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Confartigianato - page 16

La Finanziaria spiegata alle imprese. Quattro incontri per Confartigianato

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Le legge finanziaria e il collegato fiscale spiegati agli artigiani sul territorio. La nuova contabilità “per cassa”, l’Iri – l’imposta sul reddito d’impresa. E poi l’addio agli studi di settore e i nuovi indici di affidabilità, la conferma del super ammortamento per l’acquisto di beni strumentali e l’introduzione dell’iper ammortamento, lo spesometro e tutta una serie di altri adempimenti. «La Legge di stabilità 2017 rappresenta una vera e propria rivoluzione fiscale per le aziende artigiane – come l’ha definita Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale. Proprio per questo – continua Massetti – abbiamo organizzato questo tour sul territorio per fare il punto sulle principali novità della normativa e le opportunità e i rischi delle varie misure previste».

In calendario i primi quattro incontri: si comincia giovedì 16 a Palazzolo sull’Oglio, presso la nuova sede di Confartigianato Brescia di via Brescia 4 a partire dalle ore 20. Secondo incontro il giorno seguente a Gavardo, nella sede di via Stazione 61, alle 19:30; terzo incontro martedì 21 alle ore 20:00 a Palazzo Todeschini a Desenzano di via Porto Vecchio. Ultimo appuntamento giovedì 9 marzo, ore 20:00 a Lumezzane, nella sede operativa della Croce Bianca di Via Madre Lucia Seneci. Ad illustrare le misure, oltre al presidente di Confartigianato Eugenio Massetti sarà presente il direttore e responsabile dell’Area Fiscale di Confartigianato Brescia Fulvio Tedoldi. Tutti gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito.

Massetti: segnali positivi sui mercati esteri, ma tira vento di chiusura

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Sempre più a fare la differenza non sono le virgole nella crescita o nella decrescita delle nostre imprese, ma un orizzonte più ampio, che consideri il fatto che stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti. E il nostro compito, quali associazioni di rappresentanza, è quello di operare a fianco delle Istituzioni per dare alle nostre imprese gli strumenti giusti per affrontarli. Serve essere strutturati per affrontare le nuove sfide del mercato, ma serve anche che siano create le condizioni perché nel 2017 possano ripartire gli investimenti, dal sostegno al credito al supporto allo sviluppo tecnologico e digitale delle MPI. Per questo la collaborazione con Regione Lombardia è un tema sempre più centrale perché strumenti come Manifattura Diffusa 4.0 o opportunità come il futuro dell’Area Expo si possano trasformare in occasioni concrete di crescita per le imprese artigiane lombarde. Come resta un elemento chiave trovare una sinergia, tutta a favore delle imprese, tra gli strumenti dei Confidi, Finlombarda e il Fondo Centrale di Garanzia”.

Così Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, commenta i risultati della congiuntura lombarda relativa al quarto trimestre 2016.

Il quarto trimestre 2016 segna per le aziende artigiane manifatturiere lombarde un incremento congiunturale (+0,5%) e un’accelerazione tendenziale (+1,4%), che portano a una crescita media annua dell’1,2%, molto vicina al +1,3% del 2015. L’indice della produzione resta però a quota 71,4 (dato destagionalizzato, base anno 2005=100) rimanendo ancora ben lontano da 100 e 5 punti sotto il massimo post-crisi registrato nel 2011.

Da un punto di vista settoriale, chiudono il 2016 con un risultato sensibilmente positivo i settori delle manifatturiere varie (+2,3%), degli alimentari (+2,2%) e della meccanica (+2,1%) seguiti da gomma-plastica (+1,4%) e legno-mobilio (+0,8%) con incrementi più contenuti. Ancora numerosi i settori che classificano il 2016 come anno negativo: le pelli-calzature (-2,2%), i minerali non metalliferi (-2,2%), il tessile (-2,1%) e la siderurgia (-1,5%) presentano i risultati più negativi ai quali si associano con riduzioni dei livelli produttivi più contenute l’abbigliamento (-0,9%) e la carta-stampa (-0,6%).

Lo spaccato dimensionale vede le micro imprese ancora sofferenti (-0,5% le imprese con meno di 6 addetti) e le imprese di maggiori dimensioni che sostengono la crescita del settore (+2,1% le imprese da 6 a 9 addetti e +2,7% le imprese con più di 10 addetti).

