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Confapi, l’assemblea approva il bilancio

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L’Assemblea dei soci di Confapi Brescia, ospitata nel pomeriggio nella sede dell’Associazione di via Lippi, ha approvato il bilancio dell’esercizio 2025, contraddistinto da un risultato economico positivo, con conseguente destinazione dell’avanzo di gestione a patrimonio netto.

Numeri che confermano la solidità dell’Associazione e una gestione oculata anche in un contesto economico nel quale il manifestarsi di più fattori esterni ha influito negativamente sulla stabilità dei mercati economici esteri e, quindi, anche sull’economia di molte imprese associate. L’avanzo di gestione positivo è stato coerente con il budget che origina da una sempre attenta politica amministrativa che ha, tra gli obiettivi primari, oltre all’ampliamento della base associativa ed un’offerta formativa e di servizi di qualità, un’ottimizzazione dei costi ed il relativo consolidamento del patrimonio associativo. Stabili gli incassi e l’andamento delle quote associative.

Il bilancio di Apiservizi srl (chiuso il 31/12/2025 e approvato il 29/04/2026), controllata al 100% da Confapi Brescia, ha rilevato un valore della produzione in linea rispetto al 2024. Il conto economico ha chiuso, al netto delle imposte, con un utile in crescita del 25% rispetto all’esercizio precedente e che è stato destinato a riserva legale e statutaria. Apiservizi eroga consulenze ed assistenza ad aziende associate in diciassette aree fondamentali per l’operatività aziendale, tra le quali: ambiente, certificazioni, energia, elaborazione paghe e gestione del personale, finanza agevolata, formazione, internazionalizzazione e fiere, privacy e sicurezza.

«Il bilancio che approviamo oggi è lo specchio di un’Associazione solida che è stata capace di navigare con fermezza in un 2025 estremamente complesso. Abbiamo affrontato un anno segnato da una perdurante instabilità dei mercati esteri e da dinamiche geopolitiche che hanno inevitabilmente condizionato il tessuto produttivo bresciano – dichiara il presidente di Confapi Brescia, Pierluigi Cordua -. Tuttavia, proprio in queste fasi di incertezza, il ruolo di Confapi Brescia è diventato cruciale: non ci siamo, infatti, limitati alla gestione dell’esistente, ma abbiamo rilanciato. Lo stanziamento di 100mila euro per il Brescia Innovation District rappresenta un rilevante esempio del nostro impegno tangibile per posizionare le nostre PMI alla frontiera dell’innovazione tecnologica, trasformando la sfida della transizione in un’opportunità di crescita. Crediamo, infatti, che una rappresentanza viva debba esprimere con il proprio agito il coraggio che, proprio in momenti complessi come quello che stiamo vivendo, risulta indispensabile».

Questo spirito di rinnovamento trova la sua sintesi visibile anche nella ristrutturazione della sede di via Lippi.

«Abbiamo voluto una “casa degli imprenditori” completamente rinnovata, più funzionale e moderna, che rappresenti il motore pulsante di una progettualità sempre più vicina alle esigenze reali delle nostre imprese – afferma Cordua -. La crescita degli utili di Apiservizi e la stabilità delle quote associative confermano che la strada del servizio e della competenza è quella corretta per sostenere l’eccellenza del nostro territorio».

Economia bresciana, Confapi: incertezza e attese caute per il futuro

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Un finale d’anno segnato dalla debolezza della domanda, dall’aumento dei costi e da prospettive ancora poco definite per il futuro. È questo il quadro che emerge dall’analisi congiunturale del quarto trimestre 2025 realizzata dal Centro Studi di Confapi Brescia. L’indagine si basa su un campione di cento piccole e medie imprese della provincia di Brescia, rappresentativo delle industrie associate a Confapi Brescia, classificato per settore di appartenenza e dimensione aziendale, in termini di numero di addetti e fatturato. All’interno del campione, il settore metalmeccanico rappresenta circa la metà delle imprese intervistate.

