Fasternet) – in quota Piccola Industria Confindustria

Antares Vision amplia la superficie produttive di Convel

in Associazioni di categoria/Aziende/Economia by

TRAVAGLIATO – Oltre 25.000 sistemi di ispezione Antares Vision verificano ogni giorno la qualità dei prodotti farmaceutici e garantiscono la sicurezza in tutto il mondo. Un numero destinato ad aumentare, considerato che la multinazionale italiana ha deciso di rafforzare tecnologie e capacità produttive di Convel, parte del Gruppo Antares Vision dallo scorso giugno: attraverso un’operazione di ampliamento del sito produttivo dell’azienda vicentina, infatti, nell’ottica di rispondere alla crescita della domanda e alla messa in campo di nuove soluzioni tecnologiche, è stato acquistato un lotto (di circa 800 mq) che si aggiungerà alla presente unità produttiva. L’ampliamento si posiziona come ulteriore estensione degli spazi rispetto a quella già decisa e implementata l’estate scorsa (di circa 200 mq). ll nuovo spazio sarà destinato, in particolare, ad un ampliamento della superficie per la produzione di macchinari, assemblaggio, magazzino e area test, mentre la superficie annessa la scorsa estate è invece stata collocata per la creazione di nuovi uffici e aree destinate a R&D.

Giovanni Lovato, CEO e software manager di Convel, ha dichiarato: “L’ampliamento dello spazio è un chiaro segnale di continuità e sviluppo lanciato unitamente da Convel e Antares Vision. Dal momento dell’acquisizione da parte del Gruppo, ha preso avvio un importante programma di investimenti: dalle linee di produzione alle risorse umane, dalle nuove macchine allo sviluppo di tecnologie più avanzate”. Andrea Gallo, CEO e R&D manager di Convel, ha aggiunto: “Stiamo lavorando con prospettive a lungo termine, e gli step attuali sono necessari per assicurarsi gli strumenti per affrontare le sfide del mercato. Da quando Convel è stata fondata nel 1994 abbiamo sempre guardato verso le nuove tecnologie alla ricerca di soluzioni innovative. Come parte del Gruppo Antares Vision, abbiamo iniziato un processo di miglioramento che ci darà nuovi strumenti per essere protagonisti all’interno di uno scenario altamente competitivo come quello della produzione delle macchine di ispezione”.

“Grazie alla sempre più stretta sinergia tra le nostre aziende – le parole di Emidio Zorzella, CEO di Antares Vision – siamo in grado di capire le esigenze dei nostri clienti e anticipare le nuove sfide del settore, anche attraverso quell’approccio tecnologico ad ampio spettro che ci permetterà di dare valore all’innovazione industriale, fondamentale per continuare ad essere competitivi”.

L’integrazione tra Antares Vision e Convel permette al Gruppo di rafforzare la propria presenza e il proprio know-how tecnologico per quanto riguarda le più innovative tecnologie di Visual Inspection, con una ampia gamma di controlli. Una soluzione sempre più completa, con un partner unico in grado di soddisfare ogni richiesta del mercato. In particolar modo, nell’ambito della  Leak Detection (controllo delle perdite) l’offerta copre tutte le tecnologie: con un’ampia gamma di soluzioni Container Closure Integrity Testing (CCIT), che verifica l’integrità della chiusura del contenitore, è possibile identificare in modo efficace, sicuro e affidabile i possibili difetti che compromettono la qualità e l’integrità di un prodotto, grazie a tecnologie come l’High Voltage Leak Detection (HVLD), l’Head Space Gas Analysis (HSGA), il Pressure Decay Leak Detection (PDLD), il Vacuum Decay Leak Detection (VDLD).

Convel vanta un organico di 16 persone, in prevalenza tecnici altamente specializzati con una forte attitudine alla ricerca e sviluppo. Con oltre 25 anni di esperienza nelle macchine di ispezione per il mercato farmaceutico, l’azienda è in grado di garantire soluzioni innovative attraverso le tecnologie più avanzate e un servizio post-vendita altamente qualificato.

L’impresa diventa intelligente: la trasformazione digitale del settore manifatturiero italiano

in Aziende/Economia/Innovazione/Web e digitale by

La trasformazione digitale è la sfida più importante del settore manifatturiero italiano. Oggi ogni azienda può cogliere tutti i vantaggi di questo processo fondamentale grazie all’applicazione dell’intelligenza artificiale. Riconosciamo molteplici tecnologie ed aree di intervento.

Sistemi Esperti

I sistemi esperti permettono di aumentare la produttività di molti comparti aziendali. I programmi utilizzati dai sistemi esperti sono in grado di porre in atto procedure adeguate alla risoluzione di problematiche particolarmente complesse. I sistemi esperti si differenziano dunque da altri programmi simili in quanto utilizzando tecnologie sviluppate in funzione dell’intelligenza artificiale, sono in grado di eseguire i passaggi logici che permettono di prendere decisioni automatiche. Esempi di sistemi esperti sono applicazioni dipartimentali come i configuratori di prodotto, i motori di ricerca aziendali e gli schedulatori di produzione che oggi si vestono di nuove funzionalità in grado di impattare positivamente sull’efficienza aziendale.