Rimane prevalente la quota di aziende in crescita (43%) rispetto a quelle in contrazione (32%). Rimane stabile la quota di imprese artigiane che non registrano variazioni (25%).

Le imprese artigiane avvertono la svolta congiunturale della domanda interna registrando un +0,1% rispetto al trimestre precedente, ma questo risultato di fine anno è troppo debole per determinare una svolta tendenziale e il 2016 si chiude con una variazione media annua ancora negativa (-0,1%). Sul versante estero, dal quale il comparto artigiano ricava una quota del fatturato del 7% sul totale, i risultati confermano il rallentamento della domanda con una contrazione dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e una variazione tendenziale che retrocede ai tassi di inizio anno (+3,4%) dopo aver raggiunto il 9% nei mesi estivi.

Sul fronte dell’occupazione, il tasso d’ingresso supera il livello di inizio anno (1,9%), mentre le uscite crescono maggiormente (2,2%) portando a un saldo negativo (-0,3%). Si riduce inoltre il ricorso alla CIG.

Le aspettative degli imprenditori artigiani riguardo a produzione e occupazione rimangono in area negativa, ma si avvicinano sempre più al punto di svolta. Sul versante della domanda le aspettative sono in assestamento con un saldo tra ottimisti e pessimisti praticamente nullo per la domanda estera e un lieve incremento del saldo negativo per la domanda interna

Stiamo vivendo un momento particolare – conclude il presidente Massetti – in cui sono in molti a chiedersi se stia iniziando una nuova fase storica, in cui la globalizzazione lascia il posto a un nuovo paradigma basato sulla chiusura dei confini e sul rilancio della sovranità nazionale. Non è dato sapere quali possano esserne le conseguenze sul piano più strettamente economico: il nostro tessuto imprenditoriale ha saputo affrontare la crisi, certo con una selezione nelle imprese non trascurabile, ma riuscendo comunque ad ottenere risultati positivi. Sapremo resistere anche ai venti di chiusura che stanno iniziando a soffiare a livello internazionale?”

Apprendisti, crescita boom del 27 per cento. Massetti: strumento giusto

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Nei primi undici mesi del 2016 le assunzioni con apprendistato arrivano a 216.020 unità, con un aumento di 46.648 unità, pari al +27,5%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «Quasi mille giovani (935, ndr) ogni giorno entrano nel mondo del lavoro grazie all’apprendistato. Uno su quattro nelle imprese artigiane. L’importanza dell’apprendistato come canale di accesso al mercato del lavoro per i giovani emerge chiaramente dell’ultima analisi statistica che mette in luce un ritorno alla crescita delle assunzioni di apprendisti in particolare nelle piccole e medie imprese» commenta così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Masetti l’ultima indagine di Confartigianato che fotografa un ritorno alla crescita delle assunzioni che avviene dopo le politiche di decontribuzione del lavoro a tempo indeterminato che, oltre ad avere l’effetto positivo di ridurre la pressione fiscale sul costo del lavoro, hanno determinato uno ‘spiazzamento’ del contratto di apprendistato. Nel 2015, infatti, le assunzioni effettuate con questa tipologia di contratto sono crollate del 21,9% rispetto all’anno precedente. In termini cumulati il totale degli apprendisti assunti negli ultimi dodici mesi (dicembre 2015-novembre 2016) è di 227.970 unità, livello che ritorna vicino a quello dei primi mesi del 2015. Nei primi undici mesi del 2016 sono 75.340 i contratti di apprendistato trasformati a tempo indeterminato, con un rapporto di 34,9 trasformazioni ogni 100 contratti di apprendistato attivati nel periodo; il rapporto fu molto elevato nel 2015 e arrivò a 47,2 trasformazioni a fronte di 100 nuovi apprendisti.

Nei primi undici mesi del 2016 la variazione netta dei rapporti di lavoro in apprendistato – data dalle attivazioni al netto di trasformazioni a tempo indeterminato e di cessazioni – ritorna in positivo, con un saldo di 25.152 unità in controtendenza rispetto alla riduzione netta di 42.271 dello stesso periodo del 2015 e ampiamente superiore all’incremento di 13.772 registrato nei primi 11 mesi del 2014. L’apprendistato è un contratto chiave per le imprese artigiane che lo utilizzano per l’8% delle assunzioni previste, 3 punti in più del 5% del totale imprese.

