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Associazioni di categoria - page 55

Aib, giovedì la presentazione delle nuove tendenze economiche

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Torna “Scenari & Tendenze”, l’osservatorio congiunturale di Associazione Industriale Bresciana, strumento prezioso a disposizione delle le aziende per comprendere e anticipare le possibili evoluzioni di breve periodo dei mercati.

Il 24° appuntamento con “Scenari & Tendenze” è in calendario giovedì 5 ottobre alle 16.00 in sala Beretta (via Cefalonia, 62 – Brescia) e come sempre, oltre all’analisi delle prospettive dell’economia internazionale e domestica, offrirà l’aggiornamento della situazione corrente e prospettica delle principali valute e dei prezzi delle materie prime industriali, per dare spunti di riflessione e riferimenti precisi per orientare le scelte delle imprese in questa fase segnata da incertezza e alta volatilità dei mercati. L’osservatorio congiunturale si avvale di studi ed elaborazioni esclusivi ed originali, resi disponibili a tutti i partecipanti, grazie anche alla partnership con la Camera di Commercio di Brescia.

Aprirà i lavori Luca Borsoni, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori AIB. A seguire, l’analisi intermarket con focus su tassi, cambi e materie prime curata da Achille Fornasini (Università degli studi di Brescia). Andrea Beretta Zanoni (Università degli Studi di Verona) e Davide Fedreghini (Centro Studi AIB) faranno quindi il punto sull’andamento dell’economia, dal contesto globale fino alle performance del nostro territorio. Cicli e tendenze dei mercati – con particolare attenzione a energia, plastica, metallurgia e siderurgia – saranno infine approfonditi da Achille Fornasini e Stefano Allegri (AB Service). Al termine, il consueto momento dedicato al confronto con i partecipanti.

Cdo verso l’assemblea nazionale con le iscrizioni in crescita

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Chiara Brunori e Livio Gallina, Cdo Brescia

“Siamo pronti a chiudere un altro anno molto intenso e positivo, sia per quanto riguarda il bilancio sia per quanto riguarda l’acquisizione di nuovi soci (+10%). L’assemblea generale sarà anche l’occasione per presentare il nuovo direttore di CDO Lombardia Sud Est, Livio Gallina, che dal 1 ottobre sostituirà Chiara Brunori, chiamata alla CDO Nazionale per un incarico di più ampio respiro e che accompagnerà Livio nel passaggio di consegne”.

Con queste parole Paolo Paoletti, presidente di Compagnia delle Opere Lombardia Sud Est (che comprende i territori di Brescia, Mantova, Cremona e Lodi), è inrervenuto in via Cassala 66/A a Brescia, alla conferenza stampa di presentazione della prossima Assemblea annuale di Compagnia delle Opere Lombardia Sud Est che si terrà Giovedì 16 Novembre presso Villa Fenaroli Palace (Rezzato – BS) dalle ore 18.00. Alla conferenza sono intervenuti anche Giovanni Cristini, vice-presidente, Chiara Brunori, direttore uscente, Livio Gallina, nuovo direttore dell’Associazione, Marco Barabanti membro del consiglio esecutivo con delega alla comunicazione.

“Sono contenta di poter parlare con serenità e soddisfazione anche di questo 2017, che ci ha visti impegnati su vari fronti per diversificare le attività associative con l’obiettivo di coinvolgere un numero maggiore di associati nei nostri progetti e di metterli in relazione tra loro – spiega Chiara Brunori. Quest’anno registriamo un incremento del 10% di nuovi associati rispetto al 2016, raggiungendo quota 550. Oltre 30 nuovi soci sono inoltre appartenenti alla fascia Under 30, un successo reso possibile grazie al lavoro congiunto di molti e grazie ad una risposta forte da parte del territorio alle attività legate al progetto di coordinamento e rilancio dell’Associazione messe in atto in questi due anni”.

“È con grande entusiasmo e onore che raccolgo il testimone da Chiara Brunori – conclude Livio Gallina nuovo Direttore CdO. Ringrazio il presidente, il consiglio e il direttore per la fiducia concessami scegliendomi per proseguire nel progetto messo in moto da Chiara. Questa è per me un’opportunità ambiziosa e sfidante, una realtà complessa e al contempo dinamica e spero di esserne all’altezza”.

