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Omr: 25 milioni per nuovi investimenti

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BPER Banca e OMR (Officine Meccaniche Rezzatesi) – produttore leader a livello globale di componenti e soluzioni integrate per l’automotive – hanno sottoscritto nelle scorse settimane un accordo di finanziamento di 25 milioni di euro, che andrà a sostenere gli investimenti del Gruppo nelle nuove tecnologie e nei processi innovativi per la transizione.

Nell’anno 2021 – informa una nota pubblicata su Brescia news – il Gruppo ha infatti stabilito un Piano di investimenti che coinvolgerà gli stabilimenti italiani e quelli esteri (USA, Brasile, Cina), per un ammontare di 60 milioni di euro, e che porteranno alla creazione di nuove linee di produzione, con nuovi prodotti tecnologicamente avanzati.

“Questa operazione – ha dichiarato Maurizio Veggio, Responsabile della Direzione Regionale Brescia di BPER Banca – testimonia la nostra attenzione concreta per un’azienda come OMR, che da un lato è una vera eccellenza mondiale nel proprio settore e dall’altro mantiene solide radici territoriali. La collaborazione e il supporto strategico da parte di BPER sono coerenti con il rilevante ruolo nazionale assunto dalla banca e tanto più importanti in questa fase di ripresa, in cui le scelte di investimento sull’innovazione di processo e di prodotto sono fondamentali per impostare una crescita sostenibile e di lungo periodo”.

“Il Gruppo OMR – ha commentato il Presidente Marco Bonometti – è lieto di confermare la collaborazione con BPER Banca, con un intervento a sostegno della crescita e della competitività. Questi investimenti consentiranno al nostro Gruppo di mantenere la posizione di leadership nella componentistica dell’auto, sostenendo la rivoluzione industriale che sta attraversando questo settore. Le trasformazioni globali che interessano il mondo dell’industria vanno affrontate con regole chiare, ma con massicci investimenti in macchinari e competenze, per saper cogliere le opportunità del cambiamento. OMR vuole essere pronta per le sfide del futuro.”.

L’intesa siglata consolida e rinnova la collaborazione già esistente tra OMR e BPER Banca che, grazie a un’interpretazione strategica e operativa del rapporto tra banca e impresa, si è rafforzata nel corso degli ultimi anni.

Bcc, nei primi sei mesi del 2021 a Brescia impieghi a 6 miliardi di euro (+4,2%)

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Nonostante le sfide legate alla pandemia ancora in corso, i primi sei mesi del 2021 hanno mostrato segni positivi per le 28 BCC lombarde, che contano 201.767 soci, oltre 1 milione di clienti, 5.701 dipendenti e 776 sportelli*. In Lombardia le banche di Credito Cooperativo sono presenti in 538 comuni, in 126 dei quali operano come unico istituto bancario.

Occasione per comunicare i principali risultati raggiunti dal credito cooperativo lombardo nel primo semestre di quest’anno è stato il Convegno di Studi della Federazione Lombarda delle BCC dal titolo “OBIETTIVO di PROSSIMITÀ: Strategie co-operative per la ripartenza”, che si è tenuto a Venezia il 29-30 ottobre.

Buoni i risultati che emergono dall’analisi delle masse intermediate: 33,3 miliardi di depositi, per una crescita annua pari a +14% (superiore all’incremento medio, del 10,2%, registrato dall’industria bancaria regionale), cui si aggiungono oltre 9,4 miliardi di euro di raccolta indiretta; 24,6 miliardi di euro di impeghi lordi a favore di imprese e famiglie (+4,4% su base d’anno contro il +0,5% dell’industria bancaria); 23,5 miliardi di impieghi vivi con un aumento di +7,1% su base d’anno (contro il +1,4% dell’industria bancaria). In particolare, gli impieghi vivi a medio-lungo termine erogati dalle BCC lombarde alla clientela residente nella regione fanno registrare una variazione ancora più significativa: +12% contro il
+5,2% del sistema bancario.

Riguardo ai settori di destinazione del credito: a giugno 2021 gli impieghi lordi erogati alle famiglie consumatrici lombarde superano gli 8,3 miliardi di euro e presentano un incremento su base d’anno più significativo di quello del sistema bancario complessivo (+4,7% annuo contro +3,6%); oltre 15,3 miliardi di euro sono stati destinati invece a microimprese e imprese del territorio lombardo. In particolare, la variazione annua dei finanziamenti lordi alle imprese del settore produttivo con oltre 6 addetti segna un +3,8% per le BCC, mentre è in calo per l’industria bancaria complessiva con un -0,7% (rispettivamente 8,0% e +1,0% per i soli impieghi vivi).

I risultati delle BCC in provincia di Brescia**

Bene anche i risultati delle BCC presenti nella provincia di Brescia, che registrano nel primo semestre dell’anno oltre 6 miliardi di euro di impieghi (+4,2%, contro il +2,7% dell’industria bancaria) e una raccolta diretta superiore a 8,9 miliardi (+13,5%). In diminuzione le sofferenze del 36,5% rispetto all’anno precedente (contro al -25,2% dell’industria bancaria).

Finanza, Banca Valsabbina stringe un patto con la fintech Modefinace

in Banche/Economia/Finanza/Innovazione/Valsabbina by

Banca Valsabbina e modefinance, agenzia di rating Fintechspecializzata nella valutazione del rischio di credito delle aziende, hanno siglato un accordo di collaborazione finalizzato ad efficientare ed ottimizzare alcuni processi creditizi interni, con particolare riferimento alla pre-valutazione delle società di capitali.

