Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Le agevolazioni finanziarie per l’Impresa 4.0 | Intervista a Paolo La Torre, CEO di Financial Consulting Lab

in Economia/Evidenza/Finanza by
Paolo La Torre

Nel complesso mondo della finanza agevolata si stanno ritagliando un ruolo di crescente importanza le società di consulenza che aiutano le aziende ad accedere ai fondi pubblici. Paolo La Torre, CEO di Financial Consulting LAB, affianca da anni centinaia di aziende che hanno deciso di avvalersi di un supporto tecnico per accedere
a contributi pubblici. Attraverso quest’intervista proviamo a fare chiarezza con il dott. La Torre sul panorama delle misure agevolative che possono essere interessanti per le imprese che hanno programmato investimenti nell’innovazione dei propri prodotti e processi.

Di cosa si occupa Financial Consulting LAB e come aiutate le aziende a cogliere le opportunità di contributi pubblici?

Il mondo della finanza agevolata è complesso e talvolta le aziende sono restie a presentare domanda di contributo proprio perché fanno fatica a districarsi all’interno di questo coacervo legislativo. Per questa ragione Financial Consulting Lab fornisce assistenza attraverso una stringente pre-nalisi tecnica per capire se sussistono i requisiti per la partecipazione ad un bando. Inoltre aiutiamo le aziende a capire quali sono i bandi più coerenti con il piano strategico di investimento proprio perché pensiamo che il contributo debba rientrare in una logica di sviluppo aziendale. In questo momento si parla tanto di “Industria 4.0”.

Esistono misure agevolative a cui le imprese possono attingere?

A livello nazionale è stato presentato il “Piano Nazionale Impresa 4.0”, un’occasione per tutte le imprese che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale. Le nuove tecnologie digitali stanno impattando profondamente nei processi produttivi industriali rendendoli sempre più automatizzati e interconnessi.  In questo contesto il legislatore ha varato una serie di misure a sostegno delle aziende che intendono effettuare investimenti in chiave “4.0”.

Tra queste misure sono presenti risorse a sostegno della ricerca e dell’innovazione?

La misura “regina” in questo senso è certamente il Credito di Imposta Ricerca e Sviluppo. Si rivolge a tutte le aziende indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano. Il beneficio consiste nel riconoscimento di un credito d’imposta pari al 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, fino ad un massimo annuale di 20 milioni di €/anno per beneficiario e computato su una base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo effettuate nel triennio 2012-2014. Nello specifico sono agevolabili costi sostenuti per personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università e enti di ricerca, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.

Per le imprese che invece intendono acquistare macchinari in chiave 4.0?

In quest’ottica sono previste dal “Piano nazionale 4,0” due misure molto interessanti: la misura “Sabatini 4.0” e l’Iperammortamento. La “Sabatini 4.0” consente di ottenere una riduzione del tasso di interesse del 3,575% su finanziamenti concessi da una banca o da un intermediario finanziario di durata non superiore a 5 anni e di importo compreso tra i 20.000€ e i 2.000.000€ per l’acquisto di beni 4.0. L’iperammortamento invece consente una supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0 acquistati o in leasing. Si applica agli investimenti effettuati nel corso del 2018, con la possibilità di completare l’investimento entro il 31 dicembre 2019 a condizione che entro il 31 dicembre 2018 sia avvenuto il pagamento di un acconto in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Il quadro nazionale è chiaro. A livello regionale invece esistono contributi a sostegno dell’innovazione tecnologica delle imprese lombarde?

La nostra struttura è molto attenta anche alle misure agevolative erogate dalle Regioni, dai Comuni e dalle Camere di Commercio. Da poco si è chiuso il bando “Storevolution” di Regione Lombardia che ha previsto un contributo fino a 20.000€ a sostegno dell’innovazione digitale dei negozi lombardi. In questo momento è attivo il bando “Export 4.0” sempre di Regione Lombardia. L’agevolazione è rivolta alle MPMI che intendono sviluppare la propria posizione sui mercati esteri attraverso l’apertura o il consolidamento di un canale commerciale online per l’export dei propri prodotti. Il contributo massimo è di 10.000€ a fronte del 70% delle spese ammissibili. Monitoriamo anche i bandi delle Camere di commercio lombarde. Ad esempio è aperto il bando della CCIAA di Milano, Monza Brianza e Lodi che eroga fino a 12.000€ per spese da sostenere in consulenza, formazione e per l’acquisto di tecnologie 4.0. Per le aziende bresciane è invece interessante il bando della Camera di Commercio di Brescia che ha stanziato un fondo di 250.000€ allo scopo di incentivare e promuovere la diffusione di tecnologie digitali rivolte all’e- commerce, alle tecnologie per la sicurezza per la prevenzione di atti criminosi nonché per la riduzione dei consumi energetici. Il contributo concedibile (massimo 2.500€ per ogni impresa) è pari al 50% dei costi sostenuti nel 2018.

