Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Edilizia, la ripresina c’è. Confartigianato: andamento ancora incerto

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Per Confartigianato rimane ancora incerto l’andamento dell’attività nel settore delle Costruzioni nonostante a marzo 2017 l’indice della produzione nelle costruzioni cresce dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 3,0% su base annua posizionandosi su un livello superiore del 4,7% rispetto al minimo storico toccato a gennaio 2017. Nei primi tre mesi dell’anno la produzione è stabile, ma con una minore performance rispetto al settore manifatturiero che, nello stesso periodo, segna un aumento dell’1,6%. Per il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: «Si conferma il cambio di rotta, ma nel confronto europeo è ancora lontano il recupero del comparto rispetto la media dell’Eurozona: dal marzo 2011 – precedente lo scoppio della crisi del debito sovrano – a marzo 2017 la produzione delle Costruzioni in Italia è caduta del 28,6% rispetto al calo contenuto del 2,1% registrato nell’Eurozona».
L’analisi dei conti nazionali pubblicati dall’Istat evidenziano per il terzo trimestre consecutivo una variazione congiunturale positiva degli Investimenti in costruzioni e al primo trimestre 2017 segnano un +0,6% rispetto al quarto trimestre 2016. Anche su base annua si osserva un trend di crescita: nel primo trimestre del 2017 si conferma l’aumento dell’1,4% degli Investimenti in costruzioni registrato nel 2016 e che ha seguito otto anni di cali consecutivi. Anche sul fronte del mercato immobiliare si delineano alcuni segnali positivi. Da un lato le compravendite immobiliari nel IV trimestre 2016 crescono del 10,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (era +19,9% il trimestre precedente e +9,2% un anno prima). Sul fronte dei prezzi si osserva una progressiva tendenza alla stabilizzazione dopo anni di deflazione immobiliare: al quarto trimestre 2016 i prezzi delle abitazioni – nuove ed esistenti – tornano in territorio positivo (+0,1%) dopo otto anni. Sul fronte del mercato del lavoro persiste un calo dell’occupazione, anche se in rallentamento: secondo gli ultimi dati disponibili al quarto trimestre 2016 gli occupati nelle Costruzioni scendono del 2,4%, in rallentamento rispetto al -4,7% del terzo trimestre 2016 e del -3,5% di un anno prima.

Conclude il presidente Massetti: «La drammatica sequenza di emergenze che ha colpito il nostro Paese negli ultimi anni è la testimonianza della particolare fragilità del nostro territorio. Spetta alle Istituzioni fornire risposte concrete e unitarie a diversi settori di intervento che finora sono stati trattati in maniera separata tra loro: il rischio sismico, il dissesto idrogeologico, la messa in sicurezza di edifici pubblici e il tema della rigenerazione urbana. In quest’ottica la messa in sicurezza del Paese può costituire un volano straordinario per l’economia nazionale e il rilancio della filiera delle costruzioni. Il sistema delle imprese artigiane, che costituiscono la parte più rilevante del settore dell’edilizia, può contribuirvi in maniera decisiva. Una delle chiavi per la tenuta del comparto è sotto i nostri occhi: è nella ristrutturazione e nella riqualificazione energetica di oltre due milioni di immobili e abitazioni vecchie e in cattive condizioni. Tale segmento di mercato è infatti l’unico ad aver registrato un incremento nel corso degli anni, soprattutto grazie agli incentivi fiscali rafforzati che vanno pertanto riconfermati agli attuali livelli, unitamente alla messa in sicurezza antisismica degli edifici».