Fabbrica 4.0

La scelta di una piattaforma tecnologica per supportare i processi di fabbrica risulta fondamentale perchè la tecnologia è in grado sempre più di fare la differenza. Le informazioni generate grazie all’internet of things realizzano nuove analisi degli indici di analisi da applicare alle prestazioni delle macchine e del lavoro, e danno la possibilità di scoprire in anticipo potenziali aree di miglioramento. L’integrazione con i sistemi gestionali permette di avere una migliore pianificazione e un utilizzo efficiente della capacità produttiva.

Process Mining

Il process mining è una tecnica di process management, che permette l’analisi dei processi di business basati sulla tracciatura di tutti gli eventi aziendali. Attraverso l’uso di specifici algoritmi di data mining applicati ai processi si può estrarre conoscenza da questi ultimi: è infatti possibile scoprire mode, modelli e molte altre informazioni riguardanti ad esempio un sistema informativo. L’obiettivo del process mining, infatti, è di utilizzare al meglio le potenzialità di quest’ultimo, fornendo tecniche e strumenti per la scoperta di processi, di dati, di organizzazioni e strutture sociali.

Prodotti Intelligenti

Per smart product si intende un prodotto spesso in ambito “business to business” in grado di comunicare con il fornitore il proprio stato durante il suo utilizzo da parte del cliente, con l’obiettivo di migliorarne il funzionamento, anticipare eventuali guasti o fornire servizi incrementali. Gli smart product rappresentano la convergenza di diversi trend: sono il frutto di una clientela che desidera un servizio sempre più personalizzato e dinamico, dell’evoluzione della tecnologia che negli ultimi anni è ormai disponibile a costi accessibili e dell’affermazione di modelli di business che portano verso la sottoscrizione di un canone di noleggio.

Customer Generation

Oggi le aziende manifatturiere italiane operano in un mercato dominato dagli intermediari digitali. Questi polarizzano i ricavi ed erodono i margini degli operatori economici in ogni settore. È quindi ormai diventato necessario, e vale per ogni azienda, grande o piccola che sia, dotarsi di un insieme di strumenti per ridurre i costi di acquisizione dei clienti professionali, per stabilire con loro una relazione diretta e non mediata. L’attività di ricerca e acquisizione di nuovi clienti richiede oggi una visione integrata, che includa sia la prospettiva delle vendite, sia quella del marketing. I team di vendita devono individuare in modo preciso le aziende ideali e i loro responsabili, per stabilire le priorità dei loro sforzi commerciali e personalizzare il raggio d’azione. In questo modo ogni azienda è in grado di elaborare la più ampia quantità di dati disponibile sulle imprese e sulle loro strutture operative, aumentando esponenzialmente le performance di vendita. L’intelligenza artificiale è in grado di automatizzare l’acquisizione dei clienti e di trasformare i dati che recupera in informazioni utili per realizzare i risultati aziendali.

Gli spunti sono stati raccolti da Neos Consulting (https://www.neosconsulting.it) che sviluppa soluzioni di innovazione gestionale per accompagnare le aziende italiane nel processo di trasformazione digitale verso “l’impresa intelligente”.

Cembre: fatturato in calo, ma rimane l’utile

in Aziende/Bilanci/Cembre/Economia by
Cembre

Il Consiglio di Amministrazione di Cembre S.p.A., società quotata al segmento Star della Borsa di Milano, tra i principali produttori europei di connettori elettrici ed utensili per la loro installazione, riunitosi oggi a Brescia sotto la guida del Presidente e Amministratore Delegato, Ing. Giovanni Rosani, ha approvato il progetto di bilancio di esercizio ed il bilancio consolidato al 31 dicembre 2020.

Il Consiglio di Amministrazione di Cembre ha inoltre deliberato di proporre all’Assemblea degli azionisti, convocata per il 27 aprile 2021 (ed il 28 aprile per l’eventuale seconda convocazione), la distribuzione di undividendo pari a 0,90 europer ognuna delle azioni in circolazione, secondo il seguente calendario: data di stacco 17 maggio 2021; data di legittimazione al pagamento 18 maggio 2021 (record date) e data di pagamento 19 maggio 2021. L’Assemblea degli azionisti verrà chiamata a deliberare anche in merito alla nomina del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, nonché alla richiesta di autorizzazione all’acquisto e disposizione di azioni proprie; per ulteriori informazioni riguardo a quest’ultimo argomento si rimanda al successivo specifico paragrafo.

I ricavi consolidati dell’esercizio 2020 hanno subito un decremento del 6,3 per cento, essendo passati da 146,3 milioni di euro dell’esercizio 2019 a 137,1 milioni di euro alla fine del 2020.

Nell’esercizio 2020 le vendite del Gruppo in Italia, pari a 56,0 milioni di euro, sono diminuite del 4,3 per cento; i ricavi nella restante parte del mercato europeo risultano in calo del 6,9 per cento e si attestano a 64,0 milioni di euro, mentre sui mercati extraeuropei le vendite fanno registrare una diminuzione del 10,2 per cento, con ricavi pari a 17,1 milioni di euro. I ricavi delle vendite sono stati realizzati per il 40,8 per cento in Italia (40,0 per cento nell’esercizio 2019), per il 46,7 per cento nella restante parte d’Europa (47,0 per cento nell’esercizio 2019) e per il 12,5 per cento fuori dal continente europeo (13,0 per cento nell’esercizio 2019).

