A2A: ecco i risultati della trimestrale
Si è riunito ieri il Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A. che, sotto la Presidenza di Marco Patuano, ha esaminato e approvato l’Informativa trimestrale al 30 settembre 2020. RIPORTIAMO IL COMUNICATO RIASSUNTIVO:
Il Gruppo A2A ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con apprezzabili risultati, pur operando in un contesto molto complicato, caratterizzato dal dilagare dell’emergenza sanitaria ed economica a seguitodella pandemia da COVID19
“Nel valutare i risultati di questi primi nove mesi – commenta l’Amministratore Delegato Renato Mazzoncini – siamo soddisfatti in particolar modo da quelli operativi: nonostante l’emergenza e le difficoltà causate della pandemia siamo riusciti a dare continuità e qualità ai nostri servizi, a garantire la tutela della salute dei nostri dipendenti e a mettere le basi per lo sviluppo futuro attraverso investimenti superiori a quelli realizzati nei primi 9 mesi del 2019.I risultati economico – finanziari, conseguiti in un contesto senza precedenti, confermano la solidità del Gruppo e la sua resilienza. La contrazione è di fatto imputabile prevalentemente alla BU generazione fortemente penalizzata da uno scenario energetico molto debole il cui impatto è stato contenuto, oltre che dalla strutturale pluralità delle fonti di produzione, da una accorta attività di copertura realizzata nei mesi precedenti. Il Gruppo, pur in uno scenario con prezzi del gas e dell’energia in contrazione- continua Mazzoncini – trae la sua forza dalla differenziazione dei propri Business e dal forte attaccamento ai territori che ci consentono di guardare ai prossimi mesi con tranquillità”.
La situazione emergenziale ha avuto forti ripercussioni sul quadro economico e finanziario mondiale, anche se con un diverso grado di intensità nei mesi. La curva epidemiologica e le relative misure di contenimento, infatti, hanno avuto nel periodo in esame un diretto riflesso sullo scenario economico: una forte caduta in concomitanza con le sospensioni delle attività disposte in primavera, seguita da una lieve ripresa nei mesi estivi. In particolare, l’economia italiana ha registrato nel terzo trimestre un forte recupero del settore manifatturiero e timidi segnali di miglioramento dell’export, che hanno favorito la risalita di alcuni indicatori di consumi e di prezzi, in parziale recupero e comunque più bassi rispetto all’anno precedente. Per quanto attiene i consumi energetici in particolare, il fabbisogno netto di energia elettrica in Italia nei primi nove mesi del 2020 è stato pari a 225.154 GWh, evidenziando una contrazione del 6,9% rispetto ai volumi dello stesso periodo del 2019 (81.640 GWh nel terzo trimestre 2020, -3,1% rispetto al corrispondente periodo del 2019); nei primi nove mesi dell’anno in corso, inoltre, la domanda di gas naturale ha registrato un calo dell’8% rispetto al corrispondente periodo del 2019, attestandosi a 49.567 Mmc (13.722 Mmc nel terzo trimestre 2020, in linea con il medesimo periodo dell’anno precedente). In relazione alla dinamica dei prezzi dei beni energetici, nei primi nove mesi del 2020 la fase di decrescita dei prezzi già in corso è stata accentuata dall’emergenza sanitaria: il PUN (Prezzo Unico Nazionale) ha registrato valori estremamente bassi con minimi storici sia per il mese di maggio, con una quotazione pari a 21,79 €/MWh, che per il mese di giugno con 28,01 €/MWh, per poi iniziare la risalita raggiungendo nel mese di settembre il valore di 48,80 €/MWh. Nei nove mesi il PUN Base Load ha evidenziato una contrazione del 33,8%, attestandosi a 35,6 €/MWh, contro i 53,8 €/MWh del 2019; quotazioni medie in diminuzione sono state registrate anche per il prezzo nelle ore di alto carico (-32,2% per il PUN Peak Load che si attesta a 39,9€/MWh).Il prezzo medio del gas al PSV nel periodo in esame è stato pari a 9 €/MWh, in diminuzione del 45,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In tale contesto caratterizzato da dinamiche di consumi e prezzi comunque fortemente critiche, nonostante i segnali di ripresa del terzo trimestre, il Gruppo A2A è riuscito a conseguire risultati economico-finanziari soddisfacenti, contenendo la riduzione di marginalità e garantendo un livello di investimenti addirittura superiore a quello dell’anno precedente che già aveva registrato un valore record per l’azienda, nell’ambito di elevati standard di qualità dei servizi erogati e di sicurezza per il propri dipendenti.
