Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Moda, nel Bresciano le imprese del settore sono 3.700

in Abbigliamento/Economia/Tendenze by
Moda a Brescia

Moda a Milano: tra produzione, commercio e design sono oltre 13 mila le imprese attive nel settore e circa 100 mila gli addetti coinvolti per un giro d’affari di oltre 20 miliardi di euro, circa un quinto del fatturato italiano delle imprese della moda, che supera i cento miliardi, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, in una elaborazione Monza Brianza Lodi su dati registro imprese, Aida – Bureau van Dijk e Istat 2019 e 2018.

La moda in Italia conta 219 mila imprese e 833 mila addetti per un giro d’affari di oltre cento  miliardi all’anno. Nel design eccelle Milano con oltre 2 mila imprese seguita da Torino con 1.200 attività mentre nel commercio, tra ingrosso e dettaglio, nelle prime posizioni ci sono Napoli con circa 15 mila imprese e Roma con 11 mila. Milano, oltre ad essere prima per design, è al terzo posto in Italia per il commercio con 7 mila imprese e al quarto per il manifatturiero moda, con 4 mila imprese, dopo Prato e Firenze con 6 mila e Napoli con 5 mila.

Sono 33 mila le imprese attive nel settore della moda in Lombardia, di cui oltre 13 mila nella produzione moda, 16 mila nel commercio e quasi 5 mila nel design. Occupano circa 200 mila addetti per un business di oltre 35 miliardi di euro all’anno. Dopo Milano, che è prima con oltre 13 mila imprese, vengono Brescia (3.705), Bergamo (3.254) e Varese (3.168). Circa 2.500 le imprese, invece, a Como e Monza Brianza. Per addetti, dopo Milano,  vengono Bergamo con circa 20 mila, Brescia, Como e Varese con circa 15 mila e Monza Brianza con quasi 10 mila.

Sindacati, al via sabato la festa itinerante della Cgil di Brescia

in Cgil/Economia/Sindacati by

Al via l’iniziativa itinerante “Sindacato in Movimento”, la Festa Cgil di Brescia che torna quest’anno in una forma rinnovata e diffusa sul territorio, con cinque giornate in cinque diverse zone, nel solco del progetto “sindacato di strada”.

Al via sabato 7 settembre le cinque giornate di incontri, dibattiti, cibo e musica organizzate dalla Camera del Lavoro Territoriale di Brescia. La Cgil di Brescia ha deciso, quest’anno, di dislocare gli appuntamenti della sua annuale festa in varie zone del territorio bresciano, in città e in provincia. Una serie momenti di condivisione per ragionare, approfondire, condividere e dimostrare, scegliendo l’inedita modalità di una festa itinerante, che il nostro Sindacato è costantemente presente sul territorio.

Un Sindacato in movimento, quindi, che sappia tornare alle sue origini e che, su questa base, possa guardare al futuro. Questa è l’idea che ci ha spinti, quest’anno, a proporre una festa Cgil rinnovata e diffusa sul territorio, che possa contribuire a ricomporre le fratture che si sono create tra lavoro e società civile occupandosi di diversi temi caldi, punti di riferimento imprescindibili per affrontare le sfide che ci attendono in futuro.
Si parlerà di progresso sostenibile e di come le scelte della nuova economia debbano necessariamente tenere conto dell’impatto che avranno sull’ambiente, di nuove figure lavorative e di cosa si possa fare per estendere e garantire i diritti di tutti, di democrazia e rispetto delle istituzioni, di accoglienza e solidarietà e di un nuovo possibile modello sociale e sanitario che possa meglio rispondere alle esigenze del nostro Paese. Ad aiutarci in questa riflessione ci saranno numerosi ospiti. Una festa, un’occasione per incontrarsi, divertirsi, ma anche per ragionare e agire sul presente per costruire, insieme, il futuro che vorremmo.

