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Gruppo Selex, nel 2016 fatturato su fino a 10,3 miliardi

in Economia/Lombardia/Partner/Zone by

Un altro anno di crescita significativa per Selex, terzo gruppo distributivo italiano. Nel 2016 il fatturato ha raggiunto 10.350 milioni di euro con un incremento del + 4%, e la quota di mercato salita all’11,7% (IRI: iper+super+superette+C+C). Nel 2017 è prevista un’ulteriore crescita del + 4,2% che porterà il giro d’affari a 10.780 milioni. Un andamento in controtendenza rispetto al mercato, a conferma del dinamismo delle imprese socie del Gruppo Selex.

I dati sono emersi dall’assemblea dei soci di fine anno svoltasi nella sede della Centrale del Gruppo a Trezzano sul Naviglio (Milano), nel corso della quale sono stati presentati anche il programma di sviluppo e il budget per il 2017.

Le imprese socie hanno stanziato 215 milioni per realizzare nel prossimo anno 57 nuovi punti di vendita in tutta Italia e per la ristrutturazione e l’ampliamento di 53 unità esistenti, con la creazione di centinaia di nuovi posti di lavoro. Le aperture interesseranno le principali tipologie di vendita e in particolare i supermercati tra 1.500 e 2.500 mq di superficie, format di punta del Gruppo Selex.

“Guardiamo con fiducia al futuro partendo dai buoni risultati delle aziende del Gruppo e, pur non mancando le difficoltà, continuiamo ad investire per innovare e migliorarci – ha commentato Dario Brendolan, Presidente del Gruppo Selex – Anche nel 2017, le nostre imprese proseguiranno nel loro

cammino di sviluppo. Negli ultimi dieci anni, tra aperture e ristrutturazioni, il nostro Gruppo ha investito oltre 2 miliardi di euro”.

Per il prossimo anno sono previsti investimenti rilevanti anche nella comunicazione delle marche del distributore Selex, che ricoprono una parte sempre più importante dell’offerta commerciale, segnando incrementi di anno in anno. Premiate dai consumatori soprattutto le linee specialistiche del bio, del salutistico e dell’alto di gamma, che registrano una crescita del + 15%. Una parte importante del budget 2017 è riservata poi allo studio di nuove formule commerciali e nuovi formati, per rispondere ai rapidi cambiamenti delle abitudini di acquisto e di consumo.

“I risultati del 2016 hanno grande valore perché ottenuti in un anno difficile, caratterizzato da forte deflazione – ha sottolineato Maniele Tasca, Direttore Generale del Gruppo Selex – Anche gli indicatori economici e patrimoniali delle imprese socie sono in progressione e ci spingono a

continuare nel lavoro avviato da qualche anno di forte rinnovamento dei punti di vendita e dell’offerta”.

Nel corso dell’Assemblea sono stati presentati i programmi per il 2017, tra i quali lo sviluppo di nuovi servizi per l’e-commerce, la gestione del pricing e la fidelizzazione dei clienti.

Gruppo Selex

Il Gruppo Selex, con 15 Imprese Associate, è presente in tutta Italia con una rete commerciale formata da 2.516 punti di vendita per 2 milioni di mq di superficie, e ha un organico di oltre 31.000 addetti. Le insegne più note sono Famila, A&O e C+C, cui si affiancano brand regionali spesso leader sul territorio. Selex Gruppo Commerciale fa parte della centrale d’acquisto ESD Italia, fondata nel 2001 e al primo posto tra le Centrali italiane, a sua volta partner della centrale EMD, leader in Europa. www.selexgc.it

A2A, il Comune di Brescia può vendere il 4 per cento

in A2A/Comune di Brescia/Economia/Istituzioni/Partecipate e controllate/Partner by

Via libera del Consiglio comunale di Brescia alla delibera di giunta che consente alla Loggia di vendere, entro la scadenza della consiliatura, il 4 per cento delle azioni di A2A. Un’eventualità che porterebbe Brescia dal 25 per cento, quota oggi pari a Milano, al 21 per cento. La delibera è stata duramente contestata da tutte le minoranze, che hanno paventato il rischio di una perdita di potere rispetto al capoluogo regionale invocando un referendum sulla decisione.

