Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Mobilieri e designer, oltre la metà delle aziende sono artigiane

in Economia/Edilizia/Eventi by
Salone del mobile

Salone del mobile: sono oltre 17 mila le imprese lombarde dei settori interessati dalla settimana del mobile tra produzione e progettazione, su 88 mila attive in Italia, il 20% del totale. Nel 60% dei casi si tratta di imprese artigiane. Danno lavoro a oltre 100 mila addetti su quasi mezzo milione (405 mila) nel Paese, secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro delle imprese al 2017 e 2016 per quanto riguarda le imprese attive.

Mobili e design, i territori più “artigiani”. Se in media in Italia è artigiano il 65% delle imprese del settore, sono Verbania, Oristano, Imperia e Sondrio con circa il 90%, i territori dove gli artigiani del mobile e design pesano di più. Tra le lombarde, alta la presenza di artigiani anche a Lodi (78%) contro una media lombarda del 61%.

I DATI DEL SETTORE

Milano è prima in Italia sia per imprese con 4.629 attive, che per addetti, 26 mila. La seguono per numero di imprese Roma (3.369), Torino (3.197), Napoli e Treviso (con circa 2.500 imprese ciascuna). Per numero di addetti vengono, invece, Treviso (20 mila), Modena (18 mila) e Como (17 mila). Tra i primi venti territori a livello nazionale per imprese ci sono altre cinque lombarde, Monza Brianza al settimo posto con 2.230 imprese, Como ottava con 2.090, Bergamo e Brescia, rispettivamente dodicesima e tredicesima con circa 2 mila imprese l’una e Varese sedicesima con 1.640. Milano, insieme a Sondrio, è anche l’unica lombarda a crescere tra 2016 e 2017, +1,2% a fronte di un rallentamento registrato a livello regionale e nazionale (circa -1%).

QUI I DATI DEL SETTORE CASA

Tecnologie per realizzare il paradigma della Smart Factory | INNOVATION CLUB

in Economia/Evidenza/Innovation club/Innovazione/Rubriche by

Sentiamo spesso parlare di Industria 4.0, soprattutto negli ultimi mesi. Si tratta di un processo di cambiamento in atto che attraversa le aziende, tra cui anche le piccole e medie imprese, e che porta all’adozione nelle fabbriche di sistemi di lavorazione automatizzati e intelligenti.

Ecco alcune tecnologie che realizzano il paradigma della Smart Factory.

MANUFACTURING EXECUTION SYSTEM

Il MES è  un ponte di connessione naturale tra la crescente complessità delle soluzioni aziendali ERP e APS e la maggior dinamicità e precisione che è sempre più richiesta a chi opera all’interno dei reparti operativi aziendali. Essere in grado di assecondare ed indirizzare al meglio i processi operativi, gestendo in tempo reale le comunicazioni verso le altre applicazioni aziendali, è il compito a cui devono assolvere le soluzioni MES di nuova generazione: andare oltre al semplice trattamento dei dati mettendo a disposizioni delle aziende un’infrastruttura tecnologica che sia al tempo stesso standard e capace di adattarsi ad un contesto complesso con le proprie regole e le proprie priorità.

Gli obiettivi che abbiamo raggiunto sono il gestire al meglio i flussi informativi di fabbrica permettendoci di focalizzarci su quello che è per noi l’Ultimo Miglio informativo: l’interfaccia tra gli operatori ed il sistema; lo sviluppare soluzioni adatte alle peculiari esigenze di ogni cliente utilizzando una tecnologia standard; l’essere in grado di supportare ogni tipologia di processo operativo e di disporre di una soluzione aperta e scalabile facilmente integrabile con le soluzioni ERP e APS.

Premessa fondamentale di tali direttive è la semplice constatazione che, per propria natura, gli ambiti operativi di un sistema MES sono assai vari e differiscono da situazione a situazione. La nostra vision si è tradotta in una soluzione MES basata su una architettura orientata ai servizi (SOA  Service Oriented Architecture), architettura in grado di disaccoppiare totalmente le interfacce ad hoc per gli utenti dalle regole e dagli oggetti di business.

