Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Edilizia

Edilizia, siglato protocollo tra Provincia e operatori del settore

in Economia/Edilizia/Istituzioni/Partner 2/Provincia di Brescia by

La Provincia di Brescia è dotata di un proprio Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, oltre che di un Protocollo di Legalità da utilizzare nelle procedure di affidamento dei Contratti Pubblici, essendo Stazione Unica Appaltante e Centrale Unica di Committenza di Area Vasta.

Tra le verifiche previste in attuazione al Codice dei contratti pubblici ci sono la regolarità contributiva degli Operatori Economici, oltre che la congruità delle offerte in riferimento al costo della manodopera.

La Provincia, ACB, che supporta, assiste e coordina l’attività degli Enti Locali del territorio, il Collegio dei Costruttori Edili, che ha per scopo la tutela degli interessi professionali dei costruttori e degli imprenditori edili e le parti sociali dell’Edilizia, FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, che promuovono e sollecitano a tutti i livelli riforme che possano migliorare le condizioni dei lavoratori, hanno condiviso la comune volontà di contribuire, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, al rafforzamento della legalità in questo settore, a partire dalla regolarità contributiva e assicurativa all’interno dei luoghi di lavoro e nei cantieri edili, al fine di favorire una corretta dinamica concorrenziale tra i soggetti economici.

“Attraverso questo Protocollo d’Intesa – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – avremo la possibilità di confrontarci nell’ambito dei Contratti Pubblici per quanto concerne regolarità contributiva e congruità del costo del lavoro, daremo vita a iniziative di formazione e di aggiornamento che coinvolgeranno anche i Comuni del territorio”.

A tale scopo, al fine di attivare e programmare queste iniziative e di monitorare gli interventi, è stato istituito un Gruppo tecnico di lavoro, formato da rappresentanti delle parti coinvolte, che si riunirà in Provincia.

I risultati dell’attività svolta in attuazione al Protocollo d’Intesa faranno parte dell’aggiornamento del Piano provinciale Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.

Case: a Brescia vendite ancora ferme, ma affitti in crescita

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Il settore degli affitti in Lombardia ha ripreso vigore in modo molto più rapido rispetto a quello delle compravendite e lo dimostra l’andamento dei due settori del mattone. Secondo l’ultimo Osservatorio di Immobiliare.it sul mercato residenziale in regione, nel corso del 2017 i canoni di locazione richiesti sono aumentati del 2,5% rispetto al 2016, mentre i prezzi degli immobili in vendita hanno mantenuto un trend al ribasso perdendo l’1,5%.

Se per i canoni di locazione Milano, da diverso tempo, ha sempre offerto prezzi maggiori rispetto a quelli della Capitale, nell’ultimo anno il capoluogo meneghino ha sorpassato Roma anche per i valori degli immobili in vendita. Milano, durante tutto il 2017, ha visto crescere dello 0,6% i prezzi richiesti per gli acquisti immobiliari, pari in media a 3.236 euro al metro quadro; Roma, di contro, è ancora in sofferenza e qui i valori hanno perso il 2,9% su base annua, fermandosi a una media di 3.231 euro/mq.

Analizzando l’andamento dei prezzi richiesti per gli acquisti di immobili residenziali nelle città capoluogo di provincia, le uniche che, con Milano, hanno registrato valori stabili o leggermente in ripresa sono Como e Lodi. In tutte le altre si registrano ancora prezzi in calo.

Le oscillazioni dei canoni nel corso del 2017 sono state positive in quasi tutte le città della regione, a eccezion fatta di Como, Cremona e Mantova, dove comunque non hanno neppure raggiunto l’1% in negativo. Brescia, invece, nelle vendite ha registrato un meno 1,6 per cento negli ultimi 12 mesi, con una media di 1669 euro al metro quadrato. Mentre per gli immobili in affitto si viaggia sui 7.65 euro al metro con una variazione dell’1,5 per cento.

Importante operazione nel mercato Npl per la bresciana Sei Consulting

in Aziende/Economia/Edilizia/Evidenza/Finanza/Sei consulting by

Nel complicato mercato dei crediti NPL (crediti bancari non performing) collegati agli immobili protagonista anche la bresciana SEI Consulting, con l’operazione conclusasi nel mese di dicembre 2017 attraverso la quale il Gruppo Zunino ha ceduto a Castello s.g.r. due immobili di grande prestigio situati nel quadrilatero della moda milanese (più precisamente in via Bagutta e in via Bigli), completando in tal modo il risanamento delle proprie società.