Ad Atena, giovedì, l’impresa straordinaria di Sara Anzanello

in Economia/Eventi/Formazione/Partner by

Atena S.p.A., società bresciana leader nella formazione, ha organizzato un ciclo di tre incontri rivolti a imprenditori e liberi professionisti per raccontare e condividere storie di IMPRESE STRAORDINARIE. Per incontrare gli imprenditori bresciani e i liberi professionisti legati al mondo del lavoro (consulenti, avvocati, commercialisti ecc.), Atena ha selezionato tre personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport che avessero una storia particolare da raccontare, una vera “impresa straordinaria”.

Il primo appuntamento è stato lo scorso 27 ottobre con Walter Rolfo, autore televisivo e illusionista. Il prossimo è in programma giovedì 17 novembre e protagonista dell’incontro sarà Sara Anzanello a raccontare la sua carriera sportiva come impresa straordinaria.

Nata a San Donà di Piave nel 1980, la Anzanello ha giocato fino allo scorso campionato di B1 con il ruolo di centrale nell’Agil Novara. Ora ha deciso di lasciare il mondo agonistico in prima linea per tornare a Treviso e studiare Scienze Motorie. Ha esordito in Nazionale nel 1998, e ha collezionato oltre 260 presenze. Ha vinto l’oro ai Mondiali 2002 e nella Coppa del Mondo 2007 e 2011, l’argento al Grand Prix 2004 e 2005 e agli Europei 2005. Bronzo al Grand Prix 2006.

Il gran finale, e non poteva essere altrimenti, è stato affidato al Mago Silvan il 26 gennaio 2017.

Gli ospiti sono chiamati a raccontare al pubblico la loro storia di impresa straordinaria per ispirare gli imprenditori e professionisti presenti in sala. Tutti gli incontri hanno inizio alle ore 18 nella sede di via Codignole 52 a Brescia, sono gratuiti e saranno seguiti da un piacevole aperitivo. La partecipazione è libera ma i posti sono limitati, quindi è necessario iscriversi lasciando i propri riferimenti a daniela.delciello@atenateam.it

EWMD: la bresciana Alice Palumbo nel board

in Economia/Nomine/Partner by

Nel corso dell’Assemblea Generale Annuale di ieri – l’ultimo appuntamento della tre giorni di Conferenza Internazionale svoltasi a Bardolino – l’associazione EWMD (European Women’s Management Development International network) ha scelto di inserire nel board internazionale Alice Palumbo, giovane imprenditrice appartenente alla delegazione bresciana dell’associazione. Alice, specializzata in brand reputation, sarà infatti la nuova responsabile delle comunicazioni Internazionali di EWMD.

Con questo incarico, il chapter di Brescia si riconferma come uno dei più attivi del network EWMD a livello internazionale: bresciane sono infatti anche la presidente nazionale dell’associazione, Daniela Bandera, e una delle due co-presidenti Internazionali, Selene Ghioni, riconfermata per un secondo mandato.

“E’ un onore per me accettare un compito così importante all’interno di un’associazione internazionale in cui credo molto” dichiara Alice Palumbo. “E’ un incarico impegnativo, ma sono pronta a raccogliere la sfida anche e soprattutto perché so di lavorare accanto a donne di grande esperienza, che mi hanno supportato finora e mi aiuteranno a crescere ancora: Selene Ghioni, con il suo entusiasmo contagioso; Daniela Bandera, con la sua capacità di leggere il mondo e comprendere nel profondo la complessità della realtà; e infine le presidenti del chapter Brescia: Renata Pelati, una forza della natura che mette la passione in tutto ciò che fa, e Laura Dalè, una donna che sa essere determinata senza mai abbandonare la dolcezza che la contraddistingue”.

E il lavoro di squadra è proprio il cuore dell’attività di EWMD, una rete di donne che si batte per aiutare le donne a migliorare la loro posizione nel mondo del lavoro. Per questo motivo EWMD organizza ogni anno conferenze, corsi, e workshop. Il prossimo appuntamento a Brescia è per venerdì 25 novembre all’Auditorium San Barnaba, dove la delegazione bresciana, in un evento aperto a tutta la cittadinanza, consegnerà il premio She made a difference a cinque donne – quattro bresciane e una conosciuta a livello nazionale – che sono riuscite a distinguersi per merito nella propria professione e hanno contribuito così a fare la differenza, a costruire un mondo migliore in cui la differenza di genere sia un valore e non più un ostacolo.