Quarto trimestre
Nel quarto trimestre 2025, il 35% delle aziende segnala una crescita del fatturato, mentre il 50% registra una contrazione; il restante 15% dichiara una situazione di stabilità. Un andamento analogo caratterizza gli ordini, in aumento per il 27% delle imprese e in calo per il 50%. L’occupazione rimane nel complesso poco mossa: l’81% delle imprese non rileva variazioni, l’11% segnala un incremento e l’8% una riduzione. Anche gli investimenti appaiono sostanzialmente stabili, sebbene il 19% delle aziende indichi un aumento. Il rapporto evidenzia come l’indebolimento della domanda continui a rappresentare il nodo centrale della congiuntura. A ciò si aggiungono le preoccupazioni legate ai costi di produzione: nel quarto trimestre, il 31% delle imprese osserva un aumento dei costi dell’energia e il 58% un incremento dei costi delle materie prime, a fronte di una quota residuale che segnala riduzioni. Sul fronte della capacità produttiva, nell’ultimo trimestre del 2025 gli impianti lavorano al di sotto della soglia del 70% nel 47% dei casi; tra i rispondenti, 8 imprese su 100 operano con meno della metà della propria capacità produttiva.

Il 2025
Lo sguardo complessivo sul 2025 restituisce l’immagine di un anno complesso per le imprese manifatturiere, segnato da importanti sollecitazioni macroeconomiche, dal perdurare di una domanda debole e frammentata e dalla persistenza di forti instabilità legate ai rischi geopolitici che hanno inciso sul commercio internazionale e domestico. Nel complesso, il 52% delle imprese osserva fatturati e produzione in calo, mentre circa un terzo segnala una crescita. Le contrazioni risultano trainate in particolare dalla riduzione degli ordini interni, rilevata in modo marcato da poco più di due imprese su dieci. Più equilibrato appare il contesto estero, pur interessando una quota più limitata di imprese.

L’outlook per la prima metà del 2026
Le attese per il primo semestre 2026 confermano un clima di cautela diffusa. Con riferimento al mercato domestico, il 33% delle imprese esprime aspettative positive sulla domanda, a fronte di un 35% che prevede un peggioramento. Nell’area dell’Unione europea si registra una leggera prevalenza di giudizi ottimistici (26% contro 17%), mentre nei mercati extra Ue risultano più numerosi i pessimisti (24% contro 13%). In tutti i casi, una larga parte delle imprese preferisce non sbilanciarsi, rafforzando il quadro complessivo di incertezza. Sul fronte dei costi, risultano maggioritari coloro che temono un’ulteriore crescita dei prezzi delle materie prime (35% contro 13%) e dell’energia (19% contro 14%), anche se la maggioranza delle imprese si attende una sostanziale stabilità nel prossimo semestre. Infine, l’indagine analizza le strategie che le imprese intendono adottare nel prossimo futuro: il 40% lavorerà sulla riorganizzazione interna e sull’efficientamento dei costi, il 35% sulla ricerca di nuovi mercati geografici e/o sullo sviluppo di nuovi prodotti e servizi, mentre il 29% punterà sull’introduzione di nuove tecnologie.


Il commento del presidente Cordua
«I dati confermano una fase ancora complessa per il nostro sistema produttivo: alla debolezza della domanda si sommano pressioni significative sui costi – commenta Pierluigi Cordua, presidente di Confapi Brescia -. Le piccole e medie imprese stanno reagendo con pragmatismo, investendo in efficienza, innovazione e diversificazione dei mercati. Per trasformare questa resilienza in crescita strutturale servono però condizioni macroeconomiche più stabili e politiche in grado di sostenere concretamente la competitività delle Pmi, a partire dal costo dell’energia e dall’apertura di nuovi sbocchi di mercato, evitando stalli che oggi penalizzano le imprese, come quello che sta interessando l’accordo Ue – Mercosur».

Brescia, dati Confapi: l’export bresciano continua a soffrire

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Continuano a soffrire le esportazioni bresciane. I dati Istat diffusi oggi e rielaborati dal Centro Studi di Confapi Brescia rilevano che, nel primo trimestre 2025, l’export bresciano si attesta a 5,077 miliardi di euro circa, in lieve contrazione, ma sostanzialmente stabile, rispetto ai 5,089 miliardi di euro del primo trimestre 2024 (-0,25%) e in calo anche rispetto all’ultimo trimestre 2024 (5,092 miliardi).

