Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Tecnologia, la bresciana Vedrai completa l’acquisizione di Premoneo

in Economia/Finanza/Tech by

Il Gruppo Vedrai, che sviluppa soluzioni di Intelligenza Artificiale per il processo decisionale di imprenditori e manager delle PMI, prosegue nel 2023 il proprio percorso di crescita completando l’acquisizione di Premoneo, azienda specializzata in software di AI a supporto di attività strategiche per il business come pricing, forecasting e segmentazione. Acquisendo il 49% della società, che si aggiunge al precedente 51% già rilevato a settembre 2021, Vedrai mantiene per intero il team di Premoneo e integra i prodotti dell’azienda tra le sue soluzioni di Intelligenza Artificiale. A essere acquisite sono le quote dei soci fondatori di Premoneo Federico Quarato, Marco Aló, Massimo Dell’Erba e Maria Caterina Baroni.

L’acquisizione arriva dopo due aumenti di capitale da 45 milioni di euro complessivi, l’apertura della sede in Spagna e l’espansione del business in ambiti che vanno dal manifatturiero al retail fino all’horeca. Si inserisce, inoltre, nell’ambito della strategia che il Gruppo Vedrai porta avanti sin dalla sua nascita, nel 2020: consolidarsi come realtà del nuovo Made in Italy tecnologico e creare un polo dell’Intelligenza Artificiale competitivo anche a livello europeo. Un obiettivo che persegue aggregando le migliori competenze nel settore attraverso joint venture, come Fermai, che mette la manutenzione predittiva a disposizione del settore manifatturiero, e Vedrai Data Intelligence, che sostiene le PMI nell’organizzazione dei dati, e acquisizioni, come Indigo.ai, piattaforma “no-code” pensata per consentire a chi non ha competenze tecniche di sviluppare chatbot e interfacce conversazionali per aumentare le vendite e migliorare il customer service, di cui ad agosto 2022 ha acquisito il 60%, e, appunto, Premoneo.

In particolare, la scelta di acquisire Premoneo, fondata nel 2016 da Federico Quarato, Marco Alò e Massimo Dell’Erba, è legata all’esperienza dell’azienda in soluzioni di dynamic pricing a supporto di realtà di vari settori, dal mondo dell’ospitalità e dei viaggi al retail, sino ai comparti bancario e assicurativo.

“Accogliere le persone e le competenze di Premoneo all’interno del nostro team permette di portare a pieno regime le sinergie che stanno alla base di questa operazione e accelerare ulteriormente la crescita del Gruppo Vedrai all’interno dell’ecosistema tecnologico italiano”, spiega Diego Maccarelli, Head of Corporate Finance di Vedrai SpA. “La tecnologia di Vedrai e quella di Premoneo si completano: insieme, saremo in grado di sviluppare una soluzione integrata che ci consentirà di efficientare sempre più i processi e continuare nella nostra mission di supportare le aziende nel prendere decisioni, raggiungendo sempre più settori”.

“Questa Exit mette un punto ad un percorso difficile e affascinante. La pandemia ha impattato i nostri principali mercati: turismo ed entertainment. Al posto di arrenderci siamo riusciti a riscrivere la nostra offerta e a ritagliarci un nuovo spazio nel mercato. L’ingresso di Vedrai Spa ci ha permesso di remunerare tutti gli investitori che avevano creduto in noi e a distanza di 16 mesi, con l’acquisizione del 100% di Premoneo da parte di Vedrai, si apre una fase nuova con obiettivi molto ambiziosi che non vediamo l’ora di raggiungere”, aggiunge Federico Quarato, Business Enablement Manager di Vedrai SpA ed ex CEO di Premoneo.