Chi sceglie un sistema MES non deve essere chiamato ad effettuare una scelta tra centinaia di configurazioni predefinite per selezionare quella che si adatta meglio alle sue esigenze, ma ha il preciso e fondamentale compito di concentrarsi esclusivamente sull’analisi dei propri processi e delle proprie necessità di gestione e di controllo. Grazie ad una soluzione MES l’operatività e l’interazione di dettaglio degli utenti col sistema può essere realizzata partendo da strutture aperte che possono crescere ed adattarsi a qualsiasi esigenza.

La riduzione dei costi e l’aumento della produttività sono le migliori armi nell’impegno quotidinao di man- tenere alto il livello di competitività dell’azienda. Grazie alla piattoforma Adaptive.MES possiamo disporre di informazioni in tempo reale sull’andamento della produzione, sia quantitativamente che qualitativamente, mediante interfacce utente semplici ed adatte ad ogni contesto produttivo. Grazie all’alta fessibilità del software MES è possibile completare tutti i processi operativi dell’azienda all’ineandoli ai propri obiettivi di business.

INTERNET OF THINGS

Abbiamo la finalità di sviluppare prodotti elettronici integrati che rendano efficace il concetto di “Internet delle cose” (IoT) e di offrire servizi di progettazione di sistemi embedded.

Concepiamo prodotti a misura degli ambiti applicativi reali, che consentano di diffondere, valorizzare e rendere concretamente produttive le potenzialità innovative dell’IoT, anche in ambiti dove essa oggi si scontra con barriere di accesso economiche, culturali o tecniche.

L’obiettivo è coniugare la consolidata competenza tecnica, l’innovazione di processo e di prodotto con la facilità d’uso e l’elevata integrazione dei sistemi, in modo da garantire costi e caratteristiche tecniche di prodotto ottimali per l’applicazione cui sono destinati.

Il progetto si rifà all’idea di “Artigianato digitale”, per conseguire l’obiettivo di fondere le tecnologie digitali più avanzate con l’accurato design della user experience, insieme alla capacità tipica dell’artigiano di leggere i bisogni degli utilizzatori, di rispondervi con la propria attività e di conformarvi i propri prodotti.

LA REALTA’ AUMENTATA 

Gli elementi che “aumentano” la realtà possono essere aggiunti attraverso un dispositivo mobile, come uno smartphone, con l’uso di un PC dotato di webcam o altri sensori, con dispositivi di visione (per es. occhiali a proiezione sulla retina), di ascolto (auricolari) e di manipolazione (guanti) che aggiungono informazioni multimediali alla realtà già normalmente percepita.

Le informazioni “aggiuntive” possono in realtà consistere anche in una diminuzione della quantità di informazioni normalmente percepibili per via sensoriale, sempre al fine di presentare una situazione più chiara o più utile o più divertente. Anche in questo caso si parla di AR.

Le tecnologie legate alla realtà aumentata stanno progressivamente prendendo piede, mostrando via via potenzialità crescenti nell’ambito dell’intrattenimento multimediale, videoludico e non solo. Professionisti e operatori del settore business potranno beneficiarne.

Display da posizionare sulla montatura degli occhiali, visori e interi dispositivi indossabili, le aziende impegnate in quella che può essere definita come la “rivoluzione AR” stanno ormai gettato le basi per il raggiungimento di un obiettivo ambizioso: evolvere le modalità di fruizione di notizie e contenuti, arricchendo il campo visivo dell’utente con nuovo input e stimoli inediti.

I PROCESSI LOGISTICI “ON CLOUD” CON L’RFID

Intendiamo fornire una soluzione globale alle istanze poste da questo scenario di riferimento e rappresenta un significativo salto di qualità nella flessibilità e nell’accuratezza di gestione delle catene estese, quindi con due caratteristiche principali:

la (rin)tracciabilità ininterrotta dei prodotti che scorrono lungo la filiera estesa ottenuta matricolando i colli di movimentazione, dal pallet al singolo articolo, con la gestione di tutte le funzioni di movimentazione sia all’interno che all’esterno del magazzino.

l’adattabilità IT, “predisposta” ai massimi livelli, ci ha consentito di realizzare una soluzione tecnico-applicativa in grado di adeguarsi facilmente, con costi molto contenuti, alle pur variabilissime condizioni operative e tecnologiche dell’ambiente PMI, senza richiedere modifiche sostanziali.

