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Ebike, cosa sono e come funzionano

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Sempre di più si va alla ricerca di un mezzo di trasporto alternativo ecologico ma che, allo stesso tempo, abbia gli stessi vantaggi di quelli comuni.

A riguardo, soprattutto per gli amanti delle due ruote, un consiglio è di acquistare un e-bike, ovvero la bicicletta elettrica a pedalata assistita.

COS’È E COME FUNZIONA

La bicicletta elettrica somiglia, almeno nell’aspetto, ad una normalissima bici ma è in realtà dotata di un piccolo motore che va ad agevolare la pedalata.

Sul manubrio della e-bike è presente un cambio meccanico che va a regolare velocità e sforzo della pedalata (proprio come per una qualsiasi bici) ma, in più, si può scegliere il livello di assistenza elettrica che si desidera e che può variare in base al percorso da fare, alla propria forma fisica e, persino, alla voglia che si ha in quel momento di fare sforzi.

Tutti questi dati si potranno controllare tramite uno schermo posto sempre sul manubrio e abbastanza vicino alla mano da essere raggiunto dal pollice senza dover interrompere la pedalata. In alcuni modelli, anziché lo schermo, è presente un semplice comando.

PECULIARITÀ DEI TIPI DI MOTORE

Nelle e-bike ci sono due tipi di motore: centrale e nel mozzo. Quello centrale è provvisto di tre sensori che vanno a controllarne velocità, cadenza e sforzo. Si può alleviare la fatica della pedalata dal 50% al 300%, utilissimo quindi per i percorsi in salita.

Il motore nel mozzo è un’alternativa più economica e, spesso, è presente un solo sensore, quello di pedalata. Quando si vanno a girare i pedali, automaticamente, viene rilevato il tipo di assistenza elettrica necessaria.

Quali sono quindi, sostanzialmente le differenze tra i due motori? Possiamo dire che il motore centrale presenta una maggiore fluidità oltre che la possibilità di diminuire maggiormente lo sforzo durante la pedalata. Una volta dato il comando, il sensore lo rileva immediatamente, cosa che nel motore nel mozzo non avviene nell’immediato ma solo dopo qualche metro di pedalata. Anche la difficoltà in salita è da tenere in conto. Come abbiamo già detto, con il motore centrale, usando livello di assistenza massimo, le salite sono percorribili agilmente e senza alcuno sforzo, a differenza del motore nel mozzo che sì, può facilitare, ma solo con salite con una pendenza del 10% circa.

Possiamo dire che le e-bike con motore centrale sono più che adatte agli appassionati accaniti mentre quelle con motore nel mozzo, essendo anche più economiche, sono preferibili a chi si sta approcciando al mondo delle bici elettriche o a chi piacciono come un mero passatempo.

VELOCITÀ

La velocità di una e-bike non può andare, per legge, oltre i 25 km/h. Se si supera la velocità limite, molto semplicemente, il motore si disattiva e bisogna passare al manuale.

BATTERIA

Ogni mezzo elettrico si basa sulla sua batteria che ogni tot di tempo d’uso va ricaricata. Non possiamo dire con certezza di quanto è la durata perché ci sono troppe variabili da valutare come, ad esempio, il peso del proprietario, la tipologia di assistenza usata (se di livello basso o alto), il tipo di percorso (se tortuoso, in salita ecc…) o anche da quanto si è spinto sui pedali.

Facendo una stima possiamo dire che l’autonomia di una e-bike usata al massimo è di circa 4 ore per 25 km. Se si usa con assistenza bassa e con percorsi più agevoli e tranquilli la durata della batteria può persino arrivare a 6 ore.

