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Imprese lombarde, gli affari con la Romania crescono a doppia cifra

in Economia/Export by
Romania

Nei primi 6 mesi del 2017 il giro d’affari della Lombardia con la Romania ha riguardato oltre 580 milioni di euro di importazioni e circa 950 milioni di euro di esportazioni. Rispetto al primo semestre 2016 le vendite hanno fatto registrare un +13%, gli acquisti un +7%. Tra le province della regione, per Milano si osserva nel primo semestre del 2017 un aumento del 11% per le esportazioni verso la Romania, con un business da circa 215 milioni di euro ed importazioni pari a 135 milioni di euro, con un incremento del 16% rispetto al semestre precedente.

In particolare, secondo i dati Istat elaborati da UniCredit, per Milano le entrate maggiori arrivano dall’esportazione verso la Romania di macchinari e apparecchiature per oltre 46 milioni di euro nel primo semestre del 2017 (+9% rispetto al pari periodo 2016) e di prodotti chimici (oltre 30 milioni di euro, +5% rispetto al medesimo periodo 2016). Per l’area milanese si registra anche un consistente aumento dell’esportazione di articoli in gomma e materie plastiche, con un giro d’affari che nel primo semestre 2017 si attesta oltre a 21 milioni di euro (+55% rispetto al medesimo periodo 2016). A livello lombardo, il Business è in crescita in quasi tutti i settori: metalli di base e prodotti in metallo (oltre 225 milioni di euro, in aumento del 24% rispetto al primo semestre del 2016);prodotti tessili e abbigliamento (quasi 144 milioni di euro, in calo del 6% rispetto al primo semestre 2016); macchinari e apparecchi (circa 141 milioni di euro, in aumento del 12% rispetto al primo semestre 2016); sostanze e prodotti chimici (oltre 111 milioni di euro, in aumento del 13% rispetto al primo semestre 2016).

I numeri, insomma, indicano quello romeno come un mercato dalle buone potenzialità e fortemente interessato alle eccellenze del “Made in Italy”. Per questo UniCredit ha dedicato uno specifico focus sul business con la Romania nell’ambito del Forum CEE che si è svolto oggi a Milano. Una giornata di confronto e approfondimento sui mercati dell’Europa centro orientale volta ad aumentare le relazioni industriali e commerciali tra i Paesi dell’area e il tessuto imprenditoriale locale, sfruttando le potenzialità offerte in termini di consulenza, prodotti e servizi da UniCredit, leader nell’area CEE.

Alta tecnologia, in Lombardia cresce l’export del 13%, in Italia + 6%

in Economia/Export/Tendenze by

Alta tecnologia: export lombardo in crescita del 13% nel 2017 per un valore di oltre 3 miliardi di euro nei primi tre mesi, pari a circa un terzo del totale italiano di 10 miliardi (+6%), secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi. In Lombardia, primi prodotti: medicinali per oltre un 1 miliardo di euro (+49,5%), strumenti e apparecchi di misurazione per quasi mezzo miliardo, apparecchi per le telecomunicazioni, prodotti farmaceutici di base e computer per oltre 300 milioni: sono questi i prodotti lombardi hi-tech più esportati nel mondo. Le destinazioni? Soprattutto Stati Uniti (409 milioni, +68%). Quasi 300 milioni l’export verso Germania e Svizzera. Crescono molto il Regno Unito (171 milioni, +49%) e Giappone (132 milioni, + 45%).

Anche l’internazionalizzazione è sempre più tecnologica. Continuano a crescere infatti gli strumenti sul web utili a potenziare la presenza delle nostre imprese sui principali mercati esteri. In tal senso, Promos, Azienda Speciale per le Attività Internazionali della Camera di commercio, propone servizi che danno la possibilità alle azienda lombarde di sviluppare i migliori strumenti online per presentare i propri prodotti ai più importanti buyers esteri, mettendo a disposizione un’assistenza personalizzata capace di favorire lo sviluppo internazionale del business aziendale.