La Banca bresciana, che nel corso di questi mesi ha perfezionato diversi accordi con aziende Fintech, prosegue nell’ambito della propria strategia, con l’obiettivo di avviare anche un percorso di ulteriore implementazione di alcuni tradizionali processi interni. In particolare, con modefinance è stata siglata una partnership strategica che prevede l’adozione della piattaforma tecnologica tigran, soluzione “Rating-as-a-service” sviluppata sulle specifiche esigenze del mondo bancario, che integra le funzionalità di un’agenzia di rating in una piattaforma modulare, automatizzando alcune fasi del processo di valutazione del rischio ed efficientando le relative attività di monitoraggio.

La soluzione, personalizzata dalla Banca, permetterà in particolare di effettuare una pre-valutazione digitale del merito creditizio delle società di capitali, riducendo i tempi di analisi degli operatori ed efficientando i processi creditizi interni, con conseguente ottimizzazione dello sviluppo del business.

“La collaborazione con Modefinance è stata avviata in quanto crediamo nelle partnership tra operatori tradizionali e Fintech, nell’ambito di una positiva e sana contaminazione reciproca. Abbiamo avviato un progetto trasversale, rivedendo alcuni processi interni con l’obiettivo di efficientare l’analisi creditizia e mitigare quindi i rischi tradizionali della Banca, ricorrendo però a tecnologie evolute, rilasciate da una società leader nel suo segmento”, premette Hermes Bianchetti, Responsabile Divisione Business di Banca Valsabbina. “Con questo progetto iniziamo a rivisitare alcune fasi dei processi di credit risk management, cercando al contempo di sviluppare al meglio il business. Innovare e rivedere certi processi è impegnativo e non sarà immediato, ma vediamo diverse opportunità nel Fintech e dobbiamo continuare a coglierle, per rendere sempre più efficiente e moderna la nostra Banca”, ha poi aggiunto Enrico Cremonesi, Viceresponsabile della stessa Divisione.

La digitalizzazione e l’automatizzazione dei processi rappresentano oggi per le banche un fattore di competitività sul mercato” – aggiunge Mattia Ciprian, CEO e co-fondatore di modefinance. “Questa nuova collaborazione conferma la validità delle nostre soluzioni come strumento per efficientare i processi interni di valutazione del credito e come tigran, facilmente integrabile e adattabile alle esigenze delle specifiche realtà che la adottano, sia un valido alleato per gli attori bancari tradizionali e non solo. Un approccio Explainable AI permette alla piattaforma di rispondere velocemente e coerentemente alle evoluzioni di mercato. Soggetti con una forte impronta territoriale, ed una notevole apertura all’innovazione, come Banca Valsabbina confermano la validità delle nostre soluzioni nonché le enormi possibilità, in termini di automazione e digitalizzazione di processo, che il Fintech porta in dote.”

La sfida per il futuro? “Stare investiti”, parola di Toschi (Jp Morgan) nella sede di Bcc Agrobresciano

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La sfida per chi vuole guardare al futuro salvaguardando e possibilmente incrementando i propri risparmi è “stare investiti”. Si è svolto giovedi scorso 23 settembre il primo convegno promosso da BCC Agrobresciano presso la sala polivalente della nuova filiale di Piazza Duomo a Brescia, .

Nella cornice di Piazza Duomo BCC Agrobresciano ha ospitato un incontro dedicato a 20 ospiti, in ottemperanza alle restrizioni anti-Covid, dal titolo “Opportunità e sfide della nuova normalità” al quale ha partecipato una delle figure più illustri di JP Morgan: Maria Paola Toschi. L’incontro è stato organizzato infatti in collaborazione con il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea e JP Morgan, primario attore internazionale del settore finanziario. La Dott.ssa Toschi ha tenuto un intervento dal titolo “Variante Delta e Tapering: quali le implicazioni di mercato?” nel quale ha ampliamente raccontato le sfaccettature di questo tema raccontando gli interventi messi in campo dalla BCE, seguiti dalle banche nazionali degli stati membri europei, per sostenere l’economia a seguito della dolorosa crisi sanitaria dovuta al Covid-19. Tradizionalmente, ha raccontato Toschi, le Banche Centrali hanno usato i tassi di interesse come strumento principale per facilitare investimenti e quindi generare redditi e ricchezze. Tassi di interesse bassi significa pagare di meno per attuare un investimento e quindi permette di avare maggiore liquidità a disposizione. Maggiori investimenti e maggiore liquidità sui mercati portano però a un aumento della capacità di spesa, aumento della domanda e, di conseguenza, aumento dei prezzi. Tutto ciò scaturisce nella cosiddetta inflazione.

“Il termine inflazione,” – ha raccontato Toschi – “era quasi uscito dal nostro vocabolario dopo anni di politiche restrittive, mentre nel prossimo futuro torneremo tutti a farci i conti.” Attualmente i Governi e la Banche Centrali stanno tutti spingendo con politiche monetarie molto espansive necessarie per ripartire post pandemia. Questi attori hanno comprato essi stessi titoli – con tassi di interesse bassi e che lo resteranno a lungo – per immettere sul mercato grandi quantità di denaro e aiutare la ripresa. Al contempo le persone ricominciano a chiedere tutti quei beni e servizi cui hanno dovuto rinunciare per oltre un anno – pensiamo all’entertainment o ai viaggi – e maggiore domanda determinerà aumento dei prezzi e quindi inflazione.

Nell’ultima parte del suo intervento Toschi ha spiegato come prepararsi al futuro e a risparmiare nonostante l’inflazione. Investire è la risposta migliore. L’esperta ha utilizzato proprio le parole “stare investiti”, diversificando il più possibile. 

Educazione finanziaria, con Btl arriva anche agli alunni dei Cfp

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Un (piccolo) contributo nel grande mare della educazione finanziaria. Nasce da questi presupposti il progetto formativo che vedrà l’impegno condiviso di BTL Banca del Territorio Lombardo, del centro di coordinamento dei Centri di Formazione Professionale di Brescia, della Fondazione Padernello con l’esperienza maturata in questi anni nel progetto “Verso il Borgo”, e della Associazione Artigiani di Brescia oltre a FEduf, la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio che avrà il compito di portare avanti la proposta operativa.