Vedrai SpA è un gruppo specializzato in Intelligenza Artificiale. In particolare, Vedrai ha sviluppato soluzioni per supportare imprenditori e manager nel processo decisionale: ancor prima che le decisioni vengano prese, Vedrai ne calcola l’impatto sull’azienda, analizzando decine di migliaia di variabili (interne ed esterne) e individuando le possibili relazioni di causa-effetto. Il Gruppo Vedrai è stato fondato nel 2020 da Michele Grazioli e ha attualmente nel suo portfolio aziende specializzate in dynamic pricing (Premoneo) e manutenzione predittiva (Fermai), AI conversazionale (Indigo.ai). Nel 2022 nasce Vedrai Data Intelligence, partecipata da Vedrai al 51% e da Altea Federation al 49%, che incorpora la divisione Data Intelligence di quest’ultima: con più di 50 addetti e oltre 100 clienti, allargherà l’offerta di Vedrai alla raccolta e all’organizzazione dei dati. Sempre nel 2022 Vedrai ha iniziato la sua espansione europea dalla Spagna con Vedrai Iberia, aprendo una sede a Madrid.

Acque Bresciane è per il secondo anno consecutivo azienda certificata Top Employers Italia

in Economia/Lavoro by

Acque Bresciane è per il secondo anno consecutivo azienda certificata Top Employers Italia. La società, benefit e interamente pubblica, gestisce il ciclo idrico in provincia di Brescia, servendo 98 Comuni e garantendo un servizio di qualità a 605.000 abitanti. L’impegno è massimo nella sostenibilità ambientale e sociale, verso il territorio e verso gli oltre 300 colleghi.

La Certificazione Top Employers è il riconoscimento ufficiale delle eccellenze aziendali nelle politiche e strategie delle Risorse umane (HR) e della loro attuazione per contribuire al benessere delle persone, migliorare l’ambiente di lavoro e il mondo del lavoro.

La Certificazione Top Employers viene rilasciata alle aziende che raggiungono e soddisfano gli elevati standard richiesti dalla HR Best Practices Survey. La Survey ricopre 6 macro aree in ambito HR, esamina e analizza in profondità 20 diversi topics e rispettive Best Practices, tra cui la centralità delle persone, l’ambiente lavorativo, l’acquisizione di talenti, la formazione, il benessere, la diversità e l’inclusione e molti altri.

La Certificazione rappresenta il riconoscimento ufficiale dell’importante e convinto impegno di Acque Bresciane nel prendersi cura delle proprie persone, centrali nella strategia di crescita.

Lo attesta Giovanni Gardini, Responsabile Risorse umane, organizzazione e sistemi di Acque Bresciane: «Abbiamo rafforzato l’impegno verso le nostre persone, per rendere sempre più innovativi i processi HR, proseguendo nell’attuazione di numerose misure per portare le nostre politiche e strategie HR a livelli d’eccellenza». Misure che comprendono, fra le altre,«un processo di onboarding strutturato e digitale per accompagnare i nuovi inserimenti, molteplici canali diretti di ascolto con i colleghi per favorire crescita e sviluppo, lo sportello ascolto gratuito con una psicologa, i team di ambassador per promuovere la trasformazione digitale, la sostenibilità e il valore di diversità e inclusione».

Le parole del Presidente di Acque Bresciane Gianluca Delbarba lo confermano: «Oggi viviamo un’epoca nuova, che dopo l’esperienza della pandemia mette al centro la soddisfazione personale e il bilanciamento fra lavoro e vita privata. Chiediamo molto al personale – penso all’emergenza siccità della scorsa estate – ma vogliamo anche offrire loro altrettanto, come professionisti, come genitori, come persone. Per questo attraverso formazione e welfare, ma anche con la sperimentazione in corso sullo smart working, vogliamo mettere uomini e donne nelle condizioni di crescere in tutte le dimensioni della loro vita».

Conclude il Direttore Generale Paolo Saurgnani«Stiamo crescendo per rispondere alle nuove sfide da affrontare sia in ambito idrico e climatico, sia in questa particolare congiuntura economica. Le persone possono fare la differenza e l’organizzazione può migliorare solo grazie al contributo dei singoli e alla motivazione, fondamentale per una società che svolge un servizio pubblico».

