Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Eleonora Rigotti

in Eleonora Rigotti/Personaggi by
Eleonora Rigotti, Cna

Da dodici anni alla guida di Ergopulizie, impresa di pulizie civili ed industriali, Eleonora Rigotti è da due anni alla presidenza di Cna Brescia. Un ruolo che è stata chiamata a ricoprire dopo una lunga esperienza nel mondo camerale ed associativo, nonché operativo. Dopo essere stata responsabile risorse umane alla Unione pulitori per 6 anni, ha fondato la società di cui oggi è amministratore unico e che ha quindici dipendenti, di cui ben undici donne, sia italiane che straniere. Perito aziendale, è da sempre attenta alla formazione ed all’aggiornamento professionale.

Dal 2005 al 2011 ha fatto parte del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Brescia; si è occupata dei progetti relativi al rapporto con il sistema scolastico ed alla conciliazione tempi vita e lavoro, nonché di fiere e credito. Dal 2009 al 2015 è stata vicepresidente di Cna Brescia. Dopo essersi concentrata sulla trasmissione della cultura d’impresa, sull’accesso al credito e sull’autoimprenditorialità nel mondo del lavoro al femminile, nel 2015 ha passato il testimone della presidenza di Cna Impresa Donna Lombardia, carica ricoperta a partire da marzo 2012; nel 2016 ha lasciato la guida del medesimo gruppo d’interesse di Brescia, per fare spazio a nuove imprenditrici bresciane.

Dal 2014 è consigliere camerale della Camera di Commercio di Brescia. Da luglio dell’anno successivo è presidente di Bresciatourism, società partecipata da enti pubblici, associazioni di categoria e consorzi del territorio che promuove il turismo a Brescia e provincia.

Eleonora Rigotti, Cna
Eleonora Rigotti, Cna

Valcamonica, il nuovo presidente di Confartigianato è Fabio Peloso

in Artigianato/Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eugenio Massetti/Evidenza/Nomine/Personaggi by
Nella foto, da sinistra: il neo presidente del Mandamento Valle Camonica Fabio Peloso, il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, il past president Gianbattista Pasquini, il consigliere di Giunta di Confartigianato Brescia Giovanni Tosi e Roberto Maggiò neo vicepresidente, delegato di Pisogne.

Nei giorni scorsi, alla presenza del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, come da prassi statutaria, sono stati rinnovati i vertici del Mandamento di Confartigianato Valle Camonica.  Alla carica di presidente è stato eletto Fabio Peloso, mentre Roberto Maggiò è il nuovo vicepresidente e resteranno in carica per i prossimi quattro anni. Fabio Peloso, classe 1964, titolare dell’omonima ditta artigiana di Edolo, specializzata nella produzione e nell’elaborazione artistica in metallo, mentre Roberto Maggiò è titolar della Edil Maggiò, impresa edile di Pisogne. Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale è presente in modo capillare su tutto il territorio bresciano. L’organizzazione si avvale, oltre alla sede centrale di via Orzinuovi a Brescia, di 15 uffici territoriali. In ogni ufficio è presente un Consiglio di Mandamento formato da delegati artigiani che rappresentano la realtà economica nel territorio di riferimento. Il Mandamento di Confartigianato Valle Camonica è uno dei più attivi e radicati sul territorio dell’intera provincia, con 520 imprese associate che ruotano intorno alle sedi di Edolo, Darfo Boario Terme e Breno.

Nella foto, da sinistra: il neo presidente del Mandamento Valle Camonica Fabio Peloso, il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, il past president Gianbattista Pasquini, il consigliere di Giunta di Confartigianato Brescia Giovanni Tosi e Roberto Maggiò neo vicepresidente, delegato di Pisogne

La bresciana Ave inserita tra le 100 eccellenze italiane

in Ave/Aziende/Economia/Emanuele Belli/Manifatturiero/Personaggi/Sandro Belli by
Emanuele Belli, Ave

È stato ritirato a Roma presso Palazzo Montecitorio il “Premio 100 eccellenze italiane”, un prestigioso riconoscimento che ha visto AVE tra i protagonisti eletti a simbolo di quell’Italia virtuosa, tesa a dar valore al Made in Italy come patrimonio nazionale ed internazionale. Un valore su cui AVE crede da sempre e sul quale ha costruito la propria filosofia aziendale.