Il primo appuntamento, previsto per sabato 7 settembre a Desenzano presso il parco di villa Brunati, si aprirà alle 18 con la campagna on the road della Filcams Cgil per la difesa dei diritti dei lavoratori stagionali del turismo. L’intera giornata, durante la quale verrà trattato il tema “Futuro è Ambiente”, allargherà lo sguardo verso il mondo dei più giovani.
Dopo il dibattito previsto per le 19 – introdotto da Flavio Squassina (Seg. Cgil di Brescia) e moderato da Valentino Rodolfi (Bresciaoggi) con i contributi di Guido Galperti (Vicepres. Provincia di Brescia) e Davide Sigurtà (architetto esperto in ambiente e beni culturali) –gli interventi di alcuni lavoratori del mondo del precariato e di una delegazione del movimento Fridays For Future di Brescia. A seguire, si ballerà sulle note di un DJ Set.

La seconda tappa della festa, ”Futuro è Lavoro”, durante la quale si parlerà di Lavoro e Sicurezza , si terrà a Brescia al parco La Rosa Blu di Via Milano. Alle 19 il sipario si alzerà con lo spettacolo “Sui Confini” con Ruggiero Flora e Claudia Ferretti. Alle 20.30, invece, si terrà il dibattito moderato da Massimiliano Del Barba (Corriere della sera) con gli interventi di Francesca Re David (Segr. Gen. Fiom Cgil Nazionale) e Sergio Albertini (Università degli studi di Brescia). A concludere l’appuntamento, intorno alle 22, l’omaggio a Fabrizio de André “Sulla Cattiva Strada”.

Sarà il Parco del Mella di Gardone Valtrompia il teatro per la terza giornata di festa, il 19 settembre, durante la quale il tema “Futuro è Antifascismo” verrà introdotto, alle 19, da “Memorie resistenti” – ricordo di Popi Sabatti e Lino Belleri, con la partecipazione di Marco Fenaroli (Comune di Brescia) e Erica Brignoli (Anpi Gardone VT) – al quale seguirà un reading a cura di Pietro Mazzoldi, Stefano Giustinelli e Maurizio Felicina. Il dibattito delle 20.30, poi, sarà introdotto da Silvia Spera (Seg. Gen. Cgil di Brescia) e sarà arricchito dagli interventi di Francesca Parmigiani (Anpi prov. Brescia) e Saverio Ferrari (Osservatorio democratico sulle nuove destre). Alle 21.30, la serata volgerà verso il termine con il grande concerto de i Luf.

Il quarto appuntamento, che sarà incentrato sulla tematica “Futuro è Cura”, si terrà invece il 20 settembre all’area Feste di Manerbio e si aprirà, alle 19, con la lettura “Ed io avrò cura di te…” a cura di Somebody Teatro della Diversità. Il dibattito, moderato da Osvaldo Viviani (Spi Cgil di Brescia) potrà contare sugli interventi di Elisabetta Donati (sociologa), Donatella Albini (delegata sanità del Comune di Brescia) e Giuseppe Belleri (medico di base). Il momento conclusivo della serata sarà accompagnato dalle note di un DJ Set.

La quinta e ultima serata di festa, a tema “Futuro è Accoglienza”, è prevista per il 22 settembre a Palazzolo sull’Oglio nella sede del circolo Arci “Base”. Il dibattito moderato da Anna Della Moretta (Giornale di Brescia), verrà introdotto da Angelo Andreoli (Seg. Cgil Brescia) e ospiterà gli interventi di Mario Morcone (Direttore Consiglio Italiano Rifugiati), Stefano Savoldi (Coop. Sociale Kemay), Gabriele Zanni (Sindaco di Palazzolo s/O) e Don Fabio Corazzina (parroco S. Maria Nascente). A conclusione del momento di dibattito, la presentazione del libro del rapper Tommy Kuty “Ci rido sopra. Crescere con la pelle nera nell’Italia di Salvini”), alla quale seguirà, intorno alle 22, il concerto del musicista.

Infine, si avvisa che, in caso di maltempo, sui canali social e sul sito della Camera del Lavoro di Brescia verranno prontamente fornite indicazioni sulle possibili variazioni che può subire il programma.