Brescia, sale ancora l’inflazione a dicembre

in Economia/Tendenze by

Rispetto al mese precedente, si registra un rallentamento della crescita dell’inflazione: il tasso congiunturale si ferma a +0,1%, mentre scende lievemente il tasso tendenziale (+10,9%). A renderlo noto – secondo quanto riporta BsNews.it – è l’ufficio statistica del Comune di Brescia.

L’incremento congiunturale del mese di DICEMBRE è determinato soprattutto dall’aumento della divisione “Ricreazione, spettacoli e cultura“ (+4,0%). Seguono in ordine di importanza le “Comunicazioni” (+1,1%), “Mobili, articoli e servizi per la casa” (+0,5%), “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+0,5%) e “Altri beni e servizi” (+0,4%). Altri lievi incrementi sono stati registrati dalle divisioni “Trasporti” (+0,2%), “Abbigliamento e calzature” (+0,2%) e “Servizi sanitari e spese per la salute” (+0,1%). In diminuzione, invece, le divisioni “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (-1,9%), “Servizi ricettivi e di ristorazione” (-1,0%) e “Bevande alcoliche e tabacchi” (-0,5%). Rimane nulla la divisione “Istruzione”.

In termini tendenziali, le divisioni che presentano elevati aumenti, sopra l’indice generale, sono “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (+51,8%), “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+11,3%). Aumenti inferiori all’indice medio si sono registrati per le divisioni “Mobili, articoli e servizi per la casa” (+8,9%), “Trasporti” (+7,0%), “Servizi ricettivi e di ristorazione” (+6,2%), “Abbigliamento e calzature” (+4,9%), “Ricreazione, spettacoli e cultura” (+4,2%), “Altri beni e servizi” (+4,2%), “Bevande alcoliche e tabacchi (+2,5%) e “Servizi sanitari e spese per la salute” (+1,8%). In calo rispetto all’anno precedente, le “Comunicazioni” (-1,7%) e l’“Istruzione” (-0,1%). Analizzando per tipologia di prodotto, in questo mese, i “Beni” presentano un lieve decremento congiunturale (-0,2%), mentre i “Servizi” crescono sensibilmente (+0,6%). Contribuiscono alla diminuzione dei “Beni”, i Beni Energetici (-2,7%, in particolare gli Altri Energetici), mentre per i Servizi” la voce che presenta maggiore incremento è quella dei “Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona” (+1,2%).

In termini tendenziali, i “Beni” aumentano del +16,4%, mentre per i “Servizi” le variazioni tendenziali sono meno marcate (+4,1%). Con riferimento alla frequenza di acquisto, le variazioni congiunturali dei prodotti a Bassa frequenza sono in lieve aumento (+0,6%), mentre quelle a Alta frequenza sono nulle e quelle a Media frequenza registrano una lieve diminuzione. Rimangono piuttosto elevate le variazioni tendenziali dei prodotti a Media (+17,0%), Alta (+7,6%) e a Bassa (+5,6%) frequenza di utilizzo. Complessivamente, i “Beni alimentari, per la cura della casa e della persona”, definiti come il Carrello della spesa delle famiglie, aumentano dell’0,5% su base mensile e del 10,6% su base annuale.

Infine, per la componente di fondo della dinamica dei prezzi “Core Inflation” (al netto della componente volatile dei Beni energetici e Alimentari non lavorati), si registrano una variazione congiunturale debolmente positiva (+0,5%) e una variazione tendenziale positiva piuttosto elevata (+5,9%).

Assicurazione auto, a Brescia rincaro medio dell’8,6%

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Il 2023 si apre con una brutta notizia per più di 134.000 automobilisti lombardi; secondo l’osservatorio di Facile punto it- realizzato su un campione di oltre 115mila preventivi raccolti in Lombardia su Facile.it a dicembre 2022 – tanti sono gli assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dello scorso anno, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo del premio Rc auto.

Notizie negative anche per gli automobilisti virtuosi dal momento che, negli ultimi 12 mesi, le tariffe delle polizze auto sono tornate a crescere; secondo i dati, a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano, in media, 364,48 euro, vale a dire l’8,8% in più rispetto a dicembre 2021.

