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Banca Valsabbina, ok alla semestrale: utile lordo a 39,8 milioni

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Il Consiglio di Amministrazione di Banca Valsabbina, nel corso della seduta del 5 Agosto, ha approvato la Situazione Patrimoniale ed Economica al 30 Giugno 2026, cheevidenzia gli impatti degli importanti investimenti effettuati a servizio della crescita dimensionale e dell’ampliamento della rete commerciale.

La situazione semestrale tiene infatti conto dell’aggiornamento – effettuato a fine 2025 – della pianificazione strategica pluriennale della Banca, basata su crescita organica e sul rinnovamento della configurazione territoriale, volta ad incrementare il perimetro operativo ed a garantire aumento sostenibile e costante dei ricavi futuri. In tale contesto è stato formalizzato il nuovo Piano di Ampliamento della Rete Territoriale 2026-2027 che prevede assunzioni di personale qualificato ed importanti investimenti finalizzati a disporre entro il 2027 di una rete di 84 filiali, permettendo di presidiare al meglio ulteriori aree geografiche, anche oggetto di recente insediamento, e di incrementare i volumi in gestione.

L’andamento delle masse amministrate (al 30 Giugno 2026 € 15,16 miliardi, + 1,5 miliardi in 12 mesi) e le principali numeriche strutturali della Banca (1.049 dipendenti, + 115 in 12 mesi; 117,5 mila conti correnti, + 6.500 in un anno), comprovano l’efficacia dell’aggiornata strategia pluriennale e consentono di prevedere il raggiungimento dei target attesi in anticipo rispetto a quanto stimato.

La Situazione Patrimoniale ed Economica semestrale evidenzia un Utile ante imposte di € 39,8 milioni ed un Utile netto di € 25 milioni (ex € 33 milioni al 30 Giugno 2025, ex € 22,8 milioni nel secondo semestre 2025), con il “ROE” (“Return on equity”, indicatore sintetico di redditività) che si attestaall’11%. Il risultato netto sconta il maggiore prelievo fiscale (+ € 3,9 milioni, +36% su base annua), le ulteriori rettifiche prudenziali (€ 13,8 milioni, + € 3,7 milioni), nonché l’attuazione degli investimenti in capitale umano ed infrastrutture funzionali all’esecuzione del nuovo Piano di espansione territoriale della Banca, che prevede una crescita netta di 9 filiali entro il 2027, di cui 5 nel 2026.

“Operiamo in un contesto che rimane instabile e volatile, con prospettive di crescita economica contenute. Contestualmente in Italia prosegue il processo di “desertificazione degli sportelli”, con impatti sulle persone e sull’economia reale, in uno scenario finanziario influenzato dal “risiko bancario”. Consapevoli della nostra tradizione di intermediario autonomo e di prossimità, nonché della centralità delle persone e della relazione con il territorio, abbiamo – in questo contesto – aggiornato la strategia, ridefinendo progettualità, investimenti, servizi e linee di sviluppo territoriale, delineando il piano di efficientamento ed espansione della Rete commerciale 2026-2027”, ha premesso Renato Barbieri, Presidente di Banca Valsabbina.

“Tale strategia sta già orientando la recente operatività della Banca, impegnata nelle attività propedeutiche ed attuative del piano, ed ha caratterizzato le risultanze del primo semestre 2026, con importanti investimenti in personale ed in strutture, nell’ambito di un perimetro operativo in forte accelerazione, sia con riferimento alla raccolta che agli impieghi.

L’andamento aggiornato delle masse amministrate e le principali numeriche permettono di prefigurare performance migliorative rispetto alle attese. Nell’ambito di indicatori di rischio solidi, il semestre evidenzia una crescita del margine di intermediazione, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente nel corso degli anni la redditività caratteristica della Banca – sostenuta dagli investimenti che stanno già andando a regime – nonché di distribuire adeguato e continuo valore ai soci”, ha aggiunto Barbieri.

Aggregati ed indici patrimoniali della Banca al 30 Giugno 2026

Dati in € migliaiagiu-26giu-25Variaz. %
AttivoTotale attivo9.173.3298.569.2057,0%
RaccoltaRaccolta diretta6.306.5456.003.4405,0%
Raccolta indiretta4.430.8233.722.46019,0%
   di cui gestita2.773.7092.364.22517,3%
Raccolta complessiva10.737.3689.725.90010,4%
ImpieghiImpieghi alla clientela4.424.3553.921.81612,8%
  di cui in bonis4.346.4603.843.65013,1%
  di cui deteriorati77.89578.166-0,3%
Masse in gestioneMasse amministrate (Raccolta + Impieghi)15.161.72313.647.71611,1%
giu-26giu-25Variaz. %
Qualità del CreditoNPL Ratio netto
(Crediti deteriorati netti/impieghi netti)
1,8%2,0% 
  di cui sofferenze nette/impieghi netti0,6%0,8% 
NPL Ratio lordo
(Crediti deteriorati lordi/impieghi lordi)
3,5%3,7% 
Copertura Crediti Deteriorati50%48% 
Texas Ratio15,6%16,0% 
  giu-26giu-25Variaz. %
LiquiditàLCR (liquidità breve termine – Limite Reg. 100%)219%368% 
NSFR (liquidità medio/lungo termine – Limite Reg. 100%)131%145% 
Patrimonio/ SoliditàFondi Propri Fully Loaded573.336550.0704,2%
Cet 1 Ratio Fully Loaded14,67%15,07% 
Total Capital Ratio Fully Loaded17,54%17,90% 
Leva Finanziaria(Limite Reg. 3%)4,9%5,1% 
Patrimonio netto511.769498.7742,6%
UtileUtile netto25.03933.020-24,2%
giu-26giu-25Variaz. %
Alcuni
Numeri
N. Soci e Azionisti44,1 mila44 mila0,5%
N. Conti Correnti117,5 mila111 mila5,8%
N. Dipendenti1.04993412,3%
N. Clienti133 mila126 mila5,1%
N. Filiali75*73 
N. Regioni65 

*77 includendo le aperture di Morbegno (Luglio) e Livigno (Agosto).

La Raccolta Diretta si è attestata ad € 6.307 milioni, in crescita del 5,0% rispetto a Giugno 2025, per effetto dell’aumento delle masse sui conti correnti (+8,8% per oltre € 314 milioni), oltre che di prestiti obbligazionari (+ 22%, + € 52 milioni). La tendenza positiva della raccolta assicura il mantenimento di indici di liquidità su livelli più che adeguati rispetto ai vincoli regolamentari.

La Raccolta Indiretta è cresciuta di € 708 milioni attestandosi ad € 4.431 milioni, in aumento del 19% su base annuale, grazie soprattutto al collocamento di prodotti di risparmio “gestito” (fondi comuni e polizze) che ammontano ad € 2.774 milioni (+ € 409 milioni, + 17%). La Raccolta Complessiva, per effetto delle crescite rappresentate, è pari ad € 10.737 milioni, con una variazione positiva in 12 mesi di € 1.011 milioni (+10,4%).

Gli Impieghi a clientela sono pari ad € 4.424 milioni, in crescita del 12,8% rispetto ai 12 mesi precedenti, per effetto della positiva dinamica delle nuove erogazioni (+15%). Nel corso del primo semestre 2026 la Banca ha sostenuto l’economia reale attraverso più di 3.000 finanziamenti per complessivi € 581 milioni (che si aggiungono ad € 1.051 milioni erogati nell’intero 2025), di cui oltre € 120 milioni assistiti dal Fondo Centrale di Garanzia. Anche i mutui ipotecari a privati sono in forte crescita, con erogazioni pari a c.a. € 246 milioni (+ 103%), di cui c.a. € 65 milioni “green”. In aggiunta, per il tramite della controllata Prestiamoci, sono stati erogati prestiti personali ed a ditte individuali per € 27 milioni. 