 

Le guide turistiche fanno impresa: in Lombardia sono 56

in Economia/Turismo by
Mappa turistica, foto generica da Pixabay

La guida turistica, per legge una professione regolamentata cui si accede attraverso un esame pubblico, tende oggi nel nuovo scenario turistico del nostro territorio ad evolversi in impresa, per iniziativa dei singoli operatori : in Lombardia sono 56 le attività di impresa, tra sedi e unità locali, su 1.050 in Italia, secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese 2019. Un settore, quello delle guide turistiche professioniste che si trasformano in imprenditori, che cresce del 14% in un anno e del 100% in cinque anni in Lombardia e del 8,8% e 42% in Italia. Imprese che hanno 69 addetti in Lombardia, di cui 33 a Milano su 1.509 in Italia.

Le province dove l’organizzazione di visite guidate si configura sempre più come attività d’impresa sono Roma (137 localizzazioni, +14% in cinque anni con 166 addetti), Napoli (80 imprese con 110 addetti) e Firenze (73, +161% in cinque anni con 148 addetti), seguite da Sassari (42 imprese, +36% con 68 addetti), Venezia (35, +75% con 125 addetti) e Palermo (33, +38% con 23 addetti). Milano ha 24 attività, +20% in un anno e +100% in cinque anni con 33 addetti. È forte la presenza femminile (58% delle imprese sia in Lombardia che in Italia) e gli imprenditori nati all’estero pesano 8% in regione e 13% a livello nazionale. Più giovani gli imprenditori in Lombardia, il 10% rispetto al 7% nazionale. Si tratta soprattutto di guide turistiche che aprono una ditta individuale, nel 67% dei casi in Lombardia e nel 72% in Italia. A Milano pesano di più le società rispetto alla media nazionale, le ditte sono il 48% del totale, come anche a Sassari (53%). A Firenze sono ditte individuali di guide turistiche che si mettono in proprio nel 93% dei casi.

Vendite a domicilio, Lombardia leader in Italia: il fatturato vale 249 milioni

in Economia/Tendenze by
Bussare, foto generica

La Lombardia guida la classifica delle regioni italiane nella vendita a domicilio: nel 2018 le aziende associate Univendita hanno realizzato nella regione un fatturato di 249 milioni 318mila euro, in crescita del 5,1% rispetto al 2017. La rilevazione del Centro Studi Univendita certifica che la Lombardia vale a livello nazionale il 15% delle vendite, che nel 2018 hanno raggiunto la cifra di 1 miliardo 662 milioni di euro.

Il Nord Ovest vale complessivamente il 25,2% del fatturato nazionale. In quest’area, dopo la Lombardia, seguono il Piemonte/Valle d’Aosta, con il 7,9% del fatturato, e la Liguria (2,3%). Nella classifica nazionale, sul secondo gradino del podio, dopo la Lombardia, c’è la Campania (176 milioni di euro di fatturato); al terzo posto il Veneto (161 milioni di euro) e al quarto il Lazio (131 milioni di euro). Nel complesso, Sud e Isole realizzano il 35,1% del fatturato (583 milioni di euro); seguono Nord Ovest (419 milioni di euro), Nord Est (370 milioni di euro) e Centro (289 milioni).

La classifica cambia se guardiamo al numero degli addetti alla vendita: nel 2018 in Lombardia hanno operato quasi 18mila venditori a domicilio,pari all’11,2% degli oltre 159mila addetti complessivi. La Lombardia si piazza dunque al terzo posto per numero di venditori, dopo la Campania (24.800 addetti) e la Sicilia (con 22.700 addetti). L’area del Sud e Isole è infatti quella dove nel 2018 si è concentrato il 50,7% dei venditori, pari a 80.700 addetti. Seguono il Nord Ovest con 30.100 addetti (il 18,9% del totale), il Nord Est e il Centro, entrambe aree che contano circa 24.200 addetti (il 15,2% del totale).