Aumenta anche la carta, l’allarme di Massetti: penalizzati gli editori

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Nonostante la ripresa in corso, oggi, per tante imprese continuare a produrre sta diventando un percorso ad ostacoli per via dei ritardi dell’approvigionamento e degli aumenti dei costi delle materie prime che ne compromettono seriamente l’operatività. Il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, che è anche imprenditore del settore preso in considerazione, lancia l’allarme per il comparto e la filiera carta, stampa, tipografia e cartotecnica: «Vi sono grandi difficoltà a reperire le materie prime, come il legno, la cellulosa, la carta riciclata e i prezzi stanno aumentando notevolmente, anche in questo periodo vicino alle festività, che vede una domanda crescente di carta e cartone. Gli aumenti rischiano seriamente di trasferirsi sui consumatori finali» così Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia che prosegue: «Le aziende hanno esaurito le scorte di magazzino. La domanda di prodotti per l’igiene, di imballaggi per il settore farmaceutico, per le consegne a domicilio e per il commercio elettronico ha fatto aumentare la domanda delle materie prime per la produzione di carte ma i fermi macchina pianificati dai produttori di carta e gli aumenti dei costi dell’energia e del gas hanno ridotto le produzioni e dilatato i tempi di consegna anche nei settori collegati della stampa e tipografia». Il presidente Massetti prosegue evidenziando che gli aumenti hanno riguardato tutte le tipologie di costi «Si va dal 10% di aumento dei prodotti generici per la sala stampa a punte del 65% e del 220% di aumento per i prodotti chimici per il lavaggio dei macchinari. Molte imprese, già provate dall’emergenza sanitaria ,non possono produrre perché hanno difficoltà a trovare le materie prime e a causa degli aumenti dei costi subiranno forti perdite di bilancio e questo potrebbe determinarne la chiusura con la conseguente perdita di posti di lavoro». Solo per la cellulosa Confartigianato calcola un picco nell’aumento del costo del 70% rispetto a fine 2020, mettendo in crisi anche gli imballaggi, per la carta da stampa e da pubblicazione che si ritrovano gli editori a sostenere: dipende ovviamente dal tipo di prodotto, ma si va da una media del 6%, mentre per le cosidette “carte bianche” i rincari possono raggiungere anche il 10% sul prodotto finale, rischiando, inevitabilmente, di ripercuotersi sul cliente. Stiamo parlando di 362 Imprese (221 artigiane) nella provincia di Brescia con 3.597 addetti (992 nell’artigianato) e 3.757 imprese lombarde (1.871 artigiane) che occupano 39.640 addetti (6.978 nell’artigianato). «Il prezzo della carta alle stelle mette in crisi il mercato dei libri. A rischio, per operatori addetti e imprese del settore, c’è anche una delle tradizioni più care delle feste: il regalo dei libri» conclude Massetti.

Agricoltura: nel 2021 export bresciano in crescita (+11,5%)

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verdure verdura

In Lombardia e in provincia di Brescia il settore agroalimentare mostra una importante capacità di tenuta nonostante risenta ancora in modo rilevante delle limitazioni determinate dalla pandemia. Dalle stime dell’ultimo studio semestrale sulla congiuntura agricola lombarda, condotto da Unioncamere Lombardia emerge che le restrizioni che hanno interessato durante i primi sei mesi dell’anno i comparti  della ristorazione, il turismo, l’intrattenimento e l’istruzione hanno indirettamente rallentato l’andamento dell’agroalimentare.

“Sia pure in modo meno accentuato rispetto ad altri settori – è il commento del Presidente della Camera di Commercio, Roberto Saccone – anche quello agricolo ha inevitabilmente risentito della crisi indotta dalla pandemia. Confortante per l’agroalimentare bresciano è però  il dato relativo al significativo incremento dell’export nel primo semestre che raggiunge il valore di otre 340.000.000 di euro (+11,5% rispetto allo stesso periodo del 2020), anche se va rilevato che emergono fattori di tensione riguardo all’aumento dei prezzi delle materie prime su scala globale che sta incidendo negativamente sul settore primario”.