L’educazione finanziaria è sempre più al centro dell’interesse delle istituzioni finanziarie e statali, e del mondo della scuola in particolare. L’importanza di individuare percorsi e strumenti di educazione finanziaria da attuare fin dall’età scolare sta via via trovando riscontri in numerosi ambiti e studi che sottolineano – se mai ce ne fosse bisogno – il profondo legame tra cultura economica dei singoli e la correttezza delle loro decisioni finanziarie. Con tutte le implicazioni di carattere sociale ed economico che questo comporta in prospettiva sulle future scelte in tema di risparmio e previdenza di giovani e famiglie.

Il tema dell’introduzione e della educazione ai temi del risparmio, della pianificazione finanziaria, della imprenditorialità e degli strumenti di pagamento è oggi tanto più importante per coloro che, per la scelta di intraprendere un percorso scolastico di formazione professionale, saranno chiamati in breve tempo a entrare nel mondo del lavoro e a “fare i conti”, non solo con le specificità della propria professione, ma anche con le tematiche finanziarie.

Da qui l’idea di proporre un percorso formativo nell’anno scolastico 2021/2022 dedicato e pensato per gli studenti dei centri professionali della provincia di Brescia finalizzato a suscitare l’attenzione e la sensibilità sui temi dell’educazione finanziaria e della imprenditorialità. Una realtà significativa e preziosa quella dei CFP bresciani non solo numericamente – potendo contare sulla presenza di 19 istituti di formazione per un totale di circa 8.500 studenti – ma anche per la capacità ed efficacia del percorso formativo e nell’inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni artigiane.

Il patrimonio di esperienze maturate nei vari ambiti sul tema della formazione, della alternanza scuola-lavoro, hanno suggerito che l’iniziativa dovesse essere portata avanti nell’ambito di un percorso condiviso, coinvolgendo diverse realtà su di un unico obiettivo.

Promotrice della iniziativa BTL Banca che nel 2021 ha avviato un proprio progetto di Educazione Finanziaria in collaborazione con FEDUF – la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio costituita da ABI (Associazione Bancaria Italiana) per promuovere la cultura economica in Italia. Una partnership che si è concretizzata nel corso della scorsa primavera in un ciclo di incontri dedicati agli studenti delle scuole secondarie di II grado della provincia di Brescia sul tema dell’educazione finanziaria che ha visto la partecipazione di oltre 1.300 studenti in rappresentanza di quindici istituti e 52 classi.

Banca Valsabbina, utile netto a 21,5 milioni (erano 8,1)

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Il Consiglio di Amministrazione di Banca Valsabbina, nel corso della seduta del 1 settembre, ha approvato la situazione patrimoniale ed economica semestrale al 30 giugno 2021, che evidenzia un Utile ante imposte di € 25,4 milioni (ex € 10,5 milioni al 30 giugno 2020) ed un Utile netto di € 21,5 milioni, in forte crescita (+167%) rispetto alla semestrale 2020 (€ 8,1 milioni). Tali notevoli risultati sono stati conseguiti pur attuando una prudenziale politica di accantonamento sul portafoglio creditizio, che ha comportato un aumento delle rettifiche del 46% (includendo anche perdite da cessione di deteriorati per € 3,6 milioni).

“Il risultato, particolarmente positivo, è stato raggiunto nonostante il complesso scenario economico, a conferma della capacità di resilienza e di adattamento alle difficoltà del mercato della nostra Banca. L’utile netto del primo semestre infatti tiene conto di un generalizzato positivo andamento dei ricavi, influenzato solo in parte dalla plusvalenza derivante dalla cessione della nostra partecipazione in “Cedacri”, ma sconta anche un aumento delle rettifiche creditizie e l’ulteriore riduzione dei deteriorati. La Banca sta proseguendo nel suo percorso di crescita e di sviluppo, avvalorato da un generale e sensibile miglioramento degli aggregati patrimoniali ed economici, efficientando ed innovando al contempo il modello di business per interpretare al meglio le esigenze degli stakeholder”, ha preliminarmente dichiarato Renato Barbieri, Presidente di Banca Valsabbina.

“I dati rappresentano la nostra Banca come una realtà dinamica, che sta rispondendo efficacemente alla complessità del contesto e del mercato, contando su indicatori patrimoniali, di qualità del credito e reddituali in progressivo miglioramento negli ultimi 4 esercizi”, ha aggiunto Barbieri.

Nella sottostante tabella sono esposti i principali Aggregati Patrimoniali.

Dati in € migliaiaGiugno 2021Giugno 2020Variaz. %
Raccolta diretta4.497.2413.910.41415,01%
Raccolta indiretta2.547.4351.948.54730,74%
  di cui gestita1.713.4091.303.67931,43%
Raccolta complessiva7.044.6765.858.96120,24%
Impieghi alla clientela3.599.7663.104.90515,94%
  di cui in bonis3.481.9522.927.77818,93%
  di cui deteriorati117.814177.127-33,49%
Crediti deteriorati netti su impieghi netti3,27%5,70%-42,63%
  di cui sofferenze nette su impieghi netti1,99%3,09%-35,60%
Fondi Propri phased-in419.470402.7254,16%
CET 1 Ratio phased-in15,55%15,44% 
TIER TOTAL Ratio phased-in16,79%16,56% 
Patrimonio netto386.983350.78710,32%
Utile netto21.5428.079166,64%

Al 30 giugno 2021 la Raccolta diretta è pari ad € 4.497 milioni in aumento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2020. La Raccolta indiretta si è attestata ad € 2.547 milioni (di cui € 1.713 milioni relativi a fondi comuni e polizze assicurative) evidenziando una crescita particolarmente significativa (+30,7%) anche rispetto ai trend di mercato.