Nel 2015 sono 410.469 gli apprendisti, di cui il 56,6% sono uomini e il 43,4% sono donne. Gli apprendisti rappresentano il 9,1% dei dipendenti con meno di 35 anni e le regioni a maggiore vocazione per l’apprendistato sono Umbria (15,0%), Marche (13,6%) e Liguria e Toscana (entrambe con il 12,0%).

Sono 105.583 gli apprendisti in imprese artigiane, pari ad un quarto (25,7%) del totale degli apprendisti e le quote maggiori sono quelle di: Provincia Autonoma di Bolzano (39,6%), Marche (38,4%), Molise (32,8%), Toscana (32,5%) e Provincia Autonoma di Trento (30,0%).

A livello provinciale l’incidenza maggiore di apprendisti totali sui dipendenti under 35 anni si registra a Imperia (16,5%), Ragusa e Rieti (entrambe con il 16,0%), Perugia (15,1%), Pistoia (14,7%), Ascoli Piceno e Viterbo (entrambe con il 14,6%), Terni (14,5%), Arezzo (14,2%), Massa-Carrara (13,8%), Macerata (13,6%), Asti (13,5%), Ancona e Pisa (entrambe con il 13,4%), Cuneo e Vicenza (entrambe con il 13,3%), Forlì-Cesena (13,1%), Padova (13,0%), Pesaro e Urbino (12,8%) e Treviso (12,7%). A Brescia, il totale degli apprendisti è stato di 10.406 (5.955 uomini, 4.451 donne) con un incidenza sul totale degli occupati under 35 del 9,0 %.

«E la strada giusta, la formula migliore per l’ingresso nel lavoro quella dell’apprendistato con tanta formazione in azienda, con il tutoraggio continuo, con rapporti di lavoro dove i diritti non superino i doveri. Ed è la formula che si realizza proprio nelle micro e piccole imprese – conclude Massetti. Per combattere la disoccupazione giovanile bisogna cambiare la convinzione diffusa secondo la quale prima si studia e poi si lavora. La politica abbia il coraggio di indicare alle famiglie che quella non è la strada giusta per il futuro dei figli, che il tempo della formazione e il tempo del lavoro devono essere in parallelo e non in serie».

Brescia, vola l’export in Usa. Massetti (Confartigianato): preoccupa il protezionismo di Trump

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Gli Stati Uniti d’America sono il terzo paese partner dopo Francia e Germania per valore dell’export del “Made in Lombardia” di manufatti realizzati nei settori a maggior concentrazione di MPI. Il valore annualizzato al III trimestre 2016 delle vendite di beni dei settori di MPI ammonta a 2,5 miliardi di euro, il massimo registrato negli ultimi 10 anni (2006-2016). La domanda di prodotti dei settori di MPI proveniente dagli Usa cresce, rispetto ai 12 mesi precedenti, del 3%, mantenendo l’andamento positivo registrato nei sei anni precedenti; dinamica nei settori di MPI in controtendenza rispetto a quella registrata per il manifatturiero che dopo 5 anni di costante crescita segna un calo dell’1,3%.

L’analisi, offerta dal recente studio dell’Osservatorio di Confartigianato Lombardia, analizza anche la dinamica provinciale del “Made in Lombardia” di prodotti dei settori a maggior concentrazione di MPI verso gli Stati Uniti: il 74,6% dell’export nei settori in esame si concentra su quattro province: Milano con il 42,8%, Brescia con il 12,8%, Monza-Brianza con il 10,1% e Como con l’8.9%. Crescita a doppia cifra per l’export di MPI verso gli USA a Mantova (+21,3%) e a Bergamo (+18,1%), seguite da Brescia (+9,8%) e Lodi (+6,0%). L’incremento complessivo dell’export di MPI rilevato nei 9 territori lombardi riceve un più alto apporto dal settore Mobili a Como, dal settore Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature a Bergamo, Brescia, Pavia e Lecco, dal settore Articoli di abbigliamento (anche in pelle e pelliccia) a Milano, dal settore Prodotti tessili a Lodi e Cremona, e dal settore Prodotti delle altre industrie manifatturiere a Mantova. Per Brescia, su un totale manifatturiero di export verso gli USA che vale 940 milioni di euro (dati cumulati dal IV trim. 2015 al III trim 2016), l’export da parte delle MPI rappresenta una quota del 33,6%, cioè 316 milioni di euro, con una variazione tendenziale di + 9,8%. Di questi: 231 milioni provengono da prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature, 25 da prodotti alimentari, 19 da articoli di abbigliamento, 14 da prodotti alimentari, 8 da mobili.