Rincari e morosità

I rincari all’Rc auto arrivano in un momento sfavorevole per le famiglie italiane già alle prese con l’inflazione e i conseguenti aumenti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nei soli primi nove mesi del 2022, in Italia erano già più di 700.000 gli automobilisti che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, avevano dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi ulteriormente se si considera che sono oltre 1,5 milioni i nostri connazionali che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di ulteriori rincari.

L’andamento provinciale

A livello regionale il 2,58% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere leggermente più alta rispetto a quella nazionale (2,51%).

Analizzando il campione su base provinciale emerge che Monza e Brianza è la provincia lombarda che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,89%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria le province di Milano (2,72%), Sondrio (2,68%), Como (2,60%) e Brescia (2,58%).

Valori inferiori alla media regionale, invece, per Bergamo (2,56%), Pavia (2,47%), Varese (2,44%), Mantova (2,17%) e Lodi, provincia dove il 2,10% degli assicurati vedrà peggiorare la propria classe di merito.

Chiudono la classifica lombarda Lecco (1,99%) e Cremona, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,92%).

Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

Ma qual è l’identikit degli automobilisti lombardi che vedranno aumentare l’Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,00% del campione femminile ed il 2,35% di quello maschile.  

Considerando, invece, la professione dell’assicurato emerge che gli agenti di commercio sono risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (4,31%) che farà scattare un aumento della polizza. Seguono gli insegnanti (3,45%) e le casalinghe (3,38%). Di contro, sono i commercianti coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2022 meno sinistri con colpa (1,89%).

Ecco di seguito l’andamento provinciale:

Provincia% assicurati che cambieranno classi di merito a seguito di un sinistro con colpa
Bergamo2,56%
Brescia2,58%
Como2,60%
Cremona1,92%
Lecco1,99%
Lodi2,10%
Mantova2,17%
Milano2,72%
Monza e Brianza2,89%
Pavia2,47%
Sondrio2,68%
Varese2,44%
Lombardia2,58%
Italia2,51%
ProvinciaMedia migliori tariffe RC auto dicembre 2022% variazione rispetto a dicembre 2021
Bergamo345,06 €+5,7%
Brescia361,65 €+8,6%
Como366,57 €+9,3%
Cremona351,80 €+6,9%
Lecco346,57 €+13,8%
Lodi353,79 €+6,0%
Mantova362,89 €+8,2%
Milano374,62 €+9,5%
Monza e Brianza371,48 €+11,5%
Pavia378,59 €+9,2%
Sondrio333,72 €+6,4%
Varese349,13 €+6,7%
Lombardia364,48 €+8,8%
Italia458,06 €+7,2%

Ultracon Cremona: in 18.000 alla fiera del fumetto, del gioco e della cultura pop

in Economia/Eventi/Fiere by

La prima edizione di Ultracon di Cremona, in linea con il suo nome, è andata oltre ogni aspettativa, conquistando tutti: bambini e curiosi hanno potuto trascorrere due giornate all’insegna del divertimento in ogni sua forma. Rapiti dai colori di fumetti, giochi, videogiochi e soddisfatti dalla vastissima offerta commerciale e dai panel, i visitatori hanno popolato numerosissimi i padiglioni di CremonaFiere.

Il mondo del doppiaggio è stato debitamente rappresentato da vere e proprie star come Flavio Aquilone, l’inconfondibile voce di Draco Malfoy in Harry Potter, Emanuela Pacotto,  Bulma nel famosissimo anime Dragon Ball, e Pietro Ubaldi, la magica voce di Doraemon.

Grande riscontro per Chef Hiro, il simpaticissimo volto televisivo e ambasciatore della cucina giapponese in Italia, che ha intrattenuto i fan con uno spettacolare Show Cooking dal vivo, tra divertenti aneddoti e curiosità sul mondo nipponico. A rappresentare il fattore nostalgia Manuela Blanchard, Roberto Ceriotti e Pietro Ubaldi con un revival sulla tv dei ragazzi, e gli interpreti delle sigle animate Cristina D’Avena e Giorgio Vanni, che si sono esibiti sulle note delle loro melodie più celebri.