Confartigianato e Mapei promuovono un incontro sul recupero edilizio

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Edilizia/Evidenza by

Numerosi studi hanno evidenziato che molte abitazioni, edifici pubblici luoghi di lavoro della nostra provincia sono stati costruiti prima degli anni ‘70 e sono ubicati in zone sismiche. Anche per questo è necessario che venga effettuata in primo luogo un’analisi di vulnerabilità, seguita dalla messa in sicurezza attraverso interventi di riqualificazione. In particolare con tecniche innovative che recuperino il patrimonio edilizio esistente ridando ossigeno al variegato mondo delle imprese che ruotano intorno al settore edile. Con queste motivazioni è stato ideato il seminario formativo gratuito, realizzato in collaborazione con il mandamento della Valle Camonica di Confartigianato e offerto a tutti gli operatori del settore con la collaborazione di Mapei, il maggior produttore mondiale di adesivi e prodotti chimici per l’edilizia, dal titolo: “Intervento di ripristino e mitigazione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio esistente: impiego di tecniche innovative durevoli certificate”. Si terrà il prossimo 30 maggio, a partire dalle ore 13.30 con conclusione alle 19.00 circa, presso la sede centrale di Confartigianato Brescia di via Orzinuovi 28 a Brescia e dopo i saluti istituzionali del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti e del presidente del mandamento di Confartigianato Valle Camonica Fabio Peloso, la presentazione del corso da parte di Stefano Barachetti, ingegnere responsabile della divisione Grandi Progetti di Mapei SpA. Seguirà un primo focus dal titolo: “La realizzazione di un intervento di ripristino durevole e sostenibile”, a cura di Pasquale Zaffaroni, product manager Linea Edilizia Mapei SpA e “Le soluzioni Mapei per la mitigazione sismica degli edifici esistenti con materiali compositi di nuova generazione Intervento su elementi strutturali e non strutturali” con l’Ing. Giulio Morandini e l’Ing. Rossella Comensoli. La parte conclusiva del seminario della giornata verrà dedicata a vere e proprie dimostrazioni applicative. Con iscrizione obbligatoria, da effettuarsi almeno due giorni prima dell’evento direttamente sul portale di Mapei oppure rivolgendosi direttamente l’Ufficio Categorie di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale al numero 030/3745283, email area.categorie@ confartigianato.bs.it

Casa, il pensionato medio cerca un trilocale (senza banca di mezzo)

in Banche/Economia/Edilizia/Tendenze by

L’analisi delle compravendite realizzate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete sul territorio nazionale nel secondo semestre del 2016 evidenzia che il 9,0% degli acquisti è stato effettuato da soggetti in pensione. Rispetto ad un anno fa (secondo semestre 2015) non si registrano variazioni significative della percentuale di acquisto da parte di pensionati, si passa infatti dal 9,3% al 9,0% attuale.

I pensionati nel 60,3% dei casi hanno comprato l’abitazione principale, nel 26,9% dei casi hanno comprato per investimento ed infine il 12,8% degli acquisti ha riguardato la casa vacanza. Rispetto ad un anno fa aumenta la percentuale di acquisti per investimento (+1,4%).

Dati pensionati

Restando su questo target di acquirenti si è constatato che solo il 9,3% degli acquisti è stato effettuato con l’ausilio di un mutuo, mentre il 90,7% della compravendite è avvenuto senza l’intervento da parte di istituti di credito.

Le richieste dei pensionati si sono concentrate maggiormente sui trilocali (35,4%), seguiti dai bilocali (29,0%) e dai quattro locali (13,6%); ville, villette, rustici, case indipendenti e semindipendenti compongono insieme l’11,3% degli acquisti.

Il 65,8% dei pensionati che ha acquistato attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa è coniugato o è comunque una coppia, il 17,1% è celibe/nubile, il 12,5% è vedovo e il 4,6% è separato/divorziato.

Spostando l’attenzione sui venditori risulta che quasi un terzo di coloro che hanno venduto casa nel secondo semestre del 2016 è un soggetto in pensione (29,6%). Il 65,8% dei pensionati ha venduto per reperire liquidità, il 20,8% per migliorare la qualità abitativa ed il 13,4% per trasferirsi in un altro quartiere o in un’altra città.

Troppi debiti? La casa non va all’asta. Sentenza rivoluzionaria ottenuta da un avvocato bresciano

in Economia/Edilizia by

La casa non è un bene qualsiasi e, su questo principio, Lodi fa scuola in Italia. E’ rivoluzionaria, infatti, la decisione presa il 3 marzo dal giudice, che – a pochi minuti dall’asta – ha sospeso la procedura che avrebbe buttato in strada un ex imprenditore della provincia e la moglie, schiacciati dai debiti.

Protagonista della vicenda a lieto fine è un ex imprenditore 65enne originario del basso lodigiano, che – a causa del mancato incasso di somme nonché oppresso dal peso degli interessi bancari – nel 2007 è stato costretto a chiudere la propria azienda del settore Edile, accumulando un debito molto maggiore dei beni a sua disposizione, casa compresa. Ad assisterlo lo studio legale Pagano & Parners di Brescia.