Nella operazione – durata più di un anno – il Gruppo Zunino è stato assistito in qualità di advisor finanziario da SEI Consulting che ha operato attraverso un team coordinato dai partner Alberto Mazzoleni e Marco Cavagnini coadiuvati da Daniele Pedruzzi.

L’operazione – avente ad oggetto due immobili di grande prestigio ceduti per un valore complessivo di 128,5 milioni di euro a Castello s.g.r. intervenuta in qualità di società di gestione del risparmio del Fondo di Investimento Alternativo Immobiliare denominato “Fondo Italian Opportunities Fund I” – va collocato nel pur complicato ma sempre più frizzante mercato italiano dei crediti non performing, aventi come sottostante asset di natura immobiliare. Un mercato che offre importanti opportunità per gli investitori, anche esteri. Nell’operazione Zunino il fondo è riconducibile ad investitori americani.

“Il mercato degli NPL presenta grandi opportunità che ad oggi sono state colte soprattutto dagli investitori speculativi, in larga parte non italiani, che, approfittando dello stato di “bisogno” del sistema bancario, hanno negli ultimi due anni chiuso numerose operazioni, valorizzando asset che le banche (titolari del credito garantito dagli immobili o degli immobili stessi) non erano in grado di gestire” dichiara Mazzoleni. “Le banche, anche quelle di dimensioni medie o piccole, dovrebbero avere un approccio più costruttivo sul tema strutturando internamente o facendo accordi con soggetti esterni specializzati in modo da “catturare”, almeno in parte, i plusvalori latenti che gli operatori specializzati sono in grado di generare dai crediti NPL”. (fonte BsNews.it)

Case all’asta, triste primato: Brescia è quarta in Italia

in Economia/Edilizia/Evidenza/Tendenze by

Le case all’asta nel Bresciano sono in calo. E non è una cattiva notizia. In Italia, infatti, – secondo i dati diffusi dal Centro Studi Sogea – le procedure relative al residenziale sono calate del 14 per cento in sei mesi (19.650 contro 22.969). Il ribasso si è concentrato soprattutto al Nord, dove si è passati da 8.817 a 6.558 procedure, con un sonoro meno 26 per cento, ma ci sono zone come il Veneto che fanno eccezione.

Per quanto riguarda le province, invece, Brescia è quarta in Italia con 932 procedure esecutive (contro le mille del semestre precedente) e con una netta preponderanza di immobili senza particolare pregio, cioè con un valore inferiore ai 100mila euro (ben 610, il 65 per cento). Mentre soltanto dieci hanno un valore tra 400 e 500mila, 25 valgono da mezzo milione a un milione di euro e 2 più di un milione. Davanti, in questa triste classifica, ci sono solo Roma, Napoli e Palermo.

Italcementi presenta la nuova sala centralizzata

in Ambiente/Città e Hinterland/Economia/Edilizia/Zone by
L'Italcementi

Una sala centralizzata, tra le più moderne d’Europa, con un sistema di controllo, il primo al mondo in una cementeria, che utilizza la tecnologia di comunicazione Profinet (Process Field Net),  un protocollo industriale che mette in collegamento tutti gli strumenti di rilevazione e i reparti (sensori, sistemi, unità di produzione) attraverso una rete di comunicazione di alto livello ideale per lo sviluppo futuro in termini di Big Data e Industry 4.0.

L’intervento, presentato ieri da Italcementi durante un incontro con i media, va a completare il totale rinnovamento dell’impianto, che ha fatto di Rezzato – Mazzano una delle cementeria più avanzate al mondo.

I numeri della sala centralizzata: §  10.000 segnali digitali §   1.000 misure di processo (i sensori che misurano i dati di processo quali pressione, temperatura, portate, livelli, etc.) §  100 armadi di controllo §  250 km di cavi §  15 km di fibre ottiche §  40 monitor

Il revamping: eccellenti performance ambientali

La “nuova” cementeria di Rezzato-Mazzano ha compiuto tre anni lo scorso novembre, con un intervento di oltre 150 milioni di euro, che ha reso l’impianto sempre più efficiente e sostenibile. Grazie al revamping, su entrambe le linee produttive (cemento tradizionale e cemento bianco), le prestazioni ambientali dell’impianto sono migliorate di oltre il 79% e l’emissione complessiva delle polveri si è ridotta del 95%. A verificare e confermare i dati delle prestazioni ambientali della cementeria è la Commissione Tecnico Scientifica istituita in occasione del revamping e incaricata di monitorare il raggiungimento degli obiettivi in termini di riduzione delle emissioni.  I dati sono forniti da analizzatori certificati e le misure sono condotte da laboratori accreditati.