Latte, prezzo in crescita. Martinoni: le aziende ne prendano atto

in Alimentare/Economia by
Latte, foto generica

“Ci sono buone notizie per il settore del latte e per gli allevatori italiani –  afferma Francesco Martinoni, presidente di Confagricoltura Brescia –grazie ad una serie di fattori interni e internazionali.   A conferma di questo basti pensare che il prezzo del Grana Padano (nove mesi) è salito nelle recenti contrattazioni sino a 6 euro e 60 centesimi, dopo aver toccato solo la scorsa primavera i 6,10 euro/kg. Questo grazie anche alle politiche del Consorzio che hanno favorito la crescita dell’export della nostra maggiore Dop casearia”.

Dopo un primo semestre difficile per il settore, a partire dalla scorsa l’estate il mercato sta ripartendo e la prospettiva del prossimo futuro è decisamente migliore: “Il latte spot supera la quotazione di  43 centesimi al chilo, riportandosi ai livelli di fine 2017 – continua il presidente Martinoni – e, anche a causa della straordinaria siccità in alcuni paesi del nord Europa, l’incremento produttivo europeo si è rallentato rispetto alle previsioni. Questo deve andare  a beneficio del prezzo del latte riconosciuto agli allevatori, come testimoniato dal trend positivo del valore medio europeo alla stalla”. Il contesto nazionale, con il segno più dei principali indicatori – con le quotazioni  delle produzioni nazionali tutte in crescita -, insieme all’andamento internazionale che vede un aumento dello sviluppo degli scambi, consentono dunque di tratteggiare un quadro a tinte più positive

Ci sono quindi – secondo Confagricoltura –  tutte le condizioni per affrontare positivamente la stagione del rinnovo dei contratti con le imprese lattiero-casearie. Il primo banco di prova è la trattativa in corso con uno dei più grandi player del settore, ovvero Lactalis, che attraverso Italatte controlla marchi storici come Galbani.  “Siamo in fase conclusiva nella contrattazione con questa grande impresa – ha evidenziato Francesco Martinoni – in cui contiamo di giungere ad un positivo accordo che veda riconosciuto un’equa remunerazione agli allevatori”. “Restiamo comunque consapevoli – conclude Martinoni –  della necessità di sviluppare strategie di più ampio respiro per la valorizzazione del latte italiano a partire dall’aggregazione di prodotto. Vanno inoltre ripresi alcuni temi centrali su cui sviluppare la politica settoriale: nuove regole per il rapporto con la Gdo, archiviando l’intollerabile meccanismo delle doppie aste; l’individuazione di nuovi sbocchi di mercato come l’industria dolciaria di eccellenza e, non ultimo, e il rafforzamento dell’export”.

A2A fa i conti: sono 266 i milioni distribuiti sul territorio

in A2A/Economia/Partecipate e controllate/Solidarietà by

E’ stato presentato ieri, dal Presidente del Gruppo A2A Giovanni Valotti e dall’Amministratore Delegato Valerio Camerano, alla presenza del Sindaco di Brescia, Emilio Del Bono e dell’Assessore all’Ambiente, Miriam Cominelli, il quarto Bilancio di Sostenibilità Brescia di A2A, il documento che rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo in questo territorio nel 2017. Per la prima volta il report è incentrato sul contributo che le attività di A2A hanno avuto sulla attuazione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. L’Agenda 2030 ha infatti rappresentato per il Gruppo il riferimento per definire la propria Politica di Sostenibilità al 2030 e il Piano di Sostenibilità 2018-2022, articolato in una serie di azioni e obiettivi concreti e misurabili.

L’attività di A2A si concretizza in una molteplicità di servizi, dalla produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica e gas al teleriscaldamento, dall’illuminazione pubblica al ciclo idrico integrato e l’igiene urbana. Inoltre vanno assumendo un’importanza crescente i servizi per la smart city, la mobilità elettrica e l’efficienza energetica.

La ricchezza distribuita dal Gruppo sul territorio bresciano ha raggiunto, nel 2017, 266 milioni di euro, di cui 42 milioni di euro per dividendi ad azionisti bresciani, 108 milioni di euro per il costo del lavoro e 109 milioni di euro per ordini a fornitori locali, per oltre l’80% piccole e micro imprese. Nelle sedi locali di A2A lavorano 1840 persone, 120 assunte nel corso dell’anno, di cui oltre la metà giovani sotto i 30 anni. In media sono state erogate 22 ore di formazione pro capite, buona parte dedicate al tema della sicurezza.  Sono migliorati, infatti, gli indici infortunistici: l’indice ponderato che misura la frequenza e la gravità degli infortuni è diminuito del 6% rispetto al 2016.