«Anche quest’anno si conferma il primato della Lombardia per quanto riguarda il fatturato realizzato dalle aziende della vendita a domicilio – dichiara Ciro Sinatra, presidente Univendita –. Le regioni meridionali sono invece quelle che guidano la classifica per quanto riguarda il numero di venditori: oltre la metà degli addetti delle aziende di Univendita opera nel Sud e Isole. In quest’area la vendita a domicilio rappresenta un’opportunità soprattutto per le donne, che rappresentano il 92,5% degli incaricati delle aziende Univendita a livello nazionale. Nelle regioni del Sud Italia, dove l’indice di occupazione femminile è più basso, le donne trovano nella vendita a domicilio una possibilità interessante per realizzarsi professionalmente, conciliando al contempo il lavoro con gli impegni familiari».

 

Trovare clienti in tutto il mondo nei processi di vendita “Business to Business”

in Economia/Evidenza/Innovazione by
Digital mondo, foto da ufficio stampa Innovation Club

Ogni processo di vendita sia “business to business” ha bisogno di strumenti e metodologie per generare nuovi clienti e fornire alla propria rete vendita contatti utili e profilati. Oggi è possibile realizzare questo partendo dai social network e dal web creando dei meccanismi di ingaggio e di segnalazione di un cliente potenziale. In particolare modo:

– Social influence: attraverso un sistema di ricerca per tematismi, parole chiave e hashtag è possibile individuare gli opinion maker/influencer (es. gli architetti) rilevanti e in target con i prodotti e le attività della vostra azienda (es. progetti contract);
– Facebook: la dinamica che il customer generator implementa su questo social è legata all’inoltro di annunci profilati per categorie di utenti e per audience affini da cui scaturisce anche grazie a un retargeting sul web continuativo il contatto commerciale;
– LinkedIn: lavorando in questo social network è possibile integrare delle funzionalità messe a disposizione dai suoi strumenti nativi generando un numero massivo di visite call-back ad impresa in modo gratuito;
– Retargeting Web e Mobile: grazie alla collaborazione con il partner Criteo, leader di mercato a livello mondiale, è possibile impostare campagne web con “banner personalizzati” senza generare costi per impression (= branding gratuito), ma solo per clic, in modo da estendere nel tempo la “superficie di contatto” di chi ha mostrato interesse nei prodotti e servizi della vostra azienda;
– Inbound Marketing: l’inbound si concentra sulla creazione e distribuzione di contenuti educativi che possono essere d’interesse al potenziale cliente tanto da attirarlo nel proprio sito web ed identificarlo in modo preciso.

Tutte queste dinamiche possono essere governati attraverso ad un sistema di Customer Generator digitale che permette:

– Costruire il proprio Customer Journey sottoforma di workflow permettendo di destinare il messaggio corretto al proprio interlocutore a seconda della fase (ingaggio, considerazione, vendita, post vendita) della relazione;
– Importare i dati anagrafici e preferenziali e classificare il contatto con nella categoria (Buyer Personas) più corretta;
– Importare i contatti per avere una completa visione dei prospect e dei clienti della vostra azienda;
– Gestire l’opportunità attribuita ad ogni contatto con tutti i dati sullo stato dal primo contatto fino alla gestione di un’offerta;
– Realizzare un sistema collaborazione/ informazione per la forza vendita senza limitazioni di utenze;
– Integrare i più diffusi sistemi gestionali ERP e CRM.

Volete trasformare in modo automatico i contatti social della vostra azienda in prospect ?
Volete gestire i vostri contenuti commerciali in modo personalizzato e consequenziale in modo che il processo di vendita si incanalato prima del primo incontro ?
Volete popolare il vostro CRM di prospect rendendolo per questo uno strumento finalmente utilizzato dalla vostra forza vendita ?

Segui Innovation Club: www.innovationclub.it

Ritinteggiare casa, dai colori primari alla gamma dei colori Ral: cosa bisogna sapere

in Economia/Edilizia/Partner 2 by
La scelta dei colori nelle pareti di casa, foto da Antonio Liso

Quando si decide di ritinteggiare le pareti di casa la domanda d’obbligo da porsi e da porre al professionista che effettua i lavori è quella su quale colore da applicare. Ma la risposta può essere molto più articolata di quanto pensiamo. Ecco perché abbiamo deciso di mettere on line questa brevissima guida sui colori in collaborazione con l’amico Antonio Liso, specialista milanese in tinteggiature e stucco veneziano.