Demografia d’impresa – Il numero di imprese attive nell’agricoltura nella provincia di Brescia (pari a 9.635 unità) e in Lombardia (pari a 44.494 unità) continua a diminuire a ritmo costante anche nel primo semestre. Questa dinamica non è collegabile alla pandemia ma al processo di ristrutturazione in corso da molti anni. A livello provinciale, infatti, la variazione tendenziale mostra un andamento decrescente negli ultimi dieci anni. Negli ultimi due trimestri il numero delle imprese agricole bresciane è diminuito, su base tendenziale, rispettivamente dell’1,4% e dello 0,7% mantenendosi poco al di sopra della media regionale (-1,2% e -0,6%).

Occupazione – Sul fronte occupazionale i dati trimestrali di Regione Lombardia, basati sulle comunicazioni obbligatorie relative a rapporti di lavoro dipendente, riportano per la provincia di Brescia un aumento del 4% degli avviamenti sia nel primo che nel secondo trimestre. Le cessazioni sono in calo (-15,4% nel I trimestre e -2,7% nel II secondo) dinamica che potrebbe essere legata al blocco dei licenziamenti in vigore fino al 31 marzo 2021. Secondo gli ultimi dati disponibili, di fonte INPS, il comparto agricolo occupa, in provincia, 11.780 addetti.

Export – Segnali positivi arrivano dalla ripresa delle vendite estere. Le esportazioni dell’agroalimentare della provincia di Brescia nel primo semestre 2021 (ultimi dati disponibili) registrano, infatti, un aumento su base annua del 11,5% pressoché in linea con l’andamento regionale (+12,2%). Il dato disaggregato per categoria merceologica mostra che l’industria alimentare e delle bevande riporta l’incremento più sostenuto (+12,2%); il settore primario risulta in crescita del 4,4% in termini tendenziali. Molto performanti risultano le esportazioni dei prodotti di colture permanenti (+262,2%); di animali vivi e prodotti di origine animale (+84,8%); di carne lavorata e conservata e prodotti a base di carne (+74,8%) e dei prodotti delle industrie lattiero-casearie (+17%).

Export agricolo in provincia di Brescia

EasyJet potenzia l’offerta da Orio: voli per Olbia e Londra

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Novità per l’offerta di voli operati all’aeroporto di Milano Bergamo da easyJet nella stagione invernale. La compagnia aerea, che effettua già i collegamenti con Parigi Charles De Gaulle e Amsterdam, riapre la rotta con Olbia nel periodo natalizio (a partire dal 17 dicembre 2021 e fino al 10 gennaio 2022) con tre frequenze settimanali (lunedí, venerdí e domenica).

Inoltre, easyJet incrementato le frequenze del collegamento tra Milano Bergamo e Amsterdam, che dal 6 dicembre 2021 al 9 gennaio 2022 passano da 4 a 6 settimanali, garantendo il volo tutti i giorni ad eccezione di sabato. easyJet riprenderà a operare sei voli settimanali dal 7 febbraio fino al termine dell’orario invernale.

A partire da domenica 31 ottobre, easyJet introduce anche il collegamento tra Milano Bergamo e Londra Gatwick, che viene operato con tre frequenze settimanali (lunedì. Venerdì e domenica).

voli operati all’aeroporto di Milano Bergamo da easyJet nella stagione invernale. La compagnia aerea, che effettua già i collegamenti con Parigi Charles De Gaulle e Amsterdam, riapre la rotta con Olbia nel periodo natalizio (a partire dal 17 dicembre 2021 e fino al 10 gennaio 2022) con tre frequenze settimanali (lunedí, venerdí e domenica).

Inoltre, easyJet incrementato le frequenze del collegamento tra Milano Bergamo e Amsterdam, che dal 6 dicembre 2021 al 9 gennaio 2022 passano da 4 a 6 settimanali, garantendo il volo tutti i giorni ad eccezione di sabato. easyJet riprenderà a operare sei voli settimanali dal 7 febbraio fino al termine dell’orario invernale.