Nel 2017, A2A ha investito 77 milioni di euro nello sviluppo degli impianti e dei servizi a Brescia, in particolare per la Business Unit Ambiente (18 milioni di euro) e per la Business Unit Reti e Calore (56 milioni di euro). Tra i progetti più significativi, il completamento della nuova caldaia a gas della Centrale Lamarmora e il rinnovo della sala controllo e telegestione, e gli interventi di manutenzione ed efficientamento del Termoutilizzatore.

Focus anche sul ciclo idrico: sono stati investiti 29 milioni di euro e pianificati investimenti per ulteriori 236 milioni nel quinquennio 2018-2022. Tra questi la realizzazione, già avviata, del depuratore della Valtrompia a Concesio. Nel 2017 sono stati sostituiti 29 chilometri di rete acquedottistica con l’obiettivo di ridurre del 17% le perdite idriche lineari entro il 2022, ed è stato avviato il programma per installare 46mila contatori smart.

Raddoppiati gli investimenti in ottica smart city (1,5 milioni di euro). Nel 2017 sono state installate 8 paline smart alle fermate degli autobus ed è stato avviato il progetto per connettere con la fibra ottica 106 scuole della città.

Il 2017 ha visto anche il completamento degli interventi per realizzare nuovi impianti di illuminazione artistica a led in 37 siti architettonici, tra cui il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera.

Nel 2017 A2A ha promosso l’uso più consapevole dell’energia presso i clienti finali attraverso promozioni e nuovi servizi. In crescita (+32% rispetto 2016) la vendita di energia green che ha toccato i 267 gigawattora. Altrettanto successo hanno avuto presso i clienti di A2A Energia i pacchetti per l’efficienza energetica (Kit LED, Caldaia2a, Clima2a), e grazie ai kit led installati si eviterà l’emissione di 802 tonnellate di CO2 l’anno. In crescita anche la vendita del servizio di teleraffrescamento e l’uso delle infrastrutture di ricarica elettrica: la rete di e-moving ha erogato infatti complessivamente 7 mila ricariche di auto, corrispondenti a 440 mila km percorsi a zero emissioni.

In termini di contributo alla lotta al cambiamento climatico e al miglioramento della qualità dell’aria, rimane fondamentale il contributo del teleriscaldamento che, anche grazie al recupero di calore dalla acciaieria Ori Martin, ha evitato l’emissione di 52mila tonnellate di CO2 e di 35 tonnellate di NOx.

La sinergia con le istituzioni e le comunità locali ha contribuito alla crescita costante della raccolta differenziata, che ha raggiunto a fine anno il 67,7%, in città, e il 71,9% nei comuni serviti della provincia. Il 100% dei rifiuti urbani raccolti dalle società ambientali del Gruppo è stato recuperato come materia o energia. Dai rifiuti non riciclabili A2A ha prodotto energia pari al fabbisogno di elettricità di 200mila famiglie e calore per il riscaldamento di 60mila appartamenti. Il sistema energia-ambiente, nel suo complesso, ha evitato l’emissione di 488.000 tonnellate di CO2 grazie al minor utilizzo di combustibili fossili e al recupero dell’energia contenuta nei rifiuti non riciclabili.

Sempre più stretta è la collaborazione di del Gruppo con il mondo della scuola, con oltre 20mila studenti coinvolti in progetti di educazione ambientale (laboratori, prove educative, interventi in aula, alternanza scuola-lavoro). Grazie alla partnership di A2A con AmbienteParco, ottomila studenti hanno potuto fruire gratuitamente del percorso didattico sull’acqua e del nuovo laboratorio sul ciclo dei rifiuti allestito presso il Parco dell’Acqua.

Sul piano delle partnership territoriali, A2A ha erogato 2,9 milioni di euro restituiti al territorio   sponsorizzando eventi e contribuendo ad iniziative locali. Tra le iniziative sostenute da Fondazione ASM vi sono la riapertura della Pinacoteca Tosio Martinengo, la valorizzazione del Castello di Brescia, al fianco di Brescia Musei, e del Mo.CA.

