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Open Innovation Weekend EY Sei Sfida 4.0 al via venerdì: ecco il programma completo

in Economia/Eventi/Innovazione/Partner 2 by
EY Sfida 4.0, Open Innovation Weekend a Flero

Venerdì 17 da mattina a sera e sabato 18 al mattino presso la digital factory di EY Sfida 4.0 a Flero (via Quinzano 23A) la seconda edizione dell’evento Open Innovation Weekend per scuole, aziende e privati.

L’evento di EY Sei Sfida 4.0 che quest’anno vede la partnership con il Gruppo Giovani di Confindustria Lombardia, InnexHub, CSMT, Como Next, Bergamo Sviluppo e Endeavor, sarà una due giorni ricca di iniziative.

EY Sei Sfida 4.0 invita tutti a questo evento gratuito che ospiterà uno showroom di startup e operatori tecnologici e nel quale si discuteranno i temi più caldi connessi all’innovazione.

ESPOSITORI

 

Le startup tecnologiche

  • Abinsula ha come claim “tutto è connesso, con tutti, ovunque”. Da Sassari offre soluzioni nei campi Web, Mobile, Smart TV e dei sistemi Embedded. Abinsula si distingue nello sviluppo di software per il mondo automotive, dove le architetture elettroniche sono diventate e diventano sempre più strategiche e allo stesso tempo complesse e critiche dal punto di vista della sicurezza.
  • Blutentacles ha ideato un sistema automatico di irrigazionecapace di analizzare il clima, umidità del terreno e altre variabili fodnamentali per la cura delle piantagioni e delle colture.
  • Caracol Design Studio è un Polo di Manifattura Additiva 4.0: una realtà che investiga le nuove possibilità produttive derivanti dal completo accesso alle più sofisticate tecnologie di stampa 3D e fabbricazione digitale.
  • Checkout Technologies srl sta progettando il supermercato del futuro con scaffali digitalizzati e casse self-checkout.
  • Comftech ha iniziato come un progetto finalizzato a migliorare la qualità della vita dei neonati prematuri nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale (NICU) dell’ospedale di Lecco. Oggi i loro sensori indossabili in tessuto monitorano le funzioni vitali per tutte le età.
  • CrowdM nasce come agenzia digital a servizio completo che si è specializzata poi nell’intelligenza artificiale e nei bot. Segue tutte le fasi di sviluppo del chatbot, per costruire il perfetto incontro tra esigenze di brand user experience.
  • Enerbrain permette di migliorare il comfort degli ambienti e ridurre i consumi per la climatizzazione grazie a una regolazione dinamica degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e ventilazione.
  • Groen Akkedis è una giovane startup nata dal connubio fra passione per ambiente ed energia, con l’obiettivo di realizzare prodotti che consentono di utilizzare l’energia elettrica da fonti rinnovabili in modo snello.
  • Hevolus Innovation è partner internazionale di Microsoft e vincitrice per quattro volte del Premio Innovazione SMAU 2018con innovative applicazioni di Mixed Reality, come HoloMaintenance per la manutenzione remota e Augmented Store per il settore retail.
  • Humanfactorx consente alle aziende di migliorare i loro prodotti, gli ambienti e i servizi, cercando di comprendere come gli esseri umani si comportano e interagiscono, fisicamente e psicologicamente, in relazione alle nuove tecnologie.
  • Next Industries, incubata al Polihib, nasce nel 2014 con l’obiettivo di “connettere il mondo reale“, ovvero portare i segnali analogici del mondo fisico, nel mondo digitale.
  • Nimrod ha ideato un sistema di traduzione simultanea in più di 100 lingue tramite conduzione ossea. Stanno già lavorando per integrare questo sistema nelle divise degli operatori di Ferrovie dello Stato.
  • Reboze, dalla sua sede di Bari, progetta e produce la future generazione di soluzioni 3D FFF per applicazioni di additive manufacturing. Nel 2018 il suo fondatore Alessio Lorusso è entrato nell’elenco stilato da Forbes degli under 30 più talentuosi.
  • Sophia High Tech, leader nelle attrezzature di prova sui materiali, lavora nell’Additive Manufacturing e realizza componentistica molto specializzata in diversi settori quali l’automobilistico, l’aeronautico, il navale, il ferroviario, la difesa e lo spazio.
  • Squeeze Brains ha ideato un sistema di imaging basato sull’apprendimento automatico per il rilevamento di oggetti grazie all’intelligenza artificiale con capacità di apprendere e riconoscere i difetti superficiali.
  • TactileRobots ha inventato dei robot intelligenti, che arrivano da soli a destinazione e che possono circolare all’interno di ristoranti, alberghi, ospedali e luoghi pubblici. Sono i primi al  mondo ad essere completamente ricoperti di pelle artificiale morbida e sensibile alla pressione.
  • TechMass ha ideato un sistema accessibile a tutti per misurarein maniera efficace le performance delle macchine e che aiuta a migliorare e stabilizzare i processi. La digitalizzazione in manifattura – secondo la loro filosofia – deve iniziare con step semplici, pragmatici e gestibili che permettano un beneficio immediato.
  • U-Miles è un’idea imprenditoriale che si propone di commercializzare un Dosso Intelligente in grado di convertire l’energia cinetica delle automobili in energia elettrica.
  • Userbot integra e fa interagire Intelligenza Artificiale e Umana per migliorare la qualità dei servizi clienti basati su bot, in modo da comprendere le richieste dell’utente e le sue emozioni.
  • W2W Solutions progetta sistemi di conoscenza e apprendimento: trasformano i dati in esperienza, e quindi in decisioni. Piattaforme integrate producono sistemi di informazione e apprendimento continuo applicati a oggetti, strumenti, macchine, ambienti, che parlano in tempo reale ai loro gestori, li aiutano a prendere decisioni migliorative e a controllarne l’efficacia.
  • Wallabies si appresta a rivoluzionare il mondo del calcio, in particolare il calciomercato, rendendo le analisi e le valutazioni degli atleti più oggettive poiché basate sull’analisi avanzata dei dati.
  • Weart è una nuova iniziativa imprenditoriale di e-Novia: un anello che può consentire a chi lo indossa la condivisine piena delle sensazioni tattili (temperatura, texile, pressione) e, quindi, delle esperienze fisiche tangibili.
  • WeDrone offre soluzioni innovative nel settore dei droni, dalla progettazione e realizzazione dei SAPR, alle riprese aeree e videoproduzioni.
  • Woordie realizza prodotti nel settore della ricarica dei dispositivi elettronici combinando tecnologia e design.
  • Xnext sfrutta una tecnologia spettroscopica per identificare in tempo reale le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali. Un vero e proprio laboratorio di chimica in linea in grado di individuare con la massima precisione corpi estranei e contaminanti di dimensioni ridottissime in particolare nella produzione di cibo e farmaci.