Durante la conferenza sono stati presentati programma e ospiti dell’Assemblea che vedrà salire sul palco, oltre Bernhard Scholz, presidente CdO nazionale, Paolo Paoletti, presidente CdO Lombardia Sud Est e almeno due imprenditori che porteranno le proprie concrete esperienze legate al tema dell’Assemblea 2017.

 

Pos obbligatorio per gli artigiani, CNA Brescia: si possa valutare caso per caso

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Eleonora Rigotti, Cna

«Auspichiamo che venga previsto un sistema di segnalazione del caso particolare attraverso forme di autocertificazione, che possano essere approvate con la modalità del silenzio assenso entro un termine prestabilito». È quanto chiede CNA Brescia, in vista dell’approvazione del decreto (annunciata per fine settembre) che dovrebbe introdurre sanzioni per chi, artigiani compresi, non si è ancora adeguato all’obbligatorietà del POS per i pagamenti con moneta elettronica.

La Confederazione, che a livello nazionale sta predisponendo una lettera ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Economia, sta lavorando perché si introducano sanzioni solo dopo che si sia definita una chiara disciplina che individui e regolamenti tutti i casi di impossibilità o difficoltà tecnica all’utilizzo dei POS e, soprattutto, dopo un intervento che abbassi l’importo delle commissioni ai gestori dei circuiti di pagamento.

CNA Brescia sottolinea, inoltre, che proprio per gli artigiani la situazione è molto complessa, soprattutto per alcune categorie. Tra queste, basti citarne tre a titolo di esempio: elettricisti, idraulici e imbianchini. Si pensi al numero di terminali POS di cui dovrebbe dotarsi un’azienda i cui dipendenti si recano nelle abitazioni dei clienti. «Si tratta di costi non sostenibili per una micro e piccola impresa – sottolinea la presidente di CNA Brescia, Eleonora Rigotti -. A ciò si aggiunga il fatto che l’infrastruttura di connettività non copre allo stesso modo tutto il territorio nazionale, potendo quindi causare disservizi».

«È certo un segno importante di contrasto dell’economia sommersa permettere sempre i pagamenti senza ricorrere ai contanti, ma è un salto che va ponderato rispetto alle diverse situazioni l’introduzione di sanzioni per tutte le categorie che hanno rapporti con gli utenti finali, artigiani inclusi, che non accettano la moneta elettronica» dichiara la presidente Rigotti.

Per questi motivi, e non essendo possibile fare a priori un’analisi esaustiva di tutte le singole situazioni, «si preveda – rimarca la presidente Rigotti – un elenco di motivi per cui si possa chiedere l’esclusione dall’utilizzo del POS. Con tale provvedimento, si potrà superare l’impossibilità di conoscere nel dettaglio ogni singola realtà imprenditoriale, dando allo stesso tempo omogeneità ai motivi di esclusione». Da CNA sottolineano, inoltre, come «gli smartphone siano lo strumento elettronico più diffuso tra i bresciani e gli italiani tutti. Per questo sarebbe molto più utile poter prevedere che il pagamento con la moneta elettronica passi da modalità virtuali e digitali, non obbligatoriamente dal POS».

Aib, Pasini detta la linea: vigileremo sulle promesse della politica

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I vertici di Aib, foto Andrea Tortelli, www.bsnews.it

La ripresa c’è, ma lo Stato deve fare di più e noi vigileremo perché ciò avvenga. A dirlo  – secondo quanto riportato dal quotidiano on line di Brescia e provincia BsNews.it – è stato pochi minuti fa il presidente di Aib Giuseppe Pasini, che – durante una conferenza stampa convocata in via Cefalonia alle 11 – ha fatto il punto sulla situazione dell’economia bresciana. Snocciolando “timori e sollecitazioni” degli industriali in vista di del referendum di ottobre e della tornata elettorale del prossimo anno. Per indicare poi le linee programmatiche 2017-2001

Pasini ha sottolineato la buona congiuntura nazionale, frutto soprattutto degli investimenti privati nel settore manifatturiero, sostenuti da provvedimenti come quello per l’Industria 4.0. “Non vorremmo che al termine di queste agevolazioni ci fosse un rallentamento”, ha aggiunto. Per poi affrontare il tema delle elezioni, in cui “Aib guarderà con molto interesse ai programmi politici” e saremo “attenti e severi”.