Milano, Frosinone, Latina, Monza e Roma prime in Italia per export di prodotti hi-tech. Prima è Milano (15% del totale nazionale, +13,1%), seguita da Frosinone (9,4%, +34,6%), da Latina (9,4%, -24,9%), da Monza e Brianza (5,7%, +70,1%) e da Roma (5,6%, +5,5%). Vengono poi Torino, Napoli e Ascoli Piceno (ultime news). Tra le lombarde ai primi posti anche Varese (11°) e Lodi (12°), Pavia (16°), Brescia (20°), Bergamo (21°). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati Istat nei primi tre mesi del 2017 e del 2016.

Alta tecnologia lombarda, un interscambio da 9,5 miliardi in tre mesi. Milano è prima sia per import e che per export con oltre 6 miliardi complessivi. Seguita nell’export da Monza e Brianza che cresce del 70%, da Varese e Lodi, mentre nell’import da Lodi, Monza e Brianza e Pavia. E se Milano è specializzata soprattutto nell’export di prodotti farmaceutici, Monza e Brianza è prima in componenti elettronici, Lodi viene dopo Milano in apparecchiature per le telecomunicazioni e Varese eccelle in aeromobili.

 

Brescia e Paesi Arabi, scambi per 373 milioni di euro in sei mesi

in Economia/Export/Tendenze by
Affari

Tra Lombardia e Paesi Arabi ci sono stati scambi per quasi 5 miliardi nei primi sei mesi del 2017 . Cresce l’import export italiano, + 11% in un anno. Traina Milano con circa 2 miliardi di euro e una crescita del 7% rispetto allo stesso periodo del 2016. In particolare, l’export milanese è di circa 1,7 miliardi (+5,4%). Supera i 400 milioni di esportazioni Bergamo.

Seguono Brescia con 373 milioni (La leonessa è decima in Italia nella classifica) e Monza e Brianza con 354. Nell’import dopo Milano che supera i 300 milioni vengono Pavia con 240 milioni e Mantova con 189. Ma nell’interscambio Brescia, che vale il 10 per cento della Lombardia è una delle poche realtà in calo, con una decrescita di oltre il 20 per cento.

I maggiori partner commerciali lombardi tra questi Paesi sono: nell’export Emirati Arabi Uniti con 780 milioni (+3,2%), Arabia Saudita con 670 milioni (+9,8%) ed Egitto con 574 (+47,9%). Nell’import superano i 200 milioni Arabia Saudita e Tunisia. I macchinari rappresentano oltre un terzo delle esportazioni lombarde, i metalli il 15% e gli apparecchi elettrici il 10%. Bene anche chimica (9% del totale) e l’abbigliamento (9%, +10,7%). Prodotti chimici (26%) e dell’estrazione (20%) i più importati. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati Istat al secondo trimestre 2017 e 2016 relativi all’interscambio con Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Comore, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Giordania, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Marocco, Mauritania, Oman, Palestina, Qatar, Siria, Somalia, Sudan, Tunisia, Yemen.

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Lombardia, Maroni: siamo a pari dei Lander tedeschi del Sud

in Economia/Evidenza/Export/Istituzioni/Partner/Regione/Tendenze by

“La Regione Lombardia e’ davvero speciale: siamo sul tetto d’Europa”. Lo scrive, sul suo account Twitter, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

AL PARI DEI LÄNDER TEDESCHI DEL SUD – Il presidente allega al tweet l’articolo, pubblicato su ‘Il Sole 24 Ore’ in edicola oggi, dal titolo ‘Export, tre regioni italiane salgono sul tetto
d’Europa – Lombardia, Emilia Romagna e Veneto al pari dei tedeschi’, in cui si evidenzia come, quanto a export, queste tre regioni competano alla pari con i Länder del Sud della Germania, che ne sono il motore dell’economia, tanto da posizionarsi accanto a questi nella classifica delle eccellenze europee nel commercio estero.