La Raccolta complessiva supera pertanto gli € 7 miliardi, raggiungendo in particolare € 7.045 milioni (+20%). Il trend di crescita importante delle masse, pur agevolato dal contesto generale, risente positivamente dell’impulso dato dall’attività commerciale e di sviluppo della Banca che, tra l’altro, sta proseguendo con efficacia il percorso di razionalizzazione della propria rete territoriale (costituita da 70 filiali, compresa la nuova Agenzia di Parma).

Gli Impieghi a clientela ammontano ad € 3.600 milioni, anch’essi in sensibile crescita (+16%). Di questi, gli Impieghi a clientela in bonis sono pari ad € 3.482 milioni (+19%) per effetto della vivace dinamica delle nuove erogazioni a medio termine, con oltre 2.700 finanziamenti concessi nei primi sei mesi dell’anno per circa € 458 milioni (+ 35%). Anche per il 2021 infatti l’Istituto ha sostenuto il territorio nell’ambito di uno scenario ancora complesso per gli effetti della Pandemia, supportando la clientela tramite la concessione di liquidità a valere sulle previsioni dei Decreti Governativi o concedendo moratorie per agevolare i rimborsi (ancora in essere per € 240 milioni).

Prosegue l’attività di derisking e di ulteriore miglioramento della qualità del credito, con uno stock di Deteriorati lordi (Non Performing Loans, NPL) sceso ad € 231 milioni (-63% rispetto allo stock massimo di NPL di € 620 milioni raggiunto nel 2016), anche per effetto di ulteriori cessioni di crediti. Il rapporto tra deteriorati e totale crediti lordi (“NPL Ratio Lordo”) si attesta quindi al 6,2%, in sensibile riduzione dal 9,4% del 30 giugno 2020 (7,3% a fine 2020).

E’ inoltre proseguito l’efficientamento dei processi di monitoraggio, gestione interna e valutazione dei crediti, incrementando le rettifiche al fine di mitigare i possibili impatti dello scenario. Il totale dei Crediti deteriorati netti si è infatti ridotto da € 177,1 milioni ad € 117,8 milioni, con un NPL Ratio Netto che è in conseguenza passato dal 5,7% al 3,3%. Il tasso di copertura dei deteriorati è quindi aumentato dal 42,2% del 30 giugno 2020 al 46,5% a fine 2020, sino a un attuale 49,1%, anche per effetto delle citate politiche di “provisioning”. Il trend positivo di questi indicatori evidenzia una qualità del credito in continuo miglioramento, come sintetizzato anche dell’ulteriore riduzione del “Texas Ratio” (sceso dal 52% del 30 giugno 2020 al 31%).

I Fondi propri, base di calcolo per i requisiti di Vigilanza, ammontano ad € 419,5 milioni, in crescita anche per effetto dell’accantonamento di parte del risultato 2020. I Coefficienti Patrimoniali di Vigilanza (c.d. phased in), confermano la stabilità e la solidità della Banca che, nonostante la sensibile crescita del proprio attivo, evidenzia un Cet 1 Ratio pari al 15,6% ed un Tier Total Ratio al 16,8%, largamente superiori a quelli richiesti dalla Vigilanza.

Il Patrimonio netto riflette anch’esso un importante aumento ad € 387 milioni, anche per effetto dell’allocazione a riserva di parte del risultato dell’esercizio precedente come deliberato dall’Assemblea dei Soci del marzo u.s., in conformità alle disposizioni della Banca d’Italia.

In crescita anche il numero di coloro che detengono azioni della Banca – Soci ed Azionisti – che si attesta a quota 42.680 (ex 41.635). Anche il numero dei Conti correnti aperti presso le nostre filiali risulta in aumento, passando da n. 89.554 a n. 93.743 (+5% circa) nei 12 mesi, confermando l’efficacia delle strategie attuate.

Di seguito sono riportate le principali risultanze del Conto Economico al 30 giugno 2021.

Dati in € migliaiaGiugno 2021Giugno 2020Variaz. %
Margine d’interesse47.45438.91321,95%
Commissioni nette21.40819.6938,71%
Margine di intermediazione90.08165.94936,59%
Rettifiche nette di valore per rischio di credito su A.F.-13.225-11.55114,49%
Risultato netto della gestione finanziaria76.83054.18141,80%
Costi operativi-51.418-43.62517,86%
Utile ante imposte25.41910.496142,18%
Utile netto21.5428.079166,64%

Il Margine d’interesse è pari ad € 47,5 milioni (+22%) per effetto della positiva dinamica degli impieghi, della crescita degli interessi su titoli di debito in proprietà, nonché dell’incremento degli interessi riconosciuti dalla BCE sulle operazioni T-LTRO III, cui la Banca partecipa.

Le Commissioni nette, anche in coerenza con la sensibile crescita della raccolta indiretta, sono risultate in aumento raggiungendo € 21,4 milioni (+8,7%) grazie soprattutto all’incremento delle commissioni relative alla distribuzione di servizi di terzi nonché al collocamento titoli.

Il Margine di intermediazione risulta pari ad € 90,1 milioni, segnando una crescita particolarmente importante (+37%) ed alla quale hanno concorso anche i risultati consuntivati dalla gestione del portafoglio titoli, nell’ambito della quale si è registrata una plusvalenza lorda di € 8,1 milioni (€ 7,5 milioni netti) relativa alla cessione della partecipazione in “Cedacri”. La crescita del margine d’intermediazione ha inoltre permesso di sostenere anche componenti negative derivanti da perdite da cessione di deteriorati per € 3,6 milioni, nell’ambito delle citate attività di “derisking”.