Incoraggianti i numeri sul fronte della disoccupazione, ma non senza ombre. Scende del 79,7 per cento la  straordinaria, scende del 57 per cento l’ordinaria, mentre quella in deroga sale del 48 per cento. Il tasso di disoccupazione bresciano rimane comunque del 8,6 (7,4 in Lombardia, 11,7 in Italia), ma la giovanile è del 32,9 per cento (29,9 in Lombardia, 37,8 in Italia). “Il dato che fa preoccupare e che fa drizzare i capelli”, ha però detto Pasini, “è il confronto con i migliori lander tedeschi, che ci vedeva sostanzialmente pari nel 2008 e oggi vede loro a percentuali fra il 6 e il 4,4 per cento”. E ha aggiunto: “Dobbiamo fare tutti di più, anche sul fronte della formazione”.

“E’ vero, andiamo meglio”, ha concluso Pasini, “ma non possiamo vivere soltanto di export: mancano gli investimenti pubblici (nel 2013 gli investimenti privati hanno superato quelli pubblici, tornando a crescere, ndr). Uno Stato che non investe nelle infrastrutture non può fare da volano per le imprese”. Con un un esempio forte: “Il 14 dicembre il Consiglio di Stato si pronuncerà sull’autostrada della Valtrompia: la speranza è che la vicenda si risolva velocemente. Auspichiamo comunque un accordo tra le parti, perché altrimenti il rischio è che non vedremo più l’autostrada “.

Infine il direttore Marco Nicolai è tornato sul tema dell’aeroporto di Montichiari, sottolineando che Enac ha indicato la soluzione di attribuire la concessione a una newco con i bresciani al 20 per cento e Save all’80. “Questa via stiamo perseguendo, ma la capitalizzazione per quota nostra – e parliamo di circa 100 milioni di euro di investimenti – è subordinata alla concessione di Enac”. Sulla parte fiera, invece, “siamo consapevoli che aver salvaguardato i muri non ha risolto il problema, ma stiamo lavorando ad alcune ipotesi che auspichiamo di potervi esporre il prima possibile”.

 

Master in Management a Isfor: iscrizioni entro il 29 settembre

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Manager

Scade il 29 settembre il termine per le iscrizioni all’undicesima edizione del master in Management e Innovazione delle imprese promosso da Isfor con l’Università degli Studi di Brescia. Rivolto a imprenditori, dirigenti e quadri d’azienda, il percorso formativo, articolato in 5 moduli per un totale di 400 ore, vuole fornire competenze manageriali a tutto tondo, per offrire sostegno concreto alla copertura di ruoli di gestione aziendale sia di tipo funzionale sia manageriale in senso stretto.

La nuova edizione mira inoltre a far comprendere ai partecipanti come la trasformazione digitale interagisca, a volte modificandolo radicalmente, con l’intero sistema aziendale e come, così facendo, possa offrire nuove occasioni gestionali e imprenditoriali. Diretto dal prof. Mario Mazzoleni, il percorso formativo si rivolge in particolare a quanti in azienda hanno interesse ad acquisire solide competenze in materia di bilancio e controllo di gestione, gestione finanziaria d’impresa, pianificazione, lean management industriale, gestione dell’innovazione, strategie di marketing. Il master inizierà il 23 ottobre 2017 e le lezioni si terranno nella sede di Isfor in via Nenni, 30 a Brescia.

Per informazioni: 030.2284511 info@isfor2000.com

Dati Confartigianato: a Brescia crescono gli occupati, ma non i giovani

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Il mondo delle MPI lombarde è uscito meno numeroso e più maturo dagli ultimi 10 anni di mercato. Dal 2007 ha infatti perso 20mila imprese artigiane ed è cresciuta la quota degli autonomi artigiani over 55 (+15,4%), a fronte di un calo significativo degli under 35 (-45,4%).