In crescita, invece, l’import (+6,6%) che passa dai 2,97 miliardi del primo trimestre 2024 ai 3,17 miliardi di euro del primo trimestre 2025. Il saldo commerciale resta ampiamente positivo (1,9 miliardi), seppur in contrazione (nel primo trimestre 2024 era 2,11 miliardi di euro). In calo, nel confronto con il primo trimestre 2024, sono le esportazioni verso tutti i principali partner commerciali: l’export verso la Germania cala da 913 a 908 milioni di euro, quello verso la Francia scende da 565 a 551 milioni e quello verso gli Stati Uniti si contrae da 385 a 363 milioni circa. L’export bresciano verso l’Unione Europea (che da sola rappresenta quasi il 65% sul totale) resta comunque stabile (da 3,25 a 3,27 miliardi di euro).

L’interscambio da e verso l’Asia è invece in crescita significativa: le esportazioni del primo trimestre salgono da 496 a 559 milioni di euro circa (+12,7%), mentre le importazioni passano da 362,5 a oltre 473 milioni di euro (+30%). Incrementate significativamente le vendite verso l’India (da 48 a 72 milioni di euro), mentre per le importazioni si registra una forte accelerazione di beni e servizi provenienti dalla Cina (da 223 a oltre 331 milioni di euro, +48%). L’export verso l’America Latina scende da 129 a 114 milioni di euro e quello verso l’Africa sale da 144 a 152 milioni circa.

«Con la Germania in difficoltà e, a cascata, l’intera Unione Europea, era inevitabile che anche l’export bresciano continuasse a soffrire. I continui mutamenti nella politica commerciale statunitense e le forti tensioni geopolitiche mantengono un clima d’incertezza che non aiuta le imprese a programmare con fiducia». Lo dichiara Pierluigi Corduapresidente di Confapi Brescia, commentando i più recenti dati sull’andamento dell’export. «Secondo gli osservatori, anche nei prossimi mesi la crescita del PIL italiano sarà contenuta – ricorda Cordua -. Per le piccole e medie imprese si tratta di un contesto sfidante, che richiede il coraggio di uscire dalla comfort zone rappresentata dai mercati UE e di avvicinare nuovi sbocchi commerciali. Come Associazione, abbiamo il dovere di leggere per tempo trend e criticità e tradurli in strumenti concreti: servizi aggiornati, supporto nei processi di internazionalizzazione, rappresentanza efficace ai tavoli istituzionali. In tema di semplificazione normativa, burocrazia e costi dell’energia c’è, infatti, ancora molto che si può fare per sostenere le PMI, la principale ossatura del sistema produttivo italiano». Il presidente Cordua invita, infine, a guardare anche con attenzione i primi segni di ripresa: «Ci sono alcuni timidi segnali di miglioramento nel settore industriale, soprattutto sul fronte degli ordinativi – sottolinea -. Sono dati da usare con prudenza: è, infatti, presto per dire che si tratti di un’inversione di tendenza, ma rappresentano comunque un segnale da cogliere con attenzione che consente di guardare al prossimo futuro con maggior fiducia». 

Confapi: terzo trimestre tirato per le imprese bresciane

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Il terzo trimestre 2024 osserva ulteriori segnali di rallentamento per le PMI bresciane. Circa la metà delle imprese interpellate registra, infatti, una riduzione del fatturato (54%), della produzione (48%) e degli ordini (49%). Più limitato – circa un terzo – il numero di imprese che rileva invece una crescita. Ad affermarlo è l’indagine sui dati congiunturali del periodo luglio – settembre 2024, realizzata dal Centro Studi Confapi Brescia interrogando un campione di cento imprese associate, in prevalenza metalmeccaniche, con fatturato tra i due e i 10 milioni di euro e con meno di cinquanta dipendenti.

Qualche timido segnale di vivacità arriva dagli investimenti (in aumento per oltre il 20% delle imprese), in lieve crescita rispetto alla prima parte del 2024, seppur prevalentemente limitati al territorio nazionale. Qualche tensione arriva, invece, dal fronte costi di produzione: 42 aziende su 100 segnalano prezzi di acquisto delle materie prime in aumento e in leggero peggioramento sono anche le rilevazioni sui costi energetici. Il tema centrale, come sottolinea l’indagine, è il rallentamento della domanda. Sono più di 7 su 10 le aziende che individuano nel calo degli ordini la causa principale dell’andamento modesto del terzo trimestre. Solo il 15% delle imprese considera l’andamento della produzione del trimestre legato alla consueta pausa di agosto o, al più, in una chiusura estiva più lunga del solito.