Le Masse amministrate complessive – somma di raccolta diretta, indiretta ed impieghi amministrati – continuano a crescere attestandosi ad € 15.162 milioni, + € 1.514 milioni (+11%). Il “perimetro operativo” raggiunge quindi il massimo storico, anche grazie alla fiducia accordata dalla nuova clientela.

Lo stock di Crediti deteriorati lordi (oNPL) si attesta ad € 156 milioni con un “NPL Ratio Lordo” in riduzione dal 3,74% al 3,45%, per l’effetto di incremento di impieghi e stabilità dei “non performing”. La copertura media dei NPL è pari al 50,2%, che cresce però al 71,2% al netto delle garanzie pubbliche che assistono il portafoglio, con un totale di deteriorati netti stabile ad € 78 milioni. L’indicatore “NPL Ratio Netto” migliora all’1,76% (ex 1,99%), nell’ambito di una politica creditizia prudente.

Il Patrimonio Netto al 30 Giugno 2026 cresce e si attesta ad € 512 milioni (+2,6%), comprendendo l’utile netto del semestre per € 25 milioni. I Fondi Propri fully loaded ammontano ad € 573 milioni (€ 551 milioni al 30 Giugno 2025) con un Cet 1 Ratio del 14,7% ed un Total Capital Ratio del 17,5%, confermando l’ampia solidità dell’Istituto.

Il numero di coloro che detengono azioni della Banca – Soci ed Azionisti – al 30 Giugno 2026 è pari a 44,1 mila (42,1 mila i “Soci”). Il numero dei conti correnti, anche a seguito dell’aggiornata configurazione della rete territoriale, cresce di 6.500 rapporti in 12 mesi (di cui 4.900 solo nel 2026) superando le 117,5 mila unità (+ 5,8%).

A fine Giugno 2026 la Rete territoriale della Banca è costituita da 75 filiali. Includendo le aperture di Morbegno (Luglio 2026) e di Livigno (Agosto 2026) in Valtellina, la rete conta pertanto su 77 filiali, attive in 6 regioni, con una crescita netta in 12 mesi di 4 filiali (si ricordano l’apertura di Darfo e di Milano Porta Romana nell’ottobre 2025). Il numero di dipendenti al 30 Giugno 2026 è pari a 1.049 a fronte di 934 del 30 Giugno 2025 (+115), in crescita del 12%. Nel corso dei soli 6 mesi del 2026 sono state effettuate 88 assunzioni.

Risultati economici della Banca al 30 Giugno 2026

Dati in € migliaiagiu-26giu-25Variaz. %
Conto EconomicoMargine d’interesse90.14282.9018,7%
Commissioni nette31.51931.4220,3%
Margine di intermediazione135.364127.1226,5%
Rettifiche nette di valore per rischio di credito su A.F.-13.836-10.10536,9%
Risultato netto della gestione finanziaria121.521116.9943,9%
Costi operativi-81.440-73.14011,3%
Utile ante imposte39.83443.889-9,2%
Imposte dell’esercizio-14.795-10.87036,1%
Utile netto25.03933.020-24,2%

Il Margine d’interesse si è attestato ad € 90,1 milioni, in crescita dell’8,7%. Il decremento dei proventi registrati sui crediti di imposta (business che sta giungendo a naturale conclusione) è stato più che compensato dal positivo rendimento del portafoglio titoli, oltre che da una minore onerosità della raccolta da clientela.

Le Commissioni nette sono stabili ad € 31,5 milioni e comunque superiori a quanto consuntivato nel secondo semestre 2025. L’ampliamento della rete sta supportando l’accelerazione dei ricavi iscritti nelle commissioni attive, in particolare di quelle relative al risparmio gestito ed assicurativo.

Il Margine di intermediazione,che comprende anche l’andamento della componente finanziaria, è risultato pari ad € 135,4 milioni (+6,5%), tenuto conto dell’effetto congiunto della positiva performance del portafoglio titoli e dei dividendi, che hanno più che compensato i minori proventi valutativi riferiti ai crediti di imposta.

Le Rettifiche di valore su attività finanziarie, al netto delle riprese, ammontano ad € 13,8 milioni (ex € 10,1 milioni) considerando maggiori e prudenti accantonamenti sul portafoglio creditizio. Il Risultato netto della gestione finanziaria raggiunge € 121,5 milioni (+ 3,9%), con un incremento di € 4,5 milioni. I Costi operativi ammontano ad € 81,4 milioni (+11%), principalmente per l’incremento delle spese del personale, dovuto all’espansione territoriale in corso, nonché per gli investimenti in infrastrutture e tecnologici funzionali a migliorare i presidi di sicurezza.

L’Utile ante imposte ammonta ad € 39,8 milioni, mentre l’Utile Netto si attesta ad € 25 milioni, scontando imposte per € 14,8 milioni (ex € 10,9 milioni), il cui incremento del 36% (+ € 3,9 milioni) consegue anche all’applicazione delle vigenti norme ed aliquote.

Evoluzione della strategia del Gruppo, informazioni qualitative e quantitative

Le recenti iniziative strategiche e l’adozione del nuovo Piano di Ampliamento della Rete Territoriale hanno l’obiettivo di portare la rete a nr. 84 filiali entro il 2027, permettendo di presidiare aree geografiche quali la Valcamonica, la Valtellina ed il territorio romano, rafforzando al contempo la presenza in Piemonte e nel Nord Italia. In particolare, il Piano per l’anno 2026 prevede l’apertura, oltre alle filiali di Morbegno e di Livigno, delle dipendenze di Bormio, sempre in Valtellina, e di Breno, in Valcamonica. È inoltre prevista un’altra apertura a Roma, anche questa entro il corrente esercizio. Nel 2027 sono programmate poi le inaugurazioni di due ulteriori filiali in Valtellina (Tirano e Chiavenna) e di altre due nel Nord Italia.

L’iniziativa di espansione e di “esportazione” del modello di business della Banca in nuove aree geografiche è funzionale alla crescita delle masse di raccolta e di impiego ed alla stabilizzazione dei ricavi “tradizionali” e ricorrenti. Tale evoluzione si affianca ad un continuo aggiornamento dei servizi e dei prodotti offerti a famiglie ed imprese, tramite una “piattaforma” di soluzioni (Leasing, Agricoltura, Factoring, Corporate & Investment Banking, Estero, Private Banking, …) sempre più trasversale ed integrata, anche a livello di Gruppo.

Il Gruppo Banca Valsabbina, che include le controllate “Prestiamoci” ed “Integrae SIM”, conta circa 1.100 risorse (+114 in 12 mesi). A seguito dell’applicazione dei principi contabili di consolidamento, il totale dell’Attivo del Gruppo è pari ad € 9.190 milioni, con un Patrimonio Netto di Gruppo di € 513,4 milioni (Cet 1 Ratio 14,3% e Total Capital Ratio 17,1%), un Utile Lordo di € 39,2 milioni ed un Utile netto di Gruppo di € 24,6 milioni.

I dati e le recenti evidenze rappresentano un Gruppo che investe e prosegue con convinzione in controtendenza, assumendo personale qualificato ed aprendo filiali, nell’ambito di un percorso di crescita ed espansione. L’andamento delle masse amministrate, delle erogazioni e dei conti correnti comprova l’efficacia dell’aggiornata strategia pluriennale”, ha quindi concluso Barbieri.