Redditi, il 64% dei bresciani è sotto quota 30mila euro all’anno

in Cgil/Cisl/Economia/Partner/Sindacati/Tendenze/Uil by

Sono 867.205 i contribuenti con residenza fiscale in uno dei 206 comuni della nostra provincia che hanno presentato la dichiarazione dei redditi Irpef. In 350 mila hanno dichiarato redditi inferiori ai 15.000 euro (40%), poco più di 300mila tra i 15.000 e i 26.000 euro (34%), oltre 172 mila tra i 26.000 e i 55.000 (20%); sopra questo importo si trovano solo 35 mila persone fisiche (4%), di cui 6 mila dichiarano più di 120.000 euro.

E’ questa la cornice numerica di fondo sulla quale si sviluppa un’approfondita analisi dei redditi dei bresciani nel 2015 promossa da Cgil Cisl Uil Brescia al centro di un convegno intitolato: “Disuguaglianza, evasione. La questione fiscale a Brescia”, che verrà presentato lunedì alla stampa – nella sede Cisl – alla presenza di Damiano Galletti (segretario generale Cgil Brescia), Francesco Diomaiuta (segretario generale Cisl Brescia) e Mario Bailo (segretario generale Uil Brescia).

Trattativa latte, il mondo agricolo si divide. L’ira dell’assessore Fava

in Agricoltura e allevamento/Economia/Partner by

“Prendo atto della notizia, che spero venga smentita, che un paio di organizzazioni di produttori lombarde hanno deciso unilateralmente di rompere il fronte che faticosamente avevamo costruito col Tavolo Latte di Milano, precipitandosi a firmare un accordo con Lactalis, ancora una volta penalizzante sul fronte dei valori oggi realmente ottenibili sul mercato”. Lo dice, visibilmente contrariato, l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, alla luce della firma di un accordo sul prezzo del latte fra due organizzazioni di produttori lombarde e Lactalis a prezzi molto inferiori rispetto alle attuali quotazioni della materia prima spot.

SCARSA RESPONSABILITA’ – “Se questa notizia fosse confermata – prosegue Fava – si tratterebbe di un gesto gravissimo, che dimostra ancora una volta quale sia il livello di responsabilita’ di alcuni soggetti che operano sul mercato e che, ahime’, rischia di mettere seriamente in discussione la funzione e il valore stesse delle op come strumento di garanzia e di tutela del valore delle produzioni lattiere delle nostre regioni”. “A questo punto credo che nessuno abbia piu’ titolo per chiedere alla politica di intervenire – continua l’assessore – quando al contrario e’ lo stesso mondo delle imprese e della propria rappresentanza a dimostrare scarsa solidarieta’ e assenza totale di lungimiranza”. “Io mi chiedo come facciano i soci di quelle op, relativamente alle quali nei prossimi giorni sono proprio curioso di vedere se possono ancora contare sui termini numerici di rappresentanza, a sopportare tutto questo e, contestualmente, capisco per quale motivo l’incontro proposto dal sottoscritto a una di esse per la giornata di ieri sia stato respinto al mittente e rinviato a data da destinarsi. Ora capisco: mentre non avevano tempo per ricevere me, andavano a sottoscrivere gli accordi sul latte”.

COMPORTAMENTO IRRESPONSABILE – “Per quanto mi riguarda – conclude l’assessore lombardo Fava – con certi soggetti non ci sara’ piu’ alcun incontro. Sono solo dispiaciuto per i poveri produttori di latte, che dovranno fare i conti con le conseguenze che questi comportamenti irresponsabili genereranno nei loro confronti. Mi aspetto che qualcuno di questi soggetti ai prossimi convegni si presenti urlando che e’ colpa della politica e che serve un nuovo Marcora, anche se temo che con costoro non basterebbe nemmeno Gesu’ Cristo”.