Le Rettifiche di valore su attività finanziarie, al netto delle riprese, ammontano ad € 13,2 milioni, in aumento rispetto agli € 11,6 milioni del primo semestre 2020, anche per effetto di una politica valutativa conservativa nell’ambito di un continuo miglioramento della qualità del credito. Il costo del credito (incidenza delle perdite da cessione e delle rettifiche di valore su crediti, rispetto al totale crediti netti) è pertanto cresciuto allo 0,9% su base annua (ex 0,6%). Il Risultato netto della gestione finanziaria si è quindi attestato ad € 76,8 milioni (+42%).

I Costi operativi ammontano ad € 51,4 milioni (+18%) e risentono della crescita delle spese per il personale (735 dipendenti rispetto ai 662 del giugno 2020) e delle altre spese amministrative, che tengono conto in particolare dell’aumento degli oneri relativi al salvataggio di banche in difficoltà ed al “FITD” per la “garanzia dei depositanti”. L’incremento dei costi è principalmente ascrivibile alla crescita della Banca, al sostenimento di costi di compliance normativa ed informatici, nonché all’avvio di nuove iniziative. L’aumento dei costi è stato però più che compensato dalla crescita dei ricavi, permettendo di conseguire un miglioramento del Cost Income (indicatore di efficienza aziendale dato dal rapporto tra costi operativi e margine d’intermediazione) che si attesta al 57% (ex 66%).

L’Utile ante imposte ammonta quindi ad € 25,4 milioni (+142%), mentre l’Utile netto si attesta ad € 21,4 milioni (+167%), anche per positivi effetti fiscali, confermando un’importante redditività per la Banca, nonostante l’aumento delle rettifiche su crediti e l’ulteriore attività di riduzione dei “NPL.

La Banca sta proseguendo nell’ambito di un processo di revisione ed efficientamento delle strategie di sviluppo e di offerta dei servizi alla clientela, anche al fine di tenere conto delle continue evoluzioni del contesto di mercato. E’ infatti in corso anche un progetto finalizzato a rivedere la strategia di marketing, cercando al contempo di modernizzare i canali comunicativi con la clientela e di digitalizzare maggiormente i processi.

In tale ambito l’Istituto, da sempre vocato a servire al meglio le imprese e le famiglie del territorio, sta continuando ad ampliare ed innovare i propri prodotti e servizi, sviluppando anche nuove aree di business al fine di soddisfare le esigenze del mercato, diversificando le fonti di ricavo con varie iniziative.

A tale riguardo è stato rafforzato il presidio sulle attività di Corporate Finance, anche in sinergia con la partecipata “Integrae Sim”. Inoltre, dopo il “Settore Agricoltura”, è stato istituito un nuovo Servizio, denominato “Sviluppo Imprese”, dedicato a favorire il relativo processo di origination del credito. Da tempo è infine a regime il “Progetto Superbonus”, che permette di supportare la clientela nell’ambito della realizzazione dei vari interventi edilizi agevolati, mettendo a disposizione linee di credito dedicate e strutturando un efficace processo di compravendita di tali crediti, che – ad oggi – ha già permesso di formalizzare acquisti per oltre € 50 milioni.  

La Banca sta infine proseguendo con l’attività di diversificazione del proprio portafoglio titoli ed investimenti, sottoscrivendo strumenti finanziari rivenienti da operazioni aventi come sottostante ad esempio crediti verso la P.A. o finanziamenti concessi da piattaforme Fintech, anche nell’ambito di progetti innovativi.

In tale contesto la Banca ha avviato diverse partnership con aziende “Fintech” ed ha altresì perfezionato alcune operazioni di investimento diretto nel capitale di queste aziende tecnologiche, rafforzando le possibili sinergie. Sono quindi allo studio anche nuove operazioni di finanza strutturata che, sfruttando la digitalizzazione ed i progressi dell’innovazione tecnologica, permetteranno alla Banca di assumere un ruolo attivo in un mercato in continua evoluzione.

L’andamento della Banca ed il risultato conseguito confermano la dinamicità e la reattività dell’Istituto che, ancorchè in un contesto incerto e complesso, sta continuando a supportare i territori di elezione, proseguendo al contempo in un percorso di continuo efficientamento ed evoluzione. Il miglioramento dell’economia, l’andamento positivo dei principali indicatori aziendali e la consolidata redditività della gestione, conseguita nonostante la crescita delle rettifiche, consentono di prevedere un trend positivo per l’esercizio e di delineare un risultato ulteriormente rafforzato rispetto a quelli dell’ultimo triennio; ciò permetterà, seppure nell’ambito dell’approccio prudente che contraddistingue la Banca e coerentemente con le richieste della Vigilanza, di remunerare i nostri soci con un dividendo più premiante rispetto al recente passato”, ha quindi concluso con soddisfazione Barbieri.

Banca Valsabbina con Banca Finint e Hogan Lovells in una nuova cartolarizzazione da 1,4 miliardi di Euro

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Banca Valsabbina ha concluso una nuova operazione di cartolarizzazione di crediti derivanti da mutui ipotecari e chirografari erogati alle Piccole e Medie Imprese.

L’operazione è stata strutturata con l’assistenza di Banca Finint in qualità di Arranger. Hogan Lovells Studio Legale ha agito in qualità di transaction legal counsel.

L’operazione – di importo complessivo pari a 1,4 miliardi di euro – permette a Banca Valsabbina di rafforzare ulteriormente la propria dotazione di strumenti finanziari disponibili per operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea, con il fine ultimo di aumentare ulteriormente gli impieghi nei confronti delle PMI, interlocutori privilegiati per l’istituto.