Le novità principali della proposta vanno ricercate nella combinazione di due aspetti:

1. l’innovazione di processo, con la presenza di etichette RFID sui prodotti con una serie di antenne ricetrasmittenti posizionate sul perimetro del “controllo”, in grado di rilevare la movimentazione, l’identificazione e la posizione di qualsiasi prodotto all’interno del magazzino stesso.

2. l’innovazione di prodotto, con l’uso di una infrastruttura tecnologica adattativa, basata sul Web e integrata con i più diffusi dispositivi Mobile (smartphone, tablet, etc.), ci ha permesso di proporre un prodotto in grado di soddisfare le esigenze di diverse tipologie di Extended Supply Chain.

Per maggiori informazioni: http://www.neosconsulting.it/

Casa, a Brescia 3mila imprese per 16mila posti di lavoro

in Economia/Tendenze by

In Lombardia sono 26.433 le imprese che operano nei settori legati alla casa, tra mobili e complementi di arredo, accessori per la cucina ed elettrodomestici, con 154mila addetti su un totale nazionale di 197mila aziende e 702mila addetti. Il quadro emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano, Monza-Brianza e Lodi sulla base dei dati del registro delle imprese al terzo trimestre del 2017.

Il settore in regione produce un giro d’affari di circa 30 miliardi di euro, di cui la metà a Milano. Le province di Cremona e Lecco sono specializzate nella fabbricazione di prodotti in vetro, Sondrio nella lavorazione della pietra, Lecco e Brescia nella lavorazione di oggetti in metallo, Como nella fabbricazione di mobili, Mantova e Pavia in ferramenta, Sondrio e Mantova in vendita di mobili.

Milano è la prima provincia italiana per numero di addetti (69mila) e terza per concentrazione d’imprese (9mila), sul podio insieme a Roma (14mila imprese e 33mila addetti) e a Napoli (13mila attività e 23mila unità lavorative). In regione è seguita da Brescia e Monza-Brianza (oltre 3mila imprese con circa 16mila e 17mila addetti), Bergamo (quasi 3mila attività con 16mila addetti), Como e Varese con oltre 2mila con 9mila e 8mila addetti).

 

Vinitaly, Confagricoltura Brescia c’è. Martinoni: occasione importante

in Agricoltura e allevamento/Economia/Eventi/Fiere by
Confagricoltura Brescia, Francesco Martinoni

Anche quest’anno Confagricoltura Brescia sarà presente alla rassegna fieristica di Vinitaly all’interno dello stand confederale dell’organizzazione nazionale (Padiglione 9 area D). Tema di quest’anno “la Grande Italia dei vini e degli oli” grazie ad incontri di approfondimento e la possibilità per tutte le province a vocazione vitivinicola di esporre le proprie eccellenze. Brescia sarà protagonista nella giornata di lunedì 16 aprile grazie all’esposizione di ben undici cantine e la visita del presidente di Confagricoltura Brescia, Francesco Martinoni che si è dimostrato molto fiducioso sulle potenzialità di questa quattro giorni: “Occasioni per farsi conoscere ai buyer internazionali arrivano una volta all’anno e perciò non si possono perdere. Essere qui significa per noi affermare ancora una volta le potenzialità delle nostre produzioni e delle tradizioni che i Consorzi di tutela stanno rafforzando con il passare degli anni. Il vino made in Brescia è oggi un prodotto affermato sul mercato ed ogni anno continua a registrare numeri in crescita”.