Gettonatissima l’area mattoncini, dove oltre ad ammirare incredibili e monumentali opere d’arte, famiglie e ragazzi hanno potuto giocare insieme, diventando per due giorni abili costruttori di mondi di fantasia. Anche nell’area videogames le differenze generazionali si sono annullate: coinvolti in un autentico viaggio all’insegna dei giochi più belli, genitori e figli si sono lasciati conquistare dal fascino immutato dei quasi 100 cabinati originali anni Ottanta e delle nuove postazioni pc e console.

Passeggiando per i padiglioni centinaia di cosplayer hanno dato modo ai visitatori di immergersi completamente in una dimensione parallela, dov’è stato possibile imbattersi nei personaggi più amati dei fumetti e delle serie tv.

Nelle parole di Massimo De Bellis, direttore di CremonaFiere, la soddisfazione per la riuscita della manifestazione, che l’ente fiera cremonese ha co-organizzato insieme a Centro Fiera Montichiari: “Grazie al successo riscontrato in questi due giorni, Ultracon si inserisce sin dal suo primo anno nel calendario nazionale delle fiere del fumetto assumendo un ruolo di primo piano. Una bella novità per il territorio e un’occasione di divertimento per famiglie e appassionati, con un occhio di riguardo alle realtà locali e alle occasioni offerte dai nuovi mondi legati all’intrattenimento giovanile, anche in termini di cultura e occupazione. Speriamo che Ultracon possa diventare un appuntamento fisso per la città di Cremona, e attrarre sempre più visitatori anche dalle zone e regioni limitrofe”.

Brescia, il Gruppo Clerici ottiene credito per 30 milioni e compra la Ideal Ceramiche

in Commercio/Economia by

 Il Gruppo Clerici – punto di riferimento del mercato italiano nella distribuzione di prodotti idrotermosanitari e arredobagno – comunica l’acquisizione di Ideal Ceramiche, azienda con sede a Fano (Pu) specializzata nella vendita di finiture d’interni e soluzioni di arredo per la casa.

L’operazione si pone all’interno di una strategia di M&A che ha consentito a Clerici di crescere in misura rilevante in tempi recenti: negli ultimi due anni, oltre a Ideal Ceramiche, sono entrate a far parte del Gruppo anche Nuova Ticchioni (Umbria), Termomarket (Toscana), Faer Avaldi (Lombardia), HydrossTico (Veneto). Il Gruppo rafforza in questo modo la presenza nelle Marche, dove è già presente con Saccaria.

“Questa acquisizione rappresenta un passaggio estremamente importante nel percorso che stiamo sviluppando, poiché ci consente di consolidare la presenza in un settore dal grande potenziale come quello delle ceramiche”, sottolinea Paolo Clerici, presidente del Gruppo Clerici. “Il 2022 è stato un anno intenso, durante il quale ci siamo concentrati sull’integrazione delle aziende acquisite nell’ultimo biennio, registrando importanti performance in tutti i principali indicatori. Nel 2023 proseguiremo lo sviluppo in aree geografiche che riteniamo strategiche per l’incremento del nostro business, seguendo un modello costruito su una presenza capillare nel territorio”.

Ideal Ceramiche – azienda di riferimento per il mercato delle ceramiche – è stata fondata nel 1972 da Enzo e Luciana Muccioli, che in cinquant’anni di lavoro, con passione, determinazione e competenza, hanno saputo dare forma, insieme al contributo dei figli Andrea e Monica, ad una realtà leader nella provincia di Pesaro Urbino e tra le prime nella regione Marche per dimensioni e selezione dei prodotti. Negli oltre 3000 metri quadri di showroom sono ospitati materiali preziosi, unici e originali per texture e forme di design.