A partire da domenica 31 ottobre, easyJet introduce anche il collegamento tra Milano Bergamo e Londra Gatwick, che viene operato con tre frequenze settimanali (lunedì. Venerdì e domenica).

Brescia, ad agosto inflazione in crescita

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Per il mese di agosto – secondo quanto riferisce una nota dell’ufficio Statistica del Comune di Brescia di cui dà conto il giornale Brescia news Bsnews – la variazione congiunturale dei prezzi al consumo per l’intera collettività cresce complessivamente di +0,5%, con un tasso tendenziale che sale al +1,6%, indicando un notevole aumento rispetto ai prezzi dello stesso mese dell’anno precedente.

Analizzando per tipologia di prodotto, rispetto al mese di luglio, si registra un aumento dei “Beni” (+0,4%), in particolare dei Beni energetici (+1,2%) e degli Altri Energetici (+1,8%). Lieve aumento anche per i Beni alimentari lavorati (+0,5%).

I “Servizi” presentano complessivamente un lieve aumento congiunturale (+0,6%). In particolare, sono in forte crescita i Servizi relativi ai trasporti (+2,9%).

A livello di divisione, tutte le categorie presentano variazioni congiunturali positive. La voce “Trasporti” registra l’aumento dei prezzi più elevato (+1,8%, con l’aumento del Trasporto aereo passeggeri e Trasporto marittimo e per vie d’acque interne e dei Carburanti), seguito dalle divisioni “Comunicazioni” (+0,7%), “Ricreazione, spettacoli e cultura” (+0,6%, con l’incremento dei pacchetti vacanza) e “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (+0,6%, con l’incremento dell’energia elettrica). Sotto l’incremento medio nazionale, ci sono, invece, i “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+0,4%, con l’incremento degli Oli e grassi), “Mobili, articoli e servizi per la casa” (+0,3%) e “Altri beni e servizi” (+0,1%).
Variazioni nulle sono registrate per le divisioni “Bevande alcoliche e tabacchi”, “Abbigliamento e calzature”, “Servizi sanitari e spese per la salute”, “Istruzione” e “Servizi ricettivi e di ristorazione”.

In termini tendenziali, presentano decisi aumenti le divisioni “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (+9,2%, con gli alti tassi del Gas e dell’Energia elettrica), “Trasporti” (+4,5%, con l’accelerazione dei Carburanti), “Abbigliamento e calzature” (+2,3%), “Servizi ricettivi e di ristorazione” (+2,1%), “Altri beni e servizi” (+1,2%). In forte discesa, invece, l’“Istruzione” (-3,6%), le “Comunicazioni” (-2,2%), i “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (-1,1%) e “Ricreazione, spettacoli e cultura” (-0,6%).

Con riferimento alla frequenza di acquisto dei prodotti, in questo mese tutte le tipologie sono in aumento; in particolare quella a media frequenza (+0,8%). In termini tendenziali, sono in aumento i prodotti con alta e media frequenza d’acquisto (rispettivamente +1,8% e +1,9%). Infine, per la “Core Inflation”1, si registrano una variazione congiunturale positiva (+0,5%) e una tendenziale debolmente positiva (+0,2%), situazione complessivamente in miglioramento rispetto ai mesi precedenti.

Neosperience Lab, il laboratorio per la trasformazione digitale delle imprese italiane – Parla il nuovo CEO Luca Lesignoli