La prima questione da affrontare, nel parlare di colori, è quella relativa ai cosiddetti colori primari. Partiamo dunque dalle basi.

COLORI PRIMARI, QUALI SONO?

I colori primari sono quelli che non nascono dalla combinazione di altri colori, ma – mescolandosi tra loro in diverse proporzioni – concorrono alla formazione della gamma cromatica di tutti i colori. In questa definizione, va precisato, rientrano soltanto tre colori: il giallo, il rosso (nella tonalità magenta) e il blu (nella tonalità ciano). A questi tre, poi, qualcuno aggiunge il nero. Per trovare un’applicazione concreta di tale regola non è necessario iniziare lunghe ricerche sul web: basta guardare le cartucce della propria stampante a colori, che rispondono perfettamente a questa logica. In gergo tecnico la gamma dei colori primari viene indicata con la sigla CMY (ciano, magenta, yellow) a cui viene aggiunta una K, per il nero.

COLORI SECONDIARI, TERZIARI COMPLEMENTARI

Tutti gli altri colori che conosciamo vengono derivati dai primari. All’interno di questa categoria, però, possono essere distinti anche colori secondari e terziari. I primi sono quelli che nascono dalla miscelazione in parti identiche di due o più colori primari. Si tratta dunque dell’arancione (rosso + giallo), del viola (rosso + blu), del verde (blu + giallo) e del marrone (giallo + rosso + blu). Tutti gli altri colori che nascono da combinazioni dei primari in proporzioni diverse, sono invece definiti terziari e rappresentano sostanzialmente una variazione di tonalità dei colori principali. Mentre i colori complementari sono quelli ottenuti mescolando due colori primari con uno dei secondari: il viola è un colore complementare del giallo, il verde del rosso e l’arancio del blu.

La gamma dei colori, foto da Antonio Liso
La gamma dei colori, foto da Antonio Liso

L’APPLICAZIONE CONCRETA SULLE PARETI DI CASA

Questa teoria trova applicazione nella scelta dei colori di casa. I colori industriali vengono classificati secondo un metodo standard chiamato Ral, con un codice numerico identificativo per ogni tonalità. Ma si tratta di una misura teorica, che potrebbe subire variazioni di tonalità anche significative nell’applicazione concreta su una parete o su altri tipi di superficie.

“Per aiutare il cliente e il professionista nella scelta – spiega Antonio Liso – i colori vengono anche applicati su campioni cartacei, più rispondenti all’effetto finale. C’è poi la possibilità di scegliere tra diversi stili visivi: il classico, il design, l’effect e il plastics. La tecnologia, inoltre, permette oggi ai professionisti del settore di replicare esattamente la stessa tonalità di un colore a partire da qualsiasi campione (un pezzo di stoffa, un colore precedente etc): un’opportunità non da poco – conclude – nel caso si voglia intervenire su situazioni già esistenti per piccole sistemazioni o lavori di complemento”.

Infine, nell’applicazione concreta dei colori, sono da tenere in considerazione due elementi base: il buon senso e il gusto personale. Non esistono regole codificate al riguardo. Ma ovviamente i colori delle pareti vannoabbinati ai mobili, al materiale delle stessse, al tipo di stanza (alcuni colori vanno meglio per la camera o per il salotto), alle esigenze di chi la utilizza e via dicendo.

Servizi alla persona, un business che dà lavoro a 80mila bresciani

in Economia/Tendenze by
Parrucchiere, foto generica da Pixabay

Cresce il settore dei servizi alla persona in Italia e Lombardia, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del registro imprese 2019, 2018 e 2014, per un business che in regione supera i 27 miliardi di euro su oltre 100 a livello nazionale. Tra il 2018 e il 2019 le imprese attive passano da 794 mila a 804 mila a livello nazionale e da 125 mila a 126 mila in regione, +1%. In cinque anni crescono del 7% in Lombardia e dell’8% in Italia. Le imprese lombarde del settore sono quasi una su sei del totale italiano e hanno circa 660 mila addetti, +18% in cinque anni su 3,4 milioni in Italia, +16%, circa uno su cinque.

