Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Brescia, cassa integrazione in calo del 55 per cento sul 2016

in Economia/Lavoro/Tendenze by

Buone notizie sul fronte del lavoro a Brescia e provincia. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Inps, infatti, le ore di cassa integrazione concesse alle aziende nel 2017 sono state 9,4 milioni , con un calo del 55,7% nel raffronto con il 2016 a sua volta in calo del 39,1% sul 2015.

I livelli precrisi rimangono ancora distanti (6,6 milioni nel 2008), ma la tendenza rimane positiva e nel Bresciano superiore alla media italiana  (meno 39,3 per cento) e lombarda (meno 48,8 per cento). Insomma: la leonessa non può ancora festeggiare, sul versante economico, ma siamo sulla strada giusta.

Export, Brescia terza in Lombardia: vendite all’estero da 1,3 miliardi

in Economia/Export/Tendenze by
Export, dati Brescia e Lombardia

Argentina, Canada, Cina, Iran, Kazakhstan, Kenya, Marocco, Stati Uniti d’America, Sudafrica e Vietnam: le imprese in Lombardia guardano a questi dieci 10 Paesi con i “Percorsi di internazionalizzazione in mercati strategici per il sistema economico lombardo”. Un progetto avviato nel 2016 e concluso nel 2017 a cura di Regione Lombarda e Unioncamere Lombardia e presentato oggi in Villa Reale a  Monza. In forte crescita gli scambi. Secondo i dati di Promos, azienda speciale della Camera di commercio, sono mercati da 14 miliardi di import (+5,5% in un anno) su 36,4 miliardi  nazionali (peso regionale del 38%) e 12 miliardi di export (+10%) su 48 miliardi nazionali (peso del 25%).

Emerge da una elaborazione di Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati Istat per i primi nove mesi del 2017, in confronto con i primi nove mesi del 2016.

I territori lombardi. Per export, prima Milano con 6 miliardi (+15%), poi Bergamo (1,5 miliardi, + 13%), Brescia con 1,3 miliardi (+9%), Monza e Varese con circa 800 milioni, Como con mezzo miliardo (+8%), Mantova e Lecco con oltre 300 milioni (+1% e + 11%), Cremona con 278 milioni (+31%), Lodi con 64 milioni e Sondrio con 36 milioni.

I mercati in crescita nei diversi territori. Per Varese cresce l’export con l’Argentina (36 milioni, + 153%). Per Como con il Kenya (un milione, + 57%). Per Sondrio con il Sudafrica (un milione, +345%). Per Milano con l’Iran (214 milioni, + 43%). Per Bergamo con il Kazakhstan (49 milioni, + 87%). Per Brescia con il Kenya (6 milioni, +270%). Per Pavia con il Kenya (quasi un milione, + 213%). Per Cremona con l’Iran (14 milioni, + 278%). Per Mantova con il Kenya (mezzo milione, + 110%). Per Lecco con il Kenya (780 mila euro, + 388%). Per Lodi con l’Iran (4,3 milioni, +384%). Per Monza con il Kazakhstan (19 milioni, + 82%).

I principali settori dell’export lombardo. Pesa il manifatturiero, è il 94% dell’import e il 98% dell’export. In particolare è di tre miliardi l’export di macchinari, 2 miliardi l’export di tessili. Intorno a  un miliardo le esportazioni in questi altri principali settori di scambi coi dieci Paesi: metalli, chimica e farmaceutica. Cresce l’export dell’industria alimentare (mezzo miliardo, + 15%), di moda e design (2 miliardi, +14%), dei farmaci (+55%).

I principali Paesi. Per paese, raggiungono i 9 miliardi gli scambi con gli USA, i 12 miliardi con la Cina, un miliardo circa gli scambi con Vietnam, Iran e Canada, mezzo miliardo col Sudafrica, quasi 400 milioni con Kazakistan e Marocco, 300 milioni con l’Argentina, 41 milioni col Kenya.

Importante operazione nel mercato Npl per la bresciana Sei Consulting

in Aziende/Economia/Edilizia/Evidenza/Finanza/Sei consulting by

Nel complicato mercato dei crediti NPL (crediti bancari non performing) collegati agli immobili protagonista anche la bresciana SEI Consulting, con l’operazione conclusasi nel mese di dicembre 2017 attraverso la quale il Gruppo Zunino ha ceduto a Castello s.g.r. due immobili di grande prestigio situati nel quadrilatero della moda milanese (più precisamente in via Bagutta e in via Bigli), completando in tal modo il risanamento delle proprie società.