Il Banco dell’Energia, sviluppato da una proposta emersa dal Forum Ascolto di Brescia del 2015, è diventato ormai una concreta realtà nella lotta contro le nuove povertà. I primi due milioni di euro raccolti, grazie anche al sostegno di Fondazione AEM e Fondazione ASM e al meccanismo di raddoppio delle donazioni da parte di Fondazione Cariplo, hanno consentito di supportare 15 progetti per 6000 persone. Tra questi, selezionati attraverso il bando “Doniamo Energia”, due progetti proposti da associazioni operanti sul territorio bresciano: l’Associazione Casa Betel 2000 Onlus e la Cooperativa Sociale Palazzolese.

Sul piano della responsabilità sociale, A2A Ciclo Idrico è stata la prima in Italia ad introdurre il bonus idrico, uno sconto in bolletta alle famiglie economicamente svantaggiate, anticipando di un anno l’obbligo fissato dall’ARERA. Nel 2017 sono state 3.603 le domande di adesione.

Manutenzione strade, ok dei soci alla nuova Centro Padane: Scuri presidente

in Economia/Eventi/Istituzioni/Provincia di Brescia by
Il presidente di Centro Padane Srl Fabrizio Scuri

Si è tenuta nel pomeriggio di oggi a Cremona la prima assemblea dei soci di Centro Padane Srl, la nuova società nata da una costola di Autostrade Centro Padane e controllata in maniera paritaria dalle Province di Brescia e Cremona.

Diversi – secondo quanto riferisce Brescia News facendo riferimento a una nota della società – i punti all’ordine del giorno dell’assemblea, convocata per le 15, a partire dall’approvazione delle modifiche statutarie necessarie per consentire che i due enti pubblici possano, secondo legge, esercitare sulla società un “controllo analogo” a quello esercitato sui propri servizi.

Poco prima dell’inizio dei lavori, i soci – rappresentati dal vicepresidente della Provincia di Brescia Andrea Ratti e dal presidente della Provincia di Cremona Davide Viola hanno sottoscritto davanti al notaio le quote sociali. Quindi, durante l’assemblea, hanno deliberato l’istituzione del Direttore generale, la nomina del revisore dei conti e la composizione del nuovo Cda.

Nel consiglio sono stati indicati per Cremona Andrea Daconto e Bruna Gozzi, mentre Brescia ha confermato la fiducia a Fabrizio Scuri, presidente uscente di Autostrade Centro Padane e regista dell’ambizioso progetto di ridefinizione della mission societaria. In virtù dei patti parasociali tra i due enti – nel rispetto delle prerogative del Cda, che si riunirà per la prima volta il 26 ottobre – sarà lui a presiedere la nuova società.

Infine l’assemblea ha approvato i contratti di servizio con le Province di Brescia e Cremona: Centro Padane Srl, lo ricordiamo, si occuperà – partendo dai territori degli enti soci – di gestione e pianificazione di opere stradali, gestione e pianificazione di edilizia pubblica, manutenzione straordinaria delle strade e progetti di smart road.

“Con il passaggio di oggi”, hanno sottolineato il presidente della Provincia di Cremona Davide Viola e il presidente della Provincia di Brescia Pier Luigi Mottinelli, concordi nelle parole come negli intenti, “si concretizza un percorso avviato ormai da anni, che – sopperendo parzialmente ai tagli di Roma – dà ai nostri enti e ai nostri territori nuove prospettive di sviluppo. Cremona e Brescia ripartono dalla nuova Centro Padane per offrire ai propri cittadini servizi migliori”.

“Per noi”, ha aggiunto Scuri, “si tratta di un risultato importante, che tutela il valore dei soci e il know how acquisito negli anni, trasformando la perdita della concessione autostradale in un’opportunità per i territori. Ma si tratta di un punto di partenza e non certo di arrivo. Il lavoro che ci aspetta è grande e la sfida non è da poco, visto che dobbiamo operare con le garanzie del pubblico e con i prezzi del mercato. Il mio primo compito”, ha concluso, “sarà quello di coinvolgere altre realtà e in particolare per prime quelle lombarde affinché si uniscano presto al progetto per fare economie di scala e ampliare i benefici per cittadini e azionisti”.

La gamification applicata al turismo per coinvolgere gli utenti

in Economia/Turismo by
Photo by wokandapix / CC0 Creative Commons

Da qualche tempo nei siti web dedicati al marketing sentiamo parlare di gamification. Termine inglese che tradotto in italiano diventa con molta meno enfasi ludicizzazione. A introdurre il termine, per la prima volta fu, nemmeno a dirlo, un game designer americano, tale Jesse Schell che usò la parola gamification nella Dice Conference di Las Vegas.

In quell’occasione Schell introdusse un concetto nuovo, ma non troppo, che prevedeva di applicare i meccanismi e le dinamiche interne di un videogame a settori diversi da quelli propriamente ludici. Sfruttare questi meccanismi interni significa offrire agli utenti e a potenziali clienti un coinvolgimento nuovo, più ricco ed emotivamente potente dell’esperienza dei contenuti.