A monte dell’acquisizione, Clerici ha chiuso un’operazione di rifinanziamento, ottenendo linee di credito aggiuntive per oltre 30 milioni di euro destinati al sostegno della futura crescita attraverso acquisizioni. Hanno partecipato primari istituti di credito, quali Intesa Sanpaolo, Crédit Agricole Italia e Deutsche Bank.

“Questa operazione conferma il grande interesse delle banche nei confronti del nostro progetto – dichiara Fabio Ciccarelli, CFO del Gruppo Clerici. È un passaggio fondamentale, che ci permetterà di cogliere le migliori opportunità che dovessero presentarsi sul mercato”.

Con l’ingresso di Ideal Ceramiche il Gruppo Clerici oggi può vantare 110 punti vendita e 61 showroom arredobagno, distribuiti in Lombardia, Liguria, Toscana, Veneto, Marche, Umbria, Emilia-Romagna e Trentino.

Banca Valsabbina investe anche in Nyp Techfin Srl

in Banche/Economia/Valsabbina by

Banca Valsabbina conferma il proprio interesse per l’evoluzione delle tecnologie emergenti in ambito fintech, siglando un accordo per l’investimento nella società NYP Techfin Srl.

L’operazione, subordinata al verificarsi di alcune condizioni sospensive, prevede un aumento di capitale che verrà sottoscritto in parte dall’istituto bresciano, volto al raggiungimento di una partecipazione del 10 % del capitale sociale della fintech.

NYP Techfin, startup innovativa con sede nel Tecnopolo d’Abruzzo, fa parte del Gruppo Collextion, realtà che da anni si occupa dell’intermediazione, gestione e incasso dei crediti commerciali, principalmente vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione. Anche sulla scorta di tale esperienza è nata la nuova piattaforma, con l’obiettivo di collegare il mondo della Pubblica Amministrazione e dell’economia reale direttamente con il mercato dei capitali e degli investitori istituzionali, supportando così i diversi attori coinvolti nella relativa catena del valore. Il tutto risulta possibile grazie alla piattaforma tecnologica sviluppata dalla fintech, basata su un sistema informatico di core banking in grado di presidiare l’intera catena del valore nel processo di origination, acquisto, gestione e incasso dei crediti, in particolare vantanti nei confronti della PA.

L’ingresso di Banca Valsabbina nel capitale di NYP avviene dopo anni di positiva collaborazione con il Gruppo promotore dell’iniziativa, che ha permesso di smobilizzare crediti e veicolare risorse nell’economia reale. L’investimento permetterà di sviluppare ulteriormente il progetto e sarà inoltre seguito dalla costituzione di un “Advisory Board”, composto da personalità del mondo della finanza e della tecnologia, che condivideranno lo sviluppo della piattaforma. L’obiettivo dell’iniziativa è quindi quello di rendere l’accesso al credito un’esperienza nuova, integrando tutte quelle procedure necessarie a dare certezza ai crediti e trasparenza nella conclusione dei contratti in maniera innovativa, ottimizzando ed efficientando i relativi processi di incasso.

Ferdinando Brandi, Amministratore Unico di NYP Techfin , afferma: “Lo scopo principale è rendere maggiormente liquido il mercato delle cessioni dei crediti nei confronti della PA nel rispetto della regolamentazione, tempo per tempo vigente, dando contemporaneamente maggiore trasparenza e certezza al mercato e rendendo i dati facilmente accessibili anche ai debitori. In tal modo sarà favorito l’accesso al credito delle piccole e medie imprese italiane sviluppando tutta una serie di funzioni personalizzate: siamo difatti già al lavoro per implementare ulteriori applicativi con piattaforme dedicate alle transazioni e un registro pubblico delle cessioni. Il nostro obiettivo è quello di creare un ecosistema dove imprese e PA possano interagire per risolvere le annose problematiche, le cui ricadute spesso mettono a serio rischio la stessa sopravvivenza delle aziende”.