Nei primi nove mesi del 2020 i Ricavi del Gruppo A2A sono risultati pari a 4.805 milioni di euro, in diminuzione del 10,7% rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente. La riduzione ha riguardato prevalentemente il mercato energetico all’ingrosso a seguito sia dei minoriprezzi dell’energia elettrica e del gas sia della diminuzione dei volumi venduti del portafoglio industriale gas, nonché i mercati retail gas e teleriscaldamento per i minori prezzi unitari e per le minori quantità vendute anche a causa della peggiore termicità. Hanno inoltre contribuito negativamente i ricavi relativi ai contributi tariffari riconosciuti ai distributori per l’annullamento dell’obbligo dei titoli di efficienza energetica (TEE) a causa del posticipo del relativo termine da maggio a novembre. Il Margine Operativo Lordo si è attestato a 822 milioni di euro, in diminuzione di 64 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2019 (-7,2%). Al netto delle partite non ricorrenti (+4 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020 +26 milioni di euro nel corrispondente periodo del 2019), il Margine operativo lordo ordinario è diminuito di 42 milioni di euro (-5%). La contrazione del risultato ordinario è stata principalmente determinata dalla diminuzione di marginalità registrata nella Business Unit Generazione & Trading penalizzata, come appena ricordato, da uno scenario energetico molto debole
Il Risultato Operativo Netto, pari a 400 milioni di euro risulta in calo di 52 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2019 (452 milioni di euro). Tale variazione è riconducibile a: •diminuzione del Margine Operativo Lordo come sopra descritto (-64 milioni di euro);•incremento degli ammortamenti relativi principalmente agli investimenti effettuati nel periodo ottobre 2019 – settembre 2020 e al ripristino di valore degli impianti di A2A Gencogas a seguito di impairment test al 31 dicembre 2019 (-33 milioni di euro); •svalutazione per 43 milioni di euro effettuata nel terzo trimestre 2019 relativa alla discarica di Grottaglie in conseguenza delle ridotte capacità reddituali future sulla base della sentenza del Consiglio di Stato del 28 agosto 2019 (+43 milioni di euro) •accantonamenti netti derivanti da minori accantonamenti a fondo rischi nell’anno in corso e maggiori rilasci di fondi rischi e crediti eccedenti effettuati nell’anno precedente (+2 milioni di euro).L’Utile Nettodi pertinenza del Gruppo nei primi nove mesi del 2020 risulta pari a 219 milioni di euro, in diminuzione del 12,4% rispetto a quello registrato nel corrispondente periodo del 2019. Tale variazione è riconducibile alla diminuzione del Risultato Operativo Netto per le ragioni sopramenzionate e all’aumento della quota di utile destinato ai terzi mitigati dalla diminuzione degli oneri finanziari netti e delle imposte.
4 La Posizione Finanziaria Netta di Consolidato al 30 settembre 2020 risulta pari a 3.381 milioni di euro (3.154 milioni di euro a fine 2019). Escludendo le variazioni di perimetro intervenute nei primi nove mesi del 2020 la PFN si attesta a 3.249 milioni di euro, registrando un assorbimento di cassa pari a 95 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019.
Bonometti (Confindustria) al Wmf2020: investire su poche priorità di lungo periodo
Intervenendo al forum mondiale delle aziende manifatturiere (Wmf) di Cernobbio, il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti ha indicato la strada che la politica italiana deve imboccare per sostenere le imprese del settore. Riportiamo il testo integrale del suo discorso, inoltrato ai giornali.
IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO DI BONOMETTI
Il futuro dell’industria italiana dipenderà dalle scelte che faremo in questi mesi. L’industria manifatturiera è stata colpita da un duplice shock indotto dalla pandemia, che ha colpito sia la domanda che l’offerta. La conferma viene dal calo dei fatturati e della perdita di produzione, che subiranno nel 2020 una contrazione a doppia cifra.
Le industrie italiane hanno saputo resistere prima e stanno reagendo ora, confermando come il manifatturiero sia il traino per l’intera economia e unica leva per creare sviluppo e occupazione. Vanno create le condizioni per ridare fiducia alle imprese. C’è quindi bisogno di una politica industriale concentrata su poche priorità di lungo periodo, per sostenere l’industria ad affrontare la competizione mondiale, favorendo l’adattamento verso i megatrend della manifattura del futuro a livello globale.
Dobbiamo rafforzare la capacità delle aziende di consolidare la propria posizione nelle catene globali del valore, di accedere alle nuove tecnologie e di stare sui mercati internazionali.
La fase di crisi accelererà alcuni processi di innovazione che erano già avviati verso la transizione al 4.0 e che si tradurranno in investimenti in automazione, nella gestione degli stabilimenti produttivi e della logistica, in incremento della digitalizzazione, in investimenti green e in nuove infrastrutture per la mobilità.
Saranno necessari grandi investimenti anche sui nuovi prodotti con innovazioni tecnologiche e soluzioni sostenibili, per soddisfare la richiesta del mercato globale.
In questa epoca di incertezza e disorientamento, la visione e i progetti della World Manufacturing Foundation – di cui Confindustria Lombardia è uno dei fondatori – indicano la via da seguire.
Le risorse messe a disposizione dal Recovery Fund non dovrebbero essere spese per preservare l’esistente, ma dovrebbero favorire una vera e propria rivoluzione dell’assetto produttivo del paese.