Il sipario si alza domenica 15 aprile con la visita del presidente di Confagricoltura Giansanti che inaugurerà lo spazio, suddiviso in più aree: la Galleria delle regioni, con tutti i territori racchiusi in alcune etichette simbolo delle Doc e Docg più rappresentative; l’area di accoglienza, con un bancone bar e i vini in mescita per gli ospiti; la sala attrezzata per gli incontri e le degustazioni guidate. L’obiettivo della partecipazione di Confagricoltura alla più importante fiera vinicola organizzata in Italia è molteplice: da un lato dare la possibilità alle aziende associate di avere un riferimento costante e puntuale, utile per gli incontri professionali con importatori e buyer, giornalisti e operatori del settore; dall’altro lo spazio è anche una vetrina per gli stessi produttori che possono usufruire delle sale per raccontare al pubblico i territori di origine dei vini e delle altre eccellenze agroalimentari. Lunedì sarà presente anche il nostro Ufficio vitivinicolo per accogliere tutti i soci e fare chiarezza su eventuali domande tecniche o curiosità. Confidi Systema inoltre, insieme a Confagricoltura Lombardia, incontrerà sempre nella giornata di lunedì (alle ore 16.30) le aziende vitivinicole per presentare i servizi su misura per le realtà del settore.

 

Di seguito le cantine presenti nello stand di Confagricoltura nella giornata bresciana:

Tommasi Family Estates (Lugana)
Elisabetta Abrami (Franciacorta Pas Dosé Millesimato)
San Michele (Capriano del Colle DOC Marzemino)
Rocche dei Vignali (Valcamonica IGT Rosso)
Istituto Agrario G. Pastori (metodo classico)
Ambrosini Battista (Franciacorta Brut)
Peri Bigogno (Montenetto di Brescia Rosso)
Il Mosnel (Franciacorta Satèn)
Al Rocol (Franciacorta Brut)
Azienda vinicola Emilio Franzoni (Botticino Riserva)
Castelveder (Franciacorta Brut)

Camozzi, obbligazione da 12,5 milioni per crescere all’estero

in Aziende/Economia/Finanza/Meccanica by
Camozzi

Il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, costituito da SACE e SIMEST, sostiene lo sviluppo internazionale di Camozzi, azienda bresciana attiva nei settori dell’automazione industriale, delle macchine utensili, dei macchinari tessili, delle fusioni e lavorazioni nonché in campo digitale e soluzioni IoT. E lo fa sia attraverso la sottoscrizione di un bond, sia attraverso l’investimento in equity.

Il Fondo Sviluppo Export, fondo nato su iniziativa di SACE e gestito da Amundi SGR, ha sottoscritto un’obbligazione per 12,5 milioni di euro emesse da Camozzi. L’obbligazione, della durata di sei anni, è interamente garantita da SACE e sottoscritta dal Fondo Sviluppo Export ricorrendo alle risorse messe a disposizione dalla stessa SACE e dalla Banca Europea per gli Investimenti. I proventi dell’emissione verranno utilizzati da Camozzi per sostenere il proprio programma di sviluppo sui mercati internazionali, principalmente Ucraina, Stati Uniti, Cina e Russia.

SIMEST, inoltre, intende investire 4,7 milioni di euro in due aziende localizzate in Cina, non lontano da Shanghai, specializzate nella componentistica per i sistemi di automazione e interamente controllate dal Gruppo Camozzi. L’investimento avrà importanti ricadute positive anche in Italia, generando un aumento della domanda dei componenti prodotti negli stabilimenti Camozzi del Nord Italia.

“La crescita sui mercati internazionali è un obiettivo perseguito costantemente dal Gruppo dai suoi primi anni di attività – ha dichiarato Lodovico Camozzi, Presidente del Gruppo Camozzi-. Il supporto di SACE e l’ingresso di SIMEST nel capitale azionario delle società cinesi ci rafforzano sotto il profilo istituzionale e finanziario e ci permetteranno di essere ancora più competitivi sui mercati internazionali. Oggi siamo presenti con le nostre sedi in 26 paesi ed esportiamo complessivamente più dell’80% del fatturato in 75 paesi”.

Camozzi è uno dei primari clienti di SACE e SIMEST in Lombardia, regione in cui – attraverso gli uffici di Milano e Brescia – vengono servite quasi 6mila imprese: nel 2017 sono state mobilitate risorse a sostegno dello sviluppo internazionale delle imprese della regione per oltre 3,5 miliardi di euro.