Da qui in poi il percorso della gamification ha seguito territori prima inesplorati trovando applicazioni nella diffusione di contenuti culturali, nel marketing per nuove linee di prodotti, nel gaming stesso e naturalmente per valorizzare e promuovere l’esperienza turistica.

In quest’ultimo campo la gamification si dimostra uno strumento potente per generare customer engagement attraverso la creazione di percorsi ludici che ad esempio possono promuovere un territorio, una località o un museo.

Un esempio molto interessante a livello internazionale è quello dell’app per mobile Nexto che si propone come un’audioguida innovativa e rivoluzionaria. E in effetti con un’audioguida tradizionale Nexto ha ben poco a che vedere. L’applicazione propone contenuti informativi su varie località permettendo anche di visualizzare monumenti e aree archeologiche in tutto il loro antico splendore grazie a un sistema integrato di realtà aumentata. Nexto inoltre e qui sta il punto, offre percorsi videoludici per coinvolgere il turista. Vale a dire: cacce al tesoro per scovare oggetti appartenuti a personaggi famosi così come brevi videogame a cui partecipare.

È interessante notare come una simile applicazione sfrutti non solo un’innovazione partita dal gaming, come non ricordare il celebre Pokemon Go, ma anche un format come quello dei minigiochi che ha già trovato nel campo degli stessi videogame applicazioni alquanto curiose. Se conoscete titoli come GTA o Watch dogs  sapete che le meccaniche interne prevedono missioni, modalità multi-giocatore e tanti altri meccanismi per coinvolgere l’utente. Ecco allora che gli sviluppatori per rendere più gustose le loro opere hanno inserito al loro interno vari giochi di carte. In un titolo come The Witcher 3, avventura dark di ruolo troviamo il mini-game Gwent, che ha molto a che vedere con il più celebre gioco di carte Hearthstone.

Tutto questo ci serve per fare il punto sul tema di questo articolo. I videogame aiutano a veicolare molto meglio di barbose informazioni prive di fascino quei contenuti culturali e turistici che mancavano come dire di quell’appeal capace di renderli davvero fruibili per gli utenti. Perché non è forse vero che giocando si impara?

Photo by David Rodrigo / CC0 Creative Commons
Photo by David Rodrigo / CC0 Creative Commons

La conferma di quanto la gamification sia uno strumento valido per promuovere il turismo ci arriva addirittura da Dubai dove dal 2017 il Dipartimento del Turismo sta portando avanti il progetto Dubai Expert.

Si tratta di un gioco che si propone come obiettivo quello di formare gli operatori turistici che operano a Dubai e nel territorio del sultanato. In questa modo coloro che partecipano a questa forma di gamification potranno alla fine dell’esperienza ludica ottenere un certificato di expert. Questo è un riconoscimento importante per i tour operator, le guide turistiche e tutti coloro che operano a Dubai visto che la certificazione avrà un’ ufficialità che sulla carta si traduce in un maggior valore degli operatori rispetto alla concorrenza.

Nel nostro Paese un’esperienza molto interessante di gamification applicata al turismo e al settore viaggi è quella del portale Gente in viaggio. La singolarità del progetto sta nell’aver saputo integrare in maniera divertente e molto, molto coinvolgente i meccanismi della gamification con quelli dello storytelling. Perché a chi non piace raccontare le proprie esperienze di viaggio e se siamo spinti a farlo attraverso un gioco le cose si fanno ancora più divertenti. Basta registrarsi e riceviamo i nostri primi punti. Dopodiché proponiamo il nostro contenuto a tema viaggio e dopo essere stato valutato dalla redazione verrà pubblicato. A questo punto sta a noi scalare la classifica condividendo le nostre storie di viaggio.

Media ed editoria, nel bresciano le imprese sono un migliaio

in Economia/Tendenze by
Libri

Nel settore media, editoria, tv e video, sono 63 mila le imprese in Italia e 245 mila gli addetti. Per imprese, prime Roma con circa 6 mila e Milano con oltre 5 mila, ma anche Napoli e Torino con circa 3 mila, Bari, Firenze, Salerno, Bologna, Catania, Palermo, Genova con oltre mille.  La Lombardia è prima in Italia per numero di addetti, ne conta circa uno su quattro (51 mila). Roma e Milano hanno oltre 30 mila addetti. Milano, con 12 miliardi di fatturato nel settore, pesa quasi la metà sul totale nazionale di 28 miliardi. In Lombardia, dopo Milano ci sono Brescia, Bergamo e Monza con quasi mille imprese, Varese con oltre 700, Como con oltre 500. A Bergamo circa 5 mila gli addetti. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza  Lodi  su dati del registro imprese al secondo trimestre 2018 e Aida.