La cementeria di Rezzato- Mazzano

La cementeria di Rezzato-Mazzano, realizzata nel 1964, ha sempre rappresenta  un sito strategico del dispositivo industriale di Italcementi. Nel 1998 l’impianto ottiene la certificazione di qualità ISO 9001, nel 2001 viene installato il monitoraggio in continuo dei forni e nel 2004 la cementeria ottiene anche la certificazione ambientale ISO 14001. Nel 2012 sono iniziati i lavori di ammodernamento e nell’ottobre 2014 viene avviato il nuovo forno.  Il sito produttivo di Rezzato-Mazzano oggi dà lavoro complessivamente a circa 130 persone, alle quali si aggiungono altre 250 persone impegnate nelle attività dell’indotto. La cementeria produce 9 tipi di cementi e ha una capacità produttiva annuale di 1 milione e duecento tonnellate di cemento.

Lo Smart Living – Soluzioni per una vita migliore | INNOVATION CLUB

in Economia/Edilizia/Innovation club/Innovazione/Partner 2/Rubriche by
Smart Living Brescia

a cura di Innovation Club – La domotica, dall’unione della parola domus, che in latino significa “casa”, e del suffisso greco ticos, che indica le discipline di applicazione, è la scienza interdisciplinare che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita nella casa e più in generale negli ambienti antropizzati. Questa area fortemente interdisciplinare richiede l’apporto di molte tecnologie e professionalità, tra le quali ingegneria edile, architettura, ingegneria energetica, automazione, elettrotecnica, elettronica, telecomunicazioni, informatica e design.

La domotica è nata nel corso della terza rivoluzione industriale allo scopo di studiare, trovare strumenti e strategie per:

> migliorare la qualità della vita;

> migliorare la sicurezza;

> semplificare la progettazione, l’installazione, la manutenzione e l’utilizzo della tecnologia;

> ridurre i costi di gestione;

> convertire i vecchi ambienti e i vecchi impianti.

La domotica svolge un ruolo importantissimo nel rendere intelligenti apparecchiature, impianti e sistemi. Ad esempio un impianto elettrico intelligente può autoregolare l’accensione degli elettrodomestici per non superare la soglia che farebbe scattare il contatore. Con “casa intelligente” si indica un ambiente – opportunamente progettato e tecnologicamente attrezzato – il quale mette a disposizione dell’utente impianti che vanno oltre il “tradizionale”, dove apparecchiature e sistemi sono in grado di svolgere funzioni parzialmente autonome (secondo reazioni a parametri ambientali di natura fissa e prestabilita) o programmate dall’utente o, recentemente, completamente autonome (secondo reazioni a parametri ambientali dirette da programmi dinamici che cioè si creano o si migliorano in autoapprendimento).

Ad un livello superiore si parla di building automation o “automazione degli edifici”. L’edificio intelligente, con il supporto delle nuove tecnologie, permette la gestione coordinata, integrata e computerizzata degli impianti tecnologici (climatizzazione, distribuzione acqua, gas ed energia, impianti di sicurezza), delle reti informatiche e delle reti di comunicazione, allo scopo di migliorare la flessibilità di gestione, il comfort, la sicurezza e per migliorare la qualità dell’abitare e del lavorare all’interno degli edifici. È bene notare che la domotica non sempre consente di ottenere risparmi energetici in abitazioni private, anzi il consumo stesso del sistema domotico potrebbe aumentare il fabbisogno energetico dell’abitazione. Grazie alla domotica, potranno essere adoperati impianti di questo genere, in altri contesti quali: ospedali, case per persone disabili, oppure nelle aziende per gestire l’illuminazione notturna, supervisionare un impianto fotovoltaico, ecc…

La casa intelligente

La casa intelligente può essere controllata dall’utilizzatore tramite opportune interfacce utente (come pulsanti, telecomandi, touch screen, tastiere, riconoscimento vocale), che realizzano il contatto (invio di comandi e ricezione informazioni) con il sistema intelligente di controllo, basato su un’unità computerizzata centrale oppure su un sistema a intelligenza distribuita. I diversi componenti del sistema sono connessi tra di loro e con il sistema di controllo tramite vari tipi di interconnessione (ad esempio rete locale, onde convogliate, onde radio, bus dedicato, ecc.). ambiente domotico.