Ma proprio l’eccesso di debiti e l’impossibilità dell’imprenditore di farvi fronte ha determinato la decisione dei giudici di bloccare la messa all’asta dell’abitazione, nel nome del principio che gettare sul lastrico chi è in difficoltà non aiuta cert0 a ripagare i creditori. Gli avvocati Monica Pagano, Danilo Griffo e Matteo Marini, con Laura Girelli (studi Pagano & Partners, Riccio-Griffo & Partners), infatti, hanno fatto appello alla cosiddetta legge “salva suicidi”, la 3/2012 che – in estrema sintesi – stabilisce che l’esecuzione non possa proseguire se il debitore è sovra-indebitato.

“L’ex imprenditore e la moglie”, spiega l’avvocato Monica Pagano, “si trovano in una situazione economica disastrosa per colpe a loro non imputabili e la perdita della casa di residenza avrebbe rappresentato una violazione dei basilari principi di solidarietà del nostro ordinamento, perché la coppia non ha alcun mezzo per far fronte alla propria sopravvivenza. I giudici”, conclude, “hanno compreso queste ragioni e hanno giustamente bloccato l’esecuzione”.

Soddisfatti, ovviamente, anche i coniugi. “Non vogliamo scappare dai debiti”, commentano, “ma se la nostra casa fosse stata venduta all’asta saremmo rimasti senza un tetto sulla testa e di certo non si sarebbe risolto il problema dei debiti. La situazione insomma sarebbe soltanto peggiorata per tutti”.

Ed è proprio questo lo spirito della legge 3/2012, che si rivolge ai privati, alle piccole imprese non fallibili, ai professionisti e ai fideiussori/garanti (ovvero coloro che non possono servirsi delle previsioni normative sancite dalla legge fallimentare) stabilendo che l’accanimento non paga e che questi soggetti possono continuare a disporre di ciò che hanno per trovare soluzioni che estinguano gradualmente il debito.

FONTE BSNEWS.IT

Cambia la responsabilità solidale negli appalti. La preoccupazione di Cna Costruzioni

in Associazioni di categoria/Cna/Economia/Edilizia by

Una brutta notizia per le imprese di costruzioni e per Cna Costruzioni, che sin da subito aveva espresso la propria contrarietà. Con il decreto legge n. 25 sul lavoro, varato dal Consiglio dei ministri lo scorso venerdì 17 marzo, si è modificata la disciplina della responsabilità solidale negli appalti, cancellando il beneficio della «preventiva escussione» del datore di lavoro.

Con il provvedimento varato dal governo, cioè, il lavoratore cui non sono stati corrisposti stipendio, contributi Inps e premi Inail non ha più l’obbligo di agire prima sull’impresa inadempiente e poi, se necessario, sull’impresa appaltante. Significa che potranno essere chiamati in causa sin da subito non solo il debitore principale, ma anche tutte le imprese della filiera produttiva.

«Deve essere chiaro a tutti – sottolineano da Cna Costruzioni – che la norma modificata dal governo con il decreto 25, la quale obbligava i lavoratori ad agire nei confronti del proprio datore di lavoro prima di rivolgersi alle altre imprese della filiera dell’appalto (il d.lgs. 276/2003), non eliminava né diminuiva la portata e gli effetti della responsabilità solidale nei confronti del lavoratore. Rappresentava invece una tutela per le imprese che operano nel pieno rispetto delle regole e con serietà».

Giovedì 23 marzo ha avuto inizio alla l’iter di conversione del decreto, in Commissione Lavoro alla Camera. «L’impegno di Cna Costruzioni è finalizzato a rimettere in equilibrio gli interessi legittimi dei lavoratori con gli altrettanto legittimi interessi delle imprese e continuerà in maniera incalzante, cercando le opportune e necessarie alleanze, nel periodo dedicato alla conversione in legge del decreto».

Immobiliare, Brescia torna a crescere. Ma la ripresa è lenta

in Economia/Edilizia/Tendenze by

“Il mercato immobiliare bresciano inizia a mostrare qualche segnale di dinamicità, frutto dell’attenuazione della fase recessiva, che induce a considerare come ormai superato il punto minimo raggiunto negli anni precedenti. La ripresa del mercato immobiliare nel suo insieme si sta però rilevando molto più complessa di quanto si poteva immaginare, anche perché strettamente legata alla situazione macroeconomica del paese che migliora molto lentamente” – è quanto emerge dal 1° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2017 di Nomisma.