 

Industria Felix, Feralpi premiata: è la migliore azienda bresciana

in Aziende/Aziende/Economia/Feralpi/Tendenze by

Tra le grandi imprese con sede a Brescia il premio “Industria Felix – La Lombardia che compete” è stato assegnato a Feralpi Holding. La Società si è contraddistinta per le migliori performance gestionali dell’anno (esercizio 2016) e per i primati di bilancio a livello provinciale.

Il riconoscimento è stato conferito venerdì a Milano, nell’Auditorium di Assolombarda, nell’ambito della seconda edizione regionale del premio organizzata dall’associazione culturale Industria Felix in collaborazione con Cerved e con i patrocini dell’Università LUISS Guido Carli e di Confindustria Lombardia.

Un apposito comitato scientifico ha operato sulla base di 31.825 società di capitali con sede legale in Lombardia e con fatturati/ricavi compresi tra i 2 milioni e i 19 miliardi di euro. La valutazione, del tutto oggettiva, si è avvalsa di un algoritmo che ha individuato le aziende che, nelle rispettive dimensioni, hanno registrato il miglior Mol, con indice Roe positivo, in utile e con un numero addetti pari o crescente rispetto all’anno precedente.

A Feralpi Holding è stato riconosciuto come migliore grande impresa della Provincia di Brescia.

«Ottenere questo premio – commenta Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi Holding – ci indica che le scelte strategiche fatte negli anni sono state corrette. Aver puntato su processi di diversificazione, verticalizzazione e integrazione ha portato Feralpi verso un assetto più competitivo in un mercato difficile come quello dell’acciaio».«Il riconoscimento – aggiunge Pasini – manda un altro messaggio chiaro: competitività e sostenibilità non sono fattori antitetici, ma sinergici. Come Feralpi abbiamo integrato la responsabilità sociale d’impresa nelle nostre linee di sviluppo perché siamo convinti che quando un’azienda è capace di creare e condividere valore, allora genera vero benessere. Ed anche i “numeri” nei bilanci lo attestano».

Sabato 14 aprile a Confartigianato arriva l’open day per gli imprenditori

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eugenio Massetti/Eventi/Personaggi by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Dedicare e condividere il tempo di una colazione insieme per dare una svolta alla propria impresa. Questo il senso dell’open day di Confartigianato Brescia, chiamato “Conf@day”, in calendario sabato 14 aprile, a partire dalle ore 9,30 e aperto a tutti, che si terrà presso la sede centrale di via Orzinuovi 28 a Brescia. Confartigianato apre le porte a tutti gli imprenditori per un’occasione informale dove poter conoscere la realtà da sempre vicina al mondo dell’impresa e dell’artigianato bresciano.

Dopo una  colazione offerta – secondo quanto riportato da Brescia news – seguiranno i saluti del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti e la visita alla sede dove saranno presentati i servizi e i vantaggi che Confartigianato offre all’imprenditoria in un confronto aperto con i vari funzionari responsabili dei diversi settori. Tutto questo in un’ottica di condivisione e confronto per  trasmettere alle imprese il valore e l’importanza di partecipare alla vita associativa. Ambiente, formazione, credito, sicurezza, contabilità, consulenze. E poi energia, bandi, welfare aziendale, assistenza legale: i funzionari di Confartigianato saranno disponibili ad affrontare problematiche specifiche che le singole imprese vorranno affrontare.

La partecipazione è gratuita, ma è comunque preferibile dare conferma della propria presenza entro mercoledì 11 aprile inviando la scheda di iscrizione presente sul sito www.confartigianato.bs.it oppure scrivendo a area.categorie@confartigianato.bs.it o, ancora, chiamando i numeri 030/3745.283-284.

Cultura, istruzione, sociale: la Fondazione Comuniutà Brescia mette 1,3 milioni sul piatto

in Bandi/Cultura/Economia/Salute/Servizi by
Bando

Sociale, cultura, istruzione, tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale: anche quest’anno Fondazione della Comunità Bresciana conferma il proprio sostegno al territorio e si pone al fianco delle Organizzazioni non profit impegnate a migliorare la qualità di vita della popolazione.
Quattro i bandi, approvati dal Consiglio d’Amministrazione della Fondazione, con i quali si dà avvio all’attività erogativa 2018.
La cifra complessivamente messa a disposizione per i contributi è di 1.350.000 euro, la data entro la quale le richieste devono inderogabilmente pervenire in Fondazione è il 5 giugno 2018.