I partner di EY Sfida 4.0

  • Farextra (Torino), operatore di realtà aumentata e virtuale, offre una piattaforma virtuale per creare e gestire le procedure aziendali in ambito produzione, manutenzioni e formazione.
  • WURTH, leader mondiale nella vendita di prodotti e sistemi di fissaggio e assemblaggio
  • LINUP (Pomigliano d’Arco, Napoli) offre sistemi per ridurre gli sprechi e aumentare la redditività dei processi di lavoro
  • Stain (Brescia), sistemi MES di gestione della produzione

I laboratori

  • Laboratorio di pneumatica offerto da Metal Work SpA
  • Laboratorio di robotica offerto da Comau SpA
  • Skill Game offerto da Artemat Srl
  • Laboratorio di logica

SEMINARI

 

Per questioni organizzative tutti i seminari e i laboratori saranno gratuiti previa iscrizione

 

Venerdì 17 maggio

09.30 – Dall’innovazione alla disruption: traiettorie di cambiamento per l’oggi e il domani | Guest Riccardo Bovetti, Partner EY

11.00 – Il futuro per i giovani, i giovani per il futuro | Guest Digital Universitas

12.00 – Così aiutiamo le startup a diventare grandi | Guest Endeavor

14.00-14.15 – Pitch di presentazione di BlueTentacles

14.15-14.30 – Pitch di presentazione di Caracol Studio

14.30-14.45 – Pitch di presentazione di Enerbrain

15.00 – IOT, Robotica, Artificial Intelligence: verso nuovi modelli di business | Guest Angela Micocci, Technical Account Manager di Microsoft

16.00 – Robotica. Stato dell’arte e futuri sviluppi | Guest Comau e Tiesse Robot

17.00 – Come parlare con il tornio. Riflessioni sul dialogo uomo-macchina | Guest Crowdm, Partner Sfida 4.0

17.00  People Experience. Le persone al centro della trasformazione digitale | Guest Wavespace

 

Sabato 18 maggio

09.30 Workshop “Robotica fai-da-te | Guest Ultrafab, Partner Sfida 4.0

10.30 Gestione dei social network e content management per l’informazione | Guest Giornale di Brescia

10.30 – Le opportunità per chi vuole innovare | Guest Giorgio Girgis Sorial, vice capo di gabinetto del MISE

11.30 Il modello di business di E-Novia: quando dalla ricerca nascono imprese | Guest E-novia

12.15 La risposta del territorio alle esigenze di digitalizzazione delle proprie Micro e PMI | Guest InnexHub

 

Durante l’evento sarà possibile partecipare, previa registrazione, ai Walking Tour della Digital Factory di EY, Sfida 4.0, della durata di 15/20 minuti.

Giunto alla seconda edizione, quest’anno l’Open Innovation Weekend raddoppia gli espositori e le attività, anche grazie alla collaborazione con alcuni dei protagonisti privati e istituzionali del mondo dell’innovazione lombardi (InnexHub, CSMT, Bergamo Sviluppo, ComoNext, Endeavor).

Ad oggi hanno visitato la Digital Factory di EY più di 2.000 addetti ai lavori provenienti da oltre 300 realtà industriali, per lo più del nord Italia, oltre a studenti che hanno preso parte a percorsi formativi, workshop ed eventi.

EY

EY è leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza. La nostra conoscenza e la qualità dei nostri servizi contribuiscono a costruire la fiducia nei mercati finanziari e nelle economie di tutto il mondo. I nostri professionisti si distinguono per la loro capacità di lavorare insieme per assistere i nostri stakeholder al raggiungimento dei loro obiettivi. Così facendo, svolgiamo un ruolo fondamentale nel costruire un mondo professionale migliore per le nostre persone, i nostri clienti e la comunità in cui operiamo.