Nel corso del 2016 il mercato residenziale bresciano mostra più accentuate indicazioni di risalita. Un allentamento della spinta recessiva è riscontrabile nell’attenuazionedella flessione dei valori, sia delle abitazioni nuove (-0,5% annuale), sia di quelle usate, che registrano una variazione media del -1,6%, dopo il -4,3% della precedente rilevazione. Questa dinamicità del settore è ravvisabile anche nella lieve flessione dei tempi di vendita (9 mesi la media urbana) e nella riduzione degli sconti medi praticati (11% per il nuovo e 16% per l’usato), che si mantengono comunque elevati.

Non si evidenziano sostanziali variazioni dei rendimenti potenziali lordi da locazione, che permangono intorno al 5,3%, per Brescia il valore più alto dal 2000 ad oggi, mentre la flessione annuale dei canoni medi è pari a -0,9%. Da sottolineare, inoltre, come sia molto elevata la quota di compravendite finanziate da mutuo (80%).

Nel mercato direzionale è aumentata l’intensità della flessione per quanto riguarda i prezzi, che si riducono di un -2,9% annuale, con picchi del -4% nelle zone periferiche. L’andamento dei canoni invece ha flessioni meno marcate (-0,8%), con variazioni più basse rispetto ai prezzi d’acquisto. Le difficoltà del mercato sono evidenziate anche dai tempi medi di vendita, alti e in leggera risalita (12 mesi). Neppure gli elevati sconti medi praticati sul prezzo (17,5%) hanno contribuito a rilanciare l’interesse della domanda, così come il trend decrescente di prezzi e canoni. Stabile al 4,5% il rendimento medio lordo da locazione.

Il comparto dei negozi segue dinamiche leggermente differenti da quello direzionale nella misura in cui si possono vedere alcune deboli indicazioni di stabilizzazione dell’offerta ma, ancora, di scarsa dinamicità della domanda.

Le variazioni medie di prezzi e canoni sono nettamente attenuate rispetto a quelle della scorsa rilevazione, rispettivamente -0,2% e -0,6% mentre i rendimenti medi lordi da locazione sono stabili al 4,5%.

Per il 2017 si prevede un volume di compravendite residenziali in aumento rispetto al 2016, mentre il comparto non residenziale nel suo complesso dovrebbe mantenersi sui livelli attuali. Qualche segnale di miglioramento, pur persistendo le difficoltà di incontro tra domanda e offerta, viene dagli sconti sui prezzi di vendita, in calo in tutti i comparti.

 

Edilizia, Parolini: le imprese facciano squadra per fronteggiare il mercato

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“Nel settore edilizio la situazione e’ ancora difficile, ma vedo imprese ancora capaci e
attrezzate per mettersi insieme ad affrontare il mercato”. Lo ha rilevato l’assessore regionale al Commercio, Turismo e Terziario Mauro Parolini, visitando alcune aziende e imprese del settore
oggi a Made Expo, la fiera biennale delle costruzioni, architettura e design organizzata da FederlegnoArredo al polo fieristico di Rho Pero. Parolini e’ intervenuto anche alla premiazione di ‘Archmarathon Selections’, l’evento premio (nato nel 2014 e con cadenza biennale) a cui hanno partecipato 28 studi internazionali di architettura, suddivisi in 14 categorie; tra questi sono stati scelti i vincitori che accederanno agli ‘Archmarathon Awards 2018′.

FIERA VIVACE RESTA SEMPRE UN BUON SEGNO – “Si tratta di piccole medie imprese – ha precisato Parolini -, che proprio per questa caratteristica stanno imparando a relazionarsi con gli altri. Ho notato una certa vivacita’ dentro la fiera, e’ un buon segno, i numeri mi sembrano positivi: un incremento delle presenze con un modello che punta anche alla creazione di occasioni di incontro ‘b2b’ organizzate da Made Expo e Federlegno, molto utili pe finalizzare la fiera e renderla sempre piu’ interessante per i contatti che ne possono nascere”.

ARCHMARATHON, QUALITA’ OLTRE LE ARCHISTAR – “Archmarathon – ha spiegato l’assessore, chiamato a premiare in due occasioni altrettanti vincitori – e’ una bella iniziativa internazionale,
che seleziona la qualita’ e si qualifica per le modalita’ snelle di raccogliere progetti: non andando a premiare solo le archistar, ma cercando con una giuria molto qualificata la qualita’ ovunque si annidi in giro per il mondo”.