Il primo step ha previsto la cessione di un portafoglio di crediti derivanti da 1.772 mutui ipotecari e chirografari, per un importo pari a circa 503 milioni di euro alla società veicolo per la cartolarizzazione Valsabbina SME 3 SPV S.r.l.

La società veicolo ha emesso due tranche di titoli ABS (Asset Backed Securities) con struttura c.d. partly paid: una tranche senior per un importo nominale di 980 milioni di euro, e una tranche junior per 420 milioni di euro, quest’ultima non dotata di rating.

Nel corso del mese di novembre Banca Valsabbina cederà poi un secondo portafoglio iniziale di circa 880 milioni di euro, con il quale verrà conclusa la fase di conferimento iniziale.

L’operazione prevede un primo periodo (c.d. revolving) della durata di due anni durante i quali la società veicolo potrà acquistare da Banca Valsabbina ulteriori crediti derivanti da mutui ipotecari e chirografari erogati a PMI, utilizzando gli incassi relativi ai mutui precedentemente ceduti.

L’operazione è stata strutturata in modo da soddisfare i requisiti previsti dalla nuova regolamentazione europea sulle cartolarizzazioni “semplici, trasparenti e standardizzate” (“STS”), seguendo i migliori standard del mercato di settore e attingendo solo ai mutui di Banca Valsabbina con il più alto merito creditizio.

La nota senior è inoltre quotata presso il segmento ExtraMOT PRO di Borsa Italiana.

Le agenzie di rating coinvolte, Moody’s e DBRS, hanno assegnato alla classe senior i rating “A2 (sf)” e “A (high) (sf)”.

Banca Valsabbina è una Società Cooperativa per Azioni, fondata nel 1898. È la principale banca popolare di Brescia e da oltre centoventi anni sostiene la crescita e lo sviluppo economico del territorio bresciano, ponendosi come interlocutore sia per le famiglie che per gli artigiani, le piccole attività economiche e le PMI. Opera attraverso una rete territoriale che conta 70 filiali: 46 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 16 tra quelle Bergamo, Bologna, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Padova, Reggio Emilia, Torino, Trento, Treviso, Vicenza, Cesena e Parma. Impiega oltre 700 dipendenti, gestisce masse per quasi 10 miliardi e vanta un solido patrimonio, con il CET1 ratio pari a circa il 16%.

Banca Finint è il punto di arrivo di oltre 40 anni di attività del Gruppo Finanziaria Internazionale, fondato nel 1980 da Enrico Marchi e altri soci, nel settore finanziario. Nel 2016 si è costituito il Gruppo Banca Finint, con Banca Finint nel ruolo di capogruppo. Banca Finint è specializzata in attività prevalentemente legate al Debt Capital Markets (minibond e specialized lending) e alla strutturazione e gestione di operazioni di cartolarizzazione, covered bond e finanza strutturata, nella consulenza in operazioni di finanza straordinaria e nella realizzazione di operazioni di basket bond sostenendo le imprese e l’economia reale dei territori in cui opera. Del Gruppo bancario fa parte Finint Investments SGR, la società di gestione del risparmio attiva nella gestione di fondi mobiliari e immobiliari secondo diverse strategie in linea con le esigenze dei propri investitori, nazionali e internazionali e attiva, fra gli altri, nella gestione di fondi a supporto dell’economia reale (fondi di Minibond), del fabbisogno abitativo della popolazione (Social e Student Housing) e della green economy (fondi Energy). Il Gruppo ha sede a Conegliano (TV) e uffici a Milano, Roma e Trento, impiegando oltre 350 persone.

Hogan Lovells è uno dei principali studi legali internazionali con oltre 45 uffici in Africa, Asia, Australia, Europa, America Latina, Medio Oriente e Stati Uniti e offre consulenza e assistenza legale alle maggiori società internazionali, a istituzioni finanziarie e organizzazioni governative. In Italia è presente dal 2000 e ad oggi conta circa 130 professionisti, tra cui 21 soci, nelle sedi di Milano e Roma. Tutti gli avvocati parlano correntemente inglese; alcuni di loro, oltre ad essere abilitati ad esercitare la professione forense in Italia, sono riconosciuti come avvocati in Francia, Inghilterra e Stati Uniti.

“Oro in Banca”, accordo tra Italpreziosi e Btl

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BTL Banca del Territorio Lombardo e Italpreziosi, società tra i leader a livello internazionale nella produzione, trading e commercio di metalli preziosi, lingotti e oro da investimento, comunicano di aver sottoscritto un accordo per la compravendita di oro da investimento a favore della clientela della banca bresciana.

L’accordo si colloca all’interno di una più ampia partnership avviata tra Italpreziosi e il Gruppo Cassa Centrale di Trento, cui BTL Banca aderisce.

Italpreziosi è tra i principali operatori nell’affinazione e trading di oro e metalli preziosi (argento, platino e palladio) in Italia e nei più importanti mercati internazionali. Fondata nel 1984, la Società, con sede ad Arezzo, è attiva su tutta la filiera ed è partner d’eccellenza di tutti gli operatori del settore: miniere, commercianti professionali, banche, produttori di gioielli, consumatori industriali e investitori privati. La Società utilizza le più avanzate tecniche di affinazione per ottenere oro, argento, platino e palladio ai massimi livelli di purezza, osservando i più alti standard etici.

Grazie alla partnership, BTL offrirà la possibilità ai suoi clienti, nell’ambito del servizio «ORO IN BANCA», di investire in lingotti con la sicurezza e l’affidabilità garantite da Italpreziosi. I lingotti, che rispettano i massimi standard internazionali di qualità, sono custoditi in caveaux dedicati e disponibili in diverse dimensioni.