Il digitale è la “nuova fiera” per aziende e prodotti: come trovare nuovi clienti e vendere grazie alla tecnologia
L’emergenza sanitaria rende impraticabili fiere, eventi ed incontri commerciali ed impone nuovi processi di vendita attraverso una comunicazione digitale con i clienti e tutti i protagonisti del ciclo attivo di ogni azienda. Questa peraltro era già una trendenza preesistente alla crisi, trainata dalla sempre più diffusa necessità di limitare i spostamenti fisici e conseguenti tempi e costi di trasferta. L’utilizzo di canali digitali è sempre più il modo con cui si gestisce la relazione con il cliente. Per utilizzare al meglio il canale digitale superando i limiti della comunicazione a distanza possono essere impiegate numerose soluzioni tecnologiche:
CUSTOMER GENERATOR
Il Customer Generator è la migliore soluzione per scoprire chi sta visitando il tuo website. Attraverso l’uso dell’Intelligenza artificiale e fonti dati specificatamente qualificate per le aziende italiane si realizza una dinamica vincente nel B2B Marketing. Customer Generator permette di attivare anche form dinamici a comparsa che possono essere configurati per raggiungere il visitatore giusto al momento giusto e con il messaggio migliore. Attraverso questa soluzione un’azienda può realizzare una strategia di “vendita digitale” oggi sempre più importante fornendo al CRM segnalazioni in tempo reale e realizzando anche nel B2B logiche evolute di marketing.
Customer Generator è per tutte queste ragioni uno strumento unico a disposizione delle aziende italiane che in pochissimo può capovolgere il funnel di vendita.
L’approccio di Account Based Marketing è quello che permette di capovolgere il funnel: cioè di dedicarsi solo ai potenziali clienti più promettenti, senza investire tempo e budget su interlocutori a basso valore. Questa è la filosofia che sta dietro al Customer Generator e questo è l’approccio che vediamo funzionare in questo periodo storico dove c’è scarsità di risorse ma soprattutto di tempo.
MIXED REALITY
La fisicità dei prodotti può essere mantenuta anche nel mondo digitale sfruttando al meglio le caratteristiche spaziali e di contesto. Crea le tue esperienze grazie alle tecnologie più avanzate e rendi indimenticabili le tue campagne promozionali. La Mixed Reality ti permette di essere fisicamente presente nella vita dei tuo clienti.
Molte piattaforme consentono di sviluppare facilmente prodotti e soluzioni in Realtà Aumentata. Un’azienda può immaginare, ed offrire esperienze profondamente coinvolgenti per i tuoi clienti. Aumenta l’attrattività e le conversioni con esperienze aumentate, su misura per il tuo specifico segmento di clienti.
NUOVI MODELLI DI BUSINESS ATTRAVERSO IL DIGITAL COMMERCE
Attraverso un sistema di commercio elettronico, un’azienda può portare la sua vetrina su ogni canale digitale, dando così ai clienti gli strumenti per cercare efficacemente ciò di cui hanno bisogno. Il sistema permette all’azienda di mettere in campo dinamiche di promozione per farsi trovare velocemente online dai propri clienti. Inoltre sono implementati all’interno della soluzione strumenti per l’analisi delle conversazioni e la loro profilazione.
L’azienda può anche implementare un modello di business a sottoscrizione. Si viene così a creare una relazione continuativa con i clienti, aumentando il valore e la qualità del servizio. I vantaggi per l’azienda si realizzano sia in termini di maggiori ricavi e maggior efficienza, sia in termini di una migliore pianificazione e semplificazione dei processi operativi grazie una domanda più stabile.
CUSTOMER DATA PLATFORM
La Customer Data Platform è un software gestionale che ha lo scopo di creare un database clienti unico, che sia duraturo e accessibili da altri sistemi. I dati estratti, da fonti esterne e interne, vengono puliti e messi assieme per delineare il profilo del cliente specifico. Una volta fatto ciò, vengono resi fruibili per gli altri strumenti per il marketing e la vendita.
Il valore del mercato della Customer Data Platform è triplicato negli ultimi 12 mesi. Oggi, questa tecnologia analizza le prestazioni delle attività di marketing, rende disponibile la modellazione predittiva e supporta il content marketing. Quali sono le caratteristiche di una Customer Data Platform ?
– Avere un database dei dati cliente unico e duraturo nel tempo, che utilizza come fonti sia sorgenti esterne che interne;
– La capacità di raccogliere i dati online di individui unici ma anonimi;
– La possibilità di individuare il touchpoint o il contenuto ottimale per il cliente, grazie a un sistema predittivo su base Intelligenza Artificiale;
– La capacità di condurre survey brevi ed efficaci grazie a strumenti di ricerca al pubblico già implementati all’interno;
– La possibilità di accedere a sistemi esterni per la gestione di campagne pubblicitarie, analisi qualitative e ricerche di mercato.