Brescia, nuova crescita della produzione nel 1° trimestre 2026 (+3,5%), ma il conflitto in Medio Oriente condiziona le prospettive

in Economia/Meccanica/Tendenze/Zone by

Nei primi tre mesi del 2026, l’attività produttiva nel settore manifatturiero bresciano ha registrato un nuovo incremento rispetto al medesimo periodo del 2025 (+3,5%), sebbene relativamente meno intenso di quanto rilevato nel periodo precedente (+3,8%). Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente a fine febbraio (a cui è qui dedicato uno specifico approfondimento) sembra non avere per ora influito sulla dinamica produttiva sperimentata tra gennaio e marzo, se si esclude l’impennata subita dai prezzi degli input energetici e di alcune materie prime industriali tipicamente utilizzate dalle imprese del territorio.A evidenziarlo è l’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Brescia sui dati relativi al periodo gennaio-marzo 2026.

Con riferimento al solo 1° trimestre del 2026, la produzione mostra una variazione grezza positiva (+1,3%) rispetto al periodo precedente (congiunturale), mentre il tasso acquisito, ovvero la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2026, è pari a +2,3%.

“Il dato positivo della produzione industriale nel 1° trimestre 2026 non va di pari passo, purtroppo, con quella che in questo momento è la reale situazione vissuta dal nostro sistema produttivo – le parole di Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia –. Le preoccupazioni delle aziende bresciane riguardano oggi, più che l’impatto immediato del rincaro degli input energetici, la durata della crisi che, se prolungata, rischierebbe, tra l’altro, di rendere ancora più costosi i trasporti internazionali, sempre più difficili gli scambi con i Paesi coinvolti nella guerra, oltre alle inevitabili ricadute sulla fiducia degli operatori economici e sulla bolletta energetica di imprese e famiglie, già notevolmente cresciuta in questi anni. A tali fattori si aggiungono poi le conseguenze provocate dalla politica protezionistica avviata dagli Stati Uniti, che ha determinato importanti correzioni nei flussi commerciali tra le varie economie.”

Nel dettaglio:

§  Tra gennaio e marzo di quest’anno il 42% degli operatori intervistati ha dichiarato una crescita dell’attività rispetto al periodo precedente, a fronte del 31% che si è espresso per il mantenimento dei volumi prodotti e del 27% che invece ha segnalato una flessione degli stessi.

§  La disaggregazione della variazione congiunturale della produzione per classe dimensionale mostra incrementi per le medie (+4,7%) e grandi aziende (+2,6%), a fronte di contrazioni per le micro (-1,2%) e piccole (-0,8%).

§  Con riferimento alla dinamica congiunturale per settore, l’attività produttiva ha evidenziato situazioni piuttosto diversificate: chimico, gomma e plastica (+7,9%), metallurgia (+4,8%) e alimentare (+4,1%) emergono come i comparti più dinamici, mentre meccanica (-0,1%), sistema moda (-0,5%) e legno e minerali non metalliferi (-1,6%) si connotano per variazioni negative.

§  Il fatturato delle imprese ha mostrato una sostanziale stagnazione: le vendite sul mercato italianosono aumentate per il 34% delle imprese, rimaste invariate per il 37% e diminuite per il 29%. Quelle verso i Paesi comunitari sono cresciute per il 31% degli operatori, calate per il 28% e rimaste stabili per il 41%; quelle verso i Paesi extra UE sono aumentate per il 27%, diminuite per il 28% e rimaste invariate per il 45% del campione.

§  Il generalizzato deterioramento delle prospettive di crescita a livello globale ha determinato un nuovo indebolimento della domanda proveniente dai mercati domestici e internazionali che, anche nei primi tre mesi del 2026, è stata indicata come il principale fattore di freno alla produzione. Ciò ha riguardato il 43% delle realtà intervistate, una quota in aumento nei confronti del 36% rilevato nell’ultimo trimestre del 2025. Il secondo elemento maggiormente segnalato dalle aziende riguarda la componente riferita alle tensioni geopolitiche (10%).

§  L’utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni (Ordinaria e Straordinaria) ha complessivamente interessato il 9% delle imprese industriali del territorio, mentre la quota di CIG in rapporto al monte ore lavorabili si è attestata all’1,8%. Tali numeri (non dissimili da quanto riscontrato nel quarto trimestre del 2025) indicano la sostanziale assenza, almeno per il momento, di particolari tensioni per quanto riguarda il ricorso agli ammortizzatori sociali.

§  Relativamente ai prossimi mesi, e alla luce del peggioramento dello scenario internazionale, il saldo netto fra operatori ottimisti e pessimisti è pari a +6% (ammontava +24% alla fine del 2025), a fronte della maggioranza assoluta degli intervistati (64%) che propende per la sostanziale stabilità dei volumi di produzione.

§  In tale contesto, i settori maggiormente orientati alla crescita sarebbero alimentare e (in misura minore) metallurgia e sistema moda. Per contro, non sono attesi movimenti significativi fra le realtà del chimico, gomma e plastica, legno e minerali non metalliferi, meccanica.

§  Con riferimento agli ordini, quelli provenienti dal mercato domestico sono in crescita per il 19% delle aziende, stabili dal 63% e in calo dal 18%. Quelli formulati dagli operatori comunitari, sono dichiarati in aumento dal 19% delle imprese, invariati per il 66% e in flessione dal 15%. Quelli in arrivo dai mercati extra UE sono in crescita per il 17%, stabili per il 67% e in contrazione per il 16%.

§  I giorni di produzione assicurata rilevati nel trimestre ammontano mediamente a 77, riflettendo una significativa dispersione fra i settori e le classi dimensionali analizzate e, al contempo, non evidenziando segnali di deterioramento nei confronti di quanto riscontrato nei precedenti trimestri.

FOCUS CRISI IN MEDIO ORIENTE

L’Indagine Congiunturale realizzata dal Centro Studi di Confindustria Brescia relativa al consuntivo per il primo trimestre 2026 è stata l’occasione per effettuare un breve sondaggio fra le imprese manifatturiere Associate relativo alle prime valutazioni degli impatti subiti dall’industria bresciana a seguito dello scoppio del conflitto in Medio Oriente. L’ampio campione di aziende coinvolte offre una prima fotografia di come il Made in Brescia stia reagendo a un fenomeno di tale portata. Si tratta naturalmente di un quadro in continua evoluzione che, vista l’imprevedibilità delle decisioni degli attori coinvolti, potrebbe cambiare rapidamente nelle prossime settimane. Tuttavia, la rilevazione rappresenta uno strumento utile, seppur ancora preliminare, per misurare il punto di vista della manifattura locale.

Il primo dato che emerge è che oltre la metà delle imprese intervistate (55%) ritiene che la crisi in Medio Oriente abbia già avuto, o avrà, ripercussioni sulla propria attività. Solo una quota molto ridotta (4%) dichiara invece che gli effetti saranno nulli. L’incertezza del contesto continua, tuttavia, a pesare in maniera significativa: il 41% delle realtà coinvolte ammette, infatti, che ogni valutazione sia ancora prematura. Tra le aziende che prevedono conseguenze, oltre il 61% ritiene che l’impatto del conflitto sarà duraturo; se così fosse, gli effetti più critici potrebbero ancora manifestarsi nei prossimi mesi. Parallelamente emerge un sostanziale equilibrio tra chi ipotizza conseguenze molto gravi (53%) e chi, invece, stima effetti relativamente più contenuti (47%). Nel complesso, quasi un terzo delle imprese (32%) prospetta però lo scenario peggiore, immaginando un impatto rilevante e, allo stesso tempo, anche persistente.

L’indagine ha poi approfondito i fattori su cui la guerra ha avuto (o potrebbe) avere i maggiori effetti. A riguardo, le aziende indicano, in particolare, l’aumento dei costi delle materie prime industriali (64% dei rispondenti) e l’incremento dei costi energetici (62%). Più distanziato, ma comunque considerato molto rilevante, si posiziona l’aumento dei costi di trasporto (41%). Si tratta, in sostanza, di tre fattori che rischiano di comprimere la marginalità delle imprese e, di conseguenza, la loro competitività. Inoltre, è verosimile che in alcuni casi tali incrementi potrebbero essere trasferiti sui prezzi di vendita, andando così ad alimentare ulteriormente le dinamiche inflattive. Appaiono invece meno preoccupanti, almeno in questa fase, i rischi legati a ritardi o difficoltà nelle forniture (13%) e alla riduzione della domanda proveniente dalle aree coinvolte nella crisi (12%).