Nella operazione – durata più di un anno – il Gruppo Zunino è stato assistito in qualità di advisor finanziario da SEI Consulting che ha operato attraverso un team coordinato dai partner Alberto Mazzoleni e Marco Cavagnini coadiuvati da Daniele Pedruzzi.

L’operazione – avente ad oggetto due immobili di grande prestigio ceduti per un valore complessivo di 128,5 milioni di euro a Castello s.g.r. intervenuta in qualità di società di gestione del risparmio del Fondo di Investimento Alternativo Immobiliare denominato “Fondo Italian Opportunities Fund I” – va collocato nel pur complicato ma sempre più frizzante mercato italiano dei crediti non performing, aventi come sottostante asset di natura immobiliare. Un mercato che offre importanti opportunità per gli investitori, anche esteri. Nell’operazione Zunino il fondo è riconducibile ad investitori americani.

“Il mercato degli NPL presenta grandi opportunità che ad oggi sono state colte soprattutto dagli investitori speculativi, in larga parte non italiani, che, approfittando dello stato di “bisogno” del sistema bancario, hanno negli ultimi due anni chiuso numerose operazioni, valorizzando asset che le banche (titolari del credito garantito dagli immobili o degli immobili stessi) non erano in grado di gestire” dichiara Mazzoleni. “Le banche, anche quelle di dimensioni medie o piccole, dovrebbero avere un approccio più costruttivo sul tema strutturando internamente o facendo accordi con soggetti esterni specializzati in modo da “catturare”, almeno in parte, i plusvalori latenti che gli operatori specializzati sono in grado di generare dai crediti NPL”. (fonte BsNews.it)

Imprese energivore, Aib esulta: sgravi anche per le Pmi

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Energia by

Con la pubblicazione del DM del Ministero dello Sviluppo Economico del 21 dicembre 2017 si completa finalmente l’iter legislativo per dare attuazione alla nuova disciplina per le aziende energivore, come disposto dall’Art. 19 della Legge Europea 2017.

Dichiara Enrico Frigerio, vicepresidente di AIB e membro del Tavolo dell’Energia di Confindustria nazionale: “L’anagrafica delle imprese beneficiarie dell’agevolazione presso la Cassa Conguaglio del Settore Energetico parla chiaro: su circa 3100 imprese accreditate oltre 2800 sono PMI, ovvero oltre il 90%. Di queste 604 imprese sono PMI con un fatturato inferiore ai 50 mln di Euro e 2209 sono PMI con un fatturato inferiore ai 10 mln di Euro. Complessivamente le PMI occupano oltre 170.000 addetti diretti. Per i principali settori di base dell’economia Italiana (es. chimica, acciaio, metalli non ferrosi, carta, cemento, vetro), settori con consumi energetici elevati, il costo dell’energia rappresenta un fattore chiave di competitività: finalmente un segno concreto che permette alle nostre PMI di essere concorrenziali.”

Continua Enrico Frigerio: “Questo DM ci permette di confermare i posti di lavoro che si erano creati nelle aziende energivore, che aspettavano la sua pubblicazione dal 2013. Ricordo infine ai nostri Associati, soprattutto alle nostre PMI, che i termini per aderire sono ancora aperti e che quindi possono ancora fruire di questa opportunità, qualora in possesso dei requisiti necessari”.

Negli ultimi anni, nella bolletta energetica italiana la componente parafiscale degli oneri di sistema (a causa soprattutto dei finanziamenti alle fonti rinnovabili) ha superato quella del costo all’ingrosso dell’energia elettrica. Questo fenomeno, comune a molti paesi europei, ha indotto anche l’Italia ad adottare delle specifiche misure di sgravio dell’onere citato per le imprese definite “a forte consumo di energia elettrica” (anche dette “energivore”).

Per beneficiare dell’agevolazione l’impresa deve presentare richiesta di iscrizione al registro delle imprese a forte consumo di energia elettrica attraverso il sistema telematico reso disponibile dalla Cassa per i Servizi Energetici ed Ambientali (CSEA).

Con decorrenza 1 gennaio 2018, il Ministro dello Sviluppo Economico ha ridefinito le imprese a forte consumo di energia elettrica e le relative agevolazioni, oltre che i criteri e le modalità con cui l’AEEGSI (l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico) provvede ad attuare la misura e il piano di adeguamento.