LOMBARDIA QUARTA IN CLASSIFICA, PRIMA ITALIANA PER VALORE – In particolare poi, circa la Lombardia, il quotidiano economico evidenzia come, con un valore di beni esportati pari a 112 miliardi di euro l’anno, la nostra regione e’ quarta in Europa ed e’ “sugli stessi livelli dell’intera Svezia, che, nel 2016, ha esportato beni per 118 miliardi di euro”. Ai primi tre posti le tre regioni tedesche: Baden-Wurttemberg, Baviera e Renania settentrionale-Westfalia.

Apindustria, l’export bresciano si conferma in crescita

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Export/Partner by

Prosegue la dinamica positiva dell’export bresciano: a sottolinearlo è l’ultimo report «Relazioni con l’estero» realizzato dal Centro studi Apindustria Brescia interrogando un campione di 100 imprese associate sui risultati del primo semestre 2017 e le attese per i prossimi sei mesi.

In linea con gli ultimi dati territoriali a disposizione (+8,7% le esportazioni bresciane nel primo trimestre 2017 rispetto al primo trimestre 2016) e con quelli nazionali congiunturali di maggio (+1,2%), la metà del campione considerato dal Centro Studi segnala esportazioni di beni e servizi in aumento (il 4% in modo significativo). «Lo sviluppo dei rapporti commerciali del primo semestre rispetto al 2016 – si legge nel rapporto – è caratterizzato da moderato ottimismo, che si concentra soprattutto sull’Europa», in particolare nell’area dell’Unione europea, mentre la Russia sembra destinazione in fase calante (in controtendenza rispetto al dato nazionale). Per le PMI bresciane la formula principalmente utilizzata rimane l’esportazione diretta o con uffici di rappresentanza, condivisa dal 74% dei rispondenti. Seguono i distributori locali (13%).

Le previsioni sul secondo semestre si caratterizzano per un generale ottimismo sui mercati dell’Europa (Comunitaria e non), dove si prevedono anche sensibili miglioramenti dei rapporti commerciali. Sostanziale stabilità nelle altre macro aree. Se l’export segna bel tempo, sia nei primi sei mesi dell’anno che per il prossimo futuro, il 68% del campione ha inoltre espresso la volontà di «espandere la dimensione estera dei propri commerci», o rafforzando i legami già esistenti (spesso in Europa) o avviandone di nuovi. Di particolare interesse la correlazione tra lo sviluppo estero e la dimensione aziendale. «Emerge – si legge nel rapporto – come l’Europa unita rappresenti il mercato prioritario per tutte le imprese rispondenti, ma a seconda della dimensione aziendale ne facciano il mercato unico/principale o affianchino altre destinazioni di rilievo. Al crescere della dimensione aziendale, cresce la dipendenza dai mercati non domestici. Tale dipendenza si intensifica e al contempo si differenzia su più mercati».
Questo aspetto si collega alle difficoltà riscontrate dalle PMI nello sviluppo internazionale.

Le imprese lamentano infatti tra le difficoltà principali la carenza di personale dedicato (38%) e la dimensione aziendale (31%). Questioni linguistiche, culturali, di diffidenza, di timori su crisi dell’euro o di carattere geopolitico giocano invece un ruolo marginale. «La creazione dell’Ufficio Estero, con personale dedicato operativo da un paio d’anni – spiega il vicepresidente di Apindustria con delega all’internazionalizzazione Alessandro Orizio – vuole essere uno strumento di aiuto alle imprese per superare questi ostacoli. Nel rapporto del Centro Studi non per caso emerge che proprio la carenza di personale dedicato rappresenta, per le imprese che iniziano nel 2017 ad affrontare mercati esteri, il primo problema da risolvere. Il supporto dell’Associazione può essere utile anche ad approcciare un mercato importante per il territorio come quello russo, visto il dato locale in controtendenza rispetto al nazionale».