Sulla stessa linea – se pure con toni più morbii – si schiera anche Confagricoltura, che ha non ha mancato di mandare una nota sull’argomento

“Dopo l’incontro in Regione promosso dall’assessore Fava, abbiamo provveduto, insieme alle altre Organizzazioni di rappresentanza del settore agricolo a contattare Assolatte” afferma il presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna “per avviare un dialogo che non si limiti unicamente alla questione del prezzo alla stalla, per quanto fondamentale nell’immediato, ma che possa portare ad affrontare le diverse questioni che interessano il comparto lattiero – caseario in un’ottica interprofessionale”. “Personalmente – prosegue Matteo Lasagna – sono convinto che esistano le condizioni perché questo approccio possa portare a risultati positivi, nell’interesse di tutti gli allevatori”.

“Come evidenziato da tutte le recenti analisi del comparto lattiero – caseario, il mercato sta fornendo, finalmente, dei segnali positivi che necessariamente dovranno portare a un beneficio economico per i produttori, dopo un lungo periodo di sacrifici. Per questo motivo, pur comprendendo la volontà di dare risposte agli allevatori in tempi rapidi , ritengo fondamentale che il fronte agricolo rimanga compatto per potere sostenere con maggiore forza le nostre istanze nell’ambito della trattativa che verrà avviata a breve”. “Riteniamo quindi del tutto inopportune eventuali fughe in avanti da parte di Organizzazioni di prodotto o di altri soggetti che sottoscrivano accordi separati in questa fase, rompendo il fronte comune degli allevatori” conclude il presidente di Confagricoltura Lombardia.

Alternanza scuola-lavoro, tutto esaurito alla tre giorni di incontri promossa dal Liceo “Guido Carli”

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Formazione/Partner by

In che modo la quarta rivoluzione industriale, divenuta ormai realtà con Industry 4.0, sta cambiando il mestiere dell’imprenditore? Una domanda che ha stimolato la curiosità dei quasi 500 studenti delle scuole superiori bresciane, che ieri mattina hanno gremito la sala Beretta di AIB per la seconda giornata di “Mi preparo all’alternanza” (#alternanza), ciclo di incontri promosso dal Liceo Internazionale per l’Impresa “Guido Carli” insieme ad AIB

Ad accogliere i ragazzi il vice presidente di AIB per l’Education e presidente di Fondazione AIB, Paola Artioli, la dirigente prof.Donatella Preti e la delegata al progetto, prof. Patrizia Maccari del Liceo “Guido Carli”.

“Siamo davvero orgogliosi di avere tanti studenti nella casa delle imprese. Uno stimolo per noi a continuare sulla strada intrapresa ormai da molti anni con diversi progetti destinati ad avvicinare quanto prima gli allievi delle scuole bresciane al mondo del lavoro. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di creare le migliori condizioni affinchè i giovani possano scegliere con consapevolezza il loro futuro. Una scelta possibile solo acquisendo il sapere e le giuste competenze per muoversi in un mondo attraversato da cambiamenti epocali”, ha detto Paola Artioli.

Gli studenti hanno poi dialogato con Alberto Faganelli, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Aib, con il suo vice Luca Borsoni, con Paolo Ciotti (fondatore Br Car service), con Federica Malvicini, Camilla Buffoli e Michele Rinaldi (fondatori Stilly) e con Lorenzo Maternini (vice presidente Talent Garden), i quali, insieme a Gianni Bonfadini del Giornale di Brescia, hanno raccontato la loro esperienza di imprenditori e startupper digitali. La mattinata si è chiusa con l’intervento di Francesco Bripi della Banca d’Italia dedicato all’economia della Lombardia.

La tre giorni del “Carli” – apertasi ieri all’Abba con l’incontro animato da Massimo Tedeschi del Corriere della Sera, al quale sono intervenuti Alessandra Saleri (responsabile qualità Aso Forge), Elia Fossi (hr manager AB Holding), Francesco Franceschetti (ad Franceschetti Elastomeri) e Davide Giacomini (Università di Brescia) – si chiuderà domani, sempre all’Abba con la tavola rotonda, animata da Magda Biglia di Bresciaoggi, che vedrà protagonisti Giuseppe Pasini (vice presidente AIB per Ambiente, Sicurezza e Responsabilità sociale e presidente Gruppo Feralpi), Francesco Franzoni (ad Raffmetal spa) e Roberto Zini (consigliere delegato AIB per Zone, Settori e Sviluppo associativo e ad Farco) e Sergio Onger dell’Università di Brescia.