Promosso dall’Editore Riccardo Dell’Anna, il “Premio 100 eccellenze italiane” richiama a quel complesso tessuto di unicità che definiscono il Made in Italy, quell’ Italia contemporanea dove innovazione, tradizione, audacia e creatività non sono semplici suggestioni, ma qualità pregnanti, culturali e dense di significato. Tenutasi il 1 dicembre scorso nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio la cerimonia di premiazione ha inserito AVE tra le 100 eccellenze italiane più eclatanti, insignendola dell’importante riconoscimento. Durante l’evento è stato presentato in anteprima anche l’omonimo volume “100 eccellenze italiane”, dove vengono raccontate le storie di queste importanti realtà e, tra queste, quella di AVE.

Protagonista da oltre 110 anni dello scenario internazionale dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche destinate all’installazione in impianti residenziali e terziari, AVE è storicamente la prima azienda italiana produttrice di materiale elettrico. Negli ultimi anni, in particolare, l’Azienda ha dato un notevole impulso a soluzioni assolutamente innovative conseguendo nuovi importanti brevetti. Oggi AVE è una realtà in continuo sviluppo, che esporta in oltre 70 paesi ed è presente in varie nazioni con filiali commerciali e joint venture industriali.

Punto di forza di tutta la produzione AVE e simbolo del Made in Italy di qualità e di prestigio, il design rappresenta il valore aggiunto su cui l’Azienda ha fondato il proprio successo. I prodotti AVE sono stati installati nelle case, negli uffici e nelle aziende in Italia e più di 100 paesi nel mondo. Con oltre 200 brevetti e numerosi premi ricevuti, tra cui il Premio Compasso d’Oro per il Design, a cui si aggiunge il Premio 100 eccellenze italiane, AVE è in grado oggi di proporre soluzioni facilmente inseribili in qualunque ambiente, che si adattano ad un mercato sempre più esigente ed in continua evoluzione.

IN FOTO EMANUELE BELLI (TERZO DA DESTRA) CON IL PREMIO

La Provincia incontra Aib: ambiente e lavoro i temi del confronto

in Aib/Ambiente/Associazioni di categoria/Economia/Istituzioni/Lavoro/Provincia di Brescia by
Pier Luigi Mottinelli

Continuano gli incontri del Presidente Pier Luigi Mottinelli con le principali realtà politiche e socio – economiche del territorio, con l’obiettivo che la Provincia di Brescia sia sempre più aperta all’ascolto ed al confronto. Questa mattina, alla sede di AIB, è stato fatto il punto sulle priorità con il Presidente Marco Bonometti. Diversi i temi affrontati: dalle infrastrutture all’occupazione, con la ferma volontà di essere sempre più aperti al confronto rispetto al delicato tema dell’ambiente.

“La salute ambientale – ha dichiarato il Presidente Mottinelli – è un tema che mi sta particolarmente a cuore e per il quale m’impegnerò in prima persona. Con il Presidente Bonometti abbiamo ipotizzato un tavolo di confronto che coinvolga anche ARPA, ATS e Università per raccogliere dati obiettivi e trasparenti ù, attraverso i quali poter affrontare e risolvere i problemi del territorio”. Il Presidente Bonometti ha poi affrontato il tema dell’occupazione e ricordato che AIB sta costruendo una piattaforma alla quale le aziende possono fare riferimento per avere servizi. Mottinelli ha sottolineato quanto i centri per l’impiego debbano essere valorizzati come strumento utile alle aziende in cerca di professionalità.

“Per rendere ancora più diretto e concreto il Sistema delle Autonomie Locali – hanno concluso Mottinelli e Bonometti – abbiamo pensato di formalizzare un accordo, esteso anche alla Camera di Commercio, per concorrere in progetti utili che offrano servizi alle imprese”.

In questo contesto, la nota dolente, in Lombardia, resta la burocrazia. Il carico delle pratiche e i tempi di attesa vanno ridotti, ha evidenziato Bonometti, chiedendo anche alla Provincia, che si è resa disponibile, di intervenire affinché le procedure per le imprese possano essere semplificate.