 

“EY” indica l’organizzazione globale di cui fanno parte le Member Firm di Ernst & Young Global Limited, ciascuna delle quali è un’entità legale autonoma. Ernst & Young Global Limited, una “Private Company Limited by Guarantee” di diritto inglese, non presta servizi ai clienti. Per maggiori informazioni sulla nostra organizzazione visita ey.com.

Artigianato artistico, a Brescia le imprese sono oltre 2.600

in Cultura/Economia/Partner 2/Tendenze by
Artigiano al lavoro, foto da Pixabay

Sono complessivamente 23.750 le imprese lombarde attive nei settori dell’artigianato artistico; a livello nazionale il comparto artigiano artistico della Lombardia è il primo in Italia, contando sul 16% del totale delle imprese (145.669). Dalla sartoria alla ceramica, dalla pietra preziosa alla riparazione di mobili; dal design alla lavorazione del vetro. Milano prima provincia in Italia sia per numero di imprese (7.409) sia a livello di fatturato con oltre 6,3 miliardi di euro. Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del Registro Imprese riferiti al IV trimestre 2018 e per il fatturato all’anno 2017 su dati AIDA – Bureau van Dijk.

L’artigianato artistico per numero di imprese. Le imprese lombarde attive nei settori dell’artigianato artistico sono 23.750, pari al 16% del totale nazionale. Il settore è stabile sia nel confronto con il 2017 (-0,7%) sia con il dato del 2013 (-1,4%); a livello nazionale si registra un -0,5% sul 2017 e -2,1% sul 2013. Per consistenza di imprese, al secondo posto la Toscana con 16.762 imprese (pari all’11,5% del totale), poi Veneto con 14.083 (pari al 9,8%), Campania con 12.295 imprese (pari all’8,4%), Piemonte e Lazio con circa 10.300 imprese (7%). In regione, dopo Milano in testa con 7.409 imprese (pari al 31% regionale) in crescita di quasi il 7% rispetto al 2013, si collocano Monza Brianza con 2.889 imprese (pari al 12% regionale), Brescia con 2.673 imprese (11%), Como con 2.379 imprese (10%), Bergamo con 2.311 imprese (9,7%).

L’artigianato artistico per fatturato. A livello di fatturato, Milano è la prima provincia in Italia e in Lombardia con oltre 6,3 miliardi di euro, seguita da Vicenza con 6 miliardi di euro, Firenze con quasi 4 miliardi di euro, Treviso con circa 3,3 miliardi di euro, Pisa, Cuneo e Como con 2,1 miliardi di euro. A livello regionale per fatturato la Lombardia (15,5 miliardi) precede il Veneto (11,8 miliardi), la Toscana (circa 10 miliardi) e il Piemonte (5,7 miliardi). In Lombardia Milano (6,3 miliardi di Euro), precede per fatturato Como (2,1 miliardi di euro), Monza Brianza (1,9 miliardi), Bergamo (1,3 miliardi), Varese (1,1 miliardi).

Lombardia – Imprese attive per settore di attività economica:

Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno; Preparazione e concia del cuoio e preparazione e tintura di pellicce; Fabbricazione di articoli da viaggio, borse e simili, pelletteria e selleria; Fabbricazione di tappeti e moquette; Confezionamento di biancheria da letto, da tavola e per l’arredamento; Attività di riprese fotografiche; Attività dei disegnatori grafici; Fabbricazione di mobili; Fabbricazione di articoli di coltelleria e posateria;  Fabbricazione di prodotti fabbricati con fili metallici; Fabbricazione di stoviglie, pentolame, vasellame, attrezzi da cucina e accessori casalinghi non elettrici, articoli metallici per l’arredamento di stanze da bagno; Fabbricazione di oggetti in ferro, in rame ed altri metalli; Fabbricazione di gioielleria, bigiotteria e articoli connessi; lavorazione delle pietre preziose; Riparazione di mobili e di oggetti di arredamento; laboratori di tappezzeria; Fabbricazione di strumenti musicali; Tessitura; Fabbricazione di ricami; Fabbricazione di tulle, pizzi e merletti;  Lavorazione di vetro a mano e a soffio artistico; Fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici e ornamentali; Lavorazione artistica del marmo e di altre pietre affini, lavori in mosaico; Produzione di pane, prodotti di pasticceria freschi; Produzione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie; Rappresentazioni artistiche; Creazioni artistiche e letterarie.

Tecnoservice verso il fallimento? La Cisl: 94 posti di lavoro a rischio

in Cisl/Economia/Fallimenti/Partner 2/Sindacati by
Crisi

La Tecnoservice srl – azienda specializzata nella logistica di prodotti siderurgici che ha il centro direzionale e amministrativo a Ghedi, terminal operativi a Ospitaletto, Verona e Valdaro in provincia di Mantova, e una filiale a Marghera (Ve) – ha depositato giovedì scorso in Tribunale il ricorso per la dichiarazione di fallimento in proprio.

Grande la preoccupazione tra i lavoratori dell’impresa – 24 nel bresciano, 50 a Verona e 20 nel mantovano – ancora in attesa del pagamento dello stipendio del mese di marzo e che ora potrebbero essere oggetto di un provvedimento di licenziamento collettivo da parte del curatore fallimentare.