Ma è anche più strutturato – con un incremento della quota di Srl dal 2,3% al 5,6% – più qualificato – con imprenditori con titoli di studio mediamente più elevati tra gli under 40 – e più internazionalizzato. Cresce infatti il Made in Lombardia all’estero nei settori a maggior concentrazione di MPI, e lo fa più della media del manifatturiero lombardo: +26,6% contro il +20%, e si estende il raggio di azione, con un incremento del 50,8% delle esportazioni direte verso i Paesi extra UE28.

Un mondo che ha vissuto le scottature di due recessioni sulla propria pelle, ma che sta anche cogliendo le opportunità dei nuovi mercati e delle nuove tecnologie: il 67,7% degli artigiani lombardi prevede infatti di effettuare investimenti nel prossimo biennio, e di questi quasi 7 su 10 hanno in programma almeno un investimento in tecnologie digitali.

È questo il quadro che emerge dal 7° Rapporto dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia “Dal tramonto all’alba: Com’è cambiato l’artigianato lombardo, dopo una notte lunga 10 anni”, presentato questa mattina a Palazzo Pirelli.

“Le nostre imprese si sono senza dubbio trasformate negli ultimi 10 anni – commenta Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Lombardia – Ma in questo nuovo modo di fare impresa resiste il cuore del “valore artigiano”, quella caratteristica distintiva delle nostre aziende che sintetizza creatività, manualità, tecnologia, personalizzazione, capace di dare un effettivo valore aggiunto a prodotti e servizi. Tra i nostri associati per esempio molti giovani sono stati capaci di prendere in mano mestieri tradizionali, magari dai genitori, e ripensarli con nuove competenze; è una nuova tendenza che si sta facendo sempre più strada, verso un artigianato che conserva la sua essenza ma cambia pelle per adeguarsi a nuovi bisogni e mercati, e la nostra Associazione è pronta per accompagnare le imprese in questa trasformazione”.

 

Focus Brescia

L’Osservatorio ha raccolto anche i dati di ogni singola provincia lombarda. Per quanto riguarda Brescia, se nel 2006 si contavano 516mila occupati, nel 2015 erano 518mila e nel 2016 528mila, con un variazione assoluta di 12mila occupati e percentuale del 2,3%.

Ma il dato negativo è la crescita del tasso di disoccupazione, che, sempre a Brescia, era del 3,8% nel 2006 per poi salire all’8,7% nel 2015 e nel 2016 tornare leggermente in a scendere portando la quota dei disoccupati a all’8,6%. Confermata dalla disoccupazione giovanile (15/24 anni) al 9,7% nel 2006 è salita al 35,9% nel 2015 e al 32,9% nel 2016: 23,2 punti percentuali in più rispetto al periodo pre crisi.

Occupazione dei giovani tra i 15-24 anni a Brescia dieci anni fa erano occupati il 42,6% dei giovani e dieci anni dopo, nel 2015, solo il 19,1% tornata a crescere nel 2016 portandosi al 20,8%.

Per quanto riguarda il mondo delle imprese artigiane, la dinamica in provincia di Brescia in questo decennio racconta di come si sia passati da 38.489 imprese al II trimestre 2007 (il 31,9% del totale) nel 2017 a 34.695 imprese, 3.794 imprese in meno, quasi il 10% del totale delle imprese (-9,9%). Ma è in questo scenario – conferma il presidente Massetti: “Che ci siamo rimboccati le maniche, rispondendo adeguatamente a questo cambiamento, per cogliere le opportunità nuove, consci che la caratteristica distintiva delle nostre imprese rimane il valore artigiano, che sintetizza creatività, manualità, tecnologia, personalizzazione. Confartigianato è al loro fianco, per esplicitare questo valore artigiano nel modo più attuale è adatto ai nuovi mercati in cui operano”.