Il rallentamento produttivo ha, però, un impatto sulla forza lavoro, seppur al momento non si parli di licenziamenti. Frena, infatti, la ricerca di nuovo personale e, dall’inizio dell’anno, sono poco meno di una su quattro (23%) le aziende che fanno ricorso agli ammortizzatori sociali o a contratti di solidarietà. Calo della domanda, incertezza sui mercati e revisione alribasso delle attese sul Pil da parte di Istat e FMI hanno effetti anche sulla pianificazione aziendale. Più di un’azienda su cinque (22%) afferma che ha intenzione di modificare i propri programmi, frenando nuove assunzioni o nuovi investimenti. O, appunto, facendo ricorso agli ammortizzatori sociali.

È già avvenuto in questo trimestre, accadrà, presumibilmente, anche nei prossimi mesi e nel 2025. «Le difficoltà della Germania e di altri partner commerciali di riferimento penalizzano inevitabilmente il nostro territorio e le turbolenze su costi delle materie prime e dell’energia non tranquillizzano – commenta il presidente di Confapi Brescia Pierluigi Cordua -. Al momento, fortunatamente, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali è ancora ampiamente sotto controllo. Se la situazione generale si stabilizza e i tassi d’interesse calanti danno una mano, ci sono buoni motivi per continuare a essere prudentemente fiduciosi rispetto al futuro».

Sul fronte della politica industriale, un auspicio: «Fino ad oggi la 5.0 non ha dato i risultati sperati perché la sua messa a terra non sempre è chiara nelle procedure da applicare, soprattutto per le PMI. L’auspicio è che vengano attuate delle semplificazioni quanto prima, in modo tale che i 6,2 miliardi di euro stanziati possano entrare finalmente in circolo. Stiamo parlando di efficientamento energetico delle imprese che, insieme al 4.0 e alla digitalizzazione, rappresentano aspetti fondamentali per permettere alle imprese di diventare più competitive».

Confapi: inflazione e incertezza pesano sulle aziende bresciane

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Gli scenari sull’inflazione per il 2024 sono incerti e dipendono da diversi fattori, tra i quali le politiche monetarie delle banche centrali, l’andamento dei prezzi delle materie prime, la domanda interna ed estera e le aspettative degli operatori economici. Secondo le previsioni elaborate nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema, l’aumento dei prezzi al consumo in Italia si ridurrà all’1,9% nel 2024, dal 5,9% nel 2023, per poi scendere gradualmente fino all’1,7% nel 2026. L’inflazione di fondo diminuirà al 2,2% nell’anno in corso (dal 4,5% nel 2023) e si porterà sotto il 2% nel 2026.Le imprese bresciane devono fare, pertanto, fronte a una situazione di grande volatilità e incertezza e la voce degli operatori sottolinea con decisione questa precarietà di scenario.
Timori non specificatamente rivolti a rischi recessivi, quanto alla persistenza delle difficoltà di previsione a medio-lungo periodo dovute al mantenimento delle condizioni pregresse causate dall’inflazione accumulata.

«Nel nostro settore, come del resto, in generale, in tutta Europa, si registrano segnali di stagnazione economica. È diffusa una contrazione degli ordini sul primo trimestre 2024 e una conferma, a gennaio 2024, da parte delle nostre aziende associate delle ore richieste di cassa integrazione – nota Gianluca Baiguera, presidente di Unionmeccanica Confapi Brescia -. Per contro si evidenzia, a fronte di un clima di incertezza, un aumento delle richieste di informazioni, da parte delle imprese associate, in merito alle condizioni di utilizzo dell’ammortizzatore in commento, a dimostrazione di una presunta previsione di contrazione congiunturale delle produzioni. Continua a manifestarsi molta cautela anche sugli investimenti che, ovviamente, risentono del periodo di grande incertezza economica e dei livelli dei tassi di interesse ancora troppo alti».