SVOLTA INATTESA

Venerdì scorso, quindici lavoratori del terminal bresciano di Tecnoservice si sono riuniti in assemblea qui nella nostra sede – spiegano Mario Bresciani, segretario generale della Fit Cisl, e Fabrizio Baresi, componente della Segreteria – e con loro abbiamo esaminato la situazione ricostruendo i passaggi che hanno portato alla richiesta di fallimento. Lavoreremo in sinergia con i colleghi delle altre due province per prospettare come alternativa al licenziamento collettivo il ricorso al Fondo di integrazione salariale istituito con la riforma del mercato del lavoro del 2015. Ne sapremo sicuramente di più il prossimo 9 maggio, data in cui il curatore fallimentare ha convocato tutte le parti in causa“.

DAI FRATELLI PROVEZZA AI FRATELLI COSULICH

Fondata dai fratelli Provezza, nel maggio 2018 la Tecnoservice ha ceduto il 50% della società alla genovese Fratelli Cosulich, un colosso dei servizi alle spedizioni (fatturato che sfiora 1 miliardo di euro, quasi 1.000 dipendenti in 45 società in Italia e all’estero). “Alla presidenza della ‘nuova Tecnoservice’ – scrive il sindacato – era arrivato un manager di fiducia dei Cosulich, mentre la gestione era rimasta in mano ai fratelli Provezza. Questi ultimi si sono però improvvisamente dimessi nel marzo scorso, lasciando in eredità ai soci una situazione finanziaria molto grave”.

MONITORAGGIO COSTANTE E ASSISTENZA AI LAVORATORI

Ai lavoratori abbiamo assicurato il monitoraggio costante della situazione – conclude Mario Bresciani – l’assistenza necessaria in tutti i passaggi che si andranno a determinare, l’azione di tutela e di garanzia dei loro interessi e dei loro diritti. Agiremo di concerto con i colleghi di Verona per chiedere che si faccia ogni sforzo nell’individuare soluzioni che salvaguardino l’attività e l’occupazione”.

(fonte comunicato stampa Cisl Trasporti)

Imprese, tra Brescia e Ungheria scambi per 500 milioni di euro

in Economia/Export/Partner 2/Tendenze by
Export, dati Brescia e Lombardia

Tra Lombardia e Ungheria cresce il business: scambi da 3,6 miliardi nel 2018, +3% in un anno. Secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e da Promos Italia, superano i 2 miliardi le importazioni, +3,4% e sono di 1,6 miliardi le esportazioni, +2,2%. Oggi in Camera di commercio  a Palazzo Giureconsulti l’incontro con le startup innovative dall’Ungheria organizzato da Promos Italia, la nuova struttura del sistema camerale italiano a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese. Tra le innovazioni presentate il pavimento a energia solare, la carta fedeltà smart, la piattaforma software medicale, il raffreddamento efficiente delle apparecchiature ICT.

In Lombardia prima è Milano con 1,3 miliardi di scambi, +6%, di cui 328 milioni di export. Seguono Brescia con mezzo miliardo, +10%, Mantova con 317 milioni, +20%, Bergamo con 353 milioni, +4%, Pavia con circa 265 milioni, Cremona, Monza e Varese con circa 200 milioni.

Nel settore manifatturiero la Lombardia esporta metalli per 349 milioni, macchinari per 321 milioni, chimica per 270 milioni e importa computer per 421 milioni, chimica per 269 milioni, mezzi di trasporto per 206 milioni, alimentari per 189 milioni.  Crescono sia import che export nel settore chimica, +14% , in aumento l’export di metalli con +11% e l’import di computer, +13%.

Economia circolare, in Lombardia 10mila imprese e riciclo al +11 per cento

in Ambiente/Economia/Partner 2/Tendenze by
Riciclo, foto generica da Pixabay

Riduzione dei costi e risparmio di energia, incremento della competitività e della riconoscibilità, miglioramento del proprio posizionamento sul mercato o inserimento in nuovi mercati, benefici per l’ambiente e per la salute, creazione di posti di lavoro a livello locale: questi i principali vantaggi per le imprese che applicano l’economia circolare a tutte le fasi della produzione. Dall’approvvigionamento delle materie prime alla progettazione di un prodotto o servizio che riduca al minimo l’impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita, dal recupero degli scarti di produzione alla modifica delle strategie di business di distribuzione e del materiale del packaging: in tutte le fasi è possibile applicare i principi di circolarità.

Aumenta il riciclo del legno in Lombardia. Dagli ultimi dati disponibili risulta che l’industria del legno in Lombardia ha ridotto negli ultimi anni la quantità di rifiuti prodotta: in particolare, i rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone sono passati in due anni da circa 430 mila a 387 mila tonnellate, -10% (dati 2016 e 2014). Cresce anche la raccolta differenziata urbana di legno: +11,4% in Lombardia dal 2015 al 2017 pari a 195 mila tonnellate, un quinto del totale italiano. La maggior quantità a Milano (50 mila tonnellate, +4,4%). In forte crescita Brescia e Mantova (+19%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati ISPRA.