Oltre agli studenti del liceo Carli, all’iniziativa hanno aderito oltre 1.300 studenti di terza, quarta e quinta di numerose scuole di Brescia e provincia (Cossali di Orzinuovi, San Bernardino di Chiari, Copernico, Sraffa, Leonardo, Arnaldo, Abba-Ballini e Golgi di Brescia, Capirola di Leno e Ghedi, Marzoli di Palazzolo, Bonsignori di Remedello).


Confartigianato, rinnovato il Consiglio 
 di Lumezzane

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Partner/Valtrompia e Lumezzane/Zone by

Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale è presente in modo capillare su tutto il territorio bresciano. L’organizzazione si avvale, oltre alla sede centrale di via Orzinuovi a Brescia, di 15 uffici territoriali. In ogni ufficio è presente un Consiglio di Mandamento formato da delegati artigiani che rappresentano la realtà economica nel territorio di riferimento. Nei giorni scorsi, come da prassi statutaria, si sono rinnovati i rappresentanti del Consiglio di Mandamento di Lumezzane: il nuovo presidente eletto è Ivano Salvatti, che succede a Flavia Caldera, attuale presidente del Gruppo Donne Imprese Lombardia e che resta nel consiglio con la carica di vicepresidente. A completare la squadra del consiglio molti i volti nuovi, con la precedenza a donne e giovani imprenditori: Luisa Prandelli, Roberto Fogli, Giorgio Bonomi, Fausta Ghidini e Carlo Fracassi. Un consiglio che rispecchia la conformazione economica locale, particolarmente rilevante nel settore della meccanica e nella lavorazione dei metalli. Ivano Salvatti porterà avanti il lavoro sin qui svolto da Flavia Caldera e le istanze delle imprese, in particolare legate al credito, con visite periodiche insieme al presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti. Ivano Salvatti, 52 anni, titolare della Fratelli Salvatti Snc fondata nel 1980 e attiva nella lavorazione metalli, è stato per due mandati nel Consiglio di Mandamento di Lumezzane ed è membro di Giunta di Confartigianato Brescia, oltre che membro della consulta per Confartigianato nel Comune di Lumezzane. Il Mandamento di Confartigianato Lumezzane è uno dei più attivi e radicati sul territorio dell’intera provincia: oltre 300 gli imprenditori artigiani soci, che ruotano intorno alla nuova sede di via Madre Seneci 28, altrettanto vivaci nell’organizzazione di incontri e attività che proseguiranno con la nuova guida, da Girls’ and Boys’ Day, per i percorsi di alternanza scuola-lavoro con gli istituti scolastici, allo speciale Premio di Laurea Confartigianato.

Il Comune di Brescia aggiorna l’Agenda digitale urbana, con un occhio alle imprese

in Comune di Brescia/Economia/Istituzioni/Partner/Tech by

L’Agenda Digitale Urbana di Brescia si aggiorna e guarda al futuro della città e dei suoi cittadini: nel corso dell’ultima riunione di giunta è stato presentato, dal vicesindaco e assessore alla Creatività, Innovazione e Smart City Laura Castelletti, l’aggiornamento del documento che attua le linee di mandato su temi di infrastrutture tecnologiche e innovazione urbana.

“L’Agenda Digitale – spiega Castelletti – è uno strumento prezioso che ci permette di essere concreti rispetto a un tema difficile da spiegare come quello dell’innovazione. Per scrivere l’Agenda Digitale Urbana di Brescia abbiamo tenuto conto di tutte le agende digitali che ci indicano le strade e i mezzi per l’innovazione: quella lombarda, quella nazionale e naturalmente quella europea. Ma soprattutto abbiamo considerato il contesto del nostro territorio, che ha bisogno di integrare e far dialogare settori strategici molto diversi tra loro, come sono ad esempio il turismo e le reti energetiche, il patrimonio culturale e la trasparenza”. Il documento presentato alla giunta traccia molte strade possibili e in alcuni casi apre scenari anche di lungo respiro: “Ma ogni tema è declinato in azioni concrete, misurabili nei costi e nei risultati. E a piè di lista abbiamo incluso anche un report degli obiettivi raggiunti con la prima Agenda Digitale Urbana pubblicata nel dicembre 2014”.