CUSTOMER RELATIONSHIP MANAGEMENT
L’obiettivo del CRM è permettere alle aziende di restare in contatto con i propri clienti in modo continuativo, attraverso strategie di marketing orientate al miglioramento del rapporto con il cliente. In un’impresa “market-oriented” il mercato non è più rappresentato solo dal cliente, ma dall’ambiente circostante, con il quale l’impresa deve stabilire relazioni durevoli di lungo periodo. Il CRM si spinge sostanzialmente secondo quattro direzioni differenti e separate:- La gestione di tutto il proprio parco clienti;
– L’aumento delle relazioni con i clienti più strategici;
– La fidelizzazione più longeva possibile di tutti gli interlocutori nel ciclo attivo;
– La trasformazione degli attuali clienti in ambasciatori dell’azienda.
Per maggiori informazioni: www.neosconsulting.it
Coronavirus, ecco il manifesto delle categorie imprenditoriali della Provincia di Brescia
LE ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI BRESCIANE HANNO SOTTOSCRITTO UN MANIFESTO UNITARIO PER PRENDERE POSIZIONE SUL CORONAVIRUS E CHIEDERE AZIONI CONCRETE A GOVERNO E REGIONE. LO PUBBLICHIAMO IN MANIERA INTEGRALE:
La salute e la tutela sanitaria della comunità locale oggi sono e devono restare la priorità dell’agire quotidiano.
Ne sentiamo la responsabilità; come nei mesi scorsi, intendiamo contribuire alla salvaguardia e alla tutela delle persone, rispettando le indicazioni contenute nel DPCM del 4 novembre.
Invitiamo tutti a fare altrettanto: rispettiamo scrupolosamente le prescrizioni previste dal DPCM perché questo contribuirà a limitare la diffusione del virus.
Testimoniamo con i fatti, quindi con i comportamenti e i dati sanitari, che Brescia non può e non deve essere individuata tra le zone rosse del Paese.
Per questo abbiamo preso atto, responsabilmente seppur con stupore, della decisione Governativa di classificare la provincia di Brescia all’interno della zona rossa lombarda.
Lo abbiamo fatto nonostante siamo pienamente consapevoli dell’impatto che una simile decisione determinerà in generale sul sistema delle imprese locali, già duramente provate dal precedente lockdown e dall’innegabile crollo dei consumi.
Lo facciamo perché siamo consapevoli che non ci potranno essere occupazione e lavoro, benessere e consumi, se non si tornerà ad una situazione sanitaria sicura e stabile, tale da ridare fiducia alla gente, consentendole di tornare ad una vita normale, senza limitazioni di mobilità, orari e socializzazione.
Siamo seriamente preoccupati per le conseguenze sociali, economiche, per il crescente disagio sociale che giorno dopo giorno registriamo in un territorio già profondamente ferito dal lockdown di inizio anno.
La nuova ondata della crisi Coronavirus, infatti, sta producendo un ulteriore shock sul benessere sociale e sulle attività economiche della nostra provincia, spesso in modo irrimediabile.
Chiediamo al Signor Ministro della Salute e al Governatore della Regione di condividere sin d’ora i 21 elementi che determinano la scelta per la zonizzazione del territorio, al fine di poter spiegare a tutti i nostri interlocutori lo stato di fatto.
Chiediamo anche che si passi dalla zonizzazione di perimetro regionale ad una con criterio provinciale, laddove i 21 indici sanitari dimostrino che l’area bresciana non si caratterizza con lo stato di crisi sanitaria di massima gravità.
Pretendiamo altresì che dalle parole si passi ai fatti, traducendo le promesse fatte dal Governo e dal Presidente del Consiglio in veri, tangibili ed automatici ristori per tutti coloro i quali oggi devono abbassare le serrande senza certezze per il futuro, per le filiere collegate e per chi lavora in tali attività. Ci aspettiamo che le possibili soluzioni arrivino in tempi brevi, considerate la gravità della situazione e l’importanza di fornire alle imprese risposte chiare ed immediate.
Parimenti ci attendiamo che tutti gli Enti Locali sospendano l’esazione di tutti i tributi locali a carico delle imprese nuovamente fermate dal lock down e di tutte quelle che, essendo in filiere di queste, vedono le loro attività ridursi drasticamente.
Specificatamente e con vigore chiediamo all’Amministrazione finanziaria di permettere a tutte le attività lese dall’ultimo decreto, di derogare i termini del versamento degli acconti di tutte le imposte nazionali posticipandoli ad aprile 2021, come già concesso dal cosiddetto “Decreto agosto” per le attività colpite dalla prima ondata.
Parimenti, chiediamo con fermezza che la Pubblica Amministrazione rispetti i tempi di pagamento verso il privato e limiti al massimo le disfunzioni burocratiche derivanti da una non corretta modalità di accesso agli uffici e di organizzazione dello smart working.
Auspichiamo inoltre che il Sistema bancario sia alleato dell’impresa locale, assicurandole liquidità e flessibilità nella gestione della gestione dei flussi finanziari
Se non ci sarà l’impegnò di tutti, Istituzioni e sistema bancario in primis, assisteremo alla scomparsa di una parte significativa del sistema bresciano d’impresa.
A tutti, in questo momento, spetta il dovere di sostenere la filiera d’impresa locale, attivando ogni iniziativa che possa difendere questo patrimonio, per traghettarlo aldilà di questa fase di grande incertezza, proiettandolo verso una nuova dimensione di sviluppo economico-sociale.