Lombardia-Libano, scambi in crescita. Brescia esporta 7 milioni di metalli

in Economia/Export by

Nel primo trimestre del 2017 l’interscambio lombardo con il Libano è cresciuto del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: 64 milioni gli scambi (di cui 5 milioni l’import e 59 milioni l’export), ovvero il 18% del totale italiano che ammonta a 356 milioni (+20%). Milano da sola con 28 milioni (+7,7%) copre il 44% degli scambi lombardi facendo registrare una forte crescita nell’import (+309%), raggiungendo così quota 2,8 milioni, mentre resta stabile l’export con 25,5 milioni. È Brescia, tuttavia, la provincia che registra la maggior crescita: il suo intercambio passa da 4,1 milioni nel primo trimestre del 2016 a 10,6 milioni nel primo trimestre del 2017 (+156,9%), quasi tutto export (10,5 milioni, +154%). Bene anche gli scambi del Libano con Bergamo e Monza e Brianza, rispettivamente 7 milioni (+57,7%) e 4,4 milioni (+10,6%) di interscambio, di cui l’export è 5,9 milioni (+44,8%) e 4,4 milioni (+14,2%).

La Lombardia esporta principalmente prodotti delle attività manifatturiero per 58,5 milioni (+19%), mentre importa soprattutto prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti per un valore di 4 milioni. In particolare, la Lombardia nel settore manifatturiero esporta prodotti in metallo per un valore di 12,4 milioni (in forte crescita del 196,5%), moda per 12,1 milioni (+5%) e sostanze chimiche per 6,2 milioni (+1,9%).

Tra le provincie Milano è quella che esporta di più nel settore manifatturiero con 25,3 milioni (+0,3%). Secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat del primo trimestre del 2017, Milano esporta, nel settore, soprattutto moda per un valore di 8,7 milioni, sostanze chimiche per 3,5 milioni e 2,4 milioni di macchinari ed apparecchi. Superano oltre un milione e mezzo anche l’export di apparecchi elettrici, articoli in gomma e prodotti metallici. Tuttavia spetta a Brescia il record dell’export di prodotti metallici con oltre 7 milioni. Bene anche Bergamo, il cui export di prodotti metallici supera 1,6 milioni. Oltre il milione anche l’export di moda di Varese.

Astana, anche Confartigianato tra i protagonisti di Expo 2017

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eugenio Massetti/Export/Personaggi by

Astana – Kazakistan – «Un importante confronto con realtà internazionali sull’Energia del Futuro vista dalle MPI» così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti in occasione della missione internazionale conclusa ieri ad Astana, in Kazakistan all’Expo 2017 dedicato proprio al tema dell’energia. La delegazione – guidata dal presidente Massetti con i due vice presidenti di Confartigianato Lombardia Giovanni Barzaghi e Marco Galimberti, insieme al segretario generale Vincenzo Mamoli e alla responsabile delle relazioni Istituzionali Roberta Gagliardi – ha preso parte a una serie di incontri legati alla settimana di protagonismo di Regione Lombardia ed improntati al tema “Future Energy”, filo conduttore dell’esposizione internazionale che chiuderà il 10 settembre.

Dando continuità alla partecipazione attiva a Expo Milano 2015, Confartigianato ha portato nel confronto ad Astana la visione delle MPI in tema di risparmio energetico, energie rinnovabili e green economy, presentando le proprie iniziative e i propri strumenti a supporto delle imprese.

CEnPi – Consorzio energia per le imprese, Settimana per l’Energia e azioni di promozione di network di imprese a sostegno delle opportunità di business, sono stati gli argomenti al centro dell’intervento del presidente Massetti, anche in qualità di delegato nazionale di Confartigianato Energia e Multi Utilities, al seminario internazionale “Lombardy way to Green Future”. Ad arricchire la missione ad Expo Astana 2017 gli incontri con rappresentanze istituzionali ed imprenditoriali del Kazakistan, Cina e Russia. «Essere chiamati a dare una testimonianza del lavoro di

Confartigianato sul tema dell’energia del futuro è stato per noi un privilegio – conclude il presidente Massetti – e da questa missione torniamo con ulteriori stimoli e idee nate dal confronto con altre realtà internazionali. Auspico che la nostra proposta di creare sinergie progettuali per le MPI con Expo Astana 2017, già a partire dalla prossima edizione della Settimana per l’Energia, possa trovare l’interesse delle Istituzioni e delle organizzazioni imprenditoriali».