Nel testo della comunicazione alla giunta trovano posto temi tecnici e azioni di cultura, relativi all’efficientamento della macchina amministrativa, all’innesco di dinamiche partecipative da parte del territorio, imprese e cittadini in primis.

Oltre alle azioni che si prefiggono di attuare le indicazioni di legge in materia di accessibilità e trasparenza del Comune, numerose sono le cosiddette “infrastrutture abilitanti”, le autostrade digitali su cui corrono tutti i dati della città, prodotti dalla pubblica amministrazione, dalle istituzioni, dai cittadini e anche dagli oggetti. Per la prima volta, infatti, si fa riferimento esplicito all’Internet delle cose (in inglese, IoT acronimo di Internet of Things), ossia quell’insieme di dati provenienti da oggetti intelligenti presenti nella città. Semafori, lampioni, cassonetti, telecamere, mezzi pubblici, contatori: sono solo alcuni oggetti che già producono in ogni momento un numero altissimo di dati, e sulla cui infrastruttura possono essere integrati strumenti per l’assistenza sanitaria, per la sicurezza personale, ma anche per accompagnare cittadini e turisti a scoprire e vivere pienamente la città.

Rispetto ai dati prodotti dalla città e dai cittadini, il Comune ribadisce l’orientamento del Comune all’”openness”: un termine che include molti aspetti, che vanno dalla produzione di dati di buona qualità, affidabili e di origine certificata, resi disponibili sia per motivi statistici e culturali sia per scopi professionali (ad esempio, per nuove imprese ad alto valore innovativo). Sul sito opendata.comune.brescia.it sono già 137 i dataset resi disponibili in formato aperto e, con la nuova Agenda Digitale, il Comune intende proporsi come aggregatore anche per altre realtà che operano in città, producono dati di pubblico interesse e partecipano attivamente all’innovazione urbana.

Tre le grandi novità culturali di questa Agenda Digitale Urbana, che ribadisce come la cultura dell’innovazione sia l’origine ma anche il traguardo di ogni azione urbana innovativa.

La prima è certamente l’introduzione di un “diritto all’informatizzazione pediatrica” [linea 1.3], ovvero il diritto di ogni bambino ad essere cittadino reale e digitale, di poter accedere ai propri dati e ai servizi dedicati, di avere strumenti e conoscenze necessarie a operare in sicurezza in rete per ottenere informazioni e servizi. Le azioni della linea 1.3 accompagnano il progetto di infrastrutturazione delle scuole cittadine (106 istituti) che entro il 2017 saranno collegate alla fibra ottica. Per il primo anno il Comune proporrà una serie di attività rivolte ai bambini (da 0 a 14 anni), ai genitori, a insegnanti e personale scolastico “in collaborazione con la polizia postale e le associazioni del territorio, con finalità di educazione civica digitale, per la consapevolezza e la prevenzione e il tempestivo riconoscimento di comportamenti criminali o lesivi della dignità e dell’integrità psico-fisica della persona, il superamento dei disturbi dell’apprendimento, la valorizzazione della creatività imprenditoriale e del pensiero economico”.

C’è poi un insieme di azioni dedicate alla cultura dei dati e al cosiddetto “data mining”, ossia – in estrema sintesi – l’estrazione e l’utilizzo di grandi quantità di dati per scopi precisi (impresa, ricerca, misurazione, eccetera) o con finalità di conoscenza. Il Comune, affiancato da altre realtà che operano sul territorio (Polizia Postale in primis, ma anche centri di formazione, ricerca e associazioni), intende promuovere presso enti, imprese e cittadini una cultura del dato che includa aspetti chiave come la sicurezza, il riuso, la pubblicità (openness).

Infine, nella Linea 5 trovano posto azioni dirette a nuove forme di economia ad alto valore innovativo e basso impatto ambientale, come quelle creative, sociale e di economia circolare. A loro il Comune – recependo le più recenti sollecitazioni e normative europee in materia – dedica un’attenzione particolare poiché raccolgono professionisti con competenze trasversali, portano valore aggiunto anche in termini di cultura d’impresa, sono in grado di rispondere con efficienza a bisogni di nicchia e contribuiscono all’innalzamento del benessere sociale delle comunità in cui operano. Ma sono anche imprese che hanno bisogno di un ecosistema aperto all’innovazione, alla creatività, snello e reattivo, il più possibile accessibile e semplice nella normativa.