ANCE – COLLEGIO COSTRUTTORI EDILI |
APINDUSTRIA |
ASCOM – ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI – CONFCOMMERCIO |
ASSOCIAZIONE ARTIGIANI |
ASSOPADANA |
CIA – CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI EST LOMBARDIA |
CNA – CONFEDERAZIONE NAZIONALE DELL’ARTIGIANATO |
COLDIRETTI BRESCIA – FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI BRESCIA |
CONFAGRICOLTURA – UNIONE PROVINCIALE AGRICOLTORI |
CONFARTIGIANATO IMPRESE BRESCIA E LOMBARDIA ORIENTALE |
CONFCOOPERATIVE BRESCIA |
CONFESERCENTI DELLA LOMBARDIA ORIENTALE CONFINDUSTRIA BRESCIA |
FAI – FEDERAZIONE AUTOTRASPORTATORI ITALIANA |
L’impatto del Covid-19 sull’economia in Lombardia, Cna: nel 2020 Pil in calo del 9,6%
L’impatto del Covid-19 sull’economia in Lombardia
Il Pil lombardo dalle ultime stime di CNA Lombardia risulta in flessione del 9,6% nel 2020. Consumi ed investimenti si confermano in picchiata, rispettivamente del 9,1 e del 13,6%. I danni economici e sociali dello stop and go cui me attività imprenditoriali sono state sottoposte nel corso del 2020 per contenere il virus Covid 19 saranno purtroppo di lungo periodo, anche se reversibili. Al termine del 2021 potremmo essere risaliti ad un livello di PIL che ci collocherà al – 3,6% rispetto al 2019.
È una fotografia dolorosa quella che CNA Lombardia ha scattato nelle ultime ore per spiegare a media, politica, pubblica amministrazione e stakeholder il livello di allarme della crisi pandemica e per chiedere misure energiche e tempestive.
Il primo aspetto su cui il Presidente degli artigiani e delle micro e piccole imprese lombarde di CNA insiste è la tempestiva disponibilità del Governo a fare di più per le imprese delle zone rosse: “Apprezziamo l’impianto del decreto varato dal Governo con il Consiglio dei Ministri del 6 novembre. Bene l’allargamento e l’incremento dei ristori, ma ci vogliono molte molte più risorse.”
Una misura che CNA Lombardia chiede con forza per le imprese chiuse delle zone rosse è l’individuazione di un periodo d’imposta da azzerare completamente in relazione al regime del fermo delle attività. Parolo è netto: “Non basta congelate, non basta rinviare, occorre azzerare le imposte per gli operatori economici chiusi nelle zone rosse, naturalmente in relazione temporale al periodo di chiusura”.
Le disposizioni delle ultime ore riservano ancora margini di contraddizione che secondo CNA Lombardia andrebbero tempestivamente risolti. Nelle zone rosse mentre le imprese di acconciatura possono giustamente operare, finalmente riconosciute come attività di fondamentale servizio alla persona e come ambienti per definizione salubri e di grande attenzione all’aspetto igienico-sanitario, tutta la filiera dell’estetica viene arbitrariamente esclusa.
“Un fatto di cui sfugge la ratio” osserva il Presidente Parolo. “La filiera dell’estetica non presenta rischi di assembramento. Ci si va su prenotazione. È oltremodo rispettosa delle norme igienico-sanitarie. È del tutto omologa alla filiera dell’acconciatura. Parliamo di 6 miliardi di fatturato annui, 263 mila addetti in 130 mila saloni dedicati al benessere, con oltre 1 milione di visite all’anno. Solo in Lombardia sono 25 mila i saloni, per un fatturato di oltre 1 miliardo di euro.”
Righettini (Aib): aziende dei bus turistici siano inserite tra quelle danneggiate dal lockdown
A seguito dei recenti sviluppi legati all’emanazione del DPCM 4 novembre e dell’istituzione della zona rossa relativa a tutta la Lombardia, il settore Trasporti di Confindustria Brescia, a cui appartengono anche le aziende di trasporto turistico, denuncia ciò che da mesi il comparto sta soffrendo.
“In Italia ci sono circa 25000 bus turistici che, riempiti al 50% come ha stabilito il CTS, possono trasportare 5 milioni di persone – commenta Julia Righettini, Presidente del Settore Trasporti di Confindustria Brescia –. Il Governo dice di aver messo a disposizione 300 milioni di euro e che le regioni ne hanno spesi 120. Chiediamo, insieme alle aziende bresciane di bus turistici, che le risorse vengano date direttamente alle nostre imprese, non alla lobby trasversale del trasporto pubblico di linea e che vi sia una regia condivisa, non che le cose siano ancora gestite senza una linea precisa”.