in Economia/Innovazione/Partner/Tendenze/Uncategorized by

Luca Lesignoli è un manager con lunga esperienza sul mercato. Da più di vent’anni imprenditore nei settori della tecnologia, della consulenza e del marketing è stato dirigente di importanti gruppi industriali tra cui il Gruppo Infracom di Verona e il Gruppo Artoni di Reggio Emilia. In questi gruppi industriali ha ricoperto la carica di Direttore Commerciale e Marketing di gruppo sviluppando esperienze sia in ambito nazionale che internazionale. Oggi Luca Lesignoli è il CEO di Neosperience Lab, società del gruppo Neosperience. Neosperience Lab gestisce gli aspetti direzionali e strategici della trasformazione digitale che devono essere di ogni progetto innovativo. Neosperience Lab è in grado di prevedere i possibili risultati di un nuovo posizionamento digitale dell’azienda, fornendo nuove strategie e criteri quantitativi per misurare il ritorno degli investimenti attraverso la redazione di un vero e proprio business plan per la digitalizzazione dell’azienda o di un dipartimento aziendale. Neosperience Lab, infatti, garantisce la messa in opera di persone, strumenti e processi funzionali alla strategia, abilitando la successiva fase di sperimentazione che può avvenire anche mediante costituzione congiunta di una Startup Innovativa. Neosperience Lab si pone l’obiettivo di seguire le imprese in tutte le fasi di sviluppo e tecnologizzazione, senza mettere a rischio il loro business tradizionale e dando loro l’appoggio finanziario di istituti bancari particolarmente attenti al mondo imprenditoriale e alle loro necessità.

Rivolgiamo ora alcune domande direttamente a Luca Lesignoli

Qual è la mission di Neosperience Lab?

L’evoluzione del mercato e il desiderio di gestire la crescita sono alcuni dei più importanti elementi che devono caratterizzare il sistema delle imprese italiane.

In questo contesto, l’innovazione digitale diventa il principale fattore competitivo. Il sistema imprenditoriale italiano è prevalentemente costituito da un insieme di piccole e medie imprese flessibili e specializzate la cui proposta differenziale sul mercato si caratterizza spesso per l’eccellenza nelle “operations”, ma non sempre possono avere a disposizione strumenti evoluti e risorse tipiche dei “grandi”. Neosperience Lab con i suoi servizi vuole supportare l’evoluzione delle imprese italiane in questa sfida. 

Qual è il primo passo che deve essere intrapreso dalle imprese italiane?

Prima di pensare a utilizzare tecnologie innovative come Intelligenza Artificiale e Blockchain, un’impresa deve fare una riflessione profonda sul suo posizionamento rispetto al mondo digitale: questo è il primo passo. Il posizionamento, nel marketing, è un’analisi utile a studiare un mercato, per individuare come comunicare una caratteristica distintiva di un brand, un prodotto o – come in questo caso – un’impresa: in poche parole, un elemento che renda più visibile il messaggio in una situazione di elevata concorrenza. L’obiettivo consiste nel trovare al prodotto una collocazione di rilievo nella mente del potenziale cliente sia nel “business to consumer” sia nel “business to business”. Non si tratta quindi di definire solo delle caratteristiche distintive, ma il modello di business ed il suo modus operandi sulla piazza digitale, ripensando in modo coerente anche la piazza tradizionale.

Quali processi è necessario innovare?

Se nel passato si è sempre cercato di lavorare sul sistema produttivo e sull’innovazione del prodotto, dato che poi le vendite sarebbero state una conseguenza, oggi bisogna sempre più ragionare sui processi di ingaggio e la conoscenza dei clienti. Amazon, Google e i social network sono da un lato un’opportunità, ma dall’altro diventano un muro che si contrappone tra un’azienda ed i suoi clienti potenziali. Bisogna quindi usare queste piazze per entrare in contatto con i potenziali clienti, per poi gestirli però in modo diretto. In tal senso è anche opportuno rivisitare dove possibile il proprio rapporto con il canale di distribuzione – che spesso è in difficoltà a causa dei grandi operatori e-commerce – sviluppando in esso e grazie a esso un’iniziativa di ingaggio, o pensare a nuovi modelli che permettano di costruire una relazione one to one con il consumatore.

Stiamo parlando di utilizzare i dati dei clienti, ma come si può fare?

Una media impresa non può avere la stessa strategia di raccolta dati di un grande operatore digitale che lavora sui “big data”, ma deve concentrarsi sui dati che in concreto gli servono, ossia gli “small data”, sia che essi provengano dai social network – per capire come profilare l’offerta – sia che arrivino – per fare un esempio settoriale – dal mondo Health, con le caratteristiche biometriche che possono segnalare una possibile esigenza.