Bando Budget Chiusura
1° Bando 2018 SOCIALE
€ 600.000,00
5 giugno 2018

2° Bando 2018 PATRIMONIO RACCOLTA A EROGAZIONE
€ 250.000,00
5 giugno 2018

3° Bando 2018 CULTURA
€ 300.000,00
5 giugno 2018

4° Bando 2018 ISTRUZIONE
€ 200.000,00
5 giugno 2018
TOTALE
€ 1.350.000,00

I contributi messi a disposizione attraverso questi bandi derivano in parte da risorse messe a disposizione da Fondazione Cariplo per le “Erogazioni territoriali” e in parte da risorse proprie della Fondazione della Comunità Bresciana.
I progetti che si intende finanziare, nel rispetto del D. Lgs n. 460 del 4.12.97, devono essere di utilità sociale nei settori citati.
Il Bando Sociale prende in esame progetti di inserimento abitativo e lavorativo rivolti a soggetti fragili, progetti per la gestione del tempo dei minori, percorsi di informazione nell’ambito dell’educazione alla salute, alla legalità, all’affettività, contro gli abusi e le nuove dipendenze.

Il Bando per la tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale vuole individuare progetti in questi ambiti in grado di stimolare nuove risposte ai bisogni della comunità bresciana.Il Bando Cultura finanzia attività per avvicinare i minori all’arte e alla cultura, progetti volti a incentivare un’attiva partecipazione a questi mon di da parte di categorie ben individuate di utenti, iniziative per far  emergere patrimoni culturali non fruibili, incontri e attività per diffondere la consapevolezza di essere parte attiva della vita della comunità.Il Bando Istruzione infine intende finanziare in via prioritaria progetti di attività organiche di “dopo scuola”, sostegno professionale idoneo in orario scolastico a studenti in difficoltà, azioni mirate per l’integrazione scolastica di studenti stranieri, percorsi in grado di incentivare le eccellenze formative in ambito scolastico, percorsi di formazione scolastico che favoriscano l’avvicinamento degli studenti al mondo del lavoro.

I regolamenti dei nuovi bandi appena emanati sono pubblicati sul sito della Fondazione all’indirizzo www.fondazionebresciana.org.

In abbonamento si può avere tutto – La rivoluzione della Subscription Economy | INNOVATION CLUB

in Economia/Evidenza/Innovation club/Innovazione/Rubriche/Tendenze by
Suscription economy

In un mondo plasmato da connessioni volatili e schermi digitali, il concetto di proprietà muta radicalmente. In un certo senso, possedere per sempre qualcosa (in specifico i prodotti virtuali, come i software) non è più la priorità per i clienti. La ‘ownership’ viene sostituita dalla ‘membership’, l’accesso temporaneo a un bene o servizio. Dato questo orizzonte, le aziende orientati alla membership avranno un ruolo sempre più centrale. La rivoluzione della membership economy è un fenomeno piuttosto recente, anche se affonda le sue radici in tanti cambiamenti avvenuti nell’ultimo decennio. Non a caso, il primo a predire questo shift è stato Jeremy Rifkin in un saggio visionario del 2001 intitolato The Age of Access. C’è voluto più del previsto per realizzare quanto previsto da Rifkin ma oggi i business più intelligenti e proattivi hanno già intrapreso la strada dell’evoluzione.

Una volta ci si abbonava soltanto allo stadio per le partite della propria squadra del cuore, a un servizio di Tv via cavo e ai mezzi pubblici della propria città. Oggi si possono invece sottoscrivere abbonamenti per quasi tutto, biancheria intima compresa. Il fenomeno si chiama subscription economy, economia della sottoscrizione, e il mercato degli Stati Uniti è pioniere di innovazioni, nel modo di consumare e vendere, che sta già arrivando in Italia.