Il risultato operativo lordo consolidato dell’esercizio, pari a 36,3 milioni di euro, corrispondente al 26,5 per cento dei ricavi delle vendite, è diminuito del 2,2 per cento rispetto a quello dell’esercizio 2019, pari a 37,1 milioni di euro, corrispondenti al 25,4 per cento dei ricavi delle vendite. L’incidenza del costo del venduto è diminuita rispetto al 2019 passando dal 32,4 per cento al 30,3 per cento, così come il peso dei costi per servizi, passando dal 13,9 per cento al 12,4 per cento. In crescita l’incidenza del costo del personale, passata dal 28,5 per cento al 30,2 per cento, nonostante esso sia diminuito in valoro assoluto, per effetto del ricorso alla Cassa Integrazione nel periodo di blocco delle attività per il contenimento del Covid-19. La forza lavoro media è passata dalle 744 unità del 2019 (inclusi 35 lavoratori temporanei) alle 753 unità del 2020 (inclusi 32 lavoratori temporanei).

Il risultato operativo consolidato pari a 25,2 milioni di euro, corrispondente ad un margine del 18,4 per cento sui ricavi delle vendite, è diminuito del 7,3 per cento, rispetto ai 27,2 milioni di euro dello scorso esercizio, corrispondenti al 18,6 per cento dei ricavi delle vendite.

Il risultato ante imposte consolidato, pari a 24,9 milioni di euro, che corrispondono al 18,2 per cento delle vendite, è sceso del 7,6 per cento rispetto a quello dell’esercizio 2019, pari a 26,9 milioni di euro, corrispondenti al 18,4 per cento delle vendite.

Il risultato netto consolidato dell’esercizio pari a 19,0 milioni di euro, corrispondenti al 13,8 per cento delle vendite, si è ridotto del 12,5 per cento rispetto a quello dell’esercizio 2019, pari a 21,7 milioni di euro, corrispondenti al 14,8 per cento delle vendite.

La posizione finanziaria netta passata da un saldo positivo di 5,6 milioni di euro al 31 dicembre 2019 ad un saldo positivo di 8,4 milioni di euro al 31 dicembre 2020, beneficia dei minori investimenti effettuati nell’esercizio 2020 rispetto all’esercizio precedente.

Gli investimenti effettuati nel periodo ammontano a 7,2 milioni di euro in immobilizzazioni materiali (nel 2019 pari a 10,6 milioni di euro) ed a 0,8 milioni di euro in immobilizzazioni immateriali (nel 2019 pari a 1,1 milioni di euro).

“Le vendite del Gruppo nei primi due mesi dell’anno sono in calo del 5,6 per cento, tuttavia si prevede un recupero da aprile in poi. Si stima, quindi, che il fatturato consolidato del Gruppo Cembre nell’esercizio 2021 sarà in crescita e si prevede un risultato economico positivo.” – ha commentato l’AD Giovanni Rosani. “La posizione finanziaria del Gruppo è solida, al 31 dicembre 2020 era positiva per 8,4 milioni di euro, ed anche al 28 febbraio 2020 si mantiene positiva per 8,9 milioni di euro. All’Assemblea degli azionisti verrà proposto un dividendo di 0,90€, quindi invariato rispetto al dividendo sull’utile 2019; il dividendo proposto corrisponde al 79,4% dell’utile netto consolidato” – ha proseguito G. Rosani.

La Capogruppo Cembre S.p.A. nel corso dell’esercizio 2020 ha realizzato ricavi delle vendite pari a 101,4 milioni di euro, in diminuzione del 6,8 per cento rispetto all’esercizio 2019. Il risultato operativo di Cembre S.p.A. è diminuito del 10,9 per cento, passando dai 22,7 milioni di euro del 2019 ai 20,2 milioni di euro del 2020. L’utile ante imposte di Cembre S.p.A. è diminuito del 20,7 per cento passando dai 26,7 milioni di euro del 2019 ai 21,2 milioni di euro del 2020. L’utile netto di Cembre S.p.A. è diminuito passando dai 22,6 milioni di euro dell’esercizio 2019 ai 16,5 milioni di euro dell’esercizio 2020, Tale decremento è anche dovuto ai minori dividendi che Cembre S.p.A. ha incassato nel 2020 dalle proprie controllate, pari 1,4 milioni di euro, rispetto a quelli incassati nel 2019, pari a 4,3 milioni di euro.

* * * *

Richiesta all’Assemblea l’autorizzazione all’acquisto e disposizione di azioni proprie

Nella seduta odierna, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di sottoporre alla prossima Assemblea la richiesta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie, previa revoca dell’autorizzazione conferita dall’Assemblea ordinaria del 20 maggio 2020 per la parte non ancora utilizzata. La proposta è finalizzata a dotare la Società di un’utile opportunità strategica di investimento per ogni finalità consentita dalle vigenti disposizioni, ivi incluse le finalità contemplate nell’art. 5 del Regolamento (UE) 596/2014 (Market Abuse Regulation, MAR) e nelle prassi ammesse a norma dell’art. 13 MAR, nonché, ove occorrendo, per la provvista di azioni proprie da destinare ai beneficiari del piano di incentivazione ai sensi dell’art. 114-bis del TUF denominato “Premio Carlo Rosani per i 50 anni dalla fondazione della Società”.