«I prezzi dei beni industriali, sospinti anche dai rialzi eccezionali delle quotazioni energetiche, si sono in parte trasmessi ai consumatori -, afferma Pietro Bresciani, presidentedi Unionalimentari Confapi Brescia –. L’inflazione generale rallenta, ma la tendenza non si è ancora esaurita e la lenta riduzione di questo processo ha frenato il rientro dell’inflazione alimentare, accentuando l’erosione del potere d’acquisto». Per il presidente dell’unione di categoria che rappresenta le imprese dell’industria alimentare bresciane c’è da aspettarsi «una conseguente riduzione dei consumi, che si è già vista in maniere decisa all’inizio di quest’anno, con il rischio che ciò possa generare anche impatti sociali, in quanto la disponibilità di cibo è, ovviamente, elemento essenziale per la vita». Per rilanciare la domanda «serviranno politiche atte a contenere e, dove possibile, diminuire, i prezzi in maniera globale e duratura. Sarà necessario lavorare per accordi di filiera, contrastando le speculazioni e intervenendo per contenere i costi di produzione con misure immediate».

Uno scenario condiviso da Paolo Vismara, presidente di Unionchimica Confapi Brescia. Vismara ricorda che Unionchimica «nella sua attività di rappresentanza, si rivolge anche a settori legati alla trasformazione come la gomma – plastica e il vetro -, e questo permette agli operatori una visione del mercato che invita a una grande cautela e attenzione per il momento complesso che l’economia internazionale sta vivendo. A fine 2023, dopo un periodo di forte inflazione, la condizione dell’economia sembrava sfociata in un assestamento dei prezzi. Con le problematiche di inizio anno è tornata l’incertezza», sottolinea Vismara. «Nel nostro settore si sente un crescente allarme legato, innanzitutto, alla mancanza di materie prime critiche – descrive il presidente – che può trasmettersi ai settori impattati dalla trasformazione dei prodotti chimici. Si pensi all’effetto di questa crisi sull’indotto di un comparto come quello dello stampaggio bresciano e a quali ripercussioni potrà generare il crescente rincaro dei prezzi. E ciò mentre aleggia sempre lo spettro della Plastic Tax, che, seppur continuamente rinviata in Europa, è ancora fonte di profonda incertezza». Infine, conclude il presidente di Unionchimica Confapi Brescia, un tema strutturale è rappresentato «dalla difficoltà che gli operatori affrontano nel riempire i magazzini e nel fare forecast per l’anno a venire. Il rischio è che questa incertezza faccia lavorare a corto raggio e navigare a vista».

Confapi, Elia Mondini è il nuovo presidente dei Giovani

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Nel tessuto dinamico dell’imprenditoria bresciana, il Gruppo Giovani Imprenditori Confapi Brescia si appresta a inaugurare un nuovo capitolo con Elia Mondini come presidente appena eletto. Il passaggio di testimone, avvenuto lo scorso venerdì 1 dicembre, ha visto Mondini prendere il timone da Riccardo Costa, titolare dell’azienda associata Elettronica Costa. Elia Mondini, titolare della Zima S.r.l. e già Vice Presidente Vicario del Gruppo, ha espresso gratitudine per il lavoro del suo predecessore e ha manifestato entusiasmo nel guidare il Gruppo Giovani Imprenditori Confapi Brescia. Con un mandato di tre anni davanti a lui, Elia Mondini ha sottolineato l’importanza di guardare al futuro con un’ottica lungimirante. “Nei prossimi tre anni, mi concentrerò su un impegno totale per contribuire alla continua crescita della nostra Associazione, promuovere l’innovazione e creare un ambiente imprenditoriale favorevole”, ha dichiarato Mondini.