Per il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Masetti: «I segnali che arrivano dai mercati internazionali sono incerti. Gli artigiani hanno chiuso il 2016 dimostrando di aver imparato a guardare lontano, nonostante le difficoltà, di non aver paura di confrontarsi col mercato globale. Il mercato Usa assume una specifica rilevanza dato che l’Italia è il primo Paese fornitore europeo degli Stati Uniti d’America per prodotti realizzati nei settori a maggior concentrazione di MPI. Inoltre tutte le imprese del made in Italy sono interessate dal prospettato cambio di rotta delle politiche commerciali della nuova amministrazione Trump. È del 23 gennaio scorso, infatti, il memorandum del Presidente americano che ritira gli Stati Uniti dai negoziati Trans-Pacific Partnership evidenziando che è intenzione dell’Amministrazione Usa sviluppare accordi commerciali bilaterali volti a “promuovere l’industria americana, proteggere i lavoratori americani e aumentare i salari americani”».

Si allega studio completo dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia

Valcamonica, il nuovo presidente di Confartigianato è Fabio Peloso

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Nella foto, da sinistra: il neo presidente del Mandamento Valle Camonica Fabio Peloso, il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, il past president Gianbattista Pasquini, il consigliere di Giunta di Confartigianato Brescia Giovanni Tosi e Roberto Maggiò neo vicepresidente, delegato di Pisogne.

Nei giorni scorsi, alla presenza del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, come da prassi statutaria, sono stati rinnovati i vertici del Mandamento di Confartigianato Valle Camonica.  Alla carica di presidente è stato eletto Fabio Peloso, mentre Roberto Maggiò è il nuovo vicepresidente e resteranno in carica per i prossimi quattro anni. Fabio Peloso, classe 1964, titolare dell’omonima ditta artigiana di Edolo, specializzata nella produzione e nell’elaborazione artistica in metallo, mentre Roberto Maggiò è titolar della Edil Maggiò, impresa edile di Pisogne. Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale è presente in modo capillare su tutto il territorio bresciano. L’organizzazione si avvale, oltre alla sede centrale di via Orzinuovi a Brescia, di 15 uffici territoriali. In ogni ufficio è presente un Consiglio di Mandamento formato da delegati artigiani che rappresentano la realtà economica nel territorio di riferimento. Il Mandamento di Confartigianato Valle Camonica è uno dei più attivi e radicati sul territorio dell’intera provincia, con 520 imprese associate che ruotano intorno alle sedi di Edolo, Darfo Boario Terme e Breno.

Nella foto, da sinistra: il neo presidente del Mandamento Valle Camonica Fabio Peloso, il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, il past president Gianbattista Pasquini, il consigliere di Giunta di Confartigianato Brescia Giovanni Tosi e Roberto Maggiò neo vicepresidente, delegato di Pisogne

A dicembre, tra panettoni e cenoni i bresciani spendono 304 milioni

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Le specialità artigiane in primo piano nei consumi alimentari di dicembre: secondo l’Osservatorio di Confartigianato Lombardia i lombardi consumeranno cibi e bevande di produzione artigiana per 960 milioni di euro, pari al 38,2% della spesa alimentare di dicembre e di questi 116 milioni nella sola provincia di Brescia. Dicembre, grazie alle festività natalizie, è un mese particolarmente favorevole per i consumi interni: l’Osservatorio ha calcolato che negli ultimi cinque anni le vendite al dettaglio di prodotti alimentari hanno superato mediamente del 24,8% le vendite degli altri 11 mesi dell’anno: la spesa alimentare di dicembre attesa in Lombardia è di 2.511 milioni di euro, 498 milioni in più del consumo medio mensile. Nella provincia di Brescia la spesa alimentare di dicembre attesa è di 304 milioni, 60 in più rispetto agli altri mesi.