L’autorizzazione all’acquisto viene richiesta per un periodo di diciotto mesi, a far data dalla delibera dell’Assemblea ordinaria, per l’acquisto di azioni ordinarie Cembre, del valore nominale di Euro 0,52, fino al limite massimo stabilito dalla normativa pro tempore applicabile, ad un corrispettivo che non sia superiore al prezzo più elevato tra il prezzo dell’ultima operazione indipendente e il prezzo dell’offerta in acquisto indipendente più elevata corrente nelle sedi di negoziazione dove viene effettuato l’acquisto, fermo restando che il corrispettivo unitario non potrà comunque essere inferiore nel minimo del 20% e superiore nel massimo del 20% rispetto al prezzo ufficiale registrato dal titolo Cembre il giorno di borsa aperta precedente ogni singola operazione di acquisto.

L’autorizzazione alla disposizione delle azioni proprie viene richiesta senza limiti temporali; il Consiglio ha deliberato di proporre che la disposizione possa avvenire, tra l’altro, mediante disposizione delle stesse a favore dei beneficiari del piano di incentivazione ai sensi dell’art. 114-bis del D.Lgs. 58/1998 denominato “Premio Carlo Rosani per i 50 anni dalla fondazione della Società”, già deliberato dall’Assemblea degli azionisti del 28 aprile 2019, nei termini, condizioni e con le modalità ivi previsti e, in particolare, al prezzo di Euro 10 per azione. I dirigenti e quadri designati dal Consiglio di Amministrazione quali beneficiari del Piano sono complessivamente 16.

Alla data del presente comunicato, Cembre detiene n. 258.041 azioni proprie in portafoglio, pari all’1,518% del capitale sociale.

* * * *

Cembre progetta, produce e distribuisce connettori elettrici ed accessori per cavo, settore nel quale ha raggiunto una posizione di leadership in Italia e ha conquistato importanti quote di mercato a livello europeo. Cembre è tra i principali produttori mondiali di utensili (meccanici, pneumatici e oleodinamici) per l’installazione di connettori e per la tranciatura di cavi. I prodotti sviluppati per la connessione alla rotaia e per altre applicazioni ferroviarie sono stati adottati dalle principali società del settore in tutto il mondo. Cembre ha saputo conquistare questi primati grazie alla ricerca continua di prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo, alla vasta gamma di prodotti, ad una rete distributiva capillare ed estesa sia in Italia sia all’estero.

Fondato a Brescia nel 1969, il Gruppo Cembre è oggi una realtà internazionale. Alla capogruppo con sede a Brescia si affiancano infatti cinque società controllate: quattro commerciali (in Germania, Francia, Spagna e Stati Uniti) e una produttiva e commerciale (Cembre Ltd, con sede a Birmingham), per un totale di 759 dipendenti (dato aggiornato al 31 dicembre 2020). Il Sistema di Gestione per la Qualità Cembre è certificato dal 1990 dal Lloyd’s Register Quality Assurance per la progettazione, produzione e commercializzazione di accessori per cavi, connettori elettrici e relativi utensili.

Cembre è quotata alla Borsa Italiana dal 15 dicembre 1997 e dal 24 settembre 2001 al segmento Star.

Cembre, fatturato in calo del 10,6% nel 2020

in Aziende/Bilanci/Cembre/Economia by
Cembre
  • Nei primi nove mesi vendite in calo del 10,6% sia in Italia che all’estero
  • Nei primi nove mesi effettuati investimenti in immobilizzazioni per 5,3 mln €
  • Al 31 ottobre il fatturato consolidato dei primi 10 mesi diminuisce del 9,2% e la posizione finanziaria si conferma positiva per 6,1 mln di €
(migliaia di euro)1/1-30/9 2020Marg.1/1-30/9 2019Marg.var.III trim. 2020Marg.III trim. 2019Marg.var.
  % %      
Ricavi delle vendite98.655100110.306100-10,6%33.99910033.4281001,7%
           
Ris. operativo lordo (Ebitda)24.11324,428.66126,0-15,9%8.53525,17.74923,210,1%
           
Risultato operativo (Ebit)15.95316,221.37419,4-25,4%5.75116,95.20715,610,4%
           
Risultato ante imposte15.90116,121.23919,3-25,1%5.70216,85.20615,69,5%
           
Risultato netto11.89512,116.63315,1-28,5%4.29512,64.25812,70,9%
           
Disponibilità finanz. netta3.724 1.040       

Brescia, 12 novembre 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Cembre S.p.A., società quotata al segmento Star di Borsa Italiana, tra i principali produttori europei di connettori elettrici e utensili per la loro installazione, riunitosi oggi a Brescia sotto la guida del Presidente e Amministratore Delegato Ing. Giovanni Rosani, ha approvato il resoconto intermedio di gestione relativo al 30 settembre 2020.

I ricavi delle vendite consolidati dei primi nove mesi sono passati da 110,3 milioni di euro del 2019 a 98,7 milioni di euro del 2020, segnando una diminuzione del 10,6 per cento per effetto della pandemia di Covid-19. A livello trimestrale iricavi consolidati sono cresciuti rispetto al terzo trimestre 2019, passando da 33,4 milioni di euro a 34,0 milioni di euro, con una variazione percentuale positiva dell’1,7 per cento.