Imprese che vivono di cultura, nella provincia di Brescia sono 2.500

in Economia/Formazione/Tendenze by
capitolium-brescia1

La cultura in Lombardia conta quasi 26 mila imprese, +0,7% e rappresenta oltre un quinto del totale italiano (21,6%). Sono 8 mila quelle specializzate in design e 4 mila in pubblicità, un quarto del totale nazionale, quasi 3 mila le attività artistiche e di intrattenimento, circa 2 mila quelle fotografiche, di produzione cinematografica e video e di servizi di istruzione, quasi mille quelle impegnate in ricerca scientifica e sviluppo. Dopo Milano con oltre 14 mila, vengono Brescia con 2.465, Bergamo con 1.923 che cresce del 2,8% e Monza e Brianza con 1.636 (+1,1%). Superano le mille anche Varese e Como. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese 2016 e 2015, oggi in occasione della presentazione presso il Piccolo Teatro Grassi di Milano dalla prima edizione dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, iniziativa a cui partecipa la Camera di commercio di Milano.

A Milano sono oltre 14 mila le imprese nel settore culturale (tra editoria, attività artistiche e di intrattenimento, biblioteche e musei, istruzione, ricerca, pubblicità, design e fotografia), +0,7% nell’ultimo anno. Sono più di 5 mila quelle che operano nella pubblicità e nelle ricerche di mercato, seguite dalle attività di design (1.772) in crescita del 4,1%, da quelle creative, artistiche e di intrattenimento (1.333), +0,6% e da quelle di produzione cinematografica e video (1.294), +2,8%. La cultura milanese rappresenta un ottavo di quella nazionale ma arriva a pesare oltre un quinto nell’editoria in generale e nell’edizione di giochi per computer.

Dati imprese culturali nelle province della Lombardia

La Cisl bresciana verso il congresso. Domani si riunisce il consiglio generale

in Cisl/Economia/Sindacati by
cisl brescia

Si riunisce domani, venerdì 20 gennaio alle 9,30 nella sede cittadina di via Altipiano d’Asiago 3, il Consiglio generale della Cisl bresciana. Oltre alla discussione sulla situazione politico-sindacale, l’ordine del giorno della riunione prevede la convocazione del Congresso provinciale al quale parteciperanno i delegati eletti nei congressi delle categorie. Un passaggio estremamente importante per l’organizzazione sindacale chiamata a verificare la propria azione, a tracciare il percorso dei prossimi anni e a scegliere il futuro gruppo dirigente.Ad introdurre i lavori sarà Francesco Diomaiuta, segretario generale della Cisl bresciana, mentre la relazione sulla quale si svilupperà il dibattito verrà proposta da Osvaldo Domaneschi, segretario generale della Cisl Lombardia.

Cgil, iscritti in calo a quota 104.596: uno su quattro è immigrato

in Cgil/Economia/Sindacati by
Cgil

Nel 2016 gli iscritti alle diverse categorie della Camera del Lavoro di Brescia – escluso, quindi, il comprensorio della Val Camonica – sono 104.596, in calo del 3,23% rispetto al 2015.

Tra le lavoratrici e i lavoratori attivi il calo più significativo, superiore al 5 per cento, riguarda le categorie più legate all’industria: Fiom (metalmeccanici), Filctem (chimica, tessile ed energia) e Fillea (edilizia). Tra le cause, sicuramente, la crisi economica e la fine degli ammortizzatori sociali. In calo anche la Fisac (-13%) e la Slc (-5,5), i cui settori  (banche e assicurazioni la prima, poste e telecomunicazioni la seconda) sono tra quelli più soggetti a trasformazione.

Iscritti Cgil Brescia 2016

 

Sedicimila nuovi iscritti

Gli iscritti non sono uno stock immutato nel tempo. Lo dimostrano le nuove iscrizioni avvenute nel corso del 2016, che ammontano a circa 16 mila, un dato in linea con gli anni precedenti. Rilevante, a riguardo, le cosiddette “brevi manu”, ovvero le tessere annuali che vengono rinnovate di anno in anno, cresciute da 2.300 alle attuali 3.800, da collegare alla crescente precarizzazione del mercato del lavoro (riguardano piccole aziende, non tempi indeterminati).