Ad affiancare il neo eletto Presidente, per contribuire al successo e alla realizzazione degli obiettivi ambiziosi del gruppo, saranno il Vice Presidente VicarioMarta Benussi (S.A.R.A. Ing. Sandro Benussi srl), il Vice Presidente  Carlo Fazzari (Physical Therapy Center srl ) ed il rinnovato Consiglio Direttivo composto da: Lorenzo Boletti (Imbal Line S.p.a.), Leonardo Busi (Busi Giovanni srl), Delia Costa (Elettronica Costa srl), Chiara Maria Mannarino (Frankalza srl), Alessandro Polini (A.P.R. srl), Giacomo Vinati (Vinati srl) e Marco Uberti (Trismoka srl). In questa visione, la sinergia con il Consiglio Direttivo del Gruppo Giovani Imprenditori assume un ruolo cruciale. “In collaborazione con il Consiglio Direttivo del Gruppo, composto da professionisti altamente qualificati, affronteremo le sfide e coglieremo le opportunità del panorama imprenditoriale odierno. Il nostro successo dipende dalla forza del team e dalla capacità di affrontare le sfide in modo dinamico“, ha affermato. “Insieme miriamo a creare sinergie che ci permettano di adattarci e crescere in un ambiente imprenditoriale in continua evoluzione.” In conclusione, Elia Mondini riafferma il suo impegno per un mandato costruttivo: “Sono entusiasta di questa straordinaria opportunità, insieme, realizzeremo un impatto significativo, guidati dalla determinazione di costruire un futuro imprenditoriale prospero e dinamico per tutti.”

Il Gruppo Giovani Imprenditori Confapi Brescia, riconosciuto per la sua capacità di generare idee fresche e prospettive innovative, incarna il futuro dell’Associazione. L’energia giovane e dinamica del gruppo agisce come catalizzatore per l’evoluzione e la crescita costante dell’organizzazione. Il coinvolgimento attivo di giovani talenti imprenditoriali offre una prospettiva innovativa, delineando il percorso futuro dell’Associazione.

Api Brescia, Cordua confermato alla presidenza

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Pierluigi Cordua continuerà a guidare Confapi Brescia anche nel triennio 2023-2026. Il consiglio direttivo rinnovato, riunitosi al termine dell’assemblea elettiva tenutasi nel pomeriggio di qualche giorno fa nella sede dell’Associazione in via Lippi, ha confermato a Cordua la propria fiducia alla guida dell’associazione. A riportarlo è il quotidiano di Brescia e provincia BsNews.

Amministratore delegato dell’azienda ISVE Spa, con sede a Poncarale (BS), specializzata nella realizzazione di impianti per il riciclaggio di prodotti non ferrosi e per il trattamento del legno, avvia pertanto quest’oggi il suo secondo mandato. Cordua è attualmente membro della giunta di Confapi, a supporto del presidente nazionale Cristian Camisa. Un ruolo che giunge al culmine di una lunga e attiva vita associativa. Ha, infatti, in passato ricoperto i ruoli di consigliere di Confapi Brescia, durante i mandati di Maurizio Casasco e di Douglas Sivieri, e di Unionmeccanica Confapi Brescia. Una partecipazione iniziata come consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori territoriale. Ha, inoltre, ricoperto il medesimo ruolo in Confapi Servizi nazionale. Sposato con tre figlie, Cordua è stato, inoltre, nel 2015, presidente del Rotary Club Valle Sabbia Centenario.

«Ringrazio per la rinnovata fiducia nel mio operato alla guida della nostra grande Associazione – ha commentato il presidente Cordua -. Un lavoro che, con grande senso di responsabilità ed entusiasmo, proseguirò con il sostegno vivo e partecipato dei consiglieri confermati e dei nuovi colleghi imprenditori che accolgo con grande piacere. Assieme opereremo in questo triennio di grandi sfide per il nostro tessuto produttivo. Per affrontarle al meglio, confermeremo e rinsalderemo la nostra strategia fondata su apertura e collaborazione con istituzioni, enti e altre rappresentanze del territorio. Forte, infatti, la nostra convinzione: il benessere delle nostre imprese potrà essere ricercato solo attraverso un approccio nel quale cooperazione, confronto e competenza possano essere costantemente garantiti. Intendiamo, inoltre, propiziare lo sviluppo delle nostre Unioni di categoria. La specializzazione, infatti, si tramuta anche in vantaggio competitivo per le nostre imprese. Una leva che intendiamo mettere a disposizione dei nostri imprenditori, affiancandoli in questi tempi di grandi mutazioni. Nuovi equilibri globali in definizione, transizione green, digital innovation e intelligenza artificiale sono solo alcuni degli elementi che daranno corpo ad un futuro in discontinuità rispetto a modelli che credevamo granitici. Competenze verticali e specifiche potranno rappresentare un prezioso strumento per orientarsi in questi mutamenti».