L’agevolazione, secondo il vecchio meccanismo, era definita esclusivamente sulla base dei consumi elettrici dell’impresa. Con il nuovo meccanismo entrano in gioco invece anche ulteriori fattori quali fatturato, VAL, codice ATECO dell’impresa ecc.

A decorrere dal 1 gennaio 2018, possono beneficiare del nuovo meccanismo tutte le imprese che hanno un consumo medio di energia elettrica, calcolato nel periodo di riferimento, pari ad almeno 1 GWh/anno.

Il problema del costo dell’energia per le imprese energivore è parimenti sentito anche a livello europeo e ha portato la Commissione UE a prevedere, nelle Linee Guida sugli Aiuti di Stato per l’energia e l’ambiente, la possibilità di ridurre il prelievo per i settori industriali più sensibili al prezzo dell’energia e più esposti alla concorrenza estera. La possibilità di intervenire con strumenti attivi a favore della competitività industriale è riconosciuta come condizione per proseguire nel lungo termine una politica a favore della sostenibilità.

Per ridurre il differenziale di prezzo pagato dalle imprese energivore italiane rispetto alle altre economie manifatturiere europee, contestualmente al nuovo sistema di tariffe che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2018, il decreto in esame adotta anche in Italia la clausola europea che consente di parametrare il pagamento degli oneri connessi alle energie rinnovabili al valore aggiunto lordo (VAL) dell’impresa.

Per alcune delle imprese censite nel sistema energivori il costo dell’energia elettrica rappresenta oltre l’80% del costo delle materie prime per altre tale costo supera lo stesso valore aggiunto prodotto dalla gestione caratteristica. La previsione di tutela sul valore aggiunto rappresenta lo strumento più corretto per evitare che processi produttivi ad alta intensità energetica e di investimenti vengano delocalizzati con un danno sulle filiere coinvolte.

 

Boom di enoteche in provincia di Brescia: sono 170

in Alimentare/Economia/Evidenza/Tendenze by
Enoteca a Brescia

Sono 986 le enoteche in Lombardia nel 2017, rispetto alle 806 di cinque anni fa e alle 747 del 2009, secondo una elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi e di Coldiretti Lombardia sulle localizzazioni. In otto anni la crescita del settore è stata del 32%, in cinque del 22%, stabile il settore nell’ultimo anno. Milano arriva a 264 imprese (+63% in otto anni, + 39% in cinque, +  2% in un anno). Le imprese a Brescia sono 170 (62% in otto anni), a Bergamo 107 (+ 20%, con una crescita che prosegue nell’ultimo anno, + 3%), a Varese 101 (+14%) e a Monza 74 (+32%). In crescita in Lombardia le enoteche a Mantova (+63% in otto anni e +6,5% nell’ultimo anno, 49 imprese), Milano (+63%), Bergamo (+62% e 2,9% in un anno), Como (+ 47% in otto anni e +5% nell’ultimo, 66 imprese). Quasi 8 mila gli addetti del settore in Italia, di cui oltre mille in Lombardia.

Le enoteche in Italia sono 7.300, + 19% in otto anni, + 13% in cinque, stabili nell’ultimo anno. Prime per imprese Napoli (546, + 12% in cinque anni), Roma (482, + 31% in otto anni, + 19% in cinque anni, + 2% nell’ultimo anno). Dopo Milano c’è Torino con 228 (+27% in otto anni), Bari con 203, Firenze con 171 e Brescia con 170. Crescono di più in Italia Bologna (+170% in otto anni, da 47 a 127), Foggia (+ 68% da 53 a  89), Verona (+66% da 70 a 116), Cuneo (+65% da 52 a 86), Messina e Milano (+63%).

L’identikit del settore in Lombardia, donne al 22%, giovani all’8%. Considerando le sedi di impresa (che possono avere più localizzazioni), ci sono più giovani a Varese (14% delle 72 sedi di imprese), Como e Pavia (12% di 49 e 33 imprese). Più donne a Lodi (40% di 5 imprese), a Como (37% su 49 imprese), Mantova (31% su 29 imprese).