 

Immigrati al 23% tra gli attivi

Tra gli attivi, la percentuale di immigrati è arrivata al 23%, un dato che fotografa la presenza crescente degli immigrati nei diversi settori produttivi (sapendo che nel Pubblico Impiego e nella scuola non sono presenti). Tra gli stranieri la voglia di sindacato è alta, legata a diversi fattori. Tra questi vale la pena ricordarne almeno un paio: in primo luogo gli immigrati sono più ricattabili, e quindi esprimono una domanda più puntuale di tutele; in secondo luogo, la ricerca di una sede in cui esprimere la propria propensione alla partecipazione sociale non può che condurre a un sindacato plurietnico come la Cgil, ovvero a un’associazione di italiani e di immigrati.

 

Pensionati, un calo fisiologico

Per quanto riguarda i pensionati (oltre 60 mila gli iscritti) la diminuzione è meno significativa, ben inferiore peraltro alla diminuzione percentuale di nuovi pensionamenti registrata dall’Inps.

 

Bilancio in equilibrio

Il calo di iscritti complessivo incide in misura minima sul bilancio: nel 2015 le entrate da tesseramento sono state 1 milione 883 mila euro circa, nel 2016 (dato provvisorio) un milione 870 mila euro. Se il calo delle tessere è stato nell’ordine del 3%, il calo delle entrate è stato quindi dello 0,7%.

Il motivo è semplice: i non più tesserati, in molti casi, sono in realtà fine delle mobilità e degli ammortizzatori sociali (e quindi con contributi per tessere molto bassi); i nuovi pensionati hanno in media pensioni più alte di quelli anziani e quindi contibuzioni più elevate. Il bilancio consuntivo, non ancora approvato, sarà quindi in pareggio.

 

2017, l’anno del lavoro

Sotto il profilo politico, il 2016 è stato particolarmente significativo e sicuramente una sottolineatura va fatta rispetto a quello dei metalmeccanici, sottoscritto da tutti sindacati dopo otto anni di accordi separati, che per la prima volta ha stabilito la regola del voto vincolante dei lavoratori sugli accordi stessi. Positivo, in attesa di conferme, anche l’ipotesi di sblocco del contratto nel pubblico impiego e i risultati raggiunti sul fronte delle pensioni.

A riguardo vale la pena sottolineare che anche a Brescia il 2016 è stato anno nel quale è stata ridata nuova linfa al percorso unitario con Cisl e Uil. Non solo sulle iniziative nazionali (pensioni in primo luogo) ma anche su temi quali quella sulle motivazioni della sentenza della strage di piazza Loggia, il lavoro comune sull’evasione fiscale, il documento congiunto su  «Fiera, aeroporto, Ortomercato, turismo, risanamento ambientale. Proposte per il futuro di Brescia».  Da sottolineare inoltre che, in linea con l’accordo sulla Rappresentanza sottoscritto a livello nazionale nel 2014, Brescia è anche la prima provincia in Italia dove da quest’anno è partita la registrazione della certificazione dei voti della Rsu.

 

Il 2016 è stato per la Cgil l’anno della Carta dei diritti universali del Lavoro che si pone l’obiettivo di riunificare il mondo del lavoro oggi profondamente diviso da leggi che separano il pubblico dal privato, gli autonomi dai subordinati, superando tutte le disuguaglianze. Sono state raccolte le firme (a Brescia poco meno di 17 mila) per la proposta di legge di iniziativa popolare collegata e per tre quesiti referendari, su due dei quali – voucher e responsabilità sociale degli appalti – si voterà in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno di quest’anno. Proprio ieri a Milano, con l’assemblea regionale che ha coinvolto tutte le strutture provinciali, è partita ufficialmente la campagna «Con due Sì. Tutta un’altra Italia».

 

In provincia di Brescia, come altrove, il lavoro è il grande nodo irrisolto. Dal 2008 a oggi il tasso di disoccupazione è triplicato (dal 3,5 al 9% circa): la Provincia, Cgil, Cisl e Uil di Brescia hanno sottoscritto un accordo provinciale per favorire interventi a sostegno di disoccupati (i cui termini per presentare domanda scadono il 31 gennaio) ma molto resta da fare, e su questo la Camera del Lavoro si sente impegnata sostenere le persone coinvolte in questa situazione.