Cosa costituirà valore nell’azienda del futuro?

Il presidio diretto e fidelizzato di una comunità di clienti e la capacità di sviluppare questo network. Se in passato si valutava il valore dell’azienda dai cespiti e dal numero dei dipendenti, ora anche la gestione di questo processo, in apparenza molto in linea con una startup digitale, diventa fondamentale anche per il mondo manifatturiero.

Il presidio della relazione diretta con i clienti permetta a un’impresa di costruire addirittura nuovi prodotti specifici. A questo importantissimo tassello vanno poi aggiunti, e gestiti sempre più in modo digitale per erogare i servizi e consegnare i prodotti come oggi il mercato richiede, le persone dell’azienda, i fornitori, i sistemi informativi tradizionali. Infine anche la formazione giocherà un ruolo chiave nello sviluppo aziendale dei prossimi anni.

La maggior parte delle piccole medie imprese italiane sono business to business: quali dati servono in questo caso?

Queste aziende si muovono spesso con contatti diretti ed iniziative come le fiere, ma queste modalità stanno perdendo di giorno in giorno efficacia. Direi prima di tutto che bisogna cercare di capire chi sta reagendo positivamente allo storytelling del proprio prodotto e perché, in modo da fornire in automatico contenuti sugli aspetti più rilevanti per ogni singolo cliente potenziale. In poche parole è necessario realizzare un progetto di Customer Generation Digitale con strumenti evoluti che sappiano ascoltare il mercato in ogni istante mettendo le aziende nelle condizioni di prendere le decisioni corrette.

Come cambierà il prodotto manifatturiero?

Il trend è legato alla sua trasformazione in un servizio indipendente o aggregato a dei servizi digitali, in modo da poter diventare funzionale alla gestione continuativa della relazione con i clienti.

Così come i grandi produttori di smartphone non vendono più solo un oggetto fisico ma un ecosistema di servizi, anche un prodotto manifatturiero come un macchinario industriale deve arricchirsi di queste componenti. Alla fine le aziende di maggior successo assomiglieranno in futuro a un’operatore software che vende in abbonamento i propri pacchetti. Del resto si dice già ora negli Stati Uniti: “every company is a software company”.

In questo scenario dove la tecnologia sarà determinante, quanto contano le persone?

L’indubbia complessità di tutte queste dinamiche richiede la presenza in azienda di figure con conoscenze e capacità di operare in un ambito in costante evoluzione e che portino nella struttura aziendale flessibilità e nuovi punti di vista. Spesso queste figure sono dei giovani che vivono sulla loro pelle l’innovazione tecnologica. Si tratta di una grande opportunità di lavoro per loro. Per questo Neosperience Lab unisce alla costruzione di una macchina digitale la presenza di un “pilota” o di una “struttura pilota”, che possa portare il progetto fino al traguardo.

Banca Valsabbina con Banca Finint e Hogan Lovells in una nuova cartolarizzazione da 1,4 miliardi di Euro

in Banche/Economia/Finanza/Uncategorized/Valsabbina by

Banca Valsabbina ha concluso una nuova operazione di cartolarizzazione di crediti derivanti da mutui ipotecari e chirografari erogati alle Piccole e Medie Imprese.

L’operazione è stata strutturata con l’assistenza di Banca Finint in qualità di Arranger. Hogan Lovells Studio Legale ha agito in qualità di transaction legal counsel.

L’operazione – di importo complessivo pari a 1,4 miliardi di euro – permette a Banca Valsabbina di rafforzare ulteriormente la propria dotazione di strumenti finanziari disponibili per operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea, con il fine ultimo di aumentare ulteriormente gli impieghi nei confronti delle PMI, interlocutori privilegiati per l’istituto.