Hermes Bianchetti, Vicedirettore Generale Vicario di Banca Valsabbina, aggiunge che: “Da anni la nostra banca finanzia e veicola risorse verso l’economia reale, anche per il tramite di innovative operazioni di cartolarizzazione. Tra le varie aree di operatività, in collaborazione con partner specializzati, l’istituto supporta le aziende attraverso lo smobilizzo dei crediti commerciali vantati principalmente nei confronti della Pubblica Amministrazione. In tale ambito, e sulla scorta di una strategia di diversificazione degli investimenti tecnologici e “alternativi”, è stato valutato con interesse questo nuovo progetto sinergico, che permette di coniugare esperienza e innovazione. L’ingresso in NYP rappresenta un ulteriore e importante tassello nel piano di investimenti in realtà fintech che sviluppano business e servizi tecnologici coerenti con le attività presidiate da Banca Valsabbina, nell’ambito di una crescita strategica in un mercato in continua evoluzione”.

NYP Techfin Srl è stata assistita da “EY” con Gianmaria Botte per lo sviluppo del piano industriale, mentre l’Avv. Furian, partner di Terrin Associati, coadiuvato dal Dott. Comm. Matteo Zingales per la parte fiscale e dall’Avv. Aldo Cornacchia per la parte legale, ha assistito Banca Valsabbina nell’operazione.

Sindacati, i lavoratori di Brescia Trasporti scelgono la Filt Cgil

in Cgil/Economia/Sindacati/Trasporti by

La segreteria provinciale della Filt Cgil, in una nota, esprime soddisfazione per l’esito delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali svoltesi il 9 e 10 gennaio a Brescia Trasporti (gruppo Brescia Mobilità), la più importante azienda di trasporto pubblico locale cittadino.

Nell’elezione per il rinnovo delle Rsu hanno votato 307 dipendenti dei 428 aventi diritto (71,7%): la lista della Filt Cgil è risultata la più preferenziata dai lavoratori.

“Il risultato positivo della lista Filt Cgil conferma l’impegno dei nostri delegati in azienda. A loro va il nostro ringraziamento e il sostegno dell’organizzazione a proseguire su questa strada”.

Benzina e pedaggi, Massetti: il governo fermi gli aumenti

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Tendenze by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Inizio dell’anno con rincari. All’aumento dei carburanti si aggiunge il rincaro per i pedaggi autostradali dopo una tregua durata qualche anno. «Il governo blocchi gli aumenti – così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti – Le imprese non possono in questa fase delicata permettersi ulteriori rincari su pedaggi e gasolio. Si tratta per i pedaggi autostradali di rincari automatici, ma non fanno certo il bene delle imprese e delle famiglie. Chiediamo una rimodulazione delle tariffe perché dalla filiera della logistica e dei trasporti dipendono poi a cascata rincari su listini e servizi che inevitabilmente a catena finiranno sui consumatori finali, dando una nuova spinta all’inflazione. I piccoli trasportatori temono di più dei grandi che vedono sommarsi ai costi di gestione, assicurazioni e costo del lavoro, i più recenti rincari, in una prospettiva preoccupante per il comparto e per tutto il sistema. Chiediamo al governo che intervenga, in primis per verificare l’effettiva speculazione in atto, ma soprattutto per bloccare l’aumento delle tariffe di questi giorni: insostenibili per le nostre imprese già colpite dal caro energia».

Brescia, a giugno prestiti alle imprese a 12.855 milioni di euro

in Banche/Economia/Finanza by

A fine giugno 2022, lo stock di prestiti erogati alle imprese industriali bresciane (al netto di PCT e sofferenze) ha raggiunto la cifra record di 12.855 milioni di euro: si tratta del valore più alto dal giugno 2011.

A evidenziarlo – secondo quanto riferisce Brescia News – è un focus realizzato dal Centro Studi di Confindustria Brescia e contenuto nella quindicesima edizione del Booklet Economia, disponibile in formato digitale e contenente informazioni su tutti i principali indicatori economici bresciani aggiornati al 13 dicembre, tra cui una specifica sezione sugli aggregati creditizi nel territorio bresciano.