 

ENTI E SERVIZI

 

Ufficio vertenze Camera del Lavoro

Undici milioni recuperati per i lavoratori

 

Nel 2016 le pratiche aperte dall’ufficio vertenze della Camera del Lavoro sono state 1.263. Di queste i due capitoli maggiori sono rappresentati dalle procedure concorsuali (40%) e dal recupero crediti (39%, mancato pagamento della retribuzione in primis). In calo le violazioni contrattuali (licenziamenti, accertamento lavoro subordinato, impugnazione contratto, riconoscimento danno biologico, etc.), il cui motivo è da ricercarsi anche nei recenti interventi legislativi che hanno ridotto le tutele del lavoro dipendente (utilizzo sempre più frequente  dei contratti a termine acausali, demansionamento, videosorveglianza, maggior facilità nel procedere al licenziamento del dipendente) e la riforma del codice civile che ha introdotto l’obbligo per il giudice di condannare chi perde la causa a pagare le spese legali, disincentivando in questo modo ulteriormente il contenzioso giudiziario.

 

Per i lavoratori e le lavoratrici, l’attività 2016 dell’ufficio vertenze ha significato riuscire ad incassare (stima) circa 5 milioni e mezzo di euro (45% dalle vertenze individuali, 55% dai fallimenti).

 

Per quanto riguarda l’Ufficio vertenze della Fiom Cgil le pratiche aperte sono state più di 1.100, di cui circa 750 vertenze (400 per mancati pagamenti e 350 per fallimenti) con un recupero economico a favore dei lavoratori di oltre 5 milioni di euro.

 

Patronato Inca

Nel 2016 il nuovo servizio accoglienza

Nel 2016 le pratiche gestite dal patronato Inca sono state circa 54 mila (20 mila delle quali in città, il resto negli uffici in provincia).

Le pratiche di sostegno al reddito (mobilità, disoccupazione, maternità, etc.) rappresentano un terzo del totale, seguono in termini di importanza le pratiche di pensionamento e quelle per il rinnovo del permesso di soggiorno. Dopo il boom degli anni passati, le pratiche legate alla disoccupazione si sono stabilizzate. Tra le novità del 2016 l’istituzione del servizio accoglienza (il disbrigo delle pratiche burocratiche) nella sede centrale di via Folonari ha permesso di ridurre i tempi di attesa. In questo modo si è affinata la capacità di presa in carico della persona e di far emergere con maggiore efficacia il cosiddetto diritto latente che la persona non conosce ma di cui ha diritto (ad esempio per quanto concerne la normativa sull’invalidità civile o sullo stesso sostegno al reddito). Tra le novità attese nel 2017, oltre a quelle previste dalla nuova Legge di Stabilità (anticipo pensionistico, lavoratori precoci) anche le pratiche relative alla nuova legge sulle unioni civili.

 

Sunia-Apu

Sfratti, continua l’emergenza. Nuove locazioni in forte crescita

Nel 2016 gli iscritti al Sunia-Apu (Federazione utenti casa) sono stati 2.192.

Tra le attività principali si conferma il trend di sfratti che sta interessando la provincia dal 2008 a oggi (circa duemila sfratti all’anno). Nel 2017 si prevde che si possa dare una maggiore risposta a tale problema rispetto al passato, anche per il fatto che si sono finalmente sbloccati fondi nazionali dedicati verso le Regioni e quindi verso i Comuni in emergenza abitativa.

Nel 2016,a fronte di un leggero aumento negli acquisti di immobili, risulta in forte crescita invece la nuova locazione, come dimostra anche il raddoppio delle pratiche (oltre un centinaio) di registrazione di nuovi contratti a a canone concordato gestiti dal Sunia-Apu con i piccoli proprietari.

 

Federconsumatori

Tanti contenziosi con gli operatori telefonici

Poco meno di cinquecento le pratiche gestite da Federconsumatori nel 2016. Tra i settori di attività più rilevanti i contenziosi con gli operatori telefonici, la campagna per i diritti dei pendolari e il sostegno agli azionisti di Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Banca Valsabbina coinvolti nella vicenda del collocamento sul mercato di “azioni illiquide”.