Milano, editori con quasi 2 mila imprese primo settore. Primi settori: attività editoriali con 1.819, stampa con 1.635, commercio al dettaglio di giornali e articoli di cartoleria in esercizi specializzati con 1.603, commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati con 218 operatori, attività di programmazione e trasmissione con 128, agenzie di stampa con 54, negozi di registrazioni musicali e video con 21.

 

L’economia bresciana rallenta, Sivieri (Api): segnali da non sottovalutare

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Tendenze by
Douglas Sivieri

Il terzo trimestre 2018 registra una contrazione congiunturale per ordini, fatturato e produzione rispetto al secondo trimestre. A osservarlo è il report congiunturale del Centro Studi Apindustria Brescia, realizzato attraverso un questionario rivolto a cento imprese associate. «I principali indicatori economici – sottolinea il report – segnalano una contrazione generale, che sembra dettare un punto di svolta rispetto al generale clima di crescita registrato nei mesi precedenti». Il 36% dei rispondenti parla di contrazione dei fatturati nel terzo trimestre (due terzi di questi con cali superiori al 9%) rispetto al trimestre precedente. Diminuisce in misura sensibile anche la percentuale di imprese che crescono, dal 64% al 45%. A pesare sarebbe soprattutto «una sentita instabilità a livello nazionale».

Stabili o in crescita continuano invece a essere i rapporti commerciali oltralpe. In crescita si confermano anche i costi di produzione. Sul fronte occupazionale, dopo un 2017 caratterizzata da una generale crescita, il 2018 registra variazioni più modeste: nel terzo trimestre la metà degli intervistati non segnala variazioni, un terzo rileva un lieve aumento, un 15% ha invece ridotto al forza lavoro. Nonostante il clima di apparente contrazione, nel terzo trimestre, le imprese non smettono di investire: se per la metà dei rispondenti questi sono stabili, per l’altra metà sono invece in crescita. A livello tendenziale, nel confronto con il 2017, i primi tre trimestri del 2018 presentano comunque nel complesso dati positivi per le imprese associate ad Apindustria. Le imprese presentano un fatturato in crescita nel 64% dei casi e stabile nel 10 per cento.

«Da mesi avvertivamo i segnali di un rallentamento – afferma Douglas Sivieri, Presidente di Apindustria Brescia -. La tendenza resta positiva, ma la congiuntura registra un freno da non sottovalutare. Anche nei periodi di crescita più convinta abbiamo registrato difficoltà per un gruppo di imprese. Adesso la platea che segnala rallentamento sembra stia aumentando, e questo in un contesto nel quale la domanda interna continua a essere debole e la situazione internazionale è un po’meno favorevole. Sono questi segnali da tenere presente e non trascurare».

Industrial reboot, via agli incontri di Talent Garden e Cdc

in Economia/Eventi/Innovazione by
Innovazione

Industrial Reboot 2018 è un progetto di Camera di Commercio Industria Artigianato e
Agricoltura di Brescia, sviluppato in collaborazione con Talent Garden e Gummy Industries.

Il 18 Ottobre, l’8 Novembre e il 28 Novembre nel salone ridotto della Camera di Commercio
di Brescia si terranno 3 incontri gratuiti, a numero chiuso, destinati agli imprenditori e al top
management delle aziende, durante i quali sono stati invitati a parlare con gli imprenditori e i
manager bresciani alcuni speaker di calibro internazionale, che sono riusciti a rinnovare
realtà industriali molto importanti.

L’edizione 2018 di Industrial Reboot vuole essere un’occasione di dialogo e ragionamento
su questa tematica, grazie all’intervento di speaker di calibro internazionale, che sono riusciti
a rinnovare realtà industriali molto importanti.

Gli incontri di Industrial Reboot 2018 si svolgeranno il 18 ottobre, l’8 novembre e il 28
novembre, dalle ore 18.00, con un’introduzione a cura del Dr. Massimo Ziletti, Segretario
Generale della Camera di Commercio, l’intervento dell’ospite del giorno, uno spazio per le
domande e, alle 19.30, un aperitivo e momento conviviale a conclusione della giornata.

1^ giornata, 18/10/2018 – Matteo Vignoli: “Come migliorare l’efficienza nelle
organizzazioni complesse grazie al design thinking”
Matteo Vignoli è ricercatore di ingegneria gestionale, Visiting Scholar a Standford
University e Ryerson University e fondatore del Challenge Based Innovation del
CERN.