Ovviamente, la subscription economy ha cominciato ad andare forte sul mercato dei software, grazie alle enormi innovazioni portate dal sistema dei cloud. Il software è sempre meno qualcosa che si installa sul proprio computer e sempre più un servizio che viene erogato via Web. I privati o le aziende pagano una tariffa mensile o annuale, e il fornitore offre il servizio (e tutti i suoi aggiornamenti) in rete. Un modello simile ha rivoluzionato anche i consumi culturali. Spotify, per la musica, e Netflix, per il cinema e le serie Tv, hanno dimostrato che l’utente non vuole il possesso del prodotto culturale, ma l’accesso. Quindi, oltre a una base gratuita (ma con pubblicità) si può pagare un abbonamento per avere accesso libero a una serie illimitata di file.

Ma le innovazioni più curiose vengono da altri settori. Un esempio: Un sito chiamato Manpacks offre questo innovativo servizio in abbonamento: si paga una quota annuale, e in cambio si ricevono regolarmente via posta pacchi di biancheria nuova. Tra gli altri prodotti, Manpacks consegna piccoli strumenti di cosmesi (esclusivamente maschile: rasoio, deodorante eccetera). Le consegne vengono effettuate ogni tre mesi. Una fornitura media di mutande, calzini e amenità varie per un anno costa intorno ai 500 dollari (senza spese di consegna). E per chi cerca qualcosa di specifico per la rasatura, c’è anche il Dollar Shave Club, che con 164 dollari all’anno permette di avere una fornitura di rasoi, schiume e dopobarba con consegne gratuite ogni mese.

Gli abbonamenti stanno cambiando qualcosa anche nel settore dei viaggi aerei. In California, ad esempio, ci si può abbonare al servizio Surf Air, che con una quota mensile di 1650 dollari permette di spostarsi quante volte si vuole, via aereo, in California. E visto che ormai in aereo si paga tutto, compresi chili extra di bagaglio e spazio in più per le gambe, compagnie come la United Airlines permettono ai frequent flyer di non pagare più questi servizi volo per volo ma di sottoscrivere un abbonamento per poterne godere ad ogni viaggio. Le cifre sono ancora piuttosto alte: 349 dollari all’anno per i bagagli e 499 dollari per lo spazio in più per le gambe. Ma la direzione è segnata.

L’economia in abbonamento può essere utile anche per imporre servizi che non hanno ancora grande diffusione sul mercato, come il Car-fi, ovvero il wi-fi da usare in macchina. La startup Auto-net è uno dei primi clienti che si è lanciato con servizi  subscription. Il Car-fi è destinato alle aziende, che vogliono che i dipendenti siano sempre collegati, via cloud, alla Rete e al sistema operativo centrale, per poter avere accesso a file, documenti e applicazioni condivise. Ma può essere utile anche per le famiglie. Con 9,95 dollari al mese, ad esempio, lo si può installare sull’auto di un figlio, per sapere sempre dove si trova e poter verificare la correttezza del suo stile di guida.

La decisione è semplice: riconoscere un cambiamento in atto nelle dinamiche di mercato e nei comportamenti dei clienti, oppure rifugiarsi in un modello economico superato, rischiando di diventare obsoleti. Citando William Gibson, il futuro è già qui – solo che non è distribuito in maniera uniforme. E’ stata necessaria una decade perché connessioni digitali, smartphone e cloud economico riuscissero a spianare la strada al modello più evoluto di membership economy. La velocità con cui le aziende riusciranno a compiere questo passaggio stabilirà la rilevanza delle stesse nella mente dei clienti. Clienti che, da parte loro, hanno già ben compreso la differenza tra il pensare in termini di proprietà top-down e il pensare (e agire) in condivisione, trasparenza e apertura. Alcune delle aziende più importanti dell’industria software sono già basate su un modello di subscription, si pensi a Microsoft e Adobe. Altre incorporano i principi della membership in una struttura più tradizionale. Le più innovative, come Netflix e Spotify, stanno facendo scuola portando un passo avanti il concetto di ‘membership organization’, con evidenti ricadute positive sull’esperienza dei clienti.

Se prendiamo per buona la teoria secondo cui il software ha inglobato il mondo – e quindi ogni azienda è oggi una software company – è facile capire perché questo nuovo modello economico produce effetti profondi sullo sviluppo tecnologico e sul rapporto che si instaura tra brand e utenti. Subscription, sharing, loyalty sono termini che devono far parte della definizione strategica del business. Per costruire connessioni di valore e monetizzare la relazione con i clienti.