“Il progetto deve prevedere tre punti essenziali attraverso cui alleggerire il trasporto pubblico: prenotazioni, incentivi, pullman in coda – prosegue Righettini –. Dobbiamo pensare alle riaperture e non essere nuovamente impreparati, utilizzare questi mezzi per alleggerire metropolitane, e autobus di linea. A Brescia, come in tutte le altre città d’Italia, gli studenti e i lavoratori viaggiano ammassati quando gli autobus gran turismo, non utilizzati, potrebbero far viaggiare tutti distanziati e in sicurezza. Già da maggio 30 aziende bresciane avevano offerto la disponibilità di quei mezzi, ma la risposta dell’agenzia del trasporto è stata che non ve ne era bisogno. Chiediamo che le aziende dei bus turistici siano riconosciute come aziende danneggiate dal lockdown, in quanto attività chiuse”.
Rituali magici: di che si parla?
Molti di noi hannosentito parlare almeno una volta nella vita dei rituali magici. Di cosa si tratta?
Un rituale magico non è altro che una procedura che mette insieme un sistema di pratiche esoteriche che venivano utilizzate già secoli fa da civiltà arcaiche. Sebbene possa sembrare che non vi siano dei fondamenti storici, ciò non è sicuramente vero: questo tipo di rituali venivano perpetrati assiduamente da molte civiltà, e venivano considerati assolutamente normali, accettati dalla società. Anche se ovviamente oggi possiamo affermare che parliamo di pratiche senza alcuna conferma pratica o scientifica.
Il mago – secondo la tradizione – è una figura che riesce ad interagire con l’aldilà, con degli spiriti, per cercare di incanalare determinate energie sovrannaturali verso certi scopi precisi. Nella fattispecie, la magia è la forma esoterica più importante per riuscire ad arrivare alla conoscenza: ciò permette, in qualche modo di prevedere anche certe situazioni. Da qui è scaturita la – discussa – figura della cartomante, colui che legge il futuro. In realtà – sempre secondo le teorie di chi fa queste pratiche – “il mago riesce a prevedere alcune situazioni facendo dei collegamenti particolari, ma superando le leggi universali terrene”.
La magia si serve di spiriti e forze ultraterrene. Tra i rituali magici più diffusi troviamo sicuramente i rituali d’amore. Non sono altro che dei rituali magici, esoterici, che permetterebbero ad una persona di innamorarsi di un’altra persona. In realtà si parla di un discorso assai più complicato e articolato. Prime testimonianze dei cosiddetti “legamenti d’amore” risalgono già a diversi secoli fa: questo tipo di rituale avrebbe lo scopo non solo di fare innamorare una persona di un’altra (quella appunto che decide di portare avanti il rituale), ma anche di farsi desiderare da questa, alle volte solo “entrare nella sua testa”. Sono riti che hanno una natura impositiva, con una finalità effettivamente egoistica: questo rituale crea una sorte di ponte astrale tra due persone, tra quella che desidera e quella che si vorrebbe desideri. Ci sono sensitivi che operano da anni con questi rituali. Il rituale magico è qualcosa di complicato e il medium è colui “che sa come agire e può garantirne la riuscita”.
Fin qui la versione di chi opera nel settore e chi ci crede. Chi si rivolge a maghi e cartomanti, la cui attività è consentita dalla legge, è ovviamente libero di faro. Ma – lo ribadiamo per evitare equivoci e per evitare che qualcuno cada in inganno – non esistono prove scientifiche o pratiche del fatto che i rituali magici possano avere effetti.
Coronavirus, dalla Regione aiuti fino a 6.500 euro per 663 aziende agricole
“La Regione Lombardia ha messo a disposizione di agriturismi, aziende agricole di produzione florovivaistica e allevamenti di vitelli a carne bianca 20 milioni di euro come parziale ristoro per i danni economici causati dal Covid. Sono arrivate oltre 3 mila domande. Ora inizierà subito la fase di valutazione, con l’obiettivo di pagare entro fine anno. Servono liquidità immediata e burocrazia zero. Ogni azienda riceverà circa 6.500 euro a fondo perduto direttamente sul conto corrente”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, in merito alla chiusura della presentazione delle domande di accesso alla misura 21 del Piano di sviluppo rurale, dedicata ai settori agro-alimentari più colpiti dalla crisi economica causata dal Covid.
“Le nuove misure di chiusura decise arbitrariamente dal Governo – ha aggiunto – danneggiano la Lombardia e tutti i settori economici della prima regione agricola d’Italia. Partendo dalla chiusura totale di bar e ristoranti”. “Vogliamo intervenire con rapidità ed efficacia e abbiamo individuato queste tre filiere come le più colpite dalle difficoltà del momento. La Regione interviene, ora attendiamo anche lo Stato che fino a questo momento si è rivelato completamente assente”.
“Erano 3.900 le aziende potenzialmente interessate. Hanno presentato domanda 3.129. Segno – ha concluso l’assessore Rolfi – della grande necessità di questi settori e di una comunicazione efficace tra Regione Lombardia, associazioni agricole di categoria e imprese. L’agricoltura deve ragionare di sistema, solo così può affrontare le sfide del futuro. Ora è il momento di pensare alla sopravvivenza delle aziende. La Regione Lombardia c’è”.