Il primo step ha previsto la cessione di un portafoglio di crediti derivanti da 1.772 mutui ipotecari e chirografari, per un importo pari a circa 503 milioni di euro alla società veicolo per la cartolarizzazione Valsabbina SME 3 SPV S.r.l.

La società veicolo ha emesso due tranche di titoli ABS (Asset Backed Securities) con struttura c.d. partly paid: una tranche senior per un importo nominale di 980 milioni di euro, e una tranche junior per 420 milioni di euro, quest’ultima non dotata di rating.

Nel corso del mese di novembre Banca Valsabbina cederà poi un secondo portafoglio iniziale di circa 880 milioni di euro, con il quale verrà conclusa la fase di conferimento iniziale.

L’operazione prevede un primo periodo (c.d. revolving) della durata di due anni durante i quali la società veicolo potrà acquistare da Banca Valsabbina ulteriori crediti derivanti da mutui ipotecari e chirografari erogati a PMI, utilizzando gli incassi relativi ai mutui precedentemente ceduti.

L’operazione è stata strutturata in modo da soddisfare i requisiti previsti dalla nuova regolamentazione europea sulle cartolarizzazioni “semplici, trasparenti e standardizzate” (“STS”), seguendo i migliori standard del mercato di settore e attingendo solo ai mutui di Banca Valsabbina con il più alto merito creditizio.

La nota senior è inoltre quotata presso il segmento ExtraMOT PRO di Borsa Italiana.

Le agenzie di rating coinvolte, Moody’s e DBRS, hanno assegnato alla classe senior i rating “A2 (sf)” e “A (high) (sf)”.

Banca Valsabbina è una Società Cooperativa per Azioni, fondata nel 1898. È la principale banca popolare di Brescia e da oltre centoventi anni sostiene la crescita e lo sviluppo economico del territorio bresciano, ponendosi come interlocutore sia per le famiglie che per gli artigiani, le piccole attività economiche e le PMI. Opera attraverso una rete territoriale che conta 70 filiali: 46 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 16 tra quelle Bergamo, Bologna, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Padova, Reggio Emilia, Torino, Trento, Treviso, Vicenza, Cesena e Parma. Impiega oltre 700 dipendenti, gestisce masse per quasi 10 miliardi e vanta un solido patrimonio, con il CET1 ratio pari a circa il 16%.

Banca Finint è il punto di arrivo di oltre 40 anni di attività del Gruppo Finanziaria Internazionale, fondato nel 1980 da Enrico Marchi e altri soci, nel settore finanziario. Nel 2016 si è costituito il Gruppo Banca Finint, con Banca Finint nel ruolo di capogruppo. Banca Finint è specializzata in attività prevalentemente legate al Debt Capital Markets (minibond e specialized lending) e alla strutturazione e gestione di operazioni di cartolarizzazione, covered bond e finanza strutturata, nella consulenza in operazioni di finanza straordinaria e nella realizzazione di operazioni di basket bond sostenendo le imprese e l’economia reale dei territori in cui opera. Del Gruppo bancario fa parte Finint Investments SGR, la società di gestione del risparmio attiva nella gestione di fondi mobiliari e immobiliari secondo diverse strategie in linea con le esigenze dei propri investitori, nazionali e internazionali e attiva, fra gli altri, nella gestione di fondi a supporto dell’economia reale (fondi di Minibond), del fabbisogno abitativo della popolazione (Social e Student Housing) e della green economy (fondi Energy). Il Gruppo ha sede a Conegliano (TV) e uffici a Milano, Roma e Trento, impiegando oltre 350 persone.

Hogan Lovells è uno dei principali studi legali internazionali con oltre 45 uffici in Africa, Asia, Australia, Europa, America Latina, Medio Oriente e Stati Uniti e offre consulenza e assistenza legale alle maggiori società internazionali, a istituzioni finanziarie e organizzazioni governative. In Italia è presente dal 2000 e ad oggi conta circa 130 professionisti, tra cui 21 soci, nelle sedi di Milano e Roma. Tutti gli avvocati parlano correntemente inglese; alcuni di loro, oltre ad essere abilitati ad esercitare la professione forense in Italia, sono riconosciuti come avvocati in Francia, Inghilterra e Stati Uniti.