L’ultimo aspetto considerato riguarda le azioni che le imprese manifatturiere bresciane hanno già adottato (o che stanno valutando di adottare) per fronteggiare i rischi e per garantire la continuità operativa. Le aziende che hanno già implementato interventi concreti sono sostanzialmente la metà (49%), un valore comprensibile, se si considera quanto recente sia lo scoppio del conflitto in Medio Oriente e quanto sia onerosa e complessa la definizione di strategie aziendali efficaci per affrontare uno scenario così critico. Sale invece all’86% la quota di aziende che dichiara di stare valutando l’introduzione di almeno una misura di risposta. Considerando complessivamente, sia le imprese che hanno già adottato interventi, sia quelle che ne stanno pianificando, quasi nove aziende su dieci (88%) risultano attive nel tentativo di mitigare gli effetti della crisi. Tra le azioni già implementate, le più diffuse sono la diversificazione dei fornitori e l’aumento delle scorte di magazzino, entrambe indicate dal 16% delle imprese. In prospettiva, invece, la misura che potrebbe essere maggiormente attuata sarebbe la revisione dei prezzi di vendita (il 12% si è già mosso in tale senso, mentre un altro 66% dichiara che tale contromisura è in fase di valutazione).

Infine, nonostante il quadro di forte incertezza, la quasi totalità delle imprese (86%) esclude l’ipotesi di riorganizzazione o riallocazione della produzione.

Pianificazione fiscale e patrimoniale, il 26 maggio incontro di Fenimprese a Darfo

in Economia/Eventi/Valcamonica/Zone by

FenImprese Brescia, guidata dalla presidente Francesca Cortinovis e dal vice Giovanni Bono, promuove un incontro dedicato alla pianificazione fiscale e patrimoniale delle aziende italiane. L’evento, dal titolo “Pianificazione fiscale e patrimoniale – Gli alleati strategici per le imprese italiane”, si terrà martedì 26 maggio 2026 dalle 18 alle 20 al Centro Congressi di Darfo Boario Terme, nella Sala Vip di via Romolo Galassi.

L’iniziativa sarà moderata dall’avvocato Reghenzani, direttore di FenImprese Brescia, insieme al commercialista Nicola Macario. Durante l’appuntamento verranno affrontati temi legati agli strumenti di tutela e sviluppo patrimoniale delle imprese, con approfondimenti sulle strategie fiscali e sugli scenari che interessano il tessuto imprenditoriale italiano.

Tra i relatori annunciati figurano la stessa Francesca Cortinovis, Gianluca Massini Rosati, presidente di Allcore Spa, e Marcello Teoldi, tax advisor di Soluzione Tasse.

L’obiettivo dell’incontro è offrire agli imprenditori un’occasione di aggiornamento e confronto su aspetti sempre più strategici per la gestione aziendale, in un contesto economico e normativo in continua evoluzione.

L’evento è organizzato in partnership con Allcore e Soluzione Tasse.

Csmt chiude il 2025 in positivo e rafforza il proprio ruolo per l’innovazione del territorio

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Un bilancio positivo, una struttura più focalizzata e un impatto sempre più concreto sul territorio. CSMT Innovation Hub chiude il 2025 con un valore della produzione pari a 2,89 milioni di euro, un Margine Operativo Lordo di 181 mila euro, in crescita del 49% rispetto all’anno precedente, e un utile d’esercizio di 6,7 mila euro. Il MOL, indicatore che misura la capacità della gestione operativa di sostenersi e generare risorse attraverso le attività principali, conferma il percorso di consolidamento dell’hub, che nel triennio ha contribuito ad attivare 78 milioni di euro di progetti e 39 milioni di euro di contributi a fondo perduto per le imprese coinvolte.

I risultati sono stati presentati in occasione dell’Assemblea Ordinaria dei Soci del 27 aprile 2026 e confermano il percorso di consolidamento avviato da CSMT, realtà nata all’interno del campus dell’Università degli Studi di Brescia per favorire il collegamento tra imprese, ricerca, competenze tecnologiche e istituzioni.

Il dato economico si inserisce in un quadro più ampio di attività: nel triennio 2023-2025 CSMT ha contribuito ad attivare progetti di innovazione industriale finanziati per circa 78 milioni di euro, con 39 milioni di euro di contributi a fondo perduto destinati alle imprese coinvolte. L’hub ha partecipato come partner tecnico a progetti europei, nazionali e regionali, rafforzando il proprio ruolo non solo nella costruzione delle candidature, ma anche nello sviluppo dei contenuti tecnici, nella costruzione del partenariato tecnico e nella gestione operativa delle iniziative. Tra i programmi più rilevanti figurano i progetti Collabora & Innova di Regione Lombardia: dei 14 progetti presentati, 5 sono stati ammessi a contributo nel 2025, con ulteriori 2 progetti approvati nei primi mesi del 2026. CSMT è quindi partner in 7 progetti complessivi, con contributi previsti distribuiti sui prossimi anni. Insieme ai 5 ottenuti dall’Università degli Studi di Brescia, il sistema dell’innovazione ottiene quindi il supporto per 12 progetti. A questi si aggiungono i progetti sviluppati con i Competence Center del MIMIT, tra cui MADE, di cui CSMT è socio fondatore.

Accanto ai risultati economici e progettuali, il 2025 ha segnato anche una riorganizzazione interna. La struttura è stata articolata in tre aree operative principali: Digitale e Ottimizzazione, Sostenibilità e Materiali, Progetti Finanziati. Una scelta pensata per rendere più chiaro il posizionamento dell’hub e più efficace il lavoro con imprese, università, centri di ricerca e partner tecnici.

Sul territorio, l’attività di CSMT si traduce in numeri concreti: 57 hubber, 26 aziende resident, 17 startup e spin-off supportati, 31 eventi organizzati nell’anno con oltre 1.500 partecipanti e una rete di oltre 2.000 connessioni attivate tra clienti e fornitori. Un ecosistema che mette in relazione imprese, laboratori, università, associazioni di categoria, istituzioni e competenze specialistiche.

Nel 2025 sono stati sviluppati progetti in ambiti molto diversi ma accomunati da una forte ricaduta applicativa: dalla piattaforma basata su intelligenza artificiale per la gestione e la tracciabilità degli emocomponenti, ai nuovi materiali termoplastici green da biomassa e materiali riciclati; da un sistema edilizio modulare e sostenibile, fino ai progetti su indumenti tecnici intelligenti, digital twin per infrastrutture, efficienza energetica nel settore agroalimentare e tecnologie AI per il controllo qualità e la biosicurezza.ì

«Il 2025 ha rappresentato per CSMT un anno di rinnovamento significativo, in un contesto in cui l’innovazione è più che mai una leva competitiva centrale per le imprese», sottolinea Daniele Peli, Presidente di CSMT. «La chiusura positiva del bilancio conferma la direzione intrapresa: rafforzare il ruolo di CSMT come soggetto capace di accompagnare il territorio nei percorsi di ricerca applicata, trasferimento tecnologico e collaborazione tra imprese e accademia».

«Il bilancio racconta un anno di consolidamento e cambiamento», aggiunge Gabriele Zanetti, Direttore Generale di CSMT. «CSMT non opera per sé, ma come catalizzatore di relazioni e innovazione al servizio del territorio. I numeri economici sono solidi, ma l’impatto più significativo è nella rete costruita: imprese supportate, progetti attivati, startup accompagnate, eventi realizzati e connessioni generate tra aziende, ricerca e istituzioni».