Imprese sempre più green in Italia. Dalla raccolta dei rifiuti alla progettazione ingegneristica, dalla consulenza tecnica alla riproduzione di piante, dal controllo di qualità alla ricerca nelle scienze naturali: sono circa 55 mila le imprese dei settori green, +28% in cinque anni e +3,7% in un anno e impiegano 446 mila addetti e un fatturato di 200 miliardi. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese 2018, 2017 e 2012. Un settore trainato dai grandi centri: Milano con 4 mila imprese, Roma con 3 mila, Torino con 2 mila.

In Lombardia. Un totale di 10 mila imprese coinvolte su 55 mila in Italia. In un anno sono aumentate del +3,6% e in cinque del +23%. Attività più diffuse a Milano (4 mila), Brescia e Bergamo (oltre mille), seguono Varese e Monza con oltre seicento. Un settore che conta 44 mila addetti a Milano, su quasi 84 mila in Lombardia. Circa 10 mila gli addetti a Brescia, Bergamo e Monza. In regione un addetto su cinque in Italia e circa 50 miliardi di fatturato. A Milano un business da circa 35 miliardi, a Brescia e Bergamo da 3, a Varese 2 e a Monza 1.

Fashion, le imprese del settore Moda nel Bresciano sono 4mila

in Abbigliamento/Economia/Partner 2/Tendenze by
Moda a Brescia

Al via la Milan Fashion Week, dal 19 al 25 febbraio. Tra le sedi della manifestazione Palazzo Giureconsulti della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, in piazza Mercanti angolo piazza Duomo. Milano guida in Italia per le circa 2 mila imprese del design. Le imprese della moda nel territorio milanese sono 13.196, stabili rispetto allo scorso anno. Cresce l’export di tessili milanese e supera nei primi nove mesi del 2018 i 5 miliardi in nove mesi, +6% in un anno. Le imprese della moda milanesi danno lavoro a 91 mila addetti su 192 mila in Lombardia e 846 mila nazionali e hanno un giro d’affari che supera i 20 miliardi di euro. La città delle sfilate pesa il 6% del settore italiano in termini di imprese e l’11% per addetti ma oltre il 20% dei ricavi. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del Registro delle Imprese e Aida – Bureau van Dijk e su dati Istat.

Nella moda traina il design, +2,3% in Italia le 18 mila imprese. Milano prima con 2 mila, +4% in un anno. In Lombardia oltre 4 mila imprese, + 1%.

Lombardia, 34 mila imprese nella moda. Per numero complessivo di imprese Milano domina con 13 mila, seguita da Brescia con quasi 4 mila, Bergamo e Varese con oltre 3 mila. Superano le 2 mila anche Como e Monza e Brianza. Sono 362 a Lodi. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati del registro delle imprese al 2018.

Le imprese della moda in Italia: sono 221 mila, di cui 34 mila in Lombardia, prima regione, seguita da Campania con 32 mila e Toscana con 28 mila. Tra le province prima Napoli con  21 mila (+0,5% in un anno), seguita da Roma con 15 mila e Milano con 13 mila. Vengono poi Firenze, Prato, Bari e Torino.

Lombardia, quasi 34 mila imprese nella moda. Per numero complessivo di imprese Milano domina con 13 mila, seguita da Brescia con quasi 4 mila, Bergamo e Varese con oltre 3 mila. Superano le 2 mila anche Como e Monza e Brianza. Sono 365 a Lodi. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2018.

Le imprese della moda in Italia: sono 222 mila, di cui 34 mila in Lombardia, prima regione, seguita da Campania con 32 mila e Toscana con 28 mila. Tra le province prima Napoli con quasi 21 mila, seguita da Roma con 15 mila e Milano con 13 mila. Vengono poi Firenze, Prato, Bari e Torino. In Italia le imprese maschili pesano nel settore moda per il 58%.

Export lombardo di moda nel mondo: sfiora i 10 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2018, +3,6% rispetto all’anno precedente, una crescita superiore a quella italiana (+2,3%). Rappresenta un quarto del totale italiano che è di 39 miliardi. Milano leader in Lombardia e in Italia per export: con un valore di 5,2 miliardi nei primi nove mesi, +6,4% rispetto allo scorso anno. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat. In Lombardia seguono Como con 1,1 miliardi, Bergamo con quasi 756 milioni, Varese con 704 milioni (+3%) e Mantova con 665 milioni. In fote crescita Lodi che passa da 40 a 59 milioni +47,1% e Pavia da 147 a 178 milioni, +21,1%. In crescita anche Cremona (+5,1%). Gli Stati Uniti diventano nel 2018 il maggior partner per l’export lombardo con 979 milioni, +11,2%. Seguono Francia con 911 milioni, Hong Kong con 818, Cina con 713 (+13,6%) e Germania con 652. Crescita a due cifre anche per Austria (+21,9%), Croazia (+21,4%), Canada (+17,3%), Emirati Arabi Uniti (+16,7%) e Giappone (+14,1%).

Come agevolare un progetto innovativo nel 2019? | INNOVATION CLUB

in Economia/Innovation club/Innovazione/Partner 2/Rubriche by

La digital transformation comporta un cambiamento di leadership, un modo di pensare diverso, nuovi modelli di business ed un maggiore utilizzo della tecnologia per migliorare l’esperienza dei dipendenti, dei clienti, dei fornitori, dei partner e di tutte le parti interessate dell’organizzazione.

Per questo che tu sia l’imprenditore di una piccola, media o grande impresa è importante in qualsiasi caso utilizzare le tecnologie digitali per rimanere competitivi.