Nei servizi considerati ci sono i servizi estetici, i trasporti e le riparazioni nei servizi alla persona, ma c’è anche l’assistenza sociale e sanitaria, l’istruzione e l’intrattenimento.

I settori. Al primo posto in Lombardia la ristorazione, con 51 mila imprese su 336 mila in Italia, poi parrucchieri ed estetisti con oltre 20 mila attività su oltre 140 mila in Italia, trasporto passeggeri su strada con 8 mila imprese su circa 34 mila in Italia. Ci sono anche 5 mila attività che si occupano di riparazione su 30 mila in Italia e altrettante di istruzione.

Il settore dei servizi alla persona in Lombardia. Milano è prima con oltre 47 mila imprese, 295 mila addetti e un giro d’affari annuo da 17 miliardi. Crescono dell’11% le imprese in cinque anni e del 21% gli addetti. Vengono poi Brescia con circa 17 mila imprese e 80 mila addetti, Bergamo con quasi 13 mila imprese e 66 mila addetti. Varese è quarta con 10 mila imprese circa e 45 mila addetti. Monza e Brianza ha quasi 9 mila imprese che danno lavoro a 35 mila addetti per un business di oltre 1 miliardo di euro mentre sono 2.300 le imprese del settore a Lodi con circa 10 mila addetti e ricavi da circa 300 milioni.

In Italia per provincia. Prima Roma con oltre 73 mila imprese (+2% in un anno e +13% in cinque), poi Milano con 47 mila (+11% in cinque anni), Napoli con 37 mila (+12%), Torino con 30 mila (+4%) e Bari con 18 mila (+10%). Per addetti, prima Milano con Roma, con oltre 290 mila, Napoli con 125 mila, Torino con 118 mila, Salerno con 80 mila, +14% in cinque anni e Brescia con 77 mila.

Milano città ha 27 mila imprese, in crescita del 13% in cinque anni con una crescita media annuale del 2% negli ultimi cinque anni e un picco di crescita tra il 2015 e il 2016 con +3%. Sono 219 mila gli addetti.

 

Blockchain: quali ambiti applicativi si stanno affermando in Italia?

in Economia/Innovazione/Partner 2/Tendenze by
Blockchain

La blockchain oggi è una tecnologia di frontiera così come lo era Internet a metà degli anni ’90 ma il suo impatto sul business, sulla produzione industriale e sulla società potrebbe essere addirittura maggiore. Vediamo in questo articolo alcuni motivi.

La tecnologia

Una blockchain è un registro digitale aperto e distribuito, in grado di memorizzare record di dati (solitamente, denominati “transazioni”) in modo sicuro, verificabile e permanente. Una volta scritti, i dati in un blocco non possono essere retroattivamente alterati senza che vengano modificati tutti i blocchi successivi ad esso e ciò, per la natura del protocollo e dello schema di validazione, necessiterebbe del consenso della maggioranza della rete. La blockchain è quindi rappresentabile come una lista, in continua crescita, di blocchi collegati tra loro e resi sicuri mediante l’uso della crittografia. Ad un blocco possono essere associate una o più transazioni e ogni blocco, inoltre, contiene un puntatore hash al blocco precedente e una marca temporale.

La natura distribuita e il modello cooperativo rendono robusto e sicuro il processo di validazione, ma presentano tempi non trascurabili, dovuti in gran parte al processo di validazione dei blocchi e alla sincronizzazione delle rete. L’autenticazione avviene tramite collaborazione di massa ed è alimentata da interessi collettivi. L’utilizzo di questa tecnologia consente anche di superare il problema dell’infinita riproducibilità di un bene digitale e della doppia spesa, senza l’utilizzo di un server centrale o di un’autorità.