La Lombardia guida anche la classifica delle regioni con i maggiori consumi interni di prodotti alimentari artigiani, seguita dal Lazio con 572 milioni e dalla Campania con 470, su un totale di 5,6 miliardi spesi dagli italiani. Milano, con 332 milioni spesi in specialità alimentari artigiani, è invece la seconda città italiana, dopo Roma (430 milioni) e prima di Napoli (241 milioni). Il cibo Made in Lombardia continua a conquistare anche i mercati esteri, con una crescita delle esportazioni di alimentari e bevande del 3,5% nell’ultimo anno e un valore complessivo di 3.999 milioni di Euro. Il cibo Made in Brescia conquista i mercati esteri anch’esso con una crescita delle esportazioni di alimentari e bevande del 3,2% nell’ultimo anno e un valore complessivo di 376 milioni di Euro.

La classifica dei dieci principali mercati di destinazione dell’alimentare lombardo vede in testa Francia (14,3%), Germania (11,4%), Regno Unito (8,8%) e Stati Uniti (8,7%), seguiti da Svizzera (5,8%), Paesi Bassi (5,4%), Spagna (5,0%), Belgio (4,5%), Giappone (2,6%) e Polonia (2,5%). A far registrare la crescita di export maggiore sono invece Polonia (+25,5%), Spagna (+20,7%) e Giappone (+19,3%).

«Tra i cibi più apprezzati in Italia e all’estero sono sicuramente protagoniste le numerose specialità alimentari riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con i marchi Dop, Igp e Stg. In Italia sono ben 288, e di queste 34 sono lombarde e di questi 18 prodotti provengono da Brescia – sottolinea Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia – a testimonianza di come l’orientamento alla qualità e allo sviluppo delle tradizioni del territorio sia particolarmente elevato nel nostro Paese e nella nostra regione. Il settore alimentare rappresenta un asset fondamentale non solo per la nostra economia ma anche per valorizzare tradizioni e culture regionali. Perché il cibo del futuro ha sapori antichi».

Confartigianato, uffici chiusi il 23 e il 30 dicembre

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Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale informa che in occasione delle prossime festività gli uffici della sede centrale e delle delegazioni periferiche rimarranno chiusi venerdì 23 e venerdì 30 dicembre. Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale augura a tutti un migliore anno nuovo. Per informazioni visita il sito dI Confartigianato Imprese Unione di Brescia www.confartigianato.bs.it

Il bilancio di Massetti: imprese unite e Confartigianato più forte

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Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

“L’associazione è più forte di prima, lo dicono i numeri degli iscritti. Per il 2017 mi auguro di continuare su questa strada, coinvolgendo quella metà di imprese bresciane che oggi non hanno alcuna rappresentanza. Ma l’auspicio è anche che il sistema Brescia riesca ad anteporre l’interesse delle aziende alle presidenze delle società controllate. Le associazioni imprenditoriali – non senza difficoltà – stanno facendo la loro parte, la politica dovrebbe imparare a fare meno campagna elettorale ed essere più concreta su alcuni temi”.

A dirlo è stato questa mattina il presidente di Confartigianato Brescia Eugenio Massetti, che in una conferenza – convocata il giorno dopo Apindustria e due giorni dopo Aib – ha fatto il punto sull’anno che si appresta a chiudersi.

Massetti ha ricordato innanzitutto i numeri. “Questa associazione è la più grande della Provincia di Brescia come iscritti”, ha detto, “a fine novembre eravamo 14.820, 120 in più dell’anno precedente. Inoltre abbiamo assunto altre 12 persone, arrivando a quota 160 dipendenti”. In crescita, del resto, è anche l’occupazione dell’intero settore (+1,1 per cento sul 2015, più 8,8 sul 2014), così come l’export bresciano, di cui gli artigiani muovono circa un quarto dei fatturati (2,6 miliardi). Ma “rimane la nota negativa del credito, con concessioni e richieste in calo rispetto al passato”.

In questo quadro, tornando al mondo di Confartigianato Brescia, le imprese guidate da donne rappresentano il 15 per cento del totale (con una prevalenza nei servizi alla persona e nell’abbigliamento), quelle guidate da giovani il 12 (soprattutto nella ristorazione), mentre le imprese artigiane straniere sono il 14 per cento. Ma a spiccare, ha sottolineato Massetti, sono soprattutto le 2.400 imprese che guardano concretamente alla green economy (il 27 per cento del totale) e le oltre 7.000 che si occupano di sharing economy ed economia circolare.