L’identikit del settore in Italia, donne al 27% e giovani al 12%. Considerando le sedi di impresa (che possono avere più localizzazioni) e i territori con più di 50 attività nel settore, ci sono più giovani a Taranto (25% delle 56 sedi di imprese), a Catania e Palermo (circa 20% su 63 e 73 imprese), Napoli (17% delle 449 imprese), Bari e Caserta (16% delle 146 e 106 imprese). Più donne a  Taranto (45% delle 56), Caserta (42% su 106 imprese), Pisa (36% delle 59 imprese), Catania (33% delle 63 imprese), Cagliari e Padova (32% di 87 e 100 imprese).

Case all’asta, triste primato: Brescia è quarta in Italia

in Economia/Edilizia/Evidenza/Tendenze by

Le case all’asta nel Bresciano sono in calo. E non è una cattiva notizia. In Italia, infatti, – secondo i dati diffusi dal Centro Studi Sogea – le procedure relative al residenziale sono calate del 14 per cento in sei mesi (19.650 contro 22.969). Il ribasso si è concentrato soprattutto al Nord, dove si è passati da 8.817 a 6.558 procedure, con un sonoro meno 26 per cento, ma ci sono zone come il Veneto che fanno eccezione.

Per quanto riguarda le province, invece, Brescia è quarta in Italia con 932 procedure esecutive (contro le mille del semestre precedente) e con una netta preponderanza di immobili senza particolare pregio, cioè con un valore inferiore ai 100mila euro (ben 610, il 65 per cento). Mentre soltanto dieci hanno un valore tra 400 e 500mila, 25 valgono da mezzo milione a un milione di euro e 2 più di un milione. Davanti, in questa triste classifica, ci sono solo Roma, Napoli e Palermo.

Confagricoltura, aperti due nuovi bandi per investire sull’ambiente

in Agricoltura e allevamento/Ambiente/Associazioni di categoria/Bandi/Economia by
Ambiente

La Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia ha approvato le disposizioni attuative per la presentazione delle domande relative alla Sottomisura 4.4., Operazione 4.4.01 “Investimenti non produttivi finalizzati alla conservazione della biodiversità” e Operazione 4.4.02 “Investimenti non produttivi finalizzati alla miglior gestione delle risorse idriche” del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

“Si tratta di due misure molto importanti – commenta Gabriele Trebeschi, direttore di Confagricoltura Brescia -: con la prima vengono finanziati interventi per la costituzione di strutture vegetali lineari, come siepi e filari, composti da specie autoctone che aumentano la complessità dell’ecosistema, arricchiscono e diversificano il paesaggio rurale, potenziano le reti ecologiche e creano luoghi di rifugio e riproduzione della fauna selvatica. Con la seconda, invece, si sostiene la realizzazione di fasce tampone boscate, il ripristino della funzionalità dei fontanili, la realizzazione di zone umide e di pozze e altre strutture di abbeverata. In particolare – continua il direttore – la realizzazione di fasce tampone boscate contribuisce alla riduzione dell’inquinamento da nitrati nelle acque superficiali”.

La dotazione finanziaria dell’Operazione 4.4.01 è pari a 1,5 milioni mentre per la 4.4.02 la dotazione è di 4,5 milioni. Viene concesso un aiuto sotto forma di contributo in conto capitale pari al 100% della spesa ammessa (fissata in un importo massimo di 100.000 euro per tutti gli interventi e di 200.000 per l’intervento “Fontanile”).

“La domanda – conclude Trebeschi – deve essere presentata in via telematica entro il 16 aprile: gli uffici di Confagricoltura Brescia sono a disposizione per aiutare gli associati nello svolgimento della procedura burocratica necessaria”.

Moda, in Lombardia è soprattutto un affare da uomini

in Abbigliamento/Economia/Tendenze by
Moda a Brescia

Verso Milano Moda Uomo, dal 12 al 15 gennaio. Quanto pesa la moda al maschile nelle imprese? Su 34 mila in Lombardia tra produzione, commercio e design oltre 21 mila sono guidate da uomini, il 62% del totale, soprattutto nell’attività di design, tre su quattro (75%) e nella produzione, quasi due su tre (63,4%). Superano la media regionale Milano (66%), Varese e Como (65%). Nel design superano l’80% a Cremona e Pavia e nella produzione arrivano al 70% a Varese e Como. Più forte la presenza femminile nel commercio dove le donne rappresentano il 43% e gli uomini il 57% ma non a Milano dove le imprese al maschile sono comunque quasi due su tre (64%). Per numero complessivo di imprese Milano domina con 13 mila, seguita da Brescia con quasi 4 mila, Bergamo e Varese con oltre 3 mila. Superano le 2 mila anche Como e Monza e Brianza. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2017 e 2016.