Con la chiusura positiva del 2025, CSMT opera oggi e guarda al futuro con una struttura più focalizzata, una governance rinnovata e un volume crescente di attività progettuali, confermando il proprio ruolo di infrastruttura territoriale per l’innovazione applicata, la sostenibilità e la competitività del sistema produttivo bresciano.

Inflazione, ecco l’andamento a Brescia città nel mese di febbraio

in Città e Hinterland/Economia/Tendenze/Zone by

Nel mese di febbraio 2026, in base ai dati definitivi Istat, i prezzi al consumo per l’intera
collettività (NIC) registrano un incremento del +0,5% rispetto al mese precedente (variazione
congiunturale) e un incremento del +1,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (variazione
tendenziale).

Le più elevate variazioni congiunturali si registrano per le divisioni “Bevande alcoliche, tabacco e droghe“
(+2,2%, dovuto all’aumento delle accise sul Tabacco), “Trasporti” (+1,2% con l’aumento del “Trasporto
aereo passeggeri”), “Servizi di ristoranti e servizi di alloggio“ (+0,9%, con l’aumento dei “Servizi di
alloggio”) e “Informazione e comunicazione” (+0,8%). Registra un lieve aumento la divisione “Prodotti
alimentari e bevande analcoliche” (+0,6%). Pressochè stabili le rimanenti divisioni.

In termini tendenziali, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, registrano forti incrementi le
divisioni “Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari” (+4,4%), “Servizi finanziari e
assicurativi” (+3,9%), “Servizi di ristoranti e servizi di alloggio“ (+3,4%) e “Bevande alcoliche, tabacco e
droghe“. Meno decisi gli aumenti delle altre divisioni. In calo invece la divisione di “Informazione e
comunicazione” (-3,4%) e “Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili“ (-1,3%).

L’analisi per tipologia di prodotto mette in evidenza che, complessivamente, nel mese di febbraio, i Beni
crescono rispetto al mese precedente (+0,5%), ma calano rispetto allo stesso mese dell’anno precedente
(-0,5%). All’interno della tipologia “Beni” crescono soprattutto i “Tabacchi” (+3,3% il congiunturale e
+4,0% il tendenziale) e i “Beni alimentari non lavorati” (+1,6% congiunturale e +2,8% il tendenziale).
Presentano una dinamica diversa i “Beni energetici”, che aumentano rispetto a gennaio (+0,5%), ma
calano fortemente rispetto a un anno fa (-5,1%). Infine, si evidenzia il calo congiunturale e tendenziale
della componente regolamentata degli energetici (-1,8% e -12,2%).

In crescita anche i Servizi che registrano un lieve aumento congiunturale (+0,7%) e un tendenziale
piuttosto sostenuto (+2,9%). Nel dettaglio, sono soprattutto i “Servizi relativi ai trasporti” a crescere con
un congiunturale pari a +1,7% e un tendenziale del +5,7%. Da segnalare, inoltre, i “Servizi relativi
all’abitazione” e i “Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona” che registrano un deciso
aumento rispetto a febbraio 2024: rispettivamente +4,3% e +2,8%.

Più lieve l’incremento congiunturale e tendenziale del “carrello della spesa”, comprendente i beni
alimentari, quelli per la cura della casa e della persona (+0,6% e +1,0%).

Guardando alle tipologie basate sulla frequenza di acquisto, i prodotti ad Alta, Media e Bassa frequenza
presentano variazioni congiunturali positive. In particolare, quelli a Alta e Bassa frequenza presentano
incrementi maggiori (+0,6% e +0,7%) rispetto a quelli a Bassa frequenza (+0,3%). Le variazioni tendenziali
sono in crescita per i prodotti a Alta e Media frequenza (+2,2% e +1,0%), mentre sono in calo per i
prodotti a Bassa frequenza (-0,5%).

Brescia: a febbraio prezzi in aumento

Tasso congiunturale: +0,5%
Tasso tendenziale: +1,1%

Gefran chiude il bilancio ancora in crescita: ecco tutti i numeri

in Bilanci/Economia/Ovest/Tendenze/Zone by

Il Consiglio di Amministrazione di Gefran S.p.A. (Provaglio d’Iseo) riunitosi oggi sotto la presidenza di Maria Chiara Franceschetti presso la sede di Provaglio d’Iseo (Bs), ha approvato all’unanimità il progetto di Bilancio d’esercizio, Bilancio consolidato e Rendicontazione di sostenibilità al 31 dicembre 2025.

Marcello Perini, Amministratore Delegato del Gruppo Gefran, ha dichiarato: “I risultati conseguiti nel 2025 confermano la solidità strutturale di Gefran, con ricavi in crescita, una posizione finanziaria solida e una domanda resiliente, alimentata in particolare dal business Sensori e dall’espansione nei mercati asiatici. Gli investimenti industriali, l’innovazione di prodotto e le acquisizioni tecnologiche hanno ulteriormente rafforzato il posizionamento competitivo del Gruppo, sostenuti da una generazione di cassa positiva.  Guardando al 2026, proseguiamo con determinazione nel nostro percorso di sviluppo: puntiamo ad accelerare la crescita nei mercati, valorizzare sempre più il capitale umano e rafforzare la capacità produttiva, con l’obiettivo di sostenere nel tempo crescita e redditività. Sebbene l’avvio dell’anno mostri una domanda ancora in fase di stabilizzazione, ci attendiamo un primo trimestre con risultati positivi in termini di ricavi e marginalità, pur su livelli inferiori rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente”.

Business operativi

I ricavi si attestano a 139 milioni di Euro, evidenziando una crescita del 4,8% rispetto ai 132,6 milioni registrati nel 2024. L’incremento include il contributo dell’acquisizione di CZ Elettronica S.r.l., entrata nel perimetro di consolidamento da aprile 2025 per un valore complessivo di 1,6 milioni di Euro; al netto di tale operazione, la crescita organica dei ricavi si attesterebbe al 3,6%. L’andamento dei cambi ha inciso negativamente sui ricavi di circa 1,9 punti percentuali.

L’analisi dei ricavi per area geografica conferma un’evoluzione positiva nella maggior parte dei mercati in cui il Gruppo opera. In Italia la crescita è pari all’8,7%, che a perimetro costante si attesterebbe al 4,9%. Anche l’Europa registra un incremento dell’1,6%, mentre l’Asia mostra un avanzamento del 7,8%. L’area America evidenzia invece una contrazione complessiva del 2,6%, a parità di tassi di cambio, anche questa area avrebbe mostrato una variazione positiva pari al 2,6%.

Osservando le aree di business, il segmento dei sensori registra una crescita del 7,4% rispetto al 2024, con contributi positivi da tutte le geografie. Il segmento dei componenti per l’automazione cresce del 2,4%, risultato influenzato dall’inclusione di CZ Elettronica S.r.l.

La raccolta ordini del 2025 mostra un incremento complessivo del 5% rispetto al 2024. L’aumento è guidato dalla crescita degli ordini nel business dei sensori (+6,9%), mentre il comparto dei componenti per l’automazione registra un incremento più contenuto (+1,5%).

Il valore aggiunto al 31 dicembre 2025 ammonta ad 99,5 milioni di Euro (95,4 milioni di Euro al 31 dicembre 2024) e corrisponde al 71,6% dei ricavi (incidenza inferiore dello 0,4% rispetto al dato rilevato al 31 dicembre 2024).