Le aziende che non lo faranno potrebbero non essere più in grado di competere con le imprese più innovative.

Seguire la strada tracciata dalla digital transformation deve essere una priorità chiave per qualsiasi azienda che voglia competere in futuro. 

Ma come nel 2019 un’azienda può finanziare un vero progetto innovativo che porti  ad avere un nuovo posizionamento sul mercato, un nuovo prodotto e una nuova modalità di conversare con il mercato.

Diversifichiamo allora il 2processo di innovazione” in termini di:

> IDEAZIONE: in questa fase  dove si ricerca e si individua un nuovo progetto troviamo il credito d’imposta per la ricerca & sviluppo ed il fondo per l’Intelligenza Artificiale, Internet of Things & Blockchain;

> SPERIMENTAZIONE: in questo momento dove il progetto prende forma internamente all’azienda oppure attraverso lo strumento della “startup aziendale” troviamo il voucher digitalizzazione, le agevolazioni per la formazione 4.0 e quelle dedicate alle startup innovative;

> OPERATIVITÀ: quando il progetto diventa operativo la misura principe è il patent box che consente importantissimi benefici.

Analizziamo nel dettaglio i vari strumenti che possono essere utilizzati in modo integrato in modo tale da ottener il massimo beneficio possibile:

IDEAZIONE – CREDITO D’IMPOSTA PER LA RICERCA & SVILUPPO

La disciplina del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo prevede un incentivo su spese incrementali in ricerca e sviluppo (rispetto al triennio 2012 – 2014). 

Per quanto riguarda le agevolazioni 2019/2020, le spese agevolabili e le relative aliquote sono le seguenti: 

a) Personale dipendente titolare di un rapporto subordinato (anche a tempo determinato): 50%; 

a-bis) Personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo (o comunque diverso da lavoro subordinato): 25%; 

b) Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio: 25%; 

c) Contratti con università, enti di ricerca ed organismi equiparati, contratti con startup e pmi innovative residenti e non facenti parte del gruppo della committente: 50%; 

c-bis) Contratti stipulati con imprese diverse da quelle della precedente lettera c), non facenti parte del gruppo della committente: 25%; 

d) Competenze tecniche privative industriali su invenzione industriale o biotecnologica, topografia di prodotto a semiconduttori o nuova varietà vegetale, pure da fonti esterne: 25%; 

d-bis) Materiali, forniture e altri prodotti analoghi anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota: 25%. 

Il beneficio annuale massimo è stato portato da 20 a 10 milioni di Euro, con un limite minimo di spesa confermato in 30.000 Euro. 

IDEAZIONE – FONDO PER AI, INTERNET OF THINGS & BLOCKCHAIN

Il Ministero dello sviluppo economico ha istituito un Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things (dotazione di 15 milioni di Euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021), destinato a finanziare: 

a)progetti di ricerca e innovazione da realizzare in Italia ad opera di soggetti pubblici e privati, anche esteri, nelle aree strategiche per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things, funzionali alla competitività del Paese; 

b)  iniziative competitive per il raggiungimento di specifici obiettivi tecnologici e applicativi;
c)  il supporto operativo e amministrativo alla realizzazione di quanto previsto alle lettere a) e b), al fine di valorizzarne i risultati e favorire il loro trasferimento verso il sistema economico produttivo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. 

SPERIMENTAZIONE – VOUCHER DIGITALIZZAZIONE

Alle micro imprese (meno di 10 occupati e fatturato oppure totale di bilancio non superiori a 2 milioni di Euro) e alle piccole imprese (meno di 50 occupati e fatturato o totale di bilancio non superiori a 10 milioni di Euro), per i 2 periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2018, è attribuito un contributo a fondo perduto, nella forma di voucher, per l’acquisto di prestazioni consulenziali di natura specialistica finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. 

Il contributo è riconosciuto in relazione a ciascun periodo d’imposta in misura pari al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40.000 Euro. 

Alle medie imprese (meno di 250 occupati e fatturato non superiore a 50 milioni di Euro oppure totale di bilancio non superiore a 43 milioni di Euro) il contributo è riconosciuto in relazione a ciascun periodo d’imposta in misura pari al 30% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 25.000 Euro. 

Alle reti di imprese, aventi nel programma comune lo sviluppo di processi innovativi in materia di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e di organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, è attribuito un contributo in misura pari al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 80.000 Euro. 

SPERIMENTAZIONE – FORMAZIONE 4.0

È stato prorogato per il 2019 il credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale industria 4.0, che si applica anche alle spese di formazione sostenute nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018. 

L’agevolazione varia in base alle dimensioni aziendali:
> Piccole imprese: 50% (limite massimo di spesa annuale 300.000 Euro); 

> Medie imprese: 40% (limite massimo di spesa annuale 300.000 Euro); > Grandi imprese: 30% (limite massimo di spesa annuale 200.000 Euro). 

SPERIMENTAZIONE – INVESTIMENTI IN STARTUP INNOVATIVE

Per soggetti IRPEF l’incentivo si concretizza in una detrazione dall’imposta lorda pari al 40% delle somme investite nel capitale sociale. L’investimento massimo detraibile non può eccedere l’importo di 1 milione di Euro. 