Smart Contract

Gli smart contract basati sulla blockchain sono contratti che possono essere stipulati e imposti senza la necessita di un’interazione umana. L’FMI crede che la blockchain potrebbe ridurre il rischio morale e ottimizzare l’uso dei contratti in generale ma, momentaneamente, a causa della mancanza d’uso, il loro status non è ancora chiaro. Alcune implementazioni della blockchain potrebbero consentire la codifica di contratti che verranno eseguiti quando sono soddisfatte determinate condizioni. Uno smart contract sarebbe attivato da istruzioni di programmazione estensibili che definiscono ed eseguono un accordo. 

Applicazioni

La tecnologia blockchain ha un grande potenziale per trasformare i modelli operativi aziendali nel lungo periodo. La blockchain è più una tecnologia di base, con la potenzialità di poter creare nuove tecnologie e nuove basi per l’economia globale e i sistemi sociali, piuttosto che una tecnologia distruttiva che attacca il tradizionale modello di business. L’uso della blockchain promette di portare significativi miglioramenti alle catene di fornitura globali, alle transazioni finanziarie, ai beni contabili e ai social network distribuiti. Questa nuova tecnologia può essere integrata in diverse aree e i suoi protocolli facilitano alle aziende l’uso di nuovi metodi per processare e gestire le transazioni digitali. La blockchain può essere utilizzata come strumento per certificare la data certa di un documento e il suo non aver subito alcuna variazione. Questa applicazione della catena a blocchi, ottenuta inserendo l’hash dei documenti che si vogliono certificare, è detta “notarizzazione”. Un esempio di tale utilizzo è la notarizzazione dei movimenti dei camion che trasportano la terra di un cantiere per garantire il rispetto dei vincoli e delle norme ambientali.

Esperienze 

Questi sono i principali trend di utilizzo della blockchain in Italia che impatteranno su moltissimi settori sia nell’ambito dei servizi che nella produzione manifatturiera:

1. E-Commerce: la realizzazione di dinamiche di e-commerce B2B attraverso un sistema certificato in grado di determinare l’autenticità delle fatture emesse attraverso la notarizzazione dei documenti;

2. Sviluppo di programmi di fedeltà basati sul “coin”:
invece che raccogliere punti è possibile generare un coin digitale che può essere utilizzato come strumento di pagamento in determinati circuiti;

3. Internet of Things: gli oggetti utilizzano la blockchain per gestire l’autenticazione e l’integrità della comunicazione tra loro al fine di rendere l’utilizzo di un network IoT sicuro e affidabile;

4. Sviluppo di servizi basati su smart contract: nel mondo assicurativo il trend è la realizzazione di polizze istantanee e temporanee per proteggere un’attività sportiva o un viaggio. Questo servizio si può basare sulla stipula di un contratto intelligente basato su blockchain;

5. Servizi Peer-2-Peer: le applicazioni blockchain facilitano l’interscambio peer-2-peer ad esempio di energia perché a basso costo ogni persona può fornire le garanzie necessarie di qualità;

6. Sviluppo di servizi dedicati alla persona: attraverso l’autenticazione dei dati personali via blockchain è possibile velocizzare lo sviluppo di servizi dedicati alla persona come ad esempio quelli legati al mondo healthcare o in quello della pubblica amministrazione;

7. Sviluppo di un nuovo prodotto:
si può costruire dei titoli di proprietà attraverso blockchain di una parte o una composizione di prodotti fisici garantiti da un titolo di proprietà sotto forma di Smart Contract. Questo può avvenire per un impianto che viene ripartito tra più proprietari privati, per un’opera d’arte o per il cartellino di uno sportivo.