La partnership siglata – commentaIvana Ciabatti, Presidente e amministratore delegato di Italpreziosi – rappresenta un motivo di orgoglio per la nostra azienda, perché rafforza la già fattiva collaborazione tra le realtà che perseguono l’obiettivo di supportare la clientela privata nell’utilizzare l’oro e i metalli preziosi come riserva di valore.”

“L’accordo con Italpreziosi – sottolinea il Direttore Generale di BTL Banca, Matteo De Maio – costituisce per la banca un ulteriore tassello nella politica di ampliamento dell’offerta a disposizione della nostra clientela. Grazie a questa partnership di eccellenza, ai nostri Soci e Clienti siamo oggi in grado di proporre una alternativa di investimento anche nel settore dei metalli preziosi”.

Italpreziosi è tra i principali operatori nell’affinazione e trading di oro e metalli preziosi (argento, platino e palladio) in Italia e nei più importanti mercati internazionali. Fondata nel 1984, la Società, con sede ad Arezzo, è attiva su tutta la filiera ed è partner d’eccellenza di tutti gli operatori del settore: miniere, commercianti professionali, banche, produttori di gioielli, consumatori industriali e investitori privati.  Italpreziosi opera nel pieno rispetto dei principi di sostenibilità, perseguendo i principi dell’Accordo di Parigi e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, al fine di eliminare le emissioni di CO2 entro il 2050, combattere il cambiamento climatico e valorizzare l’efficienza e la sostenibilità̀ energetica. La Società utilizza le più avanzate tecniche di affinazione per ottenere oro, argento, platino e palladio ai massimi livelli di purezza, osservando i più alti standard etici. Attraverso il dipartimento Precious Metals Sales, Italpreziosi supporta i clienti e gli intermediari finanziari in tutte le fasi della compravendita di oro, offrendo varie tipologie d’investimento: barre d’oro di fusione, lingotti da fusione, lingotti coniati e monete di borsa.

BTL Banca del Territorio Lombardo conta 71 filiali, 384 collaboratori e 7.800 Soci Cooperatori e oltre 75.000 clienti. Fa parte del Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano, che annovera 77 banche e 1.500 sportelli in tutta Italia, oltre 11.000 collaboratori e circa 450.000 Soci Cooperatori.

Fintech, Banca Valsabbina investe in BorsaDelCredito

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Banca Valsabbina ha siglato un accordo finalizzato all’acquisizione di una partecipazione pari a circa l’8,3% di Business Innovation Lab, società cui è riferita la piattaforma Fintech BorsadelCredito.it.

L’articolata operazione, subordinata al verificarsi di alcune condizioni sospensive, prevede in una prima fase l’acquisto di tali quote sul mercato secondario; è inoltre prevista l’assegnazione a Valsabbina anche di warrant convertibili in ulteriori azioni fino al raggiungimento di una partecipazione complessiva al massimo pari al 9,9%. La conversione di tali warrant in azioni resta comunque subordinata al verificarsi di determinate condizioni legate al raggiungimento di obiettivi commerciali.

BorsadelCredito.it è una fintech italiana nata nel 2013 per supportare le PMI nell’accesso al credito. Grazie ad una tecnologia proprietaria, altamente innovativa e paperless, oggi è un marketplace lending che offre alle PMI italiane finanziamenti in pochi giorni. BorsadelCredito.it, primo operatore italiano di peer to peer lending per le PMI, in particolare è una scale up innovativa con sede a Milano e gestita da un gruppo societario, la cui Holding è Business Innovation Lab Spa.

La Banca, particolarmente attiva nell’ambito di operazioni di finanza innovativa, collabora già da alcuni anni con questa Fintech specializzata nel credito digitale alle imprese. Sono state infatti strutturate due importanti operazioni di cartolarizzazione di finanziamenti – erogati tramite la piattaforma e garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia – per complessivi euro 300 mln, destinati a sostenere le imprese italiane nell’ambito della crisi pandemica.

“BorsadelCredito.it è un nostro partner già da alcuni anni ed anch’essa, come la nostra Banca, si rivolge alle PMI Italiane. Negli ultimi mesi abbiamo approfondito la possibilità di rafforzare ulteriormente il rapporto ed abbiamo ora raggiunto un’importante intesa strategica, sottolineaHermes Bianchetti, Responsabile Divisione Business di Banca Valsabbina. La nostra Banca deve continuare a sostenere le imprese, in particolare nell’ambito dell’attuale complicato contesto, ma al contempo vogliamo proseguire nell’efficientamento e nella modernizzazione del business. L’accordo raggiunto ci permette quindi di perfezionare ulteriormente la delineata “Strategia Fintech” della Banca, diversificando gli investimenti, sfruttando i progressi dell’innovazione tecnologica e seguendo l’evoluzione del mercato.”

“Con questo accordo prosegue e si consolida la collaborazione di BorsadelCredito.it con Banca Valsabbina, collaborazione che ha portato in passato numerose risorse alle imprese grazie al canale rapido e innovativo del fintech – commenta Ivan Pellegrini, CEO di BorsadelCredito.it. – Siamo lieti di avere al nostro fianco in questa operazione un partner come Banca Valsabbina, in quanto crediamo che la strada della cooperazione sia la via maestra per portare reale innovazione nel mondo della finanza e avvicinarlo alle esigenze dell’economia reale. Questa operazione si inserisce, per noi, in un percorso di evoluzione: non siamo più solo erogatori di prestiti all’economia reale, ma abilitatori tecnologici per la finanza tradizionale.”

Banca Valsabbina è stata assistita per i profili legali dell’operazione dallo Studio ALMA nella persona dei soci Marco Zechini e Luca Benvenuto, nonché dell’associate Sergio Visalli, e BorsadelCredito.it nella persona di Roberto Nigro (socio).