Per i soggetti IRES l’incentivo si concretizza in una deduzione dal reddito pari al 40% dei conferimenti rilevanti effettuati. L’investimento massimo deducibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 1,8 milioni di Euro. La deduzione sale al 50% nei casi di acquisizione dell’intero capitale sociale di startup innovative, a condizione che l’intero capitale sociale sia acquisito e mantenuto per almeno 3 anni. 

OPERATIVITÀ – PATENT BOX

Patent Box è il regime fiscale agevolativo, introdotto dalla Legge Stabilità 2015, che consente al soggetto fruitore di detassare, ai fini IRES (o IRPEF) ed IRAP, una parte del proprio reddito derivante dallo sfruttamento economico (utilizzo diretto o indiretto, ovvero concessione in licenza) di uno o più beni immateriali appartenenti alle seguenti categorie: 

> SOFTWARE PROTETTO DA COPYRIGHT;
> BREVETTI INDUSTRIALI, anche in corso di concessione, inclusi brevetti per invenzioni, per modello di utilità;
> DISEGNI E MODELLI, giuridicamente tutelabili;
> KNOW-HOW, ovvero processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico, giuridicamente tutelabili. 

Patent Box è da attuarsi mediante esercizio di un’opzione (in dichiarazione dei redditi) con le seguenti caratteristiche: 

> Ha durata pari a 5 anni;
> È irrevocabile e rinnovabile;
> Non riguarda necessariamente tutti i beni immateriali del soggetto interessato.

L’agevolazione finale consiste in una variazione in diminuzione del reddito imponibile, da calcolarsi per ogni anno del quinquennio.

Per maggiori informazioni: info@innovationclub.it

Solidarietà, ecco il nuovo vertice dellla Congrega della carità apostolica

in Economia/Partner 2/Solidarietà by
Il notaio Alberto Broli

Nella serata di lunedì 14 gennaio 2019, il Collegio degli Amministratori della Congrega della Carità Apostolica ha eletto il nuovo Comitato di Presidenza per il triennio 2019-2021.

Per i prossimi tre anni, a presiedere il più antico sodalizio caritativo bresciano i Confratelli della Congrega hanno confermato il notaio Alberto Broli, come vice Presidenti sono stati invece designati il prof. Antonio Porteri e il dr. Pietro Ghetti, che subentrano al dr. Agostino Mantovani e al dr. Giovanni Falsina. A comporre la squadra come consiglieri ci sono l’avv. Stefano Bontempi, il notaio Franco Bossoni, il dr. Franco Gheza, l’arch. Giuseppe Milanesi, don Armando Nolli, l’avv. Francesco Onofri, il dr. Franco Polotti e il dr. Marcellino Valerio.

Come revisori dei conti sono stati indicati il dr. Flavio Gnecchi, il dr. Giovanni Nulli e il dr. Guido Piccinelli.

Con il rinnovo delle cariche statutarie – servizio assolto gratuitamente dai Confratelli del Sodalizio – la Congrega della Carità Apostolica si prepara ad affrontare le attività per il 2019. I budget confermano investimenti in beneficenza e progetti di solidarietà in favore di famiglie, minori, enti ed associazioni non profit nelle province di Brescia e di Mantova; a ciò si aggiungono i tradizionali impegni sui fronti dell’housing sociale, più di 400 abitazioni in città (il 71% del patrimonio immobiliare totale), e dei servizi alla persona, soprattutto anziani e minori.

Alla Congrega della Carità Apostolica, le cui origini sono attestate all’inizio del Cinquecento, fanno riferimento la Fondazione conte Gaetano Bonoris, la Fondazione Luigi Bernardi, la Fondazione Guido e Angela Folonari, la Fondazione Pasotti Cottinelli Onlus, la Fondazione Alessandro Cottinelli, la Fondazione Dominique Franchi Onlus, la Fondazione Liliana Giordano e Giuseppe Scalvi, l’Istituto Vittoria Razzetti Onlus e, dal 2018, la Fondazione Coniugi Daniele Bonicelli Reggio e Eva Pederzani.

Fattura elettronica: lo Stato ci guadagna, ma i contribuenti? | di Bortolo Agliardi

in Associazione Artigiani/Associazioni di categoria/Economia/Partner 2 by
Bortolo Agliardi, associazione artigiani

di Bortolo Agliardi – Ed allora è ufficiale, si parte. Da gennaio scatta l’obbligo di fattura elettronica per la gran parte delle aziende e società con qualche limitata eccezione (esonerati nel 2019 medici e farmacisti, ad esempio) e con l’esclusione delle partite Iva in regime forfettario. Come avevo già avuto modo di scrivere nei mesi scorsi, come Associazione non stiamo a discutere se la novità della fattura elettronica sia una nuova sciagura che arriva sulle teste degli artigiani e delle imprese in generale, oppure se sia una opportunità in qualche modo inevitabile. Così come a primavera si era detto che un rinvio al 2019 fosse auspicabile, adesso confermiamo che gli artigiani inevitabilmente si adegueranno.