PROGETTO DI SVILUPPO – “Stiamo lavorando ad un progetto di Regione Lombardia con FederlegnoArredo e Ance per lo sviluppo della filiera del sistema casa – ha spiegato Parolini -. Il
progetto ha lo scopo di consolidare e valorizzare tale filiera, supportando il partenariato tra aziende del settore dell’edilizia e del legno-arredamento. Si vuole integrare un
vero piano d’azione volto a supportare le manifestazioni di settore, azioni di promozione dell’export per il presidio dei mercati ad alto potenziale, la realizzazione di una politica industriale regionale di settore e lo sviluppo di centri di formazione all’avanguardia per i giovani”.

SMART LIVING, SIAMO NELLA DIREZIONE GIUSTA – “La misura che abbiamo messo a punto sulle smart living, con 15 milioni a fondo perduto per favorire aggregazioni e innovazioni di prodotto – ha ricordato Parolini -, con una integrazione forte anche con il mondo universitario, credo vada nella direzione giusta, a giudicare dalla grande partecipazione che c’e’ stata. Ci aspettiamo ne escano progetti che possono dare uno slancio al settore in termini di innovazione, necessaria: o cambia radicalmente il modo di produrre nel mondo dell’edilizia o il rischio e’ di perdere ulteriormente competitivita’. Ma credo siamo orientati bene nella direzione indicata”.  Regione Lombardia, per la prima volta in Italia, ha messo sul piatto risorse per promuovere e supportare aggregazioni tra imprese del settore costruzioni, legno-arredo, impianti e domotica. A disposizione delle reti, che le aziende costituiranno, contributi a fondo perduto per finanziare i migliori progetti di investimento che sapranno coniugare il tradizionale know-how produttivo con le piu’ avanzate tecnologie abitative.

EDILIZIA PROTAGONISTA DELLA RIPRESA – “Smart Living e’ un intervento senza precedenti, che – spiega Parolini – nasce dalla convinzione che il settore dell’edilizia, tra i piu’ colpiti dalla crisi, puo’ tornare ad essere uno dei protagonisti della ripresa, ma a condizione che le imprese si mettano assieme, ampliando i confini della filiera”.

INSIEME SI FA MASSA – Dobbiamo superare una cultura molto centrata sulla singola azienda, e in alcuni casi sulla singola famiglia. Che noi comunque difendiamo. Ma per difendere questa autonomia occorre puntare sempre di piu’ su questa forte integrazione di finalita’, scopi, ricerca e innovazione. E’ un problema culturale, non si tratta di stravolgere il nostro sistema economico ma di farlo evolvere in una direzione che permette di dare forza a un sistema di imprese piccole, perche’ insieme si fa massa. Con un punto di forza, rispetto alla grande realta’: una rete di piccole imprese ha tanti imprenditori, tanta gente che ci mette del proprio, ha capacita’ di iniziativa e puo’ dare un contributo creativo maggiore rispetto a una grande singola realta’”.

Marzo, aste in arrivo nel Bresciano per 140 milioni di euro

in Bandi/Commercio/Economia/Edilizia by

Tutto all’asta, persino una centrale a biogas. Il prossimo mese l’Anpe metterà all’asta nel Bresciano beni per un valore di circa 140 milioni di euro, suddivisi in 561 lotti. Tra questi – il 15 marzo – anche una centrale di produzione di energia elettrica alimentata a biogas collocata nel territorio di Manerbio con un valore stimato di circa 5 miluoni di euro. Nello stesso Comune, inoltre, andrà all’incanto un lotto di terreni per 2,6 milioni. Tra i lotti più costosi anche l’ex cascina Monticella di Gambara (960mila euro), un edificio immobiliare in via Casaglio a Gussago (da 804.243 euro) e una villa a Rodengo (835 mila).

Il 17, ancora – secondo quanto riferito da Bresciaoggi – tornerà sulla piazza l’ex stabilimento Baribbi, a San Polo: la stima è di 7.974.928 euro, quasi la metà dei 14 milioni chiesti a gennaio dello scorso anno. Ma nella stessa asta verranno messi o rimessi sul mercato anche  la cittadella dello shopping Feroldi di Poncarale (2,850 milioni), un maxilotto di appartamenti a Flero (2,9 milioni) e alcune abiazioni vip a San Felice del Benaco (1.743.000 euro), a Borgo San Giacomo (1.174.465) e a Padenghe (1.056.375).