2^ giornata, 08/11/2018 – Nicola Lazzari: “Re-inventing 3T – come innovarsi
continuamente e rafforzare la competitività riportando la produzione in Italia”
Nicola Lazzari, partendo dall’Executive Fast Track programme di Airbus, per poi
trascorrere diversi anni in Accenture, è oggi General Manager di 3T Cycling.

3^ giornata, 28/11/2018 – Vincenzo Manzoni: “Manufacturing Big Data Analytics: il
caso Tenaris”
Vincenzo Manzoni è PhD al Politecnico di Milano e visiting researcher al MIT.
2014 è capo dell’area Data Science di Tenaris.
Ulteriori informazioni, sono disponibili all’indirizzo https://industrialreboot.talentgarden.org/
Brescia 15.10.2018.

Agroalimentare, cresce l’impresa dell’autunno

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Tendenze by
Produzione delle mele, foto d'archivio

Crescono i settori dell’agroalimentare legati all’autunno, sia in Lombardia che in Italia. In cinque anni si registra il +11% a Milano, dove si contano 290 imprese, +5% in Lombardia con 4.261 attività e +10% in Italia con 152 mila attività. In un anno, invece, la crescita è del +2% in regione e +3% a livello nazionale. Emerge dai dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Coldiretti Lombardia a giugno 2018. Sono legate all’autunno attività quali la coltivazione di uva (2.991 imprese in regione, di cui 148 a Milano su 80 mila in Italia), mele (243 imprese su 8 mila nazionali), castagne, bacche: mirtilli, ribes, kiwi, cachi, melograno, nocciole (443 su 11 mila), olive (464 di cui 86 a Milano su 49 mila), produzione di olio (28 di cui 6 nel capoluogo su 3 mila) e di vino (92 di cui 16 milanesi su 1.845). Settori che contano 150 mila addetti in Italia, di cui 6 mila in Lombardia e circa 600 a Milano. Un imprenditore su dieci è giovane, sia in regione che in Italia.

Business da 1,4 miliardi all’anno in regione su 17 miliardi in Italia, con 650 milioni a Milano, circa 300 a Brescia, circa 100 a Bergamo, Pavia, Lecco. Prime in Italia Verona con circa 2 miliardi, Treviso e Firenze con oltre 1 miliardo.

Maggiore concentrazione in Italia a Bari, Trapani, Treviso, Foggia, Trento, Verona e Cuneo. Prima Bari con circa 10 mila imprese, +28% in cinque anni, seguita da Trapani con oltre 8 mila, Treviso con quasi 7 mila, + 16%, Foggia con 6 mila, +7%, Trento, Verona e Cuneo con 5 mila, +13%, + 16% e +24%.

Maggiore concentrazione in Lombardia a Pavia, Brescia, Sondrio, Bergamo. Prima Pavia con 1532 imprese, seconda Brescia con circa mille imprese, +15% in cinque anni, seguita da Sondrio con 480, + 14%, Bergamo con 355, +22%, Milano con 290, +11%.

Crescono di più in Italia Rovigo, Belluno, Verbania. Rovigo con 54 imprese, +8,00%,in un anno, +116,00% in cinque anni, Belluno con 71 imprese, +10,90% in un anno, +115,20% in cinque anni, Verbania con 34 imprese, +13,30% in un anno, + 112,50% in cinque anni, Ferrara con 309 imprese, +10,00%,in un anno, +,100,60% in cinque anni, Isernia con 46 imprese, +21,10% in un anno, +91,70% in cinque anni.

Tra i territori con oltre mille imprese, crescono Bolzano, Avellino, Caserta: Bolzano con 2.784 imprese, +10,50% in un anno, +73,80% in cinque anni,  Avellino con 2.195 imprese, +16,10% in un anno, +59,40% in cinque anni, Caserta con 1.347 imprese, +12,50% in un anno, +53,80%in cinque anni, Napoli con 1.454 imprese, +13,30% in un anno, +47,20% in cinque anni, Matera con 959 imprese, +5,70% in un anno +45,10% in cinque anni, Ravenna con 1.307 imprese, +4,10% in un anno, +31,20% in cinque anni, Bari con 9.630 imprese, +5,40% in un anno, +28,10% in cinque anni, Viterbo con 2.840 imprese, + 3,80% in un anno, +27,40% in cinque anni, Nuoro con 1.077 imprese, +5,40% in un anno, +24,40% in cinque anni,

Crescono di più in Lombardia Cremona, Varese, Como, Lecco, Mantova, Bergamo, Monza. Cremona con 24 imprese, +4,30% in un anno, +84,60% in cinque anni, Varese con 93 imprese, +10,70% in un anno, +78,80% in cinque anni, Como con 87 imprese, +7,40% in un anno, + 67,30% in cinque anni, Lecco con 62,imprese, +12,70% in un anno, +59,00% in cinque anni, Mantova con 264 imprese +8,60% in un anno, +32,70% in cinque anni, Bergamo con 355 imprese, +5,30% in un anno, +21,60% in cinque anni, Monza e Brianza con 51 imprese, +2,00% in un anno, +21,40% in cinque anni.