Di seguito il numero delle aziende che hanno presentato domanda:
Bergamo 448 aziende
Brescia 663 aziende
Como 317 aziende
Cremona 148 aziende
Lecco 173 aziende
Lodi 41 aziende
Monza e Brianza 111 aziende
Milano 239 aziende
Mantova 414 aziende
Pavia 254 aziende
Sondrio 130 aziende
Varese 191 aziende.
Neosperience acquista anche il 51% di AdChange
Neosperience S.p.A. (“NSP”) porta a termine l’acquisizione del controllo (51%) di ADChange S.r.l., avviata lo scorso 9 agosto con la firma del contratto preliminare (vedi Comunicato Stampa in pari data). Un’operazione che fa ulteriormente crescere il gruppo Neosperience, uno dei principali player nel settore della Digital Customer Experience quotato su AIM Italia.
Un’unione imprenditoriale, quella tra NSP e ADChange, nata da una visione condivisa: la tecnologia deve essere al servizio delle aziende per aiutarle a migliorare le performance di marketing e vendite, creando più valore per i loro clienti. È dato noto, infatti, che ancora oggi siano oltre il 90% le aziende che non sanno quasi nulla di chi visita i loro siti web e le loro app. Anche quando sono già presenti nel mondo digitale, le imprese hanno una conoscenza superficiale di chi frequenta i loro spazi online o misurano la loro visibilità digitale con metriche non rilevanti per il proprio business, come il numero di visitatori, la durata delle visite, le pagine più visitate. Poiché la consapevolezza digitale è un fattore di crescita propulsiva, questa unione promette di dare una spinta alla competitività italiana e alla capacità di sviluppare business cogliendo appieno le potenzialità della rete.
ADChange è un’azienda di recente costituzione con base a Torino e con una già consolidata presenza nel settore della Lead Generation. Questa nuova acquisizione consentirà a Neosperience di completare ed arricchire la propria suite di soluzioni rivolte alle aziende, così da fornire soprattutto alla clientela B2B uno strumento molto potente per individuare nuovi clienti ed incrementare le vendite ai clienti già attivi.
ADChange è stata costituita nel febbraio 2019, con ricavi conseguiti nei primi 12 mesi di attività pari a 370.000 Euro circa, un EBITDA dell’ordine di 90.000 Euro e una Posizione Finanziaria Netta Positiva (cassa) dell’ordine di 100.000 Euro.
“Il team di ADChange porta al nostro gruppo un insieme di strumenti innovativi che potenziano l’offerta delle nostre soluzioni dedicate al Digital Commerce. – spiega Dario Melpignano, Presidente di Neosperience – Oggi è centrale per le aziende di ogni settore avere una capacità di lettura precisa dei dati sui comportamenti dei clienti. Questa capacità di profilazione apre nuovi spazi per le strategie di marketing e vendita B2B ed è una componente imprescindibile di quella trasformazione digitale che le aziende devono affrontare per restare competitive.”
“Qui arriviamo noi. – dice Alessandro Ponte, CEO di ADChange – Con la nostra competenza unita alla profonda esperienza e all’ampia base di clientela di Neosperience possiamo rendere molto più efficace l’approccio al marketing e alle vendite B2B. L’obiettivo è quello di offrire alle aziende un modello molto più approfondito ed efficace di analisi dei comportamenti dei loro clienti attuali e potenziali, in grado di predire, grazie all’Intelligenza Artificiale e al Machine Learning, quali clienti acquisteranno specifici prodotti e servizi e quali ricavi e margini di vendita verranno generati. In questo modo le aziende possono concentrare l’attività laddove si producono i risultati, evitando di disperdere risorse.”
Con questa operazione strategica, i soci, i manager e tutti i collaboratori di ADChange – partecipando all’azionariato e/o al piano di stock option del Gruppo – apportano in Neosperience una tecnologia e un insieme di competenze uniche nella generazione di opportunità commerciali e marketing B2B. In particolare, l’ecosistema di Solution Neosperience viene rafforzato integrando Lead Champion, il prodotto di punta di ADChange. Si tratta di una solution basata sull’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning in grado di ottenere un’analisi profonda delle visite dei touchpoint digitali, come siti web, app e chatbot. Un sistema già molto diffuso e utilizzato da oltre 300 organizzazioni, fra cui realtà molto rilevanti che includono: Banca IFIS, Eolo, Gruppo Formula, MailUp, Marcegaglia, Salone del Mobile, Tiscali, Wellcome, Zanardo e molte altre.
Sintesi dell’operazione
In data odierna, essendosi conclusa positivamente la fase di “due diligence”, è stato sottoscritto un contratto definitivo di acquisto del 51% della società che completa il contratto preliminare firmato lo scorso 9 agosto e che prevede le seguenti fasi:
- Acquisto del 51% di ADChange S.r.l. da parte di Neosperience per Euro 255.000, di cui 120.000 Euro in denaro già corrisposti il 9 agosto, e 110.145 Euro in 21.500 azioni NSP, con consegna prevista entro dicembre 2020 e soggette a lock-up fino al 31 ottobre 2021, oltre ad un conguaglio di Euro 24.856; tale conguaglio deriva dal numero effettivo di azioni che sono state assegnate a ciascun venditore, calcolato in base al prezzo medio di Borsa degli ultimi 30 giorni precedenti il Closing, pari ad Euro 5,123, tenendo anche conto che tale quantitativo di azioni deve essere un multiplo di 500, lotto minimo previsto per le azioni NSP.