Gli altri costi operativi al 31 dicembre 2025 ammontano ad 23,9 milioni di Euro e risultano in valore assoluto in aumento di 1 milione di Euro rispetto al dato di confronto dell’esercizio 2024 (aumento di 0,5 milioni di Euro al netto dell’effetto dato dalle acquisizioni descritte in premessa al paragrafo), con un’incidenza sui ricavi del 17,2% (17,3% nel 2024).

Il costo del personale rilevato nell’esercizio 2025 è pari a 53,2 milioni di Euro e si confronta con 49,5 milioni di Euro del 2024. L’incidenza percentuale sui ricavi si attesta al 38,3% (37,3% al 31 dicembre 2024), riflettendo la maggiore incidenza dell’aumento retributivo previsto dal CCNL di giugno 2024 per tutti i dipendenti presso i siti italiani del Gruppo, oltre che il rafforzamento numerico dell’organico a supporto dell’esecuzione della strategia del Gruppo.

Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) al 31 dicembre 2025 risulta positivo per 22,4 milioni di Euro, pari al 16,2% dei ricavi, rispetto ai 23,1 milioni registrati alla chiusura del 2024 (pari al 17,4% dei ricavi). Il maggiore valore aggiunto generato dai volumi di vendita non è stato sufficiente a compensare l’incremento dei costi operativi, determinando una lieve flessione dell’EBITDA pari a 0,6 milioni di Euro.

La voce ammortamenti e svalutazioni è pari a 8,1 milioni di euro e si confronta con un valore di 7,9 milioni di Euro del pari periodo precedente.

Il Risultato Operativo (EBIT) al 31 dicembre 2025 è positivo e pari a 14,3 milioni di Euro (10,3% dei ricavi) e si confronta con un EBIT pari a 15,1 milioni di Euro dell’esercizio 2024 (11,4% dei ricavi), con un decremento di 0,8 milioni di Euro.

Gli oneri da attività/passività finanziarie rilevati al 31 dicembre 2025 sono pari a 0,7 milioni di Euro (nel 2024 si rilevavano proventi per Euro 0,2 milioni).

Nell’esercizio 2025 sono rilevate imposte complessivamente negative per 3,8 milioni di Euro (complessivamente negative per 4,2 milioni di Euro nell’esercizio 2024).

Il Risultato netto del Gruppo al 31 dicembre 2025 è positivo, ammonta a 9,9 milioni di Euro (7,1% sui ricavi) e si confronta con il risultato positivo e pari a 11,1 milioni di Euro dell’esercizio precedente (8,4% sui ricavi), registrando una flessione di 1,3 milioni di Euro.

Il capitale d’esercizio al 31 dicembre 2025 risulta pari a 7,5 milioni di Euro e si confronta con 9,8 milioni di Euro rilevati al 31 dicembre 2024, evidenziando un decremento complessivo di 2,3 milioni di Euro.

Il patrimonio netto al 31 dicembre 2025 ammonta a 100,8 milioni di Euro, in aumento di 1,5 milioni di Euro rispetto alla chiusura dell’esercizio 2024.

Gli investimenti nell’esercizio 2025 ammontano a 9,4 milioni di Euro (6,4 milioni di Euro nell’esercizio 2024) e riguardano principalmente i reparti produttivi, le attività di ricerca e sviluppo e il rinnovo dei fabbricati che ospitano gli stabilimenti del Gruppo.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2025, è positiva e pari a 32,8 milioni di Euro, mentre il dato di fine 2024 era positivo per 34,2 milioni di Euro.

La variazione della posizione finanziaria netta in diminuzione di 1,3 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2024 è essenzialmente originata dai flussi di cassa positivi generati dalla gestione caratteristica (23,3 milioni di Euro), in parte assorbiti da esborsi per gli investimenti tecnici effettuati nel corso dell’esercizio e per le operazioni relative all’acquisizione in 40Factory S.r.l. del 22% delle quote della stessa e della quota di maggioranza, al 60% di CZ Elettronica S.r.l.. Il pagamento dei dividendi sui risultati 2024, come anche imposte e canoni di noleggio contribuiscono alla diminuzione delle risorse finanziarie. In aggiunta, la variazione delle disponibilità finanziarie del Gruppo al 31 dicembre 2025 include l’effetto negativo dato dalla differenza cambi per le valute estere rispetto all’anno precedente (complessivamente stimato in 1 milione di Euro).

La posizione finanziaria netta è composta da disponibilità finanziarie a breve termine pari a 47 milioni di Euro e da indebitamento a medio/lungo termine per 14,1 milioni di Euro.

Evoluzione prevedibile della gestione

Il Gruppo chiude il 2025 con risultati complessivamente positivi, confermando la capacità di resilienza già evidenziata nei primi mesi dell’anno. I ricavi registrano una crescita, pur in un contesto influenzato da pressioni valutarie e da un incremento dei costi operativi, elementi che hanno inciso sulla marginalità e determinato un utile netto inferiore rispetto al 2024. Il portafoglio ordini risulta in aumento sull’intero esercizio e conferma la propria robustezza anche nei primi mesi del 2026 nonostante un volume di ricavi in leggera diminuzione rispetto al medesimo periodo del 2025.

Nel corso del 2025 il Gruppo ha proseguito negli investimenti dedicati all’integrazione verticale dei processi produttivi, all’innovazione tecnologica, all’automazione degli impianti e alla formazione del personale, mantenendo una forte attenzione sia alle operations nazionali sia alle attività internazionali. Parallelamente, è stata consolidata la strategia commerciale, con risultati positivi nei settori industriali tradizionali e una crescente presenza in mercati emergenti, tra cui macchine mobili e semiconduttori.

Guardando al 2026, la domanda manifesta dinamiche eterogenee tra settori e aree geografiche: si conferma il dinamismo dei comparti tecnologicamente avanzati e dei mercati asiatici, mentre permane prudenza in alcuni segmenti ciclici e nei Paesi europei. In questo scenario, il Gruppo prevede una crescita moderata dei ricavi e il mantenimento di una marginalità positiva, continuando a monitorare l’evoluzione del contesto macroeconomico, compresi gli eventuali impatti derivanti dal conflitto in Medio Oriente, oggi difficilmente prevedibili, e a perseguire il rafforzamento della propria posizione competitiva.

Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell’esercizio 2025

In data 23 febbraio 2026 Gefran S.p.A. ha esercitato, in anticipo, l’opzione di acquisto già prevista negli accordi con i venditori, tramite l’acquisito del residuo 40% delle quote di CZ Elettronica S.r.l., per un corrispettivo di 0,6 milioni di Euro, arrivando a detenere il 100% della società. L’operazione consente a Gefran di consolidare integralmente il controllo e rafforza ulteriormente il posizionamento industriale e tecnologico del Gruppo, valorizzando le competenze e il know-how di C.Z. Elettronica S.r.l. e favorendo una maggiore integrazione strategica e operativa all’interno dell’organizzazione.

Risultati della Capogruppo Gefran S.p.A.

Per quanto riguarda i risultati della sola Gefran S.p.A., l’esercizio 2025 si è chiuso con ricavi pari a 86,1 milioni di Euro, registrando un incremento di 5,8 milioni di Euro rispetto all’esercizio precedente (+7,3%).

Nel 2025 i ricavi crescono in Italia (+10,4%) e in Asia (+11,2%), avanzano moderatamente in Europa (+3,5%) e flettono in America (-4,1%). L’EBIT si attesta a 8,3 milioni di Euro (9,7% dei ricavi), in lieve aumento nominale rispetto al 2024 (8,2 milioni di Euro) ma con margine in calo dal 10,2% al 9,7%. Il maggiore valore aggiunto generato dall’incremento dei ricavi è stato quasi interamente assorbito dall’aumento del costo del personale e degli altri costi operativi.