Banca Valsabbina è una Società Cooperativa per Azioni, fondata nel 1898. È la principale Banca popolare di Brescia e da oltre centoventi anni sostiene la crescita e lo sviluppo economico del territorio, ponendosi come interlocutore sia per le famiglie che per gli artigiani, le piccole attività economiche e le PMI. Opera attraverso una rete territoriale che conta 70 filiali: 46 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 16 tra quelle di Bergamo, Bologna, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Padova, Reggio Emilia, Torino, Trento, Treviso, Vicenza, Cesena e Parma. Impiega oltre 700 dipendenti, gestisce masse per quasi 10 miliardi di euro e vanta un solido patrimonio, con il CET 1 Ratio pari a circa il 16%.

BorsadelCredito.it è una fintech italiana nata nel 2013 per supportare le PMI nell’accesso al credito. Grazie ad una tecnologia proprietaria, altamente innovativa e paperless, oggi è un marketplace lending che offre alle PMI italiane finanziamenti in 24h e denaro in pochi giorni. Dal 2020 offre il proprio software as a service a banche e realtà finanziarie che attraverso intelligenza artificiale e machine learning vogliono supportare i loro clienti in maniera istantanea e smart. Con oltre 300 milioni di crediti erogati, nel 2020 ha supportato 504 aziende per 75 milioni, diventando leader in Italia.

Banca Valsabbina e Neosperience insieme per supportare la trasformazione digitale delle Pmi

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Banca Valsabbina, principale Banca Popolare di Brescia, e Neosperience, software vendor quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana, annunciano la sottoscrizione di un accordo di collaborazione volto a supportare il processo di trasformazione digitale delle PMI. Nell’ambito di questo accordo prende oggi il via il progetto Neosperience Lab, sviluppato dalle società e presentato alla comunità finanziaria con iniziative organizzate sul territorio.

Neosperience Lab rappresenta un vero e proprio laboratorio dove le PMI che vogliono intraprendere un percorso di digitalizzazione possono trovare il supporto di un team di professionisti con competenze multidisciplinari. Neosperience Lab segue le imprese in tutte le fasi di questo processo, senza mettere a rischio il loro business tradizionale e dando loro l’appoggio finanziario di una Banca del territorio, particolarmente attenta al mondo imprenditoriale e alle sue necessità, con un approccio “tradizionale” ma anche un occhio di riguardo al Fintech e all’innovazione tecnologica. 

Nello specifico, Neosperience Lab è in grado di costruire un Business Plan Digitale per analizzare i possibili risultati di un nuovo posizionamento digitale dell’azienda, fornendo nuove strategie e criteri quantitativi per misurare il ritorno degli investimenti. Neosperience Lab, infatti, garantisce la messa in opera di persone, strumenti e processi funzionali alla strategia, abilitando la successiva fase di sperimentazione che può avvenire anche mediante costituzione congiunta di una Startup Innovativa. Attraverso questa “Corporate Startup”, secondo un modello largamente utilizzato all’estero, si accelera e si consolida la futura struttura digitale al servizio dell’impresa, che può così disporre sin dall’inizio delle migliori competenze tecnologiche e professionali. Completata la fase di sperimentazione, la Corporate Startup potrà anche essere incorporata, trasformandosi nella business unit digitale dell’impresa o, in base alle opportunità del mercato, continuare a operare autonomamente, per massimizzare il suo sviluppo e la creazione del valore.

La partnership con Neosperience va ad aggiungersi ai numerosi accordi siglati da Banca Valsabbina all’interno di una strategia basata sull’innovazione e sull’offerta di servizi distintivi ad alto valore aggiunto. Questa collaborazione ci consente di supportare le PMI del territorio che vogliono crescere e intendono investire nel proprio business tramite soluzioni digitali studiate per cogliere al meglio le opportunità offerte dal mercato” sottolinea Hermes Bianchetti, Responsabile Divisione Business di Banca Valsabbina. In un contesto in continua evoluzione, crediamo nell’opportunità di stringere e rafforzare partnership con aziende Fintech e Digital, al fine di efficientare il business creando sinergie e valore aggiunto per la Banca e per la nostra clientela”.

Luigi Linotto, Presidente di Neosperience Lab, ha dichiarato: “Siamo particolarmente orgogliosi di questo nuovo progetto. Neosperience Lab è una nuova PMI innovativa appositamente costituita da Neosperience SpA per condividere con le imprese gli investimenti necessari e i rischi imprenditoriali per accelerare l’avvio delle loro nuove dimensioni digitali”.

Il Presidente di Neosperience, Dario Melpignano, ha aggiunto: “Il ruolo della banca oggi è molto cambiato, e consente di proporre agli imprenditori soluzioni Fintech e di finanza alternativa, fortemente complementari al percorso di digitalizzazione che Neosperience propone da sempre alla propria clientela: un mix di ingredienti in continua evoluzione, che vede la trasformazione digitale come motore trainante del successo delle PMI. Ad oggi, purtroppo, nel nostro Paese la relazione tra piccole e medie imprese e digitalizzazione non è ancora sufficientemente sviluppata. Per questo motivo abbiamo ideato il servizio di Neosperience Lab”.

Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, oggi solo il 26% delle PMI italiane ha raggiunto quella che si definisce una “Maturità Digitale”, e risulta pronto a cogliere le sfide dei mercati e la transizione verso la digitalizzazione dei processi produttivi. Dall’analisi emerge anche come la relazione tra piccole e medie imprese italiane e digitalizzazione non sia ancora matura, e di come risulti necessaria una crescita degli investimenti in tecnologia e risorse umane. In Italia, nel 44% delle aziende medio piccole le funzioni ICT e Digital sono affidate al Responsabile IT che, nella gran parte dei casi, è impiegato prevalentemente nella gestione di attività non innovative, ma di presidio e manutenzione ordinaria dei sistemi informatici.

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