- Acquisto del rimanente 49% entro luglio 2023, per un importo calcolato in funzione dell’effettivo EBITDA medio di ADChange negli anni 2021 e 2022; il multiplo adottato sarà pari a 7, qualora l’EBITDA medio sia superiore a 110.000 Euro, e pari a 6 nel caso in cui l’EBITDA medio sia inferiore a 110.000 Euro. Tale importo sarà corrisposto tutto in azioni NSP di nuova emissione, anche queste soggette a uno specifico accordo di lock-up: il 100% delle azioni ricevute dai venditori sarà vincolato per tre mesi; il 75% per il successivo trimestre, il 50% per l’ulteriore trimestre, e il residuo 25% delle azioni fino ad un anno dalla consegna delle azioni stesse, quindi fino a metà 2024. Al riguardo, si precisa che NSP e gli azionisti venditori di ADChange sono rispettivamente titolari di opzioni call e put relative al 49% residuo.
Il nuovo CdA di ADChange sarà composto da 3 rappresentanti Neosperience, tra cui il Presidente Dario Melpignano, e dagli attuali Amministratori di ADChange, Alessandro Ponte e Lorenzo Nazario, che manterranno la guida operativa della società.
Nell’ambito dell’operazione di acquisto sono state rilasciate le usuali dichiarazioni e garanzie in linea con le prassi di mercato.
- Advisor finanziario: Marco Pironti, di Reviconsult SaS, per ADChange.
- Advisor legale: DCS & Partner con Cesare de Carolis, Barbara Bergamaschi e Alessandro Magnoli, per Neosperience.
Alla scoperta del bitcoin
Se anche non siete degli esperti di finanza avrete sicuramente sentito parlare almeno una volta nella vita dei bitcoin. Ma di cosa si tratta effettivamente? Il bitcoin non è altro che una criptovaluta nata nel 2009 e che oggi è diventata la prima al mondo e che possiede la maggior capitalizzazione di mercato.
L’inventore di questa particolare moneta elettronica è stato il giapponese Satoshi Nakamoto, informatico che non hai mai la propria identità, rimanendo nell’anonimato. In realtà, nel 2010, lo stesso Nakamoto abbandonò il progetto, lasciandolo ad altri sviluppatori che monitorano e cercano di migliorare il software.
Una delle caratteristiche principali di questa moneta virtuale è che nessuna autorità può difatti controllarla e può essere gestita direttamente da tutti gli utenti. Come funziona? Il bitcoin si serve di una sorta di database, il blockchain, che riesce a tracciare tutte le transazioni effettuate dagli utenti e mantiene l’anonimato degli stessi, garantendo ogni tipo di sicurezza.
Per i trasferimenti di questa moneta ci si serve di un software chiamato “client”, il quale consente movimenti di valuta tra diversi conti, attraverso un sistema crittografico a chiave pubblica. Lo stesso database riesce a memorizzare tutte le operazioni e quando un utente vuole trasferire la moneta ad un altro utente, il sistema aggiunge un indirizzo Bitcoin pubblico, ovvero, un punto di invio o ricezione dei pagamenti.
Difatti, è impossibile prelevare i Bitcoin al bancomat, si tratta di una valuta digitale. In Italia si sta tentando però di introdurre gli ATM, cioè, dei circuiti totalmente separati da quelli soliti, tramite i quali è possibile prelevare o versare i Bitcoin sul proprio conto corrente.
Per acquistare i bitcoin si procede con un processo che è simile a quello che bisognerebbe fruire per acquistare dollari ed euro: si parte aprendo un conto trading, effettuando un versamento in denaro e poi accedendo alla piattaforma che permette l’operazione di acquisto della moneta virtuale. Dopo averli comprati, i bitcoin si possono conservare in diversi modi, per esempio anche in hard disk specifici o in paper wallet. Di solito, chi investe in bitcoin si serve di CFD, anche se è un investimento ad alto rischio. Si dovrebbe partire con una piccola cifra, inizialmente. Ci sono degli esperti, comunque, dei broker, che aiutano nella scelta adeguata.
Il numero dei Bitcoin in circolazione è predeterminato, ovvero, è stata pianificata una soglia di raggiungimento di 21 milioni di unità.
Il bitcoin è una riserva di valore? Tanti esperti del settore si chiedono se il Bitcoin prima o poi fallirà e se si tratta di una riserva di valore. Alcuni ritengono che sì, questa moneta virtuale stia diventando una riserva di valore vera e propria. Stando ad alcuni studi, il 60% dei bitcoin presenti non è stato spostato ed è diventato una riserva di valore. L’oro digitale, quindi, potrebbe potenzialmente superare l’oro fisico, in modo tale da far sparire i conti bancari. Per molti esperti del mercato finanziario, il bitcoin è effettivamente il nuovo oro: per questi