 CATEGORIA 2015 2016 DIFFERENZA DIFF %
  FIOM  16.985  15.856 -1129 -6,65
  FILCTEM  4.207  3.776 -431 -10,24
  SLC  1.050  992 -58 -5,52
  FILLEA  5.550  5.206 -344 -6,20
  FLAI  2.778  2.785 7 0,25
  FILT  1.187  1.152 -35 -2,95
  FILCAMS  4.732  4.678 -54 -1,14
  FISAC  1.250  1.084 -166 -13,28
  FLC  2.283  2.104 -179 -7,84
  FUNZIONE PUBBLICA  5.644  5.547 -97 -1,72
  NIDIL  1.233  1.248 15 1,22
  TOTALE ATTIVI  46.899  44.428 -2471 -5,27
0
0
  SPI tessere ingresso  649  784 135 20,80
  SPI tessere normali  60.506  59.331 -1175 -1,94
  TOTALE PENSIONATI  61.155  60.115 -1040 -1,70
  SILP  37  53 16 43,24
  TOTALE GENERALE  108.091  104.596 -3495 -3,23

 

Lombardia, bando transnazionale per settore manifatturiero

in Bandi/Economia/Evidenza/Istituzioni/Manifatturiero/Regione by
manunet

“E’ aperto ‘MANUNET Transnational Call 2017′, il bando congiunto a sostegno di progetti transnazionali di ricerca e sviluppo nell’ambito manifatturiero, di cui Regione Lombardia e’ soggetto finanziatore”. E’ quanto fa sapere l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini. “La Call – ha ribadito l’assessore
– e’ rivolta a partenariati transnazionali composti da imprese e organismi di ricerca provenienti da oltre 12 paesi e 24 regioni europee. Le risorse messe a disposizione dalle Regioni e dai Paesi finanziatori ammontano a euro 29 milioni, a cui si aggiunge un eventuale contributo della Commissione Europea”.

“Ciascuna Regione e’ responsabile dell’erogazione del contributo ai soggetti provenienti dal proprio territorio di
competenza. Regione Lombardia – ha sottolineato Parolini – cofinanzia per un importo pari a euro 1 milione”. “In Lombardia – ha aggiunto – il settore manifatturiero occupa circa il 30% della forza lavoro e rappresenta uno dei cardini dell’economia e dell’identita’ regionale per l’elevata produttivita’, la qualita’, la tradizione d’eccellenza e la vocazione all’export. Regione Lombardia ha aderito fin da subito al programma MANUNET III, perche’ ne condivide le finalita’ e gli obiettivi”.

“Questa iniziativa – ha concluso l’assessore – permette innanzitutto al sistema produttivo lombardo di entrare in un ambito internazionale interessante, offrendo un contesto di piu’ ampio respiro in grado di accrescerne le opportunita’ di sviluppo e sostenerne l’innovazione, ma anche di ampliare l’efficacia della cooperazione e massimizzare l’impatto dei finanziamenti”. Tutte le informazioni su ‘MANUNET Transnational Call 2017’cosi’
come il tool trasnazionale di partner search sono disponibili al seguente link www.manunet.net .

Brevetti, Del Gobbio: Lombardia prima in Italia con mille all’anno

in Economia by
brevetti

La Lombardia e’ la prima regione italiana per numero di brevetti: 1.000 all’anno, cioe’ il 29 per cento del totale nazionale. Purtroppo pero’, non sempre, ne consegue uno ‘sfruttamento’ economico degli stessi. E’ partito da questa considerazione l’assessore regionale all’Universita’, Ricerca ed Open innovation, Luca Del Gobbo, nell’aprire i lavori della seconda ‘Giornata degli inventori. Incontro e confronto tra inventori degli IRCCS e il technology transfer’, che si e’ svolta presso l’Aula Magna della Mangiagalli di Milano.

SERVE UN VERO E PROPRIO COORDINAMENTO – “E’ certamente utile – ha detto – che i soggetti della ricerca, come gli IRCCS e le Universita’, si dotino di uffici per il trasferimento tecnologico, ma forse non e’ sufficiente se non accade sempre di piu’ una collaborazione ed uno scambio di esperienze e di informazioni, cioe’ un vero e proprio coordinamento. Serve sinergia e soprattutto il coinvolgimento di soggetti specializzati che sappiano valorizzare le scoperte e le nuove opportunita’ che arrivano dai ricercatori anche per dare loro ancora piu’ possibilita’ di fare ricerca”.