Innovation Club ha raggruppato una serie di professionisti che hanno sviluppato in Italia ed all’Estero significative esperienze sia prototipali che applicative su tecnologia blockchain. Per maggiori informazioni: info@innovationclub.it

Ambiente, nel Bresciano le startup innovative sono 40

in Ambiente/Aziende/Economia/Startup by
Ecologia e ambiente, foto generica da Pixabay

Ambiente, i settori green puntano su tecnologia e innovazione. Sono quasi 2 mila in Italia e 333 in Lombardia le startup innovative nei settori green, una startup innovativa su sei è dedicata a temi ambientali. Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle startup innovative, l’elenco nazionale a questo link http://startup.registroimprese.it/isin/search?2. Su un totale di 10 mila startup innovative in tutti i settori in Italia, +11% in un anno, di cui quasi 3 mila concentrate in Lombardia, +17%. Milano prima con 172 startup innovative nell’ambiente, seguita da Roma con 132, Napoli con 75, Torino, Bologna, Trento, Bergamo tutte con circa 50. Tra le lombarde circa 40 a  Brescia.

Startup. Innovatori nell’ambiente, uno su dieci è giovane sia in Italia che in Lombardia, il 35% in Italia  sono laureati (a Milano il 35%, a Bergamo quasi il 40%), le donne pesano l’11% e il 7,5% in Lombardia per il dato di Milano che si ferma al 6%, la metà ha una forte propensione alla ricerca e il 55% a Milano, il 6% ha un maggiore numero di addetti, diventa il 7% in Lombardia e l’11% a Milano.

Primo settore la ricerca nei settori del green e del risparmio energetico, con 1060 imprese in Italia, di cui 120 sa Milano, 90 a Roma, 56 a Napoli, 32 a Torino, 28 a Brescia. Tra i principali settori le certificazioni, i collaudi e controlli, con 162  startup innovative in Italia di cui 18 a Milano, la consulenza agraria con 145, la fabbricazione di pile e elettrodomestici con 104 di cui 11 a Milano, la fornitura di energia, gas e acqua con 93.

 

 

Brescia, il mercato del pesce esporta 12 milioni di euro all’anno

in Alimentare/Economia/Tendenze by
Pesci, foto generica da Pixabay

Il commercio estero di pesce conservato e lavorato vale per la Lombardia 1,3 miliardi in un anno, +6% nel 2018. Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat.
La Lombardia è leader in Italia con un quarto dell’interscambio totale che è di 5 miliardi, +3%. In particolare, l’export lombardo nel 2018 ha raggiunto i 188 milioni di euro, +8%. Il pesce lavorato e conservato parte soprattutto da Como prima in Italia con 155 milioni (+9%): concentra infatti l’80% dell’export regionale, un terzo circa di quello nazionale e precede Venezia, Rimini e Rovigo. In Lombardia bene anche Brescia (12 milioni +10%), Milano (6 milioni +33%). I principali Paesi di destinazione del pesce lombardo sono Germania (13% del totale), Grecia (9%) e Svizzera (7%). Nell’import invece è Milano a primeggiare con 694 milioni (+15%), seguita da Venezia, Roma e Napoli a livello nazionale e da Como (135 milioni, +16%), Lodi e Varese in regione. Ma da dove arriva il pesce lavorato in Lombardia? Soprattutto da Spagna (30% del totale, +12%). Seguono l’Ecuador (8%, +8%), Paesi Bassi e Francia (5%). In crescita Sri Lanka (+82%), Indonesia e Argentina, +60% circa.

Le imprese del settore ittico sono 31 mila in Italia (+0,3%) e 1.683 in Lombardia (+2%). Prima a livello nazionale è Napoli con 2.350 attività, seguita da Rovigo con 2.085, Ferrara con 1.780 e Roma con 1.806. Il settore prevalente in Italia è quello della pesca con circa 12 mila imprese, seguito dal commercio all’ingrosso, con 8 mila. In Lombardia invece si tratta soprattutto di commercianti all’ingrosso, oltre mille, seguono la vendita al dettaglio ambulante (250), i negozi al dettaglio di pesce e le attività di pesca e acquacultura (circa 200). Il maggior numero di imprese a Milano (778, +3%), Brescia (230), Varese e Bergamo (oltre 100). Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese 2018 e 2019.

Go to Top
Vai alla barra degli strumenti