Infine il 31 marzo, tra i lotti all’asta ci sarà anche un complesso in via Colombarola a Sirmione (ristorante, bowling, sala giochi, sala ballo e bar, tutto in “saldo” a 1.732.500 euro), mentre aLonghena viene messo all’asta il complesso produttivo di via 24 Maggio: 17 mila metri quadrati, di cui 2.608 ancora edificabili, stimati 3,420 milioni.

Immobili non occupati, Brescia al quinto posto in Lombardia

in Economia/Edilizia by

La Lombardia è la regione italiana con la più bassa concentrazione di case vuote (15,16% per oltre 731 mila abitazioni non occupate), pur avendo al suo interno una delle province con più immobili non occupati: Sondrio. È quanto emerge da un’analisi di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), che propone di sostenere con interventi legislativi, anche in materia fiscale, il mercato locativo valorizzando gli oltre 7 milioni di immobili vuoti nel nostro Paese.

Le provincie lombarde. Sondrio e provincia, anche in virtù della presenza di seconde case di villeggiatura, è terza in Italia per percentuale di case non occupate con quasi il 50% del totale (49,7%) e quasi 74 mila e 500 immobili inutilizzati. Lecco è al secondo posto con 1 immobile non occupato su 4 (25,8% e oltre 48 mila case non occupate) e Bergamo al terzo con il 22,7% e quasi 128 mila e 800 immobili vuoti. Entrambe sopra la media nazionale (22,5%). Leggermente sotto la media nazionale la concentrazione di case vuote a Como (4° posto regionale con il 21,4% e quasi 66 mila immobili non occupati) e Brescia (5° posto regionale con il 20,9% e poco più di 133 mila case non occupate). Le percentuali si abbassano notevolmente nelle restanti province lombarde. Pavia è sesta con oltre 43 mila immobili non occupati pari al 15,6% del totale. Seguono Varese (7° posto regionale con il 13,7% e circa 57 mila e
300 case vuote) e Mantova (8° posto regionale con il 13% e quasi 24mila e 500 case non inutilizzate). Il livello di occupazione è elevato a Cremona: 9° posto regionale con quasi 21 mila e 900 case vuote pari al 12,9. L’utilizzo delle case sale ancora man mano ci si avvicina al capoluogo lombardo. Nella provincia di Lodi gli immobili sfitti sono poco più del 10% del totale (circa 10.400 in tutto). A Monza-Brianza si scende sotto il 10% (9,5% e circa 36 mila e 400 case non utilizzate). Milano, infine, fa registrare la minor concentrazione di case vuote della Lombardia e di tutta l’Italia, con oltre 87 mila e 600 immobili vuoti pari al 6,1% e che rappresenta comunque un patrimonio cospicuo in una metropoli dove la domanda di abitazione è sempre elevata.

Nel resto d’Italia tra le province con più case sfitte, insieme a Sondrio (3° posto nazionale), spiccano Olbia-Tempio, dove se ne contano oltre la metà (1° posto nazionale con il 52,88%, più del doppio della media nazionale, e 71.614 abitazioni) e Aosta (2° posto nazionale con il 50% e 58.731 immobili non occupati). Oltre che nelle province di Milano e Monza Brianza ci si avvicina invece alla piena occupazione anche a Firenze (10,1% del totale immobili).

Grandi città. Se guardiamo i grandi comuni italiani Brescia risulta al 6° posto in Italia con circa 14 mila e 500 abitazioni non occupate pari al 14,7% del totale, mentre Milano spicca per l’alto livello di occupazione delle case con il 5,8% di immobili vuoti, cioè poco più di 37 mila immobili vuoti. Situazione analoga a Napoli (3,9% e 14.140 abitazioni non occupate) e Firenze (3% e 5.164 abitazioni). Ravenna è il primo comune d’Italia per case vuote (28,4% per 27.118 immobili). La seguono Reggio Calabria (2° posto nazionale; 27,3% e oltre 26 mila e 200 immobili) e
Catania (3° posto nazionale, 19,7% e circa 28 mila e 600 abitazioni vuote).

Le regioni. La maggiore parte degli oltre 7 milioni di case non occupate (22,5% del totale) si concentrano in regioni del Sud come Calabria (2° posto nazionale con il 38,7% e 481.741 case), Molise (3° con il 36,9% e 73.524 case) e Abruzzo (4° con il 32,7% e 250.038) anche per effetto dell’emigrazione. Tante le case inoccupate anche in Valle d’Aosta (1° posto in Italia con il 50% per 58.731 immobili) e Trentino Alto Adige (9° con il 27,2% e 156.771) dove abbondano le case di villeggiatura.