Le imprese della moda in Italia: sono 224 mila, di cui 34 mila in Lombardia, prima regione, seguita da Campania con 32 mila e Toscana con 28 mila. Tra le province prima Napoli con quasi 21 mila, seguita da Roma con 15 mila e Milano con 13. Vengono poi Firenze, Prato, Bari e Torino. Milano eccelle però nel design con quasi 2 mila attività specializzate. In Italia le imprese maschili pesano nel settore moda per il 58%.

Export lombardo di moda nel mondo: 9,6 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2017, +4,3% rispetto all’anno precedente, una crescita di poco superiore a quella italiana (+3,8%). Milano leader in Lombardia e in Italia per export: con un valore di quasi 5 miliardi nei primi nove mesi, +9% rispetto allo scorso anno. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati Istat. In Lombardia seguono Como con 1,1 miliardi, Bergamo con quasi 765 milioni (+6%), Varese con 683 milioni (+2,1%) e Mantova con 633 milioni. In crescita anche Brescia (+2,4%) e Cremona (+5,4%). Stabili Monza Brianza e Lodi. Principali clienti lombardi sono: Francia, Stati Uniti e Hong Kong. Tra i primi, crescita a due cifre per Stati Uniti (+10%), Cina (+21%), Corea (+18%) e Russia (+16%).

L’export italiano di moda supera i 38 miliardi di euro in nove mesi. Milano è prima con 4,9 miliardi e rappresenta il 13% del totale. Seguono Firenze (10,5%), Vicenza (8,6%), Treviso (4,9%) e Prato (4,2%). Sul 3% si attestano Reggio Emilia, Bologna, Verona, Como e Biella.

Auto, vendite in crescita: ai bresciani piacciono Panda, Clio e Ypsilon

in Automotive/Economia/Tendenze by
La Panda è l'auto più venduta a Brescia nel 2017

A Brescia e provincia sono 39.522 le immatricolazioni di vetture nel 2017, con un incremento del 7,14% sul 2016, quando erano state 36.886 (+16,56% guardando alle 31.641 del 2015). E’ quanto emerge, secondo quanto riportato in un articolo da Jacopo Manessi di Bresciaoggi, dalle elaborazioni Anfia su dati del ministero dei Trasporti,

Ma quali sono le marche preferite dai bresciani? Al primo posto si conferma  Fiat, anche se la casa scende da 5.653 immatricolazioni a 5.277. A seguire Wolkswagen (3.553), Renault (3.042) e Ford (2.593). Ma la sorpresa è che le giapponesi Nissan e Toyota salgono al nono e decimo posto scalzando  Audi e Bmw.

Per quanto riguarda le auto la Fiat Panda mantiene la leadership della più venduta, ma arretra nel numero delle vendite (da 1.955 a 1.766). A seguire la Renault Clio, la Nuova Ypsilon, la Polo e la Golf, tutte sopra quota mille. Ma a crescere in maniera significativa è soltanto il modello francese. La classifica, comunque, non presenta variazioni significative sull’anno precedente, se non per l’ingresso nella top ten della Nissan Qashqai.

Camera di commercio, due nuovi bandi per le imprese bresciane

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Istituzioni by
Nuove imprese in provincia di Brescia

La Camera di Commercio comunica che sono stati  approvati, per l’anno 2017, due nuovi bandi di concorso a favore delle PMI bresciane per incentivare e promuovere l’innovazione nell’ambito del progetto PID – Punto Impresa Digitale e l’alternanza scuola lavoro.

I regolamenti sono disponibili sul sito camerale: www.bs.camcom.it, alla pagina Contributi alle imprese/Bandi di contributo camerali, dove è possibile visionare tutti i bandi per l’anno 2017 relativi a contributi per:

– partecipazione a fiere in Italia;
– formazione professionale;
– diffusione di tecnologie digitali , temi ambientali e sicurezza per imprese agricole;
– assunzione disoccupati prossimi alla pensione.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Promozione Imprese e Territorio della Camera di Commercio di Brescia – II piano – Via Einaudi, n. 23 – tel. 030.3725357/236/218/271 nei giorni:

lunedì, martedì e mercoledì dalle ore 14,30 alle ore 15,30, venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,00. E’ possibile chiedere chiarimenti anche via mail all’indirizzo promozione@bs.camcom.it.

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