Per approfondimenti: www.innovationclub.it

Il 12 torna il Forum Impresa & Finanza di Aib, tra credito bancario e nuovi strumenti

in Aib/Associazioni di categoria/Aziende/Beretta/Economia/Eventi/Finanza by

In che modo la finanza può sostenere l’industria italiana a consolidare la recente fase di ripresa, favorendo anzitutto lo sviluppo del made in Italy sui mercati esteri e gli investimenti in innovazione? Interrogativo di grande attualità, intorno al quale si articolerà il confronto con esponenti di vertice del mondo imprenditoriale e del credito protagonisti al Forum Impresa & Finanza di Associazione Industriale Bresciana.

L’appuntamento, dopo tutto esaurito registrato lo scorso anno in occasione della prima edizione, è fissato per giovedì 12 aprile a partire dalle 9.30 in sala Beretta (via Cefalonia, 62 – Brescia).

“L’industria italiana e bresciana registrano una fase di graduale ripresa, trainata in primo luogo da export e investimenti in innovazione. Due direttrici lungo le quali le nostre imprese devono continuare a investire se vogliono alimentare la crescita e questo non può prescindere dalla disponibilità di adeguate risorse finanziarie – osserva Giuseppe Pasini, presidente di Aib –. Non c’è dubbio che nel breve e medio periodo il canale bancario continuerà a giocare un ruolo centrale; tuttavia, assistiamo al consolidarsi di strumenti alternativi e complementari, mentre il progressivo affermarsi del Fintech influenzerà sempre più i modelli operativi degli istituti di credito tradizionali”.

“Il Forum Impresa e Finanza rappresenta un’occasione unica per confrontarci con figure di primo piano dei principali istituti di credito nazionali presenti sul territorio e fare così il punto sull’evoluzione del rapporto banca-impresa – aggiunge Paolo Streparava, delegato di Aib per Credito, Finanza e Fisco –. Da sempre l’attività della nostra Associazione mira a promuovere lo sviluppo virtuoso di questa relazione all’interno di un contesto di profondo rinnovamento, con l’obiettivo di rimettere al centro i fondamentali industriali nel rapporto tra istituto di credito e azienda, creare cultura finanziaria e cultura d’impresa, accompagnare le imprese verso nuovi strumenti complementari al credito tradizionale in linea con le esperienze nord-europee e anglosassoni”.

I lavori del II Forum Impresa & Finanza si apriranno con il benvenuto del presidente di Aib, Giuseppe Pasini, e con l’intervento di Giorgio Gobbi, Capo del Servizio Stabilità Finanziaria di Banca d’Italia.

A seguire, la prima sessione dedicata a finanza e sviluppo d’impresa con il keynote speech di Corrado Passera, fondatore e presidente esecutivo Spaxs, e la tavola rotonda con esponenti di primo piano del mondo del credito nazionale. La mattinata sarà animata da Sebastiano Barisoni, vice direttore esecutivo di Radio 24.

La parte pomeridiana inizierà invece alle 13.30 con l’intervento di Maurizio Rocca, direttore della Succursale di Brescia di Banca d’Italia, e la presentazione del numero speciale dedicato al credito del Booklet Economia, curato dall’Ufficio Studi e Ricerche di Aib. Spazio quindi alla sessione su finanza e sviluppo internazionale con il keynote speech di Alessandro Decio, amministratore delegato e direttore generale di Sace.

Durante la terza sessione si farà invece il punto su finanza e innovazione con l’analisi di Roberto Nicastro, Europe Senior Advisor Cerberus Capital. In entrambe le sessioni, moderate da Marco Liera (founder e ceo YouInvest), sono previsti momenti di confronto, che avranno tra i protagonisti rappresentanti di vertice dei principali istituti bancari italiani presenti sul territorio. L’evento è patrocinato dall’Ordine dei Commercialisti di Brescia e vedrà la partecipazione del presidente Michele de Tavonatti.

La partecipazione ai lavori è libera e gratuita (www.aib.bs.it – #impresaefinanza).

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