Il sistema di controllo centralizzato, oppure l’insieme delle periferiche in un sistema ad intelligenza distribuita, provvede a svolgere i comandi impartiti dall’utente (ad esempio accensione luce cucina oppure apertura tapparella sala), a monitorare continuamente i parametri ambientali (come allagamento oppure presenza di gas), a gestire in maniera autonoma alcune regolazioni (ad esempio temperatura) e a generare eventuali segnalazioni all’utente o ai servizi di teleassistenza. I sistemi di automazione sono di solito predisposti affinché ogniqualvolta venga azionato un comando, all’utente ne giunga comunicazione attraverso un segnale visivo di avviso/conferma dell’operazione effettuata (ad esempio LED colorati negli interruttori, cambiamenti nella grafica del touch screen) oppure, nei casi di sistemi per disabili, con altri tipi di segnalazione (ad esempio sonora).

Un sistema domotico si completa, di solito, attraverso uno o più sistemi di comunicazione con il mondo esterno (ad esempio messaggi telefonici preregistrati, SMS, generazione automatica di pagine web o e-mail) per permetterne il controllo e la visualizzazione dello stato anche da remoto. Sistemi comunicativi di questo tipo, chiamati gateway o residential gateway svolgono la funzione di avanzati router, permettono la connessione di tutta la rete domestica al mondo esterno, e quindi alle reti di pubblico dominio. Esempio di funzioni di un impianto di illuminazione intelligente: accensioni multiple anche automatiche di luci in base all’instaurarsi di condizioni specifiche scenari (es. ci sono ospiti, diamo un party, mi vedo un DVD); autoaccensione secondo schemi copiati dalla realtà delle luci dopo il riconoscimento automatico di una prolungata assenza; centralizzazione dello spegnimento o autospegnimento delle luci quando viene riconosciuta l’assenza di utenti; gestione completamente autonoma e automatica dell’illuminazione.

Le soluzioni tecnologiche che possono essere adottate per la realizzazione di un sistema domotico sono caratterizzate da peculiarità d’uso proprie degli oggetti casalinghi:

Semplicità: il sistema domotico è diretto ad un pubblico vasto e non professionale, per questo deve essere semplice da usare secondo modalità naturali, univoche e universalmente riconosciute attraverso un’interfaccia user friendly, deve inoltre essere sicuro e non deve presentare pericoli per chi non ne conosce o comprende le potenzialità.

Continuità di funzionamento: il sistema deve essere costruito pensando al fatto che dovrà offrire un servizio continuativo e per questo praticamente immune da guasti o semplice da riparare anche per personale non esperto o, nel caso, necessitare di tempi brevi per la rimessa in funzione.

Affidabilità: il sistema funziona sempre, senza richiedere particolari attenzioni; anche in caso di guasti esso deve essere in grado di fornire il servizio per il quale è stato progettato o uno simile in caso di funzionamento ridotto, deve essere inoltre in grado di segnalarne il mancato funzionamento e di generare un report delle eventuali anomalie.

Basso costo: affinché un sistema domotico sia alla portata di tutti deve avere un costo contenuto, inteso come economicità delle periferiche (sensori, attuatori, ecc.) e della rete di interconnessione tra i diversi moduli funzionali.

Le tecnologie per la domotica permettono inoltre di ottenere alcuni vantaggi quali ad esempio:

Risparmio energetico: un sistema completamente automatizzato dovrà evitare i costi generati da sprechi energetici dovuti a dimenticanze o ad altre situazioni.

Automatizzazione di azioni quotidiane: un sistema di home automation deve semplificare alcune azioni quotidiane, soprattutto quelle ripetitive, non deve in alcun modo complicarle.

Tutte queste caratteristiche, se non sviluppate singolarmente ma nel loro insieme, portano alla creazione di un sistema domotico integrato che può semplificare la vita all’interno delle abitazioni. La casa diventa intelligente non perché vi sono installati sistemi intelligenti, ma perché il sistema intelligente di cui è dotata è capace di controllare e gestire in modo facile il funzionamento degli impianti presenti. Attualmente le apparecchiature tecnologiche sono poco integrate tra loro e il controllo è ancora ampiamente manuale, nella casa domotica gli apparati sono comandati da un unico sistema automatizzato che ne realizza un controllo intelligente.