Di seguito i risultati per la votazione dei quindici membri del nuovo Consiglio Direttivo (in ordine alfabetico):

1.          Massimo Berardi – Costruzioni Generali Italiane Spa (Corte Franca – BS)

2.         Amedeo Bonomi – Omal Spa SB (Rodengo Saiano – BS)

3.         Pierluigi Cordua – I.S.V.E Spa (Poncarale – BS)

4.         Delio Dalola – Dispari Società Cooperativa Sociale Onlus (Corte Franca – BS)

5.         Monica Ferraboli – Meccanica Ponte Chiese Srl (Prevalle – BS)

6.         Michele Maltese – Bizonweb Srl (Brescia)

7.         Marco Mariotti – Sidermariotti Srl (Pontevico – BS)

8.         Giuseppe Mezzini – Doblone Srl (Brescia)

9.         Anna Pasotti – Sostenibilità d’impresa (Bassano Bresciano – BS)

10.      Giuseppe Raineri – A.F.G.P. – Associazione Formazione Giovanni Piamarta (Brescia)

11.       Williams Salvini – O.P.S. Officine Pressofusione Scotti Srl (Monticelli Brusati – BS)

12.      Paolo Uberti – Trismoka Srl (Paratico – BS)

13.      Daniele Vertua – Facchini Francesco Spa (Castrezzato – BS)

14.      Matteo Vinati – Vinati Srl (Nave – BS)

15.      Paolo Vismara – VPM Group Srl (Alfianello – BS)

Api, il 29 settembre l’assemblea per eleggere il presidente

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Si terrà venerdì 29 settembre nella sede di via F. Lippi, alle ore 16:30, l’assemblea elettiva di Confapi Brescia durante la quale saranno votati ed eletti i quindici nuovi componenti del Consiglio Direttivo dell’Associazione per il prossimo triennio. Fra i 15 soci neo eletti il Consiglio Direttivo eleggerà – nella stessa giornata di venerdì 29 settembre o in data successiva – il Presidente e, su indicazione di questo, cinque Vicepresidenti designando fra questi il Vicario ed il Tesoriere.

La Giunta è costituita dal Presidente e dai 5 Vice Presidenti e decade alla scadenza del Consiglio Direttivo. Come previsto dalla Statuto dell’Associazione, ogni socio ha diritto ad un voto, indipendentemente dalle dimensioni e dalla quota versata. Nella stessa occasione verrà nominato il Collegio dei Sindaci ed il Collegio dei Probiviri. Il Presidente uscente, Pierluigi Cordua, era stato eletto nel 2020.

Elezioni regionali, ecco le proposte unitarie delle associazioni di categoria bresciane

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Come già avvenuto per le elezioni politiche dello scorso settembre, le 14 Associazioni di categoria bresciane – che contano oltre 40.360 imprese associate e un totale di 240.500 collaboratori – hanno presentato un manifesto unitario con le proposte per i candidati alle imminenti elezioni regionali lombarde, in programma il prossimo 12 e 13 febbraio.

A firmare il documento sono: Ance Brescia, Associazione Artigiani di Brescia e provincia, Assopadana, Agricoltori Italiani, CNA Brescia, Coldiretti Brescia, Confagricoltura Brescia, Confapi Brescia, Confartigianato Brescia e Lombardia Orientale, Confcommercio Brescia, Confcooperative Brescia, Confesercenti della Lombardia Orientale, Confindustria Brescia e FAI Brescia.

In particolare, il manifesto traccia le 10 traiettorie evolutive ritenuta imprescindibili per la prossima legislatura di Regione Lombardia.

Spiccano in particolare, tra i punti affrontati:

·        La necessità di limitare il numero delle deleghe assessorili per garantire efficacia e controllo del piano di azione regionale, assicurando in questo modo un confronto costante e preventivo con il mondo dell’impresa per affrontare insieme i dossier progettuali.

·        L’importanza di una Regione Lombardia che sia protagonista a Bruxelles, diventando ambasciatrice delle sfide che riguardano le imprese lombarde, dal Fit for 55 alla Politica di Coesione al FESR e FES.

·        Uno sviluppo armonico e sostenibile del territorio lombardo, in cui Brescia – seconda provincia della Regione per rilevanza economica, sociale e demografica e tra le principali forze motrici del Paese – possa assolvere al ruolo di “cerniera” per avvicinare le molte realtà lombarde, fortemente eterogenee per dinamiche economiche e sociali.