Chi ha a cuore la ricerca e’ chiamato a sfidare uno scetticismo diffuso e una mentalita’ che si adagia sulla routine, sul gia’ saputo. E purtroppo, talvolta, questi ostacoli riescono a frenare la propensione a migliorarsi attraverso nuove scoperte.

LA REGIONE SUPPORTERA’ OGNI INIZIATIVA UTILE – In questo quadro, Del Gobbo ha precisato che la Regione “vuole fare molto – ha continuato – non sostituendoci, ma supportando ogni iniziativa utile, anche a carattere sperimentale, da chiunque provenga, soggetti pubblici o privati che siano”. In questo quadro si inserisce il tentativo trasversale di portare a Milano la sede dell’Agenzia Europea del farmaco (Ema).

LOMBARDIA E’ RICERCA E INNOVAZIONE – Un passo sicuramente importante in questa direzione e’ l’approvazione della Legge 29 ‘Lombardia e’ ricerca e innovazione’ che, introducendo opportunita’ e una nuova governance del sistema, si pone l’obiettivo di dare una spinta, ancora piu’ decisa, in una vera ottica sussidiaria, a questo ricco ecosistema, completando un percorso di sostegno al tessuto sociale ed economico iniziato nel 2014 con la Legge 11 ‘Impresa Lombardia’ e la 26 ‘Manifattura diffusa 4.0′.

CHI INVESTE IN RICERCA CRESCE – Perche’ una nuova Legge dunque?

“Perche’ chi investe in Ricerca e Innovazione – ha continuato Del Gobbo – cresce”. Lo confermano i dati dell’ultimo rapporto di Banca d’Italia: il 2015 e’ stato un anno di ripresa per l’economia lombarda, con una crescita del PIL dell’1,1 per cento; le imprese che hanno puntato sulla ricerca sono quelle in maggior ripresa, con significativi aumenti del fatturato (+ 24, 2 per cento) e delle esportazioni (+19,3 per cento) rispetto ai valori pre-crisi.

BRAVURA E PASSIONE HANNO BISOGNO DI SPAZI – “Per vincere – ha concluso Del Gobbo – bisogna fare gioco di squadra. La bravura e la passione dei ricercatori hanno infatti bisogno di spazi dove allenare costantemente curiosita’, creativita’ e intraprendenza, oltre che acquisire nuove conoscenze ed esperienze”.

Apindustria, al via il nuovo servizio di analisi informatica per le aziende

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Servizi by
analisi_informatica_apindustria

Al via in Apindustria il nuovo servizio di analisi informatica rivolto alle aziende. Ad annunciarlo oggi – nel corso di un convegno sulla cyber sicurezza promosso dalla società Sonicwall tenutosi nella sede dell’associazione in via Lippi – il presidente di Unimatica Confapi Brescia Giacomo Verzeletti: «L’evoluzione degli strumenti di comunicazione, di trasmissione e di acquisizione dei dati si avvale di supporti informatici in continua e rapida evoluzione – ha spiegato -. Di qui la necessità per le aziende di avere un quadro completo della propria infrastruttura informatica, dello stato di salute dei componenti e degli strumenti di protezione e salvataggio dei dati sensibili».

Il nuovo servizio di consulenza di Apindustria darà risposte proprio sui temi dell’infrastruttura informatica e della sicurezza, questione quest’ultima sempre più di vitale importanza, come dimostrano anche le recenti cronache sulle mail rubate a manager e politici. La cyber sicurezza è stata proprio oggi al centro del convegno ospitato da Apindustria. «Un problema di grande attualità è quello dei virus informatici che prendono possesso del computer, lo bloccano criptandone il contenuto e chiedono un riscatto per liberare i dati», ha ricordato Verzeletti. Per evitare tali problemi – è stato ricordato oggi – esistono soluzioni a livello di tecnologie di antivirus, ma ancor più è necessario predisporre una rete di prevenzione di salvataggio e protezione dei dati. Il servizio di consulenza informatica darà informazioni su tali aspetti e, più in generale, sullo stato di efficienza delle infrastrutture informatiche delle aziende.

1 2 3 61
Go to Top
Vai alla barra degli strumenti