Di più. Come evidenziato dal segretario Carlo Piccinato “sono 22mila le imprese artigiane impegnate in prodotti collegati alla cosiddetta internet of things”. Un numero che testimonia come “sia in atto una trasformazione potente, con una montagna di piccole e piccolissime imprese che si stanno indirizzando su nuovi settori: più della metà degli imprenditori bresciani sta entrando concretamente nella new economy”.

Quindi, Massetti ha criticato quelle realtà on line che propongono di disintermediare piccole prestazioni quotidiane (come i lavoretti domestici) e di fatto “rappresentano spesso una spinta al lavoro nero, mentre i nostri artigiani devono pagare le tasse, pagare per formarsi e sottostare a mille vincoli”.

Mentre, sul fronte delle infrastrutture, ha elogiato il “lavoro di squadra della giunta e del consiglio camerale”, in particolare su fiera e aeroporto. Il presidente di Confartigianato ha quindi ribadito il sostegno al progetto dell’autostrada della Valtrompia, sottolineando però che sono necessarie anche altre opere di viabilità come “la strada di collegamento tra Orzinuovi e Chiari e quella fra Brescia e Gavardo”.

Infine il capitolo “industria 4.0” con la “positiva legge regionale dedicata alla manifattura 4.0”. Rispondendo alle sollecitazioni dei giornalisti, Massetti non ha confermato la presenza all’iniziativa promossa da Apindustria per lunedì in Camera di commercio. Ma ha cercato comunque di stemperare i toni. “Non è un’occasione in cui si prendono decisioni”, ha commentato, “si tratta semplicemente di una riunione informativa promossa da un’associazione. E’ legittimo che si faccia: la questione delle presenze o delle assenze è secondaria”. I rapporti con Api? “Ottimi, come lo sono con Aib: con tutte le difficoltà del caso i rapporti tra presidenti sono migliorati molto rispetto al passato”.

Le ricadute del referendum sulle imprese. Se ne parla lunedì con Serracchiani e Gelmini

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Referendum Costituzionale e la ricaduta sulle imprese. Questo il tema dell’incontro che Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale ha messo in calendario per lunedì 7 novembre, a partire dalle ore 20, presso l’Auditorium di Confartigianato di via Orzinuovi 28. Interverranno il vicesegretario del Partito Democratico Debora Serracchiani, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per le ragioni del sì e Mariastella Gelmini, segretario di Forza Italia della Lombardia per quelle del no. Dopo l’introduzione del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, l’incontro sarà moderato dal segretario generale di Confartigianato Brescia Carlo Piccinato. “Non è una scelta semplice – commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti – e perciò vogliamo offrire ai nostri associati un momento di incontro e confronto di alto livello. Per questo abbiamo invitato due autorevoli esponenti dei due fronti contrapposti per spiegare le loro ragioni, ma soprattutto per entrare nel merito di quali saranno le ricadute sulle imprese e sull’economia più in generale, sia che vinca il sì, sia che vinca il no. Lo sappiamo bene, gli artigiani sono pragmatici e decidono dopo aver ascoltato bene entrambe le posizioni e valutano cosa è meglio per loro e per la loro attività, che vuol dire lavoro e benessere per i propri dipendenti e ricadute e futuro per il territorio”.

Voucher baby sitting anche per le imprenditrici, Massetti: risultato importante

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“Una battaglia da sempre sostenuta e portata avanti con forza da Confartigianato e oggi le imprenditrici artigiane conquistano il diritto a coniugare attività d’impresa e impegni familiari”. Eugenio Massetti, presidente Confartigianato Brescia e Lombardia, commenta così la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro del Lavoro e del Ministro dell’Economia e Finanze che consente alle imprenditrici artigiane di poter usufruire del voucher baby-sitting. Il decreto prevede, infatti, la possibilità per le madri imprenditrici e lavoratrici autonome di richiedere, in sostituzione (anche parziale) del congedo parentale, un contributo per il servizio di baby-sitting o per i servizi per l’infanzia (erogati da soggetti sia pubblici che privati accreditati). “Il decreto – spiega Massetti – segna il superamento di un’incomprensibile disparità di trattamento tra dipendenti e titolari d’impresa. Apprezziamo che nella prossima legge di bilancio, grazie anche alla nostra battaglia, la misura sperimentale prevista lo scorso anno è stata resa strutturale per gli anni 2017 e 2018 incrementando le risorse dai 2 milioni di euro del 2016 ai 10 milioni per ognuno degli anni futuri”.

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