In dettaglio, nei primi nove mesi del 2020, il fatturato consolidato è stato realizzato per il 39,5 per cento in Italia (39,5 per cento nei primi nove mesi del 2019), per il 47,5 per cento nella restante parte d’Europa (46,9 per cento nei primi nove mesi del 2019) e per il 13,0 per cento fuori dal continente europeo (13,6 per cento nei primi nove mesi del 2019).

Il Gruppo Cembre ha quindi fatto registrare, sia sul mercato italiano, sia sul mercato estero. una diminuzione del fatturato progressivo pari al 10,6 per cento.

Il risultato operativo lordo consolidato (Ebitda)dei primi nove mesi del 2020, pari a 24,1 milioni di euro, corrispondenti al 24,4 per cento dei ricavi delle vendite, è diminuito del 15,9 per cento rispetto a quello dei primi nove mesi del 2019, pari a 28,7 milioni di euro, equivalenti al 26,0 per cento dei ricavi delle vendite. In diminuzione, nel periodo, sia l’incidenza del costo del venduto sia il peso dei costi per servizi. L’incidenza del costo del personale è in aumento rispetto ai primi nove mesi del 2019, soprattutto a causa della contrazione dei ricavi; il numero medio dei dipendenti del Gruppo è passato da 745 dei primi nove mesi 2019 a 754 unità dei primi nove mesi 2020.

Il risultato operativo lordo del terzo trimestre è cresciuto del 10,1 per cento rispetto al terzo trimestre del 2019.

Il risultato operativo consolidato (Ebit) pari a 16,0 milioni di euro, corrispondente ad un margine del 16,2 per cento sui ricavi delle vendite, è sceso del 25,4 per cento, rispetto ai 21,4 milioni di euro dei primi nove mesi dello scorso esercizio, corrispondenti al 19,4 per cento dei ricavi delle vendite.

Il risultato operativo del terzo trimestre 2020 pari a 5,8 milioni di euro, corrispondenti al 16,9 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali, è salito del 10,4 per cento rispetto ai 5,2 milioni di euro del terzo trimestre 2019, corrispondenti al 15,6 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali.

Il risultato ante imposte consolidato dei primi nove mesi del 2020 ammonta a 15,9 milioni di euro, che corrispondono al 16,1 per cento delle vendite, in diminuzione del 25,1 per cento rispetto a quello dei primi nove mesi del 2019, pari a 21,2 milioni di euro, corrispondenti al 19,3 per cento delle vendite.

L’utile ante imposte nel terzo trimestre 2020, pari a 5,7 milioni di euro, corrispondenti al 16,8 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali, è in crescita del 9,5 per cento rispetto ai 5,2 milioni di euro del terzo trimestre 2019, corrispondenti al 15,6 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali.

Il risultato netto consolidato dei primi nove mesi è pari a 11,9 milioni di euro, corrispondenti al 12,1 per cento delle vendite, in diminuzione del 28,5 per cento rispetto a quello dei primi nove mesi del 2019, che era pari a 16,6 milioni di euro, corrispondenti al 15,1 per cento dei ricavi. A livello trimestrale il risultato netto è salito dello 0,9 per cento, passando da 4,2 milioni di euro, corrispondenti ad un margine sulle vendite del 12,7 per cento, a 4,3 milioni di euro, corrispondenti al 12,6 per cento del fatturato consolidato trimestrale.

La posizione finanziaria netta consolidata, pari ad un valore positivo di 3,7 milioni di euro, è diminuita rispetto al 31 dicembre 2019, quando ammontava a 5,6 milioni di euro.

La posizione finanziaria netta al 30 settembre 2019 era positiva per 1,0 milioni di euro.

Gli investimenti effettuati nel periodo ammontano a 4,8 milioni di euro in immobilizzazioni materiali ed a 0,5 milioni di euro in immobilizzazioni immateriali, a fronte di investimenti nello stesso periodo del 2019 pari a 8,1 milioni di euro.

“I risultati del primi nove mesi 2020 sono stati fortemente penalizzati dagli effetti dell’epidemia COVID-19, il fatturato di tale periodo si è chiuso con una diminuzione del 10,6 per cento, tuttavia nel solo terzo trimestre 2020 abbiamo assistito ad un lieve recupero, infatti il fatturato del terzo trimestre 2020 è cresciuto dell’1,7 per cento. Anche il mese di ottobre 2020 ha visto un andamento migliore di quello di ottobre 2019, portando la riduzione dei ricavi progressivi del Gruppo al 9,2 per cento, oltre alla conferma di una posizione finanziaria positiva per 6,1 milioni di euro al 31 ottobre 2020. In ogni caso, nonostante il recupero registrato nel solo terzo trimestre 2020 e nel mese di ottobre 2020, si stima che il Gruppo Cembre nell’esercizio 2020 subirà una contrazione dei ricavi, con conseguente contrazione dei margini reddituali.” ha dichiarato l’AD di Cembre, Giovanni Rosani.