LA VERSIONE INTEGRALE DEL RAPPORTO DI CONFARTIGIANATO

 

 

Confartigianato lancia Carrozzieri a regola d’arte

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Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Un percorso di formazione inedito dedicato ai carrozzieri. È quello che verrà presentato martedì 26 settembre alle ore 20,30, presso la sede di Confartigianato Brescia di via Orzinuovi, 28 e aperto a tutti gli addetti ai lavori della categoria interessati. Poi, già in calendario, dieci incontri e venti ore di lezioni teoriche al termine delle quali verrà rilasciato un attestato di partecipazione. “Carrozziere a regola d’arte”, questo il titolo del percorso formativo, aperto a tutti i carrozzieri e gratuito per gli associati di Confartigianato, che prenderà il via con la prima lezione martedì 10 ottobre per concludersi martedì 23 gennaio 2018, pensato per offrire strumenti sempre più performanti per chi opera in una categoria in continua evoluzione.

Dalla gestione del sinistro, alle nuove normative in ambito ambientale, passando per la pianificazione degli investimenti, alla corretta gestione del magazzino, sino agli strumenti di marketing e sponsorizzare della propria attività. E poi approfondimenti specifici nella gestione del sinistro e nella cessione del credito, all’indennizzo diretto e alle procedure liquidative.

Per il presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale Eugenio Massetti: “La scuola di formazione Carrozzieri Confartigianato ha lo scopo di offrire un’ampia e corretta conoscenza delle materie al fine di acquisire gli elementi indispensabili per gestire al meglio il rapporto tra Carrozziere e cliente, l’assicurazione e il perito, nella fase cruciale del sinistro. Inoltre è ideato per massimizzare le potenzialità dell’impresa anche attraverso l’analisi di bilancio, individuando i corretti indici di economicità, oltre che a porsi nel modo corretto sul mercato, sfruttando le leve del marketing. Non è un corso prettamente teorico, ma studiato per essere altamente applicabile e calato nella realtà concreta delle carrozzerie di oggi e di domani”.

Per informazioni contattare l’area Categorie di Confartigianato Brescia ai numeri 030/3745.203-324 oppure visitare il sito www.confartigianato.bs.it per la compilazione della scheda d’iscrizione al corso. (fonte bsnews.it)

Cna, energia più cara per le micro e piccole imprese

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La presidente di Confederazione nazionale artigianato Eleonora Rigotti

Il prezzo dell’energia elettrica pagato dalle imprese italiane è superiore di quasi il 36% alla media europea. Il differenziale arriva addirittura al 45,4% per micro e piccole imprese dai consumi annui inferiori ai 20 megawattora. La fotografia scattata dall’Osservatorio Energia 2017 curato dal Centro studi CNA (che ha elaborato dati Eurostat che si riferiscono al 2016) restituisce la situazione di forte svantaggio rispetto ai competitor europei nella quale si trovano oggi le imprese nazionali e la visione sbilanciata che continua a privilegiare le imprese energivore.

«La nuova Strategia energetica nazionale va ancora in questa direzione, intervenendo solo a favore dei settori industriali più sensibili al prezzo dell’energia e più esposti alla concorrenza estera – dichiara Eleonora Rigotti, presidente di CNA Brescia -. Ma le piccole e medie imprese non sono forse consumatrici di energia, e non subiscono forse la concorrenza straniera?».

Il costo dell’energia sopportato dalle micro e piccole imprese (10,6 c€/kWh) è il quinto più elevato d’Europa. La componente “Oneri e Imposte” della bolletta italiana – si legge nell’Osservatorio Energia – è la più alta d’Europa e del tutto indifferente alle logiche del mercato. Se nel 2016, poi, le piccole imprese hanno sopportato il 35,2% degli oneri generali complessivi (cioè 5,6 miliardi di euro) a fronte di un consumo pari al 25,9% del totale, le imprese maggiormente strutturate (energivore) hanno acquistato il 14% dell’energia consumata contribuendo però solo al 7,4% degli oneri totali.

CNA ribadisce, quindi, la necessità di operare una riforma degli oneri generali di sistema, che li distribuisca in modo equo tra le diverse categorie di imprese, già nella prossima Legge di bilancio.

«Aprendo alla competizione tra fornitori, la liberalizzazione potrebbe portare un miglioramento delle condizioni di prezzo» auspica la presidente Rigotti. Ma l’Osservatorio fa notare che l’incidenza della componente energia non supera mai il 45% della bolletta, in tutte le classi esaminate. «Un fattore molto critico, che rischia di minimizzare le eventuali riduzioni di prezzo dell’energia».