Al 31 dicembre 2025, Gefran S.p.A. registra un risultato netto positivo di 10,1 milioni di Euto (11,7% dei ricavi), lievemente inferiore ai 10,2 milioni di Euro (12,7%) del 2024, in linea con le dinamiche sopra descritte. Il patrimonio netto ammonta a 88,3 milioni di Euro, in aumento di 4,1 milioni grazie all’utile d’esercizio (10,1 milioni di Euro), parzialmente compensato dal pagamento di dividendi per 6,1 milioni di Euro e da un adeguamento complessivamente positivo delle riserve (cash flow hedging, fair value titoli e IAS 19) pari a 0,1 milioni di Euro. La posizione finanziaria netta è positiva per 12,8 milioni di Euro, in miglioramento di 0,3 milioni di Euro rispetto ai 12,5 milioni di Euro di fine 2024.

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Salò, il Pastificio Gaetarelli entra nel gruppo svizzero Orior

in Alimentare/Economia/Finanza/Garda/Zone by

Il Pastificio Gaetarelli, storica azienda specializzata nella produzione di pasta fresca di qualità, con sede a Salò, sul Lago di Garda, entra a far parte di ORIOR, gruppo svizzero attivo a livello internazionale nel settore alimentare e delle bevande.

Fondato nel territorio bresciano e profondamente legato alla sua tradizione, il Pastificio Gaetarelli è oggi produttore riconosciuto di pasta fresca di alta qualità per i canali GDO e Ho.re.ca (Hotel, Ristoranti e Catering). L’ingresso nel gruppo ORIOR apre una nuova fase di sviluppo per l’azienda, con l’obiettivo di rafforzarne ulteriormente il posizionamento nel mercato della pasta fresca premium e ampliare le opportunità di crescita nei mercati europei e internazionali.

Questo passaggio “rappresenta l’evoluzione naturale di una collaborazione con Pastinella, unità del gruppo ORIOR specializzata nella pasta fresca, con cui il pastificio gardesano collabora da molti anni. Proprio nel solco di questa partnership, ORIOR – che già deteneva una partecipazione di minoranza del 19% – ha completato l’acquisizione dell’azienda portando la propria quota al 100%”.

«Per noi questa operazione rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita del Pastificio Gaetarelli», racconta Massimo Gaetarelli. «Dopo anni di collaborazione con il gruppo ORIOR, questo passo nasce in modo naturale e condiviso. Entrare a far parte di una realtà internazionale solida e orientata alla qualità ci permetterà di sviluppare nuove opportunità di mercato mantenendo salde le nostre radici a Salò e valorizzando il lavoro delle persone che ogni giorno contribuiscono alla nostra storia».

“Pastificio Gaetarelli e il gruppo ORIOR – sottolinea una nota – condividono la stessa attenzione per la qualità delle materie prime, la capacità di innovare e la volontà di valorizzare specialità gastronomiche premium. In questo percorso di crescita resteranno centrali l’identità dell’azienda e il patrimonio di competenze costruito nel tempo: il Pastificio Gaetarelli continuerà, infatti, a operare dalla sede storica di Salò, mantenendo la propria organizzazione e il legame con il territorio. L’ingresso nel gruppo rappresenta così non solo un’opportunità di sviluppo internazionale, ma anche un’occasione per rafforzare il ruolo del Pastificio come espressione dell’eccellenza alimentare del Garda e della provincia di Brescia, contribuendo a portare la qualità della pasta fresca italiana a un pubblico sempre più ampio e consolidando, al tempo stesso, la solidità dell’impresa e le prospettive di sviluppo sul territorio”.

Banca Valsabbina struttura una cartolarizzazione da 88,5 mln per la trentina Finafarm

in Banche/Città e Hinterland/Economia/Valsabbia/Valsabbina/Zone by

Banca Valsabbina S.C.p.A. ha concluso recentemente un’operazione di cartolarizzazione privata con Finafarm S.p.a., storica finanziaria ex art. 106 TUB con sede a Trento, derivante da un portafoglio iniziale di crediti in leasing e mutui verso il settore farmaceutico per un importo di € 49 milioni. L’operazione assicura pertanto funding istituzionale a sostegno degli impieghi e si inserisce in un progetto più ampio, con l’obiettivo di strutturare una “partnership” finanziaria ed industriale per sviluppare servizi dedicati e supportare al meglio farmacie e farmacisti.

La cartolarizzazione si caratterizza per un periodo di revolving di 24 mesi ed ha previsto l’emissione di due classi di titoli asset-backed, senior e junior, di importo nominale complessivo pari a € 88,5 mln.

L’operazione è stata strutturata da Banca Valsabbina in qualità di Arranger. La Banca ricopre inoltre il ruolo di Account Bank e Paying Agent, nonché di sottoscrittore della totalità della classe Senior fino ad un massimo di € 60 mln.

Finafarm S.p.A. ricopre il ruolo di Sub Servicer nonché di Junior Noteholder, sottoscrivendo la classe Junior nella sua interezza.

***

Hermes Bianchetti, Vice Direttore Generale Vicario di Banca Valsabbina S.C.p.A., ha commentato: “L’operazione di cartolarizzazione si inserisce concretamente nel percorso strategico di partnership con Finafarm S.p.A., avviato nel giugno 2025 con l’ingresso della Banca nel capitale della Società mediante una partecipazione pari al 9,90%. Il progetto generale si basa su una visione comune e condivisa, funzionale a far crescere Finafarm e l’offerta di servizio per farmacie e farmacisti del territorio, caratterizzati da esigenze finanziarie peculiari. L’intervento di finanza strutturata è stato studiato nel corso di questi mesi al fine di consentire rapidamente alla Società di diversificare e stabilizzare le proprie fonti di funding, rafforzando la capacità di offrire soluzioni finanziarie competitive e su misura per la clientela. La nuova cartolarizzazione rappresenta pertanto un primo nostro reale supporto a sostegno delle nuove erogazioni e, quindi, delle farmacie e dei farmacisti del territorio”.

Gianni Paris, Amministratore Delegato di Finafarm S.p.A., ha commentato: “Questa operazione di funding strutturale agevolerà ulteriormente Finafarm nel soddisfare in modo tempestivo le esigenze della propria clientela assicurando, nel contempo, la crescita sostenibile degli impieghi e una diversificazione delle fonti di liquidità. Prosegue, quindi, in modo proficuo la collaborazione con la Banca in linea con gli obiettivi comuni stabiliti”.

Gardaland assume 1.000 persone, ecco come candidarsi

in Economia/Garda/Lavoro/Zone by

In vista dell’inizio della nuova stagione, il prossimo 28 marzo, Gardaland Resort sta selezionando nuovo personale da impiegare nelle tante realtà che lo compongono: dal Parco Divertimenti al parco acquatico LEGOLAND® Water Park, dall’acquario tematizzato SEA LIFE Aquarium ai suoi tre hotel, Gardaland Hotel, Gardaland Adventure Hotel e Gardaland Magic Hotel.

Il nuovo programma di assunzioni prevede un primo step, a partire da marzo, con l’assunzione di circa 500 stagionali ed un secondo step – a fine giugno, in occasione dell’inizio della stagione estiva – nel quale verranno assunti ulteriori 500 stagionali. Per l’estate 2026 si prevede un organico che supererà le 1000 unità, comprendendo dipendenti fissi e stagionali.