***

Cembre progetta, produce e distribuisce connettori elettrici ed accessori per cavo, settore nel quale ha raggiunto una posizione di leadership in Italia e ha conquistato importanti quote di mercato a livello europeo. Cembre è tra i principali produttori mondiali di utensili (meccanici, pneumatici e oleodinamici) per l’installazione di connettori e per la tranciatura di cavi. I prodotti sviluppati per la connessione alla rotaia e per altre applicazioni ferroviarie sono stati adottati dalle principali società del settore in tutto il mondo. Cembre ha saputo conquistare questi primati grazie alla ricerca continua di prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo, alla vasta gamma di prodotti, ad una rete distributiva capillare ed estesa sia in Italia sia all’estero.

Fondato a Brescia nel 1969, il Gruppo Cembre è oggi una realtà internazionale. Alla capogruppo con sede a Brescia si affiancano infatti cinque società controllate: quattro commerciali (in Germania, Francia, Spagna e Stati Uniti) e una produttiva e commerciale (Cembre Ltd, con sede a Birmingham), per un totale di 752 dipendenti (dato aggiornato al 30 settembre 2020). Il Sistema di Gestione per la Qualità Cembre è certificato dal 1990 dal Lloyd’s Register Quality Assurance per la progettazione, produzione e commercializzazione di accessori per cavi, connettori elettrici e relativi utensili.

Cembre è quotata alla Borsa Italiana dal 15 dicembre 1997 e dal 24 settembre 2001 al segmento Star.

Per ulteriori approfondimenti visitate la sezione Investor relations del sito www.cembre.com

Marcello Gabana Holding: volano i fatturati (+26,8%)

in Aziende/Bilanci/Economia/Gabeca by

Investimenti per 6 milioni, pagamenti puntuali ai fornitori e niente cassa integrazione per il gruppo guidato da Daniela Grandi, che anche nel 2020 è cresciuto in maniera significativa nonostante il lockdown

CALCINATO (BS) – Volano i conti del gruppo Marcello Gabana Golding: nel 2019, infatti, i fatturati sono cresciuti del 26,8 per cento rispetto alla precedente. E nel 2020, dati semestrali alla mano, la situazione si annuncia ancora migliore nonostante le difficoltà del sistema-Italia legate alle conseguenze del Coronavirus.

Il gruppo guidato da Daniela Grandi, ha archiviato l’ultimo bilancio con un fatturato di 44 milioni e 548mila euro: oltre nove in più dell’anno precedente (35 milioni e 142mila). L’Ebitda è stato di 6 milioni e 176mila euro (nel 2018 erano 4,3 milioni), vicino al 14 per cento, con un risultato d’esercizio di oltre 2,5 milioni.

Una crescita trainata soprattutto dal settore Agroalimentare, oggetto di riorganizzazione (con la cessione della controllata Silos e Magazzini del Tirreno) per concentrarsi sul core business: il riso. La sola Grandi Riso (quarto produttore italiano del settore), infatti, ha fatturato 21,6 milioni di euro contro i 18,7 dell’anno precedente (+15,6%) e oggi vale circa il 50 per cento del fatturato dell’intero gruppo. Bene anche l’Ambiente, passato da 13 a 19,7 milioni (+51%), e forte della crescita continua della società Ecoplant, piattaforma che si sta attrezzando per diventare sempre di più un centro d’innovazione ed eccellenza per il recupero dei rifiuti. Mentre l’Immobiliare è sostanzialmente stabile a 3,1 milioni di euro.

In questo quadro non sono poi mancati importanti investimenti: 6,6 milioni di euro di cui 2,2 per la sola Grandi Riso. La controllata di Codigoro (Ferrara), guidata da Alessandro Grandi, ha ampliato la propria capacità di stoccaggio e acquisito una selezionatrice ottica, per efficientare i processi di lavorazione e migliorare ulteriormente la qualità del prodotto.

“Anche nei mesi difficili del lockdown e in quelli seguenti – sottolinea con orgoglio Daniela Grandi – abbiamo lavorato duramente, garantendo pagamenti puntuali ai fornitori e ai dipendenti/collaboratori (circa 130, di cui due terzi nell’agroalimentare, tutti in Italia), che non hanno fatto un’ora di cassa integrazione. Il 2019 è stato molto positivo e mi aspetto un 2020 ancora migliore, soprattutto grazie a Grandi Riso che quest’anno sta iniziando a mettere a frutto gli investimenti fatti e gli importanti accordi stipulati con fornitori e clienti. A fine anno – continua – faremo nuovamente i conti e definiremo il nuovo piano industriale del gruppo, con la voglia e l’ambizione di fare scelte importanti per restare al passo con i tempi”.

Nel frattempo i dati del 2020 sono già incoraggianti: i fatturati del gruppo, a giugno, avevano raggiunto quota 26,1 milioni di euro, con ulteriori crescite significative – rispetto al semestre dell’anno precedente – sia per il Riso (12,6 milioni) sia per il settore ambiente (12 milioni) e un Ebitda “parziale” di 6,4 milioni (24,8%).

