A2A, nel primo trimestre Ricavi a 4,55 miliardi (+15%), Ebitda adjusted a 647 milioni
A2A archivia il primo trimestre del 2026 con investimenti in aumento e una crescita dei ricavi sostenuta dall’espansione dei volumi energetici, in un contesto caratterizzato dalla flessione dei prezzi delle commodities e dalla persistente volatilità dei mercati. Il gruppo ha registrato investimenti per 315 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto ai primi tre mesi del 2025, destinando circa il 70% delle risorse a progetti di sviluppo nelle reti elettriche, nella generazione da fonti rinnovabili e nelle attività legate alla circular economy.
Nel periodo i ricavi adjusted sono saliti a 4,552 miliardi di euro, con una crescita del 15% su base annua rispetto ai 3,968 miliardi del primo trimestre 2025. L’incremento riflette principalmente l’aumento delle quantità di energia elettrica vendute sia sui mercati retail sia nell’attività di intermediazione wholesale, parzialmente compensato dalla riduzione dei prezzi energetici e dal calo dei volumi gas sul mercato retail.
L’Ebitda adjusted si è attestato a 647 milioni di euro, in contrazione del 4% rispetto ai 675 milioni dell’analogo periodo dell’esercizio precedente. Sulla marginalità hanno inciso soprattutto il ridimensionamento dei prezzi delle commodities, l’incremento dei canoni concessori idroelettrici e il minore contributo di alcuni impianti di trattamento, interessati da manutenzioni programmate e attività di revamping, oltre agli effetti del nuovo contratto di servizio relativo al termovalorizzatore di Acerra.
La Business Unit Generazione e Trading ha riportato un margine operativo lordo di 202 milioni di euro, in flessione del 10%, penalizzata dalla riduzione dei prezzi dell’energia e dall’aumento dei canoni idroelettrici, solo in parte compensati dalla maggiore produzione da fonti rinnovabili e dal contributo positivo del portafoglio trading.
In crescita, invece, il contributo della Business Unit Smart Infrastructures, che ha beneficiato dell’espansione della Rab elettrica e dell’applicazione del nuovo metodo tariffario Ross. L’Ebitda del comparto è salito a 129 milioni di euro, con un incremento del 6% rispetto al primo trimestre 2025.
L’utile netto adjusted si è attestato a 221 milioni di euro, in diminuzione dell’11% rispetto ai 249 milioni dello stesso periodo del 2025, risentendo della flessione dell’Ebitda e dell’aumento degli ammortamenti collegati al piano di investimenti sviluppato dal gruppo.
Sul fronte patrimoniale, la posizione finanziaria netta è salita a 5,628 miliardi di euro dai 5,474 miliardi di fine 2025, con un rapporto PFN/Ebitda adjusted pari a 2,5 volte. Il costo medio del debito è rimasto invariato al 2,7%, mentre la quota di indebitamento a tasso fisso si attesta al 79%.
Nel trimestre A2A ha ulteriormente rafforzato il portafoglio rinnovabile, portando la capacità installata a 2,7 GW, in aumento del 4% su base annua grazie all’entrata in esercizio di nuovi impianti eolici e fotovoltaici. Le vendite retail di energia elettrica hanno raggiunto 8,1 TWh, con una crescita del 24%, sostenuta soprattutto dal segmento business.
Il gruppo ha inoltre sottoscritto un finanziamento da 200 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti destinato alla modernizzazione della rete elettrica lombarda, nell’ambito del piano di decarbonizzazione e resilienza infrastrutturale.
«Nel primo trimestre abbiamo confermato il nostro impegno nella transizione ecologica, con investimenti per 315 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025», ha dichiarato l’amministratore delegato Renato Mazzoncini. «Crediamo che le fonti rinnovabili rappresentino una leva fondamentale per l’indipendenza energetica nazionale e per la stabilizzazione dei prezzi per famiglie e imprese».
Per l’intero esercizio 2026 A2A conferma la guidance, con un Ebitda adjusted atteso tra 2,21 e 2,25 miliardi di euro e un utile netto adjusted compreso tra 630 e 660 milioni.