Più peso dei giovani a Avellino, Napoli, Caserta ma anche Torino e Imperia. Giovani più presenti ad Avellino (500 imprese su 2.195, 22,8%), Napoli (330, 1.454, 22,7%), Caserta (282, 1.347, 20,9%). Tra le prime anche Salerno (582, 3.751, 15,5%),  Torino (87, 583, 14,9%), Crotone  (241, 1.659, 14,5%),  (145, 1.007, 14,4%).

Più peso dei giovani in Lombardia a Varese, Sondrio, Como. Più giovani a Varese (18 su 93,19,4%), Sondrio (77, 480, 16,0%), Como (12,  87, 13,8%).

Smart economy, Brescia ai primi posti per prodotti di riciclo

in Economia/Tendenze by

Dall’hi-tech ai trasporti al riciclo dei rifiuti, sono tanti i prodotti dei settori smart che dalla Lombardia vanno nel mondo: un business da 15 miliardi di euro nel 2017, un quarto del totale italiano, +7% in un anno. Un terzo di questo export parte da Milano per un valore di quasi 5 miliardi di euro. Seguono Brescia e Bergamo con 2 miliardi circa, superano il miliardo anche Monza e Brianza, Lodi e Mantova. La crescita maggiore a Sondrio (+27,7%) e Pavia (+22,8%). Le prime destinazioni dell’export sono Germania con 2,2 miliardi (+1,1%), Spagna con 1,8 miliardi (+13,1%) e Francia con 1,3 miliardi. In forte aumento Cina (+19,6%) e Polonia (+14,8%).

Prime destinazioni per prodotto lombardo. Spagna (1,1 miliardi, +11,6%) e Svizzera (725 milioni, +13,3%) per computer ed elettronica ma in crescita anche la Cina (+12,6%). Per apparecchiature di cablaggio Germania (195 milioni circa) e Regno Unito (182 milioni), in aumento la Svizzera (+31,1%). Prodotti dello smaltimento e recupero dei rifiuti: prima Cina (157 milioni, +43,7%) seguita dalla Germania (117 milioni, + 26,2%), raddoppia la Turchia che passa da 6,5 a 13,5 milioni. Rep. Ceca (6 milioni) e Stati Uniti (3,3 milioni) per la produzione cinematografica, video e musicale. Germania in testa per autoveicoli (490 milioni, +4%), parti e accessori di auto (873 milioni, +5,5%) e mezzi di trasporto (116 milioni, +4%). In crescita in questi settori Svizzera (+34,3%) per auto, Francia (+14,9%) ma anche India (+8,9%) per parti e accessori di auto, Giappone (+50,2%) per mezzi di trasporto (biciclette, motoveicoli e altri). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat anni 2017 e 2016.

I prodotti lombardi smart più esportati sono quelli hi-tech. Per oltre 6 miliardi in un anno, +6,6%, seguono le parti e accessori per auto e le auto con quasi 3 miliardi ciascuna (+5,9% e +5,7%) e le apparecchiature di cablaggio con 1,5 miliardi, +3,6%.

Milano prima in Italia per hi-tech e apparecchiature per cablaggio. In computer ed elettronica supera infatti i 2,7 miliardi, +8,8% ed è seguita da Lodi (+9,8%) e Monza Brianza con un miliardo circa. Per cablaggio Milano raggiunge quasi i 730 milioni di export, tra le prime anche Bergamo quarta e Brescia nona. Bergamo è seconda nelle parti e accessori per auto e precede di poco Brescia (circa 900 milioni di euro entrambe). Brescia è prima per prodotti di riciclo con 228 milioni (+36,6%), vengono subito dopo Milano (218 milioni, +3,7%), Monza Brianza e Bergamo (oltre 90 milioni, rispettivamente +30% e +36%).

La classifica italiana dei settori smart. In testa Torino, prima con 9 miliardi grazie soprattutto agli autoveicoli, Milano con 5 miliardi e Chieti con 4 miliardi. Superano i 3 miliardi anche Modena e Potenza. Seguono Bologna (2,9 miliardi) Frosinone (+227%), Brescia e Bergamo, tutte con 2 miliardi circa. Tra le prime anche Monza e Brianza, Lodi e Mantova.

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