Ripartono gli scambi lombardi, +9% da gennaio

in Economia/Export/Tendenze by

Crescono in Lombardia, nel primo trimestre del 2017, gli scambi internazionali. In accelerata soprattutto gli scambi verso il Medio Oriente con 2,1 miliardi (+14,4% e il 3,5% del peso totale lombardo) e verso l’America Settentrionale, soprattutto verso Stati Uniti, con 3,3 miliardi (+12,3% e il 5,4%). Il mercato più redditizio resta comunque quello con l’Unione Europea che pesa il 61,2% per un ammontare di 37 miliardi (+8,9%) e quello con l’Asia orientale, soprattutto con Cina e Giappone, il 13,2% del peso lombardo e per un valore di 8 miliardi (+11%). 

Export lombardo verso l’Ue vale 61,9 miliardi

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Export by

L’Unione Europea, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat per l’anno 2016, vale per la Lombardia 138 miliardi di scambi nel 2016 (61,9 miliardi l’export e 76,3 miliardi l’import), in crescita (+1,5%) rispetto all’anno precedente. In dieci anni restano abbastanza stabili i rapporti economici con i paesi dell’Europa, circa 140 miliardi (da 136 a 138 miliardi, + 1,3%), ma accelera il business extra europeo (da 76 miliardi a 89 miliardi, +16,8%).

La dipendenza dai Paesi dell’Unione cala così nel decennio di tre punti percentuali, dal 64% degli scambi al 61%. Di opportunità economiche nei Paesi dell’Unione Europea, in particolare nel settore degli appalti pubblici, si è parlato oggi in un convegno in Camera di commercio di Milano. Unione Europea, per scambi la Lombardia pesa il 30,4% sul totale italiano, che ammonta a 454 miliardi (+2,5%). Milano prima tra le province lombarde con uno scambio di 57 miliardi (+1,8%): 41 miliardi (+0,4%) l’import e 15 miliardi (+5,7%) l’export, rispettivamente il 54% e il 25% del totale lombardo. Seguono Bergamo (+2,8%) e Brescia (-0,2%) con quasi 15 miliardi, Varese con 9 miliardi (-2,9%), Pavia con 7 miliardi (+1,2%) e Mantova con 6 miliardi (+2,1%).

Importa soprattutto prodotti manifatturieri per un valore di 73 miliardi, in crescita del 1,3% rispetto al 2015. Bene anche l’import di prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e della pesca con 1,6 miliardi, +5,7%. In calo, invece, l’import di prodotti dell’attività di trattamento dei rifiuti: passa da 1,4 miliardi nel 2015 a 1,1 miliardi nel 2016 (-15,3%). Anche nell’export lombardo prevalgono i prodotti manifatturieri per un valore di 61 miliardi (+2,2%): Milano resiste al primo posto tra le province con 15 miliardi (+6,5%), seguita da Brescia con 9,2 miliardi (+0,5%) e Bergamo con 8,8 miliardi (+1,7%). Nello specifico tra i prodotti manifatturieri, la Lombardia importa sostanze e prodotti chimici (12 miliardi, -3,4%), computer e apparecchi elettronici (9,6 miliardi, -2,8%) e macchinari (7,9 miliardi, +9,3%). Mentre esporta soprattutto prodotti in metallo per un valore di 11 miliardi (+3,5%), macchinari per 10 miliardi (+1,6%), sostanze e prodotti chimici per 7 miliardi (+4,4%) e abbigliamento (+1,8%) e mezzi di trasporto (-2,1%) per oltre 5 miliardi.