Feralpi archivia un 2019 positivo: ricavi a 1,3 miliardi, investimenti per 54,5 milioni

in Aziende/Bilanci/Economia/Feralpi by
Ancora un anno positivo per Feralpi. Il gruppo siderurgico, tra i leader in Europa nella produzione di acciai per edilizia e acciai speciali, ha chiuso l’esercizio 2019 in utile con fatturato, margini e produzioni in tenuta rispetto ad un buon 2018 e conferma la forte propensione agli investimenti con 54,5 milioni di euro per dare continuità al proprio piano industriale di sviluppo. Essi sono finalizzati non solo a raggiungere la massima efficienza, ma anche a contribuire alla decarbonizzazione dell’attività produttiva, riducendo consumi ed emissioni anche grazie allo sviluppo di nuovi modelli di economia circolare per favorire la valorizzazione delle risorse e l’adozione di tecnologie volte all’efficienza energetica.
Proprio in tema di circolarità, di particolare rilevanza è il progetto sperimentale di recupero in forno di prodotti derivanti dal riutilizzo di materiali plastici/polimerici come agenti di riduzione sostitutivi del carbone per ridurre l’utilizzo di un materiale naturale a fronte della valorizzazione di materiali da recupero.

«I risultati positivi raggiunti nel 2019 – commenta Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi – rafforzano il nostro Gruppo anche in un contesto in cui il mercato, soprattutto nella seconda parte dell’anno, ha rallentato il passo. Ciò che invece non ha frenato è stata la nostra propensione agli investimenti che si sono mantenuti robusti per restare competitivi intercettando ciò che l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e il Green New Deal europeo chiedono anche alle imprese manifatturiere. Ovvero, adottare dei modelli di sviluppo sostenibili e circolari, capaci da un lato di contribuire alla decarbonizzazione e, dall’altro, di favorire l’inclusione sociale e la creazione di valore per il territorio e la comunità in cui si opera. Questi sono anche i pilastri della nostra strategia di sviluppo che guidano gli investimenti e i progetti di ricerca».

 
Per la prima volta Feralpi presenta, assieme al bilancio consolidato 2019 di Gruppo, la Dichiarazione Volontaria Consolidata di carattere Non Finanziario (DNF). Nel 2019 il Gruppo Feralpi ha generato un valore aggiunto globale lordo pari a 219,4 milioni, mentre il valore netto per gli stakeholder ammonta a 166 milioni. La sua ripartizione vede una maggior concentrazione nella remunerazione del personale (48%), segue il rafforzamento del capitale (21%) con le imposte versate alla Pubblica Amministrazione (21%). Ai finanziatori sono stati destinati 10,3 milioni. Le elargizioni liberali alla comunità sono state pari a 6,5 milioni di euro.
RICAVI a 1,3 Mld € (-1,3% a/a)
– INVESTIMENTI a 54,5 Mln € in linea con gli obiettivi del Gruppo
– PRODUZIONE DI ACCIAIO a 2,49 Mln di tonnellate (-0,3% a/a)
– EBITDA a 125,1 Mln € (EBITDA margin 9,6%), sostanzialmente in linea con i valori del 2018
– UTILE a 40,8 Mln €
– POSIZIONE FINANZIARIA NETTA (debito netto) a 134,9 Mln € in miglioramento rispetto al valore del 31 dicembre 2018 quando era pari a 175,6 Mln €

A2A: nel 2019 volano investimenti, ricavi e utile netto

in A2A/Aziende/Economia/Partecipate e controllate by

Si è riunito ieri il Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A. che, sotto la presidenza di Giovanni Valotti, ha approvato i progetti del Bilancio separato e della Relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2019, ne diamo conto riportando la sintesi pubblicata da Brescia news.

Nel 2019 i Ricavi del Gruppo A2A sono risultati pari a 7.324 milioni di euro, in aumento del 12,8% rispetto all’anno precedente. L’aumento dei ricavi è prevalentemente riconducibile alle maggiori vendite sul mercato libero, in particolare grandi clienti, ai ricavi da vendita gas grazie ai maggiori volumi venduti sul mercato libero e intermediati sul mercato all’ingrosso, parzialmente compensati dai minori ricavi relativi ai mercati ambientali.
I ricavi del gruppo ACSM-AGAM, consolidato a partire da luglio 2018, risultano pari a 420 milioni di euro (187 milioni di euro al 31 dicembre 2018 riferiti al solo secondo semestre post perfezionamento aggregazione).

Il Margine operativo lordo si è attestato a 1.234 milioni di euro (1.231 milioni di euro al 31 dicembre 2018). Il contributo del gruppo ACSM-AGAM, consolidato a partire dal primo luglio 2018, è stato pari a 69 milioni di euro (41 milioni di euro nel 2018, incluso il risultato dell’ex-gruppo Aspem consolidato nel primo semestre del 2018). Al netto delle partite non ricorrenti (39 milioni di euro nel 2018; 42 milioni di euro nel 2019), il Margine operativo lordo risulta allineato al 2018.

Il Risultato Operativo Netto risulta pari a 687 milioni di euro, in aumento di 99 milioni di euro rispetto al 2018 (588 milioni di euro nel 2018). La variazione è riconducibile:
· alle minori svalutazioni nette dell’anno in corso rispetto a quelle dell’anno precedente (9 milioni di euro di svalutazioni nette nel 2019; 160 milioni di euro nel 2018);
· all’ incremento degli ammortamenti relativi al gruppo ACSM-AGAM, all’applicazione del principio IFRS 16, agli asset acquisiti, nonché ai maggiori investimenti dell’anno (-39 milioni di euro);
· ai maggiori accantonamenti netti dell’anno a Fondo Rischi derivanti principalmente dal minor rilascio, nel corso del 2019, di fondi rischi e crediti eccedenti rispetto ai rilasci dell’anno precedente (-16 milioni di euro).