L’importo conferma l’elevata disponibilità di credito a disposizione del settore produttivo locale, in un momento particolarmente complesso per l’economia, soffocata dal caro “energia” e dall’inflazione galoppante.

“La fotografia, scattata poco prima dell’avvio della stagione dei rialzi del tasso di riferimento BCE, iniziata lo scorso 21 luglio, proseguita fino ai giorni nostri e destinata verosimilmente a proseguire almeno per buona parte del 2023, descrive quindi una situazione distesa per le imprese del territorio – commenta Paolo Streparava, Vice presidente di Confindustria Brescia con delega a Credito, Finanza e Fisco –. Tuttavia, in modo analogo a quanto stanno vivendo le famiglie, anche per le imprese la situazione è decisamente mutata nel corso degli ultimi mesi. In particolare, proprio i rialzi dei tassi stanno portando il denaro ad avere un costo decisamente maggiore, anche per le aziende bresciane, che segnalano sempre più spesso problematiche da questo punto di vista. Le prospettive per il prossimo futuro, quindi, appaiono quanto mai incerte.”

La dinamica dei prestiti mostra una variazione su giugno 2021 (tendenziale) pari al +14,9%, evoluzione mai sperimentata da quando è disponibile la serie storica, che sarebbe in primo luogo ascrivibile alla rinnovata vitalità della domanda (giustificata dal maggiore fabbisogno per la copertura del circolante, legato all’espansione dell’attività e all’incremento dei costi di produzione), a cui si aggiungerebbe la disponibilità da parte dell’offerta nell’assecondare tale fabbisogno.

In tale contesto, la qualità del credito si conferma su livelli elevati: le sofferenze nell’industria rilevate a fine giugno 2022 in provincia di Brescia, pari a 90 milioni di euro, si attestano ai minimi storici e riguardano lo 0,7% del totale dei prestiti (rispetto all’1,9% di metà 2021). La situazione descritta a Brescia appare addirittura migliore del quadro comunque confortante relativo alla Lombardia (incidenza delle sofferenze sui prestiti pari all’1,1%) e all’Italia (1,5%). Come evidenziato da Banca d’Italia, il continuo miglioramento della qualità degli attivi bancari appare quanto mai significativo, se letto alla luce del peggioramento delle condizioni macrofinanziarie e del graduale venire meno delle misure di sostegno a suo tempo applicate per contrastare gli effetti della pandemia.

Nel Booklet è inoltre presente un approfondimento relativo agli sportelli bancari presenti a Brescia e provincia. La necessità di razionalizzare i costi connessi con l’esercizio dell’attività bancaria e la dirompente diffusione delle tecnologie digitali, come l’home banking, hanno prodotto una significativa flessione nel numero degli sportelli bancari attivi sul territorio. A fine 2021, in provincia si contano 683 sportelli, contro i 972 di fine 2008, con un ridimensionamento del 29,7%. Il fenomeno ha inevitabilmente determinato una minore capillarità territoriale del sistema bancario: a fine 2021 si rilevano 54 sportelli ogni cento mila abitanti, contro i 58 di fine 2020 e gli 81 di fine 2008. Si tratta di un processo che ovviamente nasconde dinamiche diverse da istituto a istituto, ma che è destinato a proseguire anche nel prossimo futuro, vista la rivoluzione copernicana portata dal modello «multicanale».

Per quanto riguarda le prospettive, secondo alcune provvisorie stime del Centro Studi di Confindustria Brescia, nel 2022 le imprese industriali bresciane (“società non finanziarie”) pagherebbero oneri finanziari per un importo complessivo pari a 205 milioni, contro i 129 del 2021. Le proiezioni per il 2023, nell’ipotesi conservativa che la BCE non prosegua nei rialzi, arriverebbero a 318 milioni: si tratta di importi non lontanamente paragonabili a quanto sborsato per la bolletta energetica, ma che comunque determinerebbero un’ulteriore compressione della marginalità aziendale, con una minore disponibilità di risorse da destinare agli investimenti e ai piani di sviluppo del personale.

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