Moretti realizza il Centro Ingrosso Cina di “Aumai”: è il più grande d’Europa

in Economia/Edilizia/Partner by

Ha inaugurato ieri ad Agrate Brianza Centro Ingrosso Cina, il più grande centro commerciale all’ingrosso d’Europa, realizzato nelle sue strutture prefabbricate in calcestruzzo dalla Moretti, azienda bresciana fondata da Vittorio Moretti, che firma così il terzo centro commerciale con dimensioni da primato nel 2016.

Il nuovissimo Centro Ingrosso Cina è stato voluto dall’imprenditore 40enne Chen Wen Xu, chiamato più comunemente «Il Sandro», da 20 anni residente a Brescia, già proprietario della catena di supermercati Aumai con oltre 30 punti vendita nel Nord Italia.
Un investimento da 60 milioni di euro, permesso anche dal sostegno di Mps Capital Service e Unicredit, che sorge oggi riqualificando l’area dove un tempo era situata l’azienda chimica Uquifa in via delle Industrie ad Agrate Brianza, sulla strada provinciale 121, perfettamente collegata con le principali vie di comunicazioni dell’area milanese, come la Tangenziale Est, la Teem e l’A4.

L’intenzione di Chen Wen Xu con Cina Ingrosso Mercato è quella di delocalizzare (e decongestionare) il commercio all’ingrosso di prodotti cinesi dalla Chinatown milanese – via Paolo Sarpi, offrendo ai grossisti un unico punto di riferimento, facilmente raggiungibile e logisticamente efficiente perché localizzato sulle grandi arterie di comunicazione del Nord Italia.

La struttura si sviluppa per 3 piani – di cui 2 fuori terra – e accoglierà 400 spazi commerciali: il piano interrato è destinato ai magazzini con strutture dedicate allo scarico dei container; il piano terra è dedicato esclusivamente al commercio all’ingrosso di abbigliamento (donna, uomo, bimbo), mentre il piano superiore è dedicato agli accessori, scarpe, cosmetici e casalinghi, oltre ai servizi: bar, ristoranti ma anche attività dedicate alla cura della persona.

Centro Ingrosso Cina ha previsto l’assunzione di 600 addetti nelle diverse mansioni (vendita, uffici e logistica) e altre 200 posizioni saranno generate dal relativo indotto.

Moretti che da oltre 50 anni si occupa di edilizia industrializzata, e in particolare la sua divisione Moretti Construction Systems, guidata dall’AD ing. Evangelista Zampatti, si riconferma ancora una volta l’interlocutore ideale, in virtù della sua esperienza e affidabilità, nella realizzazione di centri commerciali di nuova generazione per dimensioni, sicurezza e soluzioni. Moretti chiude così un anno davvero speciale, riconfermando il trend positivo degli ultimi 10 anni, durante i quali la Moretti ha realizzato almeno uno shopping center all’anno superiore ai 60.000 mq e uno, ogni due anni, superiore ai 100.000 mq. “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti quest’anno – afferma l’AD ing. Evangelista

Zampatti – che arrivano comunque anche a coronamento di un percorso aziendale coerente e solido, che ci ha permesso di superare indenni anche i momenti in cui la crisi aveva particolarmente colpito il nostro settore. Non a caso il risultato di cui sono più fiero è proprio il fatto di aver sempre garantito il posto di lavoro ai nostri 200 collaboratori, senza aver mai dovuto ricorrere a neppure un’ora di cassa integrazione”.

Moretti, azienda italiana fondata nel 1967 da Vittorio Moretti, da sempre opera nel mondo dell’edilizia e delle costruzioni, collaborando con i migliori esperti del settore, ispirandosi sin dalla sua fondazione a concetti quali diversificazione, flessibilità, personalizzazione, chiavi in mano.
Prefabbricati in calcestruzzo, in legno e con sistemi misti che integrano ferro, vetro e pietra. Edilizia pubblica e privata chiavi in mano, infrastrutture, Real estate. Dalla consulenza strategica alla progettazione, dalle semplici forniture di prodotto alla gestione di cantiere, installazione e collaudo finale, dal contract di prodotto a quello di commessa. Un modo di fare impresa che si traduce in più competenze. Più sinergie. Più soluzioni.

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