Dieci imprenditori nei guai per un giro di fatture false per 12 milioni

in Economia/Edilizia/Evidenza/Guardia di Finanza by
Finanza

Dieci titolari di società operanti nell’edilizia e dei rottami sono accusate di aver partecipato a un giro di fatture false per circa 12 milioni di euro, con imposte evase per almeno un milione e 300mila euro.

Le aziende – operanti tra Brescia, Milano, Monza e Bergamo – sono finite sotto la lente della Guardia di finanza di Seregno (Monza) per alcune operazioni in cui sarebbero state alterate le dimensioni dei cantieri edili per giustificare l’acquisizione di rottami. A dare il là alle indagini  gli accertamenti su una dittax di Desio, che avrebbe emesso false fatture per operazioni inesistenti, ascquistando spesso il materiale sul mercato nero Nell’armadi del suo ufficio i finanzieri hanno trovato anche un tesoretto di ben 52mila euro in contanti di cui l’uomo non avrebbe saputo fornire spiegazioni: soldi che, secondo gli investigatori, sarebbero serviti per effettuare acquisti in nero.

Giovedì 26 ottobre alle 18 seminario gratuito di edilizia in Confartigianato

in Economia/Edilizia/Eventi/Infrastrutture by

Tra ottobre 2010 e luglio 2017 le famiglie italiane hanno speso 169,1 miliardi di euro, pari ad una media di 24,7 miliardi l’anno, per ristrutturare casa e per renderla più efficiente dal punto di vista energetico. In crescita soprattutto la richiesta di incentivi per gli interventi di risparmio ed efficienza energetica nel 2016 sono state presentate 408.032 domande, per un spesa complessiva di 3,4 miliardi di euro, con un aumento del 21,5% del numero di domande rispetto al 2015. Questi i recenti dati di uno studio di Confartigianato che stima in 2.771.000 i proprietari di immobili intenzionati ad effettuare nei prossimi 12 mesi un intervento di manutenzione sulla propria abitazione. Una strada, quella del risparmio energetico, che anche i costruttori hanno cominciato a percorrere, seguendo nuove linee costruttive di performance, sicurezza sismica, efficienza energetica, resistenza al fuoco e qualità acustica e che verranno presentate nel seminario formativo gratuito e aperto a tutti gli addetti del settore, organizzato da Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale, giovedì 26 ottobre, alle ore 18, presso la sede centrale di via Orzinuovi 28 a Brescia. Al seminario intitolato: “Soluzioni costruttive per edifici sismo-resistenti ad elevato risparmio energetico interverrà, dopo i saluti del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti e del presidente della categoria Edilizia di Confartigianato Brescia Pierangelo Landi, Marco Manganello Ceo di Ecosism. La partecipazione è gratuita. Per confermare la propria presenza si invita a compilare la scheda di iscrizione via email a area.categorie@ confartigianato.bs.it oppure telefoncando al numero 030/3745283, oppure visitando il sito www.confartigianto.bs.it o scaricando l’apposita App di Confartigianato.

 

Edilizia, stabile il mercato della casa a Brescia nel 2017

in Economia/Edilizia by
Tecnocasa - immagini da ufficio stampa www.bsnews.it

Nella prima parte dell’anno i valori immobiliari di Brescia sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,3%). A Crocifissa di Rose si registra una diminuzione dei prezzi delle tipologie medio – usato nella prima parte del 2017. Infatti la maggioranza delle compravendite si è concentrata sulle tipologie più signorili con un budget più elevato (200-300 mila €) oppure su piccoli tagli da mettere a reddito grazie al ritorno degli investitori. Questi ultimi infatti si sono orientati su bilocali intorno a 100 mila €: in zona infatti esiste una buona domanda di immobili in affitto alimentata da studenti e da coloro che lavorano presso gli Spedali Civili di Brescia e presso l’istituto clinico città di Brescia. Piace anche il fatto che ci siano vicine due fermate della metropolitana (San Faustino e Mompiano). Si ricercano tipologie già arredate, un bilocale costa 450-500 € al mese, un trilocale 500-600 € e un quadrilocale 600-650 €. Il contratto più utilizzato è quello a canone concordato con cedolare secca.