·        L’attenzione a progetti seri e concreti per vincere le sfide del PNRR, e la volontà di dare corpo a un nuovo hub per l’innovazione sostenibile.

·        La valorizzazione del capitale umano come fattore imprescindibile di successo per il sistema imprenditoriale lombardo grazie a un sistema formativo che, fondato su solide competenze locali, sarà rafforzato anche da 6 nuovi percorsi ITS, in grado di attrarre talenti.

·        La necessità di una Regione che sostenga in modo deciso e concreto opere essenziali per la mobilità di persone e merci, concentrandosi su dossier quali AV del Garda, Aeroporto di Montichiari, Piccolo Scalo Merci e Raccordo autostradale della Valtrompia.

·        Un approccio non ideologico al tema dell’autonomia differenziata, nella fiducia di un’Italia unita, ma allo stesso tempo nella consapevolezza che la Regione – se beneficiasse di una più ampia autonomia amministrativa e organizzativa – potrebbe essere ancora più competitiva, semplificando alcuni processi.

“Come già avvenuto nelle elezioni politiche, l’obiettivo delle Associazioni è stato di proporre, con un’unica voce ed un approccio di corretta equidistanza rispetto ai vari candidati, un pensiero unitario – il commento dei Presidenti delle 14 Associazioni coinvolte –, che va aldilà delle singole sigle di rappresentanza, sui principali fattori da attenzionare nella prossima Legislatura di Regione Lombardia. Siamo consapevoli che nel quinquennio in arrivo ci attendono sfide fondamentali per il futuro del nostro territorio, e Brescia può e deve, in questo senso, far sentire la sua voce e la sua importanza.”

Indagine Confapi: segnali di ripresa per le Pmi lombarde

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Segnali di ripresa sul finire del 2022 per le piccole e medie imprese lombarde che si mostrano fiduciose per l’anno appena cominciato. È quello che emerge principalmente dall’analisi congiunturale redatta dal Centro Studi di Confapindustria Lombardia relativa al quarto trimestre 2022 e inizio 2023. Indagine che ha coinvolto circa 300 pmi lombarde del sistema Confapi, in gran parte del settore metalmeccanico di medie dimensioni.

Dopo un anno, vissuto affrontando vari ostacoli (aumento dei prezzi delle materie prime, energia, gas e conseguenze della guerra in Ucraina) il 2022 si chiude con segnali positivi per il manifatturiero lombardo. Bene soprattutto il fatturato che aumenta per 5 aziende su 10, ampiamente stabili occupazione e investimenti, gli ordini crescono però solo per il 36% degli intervistati. Si registra un rallentamento nei costi delle materie prime e dell’energia che ha quindi un effetto positivo sulle aziende.

Per quanto riguarda gli ordini l’Italia rappresenta il territorio con maggiori segnali di vitalità, per più della metà degli imprenditori il “fatturato nazionale” è in aumento, fuori dall’Europa si registra stabilità, ma per più di 4 intervistati su 10 la domanda sta calando anche in modo marcato.

Complessivamente il 2022 si chiude con risultati buoni nei tre principali indicatori di congiuntura: gli ordini domestici sono positivi per 6 aziende su 10, la produzione altrettanto per meno di 7 intervistati su 10, occupazione stabile per 6 su 10. Sono indicatori migliori rispetto al resto dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle e si registra una parziale revisione al rialzo delle previsioni al 2023 che rappresenta un’iniezione di fiducia per le pmi lombarde.

Il raffreddamento dei prezzi delle materie prime e i valori energetici in forte calo hanno avuto un effetto positivo sulle nostre imprese – commenta Luigi Sabadini presidente di Confapindustria Lombardia -. Questi due aspetti sono determinanti per tornare a lavorare con maggior fiducia e serenità rispetto all’anno scorso, anche se prevale un atteggiamento di forte cautela tra gli imprenditori, speriamo in particolare che i prezzi relativi all’energia continuino con questo trend e che le tensioni internazionali non tornino a farla da padrone. Possiamo riassumere la situazione affermando che nel 2022 abbiamo toccato il fondo e ora stiamo risalendo”.

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