A Brescia i mestieri di una volta vivono grazie agli stranieri

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Mestieri di una volta, secondo i dati della Camera di commercio di Milano al secondo trimestre 2017 sono 826 mila le imprese in Italia e 60 mila in Lombardia. Resiste il settore in Italia, è stabile e scende in un anno del – 1% in Lombardia. Principali settori: agricoltura (723 mila), produzione di pane e dolci (30 mila), commercio tradizionale con tessuti, panifici, latterie (22 mila) e lavanderie (20 mila), sarti (10 mila).  Settori che continuano a dare opportunità di lavoro con circa un milione di addetti nel Paese e 114 mila in Lombardia. Più lavoro a Bari (33 mila), Roma e Bolzano (29 mila).

Un settore che resiste grazie anche agli stranieri, 24 mila nel Paese, il 3%, di cui 3 mila in Lombardia (5%). Crescono del +4% in Italia e in Lombardia. Oltre 2 mila gli stranieri nei mestieri tradizionali in Toscana, Lazio, Sicilia e Veneto. Stranieri che crescono soprattutto in Basilicata (+9,5%) e in Lazio (+7,4%). Record degli stranieri a Milano (1455, il 16% degli imprenditori del settore). Lo stesso numero di Roma (1455, il 7,8% del totale). Stranieri in aumento a Lodi (+22,5%), Matera (+13,3%), Grosseto (+13,2%), Frosinone (+12,9%).  Anche i giovani scelgono i mestieri tradizionali per aprire un’attività: 60 mila in Italia, di cui 7 mila in Sicilia, 6 mila in Campania e Puglia, 4 mila in Lombardia, Sardegna e Lazio.

Prime per attività in Italia: Bari (29 mila imprese e 33 mila addetti), Foggia (26 mila imprese e 19 mila addetti) e Cuneo (21 mila imprese e 27 mila addetti), Roma (19 mila imprese e 29 mila addetti), Salerno (19 mila imprese e addetti), Bolzano (17 mila imprese e 29 mila addetti) e Verona (17 mila imprese e 22 mila addetti), Catania (16 mila imprese e 15 mila addetti), Torino (16 mila imprese e 23 mila addetti) e Treviso (16 mila imprese e 19 mila addetti).

Prime per attività in Lombardia: Brescia (12 mila imprese e 16 mila addetti), Milano (9 mila e 27 mila addetti), Mantova (8 mila e 10 mila addetti), Pavia (7 mila imprese e 8 mila addetti). Cresce Milano (+0,5%) grazie anche agli stranieri (+5,7%), che pesano il 16% dei settori tradizionali.

Industria 4.0, seminari tecnici di AIB a Lumezzane e Adro

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Due seminari promossi da AIB con Anima e Ucimu per approfondire gli aspetti tecnici e fiscali di Industria 4.0, con in più l’opportunità per gli imprenditori di incontrare individualmente i relatori e sottoporre loro quesiti specifici.

Il primo incontro è in programma giovedì 14 settembre alle 18 al Centro formazione volontari Croce Bianca di Lumezzane (via Madre Lucia Seneci, 34 – Lumezzane San Sebastiano) e vedrà intervenire Massimo Zanardini (Laboratorio RISE, Università degli Studi di Brescia – Industria 4.0: lo stato dell’arte della manifattura italiana), Giuseppina Lapenna – Ufficio Fiscale e Societario AIB – Profili fiscali dell’iperammortamento), Alessandro Maggioni (direttore area tecnica Anima – Iperammortamento: requisiti tecnici). Al termine, spazio al dibattito e ai colloqui individuali (su prenotazione).

Il secondo incontro, dedicato alle aziende della Franciacorta e della Valcamonica, si terrà con lo stesso programma giovedì 21 settembre alle 18 all’Azienda agricola Ferghettina (via Saline, 11 – Adro).

La partecipazione agli incontri è libera e gratuita (informazioni e prenotazioni: zone@aib.bs.it – 030 2292.311/339).

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