Crocifissa di Rose offre condomini degli anni ’50 che, in buono stato, costano 1700-2000 € al mq. Si tratta di immobili costruiti con criteri architettonici di medio alto livello e quasi sempre dotati di portineria.  Non lontano dagli Spedali Civili sorge Costalunga, zona prestigiosa che offre ville degli anni ’80-’90: i valori partono da 500 mila € per le bifamiliari e arrivano a 1,5 milioni di euro per quelle singole. Sono stabili i prezzi immobiliari della zona di Mompiano e di Colle San Giuseppe mentre sono in diminuzione quelli del Villaggio Prealpino. Mompiano è un quartiere servito, centrale e con un’offerta abitativa che spazia dalle soluzioni indipendenti di prestigio agli appartamenti in palazzine. Le prime si concentrano prevalentemente nella zona periferica di Colle San Giuseppe. La maggiore distanza dal centro città e la bassa presenza di servizi hanno determinato un calo delle richieste. Le quotazioni sono di 2000 € al mq. Mompiano, dove acquistano anche coloro che vivono in altri quartieri, è apprezzata perché offre aree verdi ed appartamenti più recenti. I prezzi si aggirano intorno a 1400 € al mq.

In calo i valori immobiliari nel Villaggio Prealpino dove si segnala un mercato prevalentemente interno. Si trovano soprattutto soluzioni “Padre Marcolini” costruite alla fine degli anni ‘50 e che incontrano meno il favore degli acquirenti considerando anche il fatto che il quartiere è anche più periferico, nonostante sia ben collegato con la metropolitana. Al contrario hanno tenuto il valore le soluzioni simili che si trovano invece a Villaggio Montini proprio perché più centrale. Qui si trovano soluzioni indipendenti di 70-80 mq che ristrutturate sono acquistabili a 180-190 mila € mentre da ristrutturare si valutano 140mila €. In questa prima parte dell’anno si segnala anche una buona parte di acquisti ad uso investimento oltre che di prima casa. La zona infatti vanta la presenza di Ospedale ed Università e di conseguenza si registra una buona domanda di locazioni da parte di studenti provenienti da altre città e dalle valli bresciane e da parte di lavoratori fuori sede. Gli investitori impiegano cifre medie di 60-90 mila €. Per un bilocale si spendono intorno a 400-450 € al mese, per una stanza singola 100-150 € al mese. Si stipulano contratti transitori e a canone libero.

Prezzi in lieve aumento nelle zone di S. Anna e Villaggio Badia e Violino sulle tipologie usate ed in buono stato dal momento che, in zona, non è presente molto nuovo e spesso ha quotazioni non sempre alla portata dei potenziali acquirenti. Il mercato in entrambi i quartieri è costituito da acquirenti alla ricerca di prima casa, possibilmente soluzioni indipendenti e con basse spese condominiali. S. Anna è il quartiere più vetusto dove prevalgono i condomini senza ascensore e, per questo, si apprezzano soprattutto i primi piani. Il prezzo di una soluzione in buono stato si aggira intorno a 1100 € al mq, da ristrutturare siamo intorno a 600-800 € al mq. In quest’area prevalgono le tipologie Ina Casa e in edilizia cooperativa.

A Villaggio Badia e Villaggio Violino prevalgono le villette bifamiliari: il trilocale disposto su un piano unico da 70-80 mq e completamente da ristrutturare costa tra 90 e 110 mila €, se ristrutturato l’esborso sale a 125-140 mila €. Esistono poi tipologie più ampie disposte su due livelli per un totale di 110 mq e con giardino su 3 lati che, da ristrutturare, costano 160-175 mila € e ristrutturate valgono 170-185 mila €. L’area di Sant’Anna è caratterizzata da palazzine ed appartamenti dal valore di 600 € al mq (da ristrutturare), ma offre anche soluzioni Ina Casa da 80 mq il cui prezzo, se ben tenute, si attesta su 115 mila €. La domanda di soluzioni in affitto è buona, alimentata soprattutto da coppie giovani. Si stipulano soprattutto contratti a canone libero con cedolare secca. Il canone di un bilocale si attesta su 400 € al mese, quello di un trilocale su 500 € al mese, mentre per una villetta si spendono circa 650 € al mese.