Su tutto, proprio in apertura all’Agenda Digitale Urbana, un orizzonte ambizioso: quello di una visione condivisa per la città del futuro.

“Abbiamo voluto chiamarla Brescia 2030 perché quando parliamo di innovazione non possiamo permetterci di limitarci solo alla contingenza – precisa Castelletti – oggi facciamo scelte strategiche scommettendo sul futuro. Sono molte le occasioni in cui Brescia ha dimostrato di saper fare un gioco di squadra come territorio. Per questo, al di là di quello che la pubblica amministrazione deve o vuole fare, è importante e auspicabile che l’Agenda Digitale produca un effetto di contaminazione e di aggregazione delle altre realtà presenti nella città e nel territorio, già riunite su progetti specifici e che speriamo di coinvolgere con costanza nella costruzione di un progresso e di una resilienza del territorio che abbia alla base il confronto, il dialogo e la condivisione degli obiettivi”.

Il testo integrale dell’Agenda Digitale Urbana è pubblicato sul portale www.comune.brescia.it

La bresciana Melo dallo spazzolino senza acqua all’incontinenza maschile

in Economia/Partner/Startup by

Sta lavorando ad un altro dispositivo medicale la start up bresciana Melo srl, la stessa che ha sviluppato e lanciato “Iko”, il primo e unico spazzolino morbido che si infila su un dito e che si usa senza acqua né dentifricio, richiesto anche dalla Nasa per essere testato in missioni spaziali.

IL NUOVO PRODOTTO – Il progetto dell’azienda associata a Cna, con sede in via Aldo Moro a Brescia, riguarda un dispositivo per l’incontinenza maschile, atraumatico e non invasivo, realizzato in uno speciale polimero biomedicale. «I materiali corretti garantiscono la giusta performance, cioè l’esclusione di ogni perdita urinaria così come del pericolo di contrarre infezioni – ha spiegato Emanuele Guerra, uno dei soci fondatori di Melo srl -. Stiamo aspettando la risposta alla domanda di brevetto, che dovrebbe arrivare a breve». Allora si potranno avere maggiori dettagli sul prodotto. Nel frattempo il dispositivo «non è ancora stato industrializzato, stiamo cercando partner. Abbiamo già compiuto test dai risultati più che positivi su alcuni pazienti che soffrono di incontinenza». «Siamo confidenti – ha anticipato Guerra – che il 2017 sarà l’anno in cui il prodotto arriverà sul mercato», si prevede con una distribuzione capillare ed un prezzo abbordabile. L’obiettivo è «cambiare in meglio la vita di centinaia di migliaia di uomini, di farli tornare alla loro vita normale».

In questa direzione guarda la mission della giovane start up innovativa: portare, con le proprie idee originali e con i propri prodotti, un beneficio reale alle persone. «Siamo concentrati sull’utente finale. Al contrario dei grandi gruppi, farmaceutici e non, cerchiamo risposte ai problemi delle persone, indipendentemente dal loro numero – ha spiegato Guerra -. L’innovazione deve essere orientata al benessere dell’utente, non fine a se stessa».

IL PROGETTO SOLIDALE IN MOZAMBICO – Per questo la Melo srl, per difendere il diritto all’igiene orale, sta iniziando a collaborare con una onlus benefica che opera prevalentemente in Mozambico costruendo scuole, case e asili. Qui verranno distribuiti gli speciali spazzolini “Iko” a bambini e ragazzi. «Una soluzione semplice e con un costo minimo» ha sottolineato Guerra. Si sta lavorando poi per avviare collaborazioni anche in altri paesi africani.

AZIENDA VINCITRICE DI “CAMBIAMENTI 2016” – Melo ha vinto la fase bresciana del concorso “Cambiamenti 2016” nella categoria “Innovazione e tecnologia”, ottenendo un voucher in servizi del valore di 4mila euro. «Lo sfrutteremo sicuramente. Abbiamo già avuto modo di sperimentare che i servizi di Cna vanno ben oltre quelli tradizionali, come per esempio le buste paga. L’associazione mette a disposizione competenze e consulenze – secondo Guerra – utili alla crescita dell’impresa, anche nel processo di internazionalizzazione».

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