Milano esporta in Unione Europea soprattutto macchinari e sostanze e prodotti chimici per oltre 2 miliardi. Bene anche l’export di abbigliamento e prodotti in metallo, rispettivamente 1,6 miliardi e 1,9 miliardi. Tra le altre province Brescia esporta prodotti in metallo per un valore di 3 miliardi e macchinari per 2 miliardi; Bergamo esporta macchinari e sostanze chimiche per quasi 2 miliardi; Lecco e Monza e Brianza esportano soprattutto prodotti in metallo per oltre un miliardo; Lodi, infine, esporta un miliardo di apparecchi elettronici.

Esportazioni bresciane: +8,7% nel primo trimestre

in Economia/Export/Tendenze by

Nel primo trimestre del 2017, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite bresciane di beni sui mercati esteri risultano in aumento del 3,0%; gli acquisti dall’estero sono in crescita dell’11,2%.

Su base tendenziale (rispetto al primo trimestre 2016), le esportazioni aumentano dell’8,7% e le importazioni dell’11,2%. In valore assoluto, ammontano, rispettivamente, a 3.782 e a 2.241 milioni di euro. Il risultato delle esportazioni è il quarto più alto dall’inizio della serie storica (1° trimestre 1991) ed è il migliore considerando solo il primo trimestre dei vari anni; la variazione tendenziale dell’8,7%, inoltre, è la più elevata dal quarto trimestre 2011 (+9,9% su base tendenziale). Le dinamiche dell’import e dell’export hanno tratto vantaggio dalla ripresa del commercio mondiale, cresciuto del 3,9% annuo nei primi tre mesi del 2017; in particolare, le vendite all’estero hanno anche beneficiato dell’indebolimento dell’euro nei confronti delle principali valute.

Rispetto al primo trimestre del 2016, la tendenza positiva delle esportazioni è in linea con quanto rilevato in Lombardia (+8,6%) e leggermente inferiore con quanto risulta a livello nazionale (+9,9%); la dinamica delle importazioni bresciane è superiore a quella lombarda (+9,9%) ed è più contenuta rispetto al dato nazionale (+13,7%).

Questi i risultati più significativi che emergono dalle elaborazioni effettuate dal Centro Studi AIB e dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio sui dati Istat del commercio internazionale, recentemente diffusi a livello provinciale.

Tra i settori, su base tendenziale, l’aumento delle vendite all’estero di prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti (+64,4%), metalli di base e prodotti in metallo (+11,5%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+10,8%), mezzi di trasporto (+10,7%), legno e prodotti in legno, carta e stampa (+10,0%) contribuisce alla crescita dell’export bresciano.

Una diminuzione delle esportazioni riguarda solo: computer, apparecchi elettronici e ottici (-2,1%) e prodotti delle altre attività manifatturiere (-2,3%).

Tra i mercati di sbocco, crescono sensibilmente le esportazioni verso l’India (+59,6%), la Turchia (+41,5%), la Russia (+22,5%), la Germania e la Spagna (entrambe +15,1%). Diminuiscono le vendite verso l’Algeria (-59,4%) e il Brasile (-4,9%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche positive dei Paesi europei extra UE (+21,3%), dell’Asia (+12,0%) e dei Paesi UE28 (+10,3%).

Per quanto riguarda le importazioni, sono in aumento quelle di prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti (+35,7%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+35,4%), metalli di base e prodotti in metallo (+15,0%), articoli in gomma e materie plastiche (+13,5%).

Risultano, invece, in calo gli acquisti nei settori: computer, apparecchi elettronici e ottici (-18,7%) e macchinari ed apparecchi (-5,5%).

Aumentano le importazioni da: Stati Uniti (+92,2%), India (+52,8%), Belgio (+30,2%), Brasile (+28,2%), Germania (+18,8%). Cala, invece, il flusso in entrata di merci provenienti dalla Cina (-10,2%).

Il saldo commerciale è positivo (+1.541 milioni di euro), in aumento del 5,3% rispetto a quello del primo trimestre del 2016 (+1.464 milioni di euro).

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