Va detto che manteniamo alcune riserve non tanto sul provvedimento in sé quanto, semmai, su alcuni possibili rischi cui potranno incorrere gli artigiani e i professionisti alle prese con quella che si annuncia essere una sorta di rivoluzione nel rapporto aziende-Agenzia delle Entrate. Ma va altresì detto che una nostra richiesta è stata parzialmente accolta. Ed è quella relativa alla necessità di una moratoria nelle sanzioni che, inizialmente era prevista in sei mesi (e quindi fino al 30 giugno 2019) e che invece verrà allungata di altri tre mesi. Meglio qualcosa che niente anche se, a nostro giudizio, un periodo più congruo avrebbe consentito a tutti di affrontare con maggior serenità la novità. Va però anche detto che, ad ora, non abbiamo trovato alcun riscontro ad un’altra nostra richiesta. Ovvero alla possibilità di riconoscere alle aziende un credito d’imposta per le spese sostenute direttamente o indirettamente. E una considerazione che credo sia immediatamente comprensibile da tutti. Non vogliamo apparire come quelli che stan sempre a chiedere… ma, se lo Stato vara una nuova legge; e questa legge obbliga di fatto le aziende a sostenere spese per fare quello che lo Stato impone; e sempre lo Stato, con questa nuova legge, avrà una serie di risparmi e potrà dislocare risorse umane a fare altre cose (come potenziare gli accertamenti, ad esempio) recuperando gettito, perché mai lo Stato non ci dovrebbe riconoscere quanto abbiamo speso per fare quello che ci è stato imposto?

In altre parole: con l’e-fattura il Fisco ci guadagna e credo sia quindi legittima la richiesta di artigiani e aziende ad avere il diritto a recuperare le spese sostenute per rendere più efficiente ed efficace la macchina del Fisco. Non mi pare una richiesta assurda. E infine manifesto un dubbio ed un timore allo stesso tempo. Ovvero: che tipo di utilizzo avranno i dati che l’Agenzia delle Entrate raccoglierà con i quasi 2 miliardi di fatture l’anno che andrà a raccogliere? Con la fattura elettronica, infatti, il Fisco viene in possesso di dati che sinora non ha mai avuto.

Che fine faranno, per l’appunto, questi dati che staranno negli archivi dell’Agenzia delle Entrate per 10 anni? Ogni fattura dovrà indicare la natura, la qualità e la quantità dei servizi fatti o dei beni ceduti. Per il Fisco è manna, al punto che si pensa di recuperare fra Iva ed Irpef quasi 2 miliardi. Non sto naturalmente difendendo chi fa il furbo, ma credo anche che all’esordio di uno strumento nuovo per tutti (anche per lo Stato) avere una serie di indicazioni, garanzie e rassicurazioni non sia chiedere null’altro che quanto dovuto a dei cittadini.

Presidente Associazione Artigiani

Fallito per colpa dello Stato: Bramini spera di ricomprarsi casa con un libro

in Cultura/Economia/Finanza/Partner 2 by
L'avvocato Monica Pagano, Sergio Bramini e Biagio Riccio

Il caso di Sergio Bramini (l’imprenditore monzese dichiarato fallito nonostante un credito di 4 milioni di euro verso lo Stato) continua a far discutere. E, in attesa di svolte legislative, è diventato un libro – di cui è coautrice l’avvocato bresciano Monica Pagano dello Studio Pagano & Partners –  i cui proventi potrebbero sanare parzialmente una grande ingiustizia italiana.

Lunedì 10 dicembre alle 15, infatti, all’Hotel Nazionale di Roma (piazza Montecitorio 131) verrà presentato il volume “Il caso Bramini: un’ingiustizia di Stato” (Rubettino Editore).

Con Bramini, nell’occasione, saranno presenti i quattro autori: gli avvocati Monica Pagano e Biagio Riccio, l’imprenditore Giovanni Pastore e Giacomo Di Gennaro (Docente di Sociologia). Ma anche Alessandro De Giuseppe, inviato della popolare trasmissione televisiva Le Iene, che si è occupato della prefazione. E’ attesa, inoltre, la presenza del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, che ha scelto Bramini tra i suoi consulenti.

Il ricavato del libro – che da lunedì sarà disponibile on line e nelle librerie al prezzo di 12 euro – verrà interamente devoluto a Sergio Bramini per consentirgli di ricomprarsi casa. “Ma la speranza – sottolinea Monica Pagano – è che serva anche a sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica e la politica, affinché non si ripeta più un dramma che ogni anno, nel silenzio generale, miete centinaia di vittime”.

Quello dell’imprenditore monzese, infatti, è un caso emblematico, di cui hanno già parlato a più riprese tutti i media nazionali. Per far fronte ai mancati pagamenti delle pubbliche amministrazioni (4 milioni di euro) e non dover licenziare i suoi 32 dipendenti, Bramini – titolare di un’azienda attiva nella gestione rifiuti – aveva deciso di ipotecarsi la casa. Ma nel 2011 è stato dichiarato fallito. Il 18 maggio di quest’anno, quindi, è stato sfrattato con la forza e il 22 novembre la sua villa è stata battuta all’asta. Ad aggiudicarsela un imprenditore cinese che, una volta appresa la storia di Sergio, si è detto disponibile a ritirare l’offerta a patto di non dover pagare di tasca sua la penale da 50mila euro. Proprio a questo sono destinati i proventi del libro. In attesa di sapere come andrà a finire, Bramini continua a lavorare con l’obiettivo di far entrare in vigore la cosiddetta Legge Bramini per impedire il fallimento di aziende con crediti significativi verso lo Stato.

fonte: Brescia news

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