Sono stabili le quotazioni immobiliari a Chiesanuova, La Noce e Folzano, in lieve ribasso nella zona di Villaggio Sereno nella prima parte dell’anno. La motivazione della contrazione dei valori va ricercata nel fatto che quasi sempre le abitazioni devono essere ristrutturate e nella maggiore offerta presente in zona causa un ricambio generazionale in atto. Si registra comunque un mercato attivo, è in crescita infatti il numero di richieste e di compravendite in questa zona della città. A comprare sono quasi esclusivamente persone in cerca della prima casa, si tratta sia di coppie e famiglie al primo acquisto e sia di persone che necessitano di una soluzione migliorativa. In zona Chiesanuova l’offerta immobiliare è di qualità bassa, con immobili popolari ex Ina Casa ed Ex Ferrovie le cui quotazioni si aggirano intorno a 800-1000 € al mq. Acquistano prevalentemente persone con bassa disponibilità di spesa. Piace sempre Villaggio Sereno quartiere più ambito dove la quasi totalità dell’edilizia riguarda villette di tipo “Padre Marcolini” realizzate tra gli anni ’60 e ’70, accanto a cui ci sono sporadiche palazzine di piccole dimensioni. Le quotazioni della zona per un usato in buone condizioni oscillano intorno a 1000-1300 € al mq.
Il quartiere La Noce è prettamente residenziale e vede la presenza di casali di fine ‘800 ed inizi ‘900, quasi sempre ristrutturati e valutati in buono stato 280 -300 mila €. Folzano è una zona leggermente distaccata e più decentrata, dove prevale un’edilizia di tipo economico-popolare e villette realizzate a partire dalla metà degli anni ’80. Sono presenti inoltre degli immobili di nuova costruzione.

Cna, detrazioni fiscali edili in credito d’imposta cedibile per tutti

in Associazioni di categoria/Cna/Economia/Edilizia/Eleonora Rigotti/Partner 2/Personaggi by

Cna, detrazioni fiscali edili in credito d’imposta cedibile per tutti. Va estesa a tutti i soggetti la possibilità di trasformare le detrazioni fiscali per i lavori edili in credito d’imposta cedibile alle banche da parte di famiglie e imprese in cambio di liquidità. Già lo scorso anno CNA aveva lavorato perché tale possibilità venisse applicata; la Legge di Bilancio 2017 l’aveva, tuttavia, riservata solamente agli “incapienti”, cioè a coloro che dichiarano redditi entro le soglie della “no tax area”, e solo per i lavori di efficientamento energetico nell’ambito dei condomini. Ora, con l’avvio dell’iter di approvazione della Legge di Bilancio 2018, «a livello nazionale, e locale per quanto nelle nostre forze, CNA sta spingendo per l’ampliamento della platea di soggetti che possono beneficiare della cessione del credito d’imposta per lavori edili – dichiara Eleonora Rigotti, presidente di CNA Brescia -. È la strada maestra per consentire alle famiglie e alle imprese di ottenere liquidità per poter realizzare l’investimento sulla propria abitazione, o sull’immobile aziendale, per il quale si ha diritto all’agevolazione fiscale».

Trasformare le detrazioni in credito d’imposta cedibile avrebbe come risultato, secondo le stime di CNA, la copertura del 42,5% dell’investimento che si intende realizzare per le ristrutturazioni (invece di una detrazione del 50% spalmata su 10 anni) e del 55,2% dell’investimento per le riqualificazioni energetiche (invece di una detrazione del 65% in 10 anni). Un calcolo effettuato considerando un tasso del 3,6% per i mutui offerti dalle banche per questo tipo di spese.

Il settore edile è stato, come è noto, tra quelli che più duramente nel Bresciano è stato colpito dalla crisi. Nel 2009 erano attive nelle costruzioni 15.521 imprese artigiane; nel 2016 lo erano 13.393, un crollo del 13,7% (elaborazione Centro Studi CNA su dati Movimprese).
«Quella che stiamo chiedendo è una misura che potrebbe far ripartire gli investimenti sul patrimonio edilizio bresciano da parte di famiglie e imprese, generando opportunità di lavoro per la filiera edile, migliorando la qualità della vita delle persone e la sostenibilità ambientale del nostro patrimonio edilizio – conclude la presidente Rigotti -. È una leva potente per rimettere in moto il mercato, aprendo le porte a lavori che calzano perfettamente alla taglia delle micro e delle piccole imprese».

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