Per la stagione 2026 Gardaland consolida un percorso orientato alla fidelizzazione dei talenti attraverso iniziative strutturate che mettono al centro formazione, riconoscimento e benessere:

  • Formazione strutturata al momento dell’assunzione per garantire non solo un’eccellente esperienza ai visitatori, ma anche per promuovere lo sviluppo individuale dei propri dipendenti. Il programma di formazione con enti esterni – si affiancherà al progetto Academy già istituito internamente da diversi anni – e comprenderà non solo aspetti tecnici legati alle mansioni specifiche, ma anche un focus sulle soft skills e sulla cultura aziendale, anche con un team interno dedicato all’inclusione.
  • Riconfermato il riconoscimento economico aggiuntivo per chi torna dalla stagione precedente. Questa iniziativa sottolinea l’importanza di valorizzare le competenze e l’esperienza acquisite, affinché ogni dipendente possa sentirsi parte integrante del successo collettivo. Il ritorno dei collaboratori è considerato un passo importante per costruire un team coeso e appassionato, che all’interno del Resort trova occupazione sia durante l’estate sia da marzo a novembre.
  • Potenziato il sistema incentivante STAR per favorire la collaborazione e il riconoscimento fra colleghi: ogni mese i dipendenti meritevoli ricevono un premio economico e una sorpresa dedicata. Gardaland promuove la cultura del riconoscimento, incoraggiando i colleghi ad esprimere apprezzamento e gratitudine per le qualità e gli sforzi degli altri. L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro motivante, divertente, aperto e inclusivo.
  • Riconfermato il Guest Excellence Bonus un nuovo premio economico dedicato allo staff stagionale legato alla soddisfazione degli Ospiti.
  • Riconfermate anche le esperienze di Team Building e coinvolgenti eventi aziendali dedicati esclusivamente allo Staff, appuntamenti che da anni contribuiscono a rafforzare senso di appartenenza e spirito di squadra.
  • Biglietti omaggio per accedere al Parco e in tutti i parchi del gruppo Merlin Entertainments, mensa aziendale e tanti ulteriori vantaggi.

Siamo molto soddisfatti del percorso che stiamo portando avanti da anni e che oggi sta generando risultati concreti” dichiara Giorgio Padoan, Direttore Risorse Umane Gardaland Resort. Il nostro obiettivo è continuare a costruire nel tempo un ambiente di lavoro solido e attrattivo e la buona percentuale di rientro dei collaboratori rappresenta per noi una conferma tangibile della validità di questo approccio. E prosegue: “Anche Quest’anno stiamo registrando una quota significativa di ritorni dalle stagioni precedenti: un segnale che va oltre la qualità dei contratti offerti. Dalle testimonianze e dai feedback che raccogliamo emerge la percezione di uno spirito di squadra autentico, di una collaborazione trasversale tra reparti, indipendentemente dal ruolo, e di un riconoscimento delle competenze che viene valorizzato sia all’interno dell’organizzazione sia nel rapporto con i nostri ospiti. Continuiamo a investire in iniziative e benefit orientati al benessere delle persone e a un equilibrio sostenibile tra vita professionale e personale, nella convinzione che la motivazione e la soddisfazione dei dipendenti siano elementi fondamentali per garantire un’esperienza di qualità ai visitatori.”

Gardaland Resort apre le porte a due Recruiting Days dedicati alle figure di addetti alla ristorazione e ai punti vendita, un’opportunità concreta per entrare a far parte del team che ogni giorno accoglie e accompagna milioni di visitatori. Gli appuntamenti si terranno presso Gardaland Park giovedì 27 febbraio e giovedì 5 marzo, con due sessioni giornaliere alle ore 10.00 e alle ore 15.00. Durante gli incontri, i candidati potranno conoscere i responsabili di selezione, approfondire le opportunità professionali nel settore commerciale e vivere in prima persona l’atmosfera unica che contraddistingue il Resort, portando con sé entusiasmo, curiosità e la voglia di contribuire a creare ogni giorno un’esperienza memorabile per gli ospiti. Per le iscrizioni: https://www.gardaland.it/lavora-con-noi/recruiting-day/

Le opportunità di lavoro includono posizioni anche in diverse aree:

Per l’intero Resort:

  • tecnici manutentori

Per il Parco:

  • addetti alla ristorazione addetti food&beverage per la preparazione di pasti semplici; addetti al palmare e cassieri per i punti ristorante; addetti al servizio al banco; cuochi con esperienza, anche come aiuto cuoco, presso le cucine dei ristoranti all’interno del parco; camerieri, con esperienza anche minima nella mansione, addetti al servizio al tavolo dei ristoranti all’interno del parco;
  • addetti alle attrazioniche si occuperanno del controllo delle limitazioni di accesso e dei sistemi di sicurezza, o di azionare le attrazioni attraverso l’uso del pannello di comando (non sono necessarie specifiche competenze di tipo tecnico);
  • addetti alle biglietterie e ai tornelli di ingresso che si occuperanno di vendere i biglietti presso le casse centrali, proponendo all’ospite l’acquisto più indicato secondo le sue esigenze;
  • addetti ai punti informazione, al centralino informazioni e ai tornelli di ingresso;
  • addetti alle vendite: per i diversi punti shop collocati nel Parco;

Per i tre Hotel:

  • addetti al ricevimento: si occuperanno delle operazioni di prenotazione negli hotel, check-in, check-out e assistenza all’Ospite, relazionandosi con clientela italiana ed Internazionale;
  • cuochicommis di cucina, pasticceria e pizzeria che lavoreranno come capi partita o commis all’interno delle brigate di cucina degli hotel. Si richiede diploma o qualifica alberghiera ed esperienza precedente nel ruolo, anche in stage o alternanza scuola lavoro per i profili junior;
  • baristicon esperienza che opereranno all’interno dei bar negli hotel;
  • camerieridi sala con esperienza che si occuperanno del servizio al tavolo presso i ristoranti degli hotel

Per Gardaland SEA LIFE Aquarium

  • Aquarist che si occuperanno di garantire il benessere degli animali presenti all’interno delle varie vasche.

I contratti di lavoro potranno essere full time o part time in base al settore di inserimento e alla disponibilità delle candidate e dei candidati; i contratti stagionali avranno durata variabile prevista tra marzo e inizio novembre e possibilità di rinnovo fino a gennaio 2027, secondo il calendario di apertura del Resort. Gli orari di lavoro saranno gestiti su turni di 6 giorni su 7.

La campagna di reclutamento è attiva su tutti i canali: reclutamento diretto verso chi ha già lavorato con Gardaland Resort, centri per l’impiego, agenzie per il lavoro, scuole e università, social media, sito Gardaland.

FONTE: COMUNICATO STAMPA

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Paolo Franceschetti (Slingofer srl) nuovo coordinatore della zona Vallecamonica di Confindustria

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Nomine/Valcamonica/Zone by

Paolo Franceschetti (Slingofer srl) è il nuovo coordinatore della zona Vallecamonica di Confindustria Brescia (conta 75 aziende e 3.372 dipendenti) per il quadriennio 2025-2029; l’imprenditore succede nel ruolo a Giovanni Spatti. L’elezione è avvenuta durante l’assemblea tenuta lo scorso mercoledì al Rizzi Aqua Charme Hotel & Spa di Darfo.

Tra gli altri interventi, durante la serata, anche quello del presidente di Confindustria Brescia, Paolo Streparava, che ha illustrato le principali linee di mandato per il quadriennio.

Insieme a Franceschetti, è stato eletto anche il vice coordinatore: si tratta di Andrea Trentini (F.lli Trentini srl). Completano la squadra 10 delegati: si tratta di Katia Abondio (Fedabo spa), Michela Chini (Elifly International srl), Mario De Lisi (Comisa spa), Vittorio Amedeo Garzoni Di Adorgnano (Sbm – Irfi srl), Federico Foppoli (Edil Cominelli di Foppoli Marco, Federico & C. sas), Diego Pezzotti (Isam srl), Cristian Poma (Viride srl), Marco Puglioli (Vexa srl), Michela Rizzi (C.M.M. F.lli Rizzi spa) ed Emanuel Simoncini (Due Esse Impianti srl).

La prossima e ultima assemblea elettiva è in programma lunedì 24 novembre, e riguarderà la zona Valsabbia – Lago di Garda.

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