Le svalutazioni nette effettuate nell’esercizio 2019 sono riferite:

· al ripristino di valore, per +127 milioni di euro, dei gruppi da 400 MW di Mincio, Chivasso e Sermide. Tali gruppi erano stati totalmente svalutati negli anni precedenti a seguito di messa in conservazione; nell’anno in corso sono stati oggetto di ripristino di valore in considerazione del loro regolare funzionamento, delle mutate (crescenti) prospettive di utilizzo connesso anche al previsto phase out dal carbone, di scenario e di remunerazione fornita dal meccanismo del capacity market, già assegnato per gli anni 2022, 2023 e previsto per gli esercizi successivi;
· alla svalutazione della centrale di Monfalcone per un valore di -3 milioni di euro (-116 milioni di euro nel 2018);
· alla svalutazione della discarica di Grottaglie per -48 milioni di euro in considerazione delle previste ridotte capacità reddituali future, a seguito del rigetto del ricorso da parte del Consiglio di Stato verso la sentenza del T.A.R. di Lecce n. 143/2019 e la conseguente conferma  dell’annullamento del DD45/18 che aveva permesso una modifica sostanziale dell’AIA relativa alla discarica con successiva ripresa dell’attività di smaltimento;
· alla svalutazione dell’avviamento della rete elettricità per -85 milioni di euro (-44 milioni di euro nel 2018).

L’Utile Netto di pertinenza del Gruppo nel 2019 è risultato pari a 389 milioni di euro (344 milioni di euro nel 2018) in incremento di 45 milioni di euro (+13,1%). Nel 2018 l’Utile Netto di pertinenza del Gruppo, era stato influenzato, oltre che dalle svalutazioni derivanti dal processo di impairment test (-128 milioni di euro al netto degli effetti fiscali relativi), dagli impatti della rinegoziazione dell’accordo per l’esercizio della PUT Option sulla quota del capitale sociale detenuta da A2A S.p.A. nella società montenegrina EPCG per 21 milioni di euro, dalla plusvalenza pari a 6 milioni di euro conseguente alla cessione della partecipazione nella miniera di carbone Rudnik Uglija ad Pljevjia e dall’iscrizione di un badwill per circa 8 milioni di euro a fronte dell’acquisizione degli impianti operanti in Italia nel settore fotovoltaico di proprietà di Talesun. Nel 2019 l’Utile Netto di pertinenza del Gruppo ha risentito degli effetti delle svalutazioni/ripristini di valore da impairment test al netto degli effetti fiscali (-6 milioni di euro) e della quota della svalutazione di Grottaglie di pertinenza di terzi (+17 milioni di euro). Escludendo i sopramenzionati effetti, l’Utile Netto “Ordinario” di pertinenza del Gruppo nel 2019 risulta pari a 378 milioni di euro (438 milioni di euro nel 2018).

Utile Netto in crescita del 13% rispetto al 2018, (389 milioni di euro nel 2019; 344 milioni di euro nel 2018), migliore risultato dalla nascita di A2A

Ricavi a quota 7,3 miliardi di euro, +13% rispetto all’anno precedente

Margine Operativo Lordo a 1.234 milioni di euro (1.231 milioni di euro nel 2018), con totale recupero del minor contributo dei certificati verdi e di altri incentivi pari a circa 100 milioni di euro

Forte crescita degli Investimenti: 627 milioni di euro, +25% rispetto all’anno precedente

PFN a 3.154 milioni di euro (3.022 al 31 dicembre 2018)

Rapporto PFN/Ebitda a 2,56 x

Proposto all’assemblea degli azionisti un dividendo di 0,0775 euro per azione in crescita del 10,7% rispetto all’esercizio precedente

 

 

Atena Restaurant: il 22 gennaio un evento stellato

in Alimentare/Aziende/Economia by

Evento stellato, mercoledì 22 gennaio, per il nuovo Atena Restaurant di Brescia. Il ristorante, lo ricordiamo, è stato inaugurato lo scorso novembre e si basa su un concept decisamente innovativo per la leonessa, poiché “condivide” gli spazi con gli uffici della società di formazione Atena Spa, fondata da Paolo Naoni.

Il 22, dalle 20.30, il “resident chef” Feto Alisani incontrerà lo chef Daniel Facen, cuoco stellato da un decennio che ha fatto del suo ultimo ristorante (L’Anteprima di Chiuduno) un laboratorio di sperimentazione culinaria pluripremiato. Facen e Alisani cucineranno per i prenotati una cena di otto portate “che rivoluzioneranno la tradizione”.

L’evento è su prenotazione. E avrà un seguito nella cena del 29 gennaio, in cui Alisani si “esibirà” con chef Tomoko in “Oriente vs Occidente”, evento culinario in cui i due cuochi rivisiteranno nel loro originalissimo stile la cucina asiatica.

 

ATENA RESTAURANT, INFO:

 

Atena Restaurant si trova in via Codignole 52, in una zona di facile accesso, raggiungibile dalla tangenziale e da Brescia2, con oltre un centinaio di posti auto riservati. Il sito web della nuova è visitabile all’indirizzo www.atenarestaurant.it. Prenotazioni e contatti si possono effettuare via telefono allo 030 2400353 oppure via mail a restaurant@atenateam.it.

1 2 3 10
Go to Top
Vai alla barra degli strumenti