Anche Brescia2.it va in ferie: con le news sull’economia bresciana ci rivediamo a fine agosto

in Economia/Uncategorized by
Vacanze

Anche Brescia2.it, magazine di economia bresciana legato a BsNews.it, si prende qualche giorno di vacanza. La nostra, come sapete, è una piccola realtà editoriale indipendente che si finanzia interamente tramite la pubblicità ( e senza contributi da parte dello Stato) e i cui proventi sono destinati interamente a pagare chi ci aiuta e a finanziare iniziative culturali/solidali.

Per consentire a tutti di godere di qualche giorno di meritato riposo (a fronte dell’impegno organizzativo e personale che avrebbe richiesto a tutti noi garantire gli aggiornamenti anche ad agosto), anche nel 2021, abbiamo deciso di interrompere gli aggiornamenti per qualche settimana.

Ci scusiamo con i lettori per il disagio, ma siamo certi comprenderete le nostre ragioni. Gli aggiornamenti riprenderanno a fine agosto.

Immobiliare: in Lombardia cresce il residenziale, ma non a Brescia

in Economia/Edilizia/Tendenze/Uncategorized by

In crescita del residenziale in Lombardia anche in questo primo semestre del 2021. Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it, i prezzi richiesti per gli immobili residenziali in vendita si sono attestati a 2.253 euro al metro quadro, con una crescita del 4,9% rispetto al semestre precedente. In lieve calo, invece, il mercato delle locazioni che registra un -0,7%.

Tra i capoluoghi, Monza e Como sono quelli che registrano una crescita maggiore (4,5% e 3,8%, rispettivamente). Bene anche Sondrio e Milano, entrambi sopra i 2% (2,9% e 2,3%, rispettivamente). Oscillazioni negative rispetto al semestre precedente, invece, per quanto riguarda Varese e Brescia (-2,2% e -1%, rispettivamente). Milano si conferma la città più cara con un prezzo media al metro quadro che si attesta poco al di sotto dei 5.000 euro (4.831 euro/mq). Ben quattro le città sopra i 2.000 euro/mq: Como, Monza, Bergamo e Pavia (2.540, 2.284, 2.188 e 2.139 euro/mq, rispettivamente). La meno costosa è Cremona, dove servono di media 1.247 euro/mq per comperare casa.


I fratelli Bonomi annunciano: acquisita la Tecnovielle Spa

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Bonomi Group, dei fratelli Aldo e Carlo Bonomi – come riportato da Brescia news – ha annunciato poco fa l’acquisizione di Tecnovielle S.p.A. di Lumezzane (Bs), società fondata nel 1980 e guidata da Antonio Bontempi, Giovanni e Alessandro Bossini, Paolo Burigana e Carlo Pasotti.

Tecnovielle è produttore specializzato di valvole a sfera e raccordi in ottone per tubo polietilene con 23 dipendenti ed un fatturato di 8 milioni di euro.

Antonio Bontempi, Presidente di Tecnovielle, ha dichiarato: “La nostra scelta è stata dettata dalla necessità di crescita per affrontare la concorrenza con la forza ed energia che solo l’appartenenza ad un grande Gruppo può darci. La solidità e l’intraprendenza del Bonomi Group, la riconoscibilità del brand, la vasta e diffusa competenza sono le principali peculiarità che ci consentiranno di offrire il meglio alla clientela”.

Aldo e Carlo Bonomi, alla guida del Bonomi Group, hanno sottolineato: “Questa nuova acquisizione ci permetterà di ampliare la nostra gamma, crescere ulteriormente ed essere più competitivi sul mercato nazionale e mondiale. Siamo determinati a percorrere la strada della crescita e con questo obiettivo continueremo ad investire per portare avanti il nostro progetto di espansione”.

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